Un bimbo di tre anni è stato estratto vivo dalle macerie dopo essere rimasto intrappolato per sei giorni. Salvato anche un bambino di 12 anni a La Guaira. Sale a oltre 1.900 il bilancio dei morti accertati, mentre sono ancora decine di migliaia i dispersi. Sedici i morti italiani, tra cui padre, madre e figlia 22enne di Laviano, e cinque persone appartenenti alla stessa famiglia, originaria di Licusati, frazione di Camerota sempre nel Salernitano: 40 i dispersi
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Un bimbo di tre anni è stato estratto vivo dalle macerie dopo essere rimasto intrappolato per sei giorni. Salvato anche un dodicenne. Aggiornato a 1.943 il bilancio dei morti accertati mentre sono ancora decine di migliaia i dispersi per cui si spengono sempre più le speranze. Sedici i morti italiani, tra cui padre, madre e figlia 22enne di Laviano in provincia di Salerno, e cinque persone appartenenti alla stessa famiglia, originaria di Licusati, frazione di Camerota sempre nel Salernitano, e 40 i dispersi. Aumenta il rischio di epidemie.
Nel frattempo, registrata una nuova maxi-scossa di terremoto in Venezuela. Magnitudo 5.1 con epicentro vicino a La Guaira, la zona più colpita dalla tragedia di sei giorni fa.
Toni sempre più aspri nello scontro politico. La premio Nobel Machado sfida l'asse Delcy Rodriguez-Trump: 'È tempo che torni'. Poi fa sapere di trovarsi a Panama, ma che il governo avrebbe chiuso lo spazio aereo per tagliarla fuori. Nella chat della Tv pubblica scontro tra fan chavisti e opposizione.
Numeri di emergenza:
- Unità di Crisi: +39 0636225
- Ambasciata italiana in Venezuela: +58 (0) 414 272
- Consolato italiano in Venezuela: +58 (0) 414 210 1699
Gli approfondimenti:
- Sisma Venezuela, le parole dell'ambasciatore italiano a Caracas
- Doppio terremoto in Venezuela, le immagini della devastazione. FOTO
- Panico e danni a Caracas. IL VIDEO
- Venezuela, le immagini di un hotel crollato a La Guaira. VIDEO
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Venezuela, soccorritori italiani in aiuto alla popolazione
Sono arrivate alla base aerea di El Libertador, a Maracay, le squadre italiane di soccorso inviate in Venezuela dopo i due violenti terremoti del 24 giugno che hanno colpito il nord del Paese. Le immagini del Ministero della Difesa mostrano lo sbarco del personale e lo scarico delle attrezzature destinate alle operazioni di ricerca e assistenza. La missione rientra nel Meccanismo europeo di protezione civile. Il bilancio provvisorio supera le 900 vittime, con migliaia di feriti e sfollati, mentre proseguono le ricerche dei dispersi.
Venezuela, soccorritori italiani in aiuto alla popolazione
Vai al contenutoTerremoto in Venezuela, epicentro e intensità delle scosse: le mappe
Due eventi sismici di magnitudo 7,2 e 7,5 hanno colpito il Paese sudamericano nell’arco di un minuto provocando decine di morti e centinaia di feriti. Ecco le zone più colpite
Terremoto in Venezuela, epicentro e intensità delle scosse: le mappe
Vai al contenutoVenezuela, saccheggi a La Guaira dopo il terremoto
Dopo i due violentissimi terremoti che hanno colpito il Venezuela, a La Guaira sono stati segnalati diversi episodi di saccheggio. A Catia La Mar, nei pressi di La Guaira, sono stati presi di mira negozi, magazzini e supermercati. In questo video le immagini mostrano gruppi di persone che entrano in edifici commerciali danneggiati per prendere cibo, acqua e vestiti. Alcuni volontari hanno riferito che la polizia sembrava intervenire soprattutto quando venivano sottratti beni non essenziali o parti di veicoli, mentre gli agenti chiudevano un occhio quando le vittime del disastro si appropriavano di generi di prima necessità. Il presidente ad interim Delcy Rodriguez ha annunciato il 26 giugno che a La Guaira sarebbero state dispiegate forze militari, affermando che lo Stato sarà «militarizzato» per facilitare le operazioni di soccorso e che in quella zona erano state distribuite 2.600 tonnellate di generi alimentari.
