Libano, carri armati Idf speronano mezzi di Unifil italiani: nessun ferito

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Due episodi sono stati segnalati dalle forze Onu su X. "I soldati", si legge, "avevano bloccato una strada a Bayada utilizzata per accedere alle posizioni di Unifil". Secondo Ansa sarebbero veicoli italiani 

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Le forze delle Nazioni Unite in Libano hanno reso noto che oggi un carro armato israeliano ha urtato i loro veicoli nel Sud del Paese: secondo quanto confermato dal ministero della Difesa si tratta di veicoli del contingente italiano. "In due occasioni oggi, i soldati delle Forze di difesa israeliane (Ifp) hanno speronato veicoli di Unifil con un carro armato Merkava, in un caso causando danni significativi. I soldati avevano bloccato una strada a Bayada utilizzata per accedere alle posizioni di Unifil", si legge in un post delle forze Onu su X  (SEGUI IL LIVEBLOG PER TUTTI GLI AGGIORNAMENTI)

Veicoli danneggiati da 'colpi di avvertimento'

"Negli ultimi giorni, i soldati israeliani hanno sparato 'colpi di avvertimento' nell'area,
colpendo e danneggiando veicoli chiaramente identificabili delle Unifil", si legge ancora. "In un caso, un 'colpo di avvertimento' è caduto a un metro di distanza da
un casco blu che era sceso dal suo veicolo". E ancora: "I soldati israeliani hanno continuamente bloccato i movimenti dei caschi blu su questa strada negli ultimi giorni, oltre alle violazioni della libertà di movimento registrate in altre zone".
Secondo il contingente delle Nazioni Unite, "da inizio aprile, i soldati israeliani hanno anche distrutto telecamere di protezione delle forze nella sede di Unifil a Naqoura e in altre cinque posizioni lungo la Linea Blu da Ras Naqoura a Maroun ar Ras. Ieri, hanno anche spruzzato vernice sui vetri del cancello pedonale della sede centrale, impedendo la visibilità al perimetro esterno". "Queste azioni sono incoerenti con gli obblighi di Israele ai sensi della Risoluzione 1701 e con il requisito di garantire la sicurezza e la protezione dei caschi blu, nonché la loro libertà di movimento in ogni momento. Esse ostacolano la capacità dei caschi blu di riferire le violazioni commesse da entrambe le parti sul terreno", conclude la nota, "i caschi blu rimarranno in posizione e continueranno a riferire imparzialmente al Consiglio di Sicurezza le violazioni che osserviamo". 

Altre vittime nei nuovi raid prima dei colloqui in agenda martedì

Nella giornata odierna, almeno 11 persone sono state uccise in una serie di nuovi raid israeliani nel Sud del Libano: cinque nella località di Qana e altre sei a Maaroub, dove sarebbe stata colpita un'intera famiglia, secondo quanto riferito dall'agenzia libanese Nna. La stessa fonte aggiunge che ci sono stati attacchi anche in altre zone del Libano meridionale e che, oltre ai morti, si contano pure diversi feriti. Il tutto mentre si avvicina l'inizio del negoziato a Washington, previsto per martedì, che vedrà riuniti l'ambasciatrice libanese negli Stati Uniti, Nada Mouawad, l'ambasciatore israeliano, Yechiel Leiter, e l'ambasciatore americano a Beirut, Michel Issa. 

 

 

 

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