Guerra, Trump: 1000 missili pronti contro Iran. Teheran: su tregua mantenuto parola. LIVE
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato venerdì che gli Stati Uniti avrebbero "annientato completamente" l'Iran qualora avesse tentato di assassinarlo o ci fosse riuscito. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato oggi che Teheran ha "mantenuto la parola data" sul cessate il fuoco con gli Stati Uniti
in evidenza
Teheran ha "mantenuto la parola data" sul cessate il fuoco con gli Stati Uniti: così il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi dopo che Donald Trump ha insistito sul fatto che la tregua fosse finita, ma che avesse acconsentito a ulteriori negoziati con la Repubblica islamica. Negoziati che l'Iran nega. Il presidente americano è tornato a minacciare ritorsioni in caso di attentato alla sua vita da parte del regime iraniano. "Ci sono 1000 missili pronti al lancio contro la Repubblica Islamica dell'Iran, seguiti immediatamente da altre migliaia, qualora il governo iraniano mettesse in atto la sua minaccia, annunciata in tutto il mondo, di assassinare, o tentare di assassinare, l'attuale Presidente degli Stati Uniti d'America, in questo caso, me", ha scritto Trump sulla sua piattaforma Truth Social. Ha aggiunto: "Ho dato l'ordine, e l'esercito statunitense è pronto, disposto e in grado, per un anno, prorogabile, di annientare e distruggere completamente tutte le aree dell'Iran". "Se Teheran non fornisce la "polvere" nucleare - rivelano un funzionario vicino al dossier - non c'è accordo". L'amministrazione Usa, per il Wall Street Journal, è comunque pessimista su un “accordo sul nucleare”.
Gli approfondimenti:
- Cosa prevede il nuovo accordo Israele e Libano che Hezbollah respinge
- Iran, la Marina militare italiana pianifica l'eventuale invio di 4 navi a Hormuz
- Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
- Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
Per ricevere le notizie di Sky TG24:
- Il canale Whatsapp di Sky TG24 (clicca qui)
- Le notizie audio con i titoli del tg (clicca qui)
Chiusura Stretto Hormuz, le conseguenze sui prezzi di petrolio e gas
Con la tensione di nuovo alta tra Usa e Iran, il numero di navi in transito nello Stretto di Hormuz si è drasticamente ridotto, secondo le più recenti rilevazioni dei sistemi di tracciamento marittimo. Dopo i 36 passaggi registrati lunedì e i 41 del giorno successivo, giovedì le imbarcazioni erano ormai soltanto poche, comprese due unità iraniane che rientravano verso i porti del Paese senza carico. Ecco il quadro della situazione e le conseguenze economiche.
Chiusura Stretto Hormuz, le conseguenze sui prezzi di petrolio e gas
Vai al contenutoFonti Usa: "Iran riconosce che è stato errore colpire le navi a Hormuz"
L'Iran avrebbe ammesso che è stato "un gruppo di estremisti fuori controllo" a tentare di minare i negoziati di pace e la tregua colpendo le navi mercantili nello Stretto di Hormuz e provocando la reazione americana, secondo quanto affermato alcuni funzionari statunitensi alla Cbs News. "Loro (gli iraniani) sono tornati al tavolo delle trattative e hanno detto: 'Abbiamo sbagliato. Abbiamo commesso un errore. Continuiamo a parlare'". Gli Stati Uniti vogliono che l'Iran dichiari pubblicamente che lo Stretto di Hormuz è aperto e si impegni a cessare di sparare contro le navi mercantili.
Iran: "Parola mantenuta riguardo al Memorandum d'intesa con gli Stati Uniti"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che Teheran ha "mantenuto la parola data" riguardo al Memorandum d'intesa con gli Stati Uniti, in seguito all'annuncio del presidente americano Donald Trump sulla fine del cessate il fuoco, pur accettando di avviare nuovi colloqui. Araghchi ha scritto su X, sabato: "Finora l'Iran ha mantenuto la parola data, a differenza del cosiddetto ministro del tesoro americano che sta violando il paragrafo 9 del Memorandum d'intesa", riferendosi a una sezione del memorandum che stabilisce che gli Stati Uniti non avrebbero schierato ulteriori forze nella regione.
