Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran, blocco Usa su Hormuz. Trump: "Colpiremo con forza stanotte e domani"

"Saremo i custodi dello Stretto", ha scritto il presidente Usa su Truth, nel pieno della nuova escalation tra Usa e Iran, precisando più tardi che gli Stati Uniti colpiranno duramente l'Iran lunedì sera e martedì. Interrogato sul memorandum d'intesa, Trump ha affermato che si trattava di una prova per l'Iran, che quest'ultimo non ha rispettato

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"Colpiremo con forza" l'Iran stanotte e domani. Lo ha annunciato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, durante un'intervista radiofonica con Hugh Hewitt. Interrogato sul memorandum d'intesa, Trump ha affermato che si trattava di una prova per l'Iran, che quest'ultimo non ha rispettato. 

Intanto il golfo di Hormuz è di nuovo in fiamme tra minacce e nuovi raid incrociati tra Usa e Iran. "Stiamo prendendo il controllo di Hormuz. Saremo i custodi dello Stretto e incasseremo il 20% del valore di ogni carico", afferma Trump, che annuncia il ripristino del blocco americano verso le navi iraniane. Teheran avverte: "Pronti ad abbandonare l'accordo se gli Stati Uniti non rispettano gli impegni".

Gli approfondimenti:

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Media Iran: "Presa di mira una nave Usa ostile con missili da crociera"

Secondo quanto riportato dall'emittente statale iraniana Irib, che cita una fonte militare anonima, la Marina iraniana ha lanciato missili da crociera contro una "nave ostile del nemico americano". Lo riporta la tv statale iraniana, aggiungendo che sono stati di mira anche alcuni siti militari strategici dell'esercito Usa In Kuwait.

Centcom: "Iniziata terza notte consecutiva di raid"

Il Comando centrale americano (Centcom) ha annunciato l'inizio della terza notte consecutiva di attacchi contro l'Iran. "Alle 16.45 ora della costa orientale degli Stati Uniti (le 22.45 in Italia, ndr), il Comando centrale ha iniziato per la terza notte consecutiva il lancio di raid contro l'Iran, su indicazione del comandante in capo", si legge in un post pubblicato su X.

"Questi attacchi continueranno a imporre un costo elevato alle forze iraniane e a ridurre la loro capacità di colpire civili innocenti e il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz", ha aggiunto il Centcom.

Iran, Trump: saremo i custodi di Hormuz e ci faremo pagare

Araghchi: Trump ha ragione, ma noi faremo pagare meno 20%

"Il Presidente degfli Stati Uniti ha assolutamente ragione. Chiunque fornisca un passaggio sicuro e protetto per le navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz dovrebbe essere ricompensato per questo servizio. L'Iran è sempre stato il GUARDIANO dello Stretto e lo rimarrà PER SEMPRE. Il 20% è ovviamente troppo. Saremo equi". Lo scrive il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi.

Trump: "Presto bombarderemo in Iran l'impianto nucleare di Pickaxe Mountain"

Donald Trump, durante il programma radiofonico "Hugh Hewitt Show",  ha avvertito l'Iran che gli Stati Uniti bombarderanno Pickaxe Mountain, un complesso sotterraneo di tunnel di un sito nucleare segreto vicino a Natanz, fra le montagne a 300 km a sud di Teheran. 

Iran: solo sei navi hanno attraversato oggi Hormuz

Secondo i dati del servizio di monitoraggio marittimo Kpler, il traffico di petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz è sceso al livello più basso delle ultime cinque settimane. Il gruppo ha affermato che oggi sono transitate nello stretto solo sei imbarcazioni, rispetto alle 14 che lo avevano attraversato ieri.

Media Iran: Trump ha notificato al Congresso ripresa operazioni militari

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha notificato formalmente al Congresso la ripresa delle operazioni militari contro l'Iran, concedendo così al Pentagono altri 60 giorni per impiegare le forze statunitensi nel teatro di competenza del Centcom senza un'autorizzazione del Congresso.

In una lettera di due pagine inviata venerdì ai leader del Congresso, e visionata da The Hill, Trump ha comunicato che i raid americani sono ripresi il 7 luglio, in conformità con il War Powers Act, la legge che impone al presidente di informare il Congresso entro 48 ore dall'avvio di operazioni militari all'estero.

"Nelle operazioni non sono coinvolte forze terrestri statunitensi. I raid sono limitati, proporzionati e pianificati ed eseguiti in modo da ridurre al minimo le vittime civili", scrive Trump nella lettera. In base al War Powers Act, dopo la notifica al Congresso il presidente può impiegare le forze armate per 60 giorni, con la possibilità di una proroga di ulteriori 30 giorni. Un'eventuale prosecuzione delle operazioni oltre questo termine richiederebbe invece una specifica autorizzazione del Congresso.

Russia e Iran, killer e spie reclutati online: cosa sono i 'proxy'

Da tempo c'è il sospetto che Mosca e Teheran utilizzino "proxy" per atti  terroristici: una rete fatta di reclutatori online, piccoli criminali e  adolescenti (e secondo l'Europol anche sempre più spesso la criminalità  organizzata) contattati su Telegram e pagati poche centinaia di dollari  per incendi, sabotaggi, pedinamenti e perfino omicidi. Senza sapere chi  colpiscono né perché. Un modello sempre più ricorrente, con tanto di  tariffario. Ecco come funziona.

Russia e Iran, killer e spie reclutati online: cosa sono i 'proxy'

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Trump: "Memorandum era un test e non l'hanno superato"

Il memorandum d'intesa firmato con l'Iran "era un test. Non sapevamo come sarebbe andata. Quando si ha a che fare con dei farabutti, i memorandum d'intesa valgono ben poco. Era una sorta di prova e loro non l'hanno superata". Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, durante un'intervista radiofonica con Hugh Hewitt.

Trump: "Colpiremo con forza stanotte e domani"

"Colpiremo con forza" l'Iran stanotte e domani. Lo ha annunciato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, durante un'intervista radiofonica con Hugh Hewitt

Stretto di Hormuz, piano di Iran e Oman per introdurre pedaggi

Iran e Oman lavorano ad un piano che prevede la riscossione di un   pedaggio dalle navi che transitano nello Stretto di Hormuz, nonostante   le obiezioni degli Stati Uniti. A rivelarlo, citando un funzionario   iraniano e quattro diplomatici a conoscenza della questione è il New  York Times, che sottolinea come "la decisione di attaccare l’Iran il 28  febbraio  abbia prodotto cambiamenti di vasta portata e inaspettati in  Medio  Oriente. Prima della guerra, lo Stretto di Hormuz era una rotta   marittima internazionale tra Iran e Oman che le navi percorrevano   liberamente, trasportando petrolio e gas dal Golfo Persico al resto del   mondo". Teheran ha poi di fatto bloccato il passaggio marittimo,  facendo  impennare i prezzi dell’energia. E da allora, i funzionari  iraniani  ribadiscono la loro intenzione di monetizzare il passaggio  attraverso lo  Stretto.

Stretto di Hormuz, piano di Iran e Oman per introdurre pedaggi

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Chi detiene il potere negli Stati Uniti?

Un recente sondaggio di YouGov ha analizzato come l’opinione pubblica   percepisce la distribuzione del potere nella società statunitense e cosa  significa essere “potenti”. Il gruppo che emerge nettamente come il più potente è quello dei miliardari. Alcune opinioni cambiano però sensibilmente in base all'orientamento politico degli intervistati.

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Media Iran: registrate almeno 4 esplosioni a Bandar Abbas

Almeno quattro esplosioni sono state registrate a Bandar Abbas, città dell'Iran meridionale situata nei pressi dello Stretto di Hormuz. Lo riferiscono i media iraniani, senza precisare cosa le abbia provocate

Trump annuncia un discorso alla nazione giovedì sera

Il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato che terrà un discorso alla nazione giovedì alle 21 ora locale, le 3 di venerdì mattina in Italia

lran ironizza su Trump: "Ha ragione che chi protegge Hormuz deve essere remunerato"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha ironizzato sulle dichiarazioni del presidente Usa Donald Trump, il quale ha promesso di imporre pesanti tariffe sui cargo in transito attraverso lo Stretto di Hormuz, mentre Araghchi ha affermato che l'Iran applicherebbe una tariffa più bassa. "Il presidente degli Stati Uniti ha perfettamente ragione. Chiunque garantisca un passaggio sicuro alle navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz dovrebbe essere ricompensato per questo servizio. L'Iran è sempre stato il custode dello Stretto e lo rimarrà per sempre. Il 20% è ovviamente eccessivo. Noi saremo equi", ha scritto il capo della diplomazia di Teheran in un post sui social media.

Iran-Usa, tutto ruota (sempre e ancora) attorno a Hormuz

La ripresa degli attacchi Usa all’Iran e la rappresaglia iraniana su   Kuwait e Bahrein aprono molti interrogativi. Il piano di pace è   archiviato? Come reagiranno mercati energetici e prezzi del petrolio?   Tra le tante incognite e le incertezze legate anche alla volatilità   delle parole del presidente americano, c'è un elemento che pare chiaro:   al centro degli ultimi sviluppi continua a esserci il destino dello   Stretto, arma potentissima nelle mani dei Pasdaran e stella polare  della  diplomazia statunitense.

Iran-Usa, tutto ruota (sempre e ancora) attorno a Hormuz

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Media: il blocco Usa dei porti iraniani scatta il 14 luglio

Il blocco dei porti iraniani da parte degli Stati Uniti scatterà il 14 luglio alle 21 ora italiana. Lo riporta il giornalista di Reueters Idrees Ali su X. 

