Iran, Trump: "Non c'è ancora intesa con Teheran. Nessuno controllerà Hormuz: aperto". LIVE
Il presidente Usa ha dichiarato che "non c'è nessun accordo con l'Iran" e che "potremmo tornare e finire il lavoro", mentre "nessuno controllerà Hormuz: sarà aperto". Trump ha poi smentito la bozza dell'intesa diffusa dai media iraniani, secondo cui Washington avrebbe revocato il blocco navale ai porti iraniani e in cambio Teheran avrebbe ripristinato il traffico commerciale a Hormuz ai livelli prebellici. La Casa Bianca ha definito il testo "una totale invenzione"
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Donald Trump ha dichiarato che "non c'è nessun accordo con l'Iran" e che "potremmo tornare e finire il lavoro", mentre "Hormuz sarà aperto e nessuno lo controllerà". Il presidente statunitense ha poi smentito la bozza dell'intesa diffusa dai media iraniani, secondo cui Washington avrebbe revocato il blocco navale ai porti iraniani e in cambio Teheran avrebbe ripristinato il traffico commerciale a Hormuz ai livelli prebellici. Secondo la Casa Bianca, si tratta di "una totale invenzione".
Intanto, le Guardie Rivoluzionarie iraniane sostengono che una ripresa della guerra con gli Stati Uniti è “poco probabile”, nel contesto dei negoziati diplomatici in corso, pur affermando di essere “pronte ad affrontare un nuovo attacco”. Gli Usa hanno colpito "per autodifesa" un sito per il lancio di missili nel sud dell'Iran e attaccato navi dei Pasdaran che tentavano di posizionare mine a Hormuz. Il regime: "Ci difenderemo".
Dopo la pioggia di droni verso il nord di Israele, l'Idf ha esteso le operazioni di terra nel sud del Libano, oltre la linea gialla della tregua armata. L'Idf sostiene di aver colpito, nelle ultime 24 ore, oltre 150 siti e militanti del gruppo terroristico Hezbollah nelle città di Tiro e Nabatieh, nonché nella valle della Beqaa.
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Accordi di Abramo, cosa sono e cosa prevedono
Nel 2020 gli sforzi diplomatici hanno portato a una serie di intese con l’obiettivo di normalizzare le relazioni tra Israele e diversi Paesi arabi. Gli accordi furono mediati dagli Usa durante la prima presidenza di Donald Trump. L’escalation in Medio Oriente degli ultimi anni ha però più volte fatto vacillare gli accordi. Ecco cosa sapere.
Accordi di Abramo, cosa sono e cosa prevedono
Vai al contenutoHezbollah a Sky Tg24: "Non accetteremo mai negoziati diretti con Israele"
Wafiq Safa, dirigente politico del gruppo, segue da vicino i negoziati tra Stati Uniti e Iran e afferma che il movimento accetterà solo un cessate il fuoco totale e la fine delle operazioni israeliane. In vista del nuovo round di negoziati, Safa pone cinque condizioni, mentre Israele e governo libanese chiedono il disarmo del gruppo
Libano: "Più di 3 mila vittime per i raid israeliani dal 2 marzo"
Il bilancio delle vittime in Libano a causa degli attacchi israeliani sale a 3.269 dal 2 marzo scorso. Lo riporta il sito di Al Jazeera, citando il ministero della salute pubblica libanese. I feriti sono almeno 9.840.
Beirut, 3.269 morti dal 2 marzo. I feriti sono più di 9.800
In Libano, dove proseguono le operazioni militari israeliane contro gli Hezbollah, dal 2 marzo sono 3.269 i morti. Lo conferma il ministero della Salute di Beirut, precisando che nel Paese dei Cedri si contano anche almeno 9.840 feriti.
Sharif: "Ho parlato con Pezeshkian auspicando un accordo di pace"
Il premier pachistano Shehbaz Sharif afferma su X di aver avuto una conversazione telefonica con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e di aver "espresso la speranza che gli sforzi di pace in corso portino presto a un accordo duraturo". "Abbiamo concordato di rimanere in stretto coordinamento per perseguire una pace duratura nella regione", afferma il premier pachistano.
Telefonata tra il presidente iraniano e il premier pakistano, Sharif spera "presto in accordo"
Nuovo colloquio telefonico tra il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, e il premier pakistano, Shehbaz Sharif. Quest'ultimo riferisce via X della conversazione "estremamente cordiale" in occasione di Eid al-Adha e precisa che Pezeshkian ha manifestato "apprezzamento per gli sforzi sinceri del Pakistan per la pace nella regione e ha riconosciuto il ruolo importante del feldmaresciallo Asim Munir, così come il sostegno" di altri Paesi, "compresi Arabia Saudita, Qatar e Turchia". Sharif scrive di sperare "il lavoro in atto per la pace" possa portare "presto a un accordo duraturo, spianando la strada alla stabilità, alla prosperità e alla cooperazione nella regione".
Sharif sottolinea di aver ribadito "la ferma solidarietà" del Pakistan agli iraniani per la "tragica perdita di vite umane durante la crisi attuale" e che Islamabad "sarà sempre dalla parte dell'Iran come amica e vicina sincera". "Abbiamo concordato - conclude - di rimanere in stretto contatto per una pace duratura nella regione".
L'ufficio del premier pakistano precisa che la telefonata è andata avanti per circa trenta minuti e sull'auspicio di Sharif puntualizza come il premier pakistano speri "un accordo di pace possa essere concluso presto con dignità e onore per la Nazione iraniana". "Questo - si legge - contribuirebbe a sbloccare il vero potenziale economico dell'Iran e sarebbe di beneficio per l'intera regione".
Trump: "Arabia Saudita e Qatar sottoscrivano subito gli Accordi Abramo, ce lo devono"
Donald Trump ha affermato di volere che Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti e altri Paesi della regione sottoscrivano "immediatamente" gli Accordi di Abramo. "Ce lo devono - ha detto durante la riunione di gabinetto - Steve Witkoff e Jared Kushner ci stanno già lavorando, sarebbe storico".
Trump: "Se gli iraniani non faranno concessioni li finiremo"
Donald Trump ha minacciato una dura reazione in Iran in caso di fallimento nei negoziati. Se l'Iran non farà concessioni, "allora l'uomo alla mia sinistra (il capo del Pentagono Pete Hegseth, ndr) li finirà", ha detto il presidente degli Stati Uniti ai cronisti alla Casa Bianca.
Trump: "Non sono sicuro di fare l'intesa se non c'è la firma degli Accordi di Abramo"
L'accordo con l'Iran deve essere "perfetto. Non faccio cattivi accordi". Lo ha detto Donald Trump sottolineando che se i Paesi arabi non aderiscono agli Accordi di Abramo "non sono sicuro che dovremmo fare l'intesa" con Teheran. "Penso che ce lo devono, a essere onesto", ha aggiunto il presidente Usa che comunque non si è spinto a dire che l'intesa con l'Iran è subordinata agli Accordi di Abramo. "Non dirò cosa sia subordinato o meno all'accordo", ha aggiunto ribadendo che l'amminsitarzione lo sta chiedendo con forza.
Studio Centef: "400-600 miliardi all'anno a Hezbollah dalle reti del crimine"
L'organizzazione terroristica libanese Hezbollah ricava annualmente tra i 400 e i 600 milioni di dollari l'anno, provenienti dal traffico di stupefacenti e dalle attività di riciclaggio, risorse con cui continua a finanziare le sue attività terroristiche. Questo uno dei dati più significativi emersi dal rapporto su "Economia del terrorismo: attori, finanziamenti, reti, infrastrutture e responsabilità", curato da Emanuele Ottolenghi, Senior Research Fellow del Center For Research on Terror Financing (Centef). Un rapporto che è stato presentato oggi pomeriggio, al Teatro Franco Parenti di Milano, nel corso di un convegno organizzato dall'associazione Setteottobre, durante il quale è intervenuto anche il presidente e fondatore dell'associazione, Stefano Parisi. Obiettivo dell'evento, accendere i riflettori sulle sinergie sempre più forti tra reti terroristiche internazionali e criminalità organizzata che continuano a garantire flussi decisivi per il finanziamento del terrore. E, in particolare, riflettere su un fenomeno che vede le organizzazioni terroristiche sempre più specializzate come intermediari finanziari globali, in grado di facilitare il trasferimento e la pulizia dei capitali provenienti da attività illecite. Tra queste organizzazioni - ha spiegato Ottolenghi - spicca l'organizzazione terroristica libanese Hezbollah che "da decenni è coinvolta in operazioni di traffico di droga, diamanti da conflitto, zanne d'elefanti, armi, e altre attività criminali, incluso il riciclaggio del denaro sporco dei grandi cartelli criminali transnazionali". Il rapporto evidenzia peraltro come, grazie alla sua rete globale, Hezbollah sia in grado di offrire servizi intermediari a molteplici compagini criminose anche in Europa, Italia inclusa.
Trump: "Le trattative vanno bene, se l'Iran non dà le cose che deve lo finiamo"
Le trattative con l'Iran "stanno andando molto bene. Stanno iniziando a darci le cose che devono darci; se lo faranno, sarà fantastico. E se non lo faranno, allora dovremo finirli". Lo ha detto Donald Trump.
Trump: "Uranio arricchito trasportato in Russia o Cina? Non mi piacerebbe"
Il presidente americano Donald Trump ha respinto l'ipotesi di trasportare l'uranio arricchito iraniano in Cina o Russia. "No, non mi piacerebbe", ha detto rispondendo a una domanda durante la riunione di gabinetto.
Trump: "Nella guerra in Iran perse 13 vite, ma in Vietnam sono state di più"
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha minimizzato il bilancio delle vittime americane nella guerra all'Iran, se paragonato a quello del Vietnam. "Si tratta di pochi mesi, il Vietnam è durato 19 anni. Tra le due guerre, abbiamo perso 13 vite. E' una cosa terribile, ma se si guarda alle vittime e ai morti di guerra in Vietnam e in tutti quei conflitti, sono cadute centinaia di migliaia di persone", ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti.
Trump: "I prezzi benzina torneranno quelli di prima"
Donald Trump è convinto che il prezzo della benzina calerà. "I prezzi scenderanno parecchio" appena sarà finito il conflitto, ha assicurato i presidente americano ai giornalisti alla Casa Bianca, "torneranno al livello di prima".
Trump: "Non stiamo parlando di allentamento delle sanzioni con l'Iran"
"Non stiamo parlando di alcun allentamento delle sanzioni. Le manterremo, abbiamo il controllo dei soldi che ritengono essere loro". Lo ha detto Donald Trump in merito all'Iran. "Quando si comporteranno in modo adeguato e faranno ciò che è giusto, permetteremo loro di avere i propri soldi. Ma al momento non lo stiamo facendo", ha messo in evidenza.
