Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Ue approva missione in Libano. Esplosioni a Riad: intercettato missile balistico

©Getty

Il Consiglio Ue ha approvato l'istituzione di una missione di sostegno al Libano, confermando l'impegno europeo a favore della stabilità, della sovranità e delle istituzioni del Paese. Intanto, l'Arabia Saudita ha annunciato la proroga della chiusura dell'aeroporto di Riad, dopo gli attacchi da parte degli Houthi

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Il Consiglio Ue ha adottato la decisione che istituisce una missione di sostegno dell'Unione Europea al Libano (Eusm Libano), ribadendo l'impegno dell'Ue a sostenere la stabilità, la sovranità e le istituzioni statali del Paese. La missione avrà un mandato iniziale di tre anni e contribuirà "alla pace e alla sicurezza", sosterrà "il rafforzamento delle istituzioni statali" e promuoverà stabilità duratura, in conformità con la risoluzione 1701 dell'Onu. 

I ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti dall'Iran, hanno rivendicato un attacco contro l'aeroporto internazionale di Riad avvenuto dopo che la coalizione a guida saudita aveva annunciato l'abbattimento di un missile sopra la capitale nella serata di lunedì, quando diverse potenti esplosioni hanno scosso la capitale saudita, pochi istanti dopo che un messaggio di testo inviato ai cellulari dei residenti aveva segnalato una minaccia aerea, allarme poi dichiarato rientrato dalla Protezione civile saudita.

Intanto, l'Arabia Saudita ha annunciato la proroga della sospensione delle operazioni all'aeroporto di Riad fino alle 23 italiane del 17 ottobre. 

Gli approfondimenti:

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Yemen: la guerra torna a stringere l'Arabia Saudita

Dopo mesi di relativa calma, la guerra in Yemen è tornata a intensificarsi. L’avanzata degli Houthi verso Bab al-Mandeb e gli attacchi alle infrastrutture energetiche saudite hanno spinto Riad a una nuova controffensiva, con il sostegno degli Stati Uniti.

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rinviata di un'ora partita tra Nassr di CR7 e Fergana per allarme missile Houthi

La partita di Asian Champions League  tra l'Al-Nassr di Cristiano Ronaldo e il Neftchi Fergana ha subito un ritardo di un'ora dopo che la coalizione militare a guida saudita ha dichiarato di aver intercettato un missile lanciato dagli Houthi verso Riad. Di recente, l'Arabia Saudita è stata bersaglio di una serie di attacchi da parte del gruppo sostenuto dall'Iran, tra cui colpi contro impianti petroliferi, petroliere e snodi di trasporto, oltre a diversi attacchi letali all'aeroporto internazionale di Riad. Lo speaker dello stadio ha comunicato che la situazione era sotto controllo e che la gara si sarebbe disputata, invitando gli spettatori a rimanere ai propri posti.

Poco prima, i corrispondenti dell'Afp avevano riferito di aver udito delle esplosioni a Riad. Contemporaneamente, i residenti di Riad avevano ricevuto un avviso sui propri telefoni: "La regione è esposta a una minaccia aerea ostile. Si prega di mantenere la calma e di restare a casa o in un luogo sicuro, lontano da porte e finestre, continuando a seguire le istruzioni della protezione civile". Successivamente, in una nota pubblicata su X, la coalizione ha annunciato l'intercettazione e la distruzione di un missile balistico lanciato dagli Houthi. L'episodio non è sembrato turbare Ronaldo, autore del 981esimo gol della sua carriera poco prima dell'intervallo, nel match che ha visto la squadra saudita imporsi per 3-1.

Trump: "Houthi si stanno comportando davvero male"

"Beh, gli Houthi si stanno comportando davvero male", ha detto Donald Trump. "Non va bene". Interpellato sulle elezioni di metà mandato, ha risposto: "Non so che impatto abbiano sulle elezioni. Non ne tengo conto. So solo che l'Iran non avrà mai un'arma nucleare".

Petrolio, scorte e prezzi: cosa sta succedendo dopo la guerra in Iran

Il G7 ha varato il rilascio di 100 milioni di scorte di barili di petrolio. Una scelta, quella annunciata da Macron, che trova gli USA d’accordo visto che da Washington erano arrivate critiche sull’uso delle riserve da parte dei principali Paesi europei. Di questo si è parlato nella puntata di “Numeri”, il programma di Sky TG24 andato in onda il 2 ottobre 2026.

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Gaza, un anno dopo gli accordi di Sharm el-Sheikh

A Gaza, a un anno dal vertice di Sharm el-Sheikh del 13 ottobre 2025, che sancì il sostegno internazionale al piano di pace per porre fine alla guerra tra Israele e Hamas, la tregua resta fragile. Nonostante il cessate il fuoco, i raid israeliani continuano e, secondo il ministero della Salute di Gaza, sono stati uccisi quasi 1.500 palestinesi.

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Guerra in Iran, l'unica arma rimasta a Trump è il tempo

Il conflitto, che sta paralizzando lo Stretto di Hormuz e quindi il mondo, appare a sua volta paralizzato. Nella strategia del presidente americano hanno un peso l'appuntamento delle midterm e i calcoli sugli effetti che avrà la pressione economica esercitata su Teheran, ma il suo temporeggiare ha come conseguenza il protrarsi di una guerra che nei piani iniziali dove essere "lampo".

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Arabia Saudita, Houthi rivendicano lancio missile balistico

I ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti dall'Iran, hanno rivendicato un attacco contro l'aeroporto internazionale di Riad avvenuto dopo che la coalizione a guida saudita aveva annunciato l'abbattimento di un missile sopra la capitale. "Questa sera le nostre forze armate sono riuscite a colpire con precisione l'aeroporto internazionale King Khalid, nella capitale saudita Riad, utilizzando un missile balistico", ha dichiarato il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree. Ha inoltre aggiunto che il gruppo ha preso di mira con un drone anche la base di Khamis Mushait, nel sud del Regno. 

Il ritiro delle truppe Usa dall’Iraq è un regalo per Teheran?

Gli Stati Uniti lasciano un Paese non pacificato. Da un lato lo spettro dell'Isis, con l'incognità di un eventuale rilancio dello Stato islamico, e dall'altra parte la prospettiva che sia proprio l'Iran, con cui Washington è in conflitto, l'attore regionale che festeggerà di più per la partenza degli americani.

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Gb, Teheran: "Accuse false su base Raf parte di spregevole complotto"

"Uno spregevole complotto teso a portare avanti una campagna anti Iran e sfuggire alla responsabilità della complicità del Regno Uniti nell'aggressione militare Usa e sionista contro la nazione iraniana". Così il ministero degli Esteri iraniano rigetta le "accuse false" avanzate da Londra "per attribuire all'Iran il presunto incidente alla base aerea di Fairford". "Il governo britannico non può sottrarsi alle responsabilità politiche e legali di queste accuse, o alle loro potenziali conseguenze, nascondendosi dietro la retorica senza fornire concerete prove", prosegue la dichiarazione, sottolineando come da parte britannica si siano usate formula come "altamente probabile" o "quasi certa" riguardo alla dichiarata responsabilità iraniana. "Il Regno Unito ha una storia di fabbricazione di accuse false riguardo alla sicurezza contro altre nazioni, azioni che in alcuni casi hanno provocato tensioni e dannosi conflitti nell'Asia occidentale" conclude la dichiarazione di Teheran che afferma che l'Iran considera "il governo britannico, così come i pianificatori e gli esecutori di questa goffa operazione di 'falsa bandiera', responsabile per tutte le conseguenza provocate da questa falsità".

Netanyahu chiede indagine su soldati che hanno preso parte a Naza

Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha chiesto questa sera al Capo di Stato Maggiore, al Capo dello Shin Bet e al Procuratore Generale di avviare un'indagine approfondita contro i soldati che hanno preso parte al film Naza e di perseguirli per gravi reati in materia di sicurezza delle informazioni, diffamazione e per aver leso gli interessi politici e di sicurezza di Israele. Lo comunica l'ufficio del premier. ''Il film racconta una storia falsa, fuorviante e di parte che diffama lo Stato di Israele e le Forze di Difesa Israeliane nel mondo e danneggia gravemente la reputazione di Israele'', ha aggiunto Netanyahu in una nota.

Netanyahu chiede indagine su soldati che hanno preso parte a Naza

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La devastazione della Striscia di Gaza, le nuove immagini prima e dopo

Google ha aggiornato le foto di alcune porzioni del territorio palestinese che documentano ulteriormente il livello di distruzione portato dai bombardamenti e dall’intervento dell’esercito israeliano.

La devastazione della Striscia di Gaza, le nuove immagini prima e dopo

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Arabia Saudita: "Intercettato missile Houthi verso lanciato Riad"

La coalizione militare a guida saudita che combatte contro gli Houthi ha dichiarato che le sue forze hanno intercettato un missile balistico lanciato verso la capitale Riad dal gruppo sostenuto dall'Iran. "Intercettazione e distruzione di un missile balistico lanciato dalla milizia terroristica Houthi verso Riad", ha scritto su X il maggiore generale Turki al-Malki, portavoce della coalizione.

Haaretz: "Dopo 7/10 allentate regole d'ingaggio sull'uccisione dei civili a Gaza"

