Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra, nuovi raid Usa per fermare attacchi su navi a Hormuz. Esplosioni in Iran

©Ansa

Il presidente americano: "Prima fanno un accordo, poi attaccano una nave. Ho detto: voi siete malati". Teheran nelle ultime ore ha richiuso lo Stretto di Hormuz colpendo due navi commerciali che tentavano di attraversarlo. Washington risponde con una terza ondata di attacchi contro l'Iran e annuncia che lo Stretto è riaperto. Ma l'Iran ribatte: "È chiuso". Nel pomeriggio e nella serata di domenica nuovi attacchi americani

in evidenza

È di nuovo escalation in Medio Oriente. Il consigliere militare della Guida Suprema iraniana, Mohsen Rezaei, ex capo delle Guardie Rivoluzionarie, ha dichiarato che "lo Stretto di Hormuz", punto focale delle tensioni con gli Stati Uniti, "è più importante per l'Iran del suo programma nucleare". Teheran ha richiuso lo Stretto di Hormuz e colpito due navi commerciali che tentavano di attraversarlo. Washington ha risposto con una terza ondata di attacchi contro l'Iran, comunicando di aver colpito almeno 140 obiettivi militari. Trump: "Voi siete malati, prima fate un accordo e poi attaccate una nave".

Intanto, l'Oman ha assicurato che proseguiranno i colloqui con l'Iran dopo la riunione tecnico-politica svoltasi ieri a Muscat sul futuro della gestione dello Stretto di Hormuz, alla quale ha preso parte, almeno in parte, anche una delegazione del Qatar. 

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Russia e Iran, killer e spie reclutati online: cosa sono i 'proxy'

Da tempo c'è il sospetto che Mosca e Teheran utilizzino "proxy" per atti  terroristici: una rete fatta di reclutatori online, piccoli criminali e  adolescenti (e secondo l'Europol anche sempre più spesso la criminalità  organizzata) contattati su Telegram e pagati poche centinaia di dollari  per incendi, sabotaggi, pedinamenti e perfino omicidi. Senza sapere chi  colpiscono né perché. Un modello sempre più ricorrente, con tanto di  tariffario. Ecco come funziona.

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Usa, lanciati nuovi attacchi contro l'Iran

Gli Stati Untiti hanno lanciato ulteriori attacchi contro l'Iran per indebolire la sua capacità di attaccare le navi commerciali e civili nello Stretto di Hormuz. Lo afferma il Us Central Command, sottolineando che gli attacchi sono stati lanciati alle 23 ora italiana.

Usa smentiscono i media iraniani, 'né morti né feriti in attacchi in Kuwait'

Gli attacchi iraniani in Kuwait non hanno causato né morti né feriti tra i militari statunitensi. Lo afferma il Us Central Command smentendo la "propaganda iraniana" secondo la quale tre soldati americani sarebbero stati uccisi nei raid.

Stretto di Hormuz, piano di Iran e Oman per introdurre pedaggi

Iran e Oman lavorano ad un piano che prevede la riscossione di un   pedaggio dalle navi che transitano nello Stretto di Hormuz, nonostante   le obiezioni degli Stati Uniti. A rivelarlo, citando un funzionario   iraniano e quattro diplomatici a conoscenza della questione è il New  York Times, che sottolinea come "la decisione di attaccare l’Iran il 28  febbraio  abbia prodotto cambiamenti di vasta portata e inaspettati in  Medio  Oriente. Prima della guerra, lo Stretto di Hormuz era una rotta   marittima internazionale tra Iran e Oman che le navi percorrevano   liberamente, trasportando petrolio e gas dal Golfo Persico al resto del   mondo". Teheran ha poi di fatto bloccato il passaggio marittimo,  facendo  impennare i prezzi dell’energia. E da allora, i funzionari  iraniani  ribadiscono la loro intenzione di monetizzare il passaggio  attraverso lo  Stretto.

Stretto di Hormuz, piano di Iran e Oman per introdurre pedaggi

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Kallas, 'via ai negoziati per il partenariato Ue-Bahrein, Golfo è centrale'

"L'Europa è un partner affidabile per il Golfo. Oggi l'Ue e il Bahrein hanno avviato i negoziati su un nuovo accordo di partenariato strategico. È stato un piacere farlo insieme al ministro degli Esteri del Bahrein, Abdullatif bin Rashid Al-Zayani, e alla mia collega, la commissaria Dubravka Suica". Lo scrive su X l'Alto rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas. "Oggi più che mai, il Golfo è al centro della scena geopolitica. L'Ue e il Bahrein collaboreranno più strettamente in materia di sicurezza, stabilità e commercio tra le nostre due regioni", sottolinea. 

Chi detiene il potere negli Stati Uniti?

Un recente sondaggio di YouGov ha analizzato come l’opinione pubblica   percepisce la distribuzione del potere nella società statunitense e cosa  significa essere “potenti”. Il gruppo che emerge nettamente come il più potente è quello dei miliardari. Alcune opinioni cambiano però sensibilmente in base all'orientamento politico degli intervistati.

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Fonte diplomatica, negoziati Israele-Libano a Roma il 14-15 luglio

Una fonte diplomatica israeliana ha confermato all'ANSA che il nuovo round negoziale tra Israele e Libano si terrà a partire da martedì 14 luglio a Roma e continuerà anche il 15. Secondo i media libanesi, gli incontri si terranno presso l'ambasciata americana a Roma. Secondo il media al Jadeed, l'ambasciatore Simon Karam che guida la delegazione diplomatica di Beirut è già arrivato a Roma, mentre l'ambasciatrice libanese negli Usa Nada Maouad raggiungerà la capitale italiana domani.  Israele sarà rappresentato dall'ambasciatore negli Usa Yechiel Leiter. In un'intervista alla Cbs, Leiter ha affermato che Israele, il Comando centrale degli Stati Uniti e l'esercito libanese stanno attualmente preparando le condizioni per l'attivazione di due "zone pilota" nel Libano meridionale, dalle quali si ritirerà l'Idf. Secondo Leiter, "se le zone pilota sono disposte ad accettare la responsabilità dell'esercito libanese, si può andare avanti. Se Hezbollah rimarrà lì, Israele rimarrà nelle sue posizioni". 

Iran-Usa, tutto ruota (sempre e ancora) attorno a Hormuz

La ripresa degli attacchi Usa all’Iran e la rappresaglia iraniana su   Kuwait e Bahrein aprono molti interrogativi. Il piano di pace è   archiviato? Come reagiranno mercati energetici e prezzi del petrolio?   Tra le tante incognite e le incertezze legate anche alla volatilità   delle parole del presidente americano, c'è un elemento che pare chiaro:   al centro degli ultimi sviluppi continua a esserci il destino dello   Stretto, arma potentissima nelle mani dei Pasdaran e stella polare  della  diplomazia statunitense.

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Media: "Servizi occidentali, non Israele, hanno avvisato Trump del rischio attentato"

Sarebbe stato un servizio d'intelligence occidentale e non Israele a intercettare informazioni secondo cui l'Iran avrebbe valutato un attentato contro Donald Trump durante la sua visita in Turchia. Lo riferisce Channel 12. Secondo il report di intelligence, alti funzionari iraniani avrebbero considerato la presenza di Trump in Turchia un'opportunità irripetibile, ma il servizio segreto straniero avrebbe avvertito gli Stati Uniti con sufficiente anticipo. Proprio questa segnalazione avrebbe indotto le autorità statunitensi a cambiare il velivolo presidenziale utilizzato da Trump. Questi dettagli sono stati pubblicati con l'autorizzazione della censura militare israeliana.  Il New York Times mercoledì ha riferito che Trump è ripartito dal vertice Nato di Ankara utilizzando il vecchio Air Force One anziché il nuovo aereo ricevuto in dono dal Qatar. Secondo fonti a conoscenza dei fatti, la decisione sarebbe stata presa su raccomandazione dei servizi segreti come misura precauzionale e non in risposta a una minaccia concreta. Successivamente, altri resoconti hanno sostenuto che il cambiamento fosse legato a informazioni d'intelligence su un presunto piano iraniano per assassinare il presidente. Le stesse fonti hanno spiegato che il nuovo velivolo donato dal Qatar non dispone ancora di tutte le capacità operative del precedente Air Force One. Il report aggiunge che anche la partenza da Ankara si è svolta in modo insolito: Trump è salito rapidamente sul vecchio aereo prima che i giornalisti al seguito potessero fotografarlo o riprenderlo mentre saliva la scaletta, diversamente dalla procedura abituale. Inoltre, ai passeggeri è stato chiesto di abbassare gli oscuranti dei finestrini prima del decollo. 

