Il presidente Usa proclama unilateralmente un cessate il fuoco che non ha, però, alcuna conferma ufficiale. Da Mosca solo silenzio, seguito dai raid sulle centrali elettriche denunciati tra la serata di ieri e stamattina da Zelensky. Il leader ucraino ironico: "Fateci sapere quando inizia la tregua". Ma poi dice: "Elezioni se Putin si ferma"
Le ultime ore sul fronte ucraino sono state segnate dall'annuncio di Donald Trump su una tregua energetica tra Kiev e Mosca (GUERRA UCRAINA-RUSSIA, GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA), accolto dal gelo da parte del Cremlino e dallo scherno del leader ucraino, che poco prima aveva lanciato un vero e proprio guanto di sfida all'inquilino della Casa Bianca sia sulle elezioni in Ucraina, sia sullo stop ai raid contro le raffinerie russe, che il tycoon pretende al punto di minacciare di interrompere le forniture di armi a Kiev. "Con effetto immediato, è in vigore una tregua energetica nella guerra tra Russia e Ucraina. Entrambe le parti hanno concordato. Non violatela", ha scritto in pompa magna Trump sul suo social Truth, un post rilanciato anche dall'agenzia ufficiale russa Tass.
Silenzio da parte di Mosca, Zelensky ironico: "Una novità per me"
Dopo diverse ore però, sulla stessa agenzia non c'era alcun commento, nessuna traccia di una conferma o di una smentita, solo silenzio. "L'annuncio del cessate il fuoco è stato una novità per me", ha invece sottolineato ironico Zelensky: "Se il presidente Trump l'ha negoziata con Putin per favore diteci quando inizierà il cessate il fuoco, noi siamo pronti e l'accetteremo", ha aggiunto, poche ore prima di denunciare una violazione della tregua da parte di Mosca che si sarebbe ripetuta anche nella mattinata di oggi. Il leader ucraino, del resto, aveva già martellato Washington: "Con tutto il rispetto per Trump, spetta agli ucraini scegliere il proprio leader", aveva tuonato all'indomani degli strali del presidente americano, dicendosi anche pronto a organizzare elezioni qualora ci fosse un cessate il fuoco di "60 giorni" con la Russia.
Axios: "La Russia non ha accettato alcun tipo di tregua"
La mancata accettazione della tregua da parte del Cremlino è trapelata a stretto giro, seppure in forma ufficiosa. Secondo quanto riportato da Axios, la proposta 'raffineria per raffineria' a cui faceva riferimento Trump nel post sul suo social Truth è "sbilanciata" perché l'Ucraina ha un'unica raffineria di petrolio che è stata attaccata più volte dai russi e non è pienamente operativa. La Russia, invece, ha una vasta serie di raffinerie. "Trump sembra cercare di far sì che una tregua parziale diventi realtà facendo leva sulla sua volontà. Per il momento, però, la Russia non ha accettato alcuna forma di cessate il fuoco, mentre l'Ucraina ne chiede una che vieti gli attacchi alle centrali elettriche", ha spiegato Axios. La Casa Bianca ha messo in guardia che gli attacchi dell'Ucraina alle raffinerie russe stanno danneggiando i rapporti fra Zelensky e Trump. Il presidente "è furioso. Pensa che Zelensky dia per scontata l'America", ha detto un funzionario.
Kiev propone di interrompere i raid se la Russia ferma gli attacchi
Zelensky ha tuttavia voluto mandare anche un ramoscello d'olivo a Trump, dicendosi disponibile a interrompere gli attacchi alle raffinerie di petrolio energetiche ma solo in un accordo che preveda il reciproco stop dei russi ai raid contro le infrastrutture energetiche ucraine, e sottolineando che "Putin non vuole farlo". Nella disfida con la Casa Bianca, il presidente ucraino ha intanto incassato il sostegno della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, che gli ha espresso la sua piena solidarietà, e quello di Gran Bretagna, Francia, Germania e Polonia. Colloqui telefonici sono intercorsi anche con i leader di Canada, Finlandia e Nato.
Kallas: "Bene la tregua energetica ma la Russia la deve rispettare
Sull'ipotesi, al momento solo sulla carta, di una tregua energetica, si è espressa anche l'Alto rappresentante Ue Kaja Kallas arrivando al Consiglio Affari Esteri del Lussemburgo. "Accogliamo con favore la tregua nel settore energetico, purché venga rispettata. Non abbiamo ancora visto se anche la Russia la rispetterà", ha detto Kallas. "Naturalmente, a titolo personale, vorrei anche che la tregua si applicasse alle persone, che non venissero uccise persone. Dovremmo esercitare pressioni sulla Russia affinché cessi la guerra. Perché se smette, anche gli ucraini non dovranno prendere alcuna misura per difendere il loro Paese".