Il Pontefice ha invitato i cristiani a non cedere alla paura di fronte a “ostilità e persecuzioni”, richiamando alla fedeltà al Vangelo e alla perseveranza. Ha, inoltre, sottolineato che l’annuncio della fede nasce dall’incontro personale con Cristo e non da strategie comunicative. Infine, ha rivolto un appello in favore dei rifugiati, chiedendo accoglienza per chi fugge da persecuzioni e violenze
Nuovo appello alla pace di Papa Leone. I cristiani anche oggi affrontano "ostilità e persecuzioni", come accadeva nei primi tempi, e "la tentazione di scoraggiarsi e di lasciarsi vincere dalla stanchezza o dalla paura" resta "grande”, ha detto il Pontefice all'Angelus sottolineando che "adesso come allora, è impegnativo rimanere fedeli agli insegnamenti di Gesù e annunciare la sua Parola: rispondere all'odio con l'amore, alla prepotenza con la mitezza, allo scoraggiamento con la perseveranza”. Per questo, ha aggiunto Papa Leone, “è necessario che affondiamo le radici della nostra fede e della nostra missione in un intenso rapporto con Lui. Questo ci dà la forza di non arrenderci e di continuare a trasmettere a tutti, in ogni circostanza, il suo messaggio di speranza, d'amore e di pace. Il mondo ne ha tanto bisogno!”.
Papa: “Vangelo si annuncia da terrazze, non servono strategie”
Papa Leone ha commentato anche il mandato missionario di Gesù ai discepoli. “Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio voi annunciatelo dalle terrazze”, ha riferito, indicando nel Vangelo una chiamata alla trasparenza e alla testimonianza pubblica della fede. Leone XIV ha ricordato che l'annuncio cristiano non nasce da strategie o tecniche comunicative, ma dall'incontro personale con Cristo: “L’annuncio del Vangelo è prima di tutto condivisione di un incontro personale con Lui, unico per ciascuno". Richiamando San Tommaso d'Aquino, ha poi spiegato che la predicazione è trasmettere agli altri ciò che si è contemplato: “Contemplata aliis tradere". Papa Prevost ha poi chiarito che la contemplazione non è un'esperienza riservata a pochi: "Tutti possiamo farlo, sforzandoci di custodire, tra gli impegni delle nostre giornate, momenti di silenzio davanti a Dio, per ascoltare la sua voce". Da questa dimensione interiore, ha concluso, nasce una fede più solida e una testimonianza più autentica: "Questo ci rende apostoli credibili e liberi, uomini e donne capaci di riflettere la luce del Vangelo in ogni ambiente e situazione della vita".
Il Papa sui rifugiati: “Nessuno può voltarsi dall'altra parte”
Papa Leone ha rivolto anche un appello in favore dei rifugiati, ricordando che ieri è stata celebrata la Giornata del Rifugiato nella ricorrenza del 75° anniversario della Convenzione sullo Stato dei Rifugiati. "Nessuno può voltarsi dall'altra parte di fronte a chi cerca protezione e sicurezza. Esorto inoltre tutti ad accogliere coloro che sono vittime di persecuzione, perché possano vivere in pace, con dignità e guardare al futuro con speranza”, ha ricordato, sottolineando che la convenzione è "nata per proteggere quanti sono perseguitati e costretti a lasciare la propria terra, la casa e la famiglia". Il Papa ha auspicato che questo spirito continui a "illuminare le coscienze dei responsabili delle Nazioni".