Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran Usa, Trump: "La guerra finirà presto, in un modo o nell'altro"

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"Mediatori lavorano ad una lettera di intenti", ha detto il presidente Usa, che Washington e Teheran firmeranno per aprire 30 giorni di trattative sul nuclerae e Hormuz. Alta tensione tra il tycoon e Netanyahu che hanno avuto una conversazione "prolungata e drammatica", proprio sulla condotta da tenere. 'Netanyahu farà quello che voglio", ha assicurato il leader americano 

in evidenza

Usa e Iran verso l'intesa. 'Mediatori lavorano ad una lettera di intenti' - dice Trump- che Usa e Iran firmeranno per aprire 30 giorni di trattative sul nuclerae e Hormuz. Alta tensione tra il tycoon e Netanyahu che hanno avuto una conversazione 'prolungata e drammatica', proprio sulla condotta da tenere verso Teheran. 'Netanyahu farà quello che voglio, è una brava persona', taglia corto il presidente Usa. Borse positive, petrolio in calo.

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Global Sumud Flotilla, chi sono i 29 italiani fermati da Israele

Tra i 29 attivisti della Flotilla fermati dalle forze armate israeliane ci sono politici, giornalisti, medici, docenti, operai. Il gruppo dei partecipanti della missione per Gaza vede protagonisti tra gli altri il deputato M5S Dario Carotenuto e il giornalista Alessandro Mantovani che, come confermato dal ministro Tajani, saranno i primi a rientrare in Italia.

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Mahmoud Ahmadinejad, il futuro leader in Iran voluto da Usa e Israele

Prima dell’attacco del 28 febbraio, pare che fosse stato individuato come sostituto della Guida Suprema ma i piani non sono andati come previsto e oggi, come scrive il New York Times, sono in molti a chiedersi perché Stati Uniti e Israele abbiano scelto proprio lui, una figura politica molto controversa e discussa sia a Teheran che all’estero.

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Iran pubblica mappa per navigare nello Stretto di Hormuz

L'Autorità iraniana per la gestione dello Stretto di Hormuz ha pubblicato una mappa che indica l'area di transito per la quale è necessario coordinarsi e ottenere un permesso iraniano.Secondo le autorità, l'area monitorata si trova tra la linea che collega Jabal Mubarak in Iran e la parte meridionale di Fujairah negli Emirati Arabi Uniti. La zona di sorveglianza comprende inoltre lo spazio tra l'estremità dell'isola di Qeshm in Iran e Umm Al Quwain negli Emirati Arabi Uniti.

Ben-Gvir, dalle minacce a Rabin al caso Flotilla: ecco chi è

Il caso dell’esultanza contro gli attivisti della Global Sumud Flotilla, inginocchiati nel porto di Ashdod, è solo l’ultimo in ordine di tempo che riguarda Itamar Ben-Gvir, politico israeliano tra i più in vista del sesto governo di Benjamin Netanyahu, in carica dal 2022. Ministro della Sicurezza Nazionale, la sua carriera politica è stata in costante ascesa negli ultimi anni ma non sono mancate anche le controversie: ecco chi è.

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Media: 'Netanyahu su tutte le furie dopo la telefonata con Trump'

Benyamin Netanyahu era "su tutte le furie" dopo la telefonata con Donald Trump. Lo riporta Axios citando alcune fonti. I due leader hanno discusso del nuovo tentativo di raggiungere un accordo con l'Iran. Secondo Axios, è stata redatta una bozza rivista di un memorandum di pace nel tentativo di colmare il divario fra Stati Uniti e Iran. Il premier israeliano "è molto scettico rispetto ai negoziati e vuole riprendere la guerra per degradare ulteriormente le capacità militari dell'Iran e indebolire il regime".

Trump: 'Disposti ad aspettare qualche giorno per risposta giusta Teheran'

Donald Trump afferma che gli Stati Uniti sono disposti ad aspettare qualche giorno per "la risposta giusta" dall'Iran. Parlando con i giornalisti, il presidente ha detto che i colloqui "sono proprio sul confine, se non abbiamo le risposte giuste, le cose saranno veloci, siamo pronti ad andare". "Dobbiamo avere le risposte giuste, devono essere al 100% risposte giuste e se le abbiamo, salviamo un sacco di tempo, energia e vite", ha ripetuto. 

Flotilla, Ben-Gvir deride attivisti bendati. Mattarella: 'Incivile'

Il ministro israeliano ha diffuso sui social un video in cui deride gli attivisti mentre camminano tra centinaia di detenuti, ammanettati e bendati in ginocchio. La premier Meloni e il ministro Tajani: "È inammissibile che questi manifestanti, fra cui molti cittadini italiani, vengano sottoposti a questo trattamento lesivo della dignità della persona". Il ministro degli Esteri di Israele attacca il collega: "Spettacolo vergognoso". Lui replica: "Noi non porgiamo l'altra guancia".

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Axios, Trump a Netanyahu: "Mediatori al lavoro su lettera di intenti Iran per fine guerra"

Donald Trump ha detto al premier israeliano Benyamin Netanyahu che i mediatori stanno lavorando a una "lettera di intenti" che gli Stati Uniti e l'Iran firmeranno per mettere ufficialmente fine alla guerra e lanciare un periodo di 30 giorni di trattative sul nucleare iraniano e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Lo riporta Axios citando una fonte americana. 

Sanchez: "Chiederemo all'Ue di sanzionare Ben Gvir"

Il premier spagnolo Pedro Sanchez chiederà all'Ue di sanzionare il ministro israeliano Itamar Ben Gvir dopo il video in cui deride i membi della Flotilla, tra cui 45 spagnoli. "A settembre ho annunciato il divieto di ingresso sul territorio nazionale di questo membro del governo israeliano. Ora proporremo a Bruxelles di elevare queste sanzioni su scala europea in maniera urgente", ha annunciato Sanchez su X definendo "inaccettabili" le immagini del video diffuso dal ministro. "Non tollereremo che nessuno maltratti i nostri cittadini", ha aggiunto. 

Da Hormuz a Bab el-Mandeb, come sono cambiati gli attacchi alle navi?

Lo Stretto di Hormuz rimane l’epicentro delle tensioni tra Stati Uniti e Iran dopo che ieri una nave sudcoreana è andata in fiamme. L’amministrazione Trump afferma di avere il pieno controllo sul passaggio che definisce “aperto”. Teheran replica che nessuna nave commerciale ha attraversato il Golfo. Intanto il prezzo del petrolio continua a salire e la navigazione nell’area è sempre più precaria. Anche di questo si è parlato in una puntata di "Numeri", approfondimento di Sky TG24.

Da Hormuz a Bab el-Mandeb, come sono cambiati gli attacchi alle navi?

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Tajani: "A Hormuz sarebbe meglio una missione Onu"

"A Hormuz serve una missione internazionale. Sarebbe meglio una missione Onu, ma non escludo che possa esserci anche la Nato. Non sarebbe una missione di guerra, ma una missione post conflitto per la garantire la navigazione e lo sminamento". Lo afferma sull'Iran il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a 'Tg2 post'.

Ue: "Trattamento attivisti Flotilla inaccettabile, siano rilasciati"

"Il trattamento degli attivisti della flottiglia nel video condiviso dal Ministro Ben Gvir è completamente inaccettabile, come indicato anche dai suoi stessi colleghi di governo. Pur opponendoci alle flottiglie per i rischi che comportano, ogni persona fermata deve essere trattata con sicurezza e dignità e in conformità al diritto internazionale". Lo afferma sui social il portavoce del Servizio per l'azione esterna dell'Ue, Anouar El Anouni, chiedendo "al governo israeliano di garantire la protezione e un trattamento dignitoso a questi attivisti, tra cui diversi cittadini dell'Ue, e il rilascio rapido di tutti i detenuti". 

Trump: "La guerra in Iran finirà presto, in un modo o nell'altro"

"Credetemi, se non otteniamo le risposte giuste, siamo pronti" a colpire l'Iran: "dobbiamo avere risposte buone al 100%, senza riserve". Lo ha detto Donald Trump sottolineando che la guerra in Iran "finirà presto, in un modo o nell'altro". 

Trump: "Nessun allentamento delle sanzioni all'Iran se non firmano l'accordo"

"Non ci sarà alcun allentamento delle sanzioni petrolifere all'Iran fino a quando non firmeranno un accordo". Lo ha detto Donald Trump. 

Voli, benzina, agricoltura: i costi della guerra in Iran in 8 grafici

Mentre le speranze di una risoluzione del conflitto aumentano, ecco un riepilogo delle conseguenze dell’attacco di Usa e Israele e della risposta iraniana in vari settori: dall’energia ai fertilizzanti, dagli aerei alle materie prime alimentari.

Voli, benzina, agricoltura: i costi della guerra in Iran in 8 grafici

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Perché il ruolo degli Emirati Arabi può cambiare la guerra nel Golfo

Secondo il Wall Street Journal, gli Emirati avrebbero colpito obiettivi iraniani, segnando un possibile cambio di ruolo nel conflitto. Se confermato, l’attacco avvicinerebbe Abu Dhabi a Israele e agli USA, aumentando le tensioni con Iran e Arabia Saudita.

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Teheran: "Ricevuta proposta Usa, la stiamo esaminando"

L'Iran ha ricevuto una nuova proposta dagli Stati Uniti e la sta attualmente esaminando, mentre un ministro del Pakistan, paese mediatore, è in visita a Teheran. Lo dice il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei. "Abbiamo ricevuto i punti di vista della parte americana e li stiamo attualmente esaminando. La presenza del ministro degli Interni pakistano ha lo scopo di facilitare lo scambio di messaggi", ha dichiarato Baqaei alla televisione di stato. Bagei ha ribadito le richieste dell'Iran nei colloqui per porre fine alla guerra, tra cui il rilascio dei beni iraniani congelati all'estero e la fine del blocco statunitense sui porti iraniani. 

Trump: "Teheran vuole accordo con grande urgenza". VIDEO

Amb. Usa in Israele: "Ben Gvir spregevole, ha tradito la dignità della sua nazione"

''La flottiglia è stata una stupida bravata, ma Ben Gvir ha tradito la dignità della sua nazione. Atti spregevoli''. Lo ha scritto su X l'ambasciatore Usa in Israele, Mike Huckabee, in riferimento al video diffuso dal ministro della sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir sugli attivisti della Flotilla. 

Commissaria Ue: "Gli attivisti della Flotilla non sono criminali"

"Guardate questo video. Non si tratta di criminali condannati. Sono attivisti che cercano di portare del pane a chi ha fame. L'attivismo pacifico e la libertà di riunione sono diritti fondamentali. I civili devono essere protetti. Il diritto internazionale umanitario deve essere rispettato. Nessuno dovrebbe essere punito per aver difeso l'umanità". Lo scrive in un tweet la commissaria Ue alla gestione delle emergenze Hadja Lahbib, rilanciando il video diffuso dal  ministro per la sicurezza nazionale Ben-Gvir sugli attivisti della Flotilla trattenuti da Israele. 

Iran, perché sarà difficile rimuovere le mine dallo Stretto di Hormuz

L’Iran non sarebbe in grado di rimuovere le mine che ha disseminato lungo lo Stretto di Hormuz prima della tregua con gli Usa. È quanto riferiscono alcuni ufficiali americani, citati dal New York Times. La messa in sicurezza del corridoio marittimo è necessaria per permetterne la riapertura totale e Donald Trump ha promesso che distruggerà tutte le mine posate tra le sue acque e il suo fondale, assicurando che “non ci vorrà "molto" per "ripulire" lo Stretto. Molto dipenderà da come evolverà il conflitto e dagli eventuali progressi di un negoziato di pace al momento fallito. Anche perché – come emerge dalle stime della Defense Intelligence Agency - l'Iran possiede ancora migliaia di mine navali nel suo arsenale. 

Iran, perché sarà difficile rimuovere le mine dallo Stretto di Hormuz

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Ministro spagnolo: "Video su attivisti Flotilla prova crimini di guerra"

Il ministro dei Diritti Sociali spagnolo, Pablo Bustinduy, della coalizione di sinistra Sumar, ha condannato il trattamento riservato dalle autorità israeliane agli attivisti arrestati della Flotilla umanitaria diretta a Gaza e ha chiesto un intervento immediato dell'Unione Europea. "Il video pubblicato da Ben-Gvir, in cui si vanta di torturare centinaia di attivisti contro il genocidio, è l'ennesima prova documentata di crimini di guerra del governo israeliano", ha scritto Bustinduy sul social Bluesky, nel riferirsi al filmato diffuso dal ministro israeliano della Sicurezza nazionale, che deride gli attivisti fermati e bendati, tra cui 44 cittadini spagnoli. "Di cos'altro ha bisogno l'Ue per imporre sanzioni?" a Israele, ha chiesto l'esponente del governo Sanchez. "Come è possibile tanta impunità e tanta vergogna?", aggiunge. Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha nuovamente convocato oggi l'incaricata di Affari di Israele in Spagna, Dana Erlich, per una protesta formale, dopo quella espressa martedì. Anche la leader della forza di sinistra Podemos, Ione Belarra, ha denunciato in un post su X le immagini diffuse da Israele, defindendo "totalmente degradante e disumano" il trattamento riservato ai membri della Flotilla "sequestrati" in acque internazionali. "Cosa aspettano l'Europa e il governo" di Spagna "ad agire una buona volta?", ha domandato Belarra.

Flotilla, Crosetto: "Duri con Israele ma tenere canale aperto". VIDEO

Mattarella: "Alla Flotilla trattamento incivile, livello infimo di un ministro"

Si è trattato di un "trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che tocca un livello infimo ad opera di un ministro del governo di Israele". Con queste parole il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha commentato il video sugli attivisti della Flotilla trattenuti da Israele nel quale compare il ministro per la sicurezza nazionale Ben Gvir. 

