Mar Rosso, colpita una nave saudita: Riad replica attaccando siti militari degli Houthi yemeniti. L'esercito Usa spara contro una petroliera che cercava di aggirare il blocco dei porti iraniani. Cisgiordania in fiamme intanto per una sparatoria vicino a un insediamento con due israeliani e quattro palestinesi uccisi: l'esercito assedia Nablus
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Mar Rosso, colpita una nave saudita: Riad replica attaccando siti militari degli Houthi yemeniti. L'esercito Usa spara contro una petroliera che cercava di aggirare il blocco dei porti iraniani. Cisgiordania in fiamme intanto per una sparatoria vicino a un insediamento con due israeliani e quattro palestinesi uccisi: l'esercito assedia Nablus.
Non si è verificata l’attesa quattordicesima notte di attacchi americani contro l’Iran. Mentre Donald Trump partecipava alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca, il Pentagono ha sospeso i raid. Donald Trump è tornato ad attaccare i giornalisti, sostenendo che non raccontano la verità sulla guerra con l'Iran. "Ho sentito solo notizie false. Ma la loro marina non esiste più, l'aviazione non esiste più, non hanno più radar", ha detto, per poi ribadire che l'Iran "non avrà mai il nucleare", suscitando un po' di applausi nella platea di giornalisti del gala dei corrispondenti della Casa Bianca.
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Teheran critica frasi Kallas sulle violazioni dei diritti umani in Iran
Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha criticato le dichiarazioni dell'Alto rappresentante per la Politica estera dell'Ue, Kaja Kallas, che ieri ha espresso "preoccupazione per i diritti umani in Iran": "Non si tratta solo di una perdita di credibilità. È la banalità del male, la forma più pura di ipocrisia", ha sottolineato Baghaei. "Come può un dichiarato impegno per i diritti umani conciliarsi così facilmente con il supporto logistico e tecnico (Ue) fornito a palesi aggressioni contro il popolo iraniano? Aggressioni che prendono di mira deliberatamente i civili e le infrastrutture nazionali critiche?", ha affermato Baghaei. Che in un post su X ha aggiunto: "Tutto ciò è accaduto mentre (i dirigenti dell'Ue) si rifiutavano di condannare anche i crimini di guerra più evidenti e non offrivano una sola parola di solidarietà per i bambini iraniani massacrati dalle bombe e dai missili americano-israeliani".
Iran, Teheran: "Europa resta in silenzio di fronte a crimini contro iraniani"
"L'Europa parla di diritti umani, ma rimane in silenzio di fronte ai crimini e agli attacchi contro l'Iran". Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei.
Crosetto: "Le navi italiane restano nel Mar Rosso, presto nuove armi a Kiev"
Le navi italiane continueranno a operare nel Mar Rosso nell'ambito della missione europea Aspides. Lo afferma il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un'intervista a la Repubblica, spiegando che l'obiettivo è evitare che si rafforzi "la tattica del caos perseguita dai pasdaran". "Siamo andati nel Mar Rosso quando la minaccia Houthi era rilevante, che poi, per mesi, si è fermata. Ora è in atto il tentativo iraniano di aggiungere, a Hormuz, anche lo stretto di Bab el Mandeb per scatenare il caos più grande possibile. A maggior ragione la nostra flotta e gli assetti alleati, che sono lì per quello scopo, non possono andarsene, al momento", dice il ministro. Per Crosetto, "dobbiamo evitare che si blocchi anche lo stretto di Bab el Mandeb: aumenterebbero esponenzialmente i problemi economici che affrontiamo. Il miglior modo per farlo è restare lì e continuare il dialogo con tutti i paesi del Golfo". Il ministro aggiunge che il dialogo va mantenuto "anche con gli Houthi, ove necessario: bisogna evitare che si rafforzi la tattica del caos perseguita dai pasdaran". Parlando di aiuti all'Ucraina "per fare nuovi pacchetti bisogna avere nuove armi ed equipaggiamenti da mandare - afferma Crosetto -. All'inizio la richiesta ucraina era: mandateci qualsiasi cosa avete. Oggi è diverso. Le esigenze sono diventate molto più specifiche: parliamo di aiuti molto sofisticati, che riguardano la difesa aerea e altri sistemi avanzati e rari. La domanda è cento volte superiore all'offerta. Non è facile aiutarli, pur avendone la volontà", afferma. "Nonostante ciò, io sto lavorando per adempiere al mandato ricevuto dal Parlamento e sto cercando di mettere insieme tutto quello che serve per aiutare l'Ucraina. Conto di finire presto questo lavoro", aggiunge.