Tajani: "Sulle sanzioni a Ben Gvir auspico accordo, ma è presto per concludere"
"È ancora presto per concludere" sulle sanzioni Ue a Ben Gvir. "Di fronte a quello che è successo qualche giorno fa nei confronti di manifestanti politici che sono stati trattati senza alcun rispetto della dignità umana, con aggressività, con violenza da un ministro che è anche responsabile della sicurezza nazionale, noi chiediamo sanzioni forti" e "stiamo lavorando perché tutti quanti decidano di intervenire. È una decisione mirata ad una persona per fatti ben precisi. Quindi mi auguro alla fine che si possa raggiungere un accordo". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando coi giornalisti a Limassol, a Cipro, dove domani si terrà la riunione informale dei ministri degli Esteri Ue e sarà affrontato anche il tema delle sanzioni al ministro israeliano Ben Gvir.
Idf: "Avviso generalizzato di evacuazione per tutti i residenti del sud del Libano"
"Invitiamo tutti i residenti del Libano meridionale ad allontanarsi dai membri di Hezbollah, dalle sue installazioni e dai suoi mezzi militari. Consigliamo di evacuare verso nord del fiume Zahrani, poiché tutte le aree situate a sud del fiume sono considerate zona di combattimento, e l'Idf non intende arrecare danno ai civili". Lo scrive il portavoce dell'Idf su X lanciando un avviso generalizzato di evacuazione per i residenti del sud del Libano. "Alla luce delle ripetute violazioni dell'accordo di cessate il fuoco da parte di Hezbollah, l'Idf agirà con grande forza".
Trump: "Nessuno controllerà Hormuz, sarà aperto a tutti"
"Nessuno controllerà lo Stretto di Hormuz, sono acque internazionali. Lo Stretto sarà aperto a tutti". Lo ha detto Donald Trump rispondendo a chi gli chiedeva se avrebbe accettato uno Stretto controllato da Iran e Oman. "L'Oman si comporterà bene, altrimenti dovremo farli saltare in aria", ha aggiunto il presidente.
Un video mostra un colono che butta a terra donna palestinese con bambino
Un giovane colono è stato ripreso mentre getta a terra una donna palestinese con un bambino piccolo attaccato alla sua gonna a Khirbat al-Markaz, a Masafer Yatta, in Cisgiordania. Il video, postato su X dall'attivista Ihab Hassan, è stato rilanciato dal giornalista israeliano Barak Ravid.
Idf ai residenti del sud del Libano: "Evacuate, è zona di combattimento"
Il portavoce delle forze armate israeliane, Avichay Adraee, ha annunciato l'ampliamento dei combattimenti in Libano, esortando "tutti i residenti" del sud del Paese dei Cedri "a evacuare a nord del fiume Zahrani, poiché tutte le aree situate a sud del fiume sono considerate zone di combattimento".
Hegseth: "L'Iran non può costruire navi o droni, per questo vuole trattare"
Donald Trump con le sue decisioni sull'Iran "ha creato le condizioni per rendere più sicuri gli americani e il mondo". Lo ha detto il capo del Pentagono Pete Hegseth. L'Iran "ora non può costruire navi o droni e per questo ha alzato bandiera bianca per trattare con Steve Witkoff e Jared Kushner che, abilmente, lo stanno facendo".
Stati Ue ancora divisi sulle sanzioni a Ben Gvir
Manca l'unanimità tra i governi Ue per le sanzioni al ministro israeliano alla Sicurezza nazionale Ben Gvir, che si è macchiato di violenze verso gli attivisti della Flotilla. A Cipro, dove da oggi è in programma l'informale Esteri il tema dovrebbe essere affrontato al fine di tastare le posizioni dei singoli stati per portare una proposta al prossimo Consiglio Affari Esteri di giugno a Lussemburgo. A quanto si apprende la Repubblica Ceca sarebbe tra gli stati contrari alle sanzioni.
Rubio: "Vedremo nelle prossime ore e giorni se progressi"
Gli Stati Uniti sapranno presto se sarà possibile fare un accordo con l'Iran. Lo ha affermato il segretario di Stato americano Marco Rubio durante la riunione di gabinetto alla Casa Bianca. "Se si può raggiungere un accordo, vogliamo che venga raggiunto", ha dichiarato. "Vedremo nelle prossime ore e nei prossimi giorni se si potranno fare altri progressi". Il segretario ha aggiunto che il presidente Usa Donald Trump ha "altre opzioni a disposizione qualora questo approccio non dovesse funzionare". L'Iran è "il principale sponsor mondiale del terrorismo e non potrà mai dotarsi di armi nucleari", ha sottolineato Rubio.
Gaza, Financial Times: "Il fondo del Board of Peace di Trump è senza soldi"
Trump: "Non ancora soddisfatto da accordo con Iran, ma lo raggiungeremo"
Rubio: "Stiamo dando alla diplomazia ogni chance di successo per l'Iran"
"L'Iran non avrà mai l'arma nucleare. La diplomazia è sempre la prima opzione e continuiamo a lavorare con l'Iran: stiamo dando alla diplomazia ogni chance di successo". Lo ha detto il segretario di Stato Marco Rubio, sottolineando che "vedremo nelle prossime ore, nei prossimi giorni i progressi".
Trump: "Volevano mettermi fretta, ma non mi interessano le Midterm"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ribadito la propria determinazione a raggiungere un accordo favorevole per porre fine alla guerra con l'Iran, sostenendo che i tentativi di Teheran di "aspettarlo" non avranno successo perché "non gli importa delle elezioni di metà mandato".
"Pensavano che sarebbero riusciti a mettermi fretta, sapete? 'Aspettiamo, ha le elezioni di midterm'", ha detto Trump durante una riunione di gabinetto. "Non mi interessano le elezioni di midterm. Guardate cosa è successo ieri sera, è stato un preludio alle elezioni di midterm. La gente capisce", ha aggiunto, riferendosi alla vittoria del candidato da lui sostenuto nelle primarie repubblicane per il Senato in Texas, Ken Paxton.
Trump ha inoltre citato la ripresa dell'accesso a Internet in Iran come segnale di indebolimento della posizione del regime, sostenendo che "l'intero sistema economico è in crisi". "Vogliono semplicemente fare un accordo - ha affermato - Non credo che abbiano scelta".
Trump: "Fatto un grande lavoro con l'Iran, faremo un accordo"
"Abbiamo fatto un grande lavoro con l'Iran", ha rimarcato il presidente statunitense Donald Trump durante la riunione di governo. "Faremo un accordo", ha poi assicurato il tycoon.
Trump scherza su Hegseth: "Gli piace la guerra. Vedremo cosa succede con l'Iran"
Con l'Iran "vedremo cosa succede. Potremmo tornare e finire il lavoro, potremmo non farlo". Lo ha detto Donald Trump lodando i suoi inviati Steve Witkoff e Jared Kushner per il "grande lavoro". Il presidente ha precisato come a suo avviso l'Iran non abbia altra scelta che fare un accordo. "La loro economia è in caduta libera. L'inflazione è al 250%. Pensavano di riuscire a sfinirmi nell'attesa. Saremo noi a sfinire loro", ha messo in evidenza. Trump poi ha scherzato con il capo del Pentagono Pete Hegseth. "A lui piace la guerra", ha detto fra le risate dei presenti.
Trump: "L'Iran non potrà avere l'arma nucleare"
"L'Iran non può avere l'arma nucleare". Lo ha ribadito il presidente statunitense Donald Trump durante la riunione di governo.
Trump: "L'Iran tratta allo stremo, non siamo ancora soddisfatti"
"L'Iran vuole fare un accordo: sta negoziando allo stremo. Noi non siamo ancora soddisfatti. O lo saremo o dovremo finire il lavoro". Lo ha detto Donald Trump durante la riunione di governo, ribadendo che l'Iran non può avere l'arma nucleare e sottolineando di aver ricevuto nell'operazione "grande sostegno da altri Paesi".
Trump: "Arabia Saudita dovrebbe formare Accordi Abramo"
Il presidente americano Donald Trump è tornato a sollecitare l'Arabia Saudita a firmare gli Accordi di Abramo. Intervistato dalla Pbs, il presidente americano ha assicurato che il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman dovrebbe sottoscrivere l'intesa, anche se non c'è un percorso verso uno Stato palestinese, "perché è ottimo per l'Arabia Saudita".
Trump: "Nessun allentamento sanzioni in cambio della rinuncia all'uranio"
L'Iran non avrà alcun allentamento delle sanzioni in cambio della rinuncia all'uranio altamente arricchito. Lo ha detto Donald Trump a Pbs sottolineando che l'Arabia Saudita dovrebbe aderire agli Accordi di Abramo.
Casa Bianca: "Trattative con l'Iran procedono bene, linee rosse Trump chiare"
Le trattative con l'Iran stanno procedendo bene. Il presidente ha chiarito le sue linee rosse. Lo ha detto la Casa Bianca dopo aver smentito seccamente le indiscrezioni sul memorandum of understanding diffuse dai media iraniani, definendole "una totale invenzione".
Casa Bianca: "Le trattative con l'Iran stanno procedendo bene"
I negoziati con l'Iran "stanno procedendo bene", il presidente Donald Trump ha chiarito "le sue linee rosse". È il commento della Casa Bianca sulle trattative con l'Iran.
Media: "Pezeshkian sente il premier pakistano Sharif"
Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha sentito al telefono il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, mediatore delle trattative con gli Stati Uniti, per informarlo sui recenti colloqui avuti in Qatar da dirigenti di Teheran. Lo riferisce la televisione Al Arabiya. Il presidente del parlamento iraniano Mohammad Ghalibaf, capo negoziatore con gli Usa, è stato nei giorni scorsi a Doha per discutere della crisi regionale.
Bce: "Monitoraggio potenziale del contagio dai mercati Usa e rischi banche"
''Pur non rappresentando una preoccupazione sistemica per l'area euro, i mercati privati meritano un attento monitoraggio alla luce del potenziale contagio delle tensioni provenienti dai mercati statunitensi''. Lo scrive il vicepresidente della Banca centrale europea, Luis de Guindos, nella prefazione alla relazione sulla stabilità finanziaria. Sul fronte degli istituti di credito ''sebbene le banche dell'area euro abbiano un'esposizione diretta limitata al Medio Oriente, i potenziali effetti a catena della guerra potrebbero essere significativi e incidere sull'esposizione delle banche ai settori ad alta intensità energetica e dipendenti dal commercio. La pressione del costo della vita potrebbe inoltre indebolire le famiglie e, di conseguenza, la qualità degli attivi dei portafogli di credito al consumo e mutui. Le richieste di proteggere le famiglie e le imprese vulnerabili dalle conseguenze della guerra, oltre alle maggiori esigenze di spesa per la difesa, potrebbero ulteriormente gravare sulle finanze pubbliche di alcuni paesi dell'area euro fortemente indebitati'', conclude de Guindos.