Berlino: "Totalmente inaccettabile il comportamento di Ben-Gvir"

L'ambasciatore tedesco in Israele ha definito "totalmente inaccettabile" il trattamento riservato dal ministro di estrema destra per la Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir agli attivisti detenuti su una flottiglia diretta a Gaza intercettata. "È positivo sentire molte voci israeliane, incluso il ministro degli Esteri, denunciare con chiarezza il trattamento riservato dal ministro Ben Gvir ai detenuti per quello che è: totalmente inaccettabile e incompatibile con i valori fondamentali dei nostri Paesi", ha scritto Steffen Seibert su X.

Trump: "Siamo nelle fasi finali dei negoziati con l'Iran, vedremo"

"Siamo nelle fasi finali dei negoziati con l'Iran. Vedremo cosa accadrà". Lo ha detto Donald Trump, sottolineando che o si raggiungerà un accordo oppure "dovremo intraprendere azioni un po' spiacevoli. Speriamo, tuttavia, che ciò non accada". L'Iran vuole un accordo disperatamente, ha ribadito Trump lasciando la porta aperta a qualsiasi scenario. "Potremmo dover colpire l'Iran più duramente. Forse no", ha detto insistendo sul fatto che l'Iran non può avere l'arma nucleare. "Se lo consentiamo farà esplodere l'intero Medio Oriente e Israele. Non accadrà", ha aggiunto. 

Trump

©IPA/Fotogramma

Tajani: "Flotilla? Rassicurazioni sul rapido rientro di tutti gli italiani coinvolti"

"Dovrebbero partire stasera il deputato Carotenuto e il giornalista Mantovani. Dalle rassicurazioni che ho, dovranno rientrare quanto prima anche tutti gli altri italiani coinvolti''. Lo ha detto ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, parlando alla Camera con i cronisti degli ultimi sviluppi sul caso della Flotilla.

Trump: "L'Iran ora ci rispetta. Lo finiamo o firmeranno? Vedremo"

"L'Iran ora ci rispetta. Lo finiamo o firmeranno? Vedremo cosa succede". Lo ha detto Donald Trump ai cadetti della Coast Guard Academy.

Tajani: "Ambasciatore di Israele convocato alle 18.30 alla Farnesina"

''Abbiamo convocato l'ambasciatore'' di Israele "alle 18.30 alla Farnesina'' per ''esprimere indignazione del governo e chiedere chiarimenti". Lo ha annunciato il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, alla Camera, commentando il fermo da parte della Forze armate israeliane degli attivisti della Globall Sumud Flotilla. 

Tajani sul caso Flotilla: "Superata la linea rossa, vedremo quali decisioni adottare"

Dopo il video del ministro israeliano Ben-Gvir con gli attivisti della Flotilla, "per quanto ci riguarda è stata superata la linea rossa": l'ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani a margine del bilaterale con il vicepremier della Repubblica ceca in corso a Montecitorio Dopo aver ricordato che ha convocato l'ambasciatore israeliano oggi alle 18.30, Tajani ha aggiunto: "Adesso vedremo quale iniziative adottare per dare una risposta, facciamo concludere la vicenda e poi vedremo con il governo quali decisioni adottare. Quello che è accaduto è inaccettabile, ci sono diverse opzioni, studieremo quella più proporzionata ed efficace". 

Media, nuovi negoziati a Islamabad dopo l'Hajj

Un nuovo round di negoziati tra Iran e Stati Uniti potrebbe tenersi a Islamabad dopo l'Hajj, il periodo di pellegrinaggio dei musulmani alla Mecca. Lo hanno riferito fonti informate al Arabyia. Il pellegrinaggio inizierà lunedì prossimo, il 25 maggio, e finirà sabato 30 maggio.

Ben Gvir deride attivisti Flotilla bendati e ammanettati. VIDEO

La Turchia dopo il video di Ben Gvir: "Mentalità violenta del governo Netanyahu"

La Turchia di Recep Tayyip Erdogan contro il governo di Benjamin Netanyahu. Dopo il video condiviso dal ministro israeliano della Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, una nota del ministero degli Esteri di Ankara afferma che Ben-Gvir "ha dimostrato apertamente ancora una volta al mondo la mentalità violenta e barbarica del governo Netanyahu".

Media arabi: "In fase di finalizzazione testo di un accordo Usa-Iran"

Secondo quanto riportato da Iran International, che riprende l'emittente televisiva araba Al Arabiya, sono in corso i lavori per limare il testo di un accordo tra Washington e Teheran per porre fine alla guerra in Medio Oriente. L'annuncio del completamento potrebbe arrivare "entro poche ore". Secondo quanto riferito da Al Arabiya, inoltre, il capo dell'esercito pachistano, Asim Munir, potrebbe recarsi in Iran domani per annunciare la versione definitiva del documento.

Trump: "Non ho fretta di porre fine alla guerra, importanti sono gli obiettivi"

Donald Trump "non ha fretta" di mettere fine alla guerra contro l'Iran. A dichiararlo ai giornalisti è stato lo stesso presidente americano sottolineando che raggiungere gli obiettivi prefissati è più importante che stabilire una data per la conclusione del conflitto. 

"Dovremmo aprire lo Stretto (di Hormuz), che si aprirebbe immediatamente. Quindi daremo a questa cosa un'unica possibilità", ha affermato, facendo notare che è meglio "vedere uccise poche persone anziché molte". Per poi aggiungere: "Potremmo farlo in entrambi i modi".

Riad: "Teheran colga gli sforzi per i negoziati ed eviti nuova escalation"

"L'Arabia Saudita auspica che l'Iran colga l'opportunità per evitare le pericolose conseguenze di un'escalation e risponda con urgenza agli sforzi per far progredire negoziati che portino a una pace duratura nella regione e nel mondo". Lo scrive su X  il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan, riguardo lo stallo nelle trattative fra gli Stati Uniti e la Repubblica Islamica. Il titolare degli Esteri di Riad ha inoltre espresso apprezzamento "per la decisione del presidente Usa Donald Trump di dare alla diplomazia la possibilità di raggiungere un accordo per porre fine alla guerra e ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz". 

Il capo dell'esercito di Israele: "In stato di massima allerta, pronti a ogni sviluppo"

Israele è in stato di massima allerta, mentre tra Stati Uniti e Iran continua lo scambio di minacce sulla ripresa della guerra. "In questo momento, le Idf sono al massimo livello di allerta e preparate per qualsiasi sviluppo", ha detto il capo di Stato maggiore dell'Esercito israeliano, il colonnello Eyal Zamir, incontrando i comandanti di divisione, secondo quanto riferito in una nota. Le sue parole arrivano dopo che i Psdaran hanno minacciato di portare la guerra oltre la regione nel caso di una ripresa degli attacchi di Stati Uniti e Israele. 

Riad: "Bravo Trump a dare una possibilità alla diplomazia"

Plauso alla decisione di Donald Trump di "dare una possibilità alla diplomazia" arriva dal ministro degli Esteri saudita, Faisal bin Farhan bin Abdullah, dopo le parole del presidente degli Stati Uniti che nei giorni scorsi ha detto di aver sospeso la decisione su eventuali nuovi attacchi all'Iran. Su X il ministro ha scritto che la monarchia del Golfo "apprezza molto la decisione del presidente americano di dare una possibilità alla diplomazia per arrivare a un accordo accettabile che ponga fine alla guerra, ripristini la sicurezza e la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz allo stato precedente il 28 febbraio 2026 e affronti tutti i punti oggetto di contesa" in nome di "sicurezza e stabilità nella regione". Riad conferma il sostegno al lavoro di mediazione del Pakistan tra Iran e Usa e sollecita Teheran a cogliere "l'occasione di evitare le implicazioni pericolose di un'escalation".

Fonti, questa sera attivisti Flotilla trasferiti alla prigione di Ktziot

Gli attivisti della Flotilla saranno trasferiti questa sera alla prigione di Ktziot nel deserto del Negev. Lì domattina inizieranno le visite dei rappresentanti consolari dei vari Paesi di provenienza, che saranno consentite fino alle 15 per via della festività di Shavuot che cade domani sera. Lo apprende l'ANSA da fonti diplomatiche. Le autorità intendono espellere nell'immediato chiunque accetti l'espulsione volontaria, mentre per chi non firma verrà applicata la procedura di espulsione coatta nel giro di 24 ore. A marzo Israele ha fatto una legge per ridurre da 3 giorni a 24 ore il lasso di tempo necessario per la procedura. 

La Francia convoca l'ambasciatore israeliano dopo il video di Ben Gvir

Il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, ha condannato oggi come "inaccettabili" le immagini del video pubblicato dal ministro israeliano Ben Gvir, in cui si mostrano militanti della Flotilla in ginocchio e con le mani legate. Barrot ha detto di aver chiesto la convocazione dell'ambasciatore di Israele in Francia. 

Teheran: "Rafforziamo i preparativi per una risposta energica a eventuali attacchi"

"Dobbiamo rafforzare i nostri preparativi per una risposta efficace ed energica a qualsiasi potenziale attacco". Lo afferma in una nota audio pubblicata sul proprio sito web lo speaker del Parlamento e capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, commentando l'ipotesi di nuovi possibili raid di Usa e Israele su Teheran. "L'Iran non cederà mai alle intimidazioni, in nessuna circostanza", ha assicurato Ghalibaf. 

Ghalibaf: "Gli Usa vogliono iniziare una nuova guerra"

Gli Stati Uniti stanno cercando di riprendere la guerra e sperano ancora nella resa dell'Iran. A dichiararlo è stato il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, secondo cui "le mosse del nemico, sia palesi che clandestine, dimostrano che, nonostante le pressioni economiche e politiche, non ha abbandonato i suoi obiettivi militari e sta cercando di iniziare una nuova guerra". Nel messaggio audio diffuso dai media iraniani Ghalibaf afferma poi che "l'attento monitoraggio della situazione negli Stati Uniti rafforza la possibilità che sperino ancora nella resa della nazione iraniana".

Trump: "Netanyahu farà quello che voglio, è una brava persona"

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu "farà quello che voglio. E' una brava persona e non è trattato bene in Israele". Lo ha detto Donald Trump. "È un primo ministro di guerra, e non credo che lo tratterebbero bene", ha aggiunto Trump, probabilmente riferendosi al processo per corruzione in corso contro Netanyahu. Poi il presidente ha anche scherzato sulla possibilità di candidarsi a primo ministro in Israele: "In questo momento sono al 99% in Israele. Potrei candidarmi a premier. Quindi forse, dopo aver fatto questo, andrò in Israele e mi candiderò a primo ministro. Ho avuto un sondaggio questa mattina".

Netanyahu - Trump

©Ansa

Netanyahu: "Israele ha diritto a fermare la Flotilla ma Ben Gvir ha sbagliato"

''Israele ha tutto il diritto di impedire alle flottiglie provocatorie di sostenitori del terrorismo di Hamas di entrare nelle nostre acque territoriali e raggiungere Gaza. Tuttavia, il modo in cui il Ministro Ben Gvir ha trattato gli attivisti della flottiglia non è in linea con i valori e le norme di Israele. Ho dato istruzioni alle autorità competenti di espellere i provocatori il prima possibile''. Lo afferma il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un comunicato. 

Media: "Teheran rafforza ulteriormente il controllo su Hormuz"

L'Iran ha consolidato il controllo sullo Stretto di Hormuz attraverso posti di blocco militari, controlli sulle navi, accordi diplomatici e, in alcuni casi, tariffe di sicurezza per il passaggio sicuro: lo scrive Reuters sul sito. I pasdaran svolgono un ruolo centrale nel nuovo sistema di transito a più livelli che dà la precedenza alle navi legate ad alleati come Cina e Russia, mentre per altre imbarcazioni potrebbero richiedere accordi intergovernativi o pagamenti che, secondo le fonti, sono superiori a 150.000 dollari. 

Crosetto a Ben Gvir: "Noi gli israeliani non li arrestiamo in mare"

"Noi ci vantiamo di altro, ministro. Ci vantiamo di aver sempre trattato con rispetto i suoi connazionali e non abbiamo l'abitudine di arrestare le persone in acque internazionali ma semmai di soccorrerle se ne hanno bisogno. Non penso che con atteggiamenti di questo tipo non si faccia il bene di Israele". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto riferendosi alle immagini del ministro israeliano Ben Gvir che ha poi chiesto a Netanyahu la consegna degli attivisti della Flotilla per metterli nelle carceri dei terroristi. 

Wsj: "Teheran sempre più vicina alla soglia nucleare dopo anni di escalation"

L'Iran ha raggiunto una fase di forte avanzamento del proprio programma nucleare dopo anni di tensioni, negoziati falliti e ripetute escalation sotto tre diverse amministrazioni statunitensi. È quanto emerge da un'analisi del Wall Street Journal, che ricostruisce come Teheran sia arrivata a un accumulo massiccio di uranio altamente arricchito e a una capacità tecnica sempre più vicina a quella necessaria per avvicinarsi rapidamente alla soglia nucleare.

Secondo il quotidiano, il punto di svolta arriva nel 2018, quando Donald Trump ritira gli Usa dall'accordo sul nucleare iraniano (Jcpoa) firmato tre anni prima e reintroduce le sanzioni. Da quel momento, l'Iran inizia a superare progressivamente i limiti dell'intesa: prima le violazioni degli stock, poi l'aumento dei livelli di arricchimento e il ricorso a centrifughe avanzate.

Il programma accelera ulteriormente durante la transizione tra le amministrazioni Trump e Biden e prosegue sotto la presidenza Biden, mentre i tentativi di rilanciare l'accordo o negoziare un'intesa più ampia falliscono nel 2022.

