Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran, Teheran: "Contattati da diversi Paesi per passaggio sicuro a Hormuz"

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Lo ha confermato il ministro degli Esteri iraniano Araghchi: "Non posso citare alcun Paese in particolare, spetta alle nostre forze armate decidere in merito". Attacco alla base di Ali Al Salem, in Kuwait, che ospita mezzi e militari americani e italiani: colpito un capannone dove si trovava un "velivolo a pilotaggio remoto" della Task force air italiana, andato distrutto. Al momento del raid tutto il personale era in sicurezza e non è stato coinvolto

in evidenza

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che diversi Paesi hanno contattato l'Iran per ottenere un passaggio sicuro per le proprie navi attraverso lo Stretto di Hormuz. "Non posso citare alcun Paese in particolare", ha detto il capo della diplomazia di Teheran in un'intervista alla Cbs News, aggiungendo che "spetta alle nostre forze armate decidere in merito".

La base di Ali Al Salem, in Kuwait, che ospita mezzi e militari americani e italiani, è stata attaccata con un drone che ha colpito un capannone dove si trovava un 'velivolo a pilotaggio remoto' della Task force air italiana, che è stato distrutto. Al momento dell'attacco tutto il personale era in sicurezza e non è stato coinvolto. Lo si apprende dallo Stato Maggiore della Difesa.

Israele prevede almeno altre tre settimane di guerra in Iran, con "migliaia di obiettivi" ancora da colpire. Lo ha dichiarato l'esercito israeliano alla Cnn. Intanto proseguono i raid su Teheran e Beirut.

Approfondimenti:

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Hamas esorta Mojtaba Khamenei a intensificare guerra

Il ministero degli Esteri israeliano ha postato su X una "lettera segreta di Hamas", definita "una prova schiacciante", nella quale il gruppo militante palestinese esorta la nuova Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, a "intensificare la guerra in tutto il Medio Oriente, in Libano, Iraq, Yemen e su ogni fronte possibile". "La lettera - sostiene Tel Aviv - deride gli Stati del Golfo definendoli 'deboli'". La missiva è "la prova che i palestinesi tradiscono i loro fratelli arabi", conclude il post. 

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Macron a Pezeshkian: riaprire Hormuz al più presto

"La libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz deve essere ripristinata al più presto". Lo ha affermato il presidente francese Emmanuel Macron in una conversazione con l'omologo iraniano Masoud Pezeshkian, di cui lui stesso ha riferito con un messaggio su X. "L'escalation incontrollata a cui stiamo assistendo sta gettando l'intera regione nel caos, con gravi conseguenze oggi e negli anni a venire. Il popolo iraniano, come quello di tutta la regione, ne sta pagando il prezzo", ha aggiunto il capo dell'Eliseo.

Australia, rinunciano al visto 3 calciatrici iraniane. VIDEO

Macron a Pezeshkian: inaccettabile prenderci di mira

Il presidente francese Emmanuel Macron, in una telefonata con l'omologo iraniano Massoud Pezeshkian, lo ha "esortato a porre fine immediatamente agli inaccettabili attacchi che l'Iran sta conducendo contro i paesi della regione, sia direttamente che tramite milizie, inclusi Libano e Iraq". "Gli ho ricordato che la Francia agisce in un quadro strettamente difensivo, volto a proteggere i propri interessi, i partner regionali e la libertà di navigazione, e che è inaccettabile che il nostro Paese sia preso di mira". 

Media: attacco israeliano sulla periferia sud di Beirut

Aerei da guerra israeliani hanno colpito la zona sud di Beirut. Lo riporta Al Jazeera, che riferisce di un massiccio attacco aereo su Dahieyh, la periferia meridionale di Beirut. Vengono uditi aerei israeliani volare a bassa quota sopra la città pochi istanti dopo una forte esplosione che ha scosso la capitale libanese

Appello Usa per riaprire Hormuz, le cancellerie frenano. Solo Seul valuta la proposta. VIDEO

Attacco Kuwait, Tajani: soldati italiani non sono obiettivo

Papa Leone XIV, serve un cessate il fuoco in Medioriente. VIDEO

Quanto durerà ancora la guerra in Iran? Il parere degli esperti e cosa sappiamo finora

Sono ormai passate due settimane dallo scoppio della guerra in Iran: era il 28 febbraio infatti il giorno in cui Stati Uniti e Israele hanno lanciato gli attacchi su Teheran che hanno dato il via alle ostilità e ucciso la Guida suprema Ali Khamenei. Dopo 15 giorni di conflitto, non è ancora chiaro se e quale sia un’eventuale timeline per la fine della guerra, anche se iniziano a filtrare informazioni sui piani dei belligeranti e analisi da parte di esperti del settore.

Quanto durerà ancora la guerra in Iran? Cosa dicono gli analisti

Quanto durerà ancora la guerra in Iran? Cosa dicono gli analisti

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'Amministrazione Trump pronta ad annunciare coalizione per Hormuz'

L'amministrazione Trump prevede di annunciare già questa settimana che diversi Paesi hanno accettato di formare una coalizione che scorterà le navi lungo lo Stretto di Hormuz, che si estende lungo la costa iraniana. Sono ancora in corso discussioni, tuttavia, per stabilire se tali operazioni inizieranno prima o dopo la fine delle ostilità. Lo scrive il Wall Street Journal. La Casa Bianca si è rifiutata di commentare l'annuncio previsto, che potrebbe subire variazioni a seconda dell' evolversi del conflitto. Molti Paesi si sono mostrati evasivi su una tale missione di scorta fino alla cessazione delle ostilità per i rischi connessi

Berlino: 'non parteciperemo a un'operazione per lo Stretto di Hormuz'

Berlino non parteciperà a un eventuale intervento internazionale per proteggere le navi commerciali nello Stretto di Hormuz. Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, ai microfoni dell'Ard. "Diventeremo presto una parte attiva di questo conflitto? No", ha sottolineato il capo della diplomazia tedesca, sottolineando che "il governo ha una posizione molto chiara su questo punto, espressa anche dal cancelliere Friedrich Merz e dal ministro della Difesa, Boris Pistorius". La sicurezza nello Stretto di Hormuz, ha aggiunto, potrà essere garantita "solo attraverso una soluzione negoziata" e "parlando anche con l'Iran".

