Guerra Iran Usa, il primo round di colloqui in Svizzera tra minacce e tensioni. LIVE
Il presidente statunitense è tornato a minacciare Teheran, annunciando che "se chiudono Hormuz non avranno più un Paese". In risposta, la delegazione iraniana ai colloqui ha presentato una protesta formale alla controparte statunitense. Intanto, si è chiuso il primo round di colloqui tecnici a Lucerna tra Usa e Iran. Le parti hanno discusso di un cessate il fuoco in Libano e dei beni iraniani congelati, con la mediazione del Pakistan e del Qatar
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Il presidente statunitense è tornato a minacciare Teheran, annunciando che "se chiudono Hormuz non avranno più un Paese" e "se necessario gli Usa prenderanno Hormuz". In risposta, la delegazione iraniana ai colloqui ha presentato una protesta formale alla controparte statunitense. Intanto, si è chiuso il primo round di colloqui tecnici a Lucerna tra Usa e Iran. Le parti hanno discusso di un cessate il fuoco in Libano e dei beni iraniani congelati, con la mediazione del Pakistan e del Qatar. La delegazione statunitense è guidata dal vicepresidente J.D. Vance, quella iraniana dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. "Abbiamo fatto progressi nelle ultime ore”, ha detto il vicepresidente JD Vance.
Nel frattempo, non si fermano i raid in Libano, nonostante il cessate il fuoco. Almeno sette persone sono rimaste uccise in nuovi raid israeliani nella Bekaa occidentale e nella regione di Tiro, nel sud del Libano. Lo riferisce l'agenzia nazionale di stampa Nna che cita il ministero della Sanità di Beirut.
Gli approfondimenti:
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Accordo tra Usa e Iran, chi ha vinto la guerra? Cosa prevede l’intesa
Washington e Teheran hanno raggiunto un accordo per porre fine al conflitto che ha infiammato il Medio Oriente e portato alla chiusura dello Stretto di Hormuz, con pesanti ripercussioni sui mercati globali. Ma chi dei due esce meglio da questa intesa? Anche di questo si è parlato nell’ultima puntata di "Numeri", approfondimento di Sky TG24
Accordo tra Usa e Iran, chi ha vinto la guerra? Cosa dice l’intesa
Vai al contenutoIl "patto di Maometto": cos'è lo Step, l'alleanza militare a guida saudita
Mentre la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran si sta chiudendo con la tregua, nel Medio Oriente prende forma un nuovo asse di sicurezza a guida saudita. Riad sta costruendo un patto militare con Pakistan, Turchia ed Egitto: viene chiamato Step, dalle iniziali dei quattro Paesi, e qualcuno lo ha già definito "Nato araba". A Riad si comincia a usare un nome più evocativo, "accordi di Maometto", per sottolineare il ruolo del principe ereditario Mohammed Bin Salman e il legame tra i quattro popoli sunniti. Ecco cosa prevede, da dove nasce e quali sono i nodi ancora aperti
La Nato araba più vicina, cos’è il 'patto di Maometto'
Vai al contenutoTrump replica ai media: con la guerra il loro esercito è finito
Il presidente americano, Donald Trump, replica ai media che considera "fake news" che ritengono come non sia cambiato nulla dopo i quattro mesi di guerra degli Stati Uniti contro l'Iran. "Il titolo del corrotto e fallimentare New York Times: "Cosa è cambiato dopo quasi 4 mesi di guerra? Gli analisti dicono non molto". Davvero? Il loro esercito è finito, la loro marina è sparita, la loro aeronautica è sparita, le loro rampe di lancio, i missili, i droni e la relativa produzione sono quasi spariti, i loro due ranghi di massimi dirigenti sono spariti, la loro inflazione è al 250%, la loro economia è in rovina, i loro soldati non vengono pagati, lo Stretto di Hormuz è aperto, il petrolio scorre a pioggia e la borsa e l'occupazione negli Stati Uniti sono ai massimi storici. Questo è ciò che è cambiato, voi codardi corrotti e senza scrupoli, e molto altro!!!", scrive il capo della Casa Bianca su Truth.
Il presidente siriano ribadisce: non vogliamo intervenire in Libano
Il presidente siriano Ahmed al-Sharaa ha negato che il suo Paese intenda intervenire militarmente in Libano, dove Israele e Hezbollah sono in guerra, dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha ripetutamente suggerito un possibile coinvolgimento di Damasco. "Stiamo cercando canali economici tra Libano e Siria, non militari", ha dichiarato Sharaa in un'intervista trasmessa dal canale televisivo Al Mashhad. "Abbiamo proposto agli Stati Uniti la fine della guerra", ha continuato aggiungendo che "devono esserci diverse soluzioni, tra cui quelle economiche, politiche e sociali, e il ripristino delle relazioni e del vitale collegamento economico tra Siria e Libano". "E, parallelamente a ciò, alcune misure di sicurezza che rispondano in primo luogo alle preoccupazioni siriane e libanesi, ma anche a quelle israeliane", ha aggiunto. Rispondendo a una domanda sulla possibilità di sedersi al tavolo con Hezbollah, Sharaa ha affermato che "se questo serve agli interessi del Libano e salvaguarda gli interessi della Siria, perché no?".
Prezzo petrolio giù dopo accordo Usa-Iran: quali saranno gli effetti su benzina e diesel
Il 19 giugno è prevista la firma dell’accordo tra Usa e Iran a Ginevra, intesa che riapre il transito nello stretto di Hormuz. Il presidente americano Donald Trump ha commentato il risultato affermando: “Congratulazioni a tutti: navi di tutto il mondo, accendete i motori. Che il petrolio scorra, autorizzo la piena apertura al transito di Hormuz e la rimozione del blocco navale degli Stati Uniti”. L’Iran ha confermato l’accordo attribuendosi “una grande vittoria” per aver “costretto gli americani ad accettare”. La notizia ha subito fatto scendere il prezzo del greggio sui mercati, gli effetti però non saranno immediati.
Accordo Usa-Iran: quali saranno gli effetti su benzina e diesel
Vai al contenutoMedia: fra Usa e Iran progressi su Hormuz, in Svizzera si è parlato di nucleare
Gli Stati Uniti, l'Iran e i mediatori hanno parlato in Svizzera dello Stretto di Hormuz e sono sono stati fatti "buoni progresso su questo fronte". Lo riporta Axios citando un diplomatico americano, secondo il quale i colloqui di oggi si sono concentrati anche su tutti gli elementi dell'accordo sul nucleare.
Riapertura Stretto di Hormuz in Iran, cacciamine italiani pronti a missione: cosa prevede
Due cacciamine, una nave da supporto logistico e una nave di scorta sono pronte a intervenire nello Stretto di Hormuz. Si attende solo la firma effettiva dell’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran prima di iniziare il lavoro di bonifica dagli ordigni piazzati in mare dagli iraniani. Questo, che coinvolge le due cacciamine “Crotone” e “Rimini” della Marina Militare e circa 400-500 militari italiani, è il contributo del nostro Paese alla missione internazionale per lo sminamento dello stretto.
Riapertura Hormuz, cacciamine italiani pronti a missione: cosa prevede
Vai al contenutoMedia: i colloqui con l'Iran e i mediatori continuano nella notte
I colloqui tra Usa e Iran e con i mediatori di Pakistan e Qatar continueranno nella nottata. Lo riporta Axios citando un diplomatico americano. Le trattative di alto livello politico dovrebbero chiudersi domani e continuare però tra i team tecnici, con le rispettive delegazioni che probabilmente resteranno in svizzera.
Netanyahu può mettere a rischio la tregua tra Usa e Iran?
Dietro il negoziato tra Washington e Teheran si nasconde uno dei dossier più sensibili per il governo israeliano. Il premier vede messa in discussione una strategia fondata su isolamento iraniano e pressione militare indiretta e ora, in vista del voto, deve anche gestire una coalizione fragile, in particolare a causa della destra religiosa. Così ogni concessione rischia di avere un costo interno
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Vai al contenutoKatz: "Israele non ha alcuna intenzione di ritirarsi dal Beaufort"
Israele "non ha alcuna intenzione di ritirarsi dal Beaufort, che costituisce parte integrante della zona di sicurezza in Libano ed è considerato essenziale per la difesa delle comunità della Galilea e delle forze dell'Idf": lo afferma in un post su X il ministro della Difesa Israel Katz. "Come abbiamo chiarito io e il Primo Ministro Netanyahu, Israele non si ritirerà dalla zona di sicurezza in Libano", prosegue il messaggio. Il post è stato pubblicato dopo che Channel 12 aveva parlato, citando fonti diplomatiche e militari, del fatto che durante i negoziati israeliano-libanesi che riprenderanno a Washington martedì potrebbe essere discussa la possibilità di un ritiro dell'Idf dalla fortezza.
Hormuz verso la riapertura: l'economia globale è fuori dal tunnel?
Con il ritorno della navigazione nello Stretto, l’economia mondiale sembra evitare lo scenario peggiore. La crescita globale è restata infatti positiva e il petrolio non ha raggiunto livelli storicamente critici. Lo scenario che si sta delineando coincide con quello che istituzioni e mercati consideravano più probabile: rallentamento economico contenuto e prezzi energetici sotto controllo. I timori di una crisi globale, quindi, appaiono oggi ridimensionati. Restano però incertezze sulla tenuta della tregua
Hormuz verso la riapertura: l'economia globale è fuori dal tunnel?
Vai al contenutoDelegazione di Teheran: "Rimaniamo impegnati nei colloqui"
La delegazione iraniana inviata in Svizzera per negoziare con gli Stati Uniti e i mediatori un accordo volto a porre fine in modo duraturo alla guerra in Medio Oriente "resta impegnata" nei colloqui. Lo ha riferito all'Afp una fonte diplomatica vicina ai negoziati. "La delegazione iraniana resta impegnata nelle discussioni e non ha comunicato ai mediatori alcuna intenzione di lasciare", ha dichiarato il diplomatico, che ha chiesto di restare anonimo. La precisazione arriva dopo notizie diffuse da media iraniani secondo cui i negoziatori di Teheran avrebbero lasciato l'edificio in cui si stanno svolgendo i colloqui.
Libano, Katz: "Nessuna intenzione di ritirarci da Beaufort"
"Israele non ha alcuna intenzione di ritirarsi dal Beaufort, che è parte integrante della zona di sicurezza in Libano ed essenziale per la difesa degli insediamenti della Galilea e delle forze dell'Idf. Come il primo ministro Netanyahu e io abbiamo chiarito - Israele non si ritirerà dalla zona di sicurezza in Libano". Lo scrive su X il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz.
La guerra è costata al Pentagono circa 40 miliardi dollari
La guerra con l'Iran è costata al Dipartimento della Difesa statunitense circa 40 miliardi di dollari, secondo le stime preliminari di una prossima analisi del Center for strategic and international studies (Csis), secondo quanto riporta la Cnn. La cifra comprende il costo delle munizioni impiegate, delle attrezzature distrutte e dei danni subiti dalle basi militari, ma non include i costi operativi già incorporati nel bilancio del Pentagono per l'anno fiscale 2026, superiore a mille miliardi di dollari, secondo quanto ha spiegato Mark Cancian alla all-news. Secondo le stime preliminari del centro studi, oltre al dipartimento della Difesa, il conflitto ha comportato circa un miliardo di dollari di costi aggiuntivi per altre agenzie federali, tra cui il dipartimento per la Sicurezza interna e quello dei Veterani. L'impatto si è fatto sentire anche sui consumatori americani. Durante gran parte della guerra il prezzo medio della benzina è salito da meno di 3 dollari a gallone a oltre 4 dollari. Secondo un monitoraggio dei costi energetici realizzato dalla Brown University, ogni famiglia americana ha speso in media oltre 253 dollari in più rispetto a quanto avrebbe pagato in assenza del conflitto. Sul fronte macroeconomico, l'inflazione annua negli Stati Uniti ha superato il 4% per la prima volta in tre anni, trainata dall'aumento dei prezzi dell'energia, secondo gli ultimi dati del Bureau of Labor Statistics. L'aumento dei prezzi sta ora correndo più velocemente della crescita media dei salari. In pratica, nei mesi di aprile e maggio l'inflazione ha annullato gli aumenti retributivi percepiti dagli americani, una situazione che non si verificava dal 2023.
Inflazione, quanto è costata la guerra in Iran alle famiglie italiane: i dati
L'Istat ha certificato che l'inflazione a maggio è salita al 3,2%. "È un record che non si aveva dal settembre 2023", ha dichiarato il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona. E, secondo i calcoli dell'Unc, da febbraio a maggio, i prezzi sono saliti del 2%, cioè di 505 euro su base annua, per famiglia media (con 734 euro per coppia con due figli e 660 euro per coppia con un figlio).
Inflazione, quanto è costata la guerra in Iran alle famiglie italiane
Vai al contenutoNetanyahu: "Danni civili al minimo, dovrebbero elogiarci"
"Il rapporto delle vittime civili in Libano è di cinque a uno. Un civile colpito su ogni cinque terroristi. E' incredibile perché nessun esercito si spinge così oltre come l'esercito israeliano per colpire i terroristi e ridurre al minimo le vittime civili. Dovremmo essere elogiati per questo, non condannati". Lo ha dichiarato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, intervenendo al Jns International policy summit.
