Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Trump: "Sto portando avanti una guerra con l'Iran e la sto vincendo facilmente"

©Ansa

In Qatar ripartono i colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran. "In ogni caso non avranno l'arma nucleare", dice Vance. Per Teheran il transito a Hormuz gratuito solo per 60 giorni L'Oman ha elaborato una proposta per una nuova gestione dello Stretto di Hormuz insieme con l'Iran. Lo riporta il New York Times, specificando che, secondo il piano, le navi pagherebbero un pedaggio su base volontaria, finalizzato a pagare servizi di navigazione, sicurezza e ambientali

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In Qatar ripartono i colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran. "In ogni caso non avranno l'arma nucleare ", dice Vance. Per Teheran il transito a Hormuz gratuito solo per 60 giorni L'Oman ha elaborato una proposta per una nuova gestione dello Stretto di Hormuz insieme con l'Iran. Lo riporta il New York Times, specificando che, secondo il piano, le navi pagherebbero un pedaggio su base volontaria, finalizzato a pagare servizi di navigazione, sicurezza e ambientali.

Il rappresentante speciale dell'Ue per il Golfo, Luigi Di Maio, ha incontrato Al Thani a Doha. L'obiettivo è "sostenere gli sforzi di mediazione del Qatar tra Usa e Iran".

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha parlato di un "incontro a Doha sulla situazione in Iran", senza fornire ulteriori dettagli. Ma Teheran ha smentito.

Hezbollah ha denunciato nuove violazioni del cessate il fuoco in Libano e rimarcato: “Ci riserviamo il diritto di difendere la patria”.  L'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito tre quartier generali di Hezbollah nel sud del Libano.

Gli approfondimenti:

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Il ‘modello Dardanelli’ per lo Stretto di Hormuz? Come funziona e cosa vuole l’Iran

L’Iran starebbe prendendo in considerazione l’imposizione di tasse sui servizi alla sicurezza e la tutela ambientale dello Stretto di Hormuz, allo scopo di generare fino a 40 miliardi di dollari l'anno di entrate. A rivelarlo è stato il Wall Street Journal, secondo cui Teheran starebbe lavorando sulla base dei modelli adottati in altre parti del mondo: tra questi a spiccare è quello dei Dardanelli, in Turchia. L’Iran, scrive ancora il quotidiano americano, starebbe promuovendo la sua iniziativa  con altri Paesi in Medio Oriente e anche con la Cina.

Il ‘modello Dardanelli’ per lo Stretto di Hormuz? Come funziona

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Trump: "I Paesi Nato non si sono comportati bene"

"I Paesi della Nato hanno detto che non vogliono aiutare, non si sono comportanti bene". Così Donald Trump, nel discorso nel discorso all'inaugurazione della Theodore Roosevelt presidential library in North Dakota, è tornato a criticare gli alleati della Nato per quello che considera il mancato aiuto agli Stati Uniti nel conflitto con l'Iran.

Inflazione, quanto è costata la guerra in Iran alle famiglie italiane

L'Istat ha certificato che l'inflazione a maggio è salita al 3,2%. "È un record che non si aveva dal settembre 2023", ha dichiarato il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona. E, secondo i calcoli dell'Unc, da febbraio a maggio,  i prezzi sono saliti del 2%, cioè di 505 euro su base annua, per  famiglia media (con 734 euro per coppia con due figli e 660 euro per  coppia con un figlio).

Inflazione, quanto è costata la guerra in Iran alle famiglie italiane

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Trump: sto vincendo la guerra con l'Iran molto facilmente

"Sto portando avanti una guerra e la sto vincendo molto facilmente". Lo ha detto Donald Trump in North Dakota a proposito del conflitto con l'Iran. 

Commissione Onu: 'A Gaza genocidio, bambini palestinesi presi di mira'

Il team investigativo ha stabilito "l'intento genocida delle autorità e  delle forze di sicurezza israeliane di distruggere la comunità", non  solo nella Striscia, ma anche in Cisgiordania.

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Energia, quali alternative per dipendere meno dallo Stretto di Hormuz?

La firma del memorandum tra Stati Uniti e Iran, ha prospettato una  riapertura per lo Stretto di Hormuz, uno scenario auspicato  dall’economia globale. In queste settimane però non è mancata anche la  ricerca di alternative che permettano ai vari Paesi di dipendere meno  dalle sorti dello Stretto: di questo si è parlato in una  puntata di  "Numeri", approfondimento di Sky TG24.

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Netanyahu può mettere a rischio la tregua tra Usa e Iran?