Idf avvia bombardamenti su Tiro
Le forze armate israeliane hanno riferito di aver avviato i bombardamenti sui "centri di comando di Hezbollah nella zona di Tiro". In precedenza, l'Idf aveva diffuso avvisi di evacuazione, avvertendo che avrebbe colpito a breve.
Non c'è unanimità dell'Ue sulle sanzioni a Ben Gvir, contrarie Bulgaria e Repubblica Ceca
Non vi sarebbe ancora unanimità tra le capitali dell'Ue riguardo alla richiesta, avanzata anche dall'Italia, di sanzionare il ministro israeliano alla Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, ampiamente criticato per la sua condotta nei confronti degli attivisti della Global Sumud Flotilla. A quanto si apprende, la decisione, che richiede il consenso di tutti i Paesi membri, sarebbe ostacolata da Bulgaria e Repubblica ceca. Il tema sarà sul tavolo nel corso del Consiglio affari esteri informale in formato Gymnich che prende il via oggi a Limassol.
Iran, NetBlocks: "Ripristino Internet al 42% e nuove restrizioni"
La connettività Internet in Iran "è in fase di ripristino da 24 ore", ma il servizio rimane "fortemente filtrato, con nuove restrizioni su messaggistica e app store rispetto al periodo precedente a gennaio", quando si verificarono estese proteste anti-governative poi represse nel sangue. Lo riferisce NetBlocks, l'osservatorio che monitora i blocchi alla connessione a livello globale. Secondo Amir Rashid, esperto di sicurezza informatica e diritti digitali di base a New York, "il 42 per cento del traffico Internet totale del Paese è stato ripristinato ma la situazione è ancora di blackout". "L'obiettivo" della revoca del blocco, scrive su X l'esperto iraniano, "era generare un limitato senso di sollievo nella popolazione, piuttosto che ricollegare effettivamente Internet". Filterbaan, nota anche come Filterwatch, un'organizzazione iraniana per i diritti digitali, sostiene che "blackout e ripristino della connessione in Iran non sono più solo una decisione tecnica: fanno parte di una lotta di potere all'interno della struttura politica della Repubblica islamica". "Una parte del regime sta cercando un modello in cui l'accesso alla Rete non sia più libero per tutti ma definito in base a classe sociale, disponibilità economica, lavoro e autorizzazioni basate su motivi di sicurezza". La formula che potrebbe diventare la norma, conclude Filterbaan, è "accesso limitato per tutti, accesso speciale per alcuni". "Le richieste di un Internet libero e aperto trascendono le divisioni politiche e devono essere ascoltate", è l'appello lanciato da NetBlocks su X.
Media Iran: "Nella bozza del memorandum anche 300 miliardi di dollari per ricostruzione"
Meysam Zohourian, segretario della Commissione economica del Parlamento, ha scritto su X che l'attuale bozza del memorandum Washington-Teheran include anche la dichiarazione della fine della guerra anche in Libano, con un impegno di non aggressione reciproca. Secondo Zohourian, il documento provvisorio prevede inoltre un programma di ricostruzione per l'Iran da 300 miliardi di dollari, qualora venga firmato un accordo definitivo, nonché la revoca delle sanzioni statunitensi alla Repubblica Islamica. Il segretario ha inoltre affermato che la sezione del memorandum sul nucleare prevede che l'Iran non costruisca armi nucleari, oltre alla creazione di un quadro reciprocamente accettabile su scorte di uranio e relativo arricchimento. Tra le altre disposizioni, per Zohourian, figurano anche esenzioni statunitensi sulla vendita di petrolio e altri prodotti petrolchimici iraniani, oltre allo sblocco dei fondi congelati di Teheran.
Ambasciatore israeliano: "Potremmo considerare il Portogallo paese 'estremista'"
L'ambasciatore israeliano a Lisbona, Oren Rosenblat, ha dichiarato in un'intervista alla radio pubblica portoghese che Tel Aviv potrebbe considerare il Portogallo un Paese estremista, proprio come Spagna e Irlanda, se dovesse continuare a sostenere la sospensione dell'accordo commerciale fra Unione europea e Israele. Nella stessa intervista, Oren Rosenblat ha affermato che, con i membri della Global Sumud Flotilla, la polizia israeliana ha agito in modo normale, come farebbe qualsiasi altra forza dell'ordine di un altro Paese. Ha tuttavia ammesso di non aver gradito l'atteggiamento del ministro Itamar Ben-Gvir, ma alla domanda se il ministro dovesse essere destituito a seguito del video diffuso, Rosenblat ha risposto che si tratta di una questione interna al governo e che un'eventuale dimissione, essendo quello israeliano un governo di coalizione, significherebbe la caduta dell'esecutivo.
Al Tribeca un film iraniano sulle proteste a Teheran prodotto con l'IA
Il prossimo Tribeca Film Festival ospiterà la prima mondiale di Dreams of Violets, un film che racconta la resistenza civile iraniana completamente realizzato con l'intelligenza artificiale. Secondo la produzione (Foundation 0), è la prima volta che un lungometraggio live-action interamente generato con l'IA viene selezionato da un grande festival cinematografico internazionale. Il film, che debutterà il 10 giugno durante il 25/o anniversario del festival, è un docudramma di 75 minuti ispirato alle proteste a Teheran dell'inizio dell'anno. La storia segue cinque iraniani che si incontrano in un vicolo della capitale poco prima di essere giustiziati mentre tutta la scena viene osservata dalla finestra da Amir, un bambino di dieci anni affetto da paralisi cerebrale. Gli scontri raccontati nel film riflettono quelli tra autorità iraniane e popolazione civile che, secondo la Human Rights Activists News Agency, hanno causato almeno 7.000 morti e oltre 50.000 arresti. Il regista Ash Koosha ha cominciato a girare poco dopo aver letto le notizie sulle proteste. Non avendo accesso a una troupe o ad attori né potendo entrare lui stesso in Iran, ha deciso di ricorrere all'intelligenza artificiale. Secondo Foundation 0, il lungometraggio è costato circa 2.000 dollari. Le riprese sono durate tre mesi. Koosha, che è originario di Teheran ma vive a Londra, ha usato strumenti come Kling AI per i video, Claude per l'editing del linguaggio e Gemini e Nanobanana per la ricerca. "Il film non è un esperimento tecnologico, ma un tentativo di creare un memoriale per un evento avvenuto al di là di un muro che non potevo attraversare", ha spiegato il regista.
Gli attivisti della Flotilla arrivati a Venezia: "Liberino gli altri"
"Non siamo riusciti a giungere Rafah, e quindi Gaza, attraverso l'Egitto. Dalla Libia non è stato possibile procedere, ma ci riproveremo, ancora e ancora". Sono le parole di Sofia Belfarsi, attivista della Sumud Flottilla sbarcata oggi all'aeroporto di Venezia, dopo il blocco che ha impedito di procedere fino a consegnare gli aiuti umanitari in Palestina. L'emozione non le permette di parlare a tratti, si commuove e viene stretta in un lungo abbraccio dall'amico Massimo Marchini, atterrato con lei. "Per quanto dura sia stata la missione - ha aggiunto - sappiamo che nel mondo persone vengono bombardate e uccise ogni giorno. Noi in confronto possiamo dire che stiamo molto bene". "Chiediamo di liberare al più presto i compagni e compagne e di avere notizie dirette. Chiediamo che le autorità riescano al più presto a contattarli e vederli e farci sapere quando tornano", ha aggiunto Marchini.
Casa Bianca: "Non credere alle notizie dei media iraniani"
"Nessuno dovrebbe credere alle notizie diffuse dai media statali iraniani. È una completa invenzione". Lo ha detto la Casa Bianca.
Incendio in un edificio della dogana dell'aeroporto di Teheran
Un incendio è divampato in un edificio amministrativo all'aeroporto Imam Khomeini di Teheran. Lo riporta la stampa iraniana. Il rogo ha interessato un ufficio della dogana.
Dragamine olandese presto nel Mediterraneo, in stand-by per Hormuz
Un dragamine olandese partirà alla fine di questa settimana per una missione Nato nel Mediterraneo, in modo che la nave possa raggiungere tempestivamente lo Stretto di Hormuz qualora si raggiunga un accordo su una missione in quella zona. Inoltre, sono in corso i preparativi per inviare nel Golfo Persico, tra l'altro, una squadra combinata di ricerca, immersione e sminamento (eventualmente da una nave di supporto olandese). Lo scrivono i ministri Dilan Yeşilgöz (Difesa, Vvd) e Tom Berendsen (Affari Esteri, Cda) alla Camera dei deputati, secondo quanto riporta l'agenzia Anp. Il governo sta inoltre valutando se sia possibile fornire capacità di staff alla coalizione internazionale (aveva già dichiarato in precedenza di voler fornire un contributo militare alla missione). Non è stata ancora presa alcuna decisione in merito al contributo olandese, secondo quanto affermato da entrambi i ministri. La dragamine 'Willemstad' fornirà un contributo nel Mediterraneo alla flotta Nato di navi da guerra per la lotta contro le mine (Standing Nato Mine Countermeasures Group Two o SNMCMG 2) che è presente in quella zona in modo continuativo. Il numero dei membri dell'equipaggio su un cacciamine varia da 28 a 38, secondo quanto riferito dalla Difesa.
Media Iran: "Incendio all'aeroporto Khomeini vicino a Teheran"
Secondo quanto riportato dai media iraniani, un incendio è scoppiato in un edificio amministrativo dell'aeroporto internazionale Imam Khomeini, vicino alla capitale Teheran.
Hamas conferma l'uccisione di Mohammed Odeh, ma non cita un successore
Hamas ha confermato ufficialmente in una nota che Mohammed Odeh, capo delle Brigate al-Qassam, è stato ucciso ieri in un raid israeliano, insieme alla moglie e a due dei suoi figli. Il comunicato non specifica chi succederà a Odeh alla guida dell'ala militare di Hamas.
Sirene nel nord di Israele per lanci di droni dal Libano
Le sirene sono suonate nuovamente in diversi villaggi nel nord d'Israele per il lancio di droni dal Libano.
