Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran, Trump: "Abbiamo più munizioni di chiunque altro al mondo"

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Trump nega di aver accantonato i piani di escalation temendo che possano esaurirsi le scorte di Patriot: "Abbiamo più munizioni di chiunque altro al mondo". L'Iran interromperà gli attacchi contro gli alleati Usa nel Golfo Persico se Washington ricomincerà a rispettare il cessate il fuoco. Lo ha assicurato a Reuters un funzionario di Teheran. "La posizione dell'Iran rimane quella di rispondere colpo su colpo", ha spiegato. Media: "Il governo israeliano autorizza l'ingresso a Gaza al Board of peace"

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Trump nega di aver accantonato i piani di escalation temendo che possano esaurirsi le scorte di Patriot: "Abbiamo più munizioni di chiunque altro al mondo".

L'Iran interromperà gli attacchi contro gli alleati degli Usa nel Golfo  Persico se Washington ricomincerà a rispettare il cessate il fuoco. Lo  ha assicurato a Reuters un alto funzionario di Teheran. "La posizione  dell'Iran rimane quella di rispondere colpo su colpo: se gli attacchi  cessano, anche l'Iran interromperà le sue operazioni", ha spiegato la  fonte, per poi sottolineare: "Questo messaggio è già stato trasmesso agli Stati Uniti".

L'Iran ha comunicato al Pakistan la sua disponibilità a proseguire i negoziati a Ginevra, Doha o Islamabad, secondo quanto riportato da Al Arabiya, che cita una fonte. Intanto, il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato l'ingresso nella Striscia del Board of peace, incaricato di supervisionare la Striscia di Gaza nel dopoguerra, un giorno prima della partenza del primo ministro Benjamin Netanyahu per Washington. Lo scrive Haaretz aggiungendo che il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir ha votato contro la decisione.

"Non  resterà senza risposta l'attacco ucraino a una nave mercantile iraniana, costato un morto". È il monito affidato a X dal ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, che punta il dito direttamente sul   leader di Kiev. Sabato scorso il ministero degli Esteri ucraino aveva riferito che una nave mercantile iraniana era stata attaccata dalle forze ucraine.

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Trump: "Abbiamo più munizioni di chiunque altro"

"Abbiamo molte più munizioni di chiunque altro al mondo, e molte più di quelle di cui abbiamo bisogno". Lo ha dichiarato il presidente Usa, Donald Trump, al Wall Street Journal, alla luce delle notizie di stampa secondo le quali ha sospeso l'escalation contro l'Iran per dare spazio alla diplomazia internazionale ma anche per consentire una valutazione dell'impatto della diminuzione delle scorte di armi.

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La guerra dei due stretti

Dopo gli iraniani ad Hormuz, gli Houthi hanno proclamato un blocco  navale a Bab el-Mandeb contro le navi dirette ai porti sauditi e sono  passati ai fatti, colpendo due petroliere con missili e droni. Il Brent  ha sfondato quota cento dollari, il traffico nello stretto tra Mar Rosso  e Golfo di Aden è crollato di un terzo, decine di navi fanno  dietrofront. Per la prima volta nella storia recente le due porte  marittime del petrolio mondiale rischiano di chiudersi insieme.

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Siria: nessuna intenzione intervenire in Libano

La Siria non ha alcuna intenzione di intervenire militarmente nel vicino Libano, nonostante le ripetute voci in merito e le pressioni del presidente Usa Donald Trump in questo senso. Lo ha  affermato il presidente siriano Ahmed al-Sharaa in un'intervista esclusiva ad Al Jazeera, sottolineando che il suo governo sta invece discutendo con le autorità di Beirut le modalità per aiutare il Paese dei Cedri a superare l'attuale crisi con il sud occupato dalle truppe israeliane, in guerra con Hezbollah. Di fronte agli sforzi dei vertici dello Stato libanese di recuperare il monopolio delle armi nei confronti delle milizie, in primisi del gruppo sciita filo-iraniano, Al-Sharaa ha dichiarato il fermo sostegno di Damasco alla limitazione di queste e alla destinazione esclusiva delle decisioni in materia di guerra e pace alle autorità di Beirut.

Perché i prezzi di benzina e diesel continueranno a salire ancora

I prezzi di benzina e diesel sono ancora in rialzo, sulla scia dei venti di guerra che soffiano sul Medio Oriente:  il conflitto tra Stati Uniti e Iran e le tensioni per lo Stretto di  Hormuz spingono verso l’alto i listini, scesi a giugno dopo il fragile  accordo di pace. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy rende  noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall'Osservatorio sui prezzi  dei carburanti, il costo medio in modalità self service lungo la rete  stradale italiana oggi, 23 luglio, si assesta sui 1,957 euro al litro  per la benzina (ieri era di 1,949 euro) e sui 2,141 euro al litro per il  gasolio (ieri era di 2,124 euro). Sulla rete autostradale, invece, il  prezzo medio al self service è di 2,048 euro al litro per la benzina  (ieri era di 2,040 euro) e di 2,213 euro al litro per il gasolio (ieri  era di 2,196 euro). Ci si aspetta che i costi salgano ancora nei  prossimi giorni. Ecco cosa sta succedendo.

Perché i prezzi di benzina e diesel continueranno a salire ancora

Perché i prezzi di benzina e diesel continueranno a salire ancora

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Iran: messaggi continuano ma priorità è nostra difesa

Lo scambio di messaggi tra Iran e Stati Uniti e l'attività di mediazione continuano. Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, citato da Al Jazeera, sottolineando che la priorità di Teheran rimane la difesa della propria sovranità sotto attacco.

Media Usa: oltre 400 militari Usa trasferiti per cure mediche da inizio guerra all'Iran

Dall'inizio dell'operazione Epic Fury contro l'Iran, oltre 400 militari americani sono stati trasferiti via aerea dal Medio Oriente per sottoporsi a vari tipi di cure: lo riporta Cbs News, citando un funzionario statunitense, secondo il quale la maggior parte dei casi non è legata ad azioni di combattimento. L'operazione Epic Fury, la campagna militare condotta congiuntamente da Stati Uniti e Israele contro l'Iran, ha avuto inizio il 28 febbraio. Il Pentagono ha reso noto in settimana che quasi 100 militari Usa sono rimasti feriti a partire dal 7 luglio, dalla ripresa dei raid aerei contro l'Iran.

Perché gli Houthi minacciano il blocco dello Stretto di Bab el-Mandeb

Il gruppo armato, incoraggiato dall'andamento della guerra in Iran,  prova a far pressione sull'Arabia Saudita minacciando un braccio di mare  dal quale passa il 7% del petrolio scambiato a livello mondiale,  destinato soprattutto all'Asia.

Perché gli Houthi minacciano il blocco dello Stretto di Bab el-Mandeb

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Trump posta su Truth immagine generata dall'Ia di un attacco

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pubblicato su Truth Social due immagini generate dall'intelligenza artificiale, contenenti minacce contro l'Iran. Una di esse mostra un aereo che attacca l'isola di Kharg nel Golfo Persico. La seconda immagine ritrae Trump in piedi sul ponte di una nave con la bandiera americana issata, mentre una bandiera iraniana viene gettata sulla nave, con la scritta sopra l'immagine: "Adesso è la nostra petroliera!".

L'immagine postata da Trump su Truth

L'immagine postata da Trump su Truth

Il ‘modello Dardanelli’ per lo Stretto di Hormuz? Come funziona

L’Iran starebbe prendendo in considerazione l’imposizione di tasse sui servizi alla sicurezza e la tutela ambientale dello Stretto di Hormuz, allo scopo di generare fino a 40 miliardi di dollari l'anno di entrate. A rivelarlo è stato il Wall Street Journal, secondo cui Teheran starebbe lavorando sulla base dei modelli adottati in altre parti del mondo: tra questi a spiccare è quello dei Dardanelli,  in Turchia. L’Iran, scrive ancora il quotidiano americano, starebbe  promuovendo la sua iniziativa  con altri Paesi in Medio Oriente e anche  con la Cina.

Il ‘modello Dardanelli’ per lo Stretto di Hormuz? Come funziona

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Iran, una doppia inchiesta svela il piano del Mossad su Ahmadinejad

Israele avrebbe lavorato per anni a un progetto segreto per trasformare l'ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad nel volto di un cambio di regime a Teheran. A rivelarlo sono due inchieste parallele, del New York Times e di Haaretz,  che ricostruiscono contatti riservati avviati tra il 2022 e il 2023,  incontri di alto livello in Ungheria, il ruolo diretto dell'allora capo  del Mossad David Barnea e un'operazione culminata durante la guerra  dello scorso febbraio. Il piano, osteggiato da parte dello stesso  apparato israeliano, non si è mai concretizzato. Oggi Ahmadinejad si  troverebbe agli arresti domiciliari in Iran.

