Guerra Iran Usa, in Qatar ripartono i colloqui indiretti tra Washington e Teheran. LIVE
In Qatar ripartono i colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran. "In ogni caso non avranno l'arma nucleare ", dice Vance. Per Teheran il transito a Hormuz gratuito solo per 60 giorni L'Oman ha elaborato una proposta per una nuova gestione dello Stretto di Hormuz insieme con l'Iran. Lo riporta il New York Times, specificando che, secondo il piano, le navi pagherebbero un pedaggio su base volontaria, finalizzato a pagare servizi di navigazione, sicurezza e ambientali
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In Qatar ripartono i colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran. "In ogni caso non avranno l'arma nucleare ", dice Vance. Per Teheran il transito a Hormuz gratuito solo per 60 giorni L'Oman ha elaborato una proposta per una nuova gestione dello Stretto di Hormuz insieme con l'Iran. Lo riporta il New York Times, specificando che, secondo il piano, le navi pagherebbero un pedaggio su base volontaria, finalizzato a pagare servizi di navigazione, sicurezza e ambientali.
Il rappresentante speciale dell'Ue per il Golfo, Luigi Di Maio, ha incontrato Al Thani a Doha. L'obiettivo è "sostenere gli sforzi di mediazione del Qatar tra Usa e Iran".
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha parlato di un "incontro a Doha sulla situazione in Iran", senza fornire ulteriori dettagli. Ma Teheran ha smentito.
Hezbollah ha denunciato nuove violazioni del cessate il fuoco in Libano e rimarcato: “Ci riserviamo il diritto di difendere la patria”. L'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito tre quartier generali di Hezbollah nel sud del Libano.
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Iran, prezzo petrolio stabile, Brent a 72,98 dollari al barile
Prezzo petrolio stabile. Il prezzo del petrolio Brent, riferimento in Europa, è salito dello 00,3% a 72,98 dollari al barile. Il prezzo del Wti, riferimento per gli Usa, è stabile a 69,50 dollari al barile. Il gas naturale è sceso di 0,056% a 3,22 dollari.
Board of Peace annuncia arrivo veicoli tattici a Gaza
Il 'Board of Peace', nato per iniziativa del presidente Usa, Donald Trump ha annunciato l'arrivo dei primi "veicoli tattici" alla base della Forza di Sicurezza Internazionale vicino a Gaza, mentre proseguono i preparativi logistici per il dispiegamento di una forza multinazionale nell'enclave palestinese. "I veicoli tattici sono arrivati all'Area di Supporto Logistico: Endurance", ha scritto l'organismo su X, accompagnando il messaggio con fotografie che documentano l'arrivo. Hazem Qassem, portavoce di Hamas, ha dichiarato su Facebook che il gruppo spera che la mossa del Consiglio segni "l'inizio dell'attuazione dei compiti loro assegnati", ovvero separare i palestinesi di Gaza dalle forze israeliane e adoperarsi per fermare le violazioni israeliane. "Chiediamo al Board of Peace di iniziare l'effettiva attuazione delle disposizioni del piano per porre fine alla guerra a Gaza", ha affermato Qassem.
Vance: "Smentita colloqui in corso tattica persiana"
Il vicepresidente statunitense JD Vance afferma che le smentite pubbliche dell'Iran sui colloqui in corso equivalgono a una deliberata "tattica negoziale persiana", sostenendo che i colloqui tecnici tra Washington e Teheran sono in corso. "Erano previsti colloqui, colloqui tecnici, basati sui negoziati già avviati. Questi si terranno sicuramente domani", ha dichiarato Vance durante un'intervista al programma The Michael Knowles Show, pubblicata martedì. Ha aggiunto di trovare le dichiarazioni pubbliche di Teheran "affascinanti e frustranti", osservando come i funzionari iraniani neghino i colloqui di pace pur riconoscendo discussioni tecniche. Gli inviati della Casa Bianca Steve Witkoff e Jared Kushner si sono recati a Doha dopo che Trump ha annunciato lunedì che l'Iran aveva richiesto un incontro nella capitale del Qatar. L'Iran, tuttavia, ha negato che siano previsti colloqui diretti con Washington, affermando che le consultazioni con gli intermediari continuano.