Mustafa: "Serve sostegno su sblocco entrate tasse Israele"

"Il sostegno finanziario  importante, ma abbiamo bisogno anche di sostegno politico. Abbiamo bisogno che sblocchino le nostre entrate fiscali". Lo ha dichiarato il primo ministro dell'Autorità nazionale palestinese, Mohammed Mustafa, nella conferenza stampa al termine della seconda riunione del Gruppo dei donatori per la Palestina. "Se lo faranno, potremo contare su noi stessi e non avremo bisogno di aiuti esterni. Ma al momento questa è la nostra realtà. Speriamo che questa realtà cambi e che molto presto saremo in grado di fornire più servizi alla nostra gente", ha aggiunto il premier palestinese parlando delle entrate fiscali che Israele trattiene dai territori palestinesi. "Oggi l'Ue ha lanciato un'iniziativa da un miliardo di dollari. Questo è un primo passo per una rapida ripresa. È un buon inizio ma, allo stesso tempo, bisogna riconoscere che non possiamo continuare come se niente fosse", ha concluso.

Dal revolver di Erdogan alla schiava per la Regina Vittoria: i regali diplomatici più assurdi

Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha regalato ai leader NATO un revolver. Che però non è certo il regalo diplomatico più curioso: nel corso dei secoli re, presidenti e governi si sono scambiati animali esotici, oggetti improbabili, simboli culturali, prodotti tecnologici e in un caso perfino una schiava. Eccoli tutti.

Dal revolver di Erdogan alla schiava per Vittoria, i regali più strani

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Ue: "Gaza non può aspettare, subito 1 miliardo di dollari per la ricostruzione"

"Gaza non può aspettare il momento in cui saranno risolte tutte le questione politiche. Gaza ha bisogno del nostro aiuto ora. Il primo pacchetto di aiuti dell'iniziativa Team Gaza per la ricostruzione si aggira intorno al miliardo di dollari e punta a ristrutturare servizi essenziali e infrastrutture critiche". Lo ha detto la commissaria europea per il Mediterraneo Dubravka Šuica nel punto stampa congiunto con il primo ministro dell'Autorità Palestinese Mohammad Mustafa al termine della seconda riunione del Gruppo dei donatori per la Palestina. "Voglio ringraziare l'Unione europea per il supporto, speriamo che questo ci aiuti ad affrontare una situazione di emergenza a Gaza", ha affermato Mustafa nelle dichiarazioni iniziali. Rispondendo alle domande dei cronisti, Šuica ha espresso soddisfazione per la partecipazione di Jared Kushner e di alcuni membri del Board of Peace alla riunione del Palestine Donor Group. "Kushner ci ha detto che vuole lavorare con noi e solo un supporto collettivo può aiutare a ricostruire Gaza", ha aggiunto Šuica che parlando del "branding" dell'iniziativa ha precisato: "il Team Gaza è il nostro Board of peace". Sullo stesso tema, Mustafa ha risposto: "il progetto in 20 punti del Board of Peace è più o meno il processo su cui stiamo lavorando, ma siamo a uno stadio iniziale, il cessate il fuoco è molto fragile. Abbiamo bisogno del supporto di tutti ma, per essere sinceri, non accadrà molto fin quando le forze israeliane non si saranno ritirate". Il primo ministro palestinese ha inoltre sottolineato la "determinazione" e i "progressi" nel processo di riforme istituzionali.

Missili Houthi contro Arabia Saudita, intercettati

L'agenzia di stampa Sabreen, affiliata a milizie filo-iraniane in Iraq, ha riferito che gli Houthi hanno attaccato un aeroporto in Arabia Saudita. Il rapporto afferma che "dopo l'attacco all'aeroporto di Sana'a, alcune fonti indicano un attacco mirato all'aeroporto di Abha, in Arabia Saudita". Inoltre, un rapporto yemenita afferma che "le forze Houthi stanno prendendo di mira gli aeroporti sauditi con missili ipersonici in rappresaglia per l'attacco all'aeroporto di Sana'a. L'aeroporto di Abha ha subito danni a seguito di attacchi missilistici". Il Ministero della Difesa saudita ha invece riferito di aver intercettato missili balistici lanciati dagli Houthi verso la regione meridionale del Paese. Il ministero ha dichiarato che "i sistemi di difesa aerea hanno intercettato missili balistici lanciati dagli Houthi".

L'agenzia marittima dell'Onu respinge le tariffe ipotizzate da Trump su Hormuz

L'agenzia marittima delle Nazioni Unite ha dichiarato di essere alla ricerca di ulteriori dettagli dopo l'annuncio del presidente statunitense Donald Trump, secondo cui Washington avrebbe ripristinato il blocco navale contro l'Iran e imposto un pedaggio pari al 20% del valore delle merci trasportate attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riporta Iran International. "Siamo a conoscenza del post e attendiamo ulteriori dettagli", ha affermato un portavoce dell'Organizzazione Marittima Internazionale (Imo). L'Imo ha respinto il principio di imporre pedaggi alle navi per il transito attraverso gli stretti internazionali. "Siamo sempre stati coerenti sulla nostra posizione in merito ai pedaggi: l'Imo si oppone fermamente all'imposizione di tariffe per il transito attraverso gli stretti utilizzati per la navigazione internazionale", ha dichiarato il portavoce. "Non esiste alcuna base giuridica per introdurre pedaggi obbligatori semplicemente per il transito attraverso uno stretto".

Media: "Houthi lanciano sei missili su aeroporto in Arabia Saudita"

Gli Houthi hanno lanciato 6 missili contro l'aeroporto di Abha in Arabia Saudita. Lo riferiscono i media iraniani. Una fonte yemenita ha riferito che "le forze Houthi stanno prendendo di mira gli aeroporti sauditi con missili ipersonici, in risposta all'attacco contro l'aeroporto di Sana'a", riporta Yedioth Ahronot.

Iran: 4 morti in attacchi Usa odierni

Sono almeno quattro le persone morte oggi negli attacchi statunitensi all'Iran. Lo riferiscono i media iraniani. Nel dettaglio, due persone sono perite nel bombardamento missilistico di tre obiettivi nella città di Abadan, un'altra persona è deceduta nel raid sulla base militare di Nain, mentre è di un morto e quattro feriti il bilancio dell'attacco a una stazione di pompaggio idrico a Mahshahr. Secondo Al Jazeera, il bilancio della nuova ondata di attacchi statunitensi e' finora di 24 morti.

Fonti, Kallas in visita su nave Aspides prossimi giorni

A quanto si apprende, l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, si recherà in visita nei prossimi giorni su una delle navi impegnate nella missione Ue Aspides nel Mar Rosso. "La minaccia degli Houthi persiste e l'operazione Aspides continua a dare un contributo importante alla protezione della navigazione internazionale. Questa settimana, nei prossimi giorni, mi rechero' anch'io nella regione per ispezionare personalmente la missione", ha dichiarato Kallas in conferenza stampa al termine del Consiglio Esteri Ue.

Axios, 'il nuovo blocco navale Usa contro l'Iran non è ancora entrato in vigore'

Il nuovo blocco navale annunciato da Donald Trump contro l'Iran non è ancora entrato in vigore, a causa dell'obbligo legale di avvisare gli armatori con 24 ore di anticipo. Lo riferisce Axios citando un funzionario americano. Il Comando centrale Usa comunicherà le tempistiche precise nel corso della giornata.

Usa lanciano per prima volta droni marini suicidi

In occasione degli ultimi attacchi contro l'Iran, gli Stati Uniti hanno usato per la prima volta droni marini suicidi, utilizzandoli per colpire la base navale di Bandar Abbas. Lo riferisce un comunicato del Comando Centrale degli Stati Uniti, corredato su X da un video dell'operazione. "Le forze hanno colpito con successo un impianto di manutenzione di sottomarini e navi in Iran utilizzando droni kamikaze", fa sapere il Centcom, "tre navi di superficie senza equipaggio di tipo Corsair hanno colpito il porto della base navale di Bandar Abbas, segnando la prima volta che le forze americane hanno utilizzato navi senza equipaggio in un'attivita' operativa". "Gli attacchi di ieri sera hanno ridotto la capacita' dell'Iran di continuare ad attaccare le navi commerciali", conclude il Centcom. 

Kallas: 'lo Stretto di Hormuz sia senza pedaggi, come prima della guerra'

"Gli attacchi dell'Iran alle navi commerciali costituiscono una violazione del diritto commerciale e del memorandum d'intesa. Prima della guerra lo Stretto di Hormuz era aperto senza pedaggi. Dopo la fine della guerra, deve essere aperto alla navigazione senza pedaggi." Lo ha detto l'Alto rappresentante Ue Kaja Kallas in conferenza stampa dopo il Cae. 

Meloni stasera vola in Qatar, domani la cerimonia per la morte di Al Thani

Questa sera, al termine della cerimonia dello svelamento della Fiat Croma su cui viaggiavano i magistrati Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, prevista a Palermo, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, partirà alla volta del Golfo Persico per raggiungere Doha, dove domattina prenderà parte alla cerimonia di presentazione delle condoglianze per la scomparsa dell'Emiro Padre dello Stato del Qatar, Sheikh Hamad bin Khalifa Al Thani. Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi, spiegando che la permanenza nella capitale qatarina sarà di alcune ore e il rientro a Roma è previsto per il primo pomeriggio di domani, in tempo utile per consentire a Meloni di presiedere la riunione del Consiglio dei ministri già in programma. Come sottolineano fonti di Palazzo Chigi, "l'attuale sceicco, Tamim bin Hamad Al Thani, con il quale il Governo Meloni ha consolidato un rapporto di proficua collaborazione istituzionale, è stato tra i leader internazionali che hanno partecipato ai funerali di Stato del presidente Silvio Berlusconi a Milano, a testimonianza del forte legame tra le due nazioni". 