Iran, una doppia inchiesta svela il piano del Mossad su Ahmadinejad

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Guerra Iran, stangata da 29 miliardi. Dal gas alla benzina, i rincari

Il 2026 porterà una stangata per le tasche delle famiglie e delle imprese italiane, a causa della guerra lanciata dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran. La spesa aggiuntiva per elettricità, gas e carburanti dovrebbe arrivare a sfiorare i 29 miliardi di euro, secondo le stime dell’Ufficio studi della Cgia,  ipotizzando che i prezzi applicati in questo momento rimangano  invariati sino alla fine dell’anno. Un “conto salato, che rischia di  pesare soprattutto sulle famiglie economicamente più fragili, sulle  aziende di trasporto di persone/merci e sulle imprese a elevato consumo  di energia”, sottolinea l’Ufficio studi. Ma quali saranno i rincari più forti?

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Cisgiordania, Netanyahu: “Amplieremo i raid contro i covi del terrore”

L’esercito israeliano è pronto ad ampliare le operazioni in Cisgiordania contro i “covi del terrore”. Lo ha annunciato il primo ministro  israeliano Benjamin Netanyahu in un video registrato alla vigilia del  suo viaggio a Washington. L’annuncio arriva mentre nelle ultime ore le  forze israeliane hanno effettuato oltre sessanta arresti, in particolare  nel villaggio di Tal, dove venerdì uno scontro a fuoco ha provocato la  morte di quattro palestinesi e due israeliani.

Cisgiordania, Netanyahu: “Amplieremo i raid contro i covi del terrore”

Cisgiordania, Netanyahu: “Amplieremo i raid contro i covi del terrore”

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Iran, media: "Israele rafforza legami con paesi mediorientali"

Israele ha intensificato le comunicazioni con diverse nazioni  mediorientali a causa della persistente incertezza sull'evoluzione della  guerra con l'Iran, con funzionari della sicurezza che intrattengono  frequenti contatti con le loro controparti per rafforzare i legami in  materia di difesa e per prepararsi a una possibile escalation. Lo  riporta l'agenzia di stampa israeliana Kan. Un  funzionario israeliano ha dichiarato a Kan che durante la guerra  iniziata a febbraio, "Israele è stato in contatto con i Paesi della  regione, Paesi che comprendevano il pericolo rappresentato dal regime  iraniano. Il dialogo con questi Paesi continua e si sta intensificando".

Israele: "Ok ingresso a Gaza del Peace Council"

Il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato l'ingresso a Gaza del Peace Council promosso dal presidente Usa Donald Trump. Lo ha riferito Yedioth Ahronoth, sottolineando che l'intento e' di dare avvio a un programma pilota per il ripristino dei servizi di base nella Striscia, la fornitura di aiuti umanitari e la creazione di rifugi nelle aree non controllate da Hamas. L'iniziativa dovrebbe iniziare a Rafah, ha aggiunto, e prevede che chiunque desideri risiedere sotto controllo Idf sara' sottoposto a rigorose procedure di verifica per accertare che non sia collegato ad Hamas. Secondo una fonte politica citata dallo stesso media, il governo israeliano ha anche approvato la concessione dell'immunita' alle forze internazionali di stabilizzazione (Isf) che opereranno in territori dell'enclave palestinese che non rientrano sotto il controllo dell'Idf. Tuttavia la fonte ha precisato che qualsiasi contingente delle Isf dovra' avere l'approvazione delle autorita' israeliane che dara' il via libera solo a truppe di Paesi che hanno accordi di pace con lo Stato ebraico. In pratica, al momento "si parla di soli 200 rappresentanti di Paesi amici come Uganda e Marocco".

Albanese: "In Palestina 1.015 giorni di genocidio e c'è impennata di violenza"

"Ormai sono 1.015 giorni di genocidio, sono quattro anni che sto a  raccontare quello che accade al popolo palestinese ma nelle ultime 48  ore c'è stata una impennata di violenza". A parlare è Francesca  Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori  palestinesi occupati, nel quartiere napoletano di Scampia  per la  presentazione del volume "La luce del risveglio dalla Palestina al mondo  intero. Manifesto di resistenza e libertà". "In questi giorni in  Palestina si è entrati in un'altra fase dell'annientamento del popolo  palestinese", ha ripreso Albanese che è giunta a Napoli per prendere  parte alle iniziative promosse per ricordare la caduta del fascismo  denunciando gli attacchi "da parte di civili israeliani, che dobbiamo  smettere di chiamare coloni e che godono di una impunità senza  precedenti. E non solo in Israele ma anche altrove". E per questo  motivo, ha ripreso, è necessario "continuare a raccontare quanto accade e  mantenere alta l'attenzione sul rispetto del diritto internazionale"  non dimenticando che i palestinesi "da cento anni resistono alla  cancellazione che avviene a mezzo di bombe, fucili e privazione dei  mezzi di sostentamento".

Il parroco di Gaza: "Il Papa mi ha mandato un messaggio, è sempre vicino"

Papa Leone XIV è sempre in stretto contatto con la parrocchia di Gaza e  oggi ha mandato un messaggio a padre Gabriel Romanelli. "È sempre in  costante contatto con noi e prega per noi" e oggi ha scritto, secondo  quanto riferisce lo stesso Romanelli sui social: "I giorni passano,  anche le settimane, ma vedo che la situazione è ancora molto difficile.  Non passa giorno senza che io pensi e preghi per coloro che soffrono.  Grazie per accompagnarli". E in particolare il Papa manda un  incoraggiamento ai religiosi che vivono accanto alla popolazione: "Che  Dio vi aiuti e vi dia forza".

Axios: "Per capo Centcom i raid a Hormuz hanno raggiunto limiti d'efficacia"

Il massimo comandante militare Usa in Medio Oriente, l'ammiraglio Brad  Cooper, a capo del Centcom, ha raccomandato lo stop dei bombardamenti  nell'area dello Stretto di Hormuz "per raggiunti limiti della sua  efficacia". Lo riporta Axios, in base a due fonti. La sua posizione,  unita a quelle di altri consiglieri, ha influito sulla decisione presa  venerdì dal presidente Donald Trump di sospendere gli attacchi Usa  all'Iran. Si è trattato del riconoscimento, da parte dei consiglieri  militari e civili del tycoon, dei limiti dell'azione manu militari, e  nello specifico della campagna di attacchi aerei. All'inizio della settimana, l'ammiraglio Cooper ha comunicato la sua  valutazione sul da farsi al Pentagono, allo Stato maggiore congiunto e  alla Casa Bianca, hanno riferito le fonti, sottolineando che due  settimane di attacchi nell'area dello Stretto di Hormuz avevano ridotto  significativamente la capacità dell'Iran di colpire le navi. Cooper,  inoltre, ha fatto notare che gli obiettivi designati per i bombardamenti  erano stati in gran parte esauriti. Un possibile passo successivo, con  azioni ad ampio raggio, avrebbe portato a colpire il restante 20% di  obiettivi individuati dai militari Usa non neutralizzati durante  l'operazione Epic Fury. Pertanto, alla luce di tali scenari, non aveva  senso proseguire la campagna di bombardamenti portata avanti per 13  giorni consecutivi.

Khamenei: "Non resta altra via se non la jihad e la resistenza"

La Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha dichiarato che la  Repubblica Islamica continuerà a sostenere Hezbollah come politica  strategica e che "non resta altra via se non la jihad e la resistenza",  in una lettera al segretario generale del gruppo pubblicata su Telegram.  Ha affermato inoltre che la perseveranza sulla via della resistenza  porterà alla "vittoria divina" e ha descritto la posizione di Hezbollah  come "un messaggio di ispirazione". La preservazione dell'integrità  territoriale del Libano e la garanzia di una fine "completa e  incondizionata" degli attacchi israeliani, ha detto, sono le prime  condizioni per un'intesa.