"Un rapido allentamento dei criteri per classificare una persona come 'terrorista', un netto cambiamento nell'approccio al principio di proporzionalità e all'impiego di munizioni pesanti, nonché un significativo allentamento delle regole che disciplinano l'uccisione di civili non coinvolti, considerati 'danni collaterali negli attacchi'". In un servizio con interviste a personale dell'intelligence e agli operatori di droni dell'Idf, che mantengono l'anonimato, Haaretz riporta che dopo il 7 ottobre 2023 le regole d'ingaggio dell'esercito si erano allentate. A. è uno dei quattro militari appartenenti a unità di intelligence e droni che hanno raccontato a Haaretz i cambiamenti a cui ha assistito. Secondo il quotidiano, fino al 7 ottobre, la politica di attacco dell'Idf e degli altri apparati di sicurezza era guidata in larga misura dal diritto internazionale dei conflitti armati, in particolare dal principio di proporzionalità, oltre che dal costante impegno a ridurre al minimo i danni alla popolazione civile. Un episodio significativo risale al settembre 2003, quando Avi Dichter, oggi deputato del Likud, era a capo dello Shin Bet, il servizio di sicurezza interno israeliano. Una preziosa informazione d'intelligence aveva rivelato che l'intera leadership di Hamas, compresi Ahmed Yassin, Mohammed Deif e Ismail Haniyeh, si stava riunendo segretamente all'ultimo piano di un edificio a Gaza. Il piano iniziale, che prevedeva il lancio di una bomba pesante, fu abbandonato all'ultimo momento per timore delle conseguenze per i civili che si trovavano ai piani inferiori. Si decise invece di utilizzare una bomba più piccola, del peso di un quarto di tonnellata. La carica ridotta non riuscì a far crollare l'edificio e i principali esponenti di Hamas sopravvissero all'attacco. Dopo il massacro del 7 ottobre viene descritto un approccio alla guerra completamente diverso, in cui persino "un obiettivo di livello più basso giustificava perdite tra la popolazione civile". "Sono arrivate all'intelligence militare persone che non avevano mai prestato servizio nell'intelligence", racconta A. "Si sedevano e cercavano i bersagli più insignificanti, i pesci piccoli, per poterli uccidere. Chiunque mostrasse simboli di Hamas su Facebook o si identificasse come membro di Hamas veniva inserito nell'elenco degli obiettivi. Alcuni erano effettivamente membri di Hamas, altri erano anche combattenti, ma si trattava davvero di pesci piccoli". D., che ha prestato servizio nelle strike cells - unità operative di comando nelle retrovie che coordinano gli attacchi dei droni e di altri mezzi aerei e fungono da occhi per le truppe sul terreno - conferma questa ricostruzione, descrivendo i cambiamenti nei criteri e nei metodi operativi. "All'improvviso, l'Idf colpiva indiscriminatamente anche gli obiettivi di livello più basso e tutti avevano dimenticato la necessità di risparmiare munizioni. Colpivamo gli autisti di Hamas. Si era arrivati a questo". Un tema ricorrente nelle testimonianze è la discrepanza tra l'importanza di un obiettivo, la portata dell'attacco e il numero di vittime civili ritenuto accettabile. Il 31 ottobre 2023, per esempio, aerei dell'aeronautica israeliana sganciarono bombe pesanti su un vasto complesso nel campo profughi di Jabalya. L'obiettivo era Ibrahim Biari, comandante del battaglione di Hamas a Jabalya. "Sapevamo che Biari si trovava sottoterra, sotto diversi grandi edifici, ma non riuscivamo a individuare con precisione quale", racconta D. "Così fu deciso di scegliere diversi edifici ancora occupati e di far crollare tutti quelli che si trovavano sopra il tunnel in cui si trovava. Non abbiamo avviato un'evacuazione perché era importante ucciderlo prima che potesse fuggire". Secondo A., anch'egli coinvolto nella missione, i calcoli dell'intelligence militare sui potenziali danni collaterali stimavano la cifra tra le 250 e le 300 persone, quindi la decisione fu sottoposta direttamente al capo di stato maggiore per l'approvazione. L'Idf, al contrario, afferma che la loro stima dei danni collaterali si aggirava intorno alle 100 persone. I soldati sostengono che alla fine le vittime furono molte di più.

Israele, Lapid e Golan a Herzog: "No a governo unità nazionale"

I leader di due partiti dell'opposizione israeliana, Yair Lapid e Yair Golan, hanno respinto al mittente l'ipotesi di un governo di unita' nazionale, ventilata indirettamente dal presidente Isaac Herzog. Lapid ha espresso la viva speranza che il capo di Stato "non tenti di promuovere un altro finto governo di unita' nazionale, in cui Netanyahu ingannerebbe nuovamente i suoi partner e causerebbe ulteriori disastri ai cittadini israeliani grazie ai voti di chi ha scelto di rimuoverlo dal potere". "Non collaboreremo a una simile iniziativa e invito anche gli altri partiti del nostro schieramento ad annunciare in anticipo che non faranno parte di un governo del genere", ha aggiunto Lapid. Netto anche il leader dei Democratici: "Non ci sara' nessun governo di unita' con Netanyahu. E chiunque ci pensi anche solo per un momento sta piantando un coltello nella schiena del pubblico democratico in Israele", ha affermato su X Golan. Stamane Herzog ha affermato che fara' "tutto il possibile per evitare che si debba tornare alle urne".

Yemen: A. Saudita: "Intercettato missile balistico diretto verso Riad"

La coalizione a guida saudita ha annunciato di aver intercettato e distrutto un missile balistico lanciato dagli Houthi dello Yemen in direzione di Riad. Lo ha riferito Al Arabiya, mentre la Protezione civile saudita ha comunicato che l'allarme per la capitale è rientrato e che il pericolo è passato.

Ynet: "Herzog lavora a governo di unità nazionale con Netanyahu e Eisenkot"

In assenza di una maggioranza chiara dopo le elezioni, il 27 ottobre,  il presidente israeliano Isaac Herzog lavora alla formazione di un governo di unità nazionale guidato da Netanyahu ed Eisenkot. Lo riferisce il sito di Ynet che afferma di aver appreso la notizia da alcuni membri del Parlamento. Si tratterebbe di un'iniziativa di Herzog volta a favorire un governo di unità tra i due maggiori partiti, con il primo ministro Benyamin Netanyahu e il Likud da una parte e il leader del partito Yashar!, Gadi Eisenkot, dall'altra.

Tajani: "Guerra in Iran non è la nostra guerra, proteggiamo navi italiane da Houthi"

"La guerra in Iran non è la nostra guerra, non abbiamo partecipato, noi siamo solo presenti con la nostra marina militare per proteggere il naviglio mercantile italiano che passa attraverso Suez e il Mar Rosso e Bab el Mandeb!: lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in una intervista alla trasmissione "10 minuti' su Retequattro. "Noi - ha proseguito - dobbiamo proteggere dagli attacchi degli Houthi tutte le navi italiane che trasportano il 60% delle merci che vanno verso oriente e rappresentano il 40% di tutto il traffico mercantile italiano. Li' passa una parte importante della nostra economia. L'export rappresenta il 30%-40% del nostro pil e stiamo crescendo moltissimo, nonostante le guerre e il conflitto commerciale che esiste nel mondo".

Potenti esplosioni a Riad: "Minaccia aerea ostile, state al sicuro"

Diverse potenti esplosioni hanno scosso la capitale saudita Riad, pochi istanti dopo che un messaggio di testo inviato ai cellulari dei residenti aveva segnalato una minaccia aerea. "L'area è soggetta a una minaccia aerea ostile. Si prega di mantenere la calma e di restare al chiuso o in un luogo sicuro, lontano da finestre e porte", recitava il messaggio.

Arabia Saudita, media: udite esplosioni a Riad

Diverse esplosioni sono state udite a Riad. Lo hanno riferito giornalisti nella capitale saudita. Nei giorni scorsi l'aeroporto internazionale a Riad è stato ripetutamente colpito dai ribelli yemeniti filo-iraniani Houthi, facendo 14 morti e oltre 300 feriti.

Anche l'Italia con 28 Paesi condanna "attacchi dell'Iran come a base Gb"

C'è anche l'Italia tra i 29 Paesi che in una dichiarazione congiunta "condannano con la massima fermezza il ricorso dell'Iran ad attacchi violenti, inclusi atti quali la pianificazione di azioni letali, incendi dolosi, sabotaggi, attacchi informatici e altre attività ibride contro di noi e i nostri partner". Il gruppo di Paesi, tra cui Stati Uniti, Gran Bretagna, Australia, Canada, Francia e Germania, "prendono atto" del fatto che il Regno Unito abbia attribuito "all'Iran della responsabilità per l'incidente verificatosi alla Raf Fairford il 27 settembre. Il Regno Unito ha inoltre concluso che tale episodio dimostra la persistente volontà del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) di proiettare attività ostili oltre i propri confini attraverso reti clandestine e attori per interposta persona. Ciò avviene a breve distanza dalla recente campagna di attacchi in tutta Europa contro comunità ebraiche, giornalisti iraniani e interessi statunitensi, rivendicata da Harakat Ashab al-Yamin al-Islamiya (Hayi)". "Qualsiasi tentativo dell'Iran di minacciare, ridurre al silenzio, intimidire, molestare, colpire o costringere persone sui nostri territori tramite intermediari o qualsiasi altro mezzo è inaccettabile. Chiunque compia attività ostili per conto dell'Iran, o di qualsiasi altro Stato, deve sapere che adotteremo misure per individuare, indagare, contrastare e perseguire tali atti. L'Iran - conclude la nota congiunta - non deve avere dubbi: siamo uniti e restiamo impegnati a salvaguardare la nostra sovranità, rafforzare il coordinamento internazionale e la resilienza nazionale, proteggere le nostre comunità e garantire che i responsabili ne rispondano".

Israele: fermati tre attivisti stranieri in Cisgiordania

Le autorità israeliane hanno fermato tre attivisti stranieri a un posto di blocco militare nel territorio palestinese della Cisgiordania. La loro espulsione dal Paese è prevista già oggi, secondo quanto riferito dalla polizia israeliana in un comunicato. La polizia, che non ha specificato la nazionalità dei fermati, ha dichiarato che gli arresti sono avvenuti ieri dopo che gli attivisti avevano fotografato soldati dell'Idf presso un posto di blocco vicino a un insediamento israeliano nell'area di Hebron, in Cisgiordania. "È emerso che uno degli individui è a capo di un'organizzazione anti-israeliana", ha affermato la polizia. Uno degli attivisti, aggiunge la nota, guida l'organizzazione francese "Agir pour la Palestine" (Agire per la Palestina), che sostiene la campagna internazionale Bds (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni) contro Israele. Le forze di sicurezza hanno riferito che gli attivisti hanno fotografato il posto di blocco e i soldati che vi erano dislocati; una perquisizione dei loro effetti personali ha rivelato immagini di altri soldati della stessa postazione. La polizia ha spiegato di aver informato "i rappresentanti del consolato competente" - senza specificare quale - e che gli attivisti sono stati interrogati nella notte scorsa presso la stazione di polizia di Hebron prima di essere trattenuti in custodia. Oggi sono stati condotti davanti all'Autorità israeliana per l'immigrazione, che ha deciso di espellerli da Israele entro 24 ore.

Capo Idf ordina indagine su esplosione che ha ucciso un ragazzo

Il capo di stato maggiore dell'Idf Eyal Zamir ha ordinato di avviare un'indagine sulla micidiale esplosione di una submunizione a grappolo di Hezbollah avvenuta oggi nel nord di Israele e di presentargli i risultati il prima possibile. L'esplosione della bomba a grappolo ha ucciso un adolescente e ferito altri 24 studenti e insegnanti durante un'escursione.