Netanyahu: "Mai l'arma nucleare; indipendentemente dagli accordi"
"Indipendentemente da ciò che accadrà nei colloqui, con o senza accordo, vi prometto che, finché sarò primo ministro, l'Iran non avrà mai un'arma nucleare, mai. Finché sarò primo ministro di Israele, non permetterò che ciò accada". Lo ha dichiarato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, intervenendo al Jns International policy summit.
Israele, revocate tutte le restrizioni legate alle guerra
Le autorità israeliane hanno revocato tutte le restrizioni sugli assembramenti legate alla guerra nel nord del Paese.
Netanyahu: in Libano rimaniamo per tutto il tempo necessario
"Abbiamo istituito una zona di sicurezza a Gaza. Abbiamo istituito una zona di sicurezza in Siria. Abbiamo istituito una zona di sicurezza in Libano e la manterremo finché sarà necessario per proteggere il nostro popolo". Lo ha dichiarato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, intervenendo al Jns International policy summit.
Cnn: colloqui in stallo ma non ancora conclusi
I negoziati tra Stati Uniti e Iran sono in una fase di stallo, ma non ancora conclusi, dopo le minacce del presidente Donald Trump di domenica, ha riferito alla Cnn una fonte iraniana in contatto con la delegazione a Burgenstock, in Svizzera. Sono in corso dialoghi informali per far sì che le parti diplomatiche tornino al lavoro, ha aggiunto la fonte. In precedenza, il capo negoziatore iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, aveva denunciato la "disperazione" degli Stati Uniti dopo che Trump aveva minacciato la delegazione iraniana impegnata nei negoziati in Svizzera, affermando che gli Stati Uniti avrebbero potuto "prendere il controllo" dello Stretto di Hormuz se non si fosse raggiunto un accordo con l'Iran.
Da Hormuz al nucleare di Teheran, quali sono i nodi del negoziato tra Stati Uniti e Iran
“Invidiosi, cattivi o stupidi”: con queste parole il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha bollato gli "sciocchi" che hanno affermato che il suo accordo per porre fine alla guerra in Medio Oriente non fosse "abbastanza duro con l'Iran”. L’intesa, siglata nella notte tra martedì e mercoledì, ha però bisogno di ulteriori negoziati per sciogliere i nodi più importanti per adesso rinviati.
Da Hormuz al nucleare, i nodi del negoziato tra Stati Uniti e Iran
Vai al contenutoNetanyahu: non seguo ordini Trump, faccio interessi Israele
"Negli Stati Uniti dicono che il presidente Trump faccia tutto ciò che gli chiedo, e in Israele dicono che io faccio tutto ciò che lui vuole che io faccia. Beh, nessuna delle due affermazioni è vera. Siamo leader di Paesi indipendenti e orgogliosi. Noi difendiamo i nostri interessi. Io difendo gli interessi di Israele e la sua sicurezza". Lo ha dichiarato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, intervenendo al Jns Internation policy summit. "Spesso siamo d'accordo, a volte no, ma rispettiamo la sovranità, la leadership e l'impegno reciproco nei confronti dei nostri popoli", ha aggiunto.
Dagli Usa delegazione "robusta" piena di consiglieri
Fanno parte della 'robusta' delegazione Usa ai negoziati con l'Iran in Svizzera, oltre al vice presidente JD Vance, gli inviati speciali della Casa Bianca, Jared Kushner e Steve Witkoff, il vice capo di gabinetto del vice presidente, Jacob Reses, e il vice consigliere per la sicurezza nazionale Andy Baker, il consigliere per la sicurezza nazionale del vice Presidente, Cliff Sims, e il consigliere di Witkoff, Nick Stewart, rende noto Barak Ravid su X, sottolineando che malgrado le voci la delegazione dell'Iran non ha lasciato i negoziati. Fonti americane citate dal giornalista rendono noto inoltre che in un primo momento la delegazione iraniana aveva accettato un punto stampa prima dell'inizio dei negoziati, ma poi hanno rinunciato dopo aver visto la quantità di giornalisti presenti.
Beirut: "Almeno 4.106 morti e 12.153 feriti da inizio guerra con Israele il 2 marzo"
Dall'inizio della guerra con Israele il 2 marzo scorso, in Libano sono morte 4.106 persone e ne sono rimaste ferite 12.153, rende noto il ministero della salute a Beirut. Fra le persone uccise, 383 sono donne, 251 bambini e 153 soccorritori o altro personale medico.
Negoziatore Iran: "La bozza sull'esenzione dalle sanzioni sul petrolio è stata finalizzata"
"La bozza di esenzione temporanea dalle sanzioni sul petrolio e sui suoi derivati è stata finalizzata e a breve entrerà nella fase di attuazione". Lo sostiene Hossein Ghorbanzadeh, membro della squadra negoziale iraniana citato dall'agenzia Fars. Secondo il funzionario, "la questione del Libano è stata il punto focale principale dei negoziati odierni e ha ricevuto maggiore attenzione rispetto a qualsiasi altro tema negli incontri bilaterali, multilaterali e principali. Fino a quando non sarà risolta la questione della fine della guerra in Libano, le altre clausole del memorandum d'intesa non entreranno nella fase di attuazione".
Media: "Idf rimane nella Linea Gialla in Libano, ma potrebbe ritirarsi da Beaufort"
Israele continua a ricevere garanzie dagli Usa sul fatto che, nelle trattative con l'Iran sul fronte libanese, Washington non insisterà sul ritiro delle truppe dell'Idf dalla 'zona di sicurezza' nel sud del Libano. Lo riporta Channel 12, citando fonti diplomatiche e militari. L'emittenete aggiunge che, in parallelo, i negoziati israeliano-libanesi che riprenderanno a Washington martedì, avranno sul tavolo la possibilità di un ritiro dell'Idf, coordinato con l'esercito libanese e gli Usa, da alcune zone pilota fuori dalla Linea Gialla, come la fortezza del Beaufort.
Ministro tedesco: "E' stato Trump a chiudere Hormuz"
Il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, ha attribuito al presidente americano, Donald Trump, la responsabilità della chiusura dello Stretto di Hormuz annunciata dall'Iran, chiedendo la riapertura della strategica via marittima. "Alla fine è stato Donald Trump a spingere il tappo nel collo della bottiglia dello Stretto di Hormuz, non noi. Ma abbiamo interesse a rimuoverlo", ha dichiarato Pistorius in un'intervista all'emittente pubblica Ard. Lo Stretto di Hormuz, fondamentale per il transito delle forniture di petrolio e gas, è stato bloccato durante le ostilità iniziate il 28 febbraio in seguito agli attacchi americano-israeliani contro l'Iran. Teheran aveva accettato di riaprire il passaggio nell'ambito di un accordo preliminare firmato da Trump e dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian e il traffico marittimo aveva iniziato a riprendere. Sabato, tuttavia, l'Iran ha annunciato una nuova chiusura dello stretto a causa degli attacchi israeliani in Libano. "L'apertura dello Stretto di Hormuz, o meglio la possibilita' di transitarvi in sicurezza, è nell'interesse dell'Europa, del nostro approvvigionamento energetico e della nostra ripresa economica", ha affermato Pistorius. Il ministro ha aggiunto che qualsiasi accordo per la riapertura del passaggio richiederà il sostegno dell'Iran e dell'Oman. Berlino ha più volte preso le distanze dalla campagna portata avanti da Trump contro l'Iran, pur evitando di attribuire agli Stati Uniti la responsabilità dell'origine del conflitto. Quando ad aprile Trump aveva chiesto agli alleati di contribuire alla riapertura o alla sicurezza dello Stretto di Hormuz, il cancelliere tedesco Friedrich Merz aveva dichiarato che quella guerra "non riguardava la Nato". Sia Merz sia Pistorius hanno inoltre criticato Washington per non aver consultato gli alleati prima di lanciare gli attacchi contro l'Iran.
Netanyahu: "Idf rimarranno nel sud quanto necessario"
Le forze israeliane rimarranno nella "zona di sicurezza del sud del Libano tutto il tempo che sarà necessario per proteggere i residenti del nord e tutti i cittadini di Israele", ha affermato il Premier israeliano, Benjamin Netanyahu.
Axios: "La delegazione iraniana non ha lasciato colloqui"
Un diplomatico americano che partecipa ai colloqui ha dichiarato ad Axios che "gli iraniani non hanno lasciato il tavolo" e che "i colloqui tra loro e gli Stati Uniti continuano".
Membro delegazione iraniana alla tv: "Discussi sanzioni e sblocco dei fondi"
Un membro della delegazione negoziale iraniana ha affermato che nei colloqui è stata discussa la questione dell'esenzione temporanea dalle sanzioni sul petrolio e che è stata raggiunta la versione finale della bozza dell'accordo. Lo riferisce la televisione iraniana. Secondo la stessa fonte, durante i negoziati e' stata inoltre affrontata la questione dei beni iraniani congelati all'estero e delle modalità per il loro sblocco. "Abbiamo discusso oggi nei negoziati della questione dei nostri beni congelati e delle disposizioni per la loro liberazione", ha dichiarato il membro della delegazione, citato dalla televisione iraniana.
Teheran: "Da lunedì passati dallo Stretto 25 milioni di barili di petrolio iraniano"
Da lunedì scorso sono passati dallo Stretto di Hormuz più di 25 milioni di barili di petrolio iraniano, malgrado il blocco navale Usa ancora formalmente in vigore, ha reso noto il direttore della compagnia del petrolio nazionale iraniana, Hamid Bovard.
Media Teheran: "Delegazione iraniana lascia i colloqui in protesta contro Trump"
La delegazione negoziale iraniana ha lasciato la sede delle trattative in segno di protesta contro le minacce di Donald Trump. Lo riporta Tasnim citando una fonte vicina al team negoziale. I negoziati sono stati interrotti e rimangono in una situazione di stallo, ha aggiunto la fonte.
Qassem: "Costi pesanti ma Teheran più forte che mai"
Nonostante i pesanti costi sostenuti nella guerra contro Usa e Israele, l'Iran è uscito rafforzato come mai prima d'ora. Ad affermarlo è il segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, mentre in Svizzera si è svolto il primo round dei colloqui tra Teheran e Washington, con la mediazione di Pakistan e Qatar. "Il regime sionista ha cercato di annientare la Resistenza nella guerra contro l'Iran, ma non ha raggiunto questo obiettivo. Questa aggressione non ha raggiunto i suoi scopi, sebbene la parte sionista nutra ancora la speranza di un cambiamento della situazione", ha dichiarato il leader del gruppo sciita libanese alleato di Teheran. "Nonostante i pesanti costi, l'Iran è uscito rafforzato rispetto al passato e ha dimostrato di non voler rinunciare ai propri diritti", ha ancora detto Qassem. "Un cessate il fuoco che dia al regime sionista libertà d'azione significherebbe la continuazione dell'aggressione", ha argomentato il capo di Hezbollah, sottolineando che l'Iran non accettera' un piano del genere, che non è stato accettato negli ultimi 15 mesi. "La chiusura dello Stretto di Hormuz è uno strumento potente e il governo libanese dovrebbe sfruttare questa possibilità", ha concluso.
L'Idf mostra immagini del tunnel con armi trovato a Majdal Zoun in Libano
L'Idf pubblica le immagini di un'operazione condotta dall'unità del genio militare nel villaggio di Majdal Zoun, nel sud del Libano meridionale dopo la scoperta di un tunnel sotterraneo lungo oltre 200 metri e profondo 25, contenente centinaia di armi e quattro rampe di lancio. ''Durante l'operazione militare nella zona'', comunica l'Idf, ''sono stati uccisi oltre venti terroristi di Hezbollah, dieci dei quali appartenenti alle forze di élite di Hezbollah Radwan''.
Leader Hezbollah: "Non c'è alcuna zona di sicurezza per Israele in Libano"
Il leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha respinto qualsiasi ipotesi di zona di sicurezza israeliana in Libano, dopo che il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, ha promesso che le sue truppe rimarranno nel sud del Paese finché necessario. "La permanenza delle truppe israeliane sul territorio libanese è impossibile. Non esistono zone di sicurezza per Israele, abbiamo un esercito nazionale che interviene ed è responsabile della salvaguardia della sovranità, ed è con lui che collaboriamo", ha dichiarato Qassem in un discorso televisivo, aggiungendo che "Israele è un aggressore e deve andarsene".
Tasnim: "Gli iraniani hanno lasciato il tavolo per protesta"
"Il team negoziale iraniano ha abbandonato il luogo dei negoziati per protestare contro le minacce di Trump". Lo riporta l'agenzia stampa iraniana Tasnim in merito ai negoziati con gli Stati Uniti in Svizzera.
Ghalibaf: "Trump stia attento a quello che dice, il nostro esercito è pronto"
"Non pensano forse che se le loro minacce avessero avuto un qualche effetto, non sarebbero arrivati a questo punto di disperazione? Non diamo peso alle minacce degli americani. Farebbero meglio a stare attenti alle loro dichiarazioni, le nostre forze armate sono pronte a rispondere. Qualunque cosa dicano, saremo noi ad agire". Lo scrive su X il capo negoziatore iraniano Mohammed Ghalibaf rispondendo alle minacce di Donald Trump.