Guterres: "Preoccupa la grave escalation, conseguenze catastrofiche da ritorno ostilità"

"Sono profondamente preoccupato per la grave escalation e il rinnovato confronto militare nel Golfo, compresi gli attacchi iraniani alle navi nello Stretto di Hormuz, gli attacchi degli Stati Uniti all'Iran e gli attacchi dell'Iran contro obiettivi nei paesi vicini". Lo scrive in un post su X il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, che intima: "Tutti questi attacchi devono cessare".

"Un ritorno alle ostilità su vasta scala avrebbe conseguenze catastrofiche, per i popoli della regione, per la pace e la sicurezza internazionale e per l'economia globale", avverte Guterres, che poi esorta "l'Iran e gli Stati Uniti a riprendere urgentemente i negoziati e a risolvere le questioni irrisolte attraverso la diplomazia".

Dal revolver di Erdogan alla schiava per la Regina Vittoria: i regali diplomatici più assurdi

Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha regalato ai leader NATO un revolver. Che però non è certo il regalo diplomatico più curioso: nel corso dei secoli re, presidenti e governi si sono scambiati animali esotici, oggetti improbabili, simboli culturali, prodotti tecnologici e in un caso perfino una schiava. Eccoli tutti.

Dal revolver di Erdogan alla schiava per Vittoria, i regali più strani

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Guterres(Onu): "Riprendere urgentemente i negoziati"

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha esortato Stati Uniti e Iran a esercitare "la massima moderazione" e a "riprendere urgentemente i negoziati". Lo ha dichiarato il suo portavoce, Stephane Dujarric, in un comunicato.

Kuwait: attaccati dall'Iran 3 posti di frontiera e piattaforma petrolifera

Tre posti di frontiera e una piattaforma petrolifera offshore kuwaitiana sono stati attaccati dall'Iran. Lo ha reso noto il ministero della Difesa dell'emirato che parla di "vile attacco, che ha provocato danni materiali". "Una piattaforma di trivellazione offshore appartenente alla Kuwait Oil Company è stata presa di mira da un drone ostile, causando danni materiali e il ferimento di un operaio" si legge in una nota.

Netanyahu: con l'Iran "Trump deve poter esaurire via negoziale"

Il presidente degli Usa Donald Trump "vuole esaurire la possibilità di raggiungere un accordo" con l'Iran, "specialmente sul tema nucleare, attraverso negoziati. Dovremmo lasciare che il presidente abbia questa opportunità". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu, oggi al programma "Meet the Press" di Nbc News. "Ovviamente - ha aggiunto - non rifugge dall'usare la forza, quando gli iraniani violano qualsiasi impegno preso, di solito qualche ora o qualche minuto dopo averlo preso". Il premier israeliano si è detto "profondamente grato per il fatto che l'America e Israele abbiano unito le forze per impedire all'Iran di ottenere armi nucleari e i mezzi per lanciarle". 

Axios: nuovi attacchi Usa vicino a Hormuz

Gli Stati Uniti hanno condotto un'ora fa nuovi attacchi vicino allo Stretto di Hormuz. Lo riporta Axios citando un funzionario americano. Nel mirino delle forze americane ci sono statai sistemi missilisti e di difesa aerea, ma anche piccole imbracazioni del Corpo Delle Guardie della Rivoluzione Islamica in diverse aree nello Stretto, riporta Axios.

Meloni e la "lista nera" dell'Iran, verifiche in corso da parte dell'intelligence

La Guida suprema dell'Iran Mojtaba Khamenei ha giurato "vendetta" per la morte del padre Ali, ucciso in un attacco di Usa e Israele a inizio guerra. Il quotidiano Hamshari, legato alla municipalità di Teheran, ha pubblicato una "lista nera" con i "responsabili" dell'omicidio: oltre al presidente americano Donald Trump e al premier israeliano Benjamin Netanyahu, compaiono i leader europei, tra cui la premier Giorgia Meloni.

Meloni e la lista nera dell'Iran, verifiche in corso dell'intelligence

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Media Iran: esplosioni in porto Bandar Abbas e vicino isola Kishm

Nuove esplosioni in Iran. Le agenzie di stampa Mehr e Fars hanno dato notizia di numerose deflagrazioni nel porto di Bandar Abbas, nel sud del Paese, e nell'area intorno all'isola di Kishm, nello Stretto di Hormuz. La natura delle esplosioni non è al momento chiara, anche se le autorità iraniane parlano di "missili nemici".

Israele, le elezioni il 27 ottobre

Il presidente della commissione parlamentare della Knesset, il deputato del Likud Ofir Katz, ha annunciato che le elezioni politiche in Israele si terranno il 27 ottobre, data stabilita dalla legge, poiché l'attuale Knesset concluderà il suo mandato quadriennale questa settimana, il 17 luglio. Lo riporta il Times of Israel. Il consulente legale della Knesset, Sagit Afik, ha aggiunto durante la discussione che l'attuale Parlamento "porterà a termine il suo mandato e non verrà sciolta", il che significa che non è necessaria alcuna legge per lo scioglimento anticipato. Sarebbero le prime elezioni che si tengono nei tempi previsti in Israele in quasi 40 anni. Inoltre, quello guidato da Benjamin Netanyahu sarebbe il primo governo a completare il suo mandato in oltre 50 anni di storia.

Trump all'Iran: siete malati, fate un accordo poi attaccate una nave

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump afferma che l'Iran "ha raggiunto un accordo" ieri, prima di colpire una nave nello Stretto di Hormuz con un drone. "Abbiamo avuto degli incontri con loro. Ieri hanno accettato un accordo. Un accordo perfetto per noi. Niente nucleare... Hanno rinunciato a tutto, e poi... nel giro di un'ora, hanno lanciato un drone contro una nave", ha detto Trump a "Meet the Press" della NBC. Non è però chiaro a quale accordo si riferisca Trump. "Ho detto: 'Voi siete malati, e quindi è una di quelle cose'", aggiunge Trump riferendosi all'Iran.

Teheran insiste: traffico Hormuz sospeso

Le autorità iraniane hanno sottolineato ancora una volta che il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz è temporaneamente sospeso, un'affermazione che contraddice quella degli Stati Uniti, i quali sostengono che il traffico "scorre normalmente". "A causa dei recenti movimenti illegali delle forze militari statunitensi nella regione, il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz è attualmente impossibile", ha annunciato l'Autorità iraniana per lo Stretto del Golfo. L'agenzia ha dichiarato che "non appena la stabilità e la calma saranno ripristinate, tutte le richieste saranno esaminate e i permessi necessari saranno rilasciati secondo il programma previsto". Le autorizzazioni saranno rilasciate solo tramite il sito web dell'Autorità. La dichiarazione di Teheran è una risposta al Comando Centrale degli Stati Uniti, il quale ha riferito che il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz "scorre normalmente".

Trump: "Hormuz è aperto, li abbiamo colpiti pesantemente"

Lo Stretto di "Hormuz è aperto, li abbiamo bombardati pesantemente". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista Nbc.

Premier iracheno da Trump in settimana per accordi e investimenti

Il primo ministro iracheno Ali al-Zaidi si recherà lunedì negli Stati Uniti per incontrare il presidente Donald Trump, nella sua prima visita internazionale da quando ha assunto l'incarico: lo ha dichiarato il portavoce del governo. Zaidi, salito al potere quest'anno con la benedizione di Trump, ha assunto la carica in un contesto di crescente pressione statunitense su Baghdad affinché disarmasse i gruppi armati filo-iraniani che hanno spesso preso di mira le installazioni statunitensi in Iraq. A Washington, Zaidi spera di attrarre investimenti statunitensi nel Paese, che ha urgente bisogno di rilanciare la propria economia, soprattutto dopo le significative perdite di entrate causate dall'interruzione delle esportazioni di petrolio durante la guerra in Medio Oriente.

