Secondo Channel 12, Washington punterebbe a una tregua di un mese per raggiungere l'accordo. Tra i punti ci sarebbe la rinuncia dell'Iran all'arma nucleare. "Abbiamo vinto, chi sostiene il contrario fa parte delle fake news", ha detto il presidente statunitense. L'Organizzazione iraniana per l'energia atomica ha annunciato che l'impianto nucleare di Bushehr, nel sud dell'Iran, è stato colpito da un attacco che non ha causato danni, accusando gli Stati Uniti e Israele di esserne responsabili
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Secondo diversi media americani, gli Stati Uniti avrebbero inviato un piano di pace in 15 punti a Teheran. Secondo Channel 12, il piano comprenderebbe lo smantellamento delle capacità nucleari esistenti che sono già state accumulate, un impegno da parte dell'Iran a non perseguire mai lo sviluppo di armi nucleari, nessun materiale arricchito sul suolo iraniano. Tra i benefici per Teheran, la revoca delle sanzioni. Inoltre tutto il materiale arricchito verrà consegnato all'Aiea secondo un calendario che sarà stabilito dalle parti. Gli impianti di Natanz, Isfahan e Fordow saranno dismessi e distrutti. L'Agenzia per l'energia atomica avrà accesso a tutte le informazioni che si trovano all'interno dei confini iraniani. Sempre secondo Channel 12, Teheran abbandonerà la strategia dei proxy e cesserà di finanziare e armare le milizie per procura nella regione. Lo Stretto di Hormuz rimarrà aperto, sarà una zona marittima libera e nessuno lo bloccherà. Quanto al progetto missilistico, verrà presa una decisione in seguito, ma sarà necessario limitare il numero e la gittata. e l'uso futuro sarà solo a scopo di autodifesa. Cosa otterrà l'Iran in cambio, secondo questo piano? La rimozione di tutte le sanzioni, l'aiuto a promuovere e sviluppare un progetto nucleare civile a Bushehr (produzione di elettricità) e verrà eliminata la minaccia dello 'snapback', ossia del ripristino automatico delle sanzioni.
Intanto Teheran afferma che le navi non ostili possono passare per lo stretto i Hormuz. Trump torna a rivendicare la vittoria: "Sapete, non mi piace dirlo, ma abbiamo vinto. La guerra è stata vinta. Chi sostiene il contrario fa parte delle fake news". E aggiunge: "L'Iran ci ha fatto un grande regalo sul petrolio e il gas", ha aggiunto, sottolineando che Teheran vuole fare "disperatamente" un accordo.
L'Organizzazione iraniana per l'energia atomica (AEO) ha annunciato che l'impianto nucleare di Bushehr, nel sud dell'Iran, è stato colpito da un attacco, che non ha causato danni, accusando gli Stati Uniti e Israele di esserne responsabili. Missili iraniani su Israele: a Tel Aviv diversi feriti, tra cui un neonato e un bambino di 7 anni, come riferiscono i soccorritori. Nel Nord d’Israele, in Alta Galilea, una donna è rimasta uccisa dopo un bombardamento dal Libano; altre due persone sono rimaste ferite lievemente. L’esercito israeliano ha colpito "siti produttivi del regime iraniano in diverse zone del Paese". Raid israeliani nel sud del Libano e nella valle della Bekaa hanno causato almeno 5 morti e diversi feriti, colpendo anche obiettivi legati a Hezbollah a Beirut. Nell’ovest dell’Iraq, un raid attribuito agli Stati Uniti ha causato la morte di 15 miliziani dell'ex coalizione paramilitare Hashed al-Shaabi.
Secondo i media Usa, il Pentagono intende inviare in Medio Oriente 3 mila soldati paracadutisti. Il tycoon parla anche di "cambio di regime" in corso in Iran, che però nega i colloqui con gli Usa e denuncia "fake news per manipolare i mercati".
Islamabad è disposta ad ospitare i negoziati per porre fine alla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. “Il Pakistan accoglie con favore e sostiene pienamente gli sforzi in corso per perseguire il dialogo in Medio Oriente”, dice il primo ministro Shehbaz Sharif. Mohammad Bagher Zolghadr, comandante militare in pensione del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, succede come segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano, ad Ali Larijani, ucciso la scorsa settimana in un attacco israeliano. Il Segretario di Stato americano Marco Rubio venerdì in Francia vedrà i suoi omologhi del G7 per discutere della guerra in Iran.
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Media: "Iraniani non vogliono negoziare con Witkoff-Kushner ma con Vance"
Fonti del Golfo hanno riferito al Telegraph che gli iraniani non intendono sedersi al tavolo con Steve Witkoff e Jared Kushner, accusandoli di "tradimento" a causa degli attacchi militari che hanno colpito Teheran poche ore dopo i colloqui tenuti a febbraio. "Non vogliono lavorare con Kushner e Witkoff perché li hanno pugnalati alle spalle", ha detto una fonte del Golfo. JD Vance, il vicepresidente rimasto in gran parte in silenzio durante il conflitto, è ora indicato come principale negoziatore in caso di nuovi colloqui a Islamabad in settimana. "Vance è preferito", ha detto una fonte del Golfo a proposito degli iraniani.
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Iran, Mohammad Zolghadr: chi è il successore di Larijani
Mohammad Bagher Zolghadr, comandante militare in pensione del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, è stato ufficialmente nominato come nuovo segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano, in sostituzione di Ali Larijani, ucciso la scorsa settimana in un attacco israeliano. Lo confermano i media iraniani.
Iran, Mohammad Zolghadr: chi è il successore di Larijani
Vai al contenutoAraghchi: "Bene Steinmeier, ha condannato le violazioni contro l'Iran"
"Il diritto internazionale è morto nella pratica, a causa dei doppi standard occidentali su Gaza e sull'Ucraina e del silenzio sull'aggressione israelo-americana contro l'Iran. Tuttavia, va dato merito al presidente Steinmeier per aver condannato le violazioni contro gli iraniani. Anche coloro che apprezzano lo stato di diritto dovrebbero far sentire la propria voce". Così su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.
Dall’Ucraina all’Iran, così i droni hanno cambiato la guerra
L'accelerazione c'è stata nel 2024 sul fronte ucraino. Il cambiamento portato dai droni è copernicano: minano, uccidono, distruggono e sono il segnale tangibile di un modo di combattere che sarà sempre più robotico.
Dall’Ucraina all’Iran, così i droni hanno cambiato la guerra
Vai al contenutoMedia Iran: "12 morti e 28 feriti in attacco di ieri a sud-est di Teheran"
È di 12 morti e 28 feriti il bilancio di un attacco di lunedì contro una zona residenziale a Varamin, a sud-est di Teheran. Lo riferiscono media iraniani.
Channel 12 svela il piano Usa per l'Iran
Smantellamento delle capacità nucleari esistenti che sono già state accumulate, un impegno da parte dell'Iran a non perseguire mai lo sviluppo di armi nucleari, nessun materiale arricchito sul suolo iraniano: sono alcuni dei 15 punti dell'accordo che gli Usa hanno proposto all'Iran, secondo quanto svelato dall'emittente israeliana Channel 12. Tra i benefici per Teheran, la revoca delle sanzioni.
Inoltre tutto il materiale arricchito verrà consegnato all'Aiea secondo un calendario che sarà stabilito dalle parti. Gli impianti di Natanz, Isfahan e Fordow saranno dismessi e distrutti. L'Agenzia per l'energia atomica avrà accesso a tutte le informazioni che si trovano all'interno dei confini iraniani. Sempre secondo Channel 12, Teheran abbandonerà la strategia dei proxy e cesserà di finanziare e armare le milizie per procura nella regione. Lo Stretto di Hormuz rimarrà aperto, sarà una zona marittima libera e nessuno lo bloccherà. Quanto al progetto missilistico, verrà presa una decisione in seguito, ma sarà necessario limitare il numero e la gittata. e l'uso futuro sarà solo a scopo di autodifesa. Cosa otterrà l'Iran in cambio, secondo questo piano? La rimozione di tutte le sanzioni, l'aiuto a promuovere e sviluppare un progetto nucleare civile a Bushehr (produzione di elettricità) e verrà eliminata la minaccia dello 'snapback', ossia del ripristino automatico delle sanzioni.
Libano, Onu: "Annessioni? Governo libanese va rispettato"
Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha condannato le parole di Israele che punta ad allargarsi in Libano, annettendo territori. Il portavoce, Stephane Dujarric, ha parlato di "retorica preoccupante" riguardo alle dichiarazioni del ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich, secondo il quale il fiume Litani deve diventare il nuovo confine del Libano, come la linea gialla a Gaza. "Il governo del Libano deve essere rispettato", ha aggiunto Dujarric, rispondendo alle domande dei giornalisti. Il fiume Litani attualmente non rappresenta il confine sud del Libano, separato da Israele da un terreno largo almeno una trentina di chilometri.
Channel 12: "Vertici Israele preoccupati che accordo Usa favorisca Iran"
Il presunto obiettivo Usa di una tregua di un mese in Iran per un accordo rapido e vago in linea di principio, nonostante sia dubbio che Teheran accetti, "sta tenendo svegli la notte i vertici politici e della sicurezza israeliani, per il timore che, a questo punto, gli iraniani possano effettivamente prevalere, essendo riusciti a fermare il fuoco senza che tutti i punti fossero stati definiti". Gerusalemme teme insomma che gli Stati Uniti spingeranno per un accordo quadro e rimanderanno i dettagli a un secondo momento. Lo riporta l'emittente israeliana Channel 12.
Mercato immobiliare, crisi Medio Oriente spinge investitori in Italia
Le tensioni internazionali nell’area del Golfo stanno innescando conseguenze inattese anche nel comparto immobiliare di alta gamma su scala globale. Dopo un lungo periodo in cui Dubai ha rappresentato una calamita per i grandi patrimoni, una parte degli investitori ha iniziato a dismettere alcune proprietà negli Emirati per riorientare le risorse verso il Vecchio Continente. Tra le mete più gettonate riemerge l’Italia, favorita dal richiamo del suo patrimonio abitativo e da un mercato del lusso percepito come solido. Ecco cosa sapere.
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Vai al contenutoChannel 12: "Usa puntano a tregua di un mese per accordo in 15 punti"
L'inviato Usa Steve Witkoff e Jared Kushner, con il consenso del presidente Donald Trump, stanno lavorando ad un meccanismo in base al quale verrà dichiarato un cessate il fuoco di un mese durante il quale le parti discuteranno l'accordo in 15 punti proposto da Washington, molto simile a quanto accaduto a Gaza e in Libano. Lo rivela l'emittente israeliana Channel 12, citando tre fonti a conoscenza dei dettagli.
Iran: "Navi non ostili possono transitare nello Stretto di Hormuz
L'Iran ha fatto circolare una lettera fra i paesi membri dell'Organizzazione Marittima Internazionale in cui afferma che le navi "non ostili" possono transitare attraverso lo Stretto di Hormuz in coordinamento con le autorità iraniane. Nella missiva, visionata da Financial Times, il ministro degli esteri dell'Iran afferma che Teheran ha "preso le misure necessarie per prevenire che gli aggressori e i loro sostenitori possano usare lo Stretto di Hormuz per portare avanti operazioni ostili contro l'Iran".
Aiea chiede "massima moderazione" dopo attacco a Bushehr
L'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) ha chiesto martedì "massima moderazione" dopo che l'Iran ha annunciato che l'impianto nucleare di Bushehr è stato colpito da un attacco, sebbene la struttura stessa non abbia subito danni. L'AIEA ha dichiarato che l'Iran l'ha informata che "un altro proiettile ha colpito i locali" dell'impianto nucleare di Bushehr. "Il Direttore Generale dell'AIEA, Rafael Grossi, ribadisce il suo appello alla massima moderazione per evitare qualsiasi rischio per la sicurezza nucleare in un momento di conflitto", ha affermato l'agenzia delle Nazioni Unite in un messaggio pubblicato su X.
Macron chiede a Teheran impegno e buona fede nei negoziati
Il presidente francese Emmanuel Macron ha esortato l'Iran a "impegnarsi in buona fede nei negoziati" al fine di allentare le tensioni nel conflitto in Medio Oriente, a seguito di un colloquio con il suo omologo iraniano, Masoud Pezeshkian. "Ho chiesto all'Iran di impegnarsi in buona fede nei negoziati, al fine di aprire una strada verso la de-escalation e di fornire un quadro per rispondere alle aspettative della comunità internazionale riguardo ai programmi nucleari e missilistici balistici iraniani, nonché alle sue attività di destabilizzazione regionale", ha scritto Macron in X.
Nyt: "Gli Usa hanno inviato all'Iran il piano in 15 punti"
Gli Stati Uniti hanno inviato all'Iran un piano in 15 punti per mettere fine alla guerra. Lo riporta il New York Times sottolineando che il piano è stato trasmesso tramite il Pakistan. Non è chiaro quanto sia stato condiviso fra i funzionari iraniani, né se l'Iran è propenso o meno ad accettarlo come base per i negoziati. Secondo il New York Times non è chiaro neanche se Israele abbia condiviso la proposta.
Iran: 12 feriti vicino a Tel Aviv dopo attacchi con missili
Dodici persone sono rimaste ferite stasera in due citta' vicino a Tel Aviv a seguito del lancio di uno o piu' missili dall'Iran, secondo quanto riportato dai servizi di soccorso israeliani. A Bnei Brak, le squadre di soccorso stanno "fornendo assistenza medica ed evacuando nove feriti" verso gli ospedali, tra cui "un uomo di 23 anni [...] con ferite da schegge e altre otto persone con ferite lievi [...] tra cui sei minorenni", si legge in un comunicato il Magen David Adom (MDA), l'equivalente israeliano della Croce Rossa. L'MDA ha anche riferito di aver evacuato tre persone ferite in un'esplosione a Givat Shmuel, una citta' vicino a Bnei Brak. L'Agenzia di Difesa Israeliana (MDA) ha inoltre pubblicato foto che mostrano l'impatto sulla parte superiore della facciata di un edificio, il crollo del tetto di un altro e un'enorme voragine al terzo piano di un condominio.
Esiste davvero una trattativa di pace Usa-Iran?
Tra propaganda e mediazioni indirette, Usa e Iran sembrano esplorare uno spazio di trattativa, mediata da Egitto, Oman e Qatar. Obiettivo possibile: cessate il fuoco e riapertura dello Stretto di Hormuz, ma ostacolato dagli obiettivi strategici di Israele.
Esiste davvero una trattativa di pace Usa-Iran?
Vai al contenutoFt: "Volkswagen tratta con azienda israeliana per produrre componenti Iron Dome"
Volkswagen è in trattative con Rafael Advanced Defence Systems di Israele per un accordo che trasformerebbe la produzione in una delle fabbriche del gruppo tedesco, passando dalle automobili alla difesa missilistica. Lo scrive il Financial Times. Le due aziende prevedono di convertire lo stabilimento in difficoltà di Osnabrück per produrre componenti per il sistema di difesa aerea Iron Dome del gruppo statale israeliano, secondo persone a conoscenza del piano. La collaborazione rappresenterebbe l'esempio più visibile finora dell'industria automobilistica tedesca — dove i profitti sono crollati a causa della crescente concorrenza cinese e della difficile transizione ai veicoli elettrici — che cerca partnership con il settore della difesa, in forte espansione. Le due aziende sperano di salvare tutti i 2.300 posti di lavoro nello stabilimento della Bassa Sassonia, nella Germania occidentale, che è stato minacciato di chiusura, e puntano a vendere i sistemi ai governi europei. "L'obiettivo è salvare tutti, magari persino crescere", ha detto una delle persone informate sui piani. "Il potenziale è molto alto. Ma è anche una decisione individuale per i lavoratori se vogliono far parte di questa idea", ha aggiunto. Stando a una seconda fonte, il governo tedesco sostiene attivamente la proposta. Vw produce già camion militari in una joint venture tra la sua controllata Man e il gruppo tedesco della difesa Rheinmetall. Tuttavia, la partnership con Rafael segnerebbe un importante ritorno agli armamenti per VW, che durante la seconda guerra mondiale produsse veicoli militari e la bomba volante V1 per la Wehrmacht di Hitler. Secondo i piani, lo stabilimento di Osnabrück produrrebbe vari componenti dell'Iron Dome, tra cui i camion pesanti che trasportano i missili del sistema, oltre ai lanciatori e ai generatori di energia. Tuttavia, non produrrebbe i proiettili stessi.
Macron sente Pezeshkian: "L'Iran si impegni in buona fede nei negoziati"
"Ho parlato con il presidente iraniano Massoud Pezeshkian. Ho esortato l'Iran a impegnarsi in buona fede nei negoziati per spianare la strada alla de-escalation e fornire un quadro di riferimento per rispondere alle aspettative della comunità internazionale riguardo ai programmi nucleari e missilistici balistici iraniani, nonché alle sue attività di destabilizzazione regionale". Lo scrive su X il presidente francese Emmanuel Macron. "Ho ribadito - aggiunge - l'assoluta necessità di porre fine agli inaccettabili attacchi contro i Paesi della regione, di preservare le infrastrutture energetiche e civili e di ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz". "Infine - conclude Macron - ho sollecitato l'Iran a consentire il rimpatrio in Francia dei nostri connazionali Cécile Kohler e Jacques Paris il prima possibile.
Libano, Onu: "Retorica di Israele ci preoccupa molto"
Il portavoce del segretario generale Antonio Guterres ha criticato l'annuncio della Difesa israeliana che prevede di inviare soldati nel sud del Libano, a sud del fiume Litani. "Questo messaggio - ha detto il portavoce dell'Onu, Stephane Dujarric - fa parte di una escalation retorica che ci preoccupa molto. Penso che sia l'ultima cosa che vorremmo vedere. E' l'ultima cosa che la popolazione del sud del Libano vorrebbe vedere". Dujarric, a nome di Guterres, ha auspicato la ripresa dei negoziati, ricordando che "non esiste una soluzione militare a questo conflitto".
Quattro arresti in Iraq: "Coinvolti nell'attacco a base siriana"
L'Iraq ha arrestato quattro persone in relazione a un attacco missilistico lanciato contro una base militare nella vicina Siria. "Le nostre forze di sicurezza, supportate dalle attività di intelligence, sono intervenute e sono riuscite ad arrestare quattro dei responsabili", si legge in una breve dichiarazione dell'ufficio del primo ministro, che aggiunge che i sospettati sono stati consegnati alle "autorità competenti" nell'ambito delle indagini. L'attacco di ieri aveva preso di mira una base militare siriana nord-orientale nella provincia di Hasakeh che fino a poco tempo fa ospitava forze statunitensi e una coalizione internazionale anti-jihadista.
