L'Oman ha elaborato una proposta per una nuova gestione di Hormuz con l'Iran: un pedaggio su base volontaria. Lo riporta il New York Times. Il rappresentante speciale dell'Ue per il Golfo, Luigi Di Maio, ha incontrato a Doha Al Thani per "sostenere gli sforzi di mediazione del Qatar tra Usa e Iran". Anche Witkoff atteso a Doha. Secondo un alto funzionario Usa, i colloqui starebbero procedendo "come previsto". Per l'Iran, non sono previsti incontri negoziali con gli Usa
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L'Oman ha elaborato una proposta per una nuova gestione dello Stretto di Hormuz insieme con l'Iran. Lo riporta il New York Times, specificando che, secondo il piano, le navi pagherebbero un pedaggio su base volontaria, finalizzato a pagare servizi di navigazione, sicurezza e ambientali.
Il rappresentante speciale dell'Ue per il Golfo, Luigi Di Maio, ha incontrato Al Thani a Doha. L'obiettivo è "sostenere gli sforzi di mediazione del Qatar tra Usa e Iran".
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha parlato di un "incontro a Doha sulla situazione in Iran", senza fornire ulteriori dettagli. Ma Teheran ha smentito.
Hezbollah ha denunciato nuove violazioni del cessate il fuoco in Libano e rimarcato: “Ci riserviamo il diritto di difendere la patria”. L'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito tre quartier generali di Hezbollah nel sud del Libano.
Gli approfondimenti:
- Cosa prevede il nuovo accordo Israele e Libano che Hezbollah respinge
- Iran, la Marina militare italiana pianifica l'eventuale invio di 4 navi a Hormuz
- Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
- Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
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Il ‘modello Dardanelli’ per lo Stretto di Hormuz? Come funziona e cosa vuole l’Iran
L’Iran starebbe prendendo in considerazione l’imposizione di tasse sui servizi alla sicurezza e la tutela ambientale dello Stretto di Hormuz, allo scopo di generare fino a 40 miliardi di dollari l'anno di entrate. A rivelarlo è stato il Wall Street Journal, secondo cui Teheran starebbe lavorando sulla base dei modelli adottati in altre parti del mondo: tra questi a spiccare è quello dei Dardanelli, in Turchia. L’Iran, scrive ancora il quotidiano americano, starebbe promuovendo la sua iniziativa con altri Paesi in Medio Oriente e anche con la Cina.
Il ‘modello Dardanelli’ per lo Stretto di Hormuz? Come funziona
Vai al contenutoInflazione, quanto è costata la guerra in Iran alle famiglie italiane
L'Istat ha certificato che l'inflazione a maggio è salita al 3,2%. "È un record che non si aveva dal settembre 2023", ha dichiarato il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona. E, secondo i calcoli dell'Unc, da febbraio a maggio, i prezzi sono saliti del 2%, cioè di 505 euro su base annua, per famiglia media (con 734 euro per coppia con due figli e 660 euro per coppia con un figlio).
Inflazione, quanto è costata la guerra in Iran alle famiglie italiane
Vai al contenutoKiev firma contratto con Stoccolma per l'acquisizione di 16 caccia Gripen E
L'Ucraina ha firmato oggi un contratto con la Svezia che formalizza l'acquisizione di 16 caccia Gripen E, per un valore di 24,6 miliardi di corone svedesi. Ad annunciarlo è stato il produttore aeronautico Saab. "In collaborazione con la Svezia, continuiamo a rafforzare l'aviazione da combattimento dell'Ucraina", ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un comunicato su Facebook. Il Gruppo Saab ha indicato che prevede di consegnare gli aerei all'Amministrazione svedese tra il 2029 e il 2030. Il contratto include anche pezzi di ricambio, componenti e attrezzature correlate. Durante una visita in Scandinavia alla fine di maggio, Zelensky aveva annunciato che Kiev avrebbe formalizzato l'acquisizione di fino a 20 aerei Gripen E, mentre la Svezia aveva dichiarato che avrebbe donato 16 modelli C/D più vecchi per rafforzare le difese aeree del paese. Zelensky ha affermato oggi che questi 16 aerei più vecchi saranno trasferiti all'Aeronautica militare ucraina all'inizio del 2027, come precedentemente concordato con il Primo Ministro svedese Ulf Kristersson.
Commissione Onu: 'A Gaza genocidio, bambini palestinesi presi di mira'
Il team investigativo ha stabilito "l'intento genocida delle autorità e delle forze di sicurezza israeliane di distruggere la comunità", non solo nella Striscia, ma anche in Cisgiordania.
Commissione Onu: 'A Gaza genocidio, bambini palestinesi presi di mira'
Vai al contenutoGhalibaf: "Durante blocco Usa non abbiamo esportato un solo barile di petrolio"
Durante il blocco imposto dagli Stati Uniti sui suoi porti in risposta alla chiusura dello Stretto di Hormuz da parte della Repubblica Islamica, l'Iran non è stato in grado di esportare "nemmeno un barile di petrolio". Ad affermarlo è stato il capo della squadra negoziale iraniana, Mohammad Bagher Ghalibaf.
Dalla revoca del blocco, a seguito della firma di un memorandum d'intesa con gli Stati Uniti il 17 giugno, "abbiamo esportato più di 40 milioni di barili di petrolio... Al contrario, nei 50-60 giorni precedenti, non siamo stati in grado di esportare nemmeno un singolo barile di petrolio", ha dichiarato Ghalibaf in un'intervista trasmessa questa sera dalla televisione di stato.
Ghalibaf: "Non avvieremo ulteriori negoziati finché non si attua il memorandum"
Gli incontri attualmente in corso, promossi dall'Iran, mirano a rispettare gli impegni previsti dal memorandum d'intesa e Teheran non avvierà ulteriori negoziati finché non saranno soddisfatte le condizioni del memorandum d'intesa firmato tra Iran e Stati Uniti: lo ha dichiarato in un'intervista alla televisione di stato il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, come riporta il Times of Israele. L'Iran, insieme all'Oman, detiene la sovranità sullo Stretto di Hormuz e non scenderà mai a compromessi sui suoi diritti in quest'area, ha dichiarato Ghalibaf, aggiungendo che il transito gratuito nello stretto è consentito solo per 60 giorni, secondo quanto previsto dal memorandum d'intesa.
Baghaei: "I leader Ue non avranno l'onore di partecipare ai funerali di Khamenei"
I leader dei Paesi europei non avranno "l'onore" di partecipare ai funerali della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, assassinato durante la guerra, perché "non si sono schierati dalla parte giusta della storia". Lo ha dichiarato oggi il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei. Lo riporta Iran International. Intanto, scrive la Afp, a Teheran sono in corso i preparativi per i funerali di Stato dell'Ayatollah Ali Khamenei, che inizieranno sabato e dureranno sei giorni. La salma dell'uomo che ha guidato la Repubblica Islamica dell'Iran per quasi 37 anni — e che è rimasto ucciso il 28 febbraio, primo giorno dell'offensiva israelo-americana contro l'Iran — sarà esposta a partire da sabato presso il Mosalla di Teheran. Questo vasto complesso è stato progettato per ospitare le principali preghiere del venerdì, le commemorazioni ufficiali e i raduni religiosi. Per i funerali, le autorità prevedono la presenza di 15-20 milioni di persone solo a Teheran. Sono previsti tre giorni di commemorazioni a partire da sabato e, durante questo periodo, la capitale sarà "completamente chiusa e in giorno festivo", hanno decretato le autorità. Saranno applicate importanti restrizioni al traffico, con un'ampia zona del centro città inaccessibile alle auto. La televisione di Stato sta trasmettendo negli ultimi giorni numerosi documentari su Khamenei, mentre i funerali si terranno con temperature torride. Ali Khamenei sarà sepolto il 9 luglio nella città santa di Mashhad (nord-est), da cui era originario. Il giorno prima, un corteo funebre attraverserà l'Iraq e le città sante di Najaf e Kerbala.
