Usa, primarie dem Senato in Michigan: vince El-Sayed. Trump: "Voto truccato"

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L'esponente dell'ala sinistra del partito si è assicurato la nomination in una gara serrata contro la deputata Haley Stevens. L'obiettivo è correre alle midterm per difendere il seggio al Senato dell’uscente Gary Peters, fondamentale per avere qualche possibilità di conquistare il controllo della camera alta

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Come riportano diversi media americani, Abdul El-Sayed ha vinto le combattutissime primarie democratiche per il Senato in Michigan, assicurandosi la nomination in una gara serrata contro la deputata Haley Stevens e consolidando la sua posizione nel Midwest per la sinistra progressista, in ascesa in queste elezioni di medio termine. L'obiettivo ora è correre alle midterm per un seggio al Senato che i democratici devono difendere se vogliono avere qualche possibilità di conquistare il controllo della camera alta. Intanto, sul voto in Michigan, arriva il commento del presidente americano Donald Trump che parla di "elezioni truccate". "La contea di Wayne, in Michigan, è una delle aree elettorali più corrotte degli Stati Uniti, se non del mondo intero. È roba da terzo mondo!", ha scritto il presidente in un post su Truth. Poi ha definito El-Sayed "uno sfigato comunista che odia gli ebrei e Israele".

El-Sayed ai dem: "In casa si discute ma fuori serve unità"

El-Sayed, dal canto suo, dopo la vittoria, ha anciato un appello all'unità ai democratici. "In casa si discute, ma fuori serve unità: sono più le cose che ci uniscono di quelle che ci dividono", ha detto.

I sostenitori dei due candidati

La sfida per sostituire il senatore dem uscente Gary Peters è stata una competizione che ha rappresentato un microcosmo del dibattito che ha diviso il partito nel corso dell'anno. L'establishment democratico si era schierato a sostegno di Stevens, candidata promossa dal leader della minoranza al Senato Chuck Schumer. Nelle ultime settimane, Peters, la governatrice dem del Michigan Gretchen Whitmer e il procuratore generale dello Stato Dana Nessel avevano tutti appoggiato Stevens. L'obiettivo era respingere l'avanzata di El-Sayed, 41enne ex direttore sanitario di Detroit e della contea di Wayne, candidato favorito dai progressisti che ha ottenuto un ampio sostegno dall'ala sinistra del partito, come i senatori Bernie Sanders ed Elizabeth Warren, oltre alla deputata Alexandria Ocasio Cortez.

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Il dibattito sui rapporti Usa-Israele

Nella campagna elettorale è stato centrale il dibattito sui rapporti tra Stati Uniti e Israele. El-Sayed ha espresso forti critiche nei confronti di Israele per la guerra contro Hamas a Gaza, chiedendo l'interruzione degli aiuti militari al Paese. Di contro, gruppi legati all'American Israel Public Affairs Committee (Aipac) hanno investito la cifra record di 30 milioni di dollari per sostenere Stevens.

L'importanza del seggio

Il seggio senatoriale del Michigan è tra quelli strategici che a novembre, al voto di metà mandato, contribuiranno a definire gli assetti a Capitol Hill: lo Stato dei Grandi Laghi è in bilico, è di colore 'purple', conteso tra il rosso repubblicano e il blu democratico, e chi lo conquisterà avrà più chance sia per la presa sul Congresso sia per le presidenziali del 2028.

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