Il presidente ucraino ha dichiarato che "Mosca ha colpito le centrali elettriche" all'indomani dell'annuncio di Trump di una tregua energetica tra Mosca e Kiev. Ma per il leader Usa il cessate il fuoco è stato violato da entrambe le parti. Il comandante supremo delle forze alleate in Europa Grynkewich: nella Nato "ci siamo addestrati, siamo pronti e lo saremo ancora di più domani e ogni giorno a venire"
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Per Donald Trump, "Putin vuole una tregua energetica più di Zelensky, Zelensky deve concentrarsi sul fare un accordo, non parlare". Secondo il presidente Usa, entrambi i leader hanno violato il cessate il fuoco.
Ma da Kiev il presidente ucraino attacca: "I russi continuano la loro campagna di terrore contro il nostro popolo, colpendo edifici residenziali e causando vittime. Questa sera, la Russia ha colpito un grattacielo residenziale a Kiev con un drone Shahed. Al momento si contano due vittime", ha scritto lunedì sera Volodymyr Zelensky su X.
Alexus G. Grynkewich, comandante supremo delle forze alleate in Europa, ospite del Warsaw Security Forum, ha dichiarato che nella Nato "ci siamo addestrati, siamo pronti e lo saremo ancora di più domani e ogni giorno a venire". La Nato, ha precisato il comandante, "non cerca la guerra con nessuno. Ma non devono esserci dubbi: qualora dovesse scoppiare un conflitto, bloccheremo e neutralizzeremo qualsiasi attacco e poi, se l'aggressione non dovesse cessare, annienteremo le forze che la stanno conducendo contro di noi".
Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è intervenuto al forum sulla Sicurezza a Varsavia dichiarando che "Mosca ha colpito le centrali elettriche", all'indomani dell'annuncio di Trump di una tregua energetica tra Mosca e Kiev. La Russia ha attaccato Zelensky, dichiarando che "non vuole fermare conflitto" e "per questo Trump vuole un nuovo leader". Mosca ha frenato sulla proposta di un cessate il fuoco di 60 giorni per poter organizzare elezioni in Ucraina, come chiesto da Trump. “Non vogliamo una tregua, ma una pace duratura e siamo pronti a fare tutto il possibile per realizzarla”, ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Sullo stop dei bombardamenti sui siti energetici di Russia e Ucraina, il Cremlino ha detto solo che “i contatti sono in corso”.
Intanto, Donald Trump ha difeso l'accordo con la Russia sul diesel. "Ho fatto la scelta giusta per gli americani. Sempre America First", ha scritto sul suo social Truth.
Per approfondire:
- Cos'è e come funzionail drone Gerbera con cui la Russia potrebbe colpire l'Italia
- Cosa prevede il piano Usa-Russia per la pace
- Guerra Ucraina, Zelensky all’Onu: “Putin deve essere fermato, le sanzioni ci rafforzano”
- Cosa sappiamo dell'operazione "Sentilla dell'Est" della Nato"
- Tomahawk, come funzionano i missili che potrebbero cambiare la guerra in Ucraina
- Da Bucha a Kramatorsk, fino all'ospedale pediatrico di Kiev: le peggiori stragi di civili
- Armi nucleari tattiche: cosa sono, le differenze con le strategiche, gli effetti
- I contributi del nostro inviato in Ucraina
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Trump: "Putin e Zelensky hanno violato cessate il fuoco"
Donald Trump ha accusato l'Ucraina di aver violato assieme alla Russia il cessate il fuoco annunciato ieri dal presidente degli Stati Uniti. "Analizzeremo cosa è successo perché entrambi hanno violato il cessate il fuoco", ha detto Trump, rispondendo a una giornalista che gli chiedeva un commento sull'attacco russo lanciato all'Ucraina domenica sera, poche ore dopo l'annuncio della tregua fatto dal presidente americano.
Accordo Trump-Putin, quattro nodi da sciogliere
Quattro incognite che confermano un dato già noto: il sostanziale disinteresse della Casa Bianca per le sorti di Kiev. Mettiamo ordine sui temi che sono sul tavolo cercando di capire che conseguenze avranno sul conflitto e sulla tenuta della Nato.
Accordo Trump-Putin, quattro nodi da sciogliere
Vai al contenutoTrump: "Dobbiamo convincere Zelensky a fare la pace con Putin"
"Dobbiamo convincere Zelensky, Putin vuole un accordo" per la pace tra Ucraina e Russia. Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, parlando alla stampa alla Casa Bianca prima di partire per un tour in Ohio in vista delle elezioni di medio termine.
Trump: "Russia e Ucraina hanno concordato tregua energetica perche' l'ho detto io"
Russia e Ucraina "hanno concordato" una tregua energetica "perché io ho detto che devono farlo". Lo ha affermato Donald Trump, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca prima di partire per l'Ohio. Violazioni della tregua ci sono da "entrambe le parti", ha aggiunto il presidente Usa, ribadendo che Putin e Zelensky "devono fare un accordo".
Trump: "Tregua energetica? Putin la vuole più di Zelensky"
Interpellato dai giornalisti alla Casa Bianca, prima di partire per l'Ohio, sul suoannuncio di una tregua energetica tra Russia e Ucraina Donald Trump ha dichiarato di ritenere "che Putin voglia raggiungere un accordo più di Zelensky".
Trump: "Putin vuole accordo. Zelensky lo deve fare"
"Putin vuole fare un accordo, Zelenskyy deve concentrarsi sul fare un accordo, non parlare", ha detto il presidente Usa Donald Trump.
Guerra Ucraina-Russia, cosa sappiamo sulla tregua annunciata da Trump
Il presidente Usa ha proclamato unilateralmente un cessate il fuoco che non ha, però, alcuna conferma ufficiale. Da Mosca solo silenzio, seguito dai raid sulle centrali elettriche denunciati tra la serata di ieri e stamattina da Zelensky. Il leader ucraino ironico: "Fateci sapere quando inizia la tregua". Ma poi dice: "Elezioni se Putin si ferma".
Guerra Ucraina-Russia, cosa sappiamo sulla tregua annunciata da Trump
Vai al contenutoFinancial Times: 'Russi minacciano dirigenti di aziende difesa'
I servizi segreti europei hanno avvertito i dirigenti delle aziende del settore della difesa in tutta Europa che la Russia sta intensificando i tentativi di assassinarli, nel tentativo di intimidire i partner dell'Ucraina, lo scrive il Financial Times. I rappresentanti di cinque diversi servizi segreti europei hanno affermato che il Cremlino ha ordinato un'espansione delle operazioni di sabotaggio e ibride in Europa per indebolire significativamente il sostegno a Kiev nei prossimi mesi.
Financial Times: 'Russi minacciano dirigenti di aziende difesa'
Vai al contenutoPence critica Trump: "Tradita l'eredità di Graham"
L'ex vice di Donald Trump nel primo mandato, Mike Pence, ha bocciato la decisione del presidente di togliere le sanzioni al diesel russo. "La decisione del presidente Trump di revocare le sanzioni sui combustibili russi, mentre Putin continua i suoi brutali attacchi contro obiettivi civili in Ucraina, non ha alcun senso ed è un tradimento dell'eredità e della leadership del compianto senatore Lindsey Graham", ha scritto l'ex vicepresidente, usando toni insolitamente duri nei confronti di Trump. "Mentre l'Ucraina lotta per la propria sopravvivenza, la macchina da guerra di Putin continua a portare avanti la sua guerra terroristica contro la popolazione civile, e ogni giorno muoiono innocenti ucraini", ha aggiunto Pence cha ha ricordato come "Putin non vuole la pace, ma vuole l'Ucraina".
Zelensky: "Usa hanno forza di spingere Mosca a vero cessate fuoco energetico"
"Gli Stati Uniti hanno certo la forza e la capacità di assicurare il 'silenzio', una vera e affidabile de-escalation, un vero e affidabile stop alla Russia, ci deve essere un vero progresso verso questo". E' quanto ha detto nel suo discorso serale Volodymyer Zelensky, sottolineando che l'Ucraina "continua le discussioni costruttive con il team del presidente Usa" e che "tutti in America conoscono la nostra posizione, e molti la sostengono". "L'Ucraina è pronta per un cessate il fuoco energetico - ha aggiunto - e noi siamo quelli che lo proponiamo ripetutamente. La Russia deve intraprendere passi verso questo silenzio, ma al momento ci sono allarmi aerei e raid tutto il giorno".
Polonia, ipotesi attentato a premier Tusk: arrestato un sospetto
È stato arrestato l'uomo sospettato di aver pianificato un attentato alla vita del primo ministro polacco, Donald Tusk. Lo ha annunciato su X lo stesso Tusk, che ha ringraziato la polizia "per l'azione rapida e decisa". In precedenza, i servizi segreti di Varsavia avevano convocato una conferenza stampa per spiegare che le minacce di morte ai danni del primo ministro erano "altamente credibili".
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Vai al contenutoMosca: "Abbiamo fornito all'Europa idrocarburi per 320 miliardi di dollari dal 2022"
La Russia ha dichiarato oggi di aver venduto ai Paesi europei idrocarburi per oltre 320 miliardi di dollari dal 2022, nonostante le sanzioni adottate nei suoi confronti a causa del conflitto in Ucraina. "La cifra ammonta a 320,7 miliardi di dollari (circa 286 miliardi di euro, ndr) per il periodo che va dal 2022 a oggi. Si tratta del valore delle forniture di risorse energetiche ai Paesi dell'Unione europea", ha detto in televisione il vicepremier russo responsabile dell'Energia, Aleksandr Novak. Secondo Novak, nei soli primi nove mesi del 2026 i Paesi europei hanno acquistato idrocarburi russi per 21,3 miliardi di dollari (circa 19 miliardi di euro). "In altre parole, nonostante le restrizioni legate alle sanzioni, continuiamo a fornire risorse energetiche in alcuni settori per i quali sono state concesse deroghe", ha aggiunto. Dall'inizio dell'offensiva su larga scala in Ucraina, l'Unione europea ha adottato numerose sanzioni contro la Russia. Tuttavia, diversi Paesi, tra cui la Francia, continuano ad approvvigionarsi di idrocarburi russi, in particolare di gas naturale liquefatto. Alcuni Stati, tra cui Slovacchia e Ungheria, beneficiano inoltre di deroghe che consentono loro di acquistare petrolio russo trasportato attraverso gli oleodotti. Il totale indicato da Mosca non comprende gli idrocarburi russi che raggiungono indirettamente l'Europa dopo essere stati trasformati in Paesi terzi, come l'India e la Turchia. Questi Paesi, al pari della Cina, hanno aumentato considerevolmente gli acquisti di greggio russo dal 2022. Questa situazione ha suscitato le critiche di esponenti politici statunitensi, tra cui il presidente Donald Trump, che venerdì ha annunciato un accordo per la fornitura di diesel russo ai mercati, con l'obiettivo di contribuire a contenere i prezzi in aumento a livello mondiale. Ieri il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent aveva criticato quella che ha definito l'"ipocrisia" degli europei, accusandoli di "continuare a finanziare Vladimir Putin" mentre "sostengono che non possiamo beneficiare di un sollievo sui prezzi del diesel".
Trump-Zelensky, dall'agguato nello Studio Ovale alle riconciliazioni
L'ultimo attacco frontale di Donald Trump nei confronti di Volodymyr Zelensky è solo la punta dell'iceberg di un rapporto turbolento tra i due leader, che affonda le sue radici ai tempi del primo mandato presidenziale del tycoon e ha come sfondo la fascinazione del presidente per Vladimir Putin. Ecco le tappe principali di un rapporto fatto di alti e bassi che non è mai decollato in maniera definitiva.
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Vai al contenutoZelensky: "Almeno due morti questa sera in attacchi russi a Kiev"
"I russi continuano la loro campagna di terrore contro il nostro popolo, colpendo edifici residenziali e causando vittime. Questa sera, la Russia ha colpito un grattacielo residenziale a Kiev con un drone Shahed. Al momento si contano due vittime", lo scrive il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su X. "Questa è un'ulteriore prova del fatto che la Russia deve subire una pressione maggiore. Sono loro a continuare questi attacchi brutali. Sono loro a prolungare la guerra. Anche ora, in risposta alla proposta americana, arrivano gli Shahed. - continua Zelensky su X - Confidiamo che gli Usa colgano questi segnali provenienti dalla Russia e agiscano con fermezza. Serve fermezza per costringere la Russia a porre fine a questa guerra".
Kiev attacca data center russi: "Cala la disinformazione di Mosca sui social"
L'Ucraina rivendica che recenti attacchi mirati contro data center del gigante tecnologico russo Yandex hanno portato a una diminuzione di attività di disinformazione online riconducibili a Mosca. "Su molte piattaforme social è diventato improvvisamente un po' più facile respirare. Molte persone se ne sono accorte. Ci sono meno odio, meno divisioni e meno provocazioni", ha sostenuto oggi il leader di Kiev, Volodymyr Zelensky, intervenendo al Security Forum di Varsavia. Il presidente ucraino ha aggiunto che, così, si sono ridotti i "bot" attivi in rete. "Ed è abbastanza chiaro da dove provenissero quei bot, se sono scomparsi quando Yandex è andato offline", ha osservato. Gli attacchi degli ultimi giorni contro strutture di Yandex, soprannominato il 'Google russo', sono stati almeno tre, l'ultimo ieri. Stando al sito di analisi web Cloudfare Radar, citato dall'Afp, dopo questo raid il traffico online su Yandex è "crollato del 99% rispetto alla settimana precedente". Numerosi utenti hanno interpretato ciò come la prova di una massiccia riduzione dell'attività dei 'bot' pro-Mosca. "Questi contenuti, nel mio stesso feed, sono già diminuiti in modo spettacolare", ha esultato su X Garry Kasparov, lo scacchista russo in esilio. La questione è stata discussa durante il Security Forum di Varsavia. "Dovremmo chiedere al signor Zelensky di colpire altri data center in Russia. Penso che potrebbe essere d'aiuto", ha affermato in questo contesto il premier lituano Mindaugas Sinkevicius. Anche diversi utenti dei social in Italia segnalano un calo dell'attività di bot ritenuti riconducibili ad attività di disinformazione pro-russa dopo gli attacchi ucraini. Tuttavia, esperti in materia sottolineano che al momento è difficile stabilire un simile rapporto di causa-effetto. "Al momento non esistono elementi che consentano di suffragare l'affermazione secondo cui l'attacco ai data center avrebbe messo a tacere le "fabbriche di troll del Cremlino", afferma Nikola Tulechki, specialista nel monitoraggio delle operazioni di disinformazione online per l'associazione Data for Good.