Iran, Italia e altri 31 Paesi fanno quadrato: "Inaccettabili le minacce di Teheran"

"È inaccettabile qualsiasi tentativo dell'Iran di minacciare, mettere a tacere, intimidire, perseguitare o colpire persone nei nostri Paesi, o di costringerle ad agire contro la propria volontà, attraverso gruppi che agiscono per suo conto o con qualsiasi altro mezzo". L'Italia, insieme agli Stati Uniti, al Regno Unito e agli altri 29 Paesi firmatari, lancia un nuovo avvertimento a Teheran, condannando con la massima fermezza le attività ostili attribuite al regime iraniano. In una dichiarazione congiunta aggiornata e pubblicata dal governo britannico, i ministri degli Esteri di 32 Paesi denunciano complotti omicidi, incendi dolosi, sabotaggi, attacchi informatici e altre operazioni ibride riconducibili a Teheran. Al centro della presa di posizione c'è anche l'incidente del 27 settembre alla base della Raf di Fairford, nel sud-ovest dell'Inghilterra. I firmatari riconoscono la valutazione del Regno Unito sul coinvolgimento iraniano e sottolineano che, secondo Londra, l'episodio dimostra la "continua volontà dei Pasdaran di proiettare attività ostili oltre i propri confini attraverso reti clandestine e proxy". Il messaggio a Teheran è chiaro. "Chiunque conduca attività ostili per conto dell'Iran, o di qualsiasi altro Stato, deve sapere che agiremo per identificare, indagare, contrastare e perseguire queste attività", avvertono i ministri degli Esteri. I Paesi firmatari ribadiscono di essere uniti nella difesa della propria sovranità e nella protezione delle rispettive comunità, assicurando che i responsabili saranno chiamati a rispondere delle loro azioni. "L'Iran non deve avere dubbi sul fatto che siamo uniti", si legge nella dichiarazione, che richiama anche l'importanza di rafforzare la cooperazione internazionale. La nuova nota aggiorna una precedente dichiarazione diffusa nella stessa giornata e sottoscritta da 29 Paesi. Tra i firmatari figurano Australia, Austria, Belgio, Bulgaria, Canada, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Islanda, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Norvegia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Regno Unito e Stati Uniti.

Gb, Iran: "Nostro ambasciatore ha di nuovo negato ogni coinvolgimento in incidente base Raf"

"L'ambasciatore iraniano a Londra, Ali Moussavi, ha di nuovo categoricamente rigettato ogni accusa riguardo ad un ruolo di Teheran nell'incidente nella base militare di Fairford". E' quanto riporta l'agenzia di stato iraniana Irna, aggiungendo che il diplomatico ha "chiesto al governo britannico di presentare prove a sostegno di queste accuse, se ne possiede alcuna". Il governo britannico ha convocato l'ambasciatore iraniano a Londra per ribadire che non tollererà minacce e attività ostili sul proprio territorio. La decisione segue le dichiarazioni del primo ministro, Andy Burnham, secondo cui è "altamente probabile" che l'operazione contro la base Raf di Fairford sia stata coordinata dai Guardiani della Rivoluzione. Londra ha inoltre annunciato sanzioni contro due cittadini iraniani accusati di aver facilitato o condotto attività ostili per conto del regime di Teheran.

Iran: respinte accuse Gb in coinvolgimento incidente base Raf

L'Iran ha negato qualsiasi coinvolgimento nell'incidente presso la base aerea britannica della Raf a Fairford, utilizzata dagli Stati Uniti nel conflitto contro la Repubblica islamica. "L'ambasciatore iraniano a Londra, Ali Moussavi, ha nuovamente respinto categoricamente le accuse relative al ruolo di Teheran nell'incidente alla base militare di Fairford", ha riferito l'agenzia di stampa statale Irna, aggiungendo che il diplomatico "ha invitato il governo britannico a presentare prove a sostegno delle proprie accuse, qualora ne fosse in possesso".

Katz: "La presenza dell'Idf nei campi in Cisgiordania è permanente"

Rispondendo all'Alta Corte di Giustizia, che ha incaricato il ministero della Difesa e l'Idf di fornire un calendario per il rientro alle proprie case dei palestinesi sfollati nel nord della Cisgiordania durante le operazioni antiterrorismo, il ministro Israel Katz ha descritto la presenza dell'Idf nei campi di Jenin, Tulkarem e Nur Shams, come 'permanente'. E ha affermato che il terrorismo in Cisgiordania "è diminuito dell'80%, raggiungendo il livello più basso di sempre". Lo riferiscono i media israeliani. Katz ha esortato i giudici a non intervenire in quella che definisce un'attività operativa dell'esercito. "La permanenza a lungo termine dell'Idf nei campi non è una questione giudiziaria, bensì una questione di sicurezza operativa necessaria per salvare la vita di soldati e civili israeliani di fronte alle gravi minacce e all'attività di elementi jihadisti esterni, sostenuti dall'Iran e dai Fratelli Musulmani, volti a promuovere attacchi terroristici simili a quelli del 7 ottobre anche in Giudea e Samaria", ha affermato. Nel 2025, l'esercito ha lanciato una vasta operazione antiterrorismo nei campi palestinesi di Jenin, Tulkarem e Nur Shams, sgomberandoli dai residenti, affermando che fungevano da focolai di attività terroristica. L'operazione ha portato allo sfollamento di decine di migliaia di palestinesi, ai quali non è stato permesso di tornare. Nella sua decisione, la corte ha riconosciuto che le condizioni di sicurezza non sono ancora mature per consentire il ritorno dei residenti, ma ha incaricato l'esercito di presentare un calendario per quando tale ritorno potrebbe avvenire.

Israele: bilancio esplosione ordigno nel nord sale a un quindicenne morto e 24 feriti

È di un morto, uno studente di 15 anni, e 24 feriti il bilancio dell'esplosione durante una gita scolastica nel nord di Israele, vicino al confine con il Libano, una regione in cui sono presenti munizioni inesplose risalenti alla guerra con Hezbollah. Secondo il Comune locale, un gruppo di studenti e insegnanti di una scuola superiore religiosa, impegnati in un’escursione nei pressi di Neot Mordechai, è stato colpito dall’esplosione di un ordigno che si trovava lungo il percorso. Il ministero dell’Istruzione ha definito l’accaduto su X un "incidente estremamente grave". Anche il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, impegnato nella campagna elettorale in vista delle elezioni legislative del 27 ottobre, ha interrotto la sua campagna temporaneamente per informarsi sugli ultimi sviluppi. "Condivido il profondo dolore della famiglia del ragazzo che ha perso la vita nell’esplosione avvenuta durante questa gita scolastica" e "auguro a tutti i feriti una pronta e completa guarigione", ha scritto su X il ministro della Difesa, Israel Katz. Il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, ha precisato sullo stesso social network che la vittima aveva 15 anni, definendo l’accaduto una "terribile tragedia". Complessivamente sono  24 le persone che sono rimaste ferite. Tra loro figurano due adolescenti di 14 anni, in condizioni gravi a causa delle schegge che hanno colpito diverse parti del corpo, secondo il Magen David Adom, il servizio israeliano di soccorso equivalente alla Croce Rossa. Sono rimasti feriti anche due adulti sulla cinquantina.  Il capo della polizia israeliana, Danny Levy, ha affermato che l’esplosione è stata provocata da "un ordigno inesploso di Hezbollah, il movimento islamista libanese, risalente a tre anni fa". Ha inoltre stimato al "90%" la probabilità che si trattasse di una bomba a grappolo. Secondo Meir Eliyahu, un comandante della polizia del distretto settentrionale, l’ordigno è esploso tra le mani di uno degli studenti. Secondo la polizia, l’escursione organizzata dalla scuola religiosa aveva ricevuto l’autorizzazione delle autorità.

Arabia Saudita, foto ad attacchi Houthi: fermati cittadini Usa

Alcuni cittadini statunitensi sono stati arrestati in Arabia Saudita per aver "scattato foto degli eventi recenti", ha reso noto l'ambasciata degli Stati Uniti a Riad, città il cui aeroporto è stato bersaglio di violenti attacchi da parte degli Houthi filo-iraniani. L'ambasciata non ha precisato quanti americani siano stati fermati ne' se siano stati successivamente rilasciati. Anche diversi residenti stranieri hanno segnalato l'arresto di propri familiari per aver filmato gli attacchi e diffuso le immagini sui social media. Il Regno avverte regolarmente la popolazione di non condividere informazioni, immagini o video non autorizzati riguardanti missili, droni e i loro impatti, pena "azioni legali", ha ricordato l'ambasciata.

Ambasciatore iraniano respinge le accuse Gb su Fairford: "Presentino prove"

L'ambasciatore iraniano nel Regno Unito, Seyed Ali Mousavi, ha respinto qualsiasi ruolo di Teheran nel presunto attacco sventato contro la base della Raf di Fairford, nel Gloucestershire. Lo riferisce Sky News, citando i media statali iraniani. Dopo essere stato convocato al Foreign Office, il diplomatico ha chiesto al governo britannico di presentare le prove delle accuse sul coinvolgimento dell'Iran, se ne è in possesso. Mousavi ha inoltre messo in guardia Londra da "accuse infondate" e dall'assumere "posizioni affrettate" contro Teheran. In precedenza il premier britannico Andy Burnham aveva affermato in Parlamento che il presunto piano d'attacco alla base inglese "è quasi certamente stato diretto" dalla Guardia rivoluzionaria islamica: i cosiddetti pasdaran.

Yemen, Onu: "Evitare ulteriore catastrofe dopo raid su scalo Riad"

L'Alto Commissario Onu per i diritti umani, Volker Turk, ha esortato tutte le parti a "evitare un'ulteriore catastrofe" alla luce dell'attacco dei ribelli Houthi all'aeroporto di Riad, affermando che il protrarsi dei combattimenti tra le milizie yemenite e i sauditi non farebbe che causare ulteriore sofferenza. "Sono sconcertato dai ripetuti attacchi sferrati negli ultimi giorni dagli Houthi contro aeroporti in Arabia Saudita, che hanno causato morti e feriti tra cittadini sauditi e stranieri, in particolare l'orribile attacco di ieri all'aeroporto principale di Riad", ha dichiarato Turk, sottolineando che i raid contro civili e infrastrutture civili sono vietati dal diritto internazionale umanitario e devono essere oggetto di indagine. "Il bilancio disastroso di questo conflitto per i civili, sia in Yemen che in Arabia Saudita, ricorda a tutte le parti che il proseguimento dei combattimenti non fara' che generare ulteriore sofferenza, senza alcuna prospettiva di conclusione", ha aggiunto l'Alto Commissario Onu, esortando "a ridurre la tensione e a evitare un'ulteriore catastrofe".

Pizzaballa: "Due Stati unica via per diritto a Nazione"

"È molto difficile immaginare questa prospettiva, ma è l'unica cosa che abbiamo in mano per poter riconoscere a tutti e due i popoli dignità e il diritto ad avere una casa e una nazione". Lo ha affermato il Patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, a margine del Premio De Sanctis per i diritti umani presso la Corte di Cassazione, rispondendo a una domanda sulla necessita' di credere nella soluzione dei "due popoli, due Stati" e se le sue parole fossero un invito anche al governo italiano vista la presenza del ministro Tajani. In merito all'importanza del dialogo verso la pace, il porporato ha sottolineato: "Universale vuol dire accogliere tutto ciò che costruisce la convivenza umana, la citta'. Non sono solo le lingue, ma anche le religioni, le fedi, le culture, le sensibilità diverse. Mettere tutte queste cose insieme in un unico contesto ci farà maturare, metterle in dialogo: questa è universalità".

