All'ingresso del premier israeliano decine di diplomatici di numerose delegazioni hanno abbandonato la sala in segno di protesta, rimasta mezza vuota tra cori pro-Palestina. Lui: "Se ce ne sono altri se ne vadano subito". L'attrice fermata tra le persone che manifestavano nelle strade limitrofe al Palazzo di Vetro contro la presenza di Netanyahu
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All'ingresso del premier israeliano Benjamin Netanyahu all'Assemblea generale dell'Onu decine di diplomatici di numerose delegazioni hanno abbandonato la sala in segno di protesta, rimasta mezza vuota tra cori pro-Palestina. Lui: "Se ce ne sono altri se ne vadano subito. Saremmo tutti morti se non avessimo attaccato l'Iran".
L'attrice Susan Sarandon è stata fermata tra le persone che manifestavano nelle strade limitrofe al Palazzo di Vetro contro la presenza di Netanyahu all'Onu. Sarandon era schierata con Darializa Avila Chevalier, una candidata Dem al Congresso, e con il consigliere comunale Chi Osséo: anche loro sono stati presi in custodia dalla polizia. La manifestazione, due isolati a sud dal quartier generale dell'Onu, era organizzata da Jewish Voice for Peace e aveva attirato circa 250 persone.
"Abbiamo accolto con favore il piano di Trump e la tabella di marcia per l'attuazione della seconda fase", ha detto il presidente palestinese Mahmoud Abbas in videomessaggio all'Onu. "Lo scopo era porre fine all'aggressione contro il nostro popolo, garantire il ritiro delle forze di occupazione e avviare la ricostruzione. Purtroppo non abbiamo visto nulla di tutto ciò concretizzarsi".
Gli approfondimenti:
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Paesi degli Accordi di Abramo si incontrano a New York
I rappresentanti dei Paesi firmatari degli Accordi di Abramo, ovvero Israele, Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Marocco, si sono riuniti a New York per la prima volta dal gennaio 2023.
La tavola rotonda è stata organizzata dalla Fondazione N7 dell’Atlantic Council, che si impegna a promuovere gli Accordi di Abramo. Hanno partecipato anche il Sottosegretario di Stato americano Allison Hooker e un rappresentante del Kazakistan.
I rappresentanti hanno discusso le modalità per rafforzare gli Accordi di Abramo, che gli Stati Uniti hanno faticato ad ampliare dopo lo scoppio della guerra a Gaza. Nel comunicato stampa della Fondazione N7 relativo all’incontro non è stata pubblicata alcuna foto.
Ambasciatore Israele offre terminale Starlink a diplomatico iraniano, lui rifiuta
L'ambasciatore israeliano all'Onu, Danny Danon, ha offerto a un diplomatico iraniano il terminale Starlink utilizzato da Benjamin Netanyahu durante il suo discorso all'Assemblea generale. "Può essere molto utile per permettere al popolo iraniano di ottenere la libertà, dopo quello che gli avete fatto", ha detto Danon, rivolgendosi al diplomatico mentre veniva ripreso presumibilmente con un cellulare. Il diplomatico iraniano si è girato dall'altra parte senza rispondere né accettare il dispositivo. Il governo iraniano aveva imposto un blackout di internet durato mesi a gennaio, in risposta alle proteste nel Paese. Il blocco è stato ufficialmente revocato alla fine di maggio. Al termine del suo intervento Netanyahu aveva lasciato il terminale al presidente dell'Assemblea generale chiedendo che fosse consegnato alla delegazione iraniana.
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Mamdani replica a Netanyahu: "Le sue bugie non cambiano il mandato d'arresto della Cpi"
Il sindaco di New York Zohran Mamdani risponde all'attacco del premier israeliano Benjamin Netanyahu, che in aula all'Onu lo ha accusato di essere un "antisemita", "amico di Hamas". "Come ha fatto più volte, Netanyahu ha usato il suo discorso per ripetere bugie prive di fondamento, volte a edulcorare il genocidio dei palestinesi. Tuttavia, nessuna menzogna può cambiare il fatto che è destinatario di un mandato di arresto della Corte Penale Internazionale per accuse di crimini di guerra e crimini contro l'umanità", ha detto Mamdani.
Guerra Iran, rincari per le famiglie: 1,8 miliardi in 6 mesi
La crisi nel Golfo sta avendo i suoi effetti sui bilanci delle famiglie italiane. Nell'arco di sei mesi di conflitto, tra febbraio e agosto 2026, l'indice dei prezzi al consumo di elettricità, gas e altri combustibili domestici ha registrato un'impennata dell'11,4%. Il che vuol dire 1,8 miliardi di euro che pesano sulla spesa delle famiglie italiane. Lo rileva Confartigianato in un’analisi presentata durante la ventiduesima edizione dell’annuale convention "Energies and Sustainability Confartigianato High School", organizzata dalla Confederazione in collaborazione con i Consorzi energia Caem, CEnPI, Multienergia. A trainare i rincari è soprattutto il gas, in crescita del 13,5%, seguito dall'elettricità con un più 10,1%. L'impatto, però, non si distribuisce in modo uniforme sul territorio del Paese.
Guerra Iran, rincari per le famiglie: 1,8 miliardi in 6 mesi
Vai al contenutoYemen, Mélenchon: 'Per invio mezzi militari francesi in A. Saudita serve voto Parlamento'
Il candidato alla presidenza francese della Lfi (France insoumise) Jean-Luc Mélenchon ha chiesto un voto al Parlamento per l'annuncio di Emmanuel Macron dell'invio di "mezzi militari" per "proteggere" il sito di Yanbu, il principale terminale saudita per l'esportazione di greggio sul Mar Rosso. "Schierare truppe in Arabia Saudita significa insediarsi in uno scenario di guerra. Se la base venisse colpita, cosa faremmo? Non se ne parla di diventare parte belligerante. Pertanto, l'Assemblea deve votare sulla questione. Articolo 35 della Costituzione", ha scritto Jean-Luc Mélenchon su X.