Usa: "Hormuz aperto e forze militari garantiranno navi"

Lo Stretto di Hormuz è aperto a tutte le navi e le forze militari statunitensi sono "posizionate e preparate" a garantire la libertà di navigazione, ha dichiarato domenica il Comando Centrale degli Stati Uniti, un giorno dopo lo scambio di colpi tra forze statunitensi e iraniane e la dichiarazione dell'Iran di aver chiuso la vitale via navigabile.

Oman: "23 salvati e un disperso dopo attacco a nave"

L'Oman ha annunciato di aver tratto in salvo 23 membri dell'equipaggio di una nave mercantile, mentre uno risulta disperso, dopo che l'imbarcazione è stata colpita al largo della costa orientale del sultanato del Golfo. "Ventitré membri dell'equipaggio sono stati tratti in salvo e hanno ricevuto le cure mediche necessarie. Le operazioni di ricerca continuano per il membro dell'equipaggio che risulta ancora disperso", ha dichiarato il Centro di Sicurezza Marittima dell'Oman in un comunicato. L'agenzia ha affermato di aver ricevuto una richiesta di soccorso dalla GFS Galaxy, battente bandiera cipriota, a 4,4 miglia nautiche dalla costa del Governatorato di Musandam. Il segnale è giunto dopo che la nave è stata colpita durante gli ultimi scambi di fuoco tra Iran e Stati Uniti. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato che la nave è stata resa inutilizzabile da un incendio e da danni alla sala macchine, accusando Teheran di averla attaccata. In precedenza, il ministero degli Esteri indiano aveva dichiarato che degli 11 cittadini indiani a bordo, 10 erano stati tratti in salvo, aggiungendo che uno risultava disperso. L'agenzia marittima britannica UKMTO ha affermato che l'equipaggio aveva abbandonato la nave e si trovava su una scialuppa di salvataggio, a circa 17 chilometri (10 miglia) a est dell'Oman. L'attacco è avvenuto mentre Teheran annunciava la chiusura dello Stretto di Hormuz e lanciava missili e droni contro i suoi vicini del Golfo in risposta ai nuovi attacchi statunitensi. Il ministero degli Esteri indiano ha definito gli attacchi contro le navi mercantili nella regione "profondamente preoccupanti". "Gli attacchi contro le navi mercantili e le infrastrutture civili nella regione devono cessare", ha dichiarato. "La navigazione libera e senza ostacoli... attraverso le vie navigabili internazionali della regione, in conformità con il diritto internazionale, deve essere ripristinata al più presto. "Lo scambio di fuoco minaccia l'accordo provvisorio volto a porre fine alla guerra in Medio Oriente, iniziata il 28 febbraio con gli attacchi israelo-americani contro l'Iran, tra cui quello che ha ucciso l'ex Guida Suprema Ali Khamenei.

Oman convoca ambasciatore Iran, protesta formale per attacchi

L'Oman ha presentato oggi una protesta formale all'ambasciatore iraniano in seguito all'attacco subito dal Paese, secondo quanto riportato dai media statali, in un raro caso in cui ha accusato pubblicamente Teheran di aver preso di mira il suo territorio. "L'Oman esprime il suo profondo sgomento per questi atti irresponsabili e sottolinea l'imperativo di aderire ai principi di sovranità statale, buon vicinato e non ingerenza negli affari interni", ha scritto l'agenzia di stampa statale in un post sui social, un giorno dopo che l'Oman ha ospitato il ministro degli esteri iraniano per colloqui sullo Stretto di Hormuz. 

La tv di Stato iraniana esulta per la morte del sen. Usa Graham

"Porgo le mie congratulazioni alla nazione iraniana per la morte del  senatore statunitense Lindsey Graham, figura anti-iraniana e  guerrafondaia": lo ha dichiarato oggi una conduttrice della tv di Stato.  "La causa della sua 'discesa all'inferno' è stata indicata come un  malore improvviso', ha aggiunto. Nel frattempo, un altro conduttore  della rete statale ha affermato: "Graham, che aveva sostenuto l'attacco  militare e le sanzioni contro l'Iran e appoggiato il regime israeliano,  responsabile dell'uccisione di bambini, è finito all'inferno". Ha poi  aggiunto: "È una notizia così bella che voglio ripeterla. Graham,  che... ". L'agenzia di stampa Fars, legata alle Guardie Rivoluzionarie,  ha annunciato la morte del senatore 'ostinato', il quale aveva definito  l'Iran il principale sostenitore del terrorismo. "Ora diventerà cibo per  formiche e serpenti, mentre l'Iran continuerà a restare in piedi", ha  aggiunto l'agenzia. Anche Tasnim, testata vicina alle Guardie  Rivoluzionarie, ha dichiarato: "Graham era un guerrafondaio che  interferì negli affari dell'Iran durante le 'rivolte' di gennaio. Ripeté  le parole del presidente Donald Trump, secondo cui erano in arrivo  'aiuti' per i rivoltosi".

Concluso ieri round colloqui al Cairo su piano per Gaza, rimane nodo disarmo Hamas

Si è concluso ieri al Cairo un nuovo round di colloqui tra i mediatori e Hamas, alla presenza dell'inviato del Board of Peace per Gaza Nickolay Mladenov. Le trattative si sono svolte mentre in parallelo nella capitale eigiziana si trovava anche una delegazione israeliana per discutere del futuro del piano di Donald Trump per Gaza. Secondo quanto riportato da Haaretz, la Roadmap di 15 punti presentata a maggio al Consiglio di Sicurezza Onu da Mladenov, resta bloccata principalmente su due punti chiave. Il punto 8, il più spinoso, riguarda il disarmo di Hamas: il movimento non accetterebbe di consegnare le armi alla Forza di Stabilizzazione Internazionale, prevista dalla Roadmap, nonché chiede che il disarmo avvenga in parallelo - e non come premessa - a un ulteriore ritiro dell'Idf dalle aree in cui ancora si trova a Gaza (circa il 60% dell'enclave). L'altra disputa centrale riguarda il punto 5: Hamas chiede che il Comitato nazionale per l'amministrazione di Gaza (Ncag) - il governo di tecnocrati guidato da Ali Shaath che dovrebbe subentrare nel governo della Striscia di Gaza - si faccia carico dei debiti pregressi del movimento islamico verso i propri funzionari, incluso il pagamento retroattivo di stipendi a decine di migliaia di dipendenti di Hamas a Gaza. Il Board of Peace respinge la richiesta, secondo fonti interne all'organismo citate da Haaretz. Il quotidiano riporta tuttavia che Hamas potrebbe ammorbidire le proprie posizioni sotto una duplice pressione: da un lato il timore della ripresa di una nuova offensiva dell'Idf nella Striscia di Gaza, legata al calcolo che Netanyahu possa intraprendere il passo in vista delle elezioni israeliane; dall'altro la preoccupazione che il Board of Peace proceda comunque, senza attendere un'intesa, con un primo progetto pilota di costruzione di un nuovo campo profughi a Rafah, a ridosso della Linea Gialla che separa le forze israeliane da quelle di Hamas. Un'area che sarebbe sottoposta al controllo dello Ncag e della forza multinazionale. Secondo fonti palestinesi citate da Haaretz, gli Stati Uniti starebbero valutando, per il finanziamento di questo progetto, di attingere alle entrate fiscali dell'Autorità Nazionale Palestinese trattenute da Israele da oltre un anno. 

Gasparri: "Solidarietà a Meloni, Italia e Occidente non si fanno intimidire"

''Piena solidarietà al Presidente del consiglio Meloni che, con altri leader del mondo, viene minacciata dalla follia iraniana. La dittatura oscurantista degli Ayatollah resta un'infezione pericolosa nel contesto internazionale, in particolare, nell'area mediorientale. L'Italia ha mostrato saggezza ed equilibrio in questi ultimi mesi. Ma, nonostante questo, arrivano minacce inaccettabili. L'Italia e il mondo occidentale non si faranno intimidire. Prima o poi le ragioni della libertà e della democrazia torneranno ad affermarsi anche nell'Iran, che sarà sottratto ad una dittatura che ha già seminato morte, povertà e distruzione in un Paese che avrebbe ben altre prospettive e potenzialità”. Lo dichiara il Presidente della Commissione Esteri e Difesa del Senato, Maurizio Gasparri.