Bonus Dubai, 700 euro ai residenti che portano turisti in città: requisiti e cosa sapere

Con la ripresa del conflitto tra Stati Uniti e Iran,  crescono i timori sulle ripercussioni economiche nei principali Paesi  del Golfo, a partire dagli Emirati Arabi Uniti. Di fronte al calo del  turismo, Dubai prova a correre ai ripari con l'iniziativa "Dubai Invite", un contributo fino a 720 euro per i residenti che invitano in città parenti e amici dall'estero.

Dubai, bonus da 700 euro ai residenti che portano turisti: requisiti

Dubai, bonus da 700 euro ai residenti che portano turisti: requisiti

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Iran, Axios: "Capo Centcom ha consigliato stop raid su Hormuz"

Il comandante del Comando centrale militare degli Stati Uniti (Centcom), l'ammiraglio Brad Cooper, ha raccomandato di interrompere la campagna di bombardamenti intorno allo Stretto di Hormuz perche' ha raggiunto il limite della sua efficacia. Lo ha rivelato il giornalista Barak Ravid di Axios, citando due fonti a conoscenza della materia. Secondo le fonti sentite dal reporter israeliano, la raccomandazione di Cooper, insieme a quella di altri consiglieri, ha influenzato la decisione del presidente americano Donald Trump di sospendere gli attacchi Usa contro l'Iran.

Netanyahu: "Trump ha ragione, nucleare per normalizzazione"

"Il presidente Trump ha assolutamente ragione nell'affermare che l'Arabia Saudita otterra' un programma nucleare civile in cambio della normalizzazione delle relazioni con Israele. Sottolineo civile perche' l'ultima cosa che vogliamo - e sono sicuro l'ultima cosa che il presidente vuole - e' un programma nucleare militare in Arabia Saudita". Lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un'intervista a FoxNews.

Telefonata tra Herzog e re Bahrein su accordi Abramo

Il re del Bahrein, Hamad bin Isa Al Khalifa, ha avuto una conversazione telefonica con il presidente israeliano, Isaac Herzog. I due leader "hanno discusso gli sviluppi regionali e internazionali e le relazioni tra i due Paesi nell'ambito degli accordi di Abramo", si legge in una nota delle autorita' del Bahrein.

Waltz: "Trump dà spazio ai negoziati con l'Iran, nessun problema di munizioni"

Il presidente americano Donald Trump sta dando "un po' di spazio" ai negoziati con l'Iran, ma gli Stati Uniti rimangono "pronti a tutto" ("locked and loaded", ovvero armati e pronti all'azione) per ulteriori attacchi, avendo trasferito altre risorse nella regione. L'ambasciatore americano all'Onu Mike Waltz, durante un'intervista a Fox News, ha smentito le notizie dei media americani secondo cui gli Usa starebbero razionando le munizioni e i missili intercettori Patriot a causa di problemi di approvvigionamento.    Trump sta "concedendo spazio ai colloqui: sta lasciando un po' di margine alla diplomazia", ha osservato Waltz che ha puntato il dito contro l'ex presidente Joe Biden, facendo notare che "molte scorte erano state esaurite" quando il tycoon si è insediato l'anno scorso. "Voglio essere estremamente chiaro. L'esercito Usa, e ho verificato la cosa sotto ogni aspetto, dispone di tutto ciò che serve per condurre questa campagna con l'efficacia necessaria", ha rimarcato, osservando che "le persone che diffondono queste sciocchezze meritano di finire in prigione".

Iran, Araghchi: "Zelensky ha colpito nostra nave, risponderemo"

Non  resterà senza risposta l'attacco ucraino a una nave mercantile  iraniana, costato un morto. È il monito affidato a X dal ministro degli  Esteri iraniano, Abbas Araghchi, che punta il dito direttamente sul  leader di Kiev. "Zelensky ha attaccato una nave mercantile iraniana,  uccidendo un marinaio. Una palese violazione della Carta delle Nazioni  Unite, compiuta su istigazione di Israele per trascinare l'Europa nella  sua guerra", ha affermato Araghchi, "durante le conversazioni con l'Alto  rappresentante europeo Kallas e il ministro degli Esteri Lavrov, e'  stato chiarito che cio' che ha fatto questo scroccone di Kiev non puo'  rimanere senza risposta". Sabato scorso il ministero degli Esteri ucraino aveva riferito che una nave mercantile iraniana era stata attaccata dalle forze ucraine. Subito dopo il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, aveva affermato di aver ottenuto "risultati molto concreti con attacchi a lungo raggio nel Mar Caspio, prendendo di mira in particolare navi utilizzate per il trasporto di materiale bellico iraniano, nonche' una nave da guerra". "L'attacco perpetrato dal regime ucraino contro una nave mercantile iraniana nel Mar Caspio, esplicitamente rivendicato dal capo di tale regime, dimostra il persistente atteggiamento irrazionale e ostile del regime ucraino", aveva protestato la cancelleria di Teheran con una nota nella quale sottolineava di non essere "mai intervenuta nel conflitto tra Russia e Ucraina". Il servizio di Sicurezza ucraino, da parte sua, ha riferito di attacchi con dronicontro "navi mercantili soggette a sanzioni internazionali, utilizzate per il trasporto di materiale bellico tra Iran e Russia". L'incaricato d'affari ucraino a Teheran e' stato convocato sabato scorso al ministero degli Esteri ed era stato rimproverato da un alto funzionario per questo "atto ostile e criminale".

Netanyahu: "Trump ha ragione su nucleare civile a Riad se firma Accordi di Abramo"

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu appoggia la decisione di Donald  Trump di vincolare l'intesa sull'energia nucleare a uso civile con  l'Arabia Saudita alla sua adesione agli Accordi di Abramo. "Trump ha  ragione, sarebbe un risultato storico", ha detto il premier in  un'intervista a Fox News.

Iran, Netanyahu: "Ascolterò Trump, decisione spetta a lui"

Il presidente Donald Trump discutera' della guerra con l'Iran con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante un incontro alla Casa Bianca martedi' prossimo, mentre entrambi i leader valutano la diplomazia rispetto alla possibilita' di una ripresa delle ostilita' militari. In un'intervista a Fox News il premier israeliano ha affermato che le agenzie di intelligence statunitensi e israeliane stanno coordinando strettamente il programma nucleare iraniano e che si aspetta di conoscere i piani di Trump durante il loro incontro. "Per molti versi, la decisione spetta a lui", ha detto a Maria Bartiromo durante la trasmissione "Sunday Morning Futures". Il leader israeliano ha affermato che il programma nucleare iraniano deve essere fermato "con o senza accordo", avvertendo che qualsiasi attacco diretto o indiretto contro Israele provocherebbe una risposta "molto, molto energica". Netanyahu ha affermato che i precedenti attacchi congiunti tra Stati Uniti e Israele hanno fatto regredire l'Iran di diversi anni, ma ha avvertito che Teheran potrebbe tentare di ricostruire il proprio programma nucleare.

Mo, Netanyahu: "Mamdani fomenta l'odio contro gli ebrei newyorkesi"

Benjamin Netanyahu ha affermato che il sindaco di New York, Zohran  Mamdani, celebra gli attentati del 7 ottobre 2023 e fomenta l'odio  contro gli ebrei newyorkesi. In un'intervista a Fox News, il Primo  Ministro israeliano Netanyahu ha risposto alle dichiarazioni rilasciate  da Mamdani, secondo cui, sebbene la città non abbia l'autorità per  eseguire un mandato di arresto della Corte penale internazionale nei  confronti del primo ministro, Netanyahu rimane comunque una persona non  gradita in città. Netanyahu ha  definito le accuse della CPI "false" e ha affermato che sono state  mosse contro di lui dal procuratore Karim Khan , sospeso dal suo  incarico lo scorso anno dopo che è emerso che un'avvocata lo aveva  accusato di violenza sessuale all'inizio del 2024. Netanyahu ha accusato  Mamdani di "cercare di aizzare un gruppo contro l'altro" e ha affermato  che dovrebbe invece essere il "sindaco di tutti i newyorkesi". Il primo  ministro ha inoltre accusato Mamdani di sostenere il genocidio. Citando  lo statuto di Hamas, Netanyahu ha affermato che Israele "sta cercando  di combattere l'organizzazione terroristica genocida".