Mamdani replica a Netanyahu: 'Menzogne per ripulire genocidio dei palestinesi'
Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, ha replicato alle dichiarazioni del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, all'Assemblea generale dell'Onu, accusandolo di aver pronunciato "menzogne infondate" per "ripulire il suo genocidio dei palestinesi". In una nota, Mamdani ha aggiunto che nessuna menzogna può "cambiare il fatto che Netanyahu resta oggetto di un mandato di arresto della Corte penale internazionale", che lo accusa di crimini di guerra e crimini contro l'umanità.
Gli Usa cederanno all'Iraq un hub all'aeroporto di Baghdad
Gli Stati Uniti trasferiranno alle autorità irachene un centro diplomatico e logistico situato presso l'aeroporto di Baghdad, struttura ripetutamente presa di mira da gruppi sostenuti dall'Iran durante il conflitto in Medio Oriente; lo ha reso noto oggi il ministero degli Esteri. Il dicastero ha comunicato la firma di un accordo con l'incaricato d'affari statunitense Steven Fagin per "cedere al governo iracheno il centro di supporto diplomatico, facente capo all'ambasciata Usa, situato presso l'aeroporto internazionale di Baghdad". Tale iniziativa, ha aggiunto il ministero, rientra negli sforzi volti a porre fine alla presenza militare della coalizione a guida statunitense in Iraq, con il completamento del ritiro delle truppe rimanenti previsto entro il 30 settembre. Da anni, gruppi armati sostenuti dall'Iran - che chiedono da tempo il ritiro delle truppe straniere - prendono di mira le strutture statunitensi e le forze della coalizione in Iraq. Durante il conflitto in Medio Oriente, tali gruppi hanno colpito siti Usa in oltre 600 occasioni, inclusa la struttura presso l'aeroporto di Baghdad.
Guerra Iran-Usa, quanto sono costati i sei mesi di conflitto
Ad oltre sei mesi dall'attacco di Stati Uniti e Israele contro la Repubblica Islamica dell'Iran, i consumatori continuano a fronteggiare una raffica di rincari, a partire dai prodotti energetici con i prezzi di benzina, diesel e gas in costante aumento. Come per le sorti del conflitto, anche sul fronte dei costi aggiuntivi causati dal blocco dello Stretto di Hormuz non si riesce a intravedere, al momento, una fine. Ecco un bilancio.
Guerra Iran-Usa, quanto sono costati i sei mesi di conflitto
Vai al contenutoNetanyahu: "Il regime iraniano cadrà e tutti festeggeremo"
"Un giorno gli iraniani saranno liberi. Il regime malvagio di Teheran cadrà e tutti festeggeremo quel giorni". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Netanyahu all'Onu: "Mamdani anti-semita, vergognati delle bugie"
Benjamin Netanyahu ha attaccato Zohran Mamdani definendolo "anti-semita". "Vergognati per aver diffuso bugie", ha detto il premier israeliano all'Onu sostenendo che molti ebrei di New York "non si sentono sicuri da quando è stato eletto sindaco". "Non mi puoi mettere a tacere, non puoi mettere a tacere la verità", ha aggiunto.
Netanyahu all'Onu: "I coloni violenti sono giovani teppisti"
Benyamin Netanyahu ha definito i coloni violenti "un pugno di giovani teppisti" nel suo discorso all'Assemblea Generale dell'Onu.
Chi sono gli Houthi, milizia che controlla Bab el-Mandeb nel Mar Rosso
Sciiti di stampo zaydita, controllano ormai da anni la capitale yemenita Sana'a. Dietro di loro c'è l'Iran, alleato ideologico, religioso e militare. Il loro ruolo è diventato ancora più cruciale dopo lo scoppio del conflitto che infiamma il Medio Oriente.
Chi sono gli Houthi, milizia che controlla Bab el-Mandeb nel Mar Rosso
Vai al contenutoNetanyahu: "Siamo nel Golan fin dai tempi di Mosè"
"Siamo nelle alture del Golan fina dai tempi di Mosè". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu replicando al leader siriano Ahmad al-Sharaa che ieri, sempre dal palco dell'Onu, ha dichiarato che il Golan resterà territorio siriano.
Netanyahu: "In proporzione il 7 ottobre è 16 volte l'11 settembre"
Il 7 ottobre i palestinesi "hanno massacrato 1.200 israeliani. Voglio darvi un'idea di cosa significhi questo per un Paese di 10 milioni di abitanti. In proporzione, equivale a 40 mila americani innocenti massacrati in meno di 24 ore. Sono 16 volte l'11 settembre; 16 volte l'11 settembre, accaduto non molto lontano da qui". Lo ha dichiarato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, nel suo discorso all'Assemblea generale dell'Onu a New York.
Netanyahu mostra cercapersone all'Onu: "Hezbollah se lo ricorda"
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu mostra all'Assemblea dell'Onu uno dei cercapersone usati da Israele in Libano nel 2024. "Ve lo ricordate? Hezbollah se lo ricorda", ha detto.
Netanyahu: "Vinceremo, dopo il 7 ottobre abbiamo combattuto come leoni"
"Vinceremo, non abbiamo altra scelta". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu dopo aver raccontato del fratello ucciso e ripercorso l'attacco del 7 ottobre. "I mostri di Hamas hanno ucciso sopravvissuti dell'Olocausto, hanno stuprato le nostre donne e ucciso bambini", ha messo in evidenza. "Pensavano che ci avrebbero atterrito, invece abbiamo combattuto come leoni", ha aggiunto, vantando il fatto che un Paese piccolo come Israele ha combattuto su sette fronti.