Mo, Pizzaballa: "Dignità non può essere rinviata a fine guerra"

La dignita' umana non puo' essere una promessa rinviata alla fine delle ostilita'." Lo ha affermato il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, ricevendo il Premio De Sanctis per i diritti umani nell'Aula Magna della Corte Suprema di Cassazione. Nel suo intervento ha parlato della "forza del limite", criticando la crescente fiducia nella forza come criterio per regolare i rapporti tra i popoli. Esordendo, il Patriarca ha confessato un certo disagio: "Sono abituato a parlare nelle chiese e nei nostri ambienti, qui mi sento un po' un pesce fuor d'acqua". Ha poi ringraziato per il riconoscimento e lo ha dedicato alla Chiesa di Gerusalemme e a chi, "senza visibilita'", continua ad "assistere malati, sostenere famiglie e tenere aperte relazioni anche in condizioni difficili". "La forza puo' modificare gli equilibri di potere, ma non e' di per se' sufficiente a fondare una convivenza che sia riconosciuta come giusta da coloro che saranno chiamati a viverla", ha detto, ponendo una domanda: "E cosa siamo tenuti a rispettare anche quando avremmo la possibilita' di imporre il nostro volere?". In questa logica, ha avvertito, "il diritto rischia di essere considerato un ostacolo all'operazione e la disponibilita' di un potere sufficiente sembra diventare da sola una ragione per esercitarlo". Pizzaballa ha richiamato le condizioni di vita a Gaza e in Cisgiordania, ma anche "la paura e le ferite della societa' israeliana", ricordando il 7 ottobre, le famiglie colpite e la vicenda degli ostaggi. Ha descritto una quotidianita' fatta di bisogni primari negati e dell'impossibilita' di progettare il futuro: "Rinviare gli studi, rinviare un matrimonio, la nascita di un'attivita' significa perdere poco alla volta la fiducia di avere ancora un posto nella propria terra". Il suo servizio pastorale, ha spiegato, gli chiede di ascoltare ogni dolore e "di impedire che l'attenzione per una sofferenza renda invisibile quella di un altro". La convinzione di difendere una causa giusta, ha aggiunto, "non rende legittimo ogni mezzo usato per sostenerla". Sul concetto di limite, ha affermato: "Il limite comincia dal momento in cui il potere incontra una persona". Da qui l'esortazione alle istituzioni a fare della dignita' "il potere che orienta le decisioni mentre la guerra e' ancora in corso". Guardando al futuro della Terra Santa, il Patriarca ha sostenuto che israeliani e palestinesi "avranno bisogno di un futuro nella stessa terra" e che sicurezza e liberta' devono trovare posto in una prospettiva comune. "Una soluzione che lasci una parte senza dignita' e senza possibilita' di vita porta gia' dentro di se' le ragioni di una nuova crisi", ha ammonito. La vera sfida, ha concluso, e' accettare vincoli etici: "Chiedere a un universale di fermarsi e' necessario, piu' difficile e decisivo e' accettare che i principi sui quali crediamo vincolino anche noi". "Il futuro non appartiene a chi accumula piu' forza, ma a chi sa porle un limite".

Rutte: "Bene 29 Stati su condanna atti Iran"

"Accolgo con favore la dichiarazione di 29 alleati e partner e mi unisco alla loro condanna del coinvolgimento dell'Iran in atti di violenza e minacce sul territorio dell'Alleanza, compreso l'incidente alla Raf di Fairford del 27 settembre". Lo scrive su Twitter il segretario generale della Nato, Mark Rutte. Nel testo della dichiarazione, gli Stati firmatari condannano "con la massima fermezza il ricorso da parte dell'Iran ad attacchi violenti, compresi complotti letali, incendi dolosi, sabotaggi, attacchi informatici e altre attivita' ibride contro di noi e i nostri partner". La dichiarazione, inoltre, "prende atto delle accuse mosse dal Regno Unito riguardo al coinvolgimento dell'Iran nell'incidente verificatosi alla base Raf di Fairford" e il fatto che "l'evento dimostra la continua volonta' del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche di condurre attivita' ostili oltre i propri confini attraverso reti segrete e attori per procura". "La Nato continuera' a fare la sua parte per salvaguardare la sicurezza dei nostri un miliardo di cittadini in tutta l'Alleanza", ha concluso Rutte nel suo messaggio social.

Iran, monito Usa e alleati: si astenga da atti "inaccettabili"

Gli Stati Uniti e i loro alleati - tra cui Regno Unito, Australia, Canada, Francia e Germania - hanno avvertito Teheran di astenersi dal compiere atti "inaccettabili", in seguito a quello che Londra ritiene un complotto dei Guardiani della Rivoluzione contro la base aerea di Faiford. "Qualsiasi tentativo da parte dell'Iran di minacciare, ridurre al silenzio, intimidire, molestare, nuocere o costringere individui sui nostri territori - sia tramite intermediari che con qualsiasi altro mezzo - è inaccettabile", si legge in una dichiarazione congiunta di 29 Paesi diffusa dal dipartimento di Stato americano.

Gaza, un anno dopo gli accordi di Sharm el-Sheikh

A Gaza, a un anno dal vertice di Sharm el-Sheikh del 13 ottobre 2025, che sancì il sostegno internazionale al piano di pace per porre fine alla guerra tra Israele e Hamas, la tregua resta fragile. Nonostante il cessate il fuoco, i raid israeliani continuano e, secondo il ministero della Salute di Gaza, sono stati uccisi quasi 1.500 palestinesi.

Gaza, un anno dopo gli accordi di Sharm el-Sheikh

Gaza, un anno dopo gli accordi di Sharm el-Sheikh

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Al card. Pizzaballa il Premio De Sanctis: "Ha custodito le ragioni del dialogo"

Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, è stato insignito del Premio De Sanctis per i diritti umani "per aver custodito nel cuore di uno dei conflitti più dolorosi del nostro tempo le ragioni del dialogo e della solidarietà, riaffermando il valore universale dei diritti umani quale fondamento irrinunciabile della convivenza tra gli uomini e tra i popoli". La cerimonia di consegna della XV edizione del Premio, nato per celebrare persone e organizzazioni che, attraverso il loro impegno, difendono la dignità della persona, contrastano le disuguaglianze e promuovono pari opportunità, si è svolta questo pomeriggio nell'Aula Magna della Corte Suprema di Cassazione, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Oltre a Pizzaballa sono stati premiati anche Cucine Popolari, organizzazione che prepara ed eroga pasti a favore di persone svantaggiate, e l'agenzia di stampa France-Presse. Ricevendo il premio, Pizzaballa ha ricordato che "il dolore subìto esige riconoscimento e giustizia, ma non autorizza a infliggere una sofferenza senza misura. Il diritto umanitario - ha aggiunto - pone obblighi concreti: proteggere i civili, curare i feriti, trattare con umanità le persone detenute. Le Convenzioni di Ginevra affermano così un principio essenziale: neppure la guerra cancella i doveri verso la persona. Nella vita quotidiana questo significa che un bambino continua ad avere diritto alla protezione anche quando nasce dalla parte che consideriamo sbagliata o nemica". Alla cerimonia di premiazione hanno preso parte, tra gli altri, anche i ministri Antonio Tajani, Matteo Piantedosi, Carlo Nordio, Andrea Abodi, Orazio Schillaci e Maria Elisabetta Alberti Casellati.

Yemen, Houthi: "Usa riceveranno risposta rapida e dolorosa se coinvolti in aggressione contro di noi"

"Se gli Stati Uniti dovessero essere coinvolti nell’aggressione contro lo Yemen, non perderemo tempo a valutare la decisione di rispondere: ci sarà invece una risposta rapida e dolorosa, diretta contro gli Stati Uniti e tutti i loro interessi nella regione". Ad affermarlo all'Afp è Mohammed Al Bukhaiti, membro dell’ufficio politico degli Houthi, nel corso di un’intervista lanciando anche un avvertimento "a tutti i dipendenti e lavoratori delle infrastrutture petrolifere e degli aeroporti sauditi, affinché si tengano lontani da questi siti, poiché sono diventati obiettivi legittimi".

Gb convoca ambasciatore iraniano e sanziona un capo dei pasdaran

Il Regno Unito ha convocato l'ambasciatore iraniano Ali Mousavi per una protesta formale contro presunte "attività malevole" mentre sono state annunciate nuove sanzioni contro Teheran. Ruhollah Bazghandi, capo del controspionaggio dei Pasdaran, e Shahram Ali Reza Tamarzadeh Jakki, tramite della rete criminale Zindashti "coinvolta in attacchi ai dissidenti", sono stati sottoposti al congelamento dei beni e al divieto di ingresso nel Regno. Il ministero degli Esteri ha anche diffuso una dichiarazione congiunta con altri 28 Paesi, tra cui gli Usa, in cui si condanna il ricorso dell'Iran ad attacchi violenti e attività ibride. L'annuncio è arrivato subito dopo la dichiarazione del premier laburista Andy Burnham alla Camera dei Comuni in cui aveva affermato che il presunto piano d'attacco alla base Raf di Fairford "è quasi certamente stato diretto" dalla Guardia rivoluzionaria islamica: i cosiddetti pasdaran.

Herzog: "Violenza coloni è macchia morale su Israele"

La violenza dei coloni sui palestinesi in Cisgiordania è "ciò che più mi turba, che non mi fa dormire la notte. È un'enorme macchia sul volto dello Stato, una macchia morale". Lo ha affermato il presidente di Israele, Isaac Herzog, definendo gli estremisti dei "gruppi di facinorosi" che "non rispecchiano in alcun modo l'essenza o i valori del movimento dei coloni" ma che "traggono legittimazione dal silenzio". Il capo di Stato ha denunciato la "profonda frustrazione" che ha sentito tra le forze armate di stanza in Cisgiordania, affermando che "l'episodio di Jalud e' stato pericoloso", quando un centinaio di coloni hanno assaltato un villaggio palestinese alla fine del mese scorso, ferendo anche dei militari israeliani. Da qui l'esortazione ai vertici dell'Idf a "riunirsi, elaborare un piano concreto e mobilitare tutta la forza dello Stato, inclusa l'emissione di direttive chiare da parte dei vertici politici". "Non possiamo continuare a tollerare questo fenomeno. Sta minando lo Stato di Israele e distruggendo tutta la nostra credibilita' nel mondo", ha sottolineato Herzog.