Dietro il negoziato tra Washington e Teheran si nasconde uno dei dossier  più sensibili per il governo israeliano. Il premier vede messa in  discussione una strategia fondata su isolamento iraniano e pressione  militare indiretta e ora, in vista del voto, deve anche gestire una  coalizione fragile, in particolare a causa della destra religiosa. Così  ogni concessione rischia di avere un costo interno.

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Vance: programma nucleare retrocesso di 30 anni

Secondo l'intelligence degli Stati Uniti il programma nucleare iraniano è stato retrocesso di almeno 20-30 anni. L ha dichiarato il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance. "Lo so perché guardo le valutazioni dell'intelligence. Se guardate cosa dice la nostra intelligence sul loro programma nucleare, sono piu' lontani dallo sviluppo di una bomba atomica di quanto non lo siano mai stati negli ultimi 20 o 30 anni, e questo grazie a voi e al vostro duro lavoro", ha affermato il numero due della Casa Bianca.

Usa-Iran, Trump: "La denuclearizzazione di Teheran procede molto bene"

Basi Usa, Crosetto: "Trattati applicati in modo serio"

Tajani: Italia non mai preso parte a guerra

'Italia non ha mai partecipato ad azioni militari o messo le sue basi a disposizione per bombardamenti in Iran". Lo ha ribadito il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante il question time alla Camera. 

Trump: "La denuclearizzazione dell'Iran sta procedendo"

"La denuclearizzazione dell'Iran sta procendo". Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti prima di partire per il North Dakota. Il presidente ha anche sottolineato che il prezzo del petrolio è piu' basso oggi di quando "ho attaccato l'Iran per non fargli avere l'arma nucleare".

Araghchi: "Risponderemo a qualsiasi minaccia contro la Guida Suprema"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha messo in guardia Israele dal minacciare la guida suprema Mojtaba Khamenei, dopo che il ministro della Difesa israeliano Israel Katz aveva affermato che Khamenei era "nel mirino", dichiarando: "Qualsiasi minaccia contro il nostro popolo e la nostra leadership riceverà una risposta immediata e decisa". "Il Presidente degli Stati Uniti ha impegnato gli Stati Uniti a mettere a tacere i suoi animali domestici a Tel Aviv. Se ignorano il loro padrone, l'Iran darà loro una lezione", ha scritto Araghchi su X. Nel frattempo, Araghchi ha affermato che i termini del Memorandum d'intesa tra Teheran e Washington sono "chiarissimi e accessibili a tu

Media: "Nave usa rotta non autorizzata a Hormuz e si arena"

Una nave che non aveva utilizzato la rotta stabilita dall'Iran per attraversare lo stretto di Hormuz si è arenata. Lo ha riferito la televisione pubblica iraniana Irib. Secondo quanto riferito, "l'imbarcazione è finita in secca nello Stretto di Hormuz dopo aver percorso una via diversa da quella ufficialmente designata per la navigazione". 

Araghchi: "Usa tengano a bada loro cagnolini in Israele"

L'Iran ha respinto al mittente le nuove minacce del ministro degli Esteri israeliano Israel Katz. "I termini del Memorandum d'intesa di Islamabad sono cristallini e pubblici, tutti li possono vedere e pubblici per tutti da vedere", ha scritto su X a commento di dichiarazioni con cui Katz lasciava intendere di avere nel mirino la guida suprema Mojtaba Khamenei. Il presidente Donald Trump "ha impegnato gli Stati Uniti a mettere la museruola ai suoi cagnolini a Tel Aviv. Se ignorano il loro padrone, l'Iran li metterà al loro posto", ha ammonito Araghchi. "Qualsiasi minaccia contro il nostro popolo e la nostra leadership riceverà una risposta immediata e potente", ha assicurato.

Araghchi: "Trump tenga buoni i suoi cagnolini a Tel Aviv o risposta potente"

"I termini del memorandum d'intesa di Islamabad sono chiarissimi e di dominio pubblico. Il presidente degli Stati Uniti si è impegnato a tenere a bada i suoi 'cagnolini' a Tel Aviv. Se dovessero ignorare il loro padrone, l'Iran darà loro una lezione. Qualsiasi minaccia contro il nostro popolo o la nostra leadership riceverà una risposta immediata e potente". Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, commentando una dichiarazione del ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, che ha definito un "condannato a morte" l'attuale Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei.

Katz: "Potremmo attaccare per la terza volta"

Israele ha attaccato due volte l'Iran e non esiterà a farlo ancora. Ad assicurarlo è stato il ministro della Difesa, Israel Katz, durante una cerimonia per i soldati caduti in Libano nella guerra del 2006, a quanto riportano i media della regione. "Abbiamo colpito l'Iran due volte con attacchi preventivi e proattivi e, se necessario, colpiremo anche una terza volta", ha assicurato.

