Negoziati Usa-Iran, Vance lascia il Pakistan: "No accordo". Teheran: "Irragionevoli". LIVE
Gli Stati Uniti hanno annunciato di "non hanno raggiunto un accordo" con l'Iran. Lo afferma il vicepresidente americano Jd Vance. Secondo Vance, "non c'è la 'promessa definitiva' da parte dell'Iran riguardo all'abbandono dell'arma nucleare". Vance ha annunciato che tornerà negli Stati Uniti dopo aver presentato all'Iran "un'offerta finale e la migliore possibile". Teheran: "Richieste irragionevoli"
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L'annuncio di Vance arriva da Islamabad nel pieno della notte e gela il mondo: 'Gli Stati Uniti non hanno raggiunto un accordo con l'Iran'. Secondo il vicepresidente americano, già partito dal Pakistan, 'non c'è la promessa da parte dell'Iran di abbandonare definitivamente l'arma nucleare'. Secondo Teheran, invece, 'i negoziati sono falliti per le richieste irragionevoli degli Usa'. Ma, aggiunge, 'nessuno si aspettava un accordo al primo round di negoziati'. Il Pakistan chiede a Washington e Teheran di rispettare comunque il cessate il fuoco. Hormuz, Libano, nucleare, sanzioni, asset congelati e riparazioni di guerra: questi i principali scogli che hanno impedito un accordo. Due navi da guerra americane nello Stretto di Hormuz, ma l'Iran smentisce gli Usa. I Pasdaran: 'Agiremo severamente con le navi militari che transitano a Hormuz'. Grido del Papa: 'Basta morte in nome di Dio'.
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Riad, oleodotto Petroline di nuovo operativo
L'oleodotto che attraversa l'Arabia Saudita da est a ovest, cruciale per le esportazioni di greggio durante il blocco dello Stretto di Hormuz, è di nuovo "operativo" dopo gli attacchi. Ad annunciarlo sono state oggi le autorità saudite. "Le infrastrutture energetiche e l'oleodotto est-ovest danneggiati dagli attacchi sono ora di nuovo operativi, migliorando l'affidabilità delle forniture", ha dichiarato il Ministero dell'Energia saudita all'agenzia di stampa ufficiale saudita SPA. Il Financial Times ha riportato che un importante attacco con droni ha preso di mira l'oleodotto Petroline mercoledì, nonostante l'entrata in vigore del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Né il governo saudita né il colosso petrolifero statale Aramco, proprietario dell'oleodotto, hanno commentato la notizia.
Vance: "Dagli Usa offerta finale e migliore, condizioni flessibili"
Gli Stati Uniti hanno presentato la loro "offerta finale e migliore" alla controparte. Ad affermarlo, riconoscendo il mancato accordo a Islamabad, è stato il vicepresidente americano J.D. Vance prima di ripartire dal Pakistan a maratona negoziale conclusa. Vance ha affermato che i negoziatori iraniani si sono rifiutati di accettare le condizioni per un accordo, che a suo dire erano state "piuttosto flessibili". "Siamo stati piuttosto accomodanti. Il presidente ci ha detto: 'Dovete venire qui in buona fede e fare del vostro meglio per raggiungere un accordo'. Lo abbiamo fatto e, sfortunatamente, non siamo riusciti a fare alcun progresso", ha dichiarato.
In sostanza, secondo il vicepresidente, dopo ore di negoziati, l'Iran non si è impegnato a rinunciare alla costruzione di un'arma nucleare. "La domanda è: 'Vediamo un impegno fondamentale da parte degli iraniani a non sviluppare un'arma nucleare non solo ora, non solo tra due anni, ma a lungo termine?' Non l'abbiamo ancora visto, ma speriamo di vederlo", ha affermato.
Vance ha infine reso noto di aver parlato con il presidente Donald Trump "costantemente" durante i colloqui. Ha affermato di aver parlato anche con altri alti funzionari, tra cui il Segretario di Stato Marco Rubio, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth, il Segretario del Tesoro Scott Bessent e l'ammiraglio Brad Cooper, comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti.