Venezuela, saccheggi a La Guaira dopo il terremoto
Vai al contenutoTerremoto in Venezuela, il calcio in lutto: morto un giocatore, altri due dispersi
Yimvert Berroteràn, centrocampista 18enne della nazionale Under 20, ha perso la vita nel sisma che ha devastato il Paese. “La tua luce continuerà a brillare in ogni battito del cuore di Vinotinto. Riposa in pace”, ha scritto la Federazione calcistica del Paese. Anche altri calciatori risultano dispersi, mentre la moglie di Héctor Bello ha perso la vita proteggendo la figlia,
Terremoto Venezuela, calcio in lutto: morto un giocatore, due dispersi
Vai al contenutoTerremoto Venezuela, 12enne salvato dopo 5 giorni
Un ragazzino di 12 anni è stato estratto vivo dalle macerie a La Guaira, in Venezuela, cinque giorni dopo i terremoti che hanno colpito il Paese. Il salvataggio è stato documentato dal Corpo dei Vigili del Fuoco della contea di Quito.
Venezuela, dopo 50 ore estratte vive una 15enne e la sua cagnolina
L'operazione, durata 13 ore, è stata condotta dalle squadre di soccorso inviate da El Salvador: grazie a loro Camila Sofía Medina Rivas e la sua cagnolina Chanel sono salve
Venezuela, dopo 50 ore estratte vive una 15enne e la sua cagnolina
Vai al contenutoPam lancia appello da 50 mln dollari per pasti
Il Pam, il Programma alimentare mondiale, ha lanciato oggi un appello iniziale da 50 milioni di dollari per fornire assistenza alimentare a circa 500 mila persone per i prossimi tre mesi nelle aree del Venezuela colpite dai devastanti terremoti della scorsa settimana. "L'appello iniziale è di 50 milioni di dollari per garantire aiuti alimentari vitali fino a mezzo milione di persone nei prossimi tre mesi", ha dichiarato Stephanie Hochstetter, responsabile dell'agenzia delle Nazioni Unite nel Paese, intervenendo in videocollegamento da La Guaira, una delle regioni maggiormente colpite dal sisma. La responsabile del Pam ha precisato che l'importo potrebbe essere rivisto nelle prossime settimane sulla base dell'evoluzione delle valutazioni dei bisogni umanitari. Prima dei terremoti, il Programma alimentare mondiale disponeva in Venezuela di oltre 3 mila tonnellate di derrate alimentari, sufficienti a sostenere "più di 10 mila famiglie per due mesi". Ulteriori scorte sono disponibili anche nei vicini Colombia e Panama.
Venezuela, crolla complesso residenziale costruito da Chávez
Un grande complesso residenziale del programma di edilizia popolare Misión Vivienda, voluto dall'ex presidente Hugo Chávez, è crollato a Caraballeda, nello Stato venezuelano di La Guaira, in seguito ai due terremoti del 24 giugno. Gli appartamenti erano stati assegnati a molte famiglie rimaste senza casa dopo le gravi alluvioni del 2010. Secondo le autorità venezuelane, il sisma ha provocato circa 1.500 vittime e il crollo completo di 189 edifici, soprattutto tra Caracas e La Guaira.
Caracas: "Tratte in salvo 6.641 persone"
Un totale di 6.461 persone è stato tratto in salvo in Venezuela dopo il doppio terremoto che ha colpito mercoledì scorso la parte settentrionale del Paese. Lo ha reso noto il presidente del Parlamento, Jorge Rodriguez.
I feriti salgono a 10.571
Il numero di feriti, nel nuovo bilancio reso noto da Caracas, ammonta a 10.571.
Bilancio delle vittime del terremoto si aggrava a 1.943 morti
Sono 1.943 i decessi confermati nel terremoto che ha colpito il Venezuela. Lo rende noto il presidente del Parlamento, Jorge Rodriguez.