Trump: "Iran non avrà nucleare. Mi candiderò per la quarta volta"
Un cappellino con scritto “Trump 2028”. Così Donald Trump è tornato, con una provocazione, sulla possibilità di un suo terzo mandato, una opportunità negatagli dalla Costituzione e alla quale già nei mesi scorsi aveva detto di pensare. Alla seconda cena dei corrispondenti della Casa Bianca che, dopo quella interrotta dall'attentato del 25 aprile, si è tenuta nella notte italiana del 25 luglio, il presidente statunitense ha chiuso la serata indossando il berretto rosso e dicendo: “Sono lieto di annunciarvi la mia intenzione, per certi versi è uno scoop, di correre per la quarta volta da presidente". Trump ha anche detto: "La seconda volta è stata migliore della prima, e la terza sarà migliore ancora", per poi aggiungere: "Sto scherzando". Al termine del discorso è partito il brano Ymca dei Village People, lo stesso che viene usato alla fine dei comizi del tycoon. Una parte della platea di giornalisti ha applaudito e si è alzata in piedi, l'altra metà no.
Trump: 'Iran non avrà nucleare. Mi candiderò per la quarta volta'
Vai al contenutoIran, niente attacchi Usa mentre Trump cena con giornalisti
Non c'e' stata l'attesa quattordicesima ondata di attacchi notturni delle forze americane in Iran. Con il presidente americano Donald Trump impegnato alla cena dei corrispondenti dalla Casa Bianca, il Pentagono ha fatto tacere le armi. Non un caso, secondo diversi media. La breve tregua potrebbe avere avuto lo scopo di lasciare i riflettori tutti sull'atteso intervento di Trump al gala, riconvocato dopo che il precedente appuntamento del 25 aprile era stato interrotto da una sparatoria tra agenti federali e un uomo armato che aveva tentato di entrare nella sala. Ma potrebbe anche trattarsi della calma prima della tempesta: da giorni si susseguono mosse dei militari americani che lasciano pensare a un'imminente escalation. E sono state fatte filtrare alla stampa indiscrezioni sulla crescente frustrazione del presidente per il fallimento dei negoziati. "Il presidente e' entrato in modalita' vendetta", ha scritto ieri il Wall Street Journal citando fonti vicine alla Casa Bianca.
Salgono a 50 i palestinesi arrestati in raid Idf in Cisgiordania, raid in 70 case
E' salito a 50 il numero dei palestinesi che sono stati arrestati nei raid condotti nella notte nel villaggio di Tell, a sudovest di Nablus in Cisgiordania, dalle Forze di difesa israeliane (Idf), che hanno fatto irruzione in 70 case. Lo riporta l'emittente al-Jazeera. Il governatore di Nablus, Ghassan Daghlas, ha dichiarato ad al Jazeera che sei palestinesi sono stati uccisi e decine di altri feriti o arrestati negli ultimi due giorni. Daghlas ha descritto gli eventi come una "vera e propria aggressione" e ha attribuito l'escalation a quello che ha definito "un prolungato silenzio internazionale" che, a suo dire, ha incoraggiato gli attacchi contro i palestinesi.
Notte di raid Idf in Cisgiordania, oltre 20 arresti, operazione in corso
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno condotto numerosi incursioni nella notte in Cisgiordania, effettuando raid in città, villaggi e paesi e compiendo numerosi arresti. Il sito di Haaretz afferma che fonti palestinesi hanno descritto quella di stanotte come una delle più vaste ondate di raid delle ultime notti, con decine di perquisizioni, interrogatori sul campo e arresti in più località contemporaneamente. I raid sono stati condotti dopo che due israeliani e quattro palestinesi sono rimasti uccisi in uno scontro avvenuto ieri vicino a Nablus, quando coloni armati sono entrati nel villaggio di Tell e un residente ha sottratto un'arma a uno di loro. Il tragico incidente ha scatenato un'ondata di incursioni e attacchi dei coloni contro i villaggi palestinesi circostanti. Durante la notte, le Forze di Difesa Israeliane hanno fatto irruzione a Tell e perquisito decine di case, comprese quelle delle famiglie dei palestinesi uccisi ieri. Secondo fonti palestinesi, più di 20 residenti sono stati arrestati entro la mattinata e l'operazione nel villaggio è tuttora in corso. Le Idf hanno operato anche in diversi comuni del governatorato di Jenin, tra cui un complesso residenziale vicino all'Università arabo-americana per gli sfollati del campo profughi. Le forze hanno condotto ulteriori raid nelle zone di Tulkarm e nella città di Qalqilya, mentre almeno tre arresti sono stati segnalati nella città di Azzun.
