Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran, Trump: "Riaprite Hormuz entro 48 ore". Teheran: "Sarà l'inferno per voi"

©Ansa

"Il tempo sta per scadere: 48 ore prima che si scateni l'inferno", ha scritto Trump su Truth. “Con escalation sarà inferno per Usa e Israele”, ha replicato un portavoce delle forze armate iraniane. Almeno 5 persone sono morte nell'attacco al sito petrolchimico di Mahshahr. Netanyahu ha confermato gli attacchi agli impianti petrolchimici iraniani denunciati da Teheran. "Continueremo a schiacciarli", ha promesso. Un missile è caduto vicino alla nucleare di Bushehr, nell'Iran occidentale: un morto

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"Ricordate quando ho dato all'Iran dieci giorni per fare un accordo o aprire lo stretto di Hormuz. Il tempo sta per scadere: 48 ore prima che si scateni l'inferno su di loro. Gloria a Dio!". Lo ha scritto  su Truth il presidente americano, Donald Trump. “Con escalation l'intera regione del Golfo si trasformerà in un "inferno" per loro, ha dichiarato, secondo Al Jazeera, un portavoce delle forze armate iraniane in risposta alla minaccia del presidente Usa. 

L'Iran "non ha rifiutato la mediazione del Pakistan, ma pretende condizioni chiare per una pace definitiva", ha chiarito il ministro egli Esteri, Abbas Araghchi, su X. 

Almeno cinque persone sono morte nell'attacco israeliano al sito petrolchimico di Mahshahr, in Iran. Lo riferiscono i media della Repubblica Islamica. Netanyahu, in un video, ha confermato gli attacchi agli impianti petrolchimici iraniani denunciati sabato da Teheran. "Continueremo a schiacciarli", ha promesso Netanyahu.

Un missile è caduto vicino alla nucleare di Bushehr, nell'Iran occidentale, e uno degli addetti alla sicurezza dell'impianto è rimasto ucciso. Lo riferisce la Tass citando l'Agenzia iraniana per l'energia atomica Secondo l'agenzia "gli impianti principali non sono stati danneggiati". Una nave turca passa lo Stretto di Hormuz, ma Teheran minaccia il Mar Rosso. “Colpita nello Stretto una nave legata a Israele”.

Intanto, è corsa tra Usa e Iran a caccia del pilota disperso dopo che il suo caccia F-15 è stato abbattuto. Gli Usa hanno messo in campo i corpi speciali, mentre Teheran vuole un prigioniero da usare nei negoziati. In Epic Fury sono morti 13 soldati americani e 365 sono rimasti feriti.  

Approfondimenti:

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Pasdaran: 'Colpita con droni a Hormuz una nave legata ad Israele'

Il comando della Marina della Guardia Rivoluzionaria ha riferito che la  nave colpita risulta "legata al regime sionista" e che "ha preso fuoco".  L'imbarcazione si chiama Msc Ishyka e, stando ad alcuni siti  specializzati, sarebbe una portacontainer battente bandiera liberiana.

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Stretto Hormuz, quali Paesi lo usano di più per gas e petrolio?

Nonostante la maggiore autosufficienza energetica acquisita negli ultimi  anni, gli Stati Uniti continuano a importare 23 miliardi di dollari in  gas e petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz chiuso dall'Iran. A  pagare il conto più salato è tuttavia l'Asia, a partire da Cina e India  che "usano" il tratto di mare per quasi 200 miliardi. Di questo si è  parlato a Numeri, l’approfondimento di Sky TG24, nella puntata del 2  aprile 2026.

Stretto Hormuz, quali Paesi lo usano di più per gas e petrolio?

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Quante riserve di gas e petrolio ha ancora a disposizione l’Italia?

La situazione degli stoccaggi di petrolio e gas in Italia è  complessivamente buona nonostante le turbolenze sui mercati energetici  seguiti allo shock della guerra di Stati Uniti e Israele all'Iran. Ecco  le cifre.

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Donald Trump può davvero far uscire gli Stati Uniti dalla NATO?

La guerra in Iran,  la chiusura dello Stretto di Hormuz e le difficoltà nel garantire il  passaggio delle navi che trasportano gas e petrolio dal Golfo ai mercati  globali hanno rialzato la tensione tra Donald Trump e la NATO: il presidente statunitense è tornato ad attaccare i partner europei chiedendo un maggiore coinvolgimento in questi sforzi, riaccendendo una  crisi che sembrava essersi placata dopo il caso della Groenlandia.

Donald Trump può davvero far uscire gli Stati Uniti dalla NATO?

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Wsj: "Trump è l'unico presidente a colpire i piani nucleari iraniani"

Il presidente americano Donald Trump ha deciso di ricorrere alla forza  militare per impedire all'Iran di acquisire l'arma nucleare, dopo il  fallimento della soluzione diplomatica. Una scelta rischiosa: tuttavia,  "l'esperienza stranamente dimenticata degli Usa con la Corea del Nord  suggerisce che le alternative fossero persino più rischiose", ha  sottolineato l'Editorial Board del Wall Street Journal, in un articolo  che spezza una lancia a favore del tycoon verso cui è spesso critico, ad  esempio sui dazi. Nella sostanza, ci sono limiti "con un avversario"  che è determinato, "nonché quello che accade quando gli Usa antepongono  l'evitare il conflitto a ogni altra cosa". L'articolo ripercorre i  propositi atomici di Pyongyang, la lunga fase di trattative con  l'amministrazione di Bill Clinton, fino all'accordo del 1994 negoziato  dall'ex presidente Jimmy Carter. Le speranze di aver messo la situazione  sotto controllo sono naufragate quando Pyongyang quadruplicò le scorte  di plutonio e, nel 2006, condusse il primo test nucleare con il 'caro  leader, Kim Jong-il. Da quel momento in poi, le opzioni militari  americane sono diventate sempre più rischiose. La Corea del Nord ha  tirato dritto per la sua strada: si ritiene ora possieda circa 50  testate atomiche e che stia testando missili balistici intercontinentali  che potrebbero, un giorno, raggiungere il territorio continentale degli  Usa. L'ultimo test missilistico è di domenica scorsa. La lezione da  trarre è che i presidenti degli Stati Uniti hanno atteso troppo a lungo  prima di fermare la Corea del Nord, una potenza nucleare. Donald Trump è  l'unico presidente "ad aver avuto il coraggio di colpire i piani  nucleari iraniani e di consentire a Israele di fare altrettanto, nel  corso della guerra di dodici giorni" del 2025. "Non sappiamo come si  concluderà l'attuale conflitto con l'Iran, ma sappiamo per certo che,  una volta terminato, il regime radicale iraniano non disporrà più di un  programma nucleare. Ciò ha reso il mondo un luogo più sicuro", ha  concluso l'articolo.

Guerra Iran, colpita a Hormuz nave legata a Israele. VIDEO

Guerra Iran, colpita a Hormuz nave legata a Israele | Video Sky - Sky TG24

Guerra Iran, colpita a Hormuz nave legata a Israele | Video Sky - Sky TG24

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Meloni: quando nel golfo cresce l'instabilità, ne risente potere acquisto famiglie. VIDEO

Meloni: quando nel golfo cresce l'instabilità, ne risente potere acquisto famiglie | Video Sky - Sky TG24

Meloni: quando nel golfo cresce l'instabilità, ne risente potere acquisto famiglie | Video Sky - Sky TG24

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Trump: "Se importi il Terzo Mondo, diventi il Terzo Mondo. Lo impedirò"

"Se importi il Terzo Mondo, diventi il Terzo Mondo!". È quanto scrive il presidente americano Donald Trump in un post sul suo social Truth, assicurando che "questo non accadrà agli Stati Uniti d'America finché sarò presidente".

Houthi: "Attaccato l'aeroporto Ben Gurion e siti militari israeliani"

Gli Houthi hanno rivendicato un attacco missilistico contro Israele, affermando di aver preso di mira l'aeroporto internazionale Ben Gurion e siti militari "vitali" nel sud del Paese. Lo scrive al Jazeera.     In una dichiarazione diffusa tramite il media Al-Masirah, affiliato agli Houthi, il gruppo yemenita ha affermato che l'attacco è stato condotto utilizzando un missile a grappolo e numerosi droni.     In precedenza l'esercito israeliano aveva affermato di aver rilevato un missile lanciato dallo Yemen verso il proprio territorio e di aver attivato i propri sistemi di difesa. I media israeliani hanno poi riferito che il missile è caduto in un'area aperta, senza causare vittime né danni.

Iran, 17 arresti a Tel Aviv: manifestante ricoverato, è grave

Sono 17 i dimostranti arrestati dalle forze dell'ordine a Tel Aviv durante la protesta contro la guerra svoltasi nella centrale piazza Habima. Lo riferisce la polizia israeliana. Secondo i soccorritori, un manifestante avrebbe subito un arresto cardiaco e sarebbe ricoverato in gravi condizioni. Gli attivisti sostengono che l'uomo, un cinquantenne, sarebbe stato spinto con la forza in un rifugio insieme ad altre persone che erano scese in piazza, sfidando il divieto di assembramenti superiori alle 150 persone.

Iran, Teheran: "Con escalation sarà inferno per Usa e Israele"

Se gli Usa e Israele aumenteranno ancora la portata degli attacchi all'Iran, l'intera regione del Golfo si trasformera' in un "inferno" per loro. Lo ha dichiarato, secondo Al Jazeera, un portavoce delle forze armate iraniane in risposta alla minaccia del presidente Usa, Donald Trump, di scatenare "l'inferno" sulla Repubblica Islamica se non riaprira' lo Stretto di Hormuz entro lunedi'. "Non dimenticate che se l'aggressione si estendera', l'intera regione si trasformera' in un inferno per voi", ha detto il portavoce, "l'illusione di sconfiggere la Repubblica Islamica dell'Iran si e' trasformata in una palude nella quale annegherete".

Israele, Herzog al telefono con Papa Leone XIV: 'Iran è una minaccia'

"Ho ricordato i recenti attacchi missilistici su Gerusalemme che sono  caduti nell'area di siti sacri per cristiani, musulmani ed ebrei", ha  ffatto sapere il presidente israeliano su X. "Anche il popolo iraniano  merita un futuro migliore, libero da questo pericoloso e violento regime  del terrore".

Israele, Herzog al telefono con Papa Leone XIV: 'Iran è una minaccia'

Israele, Herzog al telefono con Papa Leone XIV: 'Iran è una minaccia'

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Netanyahu: "Come avevo promesso continuiamo a colpire l'Iran"

Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha confermato che Israele ha attaccato gli impianti petrolchimici iraniani, dopo che i media iraniani avevano riportato la notizia della morte di almeno cinque persone in un attacco alla zona petrolchimica di Mahshahr.    "Dopo aver distrutto il 70% della loro capacità di produrre acciaio, che viene utilizzato come materia prima per le armi usate contro di noi e oggi abbiamo attaccato i loro impianti petrolchimici", ha dichiarato Netanyahu in un videomessaggio pubblicato sul suo account X.    "Vi avevo promesso che avremmo continuato a colpire il regime terroristico di Teheran, ed è esattamente quello che stiamo facendo", ha affermato.

Iran, media: "Israele aspetta ok Usa per raid a siti energia Teheran"

Israele si sta preparando ad attaccare le infrastrutture energetiche iraniane, ma e' in attesa del via libera dagli Stati Uniti. Lo dice un alto funzionario della difesa israeliana secondo Sky News. Gli attacchi potrebbero avvenire entro la prossima settimana. Le dichiarazioni giungono dopo che Donald Trump ha lanciato un ultimatum di 48 ore all'Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz.

Iran, media: almeno 5 morti in attacco a sito petrolchimico

Almeno cinque persone sono morte nell'attacco israeliano al sito petrolchimico di Mahshahr, in Iran. Lo riferiscono i media della Repubblica Islamica.

Israele chiede evacuazione di area presso la frontiera siro-libanese

Israele chiede l'evacuazione di un'area vicino al valico di frontiera siro-libanese in vista di attacchi aerei.

Ong: "Morte sospetta di 28enne iraniano in centro di detenzione dei Pasdaran"

Hossein Ghavi, un cittadino disabile residente ad Ahvaz, nel sud-ovest dell'Iran arrestato di recente in relazione al conflitto in corso, è morto in circostanze poco chiare in un centro di detenzione dell'intelligence delle Guardie Rivoluzionarie. Fonti locali hanno riferito all'Agenzia di stampa per i diritti umani Hrana (Human rights), organizzazione non governativa dedicata alla difesa dei diritti umani nel Paese, che Hossein Ghavi, 28 anni, era stato arrestato a marzo dalle forze di sicurezza presso una bancarella del tè dove lavorava, presumibilmente per aver filmato le zone bombardate e aver inviato i filmati ai media stranieri.     Secondo le stesse fonti, giovedì 2 aprile, le forze affiliate all'organizzazione di intelligence delle Guardie Rivoluzionarie hanno informato telefonicamente la famiglia della morte del figlio. Le forze di sicurezza che hanno effettuato la chiamata non hanno fornito alcuna spiegazione in merito alle condizioni della sua detenzione né alle cause del decesso e la salma non è stata ancora restituita alla famiglia. Hossein Ghavi, soffriva di una disabilità alla gamba sinistra ed era l'unico sostentamento della sua famiglia.     Secondo Iran International Ghavi è stato torturato durante la detenzione ed è poi morto in custodia.

Caccia Usa abbattuto in Iran, Teheran: “Non abbiamo catturato pilota"

È in corso una ricerca serrata per trovare il pilota disperso dell’F-15  americano abbattuto venerdì dalla contraerea iraniana. L’altro membro  dell’equipaggio è stato tratto in salvo. Teheran ha smentito la cattura  del pilota, mentre gli Stati Uniti hanno avviato una vasta operazione di  ricerca.

Caccia Usa abbattuto in Iran, Teheran: “Non abbiamo catturato pilota'

Caccia Usa abbattuto in Iran, Teheran: “Non abbiamo catturato pilota'

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Carburante a rischio, scattano restrizioni in 4 aeroporti italiani

Negli aeroporti di Bologna, Milano Linate, Treviso e Venezia sono  scattate le prime limitazioni di carburante per i voli, dopo che la  crisi in Medio Oriente ha messo a rischio le forniture. Air Bp Italia,  uno dei principali operatori, ha emesso un Notam, cioè un bollettino  rivolto alle compagnie aeree, per informarle che per i prossimi giorni,  fino al 9 aprile, nei 4 scali ci saranno delle restrizioni. Nota del  Gruppo Save, che gestisce 3 aeroporti veneti: limitazioni "non sono  significative. Niente allarmismi".

Carburante a rischio, scattano restrizioni in 4 aeroporti italiani

Carburante a rischio, scattano restrizioni in 4 aeroporti italiani

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Guerra Iran, Meloni: in Golfo per difendere interessi Italia. VIDEO

Guerra Iran, Meloni: in Golfo per difendere interessi Italia | Video Sky - Sky TG24

Guerra Iran, Meloni: in Golfo per difendere interessi Italia | Video Sky - Sky TG24

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Meloni: "Con instabilità in Golfo ne risente potere acquisto"

Quando nel Golfo cresce l'instabilita', non ne risentono solo gli equilibri internazionali, ne risentono i prezzi dell'energia, i costi per le imprese, il lavoro, in ultima istanza il potere d'acquisto delle famiglie". Cosi' la premier Giorgia Meloni, in un video sui social.

Iran, manifestazione contro guerra: almeno 10 arresti a Tel Aviv

La polizia israeliana ha riferito di aver arrestato, con l'accusa di disturbo dell'ordine pubblico, dieci persone tra le oltre mille che oggi hanno manifestato in piazza a Tel Aviv contro la guerra a Iran e Hezbollah. Lo riferisce Ynet. Secondo gli organizzatori della protesta, gli arresti sono sedici. Al momento Israele non consente assembramenti superiori alle 150 persone e la polizia e' intervenuta per disperdere i dimostranti, in numero molto superiore, riuniti nella centrale piazza Habima.