Trump: chiederemo pedaggio 20% per passare per Hormuz

Gli Stati Uniti chiederanno un pedaggio pari al 20% del valore delle merci trasportate alle navi che attraverseranno lo Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato Donald Trump in un post su Truth in cui assicura che lo Stretto "è aperto e resterà aperto" e sarà chiuso solo per le navi che sono dirette o partono dai porti iraniani. "Lo Stretto di Hormuz è APERTO e rimarrà APERTO, con o senza l'Iran" scrive il Presidente, "Stiamo ripristinando IL BLOCCO IRANIANO, cosi' chiamato perché impedisce solo alle navi o ai clienti iraniani di entrare o uscire. Tutti gli altri Paesi avranno un utilizzo equo e libero dello Stretto". Trump pretende che gli Stati Uniti vengano "da questo momento in poi, conosciuti come 'I GUARDIANI DELLO STRETTO DI HORMUZ'". In quanto tali "e per una questione di EQUITA'" aggiunge Trump, gli Stati Uniti "saranno rimborsati, nella misura del 20% su tutto il carico trasportato, per tutti i costi necessari a garantire la sicurezza di questa zona del mondo estremamente instabile. Il processo e la formazione inizieranno immediatamente". 

Fonti, 'Jared Kushner ha partecipato in videocall alla riunione in Ue per Gaza'

Oltre all'Alto rappresentante del Consiglio per la Pace, Nikolay Mladenov, anche Jared Kushner - a quanto si apprende - ha partecipato alla riunione del Palestine Donor Group. La riunione ha sancito l'iniziativa 'tema Gaza', che ha raccolto oltre 880 milioni di euro a favore della popolazione della Striscia. La partecipazione di Kushner - anticipata da Politico e confermata all'ANSA da fonti europee - è avvenuto in remoto. 

Usa, contro Iran usati per la prima volta droni marini in combattimento

Gli Stati Uniti hanno usato per la prima volta droni marini in operazioni di combattimento nell'mabito dgeli ultimi attacchi all'Iran. Lo afferma il Us Central Command, sottolineando che "ieri sono state  colpite con successo una struttura iraniana per la manutenzione di sottomarini e navi. Tre droni 'Corsair' hanno colpito il porto della base navale di Bandar Abbas, segnando la prima volta in cui le forze statunitensi hanno utilizzato droni marini in operazioni di combattimento". Gli attacchi, ha aggiunto, hanno ridotto la capacità dell'Iran di continuare a colpire il traffico commerciale.

Idf, 'ieri ucciso a Gaza Mustafa Oweisi, tentava di riabilitare braccio armato Hamas'

''L'Idf ha colpito ieri nel sud della Striscia di Gaza eliminando il terrorista Mustafa Oweisi, che tentava di introdurre clandestinamente equipaggiamento militare nella Striscia per riabilitare il braccio armato di Hamas''. Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota, specificando che ''l'equipaggiamento militare era destinato all'uso da parte di Hamas nei settori marittimo e aereo''. 

Trump: "Ripristiniamo blocco a navi di Teheran e suoi clienti"

"Lo Stretto di Hormuz è aperto e rimarrà aperto, con o senza l'Iran. Stiamo ripristinando il blocco iraniano, così denominato perché impedisce solo alle navi o ai clienti dell'Iran di entrare o uscire". Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump in un post su Truth Social. "Tutti gli altri paesi potranno usufruire dello Stretto in modo equo e libero", ha assicurato.

Ft: "Dubai punta a un nuovo porto per aggirare Hormuz"

Dubai sta valutando la costruzione di un nuovo porto per aggirare lo Stretto di Hormuz. Lo riporta il Financial Times citando alcune fonti, secondo le quali Dp World ha avviato contatti per lo sviluppo di un nuovo porto a Fujairah e un nuovo terminal in quello esistente. Il piano è in linea con l'iniziativa del governo degli Emirati Arabi Uniti che vogliono mettere al riparo la loro economia da eventuali future tensioni con l'Iran e ridurre la dipendenza dallo Stretto di Hormuz.

Petrolio, prezzi in rialzo oltre 3% con nuovi attacchi in M.O.

I prezzi del petrolio sono in aumento di oltre il 3% dopo che la ripresa delle ostilità tra Stati Uniti e Iran hanno riacceso le preoccupazioni sulle spedizioni attraverso lo Stretto di Hormuz. I future sul Brent guadagnano il 3,17% a 78,4 dollari al barile, quelli sul Wti il 3,12% a 73,6 dollari. "L'attenzione rimarrà concentrata sul numero di petroliere in arrivo, poiche' un numero inferiore potrebbe avere un impatto sulla produzione; pertanto, al momento, vediamo un premio di rischio, ma anche un rischio di interruzione, a sostegno dei prezzi", ha affermato l'analista di Ubs Giovanni Staunovo. I nuovi attacchi statunitensi e iraniani del fine settimana hanno alimentato i timori di una rinnovata escalation. Ieri il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che lo Stretto rimane aperto al traffico, nonostante l'Iran avesse detto il contrario. Goldman Sachs ha stimato che l'espansione della capacità degli oleodotti in Medio Oriente potrebbe proteggere oltre il 60% delle esportazioni di petrolio del Golfo prebelliche da eventuali future interruzioni di Hormuz entro la fine del 2028. La previsione di base della banca ipotizza che la capacità degli oleodotti che aggirano Hormuz aumentera' di 3,8 milioni di barili al giorno entro la fine del 2027 e di 7,3 milioni di barili al giorno cumulativamente entro la fine del 2028, portando la capacita' totale effettiva di bypass a oltre 14 milioni di barili al giorno entro la fine del 2028.

Pasdaran: "Hormuz lo controlliamo noi, Usa mettono a rischio forniture petrolio e gas"

"Continueremo a esercitare sovranità e controllo sulla gestione dello Stretto di Hormuz con forza e potenza". Sono le parole di Hossein Mohebbi, portavoce dei Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, riportate da Iran International dopo le dichiarazioni di Donald Trump a Fox News a cui ha già risposto il portavoce del comando militare iraniano Khatam al-Anbiya.  Il portavoce dei Pasdaran accusa gli Stati Uniti di "mettere a rischio, con le loro azioni, le forniture di petrolio e gas a livello globale" e afferma che gli Stati Uniti "devono essere ritenuti responsabili".

Lega araba contro gli attacchi nel Golfo "ma mediare non è il suo ruolo"

La Lega Araba "continuerà a sostenere ogni sforzo arabo che salvaguardi la libertà di navigazione e la sovranità degli Stati", di fronte agli attacchi iraniani contro diverse 'nazioni sorelle', si appella ad una azione diplomatica unitaria ma chiarisce che "non potrà mai svolgere un ruolo di mediatore nel conflitto in atto". Lo ha detto il neosegretario generale della Lega Araba Nabil Fahmy in conferenza stampa. "Tra le minacce più gravi che la regione si trova ad affrontare oggi vi sono gli attacchi iraniani contro la sicurezza e la sovranità di diversi Stati arabi", ha detto, ribadendo che "qualsiasi attacco alla sicurezza di uno Stato arabo è un attacco alla sicurezza dell'intero mondo arabo". Rispondendo a una domanda su un possibile ruolo di mediazione per la navigazione nello Stretto di Hormuz, Fahmy l'ha escluso recisamente, ammettendo che tra i 22 Paesi aderenti alla Lega non c'è una posizione univoca e sottolineando che "il ruolo della Lega araba è quello di rappresentare, unificare e agire" ma che "mai potrà mediare tra Stati arabi e non arabi, perchè la sua missione è in ogni caso stare dalla parte del mondo arabo". "La nostra posizione è coerente: soluzioni politiche e diplomatiche" perchè "la sicurezza nazionale non si limita alle capacità militari. Il Mar Rosso e il Golfo Persico, con le loro vitali vie navigabili, sono fondamentali per la nostra sicurezza; e la sicurezza energetica e le catene di approvvigionamento sono intrinsecamente legate alla stabilità della regione e del mondo. La Lega Araba continuerà a sostenere ogni sforzo arabo che salvaguardi la libertà di navigazione e la sovranità degli Stati", ha concluso.

Yemen: "Non intensificheremo lo scontro con Houthi dopo l'attacco all'aeroporto"

Il leader del Consiglio di governo yemenita, Rashad al-Alimi, ha dichiarato che non intensificherà lo scontro con gli Houthi dopo che le sue forze hanno colpito l'aeroporto di Sana'a per impedire l'atterraggio di un aereo iraniano con a bordo una delegazione di ribelli. "Ho anche ordinato che la portata dello scontro non venga ampliata in modo da raggiungere l'obiettivo dell'Iran di trascinare lo Yemen e il suo popolo in una guerra", ha proseguito Rashad al-Alimi, a capo del Consiglio presidenziale di leadership composto da otto membri, aggiungendo di aver convocato una riunione d'emergenza del Consiglio a seguito dell'escalation.