Teheran: "26 navi hanno attraversato Hormuz nelle ultime 24 ore"

"Nelle ultime 24 ore, 26 navi, tra cui petroliere, portacontainer e altre navi mercantili, hanno attraversato lo Stretto di Hormuz in coordinamento con e sotto la protezione della Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie". Lo rende noto la stessa Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane.

Hormuz

©Ansa

Hamas dopo video Ben Gvir: "Depravazione morale"

"Noi, nel movimento di Hamas, affermiamo che le scene di tortura e umiliazione orchestrate dal ministro criminale, fascista, sionista (Itamar) Ben-Gvir, durante l'arresto di attivisti della Global Sumud Flotilla, sono espressione della depravazione morale e del sadismo che governano la mentalità dei leader dell'entità nemica criminale". E' quanto afferma Hamas in un comunicato dopo il filmato condiviso dal ministro per la Sicurezza nazionale israeliano.

Global Flotilla: "Attivisti esposti come trofei, vergognoso e riprovevole"

"Quello riservato da Israele agli attivisti della Global Sumud Flotilla sequestrati in acque internazionali" è stato un "trattamento vergognoso e riprovevole". Lo ha scrive la Global Sumud Flotilla in un comunicato , dove si parla di "uomini e donne costretti inginocchiati a terra, legati, umiliati ed esposti come trofei durante la visita del ministro della Sicurezza Itamar Ben-Gvir al porto di Ashdod". 

Flotilla, legali di Adalah stanno fornendo assistenza agli attivisti

Gli avvocati di Adalah, insieme a un team di volontari dedicati, sono entrati nelle strutture portuali nelle ultime ore, stanno fornendo assistenza legale agli attivisti e continueranno a chiedere il loro rilascio immediato e incondizionato. Lo comunica la Global Sumud Flotilla in una nota. 

Iran, tv: "Nuova telefonata Trump-Netanyahu lunga e drammatica"

C'è stato nelle scorse ore un "lungo e drammatico" colloquio telefonico tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu. Lo ha riportato Channel 12, dopo la telefonata di domenica scorsa tra il presidente degli Stati Uniti e il premier israeliano. Nessun dettaglio dall'emittente israeliana sui contenuti del colloquio, ma solo l'osservazione che il tycoon e il primo ministro israeliano sono "sull'orlo di una decisione" sull'Iran. Sinora nessun commento, né conferme né smentite, da parte israeliana o americana alle notizie dell'emittente.

Flotilla, Ben Gvir deride attivisti bendati. Meloni: 'Inaccettabile'

Il ministro israeliano ha diffuso sui social un video in cui deride gli  attivisti mentre camminano tra centinaia di detenuti, ammanettati e  bendati in ginocchio. La premier e il ministro Tajani: “È inammissibile  che questi manifestanti, fra cui molti cittadini italiani, vengano  sottoposti a questo trattamento lesivo della dignità della persona”. Il  ministro degli Esteri di Israele attacca il collega: "Spettacolo  vergognoso". Lui replica: "Noi non porgiamo l'altra guancia".

Flotilla, Ben Gvir deride attivisti bendati. Meloni: 'Inaccettabile'

Flotilla, Ben Gvir deride attivisti bendati. Meloni: 'Inaccettabile'

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Flotilla, opposizioni: dopo Ben-Gvir mozione su Cpi al Senato

"Guardare il video in cui il ministro israeliano Ben Gvir deride gli attivisti della Flotilla fa semplicemente rabbrividire. Siamo di fronte a una spietatezza che ha del non umano. Di fronte a questa vergogna non e' poi possibile fare finta di nulla. Ben Gvir e' un criminale condannato dalla Corte Penale Internazionale (Cpi) e il nostro governo deve subito prendere le distanze da questa persona. Per questo chiediamo che, al piu' presto, in Senato possa essere discussa la mozione delle opposizioni che chiede cio' che il diritto internazionale gia' impone: che i responsabili rispondano davanti alla giustizia. Benjamin Netanyahu, Itamar Ben-Gvir e Israel Katz devono essere sottoposti al giudizio della Corte Penale Internazionale". A chiederlo, in un comunicato congiunto sono i tre capigruppo al Senato dei partiti di opposizione: Francesco Boccia (Pd), Luca Pirondini (M5s) e Peppe De Cristofaro (Avs) che aggiungono: "Non ci sono piu' alibi. Il Parlamento italiano deve assumersi la responsabilita' di discutere e votare su Gaza, sulla Flotilla e sulle responsabilita' del governo Netanyahu". "L'Italia, con tutto il Parlamento, deve dire con chiarezza che il sequestro di civili disarmati in acque internazionali e' una violazione gravissima del diritto internazionale e che chi porta aiuti umanitari non puo' essere trattato come un criminale. I criminali non sono gli attivisti della Flotilla. I criminali sono coloro che hanno devastato Gaza, affamato una popolazione civile, calpestato il diritto internazionale e trasformato l'impunita' in sistema politico. Netanyahu e i suoi ministri devono sapere che il tempo dell'impunita' e' finito", concludono i tre senatori dell'opposizione.

Flotilla, Picierno: "Italia dichiari Ben-Gvir persona non grata"

"Le immagini dei membri della Freedom Flotilla trattenuti e umiliati dalle autorita' israeliane sono inaccettabili. Tra loro vi sono anche cittadini europei e italiani, trattati con modalita' incompatibili con il rispetto della dignita' della persona e dello Stato di diritto". Lo scrive su X la vicepresidente del Parlamento Europeo ed esponente del Pd, Pina Picierno. In particolare, "Itamar Ben Gvir, col suo operato e la sua apologia della violenza, - si legge nel post - e' il simbolo di un progressivo deterioramento dello stato di diritto in Israele: attacchi ai contrappesi democratici, radicalizzazione delle istituzioni, uso della violenza come strumento politico. Oltre alla convocazione urgente dell'Ambasciatore israeliano, il Governo italiano dichiari, come gia' fatto da altri Paesi Ue, Ben-Gvir persona non grata nel nostro Paese e seguano le doverose sanzioni".

Ben Gvir replica a ministro Esteri Israele: "Noi non porgiamo l'altra guancia"

"Ci sono ancora persone nel governo che non hanno capito come comportarsi con i sostenitori del terrorismo. Ci si aspetta che il ministro degli Esteri israeliano comprenda che Israele ha smesso di essere un bambino che prende schiaffi. Chiunque venga sul nostro territorio per sostenere il terrorismo e identificarsi con Hamas prenderà una sberla e non porgeremo l'altra guancia". Così il ministro falco dell'ultradestra Ben Gvir risponde su X al ministro degli esteri israeliano Sa'ar che ha sconfessato il suo video sostenendo che non è "il volto di Israele". 

Turchia a Israele: "Rilasciare subito gli attivisti della Flotilla arrestati"

"Israele deve rilasciare immediatamente i partecipanti detenuti". Lo ha affermato il portavoce del ministero della Difesa di Ankara, Zeki Akturk, parlando degli attivisti della Global Sumud Flotilla arrestati, tra cui 74 turchi, dopo l'intervento dell'Esercito israeliano sul convoglio di imbarcazioni dirette verso Gaza e partite dalla Turchia la scorsa settimana. "La Global Sumud Flotilla che voleva dimostrare solidarietà al popolo palestinese portando aiuti a Gaza ha subito l'intervento delle forze di Israele in acque internazionali che si è dimostrato un altro atto di pirateria", ha aggiunto il funzionario. Il convoglio della Flotilla intercettato era salpato la scorsa settimana da Marmaris, località costiera della Turchia sud occidentale, ed era formato da oltre 50 imbarcazione con 428 attivisti provenienti da 44 Paesi.

Flotilla, Schlein: "Agire contro governo criminale Netanyahu"

"Le immagini degli attivisti della Global Sumud Flotilla sequestrati, ammanettati, inginocchiati e derisi dal ricercato dalla corte penale internazionale Ben Gvir sono agghiaccianti, questi sono crimini contro la dignita' umana. Non solo il governo criminale di Netanyahu compie ripetuti atti di pirateria in acque internazionali e vicino alle coste europee, ma detiene anche attivisti e nostri concittadini in condizioni violente e disumane". Lo ha dichiarato la segretaria del Pd Elly Schlein. "Il governo italiano e l'Unione europea facciano ogni sforzo per la loro immediata liberazione e per assicurare lo sblocco di tutti gli aiuti umanitari indispensabili ai palestinesi. Servono sanzioni per il governo di Netanyahu e i suoi ministri estremisti, che continuano a violare il diritto internazionale e coprire le violenze dei coloni in Cisgiordania. Serve dare un segnale chiaro e irrimandabile, il governo italiano tolga il veto alla sospensione dell'accordo UE-Israele, per manifesta violazione dei piu' basilari diritti umani", aggiunge Schlein.

Card. Zuppi: "La Chiesa non è neutrale, costruisce la pace"

"Nella  costruzione di ponti di dialogo e di confronto, di pace e non di  guerra, la Chiesa sa dove stare, non è neutrale". Lo ha detto il  cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana e  arcivescovo di Bologna, dialogando con gli studenti di Palermo, nella  prima giornata della seconda edizione di  Storie, umanità e dialoghi  (Sud) promossa dall'università.     Il presidente della Cei ha citato le parole di un suo predecessore,  il cardinale di Bologna Giacomo Lercaro, per spiegare il dialogo  continuo della Chiesa in tutte le sue espressioni con l'università, la  scuola, l'associazionismo, la politica e la società sottolineando che  "non un comodo posizionamento dove consumare ottimismo, ma un ruolo da  coltivatori di impegno e speranza". All'incontro hanno partecipato  l'arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, il sindaco Roberto Lagalla e  il rettore Massimo Midiri. A cucire gli interventi e dialogare con il  Cardinale Matteo Zuppi è stata Valentina Favarò, direttrice del  dipartimento Culture e Società.              Al Cardinale Matteo Zuppi è stato chiesto se il dialogo è  un antidoto alla disgregazione sociale delle grandi città come Palermo,  dove le periferie sono sempre più lontane dal centro che, a sua volta,  testimonia la presenza di numerose "periferie esistenziali". "La  disgregazione - ha osservato il presidente della Cei - viene dalla  mancanza di dialogo, dall'indifferenza, dalle logiche parallele che non  affrontano i problemi o lasciano a ciascuno il proprio problema, ma  tutti i problemi si risolvono soltanto con l'arte più umana che è quella  del dialogo, del pensarsi insieme, del comunicare, dell'elaborare  qualcosa che ci unisce. E' vero - ha aggiunto il cardinale Zuppi - le  nostre città e anche il mondo appaiono disgregati a causa del tanto  individualismo e della mancanza di dialogo. Però attenzione, il dialogo  non è di chi grida più forte, atteggiamento che la cronaca propone  quotidianamente: in genere chi ha poche idee le strilla, ma quello è un  monologo. E il monologo, purtroppo - ha concluso il presidente della Cei  - corrisponde a questa stagione della forza e della minaccia in cui  conta quello che dico io e l'ascolto viene considerato una minaccia  perché si teme che arrivi qualcuno che parlerà più forte di me".

Flotilla, Ben-Gvir a Sa'ar: "Non daremo guancia a terroristi"

"C'e' chi nel governo ancora non ha capito come ci si deve comportare con i sostenitori del terrorismo. Ci si aspetta dal ministro degli Esteri di Israele che capisca che Israele ha smesso di essere un bambino da prendere a schiaffi. Chi arriva nel nostro territorio per sostenere il terrorismo e identificarsi con Hamas prendera' una sberla e non gli daremo l'altra guancia". Cosi' il ministro per la Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir ha risposto al collega degli Esteri, Gideon Sa'ar, che lo aveva criticato per il suo comportamento con gli attivisti della Global Sumud Flotilla detenuti ad Ashdod.

Flotilla, ad Ancona sciopero studenti per professore arrestato

Gli studenti del liceo classico "Rinaldini" di Ancona hanno scioperato questa mattina, chiedendo la liberazione del loro professore di filosofia Vittorio Sergi, fermato dalla Marina militare israeliana in acque internazionali mentre era a bordo di una delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla dirette a Gaza. "Abbiamo sentito il prof fino a poche ore prima dell'arresto - ha spiegato Teodoro Palpacelli, presidente del comitato studentesco del 'Rinaldini' -. Lui e' un esempio per tutti noi, ci ha insegnato il valore della partecipazione". Un corteo e' partito dal liceo per arrivare alla Cittadella, dove gli studenti hanno tenuto un'assemblea ed esposto striscioni e bandiere della Palestina. Alla manifestazione hanno aderito i colleghi del professor Sergi, che hanno contribuito alla raccolta di firme per chiedere la sua liberazione. Sono tre gli attivisti marchigiani sequestrati dai militari israeliani: insieme a Sergi c'era il regista Marco Montenovi, entrambi a bordo della Cactus-Tabarrya, mentre Maurizio Menghini di Senigallia si trovava sull'Abodes.

Iran, Emirati: "Iraq impedisca attacchi dal suo territorio"

Abu Dhabi ha chiesto a Baghdad di impedire "immediatamente" ulteriori attacchi dal suo territorio, dopo che nei giorni scorsi una centrale nucleare emiratina e' stata colpita da un drone che secondo Abu Dhabi e' stato lanciato proprio dall'Iraq. Il ministero degli Esteri emiratino, in una dichiarazione, ha esortato "l'Iraq a impedire urgentemente e senza condizioni tutti gli atti ostili provenienti dal suo territorio", affermando la "necessita' di affrontare tali minacce con prontezza, immediatezza e responsabilita'".