Ucraina, Rubio: 'Preoccupati che conflitto si estenda a altri Paesi'
Il segretario di Stato Usa ha parlato a un quotidiano greco, ribadendo la preoccupazione per la situazione di "stallo strategico" in cui si trova ora il conflitto: questo tipo di stalli, sostiene Rubio, "si risolvono o con il negoziato o con un'escalation da parte di una o di entrambe le parti". Gli Stati Uniti sono "preoccupati per la possibilità di un'operazione di sabotaggio in un paese confinante, che potrebbe sfuggire al controllo".
Ucraina, Rubio: 'Preoccupati che conflitto si estenda a altri Paesi'
Vai al contenutoAccordo Trump-Putin, perché è arrivato il via libera al diesel russo?
Perché Donald Trump ha deciso di comprare il diesel russo? È questa la domanda di cui Stefania Pinna ha discusso allo Sky Cube con Alessandro Marenzi, vicedirettore di Sky TG24, e Renato Coen, corrispondente da Bruxelles. Il presidente degli Stati Uniti infatti nei giorni scorsi ha stretto un accordo con Putin per le forniture di carburante. A dare l’annuncio è stato lo stesso Trump: “Ho appena concluso un colloquio di grande successo con il presidente russo Vladimir Putin”, ha scritto su Truth, spiegando quanto diesel Mosca fornirà al mercato globale nei prossimi mesi. Una mossa a sorpresa che ha causato importanti reazioni in tutto il mondo, e lo sconcerto in Ucraina: “Qualsiasi allentamento delle sanzioni contro la Russia, in assenza di un accordo chiaro e duraturo di de-escalation, rappresenta un'evidente debolezza”, ha attaccato Zelensky.
Accordo Trump-Putin, perché è arrivato il via libera al diesel russo?
Vai al contenutoZelensky: "Solo a Dobropillia la Russia perde 200 soldati al giorno"
"Le perdite russe in Ucraina sono aumentate negli ultimi mesi. Solo nell'area di Dobropillia, i russi stanno perdendo circa 200 soldati al giorno, che vengono uccisi. E hanno anche molti feriti gravi": lo sostiene in un post su X il leader di Kiev Volodymyr Zelensky, facendo riferimento a una zona del fronte situtata nella regione di Donetsk. "Stiamo fermando ogni tentativo nemico di avanzare o infiltrarsi", aggiunge il presidente ucraino.
Ucraina, Tajani: "Stop attacchi a siti energetici solo primo passo"
''Bisogna tutti quanti lavorare perchè si possa arrivare alla fine di questa guerra in Ucraina, che ha provocato centinaia e centinaia di migliaia di morti. Cosa fare? Se accettano entrambi di fermare gli attacchi sulle centrali energetiche, è un fatto positivo, ma è soltanto un primo passo: bisogna arrivare a una vera e propria tregua, a una pace". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ospite di '10 minuti' a Retequattro.
Telefonata Merz -Zelensky: "Tocca a Mosca approvare la tregua su energia"
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha avuto una telefonata con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Ne riferisce il portavoce del Kanzler Stefan Kornelius, in una nota, sottolineando che i due sono stati "d'accordo sul fatto che ora spetti alla Russia approvare la tregua per le infrastrutture energetiche". Il leader ucraino "ha informato il cancelliere sui massicci bombardamenti del weekend scorso, contro obiettivi civili e infrastrutture energetiche", si legge nella nota. "Merz ha manifestato la solidarietà della Germania alle ucraine e agli ucraini", continua.
Tajani: "Attacco Trump a Zelensky? Tocca a ucraini scegliere loro presidente"
"Come gli americani si scelgono il loro presidente, così gli ucraini si scelgono il loro presidente, non tocca a noi dire chi deve fare il presidente in questo o quel paese": lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in una intervista alla trasmissione '10 minuti' su Retequattro, rispondendo a una domanda sulla richiesta da parte di Trump che Zelensky molli e l'Ucraina elegga un nuovo presidente. "Detto questo - ha proseguito Tajani - bisogna lavorare tutti quanti per arrivare alla fine di questa guerra che ha provocato centinaia e centinaia di migliaia di morti. Se accettano entrambi di fermare gli attacchi sulle centrali energetiche è un fatto positivo ma è solo un primo passo, bisogna arrivare a una vera e propria tregua". Ricordando che oggi Unione Europea ha inflitto altre sanzioni a Mosca, il ministro degli Esteri ha assicurato che "le sanzioni servono, perché mettono in difficoltà il sistema economico russo per convincere Putin a sedersi al tavolo e trovare una soluzione con Zelensky, con una garanzia anche dell'Europa che é determinante perché senza l'Europa non si possono togliere le sanzioni alla Russia. Io rivendico il ruolo dell'Europa per costruire la pace".
Polonia, rogo stazione Starlink: arrestati 2 turchi in Germania
La Germania ha posto in stato di fermo due cittadini turchi sospettati di aver incendiato una stazione Starlink in Polonia; lo ha dichiarato lunedi' sera il primo ministro polacco Donald Tusk, definendo l'incendio, avvenuto a fine settembre, un atto di "guerra ibrida". "Su richiesta dei servizi polacchi, la polizia tedesca ha fermato due cittadini turchi sospettati di aver incendiato una stazione Starlink in Masovia" (centro-est), ha riferito Tusk su X, denunciando che "si tratta di un nuovo atto di guerra ibrida". I due sospettati "risponderanno delle loro azioni davanti alla giustizia polacca", ha aggiunto. La stazione, di proprieta' dell'azienda pubblica di telecomunicazioni Exatel, serve in particolare a instradare il traffico Internet attraverso la Polonia, anche verso l'Ucraina, secondo quanto riferito dal ministro per gli Affari digitali, Krzysztof Gawkowski. È inoltre utilizzata dai sistemi SpaceX che garantiscono la connettivita' tramite i terminali Starlink. L'attacco è avvenuto di notte, a fine settembre, e la stazione e' rimasta operativa anche dopo l'incendio. Il giorno seguente, Gawkowski aveva dichiarato all'emittente pubblica TVP Info che "questo atto di sabotaggio mirava deliberatamente a mettere fuori servizio la stazione, interrompendo così l'accesso a Internet per diverse istituzioni, tra cui l'esercito ucraino". La Polonia, Stato membro della Nato e dell'Unione Europea situato sul fianco orientale di entrambi i blocchi, ha accusato la Russia di "sabotaggio" in diverse occasioni dopo l'invasione su larga scala dell'Ucraina da parte di Mosca nel 2022. La Polonia è diventata il principale snodo per l'invio di aiuti militari e umanitari occidentali a Kiev. Il mese scorso, Donald Tusk ha avvertito che i piani della Russia nell'ambito della guerra contro l'Ucraina prevedevano attacchi "ibridi" con droni e missili contro gli alleati di Kiev.
Ucraina, von der Leyen: "Mai sola, sanzioni alla Russia finché la guerra non finirà"
"L'Ucraina non resterà mai sola". La presidente della Commissione europea Ursula, von der Leyen, ha ribadito il sostegno europeo a Kiev e ha assicurato che le sanzioni contro Mosca resteranno in vigore finché la guerra non sarà finita. "Sia chiaro: non toglieremo le sanzioni finché la guerra non finirà", ha dichiarato alle giornate di studio del Ppe a Taormina. L'assistenza complessiva dell'Ue all'Ucraina, ha ricordato, ha raggiunto i 230 miliardi di euro.
Ucraina, Tajani: "Non sta a noi scegliere presidente per altri"
"Come gli americani si scelgono il loro presidente, sono gli ucraini che devono scegliere il loro. Non tocca a noi dire chi deve fare il presidente in questo o quel Paese". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, partecipando al programma '10 minuti' su Rete4. Per il titolare della Farnesina, "bisogna tutti quanti lavorare perche' si possa arrivare alla fine di questa guerra che ha provocato centinaia e centinaia di migliaia di morti. Se accettano entrambi di fermare gli attacchi sulle centrali energetiche e' un fatto positivo, ma e' soltanto un primo passo. Bisogna arrivare a una vera e propria tregua e una pace". Quanto alle nuove sanzioni inflitte oggi dall'Ue a oltre 1.500 russi, "servono perche' mettono in difficolta' l'economia e il sistema economico russo. Per convincere Putin a sedersi al tavolo e trovare una soluzione con Zelensky", ha proseguito Tajani, sottolineando che "senza l'Europa non si possono levare le sanzioni alla Russia". "Quindi io rivendico il ruolo fondamentale dell'Europa per costruire la pace".
Ucraina, attacco con droni su Kiev: un morto e 11 feriti
È di almeno una persona morta e 11 ferite il bilancio dell'ennesimo attacco con droni su Kiev. Lo ha indicato su Telegram il sindaco della capitale ucraina, Vitali Klitschko, precisando che il raid è stato condotto sul distretto di Darnytskyi, dove un velivolo senza pilota ha colpito un edificio residenziale. I soccorritori e il personale medico sono sul posto per prestare assistenza.
Premier lituano: "Accordo tra Putin e Trump atto immorale e disonorevole"
L'accordo tra la Russia di Vladimir Putin e gli Stati Uniti di Donald Trump sull'immissione del diesel russo sui mercati internazionali è "un atto vergognoso e disonorevole". Lo ha detto il primo ministro lituano, Mindaugas Sinkevicius, in un'intervista rilasciata all'emittente televisiva Sky News. "Non so nemmeno se l'accordo sia già in essere o solo una dichiarazione politica. Non ho visto alcun vero accordo scritto. Ho visto solo tweet e dichiarazioni politiche, ma non un vero accordo", ha aggiunto Sinkevicius.
Drone contro edificio residenziale a Kiev, un morto e 5 feriti
Nel quartiere di Darnytskyi a Kiev, una persona è rimasta uccisa e cinque ferite quando un drone russo ha colpito un edificio residenziale a più piani. Come riporta Ukrinform, lo ha annunciato il sindaco di Kiev Vitali Klitschko su Telegram . "Nel quartiere di Darnytskyi, un drone ha colpito un edificio residenziale di 25 piani all'altezza dei piani dal 12° al 16°. Nel cortile dell'edificio sono inoltre in fiamme alcune auto", ha affermato Klitschko.
Picierno: "Ambasciatore russo Paramonov strizza l'occhio a 5 Stelle e FN"
"L'ambasciatore russo Paramonov indica il Movimento 5 Stelle e Futuro Nazionale tra gli interlocutori per riaprire il dialogo con Mosca e guarda con favore alle forze politiche che si oppongono al sostegno all'Ucraina. Conte e Vannacci chiariscano se esponenti e parlamentari dei loro partiti abbiano incontrato Paramonov, quando e su quali temi". Lo dichiara in una nota Pina Picierno (Spazio Pubblico), vicepresidente del Parlamento europeo. "È necessario sapere se e quanto la loro posizione sull'Ucraina sia in linea con gli interessi del Cremlino. Non parliamo di pace o di opinioni legittime, ma di sicurezza nazionale e tutela della nostra democrazia. È una contraddizione che tanto la destra quanto il campo largo sono chiamati definitivamente a chiarire: una proposta di governo non può continuare ad assecondare posizioni ambigue su questo tema. Chi aspira a governare l'Italia deve spiegare agli italiani quali rapporti intrattiene con Mosca. La trasparenza sulla nostra collocazione internazionale non è negoziabile", conclude.
Ucraina, von der Leyen: "Coprirne esigenze bilancio e difesa 2027"
È l'Ucraina "la prima linea della difesa" dell'Unione europea. A ribadirlo è stata Ursula von der Leyen intervenendo agli Study Days del Ppe che si tengono a Taormina. L'Ucraina "combatte per la nostra libertà, la nostra sicurezza e i nostri valori", ha aggiunto la presidente della Commissione europea. L'Ue, ha sottolineato, ha dato all'Ucraina "un sostegno totale pari a 230 miliardi di euro", mentre "le nostre sanzioni stanno mettendo sotto pressione l'economia russa. Voglio essere chiara: non revocheremo le sanzioni finche' la guerra non avrà fine". "Ma dobbiamo fare di più. Per il 2026, le esigenze di bilancio e militari dell'Ucraina sono coperte, a condizione che il Paese attui le riforme promesse. È iniziato il lavoro per individuare ulteriori necessità di bilancio e di difesa per il 2027. Parallelamente, sosteniamo l'Ucraina nei progressi verso i negoziati di pace".
L'ambasciatore Formosa incontra il ministro delle Finanze ucraino
L'ambasciatore d'Italia in Ucraina, Carlo Formosa, ha incontrato il ministro delle Finanze ucraino, Sergii Marchenko, per fare il punto sul fabbisogno finanziario del Paese per il 2026 e il 2027, alla luce delle crescenti esigenze di bilancio legate al protrarsi della guerra. Il colloquio si è concentrato sulle risorse necessarie per affrontare gli ultimi mesi dell'anno e sulle prospettive di copertura per il 2027, con particolare attenzione al contributo dell'Unione europea e degli altri partner internazionali. Tra i temi affrontati, anche le prossime scadenze del programma con il Fondo Monetario Internazionale e l'importanza di assicurare finanziamenti tempestivi e prevedibili per sostenere la tenuta delle finanze pubbliche ucraine. L'incontro ha consentito di approfondire le priorità del Governo ucraino e le possibili soluzioni per rispondere alle esigenze finanziarie del Paese in un contesto in continua evoluzione.
Polonia: "Arrestati in Germania due turchi per incendio a stazione Starlink"
"La polizia polacca e l'Agenzia federale per la sicurezza e l'intelligence, in collaborazione con i servizi segreti tedeschi, hanno arrestato in Germania due cittadini turchi ritenuti responsabili dell'incendio doloso della stazione Starlink di Wola Krobowska". Lo rende noto su X il ministro degli Interni polacco Marcin Kierwiński. "Le accuse - specifica - includono sabotaggio e sovversione a favore di servizi segreti stranieri"
Calenda: "Trump odia l'Ue. Rafforziamo Unione altrimenti diventeremo colonie"
"Trump è apertamente antiucraino, apertamente vicino a Putin e odia l'Unione Europea. L'Unione Europea vive il suo periodo più pericoloso dal '45, perché la Cina dal punto di vista commerciale, la Russia verso i paesi Baltici e verso la Polonia, gli Stati Uniti che ci vogliono soggetti in particolare su tutta la parte tecnologica, tutti vogliono disgregare l'Unione Europea ed e' il vero rischio di cui nessuno parla oggi". Lo ha detto a Bari il senatore e segretario di Azione Carlo Calenda alla presentazione del suo volume 'Difendere la libertà. L'ora dell'Europa'. Per Calenda, la soluzione alla crisi Ue dovrebbe consistere nel rafforzare "la capacità dell'Unione Europea, che è l'unico soggetto oggi, che può fare debito comune. L'Unione Europea può emettere 1000 miliardi di debito senza nessun problema, diventando anzi un asset pregiatissimo, perché il livello medio dei debiti dell'Unione Europea, non grazie a noi, è molto più basso di quello degli Stati Uniti e con quei soldi si può fare una fortissima politica di indipendenza energetica, e di indipendenza dalla Nato americana". "Questa è l'unica cosa che possiamo fare, se no diventeremo delle colonie", conclude.