Netanyahu: "Emigrazione volontaria palestinesi in agenda"
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu è apparso sul Canale 14, emittente di destra, per difendere il suo operato in vista delle elezioni che si terranno entro la fine dell'anno.Gli sono state poste domande su due questioni che il Jerusalem Post ha definito "centrali per l'ala destra della sua coalizione": l'espulsione dei due milioni di palestinesi da Gaza e la creazione di insediamenti ebraici illegali nella Striscia. Sulla prima domanda, Netanyahu ha affermato che "l'emigrazione volontaria" rimane all'ordine del giorno, mentre sulla seconda si è rifiutato di rispondere, dichiarando: "La questione è se si preferisce agire o parlare. E sì, preferisco non affrontare l'argomento".I critici hanno precedentemente definito "emigrazione volontaria" un eufemismo per la pulizia etnica della Striscia di Gaza, devastata dalla guerra e resa inabitabile dopo il genocidio perpetrato da Israele. Le dichiarazioni di Netanyahu arrivano pochi giorni dopo che aveva affermato che non c'era "spazio per due stati" tra il fiume Giordano e il Mar Mediterraneo.
Vance: anche se colloqui falliscono Usa in ottima posizione
Il vicepresidente degli Stati Uniti d'America, JD Vance ha affermato a Fox News che l'amministrazione Trump si trova in una "ottima posizione" a prescindere dall'esito dei colloqui con l'Iran. Gli Stati Uniti "ovviamente" desiderano che i colloqui abbiano successo, ha affermato Vance, aggiungendo però che l'America è "comunque in una posizione molto più forte" rispetto all'Iran, anche in caso di fallimento. Ha insistito sul fatto che il programma nucleare e l'esercito di Teheran sono stati "distrutti" e ha avvertito che Trump ha chiarito che qualsiasi attacco iraniano contro navi nello Stretto di Hormuz provocherebbe una risposta militare statunitense. Vance ha ribadito che l'Iran sarà "trasformato in modo permanente" se i negoziati volti a raggiungere una soluzione duratura avranno successo.
Iran, nave sudcoreana pronta a lasciare stretto Hormuz
Un mercantile sudcoreano è pronto a lasciare lo Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il ministero degli Oceani della Corea del Sud. La nave Namu, danneggiata in un attacco a maggio, lascerà lo Stretto di Hormuz una volta completate le riparazioni. La nave portarinfuse, gestita dalla HMM, è bloccata nel Golfo dal 28 febbraio, giorno in cui Stati Uniti e Israele hanno lanciato la loro guerra contro l'Iran. Il ministero ha affermato che la nave, attualmente in riparazione in un porto di Dubai, dovrebbe lasciare lo stretto alla fine di luglio. L'Iran ha negato di aver preso di mira la nave, mentre Seul afferma di non poter stabilire con certezza la responsabilità dell'attacco né se sia stato intenzionale.La Namu trasporta 32 membri dell'equipaggio ed è una delle due navi sudcoreane ancora bloccate all'interno dello stretto. Finora, circa 24 navi hanno lasciato lo stretto.
Israele arresta cittadino Usa accusato di spionaggio
Secondo quanto riportato dai media, la polizia israeliana ha arrestato un cittadino statunitense di 20 anni con l'accusa di spionaggio per conto dell'Iran, in particolare per aver scattato foto e girato video di "siti sensibili" in Israele. L'uomo avrebbe mantenuto contatti con un agente legato a Teheran e avrebbe ricevuto somme comprese tra decine e centinaia di dollari per ogni incarico, secondo quanto riportato dal Times of Israel e dal Jerusalem Post, che citano una dichiarazione della polizia. Le fonti affermano che l'arresto è avvenuto il 9 giugno presso la stazione di polizia del distretto di Gerusalemme e che è stata presentata una denuncia formale nei suoi confronti, il che fa presagire che verrà formalmente incriminato nei prossimi giorni.L'ambasciata statunitense in Israele non ha rilasciato commenti immediati.
