Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
Arrow-link
Arrow-link

Cisgiordania, Netanyahu: amplieremo raid su "covi terrore”. Coloni incendiano due moschee

Mondo
©Getty

L'annuncio del primo ministro israeliano in un video registrato alla vigilia del suo viaggio a Washington. Nella notte alcuni coloni hanno attaccato villaggi palestinesi, incendiando due moschee. L’esercito israeliano ha inoltre avviato la procedura per demolire le case dei due palestinesi coinvolti nella sparatoria di venerdì

ascolta articolo

L’esercito israeliano è pronto ad ampliare le operazioni in Cisgiordania contro i “covi del terrore”. Lo ha annunciato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in un video registrato alla vigilia del suo viaggio a Washington. L’annuncio arriva mentre nelle ultime ore le forze israeliane hanno effettuato oltre sessanta arresti, in particolare nel villaggio di Tal, dove venerdì uno scontro a fuoco ha provocato la morte di quattro palestinesi e due israeliani. 

Netanyahu: “Operazioni più ampie in Cisgiordania”

Netanyahu ha spiegato di aver dato istruzioni alle forze armate di "entrare nei villaggi, perquisirli, sequestrare le armi ed eseguire arresti". Israele è “pronto ad agire con maggiore ampiezza contro queste roccaforti del terrore", ha aggiunto il primo ministro israeliano, in procinto di partire per Washington, dove discuterà con Trump "tutte le questioni attualmente all'ordine del giorno, inclusa la situazione in Iran". Netanyahu parteciperà inoltre ai funerali del senatore repubblicano Lindsey Graham, esponente noto per le sue posizioni contro l’Iran, definito dal premier “uno dei più grandi amici di Israele sin dalla fondazione dello Stato”. 

 

Attacchi dei coloni contro villaggi palestinesi: incendiate due moschee

Intanto sale la tensione in Cisgiordania, dove nella notte alcuni coloni hanno attaccato diverse località palestinesi, incendiando due moschee, un’abitazione e diversi veicoli. Lo riporta il Times of Israel, citando fonti palestinesi e le Forze di difesa israeliane. Gli assalitori avrebbero inoltre lasciato scritte inneggianti alla “vendetta” per la morte del colono israeliano ucciso insieme a un militare negli scontri di venerdì. Secondo i media palestinesi, nel villaggio di Qusra, a sud di Nablus, è stata incendiata una moschea. Un’altra moschea è stata data alle fiamme nel villaggio di Kur, vicino a Tulkarm. In entrambi i casi non sarebbero stati segnalati feriti. Nel villaggio di Mughayyir, nei pressi di Ramallah, sono state incendiate diverse automobili. L’agenzia Wafa riferisce inoltre di un’abitazione data alle fiamme a Beit Furik, dove sarebbero state lasciate scritte razziste e inneggianti alla vendetta. Alcuni palestinesi sarebbero invece rimasti feriti durante un’aggressione compiuta da un gruppo di coloni nell’area di Ein Samia. 

 

Avviata la procedura per demolire due abitazioni

Oggi i militari israeliani hanno avviato la procedura per la demolizione delle case dei due palestinesi coinvolti nella sparatoria di venerdì. La misura era stata ordinata da Netanyahu insieme alle operazioni di sicurezza che ieri hanno portato all’arresto di 70 palestinesi. "Le case dei due terroristi sono state mappate prima di essere sigilliate, passo preliminare prima della demolizione", si legge in un comunicato delle Idf.  Successivamente, l’esercito ha reso noto di aver sigillato l’abitazione del palestinese che aveva aperto il fuoco e che era stato poi ucciso.

Leggi anche

Scontri Cisgiordania, serie di arresti da parte di Israele

Mondo: I più letti