Media: "Nella lista degli obiettivi del Pentagono in Iran solo target difficili"
Il Pentagono ha stilato una lista dei possibili obiettivi da colpire in Iran qualora Donald Trump decidesse di riprendere i bombardamenti. L'unico problema, secondo quanto riferito da alcune fonti dell'amministrazione a Nbc, è che i target identificati sono molto più difficili da trovare e colpire: molti infatti sono sotterrati fra le montagne o nascosti fra la popolazione civile, rendendo difficile portare a segno attacchi di precisione. I target "facili" sono terminati, ora ci sono quelli "difficili" se i combattimenti dovessero riprendere, ha detto un funzionario americano a Nbc, osservando come il successo non sia più garantito con attacchi solo dall'alto.
Hamas conferma l'uccisione del capo militare del braccio armato
Hamas ha confermato che Mohammed Odeh, capo del braccio armato del partito islamista, è stato ucciso ieri da Israele, insieme alla moglie e a due dei suoi figli. Il comunicato del Movimento di resistenza islamico non specifica chi succederà a Odeh alla guida della sua ala militare.
Ghalibaf ai Paesi islamici: "Restiamo uniti contro i nemici dell'Islam"
"Se gli Stati islamici si rafforzano, possono risolvere le crisi regionali senza alcuna interferenza straniera". Lo ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf in un messaggio rivolto ai capi dei Paesi islamici in occasione della festa musulmana dell'Eid al-Adha. "Il mondo islamico e l'Iran stanno attraversando un periodo di aggressione criminale da parte di Stati Uniti e Israele. La vittoria dell'Iran in questa guerra ha inviato un messaggio ai musulmani del mondo: se restiamo uniti contro i nemici dell'Islam, in particolare il regime sionista e i suoi sostenitori, saremo vittoriosi", ha aggiunto, secondo quanto riportato da Tasnim. Nel frattempo, in un messaggio ai suoi omologhi nei Paesi musulmani in occasione della stessa ricorrenza, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha invocato una maggiore e più profonda solidarietà islamica "per affrontare guerra, discriminazione e occupazione, in particolare nella regione dell'Asia occidentale".
Iran: "Negoziati con l'Oman per un nuovo meccanismo di gestione di Hormuz"
L'Iran e l'Oman stanno negoziando congiuntamente un nuovo meccanismo per il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il vice capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, Ali Bagheri. "Le condizioni e le procedure saranno completamente diverse da quelle precedenti al conflitto tra Iran e Stati Uniti", ha spiegato. Secondo l'agenzia Isna, parlando con i giornalisti a Mosca, Bagheri ha anche approfondito la richiesta statunitense di riapertura dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran, affermando: "I contatti indiretti tra Iran e Stati Uniti continuano. Possiamo raggiungere un accordo su questa questione specifica solo se concordiamo su tutte le questioni in sospeso".
Beirut: "Un soldato ucciso in attacco israeliano nella valle della Bekaa"
Un soldato libanese è stato ucciso in un attacco aereo israeliano vicino al suo posto di guardia nella Bekaa. Lo ha reso noto l'esercito libanese, aggiungendo che il corpo del militare è stato recuperato in ritardo a causa della situazione di sicurezza nell'area.
Idf: "Avviso di evacuazione per la città di Tiro"
Il portavoce delle forze armate israeliano in arabo Avichay Adraee, ha esortato i residenti di Tiro, nel sud del Libano, a evacuare a nord del fiume Zahrani. Su X ha postato una mappa che comprende la città sulla costa e diverse aree circostanti. Tra queste, Shabariha, Hammadiya, Jal al-Bahr, Zaqqoq al-Mufdi, Al-Bass, Al-Ma'shuq, Burj al-Shamali, Naba'a, Al-Hawsh, Rashidiya e Ain Baal.
Tv Iran: "Il Memorandum di Islamabad non è ancora definitivo"
In merito alla bozza d'accordo fra Washington e Teheran per porre fine alla guerra, la televisione di stato iraniana ha descritto il 'Memorandum di Islamabad' come "non ancora definitivo" e ha affermato che la Repubblica Islamica "non intraprenderà alcuna azione senza una verifica concreta" di quanto riportato all'interno del documento.
Hezbollah contro il governo: "Toglierci le armi è toglierci l'anima"
Hezbollah ha rivolto nuove accuse contro lo Stato libanese, mentre l'esercito israeliano avanza nel sud del paese: Mahmoud Comati, membro del Consiglio politico del movimento sciita, ha affermato che Israele "è riuscito ad avanzare di qualche chilometro nel sud perché noi lo abbiamo svuotato per compiacere chi è al potere in Libano", in riferimento alla maggioranza di governo. Il riferimento di Comati è inoltre è al ritiro, almeno sulla carta, dei combattenti di Hezbollah dall'area a sud del fume Litani dopo l'accordo di cessate il fuoco tra Libano e Israele del novembre 2024, basato sulle linee della risoluzione 1701 dell'Onu. Comati ha così accusato il presidente Joseph Aoun e la maggioranza di governo di voler "colpire la resistenza" durante questo mandato. Poi ha minacciato direttamente chi chiede il monopolio statale delle armi: "Se alcuni vogliono toglierci le armi, vogliono toglierci l'anima... e se vogliono toglierci l'anima, noi la toglieremo a loro". Il dirigente di Hezbollah ha infine difeso la scelta del partito libanese di rimanere alleati all'Iran, affermando che il movimento è "fiero" di questa alleanza. E che il cessate il fuoco tra Israele e Libano "non sarebbe nemmeno stato preso in considerazione senza la pressione iraniana".
Tajani: "La soluzione sia diplomatica, parlerò con il ministro degli Esteri di Israele"
"La situazione, sappiamo, continua a essere una situazione di tensione. Noi continuiamo a dire che la soluzione deve essere una soluzione diplomatica. Incoraggiamo tutti quanti, l'abbiamo detto. Parlerò con il ministro degli Esteri di Israele per capire qual è la situazione. Però dobbiamo andare avanti per rinforzare la tregua e trovare un accordo tra Iran e Stati Uniti, perché altrimenti la situazione può solo peggiorare. Sono preoccupato per Hormuz e per le conseguenze di tipo economico". Lo ha detto il vice premier Antonio Tajani arrivando agli stati generali della prfevidenza dei liberi professionisti organizzati dall'Adepp a Roma a chi gli chiedeva della situazione in Medio Oriente dopo l'uccisione del nuovo capo militare di Hamas.
Idf: "In caso di accordo, i caccia Usa lascerebbero l'aeroporto di Tel Aviv per varie basi in Europa"
Qualora venisse firmato un accordo con l'Iran, tutti gli aerei della Marina statunitense lascerebbero l'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv il prima possibile e verrebbero trasferiti in varie basi in tutta Europa. Lo ha riferito il capo di stato maggiore israeliano Eyal Zamir, aggiungendo che, qualora la campagna contro l'Iran riprendesse, resterebbe l'impegno di ospitare nuovamente gli aerei della Marina statunitense entro 72 ore.
Pasdaran: "Oltre 20 navi hanno attraversato Hormuz nelle ultime 24 ore"
La Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha dichiarato che 23 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore dopo aver ottenuto i permessi necessari. Lo riportano Al Jazeera e Iran International.
Media: "Se si arriva all'accordo, risoluzione Onu entro 60 giorni"
"Se si arriverà a un accordo tra Stati Uniti e Iran, il testo dovrebbe essere sostenuto entro 60 giorni da una risoluzione vincolante del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite". Lo ha riferito la televisione iraniana Irib, che ha diffuso dettagli sull'ultima bozza di intesa tra Washington e Teheran.
Libano, la Protezione civile evacua 29 persone a Doueir e Nabatiye
La Protezione civile libanese ha evacuato 29 persone rimaste intrappolate in edifici danneggiati dai bombardamenti israeliani a Doueir e Nabatiye, nel sud del Libano. Lo riferisce la stessa Protezione civile in un comunicato, precisando che le operazioni sono state condotte nonostante la pericolosità dei raid e l'entità dei danni. A Doueir sono stati soccorsi due bambini e altre dodici persone. A Nabatiye sono stati evacuati quindici abitanti. Le operazioni di ricerca e soccorso sono proseguite mentre l'esercito israeliano continuava a colpire la regione di Nabatiye e altri centri del sud del paese.
Libano: "Israele bombarda Nabatiye, un siriano ucciso da drone"
L'esercito israeliano ha continuato a bombardare Nabatiye e diversi centri della regione meridionale libanese, colpendo almeno tre volte la città e i suoi dintorni. Secondo fonti locali, un anziano siriano è stato ucciso da un drone israeliano a Nabatiye, mentre quattro famiglie sono state evacuate dai soccorritori dopo i raid sulla città. Gli attacchi hanno colpito anche Nabatiye Fawqa, Habbush, Zebdin, Kfar Joz e Zawtar Sharqiye, nel distretto di Nabatiye. Bombardamenti israeliani sono stati segnalati anche a Deir Qanun Ras al Ain, Batuliye e Majdel Zun, nel distretto di Tiro, e a Hadatha e Baraashit, nel distretto di Bint Jbeil. Un raid di forte intensità ha inoltre colpito la valle di Erkay, nel distretto di Sidone. Le esplosioni sono state udite fino alla città costiera.
Tv Iran: "Nella bozza via il blocco Usa da Hormuz e transito a livelli pre-guerra"
La tv di Stato iraniana ha illustrato l'ultima bozza del memorandum d'intesa fra Washington e Teheran. In base al testo, ripreso dai media internazionali, gli Usa ritirano le forze militari vicine al territorio iraniano e revocano il blocco navale ai porti iraniani, e in cambio Teheran si impegna a ripristinare il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz ai livelli prebellici entro un mese. Il transito della navi sarà gestito in collaborazione con l'Oman. Il "Memorandum di Islamabad", questo il nome del documento, afferma che, se si raggiungerà un accordo definitivo entro 60 giorni, l'intesa dovrà essere approvata come una risoluzione vincolante del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.
Petrolio crolla di oltre il 5%, ottimismo per l'accordo in Medio Oriente
I prezzi del petrolio sono crollati tra l'ottimismo per la prospettiva di un accordo tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra. Il Brent del Mare del Nord, con consegna a luglio, viaggia in calo del 4,99% a 94,61 dollari al barile, poco dopo essere calato di oltre il 5%. Il suo equivalente statunitense, il Wti, con consegna nello stesso mese, è sceso del 5,94% a 88,31 dollari al barile, dopo essere calato di oltre il 6%.