Media: "Il governo israeliano autorizza l'ingresso a Gaza al Board of peace"

Di fatto il governo israeliano ha approvato la concessione dell'immunità alle Forze di Stabilizzazione Internazionale (Isf), la forza militare prevista dal Piano di Trump per la Striscia di Gaza che dovrebbe subentrare gradualmente sia a Hamas, sia all'Idf a sostegno del governo dei tecnocrati palestinese guidato da Ali Shaath, altro organismo previsto dal Board of Peace, che tuttavia si trova ancora di stanza al Cairo. Lo riferisce Ynet citando una fonte del governo.    Secondo quanto affermato dalla fonte, le Isf ''opereranno oltre la Linea Gialla nella Striscia di Gaza, nei territori non sotto il controllo dell'Idf'', specificando che le forze israeliane non si ritireranno dal circa 60% dell'area di Gaza che tuttora occupano ''finché Hamas non sarà completamente disarmato e la Striscia non sarà del tutto smilitarizzata''. Secondo la fonte, l'ingresso nella Striscia di Gaza delle forze è ancora soggetto all'approvazione personale del premier e dei ministri della Difesa e degli Esteri e verrà consentito solo ai ''Paesi con cui Israele mantiene accordi di pace e che non agiscono contro lo Stato di Israele. Al momento, si tratta di circa 200 rappresentanti di Paesi amici come Uganda e Marocco''. Gli altri Paesi che nei mesi scorsi hanno aderito alle Isf sono l'Indonesia, il Kazakistan, il Kosovo e l'Albania, mentre Giordania ed Egitto sono coinvolti con dei ruoli di supporto, ospitando training militari e partecipando all'addestramento delle nuove forze di polizia palestinese.

Iran, Teheran: petroliera colpita da esplosione mina a Hormuz

Una petroliera e' stata colpita dall'esplosione di una mina navale mentre attraversava lo Stretto di Hormuz dopo aver "deviato dalla rotta designata dall'Iran". Lo riferiscono i media iraniani, che invitano pertanto le navi che passano per il cruciale corridoio marittimo ad attenersi sempre alle indicazioni di Teheran.

Iran, media: "Teheran disponibile a riprendere negoziati"

L'Iran ha confermato al Pakistan, Paese mediatore, la sua disponibilita' a proseguire i negoziati con gli Stati Uniti a Ginevra, Doha o Islamabad. Lo ha riferito una fonte ad Al Arabiya. L'Iran ha ribadito al Pakistan che i negoziati devono proseguire in conformita' con il memorandum d'intesa, ha aggiunto la fonte, secondo la quale Teheran auspica di riprendere in primo luogo i colloqui sullo Stretto di Hormuz, poi sui suoi beni congelati e infine sul programma nucleare. L'Iran ha infine informato il Pakistan di essere contrario alla creazione di un nuovo corridoio attraverso lo Stretto di Hormuz.

Consiglio Sicurezza israeliano approva avvio a Gaza del Board of Peace di Trump

Il Consiglio di Sicurezza israeliano ha approvato l'avvio della fase  pilota del Consiglio di Pace nella Striscia di Gaza voluto dal  presidente americano Donald Trump, un giorno prima della partenza del  primo ministro Benjamin Netanyahu per Washington. Il ministro della  Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir ha votato contro la decisione. Il  Board of Peace dovrà occuparsi del ripristino dei servizi di base,  dell'assistenza umanitaria e degli alloggi a Gaza nelle aree non  controllate da Hamas, a partire da Rafah. Alcune  settimane fa, Aryeh Lightstone, consigliere senior del Board of Peace,  aveva inviato all'ufficio di Netanyahu una lettera in cui delineava una  serie di richieste per progressi a Gaza, tra cui consentire a una forza  multinazionale di stabilizzazione di entrare in un'area limitata vicino a  Rafah. Secondo il piano in 20 punti, la gestione della Striscia di Gaza  – o delle aree designate come "libere dal terrorismo" – dovrebbe essere  trasferita al comitato tecnocratico palestinese (NCAG). A  febbraio, il comitato ha iniziato a reclutare nuovi membri della  polizia incaricati di mantenere l'ordine a Gaza, ma ai nuovi agenti non è  ancora stato permesso di lasciare la Striscia per l'addestramento in  Egitto o in Giordania. La stessa disposizione prevede inoltre che  Israele debba ritirarsi dalle aree consegnate alla forza internazionale  di stabilizzazione, anche senza il disarmo di Hamas, una mossa a cui  Israele si è fermamente opposto.

Netanyahu: "Se l'Iran ci attaccasse nostra risposta sarebbe estremamente dura"

"Vorrei dire una cosa, e credo di doverla dire in modo estremamente  chiaro: se l'Iran dovesse attaccare Israele, direttamente o tramite  intermediari, sia con missili balistici che con droni kamikaze,  commetterebbe un errore gravissimo, perché la nostra risposta, la  risposta di Israele, sarebbe estremamente dura". Così il premier  israeliano Benjamin Netanyahu nel corso di un'intervista a Fox News. 

Netanyahu: "Ascolterò le intenzioni di Trump, la decisione spetta a lui"

sraele e Usa, quanto al programma nucleare, si scambiano  "costantemente informazioni. I nostri servizi di intelligence e i vostri  collaborano così strettamente che non si tratta tanto di presentare  nuove informazioni, quanto piuttosto di cogliere l'opportunità di  confrontarsi con il nostro grande amico, il presidente Donald Trump, e  di ascoltare le sue intenzioni". Così il premier Benjamin Netanyahu a  Fox News, in merito a eventuali nuove informazioni di intelligence sul  programma nucleare iraniano da sottoporre al tycoon nell'incontro di  martedì alla Casa Bianca. "Credo infatti che, sotto molti aspetti, la  decisione spetti a lui".

Idf: "Ucciso ieri il comandante cellula droni di Hamas nel centro di Gaza"

''L'Idf ha colpito ieri nel centro della Striscia di Gaza centrale  eliminando il terrorista Hamam Eid, comandante della cellula droni di  Hamas nei campi profughi centrali. Nel suo ruolo, era responsabile della  produzione di droni per Hamas nei campi profughi centrali, destinati a  colpire i soldati e i civili israeliani e soldati''. Lo comunica il  portavoce dell'Idf in una nota.

Iran, Waltz: Trump sta dando "un po' di spazio" ai negoziati

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sta dando "un po' di spazio" ai negoziati con l'Iran. Lo ha dichiarato a Fox News l'ambasciatore Usa alle Nazioni Unite, Mike Waltz. Gli Stati Uniti restano "pronti a intervenire" con ulteriori attacchi e "sono stati inviati altri mezzi nella regione" ma Trump sta "dando un po' di spazio ai colloqui, gli sta dando un po' di margine", ha spiegato Waltz, dopo due giorni senza nuovi raid.

Papa Leone XIV: "Presto si giunga a riconciliazione e pace"

Media, 'Teheran è disponibile a proseguire i negoziati'

L'Iran ha comunicato al Pakistan la sua disponibilità a proseguire i negoziati a Ginevra, Doha o Islamabad, secondo quanto riportato da Al Arabiya, che cita una fonte. 

Cisgiordania, Netanyahu: amplieremo raid su "covi terrore”. Coloni incendiano due moschee

L'annuncio del primo ministro israeliano in un video registrato alla  vigilia del suo viaggio a Washington. Nella notte alcuni coloni hanno  attaccato villaggi palestinesi, incendiando due moschee. L’esercito  israeliano ha inoltre avviato la procedura per demolire le case dei due  palestinesi coinvolti nella sparatoria di venerdì.

Cisgiordania, Netanyahu: “Amplieremo i raid contro i covi del terrore”

Cisgiordania, Netanyahu: “Amplieremo i raid contro i covi del terrore”

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Iran: media, Teheran fermerà attacchi se Usa non ricominciano

L'Iran interromperà gli attacchi contro gli alleati degli Usa nel Golfo Persico se Washington ricomincerà a rispettare il cessate il fuoco. Lo ha assicurato a Reuters un alto funzionario di Teheran. "La posizione dell'Iran rimane quella di rispondere colpo su colpo: se gli attacchi cessano, anche l'Iran interromperà le sue operazioni", ha spiegato la fonte, "questo messaggio è già stato trasmesso agli Stati Uniti". Il funzionario ha aggiunto che, in seguito alla sospensione degli attacchi americani, "prevale lo scetticismo piuttosto che l'ottimismo" in quanto "l'opinione prevalente è che la cessazione sia tattica e non genuina".

