Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran, Usa: "Aperto corridoio in Stretto di Hormuz". Raid Teheran su Emirati

©Ansa

Gli Usa hanno aperto un passaggio nello Stretto per garantire il libero transito. Lo ha detto il capo dello Us Central Command Brad Cooper. La marina iraniana ha "sparato colpi di avvertimento" vicino a cacciatorpediniere statunitensi che attraversavano lo stretto. Il segretario al Tesoro Usa ha dichiarato invece che "abbiamo il pieno controllo" di Hormuz. Una nave sudcoreana è "in fiamme" dopo un'esplosione, gli Emirati denunciano raid contro un sito petrolifero

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Tensione alle stelle a Hormuz, dove è scattata l'operazione Usa Project Freedom annunciata da Trump per ripristinare la libertà di navigazione. Gli Stati Uniti sostengono di aver aperto "un corridoio" per garantire il passaggio sicuro nello Stretto. "Due mercantili battenti bandiera americana sono transitati con successo", dice il Centcom. Ma Teheran smentisce e annuncia a sua volta di aver sparato missili contro cacciatorpediniere statunitensi. Seul riferisce di un cargo sudcoreano in fiamme dopo un'esplosione, mentre gli Emirati denunciano attacchi iraniani contro un sito petrolifero. Trump intanto sarebbe stufo dello stallo nei negoziati e vuole un accordo a breve "oppure li farà saltare in aria completamente", dice ad Axios un alto funzionario Usa.

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Dark Eagle, cos'è e come funziona il missile ipersonico degli Usa per la guerra in Iran

In un quadro ancora incerto sul futuro del confronto con l’Iran, il Pentagono sta rafforzando la propria presenza militare in Medio Oriente, concentrando uomini e sistemi d’arma nell’area del Golfo sotto il coordinamento del Centcom, il comando statunitense con base in Florida. L’obiettivo è duplice: da un lato esercitare una leva negoziale sui Guardiani della Rivoluzione, dall’altro mantenere pronti strumenti offensivi capaci di sostenere eventuali nuove operazioni militari contro Teheran. In questo contesto di rafforzamento militare e di valutazione di un possibile salto di qualità nello scontro, assume un’importanza strategica l’utilizzo di una nuova arma: ecco cosa sapere.

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Guerra Iran, ecco come la crisi di Hormuz minaccia la sicurezza alimentare globale

Come evidenzia un recente rapporto delle Nazioni Unite, in Libano oltre 1,2 milioni di persone rischiano di soffrire la fame a causa del conflitto in Medio Oriente. Lo studio congiunto condotto dall'organizzazione Onu per l'alimentazione e l'agricoltura (Fao) e il ministero dell’Agricoltura di Beirut segnala un rapido deterioramento della sicurezza alimentare nel Paese dei cedri innescato da “sfollamenti” e “pressioni economiche” con l’approvvigionamento di cibo messo a dura prova dallo choc dei bombardamenti. Ma il Libano non è l’unico territorio minacciato dalla crisi nell'area che con l’impennata dei prezzi energetici sta “terremotando” l'agricoltura a livello globale.

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Guerra Iran, i 5 punti della proposta di pace di Teheran: da Hormuz a nucleare e sanzioni

Il regime iraniano chiede la riapertura dello Stretto di Hormuz, la revoca del blocco navale e la garanzia che gli Usa e Israele non attaccheranno di nuovo. Solo in un secondo momento si passerebbe ai colloqui sulle limitazioni al programma nucleare dell’Iran, in cambio della revoca delle sanzioni americane. Donald Trump non è convinto: "Non sono soddisfatto di quanto offrono"

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Gaza, media Israele: i corpi di 8mila palestinesi ancora intrappolati sotto le macerie

Il quotidiano israeliano Haaretz ha raccolto le testimonianze dei sopravvissuti ai bombardamenti che continuanano a cercare i loro cari intrappolati sotto i detriti. Dopo tre anni di guerra, nella Striscia meno dell'1% dei detriti è stato rimosso. Secondo le Nazioni Unite, sessantotto milioni di tonnellate di detriti attendano di essere rimossi, un processo che è reso complicato sia dalla presenza di resti umani e che da ordigni inesplosi

Gaza, i corpi di 8mila palestinesi sono intrappolati sotto le macerie

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Trump: "Senza di me ci sarebbe la terza guerra mondiale"

"Se al posto mio ci fosse la persona sbagliata ci sarebbe la terza guerra mondiale". Lo ha detto Donald Trump parlando della guerra in Iran. 

Trump: "L'operazione militare in Iran sta andando molto bene"

Donald Trump ha minimizzato la portata del conflitto con l'Iran. "Siamo in una mini-guerra", ha detto il presidente americano a un appuntamento alla Casa Bianca con le piccole imprese. "L'Iran non ha più la sua marina, non ha più l'aeronautica", ha affermato, "l'operazione militare sta andando molto bene". Trump ha anche ribadito che Teheran "non avrà mai l'arma nucleare".

Dalla guerra in Iran maxi-rialzo dei prezzi: fino a 1.000 euro a famiglia: l'indagine

"Maxi-stangata da quasi 1.000 euro a famiglia italiana", con l’inflazione che ad aprile si è impennata "al +2,8% a causa del fortissimo aumento dei prezzi al dettaglio legato alla crisi in Medio Oriente". Lo ha sottolineato il Codacons che ha realizzato uno studio per tentare di comprendere da vicino come siano cambiati i prezzi al dettaglio a partire dallo scoppio della guerra tra Iran ed Usa e quali siano i prodotti che hanno risentito in maniera più evidente della crisi attualmente in corso.

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Usa e Paesi del Golfo preparano bozza Onu per condannare Iran su Hormuz

Gli Stati Uniti e diversi Paesi arabi del Golfo stanno preparando una bozza di risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu che condanna l'Iran per i blocchi nello Stretto di Hormuz. Lo ha detto l'ambasciatore americano alle Nazioni Unite, Mike Waltz, in un colloquio telefonico con i giornalisti. Waltz ha spiegato che questa settimana si terranno negoziati sul testo, a cui gli Usa stanno lavorando insieme al Bahrein e con il contributo di Kuwait, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita. Il mese scorso Russia e Cina hanno bloccato una precedente risoluzione con cui Washington sperava di mobilitare gli sforzi internazionali per ripristinare la libertà di navigazione a Hormuz. L'ambasciatore ha affermato che la bozza rappresenta un "tentativo più mirato" rispetto alla precedente: "E' molto più focalizzata sul posizionamento di mine nelle vie d'acqua internazionali e sull'imposizione di pedaggi, questioni che colpiscono tutte le economie del mondo, in particolare quelle asiatiche". 

Teheran: "Attacco a Fujairah colpa avventurismo Usa"

L'Iran ha attribuito agli Stati Uniti la responsabilità politica degli attacchi a siti petroliferi negli Emirati Arabi Uniti. Lo riporta la tv di Stato Irib citando il commento di un alto ufficiale delle forze iraniane all'incendio nell'impianto di Fujairah. "La Repubblica Islamica non aveva alcun programma prestabilito per attaccare queste strutture petrolifere e quanto accaduto è stato il risultato dell'avventurismo dell'esercito statunitense nel creare un corridoio per il passaggio illegale di navi attraverso i canali proibiti dello Stretto di Hormuz", ha detto il militare. Dunque, ha aggiunto, "l'esercito statunitense deve essere ritenuto responsabile".

Dombrovskis: "Su crisi a stretto contatto con Stati, Italia inclusa"

"Oggi ho incontrato il ministro italiano Giancarlo Giorgetti per discutere queste questioni, e il tema è stato sollevato anche durante l'Eurogruppo. Diversi Stati membri hanno espresso opinioni differenti sulla risposta appropriata di politica fiscale. Continuiamo ovviamente a lavorare a stretto contatto con gli Stati membri, inclusa l'Italia, per sviluppare questa risposta di politica fiscale. Ma per il momento il nostro consiglio è di attenersi a misure temporanee e mirate, con un impatto fiscale contenuto". Lo ha detto il commissario Ue all'Economia Valdis Dombrovskis sull'idea di estendere la clausola per la difesa all'energia. 

Guerra in Libano, Hezbollah usa i droni a fibra ottica contro Israele: come funzionano

Il gruppo armato libanese Hezbollah, sostenuto anche da Teheran - spiega la CNN - sta usando sempre più spesso droni quadricotteri a fibra ottica, carichi di esplosivo, per colpire le forze armate israeliane con precisione. Utili per le loro dimensioni ridotte, la loro economicità e l’accessibilità anche ad operatori non altamente specializzati, sono un segnale del fatto che Hezbollah sembra aver progressivamente rivisto la propria dottrina operativa: rispetto al passato, quando faceva largo uso di razzi, oggi privilegia sempre più questi velivoli.

Guerra Libano, come funzionano i droni a fibra ottica di Hezbollah

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Emirati: "Contrastati 15 missili e 4 droni"

Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha reso noto di aver contrastato "12 missili balistici, 3 missili da crociera e 4 droni" lanciati dall'Iran. 

Sondaggio: "Gradimento Trump a nuovi minimi"

A sei mesi dalle elezioni di medio termine di novembre, la fiducia degli americani nel presidente Donald Trump è ai minimi. Lo rivela un sondaggio Washington Post-Abc News-Ipsos. L'approvazione di Trump sulle questioni economiche, che sono state fondamentali per la rielezione nel 2024, è diminuita da quando ha iniziato la guerra in Iran a fine febbraio. Il 66% degli intervistati disapprova la sua gestione della guerra con l'Iran, contro il 33% che l'approva. Per quanto riguarda l'economia, il sostegno è diminuito di sette punti, al 34%, dall'inizio del conflitto a causa anche dell'aumento dei del carburante. Il suo indice di gradimento sull'inflazione è sceso di cinque punti al 27 per cento. Ma il voto più basso è arrivato sul carovita, con il 23 per cento che approva le sue politiche contro il 76 per cento che le disapprova.

Flotilla, attivisti fermati da Israele: Procura di Roma indaga per sequestro di persona

Sono tre gli esposti arrivati ai pm, tra cui quelli sugli attivisti de Avila e Abukeshek prelevati da barche italiane. Un secondo fascicolo, aperto sull'analoga missione dell'autunno scorso, procede contro ignoti e prevede una rogatoria a Israele

Sumud Flotilla, Procura di Roma indaga per sequestro di persona

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Guerra Iran, cos’è il “tank top” e qual è la strategia Usa sul petrolio di Teheran

Con il blocco dello Stretto di Hormuz, gli Stati Uniti puntano alla trappola dei serbatoi pieni fino all’orlo. Se gli stoccaggi raggiungessero infatti il massimo della capacità fisica, l'Iran dovrebbe chiudere i pozzi petroliferi: un'operazione costosa e pericolosa, che può danneggiare i giacimenti in modo permanente.

Guerra Iran, cos’è il tank top e qual è la strategia Usa sul petrolio

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Von der Leyen: "Inaccettabili gli attacchi iraniani agli Emirati"

"Oggi, il nostro partner, gli Emirati Arabi Uniti, è stato nuovamente preso di mira da feroci attacchi missilistici e con droni provenienti dall'Iran. Esprimo la mia piena solidarietà a Mohamed Bin Zayed, al popolo degli Emirati Arabi Uniti e ai nostri partner in tutto il Medio Oriente". Lo scrive sui social la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. "Questi attacchi sono inaccettabili e costituiscono una chiara violazione della sovranità e del diritto internazionale. La sicurezza nella regione ha conseguenze dirette per l'Europa. - prosegue von der Leyen - Quindi continueremo a lavorare a stretto contatto con i nostri partner per la de-escalation e una risoluzione diplomatica, per porre fine alle azioni brutali del regime iraniano. Sia contro i suoi vicini che contro il suo stesso popolo".

Cnn: "Negli Emirati si è attivato un sistema Iron Dome israeliano segreto"

Un sistema di difesa aerea israeliano schierato negli Emirati Arabi Uniti è stato coinvolto nell'intercettazione di missili iraniani, secondo quanto riferito alla Cnn da una fonte a conoscenza dei fatti. Israele aveva segretamente schierato un sistema di difesa aerea Iron Dome - e i soldati incaricati del suo funzionamento - negli Emirati Arabi Uniti all'inizio della guerra con l'Iran, rafforzando le difese della nazione del Golfo Persico. Lo schieramento, riportato per la prima volta da Axios, è stato un chiaro segno della crescente cooperazione tra Israele e gli Emirati Arabi Uniti. Anche altri sistemi di difesa aerea potrebbero essere stati utilizzati per intercettare i missili iraniani in arrivo. Almeno tre missili sono stati intercettati, secondo quanto affermato dalle autorità. Non è stato immediatamente chiaro quanti siano stati abbattuti dal sistema Iron Dome. 