Arabia Saudita: "Ripristinato oleodotto Est-Ovest"
Il ministero dell'Energia saudita ha annunciato il ripristino dell'oleodotto Est-Ovest e di altre infrastrutture dopo gli attacchi iraniani contro i Paesi del Golfo. "Le infrastrutture energetiche e l'oleodotto Est-Ovest danneggiati dagli attacchi sono stati ripristinati e hanno riacquistato la loro capacità operativa, migliorando l'affidabilità delle forniture", ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale saudita, citando una dichiarazione del ministero dell'Energia. Ha aggiunto che gli attacchi hanno portato a una "perdita di circa 700.000 barili al giorno di capacità di pompaggio attraverso l'oleodotto Est-Ovest" e che sono in corso i lavori per ripristinare la piena capacità produttiva del giacimento petrolifero di Khurais.
Media: "Nuovi raid israeliani nel sud del Libano, almeno 11 morti"
Almeno 11 persone sono rimaste uccise in nuovi raid israeliani nel sud del Libano, cinque delle quali nella località di Qana e altre sei Maaroub, dove è stata presa di mira un'intera famiglia: lo riporta l'agenzia libanese Nna. La stessa fonte aggiunge che ci sono stati attacchi anche in altre località del Libano meridionale e che, oltre ai morti, si contano pure diversi feriti.
Teheran: "I colloqui non hanno prodotto risultati ma la diplomazia non si ferma"
I colloqui tra Iran e Stati Uniti a Islamabad, in Pakistan, non hanno prodotto risultati, ma la diplomazia non si ferma mai. A dichiararlo è stato il portavoce del Ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baqaei, citato dall'agenzia iraniana Tasnim.
Iran e Stati Uniti - ha affermato - hanno "raggiunto un'intesa su diverse questioni" e permangono "divergenze di opinione su 2-3 questioni importanti". Il portavoce ha inoltre osservato che questo ciclo di colloqui è stato il più lungo dell'ultimo anno, con una durata complessiva di 24 o 25 ore. "Questi negoziati si sono svolti dopo 40 giorni di guerra imposta e in un clima di sfiducia e sospetto. È naturale che non ci si aspettasse, fin dall'inizio, di raggiungere un accordo in un solo incontro", ha dichiarato. "Nessuno se lo aspettava", ha detto, per poi sottolineare che "la diplomazia non si ferma mai" e ha affermato: "Questo strumento serve a proteggere gli interessi nazionali e i diplomatici devono svolgere il loro dovere sia in tempo di guerra che di pace". Baqaei ha dichiarato che il successo dei colloqui dipendeva dalla "serietà e dalla buona fede della controparte" e dal riconoscimento dei legittimi diritti e interessi dell'Iran. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano ha inoltre evidenziato la complessità delle questioni, affermando: "A questi negoziati sono state aggiunte nuove questioni, come quella dello Stretto di Hormuz, ognuna delle quali presenta le proprie complessità". Baqaei ha poi sottolineato che "in qualsiasi situazione, il sistema della diplomazia deve perseguire i diritti e gli interessi del popolo iraniano". Ha infine ringraziato il governo e il popolo del Pakistan e i suoi funzionari, tra cui il Primo Ministro Shahbaz Sharif, il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, il Feldmaresciallo Asim Munir, e il Vice Primo Ministro e Ministro degli Esteri pakistano Mohammad Ishaq Dar. "Li ringraziamo per la loro gentile ospitalità e siamo fiduciosi che i contatti tra l'Iran, il Pakistan e gli altri nostri amici nella regione continueranno".
Vance: "Accordo non raggiunto, cattiva notizia per l'Iran"
Protestanti: "Condanna per escalation in Libano"
Il Consiglio della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) è particolarmente colpito dal drammatico peggioramento della situazione in Libano e a Beirut, in particolare dopo i raid aerei israeliani dell'8 aprile: a Beirut la Federazione opera da tempo, anche con collaboratori locali, per l'organizzazione di corridoi umanitari e con interventi sanitari (Medical Hope) a sostegno della popolazione duramente provata ed è così costantemente informata sulle condizioni di chi ormai vive sotto la minaccia delle bombe. Il Consiglio esprime la sua ferma condanna della catastrofica escalation dei bombardamenti sulla città di Beirut che provocano un numero crescente di vittime e di feriti nella popolazione civile inerme; esorta le parti interessate e la comunità internazionale ad adoperarsi per una immediata sospensione di queste azioni e per la protezione dei diritti umani e la tutela della fornitura di aiuti umanitari; si impegna a continuare la fornitura di aiuti umanitari alla popolazione così colpita.
