Onu, molti delegati lasciano aula per intervento Netanyahu. Lui: “Codardi morali”

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Il leader israeliano ha detto che attaccare l'Iran "è stata una delle decisioni più facili che abbia mai preso da premier”, affermando che se non lo avesse fatto "saremmo tutti morti”. In giornata anche un video-messaggio del presidente palestinese Mahmoud Abbas, secondo cui la politica israeliana minaccia "persino la vita e l'esistenza" dei palestinesi. "Cerchiamo uno stato palestinese democratico che vive in pace vicino a Israele. È possibile? Il nostro impegno alla pace non inizia oggi”

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Da una parte il presidente palestinese Mahmoud Abbas secondo cui la politica israeliana minaccia "persino la vita e l'esistenza" dei palestinesi, dall’altra il premier israeliano Benjamin Netanyahu per il quale attaccare l'Iran "è stata una delle decisioni più facili che abbia mai preso da premier" e se non lo avesse fatto "saremmo tutti morti”. Oggi all’Assemblea Generale dell’Onu è stata la giornata segnata dagli interventi dei due leader. Abbas ha parlato per primo tramite un videomessaggio, dopo che gli Stati Uniti gli hanno negato l’accesso nel Paese: “Il popolo palestinese e la sua leadership non devono essere puniti per aver chiesto la fine dell'occupazione o per essersi rivolti all'Onu, alla Corte Internazionale di Giustizia e alla Corte Penale Internazionale”, aggiungendo che “la nostra scelta di invocare il diritto internazionale e le sue istituzioni è una scelta pacifica e civile, non un atto contrario alla pace. Negare alla delegazione palestinese l'accesso alla sede dell'Onu costituisce una violazione degli obblighi degli Stati Uniti in qualità di Paese ospitante". (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI LIVE SUL MEDIO ORIENTE).

Abbas: “Usa revochino le sanzioni”

Abbas nel corso del messaggio ha aggiunto: “Esortiamo l'amministrazione americana a revocare tali sanzioni e restrizioni, a tornare al dialogo e al rispetto reciproco e a collaborare con noi e con la comunità internazionale per attuare la soluzione a due Stati sulla base della legittimità internazionale e per instaurare la pace, anziché punire la parte che ha scelto la via del diritto internazionale e dell'azione politica e diplomatica per garantire i propri diritti”. Abbas ha aggiunto che "il popolo palestinese si trova ad affrontare uno dei periodi più pericolosi della sua storia”. Ciò fa seguito a lunghi decenni di ingiustizia storica, sradicamento, occupazione e privazione del suo diritto fondamentale all'autodeterminazione, alla libertà e all'indipendenza", ha detto il leader dell'Anp. E poi l’appello: "Non permettete che si verifichi un'altra Nakba”.

Abbas: “Pulizia etnica e terrorismo di Stato minaccia a esistenza palestinesi”

“La discriminazione razziale, la pulizia etnica e il terrorismo di Stato" vanno oltre la distruzione della soluzione dei due Stati, minacciando "l'esistenza stessa del popolo palestinese”, ha dichiarato il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) Mahmoud Abbas. “I palestinesi si trovano ad affrontare uno dei periodi più pericolosi della loro storia, tra uccisioni, distruzioni, fame e tentativi di sfollamento forzato a Gaza”, ha detto Abbas. In Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est, l'espansione degli insediamenti sta accelerando, ha affermato Abbas, sottolineando che il "terrorismo" dei coloni sta aumentando "sotto la protezione delle forze di occupazione". Il presidente dell'Anp ha denunciato il "furto di terre" nell'ambito di un "sistema di leggi, misure e pratiche tutte fondate sulla discriminazione razziale, la pulizia etnica e il terrorismo di Stato". La denuncia di Abbas è che la politica israeliana minaccia "persino la vita e l'esistenza" dei palestinesi. "Cerchiamo uno stato palestinese democratico che vive in pace vicino a Israele. È possibile? Il nostro impegno alla pace non inizia oggi”.