Teheran: "Nessuna ostilità verso paesi Golfo"

Teheran ha assicurato che non considera i paesi del Golfo come nemici. "L'Iran non nutre alcun sentimento di ostilità nei confronti degli Stati del Golfo Persico", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, a quanto riportano i media iraniani.

Emirati: "Lezioni a distanza per tutta la settimana"

Le autorità emiratine hanno deciso di adottare le lezioni a distanze per tutte le scuole del Paese fino alla fine della settimana in seguito ai recenti attacchi con droni. 

Obama: "Netanyahu cercò di portarmi in guerra con Teheran"

L'ex presidente americano, Barack Obama, ha raccontato in un'intervista al The New Yorker che il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, cercò di convincerlo "a entrare in guerra con l'Iran usando gli stessi argomenti che poi presentò a Trump". "Forse Netanyahu ha ottenuto ciò che voleva, ma dubito che sia un bene per i cittadini di Israele o degli Stati Uniti. Esiste un'ampia documentazione dei miei disaccordi con Netanyahu", ha affermato l'ex capo della Casa Bianca.

Teheran: "La sicurezza di Hormuz è la linea rossa dell'Iran"

"Ogni centimetro di queste acque è alla portata della nostra volontà. I cacciatorpediniere statunitensi credevano di avvicinarsi allo Stretto di Hormuz con la tattica dell'oscuramento radar; ma la nostra risposta è stata il fuoco. Missili da crociera e droni da combattimento si sono alzati in volo. La sicurezza di quest'area è la linea rossa per l'Iran". Lo scrive su X il comandante in capo dell'esercito iraniano Amir Hatami. 

Contraerea di nuovo in azione negli Emirati

La contraerea emiratina è di nuovo in azione. Lo ha annunciato il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti in un post su X. "Le difese aeree emiratine stanno attualmente affrontando attacchi missilistici e droni in arrivo dall'Iran", si legge, "il ministero della Difesa conferma che i suoni uditi in diverse aree del Paese sono il risultato dell'intervento dei sistemi di difesa aerea emiratina".

Guerra in Iran, Macron: no ad un'alleanza per la libertà di Hormuz

Centcom: "Nel Golfo Persico bloccate navi da 87 Paesi"

"Le navi attualmente presenti nel Golfo Persico rappresentano 87 paesi di tutto il mondo e, come ha detto il presidente, sono semplicemente spettatori neutrali e innocenti". Lo ha affermato il comandante del Comando centrale delle forze armate americane, l'ammiraglio Brad Cooper. "Nelle ultime 12 ore, abbiamo contattato decine di navi e compagnie di navigazione per incoraggiare il flusso del traffico attraverso lo Stretto di Hormuz, in linea con l'intento del presidente di contribuire a guidare le navi in sicurezza attraverso questo stretto corridoio commerciale", ha aggiunto.

Israele, convocata riunione del gabinetto di sicurezza mercoledì

Il gabinetto di sicurezza israeliano è stato convocato per mercoledì alle 19:00 ora locale. 

Trump: "A parte nave sudcoreana al momento non altri danni a Hormuz"

"L'Iran ha aperto il fuoco contro nazioni non coinvolte in Project Freedom, colpendo tra l'altro una nave mercantile sudcoreana. Forse è giunto il momento che la Corea del Sud si unisca alla missione". Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth, sottolineando che "a parte la nave sudcoreana, al momento non si sono registrati danni tra le imbarcazioni in transito nello Stretto". 

Media: "Israele pronto a tutti gli scenari, Netanyahu tiene riunioni"

Israele è preparato a tutti gli scenari possibili in seguito agli sviluppi nel Golfo: lo ha dichiarato un funzionario al Jerusalem Post, scrive la testata israeliana su X, aggiungendo che il primo ministro Benjamin Netanyahu ha tenuto diverse consultazioni sulla sicurezza nel corso della giornata. 

Usa: "Intercettati missili e droni Iran che prendevano di mira nostre navi"

Gli Stati Uniti hanno intercettato missili e droni iraniani che prendevano di mira le loro navi. Lo ha detto il capo del US Central Command, l'ammiraglio Brad Cooper. 

Media: "Tv Iran diffonde video che mostra colpi contro navi Usa"

La televisione iraniana ha diffuso un video che sostiene mostri il lancio di colpi di avvertimento da parte delle forze dell'esercito iraniano verso navi da guerra americane che stavano tentando di avvicinarsi allo Stretto di Hormuz. Lo scrive Al-Jazeera. 

Idf: "Sempre in massima allerta, nessun cambio nelle direttive per la popolazione"

''Idf monitora attentamente la situazione e rimane in stato di massima allerta. Ribadiamo che le direttive del Comando del Fronte Interno rimangono invariate. I nostri sistemi di difesa aerea e le nostre capacità offensive rimangono in uno stato di elevata prontezza operativa, rimasto immutato dall'entrata in vigore del cessate il fuoco''. Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota.

Trump: "L'Iran ora è più malleabile nelle trattative"

L'Iran è ora "più malleabile" nelle trattative. Lo ha detto Donald Trump a Fox. 

Aoun: "Non è momento di incontro con Netanyahu, prima accordo sicurezza e stop raid Idf"

Il Presidente del Libano Joseph Aoun rinnova la richiesta per un accordo sulla sicurezza e la fine degli attacchi israeliani prima di un incontro in qualsiasi formato con il Premier israeliano Benjamin Netanyahu, che chiedono gli Stati Uniti per portare avanti la soluzione del conflitto fra Israele ed Hezbollah. Il Presidente "ribadisce che il momento non è appropriato per un incontro" con Netanyahu. Il mese scorso a Washington si sono svolti due incontri fra Israele e Libano. 

Teheran: "Trump bluffa. Navi Usa già colpite"

Il presidente americano Donald Trump "bluffa" quando dice che spazzerà via l'Iran dalla faccia della Terra se Teheran attaccherà navi da guerra Usa. A sostenerlo è l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, vicina ai Pasdaran. "Il nuovo bluff di Trump: se l'Iran attaccherà le navi americane, sarà spazzato via dalla faccia della terra! L'Iran ha aperto il fuoco oggi contro navi da guerra americane nella regione", ha assicurato Tasnim.

Trump: "L'Iran sarà spazzato via se attacca le navi Usa" (2)

"Abbiamo più armi e munizioni, e di qualità decisamente superiore. Abbiamo le migliori attrezzature, abbiamo tutto il materiale del mondo. Abbiamo basi in ogni angolo della Terra", ha detto Trump assicurando che gli Stati Uniti possono usare tutte le risorse a disposizione "se dovesse servire".

Media Iran: "Non avevamo intenzione di colpire gli Emirati"

L'Iran "non aveva intenzione di colpire gli Emirati Arabi Uniti", ha affermato la televisione di stato iraniana, citando un alto funzionario non identificato, dopo che il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti aveva annunciato di essere stati colpiti da quattro missili da crociera lanciati dall'Iran. Gli Emirati hanno descritto questi ultimi attacchi iraniani, che hanno incluso anche attacchi con droni, come una "pericolosa escalation". Gli attacchi, i primi dopo il cessate il fuoco tra Teheran e Washington, giungono dopo che Trump ha annunciato l'avvio di un'operazione volta a ripristinare la navigazione a Hormuz. 

Trump: "L'Iran sarà spazzato via se attacca le navi Usa"

L'Iran verrà spazzato via se attaccherà le navi americane. Lo ha detto Donald Trump a Fox. 

Media Oman: "2 feriti in attacco a edificio residenziale nel nord"

Due persone sono rimaste ferite in un attacco con droni contro un edificio residenziale destinato ai dipendenti di un'azienda a Bukha, nel nord dell’Oman. Lo riferisce l’Oman News Agency, citando una fonte della sicurezza, secondo cui i feriti non sono in gravi condizioni e diversi veicoli sono stati danneggiati. Le autorità del Paese hanno avviato un’indagine per chiarire la dinamica e l’origine dell’attacco.

Emirati: "Inaccettabile la ripresa degli attacchi iraniani"

"La ripresa degli attacchi da parte della Repubblica Islamica rappresenta una pericolosa escalation, un'azione inaccettabile e una minaccia diretta alla sicurezza e alla stabilità del Paese". Lo scrive il ministero degli Affari Esteri degli Emirati Arabi Uniti, riportato su X da Iran International. "Condanniamo fermamente i continui attacchi a sorpresa della Repubblica Islamica con missili e droni" scrive ancora.

Media Iran: "False le dichiarazioni Usa di aver affondato navi iraniane"

"La dichiarazione degli Stati Uniti di aver affondato diverse navi da guerra iraniane è falsa". Lo scrive l'agenzia semi-ufficiale iraniana Tasnim citando un alto funzionario militare di Teheran.

Usa: "Altre navi in rotta per attraversare Hormuz"

Altre navi sono in rotta per attraversare lo Stretto di Hormuz. Lo riferisce il Comando centrale americano. 

Emirati: "Ci riserviamo diritto risposta ad aggressioni"

"Non transigeremo sulla protezione della nostra sicurezza e sovranità in nessuna circostanza e ci riserviamo il pieno e legittimo diritto di risposta alle aggressioni". Lo afferma il ministero degli Esteri emiratino in una nota in merito agli ultimi attacchi iraniani.

Media: "Stato di allerta in Bahrein"

Il Bahrein ha dichiarato lo stato di allerta per il timore di un possibile attacco. Lo ha riferito l'agenzia iraniana Tasnim.

Usa: "Aperto un corridoio a Hormuz per il transito libero"

Gli Stati Uniti hanno aperto un passaggio nello Stretto di Hormuz per garantire il libero transito. Lo ha detto il capo dello Us Central Command Brad Cooper, secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg, parlando della creazione di un "corridoio" aperto e libero nello Stretto.

Meloni: "Grazie a Azerbaigian per aiuto a italiani in Iran"

"Voglio ringraziare l'Azerbaigian e il presidente, le autorita' azere" per il sostegno "all'Italia nelle operazioni per mettere in salvo tanti cittadini italiani che si trovavano in pericolo in Iran, esattamente come lo ringrazio per come abbiamo potuto ricollocare temporaneamente l'ambasciata italiana a Teheran a Baku e operare in sicurezza". Cosiì la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, durante le dichiarazioni a Baku con il presidente azero Ilham Aliyev.

Teheran: "Nessun piano per colpire Emirati"

L'Iran non ha piani per colpire gli Emirati Arabi Uniti. Lo ha riferito una fonte militare iraniana all'agenzia Tasnim, dopo che gli Emirati hanno annunciato di essere stati presi di mira da almeno quattro droni.

Usa: "Distrutti sei barchini iraniani a Hormuz"

Le forze americane "hanno distrutto sei barchini iraniani che avevano tentato di ostacolare il passaggio nello Stretto di Hormuz". Lo rende noto l'ammiraglio Brad Cooper, comandante del Comando centrale americano.

Oman: "Attaccato edificio residenziale vicino a Hormuz"

Un edificio dove risiedono impiegati expat a Bukha, vicino allo Stretto di Hormuz in Oman, è stato colpito in un attacco sulle cui circostanze stanno indagando le autorità locali. Lo riferisce l'agenzia di stampa dell'Oman, aggiungendo che due persone sono rimaste ferite.

Araghchi a deputati: "Nessun negoziato in corso con Usa su nucleare"

L'Iran non è attualmente impegnato in negoziati con gli Stati Uniti sul dossier nucleare ed è pronto ad affrontare qualsiasi scenario. Lo avrebbe dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, intervenendo davanti alla commissione Sicurezza nazionale e Politica estera del Parlamento di Teheran, secondo quanto riferito dal presidente della commissione stessa, Ebrahim Azizi, citato dal sito di Press Tv.

"Il ministro degli Esteri ha sottolineato che non siamo attualmente in trattative con il nemico sul nucleare e che siamo pronti a qualsiasi scenario", ha affermato Azizi, aggiungendo che nel corso dell'incontro è stato ribadito anche il tema del cessate il fuoco in Libano. 

Meloni: "Con Alyiev rinnoviamo auspicio che crisi si chiuda presto"

"Abbiamo avuto con il presidente Alyiev anche uno scambio di vedute sulle principali questioni internazionali a partire ovviamente dalla crisi che coinvolge l'Iran e che tocca tutti noi da vicino. Per me è stato molto interessante poter ascoltare il punto di vista del presidente di una nazione che confina con Teheran e che condivide una lunga storia comune con l'Iran, ovviamente rinnoviamo il nostro auspicio affinché questa crisi possa chiudersi nel più breve tempo possibile, abbiamo ribadito il comune impegno per sostenere ogni iniziativa utile all'obiettivo e riportare stabilità nell'area". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle dichiarazioni congiunte al termine dell’incontro con il Presidente della Repubblica dell’Azerbaijan Ilham Alyiev.