Idf: "Numerosi allarmi in Galilea, droni Hezbollah esplodono in area militare"
Numerosi allarmi sono scattati in Galilea, nel nord di Israele, ed è "stata rilevata la caduta di diversi droni esplosivi". I droni sono esplosi in un'area militare, ha riferito un portavoce dell'Idf.
Idf: "Diversi droni di Hezbollah esplosi nel nord Israele"
Diversi droni esplosivi di Hezbollah hanno colpito il nord di Israele. Lo hanno dichiarato le forze armate israeliane che stanno indagando dopo aver individuato siti di impatto.
Araghchi: "I leader musulmani lavorano insieme per la pace"
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha invitato i leader musulmani a lavorare insieme per la pace. "La solidarietà e la cooperazione tra gli Stati della regione in questo momento è di estrema importanza", ha scritto su X in un messaggio per l'Eid. "I leader musulmani amanti della pace stanno unendo le loro forze per favorirla. Questo sta accade in un momento molto delicato. La storia lo registrerà tutto", ha aggiunto.
Pezeshkian: "Non bisogna avere paura dei faraoni di quest'epoca"
"Nel mondo turbolento di oggi, dove il fuoco dell'oppressione, dell'occupazione e dell'avidità delle potenze arroganti del momento si è acceso, Eid al Adha è un messaggio di dignità, libertà e di rifiuto della paura nei confronti dei faraoni di quest'epoca". Lo ha detto il presidente iraniana Masoud Pezeshkian in un messaggio ai musulmani di tutto il mondo in occasione delle celebrazioni della festa del Sacrificio dove ha invocato "l'unità e la fermezza dei musulmani contro l'incredulità e l'ingiustizia" come chiave per ottenere la vittoria divina. Per il presidente iraniano l'Eid al-Adha ha assunto un significato speciale per l'Iran quest'anno, poiché il Paese continua a resistere con orgoglio all'aggressione israelo-americana. "In un momento storico in cui la nostra amata patria si oppone a sanzioni oppressive, attacchi e difficoltà, il significato dell'Eid al-Adha si incarna nello spirito incrollabile delle famiglie dei martiri, nella resilienza dei coraggiosi guerrieri e nell'impareggiabile pazienza e solidarietà di questa nazione", ha aggiunto.
Pasdaran: "Hormuz ancora vietato per navi Paesi ostili"
Il transito nello Stretto di Hormuz è ancora vietato alle navi appartenenti a "paesi ostili". Lo ha reso noto la Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Isna.
Capo Idf: "Battuta arresto di anni per programma nucleare"
La maggior parte delle capacità militari dell'Iran sono state distrutte e il suo programma nucleare ha subito una battuta d'arresto di anni. E' quanto ha sostenuto il capo di Stato maggiore israeliano, Eyal Zamir, alla cerimonia di inaugurazione del primo aereo cisterna Boeing KC-46 'Gideon' arrivato dagli Stati Uniti. "La struttura del male costruita dal regime degli ayatollah è stata gravemente danneggiata e il suo futuro e la sua stabilità sono avvolti nell'incertezza", ha dichiarato Zamir, sottolineando che "i suoi leader sono braccati, la maggior parte delle sue capacità militari è stata distrutta e il suo programma nucleare ha subito una battuta d'arresto di anni". "La sua economia sta collassando e i suoi cittadini non hanno ancora compreso la portata del disastro causato dai loro leader estremisti".
Media: "Paesi arabi scettici sugli Accordi di Abramo, è mossa Trump per calmare la base"
I Paesi arabi non stanno prendendo seriamente la richiesta di Donald Trump di aderire agli Accordi di Abramo nell'ambito dell'intesa con l'Iran. La convinzione è che sia solo una mossa tattica del presidente per calmare i repubblicani falchi preoccupati dall'accordo con Teheran. Secondo ex funzionari americani, la richiesta del presidente ha suscito stupore, risate e frustrazione fra i Paesi arabi. "E' una mossa intelligente per placare la sua base arrabbiata. Continuerà a portarla avanti ma non sarà parte dell'intesa" con l'Iran, ha detto un diplomatico del Golfo a Politico. In ogni caso la richiesta di Trump rischia di aumentare l'incertezza in una situazione già volatile fra il nuovo attacco americano nel sud dell'Iran e le minacce di Teheran. "I Paesi del Golfo stanno cercando di negoziare la fine della guerra senza contraddire Trump ma anche senza piegarsi ai suoi interessi", ha osservato Michael Ratney, l'ex ambasciatore americano in Arabia Saudita.
Flotilla: "Rinviato il rientro dei due italiani per la festività di Eid al Adha"
"Domenico Centrone e Dina Alberizia, i due attivisti italiani trattenuti dalle autorità libiche assieme ad altre sette persone presumibilmente a Bengasi, non rientreranno subito in Italia. Almeno non prima dei prossimi tre giorni". A riferirlo e Maria Elena Delia, portavoce della Flotilla Italia, la quale spiega che nel Paese i procedimenti sono quasi paralizzati a causa delle festività per Eid al Adha, che si svolgono fino al 29 maggio. "La Farnesina - sottolinea Delia - sta seguendo il caso costantemente e da giorni il console ha chiesto di vedere Centrone e Alberizia, senza ottenere al momento risposte concrete. Alcune voci ci dicono che stanno bene, non sappiamo se sono trattenuti in un ufficio, un hotel o un centro di detenzione e, a quanto ci dicono, dovrebbe essere solo una questione di tempo affinché vengano espulsi, visto che per loro l'ipotesi di accusa sarebbe di ingresso illegale nel Paese".
Flotilla, Zuppi: "Preoccupati per diritti calpestati e umiliati"
"Non possiamo non preoccuparci", "tutte le volte che i diritti umani vengono calpestati e umiliati. Se poi a farlo sono le istituzioni, la questione è ancora più preoccupante". Così il presiedente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi durante la conferenza stampa dell'82esima Assemblea Generale della Conferenza episcopale italiana, riguardo a Flotilla. "Nella nostra introduzione - ha sottolineato Zuppi - abbiamo ringraziato quanti, pagando anche di persona, manifestano solidarietà per le sofferenze dei popoli colpiti da durezza e guerre. Tanti ovviamente, ma avevamo presenti anche loro, che sono sicuramente luci".
Hezbollah: "Respinte le truppe dell'Idf dopo scontri nel sud del Libano"
Dopo uno scontro diretto nel villaggio di Zawtar al-Sharqiya, nel distretto di Nabatieh, i miliziani di Hezbollah hanno dichiarato di aver costretto al ritiro le forze israeliane di terra che operano nel sud del Libano. Lo riporta Haaretz. Successivamente l'aeronautica dello Stato ebraico ha effettuato dei raid sula parte meridionale del Paese, dopo aver emesso degli ordini di evacuazione per la popolazione civile.
Seul convoca ambasciatore per attacco a sua nave a Hormuz
La Corea del Sud ha convocato l'ambasciatore iraniano per consegnare la sua protesta formale dopo i risultati di un'indagine secondo la quale l'attacco a una nave sudcoreana nello Stretto di Hormuz è stato "con alta probabilità" opera di un missile di fabbricazione iraniana. La nave mercantile sudcoreana e' stata colpita da un velivolo non identificato il 4 maggio nello Stretto, una via navigabile chiave praticamente chiusa da quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato la guerra contro l'Iran il 28 febbraio. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che l'Iran aveva "sparato alcuni colpi" contro la nave battente bandiera panamense, mentre Teheran ha negato ogni responsabilità. A seguito di un'indagine durata diverse settimane, il governo sudcoreano ha dichiarato che le analisi tecniche hanno concluso che il proiettile non identificato che ha colpito la nave era "con alta probabilità" una versione alternativa della "serie Noor sviluppata in Iran". "Il nostro governo intende convocare l'ambasciatore iraniano per illustrare i risultati dell'indagine, esprimere una ferma protesta per l'attacco alla nostra nave e chiedere provvedimenti responsabili, comprese misure per prevenire il ripetersi di tali episodi", ha dichiarato il primo viceministro degli Esteri Park Yoon-joo durante una conferenza stampa. Park ha affermato che la Hmm Namu è stata attaccata da due velivoli non identificati.
Media: "Se avverrà la firma accordi con Iran, cargo Usa spostati da scalo Tel Aviv"
Sullo sfondo della possibilità che Stati Uniti e Iran siglino un accordo per porre fine alla guerra, le autorità israeliane sono state informate che, dal momento della firma, tutti gli aerei di supporto dell'esercito americano lasceranno l'aeroporto internazionale civile di Tel Aviv. La flotta sarà trasferita entro 72 ore verso basi in Europa. Lo riferisce Channel 12 aggiungendo che gli aerei statunitensi rimarranno "in stato di pronta chiamata" per tornare allo scalo Ben Gurion qualora i combattimenti con l'Iran dovessero riprendere. Nel giorni scorsi la ministra israeliana dei Trasporti, Miri Regev, aveva inviato una lettera urgente al primo ministro Benjamin Netanyahu, al ministro della Difesa Israel Katz e al capo del Consiglio di sicurezza nazionale, Gil Reich, chiedendo l'immediata rimozione degli aerei cisterna americani dall'area dell'aeroporto Ben Gurion. Secondo Regev la presenza dei cargo da rifornimento sta causando gravi danni alle operazioni civili dello scalo, proprio mentre le compagnie aeree straniere stanno iniziando a tornare in Israele. Nello scalo civile sono stati dispiegati solo cargo da rifornimento, mentre i caccia sono nelle basi militari.
Idf: nuovi avvisi evacuazione per 5 villaggi al sud
Le forze armate israeliane hanno emesso nuovi avvisi di evacuazione per cinque villaggi nel Libano meridionale in vista di raid aerei contro le infrastrutture di Hezbollah. Nel mirino ci sono Kfar Houneh, Aaramta, Mlikh, Jarjouaa e Houmin al-Fawqa, ha affermato il portavoce Avichay Adraee su X, denunciando "violazioni dell'accordo di cessate il fuoco da parte di Hezbollah".
Idf: 150 strutture di Hezbollah colpite negli ultimi giorni in Libano
Negli ultimi giorni, più di 150 strutture e siti terroristici di Hezbollah sono stati colpiti dall'Idf a Tiro e Nabatieh, nel sud del Libano e nella valle della Beqaa. Lo scrive in una nota il portavoce dell'esercito israeliano.