Energia, quali alternative per dipendere meno dallo Stretto di Hormuz?
La firma del memorandum tra Stati Uniti e Iran, ha prospettato una riapertura per lo Stretto di Hormuz, uno scenario auspicato dall’economia globale. In queste settimane però non è mancata anche la ricerca di alternative che permettano ai vari Paesi di dipendere meno dalle sorti dello Stretto: di questo si è parlato in una puntata di "Numeri", approfondimento di Sky TG24.
Energia, quali alternative per dipendere meno dallo Stretto di Hormuz?
Vai al contenutoGhalibaf: "Priorità il dialogo con gli Usa, ma restiamo pronti alla guerra"
L'Iran dà priorità al dialogo con gli Stati Uniti, pur rimanendo pronto alla "guerra". A dichiararlo è stato il capo del team negoziale iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, in un'intervista trasmessa dalla televisione di stato. "Diamo priorità al dialogo, ma se questo dovesse fallire, siamo pronti anche alla guerra", ha affermato l'influente Presidente del Parlamento, mentre le delegazioni iraniana e americana hanno in programma colloqui separati con il Qatar, il paese che media nel conflitto.
Netanyahu: "Più forti che mai, ma le battaglie di Israele non sono mai concluse"
Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu loda i successi militari di Israele negli ultimi anni, ma avverte che le battaglie di Israele "non sono mai finite" e che c'è ancora "lavoro da fare" contro l'"asse iraniano". Intervistato dall'emittente Canale 14 citata dal Times of Israel, ad una domanda sulla possibilità di considerare concluse o vinte le guerre di Israele contro Iran, Hamas e Hezbollah, Netanyahu afferma che "non è mai finita. Se si vuole vivere in Medio Oriente - e nel mondo - bisogna essere molto forti".
"Israele è più forte che mai e abbiamo respinto queste minacce. Le abbiamo notevolmente indebolite. Abbiamo ancora del lavoro da fare… Dobbiamo occuparci di ciò che resta dell'asse iraniano e cogliere le opportunità per accordi di pace", ha aggiunto, senza citare i paesi con i quali si aspetta di raggiungere intese. "Non faccio nomi perché voglio ottenere risultati. Ma tutti li vedranno… ci sono intese con il Libano che nessuno aveva previsto. Ci sono contatti anche con altri paesi. Non posso entrare nei dettagli". "Quando si è forti, le persone stringono alleanze con te e fanno anche la pace con te".
Netanyahu può mettere a rischio la tregua tra Usa e Iran?
Dietro il negoziato tra Washington e Teheran si nasconde uno dei dossier più sensibili per il governo israeliano. Il premier vede messa in discussione una strategia fondata su isolamento iraniano e pressione militare indiretta e ora, in vista del voto, deve anche gestire una coalizione fragile, in particolare a causa della destra religiosa. Così ogni concessione rischia di avere un costo interno.
Netanyahu può mettere a rischio la tregua tra Usa e Iran?
Vai al contenutoGhalibaf: "Stretto di Hormuz senza pedaggi solo per 60 giorni"
Il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore, Mohamed Bagher Ghalibaf, torna a rivendicare "la sovranità dell'Iran sullo stretto di Hormuz" e precisa che "la gratuità del passaggio vale solo per i 60 giorni del memorandum d'intesa" siglato con gli Stati Uniti. "La sovranità dello stretto di Hormuz appartiene all'Iran e all'Oman e il traffico nello stretto è regolato secondo gli accordi stabiliti dall'Iran", ha affermato Ghalibaf in un'intervista alla tv di Stato. Il leader iraniano ha insistito che "l'Iran non scenderà mai a compromessi sui propri diritti sullo stretto".
Ghalibaf: "No negoziati senza attuazione memorandum"
"Non parteciperemo ad alcuna negoziazione finché non saranno soddisfatte le condizioni del memorandum d'intesa". Lo ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore, Mohamed Bagher Ghalibaf, in un'intervista alla tv di Stato. "Se si rifiuteranno di attuare quanto discusso, siamo pronti anche alla guerra", ha minacciato il leader iraniano. "Consideriamo gli ultimi attacchi americani contro di noi una violazione del memorandum d'intesa", ha aggiunto.
Usa-Iran, i 14 punti dell’accordo ai raggi X
Il memorandum USA-Iran punta a fermare la guerra con un cessate il fuoco e la riapertura di Hormuz, ma resta fragile. Le misure più concrete riguardano il ritiro americano e la ripresa dei commerci; restano invece irrisolti i nodi su nucleare, sanzioni, missili e fiducia reciproca.
Usa-Iran, i 14 punti dell’accordo ai raggi X
Vai al contenutoGhalibaf: "No negoziati senza attuazione memorandum"
"Non parteciperemo ad alcuna negoziazione finché non saranno soddisfatte le condizioni del memorandum d'intesa". Lo ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore, Mohamed Bagher Ghalibaf, in un'intervista alla tv di Stato. "Se si rifiuteranno di attuare quanto discusso, siamo pronti anche alla guerra", ha minacciato il leader iraniano. "Consideriamo gli ultimi attacchi americani contro di noi una violazione del memorandum d'intesa", ha aggiunto.
Accordo Israele-Libano, no di Hezbollah: "È umiliante". Cosa prevede l'intesa
Al quinto round di negoziati e dopo cinque giorni di intensi colloqui, nella capitale statunitense è stato raggiunto l’accordo quadro trilaterale con il pieno sostegno degli Stati Uniti sotto la presidenza di Donald Trump. Nel documento si afferma che "l'obiettivo comune" è quello di "raggiungere una pace e una sicurezza durature’". Restano punti in sospeso come il disarmo di Hezbollah (che respinge l’intesa) e il ritiro delle forze dell'Idf dal sud del Paese. Ecco quali sono i 14 punti dell'accordo, firmato in tre copie e scritto in inglese.