Schlein: "Subalternità a Trump sta facendo solo danni"

"'Non possiamo farci carico di asili nido e assistenza sanitaria, la gente deve capirlo. Siamo una grande potenza, facciamo le guerre'". Le parole di Trump sono distanti anni luce dai nostri valori costituzionali, parole deliranti dalle quali l'Italia migliore si dissocia nella maniera piu' netta. Ma perche' Giorgia Meloni non riesce a chiedere a Trump e Netanyahu di fermarsi? Perche' non riesce a dire una parola chiara nonostante famiglie e imprese stiano sopportando i continui aumenti del carburante e dell'energia? Oggi Meloni chiede all'Europa cio' che non ha avuto il coraggio di fare fin qui in Italia, tassare gli extraprofitti delle societa' energetiche. Ma serve una risposta strutturale: introdurre subito un tetto europeo al prezzo del gas come si fece nel 2022, e in Italia bisogna aumentare la quota di rinnovabili per poter scollegare il prezzo dell'energia elettrica da quello del gas. Per questo occorre semplificare gli iter autorizzativi e moltiplicare le commissioni che se ne occupano, per accelerare. In Spagna queste strategie hanno consentito di arrivare a pagare l'energia 18 euro a megawattora mentre in Italia negli ultimi giorni ha sfiorato i 160 euro a megawattora. Li' il gas fa il prezzo dell'energia solo per il 15% del tempo mentre da noi quasi per l'80%". Cosi' la segretaria del Pd Elly Schlein. "Cosi' non si puo' andare avanti, le famiglie sono in bolletta e le imprese perdono competitivita'. Inoltre e' notizia di oggi che comincia a mancare il carburante per i voli aerei che vengono razionati. Intanto la guerra prosegue e i prezzi rischiano di salire ancora, mangiandosi pure gli effetti dei decreti del governo, le cui risposte saranno solo un pannicello caldo se non si pone fine al conflitto - prosegue Schlein - Essere acriticamente subalterni a Trump ci sta causando solo danni: lui si deve fermare e questa guerra illegale deve finire, il governo lo deve dire con chiarezza".

Iran, Idf: "Raid siti petrolchimici, producono materiali per armi"

Gli impianti petrolchimici attaccati da Israele in Iran "producono materiali per armi". Lo dice il portavoce delle IDF commentando l'attacco agli impianti petrolchimici in Iran. Nel sito colpito, afferma il portavoce dell'esercito israeliano, venivano prodotti materiali chimici per la fabbricazione di armi. L'infrastruttura colpita si trova a Mahshahr, nel sud-ovest dell'Iran. Le IDF hanno dichiarato che "e' stato colpito un sito in cui si trovava una delle due infrastrutture centrali utilizzate per produrre materiali per esplosivi, missili balistici e altre armi. Il sito e' uno dei principali in cui viene prodotto il materiale essenziale per i missili balistici".

Decine di migliaia di persone manifestano contro la guerra a Baghdad

Decine di migliaia di sostenitori dell'influente religioso sciita Moqtada al-Sadr si sono riuniti oggi a Baghdad e in tutto l'Iraq per condannare Israele e gli Stati Uniti e chiedere la fine del conflitto in Medio Oriente.     L'Iraq è stato trascinato nella guerra contro la sua volontà, scatenata il 28 febbraio dai raid aerei congiunti statunitensi e israeliani contro l'Iran. I gruppi filo-iraniani attaccano gli interessi americani in Iraq e sono a loro volta soggetti ad attacchi di rappresaglia attribuiti agli Stati Uniti e a Israele.     Decine di migliaia di uomini e alcune donne hanno invaso le strade intorno a Piazza Tahrir, nel centro di Baghdad, oggi pomeriggio, sventolando bandiere irachene e scandendo slogan come: "No a Israele" e "No all'America".

Iran, Meloni: “nel Golfo no visita simbolica ma difesa interessi italiani”

Iran, Meloni: “No visita simbolica ma difesa interessi italiani” 

Quella nel Golfo "non è una visita semplicemente simbolica", quello "che noi abbiamo voluto dare è anche un messaggio di solidarietà verso nazioni che sono partner, che sono amiche e che continuano a subire attacchi ingiustificati da parte dell'Iran. Ma il nostro obiettivo non è semplicemente fare testimonianza, era e deve dare una mano ad affrontare i problemi e poter così difendere meglio gli interessi nazionali italiani". Così la premier Giorgia Meloni in un video sui social.  

Iran, Meloni: “Nel Golfo si decide sicurezza. Importante esserci”

"In questi giorni ho voluto essere in Arabia Saudita, in Qatar, negli Emirati Arabi Uniti. Credo che per l'Italia sia importante in una fase così difficile essere presente nei luoghi dove si decide una parte fondamentale della nostra sicurezza e anche del nostro futuro economico. Questa missione è la prima di un leader europeo nel Golfo dall'inizio di questa nuova fase del conflitto, ma chiaramente non è una visita semplicemente simbolica". Così la premier Giorgia Meloni in un video sui social. 

A Bari maratona di musica e parole per la nuova missione Flottilla verso Gaza

"L'appuntamento di oggi è stato pensato per tornare a puntare l'attenzione su Gaza e sul genocidio" contro il popolo palestinese e "per lanciare la prossima missione" della Global Sumud Flotilla "che parte a fine aprile per dirigersi verso Gaza". Lo ha dichiarato Tony La Piccirella, del coordinamento Global Sumud Flotilla, durante la 'maratona' in corso a Bari da stamattina in vista della nuova missione verso Gaza. Sulla spiaggia barese di Pane e Pomodoro, infatti, dalle 11 di questa mattina e fino a sera, si stanno alternando artisti, musicisti, presentatori e pensatori che gratuitamente stanno animando la maratona di musica e parole sostenuta anche dal Comune di Bari. La Piccirella aveva partecipato anche alla prima missione di Flottilla. Mentre l'attivista parla, nelle acque baresi passa l'imbarcazione Zeineddin  che fa parte della Global Sumud Flotilla che il 7 aprile salperà per la Sicilia dove si unirà alle altre imbarcazioni provenienti da Spagna e Francia per poi navigare verso Turchia, Grecia, fino a Gaza. "Quello di oggi - ha aggiunto La Piccirella - è soprattutto un momento di solidarietà, perché vogliamo sentirci vicini al popolo palestinese ma anche a tutti i popoli oppressi, oppressi da tutto quello che è accaduto questo inverno, da tutte le operazioni militari promosse da Stati Uniti e da Israele al solo scopo di rubare terra, risorse e vita, di normalizzare la legge del più forte scavalcando ogni principio di diritto e di dignità umana".

Iran, Idf: "Identificato missile lanciato da Yemen"

L'esercito israeliano ha rilevato un missile lanciato dallo Yemen verso il territorio israeliano, il quinto attacco di questo tipo dall'inizio della guerra in Medio Oriente. "Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno identificato il lancio di un missile dallo Yemen verso il territorio israeliano; i sistemi di difesa aerea sono in funzione per intercettare la minaccia", ha affermato l'esercito.

Più di mille in piazza a Tel Aviv contro la guerra con l'Iran e Hezbollah

"Basta con la guerra infinita": più di mille persone hanno manifestato in serata a Tel Aviv contro la guerra condotta da Israele contro l'Iran e Hezbollah in Libano, chiedendo alle autorità di porvi fine, prima di essere disperse dalla polizia.    "Non bombardate! Parlate!", "Basta con le sciocchezze di Bibi", hanno scandito i manifestanti riuniti in piazza Habima, nel cuore della metropoli, come ha osservato un giornalista dell'Afp. Una donna teneva un cartello con la scritta: "Netanyahu è la più grande minaccia all'esistenza di Israele", riferendosi al primo ministro Benyamin Netanyahu, soprannominato "Bibi".    Il Medio Oriente è precipitato in una guerra dal 28 febbraio, scatenata dall'attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, a cui Teheran sta rispondendo con attacchi missilistici e con droni contro Israele e diversi paesi della regione. 

Iran: Netanyahu conferma attacchi a siti petrolchimici

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, in un video pubblicato sulle reti sociali ha confermato gli attacchi agli impianti petrolchimici iraniani denunciati oggi da Teheran. "Dopo aver distrutto il 70% della loro capacita' produttiva di acciaio, materia prima per le armi che usano contro di noi, oggi abbiamo colpito i loro impianti petrolchimici", ha dichiarato Netanyahu nel filmato, "entrambi rappresentano la loro fonte di finanziamento per la guerra del terrore contro di noi e contro il mondo intero". "Continueremo a schiacciarli", ha promesso Netanyahu.

Onu: "L'Idf distrugge 17 telecamere di sorveglianza dell'Unifil in Libano"

Le truppe israeliane hanno distrutto 17 telecamere di sorveglianza presso il quartier generale delle forze di pace Onu nel Libano meridionale in 24 ore. Lo ha riferito oggi all'Afp una fonte della sicurezza Onu.    Dall'inizio della guerra, il 2 marzo, tra Israele e Hezbollah, la Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano (Unifil) si trova nel fuoco incrociato tra gli attacchi del movimento filo-iraniano contro le posizioni israeliane e l'invasione di terra israeliana del Libano meridionale, che sta conducendo attacchi anche nel Paese vicino.    "Diciassette telecamere presso il nostro quartier generale sono state distrutte dall'esercito israeliano", a Naqoura, città costiera nel Libano meridionale, ha affermato la fonte della sicurezza, parlando in condizione di anonimato. "Le telecamere sono state distrutte con quello che sembra essere una sorta di laser", ha precisato la portavoce dell'Unifil, Kandice Ardiel. "I soldati israeliani sono presenti a Naqoura e questa settimana hanno effettuato massicce demolizioni di edifici nel villaggio", ha aggiunto.    Già da giovedì, i caschi blu avevano assistito alla distruzione di ampie zone di Naqoura da parte dei soldati israeliani, avvenuta dall'inizio della settimana, ha affermato. "Non solo case e attività commerciali sono state rase al suolo, ma la forza delle esplosioni ha danneggiato anche il quartier generale dell'Unifil", ha specificato.    La stessa forza Onu ha riferito che tre caschi blu indonesiani sono stati uccisi in due incidenti separati domenica e lunedì, prima che ieri sie verificasse un'esplosione in una delle sue basi - la cui origine non è stata ancora determinata - che ha ferito altri tre caschi blu indonesiani. L'esercito israeliano ha attribuito l'esplosione di venerdì a un razzo di Hezbollah "che è atterrato su una postazione Unifil".

Iran, media: "Scorte Usa missili Jassm-Er già scese a un quarto"

Dall'inizio della guerra all'Iran, le scorte statunitensi di missili stealth a lunga gittata Jassm-Er sono gia' scese a meno di un quarto della disponibilita' precedente al conflitto. Lo riferisce Bloomberg. Nel dettaglio, prima dell'aggressione alla Repubblica Islamica gli Stati Uniti avevano 2.300 missili Jassm-Er e ora negli arsenali ne sarebbero rimasti appena 425 disponibili. Inoltre, dei quasi 1.900 missili destinati all'attacco all'Iran piu' di mille sarebbero gia' stati impiegati, avverte Bloomberg, secondo la quale ripristinare le scorte potrebbe richiedere anni.

MO, Pizzaballa: "Terra lacerata ma nessuna ferita è insanabile"

"Le porte sono ancora chiuse. Il silenzio e' quasi assoluto, rotto forse dal rumore lontano di cio' che la guerra continua a seminare in questa terra santa e lacerata. Tuttavia, proprio qui, in questo luogo dove la morte e' stata abitata da Dio, la Parola di Dio risuona piu' forte di ogni silenzio". Cosi' il Patriarca di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, presiedendo, nelle prime ore dell'alba la vigilia pasquale al Santo Sepolcro. "E lo dico con semplicita': anche noi, oggi, celebriamo con una fede provata, fragile, forse stanca... eppure ancora in piedi. Non perche' siamo forti, ma perche' qui ci sostiene Qualcuno", ha sottolineato il porporato rimarcando che "nessuna terra e' per sempre contesa, nessuna ferita e' per sempre insanabile" ed esortando a essere "artigiani di speranza" e di riconciliazione. "Qui la morte non e' stata evitata, ne' attenuata, ma e' stata affrontata fino in fondo. Dio non ha scelto una via di fuga, ma ha deciso di entrare nella condizione umana nella sua realta' piu' profonda, assumendo su di se' tutte le dimensioni dell'esistenza, compresa quella che oggi, purtroppo, sperimentiamo in maniera spesso violenta: il dolore e la morte. Non per 'spiegarli' da lontano, ma per abitarli da vicino". "In questo momento sembra non ci sia nessuno che possa rotolare via le pietre delle tombe che la sofferenza per questa situazione di guerra continua a scavare", ha aggiunto Pizzaballa commentando il brano evangelico sulla Resurrezione. "Ma proprio per questo ascoltiamo con piu' urgenza la domanda che le donne portavano nel cuore: 'Chi ci rotolera' via la pietra'. Non e' solo una domanda pratica. E' la domanda di ogni ricerca di speranza quando sembra che non ci sia piu' nulla da fare. E' la domanda di chi ama senza cercare risposte immediate, di chi si avvicina al mistero con fiducia, anche quando il cammino appare oscurato". "Oggi - ha proseguito - quella domanda sale da tutta la Terra Santa, e da ogni luogo del mondo segnato dalla violenza. E la risposta non e' un annuncio a vuoto, ma un evento: la pietra e' stata rotolata via. Non dalla nostra forza, ma dalla potenza dell'amore di Dio che e' piu' forte della morte". Allora, "questa Veglia ci interroga: stiamo ancora cercando di rotolare da soli le pietre che ci opprimono? O lasciamo che sia Lui, il Vivente, a precederci? Perche' la Pasqua non e' il risultato dei nostri sforzi di pace, per quanto necessari. E' il fondamento che rende possibile ogni sforzo. Se il sepolcro e' vuoto, allora nulla e' veramente chiuso. Nessuna terra e' per sempre contesa, nessuna ferita e' per sempre insanabile, nessuna memoria e' per sempre prigioniera dell'odio", ha rimarcato Pizzaballa che ha aggiunto: "Anche quando la guerra sembra dirci il contrario, noi siamo quelli che hanno visto la pietra rimossa", "Gerusalemme, citta' segnata dalla memoria della morte e oggi da tante divisioni, diventa il luogo in cui si annuncia la vita. Non una vita ideale, lontana, spiritualista. La vita concreta, quella delle persone, delle case, delle relazioni, delle comunita'". "E permettetemi di dirlo cosi': se qui, oggi, c'e' una 'pietra' che davvero possiamo portare via, e' quella che ci pesa dentro - la pietra della rassegnazione, del rancore, della sfiducia. Il Vangelo non ci chiede di compiere imprese straordinarie, ma di custodire la vita, anche nelle piccole cose", ha concluso esortando a diventare "per quanto possiamo, 'pietre vive', segni di riconciliazione, artigiani di speranza, testimoni di una vita che la morte non riesce piu' a chiudere".

Iran, Idf: "In corso nuovo attacco missilistico contro Israele"

E' in corso un nuovo attacco missilistico contro Israele, la quarta ondata in tre ore. Lo riferiscono le Idf. Secondo il Times of Israel, l'obiettivo e' il nord dello Stato ebraico.

Idf: "Morto un soldato israeliano in Libano"

L'esercito israeliano ha annunciato la morte di un soldato negli scontri nel sud del Libano. "Il sergente di prima classe Guy Ludar, di 21 anni e' caduto durante un combattimento nel sud del Libano", ha dichiarato l'esercito israeliano. Il numero di soldati israeliani uccisi nel sud del Libano sale a 11 dall'inizio delle operazioni di terra contro Hezbollah, il mese scorso.