Iran smentisce il passaggio di navi da Hormuz: "Affermazioni Usa false"

“Nessuna nave commerciale o petroliera ha attraversato lo stretto di Hormuz nelle ultime ore, e le affermazioni dei funzionari americani sono infondate e completamente false”. Così i Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno smentito con una nota su Telegram la versione fornita dal comando statunitense Centcom (United States Central Command) sul transito di navi mercantili di oggi.

La replica arriva dopo che gli Stati Uniti avevano indicato il passaggio “con successo” di due navi battenti bandiera americana attraverso lo stretto. Teheran ribadisce invece una linea dura, avvertendo che “qualsiasi movimento marittimo contrario ai principi dichiarati della marina dei Pasdaran affronterà seri rischi e le navi che violeranno saranno fermate con la forza”.

Il capo dell’esercito iraniano, Amir Hatami, ha inoltre dichiarato che unità Usa si sarebbero avvicinate all’area «utilizzando la tattica di spegnere i radar», giustificando così il lancio di «missili da crociera e droni da combattimento». «La sicurezza di questa regione è una linea rossa per l’Iran», ha sottolineato Hatami.

Financial Times: "La 'guerra ombra' contro i dissidenti all'estero e la rappresaglia per Khamenei" (2)

Negli ultimi mesi, le autorità europee hanno segnalato un aumento delle attività sospette. Il capo dell'MI5, Ken McCallum, ha parlato di un' "ondata di aggressioni transnazionali", rivelando che nel solo 2025 i servizi britannici hanno individuato oltre 20 complotti potenzialmete letali riconducibili all'Iran, tra cui piani sventati in Australia, Spagna e Paesi Bassi.

Nonostante la reputazione di efficacia, gli esperti sottolineano che l'Iran fatica a realizzare operazioni complesse ad alto impatto in Occidente e si affida spesso a una sorta di 'gig economy' della sicurezza, affidandosi a reti indirette, intermediari e gruppi criminali reclutati anche online. "Qualcuno in Iran contatta un intermediario, ad esempio in Romania o Cecenia, che poi gestisce gli operativi nel Paese bersaglio", ha spiegato un ex funzionario della sicurezza europea. Tra i casi citati, il tentato attentato nel 2022 contro l'attivista Masih Alinejad negli Stati Uniti e il presunto piano per assassinare l'ex consigliere per la Sicurezza nazionale americana, John Bolton, attribuito a un membro dei Pasdaran in risposta all'uccisione del generale Qassem Soleimani nel 2020.

Tuttavia, la recente eliminazione di figure chiave dell'apparato di sicurezza iraniano potrebbe aver ridotto la capacità di risposta immediata. Nel breve termine è improbabile un'operazione su larga scala", ha osservato l'esperto di antiterrorismo, Jonathan Hackett. Ma l'obiettivo strategico di Teheran resta la deterrenza. "Vorranno colpire una figura politica di alto livello. Occhio per occhio", ha sintetizzato.

Libano, Aoun: "Colloqui preparatori prima di nuovo round negoziale"

Colloqui preparatori sono previsti prima di ulteriori negoziati tra Libano e Israele a Washington. Lo fa sapere l'ufficio del presidente libanese Joseph Aoun, senza specificare quando potrebbero tenersi gli incontri preparatori o i colloqui veri e propri. Il Libano è "pronto ad accelerare il ritmo dei negoziati", ha aggiunto l'ufficio di Aoun.

Financial Times: "La 'guerra ombra' contro i dissidenti all'estero e la rappresaglia per Khamenei"

L'Iran conduce da anni una 'guerra ombra' fuori dai propri confini - fatta di intimidazioni, aggressioni, rapimenti e omicidi - contro oppositori e obiettivi ritenuti ostili, inclusi interessi israeliani e comunità ebraiche. Una strategia che oggi preoccupa le intelligence occidentali, anche alla luce del rischio di possibili rappresaglie dopo l'uccisione della Guida Suprema, Ali Khamenei.

Secondo analisti e fonti della sicurezza citati dal Financial Times, Teheran agisce spesso attraverso intermediari, reti criminali e operativi locali, evitando un coinvolgimento diretto. Un sistema che consente di mantenere una certa distanza dalle operazioni e di negare eventuali responsabilità.

John Raine, ex funzionario della sicurezza britannica e oggi al think tank International Institute for Strategic Studies, sostiene che l'Iran potrebbe ora puntare a una risposta simbolica alla morte di Khamenei: "Vorrebbero colpire un obiettivo di pari peso, come una base americana, una nave militare o una figura di vertice". Tuttavia, ha spiegato, la vendetta di Teheran non sarà immediata: "sarà un piatto servito freddo", indicando una fase successiva rispetto alle attuali operazioni militari in Medio Oriente.

Ukmto: "Nave in fiamme a largo degli Emirati"

Il sito di monitoraggio degli incidenti a navi commerciali Ukmto ha ricevuto la segnalazione di un incendio su un'imbarcazione 14 miglia nautiche a ovest di Mina Saqr, negli Emirati Arabi Uniti. "La nave è in fiamme e ha chiesto alle imbarcazioni nelle vicinanze di mantenere una distanza di sicurezza", si legge sul sito di Ukmto. "Al momento non è stata accertata la causa dell'incendio. Non sono stati segnalati impatti ambientali. Le autorita' stanno indagando", si spiega.

Emirati: "Attacchi di droni e missili iraniani contro il Paese"

Il ministro della Difesa degli Emirati Arabi Uniti denuncia attacchi da parte di droni e missili iraniani. Un attacco con un drone ha provocato un incendio in un impianto energetico nell'emirato di Fujairah, hanno dichiarato le autorità, dopo molteplici allarmi lanciati dal governo. "Le squadre della Protezione Civile di Fujairah sono intervenute immediatamente e stanno continuando a lavorare per domare l'incendio", ha affermato l'ufficio stampa di Fujairah in un comunicato. Fujairah ospita un importante porto, un oleodotto e altri impianti petroliferi che aggirano lo stretto di Hormuz, soggetto a forti restrizioni. 

Libano, prima accordo di sicurezza poi incontro con Netanyahu

Il presidente libanese Joseph Aoun ha dichiarato che un accordo di sicurezza con Israele deve precedere qualsiasi incontro con il primo ministro Benjamin Netanyahu, incontro che gli Stati Uniti stanno sollecitando. Aoun ha ribadito che "non è il momento giusto per un incontro" con il leader israeliano, secondo una dichiarazione della presidenza. "Prima bisogna raggiungere un accordo di sicurezza", ha aggiunto, "e porre fine all'aggressione israeliana" contro il Libano. 

Egitto condanna attacco iraniano a petroliera degli Emirati

L'Egitto condanna "con la massima fermezza" e "denuncia il palese attacco" a una petroliera degi Emirati arabi uniti durante il transito nello Stretto di Hormuz. "Prendere di mira navi commerciali e interrompere le rotte marittime internazionali costituisce una flagrante violazione dei principi del diritto internazionale che affermano e garantiscono la libertà di navigazione internazionale - afferma una nota del ministero degli Esteri egiziano - e avverte che tali pratiche rappresentano una seria minaccia alla sicurezza e alla stabilità della regione, all'approvvigionamento energetico globale e alla libera circolazione del commercio internazionale". L'Egitto ha poi ribadito la sua "piena solidarietà con gli Emirati Arabi Uniti nelle misure adottate per proteggere la propria sicurezza e i propri interessi nazionali, e sottolinea il suo categorico rifiuto di qualsiasi azione volta a minare la sicurezza e la stabilità dei fratelli Stati arabi del Golfo". Il Cairo torna anche a sottolineare "che la sicurezza degli Emirati Arabi Uniti è parte integrante della propria sicurezza nazionale" e insiste sul "legame organico e stretto" che esiste tra la sicurezza degli Emirati Arabi Uniti e quella dell'Egitto e dell'intera regione". 

Emirati: "Sistemi difesa impegnati contro droni e missili in arrivo da Teheran"

Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti sono "attualmente impegnate a contrastare attacchi missilistici e droni in arrivo dall'Iran". Lo ha reso noto il ministero della Difesa emiratino, confermando su X come "i rumori uditi in diverse parti del Paese sono il risultato dell’intercettazione, da parte dei sistemi di difesa aerea degli Emirati Arabi Uniti, di missili balistici, missili da crociera e droni". 

Rajavi: "Silenzio su esecuzioni incoraggia il regime"

Maryam Rajavi, presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (Ncri), ha condannato le esecuzioni di altri tre esponenti dell'opposizione: Mehdi Rasouli, Mohammad-Reza Miri ed Ebrahim Dolatabadi. "Non c'è dubbio che questi crimini non rimarranno impuniti e che il giorno della libertà dell'Iran e della consegna giustizia dei responsabili e dei mandanti di questi crimini è vicino", ha dichiarato. "L'inazione e il silenzio di fronte a esecuzioni brutali e in serie calpestano i valori universali dei diritti umani e incoraggiano il regime iraniano a continuare la sua repressione, le torture e le esecuzioni", ha aggiunto.

Emirati: "Grande incendio a sito petrolifero Fujairah dopo attacco drone Teheran"

Un "grande incendio è divampato" nel sito industriale petrolifero di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, in seguito a un attacco con droni proveniente dall'Iran. Lo hanno reso noto le autorità locali, citate da Al Jazeera. L'episodio è avvenuto mentre il ministero della Difesa emiratino rendeva nota l'individuazione di quattro missili in arrivo da Teheran, di cui tre sono stati intercettati e un quarto è precipitato in mare. 

Avvocati greci chiedono chiarimenti ad Atene sul sequestro della Flotilla

La squadra legale greca che offre sostegno alla missione della Global Sumud Flotilla ha chiesto, in una lettera inviata al ministero degli Esteri e a quello della Marina greci, chiarimenti ufficiali sulle azioni intraprese dallo Stato ellenico in occasione del sequestro della Flotilla, avvenuto nella notte del 29 aprile a largo di Creta, in acque internazionali, nell'area di ricerca e soccorso (Sar) di competenza greca. Nella lettera diffusa sui social si specifica come, stando alla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (Unclos), le navi da guerra di uno Stato estero non godono incondizionatamente del diritto di passaggio inoffensivo nelle acque territoriali di un altro Stato, soprattutto quando la loro presenza o attività possono pregiudicare la pace, l'ordine e la sicurezza dello Stato costiero interessato. Il team legale chiede se è stata data un'autorizzazione o un consenso esplicito da parte delle autorità greche per l'azione delle navi militari israeliane nell'area. Nella lettera si specifica anche come uno Stato non può esercitare la propria autorità su una nave in acque internazionali senza il consenso dello Stato di cui l'imbarcazione batte bandiera, salvo limitate eccezioni (nel caso per esempio di pirateria). Nella lettera, si chiede quindi su quale base giuridica la Grecia ha collaborato con le autorità israeliane "in merito alle persone rapite" che sono poi state fatte sbarcare sull'isola di Creta, "in coordinamento" con il governo ellenico. 

Idf, invariate le direttive del Comando per il Fronte Interno

Il portavoce dell'Idf ha annunciato che le attuali linee guida del Comando per il Fronte Interno rimarranno invariate fino a giovedì alle ore 20:00. Attualmente, non ci sono restrizioni nel Paese, ad eccezione della aree al confine nord, dove gli assembramenti sono limitati a 200 persone in spazi aperti e 600 in spazi chiusi, sempre che siano adiacenti a rifugi. Dal cessate il fuoco con l'Iran, le linee guida vengono prorogate periodicamente, senza finora aver riscontrato aggiornamenti, ad accezione per le nuove limitazioni al confine nord che sono entrate in vigore la settimana scorsa. 

Teheran: "Per ora questione nucleare esclusa dai negoziati"

Emirati: "Incendio in sito petrolifero a Fujairah"

Le autorità emiratine segnalano un incendio divampato in un sito petrolifero a Fujairah in seguito a un attacco di droni iraniano. 

Emirati: "Individuati 4 missili lanciati da Teheran,. tre intercettati"

Gli Emirati Arabi Uniti hanno individuato quattro missili provienti dall'Iran, di cui tre sono stati intercettati su acque territoriali e un quarto è caduto in mare. Lo ha reso noto il ministero della Difesa emiratino, dopo l'attivazione dei sistemi di difesa aerea. 

Media diffondono il video dei colpi di avvertimento a Hormuz

I media iraniani hanno diffuso immagini del lancio di missili come avvertimento contro i due cacciatorpedinieri che gli Stati Uniti hanno annunciato di avere fatto entrare nel Golfo Persico. Tutta la stampa di Teheran ha dato grande risalto alla risposta alle minacce di Washington di riaprire lo stretto di Hormuz con la forza.