Flotilla, Fratoianni: "Mercoledi 27 maggio a Roma evento di European Left Alliance"

"Mercoledì 27 maggio a Roma, alla Città dell'Altra Economia dalle ore 18 in poi, 'Justice For Palestine' una vera e propria maratona di musica e di parole, di video, con testimonianze dirette dalla Cisgiordania, contributi di intellettuali, artisti, giornalisti, esponenti sindacali e politici europei e del nostro Paese per continuare a tenere le luci accese sulla tragedia del popolo palestinese, sugli abusi e sui crimini continui del governo Netanyahu. Quello che sta accadendo in queste ore con i 430 attivisti della Flotilla sequestrati dall'Idf ci conferma l'urgenza e la necessità di atti concreti in Italia e in Europa per fermare Israele". Lo scrive Nicola Fratoianni nella sua newsletter a militanti e simpatizzanti annunciando l'evento della prossima settimana.    "Da metà gennaio ad oggi, in pochi mesi, in Europa finora un milione e 200mila persone hanno sottoscritto l'appello per bloccare l'accordo tra Ue e Israele: di  queste firme 270mila sono italiane. Per questo a Roma Mercoledi 27 maggio si terrà l'evento 'Justice For Palestine'", aggiunge.    "L'iniziativa dei cittadini europei Giustizia per la Palestina - prosegue il leader rossoverde - è promossa dall'Alleanza della Sinistra Europea per i Popoli e il Pianeta (ELA) - European Left Alliance, un partito politico europeo che unisce i partiti della sinistra verde e femminista impegnati nella difesa del diritto internazionale, delle istituzioni democratiche e dei diritti umani. E di cui per l'Italia fa parte Sinistra Italiana".

Flotilla, Sa'ar contro Ben-Gvir: "Spettacolo vergognoso"

Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ha duramente attaccato il collega per la Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir dopo le dure critiche internazionali suscitate dal video che mostra il leader di estrema destra deridere pesantemente gli attivisti della Global Sumud Flotilla detenuti ad Ashdod. "Hai causato deliberatamente un danno allo Stato in questo spettacolo vergognoso, e non e' la prima volta. Hai gettato alle ortiche sforzi enormi, professionali e di successo compiuti da molti, molti altri, dai soldati delle forze armate fino ai dipendenti del ministero degli Esteri e molti altri validi", ha scritto il capo della diplomazia su X. "No, tu non sei il volto di Israele", ha aggiunto.

Ministra Israele: "Attivisti Flotilla drogati e bevuti, sostenitori terrorismo"

Anche la ministra dei Trasporti Miri Regev ha pubblicato dei video dal porto di Ashdod, dove sono detenuti gli attivisti della Flotilla. ''Vi assicuro che non hanno portato nessun aiuto umanitario'' ha dichiarato Regev. ''Questi arrivano drogati e bevuti, sono sostenitori del terrorismo che tentano di violare la sovranità dello Stato d'Israele. Il loro posto è in carcere, da cui ora gli espelliamo e restituiamo ai paesi di origine'', afferma.

Flotilla, Fontana: "In costante contatto con Tajani"

"Il presidente Fontana è stato costantemente in contatto con il Ministro degli Esteri Antonio Tajani per avere notizie sulla situazione, in particolare, del collega Dario Carotenuto. La Presidenza può confermare che il deputato Carotenuto è sulla strada del ritorno in Italia che dovrebbe avvenire già nella giornata odierna".         Lo dice il presidente della Camera Lorenzo Fontana parlando del caso Flotilla.

Almodovar: "Trump, Netanyahu e Putin sono mostri"

"Gli europei devono diventare uno 'scudo' contro i 'mostri' che sono Donald Trump degli Stati Uniti, Benjamin Netanyahu di Israele e Vladimir Putin della Russia". Lo ha detto Pedro Almodóvar al Festival di Cannes.    "Come europei, siamo obbligati a diventare una sorta di scudo contro mostri come Trump, Netanyahu o il russo. Siamo obbligati a farlo perché qui rispettiamo il diritto internazionale", ha detto ancora il regista spagnolo che ha presentato in concorso 'Amarga Navidad' (Natale amaro) in corsa a Cannes e in sala da domani con la Warner.

Papa: domani riceve vescovi Ue, focus su ruolo Europa per la pace

I membri della Presidenza della Commissione delle Conferenze Episcopali dell'Unione Europea (Comece) saranno ricevuti in udienza privata da Papa Leone domani, 21 maggio, alle ore 10. Questa udienza con il Pontefice segnera' il secondo incontro con la presidenza della Comece. L'incontro, si legge in una nota, "offrira' l'opportunita' di riflettere con il Santo Padre sullo stato attuale del processo di integrazione europea e di discutere il ruolo dell'Unione Europea nel promuovere la pace e lo sviluppo umano integrale in un mondo incerto e in rapida evoluzione". Durante l'udienza, la Presidenza della Comece intende affrontare una serie di politiche e questioni piu' ampie rilevanti per la Chiesa e attualmente in cima all'agenda dell'Ue. La Presidenza della Comece presentera' inoltre al Pontefice la proposta di organizzare una nuova edizione di "Ripensare l'Europa" nell'autunno del 2027, esattamente dieci anni dopo la prima edizione, che ha riunito in Vaticano circa 300 partecipanti, tra cui rappresentanti politici dell'Unione Europea e dei suoi Stati membri, accademici e rappresentanti delle Chiese. L'evento si proponeva di riflettere sulle sfide che l'Unione Europea si trova ad affrontare e di esplorare le modalita' per rafforzare e rinnovare il progetto europeo.

Libano, Idf: "Colpito sito di produzione armi Hezbollah in ex clinica vicino a moschea"

Le Forze di Difesa Israeliane hanno reso noto di aver colpito lunedì un  sito di produzione di armi di Hezbollah nella zona di Tiro, nel sud del  Libano, allestito all'interno di un edificio precedentemente utilizzato  come clinica, a pochi metri da una moschea. L'esercito aggiunge che, in  seguito all'attacco, sono state udite esplosioni secondarie, a indicare  la presenza di armi all'interno dell'edificio.

Flotilla, Tajani: "Convocheremo ambasciatore Israele"

"Quanto emerge dal video del ministro Ben Gvir e' assolutamente inaccettabile e contro ogni elementare tutela della dignita' umana. D'intesa con il Presidente del Consiglio ho fatto convocare immediatamente alla Farnesina l'Ambasciatore d'Israele in Italia". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, alla luce delle immagini che vedono il ministro per la Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir deridere pesantemente gli attivisti della Gloabl Sumud Flotilla detenuti al porto di Ashdod.

G7, Casa Bianca: Trump andrà al vertice in Francia dal 15 al 17 giugno

Donald Trump andrà al vertice del G7 a Evian, in Francia, in programma  dal 15 al 17 giugno. Lo ha detto all'Afp una fonte della Casa Bianca,  confermando la presenza del presidente americano all'incontro dei leader  ospitato da Emmanuel Macron dopo le indiscrezioni secondo cui avrebbe  potuto saltare il summit o collegarsi in video. La presidenza francese,  tra l'altro, aveva rinviato il vertice di un giorno, per non farlo  coincidere con l'80mo compleanno di Trump - il 14 giugno - in occasione  del quale è stata organizzata un'esibizione di arti marziali. Secondo  quanto scritto da Axios, il presidente vuole discutere con i colleghi  del G7 di intelligenza artificiale, commercio, lotta al criine, tra gli  altri argomenti.  Non è al momento invece confermata la presenza di Trump al vertice della Nato il 7 e 8 luglio ad Ankara.

Ben Gvir a Netanyahu: "Affidami gli attivisti, li mettiamo in cella con i terroristi"

"Sono arrivati con grande orgoglio, grandi eroi, e guardate come sono  ora: niente eroi o altro, sono sostenitori del terrorismo. Chiedo a  Netanyahu di consegnarmeli a lungo, li mettiamo nelle carceri dei  terroristi". Lo ha detto il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar  Ben-Gvir in un altro video diffuso durante la visita al porto di Ashdod,  in cui deride gli attivisti della Flotilla che compaiono nel filmato  bendati e ammanettati in ginocchio con il volto a terra.In un altro  video pubblicato sempre da Ben Gvir, agli attivisti viene fatto  ascoltare con gli altoparlanti l'inno israeliano 'Hatikva'.

Gli Emirati esortano l'Iraq a impedire "immediatamente" nuovi attacchi

Gli Emirati Arabi Uniti hanno esortato l'Iraq a impedire "immediatamente" nuovi raid lanciati dal suo territorio, dopo che un attacco con drone, identificato dall'emirato del Golfo come proveniente da Bagdad, ha causato un incendio nei pressi della centrale nucleare di Barakah.     In un comunicato, il ministero degli Esteri emiratino ha invitato "l'Iraq a prevenire con urgenza qualsiasi atto ostile proveniente dal suo territorio e a gestire tali minacce rapidamente, immediatamente e in modo responsabile".

Italia-India, Modi: "In contatto costante su crisi internazionali"

L'India continua a rimanere in contatto con l'Italia "per le tensioni in Ucraina e Asia occidentale e altre regioni. La posizione dell'India e' chiara: le questioni si risolvono attraverso il dialogo e la diplomazia". Lo ha detto il premier indiano, Narendra Modi, nelle dichiarazioni congiunte alla stampa dopo i colloqui con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a Roma.

Flotilla, M5s-Avs-Pd: "Ora sanzioni a Israele e stop accordi"

"Noi vorremmo vedere un paese e un continente che alzano la testa, che  sanzionano Israele e interrompono ogni accordo commerciale con il  governo più criminale che oggi c'è al mondo". Lo ha detto il capogruppo  del M5s Riccardo Ricciardi nell'Aula della Camera chiedendo un  informativa del governo sulla Flotilla. "Chiediamo a Meloni perché non  vuole sanzionare il governo criminale di Netanyahu", gli ha fatto eco  Angelo Bonelli di Avs. Arturo Scotto del Pd dopo aver denunciato il  video di Ashdod ha chiesto anche di "sospendere l'accordo Ue-Israele".  Sul video è intervenuto anche Riccardo Magi di +Europa chiedendo  "risposte" al governo.

Flotilla, Italia pretende scuse e convoca ambasciatore Israele

"L'Italia pretende le scuse per il trattamento riservato a questi manifestanti e per il totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del governo italiano. Per questi motivi, il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale convochera' immediatamente l'ambasciatore israeliano per chiedere chiarimenti formali su quanto accaduto". E' quanto si legge in una dichiarazione congiunta del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e del ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani.

Meloni-Tajani: "Inaccettabile Ben Gvir.Liberare subito italiani"

"Le immagini del ministro israeliano Ben Gvir sono inaccettabili. E' inammissibile che questi manifestanti, fra cui molti cittadini italiani, vengano sottoposti a questo trattamento lesivo della dignita' della persona". E' quanto si legge in una dichiarazione congiunta del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e del ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani. "Il governo italiano - prosegue la nota - sta immediatamente compiendo, ai piu' alti livelli istituzionali, tutti i passi necessari per ottenere la liberazione immediata dei cittadini italiani coinvolti".

Provenzano: "Video Ben-Gvir insulto a dignità umana, governo adotti sanzioni"

“Il video diffuso dal ministro della sicurezza nazionale di Israele,  coi maltrattamenti della sua polizia nei confronti degli attivisti  illegalmente arrestati, è un insulto alla dignità umana. C’è un luogo,  in cui aspettiamo Ben Gvir: è la Corte penale internazionale de L’Aja.  Ma ora chiediamo al Governo italiano di adottare sanzioni individuali  nei confronti di questo orrendo criminale”. Così Giuseppe Provenzano,  responsabile Esteri nella segreteria nazionale del Pd.

Fao: "piano anti Hormuz" per scongiurare shock alimentare entro 6-12 mesi

Una serie di raccomandazioni politiche per affrontare la crisi dello  Stretto di Hormuz: la sua chiusura è l'inizio di uno shock  agroalimentare sistemico che potrebbe innescare una grave crisi globale  dei prezzi alimentari entro 6-12 mesi. È la Fao a delineare un pacchetto  di misure per iniziare a minimizzare i potenziali impatti di questa  situazione, non essendo un'interruzione temporanea della navigazione.  Saranno quindi necessarie rotte commerciali alternative, moderazione  delle restrizioni alle esportazioni, protezione dei flussi umanitari e  riserve per assorbire i maggiori costi di trasporto. Secondo Maximo  Torero, capo economista della Fao, tutto questo implica "l'intervento di  governi, organizzazioni finanziarie internazionali, settore privato,  agenzie delle Nazioni Unite e di altri centri di ricerca per cercare di  aiutare i paesi ad affrontare meglio la situazione attuale". Secondo la  Fao le opportunità per mettere in atto azioni preventive si stanno  chiudendo rapidamente. L'impatto di questa situazione è già visibile con  l'indice dei prezzi alimentari aumentato per il terzo mese consecutivo  ad aprile. Lo shock si sta manifestando a tappe, spiega la Fao: energia,  fertilizzanti, sementi, calo dei raccolti, aumento dei prezzi delle  materie prime e inflazione alimentare. Per mitigare questi impatti sarà  necessario ricorrere a rotte terrestri e marittime alternative, tra cui  quelle che attraversano la penisola arabica orientale, l'Arabia Saudita  occidentale e il Mar Rosso; questo non risolverà l'entità dello shock di  approvvigionamento, ma contribuirà a ridurlo marginalmente, punto  cruciale per salvaguardare i flussi alimentari umanitari. La situazione  potrebbe peggiorare con l'arrivo di El Niño, avverte la Fao, che  dovrebbe portare siccità e sconvolgere i modelli di precipitazione e  temperature in diverse regioni. Tra le raccomandazioni anche quella di  evitare sussidi indiscriminati, dando invece priorità al sostegno mirato  ai più vulnerabili attraverso registri digitali che possano indirizzare  in modo efficiente gli aiuti alle famiglie rurali e ai piccoli  agricoltori soprattutto in Africa.