Iran, impianto nucleare di Bushehr colpito: non segnalati danni
L'Organizzazione iraniana per l'energia atomica (AEO) ha annunciato che l'impianto nucleare di Bushehr, nel sud dell'Iran, e' stato colpito da un attacco, che non ha causato danni, accusando gli Stati Uniti e Israele di esserne responsabili. "Mentre il nemico americano-sionista continua le sue ostilita' (...), un proiettile ha colpito l'interno dell'impianto di Bushehr", ha riferito l'organizzazione, specificando che al momento non si segnalano "danni materiali o tecnici, ne' perdite di vite umane".
Trump: 'Colloqui con Iran costruttivi, stop raid'. Teheran smentisce
Il numero uno della Casa Bianca ha ordinato una pausa di cinque giorni negli attacchi contro le infrastrutture energetiche iraniane dopo due giorni di colloqui "positivi e produttivi" con Teheran. La sospensione, ha precisato, resterà valida solo in caso di progressi nelle discussioni in corso. Per i media iraniani non ci sarebbero state comunicazioni dirette o indirette con tra Teheran e gli Stati Uniti.
Trump: 'Colloqui con Iran costruttivi, stop raid'. Teheran smentisce
Vai al contenutoMedia: Rubio sfugge alle critiche sull'Iran, "è il meno pazzo"
Marco Rubio sta per ora sfuggendo alle critiche che stanno piovendo sull'amministrazione per la guerra in Iran. Fra i Repubblicani infatti il segretario di Stato gode di ampio consenso, e anche fra le file democratiche nessuno lo critica aspramente. "E' il meno pazzo. Se Trump lo rimuovesse, sceglierebbe di sicuro qualcuno che è peggio", hanno riferito alcune fonti del partito di opposizione ai media americani. L'ascesa di Rubio negli ultimi mesi sembra poter offuscare il vicepresidente JD Vance, considerato l'erede di Trump. Secondo indiscrezioni, Rubio non ha spinto per la guerra in Iran, almeno non quanto il premier israeliano Benyamin Netanyahu o il senatore repubblicano Lindsey Graham.
Libano, Onu: "Un milione di sfollati tra cui 370 mila bambini"
In Libano il numero degli sfollati a causa della guerra e' salito a piu' di un milione, di cui 370 mila bambini. Lo ha detto il portavoce dell'Onu, Stephane Dujarric, nel corso dell'incontro con i media al Palazzo di Vetro. Dujarric ha anche segnalato l'intensificarsi degli attacchi aerei israeliani che hanno colpito nella notte la periferia di Beirut.
In Catalogna misure da 400 milioni contro effetti guerra in Medio Oriente
Il governo catalano, presieduto dal socialista Salvador Illa, ha varato un pacchetto di misure da 400 milioni di euro per far fronte alle conseguenze economiche derivanti dalla guerra in Medio Oriente. Lo segnalano fonti della Generalitat. Le risorse sono distribuite su tre linee principali: sostegno alle imprese (216 milioni), che comprende linee di credito, contributi condizionati al mantenimento dei posti di lavoro e l'esenzione dell'imposta sulle emissioni di CO2 per i veicoli leggeri destinati al trasporto merci. Protezione delle famiglie e del potere d'acquisto (30 milioni), che prevede aiuti a nuclei familiari vulnerabili e supporto ai comuni per potenziare i servizi sociali essenziali, garantendo alimentazione e pagamento delle utenze. E, come terza direttrice, l'accelerazione della transizione ecologica (154 milioni), con finanziamenti e potenziamento di progetti di energie rinnovabili per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Il pacchetto integra il più ampio programma da 5 miliardi di euro approvato dal governo centrale spagnolo per mitigare gli effetti della crisi internazionale, con particolare attenzione all'impatto sul costo dell'energia e sui settori strategici.
Wall Street: chiude in calo, resta cautela su futuro guerra
La Borsa di New York ha chiuso la sessione di martedi' in territorio negativo. Il mercato sembra aver accantonato le speranze di una rapida cessazione delle ostilita' in Medio Oriente, scenario che Washington continua a negoziare nonostante le smentite di Teheran. Il Dow Jones ha ceduto lo 0,18%, il Nasdaq ha perso lo 0,84% e l'indice S&P 500 ha registrato un calo dello 0,37%.
Papa: "Stop guerra, le autorità lavorino per pace e dialogo"
"Voglio rinnovare l'appello per il cessate il fuoco per lavorare per la pace, ma non con le armi se non con il dialogo, cercando veramente una soluzione per tutti". Cosi' Papa Leone XIV all'uscita da Villa Barberini, a Castel Gandolfo parlando con i giornalisti. "Adesso aumenta l'odio, la violenza e' sempre peggio. Piu' di un milione di sfollati, tanti morti. Vogliamo pregare per la pace, ma invito tutte le autorita' a lavorare veramente con il dialogo per risolvere i problemi", ha sottolineato.
Media Iran: "Attacco Usa-Israele vicino a centrale nucleare Bushehr"
L'Organizzazione iraniana per l'energia atomica ha dichiarato che gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato la zona circostante la centrale nucleare iraniana di Bushehr martedì sera. Lo riporta l'agenzia statale Irna. Secondo le prime informazioni, l'attacco non avrebbe causato danni tecnici né vittime.
Danon: "Israele ha diritto al nucleare perché vuole pace"
Rispondendo alla domanda di un giornalista che chiedeva perché Israele avesse diritto al nucleare mentre l'Iran no, l'ambasciatore israeliano all'Onu Danny Danon ha risposto: "Perché noi promuoviamo la pace, preghiamo per la pace. Se guardi al regime iraniano, loro stanno facendo esattamente l'opposto, hanno attaccato tredici Paesi in un mese". L'ambasciatore ha aggiunto: "Israele esiste da 77 anni, non abbiamo mai fatto la guerra a certi Paesi messi insieme. Io ritengo l'Iran fonte di instabilità, mentre Israele è fonte di pace".
Salgono a nove i feriti da attacco con ordigni a grappolo nel centro di Israele
Il servizio di emergenza israeliano Magen David Adom ha aggiornato il bilancio dei feriti a seguito dell'impatto delle bombe a grappolo iraniane a Bnei Brak, portandolo a nove. Tra i feriti figurano un uomo di 23 anni in condizioni moderate, colpito da schegge, e altre otto persone in buone condizioni, tra cui sei bambini, colpite da un'esplosione o da schegge.
Allarme sulle forniture di gas: l'Italia cerca strade alternative
La diversificazione delle fonti di approvvigionamento dei combustibili è essenziale: lo hanno insegnato i conflitti in Ucraina e, ora, quello in Iran. Anche l'Italia, come altri Paesi, si sta muovendo per cercare strade alternative in tal senso. Ecco il piano.
Allarme sulle forniture di gas: l'Italia cerca strade alternative
Vai al contenutoIl Papa: "Invito tutti a lavorare per il dialogo e la pace"
"Voglio rinnovare l'appello per il cessate il fuoco, per lavorare per la pace, ma non con le armi, con il dialogo, cercando veramente una soluzione per tutti. Adesso aumenta l'odio, la violenza è sempre peggio, più di un milione sfollati, tanti morti. Vogliamo pregare per la pace, ma invito tutte le autorità a lavorare veramente con il dialogo, a risolvere i problemi". Lo ha detto il Papa lasciando Castel Gandolfo.
Teheran: Usa e Israele hanno attaccato area impianto nucleare di Bushehr
L'Organizzazione iraniana per l'energia atomica ha dichiarato che stasera gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato la zona circostante la centrale nucleare iraniana di Bushehr. Lo riportato l'agenzia Irna, secondo cui l'attacco non avrebbe causato danni strutturali né vittime.
Guerra in Iran, salgono i prezzi dei voli. I consigli per risparmiare
La guerra in Iran è entrata nella sua quarta settimana, e i combattimenti continuano a causare aumento del prezzo del carburante e chiusura degli spazi aerei in diverse aree del Medio Oriente. La situazione rimane complessa, tanto che nei giorni scorsi le principali compagnie aeree europee, riunite a Bruxelles nell'associazione Airlines for Europe, hanno avvertito che l’Europa non sarà immune ai rincari dei biglietti aerei legati all'impennata dei costi del petrolio.
Guerra in Iran, salgono i prezzi dei voli. I consigli per risparmiare
Vai al contenutoIran, media: "Ghalibaf ha preso un volo da Teheran a Islamabad con approvazione Usa e Israele"
Secondo quanto riportato dai media pakistani, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf è volato da Teheran a Islamabad con il benestare eccezionale delle autorità statunitensi che di quelle israeliane. Questo insolito coordinamento si inserisce in un contesto di intenso conflitto regionale e segnala un potenziale passaggio verso una diplomazia segreta ad alto livello, scrivono i giornali e i social pakistani. La rotta del volo attraverso uno spazio aereo conteso o monitorato richiede un notevole lavoro di coordinamento, soprattutto alla luce delle operazioni “True Promise-4” e dei continui attacchi aerei segnalati nella regione. Il fatto che un funzionario iraniano di così alto rango abbia potuto viaggiare in sicurezza indica che nazioni mediatrici come il Pakistan, la Turchia e l'Egitto stanno riuscendo a facilitare una “finestra diplomatica”. Si moltiplicano le speculazioni sul fatto che Islamabad possa ospitare già questa settimana un vertice segreto tra rappresentanti statunitensi e funzionari iraniani per discutere di un potenziale cessate il fuoco o della riapertura dello Stretto di Hormuz. L'arrivo di Ghalibaf preluderebbe a colloqui “molto intensi”, che persino Donald Trump ha recentemente ipotizzato possano avere un risultato significativo. Sebbene la leadership iraniana neghi ufficialmente qualsiasi negoziazione diretta con gli Stati Uniti, la realtà logistica di questo volo suggerisce che tutte le parti stiano attualmente dando priorità al passaggio sicuro dei negoziatori chiave. Questo sviluppo segna uno dei segnali di distensione più significativi da quando il conflitto ha raggiunto il punto di ebollizione all'inizio di questo mese. L'"approvazione" da parte israeliana è particolarmente sorprendente, poiché implica che l’Idf e i servizi segreti israeliani abbiano contribuito a garantire la sicurezza del transito della delegazione iraniana. Questo livello di trasparenza tra avversari suggerisce che la pressione per evitare un collasso regionale su vasta scala stia imponendo una cooperazione senza precedenti.
Governo Iraq: "Ex gruppi paramilitari possono rispondere agli attacchi"
L'Iraq ha concesso agli ex gruppi paramilitari il diritto di rispondere e difendersi da "attacchi militari" condotti da droni o aerei che prendono di mira le loro basi, secondo quanto riportato in un comunicato stampa diffuso stasera dall'ufficio del primo ministro. La decisione è giunta dopo un attacco aereo mortale che ha ucciso 15 combattenti delle Forze di Mobilitazione Popolare (Pmf), parte di una coalizione di gruppi armati, tra cui fazioni filo-iraniane, integrata nelle forze armate regolari irachene. Le Pmf hanno attribuito l'attacco agli Stati Uniti. Alla coalizione è stato concesso il diritto di "affrontare e rispondere ad attacchi militari condotti da aerei e droni militari che prendono di mira i quartier generali... utilizzando i mezzi disponibili, in conformità con il diritto di risposta e di autodifesa". Il ministero degli Esteri iracheno convocherà inoltre l'incaricato d'affari statunitense e l'ambasciatore iraniano in seguito a due attacchi mortali contro ex paramilitari e combattenti curdi iracheni della regione autonoma settentrionale, secondo quanto riportato in un comunicato ufficiale. Il ministero convocherà i rappresentanti per "presentare una formale protesta in merito agli attacchi", ha dichiarato l'ufficio del Primo Ministro iracheno in un comunicato diffuso dopo una riunione del Consiglio di Sicurezza Nazionale.
Sondaggio Reuters/Ipsos: "Consenso per Trump crolla al 36%, il più basso del secondo mandato"
Il tasso di approvazione di Donald Trump è sceso in una settimana al livello più basso da quando è ritornato alla Casa Bianca, principalmente a causa dell' impennata dei prezzi della benzina e da una diffusa disapprovazione per la guerra contro l'Iran. E' quanto emerge da un sondaggio Reuters/Ipsos condotto in quattro giorni e conclusosi ieri. L'inchiesta ha rilevato che solo il 36% degli americani approva l'operato di Trump, in calo rispetto al 40% registrato dallo stesso sondaggio la settimana prima. Bocciato anche sulla gestione economica, approvata solo dal 29%, un dato peggiore di quello di Joe Biden. L'opinione degli americani su Trump si è deteriorata in modo significativo da quando i prezzi della benzina sono schizzati alle stelle dopo che, il 28 febbraio, Stati Uniti e Israele hanno lanciato l'operazione militare contro Teheran. Un'operazione approvata dal 35% degli americani, in calo rispetto al 37% rilevato la settimana scorsa. Il 61% si è invece dichiarato contrario agli attacchi, contro il 59% della settimana precedente. Solo il 29% del Paese approva la gestione economica del tycoon, il tasso di gradimento più basso registrato in entrambi i mandati, nonché un dato inferiore a qualsiasi indice di approvazione economica mai ottenuto dal suo predecessore, Joe Biden. La posizione di Trump all'interno del partito repubblicano rimane sostanzialmente solida. Solo circa un repubblicano su cinque ha dichiarato di disapprovare il suo operato alla Casa Bianca, tuttavia la quota che disapprova la sua gestione del costo della vita è salita al 34%, rispetto al 27% della settimana scorsa.
A Tel Aviv 7 feriti dopo l'attacco dall'Iran, anche un bambino e un neonato
Nell'ultimo attacco iraniano contro il centro di Israele, detriti e schegge di missili sono caduti nel sobborgo di Tel Aviv Bnei Brak, ferendo in modo non grave sette persone tra cui un neonato e un bambino di 7 anni, come riferiscono i soccorritori. Si registrano danni anche a Petah Tikva, a est di Tel Aviv.
Idf: "Intensifichiamo manovra e porteremo al disarmo di Hezbollah"
'Il Libano ha l'opportunità di cambiare radicalmente la situazione. Stiamo intensificando la manovra via terra e operando in tutto il Libano per colpire Hezbollah e portare al suo disarmo al termine del processo''. Lo ha detto il portavoce dell'Idf Effie Defrin in una conferenza stampa.
Media: "I 3.000 soldati che il Pentagono invierà sono paracadutisti"
I 3.000 soldati che il Pentagono intende inviare in Medio Oriente sono i paracadutisti dell'82ma divisione. Lo riportano i media americani. L'ordine di dispiegamento dovrebbe essere firmato a ore.
Trump: "Sorvoliamo l'Iran liberamente, possiamo fare ciò che vogliamo"
Gli Usa stanno "sorvolando liberamente Teheran. Possiamo fare tutto ciò che vogliamo". Il presidente americano Donald Trump, parlando nello Studio Ovale, ha rivelato che gli Stati Uniti erano pronti a distruggere una delle più grandi centrali elettriche dell'Iran, pari a "un colpo nel punto giusto", ma si sono astenuti a causa dei negoziati in corso.
Il petrolio chiude in netto rialzo a New York a 92,35 dollari
Il petrolio chiude in netto rialzo a New York, dove le quotazioni salgono del 4,79% a 92,35 dollari al barile.
Trump: "L'Iran ci ha fatto un grande regalo su petrolio e gas"
"L'Iran ci ha fatto un grande regalo sul petrolio e il gas". Lo ha detto Donald Trump alla Casa Bianca sottolineando che Teheran vuole fare "disperatamente" un accordo.
Iran, Sultano Oman vede Di Maio: "Porre fine a guerra ora"
"Sono lieto di aver incontrato oggi il Rappresentante Speciale dell'UE per il Golfo Luigi Di Maio. Condivido la profonda preoccupazione dell'Oman per il raggiungimento della pace nella regione. Qualsiasi valutazione ragionevole dei fatti porta alla chiara conclusione che gli Stati Uniti e l'Iran hanno un forte interesse comune a porre fine a questa guerra immediatamente". Lo scrive su X il Sultano dell'Oman, Badr Albusaidi.
Iran, Trump: "Abbiamo vinto questa guerra"
"Sapete, non mi piace dirlo, ma abbiamo vinto. La guerra e' stata vinta. Chi sostiene il contrario fa parte delle fake news". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando alla Casa Bianca.
Libano, Macron a Herzog: "Cogliete opportunità colloqui diretti"
Emmanuel Macron ha esortato Israele a "impedire un'ulteriore escalation del conflitto in Libano" e a cogliere l'"opportunita'" per "colloqui diretti" tra i due Paesi, in una conversazione con il presidente israeliano Isaac Herzog. Nel pomeriggio, il presidente francese ha presieduto un'altra riunione del Consiglio di Difesa e Sicurezza Nazionale al Palazzo dell'Eliseo, incentrata sulla guerra in Medio Oriente, riunendo ministri e funzionari responsabili delle questioni di sicurezza. Non e' stata rilasciata alcuna dichiarazione immediata al termine di quest'ultima riunione di crisi.
Iran, Trump: "Oggi ci hanno fatto un grande regalo su Hormuz"
Le persone iraniane con cui gli Stati Uniti stanno negoziando "hanno fatto un grosso regalo" all'amministrazione americana. Lo ha dichiarato il presidente Donald Trump parlando alla Casa Bianca. "Abbiamo a che fare con un gruppo di persone che, a mio parere, si sono dimostrate all'altezza, e il regalo che ci hanno fatto e' stato molto significativo, e avevano promesso di farlo, e cosi' e' stato, e sono gli unici che avrebbero potuto farlo", ha affermato spiegando che il regalo e' legato al "flusso attraverso lo Stretto" di Hormuz.
M.O., media: "Israele creerà unità Difesa su coloni violenti"
In seguito alle pressioni di Washington, il governo israeliano approvera' l'istituzione di un'unita' presso il ministero della Difesa per occuparsi dei cosiddetti 'giovani delle colline', i giovani coloni ritenuti tra i principali responsabili delle violenze crescenti contro i palestinesi in Cisgiordania. Lo ha riferito il giornalista di Channel 12, Amit Segal, precisando che l'unita' avra' un budget di 130 milioni di shekel per i prossimi tre anni. Ieri Israel HaYom ha riferito di una telefonata molto animata tra il vice presidente Usa JD Vance e il premier israeliano Benjamin Netanyahu, durante la quale il rappresentante della Casa Bianca ha espresso all'alleato la preoccupazione e l'irritazione di Washington per l'escalation di violenza a opera dei coloni contro i palestinesi in Cisgiordania. L'ufficio di Vance ha smentito.
Trump: "C'è stato cambio regime in Iran ma non mi fido di nessuno"
"Abbiamo ucciso tutti i leader dell'Iran, ora c'è un nuovo gruppo. C'è stato un cambio di regime". Lo ha detto Donald Trump a un evento alla Casa Bianca precisando di "non fidarsi" neanche dei nuovi leader. "Non mi fido di nessuno", ha sottolineato.