Iran: "L'Iraq sarà esentato dalle restrizione al transito di Hormuz"

Il comando militare congiunto iraniano Khatam al-Anbiya ha annunciato che l'Iraq sarà esentato da qualsiasi restrizione al transito attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riportano oggi i media iraniani, segnalando un trattamento preferenziale per Baghdad mentre Teheran rafforza il controllo su questa strategica via d'acqua. Lo scrive The Guardian.

Iran: "Il 60% del ponte B1 a Karaj danneggiato nell'attacco"

Il 60% del ponte dell'autostrada B1 a Karaj è stato danneggiato, con sei dei suoi sette piloni di sostegno gravemente colpiti, dopo essere stato preso di mira da un attacco "nemico" giovedì scorso, secondo quanto riportato dai media iraniani che citano il direttore esecutivo del progetto della tangenziale nord di Karaj. Lo riporta Iran International.

Libano: dal 2 marzo oltre 1.400 morti tra cui 126 bambini

E' di oltre 1.400 morti, tra cui 126 bambini, il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani sul Libano a partire dal 2 marzo, quando sono riprese le ostilita' tra Tel Aviv e Hezbollah. Lo riferisce il ministero della Salute di Beirut. Almeno 54 operatori sanitari e 93 donne figurano tra le vittime.

Iran, media: un missile ha colpito Gerusalemme

Un missile iraniano ha colpito Gerusalemme senza che le sirene antiaeree riuscissero a dare l'allerta. E' quanto sostiene l'agenzia Fars, che cita fonti israeliane.

Unem: "Sorpresa e sconcerto per ipotesi tassa extraprofitti energia"

Unem "apprende dell'iniziativa italiana di tassare eventuali extra-profitti delle società energetica avanzata al Commissario Ue per il Clima, Wopke Hoekstra, insieme a Spagna, Portogallo, Austria e Germania e non può evitare di esprimere sorpresa e sconcerto". In una nota l'associazione che riunisce le aziende che operano della lavorazione, della logistica e della distribuzione dei prodotti petroliferi, sottolinea come "sarebbe necessario evitare ulteriori elementi di instabilità" mettendo "in crisi un settore che si sta impegnando per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti".

Iran: Teheran, Iraq esente da qualsiasi restrizione a Hormuz

L'Iran sostiene che l'Iraq sia esente da qualsiasi restrizione nello stretto di Hormuz.

Iran, Kuwait intercetta 8 missili e 19 droni in 24 ore

Le autorita' del Kuwait hanno riferito di aver intercettato nelle scorse 24 ore 8 missili balistici e 19 droni nel proprio spazio aereo. Non ci sono ne' feriti ne' danni materiali, aggiunge il ministero della Difesa del Kuwait, secondo Al Jazeera.

Iran: uova contro ambasciata, denunciate due attiviste a Roma

Avevano lanciato uova contro il muro perimetrale dell'ambasciata dell'Iran le due giovane iraniane bloccate nella tarda mattinata di oggi da personale della Polizia di Stato mentre, all'esterno dell'edificio, partecipavano ad un raduno di protesta organizzato senza formale preavviso. Gli agenti del commissariato Vescovio avevano raggiunto la sede diplomatica dopo la segnalazione dell'arrivo dei primi manifestanti: le due ragazze, rispettivamente di 19 e 21 anni, dopo essere state identificate, sono state accompagnate negli uffici del commissariato e denunciate per imbrattamento. Gli altri attivisti, una decina, sono stati allontanati nel giro di pochi minuti.

Iran: media, F-15 abbattuto probabilmente partito da base Gb

Il caccia americano abbattuto in Iran venerdi' potrebbe essere partito da una delle principali basi Usa nel Regno Unito, secondo analisti militari, riaccendendo il dibattito sul coinvolgimento britannico nel conflitto. Lo riporta il New York Times. Secondo l'Us Air Force, il 48th Fighter Wing schiera velivoli F-15E Strike Eagle e F-35A nelle basi di RAF Lakenheath e RAF Feltwell, mentre bombardieri strategici come B-52 e B-1 sono stati dispiegati presso RAF Fairford. Secondo Justin Bronk del Royal United Services Institute, le immagini diffuse dai media iraniani dei rottami indicherebbero un F-15E appartenente al 494th Fighter Squadron di Lakenheath, sulla base delle marcature visibili sullo stabilizzatore verticale. Tuttavia, ne' il Comando centrale degli Stati Uniti ne' il ministero della Difesa britannico hanno confermato l'origine del velivolo. L'eventuale utilizzo di basi britanniche per operazioni contro l'Iran resta un tema sensibile a Londra. Il primo ministro Keir Starmer, inizialmente contrario a un coinvolgimento diretto, aveva rifiutato di autorizzare l'uso delle basi per i primi attacchi statunitensi. La posizione e' stata poi progressivamente rivista dopo le ritorsioni iraniane, tra cui un attacco con drone - attribuito a Hezbollah - contro una base britannica a Cipro. Londra ha quindi autorizzato l'uso delle installazioni per scopi "difensivi e limitati", prima di aprire anche a operazioni mirate a mantenere aperto lo Stretto di Hormuz, in risposta all'impennata dei prezzi energetici causata dalle interruzioni dei traffici marittimi. Resta tuttavia alta la cautela politica, con un'opinione pubblica britannica largamente scettica rispetto alla campagna militare americana contro l'Iran.

Iran: premier slovacco all'Ue, rimuovere sanzioni energia russa

Il primo ministro slovacco, Robert Fico, ha affermato che l'Unione europea dovrebbe porre fine alle sanzioni su petrolio e gas russi, ripristinare i flussi dell'oleodotto Druzhba e rilanciare il dialogo con Mosca per affrontare la crisi energetica aggravata dalla guerra in Iran. In una dichiarazione diffusa dopo un colloquio con il premier ungherese Viktor Orban, Fico ha sostenuto la necessita' di garantire agli Stati membri l'accesso a tutte le fonti energetiche disponibili, inclusa la Russia, per compensare le carenze di approvvigionamento. Le posizioni di Bratislava e Budapest restano isolate all'interno dell'Ue, dove la maggioranza dei Paesi ha ridotto o interrotto i rapporti energetici con Mosca dopo l'invasione dell'Ucraina.

Iran: udite sei esplosioni sopra Gerusalemme

Diverse forti esplosioni sono state udite sopra Gerusalemme dopo che l'esercito israeliano aveva segnalato il rilevamento di missili in arrivo dall'Iran. Sono state segnalate almeno sei detonazioni nella citta', a oltre un mese dall'inizio del conflitto scatenato dai raid di Israele e Stati Uniti contro Teheran. In precedenza, i servizi di soccorso avevano segnalato il ferimento di cinque persone in seguito ad attacchi missilistici su Tel Aviv e in altre aree del centro di Israele.

Iran, Onu e Ua: "Conflitto rappresenta grave rischio per l'Africa"

Il conflitto in corso in Medio Oriente rappresenta un "rischio grave" per l'Africa, con il pericolo di una nuova crisi del costo della vita, secondo un rapporto congiunto di Unione africana, Banca africana di sviluppo e agenzie delle Nazioni Unite. Nel documento, elaborato insieme al Programma delle Nazioni unite per lo sviluppo e alla Commissione economica per l'Africa, si sottolinea come il Medio Oriente rappresenti il 15,8% delle importazioni africane e il 10,9% delle esportazioni, rendendo il continente particolarmente esposto agli shock derivanti dalla guerra. Secondo gli autori, il conflitto potrebbe rapidamente trasformarsi in una crisi del costo della vita a causa dell'aumento dei prezzi di carburanti e alimenti, dei costi di trasporto e assicurazione, nonche' delle pressioni sui tassi di cambio e sui bilanci pubblici. Le prospettive di crescita restano fragili: una perdita di 0,2 punti percentuali del Pil africano e' prevista per il 2026 se il conflitto dovesse protrarsi oltre sei mesi. Le difficolta' nell'approvvigionamento di gas naturale liquefatto dal Golfo rischiano inoltre di incidere sulla produzione di fertilizzanti, aumentandone i prezzi proprio durante la stagione delle semine. Il rapporto evidenzia anche che le valute di 29 Paesi africani si sono gia' deprezzate, con effetti negativi sul costo del debito estero, sulle importazioni e sulle riserve in valuta. Alcuni Paesi potrebbero beneficiare temporaneamente dell'aumento dei prezzi delle materie prime o della riorganizzazione delle rotte commerciali - come Nigeria e Mozambico - cosi' come alcuni porti africani potrebbero trarre vantaggio dal dirottamento del traffico via Capo di Buona Speranza. Tuttavia, questi effetti positivi resterebbero limitati e disomogenei. Gli autori avvertono inoltre del rischio di un'intensificazione dei conflitti nel continente, legata a nuove competizioni geopolitiche e al controllo di risorse strategiche e rotte marittime, in particolare nel Mar Rosso. Preoccupa infine la possibile riduzione dei fondi per l'aiuto umanitario, che potrebbero essere dirottati verso altre crisi.

Iran: il blocco di Internet entra nella quinta settimana

Il blocco di internet in Iran entra nella quinta settimana. Lo riporta il gruppo di monitoraggio di internet NetBlocks, secondo cui la connettivita' con l'esterno rimane all'1% dei livelli normali. L'organizzazione afferma che la misura sta "isolando la popolazione, mentre le autorita' studiano modi per consentire l'accesso a utenti selezionati tramite un sistema di whitelisting a piu' livelli". Diversi siti approvati dal governo e figure filo-governative rimangono online. Chiunque tenti di connettersi a internet utilizzando servizi satellitari come Starlink rischia fino a due anni di carcere.

Ue valuta lettera su tassa extraprofitti petrolio: "Risponderemo"

"Abbiamo ricevuto la lettera. La stiamo attualmente valutando e risponderemo a tempo debito". E' quanto dichiara un portavoce della Commissione Ue sulla richiesta dei ministri di cinque Stati membri, Italia inclusa, di una misura per tassare gli extraprofitti sul caro petrolio. "Più in generale, la Commissione sta lavorando a stretto contatto con gli Stati membri su possibili misure politiche mirate in risposta all'attuale crisi energetica che l'Europa sta affrontando. Sebbene non ci troviamo nella stessa situazione, è importante tenere conto degli insegnamenti tratti dal 2022, inclusa la temporanea contribuzione di solidarietà Ue".

Idf conferma i raid su impianti petrolchimici iraniani: "Usati per produrre missili"

L'Idf ha confermato di aver bombardato oggi impianti petrolchimici nel sud dell'Iran, affermando che tali siti venivano utilizzati da Teheran per la produzione di materiali per missili balistici.    Secondo l'esercito, gli attacchi hanno portato all'interruzione di tutta la produzione di materiali chimici, prevedendo che causeranno danni economici per miliardi di dollari.    L'agenzia di stampa Fars aveva precedentemente riportato che diversi impianti nella Zona Speciale Petrolchimica di Mahshahr, nella provincia del Khuzestan, erano stati colpiti e che cinque persone erano rimaste ferite.

India torna a comprare greggio iraniano, non accadeva dal 2019

L'India ha ripreso l'acquisto di petrolio iraniano per la prima volta dal 2019, interrompendo anni di stop legati alle pressioni degli Stati Uniti, a causa delle difficolta' di approvvigionamento globale provocate dal conflitto in Medio Oriente. Lo ha confermato il ministero del Petrolio e del gas naturale, spiegando che "nel contesto delle interruzioni delle forniture in Medio Oriente, le raffinerie indiane hanno garantito il fabbisogno di greggio, incluso quello proveniente dall'Iran". Nuova Delhi, terzo importatore mondiale di petrolio, non riceveva carichi da Teheran dal 2019 proprio per le sanzioni statunitensi. Il mese scorso Washington ha pero' allentato temporaneamente le restrizioni su petrolio e prodotti raffinati iraniani per far fronte alla crisi di offerta. Secondo il governo indiano, il Paese importa greggio da oltre 40 nazioni e le compagnie dispongono di piena flessibilita' nella scelta dei fornitori in base a criteri commerciali. Nel dettaglio, e' gia' arrivato un primo carico di Gpl: circa 44 mila tonnellate di origine iraniana sono state consegnate in settimana nel porto occidentale di Mangalore, dove il combustibile e' in fase di scarico. Le autorita' hanno assicurato che le necessita' energetiche del Paese restano coperte per i prossimi mesi, nonostante le tensioni. Il blocco dello stretto di Hormuz da parte dell'Iran - arteria da cui transita circa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto a livello globale, quota che sale fino all'89% per l'Asia - continua a pesare sui mercati e sui flussi energetici internazionali.

Iran, chiuso valico frontiera con l'Iraq dopo attacco mortale

L'Iraq ha chiuso il valico di frontiera di Shalamcheh con l'Iran dopo che un raid aereo ha ucciso un cittadino iracheno sul lato iraniano. Il valico e' una via di approvvigionamento vitale per le importazioni di cibo dall'Iran in Iraq e qualsiasi interruzione prolungata potrebbe rapidamente compromettere le forniture ai mercati locali, scrivono i media. Cinque cittadini iracheni sono rimasti gravemente feriti nei raid che hanno colpito un'area di accoglienza passeggeri sul lato iraniano del valico. Le autorita' hanno dichiarato di aver visto dei droni sorvolare la zona pochi istanti prima delle esplosioni. Le autorita' di frontiera irachene hanno affermato di essere state informate dalle autorita' iraniane che il transito di camion e passeggeri sarebbe stato ripristinato nelle prossime ore, una volta completati i lavori sui sistemi di transito e di controllo passaporti.

Missili israeliani sferzano il centro di Israele, ingenti danni e sei feriti

L'Iran ha lanciato diverse salve di missili balistici contro Israele oggi, causando ingenti danni alle abitazioni e ferendo leggermente sei persone, secondo quanto riferito dalle autorità. Lo riporta il Times of Israel.     Missili con testate a grappolo hanno colpito oltre una dozzina di siti nel centro di Israele. Poco dopo l'una di notte, un missile balistico con una testata convenzionale di diverse centinaia di chilogrammi si è schiantato nella zona industriale di Neot Hovav, a sud di Beersheba, provocando un incendio. Un'ora dopo, l'Iran ha lanciato un missile balistico, con testata a grappolo, contro il centro di Israele.     L'esplosione ha causato il parziale crollo di un edificio a Ramat Gan, mentre una linea elettrica ad alta tensione è stata danneggiata nell'attacco a Rosh Ha'ayin, provocando un'interruzione di corrente in alcune zone della città. Un uomo di 45 anni è rimasto leggermente ferito da schegge di vetro a Bnei Brak ed è stato trasportato in ospedale per le cure, secondo quanto riferito dai medici.     Dopo una pausa di 10 ore, una seconda salva di missili balistici è stata lanciata contro il centro di Israele, causando quattro feriti secondo il Times of Israel. L'attacco ha causato gravi danni agli edifici residenziali nelle città centrali di Bnei Brak e Ramat Gan. Le bombe hanno colpito anche Tel Aviv e Petah Tikva, provocando danni a strade e automobili. Durante l'attacco, due submunizioni a grappolo hanno colpito la zona nei pressi del quartier generale delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) di Kirya, a Tel Aviv. Un parcheggio adiacente alla base e una scuola vicina hanno subito danni. Non ci sono stati feriti.     L'esplosione di un altro missile iraniano con testata a grappolo, lanciato contro Israele nel tardo pomeriggio di oggi, ha ferito lievemente un uomo di 52 anni. Sono stati segnalati danni anche nei sobborghi di Tel Aviv di Ramat Gan, Givatayim e Bnei Brak, colpiti dall'attacco pomeridiano. 