Iran, dai marines agli F-35B: il possibile piano Usa per liberare lo Stretto di Hormuz

Il presidente americano Donald Trump ha chiesto ai "numerosi Paesi colpiti dalle prepotenze dell'Iran" di contribuire alla messa in sicurezza dello Stretto di Hormuz, un vitale passaggio marittimo per le petroliere. Tutto ciò mentre i prezzi del greggio registrano un balzo e mentre gli Usa starebbero pensando a sbarcare nell'area con uomini e mezzi.

Iran, dai marines agli F-35B: il piano di Trump per liberare Hormuz

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Portaerei USS Ford in Mar Rosso è minaccia per noi

"La presenza della portaerei USS Gerald Ford nel Mar Rosso rappresenta una minaccia per noi" e pertanto "le infrastrutture logistiche che gli forniscono supporto sono considerate obiettivi". Lo ha annunciato un portavoce delle forze armate iraniane, rilanciato da Al Jazeera.

Pasdaran, emesso avviso di evacuazione per aree a Dubai e Doha

L'Iran ha emesso un avviso di evacuazione rivolto agli abitanti di specifiche aree di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, e di Doha, in Qatar. "A causa della presenza di ufficiali e soldati statunitensi nascosti in queste aree, alcune localita' specifiche potrebbero essere attaccate nelle prossime ore", si legge nel comunicato. "Nonostante i nostri avvertimenti - si aggiunge - i vostri leader hanno dato rifugio agli americani e hanno permesso che i vostri territori venissero utilizzati per attaccare l'Iran". 

Ue valuta rafforzamento della missione navale Aspides. Tajani: Pronti a tutelare commerci

Tra gli elementi al vaglio di Bruxelles ci sono i contributi navali dei Paesi Ue e la capacità della missione di intercettare le minacce. Intanto, dal 14 marzo l’Italia ha assunto il comando della forza navale dell’Unione europea che controlla la sicurezza del traffico marittimo nel Mar Rosso: il comandante nominato è il contrammiraglio Milos Argenton

Ue valuta di rafforzare missione Aspides. Tajani: 'Tutelare commerci'

Ue valuta di rafforzare missione Aspides. Tajani: 'Tutelare commerci'

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Berlino: "Non parteciperemo ad una missione per lo Stretto di Hormuz"

La Germania non prenderà parte a un'operazione militare internazionale per la protezione delle navi mercantili nello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, all'emittente pubblica Ard, all'indomani dell'appello del presidente Usa Donald Trump ai Paesi che dipendono dal petrolio che transitano da Hormuz a garantirne la sicurezza in coordinamento con Washington. La sicurezza dello Stretto, ha affermato il capo della diplomazia tedesca, potrà essere garantita solo attraverso una soluzione negoziata e l'avvio di colloqui con gli iraniani. Stati Uniti e Israele sostengono che l'obiettivo della guerra sia distruggere le capacità militari dell'Iran, in particolare i suoi programmi nucleari e missilistici, ha aggiunto Wadephul. "Ci aspettiamo ora di essere informati e di essere coinvolti una volta che ciò sarà avvenuto. In tal caso, saremmo lieti di partecipare ai negoziati".

Perché non ci sono alternative al passaggio del petrolio dallo Stretto di Hormuz

Mentre la guerra in Iran non sembra vicina a una conclusione, lo Stretto di Hormuz resta al centro del conflitto. Il ministro degli Esteri di Teheran Abbas Araghchi ha detto che lo specchio d’acqua tra l’Iran e l’Oman è chiuso solo per "petroliere e navi dei nemici e dei loro alleati". Mentre secondo il presidente degli Stati Uniti Donald Trump la tutela del passaggio in sicurezza dello Stretto di Hormuz "avrebbe dovuto essere, fin dal principio, un'impresa collettiva, e ora lo sarà: un'iniziativa che unirà il mondo nel segno dell'armonia, della sicurezza e di una pace duratura!".

Perché non ci sono alternative a passaggio petrolio da Stretto Hormuz

Perché non ci sono alternative a passaggio petrolio da Stretto Hormuz

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Kuwait, drone contro base italiana: nessun ferito. Stato Maggiore: distrutto nostro mezzo

La base di Ali Al Salem, in Kuwait, che ospita mezzi e militari americani e italiani, è stata attaccata questa mattina da un drone che ha colpito un capannone dove si trovava un velivolo a pilotaggio remoto della task force air italiana che è stato distrutto. Al momento dell'attacco tutto il personale era in sicurezza e non è stato coinvolto, come ha riferito lo Stato Maggiore della Difesa. Si tratta del terzo attacco in pochi giorni. Tajani: "Non ci facciamo intimorire". Ecco cosa sappiamo fino ad ora.

Cosa sappiamo sull’attacco con un drone alla base italiana in Kuwait

Cosa sappiamo sull’attacco con un drone alla base italiana in Kuwait

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Trump e Starmer si sentono, focus sulla riapertura di Hormuz

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro britannico Keir Starmer si sono sentiti in serata e hanno parlato dell'"importanza di riaprire lo Stretto di Hormuz", attualmente bloccato dall'Iran. Lo ha fatto sapere Downing Street. I due leader hanno discusso "dell'attuale situazione in Medio Oriente e dell'importanza di riaprire lo Stretto di Hormuz al fine di porre fine all'interruzione del traffico marittimo globale, che sta facendo aumentare i costi in tutto il mondo", secondo una portavoce di Downing Street. Ieri Trump aveva esortato i paesi che dipendono dal petrolio che transita attraverso lo Stretto di Hormuz a garantirne la sicurezza in coordinamento con gli Stati Uniti. 