Iran, la Guida Suprema Mojtaba Khamenei, è "in buona salute"

La Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, è "in buona salute". Lo assicura all'agenzia Ilna il suocero dell'Ayatollah, Gholam Ali Haddad Adel, membro del Consiglio per il Discernimento iraniano. "Al momento, a causa di determinate circostanze, non è in contatto con nessuno o con alcuna entita', ma e' in buona salute", ha affermato il funzionario, la cui defunta figlia Zahra aveva sposato

Mojtaba Khamenei. L'attuale Guida Suprema non si vede in pubblico dal 28 febbraio scorso, giorno dell'attacco israelo-statunitense in cui perse, oltre alla stessa consorte, il padre e predecessore Ali Khamenei, la sorella e il marito e la figlia di quest'ultima. Secondo numerose fonti, Mojtaba Khamenei sarebbe rimasto ferito in modo grave nel raid che, secondo alcune ricostruzioni, lo avrebbe lasciato sfigurato e mutilato. Eletto nuova Guida Suprema lo scorso 8 marzo, il cinquantaseienne ha da

allora comunicato solo tramite messaggi scritti diffusi dai media statali o dai profili social a lui attribuiti. Il mistero sulla sua sorte ha dato la stura alle ipotesi più disparate, tra chi ritiene che l'ayatollah sia ricoverato in Russia e chi assicura che abbia partecipato, mascherato, alle esequie del genitore. 

Iran: media, 'petroliera esplode dopo aver urtato mina nello Stretto di Hormuz'

Una petroliera è esplosa nello Stretto di Hormuz dopo aver urtato una mina navale. Lo ha reso noto l'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim, aggiungendo che la nave ha colpito la mina dopo aver abbandonato la rotta designata dall'Iran nel canale. Non c'è stata alcuna dichiarazione ufficiale immediata da parte delle autorità iraniane in merito all'incidente.

Abu Mazen, 'comunità internazionale fermi l'aggressione israeliana in Cisgiordania'

Il presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) ha inviato lettere a diversi leader dell'Unione Europea, al Segretario generale della Lega Araba e al presidente del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, chiedendo ''un'azione internazionale urgente per fermare l'aggressione militare israeliana in corso e la violenza dei coloni israeliani contro i palestinesi nella Cisgiordania occupata, inclusa Gerusalemme Est''. Lo rende noto l'agenzia palestinese Wafa. La missiva è stata inviata anche ai governi di tutto il mondo tramite le missioni diplomatiche accreditate presso lo Stato di Palestina, riferisce il ministero degli Esteri palestinese. Nella lettera, Abu Mazen ''esorta la comunità internazionale ad adempiere alle proprie responsabilità legali e morali adottando misure urgenti e concrete per fare pressione sul governo israeliano affinché cessi gli attacchi dei coloni e perché vengano implementate le risoluzioni del Consiglio di sicurezza Onu, in particolare la risoluzione 2334, che afferma l'illegalità degli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati''.

Iran, 'se Usa e Israele si lanceranno in avventure, saranno puniti severamente'

L'Iran è pronto a punire severamente e in modo deplorevole il nemico israelo-americano, qualora si rendesse protagonista di azioni rischiose". Lo afferma il vicepresidente del Parlamento iraniano Ali Nikzad. "Il popolo americano dovrebbe tenere a freno il suo crudele presidente, prima che i soldati americani tornino a casa nelle loro bare", ha proseguito. "L'attuale regime nello Stretto di Hormuz non tornerà mai più alle condizioni precedenti agli attacchi statunitensi, quindi consigliamo al delirante presidente americano di togliersi il cotone dalle orecchie e di lasciare la nostra regione prima di subire una sconfitta peggiore della precedente", ha affermato. Secondo l'agenzia Tasnim, Nikzad ha criticato anche i Paesi europei: "Abbiamo tollerato il sabotaggio dei governi europei negli ultimi anni. Li avvertiamo, in particolare il nuovo governo e parlamento britannico, la Bulgaria e l'Ucraina, di non fare il gioco dell'America e di astenersi dall'intraprendere azioni che non li riguardano". 

Oltre 60 arresti nelle scorse ore in Cisgiordania

Le forze armate israeliane hanno effettuato oltre sessanta arresti nelle scorse ore in Cisgiordania, in particolare nel villaggio di Tal, teatro ieri di uno scontro a fuoco dove sono periti quattro palestinesi e un israeliano. Lo riferisce ad Al Jazeera una Ong palestinese.

Mo: Idf, 'ucciso capo produzione equipaggiamento bellico di Hamas'

Le Forze di Difesa Israeliane hanno eliminato la scorsa settimana Fares al-Masri, capo di un dipartimento dell'ufficio di produzione di Hamas, nella Striscia di Gaza settentrionale. Lo hanno reso noto le Idf, aggiungendo che "al-Masri lavorava alla produzione di equipaggiamento bellico nell'ambito dei tentativi di riorganizzazione del gruppo terroristico, violando l'accordo di cessate il fuoco". L'esercito ha riferito inoltre che in un altro raid nella Striscia settentrionale è stato ucciso il terrorista di Nukhba Mohammed Abu Shkian.

Netanyahu schiera Israele con Flavio Bolsonaro nella corsa al Planalto

.Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha espresso il proprio sostegno alla candidatura presidenziale del senatore brasiliano Flavio Bolsonaro con un videomessaggio trasmesso a margine dl congresso del Partito Liberale (Pl), che ha ufficializzato la corsa del figlio dell'ex presidente Jair Bolsonaro alle elezioni del 4 ottobre. "Flavio, amico mio, voglio congratularmi con te per il lancio ufficiale della tua candidatura. Sei un grande campione del Brasile e un grande campione dell'amicizia tra i nostri popoli", ha dichiarato Netanyahu, aggiungendo di essere convinto che il candidato "porterà il Brasile a traguardi sempre più alti". Il sostegno conferma i rapporti consolidati tra Netanyahu e la famiglia Bolsonaro. Nel gennaio scorso Flavio si era recato in Israele, dove era stato ricevuto dal premier e da altri esponenti politici, presentandosi già come aspirante candidato alla presidenza. Il senatore ha inoltre ribadito nelle ultime settimane che, in caso di vittoria, intende rafforzare ulteriormente le relazioni tra Brasile e Israele e trasferire l'ambasciata brasiliana da Tel Aviv a Gerusalemme, un progetto già sostenuto dal padre durante il suo mandato presidenziale tra il 2019 e il 2022, ma mai realizzato.

Cpi, Netanyahu: "Usa intendono agire, mette in pericolo giustizia"

Gli Stati Uniti "intendono agire" contro la Corte Penale Internazionale, che "mette in pericolo la giustizia in tutto il mondo e minaccia anche il diritto degli Stati democratici e sovrani di esercitare la propria sovranità". Lo ha dichiarato ai cronisti il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, alla vigilia del suo viaggio a Washington. Netanyahu ha affermato di aver parlato ieri con il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, il quale ha promesso che gli Stati Uniti interverranno contro la corte de L'Aia, che ha emesso un mandato di arresto nei confronti suoi e dell'ex ministro della Difesa, Yoav Gallant. La Cpi, accusa Neyanyahu, "sta cercando di subordinare la sicurezza [degli Stati democratici] alle decisioni di burocrati corrotti dell'Aia". Il primo ministro israeliano ha poi asserito che il procuratore della Corte penale internazionale, Karim Khan, abbia emesso i mandati "per distogliere l'attenzione, per radunare attorno a sé tutti i nemici di Israele e, in sostanza, per crearsi uno scudo protettivo". "Questo scudo è ora crollato, rivelando sia le sue vere motivazioni, sia la mancanza di giustizia e la profonda corruzione non solo all'interno della Procura, ma in tutta la Corte penale internazionale", ha concluso Netanyahu.

Netanyahu: "Con Trump parlerò di diverse questioni, anche dell'Iran"

Benjamin Netanyahu afferma che con Donald Trump, durante il colloquio di martedì prossimo alla Casa Bianca, affronterà "tutte le questioni al momento in agenda, compresa la situazione in Iran". Parlando prima dell'inizio della settimanale riunione del suo governo, il  premier israeliano ha riferito che ieri notte ha parlato con Marco Rubio che gli ha promesso un'azione degli Usa contro la Corte penale internazionale "che mette in pericolo la giustizia in tutto il mondo e anche minaccia il diritto di stati sovrani e democratici di esercitare la propria sovranità". Secondo quanto riporta Times of Israel, Netanyahu ha detto che la Corte, che ha emesso un mandato di cattura nei suoi confronti e nei confronti dell'ex ministro della Difesa, Yoav Gallant, sta cercando di "subordinare le decisioni di sicurezza di stati democratici alle decisioni di burocrati corrotti dell'Aja". Riferendosi alla recente destituzione del procuratore capo Karim Khan, accusato di molestie sessuali, Netanyahu ha sostenuto che questi avrebbe spiccato i mandati di arresto "per sviare l'attenzione, per chiamare i nemici di Israele a raccolta attorno a lui e crearsi uno scudo protettivo. Lo scudo ora è stato strappato, mostrando sia la vera motivazione che la mancanza di giustizia e la profonda corruzione non solo dell'ufficio del procuratore ma dell'intera Corte". 