Israele-Libano, no di Hezbollah: cosa prevedono i 14 punti dell’intesa
Vai al contenutoIsraele: "Rsf sta rimuovendo miliziani Hamas dagli elenchi reporter uccisi a Gaza"
"Mohammed Manhal Abu Armana era un comandante sul campo di Hamas: un terrorista che operava sotto copertura fingendosi giornalista". Lo scrive su X il ministero degli Esteri di Israele dopo che Hamas ha diffuso un video commemorativo del 'martire mujahid' Mohammed Abu Armana, identificato come comandante di plotone. "Per Hamas e per la Jihad islamica palestinese, il giubbotto con la scritta 'Press' è semplicemente un'altra uniforme da terrorista". "Israele ha avvertito la comunità internazionale più volte, ma è stato ignorato. Ora che Hamas e la Jihad islamica palestinese lo hanno ammesso essi stessi, l'organizzazione Reporters sans frontières (Rsf) sta finalmente rimuovendo questi individui dai propri elenchi di giornalisti", ha aggiunto il ministero. Armana, che si presentava come giornalista dell'agenzia di stampa Palestine Now, è stato ucciso ad al-Mawasi, nel sud della Striscia di Gaza, dall'Idf nel luglio del 2024. In quell'occasione ci furono molte proteste internazionali per l'uccisione del 'reporter palestinese'.
Modi: "Colloqui con Pezeshkian, ribadita importanza navigazione a Hormuz"
Il premier indiano Narendra Modi afferma di aver "parlato con il presidente iraniano" Masoud Pezeshkian "dei recenti sviluppi in Medio Oriente". "Accolti con favore i progressi compiuti nei negoziati e espresso l'auspicio che il proseguimento degli sforzi conduca a una pace duratura nella regione", scrive Modi su X sostenendo di aver "ribadito l'importanza della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz per l'India e per il mondo".
Innalzato livello minaccia Stretto Hormuz: "Sostanziale"
E' stato elevato il livello di minaccia che riguarda le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz, considerato ''sostanziale''. Lo si legge in un rapporto sulla sicurezza del Centro congiunto di informazione marittima (Jmic), nonostante il traffico marittimo sia rimasto stabile nelle ultime 48 ore. "Il livello di minaccia alla sicurezza marittima per lo Stretto di Hormuz è stato elevato a sostanziale, con un ulteriore rischio di mine persistente e operazioni di sminamento in corso", si legge nel rapporto.
Il Jmic ha inoltre affermato che le interferenze alla navigazione, le comunicazioni radio del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane, l'attività dei droni e le attività di sorveglianza sono continuate nella zona.
Teheran: "Nessun europeo invitato ai funerali di Khamenei"
L'Iran non ha invitato i rappresentanti di alcun paese europeo al funerale dell'ayatollah Alì Khamenei, ucciso il 28 febbraio nel primo giorno dei bombardamenti di Stati Uniti e Israele. Lo ha riferito il ministero degli Esteri iraniano, a quanto riporta la televisione Irib. "Coloro che si trovano dalla parte sbagliata della storia non avranno l'onore di partecipare a questa cerimonia", ha spiegato.
Wafa: "Attacco dell'Idf con un drone nel sud di Gaza, due morti"
E' di due morti e altre persone ferite il bilancio di un attacco dell'Idf con un drone che ha colpito una motocicletta a nord di Khan Yunis, a sud della Striscia di Gaza. Lo riporta l'agenzia di stampa palestinese Wafa.
Idf: "Ucciso Abu Fakher, comandante nella brigata Rafah di Hamas"
''L'Idf ha ucciso ieri Mohammad Fathi Abd al-Hay Abu Fakher, comandante del battaglione Yibna nella brigata Rafah di Hamas". Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota. "Abu Fakher era un comandante veterano di Hamas e uno degli alti ufficiali del dipartimento di approvvigionamento dell'ala militare di Hamas. Per circa 20 anni, è stato una figura centrale nella rete di contrabbando dell'organizzazione terroristica, gestiva e dirigeva il contrabbando di armi nella Striscia di Gaza e supervisionava la fornitura di numerose risorse necessarie a sostenere le attività terroristiche dell'ala militare di Hamas. Nelle ultime settimane, Abu Fakher si era dedicato al reclutamento di nuovi terroristi per il battaglione, al loro addestramento e al tentativo di ripristinare le capacità operative per attaccare le truppe israeliane''.
Fermato giovane americano: "Spia di Teheran"
Un cittadino americano sui vent'anni è stato fermato il 9 giugno in Israele l'accusa di essere una spia dell'Iran. Lo riportano i media israeliani citando un comunicato di polizia israeliana e Shin Bet. Secondo il Jerusalem Post, il giovane è sospettato di avere avuto contatti con gli agenti dell'intelligence iraniana e di avere svolto incarichi pagati che includevano foto di siti sensibili in Israele. Avrebbe ricevuto pagamenti che vanno da decine a centinaia di dollari per ogni missione. A giorni sono attese la formalizzazione delle accuse e la convalida della custodia in carcere.
Herzog: "Le elezioni non sono una guerra civile"
"Invece di essere una società variegata e prospera di fratelli e sorelle, che litigano ma poi si riconciliano, stiamo rischiando di diventare una massa continentale disgregata, ridotta a una manciata di isole. Isole di persone stanche ed esauste, ognuna delle quale si sente come una minoranza perseguitata che crede di avere la ragione assoluta''. Lo ha detto il presidente d'Israele Isaac Herzog, intervenendo alla 22ma Conferenza di Herzliya. ''Alla vigilia delle elezioni, lo dico chiaramente: questo è un momento di emergenza civica, e al contempo, un momento di responsabilità e di speranza. Le elezioni non sono una guerra civile. E tutti dobbiamo ricordare: le elezioni sostituiscono i governi, non il popolo'', ha detto Herzog, aggiungendo ''siamo chiamati a riscrivere il contratto sociale israeliano. Un contratto che dice: è lecito lottare per promuovere le nostre idee, ma non è possibile infrangere le regole che valgono per tutti noi''.
Libano, Netanyahu: "Resteremo finché Hezbollah ci minaccia"
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, in visita nel Libano meridionale occupato da Israele, ha dichiarato che il suo esercito rimarà lì finché Hezbollah, gruppo filo-iraniano, "ci minaccera'". "La nostra posizione è chiara: non lasceremo il Libano meridionale finché la minaccia non sarà scomparsa. E finché Hezbollah armato sarà presente qui e ci minaccerà, rimarremo qui", ha detto alle truppe israeliane nella zona, secondo un video diffuso dal suo ufficio.
Netanyahu: "Grazie a operazione Idf, Libano riconosce Israele e viceversa"
Rivolgendosi ai soldati dell'Idf nella zona di sicurezza nel sud del Libano, il premier Benjamin Netanyahu li ha ringraziati perchè con la loro azione "il Libano riconosce Israele e Israele riconosce il Libano, mentre il messaggio rivolto all'Iran e a Hezbollah è chiaro: andatevene, non avete più nulla da fare qui". "Esistono due Stati sovrani che vogliono vivere in pace e restituire sicurezza e prosperità sia agli abitanti del nord di Israele sia ai cittadini libanesi. Voi dovete andarvene. Questo rappresenta uno schiaffo e un duro colpo all'asse iraniano, e non è detto che la risposta sarà silenziosa", ha detto. Uno dei risultati principali "è la creazione di zone cuscinetto e aree di sicurezza non sul nostro lato del confine, bensì sul loro. Lo stiamo facendo in Libano e lo abbiamo fatto anche a Gaza", ha aggiunto il primo ministro.