Media Libano: "Bombardamenti Idf nel sud del Paese"
"Il bombardamento dell'artiglieria nemica sta prendendo di mira la periferia di Beit Yahoun, accompagnato da colpi di mitragliatrice lungo la strada da Qounine a Bint Jbeil". Lo scrive l'agenzia libanese Nna. Le località a cui fa riferimento sono nella zona di Nabatieh, nel sud del Paese. Le "forze nemiche", scrive ancora la Nna riferendosi a Israele, "hanno spianato le strade con i bulldozer, in particolare la strada che va dalla zona di Hamoul vicino alla città di Naqoura alla città di Aita al-Shaab, e hanno abbattuto gli alberi secolari che costeggiavano entrambi i lati della strada". L'Idf, sottolinea l'agenzia libanese, ha "stabilito punti di attraversamento tra la prima e la seconda linea di difesa, la Zona Gialla, la zona di confine e l'area a sud del fiume Litani".
Iran: Wsj: 'Trump ha valutato la possibilità di tornare a una guerra totale'
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha valutato negli ultimi giorni diverse opzioni per un ritorno a una guerra su vasta scala contro l'Iran, ma al momento non ha ancora preso una decisione in merito. Lo riporta Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, secondo cui Trump sarebbe stato informato da alti funzionari della difesa su diverse opzioni militari per "portare a termine il lavoro", ma avrebbe affermato di temere che un rinnovato conflitto militare possa compromettere le prospettive di un'eventuale soluzione diplomatica e dello smantellamento del programma nucleare della Repubblica islamica. Il giornale afferma inoltre che il leader americano ha manifestato la volontà di prolungare i negoziati indiretti in Qatar oltre la scadenza di 60 giorni fissata al 18 agosto. Il comunicato afferma inoltre che il presidente è disposto a continuare a condurre attacchi limitati contro obiettivi iraniani qualora Teheran violi i termini dell'accordo temporaneo attualmente in vigore, come è accaduto ripetutamente di recente.
Vance: 'Iran senza arma nucleare anche in caso insuccesso dei negoziati'
"La mia opinione è che abbiamo in mano tutte le carte vincenti per la trattativa: vogliamo ovviamente che abbia successo, ma anche in caso contrario avremmo comunque raggiunto l'obiettivo fondamentale, ovvero garantire che l'Iran non arrivi mai a possedere un'arma nucleare". Così il vicepresidente americano JD Vance, sui negoziati con Teheran. "Gli iraniani non hanno colpito navi nelle ultime due settimane e il petrolio continua a fluire attraverso lo Stretto di Hormuz, in parte perché il presidente Trump ha chiarito che, se avessero attaccato le navi, avremmo risposto. Dunque, a volte serve la politica del bastone e della carota", ha proseguito Vance, parlando con Fox News. Tuttavia, "credo davvero che gli Stati Uniti si trovino in una posizione di grande vantaggio, qualunque sia l'esito finale del negoziato. Se la trattativa dovesse avere successo - cosa che ovviamente auspichiamo - ci troveremmo di fronte a un Iran trasformato in modo permanente: un Paese che non finanzia più attori regionali, terrorismo e instabilità, che ha rinunciato definitivamente a qualsiasi ambizione di dotarsi di armi nucleari e che, di conseguenza, viene riaccolto nell'economia globale". Si tratta di uno scenario che "sarebbe un risultato eccellente per il popolo americano e per l'intera regione. Ma se, d'altra parte, gli iraniani non dovessero cambiare atteggiamento, se non dovessero concedere quanto richiesto nei negoziati, il loro programma nucleare rimarrebbe comunque distrutto, così come le loro forze armate convenzionali, e gli Stati Uniti manterrebbero comunque una posizione di netta superiorità rispetto a lor", ha concluso Vance.
Wsj: 'Trump informato su ipotesi guerra totale a Iran, ma avanti con diplomazia'
Donald Trump ha valutato l'ipotesi di tornare a una guerra su vasta scala contro l'Iran, discutendo nei giorni scorsi con il segretario alla Difesa Pete Hegseth e con il Capo di Stato maggiore congiunto, il generale Dan Caine, la possibilità di ulteriori attacchi. Tuttavia, secondo funzionari Usa a conoscenza dei colloqui, il tycoon ha deciso per il momento di proseguire con la via diplomatica, ha riferito il Wall Street Journal. Secondo quanto riferito, Trump ha detto ai suoi collaboratori di non ritenere un problema se i negoziati con Teheran dovessero protrarsi oltre la scadenza del 18 agosto fissata per l'accordo sul nucleare.