Costa: "Avanti con adesione di Kiev e Chisinau, aprire presto gli altri cluster"
Plauso del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa alla decisione odierna degli Stati membri dell'Ue di aprire altri due cluster negoziali di adesione con l'Ucraina e la Moldavia. "Auspichiamo di poter aprire tutti i restanti cluster il prima possibile" ha scritto su X, accogliendo con favore anche "la decisione di chiudere altri tre capitoli negoziali con il Montenegro e uno con l'Albania". "L'allargamento dell'Ue - ha sottolineato - continua a progredire, grazie alle riforme nei Paesi candidati e al forte impegno dell'Unione". "Il vostro futuro - ha concluso - è in Ue. Continuiamo su questa strada!".
Zelensky: "Per tutto il giorno bombe e droni dai russi sull'Ucraina"
"Per tutta la giornata sono scattati gli allarmi aerei in tutta l'Ucraina, vengono impiegati i droni russi 'shahed' e continuano i bombardamenti aerei": lo afferma su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, aggiungendo che "se questi attacchi rappresentano davvero la risposta della Russia" all'annuncio di una tregua da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, "significa che i russi hanno sprecato un'altra opportunità per avvicinare la pace". A detta di Zelensky, 'molto dipende dalla posizione dell'America affinché la de-escalation possa effettivamente riuscire", ed è "necessario esercitare pressioni sulla Russia". Il governo di Kiev, aggiunge il presidente ucraino, "continua a comunicare con la controparte americana a tutti i livelli", con "contatti quotidiani con il team de presidente americano", mentre l'Ucraina "è pronta per decisioni reali e passi per la de-escalation".
Difesa, Crosetto: "Proficuo incontro con ministro Lituania"
"Oggi ho avuto un proficuo incontro con Edvinas Griksas, ministro dell'Economia e dell'Innovazione della Lituania, che ha ringraziato l'Italia per il fondamentale contributo di personale e velivoli alle attivita' Nato di Air Policing e Air Defence a protezione del suo Paese". Lo dichiara il ministro della Difesa Guido Crosetto. Al centro del colloquio, si legge in un post su X, "il rafforzamento della cooperazione bilaterale nei settori industriale e tecnologico della Difesa e il consolidamento dell'architettura di sicurezza europea, in una prospettiva che vada oltre il perimetro dell'Ue a 27. L'obiettivo - conclude Crosetto - e' sviluppare capacita' interoperabili per contrastare le minacce, in particolare quelle ibride e cyber, a beneficio di tutte le nazioni del nostro Continente".
Ue, Costa: "Bene apertura cluster Ucraina. Allargamento continua"
"Accolgo con favore la decisione odierna degli Stati membri dell'UE di aprire due ulteriori cluster di negoziati con l'Ucraina e la Moldova. Attendiamo con impazienza l'apertura di tutti i cluster rimanenti il prima possibile". Lo scrive il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa sui social appredendo del via libera del Consiglio Affari Esteri di aprire nuovi capitoli negoziali sull'adesione ucraina alla Ue. "Accolgo inoltre con favore la decisione di chiudere tre ulteriori capitoli di negoziato con il Montenegro e uno con l'Albania. L'allargamento dell'UE continua ad avanzare, spinto dalle riforme nei paesi candidati e dall'impegno forte dell'UE. Il vostro futuro e' nell'UE" ha concluso Costa.
Presidenza Ue: "Domani nuovo Super Tuesday per Ucraina, Moldavia e Albania"
Dopo il "Montenegro Monday", un nuovo "Super Tuesday" per l'allargamento dell'Unione europea, con passi avanti per Albania, Moldova e Ucraina. Il ministro irlandese per gli Affari europei, Thomas Byrne, ha annunciato, a nome della presidenza di turno Ue, che tutti gli Stati membri hanno raggiunto un accordo per aprire i cluster 2 e 3 dei negoziati di adesione con Ucraina e Moldavia (rispettivamente mercato interno e competitività e crescita inclusiva), chiudere tre capitoli negoziali con il Montenegro (17, politica economica e monetaria; 18, statistica e 19, politica sociale e occupazione) e il capitolo 20 con l'Albania (imprenditorialità e politica industriale).
Ministro austriaco difende l'arresto di reporter ucraini
Il ministro dell'Interno austriaco Gerhard Karner ha difeso l'operato della polizia dopo l'arresto temporaneo a Vienna del giornalista investigativo ucraino Mychajlo Tkatsch e del suo cameraman Jaroslaw Bondarenko. Sulla vicenda chiedono chiarimenti le organizzazioni dei giornalisti e l'ambasciata ucraina. "Gli arresti non sono mai una situazione semplice. Ma non ho motivo di dubitare che anche in questo caso la polizia abbia agito secondo il principio di proporzionalità", ha dichiarato Karner, esponente del Partito popolare austriaco (Ovp), al notiziario di mezzogiorno della radio pubblica O1. Il ministro ha inoltre precisato che la procura di Vienna continua a indagare su quattro persone, tra cui i due giornalisti. Altri due cittadini ucraini, arrestati all'inizio della scorsa settimana con il sospetto di attività di intelligence clandestina ai danni dell'Austria, si trovano in custodia cautelare a Vienna. Una portavoce dell'ambasciata ucraina ha dichiarato all'agenzia Apa che la rappresentanza diplomatica si è rivolta ufficialmente alle autorità austriache competenti ed è in attesa di una risposta. L'Associazione dei giornalisti europei (Aej) ha chiesto alle autorità di chiarire i presupposti giuridici e fattuali dell'operazione, l'uso della forza nei confronti dei giornalisti e il trattamento loro riservato durante la detenzione. Sul caso è intervenuto anche Christian Hafenecker, segretario generale del Partito della libertà austriaco (Fpo), chiedendo a Karner di chiarire se gli arresti siano scaturiti da segnalazioni provenienti da Kiev. Secondo Hafenecker, i giornalisti stavano indagando su un presunto caso di corruzione nell'apparato di potere ucraino. L'esponente della Fpo ha inoltre sollecitato la ministra degli Esteri Beate Meinl-Reisinger a convocare l'ambasciatore ucraino.
Zelensky contesta Trump: "Ucraina non colpevole crisi energia"
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha contestato la valutazione del leader Usa, Donald Trump, sulle cause dell'aumento dei prezzi del diesel, indicando la responsabilità della crisi nel blocco dello Stretto di Hormuz. "Tutti capiscono che il prezzo del diesel non dipende dai nostri attacchi al settore del diesel in Russia", ha ribadito Zelensky in un'intervista a Fox News. "Tutti capiscono che dipende dal blocco dello Stretto di Hormuz", ha aggiunto.
Ucraina, Weber: "Ppe continua a impegnarsi per il sostegno al paese"
"Il PPE si è impegnato e continuerà ad impegnarsi fortemente per il sostegno all'Ucraina. Questo rimane un punto fondamentale della nostra azione politica e dialoghiamo e collaboriamo con tutte le forze politiche che lavorano in questa stessa ottica". Così il presidente del Partito popolare europeo e del gruppo PPE al Parlamento europeo, Manfred Weber, arrivato a Taormina per gli Study Days. Weber ha poi confermato la posizione del PPE "a difesa" dell'Ucraina.
Dmitriev: "Non vogliono nostra cooperazione con Usa perché ne comprendono i benefici"
"I nemici della cooperazione economica ed energetica tra Stati Uniti e Russia si oppongono con tanta forza proprio perché ne comprendono i grandi benefici per il mondo e per la pace". Lo scrive su X Kirill Dmitriev, il consigliere del presidente russo Vladimir Putin per la cooperazione economica e gli investimenti esteri e negoziatore con gli Stati Uniti.
Zelensky a Trump: "Solo popolo può cambiare leader Ucraina"
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha ricordato a Donald Trump che "se vuole cambiare il leader in Ucraina, deve sapere che solo il nostro popolo può farlo". "Io sono pronto per le elezioni", ha detto in un'intervista a Fox News, "ma abbiamo bisogno di almeno 60 giorni per garantire la sicurezza delle infrastrutture in vista delle elezioni". La Russia ha già rifiutato di concedere una tregua prolungata e Mosca si è offerta solo di fermare le ostilità nel giorno delle elezioni.
Kasparov: "Per fermare Putin è necessario dire che Kiev deve vincere la guerra"
"A differenza di una partita a scacchi, la guerra in Ucraina non prevede il pareggio. Non c'è modo di negoziare una via d'uscita. O l'Ucraina, Dio non voglia, crolla, oppure il regime di Putin cade. Tutto qui, ci sono solo due opzioni. Finché Putin rimarrà al potere, la guerra continuerà". Lo ha detto il leader di Renew Democracy Initiative Garry Kasparov, ex campione di scacchi e attivista russo, intervenendo al Forum sulla Sicurezza di Varsavia. "L'unico modo per fermare Putin è assicurarci di avere il coraggio di dire che l'Ucraina deve vincere e la Russia deve perdere", ha aggiunto parlando soprattutto della postura dei Paesi dell'Unione europea nei confronti della guerra in Ucraina. "L'Europa intrattiene rapporti commerciali con la Russia, - ha affermato - come faremo a vincere la guerra? Non serve una coalizione di volenterosi, serve una coalizione di vincitori". Kasparov ha inoltre insistito sulle "operazioni sotto copertura" di Vladimir Putin nei Paesi Ue. "Ha fatto un ottimo lavoro - ha proseguito - creando forze politiche filo-russe praticamente in ogni Paese importante. Credo che solo la Svezia e la Finlandia non abbiano partiti politici che sostengano apertamente la Russia. Putin ha investito miliardi e miliardi per comprarsi favori, corrompere politici, creare forze politiche e sostenere fazioni filo-russe". Infine, un passaggio sulla politica statunitense: "tutto ciò che Trump ha fatto, tutto ciò che ha mai detto, ha sempre aiutato Vladimir Putin".
Kallas: "Ue con sanzioni ha tolto a Russia mille miliardi di euro"
Le sanzioni dell'Ue hanno sottratto alla Russia risorse che avrebbe potuto usare per la guerra in Ucraina pari a circa "un bilione", mille miliardi, di euro, una stima che "viene dai servizi di intelligence e che condiviamo con gli Stati membri. I numeri sono corretti". Lo dice l'Alta Rappresentante dell'Ue Kaja Kallas, in conferenza stampa a Lussemburgo.
Kallas: "Ciò che conta di più ora è che l'Ucraina sopravviva"
"Credo che la cosa più importante in questo momento sia che l'Ucraina sopravviva". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas al termine del Consiglio Affari Esteri.
Russia, Kallas: "Protocollo emergenza contro attacchi ibridi"
Per contrastare "gli attacchi ibridi" della Russia agli Stati membri dell'Ue occorrerebbe un "protocollo di sicurezza di emergenza", con discussioni "a livello politico", ma anche dotato di "strumenti" che gli Stati membri possano "usare", perché "dobbiamo essere più efficaci nella deterrenza contro questi attacchi". Lo dice l'Alta Rappresentante dell'Ue Kaja Kallas, a Lussemburgo in conferenza stampa. Durante il Consiglio Affari Esteri "si è discusso anche della situazione nel Mar Nero", conclude.
Kallas: "L'Ue si ponga l'obiettivo della vittoria, Mosca non deve vincere"
"Credo che sia molto importante porci anche noi come obiettivo la vittoria, il che significa che la Russia non può vincere questa guerra, perché altrimenti ne avremmo altre. Non possiamo permettere che l'Ucraina ceda alle pressioni a cui è attualmente sottoposta, perché in tal caso l'aggressione verrebbe semplicemente premiata". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas al termine del Consiglio Affari Esteri rispondendo ad una domanda su quale debba essere la teoria della vittoria dell'Ue, ora che la Nato ha presentato la sua. Tocca però "all'Ucraina", ha sottolineato, "definire" i confini della vittoria.
Kallas: "C'è accordo politico sui limiti ai visti per i russi, lavoro tecnico"
"Credo che in questo momento la cosa più importante sia il messaggio politico e l'accordo politico c'è già, ora dobbiamo solo definire gli aspetti tecnici". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas al termine del Consiglio Affari Esteri a proposito delle richieste di limitare i visti turisti per i russi e l'ingresso nell'Ue dei veterani del conflitto in Ucraina.
Russia, Kallas: "Contro attacchi ibridi 22 pacchetto sanzioni"
"Riguardo all'escalation degli attacchi ibridi della Russia e alla nostra risposta collettiva, i ministri sono stati chiari: occorre affrontare la questione in modo organico, anziche' reagire ai singoli episodi. In cima alla nostra lista figurano, in primo luogo, ulteriori sanzioni, compreso il 22 pacchetto sanzionatorio". Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, in conferenza stampa al termine del Consiglio Affari esteri a Lussemburgo. "In secondo luogo, una piu' rigorosa applicazione delle sanzioni; in terzo luogo, azioni piu' incisive contro la flotta ombra; in quarto luogo, l'attribuzione degli attacchi ibridi; e, in quinto luogo, una migliore condivisione dell'intelligence", ha aggiunto Kallas.
Ucraina, Kallas: "Condividere rischi frozen asset tra stati"
Il protrarsi della guerra in Ucraina e il deficit di bilancio di Kiev, hanno riportato il tema dell'utilizzo dei frozen asset nel dibattito. Secondo l'Alto Rappresentante per la Politica Estera Kaja Kallas "la Russia dovrebbe risarcire i danni che sta causando, ed e' per questo che la questione dei beni congelati e' tornata sul tavolo. Credo che questa discussione continuera' perche' in definitiva si tratta di condividere i rischi tra gli Stati membri. Ma e' importante che la questione non venga accantonata". In passato l'utilizzo dei beni congelati per finanziare il prestito all'Ucraina era stato bloccato dalle riserve del Belgio che custodisce presso Euroclear la maggior parte dei beni russi congelati per effetto delle sanzioni. "Non vediamo alcun segnale da parte della Russia che indichi una possibile pace al momento, dobbiamo aiutare l'Ucraina a sopravvivere" ha concluso Kallas.
