Due episodi sono stati segnalati dalle forze Onu su X. "I soldati", si legge, "avevano bloccato una strada a Bayada utilizzata per accedere alle posizioni di Unifil". Secondo Ansa sarebbero veicoli italiani
Né speronamenti da parte dei carri armati delle Forze di difesa israeliane, né danni significativi ai mezzi italiani di Unifil, con gli incidenti avvenuti mentre erano in corso delle manovre. Lo precisa il contingente italiano della missione dell'Onu in Libano, dopo le notizie diffuse riguardanti un presunto speronamento di veicoli italiani in Libano da parte di carri armati delle Idf. "Nella mattinata di oggi, poco dopo le 9 ora locale" - ricostruisce una nota - "una pattuglia di Italbatt, durante il movimento lungo la Zulu Road, ha segnalato che, nel corso di alcune manovre, un carro armato delle Forze di difesa israeliane ha urtato un mezzo del convoglio Unifil. L’episodio ha causato danni di lieve entità a un veicolo. Il convoglio ha potuto proseguire regolarmente le attività operative verso la posizione UNP 1-26 Italbatt e non si registrano feriti tra il personale militare italiano. Le condizioni del mezzo sono attualmente in fase di valutazione tecnica". "Un secondo episodio analogo si è verificato poche ore dopo nello stesso tratto di strada" - prosegue la nota - "in tale circostanza, un veicolo Unifil posto alla testa di una colonna logistica è stato fermato da un carro armato Merkava che, durante una manovra, è entrato in contatto con il mezzo, causando anche in questo caso danni di lieve entità. Nonostante l’accaduto, la colonna ha potuto riprendere il movimento e rientrare regolarmente presso la base Onu UNP 2-3 di Shama sede del settore Ovest. Anche in questo caso non si sono registrati feriti". Dunque, la precisazione finale del contingente, "alla luce degli elementi disponibili, entrambi gli eventi risultano avvenuti durante manovre dei mezzi e non trovano riscontro le ricostruzioni che parlano di 'speronamenti' o di danni significativi. Entrambi gli episodi sono attualmente oggetto di approfondimenti da parte della missione, al fine di ricostruire con precisione la dinamica dei fatti" (SEGUI IL LIVEBLOG PER TUTTI GLI AGGIORNAMENTI).
Veicoli danneggiati da 'colpi di avvertimento'
"Negli ultimi giorni, i soldati israeliani hanno sparato 'colpi di avvertimento' nell'area,
colpendo e danneggiando veicoli chiaramente identificabili delle Unifil", si leggeva nella nota Unifil. "In un caso, un 'colpo di avvertimento' è caduto a un metro di distanza da un casco blu che era sceso dal suo veicolo". E ancora: "I soldati israeliani hanno continuamente bloccato i movimenti dei caschi blu su questa strada negli ultimi giorni, oltre alle violazioni della libertà di movimento registrate in altre zone".
Secondo il contingente delle Nazioni Unite, "da inizio aprile, i soldati israeliani hanno anche distrutto telecamere di protezione delle forze nella sede di Unifil a Naqoura e in altre cinque posizioni lungo la Linea Blu da Ras Naqoura a Maroun ar Ras. Ieri, hanno anche spruzzato vernice sui vetri del cancello pedonale della sede centrale, impedendo la visibilità al perimetro esterno". "Queste azioni sono incoerenti con gli obblighi di Israele ai sensi della Risoluzione 1701 e con il requisito di garantire la sicurezza e la protezione dei caschi blu, nonché la loro libertà di movimento in ogni momento. Esse ostacolano la capacità dei caschi blu di riferire le violazioni commesse da entrambe le parti sul terreno", conclude la nota, "i caschi blu rimarranno in posizione e continueranno a riferire imparzialmente al Consiglio di Sicurezza le violazioni che osserviamo".
Altre vittime nei nuovi raid prima dei colloqui in agenda martedì
Nella giornata odierna, almeno 11 persone sono state uccise in una serie di nuovi raid israeliani nel Sud del Libano: cinque nella località di Qana e altre sei a Maaroub, dove sarebbe stata colpita un'intera famiglia, secondo quanto riferito dall'agenzia libanese Nna. La stessa fonte aggiunge che ci sono stati attacchi anche in altre zone del Libano meridionale e che, oltre ai morti, si contano pure diversi feriti. Il tutto mentre si avvicina l'inizio del negoziato a Washington, previsto per martedì, che vedrà riuniti l'ambasciatrice libanese negli Stati Uniti, Nada Mouawad, l'ambasciatore israeliano, Yechiel Leiter, e l'ambasciatore americano a Beirut, Michel Issa.