Carburanti, Lufthansa: "Ci saranno criticità con conflitto lungo"

Il gruppo Lufthansa teme possibili ripercussioni nella fornitura di cherosene in caso di prolungamento del conflitto in Medio Oriente, in un contesto in cui una quota rilevante della produzione globale di carburante per l'aviazione e' concentrata nell'area del Golfo Persico. "La disponibilita' di carburante per il trasporto aereo e' gia' problematica in alcuni aeroporti asiatici", ha dichiarato Grazia Vittadini, responsabile per tecnologia, IT e innovazione, in un'intervista a Die Welt. "Piu' a lungo lo Stretto di Hormuz restera' di fatto impraticabile, piu' la sicurezza degli approvvigionamenti di cherosene diventera' critica". Dall'inizio del conflitto con l'Iran, il passaggio nello Stretto e' considerato a rischio, con ripercussioni sulla logistica energetica globale. Le difficolta' nelle forniture hanno gia' determinato un aumento dei prezzi del cherosene, in alcuni casi superiore al 100%.Le compagnie del gruppo risultano solo parzialmente protette dal rincaro. "Per le nostre compagnie passeggeri, circa l'80% del fabbisogno di carburante per l'anno in corso e' coperto da operazioni di copertura, che attenuano l'impatto del rialzo dei prezzi petroliferi. Tuttavia, anche noi risentiamo dell'aumento dei costi del cherosene", ha aggiunto Vittadini.Anche Michael O'Leary, amministratore delegato di Ryanair, aveva gia' avvertito qualche giorno fa che un prolungamento del conflitto con l'Iran potrebbe causare, gia' da inizio maggio, interruzioni nelle forniture di carburante, con effetti al rialzo sui prezzi dei biglietti nei mesi successivi. "Confidiamo che la guerra finisca prima di allora e che i rischi per l'approvvigionamento scompaiano", ha dichiarato il dirigente alla rete britannica 'Sky News' in un'intervista rilasciata il primo aprile. Ryanair, leader in Europa per volume di passeggeri, e' "ragionevolmente ben coperta" poiche' ha acquistato in anticipo circa l'80% del proprio carburante fino a marzo 2027 al prezzo di 67 dollari al barile. A suo avviso, se il conflitto dovesse concludersi e lo Stretto di Hormuz venisse riaperto "a meta' aprile, allora non ci sarebbero rischi" per l'approvvigionamento di carburante per l'aviazione. Tuttavia, se la guerra dovesse continuare "e l'interruzione dell'approvvigionamento persistere", le compagnie aeree ritengono che circa il 10, 20 o 25% delle "forniture potrebbero essere interessate nei mesi di maggio e giugno".

Iran, Rubio: "Nipoti Soleimani in custodia Ice, saranno espulse"

"Fino a poco tempo fa, Hamideh Soleimani Afshar e sua figlia erano titolari di una green card e vivevano nel lusso negli Stati Uniti. Afshar e' la nipote del defunto generale iraniano Qasem Soleimani. E' anche una fervente sostenitrice del regime iraniano, che ha celebrato gli attacchi contro gli americani e si e' riferita al nostro Paese come al "Grande Satana". Questa settimana ho revocato lo status legale sia di Afshar che di sua figlia, che ora sono sotto la custodia dell'Ice, in attesa di essere espulse dagli Stati Uniti". Lo scrive su X il segretario di Stato americano, Marco Rubio. "L'amministrazione Trump non permettera' che il nostro Paese diventi un rifugio per cittadini stranieri che sostengono regimi terroristici anti-americani", aggiunge.

Usa, arrestati i parenti del generale iraniano Soleimani

Gli agenti federali americani hanno arrestato negli Stati Uniti, venerdì, la nipote e la pronipote del defunto generale iraniano Qassem Soleimani, ucciso in un blitz statunitense a gennaio del 2020 con un drone: lo riferisce il Dipartimento di Stato. Le due donne sono state arrestate dopo che il segretario di Stato Marco Rubio ha revocato il loro status di residenza permanente.     "Hamideh Soleimani Afshar e sua figlia sono ora sotto la custodia dell'U.S. Immigration and Customs Enforcement (Ice)", ha dichiarato il Dipartimento di Stato in un comunicato.

Iran: Turchia negozia per passaggio nove navi turche

Le autorita' turche proseguono gli sforzi diplomatici per consentire il passaggio nello Stretto di Hormuz a nove navi di proprieta' turca, ma battenti bandiera di altri Paesi, ancora bloccate nell'area a causa della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. Lo ha riferito il ministro dei Trasporti, Abdulkadir Uraloglu, spiegando che all'inizio del conflitto si trovavano nello stretto 15 navi di proprieta' turca. Di queste, due hanno gia' lasciato la zona, mentre quattro non hanno richiesto l'uscita - due impegnate nella produzione di energia e due nel commercio locale. Restano quindi nove unita' per le quali Ankara sta lavorando "in coordinamento con il ministero degli Esteri".

Di Palma (Enac): "Situazione carburanti legata a Pasqua non a blocco Hormuz"

Le difficoltà in alcuni scali aeroportuali per l'approvvigionamento di carburante sono "legate al periodo pasquale di traffico intenso" e non al "blocco dello stretto di Hormuz", si tratta di due "situazioni diverse che non collegherei". E' quanto afferma il presidente dell'Enac, l'ente nazionale per l'aviazione civile, Pierluigi Di Palma, contattato dall'ANSA secondo cui "ovviamente se il conflitto e il blocco dello stretto dovesse continuare", "ci saranno delle conseguenze ma al momento vedo le diplomazie al lavoro per riaprire i traffici" navali e le forniture. Per Di Palma le compagnie operanti in Italia al momento "non hanno modificato la loro operatività", ci "sono sicuramente dei contingency plan" in caso di aggravio della situazione.     Di Palma suggerisce comunque ai consumatori di proteggersi da eventuali cancellazioni sottoscrivendo un'assicurazione al momento di acquistare un biglietto per i prossimi mesi.

Erdogan sente Rutte: "Impasse geostrategica, sforzi per porre fine a guerra Iran"

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che la guerra in Medio Oriente ha portato a una "situazione di stallo geostrategico", durante una conversazione telefonica con il segretario generale della Nato Mark Rutte, secondo quanto riportato dal suo ufficio.    "Il presidente Erdogan ha affermato che il processo avviato dall'intervento contro l'Iran ha portato a una situazione di stallo geostrategico e che la comunità internazionale deve raddoppiare gli sforzi per porre fine a questa guerra", si legge nella dichiarazione. La Turchia ha tentato di mediare per porre fine alle ostilità, in particolare attraverso negoziati condotti con Pakistan ed Egitto.    Erdogan ha affermato che il suo Paese sta anche continuando gli sforzi "per raggiungere una soluzione pacifica" al conflitto tra Russia e Ucraina: il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è arrivato oggi a Istanbul per colloqui con Erdogan. Un alto funzionario ucraino ha dichiarato all'Afp che i colloqui non riguarderanno solo i droni intercettori, ma anche la cooperazione in materia di sicurezza in generale. La presidenza turca ha dichiarato su X che i colloqui si concentreranno "sugli sforzi per un cessate il fuoco e una soluzione duratura".

Iran: arrestate nipote e pronipote Soleimani negli Usa

Il dipartimento di Stato americano ha annunciato che la nipote e la pronipote di Qasem Soleimani sono state arrestate da agenti federali negli Stati Uniti. Lo rendono noto media americani secondo cui il segretario di Stato, Marco Rubio, ha revocato il permesso di soggiorno permanente alle due parenti dell'ex comandante della Forza Quds iraniana, ucciso nel 2020 in un raid Usa a Baghdad.

Wp: "Da aziende private cinesi intelligence all'Iran su truppe Usa"

Ci sono aziende cinesi che forniscono all'Iran informazioni di intelligence utili e utilizzabili che espongono le forze Usa: tuttavia, riferisce il Washington Post, si tratterebbe di "aziende private" e, di fatto, il Partito comunista cinese starebbe cercando di "mantenere le distanze". Quando, cinque settimane fa, è scoppiata la guerra in Iran, gli "investigatori" dei social media, attivi su piattaforme occidentali e cinesi, hanno segnalato un'ondata di post virali che hanno descritto in modo dettagliato le attrezzature presenti nelle basi Usa, i movimenti dei gruppi navali d'attacco americani e altre analisi minuziose. Le informazioni di intelligence provengono da un nuovo mercato in rapida  espansione: aziende cinesi, alcune delle quali con legami con  l'Esercito popolare di liberazione, che combinano l'intelligenza  artificiale con dati open source per commercializzare informazioni che, a  loro dire, sarebbero in grado di "svelare" i movimenti delle forze  statunitensi. Pechino ha cercato di prendere le distanze da qualsiasi  coinvolgimento diretto nella guerra in Iran: tuttavia, queste aziende,  molte delle quali sono emerse negli ultimi cinque anni nell'ambito della  spinta governativa a sfruttare l'IA del settore privato per scopi  militari, stanno capitalizzando sul conflitto. Funzionari Usa ed esperti  di intelligence sono divisi sulla questione se gli strumenti  commercializzati pubblicamente dalle aziende cinesi costituiscano una  minaccia reale o se siano effettivamente usati in modo credibile dagli  avversari degli Stati Uniti, ma concordano sul fatto che il proliferare  di offerte da parte del settore privato segnali un crescente rischio per  la sicurezza e rifletta l'intento di Pechino di proiettare la forza  delle proprie capacità di intelligence. La Cina ha investito centinaia  di milioni di dollari a sostegno di aziende private impegnate nello  sviluppo di un'IA con applicazioni nel settore della difesa, il tutto  nell'ambito della sua strategia di integrazione civile-militare. Il mese  scorso, inoltre, ha annunciato piani volti a potenziare ulteriormente  tali sforzi, inserendoli in una più ampia strategia nazionale  quinquennale. Le crescenti capacità delle aziende cinesi nel campo  dell'IA stanno rendendo questi strumenti ancora più potenti,  evidenziando la sfida sempre più ardua di occultare i movimenti militari  statunitensi agli occhi degli avversari. MizarVision, un'azienda con  sede a Hangzhou fondata nel 2021, è ad esempio una delle società che  utilizza un mix di dati di origine occidentale e cinese, filtrati  attraverso l'intelligenza artificiale, per catalogare le attività  all'interno delle basi statunitensi in Medio Oriente, tracciare i  movimenti navali e identificare la posizione e il numero di specifici  velivoli e sistemi di difesa missilistica.

Protesta davanti all'ambasciata iraniana a Roma, lanciate uova sull'ingresso

Un gruppo di dissidenti iraniani ha inscenato questa mattina una protesta davanti al ambasciata iraniana a Roma, lanciando delle uova contro il portone della sede diplomatica per manifestare il loro dissenso contro le recenti impiccagioni in Iran di alcuni detenuti politici accusati di avere legami con il gruppo dei Mujahedin del popolo iraniano, un partito politico iraniano, tra i più attivi nell'opposizione al regime teocratico. I dimostranti sono poi stati allontanati dalle forze dell'ordine.       Maryam Rajavi, presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, ha dichiarato che "all'alba di oggi, Vahid Bani Amerian e Abolhassan Montazer sono stati impiccati nella prigione di Ghezel Hesar, a Karaj. I due eroici membri dell'Organizzazione dei Mojahedin del popolo iraniano si sono ora uniti ai loro compagni che hanno dato la vita nella lotta per la libertà, tra cui Mohammad Taghavi, Akbar Daneshvar Kar, Babak Alipour e Pouya Ghobadi. La dittatura religiosa al potere in Iran ha ancora una volta versato il sangue di due dei figli più coraggiosi del popolo iraniano, rivelando la propria paura e disperazione di fronte all'opposizione organizzata".      Rajavi, ha poi chiesto nuovamente "una sessione speciale delle Nazioni Unite per affrontare le esecuzioni in corso di prigionieri politici in Iran e per adottare misure immediate e concrete volte a prevenire ulteriori perdite di vite umane".     I sostenitori dei Mujaheddin del Popolo e altri dissidenti iraniani organizzano spesso presidi e proteste di fronte all'ambasciata iraniana a Roma per contestare il regime di Teheran.

Idf: "Ieri colpiti a Beirut centri di comando della forza Quds iraniana"

L'Idf ha dichiarato che ieri l'aviazione israeliana ha bombardato a Beirut alcuni centri di comando appartenenti alla Forza Quds dei pasdaran iraniani. Lo riporta il Times of Israel.    Secondo l'esercito israeliano, i centri di comando appartenevano al corpo libanese della Forza Quds, che "funge da collegamento tra Hezbollah e il regime terroristico iraniano e supporta il rafforzamento e il consolidamento militare di Hezbollah".    Inoltre, l'Idf ha dichiarato di aver colpito nella capitale libanese due centri di comando appartenenti alla Jihad islamica palestinese, "utilizzati dagli alti ufficiali dell'organizzazione per il processo decisionale e il coordinamento con Hezbollah". La Marina israeliana ha anche colpito un posto di osservazione di Hezbollah, aggiunge l'esercito.

Iran, Mosca: via da centrale Bushehr 198 dipendenti russi

Secondo quanto riferito dal direttore generale di Rosatom, Alexei Likhachev, citato dall'agenzia Tass, "la principale ondata di evacuazione" e' partita oggi come previsto. Un totale di 198 dipendenti e' stato trasferito via bus verso il confine con l'Armenia, circa 20 minuti dopo il nuovo attacco sulla zona della centrale. Si tratta, ha precisato Likhachev, della piu' ampia evacuazione di personale russo dall'impianto dall'inizio della guerra in Medio Oriente. Il sito di Bushehr, costruito in parte dalla Russia e tuttora supportato da tecnici russi, e' stato colpito da un raid attribuito a Stati Uniti e Israele, che secondo media iraniani ha causato la morte di un agente di sicurezza. Mosca ha reagito con durezza. La portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha condannato "fermamente questa azione nefasta", chiedendo la cessazione "immediata" degli attacchi contro le installazioni nucleari iraniane, inclusa la centrale di Bushehr. Secondo l'agenzia iraniana Irna, si tratta del quarto attacco contro quest'area affacciata sul Golfo dall'inizio del conflitto, scoppiato il 28 febbraio con i bombardamenti statunitensi e israeliani sull'Iran. Likhachev ha inoltre avvertito che il rischio di danni gravi o di un incidente nucleare "aumenta di giorno in giorno". Gia' nelle prime fasi della guerra diverse decine di cittadini russi erano stati evacuati dal sito. Il 25 marzo altri 163 dipendenti avevano lasciato la centrale dopo un precedente attacco, mentre una parte del personale e' rimasta operativa per garantire il funzionamento minimo dell'impianto.

Iran, Erdogan chiama Rutte: "Agire per fine conflitto"

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha definito la situazione in Medio Oriente uno "stallo geostrategico" in una telefonata con il segretario generale della NATO Mark Rutte, durante la quale ha reiterato l'invito ad agire per la pace. "Il presidente Erdogan ha affermato che l'intervento contro l'Iran ha portato a una situazione di stallo geostrategico e chiesto che la comunita' internazionale raddoppi gli sforzi per porre fine a questa guerra", ha reso noto l'ufficio della presidenza turca. Erdogan, che ha ricevuto oggi in Turchia il presidente ucraino Volodimir Zelensky, ha ribadito a Rutte che l'impegno "per raggiungere una soluzione pacifica" al conflitto tra Russia e Ucraina, continua.

Iran: "Attaccato lo scalo israeliano di Ben Gurion e base Usa in Kuwait"

L'esercito iraniano ha affermato che le sue forze hanno attaccato l'aeroporto Ben Gurion di Israele, "con l'obiettivo di interrompere il comando e il controllo del traffico aereo militare da parte del nemico, nonché le piattaforme per la guerra elettronica".     Nel frattempo, l'agenzia Fars, vicina alle Guardie della Rivoluzione, ha citato una fonte informata secondo cui, in un altro attacco, le forze iraniane avrebbero preso di mira, con missili balistici e droni kamikaze, una base militare statunitense per comandanti e tecnici del sistema missilistico Himars sull'isola di Bubiyan, in Kuwait.