Allarmi a Tel Aviv per un nuovo lancio di missili dall'Iran
L'allarme sta suonando a Tel Aviv e nel centro di Israele per un nuovo lancio di missili dall'Iran.
Trump insiste: "Nato dovrebbe essere più coinvolta nella guerra all'Iran"
"La Nato dovrebbe essere più coinvolta" nella guerra contro l'Iran. Lo ha ribadito Donald Trump in un evento alla Casa Bianca.
Idf proroga le direttive sullo stato di emergenza, scuole chiuse
L'Home Front Command dell'Idf ha esteso le attuali restrizioni per l'emergenza guerra almeno fino a giovedì sera. Di conseguenza, il sistema scolastico rimarrà chiuso nella maggior parte del Paese e gli assembramenti sono consentiti in numeri limitati in luoghi adiacenti a rifugi.
Trump: "Nelle trattative con l'Iran coinvolti anche Rubio e Vance"
"Stiamo trattando con l'Iran. E le trattative coinvolgono fra gli altri anche il segretario di Stato Marco Rubio e il vicepresidente JD Vance. L'Iran vorrebbe un accordo". Lo ha detto Donald Trump.
Iran, Trump: "Hanno accettato di rinunciare all'arma nucleare"
"Gli iraniani hanno accettato che non avranno mai un'arma nucleare". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando alla Casa Bianca.
Idf: "In calo i lanci di missili dall'Iran, una media di dieci al giorno"
''I lanci di missili balistici dall'Iran sono in calo, una media di dieci al giorno'', lo ha detto il portavoce dell'esercito israeliano Effie Defrin in una conferenza stampa.
Trump: "In Iran stiamo parlando con le persone giuste, vedremo cosa succede"
"Abbiamo avuto successo in Venezuela e lo stiamo avendo anche in Iran". Lo ha detto Donald Trump sottolineando che gli Stati Uniti stanno parlando in Iran con le "persone giuste", quelle che "vogliono fare un accordo. Vedremo cosa succede"
Iran, Casa Bianca: "Trump valuta diplomazia ma attacchi proseguono"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump prosegue con le operazioni militari contro l'Iran mentre valuta al tempo stesso "nuove" opzioni diplomatiche, ha riferito martedi' la Casa Bianca, dopo l'annuncio di colloqui con Teheran e l'emergere del Pakistan come possibile mediatore. "Mentre il presidente Trump e i suoi negoziatori esplorano questa nuova possibilita' di diplomazia, l'operazione 'Epic Fury' continua senza sosta per raggiungere gli obiettivi militari fissati dal comandante in capo e dal Pentagono", ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt.
Madri palestinesi e israeliane "a piedi nudi per la pace" nel centro di Roma
Madri palestinesi e israeliane hanno camminato insieme nel centro di Roma per la 'Barefoot Walk: Mothers' Call for Peace', un'iniziativa per promuovere un'azione globale mirata a sollecitare i leader mondiali a porre fine al conflitto israelo-palestinese e ad ammettere le donne al tavolo dei negoziati per la pace. Il movimento, che riunisce decine di migliaia di donne e madri dei due paesi, è guidato dalla palestinese Reem Al-Hajajreh di Women of the Sun e dall'israeliana Yael Admi di Women Wage Peace. "Per generazioni le nostre comunità - spiegano in una dichiarazione congiunta - sono state lacerate da violenza e paura. Mentre le guerre continuano, le voci di chi paga il prezzo più alto,madri e donne, vengono sistematicamente ignorate ed escluse dalle stanze dove si decide anche il loro futuro e quello dei loro figli. Oggi diciamo basta, tutto questo deve finire. I nostri figli meritano scelte migliori che uccidere o essere uccisi. Da anni, e non senza rischi, siamo impegnate a costruire legami tra i nostri popoli perché il dialogo è l'unico modo per costruire una pace giusta e duratura. Questo obiettivo non è solo possibile: è essenziale per la sopravvivenza delle nostre comunità". La camminata a Roma segna l'inizio di una serie di azioni di solidarietà e incontri, a partire da quello con papa Leone XIV, che domani incontrerà le rappresentanti di Mothers' Call in Vaticano per ascoltare il loro appello. Mothers' Call chiede la fine immediata e definitiva della violenza e l'inclusione delle donne nei negoziati per la pace, nel rispetto della Risoluzione 1325 (nota come 'Agenda Donne, Pace e Sicurezza) approvata 25 anni fa dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu. A concludere la marcia, un'esecuzione a cappella della nota cantautrice e attivista Milck. L'iniziativa è supportata da Vital Voices, organizzazione internazionale non governativa che da oltre trent'anni promuove la leadership femminile a livello globale. Nei prossimi mesi, numerose Barefoot Walk si svolgeranno in città di tutto il mondo e il movimento Mothers' Call invita tutte le donne a partecipare. Organizzate strategicamente in concomitanza con i principali vertici internazionali.
Casa Bianca: la guerra contro l'Iran prosegue "senza sosta"
"Mentre il presidente Trump e i suoi negoziatori esplorano questa nuova possibilità diplomatica, l'operazione Epic Fury prosegue senza sosta per raggiungere gli obiettivi militari stabiliti dal Comandante in Capo e dal Pentagono". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt in una dichiarazione all'agenzia France Presse.
Axios: "Per Usa possibili colloqui già giovedì"
Gli Stati Uniti e un gruppo di mediatori stanno discutendo la possibilita' di tenere colloqui di pace di alto livello con l'Iran gia' giovedi', ma sono ancora in attesa di una risposta da Teheran. Lo ha riferito Barak Ravid di Axios, citando due fonti a conoscenza della questione. Dietro le quinte degli annunci e delle smentite, regna l'incertezza. I Pasdaran hanno smentito colloqui con gli Stati Uniti, pur avendo confermato l'invio da Washington di messaggi e proposte. Ventilato anche un ruolo di capo negoziatore Usa per il vice presidente JD Vance. "Ma non e' chiaro se ci sia qualcosa di concreto in cui essere coinvolti. Tutti stanno cercando di capire se sia vero", ha riferito una fonte ben informata. Secondo alcuni funzionari iraniani, Trump sta semplicemente cercando di calmare i mercati e guadagnare tempo per i suoi piani militari con false dichiarazioni di progressi diplomatici. In questo quadro si inserisce la notizia dello schieramento in Medio Oriente di diverse migliaia di soldati dell'82 divisione aviotrasportata Usa. Cio' darebbe agli Stati Uniti maggiore margine di manovra per potenziali operazioni di terra, sottolinea il giornalista di Axios.
Axios: "Usa attendono risposta dell'Iran su un possibile incontro"
Gli Stati Uniti e i mediatori stanno valutando la possibilità di un incontro di alto livello per la pace con l'Iran giovedì ma stanno aspettando una risposta da Teheran. Lo riporta Axios citando alcune fonti.
Ministro Economia francese: "Guerra provoca nuovo shock petrolifero"
Le ministro dell'Economia francese, Roland Lescure, ha parlato oggi di "un nuovo shock petrolifero" provocato dalla guerra in Medio Oriente. Questo evento rischia di pesare sulla crescita economica della Francia, ha aggiunto il ministro davanti all'Assemblée Nationale. Parlando delle difficoltà nel trasporto del petrolio dai paesi del Golfo verso il resto del mondo, Lescure ha affermato che "questa situazione rappresenta un nuovo shock petrolifero. E se questo shock energetico persiste al di là di qualche settimana, la crisi potrebbe diffondersi più ampiamente all'economia, ed essere di una natura più sistemica".
Libano, Idf: "Caduto su Beirut missile lanciato dall'Iran"
Le forze armate israeliane hanno riferito della caduta su Beirut di un missile balistico lanciato dall'Iran. E' quanto si legge in una nota dell'Idf, che cita "una valutazione" sull'accaduto e "i dati a disposizione".
Libano, ministro: 1.072 morti e 2.966 feriti in attacchi Idf
Dall'inizio della guerra di Israele contro Hezbollah in Libano, il 2 marzo, sono 1.072 i morti e 2.966 i feriti. Lo ha riferito il ministero della Salute libanese, sottolineando che nelle ultime 24 ore, in 33 sono stati uccisi e altri 90 feriti.
Israele, appello a governo: "Rifugi pubblici in comunità arabe"
Il deputato della Lista Araba Unita, Waleed Alhwashla, ha esortato il governo israeliano a stanziare fondi per costruire rifugi pubblici nelle comunita' arabe. L'appello arriva dopo che nei giorni scorsi quasi 200 persone sono rimaste ferite in attacchi missilistici iraniani su Arad e Dimona, nel sud del Paese. "Oltre 150.000 cittadini arabi nei villaggi non riconosciuti del Negev vivono senza mezzi di protezione di base, sotto la costante minaccia di lanci di razzi, che mettono a grave rischio le loro vite a ogni escalation", ha sottolineato il deputato arabo-israeliano in una lettera inviata al premier Benjamin Netanyahu. I rifugi pubblici sono un diritto fondamentale, ha affermato Alhwashla, ricordando che "i cittadini arabi dimostrano continuamente il loro impegno, partecipando alle operazioni di soccorso e rischiando la propria vita per gli altri, pur non avendo un minimo di protezione".
Il gas conclude in ampio calo (-4,6%) a 54 euro al Megawattora
Prezzo del gas in ribasso sul mercato di Amsterdam, di riferimento per l'Europa: il future sul metano con consegna ad aprile ha chiuso in calo del 4,6% a 54 euro al Megawattora.
Libano, Idf: "Eliminato esponente Forza Quds a Beirut"
Le forze armate israeliane hanno annunciato di aver eliminato a Beirut Muhammad Ali Kourani, un esponente della Forza Quds dei Guardiani della Rivoluzione islamica, accusato di pianificare "attacchi terroristici sotto la direzione dei servizi segreti iraniani". Gia' ieri la stampa aveva riportato che Kourani, bersaglio dell'attacco al Comfort Hotel di Baabda, era stato nuovamente preso di mira, questa volta in un attacco a un appartamento a Hazmieh, zona residenziale a est della capitale libanese.
Wsj: "Il Pentagono vuole schierare altri 3.000 soldati in Medio Oriente"
Il Pentagono prevede di dispiegare 3.000 soldati della divisione di elite dell'esercito in Medio Oriente a sostegno delle operazioni in Iran. Lo riporta il Wall Street Journal, secondo il quale l'ordine scritto per il dispiegamento è atteso a ore. Lo schieramento dell'82ma divisione, spiegano le fonti, apre a Donald Trump la possibilità di perseguire diverse opzioni strategiche.
L'Irlanda taglia le accise su benzina e diesel contro i rincari per la guerra
Il governo irlandese ha introdotto una riduzione temporanea delle accise su benzina e diesel per contrastare l'impennata dei prezzi causata dal conflitto in Medio Oriente. E' previsto un taglio di 20 centesimi al litro per il diesel e di 15 per la benzina sino alla fine di maggio, in linea con quanto stanno facendo altri Paesi in Europa. L'intervento fa parte di un piano straordinario da 250 milioni di euro mirato ad "ammortizzare" lo shock dei prezzi per famiglie e imprese. Dall'inizio di marzo, i prezzi alla pompa sono aumentati di oltre 25 centesimi per la benzina e di 55 centesimi per il diesel. Il pacchetto include anche rimborsi fiscali per gli autotrasportatori e il prolungamento del bonus carburante per circa mezzo milione di nuclei familiari. Nonostante la volatilità del mercato, il primo ministro Micheál Martin ha rassicurato gli irlandesi precisando che il governo "non intende" introdurre il razionamento del carburante.
Iran, missile su Tel Aviv: falliti vari tentativi intercettarlo
Il missile iraniano che ha colpito stamane Tel Aviv ha eluso diversi tentativi di intercettazione da parte della difesa aerea israeliana. E' il risultato di un'indagine preliminare delle forze armate, riportata da Haaretz, secondo la quale il missile aveva una testata da 100 chilogrammi e ha colpito tra gli edifici, danneggiando 12 strutture, tra cui una gravemente e sette moderatamente. Ha inoltre innescato un incendio, mandando in fumo nove auto. Sei le persone che hanno avuto bisogno di soccorso per inalazione di fumo e ferite riportate durante la corsa verso un rifugio, ma sono state trattate sul posto.
Iran: Erdogan: "Turchia rimane fuori dalla guerra"
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha ribadito che la Turchia "rimane fuori dalla cintura di fuoco che infiamma la regione". "E' necessario tornare a dare priorita' a negoziati e diplomazia, non portare altra legna al fuoco che attanaglia tutta la regione. Non cadremo in nessuna trappola", ha detto Erdogan. Il leader turco ha parlato al termine del Consiglio dei Ministri. I conferenza stampa durante ha attaccato il premier israeliano Benjamin Netanyahu. "Le conseguenze globali della guerra voluta cosi' fortemente dal signor Netanyahu le pagheremo tutti. La sua guerra preferita lascia a tutti noi un conto di 8 miliardi di dollari", ha dichiarato Erdogan.
Una donna morta nel nord di Israele nel lancio di missili dal Libano
Una donna è rimasta uccisa in Alta Galilea in seguito all'ultimo bombardamento dal Libano verso il nord d'Israele. Lo riferiscono i servizi di soccorso. Altre due persone sono state ferite in modo non grave. Nell'attacco, Hezbollah ha lanciato circa 30 ordigni, secondo le prime informazioni.
Libano, Hezbollah: "Revocare subito espulsione ambasciatore Iran"
Hezbollah ha chiesto alle autorita' libanesi di "revocare immediatamente" la decisione di espellere l'ambasciatore iraniano, Mohammad Reza Raouf Sheibani. "Hezbollah invita il presidente della Repubblica e il primo ministro a chiedere al ministro degli Esteri... di revocare immediatamente questa decisione a causa delle sue pericolose ripercussioni", ha dichiarato il gruppo sciita filo-Teheran, definendo la mossa un "peccato nazionale e strategico".
Francia: "Israele eviti operazioni per prendere controllo sud del Libano"
Il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, ha esortato oggi Israele "ad astenersi" dal condurre operazioni per prendere il controllo di una zona del sud del Libano, pur rallegrandosi per la "coraggiosa decisione" del Libano di espellere l'ambasciatore iraniano a Beirut. "Noi - ha detto Barrot in un'intervista - esortiamo le autorità israeliane ad astenersi da operazioni di terra del genere, che avrebbero conseguenze umanitarie gravissime e aggraverebbero la situazione già drammatica del paese". "Voglio rendere omaggio alle dichiarazioni e alle azioni del governo libanese - ha continuato Barrot - che questa mattina ha preso una decisione coraggiosa ordinando l'espulsione dell'ambasciatore di Iran poiché, decidendo di entrare in guerra, Hezbollah, per sostenere l'Iran, ha trascinato il paese che si stava riprendendo, lentamente ma con decisione dalle crisi precedenti, in una guerra".
Libano, razzi su nord Israele: donna gravemente ferita
Tre persone sono rimaste ferite, tra cui una donna gravemente, a causa dell'impatto di un razzo vicino a Mahanayim, nel nord di Israele. Lo hanno riferito i media, citando i soccorritori. Hezbollah ha lanciato una raffica di circa 30 razzi verso la zona, secondo l'esercito. Le sirene sono risuonate anche in Galilea per sospetto attacco con droni dal Libano.
Erdogan: "Tutto il mondo sta pagando per la guerra di Netanyahu"
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha affermato che il conflitto che coinvolge Israele, Usa e Iran è una "guerra illegale" del premier israeliano Benjamin Netanyahu e che tutto il mondo ne sta pagando il prezzo. "Gli ultimi 25 giorni hanno dimostrato che, sebbene questa sia la guerra di Israele, il mondo ne sta pagando il prezzo. È la guerra di Netanyahu per il potere, ma a subirne le conseguenze sono 8 miliardi di persone", ha detto Erdogan, riferisce Anadolu, auspicando che il conflitto possa concludersi presto attraverso un processo negoziale, "prima che si verifichino danni all'economia globale, che richiederanno anni per essere riparati". In un discorso televisivo dopo una riunione di gabinetto ad Ankara, il leader turco ha aggiunto che "non si deve permettere che la posizione intransigente, massimalista e radicale di Israele saboti le soluzioni diplomatiche".
Borsa Milano: chiude in rialzo (+0,42%), vola Inwit
La Borsa di Milano chiude una seduta estremamente volatile in rialzo, con il Ftse Mib che sale dello 0,42% a quota 43.369 punti. In cima al paniere Inwit che vola a +9,89% a 6,89 euro per azione, sulle indiscrezioni di stampa su una possibile operazione nel settore delle tlc: Ardian starebbe valutando, insieme al fondo canadese Brookfield, un'offerta congiunta per arrivare al 100% di Inwit, favorita anche dal recente calo del titolo. Tim perde lo 0,36% a 0,6010 euro per azione dopo l'Opas di Poste (-0,3%). Corre Stellantis (+3,42%) dopo le immatricolazioni di febbraio. Giu' i titoli della difesa, Fincantieri -3,66% e Leonardo in flessione del 2,06%. Ben intonati i principali energetici, con Eni ed Enel rispettivamente a +2% e +1,56%. Per quanto riguarda i finanziari, Unicredit perde lo 0,15%, Intesa -0,74%, Generali -0,24%, Banco Bpm -0,04%, mentre Mps +1,23%. L'istituto di Siena si riunira' nuovamente domani, per il terzo giorno consecutivo, per decidere del futuro dell'Ad Luigi Lovaglio.
Borse europee: chiudono caute e poco mosse con occhi su M.O
Le Borse europee chiudono caute e poco mosse. L'indice Cac 40 di Parigi avanza dello 0,23% a 7.743,92 punti, il Dax 30 di Francoforte registra un -0,04% a 22.586,45 punti e l'Ftse 100 di Londra guadagna lo 0,61% a 9.954,38 punti. L'ultima indagine ha rivelato che a marzo la crescita dell'attivita' economica nell'Eurozona ha toccato il minimo degli ultimi dieci mesi, con i costi in aumento al ritmo piu' rapido degli ultimi tre anni a causa dell'impennata dei prezzi dell'energia e delle interruzioni della catena di approvvigionamento causate dalla guerra. La fiducia delle imprese e' crollata, subendo il calo piu' marcato dall'invasione russa dell'Ucraina del 2022. Ad aumentare l'incertezza, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rinviato di cinque giorni gli attacchi contro l'Iran, citando "colloqui positivi", dichiarazione che Teheran ha respinto definendola "guerra psicologica", sebbene alcune notizie suggeriscano che potrebbero essere in corso negoziati indiretti.