Iran, Dominguez (Onu): "Marinai in ostaggio, 6.500 bloccati nel Golfo, la crisi è globale"

"Ci sono ancora circa seimila persone e cinquecento navi bloccate nel Golfo Persico dall'inizio del conflitto, cinque mesi fa". Così, in un'intervista a 'La Repubblica', Arsenio Dominguez, panamense e segretario generale dell'International Maritime Organization, l'agenzia specializzata delle Nazioni unite che stabilisce le regole internazionali per la sicurezza della navigazione, la protezione degli equipaggi e la prevenzione dell'inquinamento causato dalle navi. 

Con gli attacchi nel Mar Rosso, ammette ancora, il trasporto marittimo è vittima di "una crisi globale". "La situazione resta critica. Negli ultimi dodici giorni non ci sono stati progressi nello Stretto di Hormuz e il transito delle navi è quasi completamente fermo, perché non è sicuro. Più a lungo gli equipaggi rimangono bloccati, più aumentano le difficoltà per il loro benessere, la salute mentale e la stanchezza. Anche le scorte stanno diminuendo e, con l'estate, nella regione fa sempre più caldo. Nulla potrà cambiare finché non ci sarà una de-escalation. Fino ad allora le navi non devono tentare il passaggio, perché rischiano di essere colpite", aggiunge Dominguez. 

Netanyahu: "Pronti ad agire in modo più vasto contro covi di terroristi"

"Domani partirò per Washington per incontrare il Presidente Trump con cui affronterò tutte le questioni all'ordine del giorno, compresa la situazione in Iran''. Lo ha affermato il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, in apertura della riunione di gabinetto odierna, che, secondo quanto riportato dai media israeliani, è stata all'ultimo spostata in un complesso sotterraneo su ordine delle forze di sicurezza, alla luce dell'escalation regionale. Netanyahu ha anche fatto riferimento all'escalation in Cisgiordania. ''Le nostre direttive erano di entrare nei villaggi, perquisirli, sequestrare le armi, arrestare i ricercati. Queste cose sono state fatte e sono in corso di esecuzione e siamo anche pronti ad agire in modo più vasto contro i covi del terrorismo'', ha affermato. 

Netanyahu

©Ansa

Il Papa: "Sia pace per il popolo del Libano, a me tanto caro"

Il Papa all'Angelus ha ricordato che ieri è stato beatificato in Libano il patriarca Elias Boutros Hoyek, "uomo di dialogo e di speranza" che "è stato un luminoso punto di riferimento ecclesiale, sociale e politico, tanto da essere chiamato Padre del Grande Libano". "La preghiera e l'intercessione del nuovo Beato accompagnino sempre i fedeli maroniti in tutto il mondo e ottengano il dono della pace per l'intero popolo del Libano, a me tanto caro", ha detto Leone XIV.

Wafa, raid Idf nel centro della Striscia di Gaza: almeno 2 morti

Almeno due palestinesi sono stati uccisi e altri sette feriti in seguito a un raid israeliano contro un veicolo nella zona di Al-Berka, a sud di Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza centrale. Lo riporta l'agenzia stampa palestinese Wafa, citando la Mezzaluna Rossa Palestinese che ha trasportato due vittime non identificate e sette feriti all'ospedale dei Martiri di Al-Aqsa a Deir al-Balah. Il portavoce dell'Idf conferma di aver eseguito un raid nella zona un'ora e mezza fa contro ''un obiettivo di Hamas'' e che ''ulteriori dettagli saranno forniti in seguito''.

ll Papa: "Preoccupato per l'inasprirsi della violenza in Terra Santa"

"Seguo con apprensione il perdurare e l'inasprirsi della violenza in Terra Santa, di cui ultimamente sono state vittime anche molti civili in Cisgiordania e a Gaza. Rivolgo un accorato appello affinché si torni a negoziare un'equa soluzione politica fondata sulla pari dignità e uguali diritti di ogni persona umana, e a rigettare nuove azioni militari e decisioni unilaterali, in particolare quelle che violano il rispetto e lo status quo dei luoghi santi di ogni fede religiosa". Lo ha detto il Papa all'Angelus. 

Houthi: "Abbattuto drone da ricognizione saudita"

Gli Houthi hanno annunciato di avere abbattuto un drone da ricognizione saudita di fabbricazione turca. Lo ha riferito un portavoce delle forze armate yemenite citato dall'agenzia iraniana Fars. "Siamo riusciti ad abbattere un drone da ricognizione armato di fabbricazione turca chiamato 'Bayraktar Aknc' appartenente al nemico saudita. Questo aereo stava compiendo operazioni ostili nel cielo della provincia di Al-Jawf", ha dichiarato. 

Iran, sospese rappresaglie nel Golfo dopo stop dei raid Usa

L'Iran ha interrotto negli ultimi due giorni gli attacchi sulle base americane nel Golfo Persico, visto che gli Stati Uniti hanno sospeso i bombardamenti. "Le ultime due notti, gli americani hanno fermato i loro attacchi. Poichè la nostra strategia si basa essenzialmente sulla ritorsione, abbiamo fermato anche le nostre operazioni", ha dichiarato il portavoce Mohammad Akraminia in un'intervista alla televisione statale. 

Teheran annuncia progressi nei negoziati con Oman per stretto di Hormuz

Il ministero degli Esteri iraniano annuncia oggi progressi nei negoziati tecnici con l'Oman per la gestione dello stretto di Hormuz, nel contesto dei tentativi di Teheran di imporre tariffe alle navi che transitano nella strategica via navigabile per i servizi e i risarcimenti ambientali. "Diversi round di colloqui si sono svolti tra Iran e Oman a livello di viceministri degli Esteri a Teheran tra venerdì e sabato, durante i quali le parti si sono scambiate opinioni su principi comuni e meccanismi operativi per la gestione del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, nel rispetto dei diritti sovrani dei due Stati" che si affacciano sulle sue rive, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baqaei.

I colloqui, ha aggiunto, "sono stati utili e sono stati compiuti progressi" per quanto riguarda la gestione di Hormuz, dove "non si sono registrati cambiamenti nella situazione del traffico". La delegazione omanita ha lasciato la capitale, Teheran ieri sera, sebbene si preveda la ripresa delle consultazioni tra le parti, secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa Irna.

Media palestinesi: "Coloni incendiano anche moschea vicino Tulkarem"

L'agenzia palestinese Wafa riporta che coloni israeliani hanno vandalizzato e incendiato anche parte di una moschea nel villaggio di Kur, a sud di Tulkarem, in Cisgiordania, dopo aver fatto irruzione nel villaggio e ''aver imbrattato i muri con scritte razziste''. Si tratta del secondo incendio odierno appiccato da coloni, dopo quello a una moschea in costruzione nella città di Qusra, a sud di Nablus.

Smotrich: "Approvate 763 nuove unità abitative nell'insediamento di Eli, triplicato"

''Nell'ambito della rivoluzione degli insediamenti che portiamo avanti e del rafforzamento del controllo israeliano su Giudea e Samaria, sono lieto di annunciare che abbiamo approvato la costruzione di 763 nuove unità abitative a Eli. L'insediamento di Eli sarà triplicato con la costruzione di nuovi quartieri in memoria di alcuni combattenti dell'insediamento caduti nelle guerre, tra cui Roy Klein, Eliraz Peretz e Amishar Ben David, il mio caro cugino caduto in guerra''. Lo scrive il ministro delle Finanze Betzalel Smotrich, che mantiene anche competenze nel ministero della Difesa sulle infrastrutture in Cisgiordania. Eli si trova nel nord della Cisgiordania, a sud di Hawara.