Iran: "Non ancora usata la maggior parte dei missili più recenti"

Molti missili di nuova generazione iraniani sono ancora inutilizzati. Lo ha dichiarato il portavoce del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc), Ali Mohammad Naeini, secondo quanto riporta Iran International. Naeini ha spiegato che la maggior parte dei missili attualmente in uso in Iran risale a circa dieci anni fa, mentre molti missili più recenti, sviluppati dopo la guerra dei dodici giorni di giugno, non sono ancora stati impiegati. Naeini ha inoltre contestato l'affermazione del presidente statunitense Donald Trump secondo cui le forze americane avrebbero distrutto la marina iraniana: "Donald Trump non dice forse di aver distrutto la marina iraniana? Se sì, allora, se ha il coraggio, che porti le sue navi nel Golfo Persico", ha detto.

Idf: "Colpiti oltre 200 obiettivi nelle ultime 24 ore"

L'aeronautica israeliana ha colpito oltre 200 obiettivi nell'Iran occidentale e centrale nelle ultime 24 ore, stando a quanto dichiarato dalle Forze di difesa israeliane in un post sui social. Secondo l'Idf, tra gli obiettivi c'erano centri di comando presidiati da soldati iraniani, sistemi di difesa aerea e siti di stoccaggio e produzione di armi. 

Media: "Colloqui per il cessate il fuoco Israele-Libano nei prossimi giorni"

Nei prossimi giorni Israele e il Libano dovrebbero tenere colloqui volti a garantire un cessate il fuoco duraturo che vedrà il disarmo di Hezbollah, milizia sostenuta dall'Iran, stando a quanto affermato da due funzionari israeliani e riportato dal Times of Israel. In precedenza, il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar aveva negato che fossero in programma colloqui con Beirut per affrontare il tema di Hezbollah.

Beirut sotto pioggia e vento, rifugiati senza un riparo. VIDEO

Guerra in Iran, Araghchi nessun negoziato o cessate il fuoco

Teheran: contattati da diversi Paesi per un passaggio sicuro a Hormuz

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che diversi Paesi hanno contattato l'Iran per ottenere un passaggio sicuro per le proprie navi attraverso lo Stretto di Hormuz. "Non posso citare alcun Paese in particolare", ha detto il capo della diplomazia di Teheran in un'intervista alla Cbs News, aggiungendo che "spetta alle nostre forze armate decidere in merito"

Israele rafforza controffensiva su Iran. Teheran risponde. VIDEO

Idf: abbiamo ancora migliaia di obiettivi da colpire

"Abbiamo colpito circa 2.000 obiettivi in Iran, ne abbiamo migliaia di altri da colpire". Lo ha riferito la portavoce delle forze armate israeliane, Effie Defrin, sostenendo che "il regime è indebolito, destabilizzato e lo sta nascondendo ai suoi cittadini".

Idf punta aumentare truppe e ampliare zona cuscinetto

Le forze armate israeliane si stanno preparando a schierare ulteriori forze nel Libano meridionale e ad ampliare la zona cuscinetto per allontanare la minaccia di Hezbollah dal confine settentrionale. Lo hanno riferito fonti al Times of Israel. 

Media, telefonata tra Pezeshkian e Macron su sviluppi in Medio Oriente

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e il presidente francese Emmanuel Macron si sono sentiti telefonicamente. Lo riportano i media iraniani, spiegando che la conversazione avrebbe riguardato i recenti sviluppi nella regione. 

Iran, non solo Kharg: ecco le isole strategiche per il controllo dello Stretto di Hormuz

Nella notte fra il 13 e il 14 marzo gli Stati Uniti hanno superato un'altra linea rossa nel conflitto con l'Iran, colpendo 90 obiettivi militari sull'isola di Kharg, cuore dell'export energetico di Teheran. Secondo alcuni analisti, oltre a Kharg, ci sono altre isole strategiche per il controllo sullo Stretto di Hormuz che potrebbero finire nel mirino degli americani: in particolare Abu Musa, oltre a Qeshm e Hormuz Island. Non va poi dimenticato che il 7 marzo le forze americane hanno bombardato anche l'isola di Kish, paradiso turistico iraniano nel Golfo Persico.

Non solo Kharg, quali sono le isole strategiche per l’Iran?

Non solo Kharg, quali sono le isole strategiche per l’Iran?

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Berlino: "Molto scettici sull'estensione di Aspides a Hormuz"

La missione Aspides "non è stata efficace" nel Mar Rosso, "è per questo che sono molto scettico che un'estensione di Aspides allo Stretto di Hormuz possa garantire una maggiore sicurezza". Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, ai microfoni dell'Ard alla vigilia della riunione con i suoi omologhi Ue a Bruxelles. 

Attacco a base italiana in Kuwait, Tajani: no atteggiamento ostile nei nostri confronti. VIDEO

Crosetto: "Personale già ridotto, nella base solo quello essenziale"

"Già nei giorni scorsi il personale militare era stato ridotto, lasciando nella base esclusivamente quello essenziale". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto dopo l'attacco alla base in Kuwait, che specifica: "La Difesa italiana svolge in quell'area un'importante attività di collaborazione con il Kuwait e, più in generale, con i Paesi del Golfo amici dell'Italia, nella missione nota come Italian national contingent command air - Task force air Kuwait avviata già nel 2014". Crosetto ha ribadito che "tutto il personale militare italiano presente nella base era al sicuro e non è stato coinvolto nell'attacco". 

