Cos'è e come funziona il drone Gerbera con cui la Russia potrebbe colpire l'Italia

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Ansa / Afp

Lungo due metri, ha un'apertura alare pari a 2,5 metri. Può pesare fino a 18 Kg e raggiungere velocità vicine ai 160 Km/h, con un'autonomia dichiarata di 600 Km. Uno può costare anche 10mila dollari,  componenti elettronici sono cinesi mentre l'assemblaggio avviene nell'area di Alabuga, regione russa del Tatarstan

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Una lunghezza di circa due metri, una apertura alare pari a 2,5 metri. Oltre ad un peso che può arrivare fino a 18 Kg e una capacità di raggiungere velocità vicine ai 160 Km/h e con un'autonomia dichiarata di 600 Km. Sono queste le principali caratteristiche del Gerbera, il drone che la Russia potrebbe utilizzare contro Spagna, Francia o Italia almeno stando alle informazioni sui piani di escalation del Cremlino raccolte dai servizi segreti statunitensi e rivelate dal quotidiano spagnolo El Mundo.

Costo, assemblaggio e carico esplosivo

Il costo? Come segnala "Il Messaggero", un esemplare può arrivare a costare intorno ai 10mila dollari, anche considerati i materali utilizzati per costruirlo, tra cui compensato e schiuma plastica. I componenti elettronici, invece, sono di base cinesi, l'assemblaggio si effettua nell'area di Alabuga, regione russa del Tatarstan, una sorta di polo nel quale Mosca costruisce i droni da guerra. Il Gerbera può essere trasportato da una nave mercantile e può essere azionato con molta più facilità rispetto ad altri droni simili, come gli Shahed o i Geran. Un'altra caratteristica: da una distanza di 200 o 300 Km dalla costa, il volo durerebbe massimo due ore, a seconda della velocità effettiva. Può trasportare un carico esplosivo pari a circa 5 kg, capace di provocare un incendio o anche far chiudere temporaneamente un porto o un aeroporto.

Diversi modelli

Esistono diversi modelli del Gerbera, in particolare si producono tre differenti versioni. Oltre a quello da ricognizione, utilizzato per raccogliere immagini e informazioni sul terreno in tempo reale, esiste la tipologia kamikaze, caratterizzata da una piccola carica esplosiva per colpire gli obiettivi, mentre la versione più pericolosa è quella pensata per apparire ai radar come se fossero degli Shahed-136, ingannando i sistemi di difesa aerea nemici.

I Gerbera in Europa

Droni come questo sono già stati avvistati in Ucraina un paio di anni fa, ma poi la minaccia ha riguardato da vicino pure l'Europa centrale e balcanica. Nel settembre dello scorso, sono state registrate violazioni dello spazio aereo in Polonia ma i droni coinvolti sono stati abbattuti. Solo il mese scorso, la Romania ha neutralizzato due Gerbera sul Mar Nero. Pochi giorni fa, infine, un caccia Eurofighter italiano ha intercettato e abbattuto un drone simile in Lituania.

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