Pezeshkian: "Funerale Khamenei sia simbolo unità nazionale"

I funerali solenni di Ali Khamenei, guida suprema dell'Iran ucciso il 28 febbraio nei raid di Stati Uniti e Israele, devono diventare simbolo di unità e coesione nazionale. A chiederlo è stato il presidente Massoudd Pezeshkian, a quanto riferito dall'agenzia Isna, in una riunione sull'organizzazione delle esequie che inizieranno il 4 luglio. "Oggi più che mai è necessario che tutte le correnti e i settori della società ribadiscano i valori nazionali e islamici comuni e si astengano da qualsiasi azione che possa minare l'unità nazionale", ha detto, "ciò che deve emergere in questo momento storico è l'unità, la solidarietà, la coesione e l'armonia nazionale". Coesione che andrà rafforzata anche dalle scelte del governo. "Abbiamo deciso di perseguire con maggiore serietà programmi di sostegno e politiche relative al benessere della popolazione", ha annunciato.

Wall Street Journal: "Disputa su Hormuz crea profonda frattura in rapporto Usa-Arabia Saudita

Una disputa sulla gestione e l'apertura dello Stretto di Hormuz ha creato una frattura nei rapporti tra gli Stati Uniti e l'Arabia Saudita. Lo scrive in esclusiva il 'Wall Street Journal', ricordando che l'Arabia Saudita ha negato l'accesso al suo spazio aereo a cento velivoli americani pronti a decollare per partecipare al 'Project Freedom', un'operazione volta ad aprire lo Stretto di Hormuz. Secondo funzionari statunitensi ben informati, la reazione saudita ha costretto gli Stati Uniti a fermare l'operazione militare, varata dal presidente americano Donald Trump poche ore prima e finalizzata a garantire il passaggio sicuro delle navi. Indignata, la Casa Bianca ha minacciato di bloccare la consegna degli intercettori che servono all'Arabia Saudita per abbattere missili e droni iraniani, se Riad non avesse cambiato idea, come spiegano al Wsj funzionari statunitensi e arabi informati. L'Arabia Saudita alla fine ha fatto marcia indietro, dopo che i funzionari Usa hanno minacciato di non includere il regno nella lista prioritaria per la ricezione di armi difensive, hanno affermato i funzionari arabi. Ma secondo funzionari statunitensi il danno non è facile da riparare.

Come conseguenza, riferiscono funzionari americani citati dal Wsj, gli Stati Uniti stanno valutando la possibilità di ridurre la propria presenza militare in Arabia Saudita, concentrando le forze su paesi che si sono mostrati più solidali come Israele e Giordania. Le stesse fonti hanno precisato che la pianificazione è ancora in una fase iniziale e che non è stata ancora presa alcuna decisione definitiva. Quella tra Riad e Washington, finora inedita, è la più grande frattura degli ultimi anni in un rapporto che per decenni ha costituito la base degli accordi di sicurezza nel Golfo.

 La scorsa settimana il Segretario di Stato Usa Marco Rubio si è recato nel Golfo per incontri con alti funzionari della regione e ha visitato gli Emirati Arabi Uniti, il Kuwait e il Bahrein, ma non l'Arabia Saudita. Secondo fonti vicine a Riad citate dal Wsj, i funzionari sauditi si sono mostrati contrariati e hanno interpretato la decisione di Rubio di non visitare Riad come un affronto. Funzionari dell'amministrazione Trump hanno negato che questa fosse l'intenzione e hanno affermato che Rubio ha avuto colloqui positivi con il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan a margine di una riunione del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg) in Bahrein.

Katz: "Idf in Libano, Siria e Gaza a tempo indeterminato"

Le forze israeliane rimarranno nelle cosiddette zone di sicurezza istituite in Libano, Siria e Gaza 'ad libitum'. A ribadirlo è stato il ministro della Difesa, Israel Katz. Le Idf rimarranno a tempo indeterminato nelle zone di sicurezza in Libano, Siria e Gaza per proteggere i nostri residenti e le nostre comunità dagli elementi jihadisti", ha detto.