Israele, da mercoledì riapertura valico Rafah

Israele ha annunciato da mercoledì la riapertura del valico di Rafah, tra Gaza ed Egitto, con il transito di palestinesi in entrambe le direzioni. Il valico era chiuso dall'inizio della guerra con l'Iran. Come ha spiegato il coordinatore delle attività governative nei Territori (Cogat), la decisione è stata presa alla luce di una nuova valutazione e di "un esame delle condizioni che consentono la ripresa delle operazioni al valico, pur mantenendo le necessarie misure di sicurezza alla luce della situazione e delle minacce presenti nell'area".

Trump contro Herzog: "Un debole, io sto con Netanyahu"

Il presidente Usa Donald Trump ha nuovamente attaccato con parole dure l'omologo israeliano Isaac Herzog, 'colpevole' di rifiutarsi di graziare il premier Benjamin Netanyahu, sotto accusa per corruzione, frode e abuso di fiducia. "Il vostro presidente e' un uomo debole. Il presidente di Israele è un uomo debole e inefficace che sta usando la grazia come ricatto contro Bibi. Non avreste nemmeno Israele adesso se lui non fosse il primo ministro. Io sono dalla parte di Bibi", ha detto il capo della Casa Bianca in un'intervista in esclusiva all'emittente israeliana Channel 14. 

Iraq, cinque feriti in attacco ad aeroporto di Baghdad

Un attacco missilistico all'aeroporto internazionale di Baghdad, che ospita una sede diplomatica statunitense, ha ferito cinque persone domenica, tra cui membri del personale di sicurezza, secondo quanto riferito dalle autorità irachene. "Cinque razzi hanno preso di mira l'aeroporto internazionale di Baghdad e l'area circostante, ferendo quattro dipendenti dell'aeroporto e del personale di sicurezza, e un ingegnere", ha dichiarato  il servizio stampa della sicurezza in un comunicato. Ha aggiunto che i razzi "hanno colpito l'aeroporto e un impianto di desalinizzazione dell'acqua", mentre altri sono caduti vicino a una prigione dove sono detenuti sospetti membri del gruppo Stato Islamico e a una base aerea irachena adiacente a una sede diplomatica statunitense. 

Crosetto: "Perdita drone non ha riflessi su sicurezza dei nostri militari"

"La perdita del velivolo non ha alcun riflesso sulla sicurezza dei nostri militari schierati nell'area". Così il Ministro della Difesa Guido Crosetto in merito all'attacco alla base in Kuwait, il quale specifica: "Insieme al Presidente del Consiglio ed a tutto il governo seguo con la massima attenzione l'evoluzione del quadro di sicurezza nell'area, in costante contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, con il Comando Operativo di Vertice Interforze e direttamente con i comandanti sul campo". 

Israele, missili iraniani a Tel Aviv e nel centro del Paese. VIDEO

Nessun militare italiano Unifil coinvolto negli attacchi in Libano

Nessun militare italiano sarebbe coinvolto negli attacchi ad alcuni pattugliamenti dei caschi blu di Unifil nel Libano meridionale. Lo si apprende da fonti informate

Araghchi: "Contattati da più paesi per passaggio Hormuz"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che diversi paesi si sono rivolti a Teheran per negoziare il passaggio sicuro di navi petrolifere e del gas attraverso lo Stretto di Hormuz. "Siamo aperti al dialogo con i paesi che desiderano discutere del passaggio sicuro delle loro navi", ha detto Araghchi in un'intervista a "Face the Nation" della CBS. "Siamo stati contattati da diversi paesi che desiderano un passaggio sicuro per le loro imbarcazioni", ha affermato senza nominarli. "La decisione spetta alle nostre forze armate, che hanno già deciso di consentire il passaggio sicuro a un gruppo di navi appartenenti a diversi paesi", ha sottolineato Araghchi, ribadendo le affermazioni di funzionari iraniani secondo cui ad alcuni paesi è stato permesso di attraversare lo stretto. Secondo il capo della diplomazia iraniana, alcuni di questi paesi, per scelta, "non transitano a causa dell'insicurezza che regna, dovuta all'aggressione degli Stati Uniti". Il Financial Times ha riportato che Francia e Italia si sono rivolte all'Iran per cercare di ottenere il passaggio delle loro navi. 

Droni e razzi contro base militare in aeroporto Baghdad

Diversi droni e razzi hanno preso di mira la base militare Victory all'interno dell'aeroporto di Baghdad, che ospita anche una sede diplomatica Usa. Lo hanno riferito tre fonti della sicurezza. "Nove attacchi con droni e razzi hanno preso di mira la base militare Victory nell'aeroporto", ha dichiarato un funzionario mentre un altro ha affermato che almeno tre droni sono stati abbattuti. Non è ancora chiaro se la base militare sia stata colpita direttamente. 

Unifil, caschi blu Onu presi di mira in Libano

I caschi blu dell'Onu sono stati presi di mira da colpi d'arma da fuoco "probabilmente da gruppi armati non statali". Lo fa sapere l'Unifil, la forza militare di interposizione dell'Onu in Libano. "Oggi, i caschi blu dell'Unifil sono stati bersagliati da colpi d'arma da fuoco, probabilmente da gruppi armati non statali, in tre diverse occasioni mentre effettuavano pattugliamenti intorno alle loro basi" nel Libano meridionale, ha affermato la forza, aggiungendo che "due pattuglie hanno risposto al fuoco per autodifesa e, dopo brevi scambi, hanno ripreso le loro attività programmate. Nessun soldato di pace è rimasto ferito". 

Usa: "Trump vuole neutralizzare le capacità nucleari di Teheran"

L'ambasciatore degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, Mike Waltz, ha assicutato che il conflitto in Iran "non sarà un altro Iraq del 2003", assicurando che tutte le opzioni sono aperte. Waltz, in un'intervista a Fox News, ha aggiunto che l'obiettivo del presidente americano Donald Trump di neutralizzare le capacità nucleari dell'Iran rappresenta "un punto programmatico fondamentale", ribadito in ciascuna delle sue tre campagne elettorali, nonché "una promessa che egli intende mantenere per tutti gli americani". 