Fonti Beirut: "Cauto ottimismo sui negoziati di Roma"

Il Libano guarda con “cauto ottimismo” il sesto round dei negoziati diretti con lo Stato ebraico mediati dagli Usa, in programma domani a Roma. Lo riferisce la versione online del quotidiano qatarino Al-Arabi Al-Jadeed, citando fonti ufficiali libanesi. Le fonti hanno parlato di una “significativa” attenzione ai negoziati da parte americana, sostenendo che “Washington è in grado di esercitare forte pressione su Israele per rimuovere gli ostacoli e le difficoltà poste sul campo”.  “Il coordinamento-sottolineano le fonti- è in corso da più parti, soprattutto con gli americani a livello diplomatico e militare. La comunicazione è costante tra il presidente Joseph Aoun e il comandante dell'esercito, il generale Rudolphe Haykal, per tenere il passo con i preparativi per il dispiegamento dell'esercito libanese nelle zone pilota in concomitanza con il ritiro di Israele”

Battaglia per Hormuz. Trump: "Ci faremo soldi"

Lo stretto di Hormuz non è libero oggi, con l'Iran che rivendica di avere di nuovo bloccato il traffico navale, e sembra di capire che non lo sarà mai più: non solo Teheran, ma anche gli americani ora mirano a fare soldi dagli attraversamenti. Parola di Donald Trump che è tornato a rivendicare i successi militari del Pentagono e su questo d'accordo con il regime a mettere una pietra, almeno per oggi, sul memorandum di intesa. Con conseguenze su tutta la regione. Non solo Teheran ha di nuovo attaccato siti militari americani in Kuwait, Bahrein e Giordania, ma la crisi ha avuto una pericolosa appendice nello Yemen. Gli Houthi hanno accusato l'Arabia Saudita di avere bombardato l'aeroporto di Sanaa mentre stava atterrando un aereo iraniano con una sua delegazione di rientro dai funerali di Ali' Khamenei. Il velivolo ha poi toccato terra indenne, ma "l'attacco segna la fine del cessate il fuoco e l'inizio della guerra", hanno avvertito gli Houthi. Per sicurezza sono stati chiusi tutti gli aeroporti del Paese. Di un allargamento del conflitto è tornata amparlare anche Teheran. Ma Trump oggi ha ostentato sicurezza. Gli iraniani "sono negoziatori professionisti, ma malvagi", ha detto il presidente americano a Fox News, e "li stiamo prendendo a calci nel sedere". Ieri c'è stato un incontro di 11 ore al termine del quale sembrava ci fosse un accordo, ha raccontato, poi "hanno chiamato per dire che bisognava cambiare un paio di cose". Ma il presidente sembra avere chiuso ogni spazio alla diplomazia: "Continuano a tergiversare da 47 anni".

Dunque, con "gran parte delle loro dotazioni militari distrutte", ora "probabilmente gestiremo noi" lo stretto e "verremo ricompensati per questo", ha assicurato. Ne "abbiamo garantito la sicurezza per 50 anni e non siamo mai stati pagati, ma ora ci guadagneremo". Non è dello stesso avviso l'Iran. "Non permetteremo in alcun modo agli Stati Uniti di intervenire nella gestione dello Stretto di Hormuz e non lo permetteremo in futuro", ha assicurato il portavoce del Comando Centrale Khatam al-Anbiya, Ebrahim Zolfaqari. E "in caso di espansione del conflitto nella regione, le fiamme della guerra coinvolgeranno tutti i Paesi dell'area", ha assicurato. Intanto a essere in fiamme è Hormuz, con i nuovi attacchi Usa e le rappresaglie dei Guardiani della rivoluzione, finiti oggi nella lista dei sanzionati dal Regno Unito. I Pasdaran hanno riferito di avere distrutto la base americana dei missili terra-terra in Kuwait e il centro di comando dei droni in Bahrein, oltre ad avere mandato in fumo depositi di carburante e munizioni alla Prince Hassan in Giordania. E i Pasdaran non hanno alcuna intenzione di mollare la presa nello stretto dopo averne decretato la chiusura. Questa mattina hanno sparato colpi di avvertimento contro due navi che tentavano di attraversare Hormuz. Secondo i siti di monitoraggio e sicurezza Marine Traffic e Kpler, il passaggio di navi è calato di circa il 52% rispetto alla settimana precedente. E da ieri sera non è passato nessuno, almeno non con il transponder acceso. Una soluzione non politica ma tecnica e a lungo termine potrebbe arrivare dagli Emirati Arabi Uniti. A quanto scrive il Financial Times, Dubai sta pensando di costruire un nuovo porto sulla costa orientale per aggirare il passaggio dallo stretto. Di certo a quasi un mese dalla firma del memorandum, il 17 giugno scorso, un'intesa sembra alquanto lontana. E l'Iran lo ha chiarito oggi: "Finché gli Stati Uniti continueranno a violare i propri impegni, anche l'Iran si asterra' dall'adempiere agli obblighi che si è assunto", ha scandito il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei.

Esercito Iran: "Cooperazione e supporto agli Usa saranno considerati atto di guerra"

"Qualsiasi cooperazione con gli Stati Uniti e qualsiasi supporto logistico all'esercito aggressivo di quel Paese saranno considerati un atto di guerra contro la sovranità e la sicurezza nazionale dell'Iran e che, nel caso in cui la guerra si estendesse alla regione, le fiamme della guerra travolgerebbero tutti i Paesi della regione". È l'avvertimento del comando militare di Khatamolanbia, riportato da Tasnim sul suo account X in persiano.

Quotidiano Teheran Hamshari elimina la foto della "lista nera" con Meloni

Il quotidiano iraniano Hamshari ha eliminato dal proprio sito la foto con la 'lista nera' dei responsabili della morte dell'ayatollah Ali Khamenei in cui compariva anche la premier Giorgia Meloni. Il link all'articolo non è più funzionante.

Onu: "Esortiamo tutte le parti a ridurre la tensione nello Yemen"

L'inviato speciale delle Nazioni Unite per lo Yemen ha esortato i ribelli Houthi, sostenuti dall'Iran, e il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale a ricorrere alla diplomazia, dopo che quest'ultimo ha rivendicato la responsabilità degli attacchi all'aeroporto di Sana'a. "Sono in contatto attivo con tutti gli attori coinvolti e il mio ufficio ha contattato i rappresentanti militari di tutte le parti. Li esortiamo a ridurre la tensione e ad astenersi da qualsiasi azione che rischierebbe di innescare un nuovo ciclo di violenza in Yemen", ha dichiarato Hans Grundberg in un post sull'account X del suo ufficio.

Trump: "Khamenei è andato, Mojtaba anche al 90%"

"Khamenei è andato, suo figlio è andato al 90%". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, parlando a Fox News dell'escalation con l'Iran e dello stato della Guida Suprema Mojtaba Khamenei. "Non hanno né marina né aviazione, hanno perso tutto. La loro difesa antiaerea è andata distrutta, i loro leader sono stati tutti uccisi, i loro migliori leader sono stati uccisi", ha aggiunto.

Idf a Netanyahu: "Contrari alla legge su moratoria arresti di disertori ultraortodossi"

Il capo di Stato Maggiore dell'Idf, Eyal Zamir, ha inviato una lettera al premier Benjamin Netanyahu e al ministro della Difesa Israel Katz in cui esprime la contrarietà dell'esercito alla legge volta ad applicare una moratoria degli arresti dei disertori ultraortodossi. ''La legge creerà una frattura profonda e diseguaglianza tra i soldati'', si legge nella lettera circolata oggi sui media israeliani e inviata ieri da Zamir dopo l'approvazione in commissione Difesa della Knesset del testo che ora passa in plenaria. La legge è uno dei testi controversi che la coalizione ambisce ad approvare questa settimana, prima dello scioglimento della Knesset venerdì in vista delle elezioni che si terranno il 27 ottobre. Si tratta di un emendamento che entrerebbe in vigore fino al 30 novembre e fa parte di un accordo tra Netanyahu e i partiti ultraortodossi, nel tentativo di mantenerli nel blocco della destra. Tuttavia il testo incontra opposizione anche di diversi membri della coalizione, del Likud e del partito 'Sionismo religioso' del ministro delle Finanze Betzalel Smotrich.

Iran: "Comando unificato, Usa non gestiranno mai Hormuz"

L'Iran non consentirà mai agli Stati Uniti di gestire lo stretto di Hormuz. A ribadirlo e' stato il portavoce del Comando Centrale Khatam al-Anbiya, Ebrahim Zolfaqari. "Le ripetute provocazioni e azioni ostili degli Stati Uniti volte a intervenire nella gestione dello Stretto di Hormuz hanno seriamente messo a rischio la sicurezza della regione, il commercio internazionale e il transito delle petroliere e delle navi commerciali. Purtroppo, la cooperazione di alcuni Paesi della regione ha inoltre aumentato il rischio di un'estensione del conflitto a tutta l'area", ha avvertito. Ma "non permetteremo in alcun modo agli Stati Uniti di intervenire nella gestione dello Stretto di Hormuz e non lo permetteremo in futuro", ha assicurato, le forze armate iraniane "reagiranno con fermezza a qualsiasi azione che provochi disordini o comprometta la sicurezza del passaggio delle navi commerciali e delle petroliere". E "ai leader dei Paesi della regione mandiamo un avvertimento: qualsiasi collaborazione con gli Stati Uniti e qualsiasi sostegno logistico al loro esercito aggressore sarà considerato un atto di guerra", ha ammonito, e "in caso di espansione del conflitto nella regione, le fiamme della guerra coinvolgeranno tutti i Paesi dell'area".

Meliciani: "Con nuovo stop ad Hormuz Italia tra primi Paesi in Ue a rischio economico"

Con il nuovo stop allo Stretto di Hormuz, "purtroppo siamo tra i primi Paesi a rischiare di più sicuramente a livello economico e per una serie di motivi. Il primo motivo è quello che noi paghiamo l'energia più di molti altri Paesi europei per motivi diversi. La Francia ha il nucleare, ma molti Paesi, ad esempio nordici, e anche la stessa Spagna, sono riusciti a far crescere l'investimento in energia rinnovabile molto più di quanto ci siamo riusciti noi. E quindi la nostra situazione è più fragile sia per il maggior costo dell'energia, sia per la maggiore dipendenza dal prezzo del gas, sia per ovviamente i forti vincoli che abbiamo di bilancio. E poi abbiamo anche la difficoltà di evitare che questo aumento dei prezzi si ripercuota sui i prezzi dei beni al consumo". Così l'economista e professore ordinario alla Luiss, Valentina Meliciani, in un'intervista con Adnkronos/Labitalia, sui nuovi possibili effetti dello stop allo Stretto di Hormuz. E sui possibili interventi da mettere in campo da parte del governo italiano Meliciani sottolinea "che è chiaro però che di tempo a disposizione ce n'è stato tanto e quindi cercare di fare tutto nell'ultimo periodo di legislatura è un po' difficile da pensare. Innanzitutto agire sulla riforma del mercato dell'energia, della quale si parla da tempo e su cui ci si è iniziati a muovere, secondo me non in maniera corretta per quanto riguarda ad esempio la parte sull'Ets. Questo perché proporre delle misure sulle quali non c'è accordo a livello europeo finisce per diventare una perdita di tempo. Decisioni potrebbero essere invece prese nella direzione di un disaccoppiamento, ad esempio del prezzo dell'energia dal prezzo del gas. Una serie di misure che possono in qualche modo aiutare anche nel breve periodo"."E poi è importante anche la posizione a livello europeo. Se si vuole andare, come credo che l'Italia voglia fare, verso ad esempio un finanziamento di una politica energetica a livello europeo, è chiaro che la postura nei confronti degli altri paesi europei non può essere quella in cui si accusa l'Europa di tutti i mali del nostro Paese, perché le due cose non vanno tanto d'accordo. Dopo i dissidi con Trump la posizione è virata verso quella di cercare un accordo a livello europeo, ed è secondo me una direzione giusta e importante", conclude