Israele, ok della procura a no processo a Netanyahu prossima settimana
La procura israeliana ha annunciato di non opporsi alla richiesta del premier Benjamin Netanyahu di annullare la sua testimonianza in tribunale la prossima settimana. Il legale del premier aveva presentato domanda venerdì scorso, giustificandola con "ragioni di sicurezza e politiche classificate, naturalmente legate ai drammatici eventi in Israele e in tutto il Medio Oriente". Nella richiesta si indicavano due settimane, ma per la settimana successiva la procura si è riservata di decidere in seguito.
Teheran: "Nessuno si aspettava accordo in una sessione" (2)
Il vicepresidente statunitense ha deplorato la mancanza di una "ferma promessa" da parte di Teheran sull'abbanono del suo programma di armi nucleari: "Usciamo da qui con una proposta molto semplice, un approccio che è la nostra offerta finale e il meglio che possiamo fare. Vedremo se gli iraniani lo accetteranno," ha aggiunto, prima di risalire sul suo aereo e lasciare il paese. Da parte iraniana si è attribuita la mancanza di un accordo alla controparte: "La delegazione iraniana ha negoziato continuamente e intensamente per 21 ore al fine di proteggere gli interessi nazionali del popolo iraniano; nonostante varie iniziative della delegazione iraniana, le richieste irragionevoli della parte americana hanno impedito il progresso dei negoziati. Così si sono concluse le trattative," ha dichiarato IRIB su Telegram.
Teheran: "Nessuno si aspettava accordo in una sessione"
Nessuno si aspettava che i colloqui con gli Stati Uniti potessero giungere a un accordo in una sola sessione. Così il ministero degli Esteri di Teheran commenta l'esito negativo delle trattative in Pakistan tra le delegazioni americana e iraniana, dopo la partenza da Islamabad dei negoziatori delle due parti a colloqui conclusi con un nulla di fatto.
“Naturalmente, fin dall'inizio non avremmo dovuto aspettarci di raggiungere un accordo in una sola sessione. Nessuno aveva tale aspettativa”, ha detto il portavoce del ministero Esmaeil Baqaei, secondo l'emittente statale iraniana IRIB. Teheran, ha poi aggiunto, è “fiduciosa che i contatti tra noi e il Pakistan, così come con i nostri altri amici nella regione, continueranno”.
"Stiamo tornando negli Stati Uniti senza aver raggiunto un accordo," ha dichiarato il vicepresidente americano J.D. Vance in una breve conferenza stampa a Islamabad, prima di ripartire. "Penso che questa sia una cattiva notizia per l'Iran molto più che per gli Stati Uniti d'America," ha aggiunto.
Appello Pakistan alle parti: "Continuate a rispettare il cessate il fuoco"
Il Pakistan ha esortato gli Stati Uniti e l'Iran a continuare a rispettare il cessate il fuoco di due settimane attualmente in vigore, nonostante il fallimento dei negoziati di pace tenutisi a Islamabad. "È imperativo che le parti continuino a rispettare il loro impegno a favore del cessate il fuoco", ha dichiarato il ministro degli Esteri pakistano, Ishaq Dar, il cui Paese ha ospitato i negoziati e ha svolto il ruolo di mediatore. "Il Pakistan ha svolto e continuerà a svolgere il proprio ruolo per facilitare il dialogo tra la Repubblica islamica dell'Iran e gli Stati Uniti d'America nei prossimi giorni", ha aggiunto.
Media: "Due petroliere arrivate a Hormuz hanno fatto marcia indietro"
Due "superpetroliere" vuote dirette verso il Golfo Persico attraverso lo Stretto di Hormuz hanno "fatto marcia indietro all'ultimo minuto" una volta avvicinatisi all'isola iraniana di Larak, proprio mentre i colloqui tra Washington e Teheran in corso a Islamabad venivano dati per falliti: lo riferisce sul suo sito Bloomberg. Le due navi in questione, una battente bandiera maltese e una battente bandiera pakistana, hanno invertito la loro roccia una volta avvicinatisi a un "checkpoint" controllato da Teheran, secondo dati di tracciamento citati da Bloomberg. Una terza petroliera, battente bandiera liberiana, avrebbe invece proseguito la propria rotta, ma non è chiaro dove si stia dirigendo di preciso.