Mosca condanna il 'vile' attacco israelo-americano contro l'impianto di Bushehr

La Russia ha condannato sabato il "vile" attacco statunitense-israeliano contro l'impianto nucleare iraniano di Bushehr, che ospita personale russo, e ha sollecitato la cessazione immediata degli attacchi contro le infrastrutture atomiche. "Condanniamo fermamente questo atto vile, che ha provocato la perdita di vite umane", ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova. "Gli attacchi contro le infrastrutture nucleari iraniane, compresa la centrale nucleare di Bushehr, devono cessare immediatamente", ha aggiunto.

Iran, Onu: Israele distrugge 17 telecamere sorveglianza Unifil

Le truppe israeliane hanno distrutto in 24 ore 17 telecamere di sorveglianza del quartier generale dei caschi blu dell'Onu nel sud del Libano, secondo quanto riferito da una fonte della sicurezza delle Nazioni Unite all'Afp. Le telecamere si trovavano presso la base della Unifil a Naqoura, citta' costiera nel sud del Paese. La fonte, che ha parlato in forma anonima, ha attribuito la distruzione all'esercito israeliano. Dall'inizio della guerra il 2 marzo tra Israele e Hezbollah, la missione Onu si trova tra due fuochi: da un lato gli attacchi del movimento sciita filo-iraniano contro obiettivi israeliani, dall'altro l'offensiva terrestre israeliana nel sud del Libano, accompagnata da raid aerei. Secondo la portavoce della missione, Kandice Ardiel, i caschi blu hanno osservato negli ultimi giorni soldati israeliani distruggere ampie porzioni della citta' di Naqoura. Le esplosioni avrebbero danneggiato anche il quartier generale della missione, oltre ad abitazioni e attivita' commerciali. La situazione resta particolarmente tesa anche per le perdite tra i peacekeeper: la missione ha riferito della morte di tre caschi blu indonesiani in due distinti incidenti nei giorni scorsi, mentre un'esplosione avvenuta ieri in una base Onu - la cui origine non e' stata determinata - ha ferito altri tre militari. L'esercito israeliano ha attribuito quest'ultimo episodio a un razzo lanciato da Hezbollah che avrebbe colpito una postazione della missione. L'Indonesia ha definito l'accaduto "inaccettabile", chiedendo un rafforzamento urgente delle misure di protezione per i peacekeeper. La missione Onu ha inoltre richiamato tutte le parti al rispetto degli obblighi di sicurezza, invitando a evitare attivita' militari nelle vicinanze delle basi per non mettere a rischio il personale. Secondo le Nazioni Unite, 97 membri della missione sono stati uccisi in episodi di violenza dalla sua creazione nel 1978.

Trump: "Iran ha 48 ore per accordo o si scatenerà l'inferno"

"Ricordate quando ho dato all'Iran dieci giorni per fare un accordo o aprire lo stretto di Hormuz. Il tempo sta per scadere: 48 ore prima che si scateni l'inferno su di loro. Gloria a Dio!". Lo scrive su Truth il presidente americano, Donald Trump

Iran, media: "Pedaggi Hormuz usati per riparare infrastrutture"

L'Iran compensera' i danni provocati alle sue infrastrutture dai bombardamenti di Stati Uniti e Israele con i pedaggi che saranno imposti per attraversare lo Stretto di Hormuz. Lo riporta al Jazeera citando il sito iraniano Nour News.

Bloomberg: "Compagnie aeree Ue si cautelano da rialzi prezzi non da forniture"

Le principali compagnie aeree europee hanno dei contratti che le proteggono dalle forte oscillazioni dei prezzi dei carburanti ma non dalla mancanza di disponibilità. E' quanto scrive Bloomberg in un'analisi sul fenomeno secondo cui i principali vettori del Continente come Lufthansa, Ryanair o Air France in media coprono, tramite contratti derivati, il 70% del proprio fabbisogno annuo dai rialzi dei prezzi. Tuttavia tali contratti non prevedono e non assicurano la consegna fisica del prodotto sottostante.

Iran, perchè il petrolchimico è ora in mirino raid

Con l'intensificarsi dei raid contro obiettivi all'interno dell'Iran, il settore petrolchimico emerge come uno dei principali bersagli, segnando un possibile passaggio da operazioni a carattere prevalentemente militare a colpi mirati contro infrastrutture economiche strategiche. Il comparto petrolchimico rappresenta uno dei pilastri dell'economia iraniana, garantendo flussi di valuta estera e sostenendo un'ampia rete di industrie collegate, dalla produzione di fertilizzanti alla plastica e ai prodotti chimici. Danni a queste strutture rischiano di tradursi in un calo delle esportazioni e delle entrate, aumentando la pressione sulla valuta nazionale e alimentando l'inflazione. Le conseguenze si estendono lungo tutta la filiera economica: alla perdita di produzione e capacita' di export si aggiungono interruzioni nelle catene di approvvigionamento e ripercussioni sulle industrie interne collegate. Inoltre, la riattivazione degli impianti richiede tempi e competenze tecniche, rendendo l'impatto non solo immediato ma anche prolungato. Il cambio di obiettivi riflette una strategia piu' ampia volta a esercitare pressione sull'economia iraniana, andando oltre il campo militare. Secondo analisi citate dai media, questo approccio mira a ridurre la capacita' di Teheran di finanziare le proprie attivita' e di aggirare le sanzioni internazionali. Tra i siti colpiti figura la zona speciale petrolchimica di Mahshahr, nella provincia sud-occidentale del Khuzestan, uno dei principali poli industriali del Paese. Secondo l'agenzia Tasnim, i raid hanno costretto all'evacuazione di diverse unita' produttive, mentre fonti locali parlano di feriti. L'impatto potrebbe inoltre estendersi ai mercati globali: i prodotti petrolchimici iraniani sono utilizzati in numerosi settori, tra cui plastica, fertilizzanti, automotive e tessile, ed eventuali interruzioni potrebbero contribuire a carenze e a un aumento dei prezzi a livello internazionale.

Iata: l'Europa importa il 30% del fabbisogno di carburante per aerei

L'Europa importa il 30% del suo fabbisogno di carburanti per aerei e questo la rende vulnerabile a colli di bottiglia nell'offerta come quello che si sta verificando ora con la chiusura dello stretto di Hormuz. E' quanto si legge nell'ultimo rapporto della Iata, l'associazione internazionale del traffico aereo pubblicato a novembre, prima quindi del conflitto contro l'Iran. Già in quella data l'associazione ammoniva come nel Continente la capacità di raffinazione per questo tipo di carburante sia in calo e alcune zone dove mancano le infrastutture possono andare incontro a vulnerabilità. Per questo la Iata auspicava di sostituire le raffinerie che sono state chiuse in passato in modo da fare fronte a possibili problemi nella disponibilità.

Media: "Iran autorizza transito navi con beni essenziali a Hormuz verso i suoi porti"

L'Iran ha dichiarato che concederà l'autorizzazione al transito di navi che trasportano "beni essenziali" attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riporta l'agenzia semi-ufficiale Tasnim citata dalla Cnn, che sottolinea come non sia chiaro tuttavia quali beni Teheran definisca "essenziali" né se manterrà il blocco nei confronti delle navi provenienti da quelle che considera nazioni ostili. Secondo quanto riferito, l'ordine si applica alle "navi dirette verso i porti iraniani o attualmente presenti nel Mare d'Oman".     Secondo quanto riferito da Tasnim, il vice responsabile per lo sviluppo commerciale Houman Fathi ha inviato una lettera al capo dell'Organizzazione Portuale e Marittima in merito all'autorizzazione al transito di navi che trasportano aiuti umanitari attraverso lo Stretto di Hormuz.     La lettera recita: "In riferimento all'accordo e all'annuncio del potente governo della Repubblica Islamica dell'Iran e delle vittoriose forze armate del nostro Paese, che autorizzano il transito di navi che trasportano aiuti umanitari, in particolare beni di prima necessità e prodotti per l'allevamento, attraverso lo Stretto di Hormuz, si richiede che, al fine di consentire il transito delle navi dirette verso i porti iraniani o già presenti nel Mar d'Oman, vengano inseriti all'ordine del giorno gli obblighi necessari per il passaggio di tali navi, sulla base dei protocolli emanati. L'elenco delle navi interessate, pronte a transitare attraverso lo Stretto di Hormuz, verrà inviato per il coordinamento. Auguriamo la vittoria ai guerrieri dell'Islam

Iran, Teheran: "Pilota Usa non sarà trattato come a Guantanamo"

Se dovesse catturarlo, l'Iran non riservera' al pilota americano disperso lo stesso trattamento che Stati Uniti e Israele riservano ai loro prigionieri. Ad assicurarlo e' stata la tv di Stato iraniana, voce del regime, in un post su X in risposta a un'americana che chiedeva di pregare per i militari. "Se l'Iran cattura dei piloti, non saranno trattati come i prigionieri nei centri di detenzione israeliani di Sde Teiman o in quelli gestiti dagli Stati Uniti ad Abu Ghraib e Guantanamo. Rispettiamo il diritto internazionale e la misericordia islamica", si legge nel post.

Trump: "Nato partner gravemente indebolito ed estremamente inaffidabile"

Donald Trump torna ad accattare la Nato, prendendo di mira un errore che a suo dire avrebbe fatto il New York Times sulla descrizione della sigla dell'Alleanza Atlantica, a pochi giorni dall'incontro di mercoledì alla Casa Bianca tra il tycoon e il segretario generale Mark Rutte.    "Il 'New York Times in declino' - la cui mancanza di credibilità, insieme ai costanti attacchi basati su 'Fake News' contro il vostro Presidente preferito, ha causato un crollo assoluto della sua diffusione - ha definito il nostro 'partner' gravemente indebolito ed estremamente inaffidabile, la Nato, come la 'North American Treaty Organization'", ha scritto il tycoon in un post.    "Il nome corretto è 'North Atlantic Treaty Organization'": un errore davvero interessante! Gli standard di assunzione e di formazione presso il Nyt sono crollati drasticamente. Riportate in auge il motto "ALL THE NEWS THAT'S FIT TO PRINT" e "Make America Great Again"! , ha concluso Trump. 

Cei: "Nessuno può usare Dio per giustificare le guerre"

"Non possiamo abituarci" a guerre e violenze e Pasqua ricorda che "il male non ha l'ultima parola". Lo scrive la Cei nel Messaggio di Pasqua.     "Ci affliggono le guerre che devastano popoli e famiglie, la violenza che colpisce i più deboli, le ferite che attraversano le case, le solitudini - si legge nel messaggio a firma del presidente, il card. Matteo Zuppi, e del segretario generale, mons. Giuseppe Baturi - che consumano tante esistenze, la fatica di donne e uomini che si sentono smarriti, stanchi, senza un domani. Ci addolorano le lacrime dei bambini, le paure dei giovani, l'abbandono degli anziani, la sofferenza di chi vede la propria vita segnata dalla povertà, dalla malattia, dall'emarginazione. Non possiamo abituarci a tutto questo. Non possiamo accettare che il male diventi normale, che la durezza vinca sulla compassione, che l'indifferenza prenda il posto della fraternità".     Ma "la Pasqua ci riporta al cuore della nostra fede: il Crocifisso è risorto. Per questo, il male non ha l'ultima parola, la morte non è la fine, le ferite non sono condannate a restare per sempre aperte". "Il Signore risorto ci invita a non restare spettatori: siamo chiamati a scegliere la luce, a custodire la vita, a prenderci cura gli uni degli altri, a essere segni di pace" perché Dio "rifiuta la guerra" e "nessuno può usare" Dio "per giustificare la guerra".     "Nella luce pasquale, desideriamo rivolgere un pensiero particolare a quanti soffrono e attendono un segno di vicinanza nel nostro Paese: ai malati, ai detenuti, a chi è senza lavoro, a chi vive la fatica di educare, a chi è solo, a chi non riesce più a vedere una strada davanti a sé. Il Risorto sta accanto a ciascuno come il viandante di Emmaus, riaccende il cuore, apre gli occhi, rimette in cammino", conclude il messaggio della Cei.

Teheran, presi di mira obbiettivi ad aeroporto Ben Gurion

L'esercito iraniano ha annunciato di avere preso di mira obbiettivi all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, nell'ultima ondata di attacchi. Lo riporta il Tehran Times. Sempre secondo il comunicato dell'esercito, riportato da diversi media iraniani, sono stati colpiti la nuova torre di controllo, i sistemi di navigazione e i radar dello scalo israeliano.

Trump: "Nato partner molto debole e in gran parte inaffidabile"

Il presidente americano, Donald Trump, torna ad attaccare la Nato definendola un partner "molto debole e in gran parte inaffidabile". Lo scrive in un post su Truth in cui attacca il New York Times per aver sbagliato la definizione Nato, scrivendo "Organizzazione del Trattato Nordamericano invece del nome corretto che e' Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico". "Un errore molto interessante! Gli standard di assunzione e di formazione al Nyt sono crollati", critica il capo della Casa Bianca.

Mosca: via da centrale Bushehr 198 dipendenti russi

Ha  preso il via questa mattina il trasferimento del personale russo in  forza alla centrale nucleare di Bushehr, in Iran. Lo ha riferito  l'amministratore delegato della società energetica Rosatom, Alexei  Likhachev, ai giornalisti a Ekaterinburg. "Come previsto, abbiamo  iniziato l'ondata principale di trasferimenti, circa 20 minuti dopo  l'attacco" condotto dalle forze di Stati Uniti e Israele, ha spiegato,  "gli autobus si sono spostati dallo stabilimento di Bushehr verso il  confine armeno, con 198 persone" a bordo.

Lufthansa avvisa difficoltà su carburante in caso di conflitto lungo

La Lufhtansa avvisa di possibili colli di bottiglia nella disponibilità di carburante per gli aerei se si prolungherà il conflitto in Medio Oriente. In una intervista al quoridiano tedesco Die Welt, la responsabile del settore tecnologia e It Grazia Vittadini sottolinea come "ci siano già difficoltà in alcuni scali in Asia". Lufhtansa si è coperta tramite contratti derivati dai rialzi dei prezzi sull'80% delle proprie necessità per il 2026 ma "certamente la crescita ha un impatto anche su di noi", ammette.

Intelligence Usa: Teheran ripara in tempi rapidi bunker missilistici

L’Iran sta riuscendo a ripristinare in tempi molto rapidi i bunker sotterranei e i silos missilistici colpiti dai bombardamenti americani e israeliani, rimettendoli in funzione anche poche ore dopo gli attacchi. Lo riferisce un report dell’intelligence statunitense citato dal New York Times, le cui valutazioni gettano ombre su quanto Washington sia vicina a neutralizzare la capacità missilistica iraniana, uno degli obiettivi chiave del conflitto, nonostante le dichiarazioni trionfalistiche dell’amministrazione di Donald Trump. Il Pentagono ha rivendicato di aver colpito circa 11mila obiettivi in cinque settimane di guerra,evidenziando al tempo stesso un forte calo nei lanci di missili e droni da parte di Teheran. "Continueranno a lanciare missili, ma li abbatteremo", aveva dichiarato lunedì il capo del Pentagono Pete Hegseth, all’indomani di una giornata che aveva registrato il livello più basso di attacchi iraniani. Anche la Casa Bianca ha confermato una riduzione del 90% degli attacchi, interpretandola come segnale di un indebolimento delle capacità produttive e militari iraniane. Secondo l’intelligence statunitense, tuttavia, l’Iran conserva ancora una parte significativa del proprio arsenale e dei lanciatori mobili, molti dei quali nascosti in bunker e caverne per proteggerli dai raid. Teheran starebbe inoltre adottando da tempo una strategia più prudente, con lanci limitati a circa 15–30 missili balistici al giorno, spesso in piccoli gruppi, anche a causa delle difficoltà interne di comando e coordinamento. Le stime restano comunque incerte perché l’Iran utilizza anche sistemi di esca e perché è difficile valutare con precisione i danni effettivi alle infrastrutture sotterranee colpite. In questo contesto, secondo gli analisti citati dal Times, l’obiettivo di Teheran sarebbe soprattutto preservare nel tempo una capacità di deterrenza, anche in vista di un eventuale prolungamento del conflitto o del periodo successivo alla sua conclusione.