Gaza, da Egitto pressing per forza internazionale di stabilizzazione
L'Egitto sta lavorando per "superare lo stallo" nella Striscia di Gaza, in coordinamento con gli Stati Uniti e gli attori regionali, e per accelerare il dispiegamento di una forza internazionale di stabilizzazione nell'enclave palestinese. Lo scrive il quotidiano libanese Al-Akhbar, affiliato a Hezbollah. Inoltre, fonti informate hanno riferito al giornale che l'Egitto conta sul dispiegamento di tale forza come mezzo per stabilire una nuova realtà di sicurezza e impedire il completo collasso dell'accordo di cessate il fuoco.
Crosetto: "Mar Rosso? Non possiamo andare via, in gioco sicurezza"
"Bisogna evitare che si rafforzi la tattica del caos perseguita dai pasdaran". Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, sottolinea in una intervista a Repubblica come l'Italia non seguira' l'esempio tedesco e continuera' con gli alleati nella missione Aspides a presidiare il Mar Rosso. "Aspides non e' nata come una gita sociale: abbiamo accettato di fare parte di una missione che serve proprio per proteggere i traffici marittimi da cui dipende una parte importante della nostra economia. Siamo andati nel Mar Rosso quando la minaccia Houthi era rilevante, che poi, per mesi, si e' fermata. Ora e' in atto il tentativo iraniano di aggiungere, a Hormuz, anche lo stretto di Bab el Mandeb per scatenare il caos piu' grande possibile. A maggior ragione la nostra flotta e gli assetti alleati, che sono li' per quello scopo, non possono andarsene, al momento", esplicita il ministro. L'obiettivo e' "evitare che si blocchi anche lo stretto di Bab el Mandeb: aumenterebbero esponenzialmente i problemi economici che affrontiamo. Il miglior modo per farlo e' restare li' e continuare il dialogo con tutti i paesi del Golfo", e "anche con gli Houthi, ove necessario: bisogna evitare che si rafforzi la tattica del caos perseguita dai pasdaran". Aspides, esplicita Crosetto, resta una missione "con una natura difensiva da possibili attacchi" cosi' come era nata. Nel colloquio con il ministro, spazio anche alla questione Ucraina, paese che affronta la rimozione del ministro della Difesa, Mykhailo Fedorov, e le proteste contro Zelensky per averlo fatto. "Fedorov rappresenta l'innovazione, e' uno di quelli che ha stravolto completamente le regole del gioco nel campo di battaglia, consentendo all'Ucraina prima di resistere e poi di passare all'iniziativa. Gli stessi problemi che ha affrontato lui in Ucraina li abbiamo noi in Italia, in Germania, in Francia: c'e' una resistenza al cambiamento e c'e' chi guarda avanti e ha capito che l'innovazione arriva a una velocita' spaventosa. Il mondo militare e' abituato a fare programmi, come minimo, decennali, adesso qualsiasi arma progettata oggi rischia di essere gia' obsoleta tra sei mesi", dice. Ha sentito Fedorov? "Io l'ho chiamato il giorno dopo la sua destituzione e gli ho detto: quando vuoi venire a Roma a collaborare con me come advisor? Era una dimostrazione di stima e amicizia". Le esigenze e le richieste che arrivano dall'Ucraina, osserva poi Crosetto, "sono diventate molto piu' specifiche: parliamo di aiuti molto sofisticati, che riguardano la difesa aerea e altri sistemi avanzati e rari. La domanda e' cento volte superiore all'offerta. Non e' facile aiutarli, pur avendone la volonta'", ma, "nonostante cio', io sto lavorando per adempiere al mandato ricevuto dal Parlamento e sto cercando di mettere insieme tutto quello che serve per aiutare l'Ucraina. Conto di finire presto questo lavoro. Anche perche' siamo in momento problematico: grande e' la difficolta' di Putin e la preoccupazione e' che possa alzare il livello dello scontro. E questo ci obbliga ad aiutare ancora di piu' l'Ucraina".
Houthi rivendicano attacchi contro Arabia, sospesi voli a Riad e Jeddah
Attraverso il loro sito web di notizie Ansarollah, gli Houthi hanno rivendicato la responsabilità di un attacco missilistico sulla città di Jazan, dove l'agenzia saudita di protezione civile aveva emesso un allarme per un "potenziale pericolo", dichiarando pochi minuti dopo che il pericolo era "passato". L'agenzia saudita aveva emesso un allarme simile due volte a Yanbu (ovest) nelle prime ore di sabato. Ieri Riad aveva lanciato raid aerei su Hodeida, un porto controllato dagli Houthi sulla costa occidentale dello Yemen, sul Mar Rosso, e la milizia sciita filoiraniana i ribelli che hanno denunciato gli attacchi alle infrastrutture civili e promesso ritorsioni. "Un'aggressione saudita ha preso di mira la provincia di Hodeidah", aveva riportato il loro canale televisivo, al-Masirah. Gli abitanti di Hodeida hanno udito delle esplosioni, e un testimone ha affermato che le deflagrazioni si sono verificate vicino al porto. I media ribelli hanno riportato attacchi contro infrastrutture appartenenti all'autorità delle telecomunicazioni e sulla vicina isola di Kamaran.
