Donald Trump ha accantonato per ora i piani di "escalation significativa" dell'offensiva militare contro l'Iran temendo che possano esaurirsi le scorte del Pentagono, già ridotte, di intercettori Patriot e munizioni per la difesa aerea in Medio Oriente. La svolta, scrive il New York Times, è arrivata nell'incontro del presidente di venerdì coi principali consiglieri e membri dell'amministrazione, secondo due persone ben informate
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Donald Trump ha accantonato per ora i piani di "escalation significativa" dell'offensiva militare contro l'Iran temendo che possano esaurirsi le scorte del Pentagono, già ridotte, di intercettori Patriot e munizioni per la difesa aerea in Medio Oriente. La svolta, scrive il New York Times, è arrivata nell'incontro del presidente di venerdì coi principali consiglieri e membri dell'amministrazione, secondo due persone ben informate. Il generale Dan Caine, capo di Stato maggiore congiunto, ha avvertito in privato che, pur se possibili, i combattimenti avrebbero "pericolosamente" esaurito gli intercettori disponibili per il Centcom.
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Coloni israeliani incendiano moschea in costruzione a Nablus
Coloni israeliani hanno incendiato una moschea in costruzione nella città di Qusra, in Cisgiordania, e alla casa di una famiglia palestinese nella città di Beit Furik, sempre vicino a Nablus. Lo ha riferito l'agenzia palestinese Wafa. Il sindaco di Qusra, Abdul Azim Wadi, ha raccontato i coloni hanno attaccato l'area meridionale della città e appiccato il fuoco alla moschea Al-Rahma, ancora in costruzione: materiali in legno e attrezzature sono andate distrutte. A Beit Furik, coloni hanno attaccato il quartiere Al Dhubbat e dato alle fiamme la casa di Ubada Mleitat. Alcune parti della struttura sono state danneggiate ma l'incendio è stato spento prima si estendesse a tutta la struttura. I coloni hanno anche scritto su muri slogan che incitavano alla vendetta contro gli arabi.
Iran: "Se Londra o altri sostengono attacchi Usa saranno obiettivi legittimi"
"Recentemente, i bombardieri B-1 statunitensi hanno utilizzato aeroporti britannici per attaccare l'Iran. Qualsiasi Paese, che si tratti del Regno Unito, dei Paesi del Golfo Persico o di altri, sarà il nostro obiettivo legittimo se sosterrà gli Stati Uniti nella guerra", ha dichiarato il portavoce dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, Hossein Mohebi, citato da Tasnim, aggiungendo: "Abbiamo il nostro scenario per ogni questione". I Pasdaran lanciano anche un avvertimento a Israele: "Gli israeliani sanno cosa succederà loro se torneranno in guerra. Ci concentreremo su di loro. Provocando il presidente degli Stati Uniti e fornendo false informazioni, Israele vuole mantenere gli Stati Uniti nella regione e promuovere i propri obiettivi sfruttando il potere americano". Mohebi ha anche affermato che "oltre 200 soldati americani sono stati uccisi" nell'operazione iraniana Nasr-2 e che il numero dei feriti è molto più alto di quello annunciato dagli Stati Uniti.
Trump potrebbe aver sospeso i raid contro l'Iran. VIDEO
Pasdaran: "Gb obbiettivo legittimo se aiutano gli Usa"
I Pasdaran hanno avvertito la Gran Bretagna che sarà un obiettivo legittimo se si unirà agli Stati Uniti nelle azioni militari. Lo ha dichiarato un portavoce dei Guardiani della Rivoluzione, citati dall'agenzia Tasnim. Londra, ha ricordato, ha già usato basi britanniche per i suoi aerei B-1.