Guerra in Ucraina, lo schieramento della Nato sul fronte Est. VIDEO
Guerra in Ucraina, lo schieramento della Nato sul fronte Est | Video Sky - Sky TG24
Vai al contenutoUe, Kallas: "Limitare visti russi per sicurezza interna"
"Un elemento importante è ridurre i rischi per la sicurezza all'interno dei nostri confini: è per questo che abbiamo discusso anche delle questioni relative agli attacchi ibridi, della limitazione dei movimenti dei diplomatici russi e della riduzione del numero di visti turistici russi; ed e' fondamentale lavorare a una rapida attuazione del divieto d'ingresso per gli ex combattenti russi". Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, in conferenza stampa al termine del Consiglio Affari esteri a Lussemburgo. "Quanto alla nostra risposta collettiva, serve un meccanismo che consenta di consultarsi e di agire rapidamente: per questo proporremo un protocollo di sicurezza d'emergenza nell'ambito della nostra strategia europea di sicurezza. Esso dovra' essere accompagnato da una serie di strumenti di risposta pronti all'uso", ha aggiunto, in riferimento al meccanismo annunciato dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel discorso sullo Stato dell'Unione.
Kallas: "Supporto ministri Ue a tregua ma Mosca non la rispetta"
"Oggi, tra i ministri, è emerso sostegno a una tregua sugli attacchi alle infrastrutture energetiche tra Ucraina e Russia, a condizione che Mosca la rispetti. Ma un cessate il fuoco non puo' funzionare se solo una delle parti lo onora". Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, in conferenza stampa al termine del Consiglio Affari esteri a Lussemburgo. "Solo nell'ultima settimana, gli attacchi russi hanno ucciso piu' di 150 civili ucraini. La Russia ha colpito i ponti di Kiev, le navi cariche di grano nel Mar Nero, ha colpito centrali elettriche e bombardato l'Accademia nazionale delle scienze di Kiev. Non sono queste le azioni di un Paese che cerca la pace", ha aggiunto.
Ucraina, Kallas: "Domani apertura 2 capitoli allargamento"
"Sono molto lieta che l'Ucraina abbia approvato oggi le leggi necessarie per l'apertura, prevista per domani, di due cluster di allargamento. Il futuro dell'Ucraina e' nell'UE, e anche gli Stati membri ci hanno confermato che domani tutto dovrebbe procedere senza intoppi". Lo ha detto l'Alto Rappresentante per la Politica estera e la Sicurezza Kaja Kallas nella conferenza stampa al termine del Consiglio Affari Esteri a Lussemburgo.
Zelensky ringrazia Ue per nuove sanzioni a Russia
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha ringraziato l'Ue "per aver adottato un nuovo pacchetto di sanzioni contro il complesso militare-industriale russo". "Ringrazio il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, e tutti gli Stati membri dell'Ue per aver adottato un nuovo pacchetto di sanzioni Ue contro il complesso militare-industriale russo", ha scritto il leader di Kiev su X. "E' sempre piu' evidente che la Russia non e' disposta ad accettare una tregua energetica proposta dagli Stati Uniti e intende proseguire i suoi attacchi aerei terroristici contro la nostra popolazione e le nostre comunita'", ha ribadito Zelensky. "Solo nella giornata di oggi, i russi hanno colpito 6 impianti energetici in Ucraina. Trentatre' persone sono rimaste ferite in tutto il Paese. Ecco cosa accade quando la Russia intravede la prospettiva di maggiori entrate per la propria macchina bellica", ha denunciato il presidente ucraino. "Pertanto, esercitare maggiore pressione sulle entita' russe - in particolare su quelle coinvolte nella produzione di missili balistici e droni Shahed - rappresenta il segnale giusto e indispensabile se vogliamo davvero porre fine alla guerra della Russia", ha concluso, ringraziando "tutti coloro che si impegnano per rendere possibile la pace attraverso la forza".
Zelensky: "Sempre più evidente che Mosca non accetta la tregua energetica"
"È sempre più evidente che la Russia non è disposta ad accettare la tregua energetica proposta dagli Stati Uniti e intende proseguire i suoi attacchi aerei terroristici contro la nostra popolazione e le nostre comunità. Soltanto oggi, i russi hanno attaccato sei infrastrutture energetiche in Ucraina. In tutto il Paese, 33 persone sono rimaste ferite": lo ha denunciato su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, "Questo è ciò che accade quando la Russia intravede la prospettiva di maggiori entrate per la propria macchina bellica. Pertanto, esercitare ulteriori pressioni sulle entità russe, in particolare su quelle coinvolte nella produzione di missili balistici e di droni 'Shahed', è un segnale giusto e indispensabile", ha aggiunto il leader di Kiev, che nel suo post ringrazia le autorità europee per il nuovo pacchetto di sanzioni contro Mosca adottato dall'Ue. Zelensky ha dichiarato che la scorsa notte l'Ucraina non ha attaccato alcun impianto energetico in Russia, ma che è stata la Federazione Russa a colpire stazioni di servizio, infrastrutture energetiche e altri impianti. Il capo dello Stato lo ha annunciato in un'intervista a Fox News, le cui citazioni sono state pubblicate su Telegram, secondo quanto riportato da Ukrinform. "Non annunciamo mai le nostre prossime mosse nell'ambito delle nostre operazioni. Ieri sera non abbiamo attaccato alcun impianto energetico in territorio russo perché il presidente Trump ha dichiarato che ci sarebbe stata una tregua energetica tra Ucraina e Russia. Non abbiamo attaccato mentre la Russia colpiva le nostre stazioni di servizio, le infrastrutture energetiche e altri impianti", ha affermato Zelensky.
Russia, Xinhua ironizza su Trump: "Divieti valgono solo per altri"
Le regole di Donald Trump non valgono per Donald Trump. La decisione del presidente americano di sospendere le sanzioni a Mosca e importare diesel russo hanno scatenato l'ironia dell'agenzia di stampa Xinhua, organo ufficiale del governo cinese. In un breve video animato pubblicato sugli account social di Xinhua, Trump è ritratto come un'aquila che ordina ai pulcini di non usare bidoni di combustibile russo. "Nessuno può prenderli o ci saranno gravi conseguenze", tuona. Poi arriva un blackout e l'aquila-Trump dice a se' stesso ad alta voce: "Cosa? E' andata via di nuovo la luce???". Immediatamente corre a prendere un bidone di carburante con cui avvia un generatore. Così la luce torna a casa sua mentre gli altri restano al buio. Alle proteste dei pulcini, l'aquila americana replica: "Le regole sono per voi. Le eccezioni per me".
Trump: "Ue ha pagato 250 miliardi alla Russia per l'energia, la mia scelta giusta"
Donald Trump difende l'accordo con la Russia sul diesel. "Ho fatto la scelta giusta per gli americani. Sempre America First", ha scritto sul suo social Truth. "L'Unione Europea ha pagato alla Russia 250 miliardi di dollari per l'energia, e i media che diffondono fake news non vogliono nemmeno avvicinarsi a questa storia. Ho fatto la scelta giusta per il popolo americano: sempre America First", ha aggiunto.
Wsj: "L'accordo di Trump con la Russia un insulto, alimenta la guerra"
L'accordo di Donald Trump con la Russia per il diesel è un "insulto" alla memoria del senatore repubblicano amico del presidente Lindsey Graham. Lo afferma il board editoriale del Wall Street Journal, criticando l'intesa di Trump con Vladimir Putin che non fa altro che aiutare la Russia senza provocare la pace. La critica del Wall Street Journal, quotidiano dell'impero di Rupert Murdoch, conferma i malumori all'interno del partito repubblicano per l'accordo di Trump, definito già da un gruppo bipartisan di senatori "illegale".
Finlandia chiede stop Ue a visti turistici per i russi
La Finlandia ha chiesto all'Unione Europea di vietare il rilascio di visti turistici ai cittadini russi finché Mosca non metterà fine all'invasione dell'Ucraina. A sollecitare la stretta è stata la ministra degli Esteri di Helsinki, Elina Valtonen, che ha esortato la Commissione europea a introdurre criteri più restrittivi per l'esame delle richieste di visto e a modificare la normativa Ue per rendere possibile un divieto generalizzato. "Non è giusto che i russi possano viaggiare in Europa e godere del nostro stile di vita e delle nostre libertà mentre il loro Paese bombarda le case degli ucraini", ha dichiarato Valtonen. Helsinki punta anche a una stretta sui visti Schengen per le persone vicine al presidente russo Vladimir Putin, restrizioni per gli atleti russi e un'applicazione effettiva del divieto di ingresso nell'Ue per gli ex combattenti russi, una misura concordata dagli Stati membri quest'anno. Valtonen ha invitato gli altri Paesi europei a sostenere queste richieste con una lettera alla Commissione. La Finlandia, che condivide con la Russia un confine di 1.340 chilometri, ha già sospeso nel 2022 il rilascio di visti per viaggi non essenziali ai cittadini russi.
Consigliere speciale Ue: "Rafforzare nostre capacità militari nell'Artico"
"La regione artica sta diventando un punto nevralgico dal punto di vista militare ed economico e l'Unione Europea sta diventando sempre più dipendente dall'Artico. La Russia sta investendo in risorse militari nell'Artico e questo ci costringe a rafforzare le nostre capacità". Lo ha detto Jyrki Katainen, consigliere speciale della Commissione europea per le relazioni tra l'Ue e l'Artico, intervenendo alla sessione di avvio della Settimana europea delle Regioni a Bruxelles. Katainen ha parlato anche delle "possibilità economiche" dell'Artico, citando il tema delle materie prime rare ma anche quello della competitività. "Stiamo valutando la possibilità di istituire un nuovo 'Nordic growth and scale up fund'", ha aggiunto.
Ucraina, approvata legge chiave per far avanzare adesione a Ue
I parlamentari ucraini hanno approvato una legge a tutela dei diritti delle minoranze nazionali. Si prevede che tale misura rimuova un importante ostacolo alle ambizioni del Paese di aderire all'Ue. L'Ungheria aveva bloccato l'apertura dei cosiddetti "cluster" negoziali - aree tematiche rispetto alle quali i candidati all'Ue devono allineare la propria legislazione - accusando Kiev di non tutelare i diritti della minoranza ungherese presente nel Paese. Kiev ha sempre sostenuto di rispettare i diritti delle minoranze, ma ha comunque negoziato con Budapest e approvato la legge, che necessita ancora della firma del presidente Volodymyr Zelensky per entrare in vigore. "È stata approvata una legge ucraina che garantisce i diritti delle minoranze nazionali senza compromettere lo status della lingua ucraina", ha dichiarato l'ufficio stampa del Parlamento. La legge, ha aggiunto, "ampliera' le opportunita' di utilizzo delle lingue delle minoranze nazionali ucraine che sono lingue ufficiali dell'Unione europea" all'interno del sistema educativo. Il ministro degli Esteri ungherese Anita Orban ha accolto con favore la decisione, definendola "una condizione necessaria" affinchè l'Ungheria acconsenta all'apertura di nuovi negoziati con l'Ue. Il primo ministro ungherese Peter Magyar ha definito l'approvazione della legge un "buon segnale". Magyar è stato eletto quest'anno, ponendo fine al lungo governo del nazionalista Viktor Orban, che intratteneva stretti rapporti con la Russia. "C'e' ancora molto da fare per garantire un nuovo miglioramento delle relazioni e il ripristino della fiducia reciproca, ma credo che la leadership di entrambi i Paesi abbia compiuto i primi passi verso la risoluzione della situazione", ha affermato Magyar. Lo status della minoranza di lingua ungherese nell'Ucraina occidentale è da tempo fonte di tensione tra i due Paesi vicini. Budapest aveva bloccato la candidatura dell'Ucraina all'Ue, formalizzata pochi giorni dopo l'invasione su larga scala dell'Ucraina da parte della Russia nel febbraio 2022. La commissaria europea per l'Allargamento, Marta Kos, ha salutato con favore l'approvazione della legge sulle minoranze. "È un passo fondamentale per far avanzare le riforme. Domani prevediamo di aprire altri due cluster negoziali nel percorso dell'Ucraina verso l'UE", ha dichiarato Kos.
Ucraina, Prodi: "Mi preoccupa possibile incidente"
"Quello che mi preoccupa è un possibile incidente. Speriamo di no, perchè questo sarebbe gravissimo, però quando tante cose accadono insieme quel pericolo l'ho profondo". A margine della sua lectio magistralis dal titolo 'L'Europa nella guerra mondiale a pezzi', che terrà al dipartimento di Scienze politiche dell'Università Federico II di Napoli, Romano Prodi commenta cosi' le dichiarazioni del comandante supremo della Nato in Europa, Alexus Grynkevic, che ha assicurato che le forze alleate sono pronte a rispondere in caso di attacchi. "Da quando è cominciata la sciagurata guerra in Ucraina - aggiunge l'ex premier e presidente della Commissione europea - abbiamo ogni giorno dei nuovi fronti che si aprono e nessuno si chiude".
Prodi: "Da inizio guerra ogni giorno nuovi fronti e nessuno si chiude"
"Da quando è cominciata la sciagurata guerra d'Ucraina abbiamo ogni giorno dei nuovi fronti che si aprono e nessuno si chiude". E' quanto detto dall'ex presidente del Consiglio, Romano Prodi, a margine della sua lectio magistralis "L'Europa nella guerra mondiale a pezzi", alla Facoltà di Scienze Politiche, alla Federico II di Napoli. Prodi ha inoltre risposto ai cronisti a proposito delle parole dette nelle ultime ore dal comandante supremo delle forze alleate della Nato in Europa, Alexus G. Grynkewich, secondo cui: 'se qualcuno fosse così folle da attaccarci, combatteremo': "Questo sarebbe gravissimo, però quando tante cose accadono insieme quel pericolo ce l'ho profondo".
Mosca: "Speriamo che le forniture russe di diesel stabilizzino il mercato"
"Mosca auspica che le forniture di diesel russo contribuiscano a stabilizzare il mercato dei carburanti", ha affermato il viceministro degli Esteri russo, Georgy Borisenko, commentando l'allentamento delle sanzioni statunitensi per immettere carburante russo sul mercato globale. "Riteniamo che ciò andrà a beneficio non solo degli Stati Uniti, ma del mondo intero", ha dichiarato il viceministro, citato dall'agenzia Tass. "Sappiamo che una gran parte del diesel proveniva dai Paesi del Golfo Persico prima che lo Stretto di Hormuz venisse bloccato a seguito dell'aggressione statunitense e israeliana contro l'Iran", ha osservato Borisenko.
Sybiha: "Proporremo sanzioni a 10 oligarchi russi"
"La nostra posizione è che la rimozione dalla lista delle sanzioni di due oligarchi russi sia stata una mossa sbagliata. Una decisione sbagliata. Per questo proporremo di sanzionare altri dieci oligarchi russi". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiha, a margine del Consiglio Esteri Ue a Lussemburgo, commentando la rimozione dalla lista degli individui sanzionati dall'Ue degli oligarchi Alisher Usmanov e Mikhail Fridman.