Netanyahu: "Gb e Francia ci accusano di colonialismo, loro hanno coniato il termine"
"Accusano Israele di colonialismo. E chi ci accusa? Gente in Gran Bretagna e Francia che hanno coniato la parola colonialismo". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu intervenendo all'Onu.
Netanyahu: "Se non avessi attaccato l'Iran saremmo tutti morti"
Attaccare l'Iran "è stata una delle decisioni più facili che abbia mai preso da premier". Lo ha detto Benjamin Netanyahu all'Onu aggiungendo che se non lo avesse fatto "saremmo tutti morti".
Mamdani risponde a Netanyahu con un ramoscello di ulivo per la pace
Pochi minuti prima dell' intervento all'Onu di Benjamin Netanyahu, il sindaco di New York Zohran Mamdani ha risposto senza pronunciare una parola alle accuse del premier israeliano che lo aveva criticato per il sostegno ad Hamas e "l'incitamento alle rivolte contro gli ebrei di New York". In un video diffuso sui social, Mamdani pianta un ulivo a Gracie Mansion e cena con famiglie palestinesi di Gaza. "Che la pace sia il nostro futuro", ha scritto nella didascalia su X.
Netanyahu all'Onu: chi ha lasciato l'aula è un codardo
"Chi ha lasciato l'aula è un codardo morale, se ce ne sono altri se ne vadano subito". Lo ha detto Benjamin Netanyahu all'Assemblea Generale dell'Onu dopo che decine di persone hanno lasciato l'aula.
Decine di inviati lasciano la sala dell'Onu all'arrivo di Netanyahu
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu è entrato all'Assemblea Generale dell'Onu per tenere il suo discorso. Al suo ingresso, decine di diplomatici di numerose delegazioni hanno abbandonato la sala in segno di protesta, rimasta mezza vuota. Ci sono stati anche cori pro-Palestina.
Proteste per Netanyahu all'Onu, arrestata Susan Sarandon
L'attrice Susan Sarandon è stata fermata oggi tra le persone che manifestavano nelle strade limitrofe al Palazzo di Vetro contro la presenza del premier israeliano Benyamin Netanyahu all'Onu. Sarandon era schierata con Darializa Avila Chevalier, una candidata Dem al Congresso, e con il consigliere comunale Chi Osséo: anche loro sono stati presi in custodia dalla polizia. La manifestazione, due isolati a sud dal quartier generale dell'Onu, era organizzata da Jewish Voice for Peace e aveva attirato circa 250 persone.
Mahsa Amini, 4 anni dopo l'uccisione: dati, testimonianze, proteste
Quattro anni fa l'uccisione della giovane, morta in custodia della polizia iraniana per una presunta violazione delle regole sul velo, scatenò enormi proteste sia nel Paese che all’estero. Cosa resta oggi del movimento Donna, Vita, Libertà?
Mahsa Amini, 4 anni dopo l'uccisione: dati, testimonianze, proteste
Vai al contenutoProteste pro pal, arrestata Susan Sarandon
L'attrice premio Oscar Susan Sarandon è stata arrestata durante una protesta pro-palestinese davanti al palazzo delle Nazioni Unite a New York, poco prima del discorso del Primo Ministro Benjamin Netanyahu. Anche le attrici vincitrici di un Emmy, Cynthia Nixon e Hannah Einbinder, sono state arrestate durante la protesta, alla quale ha partecipato anche l'attore Elliot Page.
Onu, media: Mamdami è il motivo brevità permanenza Netanyahu
Secondo fonti vicine al primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, il sindaco di New York, Zohran Mamdani, sarebbe il motivo della breve visita di Netanyahu in città. Il giornale 'Jewish Insider' ha spiegato, citando i collaboratori di Netanyahu, che la preoccupazione deriva dalla possibilità di proteste o di una "messa in scena politica" da parte di Mamdani, nonostante quest'ultimo abbia ammesso di non avere l'autorità per arrestare Netanyahu. Secondo quanto riportato da Reuters, la visita lampo del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, a New York riflette le relazioni tese tra Israele e Washington. L'agenzia ha citato funzionari israeliani secondo i quali la visita di Netanyahu a New York non sarebbe durata più di 8 ore, dopodiché avrebbe fatto ritorno in Israele.
Appello 80 Paesi all'Onu: garantire navigazione Golfo
Una coalizione di 80 Paesi ha chiesto all'Onu il pieno ripristino della navigazione marittima nel Golfo, interrotta da Teheran dopo l'inizio degli attacchi israelo-americani contro l'Iran. "Chiediamo il pieno ripristino, senza indugio, dei diritti e dei principi della navigazione", ha dichiarato il ministro degli Esteri del Bahrein, Abdullatif bin Rashid al-Zayani, leggendo alla stampa una dichiarazione congiunta.
Abu Mazen denuncia: la politica di Israele minaccia l'esistenza dei palestinesi
La politica israeliana minaccia "persino la vita e l'esistenza" dei palestinesi. Lo ha denunciato il presidente dell'Autorità Palestinese Abu Mazen, al quale è stato negato l'ingresso negli Stati Uniti per partecipare di persona all'Assemblea Generale Onu. "Cerchiamo uno stato palestinese democratico che vive in pace vicino a Israele. E' possibile? Il nostro impegno alla pace non inizia oggi", ha aggiunto.