Ft: "Mezzo miliardo di scommesse al ribasso sul petrolio a Wall Street"
Circa 580 milioni di dollari sono stati scommessi lunedì sul mercato del petrolio, soltanto 15 minuti prima del post pubblicato dal presidente americano Donald Trump su Truth sui colloqui in corso con l'Iran per porre fine alla guerra: un annuncio sufficiente a far crollare i prezzi del greggio grazie al rinvio del minacciato attacco americano contro le infrastrutture energetiche di Teheran. Una ricostruzione del Financial Times, in base ai dati di Bloomberg, ha tracciato uno scenario di guadagni sospetti dei trader dopo che tra le 6:49 e le 6:50 locali (11:49 e 11:50 in Italia) sono passati di mano un numero di 6.200 contratti future su Brent e West Texas Intermediate, con scambi verificatisi prima del post di Trump delle 7:04, nel quale il tycoon ha messo nero su bianco che vi erano state "conversazioni produttive" con Teheran per porre fine alla guerra. Nello stesso frangente - esattamente 27 secondi prima delle 6:50 - sono aumentati i volumi di scambio su Brent e il Wti. I future legati all'indice azionario S&P 500 hanno registrato un rialzo dei prezzi pochi istanti dopo gli scambi sul petrolio e anche i relativi volumi sono aumentati nel corso di quella stessa fascia oraria. Al momento, tuttavia, non è noto se dietro gli scambi di lunedì vi fosse un unico soggetto o una pluralità di entità in azione. Il post di Trump su Truth ha innescato un'ondata di vendite nei mercati globali dell'energia, generando al contempo guadagni per i future sull'indice azionario S&P 500 e per i titoli azionari europei. Sempre lunedì, intorno, alle 18:00 locali (23:00 in Italia), i future sul Wti sono stati scambiati a circa 89,50 dollari, in calo sui 98 dollari registrati subito prima della pubblicazione del post da parte di Trump. A fine giornata, l'indice S&P 500 ha guadagnato l'1,05%. Più tardi, sempre lunedì, Mohammad-Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano, ha smentito, tramite un post su X, che si fossero svolte negoziazioni di qualsivoglia natura tra Washington e Teheran.
Madrid condanna esecuzioni in Iran e gli attacchi nella regione del Golfo
Il governo spagnolo ha condannato "categoricamente" le recenti esecuzioni di oppositori in Iran ed esorta il regime di Teheran a "porre fine alle condanne a morte e alle esecuzioni", così come agli attacchi contro i Paesi del Golfo, esigendo di sbloccare lo Stretto di Hormuz. In una nota, il ministero degli Esteri ribadisce la condanna della "sanguinosa repressione del regime iraniano sulla sua popolazione, soprattutto contro i manifestanti pacifici". Ed esorta le autorità iraniane a "porre fine alle condanne a morte e alle esecuzioni", ribadendo il rifiuto di questo "castigo disumano, contrario ai diritti umani più fondamentali alla vita e alla dignità". Madrid censura pure gli "attacchi indiscriminati contro la popolazione civile, le abitazioni e le infrastrutture civili strategiche dei Paesi del Golfo e della regione", che costituiscono una "violazione sistematica del diritto internazionale e del diritto umanitario", con conseguenze ambientali ed economiche imprevedibili. Il governo spagnolo chiede infine a Teheran di "porre fine agli attacchi e di sbloccare la navigazione nello Stretto di Hormuz" e invita tutte le parti alla "continenza e a descalare il conflitto, il cui impatto destabilizzante è già globale".
Iran, fonti: "Vance possibile capo negoziatore Usa"
Il vice presidente Usa, JD Vance, potrebbe essere il capo negoziatore americano nel caso i colloqui con l'Iran dovessero andare avanti. Lo hanno riferito fonti pakistane citate dal quotidiano britannico Guardian.
Il Bangladesh aumenta del 79% il prezzo del carburante per gli aerei
Il Bangladesh ha aumentato del 79% il prezzo del carburante per gli aerei a causa dell'impennata dei costi provocata dalla guerra in Medio Oriente. L'ordinanza della Commissione di regolamentazione energetica del Bangladesh (Berc) è la seconda di questo tipo nel mese di marzo e segna un aumento del 111% dei prezzi del carburante per l'aviazione dall'inizio della guerra. Il prezzo è ora di 1,32 dollari al litro.
Media: "Prima volta missile iraniano intercettato su Libano"
Per la prima volta un missile iraniano e' stato intercettato nello spazio aereo libanese. Lo ha riferito Reuters citando due fonti della sicurezza libanese, secondo le quali l'intercettazione e' stata effettuata da una nave militare straniera.
Dipendente civile dell'esercito degli Emirati ucciso in un raid in Bahrein
Un dipendente civile marocchino dell'esercito degli Emirati Arabi Uniti è stato ucciso in un attacco missilistico iraniano in Bahrein, ha dichiarato martedì il ministero della Difesa emiratino. Altre cinque persone che lavoravano per il ministero della Difesa degli Emirati sono rimaste ferite, ha aggiunto la stessa fonte, senza specificare se si trattasse di soldati. Il ministero della Difesa del Bahrein aveva precedentemente annunciato la morte di un soldato emiratino ucciso mentre respingeva un attacco iraniano. Nessuno dei due ministeri ha fornito ulteriori dettagli sull'attacco o sul luogo in cui è avvenuto.
Metsola: "Con Barham Salih affrontato impatto della crisi Medio Oriente"
Con Barham Salih "abbiamo avuto un importante scambio di opinioni sul profondo impatto umanitario della crisi in Medio Oriente e della guerra in Ucraina". Così su X la presidente dell'Eurocamera Roberta Metsola, a margine del suo incontro con l'Alto commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Barham Salih, per la prima volta in visita al Parlamento europeo.
Confcooperative a Bruxelles: "Bene misure su accise ma imprese in sofferenza"
"Le nostre imprese, soprattutto quelle più energivore, soffrono, sono in grandissima sofferenza, ma è in grande sofferenza tutta la filiera, compreso l'autotrasporto. Queste prime misure sulle accise non possono essere misure definitive, sono una piccola boccata d'ossigeno, ma auspichiamo che possa finire presto la guerra". Lo ha detto il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, parlando ai cronisti a margine di una serie di incontri istituzionali del consiglio di presidenza di Confcooperative. "La guerra in corso è uno shock economico che colpisce famiglie e imprese. conto salato per l'Europa. Una perdita si stima finora di 3.000 miliardi tra borsa e caro benzina. I rincari energetici costano a una famiglia di 4 persone oltre 1000 euro in più ogni anno. Per le nostre cooperative significano margini bruciati senza possibilità di recupero", ha sottolineato. "Dobbiamo essere pronti perché va combattuta una spirale inflattiva che può essere generata dall'aumento dei costi prevalentemente energetici. Speriamo che la Bce non rialzi i tassi. Questa prima stabilizzazione è sicuramente positiva perché questa non sarebbe un'inflazione da consumi ma è un'inflazione da aumento del costo energetico. Un rialzo dei tassi sarebbe una risposta che alimenterebbe la stagflazione, che è fenomeno ben peggiore rispetto all'inflazione", ha aggiunto.
Gb valuta invio di nave per bonificare dalle mine lo Stretto di Hormuz
Il Regno Unito sta valutando l'invio di una nave nello Stretto di Hormuz per contrastare la minaccia delle mine navali da parte dell'Iran. Lo riferiscono funzionari della Difesa britannica al Times, secondo cui il piano prevede l'impiego di una unità militare della Royal Navy o di un'imbarcazione commerciale noleggiata da utilizzare per il trasporto di droni progettati per la ricerca e la distruzione degli ordigni. L'operazione si inserirebbe in una missione multinazionale con la partecipazione di Francia, Usa e altri Paesi imprecisati. Non viene chiarito dal Times se l'operazione sia prevista per la fine delle ostilità in Medio Oriente che contrappongono gli Usa e Israele all'Iran o anche prima. Nei giorni scorsi con la cosiddetta dichiarazione di Londra, che aveva visto l'Italia fra i primi sei Paesi ad aderire, 22 Stati si erano detti pronti a intervenire a garanzia dell'energia del Golfo e quindi del transito navale nello Stretto di Hormuz ma solo quando le armi avranno taciuto. "Disponiamo di capacità all'avanguardia mondiale nella caccia autonoma alle mine, oltre alle grandi prestazioni dei nostri cacciatorpediniere Type 45 e allo sviluppo del concetto di marina ibrida, che ci offre l'opportunità di proteggere lo Stretto senza mettere in pericolo il nostro personale", ha dichiarato un funzionario britannico al Times, aprendo alla possibilità che in un secondo momento più navi di Londra partecipino all'operazione in coordinamento con le flotte di altri Paesi.
Iran, Pakistan si offre a ospitare mediazione con Usa. VIDEO
Iran, Pakistan si offre a ospitare mediazione con Usa | Video Sky - Sky TG24
Vai al contenutoIran, Chikli: "Errore permettergli rivendicare successo su Hormuz"
"Penso che sarebbe un errore" permettere all'Iran di rivendicare un "risultato" sullo Stretto di Hormuz. Lo ha affermato il ministro israeliano per la Diaspora, Amichai Chikli, parlando ai giornalisti in un briefing organizzato da Eipa (Europe Israel Press Association), alla luce dell'annuncio del presidente Usa Donald Trump di una tregua e di colloqui positivi con Teheran. Per l'esponente del governo israeliano, "la mentalita' dell'Iran e' simile a quella di Hamas e a quella di Hezbollah: per poter dire di aver vinto la guerra e' sufficiente per loro ottenere un singolo risultato e presentarlo come qualcosa di straordinario". Vista la "situazione disastrosa" in cui versa il regime, "permettere all'Iran di poter dire di 'essere riusciti a mantenere chiuso lo Stretto di Hormuz' e che 'gli Stati Uniti non sono riusciti a costringerci ad aprirlo', personalmente penso che sarebbe un errore". "Presumo pero' che il presidente Trump veda piu' sfaccettature della situazione di me e quindi rispetto ogni sua decisione in merito", ha concluso Chikli.
Chikli: "Sanchez è nemico Israele, aspettiamo governo più amico"
Il premier spagnolo Pedro Sanchez e' un "nemico di Israele e della civilta' occidentale" e "speriamo di vedere un governo molto piu' amico in Spagna". Lo ha affermato il ministro israeliano per la Diaspora, Amichai Chikli, parlando ai giornalisti in un briefing organizzato da Eipa (Europe Israel Press Association). Per l'esponente del Likud, "Sanchez ha deciso di schierarsi dalla parte di Maduro, dalla parte degli ayatollah, impedendo agli Stati Uniti di operare dalla Spagna, schierandosi con Hamas, con Hezbollah". "Abbiamo molti buoni amici in Spagna, sia in Vox che nel Ppe, e non nutriamo alcuna aspettativa nei confronti di Sanchez", ha aggiunto Chikli, assicurando di non avere "nulla contro la Spagna" ma solo con "il pazzo, il pagliaccio che ora e' al potere". "Il signor Sanchez e' irrilevante per lo Stato di Israele, e non nutriamo alcuna aspettativa nei suoi confronti. Stiamo aspettando di vedere chi verra' dopo e speriamo di vedere un governo molto piu' amico in Spagna", ha concluso il ministro.
Iran, QatarEnergy: forza maggiore su contratti Gnl. Pure Italia
QatarEnergy ha dichiarato lo stato di forza maggiore su alcuni contratti di fornitura di Gnl a lungo termine, le cui controparti includono clienti in Italia, Belgio, Corea del Sud e Cina.
Ex segretario Difesa: "Se Trump dichiara vittoria ora, Hormuz in mano Iran"
L'ex segretario alla Difesa di Donald Trump Jim Mattis ha dichiarato che se gli Stati Uniti ponessero fine alla guerra in Medio Oriente cederebbero di fatto all'Iran il controllo dello stretto di Hormuz, attraverso il quale transita il 20% del petrolio mondiale. "In questo momento, se dichiarassimo vittoria, l'Iran affermerebbe di essere il proprietario dello Stretto e imporrebbe una tassa su ogni nave in transito", ha detto, a una conferenza a Houston, Mattis che ha guidato il Pentagono durante il primo mandato del tycoon fino alle dimissioni nel 2019. "Siamo in una situazione difficile. Non riesco a individuare molte opzioni", ha aggiunto l'ex segretario alla Difesa.
Pezeshkian: "Assistiamo al risveglio di molti popoli contro Usa e Israele"
"Oggi assistiamo al risveglio dei popoli di molti Paesi del mondo. I popoli di Pakistan, Turchia, Iraq, Libano, Egitto e dei Paesi arabi manifestano ad alta voce il loro rifiuto verso gli Stati Uniti, Israele e i loro crimini": così su X il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian. "I cuori delle persone libere del mondo non sono con i sionisti. La stabilità nella regione è possibile attraverso la cooperazione e il rispetto della volontà dei popoli", ha aggiunto.
Iran, Mosca: "Non ci sono prospettive in vista per fine conflitto"
Le prospettive di porre fine al conflitto armato su larga scala in Medio Oriente "non sono ancora evidenti" e "non ci sono segnali che Washington e Tel Aviv intendano concludere la loro avventura militare" contro l'Iran. A parlare e' il segretario del Consiglio di Sicurezza nazionale russo, Serghei Shoigu, durante un incontro col primo ministro vietnamita Pham Minh Tin a Mosca. "Al contrario", ha denunciato Shoigu, da Usa e Israele "si sentono dichiarazioni bellicose sulla disponibilita' a continuare le azioni militari fino al raggiungimento dei loro obiettivi, anche se non e' chiaro a nessuno quali siano".
Cnn: "Iran disposta ad ascoltare se c'è un piano sostenibile"
Fra gli Stati Uniti e l'Iran ci sono stati dei "contatti" e Teheran è disposta ad ascoltare proposte "sostenibili" per mettere fine alla guerra. Lo afferma Cnn citando una fonte iraniana, secondo la quale ad avviare i contatti è stata Washington. "Sono stati ricevuti messaggi tramite intermediari per sondare la possibilità di raggiungere un accordo per mettere fine alla guerra", spiega la fonte a Cnn mettendo in evidenza che l'Iran non chiede incontri o colloqui ma è disposto ad ascoltare qualora ci fosse un piano sostenibile. Qualsiasi proposta, ha aggiunto, deve includere la revoca tutte le sanzioni imposte all'Iran.
Di Maio in Oman: "Al lavoro su de-escalation e sicurezza di Hormuz"
Prosegue la missione del rappresentante speciale dell'Ue per il Golfo, Luigi Di Maio, impegnato in una serie di incontri con i vertici dei Paesi dell'area. Di Maio ha incontrato a Muscat il ministro degli Esteri omanita, Badr al-Busaidi. Si è trattato, ha riferito, di "un colloquio molto importante per esprimere la piena solidarietà dell'Ue all'Oman e al suo popolo ed esplorare vie diplomatiche per la de-escalation militare e la libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz e la cessazione degli attacchi iraniani contro gli Stati del Golfo".
Israele, Ben-Gvir perde battaglia su nomina: agente promossa
Dopo una battaglia legale durata un anno, l'agente della polizia israeliana Rinat Saban e' stata promossa a sovrintendente capo, vincendo la lotta ingaggiata con il ministro per la Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir. Il leader dell'estrema destra si e' duramente opposto alla promozione dell'investigatrice, nel mirino per aver indagato e poi testimoniato nel processo per corruzione a carico del premier Benjamin Netanyahu. Nonostante le indicazioni del tribunale di Gerusalemme, Ben-Gvir si e' rifiutato per mesi di firmare la nomina. La settimana scorsa i giudici gli hanno dato cinque giorni per ottemperare alla sentenza, altrimenti la promozione sarebbe stata valida anche senza la sua firma. E cosi' e' stato. Stamane a Gerusalemme si e' tenuta la cerimonia di promozione di Saban, alla presenza del vice commissario Boaz Blatt, a capo della divisione investigativa e di intelligence della polizia. Assenti il ministro e il capo delle forze dell'ordine Danny Levy, all'ultimo momento impossibilitato a partecipare, secondo quanto riferito dall'emittente pubblica Kan. "Quando c'e' qualcosa di importante per cui lottare, io continuero' a lottare per ottenerlo", ha affermato la nuova sovrintendente capo, che ha anche voluto ringraziare Blatt, definendolo "un esempio e un modello per ogni agente". Saban ha poi fatto riferimento al caso di Ruti Hauslich, anche lei in attesa di vedersi riconosciuta la promozione bloccata da Ben-Gvir. La battagli legale di Saban ha assunto un significato piu' profondo, divenendo uno dei capitoli nel piu' ampio scontro tra Ben-Gvir e il procuratore generale Gali Baharav-Miara e piu' in generale di quello tra politica e sistema giudiziario sulle prerogative della magistratura nei confronti dei ministri.
Iran, Cina sollecita Teheran: "Avviare colloqui di pace"
Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha sollecitato colloqui di pace in una telefonata con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi, invitando tutte le parti a cogliere le opportunita' di dialogo. "Parlare e' sempre meglio che combattere", ha affermato Wang, aggiungendo che "tutte le questioni critiche dovrebbero essere risolte attraverso il dialogo e la negoziazione, non con l'uso della forza", secondo un comunicato diffuso dal ministero degli Esteri cinese.
Trump condivide sul suo social il messaggio del premier del Pakistan
Donald Trump condivide sul suo Truth il messaggio pubblicato sui social dal premier del Pakistan Shehbaz Sharif. Nel post Sharif afferma che il Pakistan sostiene gli sforzi per il dialogo per mettere fine alla guerra in Medio Oriente e si dice "pronto e onorato di ospitare i colloqui".
Preti contro il genocidio: "Non restiamo in silenzio su Gaza e coloni"
"Nella Giornata dei Missionari Martiri, che la Chiesa celebra il 24 marzo con il tema 'Gente di primavera", il Comitato direttivo della Rete italiana Preti contro il genocidio esprime profonda preoccupazione per quanto sta accadendo in Terra Santa. La chiusura del Santo Sepolcro ai fedeli, descritta come un fatto senza precedenti in secoli di storia, e l'annullamento della tradizionale processione della Domenica delle Palme rappresentano una ferita gravissima alla libertà religiosa, alla presenza cristiana a Gerusalemme e al cuore stesso della Settimana Santa". Lo dice la Rete "Preti contro il genocidio". "Come ha scritto Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant'Egidio, su Avvenire - rilevano -, 'il mondo brucia e noi guardiamo'. Anche noi sentiamo che questo è il tempo di dire con chiarezza che non possiamo restare a guardare. Nel silenzio di molti governi, compresi governi che si dichiarano cristiani, si consuma un nuovo passo verso una logica etnocentrica che colpisce il popolo palestinese e rischia di marginalizzare sempre di più anche la presenza cristiana in Terra Santa". "Noi continuiamo a guardare al popolo ebraico come a un fratello maggiore nella fede - precisano quindi -, rifiutando ogni fraintendimento di antisemitismo. Ma proprio per questo riteniamo che il rispetto vero non coincida con il silenzio", "tacere davanti alla devastazione di Gaza, alle violenze dei coloni israeliani che avvengono sotto gli occhi dell'Idf, alla pulizia etnica in atto nei Territori Occupati e ai segni sempre più evidenti di compressione della presenza cristiana non è prudenza: è complicità morale". La Rete italiana "Preti contro il genocidio" fa sapere quindi di aderire al "Sudario per i bambini di Gaza", realizzato dal collettivo Carnia per la Pace (il 2 aprile a Napoli e il 10 aprile a Roma): un telo di 25 metri per 7 che porta scritti, uno per uno, i nomi di oltre 18.500 bambini uccisi a Gaza, "un segno pubblico di memoria, pietà e coscienza, che chiede all'Italia di non dimenticare neppure uno di quei nomi".