Von der Leyen: "Raccolti quasi 900 mln per ricostruzione Gaza"

I partecipanti al Gruppo di donatori per la Palestina hanno raccolto "quasi 900 milioni di euro er la prima fase di ricostruzione a Gaza". Lo dichiara via social la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, dicendosi "emozionata" di vedere il successo del secondo incontro del Gruppo, nato per coordinare l'assistenza per i palestinesi, a cui hanno preso parte 65 Paesi e istituzioni partecipanti. L'iniziativa, che la presidente dell'esecutivo Ue definisce "Team Gaza" è sostenuta da Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna, Svezia, Svizzera, Ue e Banca mondiale, come rende noto la stessa von der Leyen.

Presidente Libano: "Chiederò a Trump di fare pressione su Israele"

"Chiederò al presidente degli Stati Uniti Donald Trump di esercitare la necessaria pressione su Israele affinché attui quanto concordato nell'accordo quadro e le richieste libanesi, e di sfruttare l'attuale desiderio dell'amministrazione statunitense di raggiungere la pace nella regione e rafforzare la posizione del Libano a questo riguardo". Lo ha affermato su X il presidente libanese Joseph Aoun, rivolgendosi a una delegazione del consiglio direttivo del Movimento Amal. Tra gli obiettivi elencati dal presidente libanese, "su cui tutti i libanesi concordano" ci sono: "il ritiro, il ritorno degli sfollati, la restituzione dei prigionieri e delle salme e la ricostruzione. Questa strada deve essere percorsa dopo il fallimento della guerra", ha aggiunto. "In virtù delle mie responsabilità di presidente della Repubblica di tutto il Libano - ha dichiarato- affermo che non scenderò a compromessi sul Libano meridionale né sui diritti del Libano. Pertanto, si pone forte enfasi sul ritiro di Israele da tutto il territorio libanese e sulla firma di una dichiarazione in cui si afferma che non ha mire espansionistiche sul Libano". "L'esercito e lo Stato sono le uniche entità in grado di proteggere il popolo libanese, non i partiti politici, il settarismo o le fazioni religiose - ha affermato-. Questo è ciò che abbiamo vissuto dal 1975 ad oggi". Aoun ha poi aggiunto che 'l'Imam scomparso, Sayyid Musa al-Sadr, fu il primo a opporsi allo sfruttamento del Libano meridionale per fini non libanesi. La popolazione del Libano meridionale è stanca e merita di vivere in sicurezza e stabilità, invece di assistere alla distruzione ripetuta delle proprie proprietà e terre e al martirio dei propri figli. Perché il Libano e il Sud devono sempre pagarne il prezzo?", ha dichiarato.

Houthi: "L'aereo iraniano è atterrato in Yemen nonostante i raid"

Un aereo iraniano con a bordo una delegazione Houthi di ritorno da Teheran è atterrato in Yemen, hanno annunciato i ribelli, dopo che il governo yemenita aveva dichiarato di aver colpito l'aeroporto di Sana'a per impedire l'atterraggio del velivolo. L'emittente Houthi al-Masirah ha citato il ministro dei trasporti del gruppo, il quale avrebbe affermato che "l'aereo iraniano è atterrato sul suolo yemenita, trasportando a bordo diversi pazienti e cittadini bloccati, accompagnati dalla delegazione ufficiale della Repubblica dello Yemen". Non è stato specificato il luogo di atterraggio.

Trump: "Distrutta gran parte loro dotazioni militari"

Gli Stati Uniti hanno colpito pesantemente le dotazioni militari iraniane nelle ultime ore. Ad assicurarlo è stato il presidente americano Donald Trump. "Gran parte delle loro dotazioni non esiste più. Abbiamo colpito molto duramente la loro contraerea la scorsa notte", ha assicurato a Fox News.

Tajani: "Su commercio coloni Ue decida all'unanimità"

Il problema è che ci sono pareri giuridici discordanti sulla questione se il voto debba essere unanime oppure a maggioranza qualificata, trattandosi di misura che riguarda il commercio. Per Tajani, "più che commerciale, è una misura politica, perché è una scelta per garantire l'indipendenza della Cisgiordania".  "Non è una questione legata alla politica commerciale - aggiunge - è legato alla volontà dell'Europa di difendere l'integrità territoriale. Mi pare che, da un punto di vista giuridico, abbia più ragione la Commissione che il Consiglio. L'importante poi è il contenuto, bisogna esaminare, ma è comunque un segnale che va dato".  Come Ue, ricorda, "abbiamo già sanzionato molti coloni. Siamo pronti a valutare cosa si potrà fare anche da questo punto di vista. Però è una scelta politica, non è legata innanzitutto a problemi commerciali. I problemi non sono commerciali, i problemi sono l'atteggiamento aggressivo dei coloni, che stanno occupando spazi di territorio della Cisgiordania, cosa che mette a repentaglio la strategia due popoli-due stati per la quale noi stiamo lavorando", conclude.

Iran, Trump: "Stiamo prendendo il controllo di Hormuz"

Gli Stati Uniti stanno prendendo il controllo di Hormuz. Ad assicurarlo è stato il presidente americano, Donald Trump, intervistato da Fox News. "Stiamo prendendo il controllo dello Stretto. Non hanno niente", ha detto. "Ieri c'è stata una riunione di 11 ore", ha poi raccontato, "tutto era stato concordato ieri e poi sono usciti dalla stanza e hanno richiamato per dire 'dobbiamo fare un paio di modifiche". Ma questo accade "da 47 anni, hanno continuato a tergiversare".

Iran: "A causa dell'ostilità degli Usa è impossibile attraversare Hormuz"

"A causa delle recenti azioni ostili delle forze statunitensi, il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz è attualmente impossibile". Lo ha affermato la Persian Gulf Strait Authority (Pgsa), ovvero l'autorità creata dall'Iran, nel corso del conflitto con gli Stati Uniti, per regolare il passaggio attraverso lo Stretto. "Non appena la situazione si stabilizzerà, tutte le richieste saranno esaminate secondo le tempistiche previste e la procedura di rilascio dei permessi riprenderà", si legge in un messaggio su X condiviso da Pgsa, che sottolinea come "l'unico modo per ottenere un permesso di passaggio" dallo Stretto di Hormuz è attraverso il sito web di Pgsa.

Pasdaran ucciso in un attacco Usa a base militare sull'isola di Farur

Mohammad Nasser Dalirvar, membro della Marina delle Guardie Rivoluzionarie, è rimasto ucciso e altri due membri sono rimasti feriti durante gli attacchi statunitensi contro una base militare sull'isola di Farur, nella provincia di Hormozgan, avvenuti la scorsa notte; lo hanno reso noto oggi le Guardie in un comunicato. Nel frattempo, l'agenzia di stampa Fars ha pubblicato oggi un video che mostra il lancio di un missile balistico iraniano Ghadr da parte delle forze del Paese; sul missile era dipinta la scritta "Game over Usa"

Teheran irritata con Ankara per paragone con Israele

Stanno provocando un crisi diplomatica tra Teheran e Ankara le parole con cui il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha paragonato il ruolo dell'Iran nella regione a quello di Israele. L'Iran da anni ha proxy che "presenta come parte della sua politica di sicurezza preventiva, proprio come Israele giustifica l'occupazione di zone della regione con il tema della sicurezza", ha detto Fidan in un'intervista al quotidiano emiratino The National. Dura oggi la riposta del portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei. È "sorprendente" che un ministro di un Paese ripetutamente oggetto di minacce e tattiche intimidatorie da parte di Israele possa fare un paragone del genere, ha detto Baqaei, "i nostri amici turchi devono spiegare come sono giunti a un paragone cosi' strano e insolito". Fidan ha anche auspicato "un nuovo accordo che garantisca la sicurezza, l'incolumita', la sovranita' e l'integrita' territoriale di tutte le parti nella regione". Questo, ha detto, "sarebbe per l'Iran un segnale chiaro: è giunto il momento che tutte le parti si ritirino entro i propri confini". Ma Teheran non ha gradito. I dirigenti turchi dovrebbero "allineare le loro analisi alla realta' attuale" ed "evitare di ripetere una retorica che legittima le politiche di Israele", ha ammonito Baqaei.