Teheran: "Usa e Israele continuano a pianificare il rovesciamento dell'Iran"
Il ministero dell'Intelligence iraniano ha diffuso oggi una dichiarazione secondo cui Stati Uniti e Israele continuerebbero i loro complotti per rovesciare la Repubblica islamica e per provocare il collasso del Paese, passando a quella che definisce "guerra soft, guerra cognitiva e operazioni ibride". "Il nemico mira anche a disintegrare l'Iran. Sfrutta i problemi economici e incita disordini nel Paese", si legge nella nota, citata dall'agenzia Irna, secondo cui la guerra dei nemici è guidata da Israele "che domina gli Stati Uniti, affiancato dalla Gran Bretagna, seguita dagli europei e finanziata dai Paesi schiavi del Golfo Persico meridionale".
Sei attivisti italiani Flotilla di terra fermati a Sirte tornati a Fiumicino
Sono atterrati all'aeroporto Leonardo Da Vinci di Fiumicino, a Roma, i sei attivisti della Global Sumud Flotilla fermati a Sirte. Il volo della Turkish Airlines, decollato da Instanbul, è arrivato alle 9.30. Il gruppo era stato costretto, lunedì, a lasciare il campo in direzione dell’aeroporto di Tripoli. “Stiamo provando a raggiungere Gaza in diversi modi, e le modalità con cui viene impedito il passaggio sono altrettanto diverse ma presentano un filo conduttore comune: senza israele non é possibile raggiungere in nessun modo la Palestina”, ha spiegato Maria Elena Delia, portavoce della delegazione italiana della Global Sumud Flotilla.
Borsa: l'Europa sale e azzera le perdite dall'inizio della guerra Iran-Usa
Le Borse europee restano sui massimi, spinte dall'ottimismo sugli investimenti per l'intelligenza artificiale. In assenza di notizie dal Medio Oriente, i mercati si mostrano ottimisti sull'ipotesi di un accordo tra Usa e Iran e sullo sblocco dello stretto di Hormuz. Uno scenario che alimenta il calo del petrolio e del gas e dei rendimenti dei titoli di Stato. Sul fronte valutario l'euro sale a 1,1640 sul dollaro. L'indice stoxx 600 guadagna lo 0,5% a 630,99 punti, azzerando quasi del tutto le perdite dall'inizio della guerra tra Stati Uniti e Iran. Marciano in positivo Parigi (+0,9%), Francoforte (+0,7%), Madrid (+0,6%), Londra e Milano (+0,3%). I principali listini sono sostenuti dal settore del lusso (+3,7%) e dalle auto (+3%). Bene anche il comparto tecnologico (+0,9%) e quello bancario (+0,6%). In calo le utility (-1,3%), con il prezzo del gas che scende del 3,3% a 45,90 euro al megawattora. In flessione l'energia (-1,9%), con il petrolio in caduta libera. Il Wti cede il 3,7% a 90,40 dollari al barile e il Brent scende del 2,8% a 96,78 dollari. Si allenta la tensione sui titoli di Stato. Lo spread tra Btp e Bund si attesta a 70 punti, con il rendimento del decennale italiano che scende al 3,66% e quello tedesco al 2,95%. In calo anche il prezzo dell'oro che cede l'1,7% a 4.454 dollari l'oncia. A Piazza Affari vola Avio (+5,9%). Marciano in forte rialzo anche Moncler (+4,8%) e Cucinelli (+3,7%). In luce Stellantis (+4,5%), con i dati sul mercato dell'auto in Europa. Brillante Amplifon (+2,7%) e Ferrari (+2,1%), quest'ultima dopo il tonfo della vigilia con la presentazione dell'elettrica Luce. Vendite sul comparto energetico dove Tenaris cede il 2,6%, Saipem (-2,4%), Eni (-2%), Enel (-1,7%).
Lufthansa: "Carburante garantito per i voli estivi"
Il Gruppo Lufthansa ha assicurato ai propri clienti che quest'estate non dovranno temere cancellazioni di voli a causa della mancanza di cherosene. "In tutti e sei gli hub europei del Gruppo Lufthansa - Francoforte, Monaco, Zurigo, Vienna, Bruxelles e Roma - così come in altri aeroporti all'estero, non vi sono segnali da parte dei nostri fornitori che indichino un rischio per l'approvvigionamento di carburante durante l'estate", ha spiegato il membro del consiglio di amministrazione Dieter Vranckx in un comunicato. L'eventuale interruzione delle forniture di carburante attraverso lo Stretto di Hormuz verrebbe compensata dalle importazioni dagli Stati Uniti e dall'Africa. Inoltre, le raffinerie europee avrebbero portato la produzione di cherosene al massimo livello.
Iran, sondaggi Usa: "Trump potrebbe non avere facile via d'uscita da guerra"
Larga parte dell'opinione pubblica americana si aspetta che, quando avverrà, la fine del conflitto fra Iran e Usa non cambierà le cose e che la guerra del presidente Donald Trump non sarà un successo. Secondo gli ultimi sondaggi, gli americani sono stanchi della guerra, non l'hanno mai gradita, non pensano che porterà a grandi risultati positivi e non si aspettano concessioni significative. Le ultime proposte per un accordo di pace, sono del tutto inaccettabili per molti repubblicani intransigenti. Alcuni di essi pensano addirittura che un'intesa quale si starebbe configurando potrebbe rendere l'Iran più forte di prima della guerra. Diversi sondaggi suggeriscono che le persone non vedono l'ora che la guerra finisca - scrive la Cnn, citando un sondaggio di Fox News della scorsa settimana, che ha mostrato che solo il 39% degli elettori registrati desiderava che le operazioni militari statunitensi durassero "finché non si fossero raggiunti gli obiettivi degli Stati Uniti", rispetto al 61% che preferiva invece un "periodo di tempo limitato". Analogamente, un sondaggio del New York Times-Siena College ha mostrato che il 52% degli elettori registrati ritiene che gli Stati Uniti dovrebbero porre fine alle operazioni militari anche se non riusciranno a raggiungere un accordo con l'Iran sul suo programma nucleare. Solo il 37% si è dichiarato favorevole alla ripresa delle operazioni militari qualora i Paesi non riuscissero a raggiungere un accordo sul programma nucleare iraniano. Quest'ultimo sondaggio, insieme ad altri dati - commenta l'emittente americana - conferma che gli americani non sono esattamente ottimisti riguardo alla possibilità di raggiungere un accordo accettabile. Al contrario, sembrano propensi a guardare con scetticismo a qualsiasi proposta. Secondo il sondaggio Times-Siena, solo il 22% degli intervistati riteneva che la guerra avrebbe avuto "molto successo" nell'eliminare il programma nucleare iraniano, un programma che, è bene ribadirlo, l'amministrazione Trump aveva già dichiarato essere stato "annientato" la scorsa estate. Analogamente, secondo un sondaggio del Washington Post-ABC News , il 65% degli americani si è dichiarato "non molto fiducioso" o "per nulla fiducioso" che un accordo per porre fine alla guerra impedirebbe all'Iran di sviluppare armi nucleari (che è stata la linea rossa ripetuta da Trump). Secondo un recente sondaggio del Pew Research Center, quasi due terzi degli intervistati si dichiaravano solo "abbastanza" fiduciosi che l'amministrazione avrebbe raggiunto i suoi obiettivi in Iran. Anche se si raggiungesse un accordo che includesse termini ragionevolmente favorevoli per gli Stati Uniti, ciò non significa che gli americani li considererebbero validi. Secondo il sondaggio Times-Siena, il 55% degli elettori registrati ha affermato che la guerra non varrà i costi, contro il 21% degli intervistati. I sondaggi hanno inoltre ripetutamente dimostrato che gli americani ritengono che la guerra sarà controproducente su diversi fronti. Il sondaggio Post-ABC ha mostrato che il 61% contro l'11% degli americani ritiene che la guerra abbia aumentato il rischio di terrorismo contro gli americani. Il 56% contro il 12% ritiene che abbia rischiato di indebolire le relazioni con gli Stati Uniti. Il 49% contro il 21% ritiene che la stabilità in Medio Oriente peggiorerà. Anche se Trump dovesse riuscire a ottenere un accordo favorevole per gli Stati Uniti, si troverebbe ad affrontare un altro problema cruciale: gli americani non si fidano più di lui su questo tema. Il sondaggio più recente della Cnn mostra che solo il 20% degli americani ha "molta" fiducia nella capacità di Trump di prendere buone decisioni sull'Iran. Circa il triplo, ovvero il 59%, non ha "molta" fiducia o non ne ha affatto. Trump ha già fatto marcia indietro su molte delle sue richieste più assolutiste. Ad esempio, in passato affermava che avrebbe accettato solo la "resa incondizionata". In altre occasioni, aveva dichiarato che i suoi obiettivi principali erano porre fine al programma nucleare iraniano e impedire all'Iran di finanziare gruppi per procura come Hamas e Hezbollah. Stando agli ultimi termini di negoziazione, sembra che questi obiettivi si stiano ridimensionando.
Libano, Idf: "In 24 ore colpiti 150 siti e miliziani Hezbollah"
L'Idf sostiene su X di aver colpito, nelle ultime 24 ore, oltre 150 siti e militanti del gruppo terroristico Hezbollah nelle citta' libanesi di Tiro e Nabatieh, nonche' nella valle della Beqaa, pubblicando filmati degli attacchi. "Le Forze di Difesa Israeliane continuano ad attaccare infrastrutture terroristiche e terroristi dell'organizzazione terroristica Hezbollah". Negli ultimi giorni, l'esercito ha emesso diversi avvisi di evacuazione per i residenti di diverse aree del Libano meridionale, in vista di attacchi contro le infrastrutture di Hezbollah, l'ultimo dei quali ha interessato Nabatieh nella giornata di oggi.
Bce: "Misure contro caro-energia siano temporanee"
"Le risposte fiscali allo shock dei prezzi dell'energia, come i sussidi energetici e i tetti di prezzo, sono state finora relativamente limitate. In prospettiva, qualsiasi sostegno fiscale deve essere temporaneo e mirato per evitare di alimentare pressioni inflazionistiche prolungate e di mettere ulteriormente a dura prova le finanze pubbliche": lo o si legge nel Rapporto sulla stabilita' finanziaria, pubblicato oggi dalla Banca Centrale Europea. "Un'interruzione piu' prolungata dell'approvvigionamento energetico e una crescita notevolmente piu' debole potrebbero innescare una rivalutazione del rischio sovrano da parte degli operatori di mercato", aggiunge la Bce. Le posizioni di deficit e debito elevato limitano "il gia' scarso margine di manovra fiscale a disposizione di diversi paesi dell'area euro per rispondere efficacemente" agli shock. Per la Bce "i fondamentali fiscali rimangono fragili in diversi paesi dell'area euro a causa di sfide strutturali di lungo periodo legate alla digitalizzazione, alla bassa crescita della produttivita', all'invecchiamento della popolazione e ai cambiamenti climatici, che si aggiungono agli squilibri esistenti. Inoltre, l'aumento dei prezzi dell'energia nel contesto dell'attuale scenario geopolitico potrebbe moltiplicare le richieste di misure di sostegno fiscale volte ad attenuare l'impatto su famiglie e imprese vulnerabili".