Bloomberg: "Iran ha iniziato a chiedere il pagamento di un pedaggio per lo Stretto di Hormuz"
L'Iran ha iniziato ad applicare tariffe di transito ad alcune navi commerciali che attraversano lo Stretto di Hormuz, istituendo di fatto un pedaggio informale sul passaggio. Lo riporta l'agenzia Bloomberg, sottolineando che i pagamenti richiesti possono raggiungere i 2 milioni di dollari per viaggio e sono imposti ad hoc. Alcune navi hanno già provveduto al versamento, che mostra la crescente influenza dell'Iran sullo Stretto.
Pasdaran a Usa e Israele: "Risposta distruttiva in caso di aggressioni"
Il comandante delle forze terrestri delle Guardie della rivoluzione islamica, Mohammad Karami, ha affermato che arriverà una "risposta distruttiva" se ci saranno "minacce" e "aggressioni" da parte degli Stati Uniti o Israele. "Tutte le forze terrestri del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica sono all'apice del loro livello di preparazione e l'America, Israele e i nemici del nostro Paese riceveranno una risposta distruttiva in caso di qualunque minaccia o aggressione", ha affermato Karami, come riferisce l'agenzia iraniana Isna.
Guerra con l'Iran non si ferma, Gb svela picco nell'abbattimento di droni
S'intensifica il coinvolgimento britannico nelle operazioni che il governo di Keir Starmer insiste a definire "difensive" a protezione degli alleati del Golfo toccati dalla risposta dell'Iran agli attacchi di Israele e Usa. Lo confermano dati diffusi oggi a Londra secondo i quali la Raf ha abbattuto la notte scorsa 14 doni iraniani lanciati nuovamente contro la base occidentale di Erbil, nel Kurdistan iracheno, il numero più elevato in 4 settimane. Un'attività che testimonia come le ostilità con Teheran non sembrino per ora rallentare a dispetto degli spiragli negoziali evocati nelle scorse ore dal presidente americano Donald Trump. Secondo il ministero della Difesa del Regno, l'abbattimento dei droni indirizzati verso Erbil ha visto impegnato in particolare il sistema difensivo aereo denominato Rapid Sentry. Mentre Downing Street ha da parte sua confermato quanto riferito ieri in Parlamento dal ministro John Healey su un bilancio totale di 900 ore circa di volo assicurate dalle forze di difesa aerea britannica dall'inizio della guerra a tutela "dei partner" arabi mediorientali, oltre che di Cipro dove ha sede la base Raf di Akrotiri.
Giappone smentisce un impegno navale in Medio Oriente
Il governo giapponese ha smentito le dichiarazioni dell'ambasciatore Usa all'Onu Mike Waltz, secondo cui Tokyo si sarebbe impegnata a inviare unità della Marina militare di Autodifesa (Msdf) in Medio Oriente nel contesto del conflitto in Iran. "Il Giappone non ha assunto impegni specifici", ha affermato il ministro della Difesa Shinjiro Koizumi durante una conferenza stampa. Waltz era intervenuto poche ore prima ad un programma televisivo dichiarando che i partner di Washington, incluso il Giappone, offriranno supporto per la riapertura dello Stretto di Hormuz, di fatto bloccato dall'Iran. "Abbiamo appena avuto l'impegno della premier giapponese Sanae Takaichi a impiegare unità della sua marina", aveva affermato Waltz dopo il vertice di giovedì scorso della leader conservatrice e il presidente Usa Donald Trump. Le smentite giapponesi - confermate lunedì anche dal capo di Gabinetto Minoru Kihara - evidenziano una divergenza di interpretazioni tra gli alleati sulle effettive aspettative dell'amministrazione Trump verso Tokyo. Domenica scorsa anche il ministro degli Esteri Toshimitsu Motegi aveva precisato che un eventuale impiego della Msdf per operazioni di sminamento nello stretto potrebbe essere prese in considerazione "solo in caso di cessate il fuoco completo nel conflitto", ricordando che nel 1991 unità giapponesi furono effettivamente impiegate per sminamento nel Golfo Persico dopo l'armistizio della Guerra del Golfo. Le capacità di sminamento della marina giapponese sono considerate tra le più avanzate al mondo.
Borsa: Milano incerta (-0,5%) con l'Europa dopo l'avvio di Wall street
Mercati azionari del Vecchio continente attorno alla parità dopo la partenza di Wall street: la Borsa migliore è quella di Amsterdam che sale dello 0,6%, mentre la più pesante è Madrid che cede lo 0,8%. In un clima molto nervoso e volatile, Piazza Affari perde circa mezzo punto percentuale, con Avio che si conferma molto pesante in scivolata del 6%, seguita da Fincantieri e Leonardo in calo di tre punti. In ribasso sulla stessa linea anche Poste e Tim. Qualche vendita sulle banche, solida invece Stellantis (+2,2%), con Amplifon e Diasorin che crescono del 3%. Sempre in rally Inwit, che sale dell'8% a 6,8 euro sulle ipotesi che il fondo Ardian, tra i principali azionisti della società, sarebbe in discussione con il fondo infrastrutturale canadese Brookfield Asset Management per lanciare un'offerta sul 100% del gruppo delle torri. In attesa di sviluppi reali sul conflitto in Iran, lo spread Btp Bund oscilla attorno ai 92 punti base, con l'euro in leggero calo contro il dollaro. Petrolio sempre solido (+3% poco sotto i 92 dollari al barile per il greggio Usa), gas debole in calo di quasi cinque punti percentuali sotto i 54 euro al Megawattora.
Libano, Aoun: "Guerra evitabile con ritiro completo Israele"
"La guerra si sarebbe potuta evitare se Israele avesse risposto agli appelli a ritirarsi dai territori occupati e avesse rispettato l'accordo del 2024". Lo ha affermato il presidente libanese Joseph Aoun, in un messaggio su X. "Il bombardamento dei ponti da parte di Israele mira a isolare i villaggi e le citta' a sud del fiume Litani dal resto delle regioni libanesi", ha aggiunto il capo di Stato, avvertendo delle "conseguenti ripercussioni negative di questo atto riprovevole".
Gb lavora a piano di aiuti mirato per le bollette con la guerra in Iran
La cancelliera dello Scacchiere britannica, Rachel Reeves, ha annunciato che il governo laburista di Keir Starmer ha avviato d'urgenza un piano per garantire nuovi sostegni alle famiglie alle prese coi rincari delle bollette energetiche causati dal conflitto in Medio Oriente, precisando però che gli aiuti saranno destinati a "chi ne ha più bisogno". Reeves, presentando alla Camera dei Comuni le misure per mitigare le conseguenze della guerra, ha sottolineato che l'esecutivo si sta preparando a ogni possibile scenario per contenere i costi per l'intera popolazione, pur mantenendo fede a "regole fiscali ferree". L'obiettivo dichiarato è proteggere la stabilità economica del Regno Unito, agendo con prudenza per controllare l'inflazione nonostante le pressioni esterne del conflitto. Le misure del governo Starmer sono state però bocciate dall'opposizione conservatrice: il cancelliere dello Scacchiere ombra, Mel Stride, le ha definite "deboli", oltre ad accusare Reeves di non essere riuscita a garantire "la stabilità economica necessaria per affrontare la tempesta in arrivo". E critiche sono arrivate anche dai Verdi di Zack Polanski, secondo cui servono interventi molto più ampi.
Media: "L'Iran chiederà significative concessioni agli Usa in caso di negoziati"
La posizione negoziale dell'Iran si è irrigidita nettamente dall'inizio della guerra, con le Guardie Rivoluzionarie che esercitano una crescente influenza sul processo decisionale, e chiederà significative concessioni agli Stati Uniti se gli sforzi di mediazione porteranno a negoziati seri: lo rivelano a Reuters tre fonti di alto livello a Teheran, come riporta sul suo portale. In qualsiasi colloquio con gli Stati Uniti, l'Iran non chiederebbe solo la fine della guerra, ma anche concessioni che probabilmente rappresentano delle linee rosse per il presidente americano Donald Trump: garanzie contro future azioni militari, risarcimenti per le perdite subite in tempo di guerra e il controllo formale dello Stretto di Hormuz, hanno affermato le fonti. L'Iran si rifiuterebbe inoltre di negoziare qualsiasi limitazione al suo programma di missili balistici, hanno affermato le fonti, una questione che era stata una linea rossa per Teheran durante i colloqui in corso quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato il loro attacco il mese scorso.
Iran, detriti missile su Negev: tre feriti di cui uno moderato
E' di tre feriti il bilancio aggiornato dell'attacco missilistico iraniano sul Negev. Frammenti di un missile intercettato sono caduti su una comunita' beduina non riconosciuta, ferendo in modo moderato un uomo sui 40 anni, che ha riportato lesioni agli arti, e in maniera lieve una 26enne e un neonato di due mesi.
QatarEnergy dichiara la forza maggiore sui contratti di gnl, anche per Italia
Dopo gli attacchi missilistici dell'Iran, QatarEnergy dichiara la forza maggiore su alcuni dei contratti a lungo termine per la fornitura di gas naturale liquefatto ad Italia, Belgio, Corea del Sud e Cina. La mossa era stata anticipata come possibilità qualche giorno fa dal ceo del gruppo, Saad al-Kaabi.
Iran, media: "Teheran alza la posta. Vuole controllo Hormuz"
L'Iran ha notevolmente irrigidito la sua posizione negoziale da quando e' iniziata la guerra e se tornasse a sedere al tavolo con gli Stati Uniti pretenderebbe tra l'altro il controllo formale dello stretto di Hormuz. Lo riferisce la Reuters citando tre fonti iraniane. Dall'attacco di Stati Uniti e Israele, il 28 febbraio, i Guardiani della Rivoluzione hanno sempre piu' peso nelle decisioni e dunque se davvero vi fossero di nuovo negoziati seri, presenterebbero agli Usa una lista di richieste di peso. Non solo Teheran chiederebbe la fine delle ostilita', ma anche garanzie contro future azioni militari, compensazioni per le perdite subite e il controllo appunto di Hormuz. L'Iran rifiuterebbe poi di trattare su qualsiasi limitazione al proprio programma missilistico balistico, un tema che fin qui Washington ha sempre considerato una linea rossa Per il momento pero' non vi sono stati colloqui diretti, hanno assicurato le fonti. L'Iran ha avuto solo discussioni preliminari con Pakistan, Turchia ed Egitto per verificare se esista una base minima per trattare con gli Stati Uniti sulla fine della guerra. Fonti pakistane hanno fatto trapelare che questa settimana potrebbero tenersi a Islamabad incontri bilaterali sulla fine della guerra. Nel caso, l'Iran invierebbe il presidente del Parlamento Mohammad Baqer Ghalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araqchi. Ma qualsiasi decisione spetterebbe in ultima istanza ai Pasdaran.
G7: la riunione Esteri nell'ex abbazia blindata fuori Parigi
I ministri degli Esteri del G7 si riuniranno giovedi' e venerdi' all'Abbazia delle Vaux-de-Cernay, fuori Parigi, per una riunione presieduta dal capo della diplomazia francese Jean-Noel Barrot e dedicata in particolare alla guerra in Iran. L'incontro si svolgera' sotto un imponente dispositivo di sicurezza. A partire da domani sara' istituito un perimetro di sicurezza attorno al sito per prevenire intrusioni, con controlli sugli assi stradali che collegano Senlisse, Auffargis e Les Essarts-le-Roi. La circolazione su queste direttrici potrebbe risultare perturbata giovedi' e venerdi', in occasione dell'arrivo e della partenza delle delegazioni. Secondo il Quai d'Orsay, la riunione ha l'obiettivo di contribuire alla gestione delle principali crisi internazionali, in particolare in Iran, in Medio Oriente e in Ucraina.
Libano, Idf: "Colpite stazioni di servizio legate a Hezbollah"
Le forze armate israeliane hanno riferito di aver preso di mira in tutto il Libano "le stazioni di servizio della compagnia Al-Amana, controllata da Hezbollah e che funge da importante infrastruttura finanziaria a sostegno delle sue attivita' terroristiche". Diverse di queste sono state "rese inoperative", ha riferito l'Idf, denunciando come le stazioni di servizio, che "generano milioni di dollari di entrate" per il gruppo sciita, "vengano utilizzate da Hezbollah per rifornire di carburante i camion che trasportano armi e militanti".
Iran: Macron convoca Consiglio sicurezza e difesa nazionale
Il presidente francese Emmanuel Macron ha convocato per oggi pomeriggio un Consiglio di difesa e sicurezza nazionale per affrontare la situazione del conflitto in Medio Oriente. Lo riferiscono fonti dell'Eliseo, precisando che la riunione, alla quale parteciperanno ministri e responsabili dei settori difesa e sicurezza, e' prevista alle 17.30. Il contesto resta segnato dalla prosecuzione degli attacchi che coinvolgono Libano, Iran, Israele e i Paesi del Golfo Persico, nonostante i segnali di possibile de-escalation arrivati dopo l'annuncio del presidente statunitense Donald Trump di una proroga. Il leader americano ha infatti rinviato di cinque giorni l'offensiva minacciata contro l'Iran, in attesa di risultati nei negoziati che sostiene essere in corso con Teheran per ridurre le tensioni, circostanza pero' smentita dalle autorita' iraniane. Sul Libano, Macron ha ribadito ieri la difesa della sovranita' del Paese, sottolineando che "nulla" puo' giustificare violazioni della sua integrita' territoriale, in riferimento alle operazioni israeliane.
Oxford Economics: "Stretto di Hormuz impraticabile fino a maggio"
Oxford Economics prevede che lo stretto di Hormuz sarà "impraticabile fino a maggio", con "un'inflazione più alta e una minor crescita nell'Eurozona". Lo si legge in una nota in cui viene precisato che, in ogni caso, "l'incertezza sulla durata e sulla gravità del conflitto indica che le previsioni potrebbero essere passibili di una sensibile revisione nei prossimi mesi". "Prevediamo un'inflazione al 2,9% quest'anno - sottolineano gli analisti di Oxford - pari a quasi il doppio dell'1,7% che avevamo indicato in febbraio, a causa principalmente dei maggiori costi energetici", osserva il capo economista Angel Talavera. "L'ordine di grandezza del rialzo dei prezzi energetici - prosegue - avrà conseguenze sui prezzi dei generi alimentari e dei principali beni di consumo". Quanto alla crescita economica Oxford Economics prevede per l'Eurozona un rallentamento dall'1,1% del mese scorso all'attuale 0,8%. Di conseguenza la Bce "alzerà i tassi a giugno e a luglio per mantenere sotto controllo l'inflazione e dimostrare di non voler ripetere gli errori commessi durante la crisi energetica del 2021 e del 2022". "Prevediamo comunque che la Bce tornerà sui suoi passi piuttosto velocemente nel 2027 - conclude Talavera - ma se la crisi si prolunga aumenteranno le possibilità di ulteriori tagli dei tassi per compensare gli ostacoli alla crescita".
M.O, violenza coloni: Vance nega aver protestato con Netanyahu
Il vice presidente Usa, JD Vance, ha negato la notizia secondo la quale durante una telefonata avrebbe protestato con forza con il premier israeliano Benjamin Netanyahu per le crescenti violenze dei coloni contro i palestinesi in Cisgiordania. "Questa notizia e' completamente falsa", ha dichiarato il suo addetto stampa, Taylor Van Kirk, citato da Haaretz. "Le discussioni tra il vicepresidente e il primo ministro della scorsa settimana si sono concentrate esclusivamente sull'operazione Epic Fury. L'argomento di questo articolo non e' stato nemmeno discusso", ha aggiunto.
Libano, Francia a Israele: "Astenersi dall'occupazione del sud"
Israele dovrebbe "astenersi" dall'inviare forze per prendere il controllo di una zona del sud del Libano. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri francese, Jean Noel Barrot, che ha esortato le autorita' israeliane dal lanciare operazioni di terra per occupare territori nel Libano meridionale. "Esortiamo le autorita' israeliane ad astenersi da tali operazioni di terra, che avrebbero gravi conseguenze umanitarie e aggraverebbero la gia' drammatica situazione del Paese", ha affermato Barrot. Israele aveva precedentemente annunciato che il suo esercito avrebbe preso il controllo del sud del Libano fino al fiume Litani, a circa 30 chilometri dal confine. Il ministro della Difesa, Israel Katz, ha chiarito che Israele intende mantenere il controllo della zona cuscinetto creata nel sud del Libano finche' vi sara' una minaccia di Hezbollah.
Iran, Pakistan pronto a ospitare negoziati per fermare guerra
Il Pakistan si dice pronto a ospitare negoziati per fermare la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. Il primo ministro Shehbaz Sharif ha dichiarato che Islamabad "accoglie e sostiene pienamente gli sforzi in corso per promuovere il dialogo e porre fine alla guerra in Medio Oriente, nell'interesse della pace e della stabilita' nella regione e oltre". In un post pubblicato su X, Sharif ha aggiunto che, "previo accordo tra Stati Uniti e Iran, il Pakistan e' pronto e onorato di ospitare colloqui significativi e conclusivi per una soluzione globale del conflitto in corso".
Libano, Barrot: "Espulsione Amb. Iran è decisione coraggiosa"
Plauso della Francia al Libano per aver espulso l'ambasciatore dell'Iran a Beirut, Mohammad Reza Shibani, prendendo una "decisione coraggiosa". Lo ha affermato il ministro degli Esteri francese Jean Noel Barrot. "Desidero lodare le dichiarazioni e le azioni del governo libanese che stamattina ha preso una decisione coraggiosa espellendo l'ambasciatore iraniano, poiche', entrando in guerra, Hezbollah, a sostegno dell'Iran, ha trascinato in un conflitto il Paese, che si stava lentamente ma inesorabilmente riprendendo dalle crisi precedenti", ha affermato il capo della diplomazia francese.