Giordania condanna attacchi dell'Iran: "Violano diritto internazionale e carta Onu"

La Giordania ha definito gli attacchi iraniani contro i suoi vicini del  Golfo una "palese violazione della loro sovranità, una minaccia alla  loro sicurezza, stabilità e integrità territoriale, nonché una  pericolosa escalation". Lo riferisce Al Jazeera. Gli attacchi con droni e  missili costituiscono "una flagrante violazione del diritto  internazionale e della Carta delle Nazioni Unite", si legge in una  dichiarazione del governo.

Media Iran: "Nostro militare ucciso nei raid statunitensi"

I raid statunitensi sferrati nella notte tra sabato e domenica contro  l'Iran sono costati la vita a un militare iraniano, secondo quanto  riportato dai media locali. "Il tenente Hamidreza Dehghani, della marina  dell'Esercito della Repubblica islamica dell'Iran, è caduto martire  durante l'attacco criminale e terroristico perpetrato ieri sera dagli  Stati Uniti contro il porto di Jask", situato nel sud dell'Iran e  affacciato sul Golfo, hanno riferito le agenzie di stampa Mehr e Tasnim,  citando un funzionario locale.

Iran, Qatar chiede sospensione temporanea della navigazione

Il ministero dei Trasporti del Qatar ha chiesto la sospensione temporanea della navigazione e di tutte le attivita' marittime fino a nuovo avviso, dopo l'offensiva lanciata dall'Iran contro diversi Paesi del Golfo e la Giordania. "Per garantire la sicurezza pubblica", il ministero ha invitato "tutti i proprietari e gli utilizzatori di mezzi navali, comprese le imbarcazioni da diporto, i pescherecci, le moto d'acqua e tutte le altre unita' simili, a sospendere temporaneamente la navigazione". Il provvedimento riguarda anche "lo svolgimento di attivita' marittime, a partire dalla data della presente circolare e fino a nuovo avviso". La misura non si applica invece alle navi soggette alle convenzioni marittime internazionali, che potranno continuare le proprie operazioni nel rispetto delle norme e delle procedure vigenti. Il ministero ha precisato che la decisione e' "temporanea" ed e' stata adottata "in coordinamento con le autorita' di sicurezza competenti".

Iran, Qatar "si riserva diritto di rispondere" ad attacchi

Il governo del Qatar, Paese mediatore tra Washington e Teheran, ha condannato con fermezza i "rinnovati attacchi" lanciati domenica dall'Iran contro il proprio territorio e altri Paesi della regione, avvertendo che si riserva "il diritto di rispondere". "Il Qatar si riserva il pieno diritto di rispondere, in conformita' con il diritto internazionale, e di adottare tutte le misure necessarie per proteggere la propria sovranita', la propria sicurezza, l'integrita' territoriale e i propri cittadini", ha affermato il ministero degli Esteri qatariota in un comunicato. Doha ha definito l'offensiva iraniana una "palese violazione" della sovranita' degli Stati della regione e ha accusato la Repubblica islamica di essere "pienamente responsabile di questi attacchi e delle loro ripercussioni e conseguenze". La reazione del Qatar arriva dopo che la caduta di detriti provocati dall'intercettazione dei missili iraniani ha causato almeno tre feriti sul territorio qatariota, nell'ambito di una serie di attacchi che ha colpito anche altri Paesi vicini. Secondo l'emirato, l'azione militare contro il proprio territorio e contro quello di Paesi come Giordania, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Oman e Kuwait rappresenta "una pericolosa escalation" che ostacola "gli sforzi per contenere le tensioni e compromette le iniziative diplomatiche" in Medio Oriente. Il Qatar ha inoltre ribadito la propria "piena solidarieta' ai Paesi fratelli" e il sostegno a qualsiasi misura legittima che essi decideranno di adottare per difendersi, chiedendo al tempo stesso l'immediata cessazione delle ostilita' e un ritorno "serio" al dialogo.

Iran, media locali: "Morto soldato iraniano in ultimi raid Usa"

Un soldato iraniano e' stato ucciso nei raid americani condotti nella notte. Lo riportano i media locali.

Papa: "Venti di guerra non spengano fiammella speranza e pace"

"Tornano purtroppo a soffiare i venti della guerra in Medio Oriente, in Ucraina e in numerose altre parti del mondo, seminando violenza, terrore e morte". Lo ha detto Papa Leone XIV al termine dell'Angelus da Castel Gandolfo, dove il Pontefice sta trascorrendo alcuni giorni di riposo. Rivolgendosi ai fedeli presenti nel borgo laziale e ai pellegrini arrivati da diverse parti del mondo, il Papa ha invitato a non perdere la speranza anche davanti agli scenari piu' drammatici. "Non lasciamo che questi venti spengano la fiammella della speranza e della pace, anche quando essa sembra fragile e vacillante", ha invocato Leone XIV. Il Pontefice ha quindi rinnovato il suo appello affinche' la comunita' internazionale scelga la strada del confronto e della diplomazia. "Si percorra con perseveranza la via del dialogo, dell'incontro e della diplomazia", ha auspicato il Papa, definendo questo "l'unico cammino capace di condurre a una pace giusta e duratura". Una pace, ha aggiunto, nella quale "i popoli possano vivere riconciliati nella sicurezza reciproca e nel rispetto della dignita' di ogni persona".

Consigliere Khamenei: "Vendetta per diritto di rispondere in modo proporzionato"

"La vendetta avverrà non solo per le nostre emozioni, ma anche per il  diritto dell'Iran di rispondere in modo proporzionato ai crimini, sulla  base del diritto internazionale": lo ha dichiarato il consigliere  militare della Guida Suprema iraniana, Mohsen Rezaei, riferendosi  all'uccisione dell'ex leader Ali Khamenei nell'attacco israelo-americano  di febbraio. "Gli Stati Uniti e Israele hanno oltrepassato i limiti  dell'Iran e dovrebbero ricevere una risposta proporzionata, al fine di  evitare che vengano accusati di aver ucciso i leader di altri Paesi", ha  aggiunto.

Doha: "Attacchi dell'Iran a noi e ai Paesi arabi sono una pericolosa escalation"

Il Qatar ha condannato gli attacchi iraniani contro il proprio  territorio e i Paesi vicini, dopo che la Repubblica islamica ha lanciato  una serie di attacchi contro i Paesi arabi. "Il Qatar condanna con la  massima fermezza i nuovi attacchi sferrati dalla Repubblica islamica  dell'Iran", ha affermato il ministero degli Esteri in un comunicato,  riferendosi anche agli attacchi contro Giordania, Emirati Arabi Uniti,  Bahrein, Oman e Kuwait e definendo tali attacchi una "pericolosa  escalation".

Media: Netanyahu potrebbe partecipare a funerale Graham e incontrare Trump

Il primo ministro Benjamin Netanyahu sta valutando la possibilità di viaggiare negli Stati Uniti per il funerale del senatore Lindsey Graham. Lo riporta Ynet, aggiungendo che, se partirà, probabilmente incontrerà durante la visita anche il presidente Donald Trump.

Consigliere Khamenei: "Lo stretto di Hormuz più importante delle bombe atomiche"

Il consigliere militare della Guida Suprema iraniana, Mohsen Rezaei, ex  capo delle Guardie Rivoluzionarie, ha dichiarato oggi che lo Stretto di  Hormuz, punto focale delle tensioni con gli Stati Uniti, è più  importante per l'Iran del suo programma nucleare. "Questo passaggio  strategico è più importante di decine di bombe atomiche e la Repubblica  Islamica dell'Iran lo proteggerà", ha affermato Rezaei, citato  dall'agenzia di stampa Isna, riferendosi al programma nucleare iraniano,  che Usa, Israele e Paesi occidentali sospettano abbia scopi militari.  Teheran nega queste accuse, ma insiste sul suo diritto all'energia  nucleare civile.

