Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
Arrow-link
Arrow-link

Riapertura Stretto di Hormuz in Iran, cacciamine italiani pronti a missione: cosa prevede

Mondo

Introduzione

Due cacciamine, una nave da supporto logistico e una nave di scorta sono pronte a intervenire nello Stretto di Hormuz. Si attende solo la firma effettiva dell’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran prima di iniziare il lavoro di bonifica dagli ordigni piazzati in mare dagli iraniani. Questo, che coinvolge le due cacciamine “Crotone” e “Rimini” della Marina Militare e circa 400-500 militari italiani, è il contributo del nostro Paese alla missione internazionale per lo sminamento dello stretto. 

Quello che devi sapere

Missione internazionale

Alla missione dovrebbero prendere parte anche Regno Unito, Francia, Germania che, insieme all’Italia, hanno espresso l’intenzione di partecipare all’operazione, anche se le tempistiche non sono ancora chiare. "La missione che hanno iniziato gli anglo-francesi, alla quale noi abbiamo deciso, se ci sarà l'autorizzazione del Parlamento, di unirci con due assetti di navi cacciamine, ha bisogno di precondizioni". A dirlo è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto che, parlando con i giornalisti all'ambasciata d'Italia a Washington dopo il bilaterale con Pete Hegseth di lunedì 15 giugno, ha ribadito che per il governo italiano una delle condizioni necessarie per dare il via alla missione è il raggiungimento effettivo della pace tra i Paesi coinvolti. Inoltre, la missione di sminamento deve essere accettata da tutte le parti e il Parlamento deve dare il suo via libera.

 

Per approfondireSvizzera, al Bürgenstock la firma dell'intesa Usa-Iran

Meloni e Macron

Giorgia Meloni, prima di arrivare a Evian per il G7 lo scorso lunedì 15 giugno, aveva già ribadito il "forte apprezzamento" per i primi passi concreti verso la pace in Iran anche se "c'è ancora molta strada da fare". Per la premier l'Italia è pronta a fare la sua parte, insieme agli alleati, per garantire la riapertura dello stretto di Hormuz permettendo alle cacciamine italiane di avvicinarsi allo Stretto, anche se solo previo il "necessario" passaggio parlamentare. Secondo il presidente francese, Emmanuel Macron, una missione potrebbe partire in pochi giorni ma in termini di tempistiche Roma non si sbilancia. 

 

Per approfondireAccordo Usa-Iran, quali saranno gli effetti della riapertura di Hormuz? Sky Cube 16/6. VIDEO

pubblicità

“Crotone” e “Rimini” ora in missione Aspides

Le cacciamine della Marina Militare italiana sono già nel porto di Gibuti da alcune settimane. “Crotone” e “Rimini”, infatti, attualmente sono aggregati ad Aspides, la missione europea che ha il compito di proteggere le navi che transitano nel Mar Rosso dagli attacchi degli Houthi. Si muoveranno alla volta di Hormuz una volta consolidata la tregua, definita la missione internazionale e ricevuto l'ok del Parlamento.

Le due cacciamine

“Crotone” e “Rimini” sono in servizio da oltre trent’anni. Abitualmente sono posizionate a La Spezia ma hanno preso parte a numerose missioni. Si tratta di due unità appositamente progettate per la localizzazione e la disattivazione/distruzione di mine navali. Per l'esecuzione di queste operazioni sono dotate di un sofisticato sistema sonar e di due veicoli filoguidati (Rov - Remote Operated Vehicle), tramite i quali è possibile rilevare e investigare ogni oggetto che giace sui fondali marini sino a profondità di circa 600 metri. Come sempre, quando si muovono, i cacciamine sono scortati da altri mezzi che ne garantiscono il supporto logistico e l'adeguata cornice di sicurezza. In tutto dovrebbero essere circa 500 i militari italiani impegnati. 

pubblicità

Navi a supporto

La nave logistica potrebbe essere la “Atlante”, nuova arrivata della classe Vulcano con elevate capacità di imbarco, trasporto, rifornimento in mare, assistenza tecnica e sanitaria. È dotata di moderni sistemi di autodifesa, con sensori, tra cui radar di navigazione e sorveglianza, sonar anti-ostacolo e per la scoperta di incursioni subacquee. Dispone inoltre di un ponte di volo idoneo all'impiego di tutti gli elicotteri in dotazione alla Marina Militare. A vigilare sulla sicurezza delle operazioni di sminamento potrebbe esserci il “Raimondo Montecuccoli”, pattugliatore polivalente d'altura della classe Paolo Thaon di Revel con impianti di artiglieria e sistemi con 16 missili Aster. Un'ulteriore nave con funzioni di sicurezza potrebbe essere la fregata “Luigi Rizzo”, che attualmente opera nella missione Aspides. Ha una slitta a poppa per il rilascio rapido dei mezzi veloci degli incursori di Marina.

 

Per approfondireUsa Iran, dall'attacco del 28 febbraio all'accordo di pace: le tappe della guerra

pubblicità