Zelensky: "Serve tregua energetica reale non su Truth"
"Abbiamo bisogno di un cessate il fuoco energetico nel mondo reale, non solo su Truth Social", ha affermato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, a conclusione del suo intervento al Forum sulla sicurezza di Varsavia in riferimento al cessate il fuoco annunciato da Donald Trump sul suo social Truth.
Gruppo bipartisan senatori: "Trump revochi accordo con Russia su diesel"
"La decisione del presidente Trump di permettere le importazioni di diesel russo negli Stati Uniti è in diretto contrasto con la legge". E' quanto recita una dichiarazione di un gruppo bipartisan di senatori americani che chiedono al presidente di "invertire immediatamente il corso" della decisione annunciata, affermando che questa viola la legge federale, in particolare il bando approvato dal Congresso nel 2022 di importazioni energetiche dalla Russia. "L'amministrazione ha anche mancato di consultarsi con il Congresso o presentare una spiegazione per giustificare la sua decisione, come richiesto dallo statuto", continua la dichiarazione che è stata firmata, riporta Politico, da quattro repubblicani, Susan Collins (Maine), Lisa Murkowski (Alaska), Thom Tillis (N.C.) e John Curtis (Utah), insieme a democratici Jeanne Shaheen (N.H.), Richard Blumenthal (Conn.) e Ron Wyden (Ore.). "Gli Stati Uniti non dovrebbero fornire a Putin un'ancora di salvezza finanziaria mentre la Russia continua ad uccidere civili ucraini", conclude la dichiarazione dei senatori che chiedono quindi la decisione annunciata venerdì scorso da Trump venga immediatamente revocata.
Sybiha: "Usare beni immobilizzati russi per difesa"
"Riguardo agli strumenti per fare pressione sulla Russia, per alzare il prezzo che la Russia deve pagare per continuare questa guerra: i beni congelati. L'Europa non può più restare immobile sui beni immobilizzati della Russia". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiha, a margine del Consiglio Esteri Ue a Lussemburgo. "La leva non sta nel trattenere quel denaro, ma nell'usarlo per la difesa. Paga la Russia, non i contribuenti europei. Sentiamo le riserve e siamo pronti ad affrontarle. Responsabilita' condivisa, non un onere a carico del Belgio", ha aggiunto.
Massolo: "Sorti guerra nelle mani di Putin, strategia Trump può cambiare dopo midterm"
"Le sorti della guerra e la sua tempistica sono tuttora nelle mani di Vladimir Putin", ma "chi può influire sulle sorti della guerra e su Putin sono gli Stati Uniti". Lo afferma all'Adnkronos Giampiero Massolo, direttore del Geopolitical Risk Observatory della Luiss e già presidente dell'Ispi, commentando la decisione dell'amministrazione Trump di sospendere per sei mesi le sanzioni statunitensi sulle operazioni commerciali relative al diesel russo. Una mossa sulla quale, secondo l'ambasciatore, pesano le esigenze di politica interna americana e l'avvicinarsi delle elezioni di metà mandato. "Vedremo dopo le midterm se questa misura era contingente alle esigenze di politica interna di Donald Trump oppure se sarà un cambio di politica strutturale", osserva Massolo, evocando il rischio di "un accordo fra grandi potenze che l'Europa e l'Ucraina stessa hanno sempre paventato perché avverrebbe sopra le nostre teste". All'origine della decisione americana, spiega Massolo, ci sono le pressioni esercitate da Washington su Kiev affinché interrompesse gli attacchi contro le infrastrutture energetiche russe. "La compromissione della capacità di raffinazione russa toglie dal mercato il 3% del diesel, cioè contribuisce alla penuria di prodotti raffinati. E avvicinandosi le elezioni di midterm, bisogna pur dare la colpa a qualcuno se i prezzi dei prodotti energetici aumentano", afferma l'ambasciatore, sottolineando che "l'amministrazione è impegnata in questo sforzo di abbassare i prezzi". Diversa la prospettiva ucraina: "L'ottica di Kiev è: togliamo ai russi le fonti di finanziamento della guerra. A questa logica rispondono i bombardamenti degli impianti energetici e l'apparato sanzionatorio". Di fronte al rifiuto ucraino, Trump ha quindi compiuto un "gesto clamoroso", annunciando l'intesa con Mosca. Ma "un conto è l'effetto annuncio, un altro è la pratica possibilità per i russi di adempiere, essendo che molta della loro capacità di raffinazione è stata bombardata dagli ucraini". L'impegno russo, avverte Massolo, potrebbe dunque essere "solo di facciata" e avere "l'intento strumentale di indebolire gli ucraini". Quanto alle prospettive diplomatiche, Washington resta l'unico attore in grado di esercitare una pressione decisiva sul Cremlino. "Zelensky, anche lui in parte strumentalmente, dice: io faccio le elezioni nel caso in cui ci sia una tregua di almeno 60 giorni", ricorda Massolo, ma "Putin si rifiuta. Trump annuncia una tregua energetica e i russi mezz'ora dopo bombardano una centrale". Una dimostrazione, secondo l'ambasciatore, che le sorti del conflitto dipendono ancora dal presidente russo. "E chi può influire torcendogli il braccio? Alla fine sono solo gli americani. Gli europei non hanno spazio di mediazione perché hanno sposato pienamente le posizioni ucraine, come del resto è inevitabile fare: è l'interesse europeo a garantirsi sicurezza". Del resto, sottolinea, "l'Ucraina è l'avamposto della sicurezza europea. Se cedono, ci rimettiamo noi in sicurezza". Massolo si mostra scettico sulla possibilità di organizzare a breve elezioni presidenziali in Ucraina. "Perché si tengano le elezioni ci vuole quantomeno una tregua, perché finché c'è lo stato di guerra la Costituzione ucraina vieta di tenere elezioni. Non si potrebbero fare in condizioni di sicurezza", spiega. Inoltre, "bisognerà stare bene attenti che non ci siano influenze russe sulle elezioni, perché una delle condizioni russe è il cambio di regime", con un presidente ucraino "più allineato alle condizioni russe". Due, dunque, i requisiti fondamentali: "Il cessate il fuoco e la correttezza del processo elettorale. Mi sembra che non ci siamo con nessuna delle due, quindi non mi aspetto elezioni a breve". Sul fronte europeo, Mosca spera invece che l'ascesa di forze politiche meno favorevoli a Kiev possa modificare gli equilibri a proprio vantaggio. "È quello che i russi sperano, confidando che il tempo lavori per loro", afferma Massolo, ricordando le dichiarazioni di Jordan Bardella al Forum di Cernobbio: "Ha detto che, in caso di vittoria del Rassemblement National, verrebbe sospeso l'aiuto finanziario nei confronti dell'Ucraina, ma continuerebbero il training e l'assistenza". Tuttavia, precisa, "una cosa sono le campagne elettorali, un'altra poi governare". "È fuori dubbio che i russi sperano che nuovi equilibri europei portino anche una modifica al loro favore della situazione", conclude Massolo.
Nato, Grynkewich: "Conflitto non inevitabile, ma bisogna essere pronti"
Come comandante supremo delle forze alleate in Europa, "non ritengo che un conflitto sia imminente o inevitabile; non lo è". Lo ha sottolineato il Saceur, generale Alexus G. Grynkewich, oggi durante il Warsaw Security Forum, nella capitale polacca, dove ha presentato per sommi capi la sua 'teoria della vittoria', senza mai nominare la Russia nel suo discorso, cosa che ha fatto dopo, rispondendo a delle domande. Come Nato, ha aggiunto, "contribuiamo a evitare i conflitti chiarendo le nostre intenzioni difensive e mantenendo canali di comunicazione aperti per risolvere malintesi e favorire la trasparenza. Tuttavia, la deterrenza richiede anche prontezza al combattimento, e tale prontezza impone di pianificare in funzione di ciò che è possibile, non solo di ciò che è probabile". "In caso di attacco - ha continuato - siamo pronti a combattere fin da subito, ma non per questo abbassiamo la guardia. Continueremo a prepararci e ad addestrarci ogni giorno: saremo più pronti domani e ancora più pronti il giorno successivo. Prepararsi a combattere secondo questa teoria della vittoria significa, innanzitutto, essere in grado di vincere in una situazione di difesa". Tuttavia, ha proseguito, "dimostrare la nostra prontezza è fondamentale anche per prevenire i conflitti; mostrare di essere pronti ad agire in linea con la nostra teoria della vittoria è essenziale per vincere sul piano della deterrenza. E, in quanto alleanza difensiva, deve essere chiaro a tutti che mantenere una deterrenza efficace e credibile è esattamente l'obiettivo che perseguiamo", ha concluso.
Nato, Grynkewich: "Se attaccati pronti a difenderci stanotte"
"Se dovessimo subire un attacco, saremmo pronti a combattere già stanotte, ma non abbassiamo la guardia. Continueremo a prepararci e ad addestrarci ogni singolo giorno, in modo da essere ancora più pronti domani e ancora di più dopodomani". Lo ha dichiarato il Comandante Supremo della Nato in Europa, Alexus Grynkewich, parlando al forum sulla sicurezza di Varsavia e presentando il "Theory of victory", il quadro strategico-militare della Nato per vincere un eventuale conflitto in caso di attacco contro l'Alleanza. "In tutta l'Alleanza stiamo adottando misure per mettere in pratica questa teoria e massimizzare la prontezza operativa delle nostre forze", ha concluso.
Kiev: "Un'adolescente tra i 3 morti in raid russo su una casa a Kramatorsk"
Una ragazzina di 13 anni era tra le tre persone uccise in un attacco russo contro un'abitazione nei pressi della città di Kramatorsk, in prima linea nell'Ucraina orientale, secondo quanto riferito dalle autorità. Il capo dell'amministrazione militare regionale di Donetsk, Vadym Filashkin, ha dichiarato che un'abitazione nella zona di Cherkaske è stata colpita da munizioni a grappolo, accusando la Russia di "un tentativo deliberato" di aumentare le vittime civili.
Macron: "Non cedere a minaccia russa, sentirò Trump"
"Non bisogna cedere alla minaccia russa" e "credo che dobbiamo essere collettivamente seri". Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron, parlando durante la visita al Salone dell’Auto di Parigi, spiegando che avrebbe parlato nel corso della giornata con il suo omologo americano, Donald Trump, anche alla luce delle recenti dichiarazioni di quest'ultimo. "Oggi, credo, non abbiamo alcun motivo concreto per cambiare la nostra posizione. La Russia continua a bombardare sia i civili sia le infrastrutture in Ucraina. E quindi, bisogna dire sì a cercare un cessate il fuoco sul fronte energetico e anche sul Mar Nero, e per riprendere i colloqui di pace. E dire no a cedere di fronte alla minaccia russa", ha detto. Infine, a proposito del "cessate il fuoco energetico" tra Ucraina e Russia di cui ha parlato Trump nel weekend, con stupore di Kiev e silenzio a Mosca, Macron ha detto di non avere "constatato nelle ultime 48 ore alcuna tregua energetica da parte russa".
Merz: "Mosca negozierà solo sotto pressione"
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dichiarato che la Russia negozierà "seriamente" solo sotto pressione, pochi giorni dopo che il presidente Donald Trump ha annunciato un allentamento temporaneo delle sanzioni statunitensi sul diesel russo. "Per la Germania e per l'Europa, una decisione del genere è fuori discussione", ha affermato Merz, riferendosi all'accordo sul diesel tra Stati Uniti e Russia. "La Russia negozierà seriamente solo sotto pressione, ed e' per questo che manteniamo le nostre sanzioni contro la Russia". Venerdi', Trump ha annunciato di aver parlato con il presidente Vladimir Putin e di aver raggiunto un accordo per il rilascio da parte della Russia di grandi quantità di diesel sui mercati mondiali. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha criticato duramente la mossa, spingendo Trump a chiedere sabato all'Ucraina di "trovare un nuovo leader". Merz ha anche affermato di non credere che la Russia risponderà alle proposte di pace. "Lo si può vedere dalla proposta di cessate il fuoco energetico avanzata dal presidente Trump nel fine settimana", ha detto. "La Russia ha ora risposto a questa proposta con massicci attacchi alle infrastrutture energetiche civili dell'Ucraina". "Il presidente Zelensky può contare sulla Germania in questa situazione", ha assicurato Merz, che ha visitato Kiev la scorsa settimana. Alla domanda se ora considerasse Trump dalla parte della Russia, piuttosto che un mediatore nella guerra in Ucraina, il cancelliere ha semplicemente osservato che il conflitto non è ancora finito.
Mosca: "Nostro diesel aiuta mercati ma serve chiudere guerra Iran"
La Russia prevede che l'accordo con gli Stati Uniti sulle forniture di gasolio contribuira' a calmare la situazione sui mercati globali; tuttavia, la chiave per una loro piena stabilizzazione è la rapida risoluzione del conflitto che coinvolge l'Iran, ha dichiarato ai giornalisti il vice ministro degli Esteri russo, Georgy Borisenko. "Le statistiche mostrano che la maggior parte del gasolio proveniva dai paesi del Golfo Persico prima che lo Stretto di Hormuz venisse bloccato a seguito dell'aggressione statunitense e israeliana contro l'Iran", ha affermato Borisenko. "Ci aspettiamo che le forniture di diesel dalla Russia possano calmare il mercato dei carburanti e stabilizzarlo. Ciò andrà indubbiamente a vantaggio non solo degli Stati Uniti, ma del mondo intero", ha osservato Borisenko. Allo stesso tempo, ha aggiunto che "la chiave per stabilizzare pienamente la situazione su questo mercato e' la rapida stabilizzazione della situazione nell'area del Golfo Persico e la risoluzione del conflitto che coinvolge l'Iran". "Speriamo che il conflitto riguardante l'Iran venga risolto il prima possibile", ha concluso.
Ucraina, bozza risoluzione c.destra: "Continuare sostegno anche per pace giusta, Europa sia protagonista"
In vista del Consiglio europeo di giovedì e venerdì, in cui sarà presente la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nella bozza di risoluzione del centrodestra, su cui le forze di maggioranza sono ancora al lavoro per le ultime limature, si impegna il governo "a garantire la continuità del sostegno multidimensionale alle istituzioni e alla popolazione ucraina, anche in vista dell’inverno, e a sostenere ogni iniziativa diplomatica volta a una pace giusta e duratura, nel pieno rispetto della sovranità e dell’indipendenza dell’Ucraina, in coordinamento con i partner più stretti e promuovendo un ruolo attivo dell’Unione europea nel processo di pace e nella definizione della futura architettura di sicurezza continentale". Per quanto riguarda il fronte Est, nella bozza si chiede anche di "promuovere una decisione sulla rappresentanza europea nel processo di pace per l’Ucraina, sviluppando ulteriormente la proposta avanzata dal governo italiano per la designazione di un inviato speciale europeo o, in alternativa, definendo un formato che, in virtù di un chiaro mandato da parte del Consiglio europeo, possa esprimere con autorevolezza ed efficacia la posizione dell’insieme degli Stati membri nella convinzione che nessuna decisione sulla sicurezza europea possa essere assunta senza l’Europa". E di "non far venir meno la pressione sulla Russia che porti come primo risultato un cessate il fuoco pieno, incondizionato e immediato; ribadendo che tali misure sono rivolte contro il regime russo e la sua capacità di sostenere la guerra di aggressione e non contro la popolazione russa".