Teheran: "Ue e Onu reagiscano a raid di Kiev su nave mercantile iraniana"
Il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in una conversazione telefonica con l'Alto Rappresentante dell'Ue Kaja Kallas nella tarda serata di ieri, ha condannato l'attacco ucraino alla "nave mercantile iraniana" nel Mar Caspio, e che secondo Kiev stava trasportando armi in Iran, e ha chiesto una reazione ferma da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, dell'Unione Europea e della comunità internazionale contro l'attacco. "Gli autori e i sostenitori dell'attacco devono essere ritenuti colpevoli per tale atto criminale", ha affermato. Secondo l'agenzia Irna, le due parti hanno discusso degli ultimi sviluppi regionali e hanno sottolineato la necessità di intraprendere iniziative diplomatiche per controllare la tensione nello Stretto di Hormuz
Teheran: "Nessuna modifica alle regole per Hormuz"
Iran e Oman hanno discusso negli ultimi giorni della gestione del traffico marittimo a Hormuz, ma al momento non vi sono cambiamenti nelle regole per attraversare lo Stretto. A riferirlo è stato Esmaeil Baqaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, a quanto riporta l'agenzia iraniana Tasnim. "Nel corso degli incontri, le parti hanno discusso principi comuni e meccanismi operativi per garantire una gestione sicura della navigazione nello Stretto di Hormuz, nel rispetto dei diritti sovrani dei due Stati costieri", ha detto, "i colloqui sono stati utili e hanno portato ad alcuni progressi" e le consultazioni proseguiranno. Al momento, ha però chiarito, "non si è verificato alcun cambiamento nelle condizioni di transito e navigazione nello Stretto".
Kuwait: "Mai inviati aerei per attaccare l'Iran"
L'ambasciatrice del Kuwait negli Stati Uniti ha smentito un articolo del Wall Street Journal secondo cui il Paese del Golfo avrebbe inviato aerei da combattimento per attaccare l'Iran. L'ambasciatrice Sheikha Al-Zain Al-Sabah ha scritto alla redazione del giornale per smentire la notizia, definendola "completamente e totalmente infondata", secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ufficiale del Kuwait, citata da Al-Jazeera.. "Ha affermato che il Kuwait non ha partecipato ad alcuna operazione militare contro l'Iran e non ha permesso l'utilizzo del suo territorio, spazio aereo o acque territoriali per lanciare operazioni offensive", si legge nell'articolo.
Cnn: "Preoccupazioni su escalation Iran espresse a Trump da Vance e Caine"
Il vicepresidente JD Vance e il capo di stato maggiore congiunto, generale Dan Caine, hanno entrambi espresso preoccupazioni riguardo a un'escalation della guerra in Iran, mentre il presidente Donald Trump valutava tale possibilità durante un incontro alla Casa Bianca venerdì, secondo quanto riferito alla Cnn da una fonte a conoscenza dei fatti e da un funzionario statunitense. Venerdì sera, gli Stati Uniti sembrano aver sospeso la campagna di bombardamenti sull'Iran dopo quasi due settimane di attacchi notturni consecutivi. Venerdì, Caine ha specificamente sollevato preoccupazioni riguardo alle scorte di munizioni statunitensi e ad altre potenziali implicazioni negative, secondo le fonti. Una delle fonti ha affermato che Caine ha detto a Trump e ai militari statunitensi che avrebbero potuto attuare le opzioni a loro disposizione e avere successo, ma ha poi messo in guardia sulle possibili conseguenze. La preoccupazione per le scorte è stata una delle tante sollevate con Trump durante l'incontro, hanno affermato entrambe le fonti. Al momento non è chiaro se la preoccupazione per le scorte o l'avvertimento sull'escalation siano stati i motivi principali per cui gli Stati Uniti hanno sospeso gli attacchi notturni consecutivi o se continueranno a farlo.
Trump ordina una pausa dalle operazioni militari contro l'Iran
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ordinato una pausa nelle operazioni militari contro l'Iran: secondo il Nyt avrebbe dato l'ordine perché teme possano esaurirsi le scorte di Patriot e munizioni per la difesa aerea in Medio Oriente. Secondo la Cnn, a esprimere riserve sull'escalation sarebbero stati il vicepresidente JD Vance e il capo di stato maggiore Dan Caine, e la preoccupazione per le scorte non sarebbe stato l'unico elemento che potrebbe aver indotto la decisione.