Media: "Negoziati sospesi per minacce di Trump"
La minaccia del presidente americano Donald Trump di far saltare in aria l'Iran se non riaprirà lo stretto di Hormuz ha fatto interrompere i negoziati a quattro che erano appena iniziati in Svizzera. E' quanto riporta l'agenzia iraniana Tasnim, vicina ai Pasadarn, citando una fonte informata. Le parole di Trump, ha spiegato ancora, "gettano un'ombra di incertezza sul proseguimento" dei colloqui.
Ghalibaf: "Usa attenti con minacce. L'esercito è pronto"
Gli Stati Uniti farebbero meglio a evitare minacce che fin qui si sono rivelate inutili perché l'Iran è pronto a rispondere, ma sul terreno con le armi. Il monito è arrivato dal presidente del parlamento Mohammad Ghalibaf, capo della squadra di negoziatori iraniani da oggi in Svizzera, dopo che il presidente Donald Trump ha ammonito Teheran ad aprire lo stretto di Hormuz o distruggerà il Paese. "Non si rendono conto che, se le loro minacce avessero sortito effetto, oggi non sarebbero arrivati a questo punto?", ha scritto su X. " Noi non diamo alcun peso alle minacce degli americani. Farebbero meglio a stare attenti alle loro dichiarazioni: le nostre forze armate sono pronte a rispondere in altro modo. Loro parlino quanto vogliono, noi agiamo", ha aggiunto.
L'alleato di Trump: "Se l'accordo fallisce ci prenderemo Hormuz"
Se l'accordo fallisce, "ci prenderemo lo Stretto di Hormuz" e "distruggeremo" l'Iran. Lo ha detto il falco senatore repubblicano Lindsey Graham in un'intervista a Cbs, riferendo di essere stato "quattro ore e mezzo venerdì con Trump". "Trump prenderà lo Stretto con la forza se l'intesa fallisce. Lo controlleremo e imporremo un pedaggio. Se l'Iran si oppone al nostro controllo, lo distruggeremo", ha spiegato Graham. Rivolgendosi al popolo libanese, Graham ha poi lanciato un messaggio: "I soccorsi sono in arrivo. Hezbollah terrorizza il vostro Paese da tanto tempo ma sta per finire".
Ora colloqui bilaterali con Qatar, incerti quelli a 4
Secondo quanto riportato dalla televisione di stato iraniana, in Svizzera sono iniziati i colloqui bilaterali tra le delegazioni di Teheran e del Qatar, a seguito della conclusione del primo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran, mediati da Pakistan e Qatar. "Non è ancora chiaro se i colloqui quadrilaterali proseguiranno o si interromperanno", ha affermato la televisione di Teheran.
Hezbollah respinge l'ipotesi di una zona cuscinetto israeliana
Il segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, ha respinto l'ipotesi di una zona di sicurezza israeliana in Libano, affermando che la permanenza di truppe israeliane sul territorio libanese è "impossibile". "E' impossibile che truppe israeliane restino su territorio libanese. Non esistono zone di sicurezza per Israele", ha dichiarato Qassem in un discorso televisivo. Il leader del movimento sciita ha aggiunto che il Libano dispone di "un esercito nazionale che si schiera sul territorio, responsabile della salvaguardia della sovranità", precisando che Hezbollah collabora con le forze armate libanesi. "Israele è un aggressore e deve andarsene", ha concluso Qassem.
Netanyahu: "Non faremo compromessi su nucleare o Hezbollah, è mia sacra missione"
Il Premier israeliano Benjamin Netanyahu ribadisce che Israele non farà compromessi nel prevenire che l'Iran acquisisca testate nucleari o nel mantenere pressioni su Hezbollah, ha affermato il Premier israeliano Benjamin Netanyahu mentre in Svizzera sono in corso i negoziati diretti fra Stati Uniti e Iran. "Qualunque sviluppo diplomatico sia registrato, non consentirò all'Iran di acquisire armi nucleari. Fino a che sarà Premier di Israele questo non accadrà", ha dichiarato, in un intervento a un memoriale per il 50esimo anniversario della morte del fratello Yoni, ucciso mentre comandava una forza di elite dell'Idf nell'operazione per il salvataggio degli ostaggi dell'aereo dirottato a Entebbe. "Ho dedicato a questa missione sacra la mia vita dal momento della morte di Yoni", ha aggiunto.
Segretario Energia Usa: "Ieri passate 67 nave"
"Ieri, 67 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz. Il giorno prima erè pressoché identico a quello precedente al conflitto". Lo ha affermato intervenendo a Fox News Chris Wright, il segretario americano all'Energia. Tuttavia secondo i dati di tracciamento delle navi da MarineTraffic, lo Stretto di Hormuz sembra essersi effettivamente chiuso poco prima delle 19 di ieri, senza che siano stati osservati transiti dopo quell'orario.
Pasdaran: "Stop ai negoziati se Israele non lascia il Libano"
L'Iran sospenderà i negoziati a quattro in Svizzera se Israele non lascerà il Libano. La minaccia è arrivata dall'agenzia iraniana Tasnim, vicina ai Pasdaran. "In caso di mancato rispetto del punto 1 dell'accordo di Islamabad tra i presidenti degli Stati Uniti e dell'Iran, ovvero la fine della guerra su tutti i fronti compreso il Libano, e la garanzia della sovranità e dell'integrità territoriale del Libano, qualsiasi negoziato tra l'Iran e gli Stati Uniti su tutte le altre questioni sarà sospeso", si legge.
Media Iran: "Nella prima sessione di colloqui non si è discusso di nucleare"
"Durante la prima sessione di colloqui durata 80 minuti" tra Stati Uniti e Iran in Svizzera "non si sono svolte negoziazioni riguardanti il programma nucleare iraniano". Lo conferma la tv iraniana aggiungendo che l'attenzione si è concentrata sull'attuazione del memorandum d'intesa e sulla situazione in Libano.
Media Iran: "Pausa nei colloqui per consultazioni interne"
Il primo round di colloqui tra Iran e Stati Uniti in Svizzera, con i mediatori di Pakistan e Qatar, si è interrotto per "consultazioni interne". Lo affermano i media iraniani tra cui Irna e Isna.
Media: "Programma nucleare non discusso nei colloqui"
I media statali iraniani affermano che il programma nucleare non è stato discusso nei colloqui odierni con gli Stati Uniti in Svizzera. "Nessun negoziato riguardante il programma nucleare iraniano ha avuto luogo durante il primo round di colloqui, durato 80 minuti", ha dichiarato l'emittente statale, aggiungendo che l'attenzione si è concentrata sull'attuazione del memorandum d'intesa tra Teheran e Washington e sulla situazione in Libano. La televisione di stato iraniana ha riferito di una pausa nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, mediati da Pakistan e Qatar in Svizzera, senza precisare quando riprenderanno.
Ghalibaf ai negoziati con la spilla sulla strage della scuola di Minab
"Minab168". E' la scritta sulla spilla che il capo negoziatore iraniano, il presidente del Parlamento Mohammed Ghalibaf, ha indossato ai colloqui con gli Stati Uniti, in ricordo delle vittime del bombardamento della scuola elementare femminile di Minab. Nell'attacco condotto da Usa e Israele, il più letale del conflitto, morirono 168 persone, soprattutto bambine di età compresa tra i 7 e i 12 anni. La stessa scritta campeggiava anche sull'aereo di Stato con cui Ghalibaf e tutta la delegazione sono arrivati in Svizzera. "Ritengo che i bambini oppressi di Minab e tutti i cari martiri dell'Iran stiano guardando ogni mia singola azione e condotta in ogni momento", ha scritto Ghalibaf su X con una sua foto di fronte all'aereo, dopo l'atterraggio a Zurigo. "Ci e si aspettano qualcosa da noi", ha sottolineato.
Herzog: "Intesa con gli Usa motivo di preoccupazioni legittime"
In un'intervista a Fox News, il presidente Isaac Herzog ha difeso quelle che definisce "legittime" preoccupazioni di Gerusalemme riguardo al memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran e ai negoziati per un accordo in corso in Svizzera. Il principale motivo di preoccupazione, ha precisato, riguarda l'influenza di Teheran sul conflitto israeliano tramite il suo alleato Hezbollah. "Non ci opponiamo certamente a una soluzione diplomatica della guerra, ma solleviamo preoccupazioni legittime e ne parliamo apertamente", ha dichiarato Herzog all'emittente Usa. Il presidente israeliano ha sottolineato, inoltre, che Gerusalemme e Beirut terranno un altro ciclo di colloqui diretti a Washington martedì "per raggiungere un accordo di pace". Tuttavia, ha avvertito che tale accordo "non potrà essere raggiunto se l'Iran ha così tanta influenza e sta cercando di intromettersi nel conflitto in Libano attraverso il suo alleato Hezbollah".
Tv Iran: "La delegazione iraniana protesta per gli attacchi di Trump"
La delegazione iraniana ai colloqui iniziati oggi in Svizzera ha presentato una protesta formale alla controparte statunitense per le ultime dichiarazioni del presidente Donald Trump contro Teheran. Lo ha riferito Press Tv. Ora "si stanno valutando le opzioni per una risposta adeguata alle recenti minacce verbali di Donald Trump", ha spiegato. Trump ha riferito di avere parlato con dirigenti iraniani e averli avvertiti che se non riapriranno lo stretto di Hormuz farà "saltare in aria" il Paese.
Netanyahu: "Rimaniamo nel sud del Libano finché sarà necessario"
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che le forze israeliane rimarranno nel sud del Libano "finché sarà necessario", promettendo inoltre di impedire all'Iran di acquisire armi nucleari. "Rimarremo nella zona di sicurezza nel sud del Libano finché sarà necessario per proteggere gli amati residenti del nord e tutti i cittadini di Israele. Nulla cambierà questo impegno", ha affermato Netanyahu, mentre in Svizzera si è concluso il primo round nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, con la questione del Libano al centro delle discussioni.
Netanyahu: "Non permetterò acquisto arma nucleare"
"Indipendentemente dagli sviluppi politici, non permetterò all'Iran di acquisire un'arma nucleare. Finché sarò Primo Ministro di Israele, ciò non accadra'". Lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, mentre in Svizzera si è svolto il primo round dei colloqui tecnici tra Stati Uniti e Iran.
Media: "Martedì riunione dei leader della coalizione su data scioglimento Knesset"
I leader della coalizione di governo dovrebbero riunirsi martedì sera per discutere la data dello scioglimento della Knesset, in un contesto caratterizzato da una serie di disaccordi all'interno dell'esecutivo, in particolare per le tensioni con i partiti ultraortodossi. Lo riferisce Ynet. Il Likud (partito del premier Netanyahu) e Sionismo Religioso non vogliono concedere agli ultraortodossi le leggi che richiedono, rischiando così critiche pubbliche a ridosso delle elezioni. D'altro canto, il primo ministro non vuole rompere i legami e mira a preservare il blocco di cui è a capo, in modo che i partiti della coalizione si presentino uniti alle elezioni.
Hezbollah: "Nessuna speranza su negoziati Israele-Beirut"
Hezbollah ha stroncato ogni aspettativa sui negoziati tra Libano e Israele. "Non nutriamo alcuna speranza che i colloqui diretti tra le autorità libanesi e israeliane a Washington possano portare a risultati positivi, poiché la loro base è errata", si legge in una nota dell'ufficio stampa del partito di Dio riportata dai media iraniani.
Governo libanese: "4.106 morti e 12.153 feriti dal 2 marzo"
Secondo un bilancio aggiornato del ministero della Salute pubblica libanese, almeno 4.106 persone sono state uccise e 12.153 ferite dall'inizio dei combattimenti tra Israele e Hezbollah, il 2 marzo. Tra le vittime, si contano 383 donne, 251 bambini e 135 operatori sanitari.
Netanyahu: "Restiamo nel Libano del sud per proteggere il nord di Israele"
"Mi impegno qui, sulla tua tomba, Yoni, e mi impegno davanti a voi, cittadini: lo Stato di Israele non sarà un episodio passeggero nella storia del nostro popolo. Difenderemo con fermezza i nostri interessi vitali. Rimarremo nella zona di sicurezza nel Libano meridionale per tutto il tempo necessario a proteggere i preziosi residenti del nord e tutti i cittadini dello Stato. In qualità di Primo Ministro di Israele, sono fermamente determinato su questo punto e nulla lo cambierà". Lo ha detto Benjamin Netanyahu durante la commemorazione del fratello, l'eroe d'Israele tenente colonnello Yonatan (Yoni) Netanyahu, nel 50mo anniversario della sua caduta in servizio ( il 4 luglio 1976 durante l'operazione di liberazione degli ostaggi a Entebbe, in Uganda). "Abbiamo ottenuto risultati straordinari e non vi rinunceremo. Per quanto riguarda l'Iran: qualunque siano gli sviluppi politici e diplomatici, non permetterò all'Iran di dotarsi di armi nucleari. Finché sarò Primo Ministro di Israele, questo non accadrà. A questo sacro obiettivo ho dedicato la mia vita sin dal giorno della tua caduta, Yoni", ha aggiunto il premier.
Idf: "Hezbollah in una posizione molto difficile, la tregua è fragile e noi pronti alla ripresa deo raid"
Il comandante militare israeliano, il generale Eyan Zamir, in visita alle forze nel sud del Libano garantisce che "Hezbollah è in una posizione molto difficile" dopo i raid di Israele. "Ha sofferto un colpo grave e significativo". L'obiettivo militare nel sud del Libano "rimane chiaro e immutato, vale a dire, difendere le comunità del nord e i cittadini di Israele". "Stiamo dirigendo tutti i nostri sforzi a questo fine", ha precisato. "Il cessate il fuoco che è stato chiarato è fragile. E dobbiamo rimanere a un alto livello di prontezza alla ripresa delle operazioni di conbattimento, per sventare nuove minacce, a una rapida transizione ad azioni offensive se richiesto. Tutte le risorse dell'Idf sono allocate a questo scopo".
