Il presidente Usa commenta su Truth il fallimento dei colloqui di Islamabad: "Accordo su molti punti ma non sull'unica cosa che conta, il nucleare". E torna a minacciare sullo Stretto: "Intercetteremo ogni imbarcazione che abbia pagato pedaggio"
J.D. Vance ha lasciato Islamabad e gli Stati Uniti sono usciti dai colloqui con l’Iran sbattendo la porta (IL LIVEBLOG) e Donald Trump, in un'intervista a Fox, è tornato a minacciare raid contro le strutture energetiche. Per il presidente Usa, i negoziati sono andati bene. “Sulla maggior parte dei punti è stato raggiunto un accordo” tranne che su uno, “l’unico che contava davvero”, ha detto Trump: "Teheran è stata inflessibile sulla questione del nucleare". A tenere banco, però, all’indomani degli incontri diretti salutati come storici e coronati anche da una stretta di mano tra Vance e il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, è ancora la situazione nello Stretto di Hormuz.
"Faremo saltare in aria qualsiasi iraniano che spari contro noi"
Nella giornata dell’11 aprile, Trump aveva confermato l’invio di due cacciatorpedinieri americani per sminare l’area dello Stretto, ora su Truth torna a parlarne per annunciare il blocco "con effetto immediato" di tutte le navi da e per Hormuz dopo il fallimento dei negoziati, minacciando tanto i Paesi che dovessero mandare le loro petroliere nella zona quanto l’Iran: "Inizieremo a distruggere le mine che gli iraniani hanno posato nello Stretto. Qualsiasi iraniano che spari contro di noi o contro imbarcazioni pacifiche verrà fatto saltare in aria!", ha scritto il presidente Usa su Truth ribadendo la fortissima opposizione all’ipotesi che Teheran faccia pagare un pedaggio per consentire il passaggio per lo Stretto: "Ho ordinato alla nostra Marina di individuare e intercettare ogni imbarcazione nelle acque internazionali che abbia versato un pedaggio all'Iran – ha avvisato Trump -. Nessuno che paghi un pedaggio illegale avrà libero transito in mare". Più tardi, in un'intervista a Fox, Trump ha aggiunto che anche "la Gran Bretagna e un paio di altri Paesi stanno inviando dei dragamine", nello stretto di Hormuz.
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"Un'estorsione a livello mondiale"
Trump ha aggiunto che "altri Paesi saranno coinvolti nel blocco navale” dello Stretto, senza però precisare quali. "A un certo punto giungeremo a una condizione in cui a tutti è consentito entrare e a tutti è consentito uscire – ha continuato -. Tuttavia, l'Iran ha impedito che ciò accadesse. Questa è un'estorsione a livello mondiale e i leader delle nazioni - in particolare quelli degli Stati Uniti - non si lasceranno mai estorcere", ha detto il presidente riferendosi alla minaccia di Teheran di aver piazzato mine nello stretto. “"Affermano di aver posizionato mine in acqua, nonostante tutta la loro Marina e la maggior parte delle loro navi posamine siano state completamente distrutte. Potrebbero anche averlo fatto, ma quale armatore vorrebbe correre un rischio del genere? L'Iran e ciò che resta dei suoi ‘leader’ hanno subito un grave danno e un'onta permanente, ma noi siamo ormai oltre tutto questo. Come promesso, farebbero meglio ad avviare al più presto il processo per riaprire questa VIA NAVIGABILE INTERNAZIONALE! Stanno violando ogni legge”.
"Accordo su molti punti ma non su nucleare"
Il presidente Usa ha poi parlato anche della questione nucleare: “Potrei entrare nei dettagli e parlare di molti degli accordi raggiunti, ma c'è solo una cosa che conta: l'Iran non è disposto a rinunciare alle sue ambizioni nucleari! Per molti versi, i punti concordati sono preferibili al proseguimento delle nostre operazioni militari fino alla conclusione, ma tutti questi punti non contano rispetto al permettere che l'energia nucleare sia nelle mani di un popolo così instabile, difficile e imprevedibile. Nel corso di tutto questo tempo, i miei tre rappresentanti sono diventati, non a caso, molto cordiali e rispettosi nei confronti dei rappresentanti iraniani, Mohammad-Bagher Ghalibaf, Abbas Araghchi e Ali Bagheri, ma questo non ha importanza perché sono rimasti irremovibili sulla questione più importante e, come ho sempre detto fin dall'inizio, molti anni fa, l'IRAN NON AVRÀ MAI UN'ARMA NUCLEARE!".