Abu Mazen: bene piano pace di Trump per Gaza ma ancora vittime tra donne e bambini
"Abbiamo accolto con favore il piano in 20 punti del presidente Usa Donald Trump, la risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza e la tabella di marcia per l'attuazione della seconda fase. L'obiettivo era porre fine all'aggressione contro il nostro popolo, garantire il ritiro delle forze di occupazione dalla Striscia di Gaza e avviare la ricostruzione della Striscia stessa. Tuttavia, purtroppo, non abbiamo visto nulla di tutto ciò concretizzarsi. Queste aggressioni letali continuano a mietere vittime tra uomini, donne e bambini a Gaza dopo quasi un anno". Lo ha detto il presidente palestinese Abu Mazen in videomessaggio all'Onu.
Abbas: Usa revochino restrizioni e collaborino con Anp per pace
"Negare alla delegazione palestinese l'accesso alla sede dell'Onu costituisce una violazione degli obblighi degli Stati Uniti in quanto Paese ospitante" dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Lo ha dichiarato il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) Mahmoud Abbas in un videomessaggio preregistrato dopo che gli Stati Uniti gli hanno negato il visto, per il secondo anno consecutivo. "Chiediamo all'amministrazione americana di revocare queste sanzioni e restrizioni, di tornare al dialogo e al rispetto reciproco e di collaborare con noi e con la comunità internazionale per attuare la soluzione dei due Stati sulla base della legittimità internazionale e per stabilire la pace, anziché punire la parte che ha scelto la via del diritto internazionale e dell'azione politica e diplomatica per garantire i propri diritti", ha detto Abbas.
Abu Mazen: continuare appoggio a Unrwa, non sostituibile
"Esortiamo tutti gli Stati e le organizzazioni internazionali e regionali a continuare a sostenere l'operato dell'Unrwa, per la quale non esiste alternativa finché la questione dei rifugiati rimarrà irrisolta". Lo ha affermato il presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen, nel suo discorso registrato di fronte all'Assemblea Generale dell'Onu. "Cio' richiede un sostegno finanziario e politico continuo, nonché la cessazione degli attacchi (israeliani) contro l'Unrwa.
Abu Mazen: bene piano Gaza, ora attuare seconda fase
"Abbiamo accolto con favore il piano in 20 punti del presidente Donald Trump, così come la tabella di marcia per l'attuazione della seconda fase" ma "non abbiamo visto nulla di tutto ciò concretizzarsi". "Chiediamo di accelerare l'attuazione della seconda fase, anziché perdere ulteriore tempo". Lo ha affermato il presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen, nel suo discorso registrato di fronte all'Assemblea Generale dell'Onu, esortando a "non permettere che il periodo di transizione si trasformi in una situazione permanente o a tempo indeterminato, priva di un chiaro orizzonte politico".
Abu Mazen: puniti per aver chiesto fine dell'occupazione o esserci rivolti all'Onu
"Il popolo palestinese e la sua leadership non devono essere puniti per aver chiesto la fine dell'occupazione o per essersi rivolti all'Onu, alla Corte Internazionale di Giustizia e alla Corte Penale Internazionale. La nostra scelta di invocare il diritto internazionale e le sue istituzioni è una scelta pacifica e civile, non un atto contrario alla pace. Negare alla delegazione palestinese l'accesso alla sede dell'Onu costituisce una violazione degli obblighi degli Stati Uniti in qualità di Paese ospitante". Lo ha detto il presidente palestinese Abu Mazen intervenendo con un videomessaggio all'Assemblea Generale Onu. "Esortiamo l'amministrazione americana a revocare tali sanzioni e restrizioni, a tornare al dialogo e al rispetto reciproco e a collaborare con noi e con la comunità internazionale per attuare la soluzione a due Stati sulla base della legittimità internazionale e per instaurare la pace, anziché punire la parte che ha scelto la via del diritto internazionale e dell'azione politica e diplomatica per garantire i propri diritti", ha aggiunto.
Iran: in caso di nuovi attacchi Usa il conflitto si estenderà all'Oceano Indiano'
Un consigliere della Guida Suprema iraniana ha avvertito oggi che Teheran potrebbe estendere il conflitto mediorientale fino all'Oceano Indiano qualora gli Stati Uniti dovessero sferrare nuovi attacchi. "Dato che il conflitto si è propagato dal Golfo Persico e dallo Stretto di Hormuz al Mar Rosso, è possibile che, in risposta a un'ulteriore escalation bellica, il fronte si allarghi ancora di più, raggiungendo l'Oceano Indiano e forse oltre", ha dichiarato Yahya Rahim Safavi in un video diffuso dall'agenzia di stampa iraniana Fars. I ribelli Houthi dello Yemen, in lotta contro le forze governative sostenute dall'Arabia Saudita, hanno recentemente assunto il controllo della costa del Mar Rosso, rafforzando la propria presa sullo strategico stretto di Bab el-Mandeb, che collega l'Asia all'Europa attraverso il Canale di Suez. L'Iran fornisce da tempo sostegno militare agli Houthi, pur negando qualsiasi coinvolgimento diretto nel conflitto yemenita. La Repubblica Islamica ha inoltre bloccato lo Stretto di Hormuz, al largo delle coste iraniane, per ritorsione contro gli attacchi congiunti Usa-Israele che hanno innescato il conflitto in Medio Oriente alla fine di febbraio. Iran e Stati Uniti si contendono ora il controllo di Hormuz, stretto attraverso il quale, prima della guerra, transitava gran parte del petrolio e del gas mondiali. Funzionari iraniani avevano già minacciato di estendere l'ambito geografico del conflitto qualora dovessero riprendere gli attacchi statunitensi. Tuttavia, l'avvertimento di oggi segna la prima volta in cui un consigliere della Guida Suprema iraniana ha menzionato esplicitamente l'Oceano Indiano, dove si trova una base militare strategica congiunta Usa-Regno Unito a Diego Garcia, a quasi 4.000 chilometri dall'Iran.