Media: "Dopo 80 minuti pausa nei negoziati in Svizzera"
Dopo 80 minuti di colloqui, l'incontro a quattro tra Iran e Stati Uniti in Svizzera, alla presenza dei mediatori pakistani e qatarioti, è stato sospeso per una pausa e per consultazioni interne. Lo ha riferito la televoisione di stato iraniana.
Pezeskhian: "Missili fuori dai negoziati per cambio della linea Usa"
I negoziati non verteranno sui missili iraniani dopo che gli Stati Uniti hanno cambiato idea. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, mentre in Svizzera hanno preso il via i primi colloqui tecnici tra Washington e Teheran, mediati da Pakistan e Qatar, dopo la firma del Memorandum d'intesa nei giorni scorsi. Secondo Pezeshkian, "in passato gli Stati Uniti chiedevano negoziati sui nostri missili ma poi hanno cambiato posizione. Il cambiamento di approccio nei nostri confronti è il risultato del sacrificio delle nostre forze nell'esercito e nelle Guardie Rivoluzionarie, e della nostra unità nazionale".
Finito il primo round di colloqui in Svizzera
Si è chiuso il primo round di colloqui tra Usa e Iran in Svizzera. Lo riporta Reuters.
Capo Idf: "Hezbollah ha subito duro colpo e si trova in una posizione molto difficile"
''Hezbollah ha subito un colpo duro e significativo, si trova in una posizione molto difficile. Solo negli ultimi due giorni, abbiamo neutralizzato una fila significativa del comando intermedio all'interno delle Unità Badr (di Hezbollah, operante tra il Litani e Sidone) di altre unità''. Lo ha detto il capo di Stato maggiore israeliano, Eyal Zamir, durante una valutazione situazionale tenuta oggi nel Libano meridionale, dove ancora operano truppe israeliane. ''Siamo pronti a continuare a operare e a impedire la riabilitazione di Hezbollah. Una delle lezioni fondamentali del massacro del 7 ottobre è che non permetteremo più alle organizzazioni terroristiche radicali si insediarsi lungo i nostri confini''.
Trump: "Deluso che Israele non riesca a sradicare Hezbollah"
Trump, riporta l’emittente americana Fox News, starebbe valutando di mettere la Siria in condizione di intervenire nel Libano meridionale contro Hezbollah. L’esercito israeliano non è in grado di “fare nulla” senza “abbattere edifici”, ha dichiarato oggi Trump all’emittente parlando della guerra in Libano, sottolineando di essere deluso dal fatto che Israele non riesca a “sradicare” Hezbollah.
Idf: "Hezbollah si trova in situazione molto difficile"
Il movimento filo-iraniano Hezbollah si trova in una "situazione molto difficile". Lo ha dichiarato il capo di stato maggiore dell'esercito israeliano durante una visita alle truppe schierate nel Libano meridionale. "Hezbollah ha subito un colpo grave e significativo", ha affermato il tenente generale Eyal Zamir, aggiungendo che l'esercito è pronto "a continuare le sue operazioni per impedirne la ricostruzione". "Hezbollah si trova in una situazione molto difficile", ha sottolineato, secondo quanto riferito in un comunicato militare.
Idf: "Tregua fragile quindi sempre pronti a intervenire"
Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) definiscono "fragile" il cessate il fuoco tra Israele e Libano, mantenendo un "alto livello di prontezza" per la ripresa dei combattimenti. Il capo di stato maggiore delle Idf ha dichiarato che il cessate il fuoco tra Israele e Libano è stato definito "fragile", motivo per cui "dobbiamo mantenere un alto livello di prontezza" per la ripresa delle operazioni di combattimento, l'eliminazione delle minacce e una rapida transizione alla ripresa delle operazioni, se necessario. "Tutte le risorse delle Idf sono allocate a questa missione", ha aggiunto, alla luce del rifiuto di Israele di ritirarsi dalla zona di sicurezza controllata dall'esercito israeliano nel Libano meridionale, a seguito dell'accordo di cessate il fuoco raggiunto venerdi' tra Israele e Hezbollah.
Capo Idf: "Cessate fuoco con il Libano è fragile, pronti per rispondere alle minacce"
''Il cessate il fuoco dichiarato è fragile e dobbiamo mantenere un alto livello di prontezza per l'eliminazione delle minacce che si presentano e per una rapida transizione alla ripresa delle operazioni, se necessario''. Lo ha detto il capo di Stato maggiore Eyal Zamir nel corso di una valutazione situazionale condotta nel sud del Libano, come riportato dal portavoce dell'Idf. ''Siamo impegnati in un'operazione su più fronti e continuiamo a difenderci dall'organizzazione terroristica Hezbollah. Il nostro obiettivo rimane chiaro: difendere le comunità del nord di Israele e i civili israeliani. È a questo che stiamo lavorando ed è ciò che guida tutti i nostri sforzi. Anche le operazioni nelle aree di Ali al-Taher e Beaufort sono finalizzate a questo scopo, in quanto si tratta di un'infrastruttura militare sotterranea che Hezbollah ha impiegato vent'anni a costruire'', ha aggiunto Zamir.
Herzog: "Vogliamo la pace con il Libano, l'Iran ci ostacola attraverso Hezbollah"
''Martedì, Israele e Libano riprenderanno un altro ciclo di colloqui a Washington per raggiungere un accordo di pace, ma un accordo di pace tra Israele e Libano non può essere raggiunto se l'Iran ha così tanta influenza e cerca di intromettersi nel conflitto in Libano attraverso un'organizzazione terroristica riconosciuta come tale, il suo alleato Hezbollah. Deve essere chiaro che l'Iran non può essere coinvolto in Libano, perché altrimenti indebolisce la leadership libanese, che vuole fare la pace con noi, e noi vogliamo fare la pace con loro''. Lo ha detto il presidente israeliano Isaac Herzog in un'intervista a Fox News, come riportato in una nota dall'ufficio del capo dello Stato. ''Lo dico al mondo intero: come si può pensare di raggiungere la pace tra Israele e Libano quando Hezbollah sta di fatto prendendo il controllo del Libano? Qualcuno deve fare il lavoro. Purtroppo, tocca ai nostri soldati. Non vedo nessun altro che possa farlo, a meno che non si arrivi a una soluzione diplomatica che chiarisca che Hezbollah va disarmato e privato della sua capacità di ostacolare il processo di pace''. Rispetto alle tensioni con l'amministrazione Usa, Herzog ha aggiunto che ''esiste un dialogo costruttivo tra Israele e gli Stati Uniti, a tutti i livelli. Possiamo avere delle divergenze. Sollevare preoccupazioni è assolutamente legittimo, perché noi, Israele, siamo in prima linea in questa guerra''.
Media: "Gli Usa vorrebbero suggellare il primo round di colloqui con invito dell'Iran agli ispettori dell'Onu"
"Gli Stati Uniti vorrebbero che il primo round di colloqui si concludesse con un invito iraniano per gli ispettori dell'Onu a visitare i suoi siti nucleari, che sono stati bombardati dagli Stati Uniti e Israele". Lo riferisce su X il giornalista di Axios Barak Ravid, citando due fonti regionali e ricordando che l'ultima visita del genere ha avuto luogo nel giugno 2025.
Trump: "Hamas non causa problemi. Tutto collegato all'Iran"
In merito alla situazione nella Striscia di Gaza, il presidente Usa Donald Trump ha valutato positivamente la situazione nell'enclave palestinese. "Hamas non sta causando molti problemi. Il processo deve fare il suo corso", ha dichiarato in un'intervista a Fox News. "L'attenzione dovrebbe essere sull'Iran. Una volta risolta la questione iraniana, molte altre cose si sistemeranno da sole", ha assicurato il capo della Casa Bianca.
Media Teheran: "Delegazione iraniana ha rifiutato stretta mano e foto con i negoziatori Usa"
"La delegazione americana e gli organizzatori dell'incontro negoziale avevano previsto che all'inizio della riunione multilaterale ci fosse una stretta di mano e una foto di gruppo tra le delegazioni iraniana e americana", ma "il capo del team negoziale iraniano e i membri della delegazione si sono opposti a queste formalità e hanno annunciato che non avrebbero partecipato alla foto di gruppo con la delegazione americana". Lo riporta l'agenzia semi-ufficiale iraniana Tasnim citando una fonte vicina al team negoziale di Teheran. "A seguito dell'opposizione iraniana e della sua assenza dalla cerimonia, la diretta streaming e la foto di gruppo si sono svolte senza la delegazione iraniana, che è poi entrata nella sede dell'incontro".
Wafa: "2 palestinesi uccisi dai raid israeliani a Khan Younis, tra cui una bambina"
Due palestinesi, tra cui una bambina, sono stati uccisi in un attacco di droni dell'Idf nell'area di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo riporta l'agenzia stampa palestinese Wafa.
Pakistan: "A Hormuz niente dazi per 60 giorni"
L'Iran non introdurrà dazi di transito per le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz per i prossimi 60 giorni. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri pakistano, Muhammad Ishaq Dar, in un'intervista al canale televisivo saudita Al Arabiya. "Durante questo periodo di 60 giorni, non saranno applicate tasse di transito nello Stretto di Hormuz", ha affermato il capo della diplomazia del Pakistan, paese mediatore nei colloqui tra Usa e Iran. Dar ha inoltre sottolineato che la situazione nello Stretto "deve tornare a com'era prima della guerra". Il ministro degli Esteri pakistano ha aggiunto che la Cina sostiene il libero passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz in entrambe le direzioni senza imporre dazi.
Teheran: "Nessuna foto degli incontri a 4 in Svizzera"
Iran e Stati Uniti si parlano per la prima volta da molto tempo in Svizzera, con la mediazione di Pakistan e Qatar. Ma nessuno vedrà le immagini dei negoziatori attorno allo stesso tavolo. A chiarirlo è stata l'agenzia iraniana Isna. "In base agli accordi e alle intese precedenti, non sarà diffusa alcuna foto o video sui colloqui a quattro e alle sessioni di dialogo all'hotel di Buergenstock", ha riferito. La delegazione iraniana è guidata dal presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, e con lui c'è anche il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi. Per gli Usa sono arrivati in Svizzera il vicepresidente JD Vance, l'inviato speciale di Donald Trump, Steve Witkoff, e suo genero Jared Kushner. A fare da mediatori sono invece per il Pakistan il premier Shehbaz Sharif e il capo di Stato maggiore Asim Munir, e per il Qatar il primo ministro Mohammed al-Thani.
Trump: "Israele non ha sconfitto Hezbollah. Siria avanti"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato a Fox News di essere deluso dal fatto che Israele non abbia ancora "allontanato" Hezbollah in Libano, suggerendo che la Siria potrebbe entrare in azione per farlo. In merito alla guerra in corso in Libano, il capo della Casa Bianca ha affermato che le Forze di Difesa Israeliane (Idf) non possono fare nulla senza demolire edifici. Infine Trump ha detto di essere vicino a dare al presidente siriano Ahmed al-Sharaa il potere di entrare nel Libano meridionale per combattere Hezbollah.
Sharif ringrazia Trump per la sua "leadership visionaria"
Il primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif, che ha svolto un ruolo chiave di mediatore tra Washington e Teheran, ha ringraziato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per la sua "leadership visionaria e molto dinamica che ha portato a questo incontro". "Credo che qui avremo discussioni proficue che, si spera, porteranno a risultati molto produttivi in futuro", ha dichiarato Sharif, secondo quanto riportato dal Guardian.
Trump valuta Siria per Hezbollah: "Israele non sa fare nulla senza abbattere edifici"
Donald Trump si è detto deluso dal fatto che Israele non riesca a neutralizzare Hezbollah. "Non sanno fare nulla senza abbattere edifici", ha detto in un'intervista a Fox tornando a criticare l'alleato e aprendo alla possibilità di dare carta bianca alla Siria. "Si riferisce all'idea di mettere il presidente siriano in condizione di intervenire concretamente nel Libano meridionale per combattere Hezbollah", ha spiegato il giornalista di Fox che ha intervistato il presidente.
Vance: "Grandi progressi su cessate il fuoco in Libano"
Il vicepresidente americano Jd Vance ha assicurato che sono stati fatti passai avanti nel cessate il fuoco in Libano, nonostante anche oggi vi siano stati sette morti in attacchi israeliani. "Negli ultimi due giorni abbiamo assistito a grandi progressi", ha detto da Lucerna dove sono iniziati i colloqui con l'Iran. Il presidente Donald "Trump è determinato a ottenere un cessate il fuoco completo nella regione", ha assicurato.
Iran-Usa, Vance: "A Lucerna già progressi nei colloqui"
Trump: "L'Iran fermi Hezbollah o lo colpiremo molto duramente"
Donald Trump ha ammonito l'Iran a fermare Hezbollah in Libano o ne pagherà il prezzo. "L'Iran deve impedire immediatamente ai loro sodali altamente pagati in Libano di causare problemi. Se non lo fanno, colpiremo di nuovo l'Iran molto duramente, proprio come abbiamo fatto la scorsa settimana, solo più forte", ha avvertito il presidente americano in un post su Truth.