Due adulti e un neonato feriti da frammenti missile in un villaggio beduino nel Negev
Un uomo è in condizioni mediamente serie, e una donna e un neonato sono stati feriti in maniera non grave dai detriti di un missile iraniano intercettato caduti su un villaggio arabo beduino nel deserto del Negev. Lo riferiscono i soccorritori del Magen David Adom.
Parroco dal Sud del Libano: "Rimarremo fino all'ultimo"
"Siamo praticamente chiusi. C'è solo una vecchia strada che può essere ancora usata come via d'accesso e ci tiene in contatto con Tiro. Ieri siamo riusciti a far arrivare attraverso quella strada un convoglio con le cose che ci servono per vivere". A parlare è padre Toni Elias, sacerdote maronita del villaggio di Rmeish. "Il municipio - dice all'agenzia Fides - sta distribuendo le derrate alimentari alle famiglie. Andiamo avanti, ma non sappiamo fino a quando, se la strada verso Tiro rimarrà aperta. E preghiamo che il Signore accorci questi giorni". Rmeish dista in linea d'area meno di due chilometri dal confine con Israele. E già nell'ottobre 2024 il villaggio era rimasto sospeso, in occasione del precedente attacco dell'esercito di Israele nel sud del Libano. Il sacerdote racconta che nel vicino villaggio cristiano di Ain Ebel è stata bombardata una casa, "ma per fortuna non ci sono stati morti". Riferisce anche che nella notte si sentiva il rumore del carri e dei bulldozer israeliani diretti verso un villaggio cristiano evacuato da tre settimane. "Noi rimarremo fino all'ultimo", dice padre Toni. "Nel sud siamo rimasti solo noi di questi pochi villaggi cristiani. Finché ci siamo noi, questa terra rimane terra libanese. Stiamo resistendo con la nostra carne viva, non abbiamo nulla, siamo inermi, la nostra arma è la preghiera. E se noi ce ne andassimo, il sud del Libano sparirebbe. Ne sono certo". La settimana scorsa, racconta ancora padre Elias, "è venuto anche il Nunzio apostolico Paolo Borgia, insieme al vescovo maronita di Tiro Charbel Abdallah e al rappresentante del Patriarca. Con loro è venuto un convoglio con aiuti umanitari organizzato da associazioni e gruppi cattolici. E' stata una testimonianza della vicinanza di tutta la Chiesa, che abbiamo toccato con mano, e ci ha confortato".
Amb. Usa in India: "Trump e Modi hanno discusso del blocco di Hormuz"
"Il presidente" americano "Donald Trump ha appena parlato con il primo ministro" indiano Narendra "Modi. Hanno discusso della situazione in corso in Medio Oriente, compresa l'importanza di mantenere aperto lo Stretto di Hormuz": lo afferma l'inviato Usa Sergio Gor, ambasciatore americano a New Delhi, in un post sui media ripreso dall'agenzia di stampa indiana Pti.
Media: "Iran teme che le trattative possano essere una trappola"
L'Iran teme che le trattative per mettere fine al conflitto possano essere una trappola e puntare a uccidere Mohammad-Bagher Ghalibaf, il presidente del parlamento iraniano. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali l'annuncio di Donald Trump di sospendere gli attacchi alle infrastrutture energetiche sia solo un tentativo di far calare i prezzi del petrolio prima di riprendere i raid.
Wall Street: apre in calo, restano timori su Medio Oriente
Wall Street apre in calo dopo il rally tentato nella seduta precedente, con i rinnovati dubbi sull'allentamento delle tensioni in Medio Oriente a pesare sul sentiment, nonostante la decisione del presidente statunitense Donald Trump di posticipare gli attacchi alla rete elettrica iraniana. L'Iran ha continuato a colpire obiettivi in Israele e nei paesi del Golfo, smorzando le aspettative di un'imminente distensione del conflitto, ma gli Stati Uniti hanno ribadito la sospensione di cinque giorni degli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane, limitando cosi' l'impennata dei prezzi del petrolio e del gnl registrata questo mese. Nei primi scambi il Dow Jones perde lo 0,78%, il Nasdaq cede lo 0,63% e l'S&P 500 registra una flessione dello 0,57%.
Petrolio: prezzi in rialzo, Brent a 103,5, Wti a 92,3
I prezzi del Petrolio procedono in rialzo all'apertura del Nymex di New York, a causa dei persistenti timori sull'offerta, dopo che l'Iran ha negato di aver avuto colloqui con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra nel Golfo, contraddicendo il presidente americano Donald Trump, che aveva affermato che un accordo poteva essere raggiunto presto. I future sul Brent salgono del 3,64% a 103,58 dollari al barile. I contratti Wti guadagnano il 4,25% a 92,38 dollari al barile.
Iran, Nyt: Mbs a Trump "avanti con guerra per eliminare regime"
L'erede al trono saudita Mohammed bin Salman sta premendo sugli Stati Uniti affinche' vadano fino in fondo con la guerra in Iran e annientino il regime. A riferirlo e' il New York Times. Secondo il quotidiano, Mbs insiste da giorni con il presidente Donald Trump che la campagna militare USA-Israele rappresenta una "opportunita' storica" per ridisegnare il Medio Oriente. In una serie di colloqui, il principe Mohammed ha spiegato che l'Iran rappresenta una minaccia a lungo termine per il Golfo, che puo' essere eliminata solo liberandosi del governo. In linea con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Ma mentre in Israele sta prevalendo l'idea che un regime fallito e un Iran nel caos sarebbero gia' una vittoria perche' comunque Teheran smetterebbe di minacciare Israele, l'Arabia Saudita vede questo scenario come una grave e diretta minaccia alla sua sicurezza. Se il conflitto si trascinasse, l'Iran potrebbe decidere di colpire sempre piu' duramente le installazioni petrolifere saudite e gli Stati Uniti si ritroverebbero impantanati in una guerra senza fine. Ufficialmente Riad ha smentito. "Il regno dell'Arabia Saudita ha sempre sostenuto una risoluzione pacifica di questo conflitto, anche prima che iniziasse", ha assicurato il governo saudita in una dichiarazione riportata dal Nyt.
Iran, frammento missile su comunità beduina, ferita famiglia
Quattro persone sono rimaste ferite dopo che un frammento di missile intercettato ha colpito una casa in una comunita' beduina nel deserto del Negev. Lo hanno riferito i soccorritori, precisando che un uomo di circa 40 anni e' in condizioni moderate, mentre una donna sui 40 anni e due neonati hanno riportato ferite lievi. Poiche' molte comunita' beduine nel Negev non sono riconosciute dallo Stato, ci sono pochi rifugi pubblici e la stragrande maggioranza dei residenti non dispone di rifugi privati in casa.
Lo Sri Lanka tiene colloqui con la Russia per forniture di petrolio
Lo Sri Lanka si prepara ad acquistare petrolio dalla Russia. Lo ha annunciato una fonte del governo dello Sri Lanka citata dalle agenzie russe. L'ambasciata russa ha riferito all'agenzia di stampa Tass che i colloqui a livello governativo inizieranno a Colombo il 26 marzo.
Gb: "Poteri all'antitrust contro chi specula su guerra in Iran"
"Questo governo non tollererà che nessuna azienda sfrutti questa crisi". Lo ha dichiarato la cancelliera dello Scacchiere britannica Rachel Reeves presentando alla Camera dei Comuni i dettagli del piano per mitigare i contraccolpi economici della guerra innescata in Medio Oriente dagli attacchi di Usa e Israele all'Iran, a partire dai poteri garantiti all'autorità antitrust del Regno Unito, la Competition and Markets Authority (Cma), per agire contro chi specula sulla crisi, in particolare nel settore energetico. La titolare del Tesoro nel governo laburista di Keir Starmer ha sottolineato che l'impatto della guerra sull'economia rischia di essere "significativo" ma ha promesso di agire in modo rapido per attenuarne le conseguenze.
Nyt: "Mbs in pressing su Trump perché continui la guerra"
Il principe saudita Mohammed bin Salman sta facendo pressione su Donald Trump affinché prosegua la guerra contro l'Iran che, a suo avviso, è un'"opportunità storica" per rifondare il Medio Oriente. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali nell'ultima settimana bin Salman ha fatto capire a Trump che dovrebbe spingere per la distruzione del governo iraniano. Per l'Arabia Saudita, l'Iran è una minaccia di lungo termine per il Golfo che può essere eliminata solo rimuovendo il suo governo.
Oxfam: "In Libano come a Gaza Israele usa la sete come arma di guerra"
In alcune zone del Libano, come a Gaza, Israele sta usando la sete come arma di guerra. È l'allarme lanciato da Oxfam di fronte al piano militare adottato dalle forze israeliane, che appare come l'esatta replica di quello applicato a Gaza. Nelle ultime settimane infatti si sta assidendo alla distruzione di infrastrutture idriche e igienico-sanitarie fondamentali per la popolazione, incluse quelle che erano già in fase di ripristino dopo l'ultima offensiva del 2024. "Questa strategia, che mira a privare la popolazione di beni essenziali come l'acqua, è vietata dalle convenzioni di Ginevra e costituisce un crimine di guerra - sottolinea Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia - In appena 4 giorni, durante le ultime settimane, Israele ha bombardato almeno 8 infrastrutture idriche da cui dipendevano più di 7.000 persone, solo nella valle della Bekaa". Per rispondere all'emergenza Oxfam sta concentrando i propri sforzi nel sud del Libano, dove continuano a moltiplicarsi gli attacchi aerei e centinaia di migliaia di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case, in seguito agli ordini emanati da Israele. In tutto gli sfollati sono già più di 1 milione, il 19% della popolazione, privati di acqua pulita e beni essenziali. L'obiettivo di Oxfam nelle prossime settimane sarà ripristinare 19 impianti idrici che riforniscono 60 mila persone, tra cui 6 che sono stati danneggiati durante l'escalation del 2024.
Il petrolio in rialzo a New York a 91,92 dollari
Il petrolio è in rialzo a New York, dove le quotazioni salgono del 4,30% a 91,92 dollari al barile.
Iran, capo forze armate Francia: "Imprevedibilità Usa è danno"
Il capo di stato maggiore della Difesa francese ha dichiarato che gli Stati Uniti sono diventati un alleato imprevedibile, con ripercussioni per gli interessi e la sicurezza della Francia. Gli Stati Uniti stanno "diventando sempre meno prevedibili", ha affermato il generale Fabien Mandon, sottolineando che non hanno informato i loro alleati della decisione di entrare in conflitto con l'Iran. "Il rapporto rimane molto forte, ma purtroppo, dopo un disimpegno dall'Afghanistan in cui non c'e' stata alcuna consultazione, ora hanno deciso di intervenire nel Vicino e Medio Oriente senza informarci", ha detto l'alto ufficiale all'apertura del Forum di Parigi sulla Strategia e la Difesa. "Abbiamo agito immediatamente, sorpresi da un alleato americano che resta tale, ma che sta diventando sempre meno prevedibile e che non si preoccupa di informarci quando decide di lanciare operazioni militari", ha fatto notare Mandon, aggiungendo che "questo ha un impatto sulla nostra sicurezza, ha un impatto sui nostri interessi". Il capo di stato maggiore ha riferito, inoltre, che "la preoccupazione immediata delle forze armate francesi e' stata quella di trovare soluzioni affinche' la Francia possa proteggere i propri cittadini in transito nella regione". Gli interessi della Francia nella regione sono stati compromessi, gli ha fatto eco la ministra con delega per le Forze armate, Alice Rufo. "A causa delle conseguenze della situazione, abbiamo subito perdite e feriti", ha osservato, riferendosi ai soldati francesi schierati nel Kurdistan iraniano vittime di un attacco di droni. "In termini di protezione dei nostri cittadini, delle nostre forze e dei nostri partner nella regione, il coordinamento e' essenziale; e' cosi' che funziona in un'alleanza" come la Nato, ha aggiunto.
Libano, Hezbollah: "Lotta per impedire occupazione Idf a sud"
Hezbollah ha assicurato che si battera' per impedire alle truppe israeliane di occupare il Libano meridionale. Lo ha dichiarato a Reuters Hassan Fadlallah, uno dei principali esponenti del gruppo sciita filo-iraniano, sostenendo che tale occupazione rappresenterebbe una "minaccia esistenziale" per lo Stato libanese. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha fatto sapere di aver dato istruzioni all'esercito di istituire una "zona di sicurezza" a sud del fiume Litani fino a quando Hezbollah non rappresentera' piu' una minaccia.
Madrid: "Stop attacchi alle infrastrutture iraniane diventi permanente"
"Mettiamo in valore l'annuncio del presidente degli Stati Uniti di sospendere gli attacchi sulle infrastrutture energetiche iraniane, che deve diventare un annuncio permanente e lasciare il passo al tavolo dei negoziati". Lo ha detto il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares, in conferenza stampa al termine dell'odierno Consiglio dei ministri. "Iran deve porre fine agli attacchi contri i Paesi del Golfo, anche a quelli realizzati attraverso le milizie in Iraq e Libano e deve sbloccare la navigazione nello Stretto di Hormuz", ha aggiunto Albares, invitando "tutte le parti" alla contenzione, a "descalare il conflitto e mitigare l'impatto destabilizzante che già sta avendo a scala globale". Il titolare degli Esteri ha evidenziato che "a questa terribile situazione" si unisce "l'estensione della guerra in Libano", dove "la minaccia dell'invasione israeliana al sud di questo Paese sovrano, che condanniamo, e i bombardamenti su Beirut hanno già conseguenze umanitarie a scala catastrofica, con oltre un milione di sfollati". Albares ha istitito sul fatto che "la sovranità e l'integrità territoriale del Libano deve essere preservata", assicurando che "la Spagna la difenderà e denuncerà ogni attacco" sul Paese.. E ha informato che Madrid, dall'inizio dell'intervento di Stati Uniti e Israele in Iran e dalla successiva risposta di Teheran, ha evacuato 12.000 spagnoli dalla regione mediorientale.
Allarmi nel sud di Israele, nono lancio di missili dall'Iran da mezzanotte
Le sirene d'allarme sono scattate nel sud di Israele, anche nelle città di Ma'alot Tarshiha e Beersheba, dopo che l'Idf ha identificato un lancio di missili dall'Iran. Si tratta del nono attacco di Teheran dalla mezzanotte.
Wsj: "Gli incontri fra gli intermediari dietro la retromarcia di Trump sull'Iran"
Una serie di incontri a porte chiuse fra i ministri degli esteri di Egitto, Turchia, Arabia Saudita e Pakistan a Riad ha aperto la strada al cambio di rotta di Donald Trump sull'Iran. L'intelligence egiziana - riporta il Wall Street Journal - è riuscita ad aprire la scorsa settimana un canale di comunicazione con il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie e avanzare una proposta per una sospensione delle ostilità di cinque giorni nel tentativo creare le premesse per un cessate il fuoco. Gli Stati Uniti hanno aperto alla via diplomatica in seguito agli sforzi degli intermediari e Trump ha annunciato che le trattative erano in corso. Nonostante questo, fra i mediatori arabi c'è scetticismo sulla possibilità che un'intesa possa essere raggiunta a breve fra Washington e Teheran visto che le posizioni sono ancora molto distanti. Come condizione per mettere fine alla guerra, l'Iran ha chiesto che Stati Uniti e Israele si impegnino a non sferrare futuri attacchi. Teheran chiede anche un risarcimento per i danni subiti durante il conflitto. Nel corso delle trattative dei giorni scorsi, particolare attenzione è stata dedicata alla riapertura dello Stretto di Hormuz con la richiesta che sia supervisionato da un comitato neutrale. L'Iran però ha chiesto di essere pagato per il transito delle navi, così come l'Egitto fa per il Canale di Suez. Un'idea a cui l'Arabia Saudita si è opposta non essendo intenzionata a concedere a Teheran la leva maggiore nelle operazioni nello Stretto.
Iran: Teheran ferma export gas verso la Turchia
L'Iran ha interrotto le esportazioni di gas naturale verso la Turchia a seguito dell'attacco israeliano della scorsa settimana contro il gigantesco giacimento di South Pars. Lo riferiscono fonti non specificate, ma citate dall'agenzia americana Bloomberg che le definisce "a conoscenza dei fatti". Secondo i dati dell'Associazione turca dei distributori di gas naturale lo scorso anno la Turchia ha importato circa il 14% del proprio fabbisogno di gas naturale dall'Iran.
Lufthansa cancella voli per Tel Aviv e Dubai fino al 31/5, fino ad ottobre per Beirut, Riad e Abu Dhabi
Swiss e le altre compagnie aeree del gruppo Lufthansa cancellano tutti i voli per Tel Aviv e Dubai, con alcune eccezioni, fino al 31 maggio compreso. I collegamenti per Abu Dhabi, Amman, Beirut, Riad, Erbil, Dammam, Muscat e Teheran saranno sospesi fino al 24 ottobre. La motivazione addotta è la "situazione instabile in Medio Oriente". La sicurezza dei passeggeri e degli equipaggi è sempre la massima priorità per il Gruppo Lufthansa, secondo quanto riportato sul sito web di Swiss. Modifiche da parte delle singole compagnie aeree sono possibili a causa della dinamica della situazione.
Le cancellazioni riguardano Lufthansa, Swiss, Austrian Airlines, Brussels Airlines, Ita Airways ed Edelweiss. Eurowings non effettuerà voli per Tel Aviv, Beirut ed Erbil almeno fino al 30 aprile. I passeggeri interessati potranno riprenotare gratuitamente per una data di viaggio successiva oppure riceveranno un rimborso completo del prezzo del biglietto.
Sa'ar: "Giusta espulsione ambasciatore Iran da Libano, Hezbollah occupa Paese"
"Accolgo con favore la decisione del ministero degli Esteri di Beirut di espellere dal Libano l'ambasciatore iraniano designato. Si tratta di un passo giustificato e necessario verso lo Stato responsabile della violazione della sovranità del Libano, dell'occupazione indiretta del Paese tramite Hezbollah e del suo trascinamento in guerra. Chiediamo al governo libanese di adottare misure concrete e significative contro Hezbollah, i cui ministri sono tuttora in carica". Lo ha scritto il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar dopo la decisione dell'omologo libanese di espellere l'ambasciatore dell'Iran.
Ita Airways estende al 30/4 stop voli da e per Dubai e Tel Aviv, stop voli da e per Riad fino al 31/3
Alla luce della situazione di instabilità in Medio Oriente, Ita Airways ha esteso fino al 30 aprile la sospensione dei voli da e per Dubai e Tel Aviv (incluso il volo AZ809 del primo maggio). La Compagnia ha inoltre sospeso i voli da e per Riyadh fino al 31 marzo. Lo rende noto Ita Airways sul proprio sito. I passeggeri, spiega la compagnia aerea italiana, possono richiedere la riprotezione su un volo alternativo o il rimborso del biglietto.