Pakistan, 'Islamabad si prepara per l'arrivo di delegazioni straniere'
Sebbene non vi sia alcuna dichiarazione ufficiale riguardo a eventuali colloqui tra le delegazioni tecniche di Iran e Stati Uniti in Pakistan, la polizia di Islamabad ha annunciato un piano di deviazione del traffico, sul suo account ufficiale X, in vista dell'arrivo in città di delegazioni straniere. Gli agenti hanno chiuso tutte le strade che conducono al Serena Hotel di Islamabad. Il Serena Hotel è stato la sede del primo ciclo di colloqui svoltosi l'11 e il 12 aprile di quest'anno. Il piano - si legge - sarà in vigore dalle ore 8 dell'11 luglio alla mezzanotte del 13 luglio 2026. Al Arabiya, da parte sua, citando una fonte autorevole, scrive che è previsto un incontro tra squadre tecniche provenienti da Iran e Stati Uniti in Pakistan domenica 12 luglio.
Libano, Idf: uccisi membro Hezbollah e un sospetto in due raid
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver ucciso un membro di Hezbollah e un altro "sospetto" in due attacchi separati nel sud del Libano, ritenuti una minaccia per le proprie truppe. Secondo le forze israeliane, le operazioni sono avvenute nella "zona di sicurezza" sulle colline di Ali Taher. L'esercito ha ribadito che continuera' ad agire per neutralizzare ogni rischio per i soldati e impedire a Hezbollah di colpire civili israeliani. Intanto, fonti statunitensi indicano che il ritiro graduale delle truppe israeliane dal sud del Libano, previsto nell'accordo di cessate il fuoco del 26 giugno, potrebbe iniziare a breve. Il ministro della Difesa Israel Katz ha pero' affermato che Israele manterra' la propria presenza finche' Hezbollah non sara' disarmato.Dall'inizio delle ostilita' a marzo, oltre 4.300 persone sono morte in Libano negli attacchi israeliani, mentre 37 soldati e due civili israeliani sono stati uccisi in azioni di Hezbollah.
Iran, su cessate il fuoco abbiamo mantenuto la parola con gli Usa
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato sabato che Teheran ha "mantenuto la parola data" sul cessate il fuoco con gli Stati Uniti, dopo che Donald Trump ha insistito sul fatto che la tregua fosse finita, ma che avesse acconsentito a ulteriori negoziati con la Repubblica islamica. "Finora l'Iran ha mantenuto la parola data, a differenza del 'cosiddetto' Segretario del Tesoro statunitense che sta violando il paragrafo 9 del Memorandum d'intesa", ha scritto Araghchi su X, riferendosi a una parte del memorandum d'intesa relativa al mancato dispiegamento di ulteriori forze statunitensi nella regione. Nel su post su X, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha aggiunto che "non può esserci rispetto se non è reciproco". Gli scontri tra Iran e Stati Uniti sono ripresi martedì scorso e sono stati i più significativi dalla firma, il 17 giugno, di un accordo volto a trovare una soluzione definitiva alla guerra iniziata il 28 febbraio con l'attacco israelo-americano all'Iran. Donald Trump ha ribadito ieri che il cessate il fuoco era "finito", pur accettando di proseguire i colloqui con Teheran. "La Repubblica islamica dell'Iran ci ha chiesto di continuare le 'discussioni'. Teheran "non ha avanzato alcuna richiesta di questo tipo", si è affrettato a precisare il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, annunciando al contempo che Araghchi si sarebbe recato in Oman sabato per discutere dello Stretto di Hormuz. Teheran consente un solo corridoio di navigazione, lungo la sua costa, ed esclude qualsiasi ritorno alla situazione prebellica, quando il passaggio in questo stretto, attraverso il quale transitava normalmente un quinto del commercio mondiale di idrocarburi, era libero. Gli Stati Uniti hanno colpito l'Iran per due notti consecutive dopo aver accusato Teheran di attacchi a tre navi mercantili nello stretto. Per rappresaglia, l'Iran ha fatto fuoco contro i paesi del Golfo: il Kuwait, il Bahrein e il Qatar.
USA: Trump, 'Ci sono 1000 missili pronti al lancio contro l'Iran'
"Ci sono 1000 missili pronti al lancio contro la Repubblica Islamica dell'Iran, seguiti immediatamente da altre migliaia, qualora il governo iraniano mettesse in atto la sua minaccia, annunciata in tutto il mondo, di assassinare, o tentare di assassinare, l'attuale Presidente degli Stati Uniti d'America, in questo caso, me", ha scritto Trump sulla sua piattaforma Truth Social. Ha aggiunto: "Ho dato l'ordine, e l'esercito statunitense è pronto, disposto e in grado, per un anno, prorogabile, di annientare e distruggere completamente tutte le aree dell'Iran".