Trump: "Se non aprono Hormuz li farò saltare in aria"
Il presidente Donald Trump minaccia di "far saltare in aria" l'Iran se non riapre lo Stretto di Hormuz. Le parole incendiarie del presidente Usa, in un'intervista a Fox News, giungono mentre in Svizzera si sono aperti i colloqui tecnici diretti tra Usa e Iran, con la mediazione di Pakistan e Qatar. "Se lo chiudete, non avrete più un Paese. Li farò saltare in aria. Gli Stati Uniti prenderanno il controllo dello stretto, se necessario", ha dichiarato Trump a Fox News, riportando ciò che avrebbe detto ai funzionari iraniani. "Non riuscirete nemmeno a tornare nel vostro fottuto Paese", ha avvertito, prospettando che gli Stati Uniti potrebbero diventare "l'angelo custode dello Stretto di Hormuz e prendersi il 20% del petrolio". "Se non raggiungono un accordo, imporremo dei pedaggi", ha ancora tuonato Trump, minacciando gli iraniani mentre si aprono i negoziati in Svizzera.
Trump: "Dopo la scadenza dei 60 giorni posso fare quello che voglio in Iran"
Il presidente iraniano "farebbe meglio a tirare dritto, altrimenti ci prenderemo il suo paese". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Fox, sottolineando che dopo i 60 giorni fissati per i colloqui può fare "tutto quello che vuole".
Trump all'Iran: "Se chiudete Hormuz non avrete più un paese"
Donald Trump ha detto a Fox di aver parlato con gli iraniani nella notte, avvertendoli di non chiudere lo Stretto. "Se lo chiudete, non avrete più un Paese. Non riuscirete nemmeno a tornare nel vostro fottuto Paese", ha detto il presidente riferendo il suo messaggio a Teheran.
Dal premier del Qatar plauso alla determinazione delle due parti
Nel suo intervento ai colloqui in corso in Svizzera tra Usa e Iran, il primo ministro del Qatar - paese mediatore - Mohammed Al Thani ha ringraziato le delegazioni dei due paesi per il loro impegno a favore della pace in Medio Oriente. Al Thani è intervenuto al fianco del vice presidente Usa J.D Vance e del premier pakistano Shebbaz Sharif. "Credo che ognuno di voi abbia sottolineato l'importanza e la portata storica di questo incontro, non solo per la sicurezza della regione, ma anche per la sicurezza del mondo e per l'economia globale", ha affermato Sheikh Mohammed. "Desidero ringraziarvi tutti per la vostra leadership e la vostra determinazione, che ci hanno permesso di essere qui. Questa non è la celebrazione principale, ma solo l'inizio, e auguro a tutti il meglio. Il Qatar rimarrà fedele a questa partnership e sosterrà la mediazione fino alla fine, fino al raggiungimento di una soluzione", ha assicurato il premier qatariota.
Trump: "Possiamo prenderci Hormuz se necessario e imporre pedaggi"
"Se l'Iran non raggiungerà un accordo, riscuoteremo pedaggi nello Stretto di Hormuz". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Fox, senza escludere che gli Stati Uniti possano prendere il controllo dello Stretto. "Potremmo farlo, se necessario", ha aggiunto sottolineando che gli Stati Uniti potrebbero diventare i 'Guardian Angel' dello Stretto e prendersi il 20% del petrolio.
Vance: "Trump impegnato a un cessate il fuoco completo nella regione"
Negli ultimi giorni ci sono stati progressi significativi per mantenere il cessate il fuoco in Libano. Lo ha detto il vicepresidente statunitense JD Vance, sottolineando che Donald Trump è impegnato al raggiungimento di un cessate il fuoco completo nella regione.
Vance: "Incontro storico, rimodellare il Medio Oriente con la diplomazia"
Il vicepresidente JD Vance parla di "incontro storico" in Svizzera e spiega che l'obiettivo degli Stati Uniti "è rimodellare il Medio Oriente attraverso la diplomazia. Ora immaginiamo un futuro di collaborazione per promuovere la pace e la prosperità".
Iran, Islamabad: "Accetta di ridurre scorte uranio arricchito"
L'Iran ha accettato di ridurre le scorte di uranio arricchito nel contesto dei negoziati in corso con gli Stati Uniti. Lo ha dichiarato alla rete Al Arabiya Muhammad Ishaq Dar, ministro degli Esteri del Pakistan, Paese che sta agenda da mediatore ai colloqui in Svizzera tra i due rivali insieme al Qatar. "Dobbiamo essere pazienti e raggiungeremo risultati soddisfacenti sia per gli Stati Uniti che per l'Iran", ha aggiunto.
Vance: "Trump ci ha chiesto di voltare pagina"
Donald Trump ci ha chiesto di "voltare pagina". Lo ha detto il vicepresidente JD Vance in Svizzera, sottolineando che gli Stati Uniti sono disposti a trasformare i rapporti con l'Iran se quest'ultimo rinuncerà al nucleare.
Vance ringrazia Trump: "Non vogliamo tornare a fare le cose alla vecchia maniera"
"Voglio ringraziare Donald Trump perché ci ha messo nella condizione di trovare una soluzione per temi che stanno a cuore agli Stati Uniti e al resto del mondo. La questione ora è quanto altro possiamo ottenere in Medio Oriente". Lo ha detto il vicepresidente JD Vance in Svizzera, sottolineando che la "preferenza" degli Stati Uniti "non è tornare a fare le cose alla vecchia maniera".
Vance: "Abbiamo fatto progressi nelle ultime ore, speriamo di farne altri"
"Abbiamo fatto progressi nelle ultime ore". Lo ha detto il vicepresidente JD Vance in Svizzera per i colloqui con l'Iran, augurandosi che ulteriori progressi possano essere fatti nelle prossime ore.
Iran, quattro paesi regione chiedono "rapidi progressi"
Riuniti al Cairo, i ministri degli Esteri e gli inviati di Pakistan, Turchia, Arabia Saudita ed Egitto, hanno sollecitato "rapidi progressi" nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, mentre i negoziati tra i due Paesi rivali sono in corso in Svizzera. In una dichiarazione congiunta, i ministri hanno chiesto una "rapida e positiva conclusione" dei negoziati tra Usa e Iran, volti a raggiungere una soluzione alle questioni in sospeso che sia "duratura, verificabile e reciprocamente accettabile", tenendo conto delle preoccupazioni regionali, in particolare della sicurezza e della stabilita' degli Stati del Golfo. L'Arabia Saudita, colpita dagli attacchi iraniani durante il conflitto, si era unita al mediatore del Pakistan insieme a Turchia ed Egitto nel facilitare i negoziati a poche settimane dall'inizio della guerra in Medio Oriente.
Qatar: "Creati gruppi di lavoro tecnici per accordo finale Usa-Iran"
Il consigliere del Primo Ministro e portavoce ufficiale del Ministero degli Affari Esteri del Qatar, Majed bin Mohammed Al Ansari, ha annunciato che sono stati istituiti "gruppi di lavoro tecnici e di esperti specializzati per negoziare le disposizioni di un accordo definitivo che copra tutti gli aspetti del memorandum d'intesa" tra Iran e Usa. Lo si legge su X. Al Ansari aggiunge inoltre che sono stati costituiti anche "gruppi di follow-up incaricati di supervisionare l'attuazione del memorandum e di monitorare i progressi verso la conclusione di un accordo definitivo, a testimonianza dell'impegno di tutte le parti a portare avanti il processo negoziale in buona fede e a raggiungere un accordo globale e sostenibile".
Prima nave container arriva in porto iraniano dopo la revoca del blocco Usa
La prima nave portacontainer, con a bordo diverse merci, ha attraccato questa mattina al porto iraniano di Shahid Rajaee, nel Golfo Persico, nella provincia di Hormozgan, dopo la revoca del blocco statunitense. Secondo l'agenzia di stampa Fars, la nave scaricherà 2.900 container al porto di Shahid Rajaei e ne caricherà oltre 3.100 destinati all'esportazione. Le operazioni di carico e scarico richiederanno circa 3 giorni. Altre quattro navi sono in arrivo al porto di Shahid Rajaei per scaricare diverse merci. L'Iran ha di nuovo chiuso lo Stretto di Hormuz e solo le navi dirette in Iran possono attraversare questa via navigabile.
Libano, Herzog: "Pace impossibile causa forte influenza Iran"
Secondo il presidente israeliano Isaac Herzog, la forte influenza dell'Iran in Libano rende impossibile il raggiungimento della pace con Israele. "Un accordo di pace tra Israele e Libano non puo' esistere se l'Iran esercita un'influenza cosi' grande. Come si puo' raggiungere la pace tra Israele e Libano quando Hezbollah ha preso il controllo del Libano? Si tratta di un'organizzazione terroristica armata dalla testa ai piedi dall'Iran", ha dichiarato Herzog in un'intervista a Fox News, incentrata sulla possibilita' di un accordo. In merito alle relazioni tra Israele e gli Stati Uniti, Herzog ha affermato che "hanno relazioni molto strette. Esprimere preoccupazioni e' del tutto legittimo, perche' Israele e' in prima linea in questa guerra. Siamo noi ad assorbire i missili iraniani".
Iran, riunione Pakistan, Arabia Saudita, Turchia ed Egitto
Il ministero degli Esteri pakistano ha annunciato l'apertura al Cairo della riunione ministeriale R-4, che ha riunito i ministri degli Esteri di Pakistan, Egitto, Arabia Saudita e Turchia. In un post su X, il portavoce Tahir Andrabi ha dichiarato che i ministri si sono incontrati "in un formato ristretto" per discutere "degli sviluppi regionali, dell'attuazione del Memorandum d'intesa di Islamabad e delle aree prioritarie di cooperazione". Ha aggiunto che i quattro Paesi hanno ribadito "il loro impegno per il dialogo, la diplomazia e la responsabilita' regionale nell'affrontare le sfide comuni". Andrabi ha concluso affermando che "Pakistan, Arabia Saudita, Turchia ed Egitto continuano ad approfondire la cooperazione per una regione piu' pacifica, stabile e connessa".
Media: "Idf in dura battaglia per conquistare sito Hezbollah, 30 miliziani assediati"
"L'esercito israeliano sta combattendo una dura battaglia nell'area di Beaufort e nei pressi del fiume Litani, nel sud del Libano, per distruggere il grande complesso sotterraneo di Hezbollah dove sono assediati circa 30 terroristi. Fonti militari stimano che si tratti di una risorsa di grande importanza per il gruppo sciita filoiraniano". Lo riferisce Channel 12. Il vasto complesso sotterraneo si estende su diverse aree nella zona di Beaufort, con una delle principali situata vicino alla cresta di Ali Taher e al Litani. È costituito da diversi sotto-complessi collegati a un'unica rete di tunnel, utilizzata da Hezbollah per condurre i combattimenti. Le forze di difesa israeliane - riferisce l'emittente - definiscono gli scontri intorno al complesso come il principale impegno militare nel Libano meridionale in questa fase. Fonti militari stimano che si tratti di una posizione strategica, motivo per cui la battaglia per il suo controllo è proseguita negli ultimi giorni. Le autorità militari sottolineano che per distruggere l'infrastruttura è necessario raggiungerla fisicamente, entrare e farla esplodere dall'interno.
Qatar conferma inizio colloqui sull'Iran in Svizzera, presente il Pakistan
Il Qatar, mediatore nei negoziati sull'Iran, ha confermato l'avvio dei colloqui in Svizzera tra Stati Uniti e Iran, riferendo che vi partecipa anche l'altro Paese mediatore, il Pakistan. Doha ha affermato di auspicare che questi incontri portino a "un accordo globale e duraturo che affronti tutte le questioni sollevate nel memorandum d'intesa" firmato mercoledì da Teheran e Washington.
Iran, ministro Pakistan: "Giorni più difficili davanti a noi"
Si prospettano i giorni piu' difficili nel corso dei colloqui tra Stati Uniti e Iran appena cominciati in Svizzera. Lo ha dichiarato in un'intervista ad Al-Arabiya il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar, che in mattinata ha incontrato separatamente sia la delegazione statunitense che quella iraniana, prima dell'avvio dei colloqui tecnici diretti tra le parti rivali, mediati dal Pakistan e dal Qatar, ora in corso. In una serie di dichiarazioni di Dar postate su X da Al-Arabiya, emerge che "e' stato raggiunto un accordo per ridurre il livello di arricchimento dell'arsenale nucleare iraniano". Dar ha affermato, inoltre, che Stati Uniti e Iran sono giunti alla conclusione che la diplomazia sia la soluzione. Dar ha anche espresso la speranza che i colloqui procedano positivamente, prospettando che "cio' che ci attende sara' piu' difficile nel corso dei colloqui" bilaterali.
Iran,, Tasnim: "Ghalibaf ha incontrato prima vertici del Pakistan"
L'agenzia di stampa Tasnim ha riferito che il presidente dell'Assemblea consultiva islamica e capo della delegazione negoziale dell'Iran, Mohammad Baqer Qalibaf, ha incontrato a Zurigo il premier del Pakistan Shehbaz Sharif e il comandante dell'esercito pakistano Asim Munir. L'obiettivo dell'incontro - che ha preceduto i colloqui tecnici diretti con gli Stati Uniti, mediati da Pakistan e Qatar - e' stato quello di dare seguito ai precedenti e chiedere l'attuazione degli impegni assunti da Washington nell'Accordo di Islamabad, in particolare il primo paragrafo dell'accordo sulla fine della guerra su tutti i fronti.