Flotilla: Farnesina convocherà ambasciatore Israele

Flotilla, opposizioni chiedono informativa governo alla Camera

M5s, Avs, +Europa e Partito democratico hanno chiesto oggi alla Camera che "il governo venga in Aula per parlare dell'ennesimo atto di pirateria di Israele che ha sequestrato in acque internazionali circa 450 attivisti provenienti da tutto il mondo tra cui 29 cittadini italiani", ha detto Riccardo Ricciardi. Angelo Bonelli di Avs ha affermato che il governo Meloni "e' capace solo di ripetere affermazioni irricevibili come quelle di Tajani che ha invitato Israele a rispettare il diritto internazionale: Israele - ha sottolineato - fa della violenza e del genocidio a Gaza il suo modo di essere". Arturo Scotto del Partito democratico ha ricordato che la Global Sumud Flotilla e' stata gia' attaccata in passato: "Quando dai banchi del governo qualcuno dira' basta? Qual e' il confine tra la democrazia e il Cile di Pinochet?". Riccardo Magi, di +Europa si e' unito alla richiesta di una informativa urgente del governo. "Noin e' la prima volta che avvengono questi abusi in acque internazionali. Il governo deve esigere che siano immeditamente rilasciati e che non vengano maltrattati" gli italiani trattenuti. "Vogliamo avere una risposta quanto prima", ha concluso.

Israele: Corte Suprema respinge ricorso Ong internazionali operanti a Gaza

L'Alta Corte di Giustizia israeliana ha respinto ieri la petizione presentata a febbraio da 19 Ong internazionali, tra cui Oxfam e Msf, che chiedevano la sospensione della nuova modalità di registrazione in Israele delle organizzazioni umanitarie operanti a Gaza e Cisgiordania, a cui è richiesto di fornire alle autorità israeliane gli elenchi dei propri dipendenti locali.    Secondo i dati forniti dal governo israeliano, fino a marzo 2026 sono state presentate al gruppo interministeriale competente 129 domande di registrazione da parte di Ong. Di queste, 30 sono state approvate, 19 respinte, 47 sono ancora in fase di valutazione e 34 organizzazioni devono ancora avviare la procedura di registrazione. La sentenza di ieri riguarda le Ong che, a oggi, non hanno presentato la domanda.     La Corte ha stabilito, si legge nella sentenza, che la richiesta dello Stato di ricevere informazioni sui dipendenti locali, compresi i membri dello staff palestinese, costituisce "una misura di sicurezza legittima e proporzionata, che rientra nelle competenze sovrane fondamentali dello Stato", aggiungendo che "le autovalutazioni condotte dalle organizzazioni sulla base di informazioni pubbliche non possono sostituire le verifiche di sicurezza statali".    Secondo il governo, "l'obiettivo del nuovo quadro normativo adottato a dicembre 2024 non è limitare l'assistenza umanitaria, bensì proteggerne l'integrità e garantire che raggiunga i civili attraverso canali legittimi e verificabili, senza essere sfruttati da organizzazioni terroristiche", si legge in una nota del ministero per gli Affari della Diaspora e la Lotta all'Antisemitismo, che coordina il gruppo interministeriale che valuta le domande.    Nel respingere l'appello in un collegio di tre giudici presieduto dal presidente della Corte Suprema Itzhak Amit, la Corte ha concesso alle organizzazioni un ultimo termine di 30 giorni per presentare la documentazione richiesta.    L'avvocato Yotam Ben Hillel, del team legale che rappresenta le Ong ricorrenti, ha detto all'ANSA che "ogni Ong sta valutando ora la propria posizione per capire come procedere". "Il governo israeliano non ha competenza sugli uffici a Gaza o in Cisgiordania", spiega Ben Hillel, "ma, de facto, le Ong non potranno operare per l'ingresso degli aiuti umanitari, che richiede il coordinamento con le autorità israeliane che gestiscono i confini, nonché non potranno avere uffici in Israele, e si troveranno di fronte a rifiuto dei visti per i loro operatori internazionali". Ben Hillel inoltre rappresenta presso l'Alta Corte alcune delle 19 Ong la cui domanda di registrazione era stata respinta e i cui appelli sono attualmente in corso.

Flotilla, Pd: "Dopo video Ben-Gvir governo adotti sanzioni"

"Il video diffuso dal ministro della Sicurezza nazionale di Israele, coi maltrattamenti della sua Polizia nei confronti degli attivisti illegalmente arrestati, e' un insulto alla dignita' umana. C'e' un luogo, in cui aspettiamo Ben Gvir: e' la Corte penale internazionale de L'Aja. Ma ora chiediamo al governo italiano di adottare sanzioni individuali nei confronti di questo orrendo criminale". Cosi' Giuseppe Provenzano, responsabile Esteri della Segreteria Pd.

Attivisti Flotilla bendati e in ginocchio, Ben Gvir li deride

Il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir ha visitato il porto di Ashdod, dove sono detenuti gli attivisti della flottiglia fermati dalla marina militare israeliana e, come diffuso sui suoi canali social sotto il titolo 'Ecco come accogliamo i sostenitori del terrorismo', deride gli attivisti mentre camminano tra centinaia di detenuti, ammanettati e bendati in ginocchio e esulta: ''Benvenuti in Israele, siamo i padroni di casa'' e ''Il popolo d'Israele vive''. In un altro filmato, si vede un attivista che grida 'Free Palestine' mentre viene sbattuto a terra da un agente. Gli attivisti della Flottilla, come scrive Haaretz, vengono legati e  trascinati nel porto israeliano di Ashdod e nel video, mentre viene  trasmessa dagli altoparlanti 'Hatikva', l'inno israeliano, si vedono  agenti di polizia mascherati che spingono a terra gli attivisti della  flottiglia, costringendoli a mettersi a quattro zampe e trascinandoli  sul pavimento. Gli attivisti sono allineati all'interno di un magazzino,  costretti a inginocchiarsi con la faccia a terra e le mani legate  dietro la schiena con delle fascette.

Legali Flotilla: 10 italiani già fermati in precedenti missioni

Sono 10 gli attivisti italiani fermati che erano già stati bloccati nelle precedenti spedizioni della Flotilla dirette a Gaza. Lo si apprende da fonti legali. Sette erano stati bloccati durante l'abbordaggio di ottobre 2025 e detenuti in Israele, 2 il 29 aprile al largo di Cipro e detenuti sulla nave israeliane e uno in entrambe. Il team legale italiano ha depositato una nuova denuncia alla procura di Roma chiedendo il rilascio immediato, protezione e garanzie per gli attivisti. Sono 30 gli italiani bloccati, a cui si aggiungono 2 cittadini spagnoli e un americano che vivono stabilmente in Italia. 

Iran, Khamenei: 'resistenza senza precedenti contro due eserciti terroristici'

''Stiamo assistendo a una resistenza storica e senza precedenti della nazione iraniana contro due eserciti terroristici globali''. Lo ha scritto su 'X' la Guida suprema dell'Iran, l'Ayatollah Mojtaba Khamenei, nel secondo anniversario della morte dell'ex presidente iraniano Ebrahim Raisi. Morto da ''martire'', Khamenei ha detto che Raisi ha stabilito ''un modello di dura lotta e compassione per la nazione e il paese, preservandone al contempo l'indipendenza''.

Flotilla, Tajani: stasera rientrano i primi due italiani

Stasera torneranno i primi due italiani della Flotilla per Gaza. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine dell'incontro a Villa Pamphilj tra il premier indiano Narendra Modi e la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Si tratta, secondo quanto si apprende, del giornalista del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovani e del deputato M5s Dario Carotenuto, unico parlamentare della spedizione. Entrambi si trovavano a bordo del peschereccio Kasri Sadabat, abbordato dalle forze israeliane. 

Meloni: 'con Modi auspichiamo che il negoziato sull'Iran vada avanti'

"Sulla crisi iraniana ci siamo confrontati con l'auspicio comune che il negoziato di pace possa andare avanti e si possa trovare una conclusione positiva in un contesto precario". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nelle dichiarazioni congiunte alla stampa con il primo ministro dell'India Narendra Modi. "Lavoriamo entrambi sul ripristino della libertà di navigazione, per noi è molto importante".

Araghchi invitato da Cina a riunione Onu a New York

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sta valutando un viaggio a New York per partecipare a una riunione alle Nazioni Unite sotto la presidenza della Cina. Lo ha confermato il portavoce del ministero degli Esteri all'agenzia Isna. Rispondendo a una domanda sulla possibilita' di un viaggio del ministro degli Esteri negli Stati Uniti nei prossimi giorni, il portavoce ha confermato che Araghchi e' stato invitato dalla presidenza di turno cinese. Pechino intende organizzare una riunione speciale dei ministri degli Esteri su questioni relative alla pace e alla sicurezza internazionale.

Flotilla, Ben-Gvir a attivisti: "benvenuti siamo noi padroni casa"

Il ministro per la Sicurezza Nazionale israeliano e leader di estrema destra Itamar Ben-Gvir ha visitato il porto di Ashdod, dove sono stati fatti sbarcare gli attivisti della Global Sumud Flotilla, intercettati e sequestrati nei giorni scorsi in acque internazionali al largo di Cipro. In un filmato diffuso dal ministro, lo si vede camminare tra i detenuti - legati e bendati a terra - gridando, "Benvenuti in Israele, siamo noi i padroni di casa". Si vede un'attivista che urla 'Palestina libera' al ministro e viene immobilizzata a terra dagli agenti dello Shin Bet, mentre altre immagini mostrano il leader di estrema destra che deride uno degli attivisti ripetendogli "Am Yisrael Chai" (Il popolo di Israele vive), con l'inno nazionale israeliano 'Hatikvah' in sottofondo. "Sono arrivati con tanto orgoglio, guardate come sono ridotti ora. Non eroi, niente di che, ma sostenitori del terrorismo. Chiedo a Netanyahu di consegnarmeli e di metterli nelle prigioni dei terroristi per molto tempo", ha commentato Ben-Gvir. 

Flotilla, sindaco di Livorno scrive al ministro Tajani e al prefetto

Per i due attivisti livornesi della Flotilla portati in Israele il  sindaco Luca Salvetti ha scritto al prefetto Giancarlo Dionisi e al  ministro degli Esteri Antonio Tajani esprimendo "la viva preoccupazione  sua e dell'intera comunità livornese per la sorte di due concittadini  residenti al Villaggio Emilio, Claudio e Federico Paganelli, fermati  dalle autorità militari israeliane mentre si trovavano a bordo della  Global Sumud, imbarcazione umanitaria diretta a Gaza. Prima, riporta una  nota, Salvetti ha scritto al prefetto di Livorno per rappresentargli  "formalmente la necessità che le autorità nazionali si attivino con la  massima urgenza per ottenere notizie certe sulle condizioni dei due  cittadini e per esercitare ogni utile pressione diplomatica finalizzata  al loro rilascio, insieme a quello degli altri membri dell'equipaggio".  "La preghiamo pertanto - prosegue la missiva - di volerci aggiornare su  quanto eventualmente già noto a codesta prefettura in merito alla  situazione dei signori Paganelli, e di voler trasmettere alle competenti  autorità nazionali - in primo luogo al Ministero degli Affari Esteri e  della Cooperazione Internazionale - la presente istanza affinché vengano  poste in essere tutte le azioni necessarie a tutela dei cittadini  italiani coinvolti". Inoltre il primo cittadino ha scritto al ministro  Tajani di confidare "che il Governo italiano voglia adoperarsi con la  determinazione che la gravità della situazione richiede, a tutela di  cittadini italiani impegnati in una missione di carattere umanitario".

Ue: "Violenze coloni e sfratti palestinesi devono cessare"

"Gli insediamenti, le costruzioni, la violenza dei coloni, le demolizioni, i trasferimenti forzati, gli sfratti dei palestinesi devono cessare". Lo ha ribadito il portavoce della Commissione Ue per la Politica estera, Anouar El Anouni, durante il briefing con la stampa. "Ci siamo gia' espressi con forza sulla questione degli insediamenti in Cisgiordania e abbiamo condannato fermamente le azioni unilaterali di Israele volte ad espandere la propria presenza in Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est. - ha proseguito il portavoce - Il parere consultivo della Corte Internazionale di Giustizia del luglio 2024 ha dichiarato illegale tale presenza e sollecitiamo il governo israeliano a revocare queste decisioni, a rispettare i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale e a proteggere la popolazione palestinese dei territori occupati"

Gelmini: "Giusto non interrompere il gemellaggio tra Milano e Tel Aviv"

"Giusta la decisione di proseguire il gemellaggio tra Milano e Tel Aviv.  Interromperlo sarebbe stato un errore grave, un passo indietro sul  piano politico, culturale e istituzionale che la città non avrebbe  potuto permettersi. Milano non può cedere il passo a certa propaganda e  confondere i rapporti istituzionali tra città con il giudizio sul  governo israeliano è una semplificazione errata e dannosa. Israele resta  un presidio democratico e, oggi più che mai, non possiamo permetterci  di dividere l'Occidente". Così Mariastella Gelmini, senatrice di Noi  Moderati.

Iran, Khamenei: "Popolo eroico resiste a eserciti terroristici"

La guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali' Khamenei, ha esaltato il ruolo del popolo e dei dirigenti iraniani nella resistenza a Stati Uniti e Israele. "Oggi siamo di fronte alle imprese eroiche del popolo iraniano nella sua resistenza storica senza pari contro due eserciti terroristici globali", ha scritto in un messaggio nel secondo anniversario della morte del presidente Ebrahim Raisi in un incidente di elicottero. "Questo rende ancora piu' gravoso il dovere dei responsabili della Repubblica Islamica dalla guida ai capi dei poteri fino a tutti i livelli dirigenziali", ha sottolineato Khamenei. Dunque "ringraziare per la benedizione della coesione tra popolo, governo e tutte le istituzioni significa rafforzare la motivazione e un servizio piu' intenso e combattivo dei responsabili, risolvere i problemi e le preoccupazioni della popolazione, soprattutto sul piano economico e del sostentamento, mantenere una presenza diretta sul campo, e definire un ruolo serio per il popolo risvegliato lungo il cammino del progresso del Paese, e avanzare con speranza verso un futuro luminoso", ha aggiunto.

