Ius soli, come funziona nel mondo? Dagli Usa all’Europa: la mappa delle regole

Mondo
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Introduzione

La sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti ha riportato al centro il dibattito sullo ius soli, il principio secondo cui la cittadinanza si acquisisce per nascita sul territorio di uno Stato. Ma nel mondo occidentale i sistemi sono molto diversi: pochi Paesi applicano uno ius soli incondizionato, come gli Stati Uniti, mentre la maggior parte adotta formule miste che combinano il luogo di nascita con la cittadinanza o la residenza dei genitori.

Quello che devi sapere

Cos’è successo negli Stati Uniti

Negli Usa una Corte Suprema divisa, 5 voti a favore e 4 contrari, ha respinto le restrizioni di Donald Trump sulla cittadinanza per diritto di nascita, invalidando un pilastro della sua politica sull'immigrazione. La Corte ha stabilito che un ordine esecutivo, emanato dal presidente poche ore dopo il suo insediamento l'anno scorso, risulta incompatibile con il Quattordicesimo Emendamento della Costituzione. A favore del mantenimento dello ius soli sono stati i giudici John Roberts, Sonya Sotomayor, Helena Kagan, Amy Comey Barrett e Ketanji Brown Jackson. "La cittadinanza, ieri come oggi, è avere il diritto di avere diritti: quello di partecipare liberamente alla nostra comunità politica", ha detto il presidente della Corte Suprema John Roberts, sottolineando che il 14esimo Emendamento estende questa promessa "a ogni persona nata in questa terra. Oggi manteniamo questa promessa". Il 14esimo emendamento stabilisce che "tutte le persone nate o naturalizzate negli Stati Uniti e soggette alla loro giurisdizione sono cittadini degli Stati Uniti", ha aggiunto Roberts.

 

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Come funziona in Italia

L'Italia segue una logica diversa, fondata prevalentemente sullo ius sanguinis: è cittadino chi nasce da almeno un genitore italiano, mentre chi nasce in Italia da genitori stranieri può chiedere la cittadinanza al compimento dei 18 anni, se ha risieduto legalmente e senza interruzioni nel Paese. Proposte di riforma legate allo ius scholae o allo ius soli temperato sono state in vari momenti al centro del confronto politico.

 

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Le regole in Canada

Il Canada invece applica lo ius soli nella sua forma pura. Salvo poche eccezioni, come i figli di diplomatici stranieri, chi nasce sul territorio canadese diventa automaticamente cittadino, indipendentemente dalla cittadinanza o dallo status migratorio dei genitori. È un modello simile a quello in vigore negli Stati Uniti e rappresenta oggi un'eccezione rispetto alla tendenza prevalente in Europa.

 

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Il Regno Unito

Il Regno Unito ha superato lo ius soli con il British Nationality Act del 1981, entrato in vigore nel 1983. Attualmente, un bambino nato in territorio britannico ottiene la cittadinanza alla nascita solo se almeno uno dei genitori è cittadino britannico o è in possesso di un permesso di soggiorno permanente (settled status). Se alla nascita nessuno dei due genitori soddisfa questi requisiti, il bambino può comunque ottenere la cittadinanza in seguito, ad esempio se vive nel Regno Unito ininterrottamente fino ai 10 anni di età.

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In Germania lo ius soli limitato

Dal 2000 è in vigore uno ius soli limitato. Un bambino nato in Germania da genitori stranieri ottiene la cittadinanza se almeno uno dei due risiede legalmente nel Paese da almeno cinque anni (otto fino al 2024) e possiede un titolo di soggiorno permanente.

Il caso della Francia

Parigi applica uno ius soli condizionato. Un figlio di genitori stranieri nato nel Paese non diventa automaticamente francese alla nascita, salvo il caso del doppio ius soli (quando uno dei genitori è a sua volta nato in Francia). Negli altri casi acquisisce automaticamente la cittadinanza a 18 anni se risiede in Francia in quel momento e vi ha vissuto per almeno cinque anni, anche non consecutivi, a partire dagli 11 anni. L'acquisizione può essere anticipata a 16 anni su richiesta del minore, oppure a 13 anni su richiesta dei genitori, se il ragazzo risiede nel Paese fin dall'età di 8 anni.

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Ius sanguinis in Spagna

La cittadinanza si basa soprattutto sullo ius sanguinis. Chi nasce in Spagna da genitori stranieri non diventa automaticamente cittadino, salvo casi particolari (ad esempio per evitare l'apolidia o se uno dei genitori è nato in Spagna). I minori nati nel Paese possono comunque richiedere la cittadinanza dopo un anno di residenza legale, anziché i dieci generalmente richiesti agli adulti. Il tema è tornato d'attualità ora che il governo di Pedro Sánchez ha chiuso una maxi regolarizzazione straordinaria degli immigrati irregolari, che ha raccolto oltre un milione di domande: una misura che riguarda il rilascio di permessi di soggiorno e di lavoro, non l'acquisizione della cittadinanza. 

 

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