Wall Street Journal: "Duro scontro Usa-Riad. Pentagono valuta ridurre basi"

La guerra in Iran ha avuto un impatto pesante sulle relazioni tra Arabia Saudita e Stati Uniti, molto più di quanto fosse finora trapelato: Washington sta valutando di ridurre la sua presenza militare nel regno del 'grande amico' Mohammed bin Salman. A rivelarlo è il Wall Strert Journal. Che Riad fosse contraria all'attacco non è un mistero, Insieme ad altre monarchie del Golfo aveva fatto pressione sull'amministrazione affinche' si trovasse una soluzione diplomatica, mettendo in guardia sul rischio che Teheran chiudesse lo stretto di Hormuz, vi fossero ripercussioni sul mercato mondiale del greggio e fosse messa in pericolo la stabilità loro e della regione. E molti avevano detto pubblicamente che non avrebbero permesso che le loro basi o lo spazio aereo fossero usati per attaccare l'Iran. Ma Donald Trump è andato avanti lo stesso. E il solco si è approfondito. Quando il presidente americano ha lanciato l'operazione Epic Freedom per tentare di bloccare le navi iraniane e far passare liberamente le altre da Hormuz, l'Arabia Saudita ha negato l'uso delle proprie basi così Trump è stato costretto di fatto a chiudere la missione, hanno detto fonti dell'amministrazione al Wsj. Da qui la riflessione in corso negli Usa su una smobilitazione militare dal regno saudita dove il Pentagono ha uomini e mezzi dal 1945. I segnali di tensioni sempre più forti sono stati evidenti nelle ultime settimane. Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha fatto un giro delle capitali del Golfo ma non si è fermato a Riad. E bin Salman non è andato al vertice del G7 a Evian, in Francia, "in segno di protesta per come gli Usa hanno gestito la guerra", ha riferito il Wsj, anche se la lettera ufficiale al presidente Emmanuel Macron parlava di "impegni precedentemente presi".

Media Iran: "Una nave portacontainer straniera si è incagliata nello Stretto di Hormuz"

Una nave portacontainer straniera, che navigava al di fuori delle rotte ufficiali designate dall'Iran nello Stretto di Ormuz, si è incagliata a causa della scelta di una rotta pericolosa e poco profonda. "E questo nonostante la Marina della Guardia Rivoluzionaria abbia ripetutamente avvertito le imbarcazioni e le compagnie di navigazione che qualsiasi entrata o uscita da rotte diverse dai corridoi designati dall'Iran avrebbe potuto comportare gravi conseguenze e danni irreparabili", ha riferito l'agenzia Fars. "Alcuni paesi, recentemente influenzati dal clamore mediatico e avendo dato credito alle affermazioni e alle garanzie degli Stati Uniti, hanno utilizzato rotte al di fuori della zona iraniana, ma questo incidente ha rivelato ancora una volta l'inefficacia di tali calcoli e il loro errore strategico", ha aggiunto il rapporto. 

Media Gaza postano foto di un detenuto ammanettato e legato, Idf indaga

Da ieri pomeriggio i media palestinesi hanno pubblicato online una foto che sarebbestata scattata dall'Idf nella Striscia in cui si vede un uomo bendato, ammanettato e legato a qualcosa che sembra un bastone su una branda da campo. L'Idf ha avviato un'indagine interna ma per il momento non è stato accertato chi ha fatto la foto e chi l'abbia postata online e se l'immagine è autentica, ha detto il portavoce. 

Netanyahu: "Restiamo nella zona cuscinetto in Libano, faremo di tutto per la pace"

"Non accetteremo una situazione in cui un esercito terroristico possa costruire tunnel in grado di penetrare i nostri confini. Rimarremo nella zona cuscinetto nel Libano meridionale finché sarà necessario. La zona cuscinetto di Gaza è ora dentro Gaza, la zona cuscinetto del Libano è dentro il Libano. Questa è una lezione fondamentale. Per la prima volta da anni, delegazioni israeliane hanno avviato negoziati con il Libano. Faremo tutto il possibile per raggiungere un accordo di pace tra i due Paesi". Ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu durante la cerimonia commemorativa per i soldati caduti nella Seconda Guerra del Libano.

Katz: "Non aspettiamo che la minaccia bussi alla porta, se serve colpiremo l'Iran"

"Gli eventi del 7 ottobre hanno illustrato una chiara verità per tutti noi: non dobbiamo aspettare che la minaccia bussi alla nostra porta. Abbiamo colpito due volte con attacchi preventivi in Iran e, se necessario, colpiremo anche una terza volta". Lo ha detto ilministro della Difesa Israel Katz durante la cerimonia commemorativa per i caduti della seconda guerra del Libano. Il ministro ha ribadito che "le Forze di Difesa Israeliane non si ritireranno e rimarranno nelle zone di sicurezza in Libano, Siria e Gaza, a tempo indeterminato, per proteggere i nostri residenti e le nostre comunità dagli elementi jihadisti". 