Ambasciatore russo: "Una parte dell'Italia è contro la guerra"
Le sanzioni europee, alle quali l'Italia ha aderito, "stanno complicando le operazioni degli imprenditori italiani" che continuano a fare affari nella Federazione Russa. Allo stesso tempo, la competitività complessiva dell'economia italiana e' in calo. Lo ha dichiarato l'ambasciatore russo in Italia, Aleksei Paramonov, in un'intervista all'agenzia Tass. "La decisione dell'Italia di aderire alle sanzioni illegittime dell'Unione europea ha trasformato gli imprenditori italiani in Russia in una sorta di classe di paria nel loro stesso Paese: una situazione senza precedenti nella storia. Durante un incontro a Milano, il 14 settembre, con il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, essi hanno lamentato condizioni operative in Italia ben peggiori rispetto alla Russia: conti bancari chiusi, vari ostacoli artificiali frapposti alle loro attivita' e l'etichetta, di fatto, di 'nemici del popolo'. Eppure, in Italia molti restano convinti che le economie russa e italiana siano perfettamente complementari", ha affermato il diplomatico. Paramonov sostiene che una fetta crescente dell'opinione pubblica italiana, compreso il mondo imprenditoriale, sta mettendo in discussione quanto l'attuale linea anti-russa del governo risponda effettivamente agli interessi della popolazione. "L'Italia sta gradualmente aprendo gli occhi, rendendosi conto di aver pagato un prezzo esorbitante per aver aderito alla politica sanzionatoria di Bruxelles contro il nostro Paese", ha sottolineato l'ambasciatore. Il capo missione ha sottolineato che e' l'Italia stessa a subire le conseguenze peggiori di questa situazione, con una competitivita' economica in costante calo rispetto ad altri grandi produttori europei e globali. Nel frattempo, "l'economia russa non dipende esclusivamente dall'Italia; la maggior parte dei beni precedentemente importati da li' e' stata sostituita con successo da produttori nazionali o da fornitori provenienti da Paesi terzi amici", ha osservato Paramonov.
Ucraina, governo rimanda pagamenti a fine anno: sospesi rimborsi per 1,13 mld euro
Si aggravano i problemi di liquidità per il governo di Kiev. Infatti il Consiglio dei Ministri ucraino ha posticipato pagamenti per un valore di circa 39 miliardi di grivne (775 milioni di euro) alla fine del 2026 e ha sospeso rimborsi IVA per un totale di 18 miliardi di grivne (358 milioni di euro). Lo ha affermato il Ministro delle Finanze Sergii Marchenko durante una sessione di domande e risposte del governo in parlamento, come riporta l'agenzia Ukrinform. Marchenko ha sottolineato che la decisione non implica l'annullamento di programmi o l'abbandono di progetti, ma lo spostamento di parte della spesa a fine anno. L'obiettivo, ha detto, è allocare i fondi disponibili in base alle esigenze prioritarie. "Circa 39 miliardi di grivne sono stati rinviati a fine anno", ha dichiarato Marchenko, aggiungendo che a oggi il conto unico del tesoro deteneva 46 miliardi di grivne (915 milioni di euro) in pagamenti in sospeso — inclusi finanziamenti per la riparazione delle strade, la manutenzione e lo sviluppo dei centri amministrativi, l'acquisto di scuolabus, le riparazioni correnti e capitali di alloggi, i preparativi per la stagione di riscaldamento e gli acquisti di energia di riserva. "Il governo ha recentemente sbloccato i finanziamenti per i piani di resilienza. Spero che le agenzie competenti e le autorità locali saranno in grado di prepararsi per la stagione di riscaldamento in tempo", ha affermato. Anche i rimborsi IVA a bilancio per un valore di 18 miliardi di grivne sono stati sospesi. Come riportato, il bilancio statale dell'Ucraina ha registrato un 'buco' da 50 miliardi di grivne (994 milioni di euro) di entrate previste nei primi nove mesi del 2026, con 32 miliardi di grivne (636 milioni di euro) di tale divario registrati tra agosto e settembre. Inoltre, a causa di impegni non rispettati, l'Ucraina ha ricevuto 29,5 miliardi di grivne (585 milioni di euro) in meno di sostegno al bilancio da parte dei partner.
Griksas: "La guerra ha cambiato la nostra economia, difesa cresce al 50%"
"La guerra in Ucraina ha cambiato come funziona la nostra economia". Lo ha detto il ministro lituano dell'economia Edvinas Grikšas in un colloquio con ANSA durante la sua visita di due giorni in Italia. "Nella prima metà del 2027 abbiamo più di 700 milioni di investimenti in Lituania, potenzialmente da tutto il mondo, non solo da membri Ue, e metà dei potenziali investitori sono nel settore della difesa e sicurezza". "Le nostre società stanno aiutando molto i loro colleghi dell'Ucraina" ha aggiunto, "con la loro produzione, con droni e contro-droni, o altri sistemi. E questo questo funziona come un testing: le nostre società testano i loro prodotti aiutando l'Ucraina in tempo reale sul campo di battaglia". Dopo aver sottolineato come la Lituania sia una delle economie che cresce più in fretta in Ue, il responsabile dell'economia del paese baltico ha spiegato che "la nostra industria cresce del 3% all'anno, ma il nostro ecosistema della difesa è cresciuto del 50% solo l'anno scorso. Abbiamo circa 100 società che lavorano nel campo della difesa e della sicurezza, 65% stanno già esportando", producendo, ha aggiunto, "sempre più tecnologia dual-use". "Il 5,38% del nostro Pil è investito in difesa - ha ricordato - . E' il dato più alto tra i membri della Nato. Questo è parte della nostra resilienza".
Comandante della Nato: "Se così folli da attaccarci lo impediremo"
Il Comandante Supremo ha ricordato che la "Teoria della Vittoria" formulata dall'Alleanza è stata ultimata circa tre mesi fa. Grynkewich ha illustrato le tre fasi di un'azione dell'Alleanza in caso di aggressione militare: "Bloccare l'attacco; smorzarne la forza; e solo se l'attacco non cessa, neutralizzare le forze che lo stanno sferrando". "E' improbabile che l'Alleanza venga colta di sorpresa. Saremo in grado di individuare un imminente attacco, avendo il tempo necessario per valutarne le intenzioni e dispiegare rapidamente le forze", ha sottolineato.
Comandante della Nato: "Non vogliamo la guerra ma se attaccati combatteremo"
"La Nato non cerca la guerra con nessuno. Ma nessuno scambi il fatto che la Nato è un'alleanza difensiva come una debolezza. Se qualcuno sarà così pazzo da attaccarci combatteremo. In breve, faremo in modo che qualsiasi attacco contro un nostro alleato si riveli del tutto vano". Lo ha detto il Comandante Supremo della Nato Alexus Grynkewich intervenendo al Warsaw Security Forum.
Merz: "Più aiutiamo l'Ucraina, più velocemente finisce la guerra"
"Noi non siamo mediatori neutrali, siamo alla fianco dell'Ucraina. Quanto più aiutiamo l'Ucraina, tanto più velocemente finirà la guerra". Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz a Berlino, incontrando i giornalisti dopo una riunione di crisi con la Cdu. "Il presidente Zelensky si può fidare non solo della Germania ma anche dell'Europa", ha aggiunto.
Merz: "La Russia non è disposta al negoziato, non si pone la questione"
Il governo tedesco ha preso atto dell'intesa fra Usa e Russia, ma "per noi non si pone la questione". Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz a Berlino, incontrando i giornalisti dopo una riunione di crisi con la Cdu. "Noi continuiamo a riconoscerci nelle sanzioni", ha affermato. "La Russia non sarà disposta al negoziato, come si vede dalla proposta di Trump sulla tregua a cui la Russia ha risposto con massicci bombardamenti delle infrastrutture energetiche", ha aggiunto.
Nato: "Se attaccati, ci difenderemo. Ma no a escalation". VIDEO
Grynkewich: "Fondamentale mantenere investimenti difesa"
"Gli investimenti che stiamo effettuando ora, in particolare quelli nella nostra base industriale, volti non solo a fornire capacità operative ma anche a sostenere uno scontro prolungato, come abbiamo visto in Ucraina negli ultimi anni, sono fondamentali". Lo ha dichiarato il Comandante Supremo della Nato in Europa, Alexus Grynkewich, parlando al forum sulla sicurezza di Varsavia. "E' importante che i rappresentanti dell'industria presenti comprendano questo punto: non serve solo fornire la capacità iniziale, ma bisogna garantire che essa venga mantenuta nel tempo", ha aggiunto Grynkewich. "Monitoro con grande attenzione le scorte dell'intera Alleanza. Sono molto soddisfatto delle risorse attualmente disponibili e so che continueremo a migliorare", ha concluso.
Kiev: "Bene le maxi-sanzioni Ue, Mosca teme l'unità dell'Europa"
L'Ucraina accoglie "con favore" il maxi-pacchetto di sanzioni Ue contro il complesso militare-industriale russo. Lo afferma il ministro degli Esteri Andrii Sybiha. "I miei ringraziamenti personali alla Kaja Kallas per la sua leadership determinata e a tutti gli Stati membri dell'Ue per la loro unità e risolutezza", ha aggiunto. "Alla luce degli ultimi brutali attacchi russi contro le città ucraine, la tempistica e la portata di questa decisione sono particolarmente significative. Mosca sta intensificando il suo terrore. L'Europa sta dimostrando che la sua risposta può essere altrettanto decisiva. Il Cremlino ha trascorso anni cercando di dividere l'Europa. Oggi l'Europa sta dimostrando perché Mosca teme la sua unità. A Mosca non dovrebbe essere permesso di considerare il costo del suo prossimo attacco come una semplice spesa gestibile. Il prezzo dell'aggressione deve continuare a superare i calcoli del Cremlino".
Grynkewich: "Siamo pronti, lo saremo sempre più"
Nella Nato "ci siamo addestrati, siamo pronti e lo saremo ancora di più domani e ogni giorno a venire". Lo dice Alexus G. Grynkewich, comandante supremo delle forze alleate in Europa, ospite del Warsaw Security Forum. "Oggi - continua - siamo qui insieme in Polonia, più forti che mai, uniti nella nostra visione comune di un'Alleanza più equilibrata, più pronta e più letale. Sappiamo come combatteremo qualora dovessimo trovarci a farlo, e sappiamo che vinceremo. Insieme faremo in modo che qualsiasi avversario prenda in considerazione l'idea di attaccare la nostra Alleanza giunga all'unica conclusione che conta: oggi non è il giorno giusto", conclude.
Grynkewich: "Nato non cerca guerra con nessuno"
La Nato "non cerca la guerra con nessuno". Lo precisa il comandante supremo delle forze alleate in Europa Alexus Grynkewich, a Varsavia. "In effetti - continua - in qualità di comandante generale delle forze operative della Nato, attuare la Teoria della Vittoria che ho illustrato oggi mi imporrebbe di impartire ordini che spero di non dover mai dare. La nostra Alleanza esiste per preservare la pace. Ma non devono esserci dubbi: qualora dovesse scoppiare un conflitto, bloccheremo e neutralizzeremo qualsiasi attacco e poi, se l'aggressione non dovesse cessare, annienteremo le forze che la stanno conducendo contro di noi", conclude.
Estonia: "A vertice Ue più fondi e stop visti a russi"
"Al Consiglio europeo di questa settimana, spingerò per più aiuti militari e finanziari all'Ucraina e una pressione più forte sulla Russia". Lo scrive sui social il primo ministro dell'Estonia Kristen Michal anticipando le richieste del suo paese alla riunione dei capi di stato e di governo che si terrà a Bruxelles il 15 e 16 ottobre. "L'UE deve mantenere la rotta e tagliare le entrate energetiche della Russia. Ogni euro pagato per il carburante russo aiuta a finanziare e prolungare la sua guerra. Dobbiamo rispondere alla campagna di sabotaggio in escalation della Russia in tutta Europa. - e conclude - Dobbiamo smettere di emettere visti turistici ai cittadini russi e implementare il divieto di ingresso in Europa per i combattenti russi".
Consiglio Ue sanziona 77 individui per elezioni Duma
L'Unione europea ha imposto nuove sanzioni contro 77 persone coinvolte nelle cosiddette elezioni per la Duma di Stato russa organizzate nel settembre 2026 nei territori dell'Ucraina temporaneamente e illegalmente occupati da Mosca. Lo ha deciso il Consiglio Ue, ribadendo che la consultazione viola il diritto ucraino e internazionale, compresa la Carta delle Nazioni Unite, e mina l'indipendenza, la sovranita' e l'integrita' territoriale dell'Ucraina. Le misure colpiscono 74 candidati che hanno partecipato alle elezioni per conto di diversi partiti nelle autoproclamate Repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk, nelle regioni di Zaporizhzhia e Kherson e nella Crimea occupata, inclusa Sebastopoli. Secondo il Consiglio, candidandosi alla Duma russa questi soggetti "hanno contribuito attivamente agli sforzi per legittimare la guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina e a sostenere l'occupazione illegale di territori ucraini". Nell'elenco figurano inoltre tre membri della Commissione elettorale centrale della Federazione russa, ritenuti responsabili dell'organizzazione delle consultazioni giudicate una "farsa" da Bruxelles. Le persone inserite nella lista nera sono soggette al congelamento dei beni nell'Ue e al divieto di ingresso o transito nel territorio dell'Unione. Inoltre, cittadini e imprese europee non potranno mettere a loro disposizione fondi o risorse economiche.
Amb. in Italia Paramonov: "Sentiamo anche voce in Italia di chi si oppone a coinvolgimento guerra contro Russia"
"Noi sentiamo anche la voce dell’altra Italia: quella dei politici dell’opposizione, degli attivisti e della società civile, degli studiosi, dei musicisti, dei sacerdoti, dei docenti universitari, degli imprenditori, dei giornalisti, degli insegnanti, dei medici, dei blogger, degli studenti, degli operai, degli agricoltori e dei semplici cittadini. Di chi si oppone al coinvolgimento dell’Italia in una guerra contro la Russia, obiettivo a cui lavorano con zelo le teste calde di Kiev e i loro mentori di Bruxelles. Di chi non ha dimenticato come si è conclusa, a suo tempo, l'adesione di Roma alla campagna di Russia del Terzo Reich, la marcia 'nach Osten'. Di chi comprende come il conflitto ucraino sia stato provocato dalle forze che mirano a prendersi la rivincita sulle sconfitte geopolitiche del passato". Ad affermarlo è l'Ambasciatore della Federazione Russa in Italia Alexey Paramonov in un'intervista all'agenzia di stampa russa 'Tass'.