Gb: convocato ambasciatore iraniano per "attività ostili"

L'ambasciatore iraniano nel Regno Unito è stato formalmente convocato al ministero degli Esteri per ricevere un richiamo ufficiale a causa delle persistenti "attività ostili". Lo ha annunciato il Foreign Office, come riporta Sky News. Ali Mousavi ha incontrato il ministro per il Medio Oriente, Stephen Doughty, il quale gli ha comunicato che il Regno Unito non tollerera' intimidazioni, minacce o attivita' ostili da parte dell'Iran e ha chiesto l'immediata cessazione di tali comportamenti. "I continui tentativi dell'Iran di minare la sicurezza del Regno Unito e dei partner internazionali attraverso reti criminali, gruppi per procura e attività ostili sostenute dallo Stato sono inaccettabili", ha dichiarato il capo della diplomazia di Londra, Ed Miliband. "Come abbiamo piu' volte chiarito all'Iran, la Gran Bretagna non tollerera' minacce sul proprio territorio", ha aggiunto. In seguito all'annuncio del primo ministro alla Camera dei Comuni riguardo a nuove sanzioni contro il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) dell'Iran, il ministro degli Esteri ha confermato che due individui sono ora soggetti a un immediato congelamento dei beni, al divieto di viaggio e all'interdizione dalla carica di amministratore societario. Si tratta di: Ruhollah Bazghandi - capo delle operazioni di controspionaggio all'interno del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione e Shahram Ali Reza Tamarzadeh Jakki, facilitatore della rete criminale Zindashti, coinvolto in diversi complotti contro dissidenti iraniani. Parallelamente, il Foreign Office ha pubblicato una dichiarazione congiunta con altri 28 Paesi, inclusi gli Stati Uniti, condannando "nei termini piu' fermi il ricorso dell'Iran ad attacchi violenti, inclusi complotti letali, incendi dolosi, sabotaggi, attacchi informatici e altre attivita' ibride contro di noi e i nostri partner".

Israele: "Esplosa munizione a grappolo Hezbollah, gita era lecita"

L'esercito israeliano ha confermato che l'ordigno esploso, uccidendo un adolescente durante una gita scolastica nel nord di Israele al confine con il Libano, era probabilmente una submunizione a grappolo proveniente da un razzo di Hezbollah. L'indagine e' in corso e gli artificieri stanno continuando a ispezionare la zona. Stessa versione e' stata presentata anche dal capo della polizia israeliana, Danny Levy, che ha riferito come l'escursione era stata approvata dalle autorita'. Verra' emessa un'ordinanza per limitare le escursioni nella zona per alcuni giorni, finche' non sara' confermato che il percorso e' libero da qualsiasi ordigno, ha aggiunto.

Kallas: "Servono più navi per Aspides, Mar Rosso è strategico per Ue"

"Le operazioni di scorta condotte nell'ambito dell'Operazione Aspides stanno assumendo un'importanza sempre maggiore, vista la pericolosa escalation da parte degli Houthi. Accolgo con favore le navi supplementari recentemente offerte dagli Stati membri, ma è anche chiaro che ne occorrono altre. Mantenere aperto il Mar Rosso è nell'interesse strategico dell'Europa". Lo ha detto l'Alto rappresentante Ue Kaja Kallas al termine del Consiglio Affari Esteri.

Libano, Kallas: "Nuova missione operativa in prossimi mesi"

Il Consiglio Esteri ha approvato la nuova missione di sostegno dell'UE in Libano. "Essa sosterra' le autorita' libanesi nel rafforzamento del controllo territoriale, della sicurezza delle frontiere e delle capacita' di sicurezza interna, e questo rappresenta un importante passo avanti nelle nostre relazioni in materia di sicurezza. Puntiamo ad avere la missione pronta e operativa entro i prossimi mesi". Lo ha detto l'Alto Rappresentante per la Politica estera e la Sicurezza Kaja Kallas nella conferenza stampa al termine del Consiglio Affari Esteri a Lussemburgo. L'Alto Rappresentante ha riferito che i "ministri hanno anche prorogato di due anni il mandato della missione consultiva in Iraq. La missione continuera' a sostenere l'Iraq nella lotta al terrorismo e alla criminalita' organizzata. Mentre altri si ritirano, noi manteniamo la nostra presenza sul campo".

Gb, Burnham: "I Pasdaran dietro incidente Fairford"

Ci sono molto probabilmente i Guardiani della Rivoluzione dietro quanto accaduto nei pressi della base della Raf a Fairford, in Inghilterra. A riferirlo e' stato il premier britannico, Andy Burnham, in un intervento in parlamento. Il 27 settembre, cinque giovani sono stati fermati fuori dal sito militare con il sospetto che stessero preparando un attentato. "Posso confermare la nostra valutazione secondo cui e' altamente probabile che l'operazione sia stata coordinata in Iran e quasi certamente diretta dai Guardiani della Rivoluzione islamica iraniana", ha detto in aula. "Non tollereremo queste minacce sul nostro territorio", ha proseguito, "impiegando tutti gli strumenti a nostra disposizione per colpire le reti criminali usate dall'Iran e le loro fonti di finanziamento". I cinque fermati sono stati tutti rilasciati su cauzione ma rstano indagati.

Israele, Idf: "Esplosione nel nord causata probabilmente da munizione a grappolo inesplosa di Hezbollah"

Da una prima verifica condotta dai militari israeliani sul luogo dell'esplosione nel nord di Israele, "la deflagrazione sarebbe stata probabilmente causata da una munizione a grappolo inesplosa appartenente all’organizzazione terroristica libanese Hezbollah". E' quanto riferisce l'Idf, le forze di difesa israeliane in merito all’esplosione di un ordigno nella zona della cresta di Ramim, nel nord di Israele, vicino al confine con il Libano. "L’incidente è ancora oggetto di accertamenti. I soldati dell’Idf continuano le ricerche e le operazioni nell’area interessata", sottolinea Tsahal in una nota su Telegram. Il bilancio attualmente è di un morto, un adolescente e di 19 feriti. Le vittime sono studenti adolescenti e insegnanti della scuola Ort Ma’alot, che stavano effettuando un’escursione lungo il percorso panoramico della foresta dei monti Naftali.

Pasdaran: "Colpita petroliera a Hormuz, è in fiamme"

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver colpito un'imbarcazione che tentava di attraversare lo Stretto di Hormuz. La forza navale delle Guardie ha reso noto, tramite la piattaforma informativa del corpo 'Sepah News', che "una superpetroliera è stata colpita nello Stretto di Hormuz e ha preso fuoco". La nave colpita aveva tentato di attraversare l'area "disattivando i transponder" e "ignorando gli avvertimenti della Marina delle Guardie", si legge nella dichiarazione. Ali Ozmaei, comandante navale delle Guardie, aveva avvertito nel fine settimana che qualsiasi imbarcazione avesse disattivato il transponder per evitare di essere rilevata durante l'attraversamento dello Stretto sarebbe stata considerata "ostile" e avrebbe subito una risposta "severa".

Israele, un adolescente morto e 19 feriti in esplosione nel nord del paese

Un adolescente è morto in seguito all’esplosione di un ordigno inesploso nella zona della cresta di Ramim, nel nord di Israele, vicino al confine con il Libano. Lo riferisce il servizio di soccorso israeliano Magen David Adom. Altre 19 persone sono rimaste ferite, tra cui due in gravi condizioni. I feriti sono studenti adolescenti e insegnanti della scuola Ort Ma’alot, che stavano effettuando un’escursione lungo il percorso panoramico della foresta dei monti Naftali. La polizia ha dichiarato che gli artificieri sono al lavoro sul luogo dell’esplosione per ricostruire la dinamica dell’incidente. La deflagrazione sarebbe stata provocata da un ordigno inesploso. La provenienza dell’ordigno, riferisce 'The Times of Israel', è ancora oggetto di accertamenti. L’esercito israeliano ha riferito di aver inviato sul posto anche artificieri dell’unità d’élite del genio militare Yahalom, incaricati di individuare eventuali altri ordigni inesplosi nella zona. Sono stati inoltre dispiegati personale medico e tre elicotteri dell’Aeronautica militare per evacuare i feriti.

Prodi: "Su Gaza tanti proclami, ma non un atto politico da Ue"

"Su Gaza non abbiamo avuto una parola, tanti dolori, tanti proclami, ma non un atto politico".  Lo ha affermato Romano Prodi, già presidente della Commissione europea, nel corso della sua lectio magistralis all'Università degli Studi di Napoli Federico II. "Abbiamo avuto manifestazioni fantastiche dei giovani per Gaza - ha aggiunto - e dobbiamo fare in modo che la voce dei giovani convinca i Governi. A Gaza si continua a soffrire in modo impressionante, le manifestazioni non hanno spinto nemmeno la politica europea a fare una proposta forte per Gaza".

Premier libanese promette fermezza dopo sequestro di esplosivo attribuito a Hezbollah

Il premier libanese, Nawaf Salam, ha promesso "fermezza" contro "tutte le armi detenute illegalmente nel paese", pochi giorni dopo il sequestro di un camion carico di esplosivo ritenuto appartenente a Hezbollah. Secondo i media di Beirut, giovedì scorso le forze di sicurezza hanno fermato a un posto di blocco sulla strada che collega Beirut alla Siria due presunti membri del movimento filo-iraniano diretti nella capitale, che trasportavano mezza tonnellata di esplosivo: 250 chili di tritolo e 250 di C4. Su X, Salam ha nelle ultime ore confermato il fermo del mezzo con "centinaia di chili di materiale esplosivo" e assicurato che l'inchiesta sarà allargata per identificare tutti i responsabili di quella che ha definito un'"operazione criminale" e i loro mandanti. Le armi al di fuori del quadro legale, ha aggiunto il premier, saranno trattate "con la fermezza necessaria", che si tratti del loro possesso, trasporto o uso. Salam ha detto di comprendere le preoccupazioni dei libanesi per il C4, esplosivo usato in diversi omicidi politici nella storia del paese. Hezbollah, a lungo la principale forza politica e militare libanese con il sostegno dell'Iran e del raìs siriano Bashar al-Assad, è accusato di aver compiuto omicidi di figure politiche ostili a Damasco, in particolare tra il 2005 e il 2008. Nel 2020 un tribunale sostenuto dall'Onu aveva condannato un membro latitante del partito di Dio per l'assassinio dell'ex premier Rafiq Hariri nel 2005, e in seguito altri due in contumacia. Le autorità di Beirut si sono impegnate lo scorso anno a disarmare il movimento, uscito decimato nei vertici dalla guerra con Israele del 2024, mentre la caduta di Assad alla fine di quell'anno ha reciso la sua principale via di rifornimento di armi dall'Iran.

