Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
Arrow-link
Arrow-link

Stretto di Hormuz, piano di Iran e Oman per introdurre pedaggi: cosa prevede

Mondo

L'accordo quadro di pace firmato questo mese dagli Stati Uniti e dall’Iran, che ha posto fine alla guerra, ha affrontato la questione dello Stretto di Hormuz, garantendo "il passaggio sicuro delle navi commerciali senza alcun costo", ma solo per un periodo di 60 giorni, mentre proseguono i negoziati per definire i dettagli. L’accordo prevede che l’Iran e l’Oman avviino un "dialogo" sul futuro della rotta marittima dopo tale periodo

ascolta articolo

Iran e Oman lavorano ad un piano che prevede la riscossione di un pedaggio dalle navi che transitano nello Stretto di Hormuz, nonostante le obiezioni degli Stati Uniti. A rivelarlo, citando un funzionario iraniano e quattro diplomatici a conoscenza della questione è il New York Times, che sottolinea come "la decisione di attaccare l’Iran il 28 febbraio abbia prodotto cambiamenti di vasta portata e inaspettati in Medio Oriente. Prima della guerra, lo Stretto di Hormuz era una rotta marittima internazionale tra Iran e Oman che le navi percorrevano liberamente, trasportando petrolio e gas dal Golfo Persico al resto del mondo". Teheran ha poi di fatto bloccato il passaggio marittimo, facendo impennare i prezzi dell’energia. E da allora, i funzionari iraniani ribadiscono la loro intenzione di monetizzare il passaggio attraverso lo Stretto.

Pagamento di un canone da parte delle compagnie di navigazione

Le fonti citate dal quotidiano parlano di una proposta formale presentata dall'Oman agli Stati Uniti e ad altri alleati occidentali che prevede il pagamento di un canone da parte delle compagnie di navigazione per l’utilizzo dello stretto, e confermano che la proposta è stata ricevuta dai negoziatori americani, che nutrono in merito alcune preoccupazioni, di cui intendono discutere con la controparte omanita. Il rischio legato alla presenza di mine nei pressi della rotta centrale, da tempo utilizzata dalle navi commerciali, ha costretto le imbarcazioni a seguire percorsi alternativi: una rotta meridionale vicino all’Oman o una rotta settentrionale vicino all’Iran, sottolinea il quotidiano, ricordando che il futuro dello stretto rimane una questione centrale nei colloqui tra gli Stati Uniti e l’Iran volti a definire un accordo di pace duraturo.

Approfondimento

Iran Usa, oggi in Qatar ripartono i colloqui indiretti. DIRETTA

Pedaggi obbligatori o volontari? 

La proposta dell’Oman si ispira in parte agli accordi in vigore negli stretti di Malacca e di Singapore, dove una fondazione privata raccoglie contributi volontari per garantire la sicurezza della navigazione. Eventuali pedaggi nello Stretto di Hormuz sarebbero volontari, secondo un diplomatico della regione. Diversa la posizione del funzionario iraniano citato dal New York Times, per il quale i pagamenti sarebbero obbligatori. Lunedì, il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, ha dichiarato che la priorità di Teheran è quella di raggiungere un accordo con l’Oman. Tuttavia, se l’Oman non fosse disposto a definire un quadro congiunto per la gestione della via navigabile, l’Iran procederebbe per conto proprio, ha aggiunto. E non più tardi della scorsa settimana, Trump ha definito "inaccettabile" l’idea di riscuotere pedaggi o tariffe per il transito attraverso lo stretto. Non è apparso immediatamente chiaro se l’amministrazione Trump sarebbe disposta ad accettare tariffe volontarie.

Approfondimento

Iran, media: "L'Oman propone il pedaggio volontario per Hormuz"

Tariffe di transito e tariffe per servizi

 Fonti a conoscenza della posizione statunitense affermano che la delegazione negoziale americana attribuisce grande valore alla partnership con l’Oman ed è fiduciosa di poter risolvere a livello tecnico le divergenze sulla proposta omanita. La contesa sul futuro di Hormuz mette in luce le sfide che i funzionari omaniti devono affrontare, nel vedere  il proprio Paese e le proprie vie navigabili coinvolti in un conflitto che avevano cercato disperatamente di evitare, sottolinea il New York Times.  Se l'Iran ha annunciato che avvierà la prossima settimana con l'Oman colloqui per discutere le modalità relative alla gestione dello stretto, compresa la riscossione di pedaggi dalle navi di passaggio e le modifiche alle rotte marittime esistenti, l’Oman si è mostrato pubblicamente più vago riguardo ai propri piani. Il ministro degli Esteri Badr al-Busaidi, ha respinto l’idea di applicare tariffe per il semplice transito nello stretto, affermando che ciò sarebbe illegale. Tuttavia, ha operato una distinzione tra le "tariffe di transito" e le tariffe per i servizi forniti dai Paesi che si affacciano sullo stretto.

Approfondimento

Usa-Iran, ancora tensioni: il nodo è lo stretto di Hormuz

Mondo: I più letti