Terremoto Venezuela, quasi 2mila le vittime. Bimbo estratto vivo dopo giorni. DIRETTA
Si aggrava il bilancio delle vittime del sisma. Allarme dell'Onu per la carenza di cibo, acqua e strutture sanitarie. Un bimbo di tre anni è stato estratto vivo dalle macerie dopo essere rimasto intrappolato per sei giorni. Salvato anche un dodicenne. Sedici i morti italiani. Aumenta il rischio di epidemie
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In Venezuela si aggrava il bilancio del sisma, quasi 2mila le vittime accertate. Allarme dell'Onu per la carenza di cibo, acqua e strutture sanitarie. Un bimbo di tre anni è stato estratto vivo dalle macerie dopo essere rimasto intrappolato per sei giorni. Salvato anche un dodicenne. Aggiornato a 1.943 il bilancio dei morti accertati mentre sono ancora decine di migliaia i dispersi per cui si spengono sempre più le speranze. Sedici i morti italiani, tra cui padre, madre e figlia 22enne di Laviano in provincia di Salerno, e cinque persone appartenenti alla stessa famiglia, originaria di Licusati, frazione di Camerota sempre nel Salernitano, e 40 i dispersi. Aumenta il rischio di epidemie.
Nel frattempo, registrata una nuova maxi-scossa di terremoto in Venezuela. Magnitudo 5.1 con epicentro vicino a La Guaira, la zona più colpita dalla tragedia di sei giorni fa.
Toni sempre più aspri nello scontro politico. La premio Nobel Machado sfida l'asse Delcy Rodriguez-Trump: 'È tempo che torni'. Poi fa sapere di trovarsi a Panama, ma che il governo avrebbe chiuso lo spazio aereo per tagliarla fuori. Nella chat della Tv pubblica scontro tra fan chavisti e opposizione.
Numeri di emergenza:
- Unità di Crisi: +39 0636225
- Ambasciata italiana in Venezuela: +58 (0) 414 272
- Consolato italiano in Venezuela: +58 (0) 414 210 1699
Gli approfondimenti:
- Sisma Venezuela, le parole dell'ambasciatore italiano a Caracas
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Venezuela, in calo le scosse di assestamento
L'attività sismica registrata dopo i due terremoti del 24 giugno mantiene una costante tendenza alla diminuzione, sia in frequenza che in magnitudo. Lo ha comunicato Jorge Rodríguez, presidente dello Stato Maggiore per la creazione degli accampamenti transitori. "Fino ad oggi si contano 689 eventi, con 86 repliche il giorno 28 e 30 il giorno 29, il che conferma un calo progressivo", ha precisato. Tuttavia, le autorità hanno avvertito che il rischio non è ancora del tutto superato: "Il fatto che sia diminuita la frequenza delle repliche è una buona notizia, ma non è una notizia definitiva". Per assistere la popolazione colpita sono già attivi 14 rifugi a La Guaira e altri 55 tra Caracas, Miranda e altri Stati. L'obiettivo indicato dalla presidente incaricata Delcy Rodríguez è ridurre al minimo la permanenza negli accampamenti provvisori, trasferendo rapidamente le famiglie in strutture dotate di assistenza medica e psicologica. Nel frattempo procede il ripristino delle telecomunicazioni a La Guaira, con recuperi del 70% per Cantv e del 64,15% per Digitel. Sul territorio proseguono infine le operazioni di ricerca e soccorso delle brigate nazionali e internazionali.