Allarme Onu: "In Venezuela grave carenza di cibo, acqua e riparo"
Decine di migliaia di sopravvissuti ai due violenti terremoti che hanno colpito il Venezuela il 24 giugno scorso sono alle prese con una grave carenza di cibo, acqua e ripari. A lanciare l'allarme è l'Onu, mentre l'Organizzazione mondiale della sanità avverte del rischio di epidemie dopo una catastrofe che ha già provocato oltre 1.700 morti e decine di migliaia di dispersi. I due sismi di magnitudo 7,2 e 7,5, i più forti registrati nel Paese sudamericano da oltre un secolo, hanno devastato ampie aree del territorio nazionale. Secondo una stima della Nasa basata su immagini satellitari, circa 58.870 edifici risultano danneggiati o distrutti nelle zone colpite. Le operazioni di soccorso proseguono senza sosta, ma sono ostacolate anche dalle condizioni meteorologiche. A La Guaira, lo Stato più colpito dal disastro, le forti piogge hanno costretto i soccorritori a sospendere temporaneamente alcune operazioni di ricerca durante la notte. Secondo l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), nello Stato di La Guaira "le carenze alimentari sono diffuse, i servizi essenziali sono collassati e le comunicazioni sono in gran parte interrotte". L'agenzia denuncia inoltre un crescente clima di tensione tra la popolazione, mentre l'accesso agli aiuti umanitari resta limitato. "Più dell'80% dello Stato di La Guaira è in condizioni di crisi. Le autorità devono agire e concentrarsi almeno sui servizi essenziali come elettricità, acqua potabile e raccolta dei rifiuti", ha dichiarato Pablo Alfonzo, 64 anni, costretto a vivere sotto una tenda improvvisata. L'Unhcr ha avviato una campagna per riunire i bambini separati dalle proprie famiglie, mentre l'Oms ha espresso preoccupazione per l'inadeguatezza dei sistemi di registrazione delle vittime e di monitoraggio dei dispersi. L'agenzia stima in circa 15 milioni di dollari il fabbisogno immediato per garantire, tra l'altro, un alloggio temporaneo a 30 mila persone per i prossimi sei mesi. Molti sopravvissuti sono costretti ad arrangiarsi. A Ciudad Piar, nell'est del Paese, Celix Ruiz dorme nel parcheggio di una farmacia. "Nessuno qui vuole andare in un rifugio, stare in un rifugio è come stare per strada", racconta. "Credo di avere una costola fratturata, ma tutti gli ospedali sono saturi". Altri hanno scelto di aiutare nelle operazioni di emergenza. "Dopo due giorni ho iniziato a lavorare come volontaria", racconta Diorjailis Escalona, medico di 23 anni. "Emotivamente sono distrutta nel vedere così tante vite perse a causa del terremoto, ma stiamo cercando di aiutare".
Venezuela, salvato bimbo di 3 anni dopo 6 giorni sotto le macerie
Un bimbo di tre anni è stato estratto vivo dalle macerie dopo essere rimasto intrappolato per sei giorni in seguito ai devastanti terremoti che hanno colpito il Venezuela il 24 giugno scorso. Il piccolo, identificato come Klieber Moran, è stato soccorso nelle prime ore di oggi tra i resti dell'edificio residenziale Los Corales Garden 1, nello Stato di La Guaira, una delle aree più colpite dal sisma. Le operazioni di recupero sono state condotte dalla missione di soccorso giordana. Dopo l'estrazione, il bambino è stato trasportato in ambulanza dal personale della Zona operativa di valutazione dei danni e analisi dei bisogni dello Stato di Sucre per ricevere le cure mediche necessarie.
Faraone: "L'Italia faccia il possibile nell'aiuto alla popolazione venezuelana"
"Davanti alla situazione di assoluta difficoltà vissuta del Venezuela, serve una solidarietà internazionale straordinaria. Al governo chiediamo che anche l'Italia faccia il possibile per soccorrere il popolo venezuelano". Lo ha detto Davide Faraone, vicepresidente di Italia viva, intervenendo alla Camera sul terremoto in Venezuela. "Il caso venezuelano dimostra che gli effetti di un terremoto dipendono purtroppo anche da fattori economici e sociali. In Venezuela l'80% delle persone vive in zone altamente sismiche, spesso in case popolari malamente addossate le une alle altre, con il rischio di un effetto-domino. Questo ci fa comprendere come per anni non si sia fatto alcun tipo di prevenzione o investimento in sicurezza. A parità di intensità, in Giappone uno sisma identico a quello venezuelano avrebbe prodotto conseguenze molto minori. Da un lato, dunque, la nostra più grande solidarietà e vicinanza alle famiglie che hanno perso un caro, ai feriti, a chi non ha più una casa. Dall'altro, la consapevolezza che purtroppo se questo terremoto ha avuto effetti tanto drammatici è perché il Venezuela vive in una condizione di assoluta povertà e arretratezza", ha concluso.