Naturalmente, nell’attuale epoca di transizione in cui si gettano le fondamenta di un nuovo e più giusto ordine mondiale multipolare, sottolinea l'Ambasciatore russo "auguriamo a tutti i cittadini italiani dotati di buon senso (a prescindere dalle formazioni politiche e dalle organizzazioni sociali o religiose a cui aderiscono) pieno successo nel contrastare i geopolitici oscurantisti locali, i revanscisti e i fomentatori della guerra".
Trump annuncia tregua, le voci dei cittadini ucraini. VIDEO
Ue approva lista 1.600 sanzioni, la più grande
In risposta all'aggressione della Russia contro l'Ucraina, e in particolare alla sua recente brutale campagna militare che ha deliberatamente colpito infrastrutture civili e causato gravi sofferenze alla popolazione civile, il Consiglio ha adottato ulteriori misure restrittive contro 1.569 individui ed entità nel complesso militare e industriale russo, includendo 826 aziende russe e 743 persone che ricoprono il ruolo di amministratori delegati di queste aziende. Si tratta del più grande insieme di elenchi mai concordato dall'Ue e porta il numero totale di elenchi sotto il regime sanzionato che supporta l'integrita' territoriale dell'Ucraina a quasi 4.600.
Zelensky: no segnali che Russia voglia fine guerra
La Russia non sta dando segnali di una vera intenzione di fare la pace con l'Ucraina. A sottolinearlo è stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Al momento non vediamo segnali dalla Russia che indichino un desiderio di porre fine alla guerra. Non vediamo passi verso la de-escalation", ha detto nel suo intervento al Forum di Varsavia.
Ue: stop sanzioni Usa su diesel? Noi posizione diversa
Sull'accordo per la fornitura di diesel dalla Russia agli Stati Uniti e la rimozione di sanzioni Usa a Mosca, "abbiamo espresso una posizione molto chiara: la nostra visione è diversa. Abbiamo adottato delle sanzioni e stiamo riducendo gradualmente la nostra dipendenza dai combustibili fossili russi, poiche' sappiamo fin troppo bene quale sia il costo nascosto dietro tali forniture". Lo ha dichiarato la portavoce della Commissione europea, Paula Pinho, nel briefing quotidiano con la stampa. "Confermiamo le nostre sanzioni e continueremo ad applicarle", ha concluso Pinho.
Kallas: momento di aumentare pressione su Mosca
Il Consiglio ha adottato il più ampio pacchetto di sanzioni dal 2022. Quasi 1600 sanzioni colpiscono il complesso militare-industriale russo. "Oltre la metà riguarda la catena di produzione dei missili balistici che la Russia usa per uccidere civili ucraini ogni giorno. Bombardare i ponti di Kiev, le navi che trasportano grano e l'Accademia nazionale delle scienze non sono le azioni di un Paese che cerca la pace. Non e' il momento di allentare la pressione su Mosca, ma di aumentarla". Lo ha detto l'Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza Kaja Kallas commentando la decisione odierna adottata al Fac in corso a Lussemburgo.
Cremlino; tregua giorno del voto se Zelensky convoca elezioni
In caso Volodymyr Zelensky convochi elezioni in Ucraina, allora per quel giorno la Russia decreterà una tregua. A riferirlo è stato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. "Se Kiev vuole davvero tenere le elezioni, il presidente russo (Vladimir Putin) sarà pronto a ordinare la cessazione degli attacchi contro l'Ucraina il giorno del voto", ha detto.
Zelensky: accordo sul diesel con Mosca non ha impatto, Trump lo faccia con noi
"Non credo che il volume di diesel che la Russia esporta influenzerà il prezzo. Anzi, vediamo che oggi possono esportare da 300 a 500 mila tonnellate al mese. Considerando che il consumo mondiale è di 120 milioni di tonnellate al mese. Quale impatto può avere? Penso che nessuno. Se qualcuno pensa che possa averne, che sia così. Quindi, ritengo che qui ci sia una motivazione completamente diversa per queste azioni. Se ci sono queste azioni, perché l'America non stringe un 'accordo sul diesel' con l'Ucraina? Proponiamo noi un 'accordo sul diesel'. Noi influenziamo il fatto che queste navi salpino o meno, che questi impianti di raffinazione funzionino o meno. Se è così, allora facciamolo". Così Volodymyr Zelensky nel suo intervento al forum sulla sicirezza a Varsavia.
Cremlino a Zelensky: "Non vogliamo una tregua ma una pace duratura"
"Non vogliamo una tregua, vogliamo una pace duratura e siamo pronti a fare tutto il possibile per realizzarla". Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, commentando la proposta del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di un cessate il fuoco di 60 giorni per poter organizzare elezioni in Ucraina, come chiesto dal presidente Usa Donald Trump. Lo riferisce l'agenzia Interfax.
Zelensky: noi per tregua energetica, da Mosca altri attacchi
Macron: "Non cedere a minaccia russa, in giornata colloquio con Trump"
Il presidente francese Emmanuel Macron ha esortato a "non cedere di fronte alla minaccia russa", rispondendo indirettamente alle recenti decisioni e dichiarazioni di Donald Trump apparentemente favorevoli a Mosca nel conflitto ucraino. "Penso che dobbiamo essere collettivamente seri", ha dichiarato Macron ai giornalisti a margine di una visita al Salone dell'Automobile di Parigi, aggiungendo che avrà in giornata un colloquio telefonico con l'omologo statunitense.
"Credo che oggi non abbiamo alcuna ragione concreta per cambiare la nostra posizione. La Russia continua a bombardare sia i civili che le infrastrutture in Ucraina. Quindi sì alla ricerca di un cessate il fuoco sulle infrastrutture energetiche, ma no a cedere di fronte alla minaccia russa", ha aggiunto il presidente francese.
Tusk: "L'Occidente sia più fermo di fronte a Putin"
Il primo ministro polacco Donald Tusk ha esortato "l'intero Occidente" a mostrarsi più fermo nei confronti della Russia del presidente Vladimir Putin che "combatte per il predominio". "E' il momento in cui l'intero Occidente - Europa e Stati Uniti - deve dimostrare alla Russia e a Putin la propria determinazione nel perseguire una politica di contenimento della Russia con mezzi ancora più fermi", ha dichiarato al Forum sulla sicurezza di Varsavia, riferendosi alla politica delle sanzioni "Se l'Ucraina combatte, lo fa per la propria sopravvivenza", mentre la Russia "lotta per il predominio", ha aggiunto.
Guerra Ucraina-Russia, cosa sappiamo sulla tregua energetica annunciata da Trump
Il presidente Usa proclama unilateralmente un cessate il fuoco che non ha, però, alcuna conferma ufficiale. Da Mosca solo silenzio, seguito dai raid sulle centrali elettriche denunciati tra la serata di ieri e stamattina da Zelensky. Il leader ucraino ironico: "Fateci sapere quando inizia la tregua". Ma poi dice: "Elezioni se Putin si ferma".
Guerra Ucraina-Russia, cosa sappiamo sulla tregua annunciata da Trump
Vai al contenutoTusk: "Ucraina combatte per sopravvivere, Mosca per dominare"
L'Ucraina sta lottando per la sua "sopravvivenza", mentre la Russia lotta per il "dominio". Lo ha dichiarato il primo ministro polacco, Donald Tusk, al Forum sulla Sicurezza di Varsavia. "Se l'Ucraina combatte, combatte per la sopravvivenza; la Russia combatte per il dominio", ha detto Tusk.
Zelensky: "Se la Russia non accetterà cessate fuoco su settore energetico risponderemo"
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato che l'Ucraina risponderà agli attacchi russi qualora Mosca non accettasse il "cessate il fuoco energetico" annunciato unilateralmente domenica dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. "Se la Russia non accetterà un cessate il fuoco nel settore energetico, risponderemo", ha sottolineato Zelensky in un videomessaggio in occasione del forum sulla sicurezza a Varsavia. "Se la Russia vuole che interrompiamo i nostri attacchi a lungo raggio contro le sue raffinerie di petrolio e le sue esportazioni di greggio, allora deve fermare i propri attacchi contro il nostro sistema energetico e le infrastrutture critiche, e smettere di uccidere la nostra gente", ha aggiunto.
Ministro Svezia con cartello: "Scongelare frozen asset"
La ministra degli Esteri della Svezia Maria Malmer Stenergard è arrivata al Consiglio Esteri a Lussemburgo mostrando un cartello sull'utilizzo dei frozen asset per sostenere l'Ucraina alla vigilia del quinto inverno in conflitto. "E' ora di scongelare i beni congelati. Vogliamo vedere proposte concrete entro iprossimi mesi, proposte che non impongano rischi sproporzionati ad alcuni Stati membri" ha aggiunto "dobbiamo aumentare il sostegno all'Ucraina, e dobbiamo farlo ora". "Nel novembre dello scorso anno, ho portato un cartello che mostrava come il sostegno netto all'Ucraina da parte dei paesi dell'UE fosse inferiore alle importazioni totali dei paesi dell'UE dalla Russia. - ha spiegato - ora ho aggiornato questo cartello e c'è stato un leggero miglioramento, ma il nostro sostegno netto è ancora negativo, come potete vedere qui. Se utilizzassimo i beni congelati raddoppieremmo quasi il nostro sostegno totale dall'invasione su vasta scala dell'Ucraina. Sarebbe una svolta decisiva, ed è proprio cio' di cui l'Ucraina ha bisogno".
Kallas: "Maxi-pacchetto di sanzioni? Il più grande dall'inizio della guerra"
Riguardo il maxi-pacchetto di sanzioni a Mosca, l'Alta rappresentante Ue Kaja Kallas ha dichiarato che "si tratta del più grande ampliamento della nostra lista di sanzioni da quando la Russia ha dato inizio alla guerra". L'Europa "sta dimostrando ancora una volta di fare fronte comune. Più della metà di queste voci è collegata alla catena di produzione dei missili balistici. Stiamo rendendo significativamente più difficile, più lento e più costoso per la Russia produrre le armi che utilizza per uccidere gli ucraini", ha sottolineato.
I 27 adottano il maxi-pacchetto di sanzioni alla difesa di Mosca
I ministri degli Esteri dell'Ue hanno appena adottato quasi 1.600 nuove voci di sanzioni rivolte al complesso militare-industriale russo. Lo fa sapere l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas.
Lituania: "Ue designi gli 007 russi come organizzazione terroristica"
L'Ue designi il servizio di intelligence militare russo (Gru) come organizzazione terroristica e aumenti la pressione su Mosca. È l'appello lanciato dal ministro degli Esteri lituano Kęstutis Budrys al suo arrivo al Consiglio Affari esteri dell'Ue. "Il Gru sta già agendo come un'organizzazione terroristica. Per questo spetta all'Ue designare questa organizzazione come terroristica e fare lo stesso con tutti coloro che sono collegati ad essa", ha dichiarato il ministro. "Solo intensificando le sanzioni e dimostrando serietà impediremo alla Russia di seminare il caos nelle nostre capitali", ha aggiunto. Vilnius ha poi accolto con favore la decisione che i ministri degli Esteri dovrebbero approvare oggi di "inserire nell'elenco delle sanzioni altre 1.600 entità e persone legate alla guerra dell'informazione, alla flotta ombra e alla macchina bellica russa". "È un ottimo risultato, ma non basta, perché sappiamo che le sanzioni funzionano solo quando la pressione aumenta costantemente", ha avvertito il ministro, sostenendo che la rimozione di due importanti oligarchi russi dalla blacklist abbia trasmesso un segnale di debolezza a Mosca, seguito da un'escalation in Ucraina e in Europa. "Dobbiamo aumentare la pressione e l'isolamento della Russia", ha aggiunto.
Kallas: "1600 sanzioni a complesso militare-industriale"
La Ue prepara nuove sanzioni contro Mosca. Ad annunciarlo è stata l'Alto Rappresentante per la Politica Estera e la Sicurezza Kaja Kallas arrivando al Consiglio Esteri. "Oggi adotteremo quasi 1.600 nuove iscrizioni di sanzioni mirate al complesso militare-industriale della Russia. - ha detto Kallas - Sarà la più grande espansione della nostra lista di sanzioni dalla Russia ha iniziato la sua guerra. Accogliamo anche il cessate il fuoco energetico, quando reggerà. Ma non abbiamo ancora visto se la Russia lo rispetterà".
Kiev: "Mosca colpisce centrali elettriche, black out in varie zone Ucraina"
In seguito a diversi raid russi notturni che hanno colpito le infrastrutture energetiche, si sono registrati black out in varie parti dell'Ucraina. Oleksandr Hanzha, capo dell'amministrazione militare regionale di Dnipropetrovsk, ha dichiarato, come riporta il Guardian, che la Russia ha attaccato tre distretti della regione "più di 10 volte" con artiglieria e droni. I residenti di Izyum, a sud-est di Kharkiv sono rimasti senza corrente elettrica in seguito a un attacco russo che ha danneggiato le reti di distribuzione dell'energia e nella regione di Zhytomyr il governatore segnala raid su infrastrutture ferroviarie ed energetiche.
Tusk: "Serve una presenza in Ucraina contro Putin"
"Serve una presenza in Ucraina contro Putin". A dirlo è stato il premier polacco Donald Tusk intervenendo al Forum sulla sicurezza di Varsavia.
Tass: "Witkoff e Kushner saranno a Mosca quando capiranno posizione di Kiev"
I negoziatori americani Steve Witkoff e Jared Kushner non hanno annullato i loro piani di visitare Mosca, ma arriveranno con una chiara comprensione della posizione di Kiev, secondo quanto riportato da una fonte alla Tass. "L'intenzione c'è, ma ci sono difficoltà a comprendere la posizione di Kiev. Verranno, ma con una chiara comprensione di tale posizione", ha affermato la fonte dell'agenzia. Interpellata sulla possibilità che la visita potesse ancora avere luogo entro le prossime due settimane, la fonte ha risposto: "Tutte le opzioni sono sul tavolo".