"Hannoun finanziatore Hamas", pm chiede archiviazione per De Corato

"Acclarato finanziatore di Hamas" e "a capo di una associazione che solo apparentemente si occupa di aiutare i palestinesi", dichiarazioni fatte dal deputato Riccardo De Corato (FdI) in un comunicato alla stampa nel luglio 2023 riferite all'architetto ed attivista palestinese Mohammad Hannoun arrestato il 27 dicembre 2025 con l'accusa di essere un finanziatore di Hamas e tuttora detenuto, "non hanno contenuto diffamatorio". Lo scrive, nella richiesta di archiviazione, il pm di Roma in relazione a una denuncia-querela dello stesso Hannoun presentata il 6 luglio del 2023. Lo ha reso noto De Corato, in una conferenza stampa a Milano nello studio del suo avvocato Piero Porciani, lamentando che è "grave che abbia saputo della querela solo dopo tre anni".    "Io ero il capogruppo di Fratelli d'Italia in Commissione parlamentare antimafia alla Camera e avevo contestato, anche basandomi su alcuni articoli letti sul quotidiano Repubblica che certo non è un media politicamente vicino al mio partito, la presenza di Hannoun in sala stampa - ha spiegato il parlamentare - invitato dalla collega del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari, pure lei membro della Commissione. Hannoun era già una persona molto chiacchierata per i suoi rapporti con Hamas e io ritenevo inopportuno che prendesse parte a una conferenza stampa alla Camera dei Deputati". "Oltretutto io ho agito come parlamentare e nell'ambito delle mie funzioni sarebbe stato necessario chiedere l'autorizzazione a procedere - ha aggiunto De Corato - cosa che comunque io allora non avrei fatto". "L'obbiettivo di Hannoun - hanno concordato il deputato e l'avvocato Porciani - era di natura economica, raccogliere quattro soldi con cui paradossalmente lo Stato italiano, per mezzo di un suo rappresentante, avrebbe finanziato Hamas. Oltre ovviamente a gettare discredito su un parlamentare".

Iran: "Esplosioni nella città di Jam, nella provincia meridionale di Bushehr"

Ci sono state delle esplosioni nella città di Jam, nella provincia meridionale di Bushehr, in Iran. L'agenzia Tasnim ha riferito che l'esercito e le forze di sicurezza della città sono in stato di allerta. Nel frattempo, il Ministero della Salute ha scritto lunedì su X che, in media, dal 27 giugno, almeno 1,3 persone sono morte ogni giorno a causa degli attacchi statunitensi e altre 11 sono rimaste ferite.

Governo Yemen: "Houthi sequestrano aereo Croce Rossa, in ostaggio i piloti"

l ministro dell'Informazione yemenita ha dichiarato che gli Houthi "stanno tenendo sotto sequestro" un aereo della Croce Rossa internazionale, tenendo in ostaggio il pilota e il copilota. Lo riferiscono Sky news Arabic e i media israeliani citando Reuters.

Gb designa Pasdaran come organizzazione terroristica

Il governo britannico ha designato il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane come organizzazione terroristica. Lo ha reso noto Sky News, citando la ministra della Sicurezza Angela Eagle, che in una dichiarazione al Parlamento  ha scritto che il Regno Unito ha "identificato attività legate al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche  che includono minacce alla vita e intimidazioni sul suolo britannico". Un altro gruppo, denominato Movimento Islamico dei Compagni della Destra e legato all'Iran, è stato anch'esso designato dal governo in seguito a una serie di attacchi contro la comunità ebraica in Gran Bretagna.

Londra mette al bando Pasdaran e intelligence russa

Il governo britannico mette al bando le Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane e i servizi di intelligence esteri di Mosca. Lo ha annunciato il ministro della Sicurezza britannico, Angela Eagle, in una nota al Parlamento. Il Regno Unito ha identificato attività legate ai Pasdaran "che includono minacce alla vita e intimidazioni sul suolo britannico", ha scritto Eagle. Anche il GRU, il servizio di intelligence militare estero russo è stato designato ai sensi della legge sulla sicurezza a seguito di "sabotaggi e altre attività dirette contro il Regno Unito e l'Europa". Le nuove disposizioni trasformano in reato "il sostegno a questi gruppi o l'espressione di un'opinione o una convinzione a loro favore". Sarà inoltre reato "aiutarli a svolgere attività legate al Regno Unito o intraprendere condotte che possano fornire loro un aiuto materiale" e "accettare o trattenere un beneficio materiale fornito da o per loro conto". L'annuncio giunge dopo che i ministri hanno accelerato l'iter legislativo del National Security (State Threats) Act, come annunciato dal primo ministro Keir Starmer ad aprile.

Houthi: "Arabia Saudita ci ha dichiarato guerra, si assuma responsabilità"

Il ministero degli Esteri del gruppo filoiraniano degli Houthi in Yemen ha annunciato che "il regime saudita ha dichiarato guerra e deve assumersene la piena responsabilità". È stato inoltre affermato che "negli ultimi anni il regime saudita si è adoperato per intensificare il blocco e condurre una guerra economica su vasta scala nel tentativo di assoggettare il popolo yemenita al servizio dei sionisti", come riportano i media in Medio Oriente.

Governo Yemen: "Colpito aeroporto Sana'a in disputa con Houthi su atterraggio aereo Teheran"

Il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale ha dichiarato di aver colpito l'aeroporto della capitale Sana'a dopo una disputa legata all'arrivo di un aereo iraniano con a bordo una delegazione degli Houthi, il gruppo ribelle sciita sostenuto da Teheran che controlla la capitale e gran parte del nord del Paese. In un primo momento, gli Houthi avevano attribuito l'attacco all'Arabia Saudita, sostenendo che "l'aggressione saudita ha colpito le piste di decollo e atterraggio dell'aeroporto internazionale di Sana'a". "Le milizie terroristiche Houthi, sostenute dal regime iraniano, hanno impedito agli aerei nazionali yemeniti di atterrare all'aeroporto della capitale Sana'a, insistendo invece per consentire a un aereo iraniano di violare il territorio yemenita; di conseguenza, la pista dell'aeroporto è stata presa di mira", ha dichiarato il ministero della Difesa yemenita. Il ministro della Difesa del governo riconosciuto, Taher al-Aqili, ha affermato che le autorità "risponderanno in modo appropriato" a quella che ha definito una violazione dello spazio aereo yemenita da parte dell'Iran e degli Houthi. Anche il presidente del Consiglio presidenziale yemenita, Rashad Muhammad Al-Alimi, ha denunciato "ripetute violazioni della sovranità yemenita", accusando gli Houthi di aver agito "al di fuori dei quadri legali e sovrani che regolano l'aviazione civile" e di essere responsabili "di questa escalation e di tutte le sue conseguenze sulla sicurezza e sulla stabilità dello Yemen".

Iran: "Due morti in attacchi Usa nel sud-ovest ad Abadan"

Due persone sono rimaste uccise in seguito ad attacchi statunitensi nel sud-ovest dell'Iran - in una regione petrolifera vicino al Kuwait e all'Iraq - secondo quanto riferito dalle agenzie di stampa iraniane Fars e Tasnim. "Finora si contano due morti e tre feriti", hanno riportato le agenzie, citando un funzionario della provincia del Khuzestan che ha segnalato attacchi in "tre diverse località" alla periferia di Abadan.

Yemen: "Houthi, raid saudita ad aeroporto Sanaa. Risponderemo"

Gli Houthi hanno accusato l'Arabia Saudita di avere attaccato l'aeroporto di Sanaa e minacciato una risposta. Secondo il ministero della Difesa yemenita, citato dai media locali, il bombardamento aveva lo scopo di impedire l'atterraggio di un aereo iraniano. "L'Arabia Saudita ha posto fine alla fase di riduzione delle tensioni", ha dichiarato un portavoce militare a quanto riporta l'agenzia Fars, "l'attacco all'aeroporto di Sanaa non restera' senza risposta e senza punizione".

Iran: "Sito monitoraggio, traffico Hormuz dimezzato"

Il passaggio di navi nello Stretto di Hormuz è diminuito bruscamente nei giorni 10-12 luglio, con un calo di circa il 52% rispetto alla settimana precedente. Lo ha riferito il sito di monitoraggio Marine Traffic. Gli attraversamenti non solo sono calati, ma si sono spostati in aree ritenute piu' sicure. L'uso delle rotte ombra iraniane è aumentato, mentre l'attivita' sui corridoi Imo e omanita è scesa a livelli minimi.

Pasdaran: "Distrutti siti Usa in Kuwait, Bahrein, Giordania"

I Pasdaran hanno annunciato la distruzione di diversi siti militari statunitensi nella regione. "La base dei missili terra-terra dell'esercito omicida di bambini americano in Kuwait è stata distrutta. Il centro di comando e controllo dei droni dell'esercito americano in Bahrein è stato annientato. I depositi di carburante e l'arsenale di munizioni della base aerea di Prince Hassan in Giordania sono stati incendiati", si legge in una nota dei Guardiani della rivoluzione riportata dall'agenzia iraniana Fars. 

Berlino: "Attacchi dell'Iran contro gli Stati vicini sono inaccettabili"

"Dal nostro punto di vista gli attacchi dell'Iran contro gli Stati vicini e le navi mercantili sono inaccettabili. L'Iran deve smetterla immediatamente". Lo ha detto nella Bundespressekonferenz Steffen Meyer, portavoce del governo tedesco. "Nonostante la situazione attuale che stiamo osservando, è importante che l'Iran negozi seriamente e che i colloqui proseguano poiché sono la migliore possibilità per la stabilità nella regione". 

Media iraniani, esplosioni nel sud del Paese, possibili scontri militari Usa-Iran

I media iraniani parlano di possibili scontri militari tra Stati Uniti e Iran nei pressi dello Stretto di Hormuz. Si sono verificate esplosioni nell'Iran meridionale, vicino alla città portuale di Bandar Abbas, sul Golfo Persico, e all'isola di Qeshm, secondo quanto riferito dall'agenzia Mehr. 

Tajani: "Minacce Iran a Meloni inaccettabili, Italia non combatte contro Teheran"

Le minacce del quotidiano iraniano Hamshari a Giorgia Meloni finita nella lista nera dei leader ritenuti responsabili della morte di Khamenei, "sono inaccettabili. È un attacco incredibile. L'Italia non combatte contro l'Iran, per questo non capiamo perché questo attacco contro l'Italia". Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine del Consiglio Ue Esteri a Bruxelles. "Siamo a favore della democrazia. Siamo a favore della pace, ma anche della libertà di navigazione. Per questo motivo, bloccare Hormuz è un errore gravissimo. Non ci sono dazi doganali in questa parte di mare vicino al Golfo, ma la libertà di navigazione è cruciale per noi. È un punto fondamentale. Su questo punto, siamo a favore della posizione americana e non di quella iraniana", ha aggiunto. 