Libano, Hezbollah: "Intensi combattimenti con Idf nel sud"

Hezbollah ha reso noto che le sue forze si sono scontrate con soldati israeliani nel sud del Libano, dove le Idf continuano a operare nonostante il cessate il fuoco in vigore dal 17 aprile. Il movimento sciita ha affermato in una nota che, dopo un tentativo delle forze israeliane di avanzare nei pressi della località di Deir Seryan - situata all'interno della "linea gialla", dove ai residenti libanesi è stato intimato di non fare ritorno - i suoi combattenti "hanno aperto il fuoco contro le forze nemiche, ingaggiando intensi combattimenti". 

Azizi: "Araghchi nega negoziati su nucleare"

Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha assicurato che l'Iran non è impegnato in negoziati con gli stati Uniti sul suo programma nucleare. A riferirlo è stato il presidente della Commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera del Parlamento iraniano, Ebrahim Azizi, a quanto riporta Press tv. Araghchi è comparso davanti alla commissione per informare i legislatori sulle attuali attività del ministero degli Esteri, in particolare sui negoziati con gli Stati Uniti. "Il ministro degli Esteri ha sottolineato che al momento non stiamo negoziando con il nemico in campo nucleare e che siamo preparati a qualsiasi scenario, e sottolineato al contempo la necessità di un cessate il fuoco in Libano", ha spiegato Azizi, ex comandante dei Pasdaran.

Pasdaran: "Usiamo forza contro ogni violazione a Hormuz"

I pasdaran minacciano che "qualsiasi movimento marittimo che contravvenga ai principi annunciati dalla Marina del Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche" nello Stretto di Hormuz "comporterà gravi rischi e le navi che violano tali principi saranno fermate con la forza".

Flotilla, associazioni: "Corti internazionali e Governo italiano intervengano"

"L'attacco alla Global Sumud Flotilla da parte delle forze armate israeliane è un insieme di atti illegali che si prefigurano come reati in base al diritto internazionale, marittimo, europeo e nazionale, e alcuni chiamano in causa direttamente l'Unione Europea e il Governo Italiano". Così, in una nota, Anpi, Arci, Acli, Libera e Pax Christi. "Sosteniamo le denunce, gli esposti, le azioni legali e le richieste intraprese dalla Global Sumud Flotilla stessa, da reti internazionali, da associazioni e movimenti in Italia, in Europa, in tutto il mondo, come anche dal governo spagnolo e brasiliano" aggiungono le associazioni che chiedono "l'intervento, ciascuna rispetto alle proprie competenze, della Corte Internazionale di Giustizia (CIG/ICJ), della Corte Penale Internazionale (CPI/ICC), della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU), della Corte di Giustizia dell'Unione Europea (CGUE), del Tribunale Internazionale per il diritto del mare, della magistratura italiana". E poi sottolineano: "Chiediamo al governo italiano di intervenire con tutti gli strumenti possibili per la liberazione di Avila e Abukeshek: per il diritto marittimo, le imbarcazioni battenti bandiera italiana che navigano in acque internazionali ricadono sotto la giurisdizione del Paese di bandiera, e il rapimento è quindi da considerarsi compiuto in territorio italiano. Il governo italiano è anche tenuto a chiedere conto ad Israele dell'atto di pirateria compiuto contro cittadini e cittadine italiani e imbarcazioni battenti bandiera italiana". 

Cicr: "Appello per recuperare corpi di civili uccisi da Israele nel sud del Libano"

Il Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr) e la Croce rossa libanese hanno lanciato appelli a Israele perché consenta ai soccorritori libanesi di recuperare i corpi dei membri di una intera famiglia uccisi in un raid di Israele sabato scorso nel sud del Libano. Lo riferisce l'agenzia governativa libanese Nna citando fonti istituzionali e report di stampa locali. L'attacco di Israele è avvenuto sabato scorso con un drone a Zawtar el-Gharbiye contro un'auto nella quale viaggiavano un uomo e almeno tre membri della sua famiglia. Sono tutti civili di nazionalità siriana e stavano scappando dalla zona in vista di raid aerei dello Stato ebraico. Le stesse fonti riferiscono che fino ad oggi le forze israeliane impediscono alle squadre di soccorso e ai mezzi di emergenza di raggiungere il luogo dell'attacco. I corpi delle vittime si troverebbero ancora all'interno del veicolo colpito. Sono stati lanciati appelli al Comitato internazionale della Croce Rossa e agli organismi competenti affinché intervengano per permettere l'accesso dei soccorritori e chiarire la sorte della famiglia. 

Media: "Raid Idf in base di lancio Hezbollah in sud Libano"

Israele ha effettuato un raid in una base di lancio missilistico appartenente a Hezbollah, gruppo sostenuto dall'Iran, nel sud del Libano. Lo scrive Sky News. Secondo l'Idf, le truppe dell'Unità di Ricognizione della Brigata Givati hanno rinvenuto decine di razzi e altre armi nella base. Sono stati inoltre trovati dei lanciarazzi, che secondo l'Idf erano puntati contro le truppe nel sud del Libano e contro Israele. 

Tajani presiede riunione con ambasciatori in Medio Oriente

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha tenuto oggi una riunione con gli ambasciatori italiani in Iran, Israele, Libano e Stati Uniti per un punto aggiornato sulla crisi nel Golfo, con particolare riferimento alla situazione nello Stretto di Hormuz. Tajani ha invitato le sedi a continuare a monitorare attentamente il quadro di sicurezza, anche per fornire la necessaria assistenza ai connazionali nell'area. La riunione si è quindi focalizzata sullo stato dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, oltre al possibile ruolo dell'Europa a Hormuz e per raggiungere la pace in Libano. In vista della visita del presidente Trump in Cina, si è discusso anche del ruolo di Pechino per favorire una soluzione diplomatica del conflitto. Il titolare della Farnesina ha ricordato la sua telefonata di ieri con il ministro iraniano Abbas Araghchi, cui ha ribadito la posizione italiana sul programma nucleare iraniano sottolineando la necessità di evitare ulteriori escalation e riaprire lo Stretto di Hormuz per scongiurare ulteriori conseguenze economiche e di sicurezza alimentare per l'Africa. Durante la riunione è stata affrontata anche la situazione in Libano, dove i combattimenti proseguono intensi nel sud del Paese. Vi sono già oltre 1 milione di sfollati nel Paese, con un aumento di frizioni tra comunità religiose che rischia di innescare una nuova guerra civile. É stato fatto infine un bilancio delle elezioni appena tenute nei Territori Palestinesi, caratterizzate da un alto livello di partecipazione e dall'assenza di tensioni o violenze: un segnale incoraggiante per il dialogo tra Israele e Palestina. 

Teheran: "Nessuna nave ha attraversato Hormuz in ultime ore"

Teheran smentisce l'esercito americano. Secondo i media iraniani "nessuna nave commerciale ha attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime ore".

Legali Flotilla: "Abusi psicologici e minacce durante interrogatori Avila e Abukeshek"

I due attivisti della Flotilla che sono stati arrestati da Israele stanno subendo abusi psicologici, minacce di morte e sono sottoposti a cattive condizioni di detenzione. E' la denuncia che arriva dai legali di Adalah, l'organizzazione per la difesa dei diritti nella minoranza arabo-palestinese, che rappresentano Thiago Avila e Saif AbuKeshek. 

"Thiago Avila ha detto di essere stato sottoposto a interrogatori ripetuti durati fino ad otto ore, e chi lo ha interrogato gli ha esplicitamente detto che sarà "ucciso" o che "trascorerrà 100 anni in prigione", si legge in una dichiarazione rilasciata dai legali che oggi hanno incontrato in prigione entrambi gli attivisti. 

Domani, aggiunge Adalah, i giudici dovranno decidere se prolungare ulteriormente la detenzione di Avila, che è cittadino brasiliano, e AbuKeshek, palestinese con cittadinanza spagnola. 

Corea Sud, in fase di verifica se esplosione su nave è conseguenza di un attacco

Il governo sudcoreano sta verificando la segnalazione di un possibile attacco a una nave sudcoreana nello Stretto di Hormuz. Lo riporta l'agenzia Yonhap. Il ministero degli esteri di Seul ha affermato che non sono state confermate vittime di cittadini sudcoreani. "L'ufficio per gli affari consolari sta verificando le informazioni secondo cui una nave sudcoreana sarebbe stata attaccata. Abbiamo confermato in via preliminare che non ci sono vittime tra i nostri cittadini", ha dichiarato un funzionario del Ministero degli Esteri. Il Ministero sta inoltre lavorando per determinare l'entità dei danni subiti dalla nave e identificare i responsabili, ha aggiunto. Se confermato, si tratterebbe del primo attacco a una nave battente bandiera sudcoreana bloccata nello stretto di Hormuz da quando questa importante via navigabile è stata di fatto chiusa alla fine di febbraio in seguito agli attacchi israelo-americani contro l'Iran che hanno scatenato la crisi regionale. Circa 2.000 navi rimangono bloccate nello stretto, tra cui 26 battenti bandiera sudcoreana. 

Macron: "Piorità è riapertura Hormuz, europei reagiscano a comportamenti speculativi"

"La priorità è la riapertura pacifica e concertata dello stretto di Hormuz, insieme al monitoraggio e alla trasparenza". A dichiararlo, da Erevan,  a margine del vertice della Comunità Politica Europea, è stato il presidente francese Emmanuel Macron, sottolineando che "se ci saranno profitti eccessivi o comportamenti speculativi, gli europei dovranno reagire".

Corea del Sud: "Nostra nave in fiamme dopo un'esplosione nello stretto di Hormuz" (2)

Secondo il ministero degli Esteri di Seul, intorno alle 20.40 ora di Seul (le 13.40 in Italia) "un'esplosione e un incendio si sono registrati a bordo di un'imbarcazione gestita da una compagnia di navigazione sudcoreana" che si trovava "all'ancora nei pressi degli Emirati arabi uniti, all'interno dello Stretto di Hormuz". "Non risultano al momento vittime", aggiungono.

Trump: "Nostre forze operative al 100%, quelle iraniane distrutte"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pubblicato una infografica sul suo account Truth, ribadendo che la Marina, l'Aeronautica e la difesa aerea iraniane sono state "distrutte", mentre quelle degli Stati Uniti sono "operative al 100%". Nell'infografica c'è anche l'effigie di Trump comparata a quella dell'ayatollah Ali Khamenei. Il suo volto è cancellato da una X rossa e accompagnato dalla scritta 'dead', 'morto'. 

Petrolio in rialzo, Brent sopra 110 dollari e Wti oltre 102 dollari

Il petrolio è rialzo spinto dalle tensioni nello Stretto di Hormuz. Il Brent si attesta a 110,43 dollari al barile, in rialzo del 2,10% mentre il West Texas Intermediate (Wti) guadagna lo 0,17% a 102,11 dollari.

Guerra Iran, cos’è il “tank top” e qual è la strategia Usa sul petrolio di Teheran

Con il blocco dello Stretto di Hormuz, gli Stati Uniti puntano alla trappola dei serbatoi pieni fino all’orlo. Se gli stoccaggi raggiungessero infatti il massimo della capacità fisica, l'Iran dovrebbe chiudere i pozzi petroliferi: un'operazione costosa e pericolosa, che può danneggiare i giacimenti in modo permanente.

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Dragamine tedesco partito verso il Mediterraneo

Un dragamine della Marina tedesca è partito verso il Mediterraneo, dove resterà in attesa di una possibile partecipazione a una missione per proteggere la navigazione nello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito il ministro della Difesa Boris Pistorius, spiegando che il "Fulda" e' salpato e viene trasferito nell'area per preparare un eventuale intervento. "Lo stiamo spostando, per così dire, nel Mediterraneo", ha detto Pistorius, precisando che Berlino si prepara ad agire nel caso in cui si arrivi a "un cessate il fuoco, una tregua duratura o un quadro giuridico internazionale" che consenta il coinvolgimento tedesco, in riferimento alla guerra in Iran. Secondo il ministero della Difesa, il "Fulda", impegnato finora nelle operazioni del gruppo navale permanente contromisure mine della Nato attivo nel Mare del Nord e nel Baltico, è partito dalla base navale di Kiel intorno alle 14. Dopo circa due settimane di navigazione, una volta nel Mediterraneo, si unirà al gruppo navale Nato Snmg 2 fino a nuove decisioni, ha indicato un portavoce del ministero, Mitko Muller. Il dragamine, con un equipaggio di circa 40-45 militari, procede lentamente per le sue caratteristiche tecniche, e il suo trasferimento ha l'obiettivo di guadagnare tempo nel caso venga deciso un coinvolgimento tedesco in una missione di pace nello Stretto di Hormuz. In precedenza Pistorius aveva chiarito che le condizioni per una partecipazione sono la cessazione completa delle ostilita' e un mandato parlamentare.