Sisi: "Iraq continui ad essere forza di sicurezza e stabilità in Medio Oriente"
Il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi ha ricevuto questa mattina al Cairo il leader del principale partito di governo iracheno, Ammar Al Hakim del National Wisdom Movement, esortando Baghdad "a continuare a svolgere un ruolo costruttivo nel rafforzamento della sicurezza collettiva delle nazioni arabe, nella salvaguardia delle risorse e del benessere dei popoli della regione". Durante l'incontro tra il presidente dell'Egitto, a maggioranza sunnita, e il leader iracheno, di fede sciita, si è parlato degli sforzi in corso da parte dell'Egitto per ridurre le tensioni e prevenire una nuova escalation in Medio Oriente. All'incontro ha partecipato il capo dell'intelligence egiziana Hassan Rashad. Sisi - riferisce una nota presidenziale - "ha confermato la ferma dedizione dell'Egitto alla sicurezza e alla stabilità dell'Iraq e il sostegno a tutte le misure adottate dallo Stato iracheno per preservare la propria sovranità, unità e integrità territoriale, riconoscendo al contempo gli sforzi del governo nella lotta alla corruzione e nella limitazione del possesso di armi". Ha poi elogiato "il ruolo cruciale dell'Iraq nella guerra contro il terrorismo e l'ideologia estremista, nonché gli sforzi per sradicarne le cause profonde". E in particolare, "il ruolo costruttivo svolto da Ammar Al-Hakim nel ridurre le divisioni politiche e tutelare gli interessi nazionali". Hakim, da parte sua, ha sollecitato il sostegno dell'Egitto "ai suoi sforzi per riconquistare la propria naturale posizione di leadership sia a livello arabo che regionale" valutando "le modalità per proteggere l'Iraq dalle ripercussioni negative" degli eventi in atto. Sisi ha ribadito che l'Egitto preme in ogni caso per soluzioni politiche e diplomatiche ai conflitti.
Riad, intercettati sei missili balistici Houthi
L'Arabia Saudita ha annunciato di aver intercettato sei missili balistici lanciati dai ribelli yemeniti Houthi. Secondo quanto riferito dal portavoce della Coalizione saudita, Turki al-Malki, sono stati neutralizzati tentativi di colpire Taif e Yanbu. L'escalation degli Houthi verra' affrontata con fermezza, ha aggiunto.
Regista di Naza: "Il documentario sarà visibile gratis online a novembre"
Il co-regista di Naza Yuval Abraham ha dichiarato che il suo controverso documentario, che tratta delle morti di civili a Gaza, sarà pubblicato online e potrà essere visionato gratuitamente nel corso del mese di novembre. Abraham afferma che lui e Szor torneranno in Israele "e continueranno a lottare per il futuro di questo Paese insieme ai nostri numerosi alleati". Lo riportano i media israeliani. Il film sostiene che Israele abbia utilizzato l'intelligenza artificiale per colpire sistematicamente i civili a Gaza, un'accusa che l'Idf ha respinto. "Ci siamo rivolti ai cinema in Israele offrendo loro il film gratuitamente, nella speranza che venisse proiettato nel paese già da ora, in parallelo con la sua distribuzione nelle sale cinematografiche di tutto il mondo", scrive su X. Abraham osserva che sono state dette "molte cose inesatte" sul suo film e difende i "tre anni di approfondita indagine giornalistica" che lui e la collega Rachel Szor hanno dedicato al lavoro. "Abbiamo realizzato il film per innescare un dibattito pubblico sulle azioni del governo a Gaza, sull'uccisione di oltre 73.000 persone, la maggior parte delle quali civili, sulla normalizzazione di una guerra di sterminio, sull'idea che "non ci siano estranei - scrive - Ventiquattro soldati, uomini e donne, hanno fatto un passo avanti e hanno parlato davanti a una telecamera di ciò di cui un'intera società non vuole parlare".
Iran, Wsj: "Da inizio anno da Pechino 1.300 consegne con componenti per droni e missili"
L'elefante nella stanza: il continuo sostegno della Cina all'Iran. E' l'analisi del Wall Street Journal che, nel giorno dell'atteso summit tra Donald Trump e Xi Jinping, citando dati doganali iraniani, scrive che quest'anno, fino a fine giugno, la Cina ha inviato in Iran, al ministero della Difesa, circa 1.300 spedizioni con componenti 'dual use'. Secondo la ricostruzione, una consegna, con componenti che possono essere utilizzati per fabbricare parti di droni e sistemi di guida per i missili, è arrivata proprio quando Usa e Iran concordavano una tregua e altre sono state effettuate nei giorni successivi con componenti per droni per un valore di oltre sei milioni di dollari.
Secondo il Wsj, c'è stato in generale durante l'anno un forte aumento dei voli cargo dal gigante asiatico alla Repubblica islamica e i dati doganali iraniani consultati segnalano consegne di dispositivi Gps, motori elettrici, componenti per motori di aerei e altro materiale dual-use.
Il giornale ricorda inoltre come il gigante asiatico sia diventato l'unico grande acquirente di petrolio iraniano, nonostante le sanzioni Usa volte a bloccare i flussi, garantendo quest'anno a Teheran miliardi di dollari. Il giornale aveva scritto che immagini satellitari fornite da entità cinesi erano state collegate da ufficiali Usa a un attacco iraniano che uccise tre soldati Usa a luglio.