Venezuela, Sheinbaum annuncia nuovi aiuti dal Messico
La presidente messicana Claudia Sheinbaum ha annunciato che oggi è partito un aereo militare diretto in Venezuela con sette generatori elettrici e vari aiuti umanitari. L'invio risponde all'emergenza causata dai terremoti registrati la scorsa settimana. La leader ha aggiunto che il governo messicano sta preparando anche una nave della Marina per il trasporto marittimo di viveri, medicinali e attrezzature raccolti da diverse istituzioni nazionali. L'operazione logistica è frutto di un coordinamento diretto tra i due Paesi. "Ieri si è riunito il responsabile del gruppo del nostro ministero della Difesa con autorità sia militari sia civili del Venezuela per poter conoscere quali altre necessità dirette abbiano. Coincidono con quelle che ci ha inviato l'ambasciata", ha spiegato Sheinbaum.
Venezuela, medici e infermieri affrontano l'emergenza con stipendi sotto un dollaro
Medici e infermieri degli ospedali pubblici venezuelani denunciano di affrontare l'emergenza provocata dai terremoti del 24 giugno con stipendi base inferiori a un dollaro al mese e strutture già gravemente carenti prima del sisma. Al personale sanitario, impegnato nell'assistenza alle migliaia di feriti, si sono aggiunti turni prolungati e la scarsità di attrezzature specialistiche, mentre gran parte delle forniture arriva grazie alle donazioni di volontari e organizzazioni umanitarie. All'ospedale Miguel Pérez Carreño di Caracas, gli operatori riferiscono di aver ricevuto pazienti trasportati anche su porte e tavoli improvvisati, per la mancanza di ambulanze. Molti feriti presentavano lesioni gravissime e, in numerosi casi, sono state necessarie amputazioni. Gli infermieri spiegano inoltre che il salario è integrato da bonus statali in valuta locale, ma sottolineano che la risposta all'emergenza continua a dipendere in larga misura dalla solidarietà e dagli aiuti esterni, compreso un laboratorio mobile installato per aumentare la capacità diagnostica.
Venezuela, Croce rossa: piano di assistenza di 24 mesi dopo i terremoti
La Croce rossa venezuelana ha annunciato che l'operazione di risposta ai terremoti del 24 giugno proseguirà per i prossimi 24 mesi, con l'obiettivo di assistere circa 300 mila persone colpite dall'emergenza. Lo ha reso noto il presidente dell'organizzazione Luis Manuel Farías, spiegando che ogni giorno sono impegnati circa 600 volontari nelle aree più colpite, in particolare tra La Guaira e Caracas. L'intervento punta a garantire assistenza nel breve, medio e lungo periodo, assicurando al tempo stesso le risorse finanziarie e umane necessarie. All'operazione partecipano anche le Croci Rosse tra le altre di Colombia, Costa Rica, Messico, El Salvador, Aruba e Germania, che affiancano gli oltre 1.600 soccorritori internazionali già dispiegati nel Paese. L'organizzazione è inoltre impegnata nella valutazione dei bisogni, nella distribuzione degli aiuti, nell'assistenza preospedaliera e tramite la propria rete ospedaliera, a sostegno delle operazioni di emergenza.
Venezuela, Ministero della Difesa: 'Carcere per militari e civili che rubano aiuti'
Il governo venezuelano ha avvertito che chiunque sottragga, saccheggi o dirotti gli aiuti umanitari destinati alle popolazioni colpite dai terremoti del 24 giugno rischia pene detentive da quattro a otto anni. In un messaggio diffuso dalla Direzione generale di controspionaggio militare (Dgcim), le autorità hanno precisato che il provvedimento riguarda sia i civili sia i militari, in risposta alle numerose denunce di furti nelle aree colpite dal sisma da parte della popolazione, diffuse sui social media e riprese dai media nazionali e internazionali. Parallelamente, il ministero della Difesa ha respinto le accuse generiche rivolte alle forze armate, diffondendo video che mostrano i militari impegnati nelle operazioni di soccorso, dalla rimozione delle macerie al trasporto dei feriti e alla distribuzione degli aiuti. Il ministro dell'Interno, Diosdado Cabello, dal canto suo, ha difeso l'operato delle autorità, accusando i social media di diffondere "fake news" sulla tragedia che ha colpito il Paese.