Sopravvissuta al sisma in Venezuela: "Poliziotti e militari ci hanno rubato tutto"
"I militari e i poliziotti ci hanno rubato tutto". Lo denuncia una anziana signora sopravvissuta al crollo della sua casa a La Guaira. In un'intervista a una televisione locale, la donna inferocita ha raccontato la situazione critica vissuta da coloro che sono stati colpiti nella zona, accusando direttamente i membri delle forze di sicurezza di aver saccheggiato quel poco che le restava. "Hanno rubato tutto, vestiti, scarpe, pentole, perfino i bicchieri" ha detto la vittima, visibilmente sconvolta. Le accuse, come le sue, contro gli uomini in uniforme sono aumentate nelle ultime ore. Le organizzazioni per i diritti umani hanno avvertito che questi eventi ripetono schemi già osservati in precedenti disastri, come la tragedia di Vargas nel 1999, inclusi rapine e abusi da parte di membri delle forze di sicurezza. Finora, le autorità non hanno risposto a queste denunce specifiche.
Cgil-Cisl-Uil avviano una raccolta fondi di solidarietà per il Venezuela
In seguito "al grave sisma che ha colpito il Venezuela, causando vittime e ingenti danni, con pesanti conseguenze per l'intera popolazione, Cgil, Cisl e Uil esprimono la propria vicinanza e solidarietà alle persone coinvolte e alle comunità colpite dalla tragedia". Lo affermano le organizzazioni sindacali in una nota annunciando l'avvio di una raccolta fondi di solidarietà finalizzata a sostenere la popolazione venezuelana, e a contribuire agli interventi di soccorso, assistenza e supporto nelle aree interessate dal terremoto.
La raccolta fondi potrà essere effettuata attraverso il conto corrente dedicato intestatario: Cgil Cisl Uil raccolta fondi a favore della popolazione venezuelana colpita dal sisma
IBAN: IT37U0103003201000002958003
BIC: PASCITM1RM1
Causale: Sisma Venezuela
"L'Italia vicina al popolo venezuelano": la commemorazione alla Camera
Nell'Aula della Camera si stanno susseguendo gli interventi di diversi deputati di centrodestra e centrosinistra sul Venezuela funestato dal terremoto. "L'Italia c'è e non vi lascia soli", ha esortato Beatriz Colombo di FdI. Il dem Fabio Porta ha esortato gli italiani ad essere "leaoni della solidarietà". L'azzurro Paolo Emilio Russo ha espresso "piena vicinanza dell'Italia al popolo venezuelano".
Unicef: "Arrivati 47 tonnellate di aiuti in risposta a sisma"
In risposta ai devastanti terremoti che hanno colpito il Venezuela lo scorso 24 giugno, oggi è arrivato nel Paese un carico di 47 tonnellate di aiuti umanitari dell'Unicef a sostegno dei bambini e delle famiglie colpite. La spedizione, mobilitata dalle scorte dell’Unione Europea conservate presso il centro globale di approvvigionamento e logistica dell’Unicef a Copenaghen, comprende kit sanitari di emergenza per cure mediche urgenti, tra cui aiuti per garantire parti sicuri, assistenza ai neonati e prevenzione e cura delle malattie; aiuti per la depurazione e lo stoccaggio dell’acqua per contribuire a fornire acqua potabile sicura; tende per allestire spazi a misura di bambino e punti di assistenza; aiuti per la mobilità, tra cui sedie a rotelle; e materiali ricreativi e per lo sviluppo della prima infanzia, per aiutare i bambini a ritrovare un senso di normalità e a continuare ad apprendere.