Yemen, l'aeroporto di Riad rimarrà chiuso fino al 17 ottobre

L'aeroporto internazionale King Khaled di Riad, in Arabia Saudita, rimarrà chiuso fino alle 21 Gmt (le 23 in Italia) del 17 ottobre, secondo un nuovo avviso Notam (Notice to Air Missions), in seguito a una serie di attacchi letali da parte degli Houthi, sostenuti dall'Iran.

Iran, Pasdaran: "Colpita superpetroliera nello Stretto di Hormuz"

La Marina dei Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, ha annunciato di aver colpito nello Stretto di Hormuz una superpetroliera che aveva seguito una rotta non autorizzata e ignorato gli avvertimenti. Si tratterebbe, se la notizia fosse confermata, della terza imbarcazione colpita nel tratto di mare strategico negli ultimi due giorni. "Come accaduto in precedenza con altre imbarcazioni, questa petroliera, dopo aver disattivato il sistema di navigazione e ignorato gli avvertimenti della Marina dei Guardiani della Rivoluzione, intendeva uscire dallo Stretto di Hormuz compromettendone l'ordine e la sicurezza", si legge in una nota riportata dalla tv iraniana Irib. "Di conseguenza, è stata colpita", aggiunge la nota, che non riferisce dettagli sulla nave, sull'entità dei danni o su eventuali feriti.

Israele, gita a confine nord: esplosione uccide adolescente

Un adolescente  rimasto ucciso dall'esplosione di un ordigno nella zona di Ramim, nel nord di Israele, vicino al confine con il Libano. Lo hanno riferito i soccorritori, precisando che nell'incidente sono rimasti feriti in 19, di cui due versano in gravi condizioni e tre in condizioni medie. L'incidente e' avvenuto mentre il gruppo di studenti e insegnanti stava effettuando un'escursione nella foresta dei monti Naftali. Secondo i primi accertamenti, il giovane avrebbe raccolto da terra una submunizione inesplosa proveniente da un razzo di Hezbollah e l'avrebbe infilata nello zaino. Pochi minuti dopo, questa e' esplosa, uccidendolo e ferendo gli altri.

Media: "L'aeroporto di Riad rimarrà chiuso fino al 17 ottobre"

Secondo un nuovo avviso alle missioni aeree (Notam), l'aeroporto internazionale King Khaled di Riyad, in Arabia Saudita, rimarrà chiuso fino alle 21:00 GMT del 17 ottobre, a seguito di una serie di attacchi mortali perpetrati dagli Houthi, gruppo filo-iraniano. Lo riportano i media internazionali.

Yemen, anche l'emiratina Etihad sospende collegamenti con Riad

La compagnia di bandiera degli Emirati Arabi Uniti, Etihad, ha annunciato la sospensione dei voli da e per la capitale saudita Riad fino a lunedì prossimo, a causa dei "disordini regionali". "Tutti i voli tra Abu Dhabi e Riad sono stati cancellati fino a lunedì 19 ottobre", ha comunicato la compagnia sul proprio sito. Sono stati cancellati anche i voli previsti per questa settimana verso le città di Dammam e Gedda.

Media Israele: "15enne ucciso da bomba a grappolo inesplosa di Hezbollah"

I media israeliani riferiscono che lo studente 15enne rimasto ucciso da un'esplosione durante una gita scolastica nel nord di Israele, sia stata provocata da una bomba a grappolo di Hezbollah, lanciata durante la guerra. Secondo questa prima ricostruzione dell'Idf, lo studente ha trovato l'ordigno, l'ha raccolto e messo nello zaino. Dopo un po' si è verificata l'esplosione che lo ha ucciso.

Iran, Pasdaran: "Tenta rotta illegale, colpita nave a Hormuz"

La Marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha annunciato di avere colpito un'altra nave, la terza, che aveva tentato di attraversare lo stretto di Hormuz lungo una rotta non autorizzata. Lo ha riportato l'agenzia Fars. L'attacco ha provocato un incendio a bordo. Secondo un comunicato, la nave ha spento il sistema di navigazione e, ignorati gli avvertimenti della Marina dei Pasdaran, ha tentato uscire dallo stretto "compromettendone ordine e sicurezza". E "per questo è stata colpita", si spiega in una nota.

Yemen, compagnia di bandiera Bahrein annuncia stop voli su Riad

La compagnia aerea nazionale del Bahrein ha annunciato di aver cancellato, fino a sabato, tutti i voli da e per l'aeroporto di Riad, dove le autorità saudite hanno sospeso le operazioni in seguito a diversi attacchi letali sferrati dagli Houthi dello Yemen. "Gulf Air desidera informare i passeggeri che i voli da e per Riad (RUH) sono cancellati dal 12 al 17 ottobre 2026 (fino alla mezzanotte)", ha comunicato la compagnia aerea in un messaggio su X.

Yemen, Gulf Air: stop ai voli da e per Riad fino a sabato

Gulf Air, la compagnia aerea di bandiera del Bahrein, cancella fino a sabato tutti i voli da e per la capitale saudita Riad. L'annuncio, i un post su X, arriva nel mezzo dell'escalation tra l'Arabia Saudita e gli Houthi del vicino Yemen.  Stamani l'Autorità generale saudita per l'aviazione civile ha confermato la sospensione delle attività nell'aeroporto internazionale King Khalid di Riad senza precisare quando riprenderanno.

Israele: "Uno studente 15enne la vittima dell'esplosione nel nord"

È un ragazzo di 15 anni la vittima dell'esplosione avvenuta nel nord di Israele, al confine con il Libano, durante una gita scolastica di studenti e insegnanti della scuola media della yeshiva Ort Ma'alot. Lo riportano i media israeliani. Secondo alcune testimonianze, ci sarebbero molti bambini tra i feriti. Data la gravità dell'incidente, l'Idf ha dichiarato lo stato di emergenza dispiegando ingenti forze militari per soccorrere i feriti e bonificare l'area.

Media: "Casa palestinese assediata da coloni, Idf scorta bambini a scuola"

Un residente palestinese di Wadi Rahim, nella zona meridionale delle colline di Hebron, in Cisgiordania, la cui casa è bloccata da coloni estremisti israeliani da una settimana, ha dichiarato al Times of Israel che i suoi quattro figli, tra gli 8 e i 13 anni, sono andati a scuola stamattina per la prima volta scortati dall'Idf. Yousef Shanaran è stato ricoverato in ospedale nei giorni scorsi a causa di un problema di salute ed è rientrato a casa questa mattina, dopo aver coordinato il suo rientro con l'esercito. Lunedì scorso, i coloni hanno allestito un avamposto proprio di fronte all'ingresso della sua casa di Shanaran nell'Area B della West Bank, nel tentativo di cacciare la famiglia e impossessarsi della proprietà. L'Idf  ha smantellato più volte nel corso della settimana sia l'avamposto vicino alla casa di Shanaran, sia un avamposto più vecchio situato un po' più lontano, ma i coloni li hanno ricostruiti ogni volta. Ora i soldati hanno allestito una postazione militare nelle vicinanze.

Suica: "Situazione e crisi umanitaria spaventose"

"A Gaza la crisi umanitaria e la situazione umanitaria rimangono spaventose". Lo ha affermato la commissaria al Mediterraneo Dubravka Suica a margine del Consiglio Affari Esteri in corso a Lussemburgo. "La sicurezza e' peggiorata e l'inverno si avvicina, quindi le scorte di base stanno esaurendosi. Le tende di emergenza non sono sufficienti a proteggere le persone dal freddo, quindi abbiamo urgente bisogno di un accesso costante al carburante e agli aiuti umanitari" ha avvisato la commissaria UE. "Siamo anche profondamente preoccupati per la situazione in Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est, l'espansione degli insediamenti, la violenza e le demolizioni, e ovviamente tutto cio' provoca sfollamenti. Nonostante tutte queste difficolta', stiamo cercando di andare avanti con la ripresa iniziale di Gaza. - ha spiegato Suica - Due settimane fa, durante la sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, abbiamo lanciato due progetti del valore di 43 milioni di euro. Uno sulla gestione delle risorse idriche, acqua e servizi igienico-sanitari, e un altro sulla gestione dei rifiuti".

Suica: "Rammaricati per rinvio elezioni Palestina"

"Ci rammarichiamo per il rinvio delle elezioni in Palestina. È deplorevole". Lo ha affermato la commissaria al Mediterraneo Dubravka Suica a margine del Consiglio Affari Esteri in corso a Lussemburgo. "Continueremo a lavorare con loro per creare le condizioni affinchè le elezioni si svolgano il prima possibile" ha concluso.

Il petrolio in rialzo a New York a 93,75 dollari

Il petrolio è in rialzo a New York, dove le quotazioni salgono del 2,03% a 93,75 dollari al barile. 

Iran, Suica: "Proteggiamo civili e ong. Rimane priorità"

La situazione in Iran rimane all'attenzione dell'Unione europea. Lo ha affermato la commissaria al Mediterraneo Dubravka Suica a margine del Consiglio Affari Esteri in corso a Lussemburgo. "In Iran stiamo facendo tutto il possibile. Stiamo proteggendo i civili e le infrastrutture civili. Rimane una priorità e abbiamo intensificato il nostro sostegno alle organizzazioni della società civile", ha detto la commissaria.

Yemen, Suica: "Attacchi a Ryad escalation inaccettabile"

Gli attacchi Houthi all'aeroporto di Ryad rappresentano per l'Unione europea "un'escalation inaccettabile che minaccia la stabilità e la prosperità regionale". Lo ha affermato la commissaria al Mediterraneo Dubravka Suica a margine del Consiglio Affari Esteri in corso a Lussemburgo.

Israele, esplode ordigno durante gita scolastica, un morto e circa 20 feriti

È di un morto e una ventina di feriti, tra insegnanti e scolari che stavano facendo un'escursione, il bilancio di un'esplosione avvenuta nella zona della cresta di Ramim, nel nord di Israele, vicino al confine con il Libano. Gli investigatori, riferiscono i media israeliani, ritengono che la deflagrazione sia da attribuire a un ordigno inesploso, sebbene le autorità stiano ancora indagando sulla questione. L'ufficio di Netanyahu rende noto che il Primo Ministro è stato aggiornato sui dettagli del grave incidente.