Iran, Tasnim: "Nessuna intenzione di negoziare con Grossi"
L'Iran non ha alcun motivo per negoziare con il direttore generale dell'AIEA, Rafael Grossi, e la sua presenza in Svizzera non implica un suo coinvolgimento diretto nei negoziati tra Teheran e Washington. Lo ha dichiarato all'agenzia Tasnim una fonte vicina al team negoziale a Ginevra. "Gli americani volevano la presenza di Grossi ai colloqui, ma l'Iran si e' opposto", ha affermato. Secondo questa fonte ben informata, rimasta anonima, l'obiettivo del team negoziale e' semplicemente quello di adempiere all'articolo 13 del Memorandum d'intesa, con particolare attenzione all'articolo 1 e a questioni come il rilascio dei beni iraniani e la revoca delle sanzioni petrolifere.
Usa, Trump: "Paese sta andando alla grande, vinciamo su tutti i fronti"
"Buona Festa del papà! Il nostro Paese sta andando alla grande". Lo scrive in un post sul suo social Truth il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. "Numeri record di posti di lavoro e Borsa, la migliore economia di sempre! Il migliore esercito del mondo, di gran lunga. Stiamo vincendo su tutti i fronti, vincendo come mai prima d'ora. Dio vi benedica tutti!!!", conclude il leader statunitense.
L'aereo di Ghalibaf verso la Svizzera commemora "i bambini di Minab"
"Considero i bambini innocenti di Minab e tutti i martiri del nostro caro Iran come costantemente testimoni delle mie azioni e del mio comportamento. Loro ci vedono e si aspettano qualcosa da noi": lo afferma il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher, in un post su X pubblicato ieri sera, in concomitanza con l'arrivo in Svizzera per i negoziati con gli Usa. Il riferimento è alle vittime del raid contro la scuola Shajareh Tayyebeh a Minab nella Repubblica Islamica, avvenuto lo scorso 28 febbraio, il primo giorno della guerra tra Usa, Israele e Iran: si calcola che ne siano rimaste vittime oltre 170 persone, in gran parte bambini. "Possa Dio fare in modo che io non debba vergognarmi dei martiri innocenti e del popolo iraniano, e che possa raggiungere a testa alta i miei compagni, che attendo di rivedere contando ogni istante", si legge ancora nel post di Ghalibaf. Ancora oggi il caponegoziatore iraniano ha postato un altro video, generato dall'Ia, nel quale si vede un bambino che gli consegna uno zainetto poco prima che lui salga sull'aereo. Ghalibaf quindi prende posto tra i sedili, ognuno con uno zainetto da scolaro.
Media Iran, iniziati i colloqui con gli Usa sul Libano e i fondi congelati
"Un incontro tripartito che coinvolge Iran, Stati Uniti e Qatar sui temi di un cessate il fuoco globale in Libano e dei beni iraniani congelati è attualmente in corso presso la sede dei negoziati", un hotel di lusso nella Svizzera centrale, a seguito del memorandum d'intesa iraniano-americano conclusosi questa settimana.
Iran: media, Grossi partecipa ai colloqui tecnici in Svizzera
In un post su X, Rafael Grossi ha dichiarato di trovarsi a Burgenstock, in Svizzera, dove sono cominciati i colloqui tra le delegazioni iraniana e statunitense, per "fare il punto sugli ultimi sviluppi". Fonti concordanti affermano che non e' ancora chiaro se il capo dell'Aiea partecipera' attivamente ai negoziati o meno.
Media Iran: "Hormuz chiuso finché non sarà rispettata la tregua in Libano"
Lo Stretto di Hormuz non sarà riaperto finché non sarà rispettato il cessate il fuoco in Libano. Lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, citando una fonte vicina al team negoziale. La fonte ha aggiunto che la via navigabile rimarrà chiusa anche fino al rilascio delle deroghe che consentirebbero la vendita di petrolio iraniano.
Grossi (Aiea) partecipa ai colloqui tecnici in Svizzera
Il capo dell'agenzia nucleare delle Nazioni Unite, Rafael Grossi, partecipera' ai colloqui tecnici di oggi in Svizzera tra
Iran e Stati Uniti, con i mediatori del Pakistan e del Qatar. Lo riferiscevil quotidiano Times of Israel che cita una fonte ben informata, rimasta nell'anonimato. A margine del vertice in Svizzera per negoziare l'accordo tra Stati Uniti e Iran, il capo dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) ha incontrato il ministro degli Esteri svizzero, Ignazio Cassis.
Media Iran: iniziati i colloqui su Libano e fondi congelati
L'Iran ha avviato a Lucerna i colloqui con gli Stati Uniti e il Qatar sul Libano e i fondi congelati. Lo rende noto la televisione di Stato iraniana.
Gaza, almeno nove morti e 41 feriti negli ultimi raid israeliani
Sono almeno nove le vittime causate dagli attacchi israeliani sulla Striscia di Gaza nell'arco delle ultime 24 ore, mentre i feriti sarebbero 41. Lo rende noto il ministero della Salute dell'enclave palestinese.
Katz: nessuna restrizione a interventi Idf
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha assicurato che ai militari dell'esercito israeliano impegnati in Libano non sono mai state imposte limitazioni nel contrastare ed eliminare le minacce, né tali restrizioni esistono oggi. Katz ha inoltre escluso un ritiro di Israele dalla cosiddetta zona di sicurezza, spiegando che la tregua in vigore consente all'Idf di mantenere tutte le posizioni occupate al suo interno. Si tratta, secondo il ministro, di un'area pensata per garantire la protezione degli insediamenti situati nel nord del Paese.
Katz: "Non ci ritiriamo dalla zona di sicurezza in Libano nonostante la tregua"
"Come ha chiarito il premier Benjamin Netanyahu, e io stesso, Israele non si ritirerà dalla zona di sicurezza in Libano. Il cessate il fuoco annunciato ieri lascia l'Idf in tutte le posizioni occupate all'interno della zona di sicurezza. Non vi è stata e non vi è alcuna limitazione all'azione dell'Idf in Libano per rimuovere le minacce", afferma il ministro della Difesa Israel Katz in una nota ufficiale. "Tutti i risultati ottenuti dall'Idf in Libano vengono mantenuti. Le nostre forze restano nella zona di sicurezza lungo la Linea Gialla e da lì operano contro terroristi e siti più all'interno del territorio", ha aggiunto.
Via ai colloqui sull'Iran, incontro tra delegazione Usa e Pakistan
Via ai primi colloqui sull'Iran al Bürgenstock Resort a Lucerna. Il vicepresidente JD Vance e gli inviati speciali Steve Witkoff e Jared Kushner hanno accolto i mediatori pakistani: il premier Shehbaz Sharif e il capo di stato maggiore dell' esercito, il Feldmaresciallo Asim Munir, secondo il pool di reporter che segue Vance. Si sono stretti la mano, abbracciati e ringraziati a vicenda. I giornalisti sono stati fatti entrare nella sala per meno di un minuto. Vance ha detto che parlerà con loro più tardi e non ha risposto a una domanda sul messaggio che avrebbe voluto rivolgere al premier israeliano sulle azioni militari in Libano.
Israele: "Nessuna restrizione per l'Idf in Libano contro le minacce"
Il ministro della Difesa israeliano: “Non c'è mai stata e non c'è alcuna restrizione per i soldati delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) in Libano nell'agire per eliminare le minacce”. Lo riporta Reuters.
Iran, Pezeshkian: "Non rinunciamo ad arricchimento uranio"
L'Iran non rinuncia all'arricchimento dell'uranio. Lo ha chiarito a Tasnim il presidente della Repubblica Islamica, Masoud Pezeshkian. "Gli Stati Uniti chiedono all'Iran di non costruire una bomba atomica. Non e' una novita', e possiamo anche affermare per iscritto di non avere alcuna intenzione di costruire una bomba. Tuttavia, non rinunceremo al nostro diritto all'arricchimento dell'uranio, e l'altra parte non avra' altra scelta che accettarlo", ha dichiarato Pezeshkian, "con l'avvio dei negoziati, i 6 miliardi di dollari che abbiamo in Qatar saranno sbloccati".
Teheran: "Niente accordo con Usa senza fine guerra in Libano"
L'Iran ha avvertito che non avrebbe avviato colloqui su un più ampio accordo con gli Stati Uniti a meno che la guerra in Libano non finisca. "Senza l'attuazione di queste disposizioni, in particolare il paragrafo 1 (cessazione della guerra su tutti i fronti, incluso il Libano), l'ingresso nella fase negoziale per l'accordo finale non è possibile", ha scritto sui social il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baqaei, riferendosi a una clausola nell'accordo-quadro firmato settimana scorsa da Teheran e Washington.
Il Papa: “Il mondo ha tanto bisogno di pace e di speranza”
Il Pontefice ha invitato i cristiani a non cedere alla paura di fronte a “ostilità e persecuzioni”, richiamando alla fedeltà al Vangelo e alla perseveranza. Ha, inoltre, sottolineato che l’annuncio della fede nasce dall’incontro personale con Cristo e non da strategie comunicative. Infine, ha rivolto un appello in favore dei rifugiati, chiedendo accoglienza per chi fugge da persecuzioni e violenze.
Il Papa: “Il mondo ha tanto bisogno di pace e di speranza”
Vai al contenutoAl Jazeera respinge le accuse dell'Idf: "Il nostro cameraman non era un terrorista"
Al Jazeera ha respinto le accuse dell'Idf secondo cui uno dei suoi giornalisti, ucciso a Gaza ieri, sarebbe stato un militante di Hamas. L'emittente con sede in Qatar ha dichiarato in un comunicato di "condannare le accuse infondate dell'esercito di occupazione israeliano che cerca di giustificare i suoi crimini contro i giornalisti e i cameraman di Al Jazeera a Gaza, più recentemente l'uccisione di Ahmed Wishah". L'Idf ha affermato che Wishah è stato ucciso in un "attacco di precisione" insieme ad altri due militanti di Hamas e prestava servizio come "cecchino" per Hamas, mentre nelle stesse ore un filmato diffuso dalla rete mostrava i familiari in lutto davanti al corpo del cameraman all'obitorio dell'ospedale a Deir el-Balah. Il fratello di Ahmed Wishah, Mohammed Wishah, anch'egli giornalista di Al Jazeera, era stato ucciso da un bombardamento israeliano ad aprile. Al Jazeera afferma che è in corso "campagna israeliana diffamatoria, un tentativo trasparente e futile di giustificare il deliberato attacco a giornalisti e cameraman".
Iran, 92% israeliani pensa che guerra ha avvantaggiato Teheran
Il 92,1% degli israeliani ritiene che l'Iran abbia vinto la guerra con gli Usa o ne abbia tratto i vantaggi maggiori. E' quanto risulta da un sondaggio condotto su 3.644 persone dall'Universita' di Gerusalemme in collaborazione con l'istituto Agam dal 17 al 20 giugno scorsi. Secondo l'89,2% del campione, inoltre, la sicurezza di Israele e' stata compromessa nel lungo termine dal conflitto. Il 63,2% degli intervistati, inoltre, si e' espresso contro l'accordo tra Usa e Iran, giudicato positivamente solo dal 12,1%.
Pezeshkian: "Non cerchiamo l'atomica, ma non rinunceremo ad arricchimento uranio"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ribadito che Teheran è disposta a fornire garanzie sul fatto che il Paese non stia cercando di dotarsi di un'arma nucleare, pur insistendo sul fatto che l'Iran non rinuncerà al suo diritto di arricchire l'uranio. "Ciò che gli Stati Uniti chiedono è che l'Iran non costruisca una bomba atomica. Non è una novità, e possiamo anche affermare per iscritto che non abbiamo alcuna intenzione di costruire una bomba", ha dichiarato il presidente, secondo quanto riportato dal suo sito web. "Tuttavia, non rinunceremo al nostro diritto all'arricchimento, e l'altra parte non avrà altra scelta che accettarlo", ha aggiunto, prima dell'incontro previsto in Svizzera tra i negoziatori iraniani e statunitensi. "Non abbiamo paura della guerra, ma non è nell'interesse di nessuno", ha sottolineato il presidente, aggiungendo che il premier israeliano Benyamin Netanyahu "sarà il primo a essere insoddisfatto dei negoziati" in Svizzera.
Idf: "Sventate decine di attentati di membri di Hamas operanti dalla Turchia"
Lo Shin Bet e l'Idf rivelano che nell'ultimo anno sono state sventate decine di attentati terroristici diretti da membri appartenenti al quartier generale della Cisgiordania di Hamas che operano dalla Turchia: "gli esponenti di Hamas agiscono con ampia libertà sul territorio turco, tenendo incontri con persone provenienti dalla Cisgiordania e sfruttando infrastrutture locali per trasmettere istruzioni e trasferire fondi utilizzati per sostenere attività terroristiche e militari". L'Idf ha comunicato i nomi dei leader della rete terroristica: Zaher Jabarin ricopre il ruolo di capo del quartier generale della Cisgiordania, Ayman Abu Khalil è il responsabile dell'ala militare della stessa struttura, Ayman Al-Sharawna, membro del quartier generale della Cisgiordania di Hamas, ha reclutato operativi e sostenuto attività terroristiche nella regione, operando dalla Turchia; Mohammad Al-Mallah, originario dell'area di Tulkarem, si divide tra Turchia e Qatar e avrebbe contribuito al trasferimento di fondi destinati al sostegno del terrorismo dalla Turchia; Majed Al-Jaaba ha fornito supporto al traffico di armi utilizzate nell'attacco al posto di blocco dei Tunnel nel novembre 2023, operando dalla Turchia; Walid Abu Nasser ha finanziato un'infrastruttura terroristica nell'area di Betlemme; Salam Yaish ha reclutato membri destinati all'esecuzione di attentati e altre attività terroristiche, sempre dalla Turchia.