Corea del Sud: "Nostra nave in fiamme dopo un'esplosione nello stretto di Hormuz"

Una nave sudcoreana è "in fiamme" dopo un'esplosione nello Stretto di Hormuz. Lo hanno reso noto le autorità sudcoreane. 

Idf, 2 militari feriti in scontro a fuoco con miliziani Hezbollah

Due militari israeliani sono rimasti feriti in modo non grave durante uno scontro a fuoco con miliziani di Hezbollah nel sud del Libano questa mattina. Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno dichiarato che i soldati sono stati trasportati in elicottero in ospedale. L'incidente è avvenuto dopo che le truppe dell'Unità di Ricognizione della Brigata Golani si sono imbattute in diversi uomini armati di Hezbollah. I miliziani hanno aperto il fuoco contro le truppe, ferendo due soldati. I militari hanno risposto al fuoco e l'aviazione israeliana ha colpito anche postazioni di Hezbollah nella zona.  L'esercito continua ad operare nell'area, concludono le Idf citate dal Times of Israel. 

Post di Trump su confronto con Teheran: "Usa 100% operativi, loro distrutti e leader morto"

Donald Trump è tornato a pubblicare su Truth Social contenuti sull’Iran, condividendo questa volta un’immagine che, secondo l’amministrazione americana, riassume e mette a confronto la situazione attuale delle due parti nel conflitto. Da un lato vengono mostrati gli Stati Uniti, con il presidente vivo e forze armate - Marina, Aeronautica e sistemi di difesa missilistica - descritte come "100% operative". Dall’altro lato, l’Iran viene rappresentato con la Guida Suprema, Ali Khamenei, indicata come "morta" e con Marina, Aeronautica e difese missilistiche definite "distrutte".

Tv Iran: "Sparati colpi di avvertimento contro cacciatorpediniere americane a Hormuz"

La marina iraniana ha "sparato colpi di avvertimento con missili da crociera, razzi e droni da combattimento" vicino a cacciatorpediniere statunitensi che attraversavano lo Stretto di Hormuz, secondo quanto riportato dalla televisione di stato. "A seguito del disprezzo mostrato dai cacciatorpediniere sionisti americani per un avvertimento iniziale, la marina ha lanciato colpi di avvertimento sparando missili da crociera, razzi e droni da combattimento intorno alle navi nemiche". Nel frattempo, l'esercito statunitense ha dichiarato che due cacciatorpediniere lanciamissili sono entrati nel Golfo. 

Francia: "La navigazione a Hormuz deve rimanere libera"

"I mari internazionali devono rimanere di libero passaggio in ogni parte del mondo". Lo ha dichiarato il ministro dell'Economia francese, Roland Lescure, al suo arrivo alla riunione dell'Eurogruppo, rispondendo a una domanda sul possibile cambio di status quo dello Stretto di Hormuz. "Non ho intenzione di imporre dazi sul Canale della Manica, e nemmeno il Regno Unito. I mari internazionali devono avere un passaggio libero", ha concluso.

Pierrakakis: "Hormuz non diventi autostrada a pedaggio"

"La libertà di navigazione e far sì che lo Stretto di Hormuz non diventi un'autostrada a pedaggio è una condizione imprescindibile, una necessità assoluta". Lo ha dichiarato il presidente dell'Eurogruppo, Kyriakos Pierrakakis, al suo arrivo alla riunione dell'Eurogruppo. "Sosteniamo, per via diplomatica, qualsiasi iniziativa che vada in questa direzione", ha concluso.

Usa: "Navi della Marina stanno operando nel Golfo Arabico"

"Navi della Marina americana dotate di missili guidati stanno attualmente operando nel Golfo Arabico, dopo aver attraversato lo Stretto di Hormuz a sostegno del Project Freedom". Lo afferma il Centcom. "Le forze americane stanno attivamente assistendo gli sforzi volti a ripristinare il transito per la navigazione commerciale", ha aggiunto il Centcom. 

Madrid: "Enorme sintonia con il Vaticano su posizioni in Medio Oriente"

Papa Leone XIV ha ricevuto oggi in udienza privata il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares, convocato in Vaticano per un incontro con il suo omologo alla Santa Sede, monsignor Richard Gallagher, segretario di Stato per i rapporti con gli Stati. A darne notizia è stato lo stesso Albares, in dichiarazioni riprese dall'emittente pubblica Tve, al termine dell'udienza privata con il pontefice, in cui ha evidenziato la "enorme sintonia" e "coincidenza di posizioni" del Vaticano rispetto alla "politica estera della Spagna". Albares ha assicurato di aver ricevuto la notizia dell'udienza papale "come un gesto di forte riconoscimento, di amicizia e affetto verso la Spagna". "Sono cosciente di cosa rappresenti questo incontro in un'agenda tanto intensa come quella del Santo Padre e che abbia trovato il tempo di ricevermi e avere uno scambio sia sulla sua visita" a Madrid, Barcellona e alle Canarie fra il 6 a il 12 giugno, "che sulla situazione internazionale", ha aggiunto. Durante l'udienza, il capo della diplomazia iberica e Leone XIV hanno parlato "di alcuni dei momenti forti di questa visita" pastorale nella penisola iberica "e della cerimonia alla Sagrada Familia di Barcellona", per il centenario della morte di Antoni Gaudì. Il Papa "è una persona che conosce bene la Spagna" e "la conversazione è avvenuta in spagnolo, un idioma che domina perfettamente", ha detto Albares, assicurando di aver parlato con Prevost "delle sue origini spagnole, in particolare galiziane per via materna". Alla luce del colloquio con il pontefice e con  monsignor Gallagher, l'esponente del governo Sanchez ha messo in evidenza "una grande coincidenza sulle posizioni del Vaticano" rispetto alla "politica estera umanitaria della Spagna in questo momento". "Molto chiaramente sul conflitto in Medio Oriente, il rifiuto della guerra in Palestina e anche in Ucraina, la difesa del diritto internazionale e del multilateralismo per affrontare le grandi sfide globali", ha concluso Albares. 

Idf: "Due soldati feriti in scontro con Hezbollah al sud"

Due soldati israeliani sono rimasti feriti moderatamente in uno scontro con Hezbollah nel sud del Libano. Lo ha riferito l'Idf, precisando che i militari della brigata Golani hanno risposto al fuoco dei miliziani e l'aeronautica ha colpito edifici militari e una postazione anticarro del gruppo sciita filo-iraniano. 

Pierrakakis: "Libertà navigazione a Hormuz è necessità assoluta"

"Per noi, la libertà di navigazione e il fatto che lo Stretto di Hormuz non diventi una strada a pedaggio è una condizione sine qua non, una necessità assoluta". Lo afferma Kyriakos Pierrakakis, ministro greco dell'Economia e presidente dell'Eurogruppo, entrando alla riunione dei ministri dei Paesi che utilizzano l'euro. "Quindi sosteniamo con mezzi diplomatici, qualsiasi iniziativa che si allinei a queste direttive", aggiunge.

Libano, ministro: "17 morti in 24 ore; continuano raid al sud"

Nelle ultime 24 ore 17 persone sono morte e altre 35 sono rimaste ferite in raid israeliani nel sud del Libano. Lo ha riferito il ministero della Salute di Beirut. Secondo quanto riportato dall'emittente libanese Al-Mayadeen, affiliata a Hezbollah, nel Libano meridionale continuano gli attacchi dell'Idf.

Media Teheran: "Missile avvertimento contro navi Usa a Hormuz"

La marina iraniana ha lanciato un "colpo di avvertimento" con missili da crociera contro cacciatorpediniere statunitensi nello Stretto di Hormuz. Lo riporta la televisione di stato iraniana. "A seguito del disprezzo mostrato dai cacciatorpediniere sionisti americani per l'avvertimento iniziale, la Marina ha lanciato un colpo di avvertimento sparando missili da crociera, razzi e droni da combattimento intorno alle navi nemiche aggressori", ha annunciato la tv iranana. Poco fa le forze armate statunitensi hanno dichiarato che due cacciatorpediniere lanciamissili sono entrati nel Golfo.

Bce: "Per impatto crisi servirà tempo, mantenere la calma"

"La mia impressione è che, per capire quale sarà l'impatto del conflitto sulla crescita, dovremo aspettare ancora un po'". Lo ha dichiarato il vicepresidente della Banca centrale europea, Luis De Guindos, in audizione presso la commissione per gli Affari economici del Parlamento europeo dopo la presentazione del report annuale della Bce. "Abbiamo alcuni indicatori anticipatori, alcuni dati 'soft', come il sentiment dei consumatori, la cui evoluzione e' stata molto negativa. Per questo penso che la decisione del Consiglio direttivo, presa all'unanimità, sia stata quella corretta. Dovremo aspettare fino a giugno: avremo più informazioni e nuove proiezioni", ha aggiunto, sostenendo che "l'idea è raccogliere più informazioni sull'evoluzione del conflitto, che è una variabile esogena che non controlliamo". "In situazioni di questo tipo, con un contesto geopolitico molto complicato, è molto importante mantenere la calma e procedere basandosi sui dati, riunione dopo riunione: questa sarà la strategia che adotteremo", ha spiegato De Guindos, aggiungendo anche: "la mia opinione personale è che forse lo shock dal lato dell'offerta si sia riflesso più rapidamente sugli indicatori di inflazione che su quelli della crescita". Rispetto a un paragone con la situazione nel 2021-22, De Guindos ha concluso che "la politica monetaria è in una situazione completamente diversa, e anche la politica fiscale".

Emirati: "Revocato allarme minaccia missilistica"

Revocato l'allarme per una minaccia missilistica negli Emirati Arabi Uniti. Il ministero dell'Interno di Abu Dhabi, in un nuovo messaggio inviato sui cellulari dei residenti, ha comunicato che "la minaccia è cessata e la situazione è attualmente sicura". Lo ha riferito al-Arabiya.

Stretto di Hormuz, l'operazione Usa per liberare le navi

Bessent: "Abbiamo il controllo di Hormuz, lo stiamo aprendo"

"Abbiamo il pieno controllo" dello Stretto di Hormuz: lo "stiamo aprendo". Lo ha detto il segretario al Tesoro Scott Bessent in un'intervista a Fox, ribadendo che l'economia iraniana è in "caduta libera". 

Leader Hezbollah: "I nostri combattenti sono mobili e colpiscono le forze di invasione"

I combattenti di Hezbollah presenti a sud del fiume Litani "non sono fissi in uno spazio geografico determinato" ma operano con tattiche mobili di "attacco e ripiegamento" per colpire "le forze d'invasione israeliane" e impedirne il consolidamento nelle aree occupate. Lo ha affermato il segretario generale del movimento sciita, Naim Qassem, spiegando che i combattenti provengono da diverse regioni del paese e si procurano armi adeguate per condurre operazioni flessibili lungo il fronte meridionale.

Libano, intensi scontri tra israeliani e Hezbollah sul Litani

Si combatte per il controllo di un tratto del fiume Litani nel sud del Libano, dove si concentrano nelle ultime ore scontri tra Hezbollah e l'esercito israeliano. Lo riferiscono fonti locali, secondo cui combattimenti sono in corso nell'area di Deir Seryan, nel distretto di Nabatiye, località affacciata sul Litani insieme ad altri centri della regione meridionale. Le detonazioni dei colpi sono state udite fino a Meifdun. Un raid aereo ha colpito la zona tra Deir Seryan e Zawtar esh Sharqiye, sui due lati del fiume, mentre artiglieria israeliana ha preso di mira Meifdun e le aree circostanti di Shukin e Zibdin, tutte località che gravitano sul bacino del Litani. Nel distretto di Tiro, l'aviazione ha colpito Srifa e Hanniye è stata bersagliata da tiri di artiglieria. Un raid ha inoltre interessato Kafra, nel distretto di Bint Jbeil. Nel distretto di Marjayun, le forze israeliane hanno fatto esplodere e distrutto completamente un istituto tecnico a Qantara, in un quadro di intensificazione delle operazioni lungo l'asse meridionale del paese. 

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Leader di Hezbollah: "Non c'è un cessate il fuoco ma un'aggressione israelo-americana"

Non esiste alcun cessate il fuoco in Libano ma "un'aggressione israelo-americana continua". Lo ha affermato il segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, denunciando il fatto che Israele continua a "prendere di mira civili" e a "distruggere villaggi e cittadine" nel sud del paese. Qassem ha inoltre dichiarato che "non esiste alcuna 'linea gialla' né zona cuscinetto, e non ce ne sarà alcuna", in riferimento alla cosiddetta "fascia di sicurezza" che Israele dice di voler creare lungo la linea di demarcazione tra i due paesi. Quest'area è estesa per circa una decina di chilometri all'interno del territorio libanese e comprende circa 60 località, dove da settimane vengono sistematicamente distrutte abitazioni e infrastrutture civili. Israele afferma di distruggere infrastrutture di Hezbollah ma gli stessi media israeliani hanno documentato, con fonti interne all'Idf, la tattica di distruggere ogni tipo di infrastruttura nella zona. 