Iran, Scalfarotto (Iv): "Preoccupazione per minacce a premier"

"Le minacce a Giorgia Meloni apparse su un giornale iraniano vanno condannate e non possono non preoccupare. Dietro quella 'lista nera', nella quale compiono anche altri leader europei, additati senza fondamento come responsabili della morte di Khamenei, c'e' un chiaro intento propagandistico ma le ramificazioni del regime di Teheran, noto finanziatore del terrorismo internazionale, non possono essere sottovalutate. Alla premier va la mia solidarieta'". Lo dice il senatore di Italia Viva Ivan Scalfarotto, responsabile esteri del partito.

Consigliere di Khamenei: "L'Iran continuerà a gestire lo stretto di Hormuz"

"La situazione della gestione dello Stretto di Hormuz non tornerà mai  più quella precedente agli attacchi israelo-americani iniziati il 28  febbraio": lo ha dichiarato oggi Mohsen Rezaei, consigliere della Guida  Suprema Mojtaba Khamenei, aggiungendo: "L'Iran proteggerà e continuerà a  gestire questa via d'acqua strategica, che rappresenta una delle  componenti della deterrenza del Paese e svolge un ruolo decisivo nel  garantire la sua sicurezza e i suoi interessi nazionali". "L'Iran  continuerà a rivendicare i propri diritti e a salvaguardare la sicurezza  del Paese, facendo affidamento sulle proprie capacità di difesa", ha  sottolineato, secondo quanto riportato da Tasnim.

Arabia Saudita: "L'Iran viola il diritto internazionale"

Il ministero degli Esteri dell'Arabia Saudita ha denunciato la  "violazione da parte dell'Iran dei principi del diritto internazionale,  della Carta delle Nazioni Unite, della Carta dell'Organizzazione della  Cooperazione Islamica e delle regole di buon vicinato, attraverso i  ripetuti attacchi iraniani contro navi mercantili che minacciano la  sicurezza e la libertà di navigazione". Il regno non è stato preso di  mira nell'ultima serie di attacchi iraniani, ma una petroliera saudita è  stata danneggiata mentre transitava nello Stretto di Hormuz la scorsa  settimana.

Iran, Nuova Delhi: un cittadino indiano disperso dopo attacco a nave vicino Hormuz

Un cittadino indiano risulta disperso dopo l'attacco nei pressi dello  Stretto di Hormuz che ha visto finire nel mirino una nave mercantile. Lo  conferma il ministero degli Esteri di Nuova Delhi, che condanna  l'attacco alla Gfs Galaxy al largo della costa dell'Oman e precisa che  gli altri dieci degli undici cittadini indiani che erano a bordo sono  stati tratti in salvo.  Nelle  scorse ore il Centcom riferiva di operazioni delle forze Usa contro  obiettivi militari iraniani a seguito di un attacco dei Guardiani della  Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, contro la nave portacontainer Gfs  Galaxy, battente bandiera cipriota, in transito nello Stretto di Hormuz.  Lo stesso Centcom parlava di un membro dell'equipaggio, un civile,  disperso e precisava che la nave non è più in grado di proseguire il  viaggio a causa di un incendio a bordo e danni significativi alla sala  macchine.

Abu Dhabi: "Minacce missilistiche rilevate erano fuori dai nostri confini"

Gli Emirati Arabi Uniti affermano che "i sistemi di monitoraggio e  tracciamento operano con elevata efficienza 24 ore su 24 ai massimi  livelli di prontezza operativa" dopo che l'Iran ha sferrato attacchi in  tutto il Medio Oriente. Lo riporta Al Jazeera. Il ministero della Difesa  ha dichiarato che "le minacce missilistiche rilevate questa mattina  provenivano dall'esterno dei confini nazionali". Dopo che Stati Uniti e  Israele hanno dato il via alla guerra contro l'Iran a febbraio, le  Guardie Rivoluzionarie hanno colpito duramente gli Emirati Arabi Uniti  con attacchi di droni e missili. Tuttavia, negli ultimi mesi non sono  stati sferrati attacchi contro il Paese.

Iran, almeno tre feriti in Qatar a causa di caduta detriti

Almeno tre persone, tra cui un bambino, sono rimaste ferite in Qatar a causa della caduta di detriti provocati dalle intercettazioni dei missili iraniani. Lo ha reso noto il ministero dell'Interno qatarino.

Il ministro del Commercio britannico chiede la riapertura dello Stretto di Hormuz

Il ministro del Commercio britannico, Sir Chris Bryant, sostiene che lo  Stretto di Hormuz debba essere riaperto e invita le parti coinvolte a  negoziare. Lo riporta Sky News. Criticando l'amministrazione  statunitense, Bryant ha dichiarato a Trevor Phillips che "è un po'  sciocco entrare in guerra se non si sa come uscirne". "Vogliamo che  tutti allentino le tensioni" e che "si siedano al tavolo delle  trattative per negoziare una soluzione", ha aggiunto.

Iran, Malan (FdI): "Solidarietà a Meloni, inaccettabili accuse"

"Piena e ferma solidarietà e vicinanza a Giorgia Meloni, nel mirino di  un quotidiano vicino alle autorità iraniane che pubblica la sua immagine  associandola ai responsabili della morte dell'Ayatollah Ali Khamenei.  Sono accuse inaccettabili quelle che arrivano dall'Iran. L'Italia non si  lascia intimidire". Lo dichiara il presidente dei senatori di Fratelli  d'Italia, Lucio Malan.

L'Oman condanna l'attacco iraniano al proprio territorio

Il governo dell'Oman ha condannato con forza l'attacco sul proprio  territorio, secondo quanto annunciato dai media statali, mentre le  Guardie rivoluzionarie iraniane hanno affermato di averlo preso di mira  durante una raffica di attacchi diretti contro i Paesi del Golfo.  L'Agenzia di stampa dell'Oman ha dichiarato in data X che "il Sultanato  dell'Oman ribadisce la propria condanna e denuncia di questo attacco",  avvenuto poche ore dopo che il Paese aveva ospitato il ministro degli  Esteri iraniano per discutere delle questioni di sicurezza nello Stretto  di Hormuz.

Media Iran invocano attacchi contro Israele, minacce a Trump, Netanyahu e leader Golfo

All'indomani delle parole della Guida Suprema dell'Iran Mojtaba Khamenei  che ha minacciato di vendicare la morte del padre, i media iraniani  vicini al regime invocano attacchi contro Israele. Lo riporta Channel 12  in un ampio servizio in cui vengono ripresi titoli e commenti dei  principali media iraniani. Il quotidiano Kayhan, considerato il  principale organo di propaganda del regime, ha scritto: "Un attacco  contro Israele rappresenterebbe un colpo devastante per gli Stati  Uniti". Il direttore di Kayhan, ritenuto il portavoce dell'establishment  iraniano, ha invitato a proseguire gli attacchi contro le basi  americane nella regione e ad attaccare anche Israele. Il quotidiano  Asr-e Iranian ha adottato toni ancora più duri, titolando: "La vendetta,  certamente contro gli assassini." Al centro della prima pagina compare  la fotografia di un grande cartello esposto durante i funerali di Ali  Khamenei con la scritta in inglese: "We Will Kill Trump" accompagnata  dalla traduzione in persiano. Nell'immagine sono raffigurati il  presidente Donald Trump, il primo ministro Benjamin Netanyahu, il  ministro della Difesa Israel Katz e i leader di tre Paesi del Golfo: il  presidente degli Emirati Arabi Uniti Sheikh Mohammed bin Zayed, il re  del Bahrein Hamad bin Isa e l'emiro del Kuwait Sheikh Mishal al-Ahmad  al-Sabah. Il quotidiano Jam-e Jam si è unito alla campagna mediatica,  pubblicando in prima pagina un messaggio in ebraico: "Vendetta a breve",  ripetuto anche in farsi e in inglese.

Iran, sito militare a Yasuj attaccato da droni Usa e Israele

Un sito militare alla periferia di Yasuj, nella provincia  sud-occidentale iraniana di Kohgiluyeh Boyer-Ahmad, è stato attaccato da  droni statunitensi e israeliani alle 3:00 di domenica notte, ora  locale: lo ha dichiarato il vice governatore generale Fatrah Mohammadi.  L'attacco ha causato danni limitati a un veicolo e non si sono  registrate vittime, ha aggiunto, citato dall'agenzia Tasnim.