Ryanair: no carenze carburante ma rischi se stop Hormuz fino a maggio

"Non prevediamo carenze di carburante nel breve termine, ma la situazione è in evoluzione. Al momento i nostri fornitori di carburante possono garantire le forniture fino a metà/fine maggio." E' quanto fa sapere Ryanair secondo cui "se la guerra in Iran dovesse concludersi presto, l'approvvigionamento non verrà interrotto. Se invece la chiusura dello Stretto di Hormuz dovesse protrarsi fino a maggio o giugno, non possiamo escludere rischi per le forniture di carburante in alcuni aeroporti europei". 

Nyt, 4 opzioni "rischiose" per Hormuz, tra proposte quella dell'Italia su corridoio umanitario

"Le opzioni dell'Europa per Hormuz: poche e rischiose". Questo è il titolo di un'analisi del New York Times, che si apre citando la proposta presentata dal ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani alla riunione in videoconferenza organizzata dal Regno Unito due giorni fa per la creazione di un "corridoio umanitario" che permetta il passaggio sicuro di fertilizzanti e altri beni essenziali. Il piano era una delle diverse proposte provenienti dall'Europa e non solo, volte a impedire che tra le conseguenze della guerra in Iran ci siano anche possibili carestie in Africa. La proposta non è stata approvata e l'incontro si è concluso senza un piano concreto per riaprire lo stretto, militarmente o in altro modo, scrive il giornale americano, osservando che "i leader europei sono sotto pressione da parte del presidente Trump per impegnare risorse militari, porre fine al blocco dello stretto da parte dell'Iran e contrastare la crisi energetica ed economica globale" che si aggrava ogni ora di più. Finora, gli europei non hanno accolto le sue richieste di inviare navi da guerra e continuano a discutere su cosa fare per sbloccare Hormuz, attraverso il quale transita il 20% di petrolio e gas mondiali. Secondo il Nyt, la difficoltà a mettersi d'accordo su un piano comune riflette in parte gli ingranaggi lenti della diplomazia in Europa e in parte il numero considerevole di Paesi, inclusi quelli del Golfo, interessati a salvaguardare lo stretto una volta terminata la guerra. Molti Stati coinvolti nei colloqui, tra cui Italia e Germania, hanno insistito affinché qualsiasi sforzo internazionale nasca sotto l'ombrello dalle Nazioni Unite, il che potrebbe rallentare ulteriormente l'azione. Il giornale passa quindi ad elencare le 4 opzioni possibili a disposizione dell'Europa, degli stati del Golfo e di altri paesi, nessuna delle quali tuttavia appare infallibile, anche ipotizzando uno stop alle operazioni. 

1) Scorte navali - Il presidente francese Emmanuel Macron ha ripetutamente sollevato la possibilità che navi da guerra francesi possano scortare i mercantili attraverso lo stretto dopo la fine della guerra. Funzionari americani hanno spinto affinché gli europei e altri alleati, come il Giappone, scortino navi che battono bandiera dei loro stessi paesi.  Il problema è che le scorte navali sono costose. Inoltre, i loro sistemi di difesa aerea da soli potrebbero non essere sufficienti per fermare alcuni tipi di attacchi, come quelli con droni, qualora l'Iran decidesse di ricominciare a sparare." 

2) Bonifica dalle mine - Funzionari tedeschi e belgi, tra gli altri, affermano di essere pronti a inviare dragamine per liberare lo stretto dagli esplosivi dopo la guerra. In realtà, i leader militari occidentali non sono convinti che l'Iran abbia effettivamente minato lo stretto, in parte perché alcune navi iraniane lo attraversano ancora. Quindi, sebbene i dragamine possano essere dispiegati come parte di una scorta navale, potrebbero non avere molto da fare.

3) Aiuto dall'alto - Inviare jet da combattimento e droni per intercettare qualsiasi attacco aereo iraniano alle navi. Funzionari americani hanno spinto l'Europa a farlo, ma anche questo piano sarebbe piuttosto costoso. E non è ancora garantito che funzioni. L'Iran può attaccare le navi con un singolo soldato su una lancia, e se solo pochi tentativi riescono, ciò potrebbe essere sufficiente a spaventare assicuratori e armatori, scoraggiandoli dal tentare il passaggio. 

4) Tutte queste opzioni, più la diplomazia - Usare negoziati e leve economiche per fare pressione sull'Iran affinché si astenga da futuri attacchi, e impiegare una varietà di mezzi militari per far rispettare tutto questo. Lo sforzo andrebbe oltre l'Europa. Giovedì, il ministero degli Esteri tedesco ha invitato la Cina a usare la sua influenza con l'Iran in modo "costruttivo" per aiutare a porre fine alle ostilità. I negoziati finora sembrano aver fatto poco per fermare i combattimenti, ma questa potrebbe essere la migliore scommessa dell'Europa, in mancanza di una migliore.  E se nulla di tutto questo funzionasse? Funzionari iraniani hanno dichiarato questa settimana che avrebbero continuato a controllare il traffico attraverso lo stretto dopo la guerra. Hanno già elaborato piani per far pagare alle navi i pedaggi per il passaggio di Hormuz, che dovrebbe essere una via d'acqua libera secondo il diritto internazionale.

Teheran: "Da inizio guerra colpite 30 università nel Paese"

Gli attacchi statunitensi e israeliani hanno colpito piu' di 30 universita' in tutto l'Iran dall'inizio della guerra alla fine di febbraio. Lo dice il ministro della Scienza iraniano. "Ad

oggi, più di 30 universita' sono state prese di mira direttamente", ha dichiarato Hossein Simai Sarraf ai giornalisti durante una visita all'Università Shahid Beheshti, nella zona nord di Teheran, colpita venerdì. Israele ha affermato di aver colpito diversi siti di ricerca e sviluppo legati ai programmi nucleari e di armamento iraniani. 

Un'importante figura iraniana chiede la rimozione di Trump anziché dei suoi generali

Mohsen Rezaee, un alto funzionario iraniano, suggerisce in un post su X che Trump dovrebbe essere rimosso dall'incarico anziché i suoi generali. Il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha rimosso dall'incarico diversi alti ufficiali militari, tra cui il capo di stato maggiore dell'esercito americano.

Pasdaran: "Otterremo controllo cieli e umilieremo il nemico"

I Pasdaran sono fiduciosi che l'Iran avrà il pieno controllo dei suoi cieli. "Il nemico deve sapere che disponiamo di moderni sistemi di difesa aerea, costruiti dai brillanti e orgogliosi giovani scienziati del Paese, che vengono svelati uno dopo l'altro sul campo", ha assicurato Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militare Khatam al-Anbiya, a quanto riferiscono i media iraniani. "Otterremo sicuramente il pieno controllo dei cieli della nostra nazione e dimostreremo al mondo, piu' che mai, l'umiliazione del nemico", ha aggiunto.

Gli Stati Uniti intensificano le ricerche del militare scomparso, mentre l'Iran invita il pubblico a trovare il "pilota nemico"

L'esercito statunitense prosegue freneticamente le ricerche di un pilota scomparso in una zona remota dell'Iran sud-occidentale, dopo che il Paese mediorientale ha abbattuto un aereo da guerra americano e ha lanciato un appello alla popolazione per la cattura del pilota, promettendo una ricompensa. L'aereo, identificato dall'Iran come un F-15E Strike Eagle statunitense, è stato uno dei due attaccati venerdì; un militare è stato tratto in salvo e almeno un altro risulta disperso. Un conduttore di un canale televisivo affiliato alla televisione di stato iraniana ha esortato i residenti a consegnare alla polizia qualsiasi "pilota nemico".

TOI: Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano di aver colpito i centri di comando della Forza Quds iraniana a Beirut

Ieri, l'aviazione israeliana ha bombardato i centri di comando a Beirut appartenenti alla Forza Quds, il braccio extraterritoriale del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane, secondo quanto annunciato dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF).

Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano che i centri di comando appartenevano al Corpo libanese della Forza Qud, che "funge da collegamento tra Hezbollah e il regime terroristico iraniano e supporta il rafforzamento delle forze e il radicamento militare di Hezbollah". Inoltre, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano di aver colpito nella capitale libanese due centri di comando appartenenti alla Jihad islamica palestinese, "utilizzati dagli alti funzionari dell'organizzazione per il processo decisionale e il coordinamento con Hezbollah". La Marina israeliana ha inoltre colpito un posto di sorveglianza di Hezbollah, aggiunge l'esercito.

Al Jazeera: Il presidente del parlamento iraniano: Teheran è aperta alla diplomazia bilaterale con i paesi vicini.

Il presidente dell'Assemblea consultiva iraniana, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha rilasciato un'intervista ai nostri colleghi di Al Jazeera Arabic. Ecco un riassunto di quanto ha affermato:

  • L'Iran si è preparato a questo confronto e ha dimostrato la sua capacità di difendersi.
  • Questa guerra è la guerra di Israele, e il conseguente collasso della sicurezza e le perdite subite hanno avuto ripercussioni sul mondo intero.
  • L'Iran è stato costretto a prendere di mira le basi e gli interessi statunitensi nella regione per preservare la propria presenza.
  • L'escalation delle tensioni contro l'Iran incontrerà una risposta decisa e decisa contro gli interessi statunitensi nella regione.
  • Il mantenimento della sicurezza regionale è nell'interesse dei paesi che ne fanno parte, e la sicurezza sostenibile è una priorità per l'Iran.
  • I paesi della regione possono tutelare i propri interessi attraverso accordi di sicurezza bilaterali e multilaterali, senza interferenze straniere.
  • È necessario eliminare le principali cause di insicurezza nella regione e costruire la sicurezza senza il coinvolgimento di Stati Uniti e Israele.

Il Pakistan accoglie con favore il chiarimento dell'Iran sul suo interesse nei media

Nella giornata di oggi, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha cercato di correggere le notizie diffuse dai media statunitensi che, a suo dire, avevano "travisato" la posizione dell'Iran sugli sforzi del Pakistan per porre fine alla guerra.

Il ministro degli esteri pakistano Ishaq Dar ha accolto con favore il chiarimento.

Teheran protesta per "inerzia" Aiea

L'Iran ha protestato per quella che considera l'inerzia dell'Agenzia internazionale dell'energia atomica (Aiea) di fronte agli attacchi degli alleati sui suoi siti atomici. "Condannare l'attacco alle infrastrutture nucleari pacifiche dell'Iran e porre fine all'inazione è il minimo che ci si aspetta dall'Aiea nell'ambito delle sue responsabilità statutarie", si legge in un post dell'agenzia atomica iraniana. "L'Iran salvaguardera' la propria sovranita' nucleare e richiederà un riesame legale di tale inazione del direttore generale".

Lievi danni a sede di Oracle a Dubai per i detriti di un raid iraniano

La sede di Oracle a Dubai è stata danneggiata dalla caduta di alcuni detriti per l'intercettazione di un attacco iraniano. Lo ha riferito questa mattina l'ufficio stampa della città emiratina. "Le autorità confermano di essere intervenute per un incidente di lieve entità causato dalla caduta di detriti provenienti da un'intercettazione aerea sulla facciata dell'edificio di Oracle a Dubai Internet City", ha dichiarato l'ufficio stampa di Dubai in un post su X. Nessuno è rimasto ferito nell'incidente, ha aggiunto l'ufficio stampa. Contemporaneamente, l'agenzia iraniana Fars ha riferito che le autorità emiratine tentano di minimizzare l'attacco e che ieri sera, la sede di Oracle negli Emirati è stata nuovamente attaccata dall'Iran "ed è diventata inaccessibile". 

Teheran smentisce cattura pilota americano disperso

Non è stato catturato il secondo pilota americano del quale si parla da quando ieri nei cieli dell'Iran è stato abbattuto un F-15. Lo affermano le autorità iraniane. Un'unità dei Guardiani della Rivoluzione nella provincia meridionale di Kohgiluyeh e Boyerahmad e il governatore della provincia negano sia stato catturato il secondo membro dell'equipaggio americano dell'F-15, riferisce la Bbc. E, riporta ancora la rete britannica, per il governatore il primo pilota non sarebbe stato salvato dalle forze Usa, mentre i media americani scrivono che è stato tratto in salvo. Il governatore ha parlato di una "tattica del nemico".

La Cnn continua a riferire che non si conoscono le sorti di un soldato Usa dopo quanto avvenuto ieri. Il New York Times scrive di una corsa contro il tempo dei militari Usa per rintracciarlo.  Fonti parlano di operazioni delle forze Usa per localizzare e trarre in salvo il militare, mentre i media ufficiali iraniani hanno offerto una ricompensa a chi lo troverà. Sollecitano la popolazione, rilancia la Bbc, a "catturare vivo il pilota". I canali televisivi iraniani affiliati allo Stato hanno esortato i cittadini a "catturare il pilota vivo" e offerto ricompense. I media iraniani hanno riportato una ricompensa di circa 66 mila dollari, una cifra da capogiro considerata la media salariale mensile del Paese, che si aggira tra i 200 e i 300 dollari.

Media Iran: raid israelo-americano su un valico di frontiera con l'Iraq, un morto

Un valico di frontiera tra Iran e Iraq è stato colpito in un raid attribuito a Israele e Usa, nel quale una persona è morta: lo riportano media iraniani e una fonte di sicurezza irachena. "Il terminal commerciale del valico di frontiera di Shalamcheh, nella città di Khorramshahr, nel sud-ovest del Paese, è stato preso di mira da un attacco aereo dei nemici americani e sionisti," ha riferito l'agenzia di stampa Mehr, citando il vice governatore della provincia del Khuzestan, Valiollah Hayati. "Un conducente iracheno è stato ucciso e due lavoratori iraniani sono rimasti feriti," ha precisato l'agenzia Isna, citando anch'essa Hayati. 

Iran: Meloni negli Emirati Arabi Uniti, vedrà bin Zayed

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata ad Al Ain, negli Emirati Arabi Uniti, terza tappa del suo viaggio nei Paesi del Golfo, dopo le precedenti soste in Arabia Saudita e in Qatar. Nel corso della visita è in programma un colloquio con il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan.

Iran: Foti, "missione Meloni nel Golfo strategica, da opposizioni polemiche irresponsabili"

“La missione di Giorgia Meloni, prima leader occidentale nei Paesi del Golfo, rappresenta una scelta strategica in un momento particolarmente delicato per gli equilibri internazionali e la sicurezza energetica. Un’azione concreta volta a rafforzare i rapporti con partner fondamentali come Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, tutelando gli interessi nazionali e garantendo approvvigionamenti stabili in un contesto segnato dalle tensioni con l’Iran e dai rischi legati allo Stretto di Hormuz.” Così in una nota il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti. 

“Questo impegno - prosegue il ministro - si inserisce in una strategia più ampia: dopo la visita in Algeria dello scorso marzo per incrementare e diversificare le forniture di gas, il governo Meloni prosegue il proprio lavoro nei Paesi del Golfo con l’obiettivo di consolidare la sicurezza energetica e ridurre l’impatto della crisi su imprese e cittadini. L’Italia torna così protagonista sulla scena internazionale, con credibilità e autorevolezza, in un’area cruciale per il futuro energetico ed economico globale, costruendo alleanze solide e contribuendo alla de-escalation delle crisi". "Di fronte a questo impegno, le polemiche dell’opposizione appaiono strumentali, irresponsabili e distanti dalla realtà. Solo una sinistra che gioca contro l’Italia può criticare un’azione così rilevante con l’unico obiettivo di anteporre il proprio tornaconto politico all’interesse nazionale. Nei momenti complessi, la scelta del Governo Meloni è chiara: stare dalla parte dell’Italia” conclude Foti.