Netanyahu: "Non permettiamo a esercito di terroristi di stare al nostro confine"
"Queste zone di sicurezza rappresentano un cambiamento di dottrina. Significa che non permettiamo più a un esercito terroristico di installarsi lungo il nostro confine. Lo respingiamo, ed è quello che state facendo voi. State distruggendo tutte le infrastrutture, sia in superficie sia sotterranee, che venivano utilizzate come strumenti di attacco contro di noi: infiltrazioni, basi offensive, tunnel terroristici, villaggi trasformati in roccaforti del terrorismo. Tutto questo deve essere eliminato. Questa è la direttiva, e voi la state attuando". Lo ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in visita oggi nella zona di sicurezza nel Libano meridionale insieme con il ministro della Difesa Israel Katz.
Media: "Netanyahu e Katz hanno visitato la 'zona di sicurezza' nel sud del Libano"
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno visitato la 'zona di sicurezza' nel sud del Libano. Lo riporta Ynet.
Ventenne americano arrestato in Israele per spionaggio a favore di Teheran
Un cittadino statunitense di 20 anni è stato arrestato in Israele tre settimane fa, il 9 giugno, con l'accusa di spionaggio a favore dell'Iran. Lo riferiscono la polizia israeliana e il servizio di sicurezza Shin Bet, spiegando che il cittadino americano avrebbe raccolto informazioni su siti sensibili in Israele dietro compenso ed era in contatto con funzionari dell'intelligence iraniana.
Il sospettato avrebbe fotografato e documentato siti sensibili in Israele in cambio di compensi che variavano da decine a centinaia di dollari per incarico. Il sospetto è in custodia cautelare in attesa del processo.
Media: "Oman propone pedaggio per Hormuz ma volontario"
L'Oman ha elaborato una proposta per una nuova gestione dello stretto di Hormuz insieme con l'Iran: le navi pagherebbero un pedaggio che sarebbe però su base volontaria e servirebbe a pagare servizi di navigazione, sicurezza e ambientali. Lo riporta il New York Times. Il piano che Muscat ha presentato già agli Stati Uniti si basa sul modello già adottato per lo stretto di Malacca e Singapore, tra Oceano Indiano al Mar Cinese Meridionale, dove a raccogliere contributi volontari è una fondazione privata, la Nippon Foundation. Ma non è detto che accontenti nessuno dei due nemici: l'Iran vuole imporre tariffe obbligatorie, gli Usa pretendono che la navigazione torni libera com'era prima della guerra dei 40 giorni. Tanto che la gestione di Hormuz è diventata uno dei nodi più spinosi delle trattative tra Teheran e Washington. Ieri il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, è stato a Muscat per discutere della questione. Alla fine dei suoi incontri ha assicurato che la priorità di Teheran è raggiungere un accordo con l'Oman, ma se non si troverà un accordo allora l'Iran andrà avanti da solo. Il memorandum d'intesa tra Teheran e Washington del 17 giugno prevede che l'Iran e l'Oman si confrontino per decidere insieme sulla futura gestione di Hormuz. Fonti del Nyt hanno assicurato il team negoziale americano apprezza la relazione con l'Oman ed è fiducioso di poter risolvere le divergenze sulla proposta a livello tecnico.
Sanchez: "Nessun bambino dovrebbe soffrire l'orrore che si vive a Gaza"
"Nessun essere umano - e, naturalmente, nessun bambino o bambina - dovrebbe patire l'orrore che si vive a Gaza". Lo ha scritto il premier spagnolo Pedro Sanchez in un messaggio riversato su X in occasione dell'arrivo in Spagna di 20 minorenni ammalati palestinesi con i familiari, per essere sottoposti a cure mediche. "Oggi, il nostro Paese accoglie 100 palestinesi, 20 dei quali minorenni, assieme alle loro famiglie, perché possano ricevere le cure di cui hanno bisogno", segnala il presidente del governo. "Assisterli è un dovere morale. Anche difendere il loro diritto di tornare a una casa in pace", assicura Sanchez. "L'indifferenza non può mai essere una scelta", conclude nel post.
Al Cairo leader di Hamas con i servizi egiziani e turchi
Egitto e Turchia hanno unito i loro servizi di intelligence per promuovere una soluzione regionale globale, convocando un vertice di alto livello con i massimi leader di Hamas, svolto oggi al Cairo. Il vertice mirava a rimuovere gli ostacoli che impediscono l'attuazione del piano di pace statunitense, al quale tutte le parti hanno espresso "pieno sostegno" auspicandone la realizzazione in tempi rapidi. Il direttore del servizio di intelligence generale egiziano, Hassan Rashad e il suo omologo turco, Ibrahim Kalin, hanno avuto prima un incontro a due, affrontando i temi della stabilizzazione della Striscia di Gaza e della Libia. Entrambi hanno ribadito la "necessità cruciale" di intensificare le operazioni congiunte per garantire una pace internazionale duratura. All'incontro si sono poi uniti alcuni alti dirigenti di Hamas, tra cui Khaled Meshaal, Khalil al-Hayya e Mohammad Hassan, che hanno esplicitamente ribadito il proprio "pieno sostegno" alla roadmap di pace del presidente statunitense Donald Trump, impegnandosi a "rimuovere qualsiasi ostacolo residuo che impedisca il raggiungimento dell'accordo". A seguito del vertice, una delegazione negoziale ufficiale di Hamas è giunta al Cairo per riprendere i colloqui strutturati sulla seconda fase della roadmap. Fonti di sicurezza di alto livello hanno descritto l'atmosfera iniziale nella capitale come "estremamente positiva", sottolineando un "forte ottimismo" riguardo al completamento del piano di pace.
New York Times: "Iran e Oman avanti con il piano per riscuotere pagamenti a Hormuz"
L'Iran e l'Oman stanno andando avanti con il loro piano di riscuotere pagamenti dalle navi in transito nello Stretto di Hormuz, nonostante le obiezioni degli Stati Uniti. Lo riporta il New York Times citando un funzionario iraniano e quattro diplomatici. L'Oman di recente avrebbe presentato agli Usa e ad altri alleati una proposta formale riguardante il piano di far pagare tariffe di servizio per l'utilizzo dello Stretto.
Israele, aereo polacco sparisce per un po' dai radar. Jet in volo
Due caccia dell'aviazione israeliana sono stati fatti decollare d'urgenza per scortare un volo da Varsavia a Tel Aviv, dopo che erano stati temporaneamente persi i contatti con il velivolo. Lo ha reso noto l'Idf in un comunicato riportato dai media israeliani. Il volo della polacca Lot, operato dalla compagnia bulgara Electra, era in rotta da Varsavia all'aeroporto Ben Gurion quando è sparito dai radar "per un guasto", si è poi capito. "L'incidente è terminato e il contatto con l'aereo è stato ristabilito", si legge nella nota dell'Idf. L'equipaggio però non è stato autorizzato ad atterrare in Israele e si prevede che atterri in Bulgaria.