Carburanti, Salvini: "Decreto accise pronto per Cdm venerdì"

Il decreto sulle accise e' pronto. Venerdi' abbiamo convocato le associazioni degli autotrasportatori e in coda ci sara' il Consiglio dei ministri. Li abbiamo convocati non per fare due chiacchiere ma per mettere a terra i primi interventi. Se mi chiedete se abbiamo gia' una idea delle misure la risposta e' no perche' ci sta lavorando Giorgetti, ma arriveremo a venerdi' pronti". Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini parlando nel corso di un panel nell'ambito del Festival dell'Economia di Trento.

Cina e Russia condannano gli attacchi all'Iran e il rapimento di Maduro

In una dichiarazione congiunta al termine del vertice tra Xi Jinping e  Vladimir Putin, Cina e Russia condannano l'attacco all'Iran e il  sequestro del presidente venezuelano Nicolas Maduro. Pechino e Mosca  denunciano "attacchi militari traditori contro altri Paesi, l'uso  ipocrita dei negoziati come copertura per preparare tali attacchi,  l'assassinio di leader di Stati sovrani, la destabilizzazione della  situazione politica interna di questi Stati e la provocazione di un  cambio di regime". Per quanto riguarda il Venezuela si stigmatizza "il  rapimento sfacciato di leader nazionali per processarli". Tutto questo,  si sottolinea, provoca "danni irreparabili alle fondamenta dell'ordine  mondiale". Tali azioni, aggiungono le due parti, "violano gravemente i fini e i principi della Carta delle Nazioni Unite, le norme del diritto internazionale e delle relazioni internazionali, e causano danni irreparabili alle fondamenta dell'ordine mondiale formatosi dopo la Seconda Guerra Mondiale, nonché alle basi civili della comunicazione interstatale".    Per quanto riguarda in particolare l'Iran, Pechino e Mosca affermano che gli attacchi israelo-americani "minano gravemente la stabilità in Medio Oriente" e "sottolineano la necessità che le parti coinvolte nel conflitto riprendano al più presto il dialogo e i negoziati per prevenire l'espansione della zona di conflitto".

Ambasciatore Israele: "Non sottovalutare antisemitismo in Ue"

"Per noi la Shoah non e' un evento del passato, non e' storia, e' qualcosa che vive ancora in tante famiglie, compresa la mia" e anche per questo "l'antisemitismo di oggi in Europa non puo' essere sottovalutato, e' un qualcosa che riguarda tutti noi": lo ha affermato l'ambasciatore di Israele in Italia, Jonathan Peled, nel corso della cerimonia di consegna delle onorificenze di "Giusti tra le Nazioni" agli eredi, Guglielmo Giovanelli Marconi, Elettra Marconi e Bruno Barcenas, figli e nipoti di Guglielmo Marconi e Domingo de las Barcenas che salvarono persone di origine ebraica a Roma durante i rastrellamenti nazifascisti. "Io sono figlio di sopravvissuti", ha ricordato il diplomatico, "mio padre aveva 11 anni nel 1939 quando fu costretto a fuggire da Praga, mio nonno aveva capito prima di tutti quello che stava accadendo, cosi' partirono da Trieste e riuscirono a salvarsi dall'occupazione nazista. Ogni volta che racconto questa storia penso a quanto sia labile il confine tra la vita umana e l'abisso, e pericolosa l'indifferenza. Per questo l'antisemitismo di oggi in Europa non puo' essere sottovalutato, e' un qualcosa che riguarda tutti noi". I fatti storici sono stati rievocati, nell'emozione collettiva dei presenti, dalla presidente dell'Unione delle comunita' ebraiche italiane, Livia Ottolenghi e dalla vice-presidente della Comunita' ebraica di Roma, Carola Funaro. Tra i presenti in sala anche il senatore Maurizio Gasparri che e' intervenuto per un breve saluto finale.

Patto stabilità, Salvini: "Inevitabile chiedere deroga"

Arriveremo al Consiglio dei ministri di venerdi' "per investire centinaia di milioni di euro sia a sostegno delle accise che dell'autotrasporto ma non potremo andare avanti oltre solo con risorse interne quindi penso che sara' inevitabile la richiesta italiana di derogare il patto stabilita' e di crescita chiedendo di fare per l'energia quello che possiamo gia' fare per la difesa e le armi". L'ha detto il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini parlando al panel "Infrastrutture e priorita'" al Festival dell'Economia di trento. Quello della Commissione europea, ha poi aggiunto, e' un approccio "lento, ottuso, ideologico, burocratico e fuori dal mondo".

Flotilla, Ronzulli: "Tutela italiani ma operazione non aiuta Gaza"

"Il governo e il ministro Tajani hanno chiesto con forza il rilascio dei 27 cittadini italiani che erano a bordo della Flotilla e condannato la violazione del diritto internazionale da parte di Israele. Io stessa non condivido affatto la politica di Netanyahu. Detto questo, trovo assurdo che a sinistra ci sia addirittura chi dice che il governo avrebbe dovuto sostenere la Flotilla". Lo dice, a L'Aria che tira su La7, la vicepresidente FI del Senato, Licia Ronzulli. "Non e' attraverso queste operazioni che si possono aiutare davvero i palestinesi o salvare i bambini di Gaza. Piuttosto, ancora una volta, si sta costringendo il nostro governo - aggiunge - a intervenire e a negoziare, attivando tutti i canali necessari, per tutelare persone che sapevano fin dall'inizio come sarebbe finita. Ci sono strade ben piu' utili per aiutare i palestinesi, e il nostro governo le sta percorrendo da tempo".

Presidente sudcoreano condanna il sequestro della Flotilla: "Netanyahu criminale"

Il presidente sucoreano Lee Jae Myung ha criticato il sequestro da parte di Israele delle navi di aiuti umanitari della Global Sumud Flotilla, dirette nella Striscia di Gaza con a bordo operatori umanitari, tra cui cittadini sudcoreani, accusando il Paese di violare le norme internazionali. Lo riporta Yonhap.     Lee ha descritto l'ultimo sequestro come "disumano ed estremo", sostenendo che il luogo in cui la nave è stata intercettata non faceva parte delle acque territoriali di Israele. "Siamo stati pazienti troppo a lungo" e loro "si sono spinti troppo oltre", ha detto Lee, mettendo in discussione la legalità del sequestro e invitando il governo ad affrontare la questione "rigorosamente secondo le regole". Lee ha poi chiesto se la Corte penale internazionale (Cpi) avesse emesso un mandato di arresto nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, al che il consigliere per la sicurezza nazionale Wi Sung-lac ha risposto di sì. Lee ha quindi affermato che ciò rendeva Netanyahu "un criminale di guerra".

Iran, Teheran: "Falso Ghalibaf non sia piu' leader team negoziati"

Il direttore del centro stampa del Parlamento ha smentito che il presidente Mohammad Ghalibaf non sia a capo dei negoziati con l'Iran. "La notizia che Ghalibaf ha lasciato la guida della squadra negoziale e' una menzogna bella e buona", ha detto Iman Shamsai citato dall'agenzia Isna.

Nato, Turchia: in arrivo Patriot e 150 militari da Germania

 La Germania inviera' in Turchia il sistema di Difesa missilistico Patriot e 150 militari. La decisione e' stata presa in ambito Nato e confermata questa mattina dal ministero della Difesa turco, in un comunicato in cui viene sottolineato che le attivita' relative ai sistemi di difesa aerea vengono pianificate in coordinamento con i Paesi alleati. La nota evidenzia inoltre che l'evoluzione del contesto di sicurezza nella regione viene monitorata attentamente. La Turchia ha intercettato 4 missili iraniani durante i giorni del conflitto tra Usa-Israele e Iran. "Oltre al sistema di difesa aerea Patriot giunto dalla Spagna e attualmente operativo nel nostro Paese, uno dei due ulteriori sistemi Patriot assegnati dalla Nato a seguito delle tensioni tra Stati Uniti-Israele e Iran sara' fornito dalla Germania. Il completamento di tale avvicendamento e' previsto nel corso del mese di giugno e il sistema interessato dovrebbe rimanere operativo per circa sei mesi. Il processo proseguira' in coordinamento con gli alleati, sulla base delle attuali valutazioni di sicurezza", si legge nel comunicato di Ankara.

Nato: "Turchia propone rotta alternativa a Hormuz"

La Turchia ha annunciato di aver proposto alla Nato un progetto per un "Oleodotto dper il passaggio di Carburante", con l'obiettivo di rafforzare la sicurezza energetica lungo il fianco orientale dell'Alleanza. A renderlo noto l'Ufficio Stampa del Ministero della Difesa turco secondo cui il progetto proposto mira a incrementare la sicurezza delle forniture energetiche per i membri del fianco est NATO e punta inoltre a ridurre la dipendenza dal trasporto marittimo di carburante in una fase caratterizzata da crescenti tensioni nello Stretto di Hormuz. Secondo Ankara il progetto potrebbe essere realizzato piu' rapidamente rispetto alle opzioni alternative e con costi circa cinque volte inferiori. Lo Stretto di Hormuz rappresenta una delle principali rotte mondiali per il transito energetico, collega i produttori del Golfo ai mercati internazionali, ed e' stato recentemente esposto a maggiori rischi per la sicurezza in seguito al conflitto tra Stati Uniti e Iran. Le tensioni regionali sono aumentate dopo gli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele contro l'Iran nel mese di febbraio, seguiti da rappresaglie iraniane contro Israele e gli alleati statunitensi nel Golfo, nonche' dalla chiusura dello Stretto di Hormuz.

Iran, media: ministro Pakistan vola a Teheran per colloqui

Il ministro dell'Interno pakistano, Mohsin Naqvi, e' in viaggio per Teheran dove avra' colloqui con funzionari iraniani. Lo ha riferito l'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim. Islamabad continua a guidare gli sforzi di mediazione tra Washington e Teheran.

Knesset passa primo voto per scioglimento, avvia la strada a elezioni anticipate

La Knesset ha votato con 110 voti a favore e nessuno contrario la legge depositata dalla coalizione per lo scioglimento del parlamento. Si tratta di un voto preliminare: il decreto ora passa alla discussione della commissione competente prima di ritornare in plenaria per altre tre votazioni. In parallelo, oggi si sono rinnovati i dibattimenti in commissione sulla legge per l'ampliamento dell'arruolamento nell'Idf degli ultraortodossi: lo stallo su questa legge è ciò che ha fatto scattare la crisi di governo in quanto diversi parlamentari della coalizione avevano preannunciato che non avrebbero sostenuto la proposta. Se non si dovesse trovare un nuovo accordo su questa legge, l'iter parlamentare per il dissolvimento della Knesset procederà, portando a un eventuale anticipo delle elezioni, che comunque sono attualmente programmate per il 27 ottobre.

Rutte: "Riduzione truppe Usa in Europa è ciò che ci aspettavamo"

"L'Europa e il Canada stanno intensificando il proprio impegno. Stanno investendo di più e assumendosi maggiori responsabilità nel campo della difesa convenzionale. E, come previsto, anche gli Stati Uniti si stanno adeguando. Lo vediamo non solo nel modo in cui gli Stati Uniti stanno adeguando la loro presenza militare in Europa, ma anche in una nuova distribuzione dei ruoli di leadership", ha precisato.    "Ad esempio, nella struttura di comando della Nato, dove l'Europa guiderà tutti e tre i comandi delle forze congiunte mentre gli Stati Uniti guideranno i tre comandi delle componenti. Continueremo ad assistere a questa trasformazione verso un'Europa più forte e una Nato 3.0 più forte, una Nato più forte con una divisione delle responsabilità più sana e sostenibile per garantire la sicurezza di cui tutti abbiamo bisogno. La direzione intrapresa è quella giusta".

Rutte: "Riduzione truppe Usa in Europa è ciò che ci aspettavamo"

"Per quanto riguarda il contributo degli Usa al modello delle forze della Nato, si tratta di un dibattito che è ripreso un anno fa. È per questo che l'Europa sta investendo molto di più: per porre fine, in sostanza, all'eccessiva dipendenza da un unico alleato quando si tratta della difesa dell'intero territorio della Nato. Ma credo che sia esattamente come ci aspettavamo". Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte a Bruxelles a proposito della riduzione delle truppe Usa in Europa. Il dibattito "è in corso" e Rutte ha precisato di non poter divulgare i dettagli.

Ministro degli Interni pachistano atteso a Teheran

Mohsin Naqvi, ministro degli Interni del Pakistan, è in viaggio verso Teheran per incontrare alcuni funzionari. Lo riporta Tasnim.   Per Naqvi si tratterà del secondo viaggio a Teheran in una settimana, mentre Islamabad continua a guidare gli sforzi di mediazione tra Washington e Teheran.

Ankara propone un corridoio energetico per gli alleati Nato: "Ridurre dipendenze da Hormuz"

La Turchia ha proposto un corridoio per rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento di carburante per i membri della Nato lungo il fianco orientale dell'Alleanza e per ridurre la dipendenza dai rifornimenti provenienti dallo Stretto di Hormuz, il cui attraversamento è ristretto per il conflitto tra Usa, Israele e Iran.     "Il progetto Nato Fuel Pipeline è un progetto autonomo all'interno di un pacchetto di capacità concepito per rafforzare l'approvvigionamento energetico degli alleati sul fianco orientale della Nato, utilizzando i fondi comuni della Nato, ed è attualmente in attesa di approvazione in seno all'Alleanza", ha annunciato il portavoce del ministero della Difesa di Ankara, durante una conferenza stampa a Seferihisar. "Questo progetto riveste particolare importanza alla luce dei recenti sviluppi nello Stretto di Hormuz, in quanto mira a ridurre la dipendenza dell'Alleanza dal trasporto marittimo di carburante e a migliorare l'approvvigionamento e l'interoperabilità della Nato in materia di carburante", ha aggiunto il funzionario, senza rivelare ulteriori dettagli ma dichiarando che "il progetto è cinque volte più conveniente rispetto alle alternative e, se approvato, sarà operativo in tempi molto più brevi".    Secondo quanto riportato da Bloomberg la scorsa settimana, citando fonti anonime a conoscenza della questione, il corridoio energetico collegherebbe la Turchia alla Romania passando per la Bulgaria, la sua realizzazione avrebbe un costo di 1,2 miliardi di dollari mentre la decisione per realizzare il progetto o meno potrebbe essere presa durante il vertice della Nato in programma il 7 e l'8 luglio ad Ankara.