Wafa: "Colono tenta di investire bambino di 9 anni a est di Gerusalemme"
L'agenzia di stampa Wafa riferisce che un bambino palestinese di nove anni è rimasto ferito oggi dopo che un colono israeliano ha tentato di investirlo nella comunità beduina di Abu Falah, nella zona di Khan al-Ahmar, a est di Gerusalemme. Nella notte altri coloni hanno danneggiato un acquedotto e hanno rubato dei pezzi dal sistema idrico in diverse zone di Atouf, nella provincia settentrionale di Tubas, in Cisgiordania. Lo riferiscono fonti locali.
Iran, Grossi incontra Cassis in Svizzera: “Fatto il punto sugli ultimi sviluppi”
Il direttore generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, Rafael Grossi, ha dichiarato di aver incontrato il ministro degli Esteri svizzero Ignazio Cassis a Bürgenstock per fare il punto sui recenti sviluppi riguardanti l'Iran. Lo ha scritto in un post su X
Trump, nipote psicologa: “Mio zio è un misogino, ha declino cognitivo”
Mary Trump attacca il presidente degli Stati Uniti, definendolo "misogino" e "profondamente insicuro" e collegando le sue critiche a Giorgia Meloni al rapporto conflittuale che avrebbe con le donne e gli alleati. "Sta perdendo il controllo di sé stesso ed è sempre più ovvio che non sa cosa sta facendo e sta creando disastri da cui non riesce a uscire", ha riferito.
Trump, nipote psicologa: “Mio zio è un misogino, ha declino cognitivo”
Vai al contenutoIdf: "Scoperto tunnel con armi in villaggio nel sud del Libano, uccisi 20 terroristi"
L'esercito israeliano rende noto di aver scoperto sotto il villaggio di Majdal Zoun, nel distretto di Tiro, nel sud del Libano, un tunnel sotterraneo profondo 25 metri con centinaia di armi e quattro postazioni di lancio puntate verso Israele: "le truppe stanno operando nell'area, in conformità con gli accordi vigenti, a circa 10 chilometri all'interno del territorio libanese". "Il villaggio - riferisce l'Idf - era stato fortificato e disseminato di infrastrutture terroristiche, il ritrovamento costituisce un'ulteriore prova della strategia deliberata di Hezbollah di collocare infrastrutture militari e terroristiche all'interno di aree civili". Nel corso dell'operazione sono stati uccisi oltre 20 membri di Hezbollah, tra cui più di 10 appartenenti all'unità Radwan, la forza d'élite dell'organizzazione. Smantellate oltre 50 infrastrutture terroristiche, tra cui postazioni di osservazione e depositi di armi.
Pezeshkian: "Non rinunceremo mai a diritto di arricchire uranio"
L'Iran "non farà mai un passo indietro" dal suo diritto ad arricchire l'uranio, e gli Stati Uniti "alla fine dovranno accettarlo". Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una conferenza a Teheran, secondo quanto riportato dai media statali iraniani, mentre prendono il via i colloqui in Svizzera tra le delegazioni di Washington e Teheran.
Teheran: "Libano sarà tema principale colloqui con Usa"
Il conflitto in corso in Libano tra Israele e Hezbollah sara' in cima all'agenda dei colloqui con gli Stati Uniti in Svizzera. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, in un video diffuso dall'agenzia di stampa statale Irna. "Il regime sionista continua a violare i suoi impegni in Libano, questo sara' il tema principale di discussione nei colloqui odierni", ha affermato Baghaei. "Anche la questione dello sblocco dei beni iraniani congelati o soggetti a restrizioni, cosi' come la discussione relativa al rilascio delle licenze necessarie per la vendita del petrolio iraniano" saranno all'ordine del giorno, ha aggiunto il funzionario.
Hamas: nove morti e 41 feriti a Gaza nelle ultime 24 ore
Secondo il ministero della Sanità di Hamas nelle ultime 24 ore a Gaza nove persone sono state uccise e 41 ferite negli attacchi israeliani. L'Idf tra ieri sera e oggi ha reso noto di aver colpito e ucciso tre terroristi di Hamas, tra cui un operatore di al Jazeera, Ahmed Samir Muhammad Washah, che prestava servizio nell'ala militare di Hamas come cecchino. Secondo l'esercito, "operava con il fratello, Mohamed Washah, elemento chiave di Hamas che lavorava anche per Al Jazeera, ucciso in un attacco ad aprile". In mattinata l'Idf ha reso noto di aver "eliminato altri due terroristi, miliziani della Jihad islamica palestinese e di Hamas', che trasferivano denaro nella Striscia".
Media: "Martedì colloqui Libano-Israele negli Usa sulle zone demilitarizzate"
Il quinto round di colloqui diretti tra delegazioni libanesi e israeliane a Washington si concentrerà su un ritiro graduale da 'aree pilota demilitarizzate nel sud del Libano'. Lo riferisce Channel 12, aggiungendo che che l'esercito libanese chiede garanzie e respinge qualsiasi partecipazione israeliana alla gestione della sicurezza. Una fonte militare libanese ha dichiarato che l'esercito non si oppone in linea di principio alla proposta, ma chiede chiarimenti sui confini geografici e giuridici delle aree interessate. Secondo la fonte, la delegazione militare richiederà agli americani spiegazioni precise sul significato del concetto di 'zone sperimentali' e sulle modalità della loro gestione
Israele: "Eliminati due membri rete finanziaria Hamas"
Le forze armate israeliane hanno comunicato l'eliminazione di due membri della rete finanziaria di Hamas, incaricati di gestire il trasferimento dei fondi all'ala militare del movimento islamista palestinese. Lo riferisce un comunicato delle Idf. I due miliziani gestivano "una rete di decine di corrieri e cambiavalute in Turchia e nella Striscia di Gaza", si legge nel comunicato militare. Secondo il servizio stampa dell'esercito israeliano, le due persone uccise "operavano all'interno di una rete finanziaria gestita da Hamas, responsabile del trasferimento di fondi nella Striscia di Gaza". Le Idf hanno sottolineato che "Hamas ha continuato, soprattutto negli ultimi mesi, a pagare gli stipendi ai suoi terroristi e a finanziare attacchi terroristici contro le truppe israeliane e i civili dello Stato di Israele, in violazione dell'accordo di cessate il fuoco".
Iran, Teheran: "Libano priorità in colloqui con Usa"
Il conflitto in corso in Libano tra Israele e il gruppo militante Hezbollah sarà in cima all'agenda dei colloqui tra Iran e Stati Uniti in Svizzera, insieme a questioni come i fondi iraniani congelati e la vendita del petrolio del Paese, come rende noto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei in un video condiviso dall'agenzia di stampa statale Irna. "Il regime sionista continua a violare il suo impegno in Libano, questo problema sarà l'argomento principale di discussione nei colloqui odierni", ha detto Baqaei, riferendosi a Israele. Saranno all'ordine del giorno "anche la questione della messa a disposizione dei beni iraniani congelati o soggetti a restrizioni, così come la discussione relativa al rilascio delle licenze necessarie per la vendita del petrolio iraniano", ha aggiunto.
Iran, sondaggio: "Per 92% israeliani ha vinto guerra"
Il 92,1% degli israeliani ritiene che l'Iran sia uscito vittorioso dalla guerra con il duo Israele-Stati Uniti. Quesi i risultati di un sondaggio condotto dall'Istituto Agam in collaborazione con l'Università Ebraica e rilanciato dal Times of Israel. L'82,9% degli intervistati ritiene che la campagna militare abbia indebolito la sicurezza a lungo termine di Israele e l'86% ha un'opinione negativa dell'esito. Inoltre, il 72,5% non crede al premier Benjamin Netanyahu quando afferma che Israele ha ottenuto guadagni significativi e rimosso una minaccia esistenziale, con l'87,8% degli israeliani che ritiene che il Paese non sia riuscito a raggiungere i suoi obiettivi o li abbia realizzati solo in parte. Per quanto riguarda la performance di Netanyahu stesso, il 56,4% afferma che la gestione della campagna da parte del premier è stata scadente o fallimentare. Il sondaggio rileva che il 48,2% degli israeliani sostiene una rinnovata e significativa azione militare contro Hezbollah, anche a rischio di uno scontro con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Iran, in Svizzera il tema centrale dei colloqui sarà il Libano
Gli Stati Uniti non sono stati in grado di garantire un cessate il fuoco in Libano e questo sarà il tema centrale nell'incontro in Svizzera: lo riporta l'agenzia Irna citando il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei, secondo cui saranno discussi anche altri temi, come le deroghe per la vendita del petrolio iraniano e lo sblocco degli asset iraniani congelati.
Iran, media: "Stretto di Hormuz chiuso fino a nuovo ordine"
Lo Stretto di Hormuz "rimane chiuso e la marina dei Guardiani della Rivoluzione non concedera' permessi di passaggio fino a nuovo ordine". Lo scrive l'agenzia iraniana Fars citando "fonti militari". Teheran aveva disposto una nuova chiusura dello Stretto a causa degli incessanti attacchi israeliani sul Libano, proseguiti anche stamane nonostante un teorico cessate il fuoco.
Delegazioni Usa-Iran e mediatori insieme a Burgenstock, a breve i colloqui
In particolare, Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha precisato che "i colloqui dureranno un solo giorno. In mattinata "avremo colloqui bilaterali con le delegazioni pakistana e qatariota in qualità di mediatori in questo processo", scrive l'agenzia Irna. Mentre nel pomeriggio si terranno "incontri quadrilaterali tra le delegazioni della Repubblica Islamica e degli Stati Uniti alla presenza degli stessi mediatori". Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi ha nel frattempo incontrato il collega svizzero, Ignazio Cassis, "nel primo programma ufficiale della delegazione iraniana in Svizzera".
Iran, nel pomeriggio l'incontro tra delegazioni Teheran e Usa
Il ministero degli Esteri iraniano ha confermato che le delegazioni di Washington e Teheran si incontreranno in Svizzera nel pomeriggio, insieme ai mediatori del Pakistan e del Qatar. "Avremo un incontro di un giorno. In mattinata, si terranno incontri bilaterali con le delegazioni pakistana e qatariota in qualita' di mediatori in questo processo", ha dichiarato all'agenzia Irna Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero, "nel pomeriggio, si terranno incontri quadrilaterali tra le delegazioni della Repubblica Islamica dell'Iran e degli Stati Uniti, con la presenza di rappresentanti del Qatar e del Pakistan".
Iran, Araghchi incontra omologo svizzero Cassis
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha incontrato l'omologo elvetico Ignazio Cassis "nel primo impegno ufficiale della delegazione iraniana in Svizzera". Lo riferisce l'agenzia Irna.
Iran, media Teheran: “Lo Stretto di Hormuz resta chiuso”
L'agenzia iraniana Fars ha citato una fonte militare secondo cui, domenica, lo Stretto di Hormuz resta chiuso e la Marina delle Guardie Rivoluzionarie non ha autorizzato il transito di alcuna nave fino a nuovo ordine. Stati Uniti e Iran avevano concordato un cessate il fuoco di 60 giorni per negoziare un accordo di pace, ma sabato i Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno dichiarato chiuso lo Stretto di Hormuz in risposta agli attacchi israeliani in Libano. L'esercito statunitense ha tuttavia affermato che le navi commerciali continuano a operare. Lo riporta Reuters.
Delegazioni Usa-Iran e mediatori insieme a Burgenstock, a breve i colloqui
La delegazione statunitense, guidata dal vicepresidente J.D. Vance, la delegazione iraniana con a capo il presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, e i mediatori di Pakistan e Qatar si trovano attualmente a Burgenstock, in Svizzera. Lo riferisce il ministero degli Esteri svizzero in un comunicato nel quale precisa che "i colloqui tra le parti dovrebbero iniziare nel corso della mattinata".
Iran, media Teheran: “Nel pomeriggio incontro Iran, Stati Uniti, Qatar e Pakistan”
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Baghaei, ha dichiarato che l'incontro di Bürgenstock durerà un giorno e che nel pomeriggio si terrà una riunione congiunta tra Iran, Stati Uniti, Qatar e Pakistan. Lo riferisce l'agenzia Irna.
Iran, Crosetto: "Negoziato difficile, non cambierà in un mese"
I negoziati in Svizzera per trasformare il memorandum di intesa tra Usa e Iran in un accordo definitivo rientrano in un percorso molto lungo e "difficile" e la Repubblica Islamica "non cambiera' in un mese". Lo ha sottolineato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, intervenuto a "Il Caffe' della Domenica" su "Radio 24". "Il percorso sara' difficile, tutti lavoriamo" per sostenere il processo negoziale, ha affermato Crosetto che pero' ha avvertito che l'Iran e' "una nazione che ha come compito principale o come obiettivo principale quello di distruggere altre nazioni" e usa come metodo quello di "creare organizzazioni terroristiche all'interno di altri Paesi".