Iran, governatore Boj: "Mondo si trova ad affrontare quinto shock petrolifero"
Il governatore della Banca del Giappone (Boj), Kazuo Ueda, ha dichiarato oggi che l'economia globale è stata colpita da significativi aumenti dei prezzi dell'energia sin dagli anni '70 e che il mondo si trova ora ad affrontare un quinto "shock petrolifero". Intervenendo a una conferenza internazionale a Tokyo, Ueda ha affermato che i prezzi al consumo in Giappone hanno reagito in modo diverso agli aumenti del prezzo del petrolio in vari periodi, il che significa che le banche centrali non dovrebbero considerare i prezzi del petrolio isolatamente, poiché lo stesso aumento del prezzo del petrolio può avere effetti molto diversi a seconda dei salari, delle aspettative, della domanda e dei tassi di cambio. Ueda ha inoltre spiegato che uno shock temporaneo può diventare persistente se modifica i salari, le aspettative e i comportamenti di fissazione dei prezzi. Al contrario, un forte shock può rimanere temporaneo se questi meccanismi non si attivano. Basandosi sulla precedente esperienza del Giappone, Ueda ha concluso che gli shock petroliferi non sono mai solo shock del prezzo del petrolio, ma rappresentano una prova per l'intero regime inflazionistico. I prezzi energetici internazionali persistentemente elevati, dovuti alle continue tensioni in Medio Oriente, hanno innescato una crisi di approvvigionamento di materie prime derivate dal petrolio, con ripercussioni a catena sull'economia giapponese e spingendo un numero crescente di aziende del settore alimentare e delle bevande ad aumentare i prezzi. La Banca del Giappone (Boj) terrà la sua prossima riunione di politica monetaria il 15 e 16 giugno per decidere se aumentare il tasso di interesse di riferimento, attualmente intorno allo 0,75%. Sebbene la banca centrale abbia mantenuto il tasso invariato nella riunione di aprile, tre dei suoi nove membri del comitato di politica monetaria hanno chiesto un aumento dei tassi per contenere l'inflazione.
Idf: "Diversi droni di Hezbollah hanno colpito nel nord di Israele"
L'esercito israeliano riferisce che diversi droni esplosivi di Hezbollah si sono schiantati in territorio israeliano poco fa nella località di Shlomi, nel nord di Israele e non ci sarebbero feriti.
Iran, Teheran: "Obiettivo Usa e Israele é ancora rovesciarci"
L'obiettivo di Usa e Israele rimane quello di "rovesciare" la Repubblica islamica e "smembrare" il Paese. Lo ha affermato il ministero dell'Intelligence iraniano, sottolineando che si tratta dell'obiettivo "apertamente dichiarato all'inizio della recente guerra, ma che non e' riuscito a raggiungere con l'attacco militare".
Attivisti Flotilla rientrati dalla Libia: "Preoccupati per i nostri compagni"
"Siamo preoccupati per i nostri compagni che non sentiamo da 4 giorni perché quella che è avvenuta è stata una vera cattura". Inizia così il suo racconto Sara Suriano di Andria, attivista della Flotilla di terra, fermata e rimpatriata dalla Libia via Istanbul. "I nostri compagni - ha aggiunto -, facevano parte di una piccola delegazione in testa al corteo, autorizzata a passare il confine. Ma da poco dopo non abbiamo più avuto contatti con loro. Noi siamo un convoglio internazionale di 300 persone in rappresentanza di 25 paesi, siamo coperti dalla convenzione di Ginevra e quello che noi chiedevamo era solamente un passaggio sicuro". "Il momento dello sgombero è stato molto intenso. Noi eravamo là regolarmente, dotati di visto, come convoglio umanitario. Ad un certo punto hanno iniziato a spintonarci e chi ha provato a fare resistenza passiva è stato maltrattato', conferma Marco Contadini di Roma, coordinatore della delegazione italiana. "Quando ho cominciato a realizzare che era passato troppo tempo, circa 3 ore, e i compagni non tornavano, abbiamo cominciato a temere per loro ed è iniziato un senso di smarrimento", ha confidato Massimo Marchini di Pordenone. "C'è stato chiesto di andarcene, non potevamo fare altro. Abbiamo fatto resistenza passiva, però alla fine abbiamo dovuto sgomberare il campo per raggiungere un posto più sicuro per noi", chiude il racconto Martina Cannatà di Bologna.
Fonti Ue: "Improbabile l'unanimità tra i 27 per sanzionare Ben Gvir"
Al momento - a quanto si apprende - è improbabile che si raggiunga l'unanimità necessaria per imporre le sanzioni al ministro israeliano Itamar Ben Gvir. La questione sarà affrontata al consiglio affari esteri di Cipro benché, essendo appunto un informale, non sono previste decisioni esecutive. L'idea, semmai, è quella di sondare gli Stati membri in vista del prossimo consiglio Affari Esteri formale di giugno, in calendario in Lussemburgo e "lavorare" in quella direzione. La proposta d'altra parte è già sul tavolo (da anni) e include le sanzioni anche per il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich. Non sarebbe necessaria una nuova proposta ad hoc per Ben Gvir poiché è possibile concordare solo un nome. La Repubblica Ceca si è detta, infatti, ufficialmente contraria. Restano poi dubbi sulla Germania e, potenzialmente, la Bulgaria.
Media: "Bombardamenti dell'Idf su Nabatieh, nel sud del Libano"
L'Idf sta bombardando la periferia di Nabatieh, nel sud del Libano, dopo l'ordine di evacuazione. Lo riferisce il media libanese 'L'Orient-Le Jour'. I colpi di artiglieria israeliana hanno interessato l'area intorno all'ospedale Nabih Berri, mentre un drone delle forze dello Stato ebraico ha colpito l'area intorno all'ospedale Ghandour. Gli aerei dell'Idf hanno bombardato anche diverse abitazioni nel distretto di Bint Jbeil.
Fmi: "Sostituire taglio accise con misure mirate per famiglie vulnerabili"
"La recente riduzione generalizzata delle accise su diesel e benzina, attuata per attutire l'impatto dello shock, dovrebbe essere sostituita da trasferimenti monetari mirati alle famiglie più vulnerabili". Lo afferma il Fondo monetario internazione nell'Article Iv dedicato all'Italia al termine della missione in Italia conclusasi ieri. "Le misure per mitigare l'impatto dell'aumento dei prezzi dell'energia dovrebbero essere neutrali rispetto al bilancio, temporanee, ben mirate e non smorzare l'incentivo a ridurre i consumi energetici", sottolinea l'Fmi che guarda anche alla difesa. "Qualsiasi nuova spesa, compresa quella per la difesa, dovrebbe essere interamente compensata per salvaguardare la sostenibilità fiscale", evidenzia il Fondo.
Iran, Tajani: "Situazione tesa, serve accordo Washington-Teheran"
Serve un accordo tra Teheran e Washington per allentare la tensione nella regione. A ribadirlo e' il ministro degli Esteri Antonio Tajani che, margine degli Stati generali della previdenza dei liberi professionisti al Cinema Barberini, commenta gli ultimi sviluppi in Medio Oriente. "La situazione sappiamo che continua a essere di tensione. Noi continuiamo a dire che la soluzione deve essere diplomatico, incoraggiamo tutti quanti" dice il vicepresidente del Consiglio "Parlero' con il ministro degli Esteri di Israele per capire qual e' la situazione, pero' dobbiamo andare avanti per rinforzare la tregua e trovare un accordo tra Iran e Stati Uniti, altrimenti la situazione puo' solo peggiorare". "Io" ha concluso "sono preoccupato per Hormuz e per le conseguenze di tipo economico".
Bce: "Attenzione alle misure contro il caro energia, spread a rischio"
In una successiva conferenza stampa il vicepresidente della Bce Luis de Guindos si è soffermato sul rischio posto in Europa da maggioranze parlamentari deboli e populismo. "La situazione nel mercato obbligazionario attuale, in particolare nel mercato dei titoli di Stato, è piuttosto calma e ordinata, un segnale positivo", ha detto. "Ad esempi i 'soliti noti' - se confrontati con la situazione di 10 o 15 anni fa - i paesi dell'Europa meridionale, versano in condizioni molto migliori rispetto al passato. E questo è un aspetto che i mercati hanno compreso perfettamente", questi Paesi "stanno chiaramente performando meglio dei 'soliti noti' del Nord Europa, oltre al fatto che il sistema bancario, in Spagna, Italia, Portogallo, Grecia, Irlanda è molto più solido. Tuttavia, riferendosi alla Francia e alla Spagna, de Guindos ha aggiunto che "una cosa rilevante è il rischio politico, la frammentazione e instabilità politica: in Spagna, per esempio, il governo non è stato in grado di approvare un bilancio dal 2023", una cosa che "non è la situazione ideale perché può dare l'impressione che non si sia in grado di reagire alle diverse situazioni". Inoltre "una parte della frammentazione politica viene da gruppo che danno molta più importanza alle politiche interne che a soluzioni europee. Dal mio punto di vista, credo sia qualcosa che va a detrimento del futuro dell'Europa".
Consigliere Khamenei: "Hormuz garanzia per l'accordo con gli Stati Uniti"
"Questa volta la linea rossa dell'Iran è chiara: documenti e firme da soli non sono una garanzia. Il garante concreto della sopravvivenza dell'accordo è lo Stretto di Hormuz". Lo ha scritto su X Ali Akbar Velayati, consigliere per gli Affari internazionali della Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei. "La storia testimonia che tutti gli invasori giunti con desideri egemonici, da Alessandro Magno a Gengis Khan fino a Donald Trump, sono stati assorbiti nell'abbraccio dell'antica civiltà iraniana", ha affermato, aggiungendo che "la geografia non mente ed è il giudice finale dei trattati scritti su carta".
Iran: "Le nostre scorte di uranio non sono all'ordine del giorno dei colloqui"
"Abbiamo sottolineato che la questione delle scorte iraniane di uranio altamente arricchito non dovrebbe essere all'ordine del giorno dei colloqui con gli Stati Uniti per raggiungere un accordo sulla fine della guerra". Lo ha dichiarato il vice capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, Ali Bagheri, citato dall'agenzia Irna. "Abbiamo espresso chiaramente la nostra posizione e, se gli Stati Uniti vorranno discutere i dettagli della questione, non raggiungeremo alcuna conclusione, poiché le divergenze sono molto ampie", ha aggiunto Bagheri, che si trova attualmente in visita in Russia.