Ungheria: "Legge ucraina sulle minoranze traguardo verso l'adesione Ue"
Il via libera alla legge ucraina sull'istruzione delle minoranze rappresenterebbe un "traguardo" che "riflette gli interessi e i valori europei e ungheresi" e che "ci avvicina all'obiettivo" dell'Ucraina di aderire all'Ue. Lo ha dichiarato la ministra degli Esteri ungherese Anita Orban, al suo arrivo al Consiglio Affari esteri a Lussemburgo. Il provvedimento, frutto di un accordo bilaterale negoziato tra Budapest e Kiev a maggio e giugno, è stato approvato la scorsa settimana dalla commissione Istruzione della Verkhovna Rada, il Parlamento ucraino, ed è ora all'esame dell'Aula. "Ci aspettiamo che venga approvato oggi", ha affermato Orban, aggiungendo di attendere con interesse notizie da Kiev. Orban ha poi evidenziato i progressi del Montenegro nel processo di adesione all'Ue, annunciando la chiusura di tre capitoli negoziali nella giornata di oggi. "Si tratta di un risultato davvero significativo", ha osservato, sottolineando il sostegno di Budapest al percorso europeo di Podgorica. "L'adesione e l'allargamento sono stati di gran lunga lo strumento più efficace della politica estera europea ed è per noi motivo di grande soddisfazione vedere che, dopo il 2013, un altro paese candidato si avvicina all'ingresso nell'Unione Europea", ha concluso.
Australia esprime sostegno alla tregua energetica
L'Australia ha espresso il proprio sostegno al "cessate il fuoco energetico" tra Ucraina e Russiaannunciato ieri dal presidente statunitense Donald Trump. "L'Australia sostiene un cessate il fuoco energetico che sia rispettato dalla Russia e che contribuisca a una pace giusta e duratura, alle condizioni stabilite dall'Ucraina", ha dichiarato un portavoce del ministero degli Affari Esteri australiano in una nota.
Estonia: "Aumentano attacchi russi contro l'Ue, sicurezza è la priorità"
"Dobbiamo affrontare il problema di come difendere l'Europa, perché la Russia ora sta attaccando l'Europa. Assistiamo a un numero sempre maggiore di attacchi terroristici e di sabotaggio contro i paesi europei, ed è quindi fondamentale che oggi si discuta anche della sicurezza europea". Lo ha detto il ministro degli Affari Esteri dell'Estonia Margus Tsahkna arrivando al Consiglio Esteri a Lussemburgo.
Estonia: "Tregua energetica non funziona, servono pressioni su Mosca"
"La tregua energetica non funziona quindi, quello che dobbiamo fare in Europa, è concentrarci su ciò che possiamo fare". Lo ha detto il ministro degli Esteri estone Margus Tsahkna arrivando in Lussemburgo. "Dobbiamo continuare a esercitare pressioni sulla Russia e dobbiamo discutere da dove proverranno in futuro i fondi necessari per sostenere l'Ucraina e spero quindi che useremo i beni russi congelati", ha aggiunto. "Ma dobbiamo anche parlare di sicurezza europea. Lo scorso anno i paesi dell'area Schengen hanno rilasciato 650.000 visti turistici a cittadini russi: si tratta di una situazione che non possiamo più permettere".
Germania: "Non in vista stop a consegne armi da Usa"
"Abbiamo l'accordo Purl: come sapete, gli Stati Uniti hanno fornito armi ai partner dell'Ue, che noi poi abbiamo girato all'Ucraina, naturalmente dietro pagamento. In passato gli Stati Uniti si sono sempre dimostrati un partner affidabile; non riteniamo che al riguardo possano sorgere dubbi di sorta". Lo ha dichiarato il sottosegretario agli Affari Esteri della Germania, Gunther Krichbaum, all'arrivo al Consiglio Esteri Ue a Lussemburgo, in risposta a indiscrezioni di stampa su un possibile blocco delle consegne di armi da parte degli Stati Uniti. Sull'accordo sul diesel tra Trump e Putin, Krichbaum ha commentato: "ogni dollaro europeo che finisce nelle casse di Putin, nelle casse della Russia, attraverso gli acquisti di energia servirà alla Russia per utilizzare quei beni, quel denaro, per produrre e impiegare nuove armi contro l'Ucraina. In questo senso noi seguiamo un'altra strada, ma speriamo anche, nel dialogo reciproco, di arrivare a una soluzione. La nostra strada eè un'altra e per questo non condividiamo quella posizione". "Le elezioni potranno svolgersi quando saranno effettivamente possibili elezioni eque sull'intero territorio dello Stato ucraino, perche' non riconosceremo mai che parti dell'Ucraina siano occupate in violazione del diritto internazionale", ha inoltre aggiunto.
Sybiha: "Mosca ha violato tregua subito dopo annuncio"
La Russia "ha violato il cessate il fuoco energetico immediatamente dopo l'annuncio" da parte del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri ucraini, Andriy Sybiha, che su X ha spiegato di aver informato dell'attacco alla centrale elettrica Chp-5 di Kharkiv il suo omologo tedesco Johann Wadephul, con il quale ha parlato stamane "della fitta agenda europea di domani e delle decisioni chiave per aumentare la pressione sulla Russia". "Ho ribadito la disponibilità dell'Ucraina a un cessate il fuoco energetico completo se la Russia smetterà di attaccare la nostra infrastruttura energetica", ha proseguito il capo della diplomazia di Kiev, "il terrore russo deve essere affrontato con forza, unita' e determinazione: pacchetti aggiuntivi di aiuti militari per l'Ucraina, l'apertura dei cluster di adesione all'Ue e l'utilizzo completo dei beni russi congelati". "Ho ringraziato la Germania per la sua guida nel sostegno all'Ucraina", ha concluso Sybiha, "si tratta di una strada a doppio senso che porta benefici tangibili all'economia tedesca, dalla cooperazione energetica e dalla produzione congiunta di difesa all'accesso delle imprese tedesche ai progetti di ricostruzione".
Kallas: "Gli Usa approvino le sanzioni-Graham contro la Russia"
"Le sanzioni funzionerebbe molto meglio se i nostri partner, dal Regno Unito agli Stati Uniti, fossero sulla nostra stessa linea. Il Regno Unito è dalla nostra parte, ma se anche gli Stati Uniti lo fossero, se approvassero il disegno di legge Graham sulla Russia, potremmo davvero esercitare la pressione necessaria affinché la Russia ponga fine a questa guerra: chiediamo che lo facciano". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas arrivando al Consiglio Affari Esteri del Lussemburgo.
Cremlino: "Zelensky non vuole fermare il conflitto, perciò Trump vuole nuovo leader"
Volodymyr Zelensky non sta mostrando alcuna volontà di fermare il conflitto, ed è per questo che il presidente Usa Donald Trump afferma che l'Ucraina ha bisogno di un nuovo presidente. Lo ha detto all'agenzia Ria Novosti il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. "Trump - ha dichiarato Peskov - ha detto di credere che sia giunto il momento di un nuovo presidente. Perché? Perché il presidente ucraino deve prendere decisioni molto importanti e molto difficili per fermare questa guerra. O Zelensky si assume questa responsabilità e dimostra la volontà politica, oppure no".
Matvijchuk: "Gli ucraini sostengono Zelensky, Putin vuole ricostruire impero"
"Purtroppo Trump adora Putin e non ama Zelensky. Sembra proprio non capire come un Paese con forze armate più deboli e privo di armi nucleari possa rifiutare di piegarsi alla volontà di una grande potenza". Lo dice alla Stampa Oleksandra Matvijchuk, avvocata ucraina per i diritti umani e Premio Nobel per la pace 2022, parlando delle posizioni alterne del presidente americano riguardo il capo dello Stato ucraino. "Trump - aggiunge - mira semplicemente ad avvantaggiare sé stesso e la sua cerchia ristretta, sfruttando la posizione di cui dispone in questo conflitto in qualità di presidente degli Stati Uniti. Un approccio definito apertamente come transazionale". Sul fronte interno, afferma il premio Nobel, "Zelensky gode del sostegno dell'intero Paese, poiché agisce nell'interesse del popolo ucraino".
"Per costringere Putin a porre fine al conflitto - spiega la Matvijchuk - è necessario che il costo della guerra sia per lui superiore a quello della pace. Purtroppo l'Ucraina non può riuscirci da sola. Per questo la comunità internazionale deve confiscare i beni russi, rendere operativo il Tribunale speciale per il crimine di aggressione, sequestrare le navi della flotta ombra russa e sanzionare concretamente le aziende europee che aiutano la Russia a eludere le limitazioni. Putin vuole realizzare i suoi obiettivi di guerra ragionando secondo categorie storiche superate nel tentativo di ripristinare l'impero russo con la forza. Dopo quasi cinque anni di invasione e dodici di guerra complessivi lo Zar non ha abbandonato il suo obiettivo, perché la vita umana è la risorsa meno costosa per lo Stato russo. Egli pensa alla propria eredità storica e i Paesi europei sono al sicuro solo perché gli ucraini continuano a frenare la sua avanzata".
Kallas: "Chiediamo agli Usa di imporre sanzioni"
"Chiediamo agli Stati Uniti di imporre sanzioni in modo da poter effettivamente concludere questa guerra, e tutti questi effetti, sapete, gli attacchi alle raffinerie non ci sarebbero, non sarebbero necessari se la guerra finisse". Lo ha affermato l'Alto Rappresentante per la Politica estera e la sicurezza Kaja Kallas arrivando al Consiglio Esteri a Lussemburgo.
Kallas: "Elezioni se ci sarà pressione su Russia"
"Se verrà esercitata pressione sulla Russia affinché ponga fine a questa guerra, sono certa che l'Ucraina terrà le elezioni". Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, all'arrivo al Consiglio Esteri Ue a Lussemburgo. "Quasi tutte le costituzioni prevedono che, in tempo di guerra, non si possano tenere elezioni. E mi risulta che anche il presidente Zelensky abbia detto che, in caso di cessate il fuoco, sarebbe disposto a tenere le elezioni il prima possibile. Ma le elezioni sono sempre uno scontro tra i diversi gruppi all'interno del Paese, mentre gli attacchi arrivano dall'esterno: ecco perché è davvero importante tenere unita la popolazione finché la guerra è in corso", ha dichiarato Kallas.
Kallas: "Le sanzioni funzionerebbero meglio se gli Usa fossero allineati"
Le sanzioni alla Russia "funzionerebbero molto meglio se i nostri partner fossero allineati con noi. Se lo fossero anche gli Stati Uniti, se approvassero il disegno di legge Graham sulla Russia, potremmo davvero fare pressione affinché la Russia ponga fine a questa guerra". Lo ha detto l'Alto rappresentante per la Politica Estera e la sicurezza Kaja Kallas arrivando al Consiglio Esteri a Lussemburgo. Il "Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act of 2026" (noto come Graham Act) è un pacchetto legislativo statunitense approvato dal Congresso per inasprire la pressione economica su Mosca e sui suoi alleati.
Kallas: "Bene le tregua energetica ma la Russia la deve rispettare"
"Accogliamo con favore la tregua nel settore energetico, purché venga rispettata. Non abbiamo ancora visto se anche la Russia la rispetterà. Naturalmente, a titolo personale, vorrei anche che la tregua si applicasse alle persone, che non venissero uccise persone". Lo ha detto l'Alto rappresentante Ue Kaja Kallas arrivando al Consiglio Affari Esteri del Lussemburgo. "Dovremmo esercitare pressioni sulla Russia affinché cessi la guerra. Perché se smette, anche gli ucraini non dovranno prendere alcuna misura per difendere il loro Paese".
Kallas: "Con sanzioni 1000 miliardi in meno per guerra"
"Le sanzioni hanno privato la Russia di 1.000 miliardi di euro, e 1.000 miliardi di euro non serviranno a finanziare questa guerra. Inoltre, le azioni che stiamo intraprendendo riguardo alla flotta ombra stanno rendendo molto più difficile per loro finanziare questa guerra". Lo ha detto l'Alto Rappresentante per la Politica estera Kaja Kallas arrivando al Consiglio Esteri a Lussemburgo.
Axios: "Trump è molto arrabbiato con Zelensky"
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è "molto arrabbiato" con l'omologo ucraino, Volodymyr Zelensky, che accusa di contribuire all'impennata globale dei prezzi del carburante con i suoi attacchi alle raffinerie russe. Lo ha confidato ad Axios una fonte della Casa Bianca, secondo la quale Trump ritiene che il leader di Kiev "stia dando per scontato" l'appoggio statunitense. Dopo aver revocato venerdi' scorso le sanzioni sull'esportazione di diesel russo, il presidente degli Stati Uniti - scrive Axios - "rimane concentrato sulla necessità di fermare gli attacchi ucraini contro le raffinerie di petrolio russe" e "ritiene che gli attacchi stiano facendo aumentare i prezzi della benzina negli Stati Uniti". "Gli attacchi ucraini contro le raffinerie russe stanno danneggiando il rapporto tra Zelensky e Trump più di quanto stiano danneggiando la Russia", avvertono fonti dell'amministrazione. L'inquilino della Casa Bianca ieri ha annunciato su Truth Social un cessate il fuoco con effetto immediato tra Russia e Ucraina, limitato agli attacchi alle infrastrutture energetiche. Zelensky ha affermaton subito dopo di non sapere nulla di tale intesa e l'unica reazione giunta finora da Mosca è il bombardamento di una centrale elettrica a Kharkiv che ieri notte ha causato tre morti.
Attacco russo a sito energia poco dopo l'annuncio di Trump
L'attacco missilistico russo che ha ucciso tre persone a Kharkiv era diretto verso un impianto energetico ed è stato sferrato poco dopo l'annuncio del presidente Usa, Donald Trump, di un cessate il fuoco tra Mosca e Kiev limitato a questo genere di infrastrutture. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ieri, subito dopo la comunicazione di Trump, aveva affermato di non sapere nulla di una simile intesa e da parte russa non è ancora giunta alcuna conferma o reazione. "I russi ci stanno pensando", ha spiegato una fonte dell'amministrazione ad Axios, "sapremo presto se sono pronti".
Tre morti e 25 feriti in attacco russo vicino a Kharkiv
Almeno tre persone sono rimaste uccise e altre 25 ferite nella tarda serata di ieri in un attacco missilistico russo contro un'area residenziale nella localita' di Pisochyn, alle porte di Kharkiv; lo ha reso noto la Polizia nazionale ucraina, secondo quanto riporta The Kyiv Independent. Tra le vittime figurano un ragazzo di 16 anni, una giovane di 19 anni e una donna di 51 anni. Tra i feriti ci sono anche due bambine di 13 e 9 anni. L'attacco si inserisce in una giornata drammatica per Kharkiv, la seconda città più grande dell'Ucraina. Sempre ieri due bombe avevano colpito il distretto cittadino di Nemyshlyanskyi, causando la morte di una persona e il ferimento di almeno altre otto. Il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato che "solo in questa settimana i russi hanno lanciato circa 1.450 bombe aeree, 75 missili di vario tipo e oltre 1.640 droni d'attacco, di cui circa il 60% a propulsione a getto".