Media Iran: "Attaccati quartier generale Usa in Bahrein, base aerea Al-Adid in Qatar"

L'agenzia di stampa Sabreen, vicina al regime iraniano, ha pubblicato un elenco di obiettivi attaccati durante la notte. Si tratta della base di Amir Hussein in Giordania, la base aerea di Al-Adid in Qatar, il porto di Al-Sheikh in Kuwait, il quartier generale della Quinta Flotta statunitense e l'area di Al-Juffair in Bahrein, il porto di Al-Daqam in Oman e depositi di carburante militari statunitensi nella stessa area.

Iran, Kuwait: raid iraniani "escalation della massima gravità"

Il governo del Kuwait ha definito "un'escalation della massima gravita'" l'offensiva lanciata domenica dall'Iran contro i Paesi del Golfo e la Giordania, sostenendo che essa "compromette gli sforzi diplomatici" volti alla de-escalation. "La prosecuzione di queste aggressioni rappresenta un'escalation della massima gravita', suscettibile di aggravare le tensioni e l'instabilita' nella regione, minacciare la pace e la sicurezza regionali e compromettere gli sforzi diplomatici finalizzati alla de-escalation e alla risoluzione pacifica delle crisi", ha affermato il ministero degli Esteri kuwaitiano in un comunicato. Il piccolo Stato del Golfo ha inoltre espresso la propria condanna per "le gravi aggressioni iraniane perpetrate questa mattina contro lo Stato del Kuwait, che riflettono la determinazione a perseguire una strategia ostile reiterata". Secondo il ministero, tali azioni costituiscono "una grave violazione della sovranita' dello Stato del Kuwait e dell'integrita' del suo territorio, una minaccia diretta alla sua sicurezza e stabilita', nonche' alla sicurezza dei suoi cittadini e residenti, e una palese violazione del diritto internazionale, della Carta delle Nazioni Unite e della Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza".

Iran, New Delhi: "11 indiani a bordo nave colpita; un disperso"

Il governo indiano ha confermato la scomparsa di un proprio cittadino e il salvataggio di altri dieci dopo l'attacco al mercantile Gfs Galaxy al largo delle coste dell'Oman, episodio che ha spinto gli Stati Uniti a lanciare una nuova massiccia ondata di bombardamenti contro l'Iran. "Condanniamo l'attacco contro la nave commerciale Gfs Galaxy al largo delle coste dell'Oman, avvenuto nelle prime ore di oggi. Degli undici cittadini indiani presenti a bordo, dieci sono stati finora tratti in salvo, mentre un cittadino indiano risulta disperso", ha dichiarato il governo di Nuova Delhi in una nota. L'attacco alla nave, battente bandiera cipriota, ha innescato una nuova escalation nella regione, con uno scambio di attacchi che ha coinvolto diversi Paesi del Golfo dopo le rappresaglie iraniane contro basi in Bahrein, Kuwait, Giordania, Qatar e Oman. Sebbene la Marina dei Guardiani della rivoluzione abbia affermato di aver attaccato e fermato una nave nello Stretto di Hormuz perche' navigava lungo una "rotta non autorizzata", il governo indiano non ha attribuito responsabilita' per l'accaduto e ha sollecitato una soluzione negoziata per evitare un ulteriore allargamento del conflitto. Nel comunicato, Nuova Delhi ha inoltre chiesto il rapido ripristino della liberta' di navigazione e del commercio attraverso le "rotte marittime internazionali" della regione. "I continui episodi di attacchi contro la navigazione commerciale nella regione sono motivo di profonda preoccupazione. Rinnoviamo il nostro appello a un'immediata de-escalation delle tensioni e alla conclusione dei negoziati in corso per raggiungere una soluzione diplomatica, affinche' pace e stabilita' possano tornare nella regione", si legge nella nota.

Funzionario iraniano: "Preso il controllo dello Stretto di Hormuz con la forza"

Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione per la politica estera e la  sicurezza nazionale del Parlamento iraniano, ha scritto in un post su  X: "Abbiamo preso il controllo dello Stretto di Hormuz con la forza e lo  conserveremo con la forza". Lo riporta Al Jazeera.

Usa, Netanyahu: "Con Graham perso amico Israele e mio personale"

Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, e la moglie Sara esprimono si uniscono "al cordoglio del popolo americano" per "la perdita del caro amico, il senatore Lindsey Graham". "Nel nostro recente incontro, ho detto: 'Lindsey e' un grande amico di Israele e un amico prezioso per me. Non abbiamo un amico migliore di Lindsey'", afferma su X Netanyahu. "Lindsey capiva che la sicurezza di Israele e dell'America sono inseparabili. Ha dedicato la sua vita a difendere l'America, rafforzando la nostra alleanza e sostenendo il mondo libero. Israele ha perso uno dei suoi piu' grandi amici. L'America ha perso un grande patriota. Io ho perso un amico amato", aggiunge. "I nostri cuori sono con la famiglia di Lindsey e con il popolo americano in questo momento difficile. Possa il suo valore e le sue iniziative continuare a guidarci verso la vittoria e la pace, e possa la sua memoria essere per sempre una benedizione", conclude il premier israeliano.

Qatar: "Tre feriti tra cui un bambino per le schegge di missili dall'Iran"

Il ministero dell'Interno del Qatar ha annunciato che tre persone, tra  cui un bambino, sono rimaste ferite a causa della caduta di schegge  durante le intercettazione di missili iraniani.

Esercito giordano: "Tre missili iraniani sono caduti all'interno del Paese"

L'esercito giordano ha dichiarato che tre missili iraniani sono caduti  sul territorio del regno all'alba, nel contesto delle rinnovate ostilità  tra Iran e Stati Uniti. "Tre missili lanciati dal territorio iraniano  sono caduti all'alba in diverse località del regno, senza causare  vittime. I danni si limitano a lievi perdite materiali", ha affermato  una fonte militare citata in un comunicato dell'esercito.

Teheran, Iran e Oman continueranno i colloqui sulle modalità di gestione di Hormuz

"La delegazione iraniana, guidata dal ministro degli Esteri Abbas  Araghchi e arrivata sabato a Muscat, ha discusso con i funzionari  omaniti della necessità di un coordinamento tra i due Paesi sulle  modalità di gestione del transito delle navi nello Stretto di Hormuz. Le  due parti hanno concordato di proseguire i colloqui a livello politico e  tecnico per raggiungere un'intesa volta a garantire la sicurezza della  navigazione nella via d'acqua", ha dichiarato il portavoce del ministero  degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei. Secondo l'agenzia Irna, Baghaei  ha inoltre confermato la presenza di una delegazione del Qatar ai  colloqui di Muscat, "in qualità di uno dei Paesi della regione che ha  svolto un ruolo di mediazione tra Iran e Stati Uniti".

Funzionario iraniano: "Città della provincia del Lorestan attaccata da Usa e Israele"

Il vicegovernatore della provincia di Lorestan, Saeed Pourali, ha  dichiarato domenica che l'area di Visian, nei pressi della città di  Chegeni, è stata attaccata questa mattina da Stati Uniti e Israele.  Durante gli attacchi statunitensi contro città iraniane nelle prime ore  di domenica, sono stati colpiti anche altri centri nel sud-ovest e nel  sud dell'Iran, tra cui Abadan, Mahshahr e Hendijan nella provincia del  Khuzestan; la città portuale di Bandar Abbas e Sirik nella provincia di  Hormozgan; e Kangan, Bushehr, Dayyer, Dashti, Tangestan e Assaluyeh  nella provincia di Bushehr. Le Guardie della Rivoluzione hanno affermato  di aver attaccato i centri di supporto logistico delle navi e le  piattaforme di rifornimento delle portaerei statunitensi nel porto di  Duqm, in Oman. Le Guardie della Rivoluzione hanno inoltre dichiarato di  aver colpito la base statunitense di Prince Hassan, in Oman, "dove sono  schierati droni MQ-9 e missili balistici americani".