Nella base in Kuwait proseguono gli spostamenti ma resta il personale essenziale

Nella base di Ali Al Salem, in Kuwait, si trovano - secondo le ultime informazioni - attualmente alcune decine di militari. A quanto si apprende il riposizionamento del personale prosegue per una rimodulazione prudenziale. Resta però il personale impiegato per lo svolgimento delle attività essenziali della missione. Nei giorni precedenti dalla base erano già stati spostati 239 militari verso l'Arabia Saudita: su 321 iniziali ne sono rimasti 82. 

Cavo Dragone: "La Nato segue con attenzione quanto accaduto alla base in Kuwait"

"Seguiamo con grande attenzione quanto accaduto alla base di Ali Al Salem in Kuwait. Desidero esprimere la mia forte vicinanza ai militari italiani coinvolti e la mia solidarietà ai Paesi della regione che stanno subendo attacchi indiscriminati. La grande professionalità e la prontezza dei nostri militari continuano a essere dimostrate anche in momenti di crisi. Fortunatamente, non si registrano feriti tra il personale. L'Alleanza resta solidale con tutti i Paesi e con il personale militare colpiti da questi attacchi". Così su X il presidente del comitato militare Nato, Giuseppe Cavo Dragone. 

Araghchi: "Uranio arricchito sepolto sotto le macerie"

Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha dichiarato che le riserve di uranio altamente arricchito dell'Iran sono sepolte "sotto le macerie" e che Teheran, al momento, non ha alcun piano per recuperarle o negoziare la loro diluizione. Da quando Israele e gli Stati Uniti hanno bombardato gli impianti nucleari iraniani lo scorso giugno, i circa 440 chilogrammi di uranio arricchito "sono sepolti sotto le macerie", ha affermato Araghchi in un'intervista a "Face the Nation" della CBS. "I nostri impianti nucleari sono stati attaccati e tutto è sepolto sotto le macerie. Certo, sapete che esiste la possibilità di recuperarli, ma sotto la supervisione dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica. Se un giorno giungessimo alla conclusione di farlo, avverrebbe sotto la supervisione dell'Agenzia. Ma per il momento non abbiamo alcun programma. Non abbiamo alcun piano per recuperarli da sotto le macerie", ha dichiarato all'emittente. Per quanto riguarda la disponibilità dell'Iran a rinunciare all'arsenale, Araghchi ha affermato che "tutto dipende dal futuro. Se in futuro dovessimo decidere di avviare negoziati con gli Stati Uniti o altri interlocutori, potremmo decidere cosa mettere sul tavolo. Per il momento, non c'è nulla sul tavolo". Washington ha chiesto all'Iran di rinunciare al suo arsenale nucleare durante i colloqui sul nucleare, interrotti dalla sua operazione militare lanciata con Israele il 28 febbraio.

Tokyo non esclude l'invio di navi a Hormuz: "Ma ci sono tanti ostacoli"

Il Giappone non esclude l'invio di navi da guerra per garantire la sicurezza nello Stretto di Hormuz dopo l'invito del presidente americano Donald Trump, pur precisando che gli ostacoli da superare sono molto elevati. "Da un punto di vista giuridico, tale possibilità non può essere esclusa: tuttavia, considerando che la disputa è ancora in corso, si tratta di una questione che dobbiamo valutare con cautela. Ritengo che l'asticella sia molto alta", ha detto Takayuki Kobayashi, esponente di vertice del Partito Liberal Democratico al governo, parlando col network pubblico Nhk. La premier Sanae Takaichi andrà in settimana a Washington.

Iran, Olmert: "Non chiaro l'obiettivo degli Usa, a un certo punto dovranno trattare"

“Come andrà a finire questa guerra dipende dalle decisioni che prenderà Trump, lui è la figura chiave”. Così Ehud Olmert, ex primo ministro di Israele in un’intervista a Monica Maggioni a In Mezz’ora su Raitre. "Quale sia l’obiettivo finale non lo so e non so se i partecipanti lo sanno. Gli americani non hanno definito esplicitamente che cosa e quando sarà il momento per una conclusione della guerra, all’inizio doveva essere la fine del regime l’obiettivo, ma il regime non crollerà subito - ha detto - L’Iran è un paese enorme, con 90 milioni di abitanti e non credo che alzeranno bandiera bianca. A un certo punto dovranno esserci dei contatti per dei negoziati per concludere questo conflitto e arrivare a un accordo per quanto riguarda il nucleare, che è il problema principale”.

Tajani: "Non credo che gli italiani siano un obiettivo specifico"

"Non credo che i militari italiani siano un obiettivo specifico" degli attacchi iraniani, questi attacchi prendono di mira le "basi internazionali" nella regione, gli obiettivi sono principalmente "americani", ma siccome in alcune di queste basi ci sono militari italiani, "anche loro sono sotto tiro". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Sky TG24 commentando l'ultimo attacco alla base in Kuwait. Da questo punto di vista, ha rilevato, "non vedo un attacco predeterminato contro gli italiani in quanto tali". 

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La Cina: "Avremo ruolo costruttivo per la de-escalation in Medio Oriente"

Dopo l'invito di Donald Trump a molti Paesi, Cina inclusa, a dispiegare navi da guerra nello Stretto di Hormuz per mettere in sicurezza la regione, un portavoce dell'ambasciata cinese a Washington ha affermato, in una nota citata dalla Cnn, che "tutte le parti hanno la responsabilità di garantire un approvvigionamento energetico stabile e senza intoppi". Quale "amico sincero e partner strategico dei Paesi mediorientali, la Cina continuerà a intensificare le comunicazioni con le parti interessate - incluse le parti coinvolte nel conflitto - e a svolgere un ruolo costruttivo ai fini della de-escalation e del ripristino della pace".