A Teheran i preparativi per i funerali di Khamenei
Ritratti giganti e operai al lavoro sotto stretta sorveglianza: a Teheran prendono forma i preparativi per i funerali di Stato dell'Ayatollah Ali Khamenei, che inizieranno sabato e dureranno sei giorni. La salma dell'uomo che ha guidato la Repubblica Islamica dell'Iran per quasi 37 anni sarà esposta al pubblico a partire da sabato presso la Moschea di Teheran, un vasto complesso progettato per ospitare le preghiere del venerdì, le commemorazioni ufficiali e gli incontri religiosi. Oggi gli operai sono intenti a dare gli ultimi ritocchi agli ingressi del sito, mentre altri pavimentano i marciapiedi. Forze di sicurezza e polizia erano presenti in gran numero. Enormi ritratti di Ali Khamenei ricoprono la facciata della Moschea, il cui edificio principale ha un'architettura simile a quella di una moschea. All'interno, operai su impalcature stanno lavorando a una struttura metallica, secondo le immagini trasmesse dai media statali. La Moschea è stata teatro di cerimonie nazionali, discorsi di alti funzionari e grandi manifestazioni volte a dimostrare l'unità e il sostegno popolare alla Repubblica Islamica. I funerali di Ali Khamenei si terranno sei mesi dopo le grandi proteste contro l'alto costo della vita e il governo, e sullo sfondo di un fragile cessate il fuoco con gli Stati Uniti e Israele.
La Spagna accoglie 20 bambini malati evacuati da Gaza, trasferiti in 8 regioni
Un totale di 20 bambini malati provenienti dalla Striscia di Gaza, accompagnati dalle loro famiglie, è arrivato oggi in Spagna a bordo di un Airbus A330 militare medicalizzato dell'Aeronautica, decollato dalla Giordania e atterrato alla base di Torrejon de Ardoz, a Madrid. Complessivamente sono state evacuate 101 persone, che saranno assistite negli ospedali di otto regioni: Madrid, Asturie, Catalogna, Paesi Baschi, Comunità Valenziana, Castiglia-La Mancia, Murcia e Navarra. La conferma dell'arrivo in Spagna è stata data dai ministeri della Difesa e dell'Inclusione e migrazioni in rispettivi messaggi sui propri canali social. "E' terminato con successo il trasferimento di bambini gazawi ammalati in Spagna", si legge in un messaggio sull'account X della Difesa, in cui si ringrazia "l'Unità medica di aero-evacuazione (Umaer) e tutto il personale dell'esercito dell'Aria per rendere possibile questa nuova missione". L'accoglienza rientra in una procedura di emergenza che consentirà ai bambini e ai loro familiari di essere ospitati inizialmente per tre mesi nell'ambito di un programma gestito dall'organizzazione non governativa per migranti e rifugiati Accem, che li accompagnerà appunto per tre mesi. Poi i 101 palestinesi potranno essere inseriti nel sistema spagnolo di protezione internazionale, nel quale potranno rimanere fino a due anni, ha segnalato il ministero della Sanità.
Delegazione Hamas al Cairo, focus su accordo cessate fuoco
Una delegazione di Hamas, guidata dal leader del movimento in Cisgiordania Zaher Jabarin, è arrivata Il Cairo. Lo ha annunciato Taher al-Nunu, alto funzionario di Hamas, spiegando che "la delegazione incontrerà funzionari e mediatori egiziani per finalizzare l'attuazione dell'accordo di cessate il fuoco" raggiunto con Israele.
"La massima priorità della delegazione è fermare le crescenti violazioni israeliane nella Striscia di Gaza, comprese le uccisioni e gli assassinii quotidiani, e garantire l'impegno dell'occupazione a consentire l'ingresso di tutto ciò di cui la Striscia ha bisogno", ha affermato il funzionario di Hamas, citato da al-Jazeera. Secondo al-Nunu, questi includono "materiali per la ricostruzione di ospedali, panifici e infrastrutture". I colloqui riguarderanno anche "l'attuazione delle restanti disposizioni dell'accordo di Sharm el-Sheikh", ha aggiunto.
Israele: "Iron Dome aggiornato per contrastare meglio le nuove minacce"
Il sistema di difesa aerea israeliano a breve raggio Iron Dome è stato aggiornato a seguito di una ''serie di test approfonditi contro una vasta gamma di minacce avanzate, integrando le lezioni apprese durante la guerra e le operazioni contro l'Iran''. Lo comunica il ministero della Difesa israeliano in una nota. I test, condotti dalla direzione ricerca e sviluppo della Difesa e dall'azienda Rafael, hanno affrontato ''diversi aggiornamenti introdotti nel sistema per migliorarne ulteriormente la capacità di gestire scenari che simulano minacce attuali e future, tra cui razzi, missili da crociera e droni'' si legge nel comunicato. Inoltre, insieme all'Iron Dome, è stato testato anche il nuovo sistema di intercettazione laser 'Iron Beam', in ''scenari operativi congiunti''. Iron Beam è la punta di diamante sviluppata da Rafael in materia di difesa aerea, sfruttando raggi laser senza la necessità di proiettili intercettori, abbattendo i costi ingenti dell'Iron Dome. Non è ancora noto se sia già pienamente operativo. ''Le nuove capacità dimostrate nei test costituiscono un passo significativo nel miglioramento della capacità di far fronte a una vasta gamma di scenari di difesa da attacchi e rappresentano un ulteriore elemento della strategia del ministero della Difesa per rafforzare la preparazione in vista di un decennio di intensa attività di sicurezza, preservando il vantaggio qualitativo e strategico dell'Idf'', aggiunge il comunicato.
Teheran: "Le parole di Rutte confermano complicità della Nato nella guerra con gli Usa"
''Per noi era chiaro che la Nato e alcuni Stati membri di questa organizzazione hanno partecipato attivamente alla pianificazione, all'attuazione e al sostegno delle azioni aggressive degli Stati Uniti e del regime sionista'' contro l'Iran. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baghaei, commentando in conferenza stampa le parole del segretario generale della Nato Mark Rutte riguardo agli aerei americani decollati dalle basi di alcuni Paesi europei, tra cui l'Italia. Una ''chiara ammissione'', quella di Rutte, della ''complicità ai crimini di guerra e all'aggressione contro l'Iran'' da parte dei membri della Nato, ha aggiunto Baghaei, denunciando ''l'azione degli Stati Uniti e del regime sionista'' come ''un atto illegale e aggressivo e una guerra illegale, secondo tutti gli standard e le norme del diritto internazionale".
Il funzionario iraniano ha poi detto che ''sia il Segretario Generale della Nato, sia tutti gli Stati membri della Nato che hanno partecipato'' alla guerra contro l'Iran ''saranno responsabili di aver commesso un illecito internazionale''. Inoltre, ha aggiunto, ''i crimini commessi a Minab, a Lamerd e in altre zone dell'Iran, in quanto crimini di guerra, possono essere attribuiti, data la confessione del Segretario Generale della Nato, sia agli Stati membri della Nato sia a tutti i comandanti e responsabili delle decisioni e degli ordini". Citato dall'Irna, Baghaei ha sottolineato che ''alcuni paesi europei stanno cercando di giustificarsi e di assolversi dalla partecipazione a questi crimini dichiarando che il loro sostegno o la loro partecipazione si sono limitati a servizi logistici e tecnici. Questo non alleggerisce in alcun modo il peso del crimine commesso''.