Arabia Saudita, media: "Raid degli Houthi su diversi siti"
Le Forze Armate yemenite hanno colpito basi militari e centri economici in diverse aree dell'Arabia Saudita. Lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Tasnim. Sirene d'allarme sono risuonate in diverse aree, tra cui la Mecca, Tabuk, Yanbu, Gedda e Taif.
Israele, comitato elettorale respinge richiesta di escludere dal voto partito di Smotrich
Il comitato elettorale centrale israeliano ha respinto la richiesta del Partito Democratico di escludere la lista del partito Sionismo religioso guidato dal ministro di ultradestra Bezalel Smotrich dalla partecipazione alle elezioni del 27 ottobre. Lo riferiscono i telegiornali israeliani. Secondo la Legge fondamentale israeliana sulla Knesset, i candidati e le liste di partito possono essere esclusi dalle elezioni per aver respinto l'esistenza di Israele come Stato ebraico e democratico, incitato al razzismo o sostenuto la lotta armata da parte di uno Stato nemico o di un'organizzazione terroristica contro Israele.
Israele inonda NY con 500 cartelloni in vista del discorso di Netanyahu
Israele ha 'tappezzato' New York con 500 cartelloni pubblicitari in vista del discorso che il premier Benjamin Netanyahu terrà all'Assemblea Generale dell'Onu. I messaggi, disseminati nella zona del Palazzo di Vetro, anche attraverso camion, mettono in guardia sulla "minaccia iraniana per il mondo libero" e "gli sforzi congiunti di Stati Uniti e Israele per contrastarla", ha fatto sapere l'ufficio di Netanyahu. "La libertà non si difende da sola", "Un Iran nucleare non può diventare realta'" e "Da che parte stai?", sono alcuni dei messaggi sui cartelloni. Il premier israeliano interverrà al termine della mattinata di lavori, che prenderà il via alle 9 ora locale (le 15 in Italia). Sempre oggi è il turno anche del presidente dell'Autorità nazionale palestinese, Abu Mazen, che interverrà tuttavia da remoto dopo che per il secondo anno consecutivo l'amministrazione Trump gli ha negato il visto.
Xi Jinping negli USA, quali sono gli obiettivi cinesi?
Xi Jinping negli USA, quali sono gli obiettivi cinesi?
Vai al contenutoMedia, numerose proteste previste a New York contro Netanyahu
Diverse proteste sono programmate oggi a New York contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu che interverà all'Onu. Lo scrivono i media americani elencando i sit in da Bryant Park, nel centro di Manhattan, fino alla sede delle Nazioni Unite a Turtle Bay. Il sindaco Zohran Mamdani ha attenuato le sue precedenti promesse di arrestare Netanyahu come criminale di guerra, spiegando che non è nelle sue competenze assicurando però questa settimana ai manifestanti che avrebbe protetto il loro "diritto di protestare in questa città". Tra gli incontri all'Onu, non è previsto un incontro tra Netanyahu e Trump. "L'assenza di qualsiasi incontro con il presidente, un mese prima delle elezioni israeliane, indicherà che Trump sta mantenendo le distanze da lui e sarà negativa per la campagna di Netanyahu", ha affermato Nimrod Goren, presidente di Mitvim, un think tank israeliano specializzato in politica estera, come riporta Reuters on line.
Iran: "Minaccia estendere il conflitto all'Oceano Indiano se ci sono ulteriori attacchi Usa"
Un consigliere della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha avvertito di una possibile estensione della guerra "all'Oceano Indiano" in caso di un ulteriore attacco statunitense all'Iran. "Con il conflitto che si sta ora estendendo dal Golfo Persico e dallo Stretto di Hormuz al Mar Rosso è possibile che, in risposta a una potenziale guerra, questo fronte possa estendersi ulteriormente, fino all'Oceano Indiano, o addirittura oltre", ha affermato il consigliere, Yahya Rahim Safavi, in un video diffuso dall'agenzia di stampa Fars. Funzionari iraniani avevano già minacciato di estendere geograficamente il conflitto qualora gli attacchi aerei statunitensi fossero ripresi. Ma questa è la prima volta che un consigliere della Guida Suprema menziona esplicitamente l'Oceano Indiano, dove si trova la strategica base militare anglo-americana di Diego Garcia.
Coloni incendiano auto palestinesi: "Vendetta per Leiter"
Alcuni coloni hanno incendiato due veicoli nel villaggio di Atara, a nord di Ramallah, e scritto slogan, tra cui "vendetta per Leiter". Un riferimento all'attentato avvenuto ieri a un posto di blocco sulla strada 443, in Cisgiordania, nel quale è rimasto gravemente ferito il soldato Neriya Leiter, figlio dell'ambasciatore israeliano negli Usa, Yechiel Leiter. Lo ha riferito l'agenzia di stampa palestinese Wafa. Leiter è stato operato nella notte e le sue condizioni sono "stabili", ha riferito Alon Schortz, direttore del reparto di traumatologia dello Shaare Zedek Medical Center, precisando che la "situazione rimane grave e la sua vita e' in pericolo". Il padre, Yechiel Leiter, arrivato da New York dove si trovava per l'Assemblea Generale dell'Onu (oggi è previsto il discorso del premier Benjamin Netanyahu), ha espresso "speranza che ce la faccia e torni da noi sano e integro". L'ambasciatore ha quindi annunciato che la figlia Sarah, incinta, e' entrata in travaglio con due settimane di anticipo e si trova nello stesso ospedale del fratello.
