Trump: "Iran non avrà nucleare". Poi la provocazione: "Mi candiderò per la quarta volta"

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Il capo dello Stato Usa ha indossato un cappellino rosso con la scritta "Trump 2028" alla seconda cena dei corrispondenti della Casa Bianca dopo quella interrotta dall'attentato del 25 aprile. "Sarà il mio miglior mandato", ha detto per poi aggiungere: "Sto scherzando"

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Un cappellino con scritto “Trump 2028”. Così Donald Trump è tornato, con una provocazione, sulla possibilità di un suo terzo mandato, una opportunità negatagli dalla Costituzione e alla quale già nei mesi scorsi aveva detto di pensare. Alla seconda cena dei corrispondenti della Casa Bianca che, dopo quella interrotta dall'attentato del 25 aprile, si è tenuta nella notte italiana del 25 luglio, il presidente statunitense ha chiuso la serata indossando il berretto rosso e dicendo: “Sono lieto di annunciarvi la mia intenzione, per certi versi è uno scoop, di correre per la quarta volta da presidente". Trump ha anche detto: "La seconda volta è stata migliore della prima, e la terza sarà migliore ancora", per poi aggiungere: "Sto scherzando". Al termine del discorso è partito il brano Ymca dei Village People, lo stesso che viene usato alla fine dei comizi del tycoon. Una parte della platea di giornalisti ha applaudito e si è alzata in piedi, l'altra metà no.

Il premio ai giornalisti del caso Epstein

Nel corso della serata, Wolf Blitzer, popolare volto della Cnn, ha annunciato l'assegnazione di un premio a un gruppo di giornalisti del Wall Street Journal per il loro "coraggioso lavoro di inchiesta sui trascorsi del presidente Donald Trump con il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein", che ha "portato alla diffusione dei cosiddetti 'file Epstein', nel corso del gala-bis dell'associazione dei corrispondenti della Casa Bianca. Il tycoon, a quel punto, ha alzato le mani in aria in modo teatrale provocando la risata nella ballroom del Waldorf Astoria: si è alzato poi per stringere la mano ai giornalisti, autori di un'inchiesta ha irritato Trump fino al ricorso alle vie legali. Ma Blitzer, tuttavia, ha proseguito: "Nonostante la minaccia di una causa legale da parte del presidente, il Wall Street Journal pubblicò un articolo su una lettera provocatoria indirizzata a Epstein con la firma del presidente Trump che intentò una causa da 20 miliardi di dollari contro il Journal" ed escluse per un certo periodo la testata dall'Air Force One.

"Siete ossessionati da me"

"Non è stata una serata facile, con tutti questi premi", ha commentato Trump che ha anche accusato i giornalisti di essere ossessionati da lui: “Il 93 per cento delle notizie su di me sono negative – ha detto - Questo posto è il più grande gruppo di persone affette da sindrome da ossessione per Trump".

Gli attacchi agli avversari e il ricordo della cena di Obama

Nel suo discorso, Trump ha rievocato la sua esperienza come ospite a una precedente cena dei corrispondenti della Casa Bianca durante la presidenza di Barack Obama, e ha preso di mira quanti considera suoi oppositori tra cantanti (Bruce Springsteen), media (Cnn e Nyt) e politici (l'ex presidente Joe Biden, il governatore dem della California Gavin Newsom e la senatrice dem Elizabeth 'Pocahontas' Warren). In quell'occasione, Obama prese in giro il tycoon per la sua menzogna secondo cui il presidente sarebbe nato fuori dagli Stati Uniti, oltre che per il suo programma Celebrity Apprentice, con Trump che assisteva alla scena con un'espressione impassibile. "Ho guardato quel filmato migliaia di volte. Continuo a rivederlo perché pensano che quella sia stata la sera in cui decisi di candidarmi alla presidenza. Non fu così", ha detto. 

 

L'Iran: "Solo notizie false"

Trump ha attaccato i giornalisti anche sul lavoro fatto sulla guerra in Iran, bollando le loro notizie come falsità: "Ho sentito solo notizie false. Ma la loro marina non esiste più, l'aviazione non esiste più, non hanno più radar", ha detto, per poi ribadire che l'Iran "non avrà mai il nucleare", suscitando qualche applauso nella platea di giornalisti. Trump ha poi raccontato di ricevere una "telefonata ogni 3,7 minuti" e spesso sono giornalisti che lo chiamano da tutto il Paese. Molti corrispondenti della Casa Bianca hanno confermato che il presidente risponde spesso direttamente alle telefonate, anche da numeri sconosciuti, e parla con il giornalista di turno, anche senza conoscerlo. 

Il riferimento all'attentato di aprile

Naturalmente non poteva mancare un riferimento all'attentato di aprile, nel corso della precedente cena dei corrispondenti: "Stasera siamo di nuovo qui tutti insieme rispondendo all'attacco con determinazione - ha detto il presidente -, per mostrare e dire che in America non ci inchiniamo, non ci pieghiamo alla violenza politica.  In questo Paese crediamo nella libertà di parola e questa libertà si deve esprimere appunto con le parole, non con i proiettili". Trump ha ricordato quel momento: "È successo tutto velocemente e Victor Gonzales (l'agente del Secret Service che affrontò direttamente l'uomo armato rimanendo anche colpito al giubotto antiproiettile, ndr) è stato molto rapido a capire quello che stava succedendo intorno a lui. Ha fermato l'attacco senza esitazioni e per questo si è beccato un proiettile. Non voleva neanche andare in ospedale, non voleva lasciare il suo posto di lavoro. È qui stasera con noi e gli vogliamo rendere omaggio e ringraziarlo dal profondo del cuore". Parole accolte da un grosso applauso.

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