L'Iran critica lentezza processo giudiziario internazionale per gli attacchi a Minab

L'ambasciatore iraniano presso l'Onu a Ginevra, Ali Bahraini, ha criticato la "lentezza del processo giudiziario nei forum internazionali" in merito al caso dell'uccisione di 168 studenti e insegnanti durante gli attacchi israelo-americani alla città di Minab, in Iran. "Non permetteremo al mondo di dimenticare col tempo questi crimini contro i civili", ha sottolineato, aggiungendo: "Indubbiamente, la responsabilità dell'accaduto ricade su Stati Uniti e Israele, in quanto aggressori". "Dobbiamo continuare a raccontare l'accaduto e a perseguire la giustizia per le vittime nei forum internazionali", ha concluso Bahraini, secondo quanto riportato da Mehr. 

Iran, al via i negoziati tecnici indiretti Usa-Teheran a Doha

Sono ora iniziati a Doha, in Qatar, i negoziati a "livello tecnico" tra l'Iran e gli Stati Uniti. Lo ha riferito Al Jazeera le cui fonti hanno chiarito che non sono previsti incontri faccia a faccia tra gli alti funzionari delle due parti. A Doha sono impegnati almeno tre gruppi di lavoro che si occupano delle discussioni tecniche: la questione nucleare, la diplomazia e il finanziamento e la restituzione dei fondi congelati.

Netanyahu: "Faremo il possibile per accordo pace, resteremo finché necessario"

"Non accetteremo una situazione in cui un esercito terroristico possa costruire tunnel in grado di penetrare i nostri confini. Rimarremo nella zona cuscinetto nel Libano meridionale finché sarà necessario''. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante la cerimonia commemorativa per i soldati caduti nella guerra del Libano. 

''La zona cuscinetto di Gaza è ora dentro Gaza, la zona cuscinetto del Libano è dentro il Libano'', ha affermato Netanyahu sottolineando che ''per la prima volta da anni, i rappresentanti israeliani hanno avviato negoziati con il Libano. Faremo tutto il possibile per raggiungere un accordo di pace anche tra i due Paesi".

Board of peace: "Unrwa non ha posto nella nuova Gaza, che merita di meglio"

"L'Unrwa (l'Agenzia delle Nazioni Unite per i palestinesi) non ha posto nella nuova Gaza. Stiamo voltando pagina rispetto a un sistema fondato sulla dipendenza permanente dagli aiuti e sul conflitto. La popolazione di Gaza merita di meglio". Lo scrive il Board of Peace in un post sul suo account X.

Libano: "Esercito israeliano erige varchi a ridosso di base Unifil"

L'esercito israeliano ha installato due nuovi varchi di sicurezza nel sud del Libano, in una misura che appare destinata a limitare la libertà di movimento dell'Unifil, la forza Onu schierata nell'estremo sud del paese e di cui fanno parte un migliaio di soldati italiani. Lo riferiscono fonti locali nel Libano meridionale, secondo cui le nuove infrastrutture sono state collocate lungo il litorale del distretto di Tiro, all'interno della "zona cuscinetto" occupata da Israele. Uno dei due varchi si trova sulla strada costiera di Iskandaruna, a circa otto chilometri dalla linea di demarcazione israelo-libanese. Il secondo è stato installato nei pressi dell'hotel Rêve de la Mer, a Naqura, a metà strada tra il primo varco e la linea di demarcazione. La posizione del secondo varco è particolarmente sensibile perché si trova non lontano dal quartier generale dell'Unifil. Secondo le stesse fonti, la misura punta a rafforzare il controllo israeliano sui movimenti nell'area occupata e a restringere gli spostamenti dei caschi blu, già ostacolati nelle ultime settimane dalla chiusura di fatto di diverse strade. 

Consiglio Sicurezza Iran: "Vendetta per Khamenei resta aperta"

"Il fascicolo sulla vendetta per il sangue del martire Ayatollah Khamenei e dei martiri iraniani rimane aperto. I comandanti e gli autori di questi crimini dovranno affrontare la giustizia a tempo debito, e non ci vorrà molto, per mano di elementi retti". Lo afferma il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell'Iran, riportato dalla tv di Stato iraniana Irib. 

Nave si incaglia in Stretto Hormuz, per Teheran è fuori da rotta designata

Una nave portacontainer straniera si è incagliata nello Stretto di Hormuz dopo essere entrata in acque poco profonde al di fuori della rotta di navigazione designata dalle autorità iraniane. Lo ha riferito la televisione di Stato iraniana, ribadendo l'avvertimento dei Guardiani della Rivoluzione iraniana, i Pasdaran, secondo cui le navi dovrebbero transitare solo attraverso il corridoio a sud dell'isola iraniana di Larak. Per Teheran è infatti questa l'unica rotta di ingresso e di uscita approvata per le navi che attraversano lo stretto.