Bce: "Situazione economica altamente incerta"

"La Bce rimane concentrata sul proprio mandato di stabilità dei prezzi. L'attuale situazione economica è altamente incerta alla luce della guerra in Medio Oriente e i mercati energetici restano estremamente volatili". Lo ha dichiarato il vicepresidente della Banca centrale europea, Luis De Guindos, in audizione presso la commissione per gli Affari economici del Parlamento europeo dopo la presentazione del report annuale della Bce. "Il Consiglio direttivo, che continua a seguire un approccio basato sui dati, riunione per riunione, ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse nell'ultima riunione della scorsa settimana. Monitoreremo attentamente gli sviluppi per adempiere al nostro mandato", ha aggiunto.

Beirut: "Quattro persone uccise in attacchi israeliani nel sud"

Il Ministero della Salute libanese ha dichiarato che quattro persone sono rimaste uccise negli attacchi israeliani nel Libano meridionale, incluso il villaggio di Yohmor al-Shaqif, che non era stato incluso nei precedenti avvisi di evacuazione. Lo riporta Haaretz. Poco prima degli attacchi, l'esercito israeliano aveva emesso avvisi di evacuazione per diversi villaggi nella zona di Tiro, affermando di aver preso di mira le infrastrutture di Hezbollah a seguito di quelle che ha definito violazioni dell'accordo di cessate il fuoco. 

Attacco a petroliera Emirati, Gargash accusa Teheran di "pirateria marittima"

"L'aggressione iraniana continua senza sosta, con atti di pirateria marittima". Lo ha scritto su X Anwar Gargash, consigliere del presidente emiratino, dopo che il Paese del Golfo ha denunciato un attacco con due droni che ha preso di mira una petroliera legata alla Adnoc (Abu Dhabi National Oil Company) nello Stretto di Hormuz.

La minaccia dell'Iran "alla sicurezza e alla stabilità della regione continua e non può essere ignorata", ha proseguito Gargash, secondo "la posizione degli Emirati rimane ferma nel respingere l'aggressione e nel difendere la libertà di navigazione in questo vitale passaggio internazionale".

Centcom: "Due navi battenti bandiera Usa hanno attraversato Hormuz" (2)

"Le forze americane stanno assistendo attivamente gli sforzi volti a ripristinare il transito per la navigazione commerciale. Come primo passo, due navi mercantili battenti bandiera statunitense hanno attraversato con successo lo Stretto di Hormuz e stanno proseguendo il loro viaggio in sicurezza", afferma il Centcom su X.

Centcom: "Due navi battenti bandiera Usa hanno attraversato Hormuz"

Due navi mercantili battenti bandiera americana hanno transitato con successo attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo annuncia il Centcom su X. 

Pasdaran annunciano confini area Stretto Hormuz sotto il loro controllo

Le forze dei Guardiani della Rivoluzione dell'Iran hanno annunciato una nuova "zona di controllo" nello Stretto di Hormuz, definendone i confini, mentre cresce la tensione con gli Stati Uniti dopo il lancio dell'Operazione 'Project Freedom'.

Secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Tasnim, la zona sotto il controllo dei Pasdaran è delimitata a sud dalla linea che collega Kuh-Mobarak, sulla costa iraniana, a Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti. A ovest, invece, il confine collega la punta occidentale dell'isola iraniana di Keshm a Umm al-Quwain, sempre negli Emirati.

Al Jazeera: "Nuova mappa iraniana di Hormuz taglia definitivamente fuori gli Emirati"

La nuova mappa dell'area dello stretto di Hormuz controllata e amministrata dalle forze di Teheran mostrata dalla marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane "elimina la possibilità per gli Emirati Arabi Uniti di aggirare lo Stretto di Hormuz per vendere il proprio petrolio, poiché la linea si estende ora oltre Fujairah, che gli Emirati Arabi Uniti utilizzavano come punto strategico per continuare a esportare petrolio sul mercato globale durante la guerra". Lo scrive Al Jazeera in un'analisi pubblicata sul suo sito. "Gli iraniani stanno estendendo le linee oltre Fujairah. Quindi, in una certa misura, queste nuove linee impediscono anche agli Emirati Arabi Uniti di utilizzare le proprie acque territoriali - si legge - . Questa mappa è troppo ambiziosa e cambierà sicuramente gli equilibri di potere nella regione. Se attuata, renderà l'Iran la potenza dominante in questo nuovo ordine regionale e in questo nuovo assetto di sicurezza". 

Media: "Esercito Usa autorizzato a colpire motoscafi e missili dei pasdaran"

Un alto funzionario americano ha dichiarato a Barak Ravid, analista di Axios, che "le regole d'ingaggio per le forze Usa in Medio Oriente sono state modificate ed è stato concesso loro di attaccare le minacce immediate contro le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz". Fra queste, sarebbero compresi anche "i motoscafi delle Guardie Rivoluzionarie o le postazioni missilistiche iraniane". 

Axios: "Trump stufo di stallo e vuole azione, cambiate regole ingaggio a Hormuz"

Donald Trump è sempre più frustrato dallo "stallo" nei negoziati con l’Iran e vuole passare all’azione per uscire dall’attuale fase di "né accordo né guerra". Lo ha riferito ad Axios un funzionario americano, spiegando che il presidente "non vuole restare fermo a guardare: vuole esercitare pressione e arrivare a un’intesa". In questo contesto, sarebbero cambiate le regole d’ingaggio nello Stretto di Hormuz: le forze statunitensi sono ora autorizzate a colpire immediatamente qualsiasi minaccia contro le imbarcazioni in transito, in particolare quelle provenienti da barchini dei pasdaran o da postazioni missilistiche iraniane. 

Secondo alcune ricostruzioni, giovedì sera era stato presentato a Trump un piano più aggressivo, che prevedeva l’invio di navi militari per riaprire lo stretto con la forza. All’ultimo momento, però, il presidente avrebbe optato per una strategia più prudente. La decisione è stata quindi quella di scortare le navi - statunitensi e non - fornendo indicazioni per evitare eventuali mine e mantenendo le forze armate pronte a intervenire in caso di attacchi iraniani. Non è previsto, per ora, un sistema di scorta ravvicinata: unità navali e aeree resteranno "nelle vicinanze", pronte ad agire. Il dispositivo, denominato "Project Freedom", comprende cacciatorpediniere lanciamissili, droni, oltre 100 velivoli e circa 15.000 militari.

Dietro questa scelta si intravede però il rischio di un’escalation. Una fonte vicina al presidente parla infatti dell'"inizio di un processo che potrebbe portare a un confronto con gli iraniani", sottolineando che la missione - presentata come "umanitaria" per liberare le navi bloccate - potrebbe anche servire a legittimare un’eventuale risposta militare: "Se gli iraniani reagiranno, saranno loro a passare per aggressori e noi avremo la legittimità per intervenire". Nel frattempo, i canali diplomatici restano aperti. Gli emissari di Trump, Jared Kushner e Steve Witkoff, continuano a scambiarsi proposte con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. "I colloqui proseguono, ma le offerte non convincono nessuna delle due parti", ha ammesso un alto funzionario, aggiungendo che resta incerta la posizione della guida suprema, Mojtaba Khamenei, e che le comunicazioni sono difficoltose, rallentando i negoziati. "Potremmo essere vicini a definire i contorni di un possibile accordo - oppure si andrà verso pesanti bombardamenti", ha concluso la fonte.

Media, colpo avvertimento Pasdaran a nave Usa a Hormuz

L'Iran ha sparato un colpo di avvertimento contro una nave da guerra Usa per impedirle di entrare nello Stretto di Hormuz. Lo ha affermato un alto funzionario iraniano a Reuters, precisando che non è chiaro se siano stati causati danni.

Comandante Centcom ha sorvolato acque Hormuz a bordo elicottero

L'ammiraglio Brad Cooper, comandante del Centro di Comando degli Stati Uniti (Centcom), ha sorvolato le acque "regionali" dello Stretto di Hormuz a bordo di un elicottero Apache Ah-64. Lo ha indicato lo stesso Centcom in un post su X, precisando che i fatti risalgono a ieri, "alla vigilia" dell'avvio dell'Operazione 'Project Freedom', annunciata dal presidente Donald Trump per sbloccare il transito delle navi commerciali nello stretto. 

Secondo il post, sabato scorso Cooper ha anche  fatto visita ai militari a bordo di due navi della Marina Usa che stanno pattugliando le acque del Mar Arabico.

Tajani riunisce ambasciatori in Mo, focus su Hormuz e crisi Golfo

Il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha riunito gli Ambasciatori italiani in Medio Oriente ''per fare il punto sulla crisi nel Golfo, la chiusura dello Stretto di Hormuz e l’assistenza ai nostri connazionali''. Su 'X' Tajani ha detto di aver ''chiesto alle nostre Ambasciate di proseguire con un monitoraggio costante e puntuale del quadro di sicurezza, per garantire un supporto tempestivo ed efficace agli italiani presenti nell’area''.

Tajani ha sottolineato che ''l'obiettivo condiviso è una pace duratura, con un accordo sul cessate il fuoco, la riapertura dello Stretto di Hormuz che garantisca la libertà di navigazione e la cessazione del programma nucleare iraniano a fini militari''. Il vice premier ha aggiunto ''seguiamo anche la situazione in Libano: l’Iran deve esercitare la propria influenza su Hezbollah per fermare gli attacchi contro Israele''. Il titolare della Farnesina ha ribadito che ''lavoriamo per favorire un’immediata de-escalation e il ritorno al dialogo diplomatico, in coordinamento con i partner europei e internazionali''.

Biennale Arte, 'l'Iran non vi prenderà parte'

La Repubblica Islamica dell'Iran non parteciperà alla 61/a Esposizione Internazionale d'Arte, In Minor Keys di Koyo Kouoh. Lo rende noto la Biennale di Venezia, in seguito alla comunicazione giunta dall'Iran. La lista ufficiale comprende 100 Partecipazioni Nazionali, con la Repubblica Unita della Tanzania e la Repubblica delle Seychelles, sopraggiunte dopo l'annuncio del 4 marzo.

Comando militare Usa smentisce che una loro nave sia stata colpita a Hormuz

Gli Stati Uniti smentiscono che una loro nave sia stata attaccata da 2 missili nello Stretto di Hormuz, come riportato dalla stampa iraniana. «Nessuna nave della Marina statunitense è stata colpita. Le forze statunitensi stanno supportando il "Project Freedom" e applicando il blocco navale sui porti iraniani», si legge in un post pubblicato su X dal comando militare centrale degli Usa.

Emirati, l'Iran ha lanciato droni contro una nostra petroliera

L'Iran ha lanciato droni contro una petroliera affiliata alla compagnia nazionale petrolifera emiratina (Adnoc) nello Stretto di Hormuz. Lo ha denunciato Abu Dhabi, condannando l'attacco. "Prendere di mira il traffico marittimo commerciale e utilizzare lo Stretto di Hormuz come strumento di coercizione economica o di ricatto rappresenta un atto di pirateria da parte dei Guardiani della Rivoluzione islamica iraniani", ha affermato il ministero degli Esteri, aggiungendo che non ci sono stati feriti. 

Teheran, lavoriamo con Oman per meccanismo congiunto su Hormuz

Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei ha dichiarato che Iran e Oman stanno lavorando a un meccanismo congiunto per garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, coordinandosi con gli altri due Stati costieri per assicurare il transito marittimo in questa vitale via d'acqua. Lo si legge nell'account ufficiale del Governo della Repubblica islamica dell'Iran

Iran: eseguite altre 3 condanne a morte, 5 da sabato

In Iran sono state eseguite alle prime ore di oggi le condanne a morte inflitte a tre persone in relazione alle proteste dello scorso gennaio. Lo ha reso noto Mizan, il sito web della magistratura della Repubblia islamica. I tre, tutti uomini, sono stati accusati di aver preso parte alle proteste nella città di Mashhad, nel nordest dell'Iran, e di coinvolgimento in un complotto con legami con Israele. Sabato erano state eseguite le condanne a morte inflitte a due persone accusate di spionaggio a favore di Israele e collaborazione con il Mossad. Dal 28 febbraio, quando Usa e Israele hanno avviato operazioni militari contro l'Iran fermate dalla tregua in atto, dalla Repubblica islamica sono arrivate notizie di diverse condanne a morte inflitte a uomini accusati di spionaggio a favore di Israele. Organizzazioni per i diritti umani accusano Teheran di usare le esecuzioni come strumento di intimidazione.  