''Questa consegna non poteva avvenire in un momento più critico per i bambini qui in Venezuela'', ha dichiarato Roberto Benes, direttore regionale dell’Unicef per l’America Latina e i Caraibi. ''Le famiglie in tutti gli Stati colpiti hanno urgente bisogno di acqua potabile e di accesso all’assistenza sanitaria. Molti dormono all’aperto, temendo ulteriori scosse di assestamento. Questi aiuti ci consentiranno di fornire ai bambini e alle famiglie ciò di cui hanno più bisogno in questo momento: cure mediche, acqua potabile e spazi sicuri. Ma i bisogni sul campo sono di gran lunga superiori a quanto è arrivato oggi, e abbiamo bisogno di un sostegno costante per continuare a potenziare la nostra risposta'', ha aggiunto.
Il ministro della Difesa del Brasile vola in Venezuela per coordinare gli aiuti
Il ministro della Difesa del Brasile, José Mucio Monteiro, volerà oggi a Caracas per incontrare le autorità venezuelane e coordinare le azioni di assistenza umanitaria alla popolazione colpita dai terremoti che la scorsa settimana hanno devastato il Paese. La visita, disposta dal presidente Luiz Inacio Lula da Silva, punta a definire nuove forme di cooperazione per l'accoglienza degli sfollati e la ricostruzione delle aree colpite. Alla missione prenderanno parte anche la vicepresidente della banca pubblica Caixa Economica Federal, Inês da Silva Magalhães, e il sottosegretario all'Edilizia del ministero delle Città, Augusto Henrique Alves Rabelo. La visita coincide con l'invio del quinto volo umanitario dall'inizio dell'emergenza. Un aereo dell'aeronautica trasporterà attrezzature per ampliare l'ospedale da campo della marina brasiliana operativo a La Guaira. La struttura sarà portata a 20 posti letto e sarà dotata di un modulo pediatrico e di uno dedicato alle emergenze pandemiche. Il velivolo trasporterà inoltre 5,5 tonnellate di medicinali e materiale sanitario donati dal ministero della Salute su richiesta del governo venezuelano. A bordo viaggeranno anche 45 militari della marina destinati all'ospedale da campo e due tecnici dell'Anatel con strumenti in grado di individuare i segnali dei telefoni cellulari sotto le macerie, agevolando così le operazioni di ricerca dei sopravvissuti. Con questo nuovo ponte aereo il Brasile porterà a 71 il numero dei vigili del fuoco impiegati nelle operazioni di soccorso e rafforzerà ulteriormente il proprio dispositivo umanitario nel Paese vicino.
Onu fornirà 10.000 sacchi per cadaveri al Venezuela, ma spera "non ce ne sia bisogno"
L'Onu fornirà 10.000 sacchi per cadaveri al Venezuela, sperando comunque che il conteggio finale delle vittime del terremoto sia ben inferiore. "Non mi metterò a fare ipotesi su cifre che il governo non ha annunciato ufficialmente", ha detto il Coordinatore dell'Onu in Venezuela Gianluca Rampolla Del Tindaro , secondo quanto riportato dall'Afp, rispondendo a una domanda sul numero di dispersi.
Venezuela, opera architettonica al Porto di la Guaira trasformato in obitorio
Los Silos, un noto complesso architettonico alto 35 metri, si è trasformato in un obitorio improvvisato nello stato venezuelano costiero di La Guaira, il più colpito dal doppio terremoto di mercoledì. E' qui che tanti venezuelani si stanno recando come ultima speranza di ritrovare i corpi dei propri cari defunti. Si tratta di un edificio con una superficie di 4.000 metri quadrati, la cui facciata decorata è opera dell'artista venezuelano Carlos Cruz-Diez. Si trova all'interno del porto di La Guaira ed è diventato una sorta di struttura di raccolta di tanti corpi esposti in fila sul lungomare, dove i parenti riconoscono le salme. La maggior parte dei cadaveri è ricoperta di calce, e molti altri si trovano all'aperto in contenitori refrigerati portatili. Sono presenti anche delle urne, come riferisce la stampa locale.
Venezuela, cucciolo estratto vivo dalle macerie
Terremoto Venezuela, ragazzina salvata dopo 5 giorni
Rodriguez: 30 Paesi impegnati nei soccorsi
Bambino di 12 anni estratto vivo a La Guaira dopo 5 giorni dal sisma
Un bambino di 12 anni è stato tratto in salvo dalle macerie nello stato di La Guaira nella tarda serata di lunedì, cinque giorni dopo il sisma che ha colpito il Venezuela. Lo ha riferito una squadra di ricerca e soccorso ecuadoriana in una nota: "Dopo ore di lavoro siamo riusciti a estrarre vivo dalle macerie Carlos, un bambino di 12 anni, che era rimasto bloccato sotto i detriti nel settore di Macuto, a la Guaira". La notizia è rilanciata anche dalla Cnn che pubblica un filmato dei vigili del fuoco di Quito che mostra i soccorritori mentre liberano il bambino e lo portano via in barella.