Media, esplosioni vicino a Bandar Abbas e isola Qeshm

Nuove esplosioni sono state udite intorno a mezzogiorno (le 10.30 italiane) nei pressi della città portuale di Bandar Abbas e dell'isola di Qeshm, nel sud dell'Iran. Lo riferiscono i media di Stato iraniani e l'agenzia Mehr, secondo cui le detonazioni sarebbero provenute da un'area situata a una certa distanza da Bandar Abbas, probabilmente lungo la costa occidentale della città. Secondo quanto riportato dall'agenzia Mehr, non risultano vittime civili né danni a infrastrutture residenziali o commerciali. L'agenzia aggiunge inoltre che "nelle ultime notti le forze terroristiche americane hanno condotto attacchi lungo la costa meridionale del Paese", sostenendo che tali raid "hanno causato il martirio di un certo numero di pescatori e difensori della patria". 

Tajani: "Su sanzioni a coloni non abbiamo pregiudizi ma serve unanimità"

Sulle sanzioni ai prodotti degli insediamenti israeliani "esaminiamo la proposta, e vediamo quale sarà. Credo che debba essere approvata all'unanimità visto che si tratta di una scelta politica e non commerciale. Esamineremo nel dettaglio le proposte, le valuteremo. Non siamo pregiudizialmente contrari ma non so se si potrà decidere prima delle elezioni in Israele". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine del Cae ribadendo che l'Italia comunque sostiene le sanzioni al ministro Ben-Gvir e che è "contraria gli insediamenti dei coloni in Cisgiordania. Siamo per infliggere anche delle sanzioni, ma vediamo quali". 

Teheran, 1 morto e 7 feriti in raid Usa contro sito militare Nain

E' di almeno un morto e sette feriti il bilancio dell'attacco statunitense contro un sito militare nella contea di Na'in, nell'Iran centrale. Lo ha riferito il vicegovernatore della provincia di Isfahan con delega alla sicurezza, Akbar Salehi, citato dai media di Stato. Secondo Salehi, i sette feriti hanno riportato lesioni non gravi e sono stati medicati e dimessi in regime ambulatoriale. 

Onu: "Hamas ruba gli aiuti umanitari destinati alla popolazione di Gaza"

"I terroristi di Hamas sono interessati solo a preservare il loro potere e hanno rubato gli aiuti umanitari". La denuncia arriva dal vice coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente, Ramiz Alakbarov, che afferma di condannare "fermamente" l'ostruzione delle operazioni umanitarie da parte delle autorità de facto di Gaza. La dichiarazione giunge dopo che le attività del complesso di distribuzione alimentare di Jabalia a Gaza sono state sospese nel fine settimana a seguito della presa del controllo da parte di Hamas. "I terroristi di Hamas seminano il terrore e rubano gli aiuti umanitari destinati a voi", si legge in una dichiarazione indirizzata agli abitanti della Striscia di Gaza. Ramiz Al-Akbarov, coordinatore umanitario delle Nazioni Unite, ha affermato che non si tratta di un episodio isolato. 

Iran e Oman non hanno raggiunto una intesa su meccanismo di gestione di Hormuz

"Iran e Oman non sono riusciti a definire un piano per istituire un meccanismo di gestione dello Stretto di Hormuz e garantire la sicurezza della navigazione nell'area, a causa delle pressioni esercitate su Muscat", ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei. "L'Iran ha insistito affinché la gestione dello Stretto di Hormuz fosse affidata al Paese stesso, in consultazione con l'Oman, proprio per tutelare gli interessi iraniani e garantire la sicurezza del transito. Quanto accaduto è responsabilità degli Stati Uniti", ha aggiunto, sottolineando: "Non permetteremo agli Stati Uniti e al regime sionista di utilizzare questa via navigabile per danneggiare l'Iran". Facendo poi riferimento alla dichiarazione del gruppo E3 (Francia, Regno Unito e Germania) sullo Stretto di Hormuz, ha affermato: "Tale dichiarazione è priva di fondamento giuridico. Insistono nel voler vedere i fatti capovolti. Gli europei avrebbero potuto svolgere un ruolo migliore, ma non hanno fatto nulla a causa della loro abitudine di sottomettersi agli Stati Uniti. Queste dichiarazioni non contribuiranno a risolvere la questione né a migliorare la posizione dell'Europa". 

Iran: "Con scorta navi Hormuz Usa vogliono destabilizzare regione"

L'annuncio di voler scortare le navi nello Stretto di Hormuz "dimostra che gli Stati Uniti vogliono continuare a destabilizzare la regione". A dichiararlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, a quanto riportano i media iraniani. 

Belgio: "Su misure a Israele chiediamo azione decisa Ue e voto"

"Come possiamo ignorare le continue difficoltà, la tragedia umanitaria, in Palestina e a Gaza? Continuiamo a sollecitare un'azione decisa da parte della Commissione europea e dei suoi vari livelli di governo. Il Belgio chiede da mesi che vengano presentate delle proposte concrete per poter prendere posizione. La Commissione europea ha finalmente offerto alcune opzioni in un documento di due pagine. Sembra più un modo per essere trattati come un osso da rosicchiare che una reale volontà di fare progressi". Lo afferma il ministro degli Esteri belga, Maxime Prévot, al suo arrivo al Consiglio Esteri. "Chiediamo proposte concrete su cui prendere posizione, su cui gli Stati membri dovranno votare e che possano essere presentate rapidamente al Consiglio Affari Esteri - sottolinea -. E' un passo nella giusta direzione, ma ancora ben lungi dall'essere sufficiente, vista la necessità di essere un attore geopolitico credibile nella situazione israelo-palestinese, cosa di cui mi rammarico. L'Unione europea sta trascurando questa questione da tempo", rimarca. "Il Belgio stesso è sul punto di adottare un divieto di importazione di prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani illegali nei territori palestinesi. Ma abbiamo sempre ritenuto molto più coerente ed efficace un approccio a livello europeo. Abbiamo deciso di agire a livello nazionale per troppo tempo a causa della mancanza di una posizione europea convincente", riferisce il ministro. 

Iran: "Europei infantili. Non tolleriamo prepotenze"

L'Iran ha accusato gli europei di "infantilismo" e ribadito che non accettera' prepotenze. "Abbiamo superato da un pezzo l'era dell'asilo. Spetta agli europei decidere se vogliono rimanere in quell'era e rispondere alle prepotenze americane allo stesso modo", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Esameil Baqaei. "Gli europei non hanno alcun diritto di estendere il proprio approccio da asilo ad altri paesi, in particolare nel caso dell'Iran", ha insistito, "non tollereremo alcuna forma di prepotenza o coercizione, poiché è contrario alla pace e alla sicurezza internazionali". L'Iran, ha assicurato, non ha "semplicemente una reazione emotiva; opporsi alla prepotenza e alla coercizione è ciò che garantisce la pace e la sicurezza internazionali e tutela la sovranità nazionale delle nazioni. Se i paesi europei desiderano attenersi ai propri principi vale a dire lo Stato di diritto, il rispetto del diritto internazionale e delle Nazioni Unite devono riconsiderare la loro posizione sugli sviluppi nella nostra regione".

Iran: "Se gli Usa non rispettano impegni abbandoneremo il memorandum d'intesa"

Il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che, qualora gli Stati Uniti non rispettassero gli impegni assunti nel recente memorandum d'intesa siglato tra i due Paesi, l'Iran smetterà di attenervisi, ha riferito l'agenzia Irna. 

Madrid: "Stop al commercio con insediamenti israeliani, seguiamo il diritto"

"La posizione spagnola è chiara, ed è in linea con il diritto internazionale: dobbiamo proibire il commercio con gli insediamenti israeliani. Non possiamo permettere che l'unica forma che ha Israele per relazionarsi con i suoi vicini sia la violenza. Non possiamo permettere che in Medio Oriente ci sia una guerra eterna". Lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo Josè Manuel Albares a margine del Cae di Bruxelles. "Questa tattica dilatoria mi preoccupa. Parliamo semplicemente dell'applicazione del diritto internazionale. La Spagna da tempo ha già proibito il commercio" con gli insediamenti, ha aggiunto. 

Funzionario iraniano: "Città di Khondab presa di mira dagli Stati Uniti"

Il vicegovernatore della provincia centrale di Markazi, Hassan Ghamari, ha dichiarato che Khondab è stata presa di mira questa mattina per il secondo giorno consecutivo. Una base militare della città era già stata attaccata domenica. A Bandar Abbas, questa mattina sono state udite almeno due esplosioni. La notte scorsa una persona è morta e altre due sono rimaste ferite negli attacchi contro Bandar Abbas, Sirik, Jask e l'isola di Qeshm. L'esercito ha affermato di aver abbattuto a Bandar Abbas un drone suicida Lucas del "nemico". Nel frattempo, il vicegovernatore della provincia sudoccidentale del Khuzestan, Valiollah Hayati, ha riferito lunedì che un attacco condotto nelle prime ore di oggi contro una stazione di pompaggio dell'acqua per uso agricolo a Mahshahr ha causato la morte della guardia dell'impianto e il ferimento di altre quattro persone. Il ministero della Salute iraniano ha dichiarato che almeno 17 persone sono state uccise e altre 115 sono rimaste ferite negli attacchi statunitensi contro sei città iraniane l'8 e il 9 luglio. 

