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Meloni e la "lista nera" dell'Iran, verifiche in corso da parte dell'intelligence

Politica
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Gli 007 italiani stanno cercando di capire chi c'è dietro al quotidiano di Teheran che ha minacciato la premier, ritenuta "responsabile" insieme agli altri leader occidentali dell'uccisione della Guida suprema Ali Khamenei

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La Guida suprema dell'Iran Mojtaba Khamenei ha giurato "vendetta" per la morte del padre Ali, ucciso in un attacco di Usa e Israele a inizio guerra. Il quotidiano Hamshari, legato alla municipalità di Teheran, ha pubblicato una "lista nera" con i "responsabili" dell'omicidio: oltre al presidente americano Donald Trump e al premier israeliano Benjamin Netanyahu, compaiono i leader europei, tra cui la premier Giorgia Meloni. In corso le verifiche dell'intelligence italiana per capire chi c'è dietro al quotidiano e se la "lista nera" possa essere considerata la posizione ufficiale del regime. Non si esclude la convocazione dell'ambasciatore iraniano in Italia.

La foto della premier Meloni nella "lista nera"
La foto della premier Meloni nella "lista nera" - ©Ansa

Cos'è il quotidiano "Hamshari" e che ruolo ha

Come sottolinea La RepubblicaHamshari è un quotidiano vicino all'amministrazione comunale di Teheran e la sua linea editoriale riflette gli orientamenti della giunta cittadina guidata dal sindaco Alireza Zakani, appartente all'ala più conservatrice del panorama politico iraniano. Le elezioni amministrative, inizialmente previste per il mese di marzo 2026, sono state posticipate a causa del conflitto in corso. Il giornale si rivolge principalmente al segmento più radicale dell'elettorato.

Atteggiamento prudente da Palazzo Chigi

Resta però da chiarire se ci sia qualche collegamento con il regime e se le posizioni del giornale siano effettivamente condivise dai vertici dello Stato iraniano. Si tratta di un elemento rilevante, che contribuisce a spiegare l'atteggiamento prudente adottato da Palazzo Chigi dopo la minaccia. Da tempo, infatti, i servizi di intelligence italiani mantengono un canale di dialogo con Teheran ritenuto solido e affidabile, e nessuno - evidenzia ancora La Repubblica - ha intenzione di privarsene.

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