Accordo Israele-Libano, no di Hezbollah: "È umiliante". Cosa prevede l'intesa

Al quinto round di negoziati e dopo cinque giorni di intensi colloqui, nella capitale statunitense è stato raggiunto l’accordo quadro trilaterale con il pieno sostegno degli Stati Uniti sotto la presidenza di Donald Trump. Nel documento si afferma che "l'obiettivo comune" è quello di "raggiungere una pace e una sicurezza durature’". Restano punti in sospeso come il disarmo di Hezbollah (che respinge l’intesa) e il ritiro delle forze dell'Idf dal sud del Paese. Ecco quali sono i 14 punti dell'accordo, firmato in tre copie e scritto in inglese.

Israele-Libano, no di Hezbollah: cosa prevedono i 14 punti dell’intesa

Israele-Libano, no di Hezbollah: cosa prevedono i 14 punti dell’intesa

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Al Jazeera: "Teheran respinge diktat Usa su uso fondi congelati"

L’emittente al Jazeera ha riferito che il ministero degli Esteri iraniano ha confermato che l'agenda odierna a Doha della delegazione iraniana, guidata dal viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi, si limita ai colloqui "iraniano-qatarioti" sullo sblocco dei beni congelati, negando qualsiasi negoziato diretto con la delegazione americana che si trova anch’essa a Doha.

Teheran chiede lo sblocco immediato di 12 miliardi di dollari in due rate entro 60 giorni, a cominciare dai 6 miliardi depositati nelle banche del Qatar. Al Jazeera sottolinea che sono emersi forti disaccordi sull’utilizzo dei fondi: Teheran ha respinto le condizioni poste da Washington per l'istituzione di una linea di credito esclusiva per l'acquisto di prodotti agricoli americani (come grano, soia e mais), insistendo sul diritto assoluto della Banca Centrale iraniana di determinare il proprio fabbisogno di beni e medicinali senza imposizioni esterne.

Media: "Ucciso un uomo che ha cercato di colpire un poliziotto a sud di Tel Aviv"

Un uomo che ha tentato di colpire un poliziotto a Lod, a sud di Tel Aviv, è stato ucciso. Lo riferiscono i media israeliani spiegando che le indagini sono in corso e si tratterebbe di un attacco terroristico. 

Funzionari americani e iraniani avranno colloqui indiretti oggi a Doha

Rappresentanti statunitensi e iraniani terranno colloqui indiretti oggi a Doha: lo riferisce una fonte diplomatica dopo il balletto di annunci e smentite tra le parti. "Mercoledì a Doha, funzionari statunitensi e iraniani terranno colloqui tecnici indiretti con i mediatori del Qatar e del Pakistan", ha dichiarato il diplomatico, che ha chiesto di rimanere anonimo, precisando che gli emissari di Donald Trump, Jared Kushner e Steve Witkoff, che ieri hanno incontrato il primo ministro del Qatar a Doha, non parteciperanno a questi colloqui tecnici. 

Iran, prezzo petrolio stabile, Brent a 72,98 dollari al barile

Prezzo petrolio stabile. Il prezzo del petrolio Brent, riferimento in Europa, è salito dello 00,3% a 72,98 dollari al barile. Il prezzo del Wti, riferimento per gli Usa, è stabile a 69,50 dollari al barile.  Il gas naturale  è sceso di 0,056% a 3,22 dollari. 

Board of Peace annuncia arrivo veicoli tattici a Gaza

Il 'Board of Peace', nato per iniziativa del presidente Usa, Donald Trump ha annunciato l'arrivo dei primi "veicoli tattici" alla base della Forza di Sicurezza Internazionale vicino a Gaza, mentre proseguono i preparativi logistici per il dispiegamento di una forza multinazionale nell'enclave palestinese. "I veicoli tattici sono arrivati all'Area di Supporto Logistico: Endurance", ha scritto l'organismo su X, accompagnando il messaggio con fotografie che documentano l'arrivo. Hazem Qassem, portavoce di Hamas, ha dichiarato su Facebook che il gruppo spera che la mossa del Consiglio segni "l'inizio dell'attuazione dei compiti loro assegnati", ovvero separare i palestinesi di Gaza dalle forze israeliane e adoperarsi per fermare le violazioni israeliane. "Chiediamo al Board of Peace di iniziare l'effettiva attuazione delle disposizioni del piano per porre fine alla guerra a Gaza", ha affermato Qassem.