Ambasciatore israeliano in Usa: "Parole Macron dette per ignoranza, malvagità e perfidia"
L'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti Yechiel Leiter, arrivato d'urgenza dagli Usa all'ospedale Shaare Zedek di Gerusalemme dove è ricoverato il figlio Neria, ferito gravemente in un attentato ieri in Cisgiordania, ha dichiarato che il presidente francese Emmanuel Macron "ha pronunciato le sue parole all'Onu sull'attività di Hamas nella West Bank per ignoranza, malvagità e perfidia". Lo riferiscono i media israeliani ricordando che Macron al Palazzo di Vetro ha affermato che Hamas non agisce in Cisgiordania proprio all'indomani di un attacco nella West Bank in cui un miliziano del gruppo terroristico ha ucciso un civile con cittadinanza francese.
Idf, ucciso a Gaza capo Hamas che tenne prigionieri sette ostaggi israeliani
L'Idf rende noto di aver ucciso a Gaza Mahmoud Abd al-Fattah Awad, un comandante di Hamas che ha partecipato alla detenzione di sette ostaggi civili israeliani. Daniella Gilboa, Karina Ariev, Doron Steinbrecher, Naama Levy, Ziv Berman, Omri Miran ed Eitan Mor furono tenuti in cattività in un tunnel sotterraneo nell'area di Gaza City.
Yemen, sercito: "Respinta offensiva Houthi nel sud-ovest"
L'esercito fedele al governo yemenita ha annunciato di aver respinto un tentativo dei ribelli Houthi di avanzare nella strategica provincia di Lahj, nel sud-ovest. Secondo un portavoce, Majed al-Nuzaili, gli Houthi hanno lanciato ieri offensive simultanee verso la regione del Wadi al-Maqatira, un'area montuosa situata a circa 85 chilometri dalla città di al-Hawtha, capitale del Lahj. L'avanzata verso la strada strategica che collega Aden, Lahj e la provincia di Taiz "è stata fermata", ha assicurato Nuzaili, e i ribelli "sono stati costretti a ritirarsi".
Consigliere Khamenei: "Se gli Usa attaccano ancora Iran, guerra fino all'Oceano Indiano"
Se gli Stati Uniti dovessero attaccare di nuovo l'Iran, si aprirebbe un nuovo scenario di guerra fino all'Oceano Indiano. La minaccia è arrivata da Yahya Rahim Safavi, ex comandante dei Pasdaran e ora consigliere militare della Guida suprema, Mojtaba Khameni. "Se gli Stati Uniti dovessero avviare una nuova guerra, potrebbe aprirsi davanti ai loro occhi un nuovo fronte, incentrato sul Mar Rosso e sullo Stretto di Bab el-Mandeb. Sono pronti a combattere su questo fronte?", ha chiesto retoricamente in un video diffuso dall'agenzia Fars. Gli Houthi, ha spiegato, "hanno propri obiettivi e una propria strategia, e hanno raggiunto notevoli progressi nella produzione di armamenti. Ritengo che il collegamento tra il Golfo Persico e il Mar Rosso, tra lo Stretto di Hormuz e lo Stretto di Bab el-Mandeb, cambierà il teatro delle operazioni militari". E "poiché il conflitto si è ormai esteso dal Golfo Persico e dallo Stretto di Hormuz al Mar Rosso, è possibile che, in risposta a un'eventuale guerra, questo fronte si estenda ulteriormente, fino all'Oceano Indiano, o addirittura altrove", ha avvertito. "Sappiamo esattamente dove si trovano le loro navi, dove si trovano i loro aerei, le loro forze e le loro basi. Abbiamo un completo controllo dell'intelligence e siamo pronti", ha assicurato.
Assemblea Generale Onu, stasera il discorso di Netanyahu. No degli Usa al visto per Abbas
Il primo ministro israeliano in un video ha annunciato che a New York l’obiettivo è smentire "le terribili bugie che vengono diffuse lì. Combatterò per la verità, per i nostri soldati, per il nostro Paese. Ci saranno anche delle sorprese". Sarà invece un intervento pre-registrato quello del presidente dell'Autorità palestinese, al quale gli Stati Uniti hanno negato il visto per il secondo anno consecutivo
Assemblea Onu, oggi il discorso di Netanyahu. No Usa a visto per Abbas
Vai al contenutoMedia: "Da parlamentari Iran richiesta impeachment per Araghchi per colloqui con Usa"
I parlamentari iraniani hanno presentato una mozione di impeachment contro il ministro degli Esteri Abbas Araghchi per i colloqui con funzionari Usa: lo ha dichiarato un membro della Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera del parlamento Ali Khezrian affermando che Araghchi "non era autorizzato a condurre negoziati" con funzionari americani e che i contatti si sono svolti al di fuori del quadro delle politiche della Repubblica islamica. Lo riportano i siti della dissidenza iraniana Iran International e Iran Wire. "I membri del parlamento hanno registrato la procedura di impeachment contro Araghchi e la stanno portando avanti - ha dichiarato Khezrian - il ministro dovrà comparire davanti al parlamento al suo ritorno dal viaggio e spiegare su quali basi si è svolta questa conversazione con la controparte americana".
Wall Street Journal: "Dalla Cina inviati componenti per droni e missili"
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal (Wsj), che cita dati doganali, la Cina ha inviato quest'anno, fino alla fine di giugno, circa 1.300 spedizioni aeree contenenti componenti per droni e missili in Iran. Una di queste spedizioni, scrive il quotidiano statunitense nel giorno della visita di Stato di Xi Jinping alla Casa Bianca, è arrivata lo stesso giorno in cui Stati Uniti e Iran hanno raggiunto un cessate il fuoco ad aprile, nell'ambito della guerra iniziata a febbraio. Due giorni dopo, è arrivata un'altra spedizione contenente componenti per droni per un valore di oltre 6 milioni di dollari. Il Wall Street Journal ha rilevato anche un'impennata nei voli cargo dalla Cina all'Iran quest'anno, un fenomeno che, secondo la testata, è stato cruciale per il mantenimento dei programmi di armamento iraniani in un contesto di dure sanzioni statunitensi. I funzionari iraniani non hanno risposto alla richiesta di commento del giornale.