Damasco: "Incursioni israeliane nel sud della Siria"

I media statali di Damasco hanno affermato che le forze israeliane hanno compiuto un'incursione nel sud della Siria, il giorno dopo che il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, in vista nel Paese mediorientale,  in visita aveva esortato alla fine delle violazioni israeliane e al rispetto della sovranità siriana. L'agenzia di stampa statale Sana ha dichiarato che "le forze di occupazione israeliane hanno effettuato un'incursione domenica mattina presto nei villaggi di Maariya e Al-Aarda nel bacino dello Yarmuk, nella parte occidentale della provincia di Daraa" e che i soldati, accompagnati da tre veicoli militari e un bulldozer, hanno allestito un posto di blocco ad Al-Aarda. Le forze israeliane "hanno lanciato volantini nelle città del bacino dello Yarmuk avvertendo i residenti di non chiudere le strade o ostacolare l'avanzata dei veicoli", aggiunge Sana. Dopo il rovesciamento del dittatore Bashar al-Assad nel dicembre 2024, Israele ha inviato truppe nella zona cuscinetto pattugliata dalle Nazioni Unite che separava le forze israeliane e siriane sulle alture del Golan occupate da Israele dal 1974. Da allora ha condotto attacchi e ripetute incursioni in territorio siriano. Funzionari israeliani hanno dichiarato di voler mantenere le forze in una "zona di sicurezza" nel sud della Siria, dove mirano a creare una zona demilitarizzata più ampia. Sempre oggi, la Sana ha riferito che le forze israeliane hanno sparato colpi di artiglieria contro terreni agricoli vicino al villaggio di Taranja, nella provincia di Quneitra, senza segnalare vittime. 

Ong: "Il blocco dell'Idf dell'area di Nablus mina i servizi medici di emergenza"

''Il blocco militare in corso dell'area di Nablus continua a interrompere i servizi medici di emergenza''. Lo scrive in una nota la Ong israeliana 'Medici per i Diritti Umani' (Phri), che riporta che ''tutti gli accessi a Nablus sono rimasti completamente chiusi dalle 18:00 di sabato. Di conseguenza, né ambulanze né veicoli privati sono riusciti a transitare. Mentre la maggior parte dei checkpoint in Cisgiordania ha riaperto durante la notte, l'area di Nablus rimane completamente chiusa''. Secondo quanto riferito da Phri, due donne sono state costrette a partorire in ambulanza perché non sono riuscite a raggiungere un ospedale a Nablus e vi sono numerose segnalazioni di pazienti in dialisi impossibilitati a raggiungere cure salvavita. ''Le autorità israeliane devono garantire immediatamente un accesso sicuro e senza ostacoli ad ambulanze e personale medico e adempiere pienamente ai propri obblighi ai sensi del diritto internazionale umanitario'', ha dichiarato Imran Anati, ricercatore del dipartimento Territori Palestinesi Occupati di Phri. 

Idf: "Uccisi a Gaza due terroristi di Hamas martedì scorso"

L'Idf comunica di avere ucciso in due separati raid martedì scorso nella Striscia di Gaza Fares Al-Masri, operativo di Hamas nella produzione di armi e Muhammad Abu Shakyan, appartenente all'unità Nukhba di Hamas. ''Entrambi i terroristi erano coinvolti nell'organizzazione di attacchi terroristici contro le truppe dell'Idf e i civili israeliani e sono stati eliminati per neutralizzare la minaccia'', si legge nella nota del portavoce dell'Idf. 

Il Qatar riprende pienamente le attività di navigazione marittima

A partire da oggi, il Qatar riprenderà completamente le attività di navigazione marittima per tutti i tipi di imbarcazioni, ponendo fine a una sospensione di due settimane imposta a causa delle crescenti tensioni di sicurezza nel Golfo e nello Stretto di Hormuz. Il ministero dei Trasporti ha annunciato la decisione con una breve dichiarazione pubblicata su X, invitando tutti gli enti e gli individui a rispettare le normative e le istruzioni marittime applicabili per garantire i massimi livelli di sicurezza per tutti i viaggi in mare. Il ministero non ha fornito ulteriori dettagli sulle normative né ha spiegato il motivo della ripresa completa del traffico marittimo. Le restrizioni al traffico marittimo nello Stretto di Hormuz erano state imposte due settimane fa, dopo che una serie di attacchi reciproci e mortali tra Stati Uniti e Iran si erano riaccesi, colpendo anche le navi che transitavano nello Stretto. 

Esercito Iran avverte, la guerra si "amplierà ulteriormente" se riprenderanno i raid Usa

La guerra in Medio Oriente si allargherà se gli Stati Uniti sceglieranno di proseguire con gli attacchi contro la Repubblica islamica, in vista della missione a Washington del premier israeliano, Benjamin Netanyahu. Questo l'avvertimento dell'esercito iraniano. "Credo che se gli americani cadranno ancora una volta nella trappola degli sionisti, o si allineeranno a loro, e insisteranno nel continuare la guerra, in particolare con i raid aerei, geograficamente questa si espanderà ulteriormente", ha dichiarato il portavoce dell'esercito Mohammad Akraminia alla televisione di stato. 

Iran, Centcom: "Il blocco navale continua, dirottate 12 navi commerciali che cercavano di forzarlo"

"Il blocco navale degli Stati Uniti contro l'Iran continua ad essere pienamente in vigore. A ieri il Centcom ha dirottato 12 navi commerciali che cercavano di forzarlo, fermandone due che non avevano risposto agli avvertimenti, salendo a bordo di due navi per assicurare il completo rispetto delle indicazioni". E' quanto scrive in un comunicato pubblicato su X il Comando Centrale degli Stati Uniti, precisando che ieri le forze americane "hanno completato una verifica di bordo di una nave battente bandiera delle Comore, nel Mar Arabico e la petroliera ora sta proseguendo il suo viaggio". 

Venerdi, invece, le forze del Centcom hanno fermato una "nave battente bandiera mozambicana, nel Golfo dell'Oman, dopo che l'equipaggio aveva tentato più volte di violare il blocco e ignorato ripetuti avvertimenti. La nave non è più in transito verso l'Iran. Le forze americane - conclude il post - rimangono vigili al massimo, concentrate, letali e pronte".

Nyt: "Trump accantona escalation per timori su scorte Patriot e altre munizioni"

Donald Trump ha messo in pausa, almeno per ora, piani per la più volte minacciata escalation militare contro l'Iran, nel timore che un'intensificazione del conflitto possa pericolosamente esaurire le già ridotte scorte degli intercettori Patriot e altre munizioni per la difesa aerea. Lo scrive il New York Times, riferendo che venerdì scorso il presidente ha discusso con i suoi principali consiglieri e membri del suo gabinetto la riduzione delle scorte dei Patriot, con particolare attenzione alla situazione delle basi americani in Medio Oriente. 

Il giornale americano precisa, citando due fonti informate, che è stato il generale Dan Caine, capo degli Stati Maggiori Riuniti, ad avvisare il presidente che una ripresa di un'ampia campagna militare contro l'Iran, per quanto fattibile, diminuirebbe in modo pericoloso le scorte di intercettori ed altre munizioni a disposizione del Comando Centrale, che gestisce le operazioni in Medio Oriente. 

Anche la Cnn riferisce della riunione di venerdì, aggiungendo che oltre al generale Caine anche il vice presidente DJ Vance ha espresso dubbi riguardo ad un'escalation nel conflitto con l'Iran. L'emittente americana conclude quindi che sembra che, dopo due settimane di raid notturni consecutivi, gli Stati Uniti abbiano messo in pausa la campagna di bombardamenti, con una fonte del dipartimento della Difesa che ha detto che le operazioni "sono in standby". 

Pakistan-Turchia, sta nascendo un nuovo asse in Medio Oriente?

Dopo aver consolidato il suo potere cambiando la costituzione, il feldmaresciallo Syed Asim Munir ha dato al suo Paese un ruolo centrale nella diplomazia internazionale, inserendosi nel complesso quadro del Medio Oriente.

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Guerra Iran, stangata da 29 miliardi. Dal gas alla benzina, i rincari

Il 2026 porterà una stangata per le tasche delle famiglie e delle imprese italiane, a causa della guerra lanciata dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran. La spesa aggiuntiva per elettricità, gas e carburanti dovrebbe arrivare a sfiorare i 29 miliardi di euro, secondo le stime dell’Ufficio studi della Cgia, ipotizzando che i prezzi applicati in questo momento rimangano invariati sino alla fine dell’anno. Un “conto salato, che rischia di pesare soprattutto sulle famiglie economicamente più fragili, sulle aziende di trasporto di persone/merci e sulle imprese a elevato consumo di energia”, sottolinea l’Ufficio studi. Ma quali saranno i rincari più forti?