Iran: voli sospesi in aeroporti Riad e Gedda dopo attacchi da Teheran
Voli sospesi negli aeroporti di Gedda e Riad, in Arabia Saudita, dopo un attacco proveniente dallo Yemen. Lo riferiscono media iraniani. In precedenza era stato attivato un allare preventivo nella zona di Yanbu in Arabia Saudita, ma poi è stato revocato.
Trump conferma Netanyahu negli Usa: "Anche Mamdani vorrà incontrarlo"
Il presidente americano Donald Trump ha confermato che la prossima settimana vedrà a Washington Benjamin Netanyahu, aggiungendo che a suo avviso anche il sindaco di New York Zohran Mamdani vorrebbe incontrare il primo ministro israeliano. In precedenza, Mamdani aveva affermato che stava "esaminando" la sua autorità legale per arrestare Netanyahu, nei confronti del quale la Corte penale internazionale ha spiccato un mandato di arresto. Trump ha detto che "invierà" al leader dei Democratici al Senato, Chuck Schumer, "un bellissimo abito palestinese in modo che possa accogliere Bibi Netanyahu quando verrà in città la prossima settimana, insieme al sindaco, che sono sicuro vorrà incontrare Bibi". Mamdani e Schumer "non stanno trattando Bibi molto bene. Chuck voleva unirsi a noi stasera, ma non voleva violare molte parti delle regole e dei regolamenti palestinesi. Non vuole violare la legge della sharia", ha detto Trump.
Al Jazeera: due palestinesi feriti da raid Idf e coloni
Un adolescente e un anziano, entrambi palestinesi, sono rimasti feriti da colpi d'arma da fuoco esplosi nella notte a Betlemme e Nablus, in Cisgiordania. Lo riporta Al Jazeera, che spiega come, nella notte, ci siano state incursioni militari israeliane e violenze da parte dei coloni nei territori occupati. Le forze israeliane hanno fatto irruzione nel campo profughi di Aqabat Jabr, a sud di Gerico, nella citta' di Qalqilya, nel villaggio di Kobar, nel distretto di Ramallah, e nella localita' di Kafr Aqab, a nord di Gerusalemme. Le truppe hanno inoltre fatto irruzione nella citta' di Yabad e nei villaggi di Zababdeh e Burqin, nel governatorato di Jenin, mentre un'altra operazione ha preso di mira il villaggio di Faroun, a sud di Tulkarem. A Nablus, unita' militari sono entrate nei villaggi di Tal e Qaryut, oltre che nella citta' di Beit Furik, avviando una vasta campagna di arresti a Tal e perquisendo numerose abitazioni a Beit Furik. Durante queste operazioni, i soldati hanno lanciato lacrimogeni contro abitazioni palestinesi a Qaryut, mentre coloni israeliani hanno attaccato alcune case nel villaggio di Urif, a sud di Nablus.
Iran, Araghchi: da Usa promesse violate e crimini
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha attribuito agli Stati Uniti la "violazione delle promesse e i crimini" che hanno portato alla situazione attuale nello Stretto di Hormuz. Lo riporta Al Jazeera, che cita l'agenzia di stampa iraniana Irna. Araghchi
ha anche sottolineato la "serietà dell'Iran nel campo della diplomazia" e la determinazione di Teheran "a difendere i propri interessi e la sicurezza nazionale, e a impedire agli Stati Uniti di utilizzare impropriamente lo Stretto di Hormuz per minacciare la sicurezza nazionale iraniana".
Iran: Houthi rivendicano attacco missilistico contro città di Jizan
I ribelli yemeniti Houthi, sostenuti dall’Iran, hanno rivendicato un attacco missilistico contro la città di Jizan, nel sud dell’Arabia Saudita, secondo quanto pubblicato su Telegram dal canale mediatico del gruppo, Ansarollah. L’Arabia Saudita aveva precedentemente diramato brevi avvisi ai residenti di Jizan e Yanbu dopo che i ribelli avevano promesso di vendicarsi contro il regno per gli attacchi di questa settimana.