Hamas: minaccia di Katz di uccidere Al Hayya è "terrorismo di Stato"

Hamas ha condannato le minacce del ministro della Difesa israeliano Israel Katz di assassinare il suo leader politico Khalil Al-Hayya, definendole "terrorismo di Stato organizzato", aggiungendo che queste affermazioni "non dissuaderanno il movimento dal perseguire i diritti palestinesi e dal resistere all'occupazione israeliana". Lo riporta l'egiziano Ahram online. Al-Hayya, capo negoziatore nei colloqui per il cessate il fuoco con Israele, è stato eletto a capo dell'ufficio politico di Hamas nel luglio scorso, succedendo a Yahya Sinwar, ucciso da Israele durante la guerra a Gaza. Insieme ad altri leader di Hamas tra cui Khaled Meshaal, è sopravvissuto a un tentativo di assassinio israeliano mirato ai vertici del movimento in Qatar nel settembre 2025. L'attacco ha causato diverse vittime, tra cui uno dei figli di Al-Hayya e il direttore del suo ufficio. Prima di Sinwar, Israele aveva assassinato anche Ismail Haniyeh, allora capo dell'ufficio politico di Hamas, durante una visita a Teheran nel 2024. In una dichiarazione diffusa dal Palestinian Information Centre, Hamas ha affermato che la minaccia di Katz di assassinare Al-Hayya riflette il "fallimento politico" del governo israeliano e dei suoi ministri della linea dura. Hamas ha inoltre esortato i mediatori internazionali ad assumere una posizione ferma contro le dichiarazioni di Katz, a condannare le minacce e a fare pressione sul governo israeliano affinché rispetti gli obblighi previsti dall'accordo di cessate il fuoco e dalla tabella di marcia proposta dal presidente statunitense Donald Trump. Il gruppo ha infine ribadito il proprio impegno a rispettare il cessate il fuoco, chiedendo la fine degli attacchi militari israeliani e la revoca del blocco su Gaza.

Costa: "Crisi in Medio Oriente impone più indipendenza energetica"

"L'attuale crisi in Medio Oriente e il suo impatto sulle forniture energetiche mondiali rafforzano la necessità di decarbonizzare e di raggiungere una maggiore indipendenza energetica, facendo leva sulle nostre fonti di energia rinnovabile e nucleare". Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo, António Costa, intervenendo all'apertura della Settimana europea delle regioni e delle città a Bruxelles. "Accelerare la transizione energetica è la nostra migliore strategia di lungo periodo per garantire la nostra autonomia e ridurre i prezzi", ha sottolineato Costa, osservando che gli Stati membri e le regioni con una maggiore quota di rinnovabili beneficiano già di prezzi dell'elettricità "significativamente più bassi" rispetto a quelli fortemente dipendenti dai combustibili fossili. "Nel breve periodo, tuttavia, sono necessarie misure mirate e temporanee per proteggere famiglie e imprese dalle impennate dei prezzi", ha avvertito, ricordando che la Commissione europea ha già avanzato alcune proposte per fornire un sollievo immediato senza compromettere gli incentivi al risparmio energetico e alla transizione pulita. Costa ha inoltre insistito sulla necessità di accelerare l'elettrificazione dei trasporti e gli investimenti nell'efficienza energetica, sottolineando che la differenza nei costi annuali dell'energia tra una casa scarsamente isolata e una ben isolata può raggiungere i 5.000 euro. "Moltiplicando questo risparmio per milioni di famiglie, il potenziale è enorme", ha evidenziato.

Mosca: "Nostro diesel aiuta mercati ma serve chiudere guerra Iran"

La Russia prevede che l'accordo con gli Stati Uniti sulle forniture di gasolio contribuirà a calmare la situazione sui mercati globali; tuttavia, la chiave per una loro piena stabilizzazione è la rapida risoluzione del conflitto che coinvolge l'Iran, ha dichiarato ai giornalisti il vice ministro degli Esteri russo, Georgy Borisenko. "Le statistiche mostrano che la maggior parte del gasolio proveniva dai paesi del Golfo Persico prima che lo Stretto di Hormuz venisse bloccato a seguito dell'aggressione statunitense e israeliana contro l'Iran", ha affermato Borisenko. "Ci aspettiamo che le forniture di diesel dalla Russia possano calmare il mercato dei carburanti e stabilizzarlo. Ciò andrà indubbiamente a vantaggio non solo degli Stati Uniti, ma del mondo intero", ha osservato Borisenko. Allo stesso tempo, ha aggiunto che "la chiave per stabilizzare pienamente la situazione su questo mercato e' la rapida stabilizzazione della situazione nell'area del Golfo Persico e la risoluzione del conflitto che coinvolge l'Iran". "Speriamo che il conflitto riguardante l'Iran venga risolto il prima possibile", ha concluso.

Yemen, Araghchi: "Pronti a facilitare dialogo Riad-Houthi"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato, nel corso di una conversazione telefonica con l'omologo saudita Faisal bin Farhan, che Teheran è pronta a fornire ogni forma di assistenza per risolvere la crisi tra l'Arabia Saudita e gli Houthi. Secondo una nota diffusa dal ministero degli Esteri iraniano, i due capi della diplomazia hanno avuto un colloquio telefonico per discutere delle ultime tensioni nella regione. Durante la conversazione, Araghchi ha sottolineato che i tentativi di risolvere militarmente la crisi tra Riad e gli Houthi rischiano di aggravare ulteriormente le tensioni regionali, proponendo di privilegiare il dialogo. Il ministro iraniano ha inoltre ribadito la disponibilità di Teheran a fornire ogni forma di assistenza per favorire una soluzione della crisi e la ripresa del dialogo tra le parti. Il colloquio si e' svolto mentre proseguono le tensioni legate ai ripetuti attacchi contro gli aeroporti sauditi e alle criticità del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. Nell'attacco del 10 ottobre contro l'aeroporto internazionale Re Khalid di Riad, capitale saudita, sono morte almeno 13 persone e centinaia sono rimaste ferite. In una nota, la coalizione araba a sostegno del governo yemenita ha attribuito agli Houthi, sostenuti dall'Iran, la responsabilità dell'attacco di sabato, annunciando una risposta decisa. In Yemen, gli Houthi controllano la capitale Sana'a e alcune altre aree del Paese dal settembre 2014. Le forze della coalizione guidata dall'Arabia Saudita sostengono invece il governo yemenita nella lotta contro gli Houthi dal marzo 2015.

Arabia Saudita proroga la chiusura dell'aeroporto di Riad dopo i raid Houthi

Arabia Saudita proroga la chiusura dell'aeroporto di Riad dopo i raid Houthi

©Ansa

Ue approva nuova missione in Libano

Il Consiglio Ue ha approvato oggi a Lussemburgo una nuova missione di supporto dell'Ue in Libano, con l'obiettivo di contribuire alla "pace " e alla "sicurezza" nel Paese. L'Unifil terminerà alla fine dell'anno. Il mandato iniziale della missione sarà di tre anni. 

Via libera dei 27 alla missione Ue in Libano a sostegno dell'esercito

Il Consiglio Ue ha adottato la decisione che istituisce una missione di sostegno dell'Unione Europea al Libano (Eusm Libano), ribadendo l'impegno dell'Ue a sostenere la stabilità, la sovranità e le istituzioni statali del Paese. La missione avrà un mandato iniziale di tre anni e contribuirà "alla pace e alla sicurezza", sosterrà "il rafforzamento delle istituzioni statali" e promuoverà stabilità duratura, in conformità con la risoluzione 1701 dell'Onu. La missione opererà per rafforzare le capacità delle Forze armate libanesi e delle Forze di sicurezza interna, nonché per sostenere la governance in materia di sicurezza marittima. 

Nuovo attaco Houthi a scalo Riad

Arabia Saudita, media: nuova allerta missili e droni

L'Arabia Saudita sta affrontando una nuova minaccia di missili e droni contro il regno. A riferirlo è stata la televisione Al-Ekhbariya. "Coalizione: risposta in corso alla minaccia di droni e missili da crociera che prendono di mira il Regno", si legge in un post dell'emittente. 

Teheran: scambio di messaggi con Usa continua

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha dichiarato in conferenza stampa che "lo scambio di messaggi tra Iran e Stati Uniti tramite mediatori continua" e ha esortato Washington a revocare le ultime sanzioni.

Riad: "La sicurezza energetica non è garantita"

"Gli eventi delle ultime settimane sono gravi, e la nostra risposta deve essere altrettanto seria", ha aggiunto il ministro. Ieri gli Houthi sono tornati a colpire l'aeroporto di Riad e hanno causato un morto, dopo l'attacco del giorno precedente che aveva provocato 12 morti, 300 feriti e la chiusura dello scalo, che è stata estesa fino a nuovo ordine.

Francia: "Esortiamo i palestinesi ad organizzare le elezioni"

"Esortiamo le autorità palestinesi a tornare sui loro passi e organizzare le elezioni, legislative e presidenziali". Lo ha detto il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot arrivando al Consiglio Affari Esteri Ue. 

Wafa: "Un morto e diversi feriti in un attacco dell'Idf a Gaza"

Una persona è stata uccisa e altre sono state ferite questa mattina in un attacco dell'Idf nella città di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Lo riferisce l'agenzia di stampa palestinese Wafa. 

Teheran: "Preoccupati per il conflitto tra Arabia Saudita e Houthi"

"Siamo preoccupati per gli eventi che coinvolgono l'Arabia Saudita e riteniamo che la tensione continua (con gli Houthi yemeniti) serva esclusivamente gli interessi del regime sionista nella regione". Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei. "Non auspichiamo un conflitto prolungato tra due nazioni islamiche. Allo stesso tempo, abbiamo sempre sostenuto che il popolo yemenita ha diritto a una vita dignitosa, libera da blocchi", ha sottolineato Baghaei secondo quanto riportato dall'agenzia Tasnim, aggiungendo: "Abbiamo dichiarato la nostra disponibilità a contribuire alla risoluzione della tensione attraverso il dialogo". 

Herzog: "Se esito elettorale incerto, farò di tutto per evitare nuove elezioni"

Il presidente Isaac Herzog ha dichiarato alla conferenza "Il popolo dello Stato" organizzata da Ynet e Yedioth Ahronoth che, in caso di esito elettorale incerto, farà "tutto il possibile per formare un governo stabile per Israele". Ha sottolineato: "Farò tutto il possibile per evitare nuove elezioni. Dobbiamo comprendere che le nostre sfide nazionali sono enormi". Riguardo alle preoccupazioni per le frodi elettorali, ha affermato: "Dobbiamo sempre considerare la possibilità che qualcuno tenti di sabotare le elezioni, dall'interno o dall'esterno. È proprio quello che stanno facendo costantemente, in modo davvero impressionante". 

Wall Street Journal: "In Arabia Saudita principe ereditario si sposta tra palazzi con bunker"

Il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, si sposta tra palazzi con massima sorveglianza e bunker, con una scorta super selezionata. E' quanto raccontano funzionari a conoscenza degli spostamenti di Mbs citati dal Wall Street Journal. Risale a martedì l'ultima volta in pubblico del principe 41enne, ricostruisce il giornale, ricordando che Mbs ha donato il sangue per sostenere una campagna a livello nazionale. 