Ministro Libano: "Aumenteremo forze sicurezza schierate"
Il ministro dell'Interno libanese Ahmad Hajjar ha annunciato un rafforzamento del dispiegamento delle forze di sicurezza in tutto il Paese nei prossimi giorni. "La presenza delle forze di sicurezza sarà rafforzata nei prossimi giorni", ha affermato, sottolineando che "l'obiettivo è la sicurezza di tutti i libanesi, indipendentemente dalla loro appartenenza politica". Linea confermata dal premier Nawaf Salam che ha annunciato un rafforzamento della sicurezza a Beirut e nelle aree circostanti per prevenire qualsiasi incidente.
Hezbollah: "Abbiamo risposto agli attacchi israeliani con lanci di razzi e droni"
Hezbollah ha annunciato una serie di attacchi "contro obiettivi militari israeliani" lungo la linea di demarcazione e nel nord di Israele, con lanci di razzi e l'impiego di droni nelle ultime ore. Lo riferiscono comunicati del movimento sciita. Secondo le dichiarazioni diffuse, alle 11:30 i combattenti di Hezbollah hanno "colpito una postazione di artiglieria israeliana" a Hagoshrim, nel nord di Israele, con una salva di razzi. Alla stessa ora è stata presa di mira anche Kiryat Shmona, di fronte a Houla nel distretto di Marjayoun, sempre con un lancio di razzi. In precedenza, alle 10:30, Hezbollah aveva lanciato una salva di razzi contro Nahariya, nel nord di Israele, affermando di aver "colpito" anche il complesso delle industrie militari Rafael, a nord dell'area di Kiryot, con un attacco descritto come "massiccio". Sul fronte di confine, alle 9 un razzo ha "centrato un gruppo di soldati israeliani" nei pressi di Alma al Shaab, nel distretto di Tiro. Nella stessa area è stato segnalato un secondo attacco analogo. Alle 10:30, Hezbollah ha inoltre preso di mira per la terza volta "un gruppo di militari israeliani" nella località frontaliera di Qauza, nel distretto di Bint Jbeil, utilizzando un drone d'attacco. Lo stesso obiettivo "è stato colpito" nuovamente alle 10:50, in quella che il movimento ha definito la quarta operazione contro la stessa posizione.
Pasdran: "Il nostro negoziato è colpire con operazioni mirate"
I Pasdaran stanno "negoziando con i vili aggressori assassini di bambini attraverso operazioni mirate": lo si legge in un comunicato delle Guardie della rivoluzione iraniana. "La maggior parte delle unità di combattimento delle Guardie, così come milioni di membri della forza volontaria basij della Repubblica Islamica, non sono ancora entrati in campo", si afferma, il "loro coinvolgimento" avrebbe un effetto deflagrante nel conflitto.
Rubio parteciperà venerdì al G7 in Francia
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio incontrerà venerdì in Francia i suoi omologhi del G7 per discutere della guerra in Iran: lo ha annunciato il Dipartimento di Stato. Rubio, nel suo primo viaggio all'estero da quando gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato l'Iran il 28 febbraio, parteciperà ai colloqui dei ministri degli Esteri del G7 a Cernay-la-Ville, vicino a Versailles, alla periferia di Parigi. Rubio parlerà con i suoi omologhi della "guerra tra Russia e Ucraina, della situazione in Medio Oriente e delle minacce alla pace e alla stabilità in tutto il mondo", ha detto il portavoce del Dipartimento Tommy Pigott.
Raid Idf a Beirut e nel sud, almeno 8 morti
I raid aerei israeliani attuati nelle ultime ore hanno causato almeno otto morti, di cui tre nella periferia di Beirut e cinque nel sud Libano. Secondo il ministero della Saluto, nell'attacco che ha colpito la località di Bchamoun, a sud-est di Beirut, è stata uccisa una bambina di quattro anni e altre quattro persone sono rimaste ferite. Bchamoun non è una roccaforte di Hezbollah, sulla carta nel mirino dell'Idf. Durante la notte, una serie di attacchi ha colpito i quartieri della periferia meridionale di Beirut, secondo quanto riportato dall'Agenzia nazionale di informazione libanese, in particolare Haret Hreik, quasi del tutto evacuato dai residenti. La stessa fonte ha riferito di altri attacchi in diverse aree dell'est e del sud del Libano, in particolare contro alcune stazioni di servizio della compagnia al Amana, che Israele accusa di finanziare Hezbollah. Nel sud, l'esercito israeliano ha colpito la città costiera di Tiro, uccidendo cinque persone, secondo quanto riferito dal ministero della Salute. Contemporaneamente l'Idf ha nuovamente colpito un ponte sul fiume Litani, nell'ambito dell'operazione volta a distruggere diversi ponti che collegano alcune zone del sud di Israele al resto del Paese.
Raid israeliani in varie zone del Libano, 5 morti e diversi feriti
Raid aerei e attacchi con droni israeliani hanno colpito nelle ultime ore diverse località nel sud del Libano e nella valle della Bekaa, causando almeno 5 morti e diversi feriti. Lo riferiscono fonti locali e corrispondenti dei media libanesi. I due attacchi più sanguinosi si sono registrati sul Monte Libano, nel distretto di Aley (3 morti, tra cui una bambina) e nel campo profughi palestinese di Mie Mie a Sidone. Nel sud del Libano, le incursioni hanno interessato diversi distretti. Nel distretto occidentale di Tiro, bombardamenti hanno preso di mira l'area di Adlun, lungo la costa a sud di Sidone, colpendo in particolare terreni agricoli e causando diversi feriti. Artiglieria e munizioni al fosforo bianco hanno inoltre interessato la periferia di Naqura. Tre attacchi hanno colpito Tayr Debba tra la sera e l'alba, causando almeno due morti e tre feriti. Nel distretto centrale di Nabatiye, un attacco ha colpito un edificio a Tul, nei pressi del liceo Bilal Fahs, mentre un altro raid ha centrato la zona di al-Wadi a Habbush. Nelle stesse ore, altri raid hanno colpito Kharuf, dove sono intervenute ambulanze. Nel distretto centro-meridionale di Bint Jbeil, raid aerei sono stati segnalati a Frun. All'alba, un attacco ha colpito la periferia di Ain Ebel, centrando un'abitazione civile. Nel distretto orientale di Marjayoun, a Khiam, due attacchi hanno colpito il quartiere di al Jlaliye, uno dei quali nei pressi di una stazione di servizio. Velivoli israeliani hanno inoltre sorvolato Sidone a bassa quota. Separatamente, nella valle della Bekaa, raid aerei israeliani hanno colpito la periferia di Zighrin, nell'area di Hermel, e quella di Shmistar, nel distretto di Baalbek, lungo l'Antilibano. Un ulteriore attacco ha interessato la zona di Shaara, sulla catena montuosa orientale.
Qatar: "Guerra ha distrutto sistema sicurezza Golfo"
Per il Qatar, la guerra in Medio Oriente ha mandato in frantumi il sistema di sicurezza degli stati del Golfo. A spiegarlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari. "L'esito più importante di questa guerra è il crollo del sistema di sicurezza nella regione del Golfo", ha dichiarato. "Gli Stati del Golfo, che hanno lavorato a stretto contatto e in parallelo per garantire la loro sicurezza, dopo il conflitto divranno rivalutare cosa comporti realmente un quadro di sicurezza regionale condiviso", ha aggiunto.
Comando unificato Iran: "Avanti fino a vittoria completa"
Le forze armate iraniane si batteranno fino alla vittoria completa. Lo ha assicurato il generale Ali Abdollahi Aliabadi, comandante del quartier generale unificato centrale di Khatam al-Anbiya, a quanto riporta la tv di Stato. "Le potenti Forze Armate dell'Iran sono salde, orgogliose e vittoriose nella difesa dell'integrità del Paese e proseguiranno su questa strada fino alla vittoria completa", ha dichiarato.
Media: esplosione a Eilat, in Israele
Un'esplosione è stata udita a Eilat, nel sud di Israele. Lo riferiscono i media iraniani. Nella cittadina sul Mar Rosso era scattato l'allarme antiaereo.
Allarme per un lancio di missili dall'Iran su Eilat e altre zone del sud di Israele
Le sirene d'allarme stanno suonando a Eilat e in altre aree del sud di Israele per un lancio di missili dall'Iran rilevato dall'Idf.
Idf: "Abbiamo condotto importanti raid su Isfahan"
L'esercito israeliano ha annunciato di aver condotto una serie di importanti raid aerei a Isfahan, nell'Iran centrale, nel 25esimo giorno della guerra contro la Repubblica islamica. "Le Forze di Difesa hanno appena completato una serie di attacchi su larga scala a Isfahan", ha dichiarato l'esercito in un comunicato, aggiungendo di aver lanciato "una serie di attacchi su larga scala (...) in diverse regioni dell'Iran".
Israele: "Assumiamo controllo della zona di sicurezza nel sud Libano"
Israele annuncia che assumerà il "controllo" della cosiddetta "zona di sicurezza" fino al fiume Litani in Libano, circa 30km dal confine. Lo riferisce il Guardian che cita il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz. "Tutti e cinque i ponti sul Litani sono stati fatti saltare in aria, e l'Idf controllerà il resto dei ponti e la zona di sicurezza fino al Litani", aveva detto in precedenza Katz, avvertendo che "centinaia di migliaia di residenti" libanesi non potranno tornare a sud del fiume "finché non sarà garantita la sicurezza" nel nord di Israele.
Vance: "Non ho attaccato Netanyahu per la violenza sui coloni"
L'ufficio stampa del vicepresidente statunitense JD Vance ha smentito un articolo di Israel Hayom secondo cui avrebbe attaccato duramente il primo ministro Benjamin Netanyahu per le violenze dei coloni in Cisgiordania, affermando che le conversazioni tra i due leader nell'ultima settimana si sono "concentrate esclusivamente sull'operazione Epic Fury". "Questa storia è completamente falsa", ha dichiarato l'addetto stampa Taylor Van Kirk, aggiungendo che la violenza dei coloni "non è stata nemmeno presa in considerazione".
Libano espelle ambasciatore iraniano, via entro domenica
Il ministero degli Esteri libanese ha ritirato le credenziali al neo ambasciatore iraniano a Beirut, Sheibani, ordinandogli di lasciare il Paese entro domenica. Lo riporta Al Jazeera.
Qatar: "Non siamo coinvolti nei negoziati per porre fine alla guerra"
Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar Majid Al-Ansari ha dichiarato che il Qatar non è coinvolto in alcun tentativo da parte di Stati Uniti e Iran di porre fine alla guerra. "Il nostro obiettivo è porre fine agli attacchi contro il nostro Paese e difendere il nostro territorio", ha detto in conferenza stampa.
Teheran: "90 arrestati collegati a Iran International"
Le forze di sicurezza iraniane hanno arrestato più di 90 persone legate alla rete "Iran International", canale satellitare bollato come "organo di stampa ostile": lo riferiscono i media governativi di Teheran. Gli arresti, effettuati in diverse province negli ultimi giorni, prendono di mira quelli che le autorità hanno definito "traditori legati alla rete terroristica". L'operazione continuerà fino a quando non sarà completata la "pulizia psicologica della società dall'influenza del gruppo ostile".
Nominato successore Larijani, è Mohammad Zolghadr
Mohammad Bagher Zolghadr è stato nominato segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale. Lo riferiscono i media iraniani. La nomina di Zolghadr, che succede ad Alì Larijani, è stata approvata dalla Guida Suprema della Rivoluzione Islamica. Ex comandante del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, attualmente era segretario del consiglio per il Discernimento delle Opportunità.
Media: "Trump vuole l'accordo con l'Iran, per Israele improbabile"
Donald Trump sembra determinato a raggiungere un accordo con l'Iran volto a porre fine alle ostilità in Medio Oriente ma funzionari israeliani, che hanno parlato a Reuters a condizione di anonimato, hanno affermato di ritenere improbabile che l'Iran accetti le richieste degli Stati Uniti in un eventuale nuovo ciclo di negoziati, interrotti il ;;28 febbraio con l'inizio della guerra israelo-americana contro l'Iran. Lo scrive Reuters sul suo sito. È probabile che le richieste statunitensi includano limitazioni ai programmi nucleari e missilistici balistici dell'Iran.
Mosca: "L'Aiea riconosce i rischi per l'integrità della centrale nucleare iraniana"
Il rappresentante permanente della Russia presso le organizzazioni internazionali a Vienna, Mikhail Ulyanov, ha dichiarato che l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) ha riconosciuto i rischi per l'integrità fisica dell'impianto nucleare iraniano di Bushehr ha rappresentati dalle minacce in atto nella regione. "Pochi giorni fa, per la prima volta, Grossi (Direttore generale dell'Aiea) ha chiaramente inquadrato gli eventi in Iran nel contesto dei sette pilastri della sicurezza nucleare", ha dichiarato Ulyanov, citato da Ria Novosti. Il diplomatico ha specificato che il primo pilastro, riguardante l'integrità fisica dell'impianto, è sottoposto a minaccia.
Media: "Forte esplosione a Baghdad"
Una forte esplosione è stata udita a Baghdad. Lo riferisce l'agenzia iraniana Tasnim.
Guerra in Iran, salgono i prezzi dei voli. I consigli per risparmiare
La guerra in Iran è entrata nella sua quarta settimana, e i combattimenti continuano a causare aumento del prezzo del carburante e chiusura degli spazi aerei in diverse aree del Medio Oriente. La situazione rimane complessa, tanto che nei giorni scorsi le principali compagnie aeree europee, riunite a Bruxelles nell'associazione Airlines for Europe, hanno avvertito che l’Europa non sarà immune ai rincari dei biglietti aerei legati all'impennata dei costi del petrolio.
Guerra in Iran, salgono i prezzi dei voli. I consigli per risparmiare
Vai al contenutoMedia, Vance chiama Netanyahu: "Basta violenze dei coloni"
L'amministrazione americana è sempre più irritata per le crescenti violenze dei coloni sui palestinesi in Cisgiordania e sulla questione è intervenuto il vicepresidente JD Vance. A rivelarlo è stato Israel Hayom. Secondo il portale, nell'ultima settimana da Washington sono partiti diversi messaggi in direzione del governo israeliano. Vance in persona ha chiamato il premier Benjamin Netanyahu e secondo il media israeliano i toni si sono alzati durante la conversazione. Gli Usa non credono alla versione israeliana che esercito e la polizia stiano effettivamente applicando la legge e neppure che gli incidenti siano sempre provocati da agitatori di sinistra. Non è sostenibile, si spiega, che un esercito che riesce a centrare un obbiettivo con un missile da una finestra non riesca a fermare dei coloni armati. Vance avrebbe chiesto che il ministro della Difesa Israel Katz intervenga pesantemente e istruisca i militari di arrestare i piu' violenti.
Cremlino: "Sui negoziati non sappiamo come stiano le cose"
Il Cremlino non dispone di informazioni oggettive sulla ripresa dei contatti tra Stati Uniti e Iran, ma fa notare che Teheran era aperta ai negoziati prima dello scoppio delle ostilità. "Stiamo notando una serie di dichiarazioni contraddittorie da tutte le parti, alcune delle quali si contraddicono a vicenda. Non conosciamo la reale situazione", ha dichiarato ai giornalisti il portavoce della presidenza russa, Dmitri Peskov, commentando le notizie di una presunta ripresa dei negoziati tra Stati Uniti e Iran. Peskov ha ricordato che la Repubblica islamica "ha confermato questa apertura nei fatti fino all'ultimo, prima dell'inizio delle ostilità, fino al momento del primo attacco all'Iran, rimanendo aperta alla prosecuzione dei negoziati, che stavano procedendo con discreto successo".
Mosca: "Ultimatum e uso della forza non aiutano il Medio Oriente"
La Russia è convinta che "solo l'unità dei Paesi del Medio Oriente soddisfi gli interessi della regione, non l'uso della forza e i diktat". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavorv, come riporta Ria Novosti. Il riferimento potrebbe essere all'ultimatum lanciato all'Iran dal presidente Usa per la riapertura dello Stretto di Hormuz, poi rinviato da Donald Trump sulla base dell'annuncio di presunti negoziati con Teheran.
I Pasdaran annunciano massicci bombardamenti su Israele
I Guardiani della Rivoluzione hanno annunciato un'ondata di massicci bombardamenti missilistici su Israele in sostegno di Libano e dei Palestinesi.
Wsj: "A.Saudita ed Emirati verso coinvolgimento diretto nel conflitto"
Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti si avvicinano a grandi passi verso un coinvolgimento diretto nel conflitto con l’Iran, dopo i ripetuti attacchi contro infrastrutture energetiche e centri urbani del Golfo. Lo riporta il Wall Street Journal, citando la decisione di Riad di consentire alle forze statunitensi l’uso delle proprie basi, un segnale di cambio di postura rispetto alla linea iniziale di non partecipazione.
Il principe ereditario Mohammed bin Salman sarebbe ora determinato a ristabilire la deterrenza e vicino alla decisione di unirsi alle operazioni militari, facendo ritenere imminente un ingresso saudita nel conflitto. "La pazienza dell’Arabia Saudita di fronte agli attacchi iraniani non è illimitata", ha dichiarato il ministro degli Esteri Faisal bin Farhan. Parallelamente, gli Emirati stanno aumentando la pressione su Teheran anche sul piano economico, prendendo di mira asset e interessi iraniani e valutando un possibile coinvolgimento militare, mentre si oppongono privatamente a un cessate il fuoco che lasci intatta parte della capacità militare iraniana.
Iran, 25 giorni di blackout di Internet
E' sempre 'buio digitale' in Iran. NetBlocks, osservatorio di Internet, rileva come "il blackout di Internet in Iran sia entrato nel 25esimo giorno dopo 576 ore" senza connessione. Su X NetBlocks denuncia come l'opinione pubblica iraniana "sia isolata" dal resto del mondo "mentre gli account autorizzati cercano di prendere il controllo della narrazione". Misure, è la denuncia, che "lasciano i civili senza aggiornamenti cruciali e senza una voce sull'arena globale" mentre proseguono le operazioni militari contro l'Iran avviate il 28 febbraio da Usa e Israele e la 'risposta' iraniana ai raid.
Media Iran: "ieri raid Usa-Israele contro infrastrutture energetiche"
L'Iran sostiene che attacchi statunitensi-israeliani avrebbero preso di mira ieri strutture legate al settore energetico nella provincia iraniana di Isfahan e nella città sud-occidentale di Khorramshahr "poche ore" dopo l'annuncio di Trump di rinviare per 5 giorni i raid sull'energia. Lo riportano i media iraniani, citati da Anadolu. A Isfahan, sono stati colpiti un edificio dell'amministrazione del gas naturale e una stazione di riduzione della pressione del gas, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Fars. A Khorramshahr, è stato preso di mira un gasdotto appartenente a una centrale elettrica. Non sono segnalati feriti.