Guerra Usa-Iran, l’economia italiana non si riprenderà prima del 2027: lo studio
Lo choc energetico innescato dal conflitto rischia di rinviare di fatto all’anno prossimo la ripresa dell'economia italiana. E anche nell'ipotesi di una tregua duratura e di un graduale rientro dei prezzi dell'energia, sarebbero comunque necessari almeno sette-otto mesi per tornare a una piena normalizzazione. Un tempo sufficiente a compromettere in modo significativo l'andamento del 2026. È quanto emerge dalle previsioni contenute in un'indagine Confesercenti-CER, secondo la quale l'impatto della crisi energetica dimezza, in soli due mesi di conflitto, le attese di crescita dell'economia italiana per il 2026.
Guerra Usa-Iran, l’economia italiana non si riprenderà prima del 2027
Vai al contenutoMedia Iran: "Senza l'ok Usa a un accordo la situazione a Hormuz non cambia"
L'Iran "non ha fretta di avviare un nuovo negoziato con gli Stati Uniti, dopo il fallimento dei colloqui di sabato a Islamabad": lo ha affermato nelle prime ore di oggi una fonte informata all'agenzia Fars, affiliata alle Guardie Rivoluzionarie. "Non ci sarà alcun cambiamento nella situazione nello Stretto di Hormuz, a meno che gli Stati Uniti non accettino un accordo ragionevole", ha aggiunto la stessa fonte. Teheran, ha anche detto la persona informata citata dalla Fars, "non ha in programma di tenere un prossimo round di colloqui. Gli americani avrebbero dovuto essere realistici, ma cercavano un pretesto per lasciare il negoziato. Ora la palla è nel loro campo". Il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha affermato che il fallimento dei colloqui è stato dovuto alle "eccessive richieste degli Stati Uniti" su questioni come lo Stretto di Hormuz e il dossier nucleare, sottolineando tuttavia che "la diplomazia non finisce mai".
Media Qatar: "Hormuz e Libano i principali ostacoli"
I principali ostacoli al progresso dei negoziati tra Stati Uniti e Iran a Islamabad sono stati la gestione dello Stretto di Hormuz e gli attacchi israeliani in Libano. Lo ha riferito il quotidiano qatariota Al-Araby Al-Jadeed citando fonti pakistane ben informate. Una di queste ha sottolineato che "in particolare Steve Witkoff e Jared Kushner, hanno chiesto di separare la questione libanese da quella iraniana e che Israele la gestisse autonomamente". Ha inoltre riferito che la delegazione americana ha chiesto di rinviare la questione dello Stretto di Hormuz a una data successiva, puntando alla riapertura ora dello stretto senza un coinvolgimento significativo dell'Iran.
Libano, Idf: "Colpito lanciarazzi nel sud pronto a sparare"
Le forze armate israeliane hanno annunciato di aver individuato durante la notte "un lanciarazzi posizionato e pronto a lanciare contro Israele nella zona di Jouaiyya, nel Libano meridionale". Poco dopo, "il lanciarazzi è stato colpito e distrutto, sventando il lancio prima che potesse essere effettuato", ha aggiunto l'Idf.
Media Iran: "Anche la delegazione di Teheran ha lasciato il Pakistan"
Anche la delegazione di Teheran inviata a Islamabad per i colloqui con gli Usa ha lasciato il Pakistan dopo che i negoziati sono stati dati per falliti. Lo riferisce l'agenzia iraniana Mehr.
Pasdaran: "Hormuz resta chiuso fino ad accordo ragionevole"
Lo Stretto di Hormuz è chiuso e rimarrà tale finché Washington non accetterà un accordo ragionevole. E' quanto ha riferito l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, citando una fonte informata dei Pasdaran, dopo il fallimento dei negoziati a Islamabad tra Usa e Iran. Tra i principali punti di contrasto, la gestione del cruciale passaggio marittimo.
Media: "La palla in campo Usa, Teheran non ha urgenza"
"La palla è nel campo americano" nei negoziati e Teheran non ha urgenza di raggiungere un accordo. Lo ha affermato l'agenzia di stampa iraniana Fars, citando una fonte ben informata, secondo la quale Teheran ha "avanzato iniziative e proposte ragionevoli nei colloqui". Washington deve "esaminare le questioni con un approccio realistico" , ha aggiunto, accusando gli Stati Uniti di aver frainteso la situazione, sbagliando "i loro calcoli sui negoziati, così come in quelli militari". Secondo la fonte, l'Iran "non ha urgenza" e "finché gli Usa non accetteranno un accordo ragionevole, non ci sarà alcun cambiamento nella situazione nello Stretto di Hormuz".