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Iran: "Progressi nei negoziati con l'Oman sullo Stretto di Hormuz"

"I viceministri degli Esteri iraniano e omanita si sono incontrati a Teheran venerdì e sabato per discutere della gestione dello Stretto di Hormuz. I colloqui sono stati utili e hanno portato a progressi", ha dichiarato domenica il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghae. "Attualmente, la situazione del traffico nello Stretto di Hormuz non è cambiata". Ma "durante i colloqui a Teheran, le due parti si sono scambiate opinioni su principi comuni e meccanismi operativi per la gestione sicura del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, nel rispetto dei diritti sovrani dei due Stati costieri. Iran e Oman continuano le consultazioni tecniche e politiche", ha aggiunto Baghaei, citato dall'agenzia iraniana Tasnim. 

Pasdaran: "Bloccate sei navi su rotte non autorizzate"

I Pasdaran hanno annunciato di avere bloccato sei navi che tentavano di attraversare lo stretto di Hormuz su rotte non autorizzate. "Le provocazioni dell'esercito statunitense volte a modificare la rotta delle navi hanno ricevuto una risposta decisa: sono stati esplosi colpi di avvertimento e le imbarcazioni coinvolte sono state costrette a fare marcia indietro", ha riferito la televisione pubblica. "Nelle ultime 24 ore, sei navi sono state costrette, dopo aver ricevuto duri avvertimenti dai Guardiani della Rivoluzione, a gettare l'ancora e a conformarsi alle istruzioni impartite dalle autorità iraniane", ha spiegato ancora Irib.

Hormuz

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Coloni israeliani incendiano moschea in costruzione a Nablus

Coloni israeliani hanno incendiato una moschea in costruzione nella città di Qusra, in Cisgiordania, e alla casa di una famiglia palestinese nella città di Beit Furik, sempre vicino a Nablus. Lo ha riferito l'agenzia palestinese Wafa. Il sindaco di Qusra, Abdul Azim Wadi, ha raccontato i coloni hanno attaccato l'area meridionale della città e appiccato il fuoco alla moschea Al-Rahma, ancora in costruzione: materiali in legno e attrezzature sono andate distrutte. A Beit Furik, coloni hanno attaccato il quartiere Al Dhubbat e dato alle fiamme la casa di Ubada Mleitat. Alcune parti della struttura sono state danneggiate ma l'incendio è stato spento prima si estendesse a tutta la struttura. I coloni hanno anche scritto su muri slogan che incitavano alla vendetta contro gli arabi. 

Iran: "Se Londra o altri sostengono attacchi Usa saranno obiettivi legittimi"

"Recentemente, i bombardieri B-1 statunitensi hanno utilizzato aeroporti britannici per attaccare l'Iran. Qualsiasi Paese, che si tratti del Regno Unito, dei Paesi del Golfo Persico o di altri, sarà il nostro obiettivo legittimo se sosterrà gli Stati Uniti nella guerra", ha dichiarato il portavoce dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, Hossein Mohebi, citato da Tasnim, aggiungendo: "Abbiamo il nostro scenario per ogni questione". I Pasdaran lanciano anche un avvertimento a Israele: "Gli israeliani sanno cosa succederà loro se torneranno in guerra. Ci concentreremo su di loro. Provocando il presidente degli Stati Uniti e fornendo false informazioni, Israele vuole mantenere gli Stati Uniti nella regione e promuovere i propri obiettivi sfruttando il potere americano". Mohebi ha anche affermato che "oltre 200 soldati americani sono stati uccisi" nell'operazione iraniana Nasr-2 e che il numero dei feriti è molto più alto di quello annunciato dagli Stati Uniti. 

Trump potrebbe aver sospeso i raid contro l'Iran. VIDEO

Pasdaran: "Gb obbiettivo legittimo se aiutano gli Usa"

I Pasdaran hanno avvertito la Gran Bretagna che sarà un obiettivo legittimo se si unirà agli Stati Uniti nelle azioni militari. Lo ha dichiarato un portavoce dei Guardiani della Rivoluzione, citati dall'agenzia Tasnim. Londra, ha ricordato, ha già usato basi britanniche per i suoi aerei B-1. 

Teheran: "Ue e Onu reagiscano a raid di Kiev su nave mercantile iraniana"

Il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in una conversazione telefonica con l'Alto Rappresentante dell'Ue Kaja Kallas nella tarda serata di ieri, ha condannato l'attacco ucraino alla "nave mercantile iraniana" nel Mar Caspio, e che secondo Kiev stava trasportando armi in Iran, e ha chiesto una reazione ferma da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, dell'Unione Europea e della comunità internazionale contro l'attacco. "Gli autori e i sostenitori dell'attacco devono essere ritenuti colpevoli per tale atto criminale", ha affermato. Secondo l'agenzia Irna, le due parti hanno discusso degli ultimi sviluppi regionali e hanno sottolineato la necessità di intraprendere iniziative diplomatiche per controllare la tensione nello Stretto di Hormuz

Teheran: "Nessuna modifica alle regole per Hormuz"

Iran e Oman hanno discusso negli ultimi giorni della gestione del traffico marittimo a Hormuz, ma al momento non vi sono cambiamenti nelle regole per attraversare lo Stretto. A riferirlo è stato Esmaeil Baqaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, a quanto riporta l'agenzia iraniana Tasnim. "Nel corso degli incontri, le parti hanno discusso principi comuni e meccanismi operativi per garantire una gestione sicura della navigazione nello Stretto di Hormuz, nel rispetto dei diritti sovrani dei due Stati costieri", ha detto, "i colloqui sono stati utili e hanno portato ad alcuni progressi" e le consultazioni proseguiranno. Al momento, ha però chiarito, "non si è verificato alcun cambiamento nelle condizioni di transito e navigazione nello Stretto". 

Kuwait: "Mai inviati aerei per attaccare l'Iran"

L'ambasciatrice del Kuwait negli Stati Uniti ha smentito un articolo del Wall Street Journal secondo cui il Paese del Golfo avrebbe inviato aerei da combattimento per attaccare l'Iran. L'ambasciatrice Sheikha Al-Zain Al-Sabah ha scritto alla redazione del giornale per smentire la notizia, definendola "completamente e totalmente infondata", secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ufficiale del Kuwait, citata da Al-Jazeera.. "Ha affermato che il Kuwait non ha partecipato ad alcuna operazione militare contro l'Iran e non ha permesso l'utilizzo del suo territorio, spazio aereo o acque territoriali per lanciare operazioni offensive", si legge nell'articolo. 

Cnn: "Preoccupazioni su escalation Iran espresse a Trump da Vance e Caine"

Il vicepresidente JD Vance e il capo di stato maggiore congiunto, generale Dan Caine, hanno entrambi espresso preoccupazioni riguardo a un'escalation della guerra in Iran, mentre il presidente Donald Trump valutava tale possibilità durante un incontro alla Casa Bianca venerdì, secondo quanto riferito alla Cnn da una fonte a conoscenza dei fatti e da un funzionario statunitense. Venerdì sera, gli Stati Uniti sembrano aver sospeso la campagna di bombardamenti sull'Iran dopo quasi due settimane di attacchi notturni consecutivi. Venerdì, Caine ha specificamente sollevato preoccupazioni riguardo alle scorte di munizioni statunitensi e ad altre potenziali implicazioni negative, secondo le fonti. Una delle fonti ha affermato che Caine ha detto a Trump e ai militari statunitensi che avrebbero potuto attuare le opzioni a loro disposizione e avere successo, ma ha poi messo in guardia sulle possibili conseguenze. La preoccupazione per le scorte è stata una delle tante sollevate con Trump durante l'incontro, hanno affermato entrambe le fonti. Al momento non è chiaro se la preoccupazione per le scorte o l'avvertimento sull'escalation siano stati i motivi principali per cui gli Stati Uniti hanno sospeso gli attacchi notturni consecutivi o se continueranno a farlo.

Trump ordina una pausa dalle operazioni militari contro l'Iran

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ordinato una pausa nelle operazioni militari contro l'Iran: secondo il Nyt avrebbe dato l'ordine perché teme possano esaurirsi le scorte di Patriot e munizioni per la difesa aerea in Medio Oriente. Secondo la Cnn, a esprimere riserve sull'escalation sarebbero stati il vicepresidente JD Vance e il capo di stato maggiore Dan Caine, e la preoccupazione per le scorte non sarebbe stato l'unico elemento che potrebbe aver indotto la decisione. 

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