Introduzione
Dopo la decisione del governo italiano di sospendere l’accordo di Schengen in Spagna a causa della situazione a Ceuta, Madrid ha replicato facendo partire i controlli alle frontiere spagnole per chi arriva dall’Italia. Le verifiche consistono nella richiesta della carta d'identità o del passaporto e, nel caso dei cittadini di Paesi terzi, del visto o del permesso di soggiorno. Lo scontro, che crea disagi ai confini di entrambe le nazioni, è solo l’ultima tappa di una serie di contrasti che hanno spesso visto contrapporsi - o ignorarsi - i due leader Pedro Sanchez e Giorgia Meloni.
Quello che devi sapere
Le rivalità tra Sanchez e Meloni
La rivalità tra Pedro Sanchez e Giorgia Meloni è legata soprattutto a un tema elettorale, ovvero guadagnare consensi sul fronte europeo, ma soprattutto conquistare voti a casa propria. I due sono divisi su tutto a livello politico ed entrambi, nei prossimi mesi, dovranno affrontare il giudizio delle urne. Anche prima dell’emergenza a Ceuta, con conseguente reazione dell’Italia per bloccare i presunti possibili arrivi di immigrati, i rapporti diplomatici tra il leader spagnolo e la premier erano al minimo sindacale.
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Le visite di Stato
Giorgia Meloni da quando è diventata premier non ha mai fatto una visita ufficiale a Madrid. Dall’altro lato, Pedro Sanchez è venuto a Palazzo Chigi solo una volta nel 2023. Più di recente, il leader spagnolo è stato a Roma a maggio 2026 per un vertice Fao, ma in questa occasione ha fatto visita a Papa Leone, ma non alla presidente del Consiglio.
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La vicinanza di Meloni al partito di estrema destra Vox
Giorgia Meloni si è fatta conoscere dai progressisti spagnoli come la appassionata testimonial delle ultime campagne elettorali di Vox, un partito politico spagnolo di estrema destra. Pedro Sanchez fa invece parte dell’area di centrosinitra essendo segretario generale del PSOE (Partito Socialista Operaio Spagnolo. L’11 ottobre 2021 Giorgia Meloni ha preso parte al comizio di Santiago Abascal, leader di Vox, dove è stata accolta da una standing ovation. Qui la premier ha riproposto le frasi pronunciate a piazza San Giovanni a Roma a una manifestazione del centrodestra, nell’ottobre 2019 e diventate un tormentone: “Io sono Giorgia, sono una donna, sono italiana, sono cristiana e nessuno può portarmi via tutto questo”.
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L’elettorato di Sanchez
Pedro Sanchez, 54 anni, è al governo dal 2018 ed è un leader incontrastato della sinistra europea. Conosce bene il suo elettorato e sa che chi lo vota non può che apprezzare l'inasprimento dei toni nei confronti della premier italiana, considerata in Spagna un modello di riferimento del sovranismo globale, da Milei a De la Espriella, nonchè molto vicina, malgrado i recenti dissapori, a Donald Trump, un altro grande nemico di Madrid. In questo contesto, la decisione di alzare l'asticella dello scontro con Roma dopo la vicenda di Ceuta viene considerata come una ottima occasione per dare nuovo smalto a una leadership socialista fortemente offuscata dai gravissimi scandali che da mesi stanno travolgendo il suo partito e la sua famiglia.
I rapporti con Donald Trump
Nonostante i rapporti tesi sia con Donald Trump che con Giorgia Meloni, Pedro Sanchez è stato tra i primi a esprimere solidarietà alla premier italiana dopo l'attacco del tycoon che ha sostenuto di essere stato implorato dalla presidente del Consiglio italiana per una foto. Il 19 giugno 2026 in conferenza stampa a Bruxelles, al termine del Consiglio europeo, Sanchez ha detto: "Le ho espresso la mia solidarietà di fronte a questo attacco che non è né politico né personale; in realtà non so nemmeno come definirlo". Al vertice Nato a inizio luglio, invece, il presidente Usa si è scagliato contro il leader iberico dicendo che "la Spagna è una causa persa. Non vogliamo più fare affari con la Spagna", salvo poi tornare sui suoi passi e affermare che Madrid "si è completamente redenta". La querelle, in questo caso, è stata breve e si è risolta presto tra Usa e Spagna senza il commento di alcun altro Paese.
L’obiettivo di Sanchez
L’affondo di Sanchez contro Roma punta a ottenere due risultati apparentemente contradditori: da un lato, attaccando genericamente il governo Meloni, riesce a coprirsi a sinistra. Al contempo, con la sospensione temporanea di Schengen nei confronti degli italiani, punta a zittire le destre che da mesi accusano il governo, grazie a consistenti sanatorie, di permettere "l'invasione incontrollata dei migranti". Il suo mantra da anni, e ripetuto negli ultimi giorni, è che in Italia, un Paese guidato dalla destra dal pugno duro, "ci sono molti più sbarchi irregolari" che in Spagna.
Il problema dei migranti
Il tema dei migranti, in realtà, lega moltissimo i “cugini del Sud”, soprattutto a Bruxelles, poiché per entrambi i Paesi è importantissimo mantenere la stabilità del Mediterraneo. Sia Spagna che Italia chiedono infatti un maggiore coinvolgimento europeo nella gestione delle migrazioni, difendono il mantenimento della Politica Agricola Comune e cercano di rafforzare l'influenza dell'Europa meridionale all'interno dell’Unione. Su questi aspetti, nei vertici Ue, Spagna e Italia devono quindi cercare di sotterrare l’ascia di guerra e cooperare.
La crisi Italia e Spagna sui quotidiani spagnoli
Intanto la crisi tra Italia e Spagna è ovviamente sulle prime pagine dei quotidiani spagnoli. El Pais, principale quotidiano spagnolo di centrosinistra e tradizionalmente europeista, ha titolato: “Meloni contro Sanchez: la crisi di Ceuta approfondisce la frattura tra Roma e Madrid”. Secondo El Pais, Meloni, a un anno dalle prossime elezioni politiche, sta utilizzando l’emergenza migratoria per rafforzare il confronto europeo con Sanchez. El Mundo, di orientamento liberal-conservatore e riferimento del centrodestra, dà una lettura diversa secondo cui è la crisi migratoria che si trasforma in un nuovo terreno di scontro politico tra Meloni e Sanchez e accentua le divergenze tra Roma e Madrid. In ogni caso, la vicenda di Ceuta ha fatto emergere ancora di più quanto le politiche dei due leader siano distanti e probabilmente inconciliabili.
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