Idf: "Ucciso a Gaza Ali Qaid Stitan, comandante di plotone della Jihad Islamica"
''Ieri l'Idf ha colpito nella Striscia di Gaza centrale ed eliminato Ali Qaid Mohammed Stitan, comandante di plotone della Jihad Islamica, che aveva partecipato al massacro del 7 ottobre infiltrandosi in territorio israeliano e continuava a organizzare attacchi contro le truppe e i civili israeliani''. Lo comunica in una nota il portavoce dell'Idf.
Domani negoziati indiretti Usa-Teheran su Hormuz e beni
Non ci sarà l'atteso colloquio diretto tra i negoziatori americani e gli iraniani domani a Doha, ma le parti si parleranno attraverso i mediatori. Secondo quanto riportato dalla televisione al Arabyia, vi saranno colloqui indiretti "sullo Stretto di Hormuz e sulla stabilità generale". E il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei ha di fatto confermato. "Ciò che probabilmente avverrà domani a Doha è un colloquio sull'attuazione di alcune clausole del memorandum d'intesa, tra cui quella relativa allo sblocco dei beni iraniani congelati", ha detto. Al Arabyia ha riferito che l'Iran riceverà 3 miliardi di dollari dei suoi fondi congelati alla fine della settimana. Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majid al-Ansari, ha invece detto ai giornalisti che ancora non c'è accordo sui 6 miliardi di dollari, ancora soggetti all'accordo del 2023 e destinati all'acquisto di beni umanitari.
In Spagna pubblicato decreto che proroga scudo anti-crisi in Medio Oriente
E' stato pubblicato oggi sul Bollettino Ufficiale dello Stato (Boe) in Spagna il secondo decreto legge del piano di risposta alla crisi in Medio Oriente - dopo quello varato il 20 marzo scorso - approvato ieri dal Consiglio dei ministri, che proroga fino al 30 settembre le principali misure di sostegno a famiglie e imprese. Il pacchetto vale 1,825 miliardi di euro nel 2026, cui si aggiungono 2,7 miliardi di risparmi fiscali nel 2027-2028. Tra le misure, la riduzione dell'accisa sui carburanti scenderà progressivamente da 20 a 15 centesimi al litro a luglio, 10 ad agosto e 5 a settembre, con un ritorno automatico allo scontro di 20 centesimi se l'inflazione sui carburanti supererà il 15%. Per il trasporto professionale, agricoltura e pesca resta lo sconto pieno di 20 centesimi fino al 30 settembre. Prevista inoltre la riduzione graduale dell'imposta sul valore della produzione di energia elettrica da 7% al 5% nel 2026, al 3,5% nel 2027 e fino all'azzeramento nel 2028. In caso di forte aumento dei prezzi di elettricità e gas potranno essere riattivati il taglio dell'Iva energetica dal 21% al 10% e la riduzione dell'imposta speciale sull'elettricità dal 5,1% allo 0,5%. Il decreto stanzia inoltre 230 milioni di euro aggiuntivi per agricoltura e pesca, portando gli aiuti complessivi del settore a 1,107 miliardi, con proroga dei contributi al gasolio agricolo e per la pesca e incremento degli aiuti a fertilizzanti. Estesi fino al 30 settembre anche i sostegni alle imprese del trasporto su strada per compensare il costo del gasolio professionale.
Tehran: "Risponderemo a qualunque violazione accordo da parte di Usa"
L'Iran ha assicurato martedì che risponderà sistematicamente a qualsiasi violazione, da parte degli Stati Uniti, del protocollo d'intesa concluso con l'obiettivo di porre fine alla guerra, dopo la ripresa di attacchi reciproci nel fine settimana che ha reso più fragile la tregua. «Nessuna azione resterà senza risposta. Come hanno dimostrato le potenti forze armate iraniane, qualsiasi atto di aggressione contro la Repubblica Islamica dell'Iran comporterà una risposta immediata», ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghai, durante una conferenza stampa a Teheran alla quale era presente anche l'Afp.
Al-Arabiya: "Domani colloqui indiretti con gli Usa su Hormuz"
Colloqui indiretti tra le delegazioni di Iran e Stati Uniti si terranno domani in Qatar alla presenza dei mediatori. E' quanto sostiene Al Arabiya, citando fonti secondo le quali negoziati si concentreranno sullo Stretto di Hormuz e sulla stabilità generale della regione.
Secondo le stesse fonti, l'Iran dovrebbe ricevere entro la fine della settimana circa 3 miliardi di dollari di fondi congelati nell'ambito del memorandum d'intesa per concludere la guerra. È inoltre previsto che oggi entrambe le delegazioni incontrino il primo ministro del Qatar e mediatori pakistani a Doha.
Teheran: "Sminiamo noi Hormuz. Non servono altri Paesi"
L'Iran è tornato a bocciare l'ipotesi di una missione internazionale, proposta da Francia e Gran Bretagna, per contribuire tra l'altro allo sminamento dello stretto di Hormuz. "La bonifica delle mine nello Stretto di Hormuz è contenuta nel memorandum d'intesa e non c'è bisogno che altri intervengano in questa questione", ha avvertito il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei.
Teheran: "Nello Stretto di Hormuz non serve intervento di altri Paesi"
Nello Stretto di Hormuz "non c'è bisogno di alcun intervento da parte di altri" Paesi. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, respingendo le parole del presidente francese, Emmanuel Macron, sullo Stretto e accusando Parigi di intervenire in modo eccessivo nelle dinamiche regionali. "Commentare ogni cosa non è segno di responsabilità né conferisce credibilità alla Francia", ha affermato il portavoce, sottolineando che tutti i Paesi dovrebbero "riconoscere correttamente i confini e lasciare che le cose seguano un corso logico". Richiamando il memorandum d'intesa per la fine della guerra, Baghaei ha evidenziato che "un intervento che non sia dettato da buone e positive intenzioni porterà a un peggioramento della situazione".
Teheran: "Rutte svelato complici Usa ora perseguibili"
Le dichiarazioni del segretario generale della Nato, Mark Rutte, sono un'ammissione esplicita di complicità nelle violazioni del diritto internazionale contro l'Iran. E chi ha di fatto aiutato Stati Uniti e Israele ha commesso violazioni del diritto internazionale penalmente perseguibili. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, è tornato così sull'intervista in cui Rutte ha parlato di voli americani partiti da diversi paesi tra cui l'Italia. "Per noi era chiaro che la Nato e alcuni dei suoi paesi membri avessero partecipato attivamente alla pianificazione, all'attuazione e al sostegno delle azioni di aggressione degli Stati Uniti e del regime sionista", ha dichiarato. "Quanto affermato dal segretario generale della NATO ha due aspetti: il primo è un esplicito riconoscimento della complicità nel commettere il crimine di aggressione contro l'Iran. Il secondo è che tale ammissione è utilizzabile come prova in qualsiasi tribunale", ha avvertito. Dunque "sia il segretario generale della Nato, in qualità di persona che ha avuto un ruolo attivo, sia tutti i paesi membri della Nato che hanno partecipato a tale decisione e ne hanno in qualche modo dato esecuzione, saranno responsabili a livello internazionale per aver commesso un atto di violazione del diritto internazionale", ha sottolineato, sono reati "perseguibili penalmente".