Terremoto in Venezuela, chi sono i 16 italiani morti sotto le macerie
La comunità italiana in Venezuela conta circa 150mila persone registrate all'Aire (Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero), di cui quasi la metà vive nelle aree colpite dai devastanti terremoti che lo scorso 24 giugno si sono abbattuti sul nord del Paese. Intanto, passano i giorni e il bilancio della tragedia continua a salire con oltre 1.700 morti, di cui 16 italiani. Le ultime vittime identificate sono i membri della famiglia Garofalo, residenti a La Guaira.
Terremoto in Venezuela, chi sono i 16 italiani morti sotto le macerie
Vai al contenutoVenezuela, sindaco Laviano. 'C'è tristezza, memoria sisma è viva in ognuno di noi'*
"Il paese sta vivendo con grande tristezza questo momento, c’è un filo diretto con il Venezuela, sebbene si trovi dall'altra parte del mondo. D'altronde, i nonni di Enzo Cuomo erano di Laviano, sono morti per il sisma in Irpinia nel 1980. Possiamo solo abbracciare virtualmente i venezuelani, le vittime del terremoto". Così all'Adnkronos Piero Robertiello, sindaco di Laviano (Salerno), paese di cui è originario il 63enne architetto Enzo Cuomo, una delle vittime ritrovate ieri a Caracas, di cui non si avevano notizie dal giorno del terremoto. Sempre ieri pomeriggio c'è stata l'individuazione da parte delle squadre di soccorso del resto della famiglia di Cuomo, con i corpi della moglie Trini Adrian, 53 anni, e della figlia Isabella, di 22. Per il recupero delle due donne bisognerà ancora attendere prima del riconoscimento ufficiale."In noi resta viva la memoria del terremoto, ricordo che per il sisma del 1980 ha prodotto 303 vittime a Laviano, ogni cittadino è rimasto coinvolto direttamente o indirettamente dal terremoto", ha aggiunto il sindaco, raccontando che a Laviano c'è ancora un parente di Enzo Cuomo, un cugino, che non vuole commentare quanto avvenuto, oltre ad un fratello, che vive a Milano.
Venezuela, tra le vittime 100 persone appena deportate dagli Usa
Oltre 100 persone appena deportate dagli Stati Uniti e detenute in un hotel sono tra le centinaia di vittime dei terremoti che hanno colpito il Venezuela. Secondo quanto riporta l'Ap, un volo di deportazione proveniente da Miami era atterrato in Venezuela poche ore prima dei terremoti. A bordo c'erano 146 venezuelani, tra cui 19 donne e sette bambini, secondo ICE Flight Monitor, un'iniziativa di Human Rights First che monitora i voli. Erano stati trasportati all'Hotel Santuario La Llanada, dove erano stati sottoposti a visite mediche e avevano ottenuto i documenti di identità. Era stato detto loro che sarebbero tornati a casa il giorno successivo. Lisbeth Portillo, 58 anni, ha raccontato alla Ap di essere riuscita a fuggire dalle macerie dell'hotel insieme ad altri 20 deportati che vagavano per le strade in cerca di aiuto. Hanno visto persone correre, alcune nude e altre scalze, mentre emergevano dalle macerie dell'edificio di una delle zone più colpite dalle scosse di magnitudo 7.2 e 7.5. A maggio, l'ICE Flight Monitor ha monitorato 288 voli di deportazione verso 38 paesi, tra cui Burkina Faso, Cambogia, Camerun, Cile e Costa d'Avorio. Dodici i voli verso il Venezuela, tre a settimana.