Guardie rivoluzionarie iraniane: "Continueremo attacchi di ritorsione contro basi Usa"

Le Guardie rivoluzionarie hanno affermato in un comunicato diffuso questa mattina che continueranno gli attacchi di "ritorsione" contro le basi statunitensi nella regione. "Lo Stretto di Hormuz fa parte della nostra terra e non permetteremo a un esercito di assassini di bambini proveniente da un'altra parte del mondo di continuare le sue interferenze illegali", si legge nella nota, citata dall'agenzia iraniana Irna. "Abbiamo condotto un attacco con missili e droni contro un grande deposito di missili e carburante nella base aerea statunitense Prince Hassan, in Giordania. Sono state inoltre prese di mira le basi degli elicotteri, i velivoli per la guerra elettronica, gli aerei P-8, il centro di comando e il centro di controllo dei droni dell'esercito statunitense nella base di Sheikh Isa, in Bahrein", prosegue il comunicato. "Abbiamo inoltre colpito le autocisterne per il carburante e il sistema di difesa aerea Patriot nella base statunitense di Ali al-Salem, nonché il sistema radar Eps nella base di Ahmad al-Jaber, entrambe in Kuwait. In Kuwait abbiamo completamente distrutto la base missilistica terra-terra e due lanciatori missilistici Himars". 

Kallas: "Situazione in Cisgiordania intollerabile, possibile più pressione dai 27"

"Non importa quale sia la mia opzione preferita" tra le misure proposte contro Israele "perché cerco di mettere insieme i 27 su cui abbiamo un terreno comune. Ci sono state molte richieste da parte degli Stati membri riguardo al divieto di commercio con gli insediamenti illegali. Vediamo se queste opzioni che sono state fornite ora riceveranno una spinta maggiore dagli Stati membri, e se alcuni di loro cambieranno anche idea sul fatto che dovremmo adottare questo approccio". Lo afferma l'Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, al suo arrivo al Consiglio Affari Esteri a Bruxelles. "Perché tutti concordano sul fatto che la situazione in Cisgiordania è davvero intollerabile ed è anche chiaro che tutti sosteniamo la soluzione dei due Stati - rimarca -. Ciò che sta accadendo in Cisgiordania sta rendendo sempre più impossibile che questa soluzione dei due Stati possa mai essere realizzata". 

Teheran, abbattuto un drone Usa nell'area del porto di Bandar Abbas

L'Iran sostiene di aver abbattuto un drone statunitense nell'area di Bandar Abbas, importante porto affacciato sullo Stretto di Hormuz. Lo riferisce Al Jazeera, citando l'agenzia iraniana Tasnim. Secondo Tasnim, il velivolo era un drone kamikaze di fabbricazione statunitense modello Lucas', che sarebbe stato "colpito con precisione e abbattuto" dalle difese iraniane. 

Kallas: "Tregua non regge"

Il memorandum d'intesa tra Usa e Iran per un cessate il fuoco nel Golfo Persico "non regge davvero" e l'Ue sostiene che "la libertà di navigazione deve essere mantenuta", senza pedaggi per il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo dice l'Alta Rappresentante dell'Ue Kaja Kallas, a Bruxelles a margine del Consiglio Affari Esteri, nell'ambito del quale si terrà un pranzo di lavoro con i Paesi del Golfo sulla sicurezza della regione. Ue e Paesi del Golfo "hanno idee molto simili" sulla materia, conclude. 

Kallas: "Avremo un pranzo con i Paesi Golfo, accordo su Hormuz non regge"

"Avremo un pranzo con i partner del Golfo riguardo alla sicurezza della regione del Golfo, è stata una priorità per tutti il fatto che il Memorandum d'intesa esiste, ma non sta realmente reggendo. E discuteremo su cosa possiamo fare di più, che tipo di messaggi possiamo inviare affinché lo Stretto di Hormuz venga aperto, la libertà di navigazione venga rispettata, non ci possano essere pedaggi o tasse di navigazione". Lo ha affermato l'Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, al suo arrivo al Consiglio Affari Esteri a Bruxelles. Quanto alla Siria, "per noi è importante la sua stabilità e, considerando la presenza dei campi profughi, che finora non ci siano state ripercussioni a catena. La Siria è riuscita a rimanere fuori da questo conflitto, ed è importante che continui così". 

L'Iran rivendica attacchi contro lanciatori Himars in basi Usa in Kuwait

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) afferma di aver sferrato questa mattina attacchi contro il Kuwait nell'ambito della quarta fase delle sue operazioni di rappresaglia. Lo riferisce Al Jazeera specificando che Teheran ha dichiarato di aver preso di mira una base statunitense di missili terra-terra in Kuwait, "incendiando due lanciatori di missili Himars e magazzini pieni di missili, distruggendoli completamente". In precedenza Teheran ha rivendicato stamattina l'attacco a basi statunitensi in Giordania, Bahrein e Kuwait. 

Giordania: "Abbattuti 4 missili di Teheran sul nostro spazio aereo"

L'esercito giordano ha annunciato di aver abbattuto quattro missili iraniani sul territorio nazionale, che secondo Teheran sarebbero stati lanciati come rappresaglia per gli attacchi statunitensi. "All'alba di oggi, i sistemi di difesa aerea hanno intercettato e abbattuto quattro missili che erano entrati nello spazio aereo giordano provenendo dal territorio iraniano", ha dichiarato una fonte ufficiale dello Stato Maggiore giordano, aggiungendo che non si sono registrati feriti né danni a cose.

Forze armate Kuwait impegnate contro "bersagli aerei ostili"

Con un post su X, le Forze Armate del Kuwait fanno sapere che "stanno attualmente affrontando bersagli aerei ostili". Lo Lo Stato Maggiore dell'Esercito precisa che "eventuali rumori di esplosione, se uditi, sono il risultato dell'intercettazione di attacchi ostili da parte dei sistemi di difesa aerea. Si richiede a tutti di attenersi alle istruzioni di sicurezza impartite dalle autorità competenti".

Media Iran: "Esplosioni a Jask, Qeshm, Bandar Abbas e Sirik nel sud"

I media ufficiali iraniani hanno riportato una serie di esplosioni avvenute nella tarda serata di domenica in diverse località della provincia di Hormozgan, nel sud dell'Iran, dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato di aver lanciato ulteriori attacchi contro l'Iran. Le esplosioni sono state segnalate a Jask, Qeshm, Bandar Abbas e Sirik. "A seguito dei recenti attacchi statunitensi in diverse località della provincia, finora non si sono registrate vittime civili né danni a infrastrutture residenziali o commerciali", ha dichiarato il governatorato di Hormozgan citato dall'emittente statale Irib e rilanciato dalla Cnn. "Secondo le prime informazioni, l'attacco di questa sera ha preso di mira la torre di telecomunicazioni" nella contea di Sirik, ha affermato Irib in un comunicato separato, aggiungendo che si tratta "della stessa località già colpita in precedenti attacchi".

Iran: "Attacchi Usa hanno vanificato gli sforzi degli ultimi mesi per la pace"

L'Iran ha "condannato fermamente" gli attacchi statunitensi sul suo territorio e ha accusato Washington di aver "vanificato tutti gli sforzi degli ultimi mesi" volti a ristabilire la pace nella regione. Teheran ha anche accusato gli Stati Uniti di aver "violato apertamente praticamente tutti i termini" del memorandum d'intesa concluso a giugno e di aver causato il "ritorno dell'insicurezza" nello Stretto di Hormuz, secondo una dichiarazione del ministero degli Esteri. 

Il prezzo del petrolio in rialzo di oltre il 3,5%

I prezzi del petrolio hanno aperto in forte rialzo oggi, dopo un fine settimana segnato dagli attacchi statunitensi contro l'Iran e dall'annuncio da parte di Teheran della chiusura dello Stretto di Hormuz - via navigabile strategica per il commercio globale di idrocarburi. Il prezzo del greggio Brent con consegna a settembre - benchmark internazionale - è salito del 3,75% a 78,86 dollari al barile, prima dell'apertura dei mercati finanziari asiatici. Il petrolio Wti con consegna ad agosto è aumentato del 3,65%, a 74,02 dollari al barile. 

Usa, 20 navi hanno transito a Hormuz in 24 ore con il nostro coordinamento

Nelle ultime 24 ore circa 20 navi commerciali hanno transitato per lo Stretto di Hormuz in coordinamento con le forze americane. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali altre navi sono invece transitate senza il coordinamento americano.

Usa, completata la terza serie di attacchi in una settimana contro l'Iran

Il Comando centrale (Centcom) degli Stati Uniti comunica di aver "completato questa settimana, l'11 luglio, una terza serie di attacchi contro l'Iran, ritenendo le forze iraniane responsabili dell'attacco a un'altra nave mercantile nello Stretto di Hormuz". Lo si legge sul sito internet del Centcom. "Le forze statunitensi - viene specificato - hanno colpito circa 140 obiettivi militari iraniani con munizioni di precisione lanciate da aerei da combattimento terrestri e navali, droni e unità navali. Tra gli obiettivi figuravano siti missilistici e di droni iraniani, capacità navali, depositi di munizioni, reti di comunicazione e postazioni di sorveglianza costiera". "Durante le tre notti di attacchi di questa settimana - viene aggiunto nel comunicato -, il Centcom ha colpito oltre 300 obiettivi al fine di indebolire la capacità dell'Iran di attaccare i marittimi civili e le navi mercantili che transitano liberamente nello stretto. Il transito delle navi mercantili attraverso questo vitale corridoio marittimo internazionale continua senza interruzioni. Dall'inizio di maggio le forze statunitensi hanno contribuito a facilitare il transito di oltre 800 navi mercantili e 400 milioni di barili di petrolio greggio attraverso lo Stretto di Hormuz". (

Iran: "Colpite basi Usa in Giordania, Bahrein e Kuwait"

Il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche (Irgc) ha rivendicato stamattina l'attacco a basi statunitensi in Giordania, Bahrein e Kuwait. Lo riporta l'agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna. Nelle ore precedenti il Ministero dell'Interno del Bahrein aveva comunicato che all'alba erano risuonate le sirene antiaeree nel Paese mediorientale. 

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