Il Papa: "La guerra assurda pretesa, basta coinvolgere il nome di Dio"

"Attualmente nel mondo molti nostri fratelli e sorelle soffrono a causa di conflitti violenti, provocati dall'assurda pretesa di risolvere i problemi e le divergenze con la guerra, mentre bisogna dialogare senza tregua per la pace. Qualcuno, poi, pretende addirittura di coinvolgere il nome di Dio in queste scelte di morte, ma Dio non può essere arruolato dalle tenebre". E' il monito del Papa nell'omelia della messa nella parrocchia di Ponte Mammolo. 

Araghchi,"colpiamo solo obiettivi Usa come rappresaglia"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha assicurato che le forze di Teheran colpiscono solo obiettivi Usa nella regione, mentre nello Stretto di Hormuz è garantito il passaggio sicuro alle navi di altre nazioni. "Questi sono i Paesi che hanno ceduto il loro territorio alle forze americane per attaccarci. Quindi cosa possiamo fare? Stare a guardare mentre le forze americane ci attaccano dal loro territorio? ... Stiamo prendendo di mira solo obiettivi, installazioni e basi militari americane. Tutto appartiene agli americani", ha dichiarato il capo della diplomazia iraniana. In linea con questa affermazione, ha sottolineato che gli attacchi missilistici e con droni da parte di Teheran ai paesi della regione sono una rappresaglia per l'utilizzo del loro territorio da parte degli Stati Uniti. Araghchi ha poi affermato che le forze iraniane hanno garantito il passaggio sicuro alle navi di altre nazioni e che lo Stretto di Hormuz non è completamente chiuso, ma l'insicurezza deriva dall'aggressione statunitense. "Garantiamo loro la sicurezza del passaggio perchè non abbiamo chiuso questo stretto. Non vengono di propria iniziativa a causa dell'insicurezza che vi regna, a causa dell'aggressione degli Stati Uniti", ha sottolineato. 

Durante gli attacchi alle basi l'Italia ha perso un autocarro e un drone

Un autocarro, rifornimenti di carburante, un drone e schegge contro due caccia. Questo il bilancio provvisorio dei quattro attacchi subiti finora dalle basi militari italiane in Kuwait e in Iraq, dove i militari italiani al riparo nei bunker sono rimasti comunque sempre incolumi. Durante il primo attacco iraniano, tra l'1 e 2 marzo, si sono verificati danni limitati ad alcune infrastrutture logistiche e operative. Nel secondo attacco, che si era invece verificato nella notte tra il 5 e il 6 marzo scorso: erano stati colpiti dei rifornimenti di carburante e si era per questo divampato un vasto incendio. Due caccia F2000 italiani, di cui uno è inefficiente da circa un mese, erano stati colpiti da schegge durante gli attacchi. Lo scorso 11 marzo nell'attacco alla base di Camp Singara ad Erbil, nel kurdistan iracheno, un autocarro adibito al trasporto di dispositivi logistici è stato distrutto da un drone shaed iraniano. Nell'attacco della scorsa notte è stato invece colpito un capannone dove si trovava un 'velivolo a pilotaggio remoto' - ovvero un drone - della Task force air italiana, che è andato distrutto. 

Araghchi: "Mai chiesto cessate il fuoco e negoziati"

L'Iran non ha mai chiesto un cessate il fuoco nè l'avvio di negoziati con gli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in una risposta diretta alle ultime dichiarazioni di Donald Trump, secondo cui Teheran sembrava pronta a raggiungere un accordo a condizioni sgradite a Washington. "No, non abbiamo mai chiesto un cessate il fuoco e non abbiamo mai chiesto nemmeno di negoziare. Siamo pronti a difenderci finchè sarà necessario", ha affermato Araghchi in un'intervista a "Face the Nation" della CBS. Il capo della diplomazia iraniana ha respinto inoltre l'affermazione secondo cui si tratterebbe di "una guerra di sopravvivenza" per l'Iran, dichiarando che il Paese è "stabile e sufficientemente forte. Stiamo solo difendendo il nostro popolo da questo atto di aggressione". 

Von der Leyen: "Preoccupata per grave impatto dell'azione di Israele in Libano"

"Come molti di voi, sono profondamente preoccupata per la continua escalation in Libano e per il severo impatto che l'operazione militare di Israele sta avendo sui civili, provocando sfollamenti su larga scala. La scorsa settimana ho espresso la solidarietà dell'Ue al presidente Aoun, ribadendo il nostro impegno a sostenere le popolazioni colpite, compresi rifugiati, sfollati interni e comunità ospitanti. La sovranità e l'integrità territoriale del Libano devono essere rispettate". Lo scrive la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nella lettera sulla migrazione ai leader Ue in vista del vertice del 19 e 20 marzo. "Accolgo con favore la decisione del governo di vietare tutte le attività militari di Hezbollah. E' urgente che tutte le ostilità cessino, anche attraverso un rinnovato dialogo tra Israele e Libano", aggiunge. 

Araghchi: "Colloqui con Italia e Francia? Su Hormuz contattati da diversi Paesi"

"Non posso citare alcun Paese in particolare, ma siamo stati contattati da diversi Paesi che desiderano garantire un passaggio sicuro alle loro navi". Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha risposto così ad una domanda della Cbs se stiano negoziando con Italia e Francia sullo Stretto di Hormuz, assicurando che la Repubblica islamica "è aperta ai Paesi che vogliono parlare del passaggio sicuro attraverso lo stretto di Hormuz". 

"La decisione spetta alle nostre forze armate, che hanno già deciso di consentire a un gruppo di imbarcazioni appartenenti a diversi Paesi di transitare in condizioni di sicurezza - ha sottolineato - Quindi garantiamo loro la sicurezza per il passaggio perché non abbiamo chiuso questo stretto. Non stanno venendo loro a causa dell'insicurezza che c'è, a causa dell'aggressione da parte degli Stati Uniti".