Trump rilancia un articolo: "Blocco navale come con il Venezuela?"
"La carta vincente che il presidente ha in mano se l'Iran non cede: un blocco navale". E' il titolo dell'articolo rilanciato dal presidente Usa Donald Trump su Truth, dopo il fallimento dei colloqui a Islamabad. Nel pezzo pubblicato da Just the News, si suggerisce di imporre alla Repubblica islamica, come la Casa Bianca ha fatto in precedenza con il Venezuela, "un'efficace strategia di blocco per strangolare un'economia iraniana già vacillante e aumentare la pressione diplomatica su Cina e India, tagliando loro una delle principali fonti di petrolio".
Teheran: "I contatti con il Pakistan proseguiranno" (2)
"Sono certo che i nostri contatti con il Pakistan, così come con i nostri altri amici nella regine, continueranno", ha detto Esmaeil Baqaei alla televisione di Stato iraniana.
Teheran: "I contatti con il Pakistan proseguiranno"
"Teheran è certa che i contatti con il Pakistan proseguiranno". A farlo sapere, il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, riferendosi ai colloqui di pace a Islamabad tra Usa e Iran con la mediazione del Pakistan.
Australia: "Proseguire la tregua dopo il fallimento dei colloqui"
La ministra degli Esteri australiana Penny Wong ha esortato a proseguire il cessate il fuoco in Medio Oriente dopo che i colloqui tra Stati Uniti e Iran si sono conclusi senza un accordo. "La priorità ora deve essere quella di continuare il cessate il fuoco e tornare ai negoziati", ha dichiarato la responsabile della diplomazia in un comunicato, aggiungendo che è "deludente che i colloqui di Islamabad tra Stati Uniti e Iran si siano conclusi senza un accordo".
Teheran: 'Nessuno si aspettava un accordo al primo round di negoziati'
Teheran ha affermato domenica che "nessuno si aspettava" che gli Usa e l'Iran raggiungessero un accordo già dal primo round di negoziati. "Era evidente fin dall'inizio che non dovevamo aspettarci di raggiungere un accordo in una sola sessione. Nessuno se lo aspettava", ha dichiarato Esmaeil Baqaei, portavoce della diplomazia iraniana, alla televisione di Stato iraniana, dopo l'annuncio del fallimento dei colloqui a Islamabad per porre fine alla guerra in Medio Oriente. Il portavoce del ministero degli Esteri si è detto "certo che i nostri contatti con il Pakistan, così come con gli altri nostri amici nella regione, proseguiranno".
Pakistan: 'Iran e Usa rispettino il cessate il fuoco'
Il ministro degli Esteri pakistano ha ribadito oggi che Washington e Teheran devono rispettare l'accordo di cessate il fuoco, dopo che i colloqui maratona tra le due parti per porre fine alla guerra in Medio Oriente si sono conclusi senza un accordo. "È imperativo che le parti continuino a rispettare il loro impegno al cessate il fuoco", ha affermato Ishaq Dar, il cui governo ha ospitato i colloqui e ha agito da mediatore. "Il Pakistan ha svolto e continuerà a svolgere il proprio ruolo per facilitare il coinvolgimento e il dialogo tra la Repubblica Islamica dell'Iran e gli Stati Uniti d'America nei giorni a venire", ha dichiarato in una breve dichiarazione trasmessa dai media statali.
Negoziati falliti con l'Iran, Vance lascia il Pakistan
Vance lascia il Pakistan dopo il fallimento dei negoziati con l'Iran.
Iran: 'Negoziati falliti per le richieste irragionevoli degli Usa'
Le "richieste irragionevoli" degli Stati Uniti hanno fatto fallire i negoziati. È la versione della Tv di Stato iraniana riguardo al fallimento dei colloqui in Pakistan, secondo quanto riporta Al Jazeera.
Vance: 'Noi flessibili ma non abbiamo fatto progressi'
"Siamo stati piuttosto flessibili, ma non siamo riusciti a compiere progressi". Lo ha detto il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance al termine dei colloqui. Lo riferisce la versione online di Al Jazeera. "Non siamo riusciti a raggiungere una situazione in cui gli iraniani fossero disposti ad accettare le nostre condizioni. Penso che siamo stati piuttosto flessibili, siamo stati piuttosto accomodanti", ha detto.