Libano, Teheran: "Usa mantengano impegni presi nel memorandum"
Sulla questione del Libano e sull'eventuale disarmo di Hezbollah, il riferimento per Teheran restano esclusivamente gli impegni assunti dagli Stati Uniti nell'ambito del memorandum d'intesa. Lo ha rimarcato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, sottolineando che "la nostra posizione sul Libano è chiara" e che è fondamentale che Washington "rispetti i suoi impegni e costringa il regime sionista ad attuare il memorandum". Il portavoce ha aggiunto che, indipendentemente da eventuali intese al di fuori del memorandum, "il criterio per noi sono gli impegni assunti dagli americani nel testo". In merito al ruolo del governo libanese, Teheran ha affermato che "i libanesi sapranno certamente gestire la situazione nel miglior modo possibile".
Teheran: "Nessun incontro con Usa, domani colloqui a Doha su beni congelati"
Non è in programma alcun incontro tra Iran e Stati Uniti nei prossimi giorni in Qatar. Lo ha ribadito il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, smentendo le affermazioni del presidente Donald Trump su una possibile riunione tra delegazioni dei due Paesi a Doha. Secondo Teheran, l’appuntamento in Qatar riguarda esclusivamente l'attuazione delle clausole del memorandum d'intesa. "Ciò che verrà fatto domani a Doha è una discussione sull'attuazione delle clausole del memorandum d'intesa, incluso lo sblocco dei beni iraniani congelati, questione che riguarda la parte qatariota", ha dichiarato Baghaei, citato dall'agenzia Tasnim.
Media: "Ieri 40 navi hanno attraversato Hormuz, 16 sulla rotta iraniana"
Stando a un'analisi di Reuters sul suo sito, invece, armatori e noleggiatori si stanno muovendo in anticipo per tornare a commerciare nel Golfo, nonostante il traffico non sia ancora stato del tutto ripristinato. I dati di tracciamento mostrano un numero crescente di petroliere vuote che rientrano a Hormuz, tra cui metaniere collegate al Qatar. Al tempo stesso, il volume di merci trasportate si attesta ancora a circa la metà dei livelli pre-conflitto. Le petroliere, dunque, si stanno posizionando in anticipo nel Golfo rispetto a quella che sarà la domanda effettiva, una volta ristabilito il traffico.
Teheran: "Usa mantengano impegno per cessate il fuoco"
L'Iran ha richiamato gli Stati all'impegno a fermare le armi in Libano, come previsto dal memorandum d'intesa siglato due settimane fa. "Gli Stati Uniti si sono impegnati apertamente a porre fine alla guerra in Libano e devono mantenere la loro promessa", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri.
Pizzaballa: "Gaza è un disastro, le città rase al suolo e azzerate"
"Gaza è un disastro". Lo ha detto il cardinale Pierbattista Pizzaballa, dialogando con il direttore di Limes, Lucio Caracciolo, raccontando la sua visita nella Striscia, della settimana scorsa: "Le città - dice secondo quanto riportano i media vaticani - sono rase al suolo, livellate, azzerate. Rafah non esiste più. Ciò che a me colpisce di più è il fatto di viaggiare su strade fortuite, in mezzo alle tende, alle fognature. Qui vive la gente di Gaza. Un aspetto che le immagini non rendono sono gli odori. E una delle piaghe più presenti in questo momento sono i topi, che mordono. Mordono soprattutto i bambini e Gaza è piena di bimbi" (ANSA).
Qatar: oggi nessun incontro tra inviati Usa e Teheran
Nessun incontro di alto livello tra gli inviati statunitensi e quelli iraniani in Qatar. Lo ha confermato il portavoce del ministero degli Esteri di Doha dopo che Washington aveva annunciato l'invio di una squadra negoziale. "Steve Witfoff e Jared Kushner sono qui a Doha per incontrare i mediatori e i funzionari del Qatar, e i colloqui riguarderanno tutte le questioni regionali inclusi, ovviamente, i negoziati con l'Iran, ma anche il Libano", ha affermato, Majed Al Ansari, portavoce del ministero degli Esteri, "Non sono qui per i negoziati con gli iraniani".
Inviato Ue Di Maio a Doha vede Al Thani, sostegno a mediazione Qatar
Il Rappresentante speciale dell'Ue per il Golfo, Luigi Di Maio, è oggi a Doha dove ha incontrato il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani. Secondo quanto si apprende, il colloquio si inserisce nel quadro delle iniziative europee volte a sostenere gli sforzi di mediazione portati avanti dal Qatar tra Stati Uniti e Iran sul dossier nucleare e assume "particolare rilievo" alla luce della presenza a Doha di una delegazione statunitense composta da Jared Kushner e Steve Witkoff, attesa per colloqui con il premier Al Thani nell'ambito del medesimo sforzo diplomatico.
Media: ieri 40 navi hanno attraversato Hormuz, 16 sulla rotta iraniana
Ieri, secondo i dati della società di intelligence marittima Kpler, quaranta navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz, un numero comunque significativamente inferiore alla media giornaliera di attraversamenti prima dell'inizio della guerra con l'Iran a febbraio. Lo scrive Cnn. Sedici delle 40 navi sono transitate attraverso lo stretto seguendo la rotta iraniana, secondo i dati di Kpler condivisi con Cnn. Altre 12 non hanno più avuto notizie o hanno attraversato lo stretto seguendo una rotta "sconosciuta". Prima che Israele e gli Stati Uniti lanciassero gli attacchi contro l'Iran alla fine di febbraio, in media oltre 100 navi al giorno attraversavano lo stretto.
Tajani: 'Spero accordo a Doha per riaprire Hormuz'
"Speriamo che si possa raggiungere un accordo a Doha, intanto per riaprire lo Stretto di Hormuz e per far cessare gli scontri. C'è stato un impegno da parte di Teheran e di Washington di non far più attacchi da una parte e dell'altra: questo è un buon segnale". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri e vice premier, Antonio Tajani, in un punto stampa a Parma ieri a margine dell'81esima Assemblea dell'Unione Parmense degli Industriali, riferendosi agli annunciati colloqui tra iraniani e americani che dovrebbero tenersi nei prossimi giorni nella capitale del Qatar.
Netanyahu condanna le 'dichiarazioni incendiare' di rabbino contro il capo dell'Idf
''Condanno fermamente le vergognose dichiarazioni rivolte ieri sera a Bnei Berak contro il Capo di Stato Maggiore. Anche di fronte a divergenze di opinioni, non c'è posto per gravi dichiarazioni incendiarie contro l'Idf e i suoi comandanti, che proteggono tutti noi''. Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu in una nota, in riferimento alle dichiarazioni ieri sera, durante una manifestazione contro l'arruolamento degli ultraortodossi, del rabbino Aryeh Yazdi, che ha detto del Capo di Stato Maggiore, generale Eyal Zamir, ''che il suo nome e la sua memoria siano cancellati''. Le affermazioni sono state condannate dall'intero arco politico, compreso il partito ultraortodosso Shas che era tra i promotori della manifestazione di ieri.