Beirut, gli sfollati cacciati dal lungomare di Solidere: "Qui Israele non bombarda"

Il governo libanese ha ordinato lo sgombero di centinaia di sfollati installati in tende sul lungomare di Beirut a causa dei bombardamenti israeliani, provocando tensioni politiche e sociali nella capitale. Secondo fonti governative citate dai media libanesi, le tende occupavano progressivamente più spazio su un terreno di proprietà di Solidere, una società privata incaricata negli anni '90 di ricostruire il centro di Beirut distrutto dalla guerra civile (1975-90).    In quell'area, secondo i media, vivono circa 800 persone su appena 600 metri quadrati. Le autorità affermano di voler trasferire gli sfollati libanesi in un'area vicina ma di proprietà del comune, "con tende più grandi e sotto controllo della polizia municipale". Il governo motiva la misura con la "proliferazione anarchica" delle tende, alcune ormai rafforzate con strutture in legno e cemento, e con il timore che l'area diventi un rifugio stabile. Fonti governative parlano anche di un peggioramento della situazione sociale nella zona e di un "aumento della criminalità". La polizia municipale ha iniziato nelle ultime ore a rimuovere le tende. Le autorità indicano come soluzione temporanea il trasferimento verso un terreno municipale o verso lo stadio Camille Chamoun, dove sono "disponibili servizi sanitari". Ma diversi sfollati temono di non essere accolti o di non trovare più posto se lasciassero il lungomare. "Abbiamo paura di non essere accolti là o che non ci sia più posto se decidiamo di tornare. Sappiamo che gli israeliani non colpiranno qui", ha detto Hussein, sfollato da Tiro con la moglie e tre figli. La misura esclude però i siriani presenti nell'area. A loro è stato chiesto di raggiungere il centro di accoglienza allestito nella Città sportiva o di coordinarsi con la Sicurezza generale per un eventuale rientro in Siria. "Non ci hanno fatto restare perché siamo siriani. Per loro la priorità sono i libanesi", ha denunciato Mohammad, sfollato dalla periferia sud di Beirut, il cui appartamento è stato distrutto durante la guerra. "La Siria non è un'opzione per noi, non abbiamo più una casa nemmeno lì", ha aggiunto.

Sindacato insegnanti iraniani critica l'addestramento militare per i bambini

Il Sindacato degli insegnanti iraniani, in una dichiarazione rilasciata oggi, ha denunciato gli attuali addestramenti militari rivolti a bambini e adolescenti in alcune moschee e nelle basi del Basij (il braccio armato delle Guardie Rivoluzionarie) in diverse città, sottolineando: «Qualsiasi iniziativa volta a coinvolgere o preparare i minori ad attività militanti costituisce una chiara violazione delle convenzioni sui diritti dei bambini». Il sindacato ha chiesto una verifica indipendente e trasparente da parte delle istituzioni internazionali competenti.    Ci sono anche segnalazioni di addestramento militare di civili sulla TV di Stato o nelle strade di diverse città. In alcune piazze di Teheran, il Basij invita le persone a imparare come usare e montare o smontare armi come il Kalashnikov e il fucile d'assalto AK-47. Le autorità affermano di aver istituito il programma per "combattere i nemici in caso di aggressioni o disordini nel Paese".

Tv Israele: Trump e Netanyahu hanno avuto "prolungata e drammatica" conversazione

Donald Trump e Benjamin Netanyahu hanno tenuto questa notte una conversazione telefonica descritta come ''prolungata e drammatica''. Lo riporta Channel 12.

Iran, Rutte: "Su Hormuz discussioni informali, monitoriamo"

Le discussioni su un possibile intervento della Nato per garantire la liberta' di navigazione nello Stretto di Hormuz sono per ora solo "informali". Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, in conferenza stampa. "Vediamo che gli alleati reagiscono sempre piu' all'appello all'azione, ascoltando la richiesta di intervento per riposizionare assetti cruciali vicino al teatro operativo. Naturalmente questa alleanza ha sempre dibattiti e discussioni in corso su come poter, si' o no, fornire un potenziale contributo, qualunque esso sia, come Nato, a cio' che sta accadendo. A mio avviso, si tratta di discussioni informali", ha affermato Rutte. "La situazione e' dinamica, continua a evolversi e continuiamo a monitorarla", ha aggiunto.

Iran, Giordania: "Abbattuto drone"

La Giordania ha riferito di aver abbattuto un drone nel suo spazio aereo. Secondo media locali, detriti sono caduti sulle case a Jerash, senza causare danni.

Tripodi, Italia e Qatar insieme per de-escalation e riapertura dello Stretto di Hormuz

"Italia e Qatar continuano a lavorare insieme per favorire la de-escalation, sostenere la piena riapertura dello Stretto di Hormuz e promuovere una pace duratura nella regione". E' quanto ha dichiarato Il Sottosegretario agli Esteri, Maria Tripodi, ricevendo oggi alla Farnesina il Ministro di Stato per gli Affari Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulaziz Al-Khulaifi, al quale ha espresso apprezzamento per il ruolo svolto dal Qatar nel favorire il dialogo in Medio Oriente. Tripodi ha anche  ribadito l'importanza di mantenere aperti i canali diplomatici e di sostenere percorsi negoziali duraturi, con particolare attenzione alla situazione a Gaza e alle tensioni nell'area del Golfo. Ampio spazio è stato infine dedicato, nel corso dell'incontro, al consolidamento delle relazioni economiche bilaterali, alla luce di un interscambio che ha raggiunto i 4,8 miliardi di euro, con particolare attenzione alle opportunità nel settore energetico e degli investimenti.     L'incontro si inserisce nel quadro delle interlocuzioni tra i due Paesi, da ultimo con l'incontro tra il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e l'Emiro Tamim bin Hamad Al Thani dello scorso aprile.

Libano: "Israele ha ucciso 116 operatori sanitari dal 2 marzo"

Il ministero della Sanità del Libano ha dichiarato che almeno 116 operatori sanitari sono stati uccisi dagli attacchi israeliani dal 2 marzo scorso, mentre altri 263 sono rimasti feriti.   Secondo il ministero, i bombardamenti israeliani hanno inoltre causato la distruzione di numerose ambulanze, centri sanitari e ospedali. Il ministero della Sanità ha denunciato in particolare la distruzione totale del centro sanitario primario di Maashuq, nella regione di Tiro.    Le autorità libanesi affermano che dall'inizio dell'offensiva israeliana sono stati colpiti almeno 31 centri sanitari nel paese. Secondo il bilancio, aggiornato nelle ultime 24 ore, del ministero della Sanità di Beirut, dal 2 marzo gli attacchi israeliani hanno provocato almeno 3.042 morti e 9.301 feriti in Libano, nonostante il cessate il fuoco entrato in vigore il 17 aprile.

Rutte: "Trasformare investimenti in capacità concrete e in fretta"

"La questione non è più se dobbiamo fare di più. La questione è quanto velocemente riusciremo a trasformare gli investimenti in capacità concrete". Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte a Bruxelles, ribadendo che la Russia è "la principale minaccia" per l'alleanza.

Libano, 15 persone uccise da Israele nelle ultime 24 ore: ci sono anche bambini

Israele continua a bombardare il sud del Libano e la valle orientale  della Bekaa nonostante il cessate il fuoco del 17 aprile, prorogato nei  giorni scorsi per altri 45 giorni, mentre Hezbollah rivendica nuovi  attacchi con droni e razzi contro postazioni e mezzi militari  israeliani. Lo riferiscono media libanesi secondo cui nelle ultime 24  ore almeno 15 persone sono state uccise oggi nei raid israeliani nel sud  del paese. Tra le vittime figurano anche quattro bambini morti in un  bombardamento contro una casa a Deir Qanun an Nahr, nella regione di  Tiro. Altre vittime sono state segnalate a Kfarsir, Haruf, Nabatiye e  Froun. L'esercito israeliano ha inoltre ordinato lo sfollamento forzato e  immediato di 12 località nel sud del Libano e nella Bekaa, tra cui aree  di Nabatiye, Tiro e Jezzine. Parallelamente, Hezbollah ha rivendicato  una serie di operazioni con droni esplosivi e razzi contro le truppe di  occupazione israeliane in pieno territorio libanese e nel nord di  Israele. Secondo Haaretz, un drone proveniente dal Libano è esploso nel  nord di Israele causando due feriti.

Nato, Rutte: "Serve percorso credibile per target 5%"

I ministri degli Esteri della Nato che si incontreranno da domani in Svezia discuteranno di un "percorso credibile" per attuare l'obiettivo del 5% del Pil in spese per la difesa. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, in conferenza stampa. "A Helsingborg, i ministri degli Esteri contribuiranno a preparare il vertice ad Ankara. Discuteranno di come stiamo attuando il piano di investimenti per la difesa concordato all'Aia, rafforzando le nostre capacita' di combattimento e accelerando la produzione industriale della difesa su entrambe le sponde dell'Atlantico", ha affermato. "Abbiamo bisogno di un percorso credibile per realizzare gli impegni concordati all'Aia. Un percorso credibile significa aumenti costanti e sostenuti degli investimenti nella difesa; gli alleati stanno gia' investendo di piu', molto di piu', e vediamo molti lavorare per accelerare il ritmo degli investimenti per tracciare una traiettoria ambiziosa ma realizzabile verso il livello di investimenti che sappiamo essere necessario", ha aggiunto.

Gualtieri: "Preoccupato per attivisti Flotilla, siano liberati al più presto"

"Seguiamo con forte preoccupazione il fermo da parte delle autorità israeliane degli attivisti della Flotilla diretta a Gaza, tra i quali ci sono anche diversi cittadini romani e persone residenti nella nostra città. Siamo in costante contatto con la Farnesina per seguire gli sviluppi della situazione e chiediamo che siano garantite piena tutela, assistenza, condizioni di sicurezza e una rapida liberazione, nel rispetto del diritto internazionale e dei diritti fondamentali". Così in una nota il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.

Israele, riunione sicurezza: Netanyahu assente da voto a Knesset

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu non partecipera' alla votazione preliminare in plenaria sulla proposta di scioglimento della Knesset perche' sta tenendo una riunione sulla sicurezza. Lo riferisce Yedioth Ahronoth. I parlamentari israeliani sono chiamati a una prima votazione sulla mozione per lo scioglimento della Knesset: se approvata, portera' a elezioni anticipate. All'ordine del giorno ci sono tredici diverse proposte, presentate sia da parlamentari dell'opposizione che del governo. Quella promossa dall'esecutivo non specifica una data per le elezioni. I tempi per l'approvazione sono incerti, la mozione potrebbe essere approvata rapidamente nei prossimi giorni, oppure ritardata da manovre politiche.

Flotilla, Tenerini: "In contatto con Farnesina, fermati anche due livornesi"

"Sto seguendo con la massima attenzione, in stretto e costante contatto con la Farnesina, l'evoluzione della vicenda relativa ai cittadini italiani fermati a seguito dell'intervento delle autorità israeliane sulle imbarcazioni della Flotilla. Secondo gli aggiornamenti disponibili, sono 29 i connazionali coinvolti, tra cui anche due cittadini livornesi. È una situazione delicata, che va affrontata con serietà, equilibrio e senso dello Stato, senza propaganda e senza leggerezze". Lo afferma in una nota la deputata Chiara Tenerini di Forza Italia eletta sulla costa toscana.      "Ai due cittadini livornesi fermati e alle loro famiglie va la mia piena vicinanza e solidarietà - conclude -. Continuerò a seguire la vicenda passo dopo passo, in contatto diretto con la Farnesina, fino al loro rientro in Italia".       "Quando ci sono cittadini italiani trattenuti all'estero la priorità è una sola: garantirne l'incolumità, la libertà personale e il rientro a casa nel più breve tempo possibile - afferma - La Farnesina mi ha assicurato che sono in corso le operazioni connesse all'arrivo sul territorio israeliano e che l'interlocuzione con le autorità competenti è continua, affinché i nostri connazionali possano essere imbarcati quanto prima sui voli disponibili e rimpatriati".       "Desidero ringraziare il Ministro Antonio Tajani e tutta la Farnesina - conclude - per l'azione immediata, costante e concreta che stanno svolgendo, con ogni mezzo diplomatico e consolare, a tutela dei cittadini italiani coinvolti. In queste ore non servono parole gridate, servono canali aperti, pressione diplomatica, assistenza consolare e risultati".

Iran, media: telefonata cruciale Netanyahu-Trump

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente Usa Donald Trump hanno avuto ieri sera una "lunga e cruciale" conversazione telefonica. Lo ha riferito il giornalista Amit Segal dell'emittente israeliana Channel 12.