Casa Bianca: "La situazione sui negoziati è fluida"
La Casa Bianca ha definito "fluida" la situazione relativa ai negoziati di pace per porre fine al conflitto iraniano, dopo che il presidente Donald Trump aveva parlato di progressi "importanti" e "accordo su quasi tutti i punti principali", ed erano emerse ipotesi di Islamabad come sede dei negoziati diretti già da questa settimana.
"Sono in corso discussioni diplomatiche delicate e gli Usa non negozieranno tramite la stampa - ha detto a Bbc la portavoce Karoline Leavitt - La situazione è fluida, e le speculazioni su eventuali incontri non devono essere viste come definitive fino a quando non saranno annunciate formalmente dalla Casa Bianca".
Media: "Missile dell'Iran con 100 kg di esplosivo tra gli edifici a Tel Aviv, nessun ferito"
Un missile iraniano che, secondo la polizia, trasportava una testata con circa 100 kg di esplosivo è caduto tra due edifici a Tel Aviv, distruggendo la facciata di un palazzo. Non si sono registrati feriti. Lo riportano i media israeliani mostrando le foto. Il comandante del Fronte Interno di Tel Aviv ha dichiarato che l'attacco ha causato gravi danni a tre edifici, ora in fase di valutazione per un possibile crollo. "I rifugi sono rimasti intatti", ha affermato, aggiungendo che le persone all'interno sono rimaste illese. Il comandante della polizia di Tel Aviv Nord ha dichiarato che le ricerche sono in corso e che finora nessuno ha avuto bisogno di essere evacuato in ospedale. I detriti hanno mandato in frantumi il finestrino di un'auto parcheggiata nelle vicinanze.
Costa: "La guerra degli Usa in Iran ha ignorato la sicurezza europea"
"Non possiamo ignorare che, per la prima volta in assoluto, gli Usa hanno scatenato una guerra in Medio Oriente, nel nostro vicinato, senza fornire alcuna informazione preventiva ai propri alleati europei né alla Nato. E, di fatto, stanno portando avanti questa azione senza curarsi delle ripercussioni sull'economia globale, sull'economia europea e sulla nostra sicurezza". Lo ha detto il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa a SciencesPo School of International Affairs. "Stiamo pagando le conseguenze, stiamo subendo un forte shock economico causato da questa guerra", ha aggiunto.

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Think tank israeliano: "l'Iran possiede ancora circa mille missili"
Secondo un think tank israeliano, l'Iran ha iniziato la guerra con circa 2.500 missili balistici e ora gliene restano circa 1.000. Lo afferma il Centro di ricerca israeliano Alma per il quale dopo la guerra dei 12 giorni, nel giugno dello scorso anno, all'Iran erano rimasti circa 1.500 missili. Nei successivi otto mesi, è stata in grado di produrne altri 1.000, il che suggerisce che Teheran potrebbe agire rapidamente per ricostituire le scorte.
Iran: "arrestati 30 agenti del regime sionista"
Il ministero dell'Intelligence iraniano ha annunciato l'arresto di trenta persone accusate di essere "agenti del regime sionista" durante operazioni in varie province del Paese. Secondo una dichiarazione del ministero riguardo agli arresti, riportata dall'agenzia Fars, ventiquattro tra le persone messe in custodia sono accusate di avere "inviato al nemico le coordinate di siti militari, delle forze dell'ordine e della sicurezza, nonché le posizioni di guardie di sicurezza e attrezzature militari nella provincia di Hamadan". Durante le operazioni che hanno portato agli arresti sono state sequestrate "armi da fuoco e armi bianche" e "sono stati scoperti e sequestrati 11 dispositivi Starlink", la compagnia per l'accesso a internet satellitare di Elon Musk. Sempre secondo la dichiarazione del ministero, "4 mercenari di un gruppo terroristico sono stati identificati e arrestati nella provincia di Lorestan mentre raccoglievano informazioni per i servizi segreti nemici" e "due terroristi hanno anche tentato di trasportare armi nella provincia di Kerman fingendosi una famiglia" ma sono stati arrestati e durante l'operazione sono state sequestrate 7 pistole e 10 caricatori. Da quando è iniziato il conflitto con gli Stati Uniti e Israele, Teheran regolarmente annuncia l'arresto di decine di persone accusate di essere "mercenari" o "agenti" che lavorano per il governo israeliano o per gli Usa.
Lloydslist, da venerdì 16 navi attraverso Hormuz in rotta sotto controllo dell'Iran
Dallo scorso venerdì 16 navi hanno passato lo stretto di Hormuz deviando su una rotta attraverso le acque territoriali iraniane grazie ad accordi politici con le guardie rivoluzionarie o il pagamento di un pedaggio. E' quanto ricostruisce Lloydslist secondo cui la rotta, chiamata 'il casello autostradale di Teheran', ha visto anche il passaggio di due navi che utilizzano l'identità di imbarcazioni non più esistenti. Per Lloyds almeno due navi hanno pagato il pedaggio che secondo alcune voci ammonterebbe a due milioni di dollari mentre altre avrebbero ottenuto il via libera grazie ad accordi a livello politico e diplomatico.
Tv: "Attacco contro peshmerga in Kurdistan iracheno, 6 morti"
Sei peshmerga, le forze della regione autonoma del Kurdistan, nel nord dell'Iraq, sono stati uccisi in un attacco che ha colpito la loro base prima dell'alba nella zona di Soran, nella provincia di Erbil. E' quanto riferisce l'emittente curda Rudaw, citando fonti che parlano anche di "20-25 feriti". La tv dà inoltre notizia di un comunicato del comando locale dei Peshmerga che parla di un primo attacco con cinque missili, seguito da un secondo con un missile.
Ong israeliana denuncia "rete di campi di tortura"
L'ong israeliana BTselem ha denunciato l'esistenza di "una rete di campi di tortura" all'interno delle carceri e dei centri di detenzione militari dello Stato ebraico, dove i prigionieri palestinesi soffrono la fame e subiscono abusi "sistematici". "Anche durante l'attacco israelo-americano all'Iran, Israele continua a gestire una rete di campi di tortura da nord a sud per i prigionieri palestinesi, dove si verificano abusi sistematici, tra cui violenza fisica e tortura psicologica, condizioni disumane, fame e negazione di cure mediche", ha denunciato l'Ong. A marzo 2026, circa 9.446 palestinesi erano detenuti nei centri di detenzione israeliani, secondo i dati del Servizio Penitenziario Israeliano (Ips), e di questi, 4.691 (quasi il 50%) non avevano ricevuto un atto d'accusa formale, una data per il processo o accuse, in quella che viene definita "detenzione amministrativa".
Tabriz: "6 morti e 9 feriti in raid nella notte"
E' di almeno sei morti e nove feriti il bilancio di raid aerei che nella notte hanno colpito una zona residenziale della città iraniana di Tabriz. Lo denunciano i media locali secondo cui le operazioni hanno preso di mira un quartiere nella zona settentrionale e una piazza nell'area sudovest della città. Sui social media abitanti di Tabriz hanno riferito di aver udito forti esplosioni intorno alle 2.
L'Iran non fornisce un bilancio delle operazioni avviate il 28 febbraio da Usa e Israele. Secondo Hrana, con sede negli Stati Uniti, le vittime sono più di 3.200, compresi almeno 1.400 civili.
L'Idf distrugge un altro ponte sul fiume LItani nel sud del Libano
L'Idf ha nuovamente attaccato il ponte di a-Dalafah sul fiume Litani, nel Libano meridionale, distruggendolo completamente. Lo riferiscono fonti libanesi citate dai media di Tel Aviv. L'esercito ha poi attaccato la stazione di servizio di al-Amana nella zona di a-Nabatiya.
Attacchi su impianti di gas a Isfahan e Khorramshahr
Due stabilimenti di gas e un gasdotto, sono stati presi di mira da attacchi israeliani e statunitensi poche ore dopo che il presidente americano Donald Trump aveva annunciato un rinvio dei raid sulle infrastrutture energetiche. "Nell'ambito dei continui attacchi perpetrati dal nemico sionista e americano, l'edificio dell'amministrazione del gas e la stazione di regolazione della pressione del gas in via Kaveh a Isfahan sono stati presi di mira", ha affermato l'agenzia di stampa Fars. Gli impianti nell'Iran centrale sono stati "parzialmente danneggiati", ha aggiunto Fars, l'unica testata giornalistica iraniana a riportare l'incidente. L'agenzia ha inoltre riferito che un attacco ha colpito anche il gasdotto della centrale elettrica di Khorramshahr, nel sud-ovest del Paese. "Un proiettile ha colpito l'area esterna alla stazione di trattamento del gasdotto di Khorramshahr", ha riportato Fars, citando il governatore della citta' al confine con l'Iraq. Ieri Trump aveva parlato di colloqui in corso con Teheran e annunciato una tregua di cinque giorni sugli attacchi alle centrali elettriche della Repubblica islamica. L'improvviso cambio di rotta era avvenuto poche ore prima della scadenza dell'ultimatum al termine del quale aveva minacciato di attaccare le centrali elettriche iraniane se Teheran non avesse riaperto lo Stretto di Hormuz. Tuttavia, i media iraniani hanno smentito che ci fossero negoziati in corso.
Iran: "Se attaccate, le centrali elettriche saranno ricostruite"
Il ministro dell'Energia iraniano, Abbas Aliabadi, ha minimizzato le minacce del presidente degli Stati Uniti Donald Trump riguardo a possibili attacchi da parte degli Usa contro le centrali elettriche iraniane, affermando che la Repubblica islamica ha decentralizzato la sua produzione elettrica e pianifica di ricostruire gli stabilimenti se verranno colpiti. "Il popolo non dovrebbe essere per nulla preoccupato; se le centrali elettriche vengono colpite saranno ricostruite e modernizzate in modo rapido", ha detto Aliabadi, come riferisce Al Jazeera. Dopo avere minacciato di volere colpire le centrali elettriche iraniane se Teheran non avesse riaperto lo Stretto di Hormuz, Trump ieri ha annunciato un rinvio di cinque giorni di "tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane", dopo "conversazioni molto positive e produttive" con l'Iran, mentre la Repubblica islamica ha smentito che siano in corso "negoziati" con gli Stati Uniti.
Esiste davvero una trattativa di pace Usa-Iran?
Tra propaganda e mediazioni indirette, Usa e Iran sembrano esplorare uno spazio di trattativa, mediata da Egitto, Oman e Qatar. Obiettivo possibile: cessate il fuoco e riapertura dello Stretto di Hormuz, ma ostacolato dagli obiettivi strategici di Israele.
Esiste davvero una trattativa di pace Usa-Iran?
Vai al contenutoDopo gli attacchi dell'Iran Israele bombarda Teheran
Dopo l'attacco missilistico iraniano, con almeno un missile con una testata da 100 chilogrammi di esplosivo che ha causato almeno 6 feriti e ingenti danni nel cuore di Tel Aviv, le forze israeliane stanno colpendo lanciatori di missili e infrastrutture nell'Iran occidentale. Lo riferiscono i media israeliani.
Fonte di Teheran: "Ricevuto messaggio dagli Usa tramite mediatori"
Dall'Iran affermano di aver ricevuto un 'messaggio' dagli Stati Uniti, tramite i mediatori, nel mezzo delle indiscrezioni su possibili colloqui tra le parti a 25 giorni dall'avvio delle operazioni di Usa e Israele contro la Repubblica islamica, che continua a 'rispondere' ai raid. "Tramite mediatori, abbiamo ricevuto considerazioni dagli Stati Uniti e sono allo studio", ha detto a Cbs News nelle ultime ore un funzionario del ministero degli Esteri di Teheran. La rete precisa che si tratterebbe eventualmente di un passo che potrebbe preludere a colloqui.
Raid Usa contro miliziani filo-Teheran in Iraq: 15 morti
Un raid attribuito alle forze statunitensi nell'ovest dell'Iraq ha causato la morte di 15 miliziani dell'ex coalizione paramilitare Hashed al-Shaabi, note anche come Forze di mobilitazione popolare, in prima linea nella lotta all'Isis e ora integrate nell'esercito di Baghdad.
Media, nuove operazioni delle forze israeliane nell'ovest
Nuove operazioni delle forze israeliane (Idf) contro obiettivi in Iran. A riferirne è il sito di notizie israeliano Ynet secondo cui le Idf stanno attaccando siti per il lancio di missili e altre strutture nell'ovest della Repubblica islamica dopo che sei persone sono rimaste lievemente ferite per un attacco un missile balistico lanciato dall'Iran contro Tel Aviv.
Pakistan: "Colloqui Teheran-Usa? Noi pronti, se c'è la volontà delle parti"
Il Pakistan è "sempre pronto a ospitare colloqui" a patto che "le parti lo desiderino". Lo ha confermato alla Bbc il portavoce del ministero degli Esteri di Islamabad, Tahir Andrabi, all'indomani delle indiscrezioni secondo cui potrebbe esserci in Pakistan un incontro tra delegazioni di Usa e Iran. Il portavoce non ha confermato se ci siano stati contatti sui possibili colloqui. Il Pakistan, si è limitato a dire, "ha sempre sostenuto il dialogo e la diplomazia per promuovere pace e stabilità nella regione".
Iran, von der Leyen: "Deve cessare le sue minacce"
"Sono profondamente preoccupato per il conflitto. L'Iran deve cessare immediatamente le sue minacce, la posa di mine, gli attacchi con droni e missili e altri tentativi di bloccare lo stretto al traffico commerciale". Lo ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel corso della conferenza stampa dopo la firma dell'accordo commerciale con l'Australia. "I recenti attacchi da parte dell'Iran contro navi commerciali disarmate nel Golfo, gli attacchi contro infrastrutture civili, comprese installazioni petrolifere e del gas, e la chiusura de facto dello Stretto di Hormuz da parte delle forze iraniane sono inaccettabili e devono essere condannati. - ha aggiunto - Voglio anche sottolineare che la libertà di navigazione è un principio fondamentale del diritto internazionale".

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Media: "I Paesi del Golfo più vicini ad un intervento contro Teheran"
Gli alleati degli Stati Uniti nel Golfo Persico sono sempre più prossimi a un coinvolgimento diretto nel conflitto con l'Iran. Spinti dall'escalation degli attacchi che hanno colpito infrastrutture energetiche, aeroporti e centri nevralgici delle loro economie, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, pur evitando per ora di schierarsi apertamente in guerra, stanno irrigidendo la loro postura verso Teheran, sia sul piano militare che su quello finanziario. Secondo fonti citate dal Wall Street Journal, Riad ha recentemente accettato che le forze americane utilizzino la base aerea di King Fahd, sul lato occidentale della Penisola arabica. Una svolta significativa, perchè all'inizio del conflitto il regno aveva assicurato di non voler consentire l'uso del proprio territorio o del proprio spazio aereo per attacchi contro l'Iran. Una linea diventata però sempre più difficile da sostenere dopo i ripetuti raid iraniani con missili e droni contro obiettivi sauditi, comprese infrastrutture energetiche e la capitale Riad. Il principe ereditario Mohammed bin Salman, riferiscono le stesse fonti, sarebbe ora vicino alla decisione di unirsi agli attacchi per ristabilire una capacità di deterrenza. Un segnale in questa direzione era arrivato già nei giorni scorsi dal ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan, che aveva avvertito che "la pazienza dell'Arabia Saudita di fronte agli attacchi iraniani non è illimitata". Anche gli Emirati stanno aumentando la pressione su Teheran. Dubai, tradizionale hub finanziario per imprese e capitali iraniani, ha cominciato a colpire beni e strutture riconducibili alla Repubblica islamica. Tra le misure più recenti figura la chiusura dell'Iranian Hospital e dell'Iranian Club. Le autorità emiratine hanno parlato di "misure mirate" contro istituzioni legate direttamente al regime iraniano e ai Guardiani della rivoluzione, accusate di essere state utilizzate per finalità contrarie alla legge degli Emirati. Abu Dhabi aveva inoltre già minacciato di congelare miliardi di dollari di asset iraniani, mettendo a rischio una delle principali valvole di sfogo economiche per Teheran.
Sei feriti a Tel Aviv dopo attacco missilistico
Sei persone sono rimaste ferite in modo lieve durante un attacco missilistico iraniano su Tel Aviv. Lo riferisce il Times of Israel che cita Magen David Adom.
Libano: 2 morti e 5 feriti in un raid aereo israeliano a sudest di Beirut
Due persone sono rimaste uccise in un raid aereo israeliano sul villaggio di Bshamoun, a sudest di Beirut. Lo ha annunciato stamattina il Ministero della Salute libanese, mentre i bombardamenti sono proseguiti durante la notte nella periferia meridionale della capitale. "Il raid condotto dal nemico israeliano contro il villaggio di Bshamoun, nel distretto di Aley, ha provocato, secondo un bilancio preliminare, due morti e cinque feriti tra i civili", ha dichiarato il ministero in un comunicato. Situato nel distretto montuoso di Aley, a maggioranza drusa, Bshamoun si trova al di fuori delle tradizionali roccaforti del movimento filo-iraniano Hezbollah.
Iran lancia nuova ondata di missili contro Israele, colpito un edificio
Stamattina l'Iran ha lanciato un'altra ondata di missili contro Israele, secondo quanto annunciato dalla televisione di Stato, dopo che precedenti attacchi avevano colpito un edificio nel nord dello Stato ebraico e una forte esplosione era stata sentita a Gerusalemme. "L'Iran lancia una nuova ondata di missili contro i territori occupati", ha scritto su Telegram l'emittente statale della Repubblica islamica dell'Iran (Irib). Poco dopo ha aggiunto che "i missili iraniani hanno attraversato diverse difese missilistiche israeliane". I servizi di emergenza di Israele hanno diffuso un video di un edificio danneggiato nel nord del Paese, affermando che non ci sono state vittime. L'esercito israeliano ha emesso stamattina diversi comunicati in cui affermava di aver rilevato missili iraniani in arrivo e di essere al lavoro per intercettarli.
Nella notte colpite sette zone periferia sud di Beirut
Israele ha preso di mira sette zone della periferia sud di Beirut durante la notte, secondo quanto riportato martedi' dai media statali libanesi. "Aerei da guerra nemici hanno lanciato sette raid durante la notte sulla periferia sud, prendendo di mira le seguenti zone: Bir al-Abed, Al-Ruwais (periferia di Al-Manshiyya), Haret Hreik, l'autostrada Sayyed Hadi Nasrallah, Santa Teresa, Burj al-Barajneh e Al-Kafaat", ha riferito l'agenzia di stampa statale libanese National News Agency.