Vance: "Smentita colloqui in corso tattica persiana"

Il vicepresidente statunitense JD Vance afferma che le smentite pubbliche dell'Iran sui colloqui in corso equivalgono a una deliberata "tattica negoziale persiana", sostenendo che i colloqui tecnici tra Washington e Teheran sono in corso. "Erano previsti colloqui, colloqui tecnici, basati sui negoziati già avviati. Questi si terranno sicuramente domani", ha dichiarato Vance durante un'intervista al programma The Michael Knowles Show, pubblicata martedì. Ha aggiunto di trovare le dichiarazioni pubbliche di Teheran "affascinanti e frustranti", osservando come i funzionari iraniani neghino i colloqui di pace pur riconoscendo discussioni tecniche. Gli inviati della Casa Bianca Steve Witkoff e Jared Kushner si sono recati a Doha dopo che Trump ha annunciato lunedì che l'Iran aveva richiesto un incontro nella capitale del Qatar. L'Iran, tuttavia, ha negato che siano previsti colloqui diretti con Washington, affermando che le consultazioni con gli intermediari continuano.

Netanyahu: "Emigrazione volontaria palestinesi in agenda"

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu è apparso sul Canale 14, emittente di destra, per difendere il suo operato in vista delle elezioni che si terranno entro la fine dell'anno.Gli sono state poste domande su due questioni che il Jerusalem Post ha definito "centrali per l'ala destra della sua coalizione": l'espulsione dei due milioni di palestinesi da Gaza e la creazione di insediamenti ebraici illegali nella Striscia. Sulla prima domanda, Netanyahu ha affermato che "l'emigrazione volontaria" rimane all'ordine del giorno, mentre sulla seconda si è rifiutato di rispondere, dichiarando: "La questione è se si preferisce agire o parlare. E sì, preferisco non affrontare l'argomento".I critici hanno precedentemente definito "emigrazione volontaria" un eufemismo per la pulizia etnica della Striscia di Gaza, devastata dalla guerra e resa inabitabile dopo il genocidio perpetrato da Israele. Le dichiarazioni di Netanyahu arrivano pochi giorni dopo che aveva affermato che non c'era "spazio per due stati" tra il fiume Giordano e il Mar Mediterraneo.

Vance: anche se colloqui falliscono Usa in ottima posizione

Il vicepresidente degli Stati Uniti d'America, JD Vance ha affermato a Fox News che l'amministrazione Trump si trova in una "ottima posizione" a prescindere dall'esito dei colloqui con l'Iran. Gli Stati Uniti "ovviamente" desiderano che i colloqui abbiano successo, ha affermato Vance, aggiungendo però che l'America è "comunque in una posizione molto più forte" rispetto all'Iran, anche in caso di fallimento. Ha insistito sul fatto che il programma nucleare e l'esercito di Teheran sono stati "distrutti" e ha avvertito che Trump ha chiarito che qualsiasi attacco iraniano contro navi nello Stretto di Hormuz provocherebbe una risposta militare statunitense. Vance ha ribadito che l'Iran sarà "trasformato in modo permanente" se i negoziati volti a raggiungere una soluzione duratura avranno successo.

Iran, nave sudcoreana pronta a lasciare stretto Hormuz

Un mercantile sudcoreano è pronto a lasciare lo Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il ministero degli Oceani della Corea del Sud. La nave Namu, danneggiata in un attacco a maggio, lascerà lo Stretto di Hormuz una volta completate le riparazioni. La nave portarinfuse, gestita dalla HMM, è bloccata nel Golfo dal 28 febbraio, giorno in cui Stati Uniti e Israele hanno lanciato la loro guerra contro l'Iran. Il ministero ha affermato che la nave, attualmente in riparazione in un porto di Dubai, dovrebbe lasciare lo stretto alla fine di luglio. L'Iran ha negato di aver preso di mira la nave, mentre Seul afferma di non poter stabilire con certezza la responsabilità dell'attacco né se sia stato intenzionale.La Namu trasporta 32 membri dell'equipaggio ed è una delle due navi sudcoreane ancora bloccate all'interno dello stretto. Finora, circa 24 navi hanno lasciato lo stretto.

Israele arresta cittadino Usa accusato di spionaggio

Secondo quanto riportato dai media, la polizia israeliana ha arrestato un cittadino statunitense di 20 anni con l'accusa di spionaggio per conto dell'Iran, in particolare per aver scattato foto e girato video di "siti sensibili" in Israele. L'uomo avrebbe mantenuto contatti con un agente legato a Teheran e avrebbe ricevuto somme comprese tra decine e centinaia di dollari per ogni incarico, secondo quanto riportato dal Times of Israel e dal Jerusalem Post, che citano una dichiarazione della polizia. Le fonti affermano che l'arresto è avvenuto il 9 giugno presso la stazione di polizia del distretto di Gerusalemme e che è stata presentata una denuncia formale nei suoi confronti, il che fa presagire che verrà formalmente incriminato nei prossimi giorni.L'ambasciata statunitense in Israele non ha rilasciato commenti immediati.