Crosetto: "Pronti per operazione umanitaria a Hormuz, ma va garantita sicurezza"
"Dal punto di vista della Difesa e da quello militare siamo assolutamente pronti, ogni missione di questo tipo richiede una preparazione, un'organizzazione non irrilevante. Le navi sono già a Gibuti, i cacciamine, per cui pronti ad intervenire qualora ci fosse l'autorizzazione parlamentare e ci fossero le condizioni che abbiamo richiesto per intervenire". Lo afferma, in relazione alla situazione dello stretto di Hormuz, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, intervenendo alla trasmissione di Radio 24, il 'Caffè della domenica'. "Il percorso però per arrivarci non è così breve perché non basta l'accordo firmato tra Stati Uniti e l'Iran", ha affermando il ministro ricordando che occorre garantire "una cornice di sicurezza". "Noi non mandiamo navi per fare una guerra, ma mandiamo navi per fare una operazione umanitaria di sminamento, quindi non preparate ad affrontare qualcuno che magari ti attacca o ti percepisce in modo ostile", ha aggiunto.
Crosetto: "Iran non cambierà in un mese, percorso sarà ancora lungo"
"Siamo abituati, purtroppo, negli ultimi anni ad avere una serie di alti bassi nei rapporti internazionali, a maggior ragione nei rapporti tra gli Stati Uniti o altri paesi e l'Iran. Non è facile, non sarà facile anche questo memorandum sottoscritto qualche giorno fa non è la fine di un percorso che sarà ancora molto lungo". Lo afferma il ministro della Difesa Guido Crosetto nel corso della trasmissione 'Caffè della domenica' su Radio 24 "L'Iran non cambierà in un mese e la comunità internazionale, non soltanto gli Stati Uniti e Israele, non possono accettare - aggiunge il ministro della Difesa - che ci sia una nazione che ha come compito principale o come obiettivo principale quello di distruggere altre nazioni, che abbia tra le sue metodologie quelle di creare organizzazioni terroristiche all'interno di altri paesi, cioè che abbia un atteggiamento che nulla ha a che fare, diciamo, con le regole che le nazioni si sono date per convivere tra di loro. Per cui il percorso sarà difficile e tutti lavoriamo perché ogni volta che un filo viene tagliato lo si riannodi il giorno successivo".
Israele: "Eliminati due membri di Hamas e Jihad islamica legati a rete finanziamento"
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver "eliminato" Hussein Qadra e Mohammed Farra, membri delle ali militari di Hamas e della Jihad islamica. Qadra, che stando all'Idf guidava una rete di finanziamento insieme a Farra, agiva sotto la leadership di Hamas e ha facilitato il trasferimento di oltre mezzo miliardo di shekel (circa 160 milioni di euro) ad Hamas, secondo quanto riportato su X dall'esercito israeliano.
Iran, giunto in Svizzera il premier pakistano Sharif
Il primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif, e' atterrato a Zurigo, da cui si dirigera' al Burgenstock sul lago di Lucerna per partecipare come mediatore ai colloqui tra Usa e Iran. Sharif ha pubblicato su X un video del suo arrivo ed e' stato preceduto dal capo di Stato maggiore Asim Munir, giunto poco prima
Crosetto: "Rapporto con Usa saldissimo, non ho capito atteggiamento Trump"
"Il legame nostro con gli Stati Uniti non dipende dai governi, dai presidenti del Consiglio, è profondo e solidissimo. L'atteggiamento di Trump di questi giorni non l'ho capito anche perché mi sembrava da ciò che avevo visto in televisione che non ci fosse alcun problema nei rapporti con l'Italia". Lo afferma il ministro della Difesa Guido Crosetto nel corso della trasmissione 'Caffè della domenica' su Radio 24. "I rapporti che ho con gli Stati Uniti, anche in queste ore, sono sempre assolutamente normali e non sono cambiati, non sono mutati, compreso quelli con l'ambasciatore americano in Italia con cui i rapporti sono ottimi e penso sia anche lui in grande difficoltà in questi giorni", ha aggiunto. Crosetto ha aggiunto che "molti degli atteggiamenti di Trump nascono su riflessioni sue, magari spesso non condivise, ma non c'è nulla dal punto di vista della difesa, ma neanche dagli altri punti di vista che possa essere imputato all'Italia. Rispetto ad altre nazioni europee abbiamo fatto molto di più, anche soltanto nell'utilizzo delle basi: dove noi abbiamo rispettato integralmente i trattati, altre nazioni hanno deciso di non rispettarli e hanno negato l'utilizzo. E' un atteggiamento difficile da capire che a me dispiace perché fa male ai rapporti di due nazioni che sono profondi", afferma.
Premier pakistano arriva in Svizzera per i colloqui Usa-Iran
Il premier pakistano, Muhammad Shehbaz Sharif, è atterrato a Zurigo per partecipare ai colloqui tra Stati Uniti e Iran previsti per oggi. Lo rende noto il suo ufficio che ha pubblicato su X un video che lo ritrae mentre scende dall'aereo e arriva nella città svizzera. Poco prima era arrivato il maresciallo Asim Munir, capo delle forze armate pakistane e principale mediatore tra Teheran e Washington.
Teheran agli Usa: "Rispettare l'accordo o subirne le conseguenze economiche"
Teheran non accetterà un accordo sulla carta a meno che Washington non rispetti pienamente i suoi impegni. Lo afferma Mohammad Mokhbar, consigliere e assistente della Guida Suprema iraniana, alla vigilia dei colloqui in Svizzera. In un post su X, Mokhbar ha affermato che gli Stati Uniti comprendono la pressione in termini economici. "Gli americani comprendono meglio il linguaggio dell'economia e del rapporto costi-benefici", ha scritto. "Se l'accordo rimane solo sulla carta, anche il flusso di energia in Medio Oriente si fermerà", sostiene Mokhbar. "I nostri negoziatori non saranno soddisfatti se non con la piena attuazione degli impegni e il rispetto dei diritti della nazione", ha aggiunto. Mokhbar ha anche ricordato le vittime del conflitto, affermando che l'Iran non le dimenticherà.
Iran, media: "Sessione su Libano aggiunta a programma colloqui con Usa"
È stata aggiunta una sessione speciale per discutere del conflitto tra Israele e Hezbollah ai colloqui di oggi tra Stati Uniti e Iran in Svizzera. Sarebbe il primo punto all'ordine del giorno, come rende noto l'emittente statunitense Cbs News, citando un diplomatico presente ai colloqui, che non prevedono la partecipazione di funzionari né israeliani né di Hezbollah. Il vicepresidente Usa JD Vance è arrivato poco prima delle sei di mattina, mentre la delegazione iraniana è arrivata nella tarda serata di ieri al resort di Burgenstock, come annunciato dall'agenzia di stampa governativa iraniana Irna e dal ministro degli esteri svizzero Ignazio Cassis via social.
Idf: “Eliminati due membri di Hamas e della Jihad Islamica”
L'esercito israeliano ha dichiarato domenica di aver "eliminato" Hussein Qadra e Mohammed Farra, operativi delle ali militari di Hamas e della Jihad Islamica. Secondo quanto riferito dalle Forze di difesa israeliane in un post pubblicato su X, Qadra, che guidava la rete insieme a Farra, operava sotto la leadership di Hamas e avrebbe facilitato il trasferimento di oltre mezzo miliardo di shekel a Hamas. Lo riporta Reuters.
Iran: delegazione Pakistan arrivata in Svizzera
La delegazione del Pakistan, guidata dal capo delle forze armate Syed Asim Munir, e' giunta in Svizzera per i colloqui di pace tra Usa e Iran, di cui Islamabad e' il principale mediatore. Lo riferisce Al Jazeera.
Media Beirut: 7 morti in nuovi raid israeliani nel sud del Libano e nella Bekaa
Almeno sette persone sono rimaste uccise in nuovi raid israeliani nella Bekaa occidentale e nella regione di Tiro, nel sud del Libano. Lo riferisce l'agenzia nazionale di stampa Nna che cita il ministero della Sanità di Beirut. Cinque persone, tra cui un bambino, una donna e due anziani, sono morte in seguito ai bombardamenti sulla città di Sohmor, nel Libano occidentale. Mentre altre due persone di nazionalità palestinese sono rimaste uccise nel distretto di Tiro, nel sud del Libano, a Rashidieh, scrive la Nna.
Nuovi attacchi israeliani in Libano, sette morti
Proseguono gli attacchi israeliani sul Libano meridionale. Cinque persone, tra cui un bambino e una donna, sono morte in un raid sulla citta' di Sohmor, nella valle della Beqa occidentale, riferisce il ministero della Salute di Beirut. Due persone di nazionalita' palestinese sono invece perite in un attacco che ha colpito Rashidieh, nel distretto di Tiro.
Iran, i partecipanti ai negoziati di Burgenstock
Oggi si terranno a Burgenstock, in Svizzera, i colloqui tra Iran e Stati Uniti. La delegazione iraniana e' guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. La delegazione statunitense è guidata dal vicepresidente JD Vance e comprende l'inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, e suo genero Jared Kushner. Saranno presenti anche il Primo Ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif, e il capo dell'esercito, il feldmaresciallo Asim Munir. E' prevista anche la partecipazione del Primo Ministro del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani. Prima di partire per i colloqui, Vance ha dichiarato ai giornalisti di sperare di compiere "progressi sulla questione nucleare" e "sulla questione del cessate il fuoco in Libano". Esmail Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, ha dichiarato che la delegazione iraniana "insisterà per l'attuazione" degli impegni assunti dagli Stati Uniti nell'accordo di intesa e "cerchera' chiarimenti su come l'altra parte intenda effettivamente adempiere a tali impegni
Vance arrivato in Svizzera per i colloqui con l'Iran
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance è arrivato in Svizzera per l'avvio ufficiale dei negoziati con i leader iraniani volti a limitare il programma nucleare di Teheran e a consolidare il fragile accordo provvisorio per porre fine alla guerra in Iran. Lo riporta l'Ap.
Media: "A Burgenstock si comincerà con il Libano"
I colloqui tra Stati Uniti e Iran, che dovrebbero aprirsi oggi a Burgenstock in Svizzera, inizieranno con una discussione d'emergenza sul conflitto tra Israele e Hezbollah. Lo ha riferito a CBS un diplomatico che partecipa ai colloqui
Delegazione iraniana arrivata in Svizzera per colloqui con Usa
Una delegazione iraniana è atterrata in Svizzera in vista dei colloqui che si terranno presso il resort di Burgenstock sull'accordo preliminare tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra in Medio Oriente, secondo quanto riportato da Berna. "Diamo il benvenuto alla delegazione iraniana in Svizzera", ha dichiarato il Ministero degli Esteri svizzero su X, aggiungendo che i colloqui rientrano nell'ambito dell'attuazione del memorandum d'intesa firmato con gli Stati Uniti. Anche l'agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna ha confermato l'arrivo della delegazione di Teheran in Svizzera in vista dei colloqui.
Delegazione Pakistan in viaggio verso Burgenstock
Il capo dell'esercito pakistano, il feldmaresciallo Asim Munir, e il primo ministro Shehbaz Sharif sono partiti per Burgenstock, dove si prevede che si terranno colloqui tra Iran e Stati Uniti. Lo ha fatto sapere il ministero degli Esteri pakistano. In una dichiarazione pubblicata su X, il ministero ha affermato che anche il Qatar dovrebbe partecipare ai colloqui. "Il Pakistan continuera' a sostenere e promuovere l'attuazione degli accordi raggiunti tra la Repubblica islamica dell'Iran e gli Stati Uniti", ha aggiunto.
Mondiali, ct Iran: "Meno di 16 ore per preparaci, trattamento ingiusto"
Non si allenta la tensione attorno alla nazionale della Repubblica Islamica dell'Iran ai Mondiali 2026. Alla vigilia della partita con il Belgio, che si giocherà domani a Los Angeles alle 12 (le 21 in Italia), il ct Amir Ghalenoei è tornato ad attaccare l'organizzazione del torneo: "Non abbiamo presentato un reclamo formale, abbiamo solo espresso le nostre lamentele. Ci avevano promesso 24 ore prima di ogni partita, stavolta ce ne hanno date meno di 16. Abbiamo dovuto interrompere l'allenamento a metà. Queste limitazioni hanno reso tutto molto difficile". Il tecnico punta il dito sui visti negati al personale che viaggia con la selezione e sui viaggi logoranti: "Un simile comportamento non è adatto a un Mondiale. Non inviti una squadra per poi non accettare il suo staff di supporto. Così fiacchi il morale e affatichi la testa della squadra. Soprattutto per quanto riguarda me, che vorrei concentrarmi su questioni tecniche e invece non ne ho avuto il tempo". "L'onorato presidente della Fifa Infantino" - spiega Ghalenoei - ha promesso di fare arrivare il Team Melli a Seattle due giorni prima del match con l'Egitto, in programma il 26 giugno. "Spero mantenga la parola, ma sarebbe stato giusto farlo anche prima". C'è delusione anche per la mancata solidarietà dei colleghi: "Nessuno mi ha chiamato. Non ci speravo, ma se fosse successo a un'altra squadra io avrei reagito".