Axios, Trump stufo dello stallo, 'accordo a breve o bombe'

Donald Trump è stufo della situazione di stallo "nessun accordo, nessuna guerra" in Iran. E con l'operazione Project Freedom punta a fare pressione per un accordo altrimenti ci sarà di nuovo guerra. "Il presidente vuole agire. Non vuole restare con le mani in mano. Vuole fare pressione. Vuole un accordo", ha dichiarato ad Axios un alto funzionario statunitense. "Ci sono colloqui. Ci sono offerte. Le loro non ci piacciono. Le nostre non piacciono a loro. Non conosciamo ancora la situazione del [leader supremo]. E stanno portando messaggi a mano nelle grotte o ovunque lui o chiunque altro si nasconda. Questo rallenta il processo", ha dichiarato un alto funzionario statunitense. Witkoff ha consigliato a Trump di proseguire i negoziati e ha presentato una valutazione ottimistica sulle probabilità di raggiungere un accordo, ma altri alti funzionari sono molto più pessimisti, secondo quanto riferito da diverse fonti statunitensi. "Stiamo esaminando i contorni concreti di un accordo realizzabile a breve, oppure li farà saltare in aria completamente", ha affermato l'alto funzionario. 

Idf, eliminati 2 terroristi di Hamas dopo essersi avvicinati alla Linea Gialla

Le Forze di difesa israeliane hanno eliminato un militante del Battaglione Beit Lahia di Hamas dopo che si era avvicinato alle truppe nella zona della Linea Gialla. Lo ha reso noto il portavoce delle Forze di Difesa Israeliane, precisando che le informazioni dell'intelligence hanno rivelato che il terrorista aveva lanciato razzi contro Israele durante tutto il conflitto. È stato inoltre riferito che la 188ª Brigata di Combattimento ha eliminato un altro terrorista nella Striscia di Gaza meridionale che si era avvicinato alla zona della Linea Gialla e alle forze di sicurezza.

Israele: fermento sulla scena politica in vista elezioni

Fermento sulla scena politica israeliana in vista delle elezioni previste il prossimo autunno, tra l'annuncio dell'ingresso nell'arena di volti nuovi e la notizia di colloqui tra altri due leader dell'opposizione, dopo la creazione di una lista congiunta Naftali Bennett-Yair Lapid. Sharon Sharabi, fratello degli ex ostaggi a Gaza Eli e Yossi, è entrato a far parte del partito Yisrael Beiteinu e si candiderà alle primarie per la Knesset. Sharabi ha affermato di essere cresciuto con i valori del "vecchio Likud", ovvero nazionalismo e senso dello Stato, ma che oggi a rappresentarli è Yisrael Beiteinu e il suo leader, Avigdor Liberman. Nuova linfa anche nei Democratici di Yair Golan: e' atteso l'annuncio dell'adesione al partito di sinistra e candidatura alle primarie di Moran Zer-Katzenstein, fondatrice di Bonot Alternative, un movimento che difende i diritti delle donne e promuove la democrazia in Israele. Intanto, dopo l'annuncio della lista congiunta 'Insieme' di Bennett e Lapid, Yedioth Ahronoth ha riportato di colloqui tra Gadi Eisenkot e Liberman su una possibile fusione tra i due partiti in un'unica lista alla prossima tornata elettorale. Si tratta di colloqui preliminari e la questione della leadership non e' ancora stata discussa, ha sottolineato Ynet, ma i due si sono già scambiati messaggi ed e' previsto un incontro per questa settimana. 

Ue: abbiamo visione su jet fuel, in settimana linee guida

La Commissione europea "ha una visione completa della quantita' di carburante che hanno i nostri Stati membri", e in settimana pubblicherà a riguardo delle linee guida per le compagnie aeree. Lo ha dichiarato la portavoce della Commissione europea per l'Energia, Anna-Kaisa Itkonen, nel briefing quotidiano con la stampa. Le linee guida riguarderanno tra le altre cose le misure anti-tankering, ovvero contro la pratica delle compagnie aeree di viaggiare con piu' carburante del necessario per risparmiare sui rifornimenti, cosi' come le possibili importazioni del carburante per aerei di tipo A utilizzato negli Stati Uniti. "Dall'inizio della crisi ci riuniamo settimanalmente con gli Stati membri, i rappresentanti dell'industria, l'Agenzia Internazionale dell'Energia e altri stakeholder, e il prossimo gruppo di coordinamento sul petrolio si terrà il 7 maggio. Questo meccanismo di condivisione delle informazioni funziona bene, ha aumentato la trasparenza e aiuta a coordinare le nostre azioni", ha sottolineato la portavoce. "In questo contesto, pochi giorni fa abbiamo presentato il piano AccelerateEU. Una delle proposte e' l'istituzione di un osservatorio sui carburanti, che ci aiuterà ad avere una migliore visibilita' anche sulle scorte commerciali, comprese quelle di carburante per aerei, e sui volumi esatti che saranno necessari in futuro", ha concluso. 

Islamabad media il rimpatrio di 22 marinai di una portacontainer iraniana

Secondo quanto riportato dall'agenzia Fars, 15 dei 28 membri dell'equipaggio della nave portacontainer iraniana Touska, fermata dagli Stati Uniti due settimane fa per aver tentato di forzare il blocco statunitense dello stretto di Hormuz, sono già rientrati oggi in Iran. Altri sei membri dell'equipaggio erano già stati rilasciati in precedenza, mentre altri sette si trovano ancora in Pakistan. 

Axios: Usa smentiscono nave colpita da missili iraniani

Un alto funzionario statunitense ha smentito la notizia secondo cui una nave sarebbe stata colpita da missili iraniani vicino allo stretto di Hormuz. Lo scrive su X il giornalista di Axios Barak Ravid. Secondo l'agenzia di stampa iraniana Fars, due missili hanno colpito una nave da guerra statunitense vicino all'isola di Jask dopo che quest'ultima aveva ignorato gli avvertimenti iraniani. 

Teheran: colpita con due missili nave da guerra Usa vicino a Hormuz

L'Iran ha affermato di aver impedito a una nave da guerra statunitense di entrare nello stretto di Hormuz. Secondo l'agenzia di stampa iraniana Fars, due missili hanno colpito la nave da guerra vicino all'isola di Jask dopo che questa aveva ignorato gli avvertimenti iraniani.  L'agenzia di stampa, citando fonti locali, ha affermato che la nave da guerra si è allontanata dalla zona. Inoltre, secondo la tv di stato, la marina iraniana ha affermato di aver impedito l'ingresso di navi da guerra statunitensi nello stretto di Hormuz.

Iran, Bessent: "La produzione petrolifera a rischio stop già la prossima settimana"

La pressione economica e militare degli Stati Uniti sull'Iran potrebbe portare a breve a un blocco della produzione petrolifera del Paese. Lo ha dichiarato il segretario al Tesoro americano, Scott Bessent, in un'intervista a Fox News, indicando un possibile stop dei pozzi già "la prossima settimana".

"Stiamo correndo una maratona negli ultimi 12 mesi e ora stiamo sprintando verso il traguardo", ha affermato Bessent, aggiungendo che le autorità iraniane "non sono più in grado di pagare i loro soldati. Si tratta di un vero blocco economico".

Secondo il segretario al Tesoro, l'industria petrolifera iraniana sarebbe sotto forte pressione a causa delle restrizioni sulle esportazioni di greggio, principale fonte di entrata per Teheran, e del progressivo esaurimento della capacità di stoccaggio. "I loro pozzi petroliferi potrebbero dover iniziare a fermarsi entro la prossima settimana perché lo stoccaggio del greggio si sta riempiendo rapidamente - ha spiegato Bessent - Le infrastrutture energetiche stanno iniziando a scricchiolare, anche a causa di decenni di sanzioni".

Media: "I pasdaran svelano la mappa che illustra il controllo di Teheran su Hormuz"

La marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha presentato una nuova mappa che mostra l'area dello stretto di Hormuz controllata e amministrata dalle forze di Teheran. Lo riportano i media statali iraniani, ripresi da Iran International. La zona sotto il comando dei pasdaran si estenderebbe, secondo la nuova mappa, tra Kuh-e Mobarak in Iran e a Fujairah negli Emirati Arabi Uniti e tra l'estremità dell'isola iraniana di Qeshm e Umm Al Quwain, sempre in territorio emiratino, di fatto ponendo l'intero stretto sotto il controllo dell'Iran l'intero stretto. 

Flotilla, la Procura di Roma indaga per sequestro di persona

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine per sequestro di persona in relazione all'abbordaggio da parte delle autorità israeliane delle 22 barche della Global Sumud Flotilla avvenuto la notte del 29 aprile al largo di Creta in acque internazionali. All'attenzione dei pm di piazzale Clodio sono arrivate tre esposti tra cui due che riguardano la posizione degli attivisti Thiago de Avila e Saif Abukeshek attualmente detenuti in carcere che sono stati prelevati mentre si trovavano a bordo di imbarcazioni italiane. 

Hezbollah: "No a negoziati diretti con Israele. Sarebbero una vittoria per Netanyahu"

Il leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha ribadito in un messaggio trasmesso da al-Manar, televisione libanese vicina all'organizzazione terroristica, la sua opposizione a negoziati diretti con Israele "che porterebbero alla vittoria di Benjamin Netanyahu e sarebbero soddisfacenti per Donald Trump". "Sono favorevole alla diplomazia", ha aggiunto Qassem, ma nella formula di "colloqui indiretti". In merito alla tregua fra Beirut e lo Stato ebraico, il leader di Hezbollah ha affermato che "non c'è nessun cessate il fuoco in Libano", perché "l'aggressione israelo-americana continua". "Non esiste una linea gialla e mai ce ne sarà una", ha concluso Qassem a proposito della zona cuscinetto istituita da Israele nel Libano meridionale. 

Stretto di Hormuz, petroliera viene colpita da proiettili. VIDEO

Zelensky al vertice Epc: "La crisi in Iran minaccia costo della vita e stabilità globale"

"Il conflitto in Iran potrebbe causare instabilità per molto tempo", "far aumentare il costo della vita in tutti i nostri Paesi nei prossimi anni" e "portare a importanti cambiamenti politici. Quindi, prima di tutto, la nostra collaborazione in materia di energia e sicurezza deve essere una cooperazione reale. Dobbiamo aiutarci a vicenda a prepararci per l'inverno e ad affrontare le sfide energetiche". Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aprendo i lavori del vertice della Comunità politica europea Erevan. "Dovremmo inoltre spingere per una soluzione a lungo termine per lo stretto di Hormuz e per il popolo iraniano", ha aggiunto.

Teheran: "Gli Usa abbandonino le richieste massimaliste"

Il portavoce iraniano del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, ha affermato che gli Stati Uniti "devono abbandonare richieste massimaliste" e che sono responsabili della lentezza degli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra. Ieri sera Teheran ha fatto sapere che stava valutando la risposta americana al piano in 14 punti iraniano. 

Teheran, colloqui con Oman per passaggio sicuro delle navi da Hormuz

Sono in corso colloqui bilaterali tra l'Iran e l'Oman per mettere a punto un protocollo che garantisca il transito sicuro delle navi dallo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran Esmaeil Baghaei.

Idf: "10 militanti di Hezbollah uccisi nel Libano del sud negli ultimi 2 giorni"

Le Forze di difesa israeliane hanno ucciso 10 militanti armati di Hezbollah, negli ultimi due giorni, in diverse aree vicino alle forze israeliane nel Libano meridionale. Lo ha comunicato l'Idf, aggiungendo di aver distrutto una postazione di lancio armata e infrastrutture utilizzate per lo stoccaggio delle armi. L'aviazione israeliana ha inoltre colpito infrastrutture di Hezbollah durante la notte, dopo che un attacco era stato diretto contro le truppe. 

Nato, Rutte: "I leader europei hanno recepito il messaggio di Trump"

Gli europei hanno "recepito" il messaggio di frustrazione del presidente americano Donald Trump riguardo alla guerra con l'Iran e stanno "intensificando i loro sforzi". Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato Mark Rutte dopo che il Pentagono ha annunciato il ritiro di 5.000 soldati dalla Germania. "I leader europei hanno recepito il messaggio. Lo hanno sentito forte e chiaro", ha dichiarato Rutte prima dei colloqui con i leader europei in Armenia, riconoscendo la "delusione da parte statunitense" di fronte alla resistenza degli alleati europei all'intervento in guerra.

"Gli europei si stanno impegnando - ha insistito Rutte -. Abbiamo visto tutti questi paesi partecipare con i loro accordi bilaterali, assicurandosi che quando si tratta di richieste di basi e di tutto il supporto logistico".

Rutte

©Ansa

Teheran: "Gli Usa continuano con richieste massimaliste"

Gli Stati Uniti continuano a perseguire richieste "massimaliste" e sono responsabili della lentezza degli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra. Lo ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano  Esmail Baghaei.