Board of Peace, quali sono i primi progetti presentati per rilanciare Gaza
ANew York il Consiglio di Pace ha presentato un piano da 2,45 miliardi per la ricostruzione della Striscia, frutto di un anno di lavoro con il governo tecnocratico palestinese. Previsti 66 progetti, una base Isf a Rafah e fondi per la polizia e la gestione dei valichi, mentre resta irrisolto il nodo del disarmo di Hamas. Israele ha dato un assenso di principio ma rinvia l'attuazione per la campagna elettorale del 27 ottobre
Board of Peace, quali sono i progetti presentati per rilanciare Gaza
Vai al contenutoIdf: "Tenne reclusi 7 ostaggi. Ucciso comandante Hamas"
Le forze di difesa israeliane hanno ucciso lo scorso fine settimana, in un raid aereo, un comandante di Hamas accusato della reclusione di sette degli israeliani presi in ostaggio il 7 ottobre 2023. Lo ha riferito lo stesso Idf in un comunicato. Mahmoud Abd al-Fattah Awad, comandante dell'ala militare di Hamas, "aveva preso parte alla detenzione degli ostaggi Daniella Gilboa, Karina Ariev, Doron Steinbrecher, Naama Levy, Ziv Berman, Omri Miran ed Eitan Mor in un tunnel sotterraneo nell'area della città di Gaza", si legge. Di recente "aveva pianificato e portato avanti attacchi terroristici contro le truppe dell'Idf e civili israeliani, e operava per ricostituire le capacità dell'organizzazione terroristica", hanno spiegato i militari israeliani.
Incontro ministri Kiev-Teheran: "Preveniamo aggravamento dei rapporti"
Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha incontrato a New York il suo omologo iraniano Abbas Araghchi "per prevenire un ulteriore aggravamento delle tensioni tra i nostri Paesi". Lo afferma Sybiha su X. "A seguito della nostra telefonata di luglio, ho incontrato Araghchi a margine dell'81ª sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. La diplomazia si basa sul dialogo diretto, anche in circostanze difficili. La nostra conversazione si è concentrata su misure reciproche per prevenire un ulteriore aggravamento delle tensioni tra i nostri Paesi. Abbiamo concordato di mantenere aperti i canali di comunicazione esistenti. Abbiamo inoltre scambiato opinioni sulla situazione in Medio Oriente e in Europa, nonché sui vari filoni degli sforzi di pace in corso. Ho ribadito la posizione dell'Ucraina a sostegno di un rapido ripristino della pace e della stabilità in entrambe le nostre regioni".
Prezzi del petrolio in calo, Brent a 102,29 dollari al barile
Oggi, nelle prime fasi delle contrattazioni asiatiche, i prezzi del petrolio sono leggermente scesi dopo il rialzo di circa il 4% nella seduta di ieri. Il Brent è in calo di 79 centesimi (ovvero dello 0,77%) a 102,29 dollari al barile, mentre i futures sul West Texas Intermediate hanno ceduto 76 centesimi (lo 0,7%), scendendo a 91,46 dollari al barile.
Tajani: "Onu deve ritrovare capacità di agire, troppo spesso appare impotente"
"Le Nazioni Unite sono nate per impedire che la violenza diventi l'unica legge. Ma per restare fedeli a quella missione, devono ritrovare la capacità di decidere e, soprattutto, di agire". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani nel suo discorso all'Onu. "Con questa convinzione, l'Italia continuerà a battersi per una moratoria universale sulla pena di morte", ha aggiunto il ministro suscitando l'applauso dell'Assemblea. "Dobbiamo avere il coraggio di dirlo: troppo spesso questa Organizzazione appare impotente", ha detto ancora ricordando che il Consiglio di sicurezza "non deve essere un club esclusivo".
Pezeshkian mostra all'Onu le foto dei bimbi uccisi: "Non ci piegheremo"
L'Iran "è vittima di terrorismo" e non si piegherà "ai bulli" che non rispettano il diritto internazionale. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha replicato ieri a Donald Trump dal palco dell'Onu. A sostegno delle sue accuse mostra al mondo le foto dei bimbi uccisi a scuola sotto le bombe americane. "Non avevano commesso alcun crimine", ha detto secco. Davanti alle immagini la delegazione americana, composta da un unico membro, ha lasciato l'aula. "Non siamo mai stati un aggressore, non abbiamo mai scatenato una guerra" ma ci "difenderemo", ha spiegato Pezeshkian all'Assemblea General.
Netanyahu all'Onu parlerà contro le sanzioni occidentali sugli insediamenti'
Secondo quanto riportato da Canale 12, il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu dovrebbe sfruttare il suo intervento di domani all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per respingere le crescenti pressioni occidentali sugli insediamenti israeliani e sulla violenza dei coloni in Cisgiordania. Lo riporta The Times of Israel, ricordando che la questione ha assunto una certa urgenza all'inizio di questo mese, quando 12 Paesi occidentali hanno annunciato piani per imporre o sostenere restrizioni al commercio con gli insediamenti israeliani. Gran Bretagna, Francia e Canada si sono impegnate separatamente a vietare l'importazione di merci provenienti dagli insediamenti e a prendere di mira gli insediamenti stessi e coloro che li agevolano o ne traggono profitto. Canale 12 riferisce che Netanyahu dovrebbe difendere la condotta di Israele sia a Gaza sia in Cisgiordania.