Iran: Qatar, con Meloni sottolineata necessità de-escalation

L'emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, e la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, hanno sottolineato la necessità di una de-escalation e del ricorso al dialogo per contenere la crisi nella regione. Lo riferisce l'ufficio dell'emiro del Qatar, precisando che durante l'incontro i due leader hanno esaminato gli sviluppi della situazione regionale e internazionale. Nel corso del loro incontro a Doha, l'emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al-Thani e la premier Giorgia Meloni "hanno discusso delle relazioni di cooperazione bilaterale ed esplorato le modalità per potenziarle e svilupparle in diversi settori, in particolare in quello economico ed energetico". Lo riferisce l'agenzia di stampa Qna.

Iran: Pasdaran dicono di aver colpito una nave legata a Israele nello Stretto di Hormuz

I Guardiani della Rivoluzione rivendicano un attacco con un drone contro una nave nello Stretto di Hormuz che definiscono "collegata a Israele che è ora è in fiamme", affermano in un messaggio diffuso su X, aggiungendo che è stata colpita la "Msc Ishyka". Secondo siti specializzati, l'imbarcazione è una portacontainer battente bandiera liberiana. 

Iran, tv: stop a fornitura gas al sud dell'Iraq

Stop alle forniture di gas dall'Iran alla regione meridionale dell'Iraq. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera, citando una notizia che arriva dal ministero iracheno per l'Elettricità.

Beirut, ospedale nel sud danneggiato in raid israeliani, 11 feriti

Un ospedale di Tiro, importante città costiera del sud del Libano, è stato danneggiato nel corso di raid aerei israeliani diretti contro edifici vicini, nei quali almeno 11 persone sono rimaste ferite: lo ha reso noto il ministero della Salute libanese. L'episodio è avvenuto ad Al-Houch, località vicina a Tiro, dove i raid hanno distrutto due edifici situati vicino a un ospedale, secondo un corrispondente dell'Afp. Finestre della struttura sanitaria sono andata in frantumi e controsoffitti sono crollati, mentre i medici prestavano soccorso, ha riferito la direzione dell'ospedale.      La direzione dell'ospedale ha fatto sapere che la struttura "rimarrà aperta per garantire le cure mediche necessarie", ha riferito l'agenzia ufficiale Ani. Anche il porto di Tiro è stato preso di mira: un raid ha colpito una barca turistica su cui dormiva una persona, secondo il corrispondente dell'Afp. Le sue condizioni non sono state specificate. Sono state inoltre danneggiate barche da pesca attraccate.

Araghchi: "Bushehr attaccata ma le radiazioni uccideranno il Golfo"

Il ministro degli Esteri iraniani, Abbas Araghchi, ha ammonito che l'attaco al sito nucleare di Bushehr avrà conseguenze nel Golfo persico. "Ricordate l'indignazione occidentale per le ostilità nei pressi della centrale nucleare di Zaporizhzhia, in Ucraina? Israele e Stati Uniti hanno bombardato la nostra centrale di Bushehr per ben quattro volte", ha scritto su X. "Le ricadute radioattive porranno fine alla vita nelle capitali del Consiglio di Cooperazione del Golfo, non a Teheran", ha ammonito. "Gli attacchi alle nostre industrie petrolchimiche perseguono obiettivi concreti", ha aggiunto. 

Iran: "Mai rifiutato di andare a Islamabad, grati per gli sforzi di mediazione"

"La posizione dell'Iran viene travisata dai media statunitensi. Siamo profondamente grati al Pakistan per i suoi sforzi e non ci siamo mai rifiutati di andare a Islamabad. Ciò che ci interessa sono le condizioni per una fine definitiva e duratura alla guerra illegale che ci viene imposta". Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Ieri, il Wall Street Journal ha riferito che l'Iran aveva comunicato ufficialmente ai mediatori la propria indisponibilità a incontrare i funzionari statunitensi a Islamabad nei prossimi giorni. 

Araghchi: "Vogliamo le condizioni per una vera fine della guerra"

L'Iran non ha rifiutato la mediazione del Pakistan, ma pretende condizioni chiare per una pace definitiva. A chiarirlo e' stato il ministro egli Esteri, Abbas Araghchi, su X. "La posizione dell'Iran viene travisata dai media statunitensi. Siamo profondamente grati al Pakistan per i suoi sforzi e non ci siamo mai rifiutati di andare a Islamabad", ha assicurato. "Cio' che ci interessa sono le condizioni per una fine definitiva e duratura alla guerra illegale che ci viene imposta", ha aggiunto. 

Iran: "Niente fuoriuscite di sostanze tossiche nell'area industriale colpita"

Le autorità iraniane "negano con forza qualsiasi fuoriuscita di sostanze tossiche nella zona petrolchimica speciale di Mahshahr, dopo che oggi è stata colpita dagli Stati Uniti e da Israele": lo ha dichiarato il vicegovernatore generale della provincia di Khuzestan, Valiollah Hayati, citato dall'agenzia Irna. "Le attività della zona sono state interrotte, ma non ci sono preoccupazioni riguardo a problemi di salute pubblica", ha aggiunto. Stamattina Hayati aveva dichiarato stamattina che anche l'area commerciale di confine di Shalamcheh a Khorramshahr, nella provincia di Khuzestan, era stata colpita durante gli attacchi di questa mattina, insieme alla città di Ahvaz. 

Meloni vede Emiro Qatar: "Urgente e necessario assicurare la libertà della navigazione Hormuz"

Nel corso del loro faccia a faccia a Doha, la premier Giorgia Meloni e l'Emiro del Qatar Sheikh Tamim bin Hamad Al-Thani "hanno approfondito le questioni energetiche, anche alla luce del rapporto consolidato tra Italia e Qatar in questo ambito, confrontandosi sulle possibili azioni di mitigazione per gli shock subiti", fa sapere Palazzo Chigi. In questo quadro, Meloni "ha assicurato la disponibilità dell’Italia, attraverso le eccellenze del suo sistema produttivo, a contribuire alla riabilitazione delle infrastrutture energetiche qatarine, fondamentali per la sicurezza energetica su scala globale". È stato anche ribadito come sia "urgente e necessario assicurare la libertà di navigazione attraverso Hormuz".

I due leader "hanno infine concordato di lavorare congiuntamente per sviluppare ulteriormente la cooperazione e gli investimenti congiunti, per rafforzare ogni dimensione della sicurezza, soprattutto negli ambiti strategici della difesa, delle infrastrutture critiche, della sicurezza alimentare e della cooperazione multilaterale per la gestione dei fenomeni migratori nelle rotte mediterranee", conclude Palazzo Chigi.

Meloni

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Grossi (Aiea): "Preoccupati per attacco Bushehr, no aumento radiazioni"

L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) è stata informata dall'Iran che questa mattina un proiettile ha colpito un'area vicina alla centrale nucleare di Bushehr, il quarto incidente di questo tipo nelle ultime settimane. E' quanto si legge in un post su X, nel quale si riferisce la "profonda preoccupazione" del direttore generale dell'Aiea, Rafael Grossi, per l'incidente, che tuttavia non ha provocato "alcun aumento dei livelli di radiazione". "I siti delle centrali nucleari o le aree limitrofe non devono mai essere attaccati", ribadisce Grossi, ricordando che "gli edifici ausiliari possono contenere attrezzature di sicurezza vitali" e  rinnovando l'appello "alla massima moderazione militare per evitare il rischio di un incidente nucleare". 

Autorizzato il transito di navi umanitarie da Hormuz

Le autorita' iraniane hanno autorizzato il transito da Hormuz di navi che trasportano beni di prima necessita' e umanitari. Lo riferisce l'agenzia Tasnim. "E' stato autorizzato il transito di navi che trasportano beni di prima necessita' e umanitari attraverso lo Stretto di Hormuz verso i porti iraniani o quelli situati nel Mare di Oman", si legge. 

Iran, colpito un terminal a confine con l'Iraq

Un terminal alla frontiera tra Iran e Iraq è stato colpito da bombardamenti di Stati Uniti e Israele. Lo riferiscono i media iraniani.

Teharan: "Le esportazioni da Kharg aumentate durante la guerra"

Le esportazioni di petrolio dell'Iran dall'isola di Kharg sono aumentate da quando è iniziata la guerra con Stati Uniti e Israele. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Isna. "Negli ultimi giorni non solo le esportazioni di petrolio non sono diminuite, ma sono aumentate", ha assicurato Moussa Ahmadi, capo della commissione Energia del parlamento iraniano, citato da Isna. Kharg, al largo della costa occidentale dell'Iran, è un terminal vitale per l'esportazione di greggio tanto che il presidente americano Donald Trump ha più volte minacciato di invaderla o distruggerla. 

Non solo Kharg, quali sono le isole strategiche per l’Iran?

Non solo Kharg, quali sono le isole strategiche per l’Iran?

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Media Iran, attacchi di Hezbollah e Houthi verso Israele

La città israeliana di Kiryat Shmona è stata presa di mira da "missili di Hezbollah", mentre anche gli Houthi, ribelli yemeniti, hanno lanciato attacchi con droni su zone di Israele: lo riferisce l'agenzia iraniana Tasnim. 

Rinviato alla prossima settimana il voto dell'Onu su Hormuz

E' stato rinviato alla prossima settimane il voto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite su una bozza di risoluzione presentata dal Bahrein per il passaggio sicuro delle navi nello Stretto di Hormuz. Lo riferisce la Cnn, che cita Reuters, ricordando che il voto, inizialmente previsto per ieri, era stato poi posticipato a oggi. Fonti diplomatiche hanno precisato che non c'è ancora una nuova data per il voto slittato alla prossima settimana.

La bozza di risoluzione, se adottata, autorizzerebbe i paesi a utilizzare “tutti i mezzi difensivi necessari” per garantire il transito attraverso lo Stretto di Hormuz, una formulazione che non piace alla Cina, alla Russia e anche alla Francia .  Ciò equivarrebbe a “legittimare l'uso illegale e indiscriminato della forza, che porterebbe inevitabilmente a un'ulteriore escalation della situazione e a gravi conseguenze”, aveva dichiarato giovedì il rappresentante cinese all'Onu Fu Cong.

Iran, media: "Almeno 5 feriti in attacco a sito petrolchimico"

Cinque persone sono rimaste ferite a causa delle esplosioni segnalate in un sito petrolchimico nel sudovest dell'Iran. Lo riferiscono i media iraniani, come riporta il Guardian. In precedenza l'agenzia Fars aveva parlato di un "attacco di Usa e Israele" nella Petrochemical Special Economic Zone di Mahshahr, nella provincia del Khuzestan. Secondo l'agenzia Tasnim, sono state colpite diverse strutture. Danni sono stati segnalati nel Complesso petrolchimico Bandar Imam. Il vicegovernatore del Khuzestan, Valiollah Hayati, ha parlato di "probabilità molto alta di vittime, morti e feriti, a causa dell'attacco".

Houthi: "Gli Usa hanno perso il controllo della guerra"

Gli Stati Uniti hanno perso il controllo della guerra dalla seconda settimana di combattimenti. A sostenerlo è Nasr al-Din Amer, esponente di spicco degli Houthi yemeniti, intervistato dall'agenzia iraniana Irna. "La risposta rapida e potente delle prime ore ha dimostrato che i calcoli dei nemici erano sbagliati", ha detto. L'Iran "ha dimostrato di essere piu' forte del previsto e ben presto di sono visti segnali di confusione e perdita di controllo", ha proseguito. Stati Uniti e Israele contavano su una rivolta interna "che non c'è stata" e anzi il sostegno popolare "è stato un fattore chiave del fallimento del nemico", ha assicurato.

Corsa tra americani e iraniani per trovare il pilota disperso dell'F-15

Le forze iraniane e americane continuano a darsi battaglia per trovare il pilota ancora disperso dopo che ieri il primo caccia statunitense è stato abbattuto in territorio iraniano dall'inizio della guerra. Le autorità iraniane hanno esortato la popolazione del sud-ovest del Paese a cercare il pilota dell'F-15, offrendo ricompense di oltre 60 mila dollari ai cittadini che aiuteranno a catturarlo. Secondo Laurel Rapp, direttrice del programma Stati Uniti e Nord America presso Chatham House, il salvataggio del membro dell'equipaggio disperso dal jet abbattuto è "una missione cruciale", riferisce la Bbc, aggiungendo che la cattura del membro dell'equipaggio statunitense rappresenterebbe un "enorme bottino" per l'Iran, offrendogli una "potentissima carta da giocare nelle trattative". Nel frattempo, un alto comandante militare iraniano ha rivendicato che ora, le forze del Paese possono dare "la caccia" agli aerei americani grazie a nuove tattiche e attrezzature. Il generale di brigata Alireza Elhami, comandante della Base congiunta di difesa aerea iraniana, ha affermato infatti che la perdita degli aerei statunitensi è stata "il risultato di tattiche, dell'uso di attrezzature moderne e di innovazioni nei sistemi di difesa aerea (iraniani)", secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale Irna e rilanciato da Cnn. Elhami non ha specificato quali fossero queste innovazioni che "hanno causato confusione e disorientamento nel nemico".

Dopo 10 ora di pausa, nuovo lancio di missili iraniani su Israele

Dopo una pausa di quasi 10 ore, le forze di difesa israeliane hanno rilevato un nuovo attacco balistico proveniente dall'Iran, diretto verso il centro di Israele. Lo riferisce Times of Israel. Intanto questa mattina un proiettile ha colpito la città settentrionale di Kiryat Shmona senza che suonassero le sirene. Secondo i soccorritori, l'impatto ha danneggiato una strada, con schegge che hanno colpito case e auto vicine, ma senza provocare feriti. L'Idf ha avviato un'indagine sull'accaduto. 

Iran, missile cade vicino alla centrale di Bushehr: un morto

Un missile è caduto vicino alla nucleare di Bushehr, nell'Iran occidentale, e uno degli addetti alla sicurezza dell'impianto è rimasto ucciso. Lo riferisce la Tass citando l'Agenzia iraniana per l'energia atomica Secondo l'agenzia "gli impianti principali non sono stati danneggiati". 

Ghalibaf lancia minacce velate sullo stretto di Bab el-Mandab sul Mar Rosso

Il leader del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha fatto riferimento, con minacce velate, allo stretto di Bab el-Mandab, importante punto logistico globale che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden e all'Oceano Indiano, e attraverso cui transita il 14% delle spedizioni commerciali mondiali. "Quale quota delle spedizioni globali di petrolio, Gnl, grano, riso e fertilizzanti attraversa lo stretto di Bab el-Mandeb? Quali Paesi e aziende fanno conto sui maggiori volumi di transito attraverso lo stretto?", ha affermato in un post su X. La milizia yemenita degli Houthi, sostenuta dall'Iran, ha più volte attaccato navi in transito nel Bab el-Mandab, in supporto alla causa palestinese e all'Iran. Lo stretto di Hormuz, nel sud dell'Iran, un punto attraverso cui transita circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale, è stato di fatto bloccato dall'Iran durante la guerra in corso tra Stati Uniti e Israele contro il Paese. 