Iran, petroliera colpita da "proiettili non identificati" al largo degli Emirati

Una petroliera è stata colpita da ''proiettili non identificati'' al largo degli Emirati Arabi Uniti, nello stretto di Hormuz. Lo ha reso noto l'agenzia britannica per le operazioni commerciali marittime (Maritime Trade Operations Agency) spiegando che tutti i membri dell'equipaggio sono rimasti illesi. L'arttacco è avvenuto a 78 miglia nautiche a nord di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti.

Le autorità degli Emirati hanno avviato un'indagine, si legge nel comunicato, aggiungendo che alle imbarcazioni è stato consigliato di "procedere con cautela".

Idf, nuova ondata di attacchi nel sud del Libano

L'Idf ha iniziato una nuova ondata di raid ''contro infrastrutture di Hezbollah in diverse aree del Libano meridionale''. Lo comunica il portavoce dell'esercito israeliano. 

Iran, Macron: "Non parteciperemo a operazioni poco chiare"

La Francia non parteciperà a operazioni militari "poco chiare" nello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato ai cronisti il presidente francese, Emmanuel Macron, giunto ai lavori del vertice della Comunità Politica Europea a Erevan. 

Iran, evacuato in Pakistan equipaggio di una nave sequestrata dagli Usa

Il governo pakistano ha dichiarato che i 22 membri dell'equipaggio di una nave portacontainer iraniana sequestrata dagli Stati Uniti sono stati evacuati in Pakistan e saranno consegnati oggi alle autorità di Teheran. Il governo di Islamabad ha aggiunto che l'imbarcazione verrà riportata nelle acque pakistane dopo le riparazioni necessarie, prima di essere restituita ai proprietari.

Teheran: "Ogni movimento da Hormuz deve essere coordinato con noi"

"La sicurezza dello stretto di Hormuz è sotto il controllo dell'Iran e in ogni circostanza qualsiasi movimento sicuro deve avvenire in coordinamento con l'Iran". Lo ha dichiarato il comandante del quartier generale del Comando di Khatam al-Anbiya, Ali Abdollahi, dopo che il presidente Donald Trump ha annunciato che gli Stati Uniti inizieranno a guidare le navi attraverso il canale a partire da oggi. 

Teheran: "Forze Usa saranno attaccate se si avvicinano a Hormuz"

"Avvertiamo che qualsiasi forza armata straniera, in particolare l'esercito americano invasore, se intende avvicinarsi e entrare nello stretto di Hormuz, sarà soggetta ad attacco". Lo ha dichiarato il comandante del quartier generale centrale iraniano di Hazrat Khatam al-Anbiya, riportato dall'agenzia Tasnim su X.

Macron: "Riapertura di Hormuz sia concordata tra Iran e Usa"

Emmanuel Macron ha chiesto la riapertura dello Stretto di Hormuz "concordata l'Iran e gli Stati Uniti", al suo arrivo in Armenia per l'ottavo vertice della Comunità Politica Europea. Il presidente francese si è mostrato scettico riguardo alla nuova operazione lanciata da Donald Trump per sbloccare questa importante via strategica, sottolineando l'esistenza di un quadro giudicato "non chiaro".

Araghchi sente l'omologo pakistano, focus sulla situazione a Hormuz

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il suo omologo pakistano Mohammad Ishaq Dar hanno avuto una conversazione telefonica ieri sera, discutendo di sicurezza regionale, degli sforzi diplomatici in corso da parte di Islamabad per porre fine alla guerra tra Iran e Stati Uniti e in particolare della situazione nello stretto di Hormuz, secondo quanto riportato dall'agenzia Isna. L'Iran ha avvertito che considererà qualsiasi mossa degli Stati Uniti nello Stretto come una violazione del cessate il fuoco, dopo che il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti inizieranno a scortare le navi attraverso lo stretto bloccato a partire da oggi. 

Iran: "Qualsiasi interferenza su Hormuz sarà considerata violazione della tregua"

Teheran considererà qualsiasi «interferenza statunitense» nello Stretto di Hormuz una violazione del cessate il fuoco in vigore, dopo l'annuncio da parte del presidente degli Usa, Donald Trump, di un'operazione di scorta alle navi bloccate nel Golfo. «Qualsiasi interferenza statunitense nel nuovo regime marittimo dello Stretto di Hormuz sarà considerata una violazione del cessate il fuoco», ha scritto su X Ebrahim Azizi, presidente della commissione per la sicurezza nazionale del parlamento.

Hormuz

Macron: "Project Freedom di Trump? Non conosco questa iniziativa"

"Non so quale sia questa iniziativa". Così ha risposto il presidente francese Emmanuel Macron a chi gli chiedeva se prenderà parte all'iniziativa Project Freedom annunciata da Trump per liberare le navi nello stretto di Hormuz. "Noi non parteciperemo a nessuna operazione di forza in un contesto che, per quanto mi riguarda, non mi sembra chiaro". 

Iran, Kallas: "Diversificare le rotte commerciali e ridurre i rischi"

"Si sta cercando di capire come diversificare le rotte commerciali e, insomma, ridurre i rischi". Lo ha detto l'Alto rappresentate per la Politica estera e la Sicurezza, Kaja Kallas rispondendo a una domanda sul blocco commerciale nello stretto di Hormuz. La responsabile della politica estera della Ue partecipa al vertice della Comunità politica europea che si tiene a Yerevan, in Armenia. "Naturalmente, dobbiamo valutare cosa possiamo fare in questo senso e chi sono i nostri partner" ha aggiunto. 

Hamas ha eletto i suoi capi, Meshaal leader supremo

I membri di Hamas nella Striscia di Gaza hanno eletto Khaled Mashaal come leader supremo del movimento. Lo riporta il quotidiano libanese Al-Akhbar, secondo cui Khalil al-Hayya è stato eletto leader di Hamas a Gaza e Zaher Jabareen a capo del gruppo in Cisgiordania. Al-Hayya e Jabareen ricoprivano già tali ruoli senza elezioni, avendoli assunti in seguito all'uccisione di Yahya Sinwar e Saleh al-Arouri da parte di Israele. Tuttavia, il quotidiano filo-Hezbollah precisa che i risultati si riferiscono solo al voto di Gaza e non dice se le votazioni si siano già svolte anche nelle altre aree coinvolte nel processo decisionale complessivo, ovvero la Cisgiordania e l'estero. Hamas di solito tiene le elezioni per la leadership ogni quattro anni, ma l'ultima votazione, inizialmente prevista per il 2025, è stata rinviata a causa della guerra. 

Iran, Gb: "Minaccia critica nello Stretto di Hormuz"

L'Agenzia britannica per le operazioni marittime (UK Maritime Trade Operations) ha dichiarato che il livello di minaccia alla sicurezza marittima nello Stretto di Hormuz rimane critico a causa delle continue operazioni militari regionali, avvertendo le navi commerciali di prestare maggiore attenzione. In un avviso emesso oggi, l'Ukmto ha dichiarato che i naviganti devono aspettarsi una maggiore presenza navale e misure di protezione più rigorose nella zona. Le imbarcazioni potrebbero inoltre essere soggette a comunicazioni radio VHF da parte delle forze militari e a congestione in prossimità dei principali punti di ancoraggio.

L'Ukmto ha dichiarato che le navi che scelgono di attraversare lo stretto dovrebbero valutare la possibilità di instradare le proprie imbarcazioni attraverso le acque territoriali dell'Oman a sud del sistema di separazione del traffico. A causa del volume di traffico previsto, si consiglia di coordinarsi con le autorità omanite tramite il canale VHF 16 per garantire la sicurezza della navigazione. Secondo quanto riportato nell'avviso, la Marina degli Stati Uniti ha istituito una zona di sicurezza rafforzata a sud del sistema di separazione del traffico per agevolare i transiti attraverso lo stretto.

Idf emette avviso di evacuazione per 4 villaggi nel Libano meridionale

Il portavoce in lingua araba delle Forze di Difesa Israeliane, Avichay Adraee, ha diramato un avviso di evacuazione per gli abitanti dei villaggi e delle città di Qana, Debaal, Qaqaiyat al-Jisr e Srifa, nel distretto di Tiro, nel Libano meridionale. Nel comunicato, l'esercito ha affermato di prepararsi a operare "con la forza" nelle aree interessate, citando quelle che ha definito violazioni dell'accordo di cessate il fuoco da parte di Hezbollah. "Chiunque si trovi vicino a membri di Hezbollah o alle sue strutture mette a rischio la propria vita", si legge nel comunicato.

Guerra Iran, Trump: da oggi operazione per liberare le navi bloccate a Hormuz. VIDEO

Imo, fino a 20.000 marinai bloccati nel Golfo Persico

Secondo l'Organizzazione marittima internazionale (Imo), fino a 20.000 marittimi sono rimasti bloccati su circa 2.000 navi nello stretto di Hormuz dall'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, alla fine di febbraio. Lo ricorda Sky News. Tra queste figurano petroliere, navi per il trasporto di gas, portarinfuse, mercantili e navi da crociera turistiche. Secondo l'Imo, dall'inizio della guerra si sono verificati almeno 19 attacchi contro navi nello Stretto, che hanno causato la morte di almeno 10 marittimi e il ferimento di altri otto. L'organizzazione ha inoltre avvertito che le navi bloccate nel Golfo stanno esaurendo le scorte di cibo, carburante e acqua. "Non esiste un precedente per il blocco di un numero così elevato di marittimi nell'era moderna", ha dichiarato a marzo Damien Chevallier, direttore della Divisione sicurezza marittima dell'Imo. "L'Imo ha esortato tutte le parti coinvolte nel conflitto a ridurre l'intensità degli attacchi affinché i marittimi possano essere evacuati in sicurezza." 

Da guerra in Iran maxi-rialzo dei prezzi: fino a 1.000 euro a famiglia

"Maxi-stangata da quasi 1.000 euro a famiglia italiana", con l’inflazione che ad aprile si è impennata "al +2,8% a causa del fortissimo aumento dei prezzi al dettaglio legato alla crisi in Medio Oriente". Lo ha sottolineato il Codacons che ha realizzato uno studio per tentare di comprendere da vicino come siano cambiati i prezzi al dettaglio a partire dallo scoppio della guerra tra Iran ed Usa e quali siano i prodotti che hanno risentito in maniera più evidente della crisi attualmente in corso.

Da guerra in Iran maxi-rialzo dei prezzi: fino a 1.000 euro a famiglia

Da guerra in Iran maxi-rialzo dei prezzi: fino a 1.000 euro a famiglia

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Trump annuncia "Project Freedom" per liberare le navi nello Stretto di Hormuz.

Trump annuncia che gli Usa avvieranno da oggi l'iniziativa Project Freedom, per liberare le navi nello Stretto di Hormuz. Teheran replica: "Qualsiasi interferenza americana nello Stretto di Hormuz sarà considerata una violazione del cessate il fuoco", ha commentato Ebrahim Azizi, capo della commissione per la sicurezza nazionale del parlamento iraniano. Il Centcom precisa che si tratta di una "missione difensiva", "mentre manteniamo anche il blocco navale". Il supporto militare includerà cacciatorpediniere lanciamissili, oltre 100 velivoli terrestri e navali, piattaforme senza pilota multidominio e 15.000 militari

Trump

©Ansa

Iran, Centcom: "Oltre 100 velivoli e 15.000 militari parteciperanno a Project Freedom"

Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha annunciato su X che le sue forze parteciperanno all'Operazione Project Freedom, annunciata dal presidente statunitense Donald Trump, per contribuire al rilascio delle navi bloccate nello Stretto di Hormuz. Ha dichiarato inoltre che "il supporto militare all'operazione includerà cacciatorpediniere lanciamissili, oltre 100 velivoli terrestri e navali, piattaforme senza pilota multidominio e 15.000 militari". Un funzionario statunitense ha inoltre dichiarato alla CNN che l'operazione non prevederà scorte nello Stretto di Hormuz.

Axios: "La Marina Usa indicherà alle navi le rotte più sicure per passare Hormuz"

La Marina statunitense fornirà alle navi mercantili informazioni sulle migliori rotte marittime dello stretto di Hormuz, in particolare per quanto riguarda le rotte non minate dall'esercito iraniano. Lo scrive Axios, citando due funzionari americani. Secondo il media statunitense la nuova iniziativa Usa Project Freedom per lo stretto di Hormuz non prevederà necessariamente la scorta di navi della Marina statunitense alle navi mercantili. Uno dei funzionari ha infatti affermato che le navi della Marina statunitense saranno "nelle vicinanze" nel caso in cui fosse necessario impedire all'esercito iraniano di attaccare i mercantili che attraversano lo stretto. 

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