Media Libano: "Bombardamenti Idf nel sud del Paese"

"Il bombardamento dell'artiglieria nemica sta prendendo di mira la periferia di Beit Yahoun, accompagnato da colpi di mitragliatrice lungo la strada da Qounine a Bint Jbeil". Lo scrive l'agenzia libanese Nna. Le località a cui fa riferimento sono nella zona di Nabatieh, nel sud del Paese. Le "forze nemiche", scrive ancora la Nna riferendosi a Israele, "hanno spianato le strade con i bulldozer, in particolare la strada che va dalla zona di Hamoul vicino alla città di Naqoura alla città di Aita al-Shaab, e hanno abbattuto gli alberi secolari che costeggiavano entrambi i lati della strada". L'Idf, sottolinea l'agenzia libanese, ha "stabilito punti di attraversamento tra la prima e la seconda linea di difesa, la Zona Gialla, la zona di confine e l'area a sud del fiume Litani". 

Iran: Wsj: 'Trump ha valutato la possibilità di tornare a una guerra totale'

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha valutato negli ultimi giorni diverse opzioni per un ritorno a una guerra su vasta scala contro l'Iran, ma al momento non ha ancora preso una decisione in merito. Lo riporta Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, secondo cui Trump sarebbe stato informato da alti funzionari della difesa su diverse opzioni militari per "portare a termine il lavoro", ma avrebbe affermato di temere che un rinnovato conflitto militare possa compromettere le prospettive di un'eventuale soluzione diplomatica e dello smantellamento del programma nucleare della Repubblica islamica. Il giornale afferma inoltre che il leader americano ha manifestato la volontà di prolungare i negoziati indiretti in Qatar oltre la scadenza di 60 giorni fissata al 18 agosto. Il comunicato afferma inoltre che il presidente è disposto a continuare a condurre attacchi limitati contro obiettivi iraniani qualora Teheran violi i termini dell'accordo temporaneo attualmente in vigore, come è accaduto ripetutamente di recente.

Vance: 'Iran senza arma nucleare anche in caso insuccesso dei negoziati'

"La mia opinione è che abbiamo in mano tutte le carte vincenti per la trattativa: vogliamo ovviamente che abbia successo, ma anche in caso contrario avremmo comunque raggiunto l'obiettivo fondamentale, ovvero garantire che l'Iran non arrivi mai a possedere un'arma nucleare". Così il vicepresidente americano JD Vance, sui negoziati con Teheran. "Gli iraniani non hanno colpito navi nelle ultime due settimane e il petrolio continua a fluire attraverso lo Stretto di Hormuz, in parte perché il presidente Trump ha chiarito che, se avessero attaccato le navi, avremmo risposto. Dunque, a volte serve la politica del bastone e della carota", ha proseguito Vance, parlando con Fox News. Tuttavia, "credo davvero che gli Stati Uniti si trovino in una posizione di grande vantaggio, qualunque sia l'esito finale del negoziato. Se la trattativa dovesse avere successo - cosa che ovviamente auspichiamo - ci troveremmo di fronte a un Iran trasformato in modo permanente: un Paese che non finanzia più attori regionali, terrorismo e instabilità, che ha rinunciato definitivamente a qualsiasi ambizione di dotarsi di armi nucleari e che, di conseguenza, viene riaccolto nell'economia globale". Si tratta di uno scenario che "sarebbe un risultato eccellente per il popolo americano e per l'intera regione. Ma se, d'altra parte, gli iraniani non dovessero cambiare atteggiamento, se non dovessero concedere quanto richiesto nei negoziati, il loro programma nucleare rimarrebbe comunque distrutto, così come le loro forze armate convenzionali, e gli Stati Uniti manterrebbero comunque una posizione di netta superiorità rispetto a lor", ha concluso Vance.

Wsj: 'Trump informato su ipotesi guerra totale a Iran, ma avanti con diplomazia'

Donald Trump ha valutato l'ipotesi di tornare a una guerra su vasta scala contro l'Iran, discutendo nei giorni scorsi con il segretario alla Difesa Pete Hegseth e con il Capo di Stato maggiore congiunto, il generale Dan Caine, la possibilità di ulteriori attacchi. Tuttavia, secondo funzionari Usa a conoscenza dei colloqui, il tycoon ha deciso per il momento di proseguire con la via diplomatica, ha riferito il Wall Street Journal. Secondo quanto riferito, Trump ha detto ai suoi collaboratori di non ritenere un problema se i negoziati con Teheran dovessero protrarsi oltre la scadenza del 18 agosto fissata per l'accordo sul nucleare.

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