Iran, ministro Esteri Pakistan sente Araghchi: "Ora de-escalation"

Il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar ha invitato alla "de-escalation" del conflitto in Medio Oriente ed esortato tutte le parti a "dare prova di moderazione" nel corso di una conversazione telefonica avuta con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi. Lo rende noto il ministero degli Esteri pakistano in un comunicato, secondo cui Dar ha "sottolineato che il dialogo e la diplomazia restano l'unica strada praticabile per risolvere le controversie e garantire una pace e una stabilita' durature nella regione" durante il colloquio con il capo della diplomazia iraniana.

Iran, Oman: "Avanti negoziati a livello tecnico su Stretto Hormuz"

L'Oman ha assicurato che proseguiranno i colloqui con l'Iran dopo la riunione tecnico-politica svoltasi ieri a Muscat sul futuro della gestione dello Stretto di Hormuz, alla quale ha preso parte, almeno in parte, anche una delegazione del Qatar. "Le due parti hanno concordato di proseguire questi colloqui a livello tecnico e politico per raggiungere gli accordi necessari nel rispetto del diritto internazionale", ha affermato il ministero degli Esteri omanita in una nota. Secondo il comunicato, i colloqui tra funzionari iraniani e omaniti erano finalizzati a coordinare le azioni dei due Paesi rivieraschi dello Stretto di Hormuz riguardo agli accordi sulla gestione del traffico marittimo. Le parti hanno inoltre deciso di continuare il dialogo a livello politico e tecnico-giuridico per raggiungere un'intesa comune sulle modalita' per garantire la sicurezza della navigazione nello stretto. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, citato dall'agenzia di stampa statale Irna, ha dichiarato che "la futura gestione del traffico nello Stretto di Hormuz dovra' essere definita attraverso consultazioni tra i due Paesi rivieraschi, tenendo conto degli sviluppi degli ultimi mesi, in particolare della guerra imposta dagli Stati Uniti e dal regime sionista (Israele) e delle sue conseguenze sulla sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz". Baghaei ha inoltre confermato che una delegazione del governo del Qatar, uno dei Paesi mediatori tra Washington e Teheran, ha preso parte a una parte dei colloqui, circostanza che Doha non ha confermato.

Esercito iraniano: "Siamo noi i responsabili dei movimenti nello Stretto di Hormuz"

Il portavoce dell'esercito iraniano, Amir Akraminia, ha dichiarato  domenica che gli Stati Uniti cercano di imporre la propria linea di  condotta nello Stretto di Hormuz, in violazione del protocollo d'intesa  (MoU) tra le due parti. "Siamo responsabili di qualsiasi movimento in  quella via navigabile e difenderemo il nostro diritto", ha sottolineato.  "Gli americani sono intervenuti nuovamente negli affari dello Stretto  di Hormuz la scorsa notte e hanno ricevuto una risposta dura dall'Iran",  ha affermato citato dall'Irna, aggiungendo che "gli Stati Uniti  farebbero meglio a cessare le interferenze e a rispettare il protocollo  d'intesa, poiché le loro azioni generano insicurezza nella regione".

Iran, Giordania: intercettati tre missili iraniani

Le Forze armate della Giordania hanno reso noto di aver intercettati tre missili provenienti dall'Iran.

Media: "Raid statunitensi contro cinque città iraniane della provincia di Bushehr"

Le forze armate statunitensi hanno colpito nella notte cinque città della provincia meridionale iraniana di Bushehr, affacciata sul Golfo Persico. Lo riferisce l'agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna, ripresa da Al Jazeera, citando un funzionario locale.     Secondo la ricostruzione, gli attacchi hanno interessato le città di Asaluyeh, Dir, Bushehr, Dashti e Tangestan, in una delle province strategicamente più rilevanti dell'Iran per la presenza di infrastrutture energetiche e della centrale nucleare di Bushehr.     La provincia era già stata ripetutamente presa di mira negli ultimi giorni nel contesto dell'escalation militare. Secondo le autorità iraniane, raid precedenti avrebbero distrutto infrastrutture civili, comprese aree situate nelle vicinanze della centrale nucleare di Bushehr. Non sono stati forniti al momento bilanci ufficiali su eventuali vittime o danni provocati dagli ultimi bombardamenti.

Iran, Tajani: "Solidarietà a Meloni". A Teheran lotta per potere

"Tutta la nostra solidarieta' a Giorgia Meloni, che certamente non si fa intimidire". A dirlo, in un'intervista al Corriere della Sera, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, commentando l'immagine - pubblicata da un giornale iraniano - della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in tuta arancione, accusata dal giornale di essere tra i principali responsabili della morte della Guida Suprema Ali Khamenei. In Iran - aggiunge Tajani - "e' in atto una lotta per il potere in Iran che rende piu' difficile e fa alzare i toni". "Nelle trattative in corso, il nodo resta lo stretto di Hormuz - continua - Trump trova inaccettabile, e anche noi, che si debba pagare un pedaggio per passare".

Iran, Esercito Usa: "In tre notti colpiti 300 obiettivi"

Nel corso di tre notti di attacchi condotti questa settimana, il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha colpito oltre 300 obiettivi con l'obiettivo di ridurre la capacita' dell'Iran di attaccare i marinai civili e le navi commerciali che transitano liberamente nello Stretto di Hormuz. Lo riporta il Comando centrale americano.

Ghalibaf agli Stati Uniti: "Mantenete la parola data o ne pagherete le conseguenze"

"L'era degli accordi unilaterali è finita. Ve l'avevamo detto: mantenete  la parola o ne pagherete le conseguenze. La realtà bussa alla porta",  ha affermato il presidente del Parlamento e capo negoziatore nei  colloqui tra Iran e Stati Uniti, Mohammad Bagher Ghalibaf, rivolgendosi  agli Stati Uniti, dopo il recente scambio di attacchi tra le due parti.  Riferendosi al protocollo d'intesa firmato tra i due Paesi, Ghalibaf ha  aggiunto: "Punto 5, alla firma del presente protocollo d'intesa, l'Iran  adotterà tutte le misure necessarie, facendo del proprio meglio, per  garantire il passaggio sicuro delle navi mercantili a titolo gratuito  per soli 60 giorni, dal Golfo Persico al Mare di Oman e viceversa".