Smotrich: 'Pronti a creare tre insediamenti nel nord della Striscia di Gaza'
"Siamo pronti a istituire immediatamente tre insediamenti nella fascia settentrionale di Gaza, non appena il primo ministro darà il via libera": è quanto affermato in un video postato sui social dal ministro delle Finanze israeliano, l'estremista di destra Bezalel Smotrich. Come riportato dal Times of Israel, Smotrich ha rilasciato queste dichiarazioni durante una visita ieri al Sderot, comunità israeliana al confine con la Striscia. Il ministro ha rivolto un appello al premier Benjamin Netanyahu, esortandolo a "dare l'approvazione" al progetto, in modo da "completare la missione di ripristinare la sicurezza per i residenti del sud" di Israele. In aggiunta, riporta ancora il Times of Israel, Smotrich ha sostenuto che l'Idf dovrebbe "controllare più del 70%" del territorio della Striscia su cui attualmente già esercita predominio.
Media: '2 Pasdaran uccisi a colpi d'arma da fuoco, altri 2 feriti'
Due membri delle Guardie Rivoluzionarie iraniane sono stati uccisi a colpi d'arma da fuoco nella zona di Kermanshah, nell'Iran occidentale. Lo rende noto la televisione di stato iraniana, aggiungendo che altre due persone sarebbero rimaste ferite in quello che il regime ha definito un "attacco terroristico".
Teheran: 'Solo noi smineremo Hormuz, Francia non complichi situazione'
Il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, ha dichiarato in un post sui social che le operazioni di sminamento nello Stretto di Hormuz saranno condotte esclusivamente dall'Iran e che nessun altro Paese può intervenire in questa missione. Le dichiarazioni di Gharibabadi arrivano dopo che il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato di aver parlato con il governo omanita per coordinare un'azione congiunta di sminamento nello stretto. "Consigliamo vivamente alla Francia di non complicare ulteriormente la situazione con le sue provocazioni", ha dichiarato il vice ministro.
Iran, prezzo petrolio in discesa, Brent a 72,20 dollari
Prezzo del petrolio in discesa. Il prezzo del Brant, riferimento in Europa, è cseso dello 0,95% a 72,20 dollari al barile. Il Wti, riferimento in Usa, è sceso dello 0,88% a 69,87 dollari al barile.
Annunci e smentite su nuovo incontro tra Usa e Iran a Doha
Cnn: 'Witkoff in volo verso Qatar', ma Teheran smentisce incontro
- La CNN ha riferito stamattina che Steve Witkoff è in viaggio verso il Qatar. Tuttavia, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha dichiarato ieri che una delegazione di esperti iraniani si recherà a Doha questa settimana, ma ha categoricamente smentito qualsiasi incontro con gli americani. "Non siamo ancora entrati nella fase di negoziazione di un accordo definitivo", ha affermato, precisando che "nei prossimi giorni non avremo alcun incontro negoziale con la controparte statunitense a nessun livello".
L'accordo preliminare tra le nazioni per porre fine al conflitto e riaprire lo strategico Stretto di Hormuz è stato ripetutamente messo a dura prova dagli scontri, ma è stato anche ostacolato dalle affermazioni contraddittorie delle parti. Subito dopo il post di Trump su Truth di ieri, in cui annunciava l'incontro a Doha con l'Iran, la sua portavoce ha dichiarato a Fox News che l'inviato statunitense Steve Witkoff e il consigliere e genero di Trump, Jared Kushner, "voleranno a Doha questa settimana per incontri di alto livello".
Il presidente statunitense Donald Trump ha affermato che l"'Iran ha richiesto un incontro oggi in Qatar", nonostante Teheran abbia negato che fossero previsti negoziati diretti con Washington sull'accordo volto a porre fine alla guerra in Medio Oriente. Sia Washington che Teheran hanno affermato di aver inviato delle squadre nello stato del Golfo, ma hanno rilasciato dichiarazioni contrastanti sulla maggior parte degli altri dettagli, compresi i tempi e lo scopo del viaggio.
Witkoff in viaggio verso Doha per colloqui su memorandum
L'inviato speciale statunitense Steve Witkoff è attualmente in viaggio verso Doha. Lo rendono noto alla CNN due funzionari statunitensi. Un altro alto funzionario statunitense, nel frattempo, aveva dichiarato alla CNN nel fine settimana che i colloqui tecnici relativi al memorandum d'intesa stavano procedendo "come previsto", nonostante un recente scambio di colpi tra Washington e Teheran. L'Iran, tuttavia, ha dichiarato che nei prossimi giorni non sono previsti incontri negoziali con gli Stati Uniti a nessun livello, poiché Teheran rimane concentrata sull'attuazione del memorandum d'intesa piuttosto che sul passaggio a colloqui per un accordo definitivo.
Pezeshkian: rispetteremo impegni se lo farà anche Usa
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che l'Iran rispetterà i propri impegni se gli Stati Uniti faranno altrettanto, avvertendo al contempo che Teheran risponderà con fermezza alle minacce.In un post su X, Pezeshkian ha dichiarato: "La comprensione reciproca è una strada a doppio senso. Se la parte americana rispetterà l'accordo, anche noi rispetteremo i nostri impegni".Senza nominare il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha aggiunto una frecciatina che sembrava essere rivolta alla Casa Bianca. "Il nostro approccio nei confronti di lamentele irragionevoli e minacce infondate si basa sulla razionalità e sulla dignità umana nel processo decisionale, nonché su una difesa decisa e senza esitazioni quando si tratta di agire", ha affermato Pezeshkian.
Media: 'Due pasdaran uccisi in attacco terroristico nell'ovest dell'Iran'
Due membri delle Guardie Rivoluzionarie sono stati uccisi e altri due feriti in un attacco terroristico armato nella città di confine di Paveh, nell'Iran occidentale. Lo scrive Al-Jazeera, citando l'agenzia iraniana Tasnim.
Rubio e Witkoff aggiornano sull'Iran, il Congresso li incalza
L'obiettivo dell'amministrazione è quello di negoziare un accordo definitivo che proibisca all'Iran di avere l'uranio altamente arricchito. Lo hanno assicurato al Congresso il segretario di Stato Marco Rubio e l'inviato Steve Witkoff, secondo quanto riferito da alcuni partecipanti all'incontro, il primo sull'accordo siglato fra Iran e Stati Uniti. Rubio e Witkoff sono stati incalzati in modo bipartisan. Con i deputati presenti i toni sono stati particolarmente accesi: alcuni democratici hanno sollevato timori sui conflitti di interesse di Witkoff, che ha varie attività in Medio Oriente, costringendo Rubio a difenderlo a spada tratta. La conference call si è chiusa improvvisamente dopo l'acceso botta e risposta fra la democratica Debbie Wasserman e Rubio sulle sanzioni petrolifere. Il leader dei democratici in Senato Chuck Schumer ha riferito che con l'allentamento delle sanzioni l'Iran riceverà miliardi di dollari in ricavi petroliferi mantenendo allo stesso tempo la sua leva sullo Stretto di Hormuz.