Sisma Venezuela, gli sfollati tra speranza e disperazione
Venezuela, per la Nasa quasi 59.000 edifici danneggiati o distrutti
La Nasa stima che almeno 58.870 edifici siano stati danneggiati o distrutti dal doppio terremoto che la scorsa settimana ha colpito il Venezuela. La stima preliminare è basata sull'integrazione di dati propri con le immagini radar del satellite Sentinel-1 del programma Copernicus dell'Agenzia spaziale europea (Esa), che la stessa agenzia statunitense definisce un prodotto sperimentale non ancora validato attraverso verifiche sul terreno. Il Sistema di coordinamento della risposta ai disastri della Nasa è stato attivato per fornire mappe e dati a supporto delle operazioni di emergenza. Le analisi confrontano le immagini raccolte dopo il sisma con quelle dell'anno precedente. Anche l'Esa utilizza i dati di Sentinel-1 per monitorare la deformazione del terreno nell'area colpita, che si estende da Caracas a Puerto Cabello. Il doppio sisma è stato caratterizzato da una prima scossa di magnitudo 7,2, seguita dal terremoto principale di magnitudo 7,5.
Terremoto, soccorritori cileni denunciano intimidazioni dei militari venezuelani
Il responsabile della squadra di soccorritori cileni impegnata nelle operazioni di emergenza in Venezuela dopo i terremoti, Francisco Lermanda, ha denunciato intimidazioni da parte dei militari venezuelani, che sospetterebbero i volontari di essere spie degli Stati Uniti o del Cile. Secondo il suo racconto, i militari avrebbero interrotto più volte le attività di ricerca dei sopravvissuti nelle aree colpite per controllare ripetutamente i documenti d'identità dei soccorritori. Lermanda ha riferito ai media locali indipendenti che, alla richiesta di spiegazioni dopo il quinto controllo in poche ore avanzata da una volontaria, componente della squadra di soccorso, un militare le ha risposto di avere ricevuto l'ordine di verificarne l'identità perché "potrebbero essere spie degli Stati Uniti o del Cile". Il Cile ha inviato 47 specialisti Usar (Urban Search and Rescue), con una vasta esperienza maturata negli interventi per i numerosi terremoti che hanno colpito il loro Paese, oltre a tre tonnellate di aiuti alimentari e 30.000 dosi di vaccini contro difterite e tetano.
Machado: 'Il regime ha impedito il mio rientro chiudendo lo spazio aereo'
La Premio Nobel per la Pace e oppositrice venezuelana María Corina Machado ha affermato di trovarsi a Panama e di non aver potuto rientrare in Venezuela perché il governo ad interim ha chiuso lo spazio aereo commerciale del Paese per impedirne l'ingresso. In un messaggio pubblicato sul suo account X, Machado ha sostenuto che la misura è stata successivamente revocata, ma che sarebbero state esercitate pressioni su chi intende agevolarne il ritorno. La leader dell'opposizione ha detto di voler rientrare per partecipare alle operazioni di assistenza dopo i devastanti terremoti che hanno colpito il Paese, coordinare gli sforzi dei cittadini e contribuire alla ricostruzione. Ha inoltre accusato il governo di ostacolare l'arrivo di volontari, squadre internazionali di soccorso e giornalisti, sostenendo che "bloccare l'informazione e manipolarla" durante l'emergenza provochi "ancora più vittime". "Sono pronta e vicina al Venezuela e farò tutto il necessario per tornare", ha concluso Machado.
Venezuela, sindacato della stampa denuncia stop ai corrispondenti esteri a La Guaira
Il Sindacato nazionale dei lavoratori della stampa del Venezuela (Sntp) ha denunciato, in un messaggio pubblicato sul proprio account X, la sospensione per 48 ore dell'accesso dei corrispondenti internazionali nello Stato di La Guaira, epicentro delle operazioni di soccorso dopo i terremoti di magnitudo 7,2 e 7,5 che hanno colpito il Paese nei giorni scorsi. Il Ministero della Comunicazione del governo ad interim di Delcy Rodríguez ha precisato che la restrizione è stata adottata per "ragioni sanitarie" e per limitare i rumori nelle aree interessate dalle ricerche, così da agevolare il lavoro delle squadre di soccorso nazionali e straniere. Il Sindacato ha contestato il provvedimento, affermando che "impedire la copertura giornalistica sul campo non risolve l'emergenza", che "con il passare delle ore la situazione sanitaria potrebbe peggiorare" e che "il Paese ha bisogno di informazioni verificate e tempestive, soprattutto per le famiglie delle vittime".