Ue valuta di rafforzare missione Aspides. Tajani: "Tutelare i commerci"

Tra gli elementi al vaglio di Bruxelles ci sono i contributi navali dei Paesi Ue e la capacità della missione di intercettare le minacce. Intanto, dal 14 marzo l’Italia ha assunto il comando della forza navale dell’Unione europea che controlla la sicurezza del traffico marittimo nel Mar Rosso: il comandante nominato è il contrammiraglio Milos Argenton.

Ue valuta di rafforzare missione Aspides. Tajani: 'Tutelare commerci'

Ue valuta di rafforzare missione Aspides. Tajani: 'Tutelare commerci'

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Idf: "Colpiti i centri di comando delle Guardie Rivoluzionarie"

Israele afferma di aver colpito centri di comando delle Guardie Rivoluzionarie e dei Basij nell'Iran occidentale. L'esercito israeliano ha riferito che la sua aviazione ha condotto una nuova ondata di attacchi contro le infrastrutture militari iraniane nell'Iran occidentale. In un post su X, l'Idf ha riportato che gli attacchi hanno colpito "diversi centri di comando delle Guardie Rivoluzionarie e dell'unità Basij" nell'area di Hamadan. Secondo l'esercito, queste strutture venivano utilizzate per coordinare le operazioni e pianificare attacchi contro Israele e altri paesi della regione. L'esercito israeliano ha dichiarato di aver esteso gli attacchi contro quelle che ha definito le infrastrutture di comando e controllo del governo nell'Iran occidentale e centrale. Le Forze di Difesa Israeliane hanno cosi' completato una nuova ondata di attacchi contro i quartier generali nell'Iran occidentale. 

Media: "1.000 navi in attesa di attraversare lo Stretto di Hormuz"

Attualmente, circa 1.000 navi sono in attesa di attraversare lo Stretto di Hormuz, tra cui circa 200 petroliere che trasportano rifornimenti necessari in tutto il mondo. Lo riferisce Al Jazeera, precisando che centinaia di navi attendono vicino allo Stretto in un clima di crescente tensione regionale. L'esercito iraniano ha lanciato diverse minacce alle navi che tentano di attraversare lo Stretto di Hormuz o anche solo di avvicinarsi all'imboccatura. L'Iran ha dichiarato che non permetterà il passaggio alle navi statunitensi e affiliate agli Stati Uniti, mentre altre navi potranno transitare dopo aver ottenuto l'autorizzazione. Tuttavia, anche navi non collegate agli Stati Uniti sono state prese di mira. Nei giorni scorsi, una nave battente bandiera thailandese stava tentando di attraversare lo Stretto di Hormuz quando è stata colpita da missili balistici. I missili hanno colpito la nave e circa 20 membri dell'equipaggio sono stati tratti in salvo dalla Marina omanita. Si ritiene che circa tre membri dell'equipaggio risultino ancora dispersi in mare. Teheran mantiene saldamente il controllo di questa strategica via navigabile: il blocco dello Stretto di Hormuz, nel contesto del conflitto regionale, hanno già causato un'impennata dei prezzi del petrolio e l'aumento dei costi del carburante in molti paesi. 

I leader dell'opposizione avvertiti dell'attacco alla base italiana da Crosetto

I leader dell'opposizione, a quanto si apprende, sono stati avvertiti per le vie brevi dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, relativamente all'attacco di un drone alla base di Ali Al Salem, in Kuwait. 

Usa: "Esigiamo la partecipazione su Stretto di Hormuz, è per le vostre economie"

L'ambasciatore americano all'Onu, Mike Waltz, ha ribadito che gli Stati Uniti stanno chiedendo agli alleati di contribuire alla scorta delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, stretto nella morsa dei pasdaran. "Il presidente Trump si rivolge al mondo intero, affermando che l'intera comunità globale è coinvolta", ha affermato Waltz in un'intervista alla Cnn, aggiungendo che "l'Iran non può tenere in ostaggio le vostre economie; noi, pertanto, accogliamo con favore, incoraggiamo e persino esigiamo la vostra partecipazione per tutelare le vostre stesse economie". Le forze armate Usa "continueranno a colpire duramente l'esercito iraniano, le sue unità navali missilistiche e le sue forze di droni, al fine di mantenere aperti gli stretti", ha proseguito Waltz. Negli ultimi giorni, l'amministrazione Trump ha fatto intendere di contare sugli alleati americani per garantire la scorta al traffico marittimo attraverso lo Stretto, una delle rotte commerciali più strategiche al mondo, rimasta di fatto chiusa da quando, alla fine del mese scorso, Usa e Israele hanno sferrato attacchi congiunti contro l'Iran. Waltz ha precisato che le discussioni relative a eventuali operazioni di scorta sono tuttora "in corso". Sabato, il tycoon, in un post su Truth, ha detto che "molti Paesi" invieranno navi da guerra allo scopo di pattugliare la rotta del petrolio: "si spera" che anche Cina, Francia, Giappone, Corea del Sud e Gran Bretagna dislocheranno proprie unità navali nell'area, ha aggiunto. In serata, in un'intervista alla Nbc, Trump ha chiesto a "numerosi Paesi colpiti dalle prepotenze dell'Iran" di contribuire alla messa in sicurezza dello Stretto di Hormuz, precisando che diversi Paesi si sono impegnati a contribuire, pur rifiutandosi di fare nomi. "Non solo si sono impegnati, ma ritengono si tratti di un'ottima iniziativa", ha aggiunto. "Non voglio dire nulla" anche se "è possibile", ha replicato alla domanda se la Marina Usa avrebbe iniziato a scortare le navi. Il segretario all'Energia, Chris Wright, ha chiarito giovedì di prevedere che gli Usa inizieranno a scortare le navi prima della fine del mese. 