Libano, Germania: iniziativa congiunta con Francia per la pace

Berlino e Parigi puntano a svolgere un ruolo di primo piano nel processo di pace tra Libano e Israele, facendo leva sui rispettivi rapporti storici con le due parti per imprimere un'accelerazione ai difficili negoziati verso un accordo definitivo sui principali dossier: un cessate il fuoco permanente, il ritiro israeliano dal sud del Libano e il disarmo di Hezbollah. Il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, ha annunciato, in un'intervista pubblicata ieri dal quotidiano tedesco 'Tagesspiegel', che Berlino intende "elaborare una politica comune con la Francia" sul Libano, con l'obiettivo di rafforzare le prospettive di pace in Medio Oriente. Wadephul ha spiegato che il Consiglio dei ministri franco-tedesco, in programma il 17 luglio, sara' l'occasione per lanciare iniziative congiunte volte a rafforzare il ruolo dell'Europa in politica estera. I dossier riguarderanno gli sviluppi in Iran, la guerra in Ucraina e la situazione in Medio Oriente. L'iniziativa dell'asse Berlino-Parigi per una pace duratura nella regione, e in particolare tra Libano e Israele - si legge in un'analisi di Aljazeera - si fonda sulle specificita' dei due Paesi europei e sulle leve diplomatiche di cui dispongono. La Francia conserva con il Libano legami storici risalenti al periodo del mandato seguito alla dissoluzione dell'Impero ottomano. Parigi resta oggi uno dei principali punti di riferimento europei per Beirut, grazie a una forte presenza culturale e a un'influenza economica e politica legata ai propri interessi strategici nella regione. La Francia e' inoltre considerata dal Libano un interlocutore internazionale affidabile durante le crisi. L'elezione nel gennaio 2025 di Joseph Aoun, comandante dell'esercito sostenuto dalla Francia, alla presidenza della Repubblica libanese e' stata ampiamente interpretata come un ulteriore elemento di rafforzamento di questo rapporto. Il presidente francese Emmanuel Macron ha cercato di mantenere una forte presenza di Parigi nel Paese, subordinando il sostegno alla ricostruzione al ripristino della sovranita' nazionale e all'attuazione di riforme strutturali di lungo periodo. Il rapporto della Germania con Israele e, piu' in generale, la politica mediorientale di Berlino sono invece profondamente segnati dalla responsabilita' storica tedesca per la Shoah. Da decenni i politici tedeschi collegano il sostegno alla sicurezza di Israele al concetto, dai contorni ampi, di "ragion di Stato". Secondo gli osservatori, la Germania dispone a Gerusalemme di un'influenza politica, economica e nel campo della sicurezza che pochi altri Paesi europei possono vantare. Berlino sarebbe quindi nella posizione di svolgere un ruolo complementare a quello francese, aumentando la pressione sul governo di destra del premier israeliano Benjamin Netanyahu. Secondo un'analisi del sito tedesco 'Internationale Politik', Berlino deve prendere sul serio le esigenze di sicurezza di Israele, ma deve allo stesso tempo collegarle alla stabilita' del Libano e al rafforzamento delle sue istituzioni statali. L'iniziativa franco-tedesca acquista ulteriore importanza alla luce del possibile vuoto di sicurezza lungo il confine israelo-libanese, in vista della conclusione, alla fine del 2026, della missione della Forza interinale delle Nazioni Unite in Libano, l'Unifil. L'esercito libanese, infatti, non disporrebbe dei finanziamenti, del personale e degli equipaggiamenti necessari per colmare questa lacuna. Non e' stato ancora raggiunto un accordo sulla struttura istituzionale di un possibile meccanismo alternativo, mentre l'esercito israeliano occupa piu' di 600 chilometri quadrati nel sud del Libano e, secondo le denunce, distrugge sistematicamente i villaggi nelle aree sotto il suo controllo. Nel giugno scorso Macron aveva comunicato al presidente libanese Joseph Aoun di aver avviato consultazioni con diversi Paesi per valutare "la possibilita' di dispiegare una forza internazionale" nel sud del Libano. Le analisi circolate negli ambienti europei indicano che Germania e Francia stanno lavorando a diverse opzioni operative. Tra queste figurano il rafforzamento della capacita' del Libano di controllare il confine con la Siria e impedire l'invio di armi iraniane a Hezbollah, il sostegno all'esercito libanese affinche' lo Stato acquisisca progressivamente il monopolio dell'uso della forza e l'istituzione di una missione europea per la sicurezza e il sostegno al Libano. I piani comprenderebbero inoltre assistenza nella logistica, nell'addestramento e nelle comunicazioni strategiche. L'iniziativa franco-tedesca appare questa volta piu' ambiziosa, anche per la volonta' di sfruttare condizioni regionali considerate favorevoli e un cambiamento del clima interno libanese, sempre piu' orientato verso il rafforzamento della sovranita' dello Stato e la limitazione delle armi al di fuori del controllo dell'esercito. La realizzazione di questi progetti dipendera' tuttavia dalla disponibilita' di Israele a impegnarsi in favore di una pace duratura. Dal 2 marzo scorso Israele conduce operazioni militari contro il Libano nel quadro della guerra con l'Iran. Secondo il ministero della Salute libanese, fino al 9 luglio gli attacchi hanno provocato 4.322 morti e 12.210 feriti. Israele continua inoltre a occupare diverse aree nel sud del Libano: alcune da decenni, altre dalla guerra combattuta tra il 2023 e il 2024. Durante l'ultima offensiva, le forze israeliane sono avanzate per oltre dieci chilometri all'interno del territorio libanese.

Iran, Teheran: "Avanti negoziati con Oman su Stretto Hormuz"

 "L'Oman e l'Iran hanno concordato di proseguire i negoziati per raggiungere un'intesa comune in merito alla garanzia della sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz". Lo riferisce il ministero degli Esteri iraniano.

Kuwait, forze di difesa intervengono per intercettare attacchi aerei

Le forze armate del Kuwait hanno dichiarato che le loro forze di difesa aerea stavano intervenendo per intercettare un attacco in corso sul proprio territorio, mentre diversi Paesi del Golfo erano presi di mira da droni e missili. "Lo Stato Maggiore dell'Esercito precisa che eventuali rumori di esplosione uditi sono il risultato dell'intervento dei sistemi di difesa aerea volti a intercettare attacchi ostili", hanno affermato le forze armate in un comunicato pubblicato sui social media. 

Ghalibaf: "L'era degli accordi unilaterali è finita"

"L'era degli accordi unilaterali e' finita. Ve l'abbiamo detto: mantenete la vostra parola o pagate il prezzo. La realtà sta bussando". Lo scrive su X il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore, Mohamed Bagher Ghalibaf. 

Colpita una seconda nave che cercava di attraversare lo Stretto di Hormuz

Il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche ha annunciato stamattina di aver colpito una seconda nave nello Stretto di Hormuz, dopo i precedenti attacchi a una nave portacontainer che  hanno provocato rappresaglie da parte degli Stati Uniti. Teheran ha colpito "una seconda imbarcazione che violava le normative nello Stretto", si legge in un comunicato diffuso dalla televisione di Stato e dall'agenzia di stampa Irna. I pasdaran aggiungono di aver anche attaccato con missili una base statunitense in Qatar. 

Usa, colpiti oltre 140 obiettivi militari in Iran

Le forze armate Usa hanno dichiarato di aver colpito stanotte almeno 140 obiettivi in Iran, in rappresaglia per un attacco di Teheran contro una nave mercantile nello Stretto di Hormuz. "Le forze statunitensi hanno colpito circa 140 obiettivi militari iraniani con munizioni di precisione lanciate da aerei da combattimento terrestri e navali, droni e navi militari", ha affermato il Comando centrale (Centcom) degli Stati Uniti in una dichiarazione. Tra gli obiettivi colpiti figurano siti missilistici e di droni, depositi di munizioni, strutture navali, reti di comunicazione e postazioni di sorveglianza costiera.

Teheran annuncia la chiusura dello Stretto di Hormuz

La Marina delle Guardie rivoluzionarie iraniane ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz fino a nuovo avviso, riporta l'agenzia di stampa turca Anadolu. Subito prima della chiusura, è stato esploso un colpo di avvertimento contro un'imbarcazione che tentava di attraversare lo stretto seguendo una rotta non autorizzata, riporta Cnn citando i media iraniani.

Usa, lanciato terzo round di attacchi della settimana contro l'Iran

Le forze americane hanno lanciato "la terza serie di attacchi della settimana contro l'Iran, in risposta all'aperta aggressione da parte del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica contro la M/V GFS Galaxy, una nave portacontainer battente bandiera cipriota in transito nello Stretto di Hormuz". Lo afferma il Centcom, sottolineando che un membro civile dell'equipaggio risulta disperso e l'imbarcazione non è in grado di proseguire il viaggio a causa di un incendio a bordo e di gravi danni alla sala macchine. 

Axios: "Depositi di missili e droni e radar iraniani fra i target degli Usa"

Gli attacchi americani in Iran hanno puntato a radar di sorveglianza aerea, depositi di missili e droni, siti di lancio di missili e droni, radar di sorveglianza di superficie e lanciatori di missili terra-aria. Lo riporta Axios. 

Hegseth: "Iran ha fatto la scelta sbagliata, ora paga"

"L'Iran ha fatto una scelta sbagliata. Ora ne paga le conseguenze". Lo afferma su X il capo del Pentagono, Pete Hegseth, allegando al suo messaggio il post dello Us Centcom che annunciava il lancio di nuovi attacchi americani all'Iran. 

Missili iraniani contro Emirati Arabi, esplosioni e allarme anche in Bahrein e Qatar

Gli Emirati Arabi Uniti hanno subito un attacco missilistico iraniano, il Bahrein ha attivato le sirene antiaeree e in Qatar sono state udite esplosioni a Doha. Lo rendono noto le autorità locali, dopo i raid aerei statunitensi di questa notte contro l'Iran seguiti all'attacco delle forze di Teheran contro una nave nello Stretto di Hormuz.

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