Abbas: “’Bene piano pace di Trump per Gaza, ma ancora vittime”

"Abbiamo accolto con favore il piano in 20 punti del presidente Usa Donald Trump, la risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza e la tabella di marcia per l'attuazione della seconda fase. L'obiettivo era porre fine all'aggressione contro il nostro popolo, garantire il ritiro delle forze di occupazione dalla Striscia di Gaza e avviare la ricostruzione della Striscia stessa. Tuttavia, purtroppo, non abbiamo visto nulla di tutto ciò concretizzarsi. Queste aggressioni letali continuano a mietere vittime tra uomini, donne e bambini a Gaza dopo quasi un anno”, ha aggiunto ancora Abbas.

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Decine di inviati lasciano la sala dell'Onu all'arrivo di Netanyahu

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu è poi entrato nella serata italiana all'Assemblea Generale dell'Onu per tenere il suo discorso. Al suo ingresso, decine di diplomatici di numerose delegazioni hanno abbandonato la sala in segno di protesta, rimasta mezza vuota. Ci sono stati anche cori pro-Palestina. "Chi ha lasciato l'aula è un codardo morale, se ce ne sono altri se ne vadano subito", ha attaccato Netanyahu aprendo il suo discorso.

Netanyahu: “Ci accusa di colonialismo chi ha coniato il termine”

"Accusano Israele di colonialismo. E chi ci accusa? Gente in Gran Bretagna e Francia che hanno coniato la parola colonialismo”, ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu intervenendo all'Onu. Poi ha aggiunto che attaccare l'Iran "è stata una delle decisioni più facili che abbia mai preso da premier”, affermando che se non lo avesse fatto "saremmo tutti morti". Poi replicando al leader siriano Ahmad al-Sharaa che ieri, sempre dal palco dell'Onu, aveva dichiarato che il Golan resterà territorio siriano, Netanyahu ha detto: “Siamo nelle alture del Golan fina dai tempi di Mosè”.

Netanyahu: “Vinceremo, dopo 7 ottobre abbiamo combattuto come leoni”

"Vinceremo, non abbiamo altra scelta”, ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu dopo aver raccontato del fratello ucciso e ripercorso l'attacco del 7 ottobre. "I mostri di Hamas hanno ucciso sopravvissuti dell'Olocausto, hanno stuprato le nostre donne e ucciso bambini", ha messo in evidenza. "Pensavano che ci avrebbero atterrito, invece abbiamo combattuto come leoni", ha aggiunto, vantando il fatto che un Paese piccolo come Israele ha combattuto su sette fronti. Poi il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha mostrato all'Assemblea dell'Onu uno dei cercapersone usati da Israele in Libano nel 2024. "Ve lo ricordate? Hezbollah se lo ricorda", ha detto.

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Netanyahu: “Mamdani anti-semita, vergognati delle bugie”

Benjamin Netanyahu ha anche attaccato duramente Zohran Mamdani definendolo "anti-semita". "Vergognati per aver diffuso bugie", ha detto il premier israeliano all'Onu sostenendo che molti ebrei di New York "non si sentono sicuri da quando è stato eletto sindaco". "Non mi puoi mettere a tacere, non puoi mettere a tacere la verità", ha aggiunto.

Netanyahu: “Accusare Israele di genocidio è più grande bugia del secolo”

Quella di Israele è anche una "battaglia per la verità" contro la diffusione di bugie: "accusare Israele di genocidio è la più grande bugia del secolo”, ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Poi ha aggiunto che i soldati israeliani combattono da tre anni una "guerra su sette fronti”, rivendicando successi: "Abbiamo martellato Hamas e colpito duramente Hezbollah".

Proteste per Netanyahu all'Onu, arrestata Susan Sarandon

L'attrice Susan Sarandon è stata fermata oggi tra le persone che manifestavano nelle strade limitrofe al Palazzo di Vetro contro la presenza del premier israeliano Benyamin Netanyahu all'Onu. Sarandon era schierata con Darializa Avila Chevalier, una candidata Dem al Congresso, e con il consigliere comunale Chi Osséo: anche loro sono stati presi in custodia dalla polizia. La manifestazione, due isolati a sud dal quartier generale dell'Onu, era organizzata da Jewish Voice for Peace e aveva attirato circa 250 persone.

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