Teheran: "Lo Stretto di Hormuz? Nulla sarà più come prima"

"Lo Stretto di Hormuz è diventato un vantaggio strategico per l'Iran nelle nuove condizioni di sicurezza e non tornerà mai allo status che aveva prima" dell'avvio di operazioni  militari di Usa e Israele contro la Repubblica islamica. Parola del portavoce della presidenza del Parlamento iraniano, Abbas Goudarzi, che nei giorni scorsi ha annunciato l'avvio di un iter per imporre il pagamento per il transito dallo Stretto di Hormuz. In dichiarazioni riportate dall'agenzia iraniana Tasnim, Goudarzi assicura che "la gestione di questa rotta importante è in mano alle forze armate della Repubblica islamica dell'Iran" e che "nessun Paese avrà il diritto di transitarvi senza il permesso dell'Iran", che "difenderà questa posizione strategica con tutto il suo potere militare".

Hormuz

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Italia e altri 4 Paesi Ue chiedono tassa su extraprofitti delle società energetiche

Cinque ministri dell'Economia Ue, tra cui Giancarlo Giorgetti, chiedono una misura per tassare gli extraprofitti delle società energetiche, in reazione all'aumento dei prezzi del carburante per la guerra in Medio Oriente. Oltre che dall'Italia, la richiesta è sottoscritta anche da Germania, Spagna, Portogallo e Austria. "Una soluzione europea", scrivono in una lettera al commissario Ue Wopke Hoekstra, "rappresenterebbe un segnale per i cittadini" e per l'economia dimostrando che "siamo uniti e in grado di agire" e invierebbe un "messaggio chiaro": coloro che traggono profitto dalle conseguenze della guerra devono fare la loro parte.

Iran, media: "Esplosioni in sito petrolchimico a Mahshahr"

Esplosioni nella Petrochemical Special Economic Zone di Mahshahr, nella provincia del Khuzestan, in Iran. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera, che rilancia notizie dell'agenzia iraniana Fars, parlando di fumo che si leva dall'area. 

Cnn: "Ancora disperso il pilota Usa, Teheran parla di novità per dare caccia ai jet"

Nuove tattiche, nuovi equipaggiamenti. Così, dice un generale iraniano, l'Iran "dà la caccia" a velivoli americani. Parole, rilanciate dalla Cnn, dopo che ieri un F-15 americano è stato abbattuto in Iran e un membro dell'equipaggio è ancora disperso e dopo che un A-10 Thunderbolt II è stato colpito ed è precipitato fuori dal territorio iraniano. Secondo il generale di brigata Alireza Elhami, a capo del Comando congiunto della difesa aerea dell'Iran, quanto accaduto è il "risultato di tattiche, impiego di equipaggiamenti moderni e innovazioni nei sistemi di difesa aerea" della Repubblica Islamica.

Nessun dettaglio sulle "innovazioni" nelle dichiarazioni riportate dall'agenzia iraniana Irna e rilanciate dalla rete americana. Il generale parla di "confusione e disortientamento per il nemico". I militari iraniani, minaccia secondo quanto riporta la tv satellitare al-Jazeera, sono pronti a tendere imboscate "a jet e droni del nemico". Il generale, rilancia ancora l'emittente, sostiene siano stati intercettati e abbattuti più di 160 droni e decine di missili da crociera mentre proseguono le operazioni militari che Usa  e Israele hanno avviato lo scorso 28 febbraio contro l'Iran.

Teheran: "Se le nostre ambasciate vengono attaccate reagiremo subito"

L'Iran ha minacciato di reagire subito e con fermezza a eventuali attacchi a proprie sedi diplomatiche. "Qualsiasi aggressione contro le ambasciate o le sedi diplomatiche iraniane provocherà una rappresaglia immediata e decisa contro tutte le strutture del regime aggressore nella regione", ha dichiarato Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando unificato Khatam al-Anbiya, a quanto riporta Press tv. 

Ankara, seconda nave turca ha attraversato Hormuz

Una seconda nave battente bandiera turca ha attraversato lo Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il ministro dei Trasporti turco Abdulkadir Uraloglu. Allo scoppio della guerra il 28 febbraio, c'erano 15 navi di armatori turchi in attesa di attraversare lo stretto strategico, ha ricordato in un'intervista alla Cnn, "due di queste 15 l'hanno passato".

Meloni giunta in Qatar, vedrà Al Thani

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è giunta a Doha, in Qatar, per la seconda tappa della sua missione nei Paesi del Golfo, dopo la visita in Arabia Saudita. Durante la permanenza è previsto un incontro con l’emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani.

I Pasdaran scelgono il nuovo portavoce, è Hossein Mohabi

Un nuovo portavoce per i Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani. E' stato scelto Hossein Mohabi per l'incarico dopo l'uccisione del predecessore durante le operazioni militari di Usa e Israele contro l'Iran, avviate lo scorso 28 febbraio. Lo ha reso noto l'agenzia iraniana Fars, riferendo della nomina dopo il "martirio" di Ali Mohammad Naini, la cui "eliminazione" è stata confermata Israele il 20 marzo. 

I Pasdaran negano l'attacco all'ambasciata Usa a Riad: "Colpa di Israele"

Il corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (Irgc) ha negato qualsiasi coinvolgimento nell'attacco all'ambasciata statunitense in Arabia saudita. Lo riferisce Press tv. I Pasdaran, si spiega, "hanno condannato l'incidente e attribuito la responsabilità della provocazione ad agenti sionisti". L'Irgc, aggiunge la nota, "ha esortato i paesi mediorientali a rimanere vigili nei confronti dei tentativi americano-sionisti di destabilizzare la regione". 

Colpita la sede di Oracle a Dubai: "Danni lievi"

Gli uffici di Oracle nel polo economico degli Emirati Arabi Uniti sono stati colpiti da un attacco iraniano. Lo hanno confermato fonti di Dubai assicurando che si è trattato di un "incidente di lieve entità" che ha danneggiato la facciata dell'edificio. Pochi giorni fa Teheran aveva minacciato di colpire le aziende tecnologiche statunitensi e oggi il distretto di Internet City a Dubai è stato preso di mira. Non sono stati segnalati feriti nè sono stati forniti ulteriori dettagli sui danni. La legge degli Emirati sui crimini informatici vieta di fotografare l'impatto di attacchi iraniani a meno che non vengano pubblicati attraverso canali ufficiali. Molte delle aziende che l'Iran ha minacciato di attaccare si trovano nel distretto di Internet City e nei giorni scorsi i Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno inserito 18 aziende statunitensi, tra cui Oracle, nell'elenco degli obiettivi. Le autorità di Dubai hanno aggiunto di essere intervenute poche ore prima per "un incidente causato da detriti di un'intercettazione aerea caduti sulla facciata di un edificio nella zona di Dubai Marina", un'area di lusso nel centro della città.

Il prezzo medio di benzina, diesel e gasolio pre e post-guerra. I DATI

Dopo lo scoppio del conflitto in Iran, i costi al self service, sulla rete stradale, hanno registrato - come prevedibile - un importante aumento, parzialmente contenuto dal taglio delle accise deciso dal governo. Anche di questo si è parlato nella puntata del 3 aprile di "Numeri", l'approfondimento di Sky TG24.

Il prezzo medio di benzina, diesel e gasolio pre e post-guerra. I DATI

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Caccia Usa abbattuto, Trump: "Non influisce sui negoziati". VIDEO

Wsj: "In ambasciata Usa a Riad danni ingenti, più gravi di quanto reso noto"

Danni ingenti, più gravi di quanto reso noto sinora. E' la rivelazione del Wall Street Journal dopo l'attacco del mese scorso di droni iraniani contro l'ambasciata Usa in Arabia Saudita. Su quanto avvenuto il 3 marzo il giornale ha sentito ex funzionari americani e altri in servizio. La ricostruzione parla di un drone iraniano finito sul compound Usa a Riad e dell'esplosione di un altro poco dopo. Attacchi, nella notte, che hanno raggiunto un'area dell'ambasciata dove di giorno lavorano centinaia di persone e che hanno provocato danni ingenti in tre piani, sostengono le fonti del giornale. Colpito anche l'ufficio della Cia, affermano. E parlano di un incendio andato avanti per mezza giornata. Una fonte sostiene zone della rappresentanza diplomatica siano danneggiate in modo irreparabile. Il ministero saudita della Difesa aveva invece parlato di un incendio circoscritto e danni di lieve entità.

Iran, Meloni ripartita da Gedda: sforzi per soluzione diplomatica nel conflitto

Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è appena ripartita da Gedda (prima tappa della visita nella regione del Golfo, durante la quale sono previsti incontri anche con i leader di Qatar ed Emirati Arabi Uniti) dove ieri sera è stata ricevuta dal Principe Ereditario e Primo Ministro dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman. E' quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi. Il Presidente Meloni ha voluto esprimere, con la sua presenza, la vicinanza dell’Italia all’Arabia Saudita. 

Golfo, Giorgia Meloni lascia Gedda dopo l'incontro con Bin Salman

Golfo, Giorgia Meloni lascia Gedda dopo l'incontro con Bin Salman

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Iran, per l'intelligence "improbabile" che Teheran riapra Hormuz

E' "improbabile" che l'Iran apra presto lo Stretto di Hormuz. E' il monito contenuto in recenti rapporti di intelligence Usa esaminati dall'agenzia Reuters. Per Teheran il controllo sulla più vitale arteria petrolifera del mondo rappresenta l'unica vera leva nei confronti degli Stati Uniti, hanno detto tre fonti secondo cui l'Iran continuerà a bloccare lo stretto per mantenere alti i prezzi dell'energia e fare pressione su Donald Trump affinchè trovi una rapida via d'uscita dalla guerra. Secondo i rapporti la guerra, concepita per annientare la forza militare dell'Iran, potrebbe in realtà accrescerne l'influenza regionale, dimostrando la capacità di Teheran di minacciare le vie di navigazione. Trump ha cercato di minimizzare la difficoltà di riaprire lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita un quinto del commercio mondiale di petrolio e ieri ha lasciato intendere di poter ordinare alle forze statunitensi di riaprire il passaggio.

Hormuz

Iran, Pentagono: "365 militari feriti da avvio operazioni, 13 i caduti"

Sono 365 i militari Usa feriti dall'avvio, il 28 febbraio scorso, dell'Operazione 'Epic Fury' contro l'Iran. Lo ha reso noto nelle ultime ore il Pentagono, con un nuovo aggiornamento, come riporta il Wall Street Journal. Fra i feriti, si contano 247 soldati dell'Esercito, 63 della Marina, 36 dell'Aeronautica e 19 Marines. Tredici, come già noto, i caduti. 

Libano, sono indonesiani i 3 caschi blu feriti in esplosione nel sud

Sono indonesiani i tre caschi blu rimasti feriti ieri in un'esplosione nel sud del Libano. Lo hanno confermato dallo Un Information Centre (Unic) di Giacarta dopo che ieri Unifil aveva dato notizia del ferimento di tre peacekeeper, trasferiti in ospedale, a seguito di "un'esplosione all'interno di una postazione Onu nei pressi di El Adeisse". Non è chiara "l'origine dell'esplosione". 

Iran, la repressione non si ferma: giustiziati due oppositori

La guerra nel Golfo non ferma la macchina repressiva iraniana: due oppositori del regime sono stati giustiziati questa mattina perchè accusati di aver compiuto attacchi armati per conto dell'Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano. Lo hanno reso noto i media locali. 

Diverse esplosioni nelle zone a nord di Teheran

Diverse esplosioni sono state udite stamani in zone a nord della capitale iraniana Teheran. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera a più di un mese dall'avvio delle operazioni di Usa e Israele contro l'Iran a cui Teheran non manca di rispondere.

Israele, razzo Hezbollah contro Unifil, 3 i feriti

I tre caschi blu feriti ieri in un'esplosione nel sud del Libano sono cittadini indonesiani. Lo hanno comunicato le Nazioni Unite, dopo che pochi giorni fa, sempre in Libano, altri tre caschi blu dello stesso Paese sono stati uccisi. La Forza Provvisoria delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL) ha dichiarato che l'esplosione è avvenuta all'interno di una struttura ONU vicino a El Adeisse, ferendo tre peacekeeper che sono stati portati d'urgenza in ospedale. Due di loro sono rimasti gravemente feriti. Il Centro Informazioni delle Nazioni Unite (UNIC) a Jakarta ha confermato che erano tutti indonesiani.

Libano: bombardamenti a Beirut, Idf colpisce siti Hezbollah

I sobborghi meridionali di Beirut sono stati bombardati almeno due volte all'alba di oggi, secondo quanto riferito da un giornalista dell'AFP che ha sentito potenti esplosioni e visto il fumo salire nel cielo. Contemporaneamente, l'esercito israeliano ha annunciato sui social network di aver "iniziato a colpire le infrastrutture di Hezbollah a Beirut". 

Hezbollah, attacco con droni a nord di Israele

Hezbollah sostiene un attacco con droni al nord di Israele. Il gruppo armato libanese - fa sapere l'emittente Al Jazeera - afferma di aver attaccato le caserme militari israeliane di Liman, a nord della città di Nahariya, con uno "squadrone di droni d'attacco". L'attacco e' avvenuto alle 00:50 ora locale.

Iran abbatte 2 jet Usa, si cerca pilota disperso

L'abbattimento di due aerei americani da parte delle forze di difesa aerea iraniana e soprattutto il destino incerto di uno dei piloti, per il quale e' stata avviata una delicata e complessa operazione di ricerca e recupero, rischia di segnare una svolta nel conflitto in Medio Oriente che oggi entra nel suo 36esimo giorno. Quella di ieri per Donald Trump e la sua amministrazione e' stata una giornata da dimenticare cominciata nella mattinata con la notizia dell'abbattimento a Kohgiluyeh, nella provincia di Boyer-Ahmad, di un caccia F-15E, con tanto di immagini trasmesse dalla tv di Stato iraniana, che ha promesso una ricompensa in caso di cattura dei piloti americani. Uno dei membri dell'equipaggio, in realta', sarebbe stato tratto in salvo mentre di un secondo pilota non si sa nulla. Due elicotteri UH-60 Black Hawk coinvolti nelle operazioni di ricerca sono stati colpiti dal fuoco. Diversi militari a bordo sono rimasti leggermente feriti, ma tutti sono sani e salvi. "Se catturate vivi il/i pilota nemico/i e li consegnate alla polizia e alle forze armate iraniane, riceverete una ricompensa generosa", è stato il messaggio letto in tv dalla polizia. Per Trump, il fatto che un caccia statunitense si sia schiantato in Iran (una novità dall'inizio della guerra), con un pilota dato per disperso, non comprometterebbe i possibili negoziati con Teheran: "E' la guerra. Siamo in guerra", ha dichiarato durante un'intervista telefonica con NBC News. Ma mentre il presidente americano tentava di sminuire gli attacchi in vista di eventuali colloqui con la controparte, i mediatori hanno spiegato al 'Wall Street Journal' che gli sforzi per raggiungere un cessate il fuoco tra gli Stati Uniti e l'Iran, guidati dal Pakistan, sono "fermi". Secondo loro, l'Iran non e' disposto a incontrare i funzionari americani a Islamabad nei prossimi giorni e le richieste degli Stati Uniti "sono inaccettabili". La proposta di piano di pace inviata da Trump a Teheran pochi giorni fa è stata respinta proprio perché "eccessiva". Verso sera, poi, i media statali iraniani hanno reso noto che nel Golfo Persico si e' schiantato un secondo aereo americano da combattimento, un A-10 Warthog, probabilmente mobilitato per la ricerca del pilota dell'F-15E. Chi era alla guida dell'A-10 è riuscito a eiettarsi e a uscire fuori dal territorio iraniano. Ma la notizia del secondo abbattimento è bastata per far scattare festeggiamenti e celebrazioni per le strade di Teheran. Al Jazeera ha riferito di un intero Paese orgoglioso delle sue forze armate e del suo sistema di difesa militare, nonostante Trump avesse dichiarato in questi ultimi giorni, e ripetuto al mondo intero, che le capacità di difesa aerea del nemico erano state del tutto annientate.

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