Tutto si inserisce nel contesto degli attacchi degli Houthi dello Yemen contro la monarchia del Golfo. Nel 2015 il principe ereditario ha coinvolto l'Arabia Saudita nella guerra civile in Yemen, a sostegno del governo yemenita riconosciuto dalla comunità internazionale impegnato nella battaglia contro gli Houthi.

Il conflitto, scrive il Wsj, sta mettendo a repentaglio il lavoro dell'Arabia Saudita per fare del turismo un pilastro dell'economia e secondo il giornale è sempre più a rischio una conferenza internazionale sugli investimenti prevista per fine mese. Dal 26 al 29 ottobre è in programma a Riad la decima edizione della Future Investment Initiative.

L'Arabia Saudita proroga la chiusura dell'aeroporto di Riad dopo i raid Houthi

L'Arabia Saudita ha annunciato la proroga della sospensione delle operazioni all'aeroporto internazionale di Riad, bersaglio negli ultimi giorni di diversi attacchi da parte degli Houthi, che hanno causato disagi al traffico aereo del regno. "L'Autorità generale per l'aviazione civile ha annunciato la proroga della sospensione delle operazioni all'aeroporto internazionale King Khalid di Riad, al fine di portare a termine le procedure necessarie per verificare la sicurezza delle strutture e il loro stato di prontezza operativa", ha indicato l'autorità in un comunicato, senza specificare la data di ripresa delle operazioni. 

Iran: "Profondamente preoccupati per escalation, pronti a facilitare dialogo"

L’Iran si dice "profondamente preoccupato" per l’intensificarsi degli attacchi tra gli Houthi dello Yemen, sostenuti da Teheran, e l’Arabia Saudita, dopo che 14 persone sono morte nei raid contro l’aeroporto di Riad durante il fine settimana. "Siamo profondamente preoccupati per gli sviluppi in corso nella penisola arabica", ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, durante la consueta conferenza stampa settimanale, aggiungendo che Teheran è pronta a "mettere a disposizione i propri buoni uffici per contribuire a facilitare il dialogo tra le parti".

Cisgiordania, Alta Corte ordina calendario di rientro per sfollati da antiterrorismo

L'Alta Corte di giustizia di Israele ha incaricato il ministero della Difesa e l'Idf di fornire un calendario per il ritorno alle proprie case dei palestinesi sfollati nel nord della Cisgiordania, nel contesto delle operazioni antiterrorismo in corso nella regione. Lo riferiscono i media israeliani. Nel 2025, l'esercito ha lanciato una vasta operazione antiterrorismo nei campi profughi palestinesi di Jenin, Tulkarem e Nur Shams, sgomberandoli dai residenti, perchè ritenuti focolai di attività terroristica. L'operazione ha portato allo sfollamento di decine di migliaia di palestinesi, ai quali non è stato permesso di tornare. In una nuova sentenza, la Corte riconosce che le condizioni di sicurezza non sono ancora mature per consentire il ritorno dei residenti, ma ordina all'esercito di presentare un calendario per quando tale ritorno potrebbe avvenire. Il ministro delle Finanze di estrema destra Bezalel Smotrich ha attaccato la Corte, accusandola di "mettere in pericolo la sicurezza di Israele". 

Arabia Saudita: "Fatti gravi, serve risposta seria"

"I fatti delle ultime settimane sono gravi" e "la nostra risposta deve essere seria". Lo ha detto il principe Abdulaziz bin Salman, ministro dell'Energia dell'Arabia Saudita, in dichiarazioni durante il XXV Wpc Energy Congress in corso a Riad rilanciate dalla tv satellitare al-Arabiya. Le parole del ministro arrivano dopo gli attacchi degli Houthi dello Yemen contro la monarchia del Golfo, che sostiene il governo yemenita riconosciuto dalla comunità internazionale.

Iran: "Pronti a colpire data center e hub Ia degli Usa in caso di nuova guerra"

"Gli Stati Uniti dispongono di asset estremamente preziosi negli Emirati Arabi Uniti e nell'area dello Stretto di Hormuz. L'Iran non ha considerato tali risorse come obiettivi, ma in caso di un nuovo conflitto, molti dei cavi, dei data center, degli hub di intelligenza artificiale e di altre numerose infrastrutture statunitensi finiranno nel nostro mirino e verranno distrutti". Lo ha dichiarato Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell'Iran. "Questi elementi vitali per l'economia statunitense nella regione hanno un valore superiore ai duemila miliardi di dollari", ha affermato parlando all'emittente statale PressTV. "Se gli Stati Uniti dovessero attaccare nuovamente l'Iran, siamo pienamente pronti a mostrare le nostre nuove capacità", ha detto, aggiungendo: "Gli Stati Uniti dovranno certamente affrontare una risposta iraniana di ben più ampia portata". Nel frattempo, in un messaggio pubblicato su X, Rezaei ha sottolineato che "i negoziati tra Iran e Stati Uniti sono ancora lontani da un accordo, ma molto più vicini a un'escalation della tensione". 

Pechino condanna gli attacchi degli Houthi sull'Arabia Saudita

La Cina ha condannato i recenti attacchi degli Houthi contro l'Arabia Saudita, esprimendo "seria preoccupazione" per l'intensificarsi del conflitto tra Riad e il gruppo yemenita. "La Cina condanna gli attacchi che hanno causato gravi perdite ed esprime seria preoccupazione per l'intensificarsi del conflitto", ha dichiarato la portavoce del Ministero degli Esteri, Mao Ning, durante un consueto briefing.

Iran: "Usa hanno accettato alcune nostre condizioni ma la risposta è inadeguata"

Gli Stati Uniti hanno accettato alcune delle sette condizioni poste dall'Iran per porre fine alle ostilità e consentire la riapertura dello Stretto di Hormuz, ma "riteniamo la loro risposta inadeguata", ha dichiarato su X Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano. "La diplomazia iraniana è cambiata e non si tornerà allo 'status quo ante'", ha aggiunto. In un altro messaggio pubblicato oggi su X, Rezaei ha affermato: "Trump, illuso dalla fantasia di conquistare l'Iran, ha scatenato una delle guerre più idiote della storia dell'umanità dopo essersi lasciato ingannare da Netanyahu. Ora, fallito il tentativo della flotta statunitense di riaprire lo Stretto di Hormuz, è ricorso al contrabbando. Le forze armate Usa non erano mai scese così in basso in modo così vergognoso!".

Houthi: "Attacchi sauditi a Sana'a e in campagne Taiz"

Attacchi aerei sauditi hanno colpito la capitale dello Yemen, Sana'a, e le campagne della provincia di Taiz controllate dagli Houthi. Lo riferiscono i media legati agli insorti filoiraniani. Nel dettaglio, i bombardamenti avrebbero colpito la strada che porta all'aeroporto di Sana'a, nel distretto di al-Thawra, causando "danni significativi".

Herzog: "Farò tutto il possibile per evitare nuove elezioni"

"Farò tutto il possibile per evitare nuove elezioni. Dobbiamo comprendere che le nostre sfide nazionali sono enormi". Lo ha detto il presidente israeliano Isaac Herzog parlando alla conferenza "Il popolo dello Stato" organizzata da Ynet e Yedioth Ahronoth, aggiungendo che, in caso di esito incerto delle elezioni, farà "tutto il possibile affinché Israele abbia un governo stabile".  Riguardo alle preoccupazioni per le frodi elettorali, Herzog ha affermato: "Dobbiamo sempre considerare la possibilità che qualcuno tenti di sabotare le elezioni, dall'interno o dall'esterno".

Libano, Kallas: "Oggi decidiamo nuova missione"

Oggi nel Consiglio Affari Esteri "arriveremo a una decisione riguardo alla missione in Libano; istituiremo  una nuova missione in quel Paese, caratterizzata da una componente sia civile che militare". Lo dice l'Alta Rappresentante dell'Ue Kaja Kallas a Lussemburgo.

"Se adotteremo questa decisione - aggiunge - contiamo che l'operazione, la missione, sia pronta a diventare operativa sul campo nel giro di un paio di mesi. Mi sono recata in Libano proprio la scorsa settimana e l'iniziativa è stata accolta con grande favore dalle autorità locali", conclude.

Drone di Israele colpisce veicolo in Striscia Gaza, due morti

Un drone Israeliano ha colpito un veicolo nella zona di Al-Mawasi, nel Sud della Striscia di Gaza, e ha ucciso due degli occupanti. Lo riferiscono fonti mediche ad Al Jazeera.

Kallas: "Riad chiede di rafforzare Aspides, unire le forze nel Mar Rosso"

"Ho sentito la mia controparte saudita, per esprimere le nostre consiglianze dopo l'attacco degli Houthi, la loro richiesta è che l'Ue rafforzi la missione Aspides per unire le forze e mantenere aperto lo stretto di Bab al-Mandab". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas arrivando al Consiglio Affari Esteri del Lussemburgo. 

Consigliere Emirati: "Prendere di mira Riad mina la sicurezza di tutto il Golfo"

Prendere di mira l'Arabia Saudita "mina la sicurezza di tutti gli Stati del Golfo". Lo ha dichiarato Anwar Gargash, consigliere presidenziale degli Emirati Arabi Uniti, citato da Sky News. Secondo Gargash, è urgente rilanciare l'azione congiunta del Golfo, in particolare in materia di sicurezza e difesa. Trascurando la propria sicurezza collettiva, gli Stati della regione hanno "incoraggiato altri" ad andare oltre i propri limiti, ha aggiunto. Le sue dichiarazioni giungono dopo che l'aeroporto di Riad è stato colpito da due attacchi separati da parte dei ribelli Houthi nel fine settimana. 

Intercettato e distrutto missile lanciato dagli Houthi' verso il Sud dell'Arabia

La coalizione militare a guida saudita ha dichiarato di aver "intercettato e distrutto" un missile balistico lanciato dai combattenti Houthi filo-iraniani verso Khamis Mushait, nel Sud dell'Arabia Saudita. Lo ha scritto su X il maggiore generale Turki al-Malki, portavoce della coalizione. 

Houthi rivendicano attacchi su aeroporto Riad

 Gli Houthi dello Yemen hanno rivendicato la responsabilità di "quattro importanti operazioni" contro aeroporti e infrastrutture energetiche saudite, colpiti con "missili balistici, missili da crociera e droni", e di aver preso di mira l'aeroporto internazionale di Riad sabato, con un attacco che ha causato 13 morti e 309 feriti, e domenica (nel raid è rimasto ucciso un cittadino pakistano e altre 11 persone sono rimaste ferite). Gli Houthi hanno anche rivendicato operazioni contro due siti appartenenti al colosso energetico Aramco: l'impianto di gas di Shugadam e una raffineria a Tanajib, entrambi situati nell'Arabia Saudita orientale. La quarta operazione ha preso di mira l'aeroporto internazionale di Dammam. 

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