Libano, Hezbollah: "Nel Sud scontri diretti con le Idf"
Hezbollah ha dichiarato di essere coinvolto in scontri con le forze israeliane in una citta' situata ai margini della "linea gialla" tracciata nel Libano meridionale da Israele. I combattenti "sono stati impegnati in scontri diretti con le forze nemiche" a Zawtar el-Sharqiyeh, a nord del fiume Litani, ha affermato il gruppo filo-iraniano in un comunicato, mentre Israele sta espandendo le sue operazioni di terra in Libano, in violazione del cessate il fuoco.
L'Idf emette un ordine di evacuazione da Nabatieh, nel sud del Libano
L'Idf ha emesso un ordine di evacuazione per i residenti della città di Nabatieh, nel sud del Libano. "Alla luce della violazione del cessate il fuoco da parte di Hezbollah, le Forze di Difesa sono costrette ad agire contro di esso. Evacuate immediatamente le vostre case e trasferitevi a nord del fiume Zahrani, ha scritto su X il portavoce dell'esercito israeliano in lingua araba Avichay Adraee.
Tajani: "La soluzione per il Medio Oriente deve essere diplomatica"
"La situazione è di tensione: noi continuiamo a dire che la soluzione deve essere diplomatica. Incoraggiamo tutti quanti, l'abbiamo detto. Parlerò con il Ministro degli Esteri d'Israele per capire qual è la situazione, però dobbiamo andare avanti per rinforzare la tregua e trovare un accordo tra Iran e Stati Uniti, perché altrimenti la situazione può solo peggiorare. Io sono preoccupato per Hormuz e per le conseguenze economiche". Lo afferma il ministro degli Esteri Antonio Tajani, sulla situazione in Medio Oriente a margine degli Stati generali della previdenza dell'Adepp, a Roma.
Tajani: "Speriamo tornino presto italiani bloccati in Libia"
"Speriamo che tornino presto". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine degli Stati generali della previdenza dell'Adepp, a Roma, risponde ad una domanda sui due italiani bloccati in Libia della Sumud Flotilla.
Bce: aumentano rischi per Hormuz e cybersicurezza
Le prospettive di stabilita' finanziaria dell'area euro sono influenzate dalle tensioni geoeconomiche e dalle interruzioni dell'offerta energetica, la cui gravita' e durata rimangono incerte: lo si legge nel Rapporto sulla stabilita' finanziaria, pubblicato oggi dalla Banca Centrale Europea. Nonostante una serie di shock, il sistema finanziario globale e l'economia reale si sono dimostrati straordinariamente resilienti all'inizio del 2026. Questa resilienza e' ora messa alla prova da un grave shock geoeconomico innescato dalla guerra in Medio Oriente. L'acuta tensione geoeconomica e' amplificata dalla persistente incertezza sul commercio globale e sulla cooperazione internazionale. Inoltre, in questo complesso contesto geopolitico, sono in aumento i rischi di cybersicurezza e le minacce ibride alle infrastrutture critiche.
Ft: "Il fondo del Board of Peace di Trump è senza soldi"
"Il fondo ufficiale del Consiglio per la Pace - Board of Peace - di Donald Trump è a secco e l'organizzazione è bloccata in un limbo giuridico e politico che ha frenato i progetti di ricostruzione di Gaza". Lo riporta il Financial Times. Il presidente degli Stati Uniti ha descritto il Consiglio - che ha richiesto ai leader mondiali quote associative "a vita" pari a 1 miliardo di dollari - come una delle organizzazioni internazionali "più influenti" mai create. Gli Stati membri hanno promesso 7 miliardi di dollari per il "pacchetto di aiuti" del Consiglio a Gaza, e Trump ha promesso altri 10 miliardi di dollari di finanziamenti statunitensi. Ma a quattro mesi dalla sua istituzione, il fondo finanziario del Consiglio creato dalla Banca Mondiale non ha ricevuto denaro dai donatori, secondo quattro persone informate sulla questione. "Non è stato depositato nemmeno un dollaro", ha detto una di loro.
Hezbollah: "Combattimenti diretti contro l'Idf a nord del fiume Litani"
Hezbollah ha dichiarato in un comunicato che i suoi miliziani "si sono scontrati a distanza ravvicinata" con le forze israeliane nella città di Zawtar al-Sharqiyah, situata a nord del fiume Litani e al margine della 'linea gialla' imposta dallo Stato ebraico nel sud del Libano, dove l'Idf sta operando
Media: Usa a Netanyahu, non attaccate Beirut, non vogliamo vedere edifici crollare
Secondo una ricostruzione di Channel 12, il premier israeliano Benyamin Netanyahu avrebbe aggiornato il presidente Usa Donald Trump in modo indiretto sull'espansione delle operazioni in Libano con l'intenzione di ampliare le operazioni e spingersi oltre la Linea Gialla per controllare il fuoco di Hezbollah. Il messaggio sarebbe stato trasmesso tramite l'ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, alla Casa Bianca. La risposta americana a Netanyahu sarebbe stata inequivocabile: "Non attaccate Beirut, non vogliamo vedere edifici crollare. Ciò avrebbe un effetto destabilizzante sull'intero processo di accordi regionali, innanzitutto sui negoziati con l'Iran, ma anche sui colloqui diplomatici con il Libano che si stanno svolgendo a Washington". Tuttavia, un alto funzionario israeliano ha dichiarato a Channel 12 che "anche se non c'è autorizzazione ad attaccare edifici, per quanto riguarda le eliminazioni mirate, se si presenta un'opportunità operativa, non esiste alcun divieto".
Pasdaran: possibilità che guerra riprenda sono basse
Le possibilità che la guerra tra Usa e Iran riprenda sono "basse". Lo ha dichiarato all'agenzia Tasnim il vicecapo politico dei Guardiani della Rivoluzione iraniana, Mohammad Akbarzadeh. "La possibilita' di una guerra è bassa a causa della debolezza del nemico, le forze armate sono in agguato con i depositi pieni", ha dichiarato Akbarzadeh.
Esponente del clero iraniano: Trump dovrà seppellire il desiderio di umiliarci
I "nemici dell'Iran", in particolare "il nemico folle della Casa Bianca", cercano "l'umiliazione e l'esaurimento della nazione iraniana, ma dovranno seppellire questo desiderio": lo ha dichiarato un membro radicale del Consiglio dei Guardiani iraniano, Ahmad Khatami, durante un discorso in occasione delle preghiere per la festività dell'Eid al-Adha a Teheran. Riferendosi al presidente statunitense Donald Trump, Khatami ha sostenuto che il tycoon "continua a parlare di negoziare con l'Iran, ma la verità è che la sua intenzione non è negoziare, bensì ottenere una resa". Secondo l'agenzia Fars, l'esponente del clero iraniano ha condannato gli attacchi israeliani in Libano, affermando: "Gli attacchi rappresentano il culmine della crudeltà e della viltà di Israele, che ha ancora una volta rivelato la sua natura criminale. Queste azioni sono anche segnate sulla fronte di Trump, a causa del suo sostegno al regime".
Katz torna sul piano di 'emigrazione volontaria' da Gaza: "Sarà attuato"
Nel post su X in cui conferma l'uccisione del nuovo capo militare di Hamas, nominato solo 11 giorni fa dopo l'eliminazione di Izz al-Din al-Haddad, il ministro della Difesa Israel Katz è tornato sull'argomento della "emigrazione volontaria" da Gaza. "Anche il piano di emigrazione volontaria da Gaza sarà attuato, tutto nei tempi e nei modi appropriati", ha scritto.
Idf diffonde video del raid che ha ucciso Odeh
Le Forze di difesa israeliana (Idf) hanno diffuso il filmato del raid che ha portato all'eliminazione di Mohammed Odeh, comandante dell'ala militare di Hamas nella Striscia di Gaza. Odeh è il quindicesimo alto ufficiale dell'ala militare dell'organizzazione terroristica ucciso dopo il massacro del 7 ottobre. L'unico alto funzionario di Hamas-Gaza sopravvissuto al massacro del 7 ottobre è Imad Akel, capo del quartier generale della protezione civile dell'organizzazione.
Katz: "Ik capo militare di Hamas Odeh è stato ucciso"
"Il comandante numero 4 dell'ala militare dell'organizzazione terroristica Hamas a Gaza è stato eliminato ieri ed è stato mandato a raggiungere i suoi complici nelle profondità dell'inferno. A nome del Primo Ministro e mio, congratulazioni alle Forze di Difesa Israeliane e allo Shin Bet per la brillante operazione", ha scritto Katznel suo post su X. "Ci siamo impegnati a eliminare tutti coloro che hanno guidato il massacro del 7 ottobre, e così faremo: tutti sono destinati alla morte ovunque si trovino. Ci siamo impegnati affinché Hamas non governi civilmente e militarmente Gaza, e così sarà. Anche il piano di emigrazione volontaria da Gaza sarà attuato, tutto nei tempi e nei modi appropriati", ha aggiunto.
Katz: "Il capo militare di Hamas Odeh è stato ucciso"
Il ministro della Difesa Israel Katz annuncia con un post su X che il nuovo capo militare di Hamas Mohammed Odeh è stato ucciso nell'attacco lanciato ieri sera dall'Idf a Gaza.
Nato, Der Spiegel: “Usa pronti a tagliare bombardieri, caccia e sottomarini”
Nato, Spiegel: “Usa pronti a taglio bombardieri, caccia e sottomarini”
Vai al contenutoBeirut: 31 vittime in attacchi israeliani in sud Paese
Gli ultimi attacchi israeliani nel sud del Libano hanno causato 31 morti e 40 feriti. E' quanto affermato, con un comunicato, il ministero della Salute libanese, riferendo che, tra le vittime, ci sarebbero almeno 4 bambini e 3 donne: 14 persone - ha precisato il ministero - sono state uccise a Burj al-Shamali, vicino a Tiro.
Media Israele: il capo dell'ala militare di Hamas è stato ucciso
Muhammad Odeh, capo dell'ala militare di Hamas, è stato ucciso dall'Idf in un attacco a Gaza City. Lo riferisce Ynet citando fonti israeliane. Successivamente, nella Striscia c'è stato un altro attacco, ed entrambi i raid hanno causato almeno due morti e oltre dieci feriti.