Pasdaran: "Non abbiamo ancora utilizzato tutte le nostre capacità militari"

"Il nemico sionista-americano, che non ha tratto alcun insegnamento dai suoi ripetuti e gravi fallimenti strategici subiti durante la Rivoluzione Islamica dell'Iran, ha ricominciato a minacciare il Paese", si legge nella dichiarazione dei Pasdaran, che aggiungono: "Ci hanno attaccato con tutta la potenza militare dei due eserciti, ma non abbiamo ancora utilizzato tutte le nostre capacità militari in guerra. Tuttavia, questa volta i nostri colpi distruttivi vi annienteranno in luoghi che non potete nemmeno immaginare".  "Siamo uomini di guerra e vedrete la nostra potenza sul campo di battaglia, non nelle dichiarazioni vuote e sui social network", si legge ancora, secondo quanto riportato da Tasnim. 

Seul contro Israele: "Il sequestro degli attivisti è inaccettabile"

Il presidente sudcoreano Lee Jae Myung ha criticato duramente il sequestro da parte delle forze israeliane di attivisti sudcoreani della Global Sumud Flotilla, sostenendo che l'azione ha "oltrepassato il limite". Lo ha riferito Reuters. Durante una riunione di gabinetto, Lee ha affermato che i cittadini sudcoreani sono stati detenuti per motivi non validi secondo il diritto internazionale.

Tajani al ministro Saar: "Gli attivisti Flotilla siano liberati al più presto"

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto nella notte diversi contatti con il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar e ha insistito perché i cittadini italiani, fra cui un parlamentare e un giornalista, vengano liberati e messi in condizione di ripartire al più presto, insistendo perché siano tutelati l'incolumità e i diritti di ogni singolo attivista. Lo comunica la Farnesina. I funzionari dell'Ambasciata d'Italia sono in contatto con le autorità del porto di Ashdod per prestare assistenza consolare ai connazionali e favorire la partenza per l'Italia. Gli attivisti dovrebbero essere trasferiti in una struttura per le identificazioni e poi messi in grado di ripartire. 

Francia: "Non siamo certi della presenza di mine a Hormuz"

La Francia non è certa della presenza di mine nello Stretto di Hormuz. Lo ha affermato la ministra della Difesa francese Catherine Vautrin dopo che media Usa hanno riferito di almeno 10 mine individuate nella zona. "Al momento non ho certezze in merito, ma in ogni caso ci stiamo preparando alla potenziale necessità di rimuovere le mine", ha dichiarato la ministra ripresa da Al Jazeera.

Il Papa al capo della Chiesa armena: "Preghiamo per la pace in Medio Oriente"

Il Papa, prima della catechesi dell'udienza generale, ha salutato il 'catholicos' della Chiesa armena Aram I che è accanto a lui sul sagrato di Piazza San Pietro. Il Papa ha invitato tutti a "pregare per la pace in Libano e in Medio Oriente ancora una volta tornati alla violenza e alla guerra". "Questa visita fraterna rappresenta un'importante occasione per rafforzare i legami di unità che già esistono tra noi mentre ci avviciniamo alla piena comunione tra le nostre Chiese", ha aggiunto Leone XIV rivolto al Capo della Chiesa armena. 

Imprese, Csc: "Cala la fiducia per crisi a Hormuz, investimenti in frenata"

Lo shock legato alla guerra in Medio Oriente e alla mancata riapertura dello Stretto di Hormuz peggiora lo scenario economico generale con l'unico traino per la produzione industriale che arriva dalle risorse del Pnrr. Queste le indicazioni degli economisti del Centro Studi di Confindustria nella pubblicazione 'Congiuntura Flash' di maggio. L'industria a marzo ha registrato un recupero della produzione industriale (+0,7%), con i beni strumentali (+2,1%) al traino del Pnrr e gli intermedi (+0,3%) di cui le imprese stanno facendo scorte precauzionali; ciò ha attenuato il calo nel primo trimestre al -0,2 per cento. Ad aprile, però, l'indice Pmi segnala una domanda più debole, confermata dal calo dei giudizi sugli ordini delle imprese, che fa peggiorare la fiducia, insieme alla riduzione delle attese di produzione dovuta alla guerra irrisolta. Gli investimenti sono ancora sostenuti dal Pnrr ma si registra un indebolimento nei due mesi dallo scoppio della guerra (marzo e aprile). In calo anche la fiducia delle famiglie con rischi per i consumi.

New York Times: "Usa e Israele volevano Ahmadinejad come leader"

Israele e gli Stati Uniti avevano proposto all'ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad di sostituire la leadership del Paese dopo la guerra. Lo riporta il New York Times, citando fonti americane secondo cui Israele avrebbe elaborato l'ambizioso piano e Ahmadinejad avrebbe persino fornito consulenza in merito, ma la mossa si è presto arenata. Il primo giorno di guerra, Israele ha bombardato l'abitazione di Ahmadinejad, ferendolo, nel tentativo di liberarlo dagli arresti domiciliari. Secondo il quotidiano, dopo quell'attacco Ahmadinejad avrebbe "cambiato idea" riguardo all'intenzione di sostituire il governo.

Araghchi: "Un eventuale ritorno in guerra porterebbe molte sorprese"

Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha avvertito che un eventuale ritorno alla guerra con l'Iran porterebbe "molte altre sorprese", affermando che le forze armate iraniane hanno acquisito nuove esperienze e capacità durante l'ultima aggressione statunitense-israeliana. Lo riporta l'agenzia Irna. Scrivendo su X Araghchi ha affermato che, mesi dopo l'inizio della guerra contro l'Iran, il Congresso degli Stati Uniti ha riconosciuto che decine di aerei, per un valore di miliardi di dollari, erano stati distrutti. "Le nostre potenti Forze Armate sono state le prime ad abbattere un F-35", ha dichiarato il ministro degli Esteri. "Grazie alle lezioni apprese e alle conoscenze acquisite, il ritorno alla guerra ci riserverà molte altre sorprese", ha aggiunto. 

Sudcorea: "Gli arresti Flotilla da parte di Israele totalmente inaccetabili"

Il presidente sudcoreano Lee Jae-myung ha accusato Israele di "rapimento di cittadini sudcoreani in circostanze ingiuste secondo il diritto internazionale". Parlando del sequestro da parte delle Forze di Difesa Israeliane della nave diretta a Gaza, ha definito l'azione di Israele "totalmente inaccetabile" e ha dichiarato: "La maggior parte dei paesi europei afferma che arresterebbe il primo ministro Netanyahu: dovremmo prendere in considerazione anche noi questa possibilità". Ha aggiunto: "L'azione di Israele è stata eccessiva, hanno oltrepassato il limite". 

Seul: "Una nave passa per Hormuz in coordinamento con Teheran"

Una petroliera sudcoreana, con a bordo due milioni di barili di greggio, sta attraversando lo Stretto di Hormuz in coordinamento con le autorità iraniane. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri sudcoreano Cho Hyun, precisando che "le consultazioni con le autorità iraniane sono state completate e la nave ha iniziato la navigazione ieri". "Sta attraversando lo stretto con molta cautela", ha aggiunto il capo della diplomazia di Seul. Si tratta della prima nave gestita dalla Corea del Sud ad attraversare lo stretto dall'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Il passaggio avviene circa due settimane dopo che la HMM Namu, anch'essa gestita dalla Corea del Sud, è stata colpita da due proiettili non identificati nello stretto, subendo danni e ferendo leggermente un membro dell'equipaggio. 

Pasdaran: "Se la guerra riprende dilagherà oltre la regione"

Se gli attacchi di Usa e Israele contro l'Iran riprenderanno, la guerra "si estenderà oltre la regione". E' l'avvertimento lanciato dai Guardiani della Rivoluzione islamica iraniani.

Guerra in Iran, crescono i segnali di ripresa degli attacchi: cosa può succedere ora

Vacillano i negoziati tra Stati Uniti e Iran. Come riportato dall’agenzia di stampa Fars, affiliata alle Guardie della Rivoluzione, Washington ha sottoposto cinque condizioni “senza concessioni” per la conclusione del conflitto, aperto il 28 febbraio scorso. Il primo ministro israeliano Netanyahu ha sentito Trump: "Deve prendere una decisione"

Guerra Iran, segnali di ripresa degli attacchi: cosa può succedere ora

Guerra Iran, segnali di ripresa degli attacchi: cosa può succedere ora

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Iran, giustiziato un uomo per l'omicidio di una giovane donna

Bahman Farzaneh, autista di un servizio di taxi online che nel 2015 aveva accoltellato a morte una donna di 24 anni di nome Elaheh Hosseinneiad, è stato giustiziato questa mattina. Ha confessato che la ragazza era salita sulla sua auto per tornare a casa. Dopo averle rubato il cellulare l'uomo l'aveva uccisa e abbandonato il corpo alla periferia di Teheran. Hosseinneiad, che lavorava in un salone di bellezza, era stata ritrovata dieci giorni dopo essere stata uccisa, secondo quanto riportato da Mehr. L'omicidio ha scatenato l'indignazione della società per la mancanza di sicurezza per le donne, la negligenza dei servizi di taxi online nell'assumere un uomo che aveva precedenti penali e per una parte delle confessioni di Farzaneh, secondo il quale avrebbe deciso di uccidere la ragazza dopo averla rimproverata per non aver indossato un hijab adeguato. 

Il Senato Usa approva la risoluzione per limitare i poteri di Trump nella guerra in Iran

Il Senato degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione sui poteri di guerra che porrebbe fine alla guerra con l'Iran a meno che il presidente Donald Trump non ottenga l'autorizzazione del Congresso, un raro rimprovero al leader repubblicano 80 giorni dopo l'inizio degli attacchi delle forze statunitensi e israeliane contro l'Iran. Lo riporta la Reuters. La votazione sulla misura procedurale per far avanzare la risoluzione si è conclusa con 50 voti a favore e 47 contrari, con quattro repubblicani, colleghi di Trump, che hanno votato insieme a tutti i democratici. Tre repubblicani erano assenti al voto. Sebbene il voto abbia poco significato pratico, dato che si è tenuto oltre i 60 giorni previsti dall'inizio della guerra, rappresenta comunque una simbolica condanna da parte dei Democratici della gestione del conflitto da parte di Trump. 

Seul: "Una petroliera sudcoreana attraversa lo Stretto dello Hormuz"

Una petroliera sudcoreana sta attualmente attraversando lo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri sudcoreano. "Proprio in questo momento, la nostra petroliera sta attraversando lo Stretto di Hormuz", ha dichiarato il ministro degli Esteri Cho Hyun ai parlamentari dell'Assemblea nazionale a Seul.

Contratto di Leonardo con Adsb da 320 milioni per la Marina del Kuwait

Leonardo annuncia di aver siglato un contratto con Abu Dhabi Ship Building (Adsb), la divisione navale del gruppo Edge, per la fornitura di sistemi di combattimento navali di nuova generazione, destinati al programma di nuove unità navali "Al Dorra" della Marina del Kuwait. Il contratto, per un valore stimato di circa 320 milioni di euro, - spiega Leonardo - "rappresenta una tappa fondamentale nella partnership strategica con Edge e Adsb, rafforzando una collaborazione consolidata che ha già portato alla consegna di oltre 25 unità navali, a testimonianza di un comprovato track record di eccellenza e affidabilità". 

Flotilla: "87 in sciopero fame contro rapimento degli attivisti". 29 italiani fermati

Dopo l'intercettazione di tutte le imbarcazioni da parte delle forze armate israeliane e del fermo di 29 attivisti italiani, almeno 87 partecipanti della Flotilla hanno iniziato uno sciopero della fame per "protestare contro il loro rapimento illegale" e "in segno di solidarietà con gli oltre 9500 ostaggi palestinesi detenuti nelle prigioni israeliane"

Flotilla, 87 in sciopero fame contro rapimento. 29 italiani fermati

Flotilla, 87 in sciopero fame contro rapimento. 29 italiani fermati

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Flotilla, Israele ferma tutte le barche dirette a Gaza. Attivisti: "29 italiani detenuti"

Le imbarcazioni erano salpate dalla Turchia per sfidare il blocco navale dell'Idf. I fermati sono adesso in viaggio verso il porto di Ashdod. La portavoce italiana della missione: "Spari su sei barche, di cui una italiana". Israele: "Usati mezzi non letali, nessun ferito"

Flotilla, fermate tutte le barche. Attivisti: '29 italiani detenuti'

Flotilla, fermate tutte le barche. Attivisti: '29 italiani detenuti'

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Due superpetroliere cinesi lasciano Hormuz dopo due mesi

Due superpetroliere cinesi, cariche di quattro milioni di barili di petrolio greggio, hanno lasciato lo Stretto di Hormuz dopo essere rimaste bloccate nel Golfo per due mesi. Lo riferisce l'agenzia di stampa Reuters, citando i dati di navigazione di LSEG e Kpler in base ai quali le navi - Yuan Gui Yang e Ocean Lily - hanno lasciato il passaggio oggi. Secondo Reuters, la Yuan Gui Yang aveva caricato 2 milioni di barili di greggio iracheno di Basra il 27 febbraio, il giorno prima dell'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. La Ocean Lily aveva caricato 1 milione di barili ciascuno di greggio qatariano di Al-Shaheen e iracheno di Basra tra la fine di febbraio e l'inizio di marzo.

Xi: 'ulteriori ostilità in Medio Oriente sono sconsigliabili'

Ulteriori ostilità in Medio Oriente sono "sconsigliabili". Lo ha detto il presidente cinese Xi Jinping a colloquio con l'omologo russo Vladimir Putin. Lo riporta Xinhua. Xi è inoltre tornato a chiedere un cessate il fuoco "completo". "Un cessate il fuoco completo è della massima urgenza, riprendere le ostilità è ancora più sconsigliabile e mantenere i negoziati è particolarmente importante", ha detto Xi a Putin.

M.O., Putin: con crisi Russia è fornitore affidabile energia

Nel suo discorso prima dei colloqui con il leader cinese Xi Jinping, il presidente Vladimir Putin ha elogiato la Russia come "un fornitore affidabile di energia nel contesto della crisi in Medio Oriente". 

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