Araghchi: "Nessuna ragione per negoziare con gli Usa"

L'Iran "non vede alcuna ragione per negoziare" con gli Stati Uniti, afferma il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, dopo che Donald Trump aveva invece sbandierato una volontà di Teheran di "concludere un accordo" per porre fine alla guerra. "Stavamo parlando con gli americani quando hanno deciso di attaccarci ed è stata la seconda volta", ha denunciato Araghchi in una intervista alla Cbs, riferendosi ai colloqui in corso prima dell'inizio della guerra dei 12 giorni lo scorso giugno. 

Nella base italiana in Kuwait è il terzo attacco in due settimane

La Ali Al Salem in Kuwati colpita questa mattina da un drone - dove tutti i militari italiani sono rimasti incolumi - era stata già presa di mira nei giorni scorsi, in almeno altri due attacchi: il primo si era verificato tra l'1 e 2 marzo, con danni limitati ad alcune infrastrutture logistiche e operative. Il secondo attacco si era invece verificato nella notte tra il 5 e il 6 marzo scorso: erano stati colpiti dei rifornimenti di carburante e si era per questo verificato un vasto incendio. Due caccia F2000 italiani, di cui uno è inefficiente da circa un mese, erano stati colpiti da schegge durante i recenti attacchi. 

Tajani: "Navi a Hormuz? Non siamo coinvolti in operazioni militari"

"Non siamo coinvolti in operazioni militari su Hormuz". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al Tg4 Diario della domenica, in merito alla richiesta di Donald Trump ad altri Paesi perché inviino navi militari per sbloccare il traffico di navi nello Stretto di Hormuz. "Nessun Paese europeo ha dato disponibilità militare per forzare Hormuz", ha aggiunto. 

Tajani: "Le nostre missioni continuano, non ci facciamo intimidire"

"Non ci facciamo intimidire, le missioni italiane continuano". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al Tg4 Diario della domenica commentando l'attacco con un drone alla base Usa in Kuwait dove sono di stanza anche militari italiani. "Stiamo riducendo il personale" nelle basi italiane nella regione, "dobbiamo mettere al sicuro il maggior numero di uomini tenendo fede agli impegni internazionali", ha aggiunto Tajani, ricordando che la base in questione era stata già attaccata. 

Quanto durerà ancora la guerra in Iran? Cosa dicono gli analisti

Sono ormai passate due settimane dallo scoppio della guerra in Iran: era il 28 febbraio infatti il giorno in cui Stati Uniti e Israele hanno lanciato gli attacchi su Teheran che hanno dato il via alle ostilità e ucciso la Guida suprema Ali Khamenei. Dopo 15 giorni di conflitto, non è ancora chiaro se e quale sia un’eventuale timeline per la fine della guerra, anche se iniziano a filtrare informazioni sui piani dei belligeranti e analisi da parte di esperti del settore.

Quanto durerà ancora la guerra in Iran? Cosa dicono gli analisti

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Centcom risponde ad Araghchi: "Falso che si usino droni Usa contro Paesi del Golfo"

Il Centcom fa il 'fact checking' delle parole del ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, secondo cui gli Stati Uniti starebbero ricorrendo a droni kamikaze tipo gli Shahed per colpire i Paesi del Golfo e dare così la responsabilità a Teheran. In un post su X, il Comando centrale americano scrive: "Il ministro degli Esteri del regime iraniano afferma che gli Stati Uniti stanno usando droni d'attacco a senso unico per attaccare i paesi del Golfo e scaricare la colpa sull'Iran. BUGIA".

Piuttosto, accusa il Centcom, "le forze iraniane hanno lanciato migliaia di droni e missili contro i paesi vicini, prendendo di mira indiscriminatamente hotel civili, aeroporti commerciali, comunità residenziali e infrastrutture economiche. I droni d'attacco statunitensi prendono di mira solo le capacità militari iraniane per eliminare le minacce poste alla regione. VERITÀ".

Tajani: "Attacco a base in Kuwait, nessun problema per i militari"

"Nessun rischio e nessun problema per i nostri militari. Il Kuwait è un obiettivo militare dell'Iran per la presenza di base americane". Lo dice il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a 'Diario della domenica' su Rete4, parlando dell'attacco alla base italiana in Kuwait. "Non ci facciamo intimorire, manterremo fede agli impegni internazionali", afferma Tajani. 

Cosa sappiamo sull’attacco con un drone alla base italiana in Kuwait

La base di Ali Al Salem, in Kuwait, che ospita mezzi e militari americani e italiani, questa mattina è stata attaccata da un drone che ha colpito un capannone dove si trovava un velivolo a pilotaggio remoto della task force air italiana, che è stato distrutto. Al momento dell'attacco tutto il personale era in sicurezza e non è stato coinvolto, come ha riferito lo Stato Maggiore della Difesa. Ecco cosa sappiamo fino ad ora.

Cosa sappiamo sull’attacco con un drone alla base italiana in Kuwait

Cosa sappiamo sull’attacco con un drone alla base italiana in Kuwait

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Appello Usa per riaprire Hormuz, le cancellerie frenano. Solo Seul valuta la proposta. VIDEO

Beirut: "850 uccisi in attacchi Israele da inizio guerra"

Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che gli attacchi israeliani hanno ucciso 850 persone nel Paese nel corso delle due settimane di guerra tra Israele e Hezbollah, avviata in sincrono rispetto agli attacchi di Israele e Usa contro l'Iran. Il comunicato del ministero ha precisato che il bilancio include 66 donne, 107 bambini e 32 operatori sanitari, più altre 2.105 persone rimaste ferite.

Attacco di un drone alla base Ali Al Salem in Kuwait, personale italiano in sicurezza

"Questa mattina la base di Ali Al Salem, in Kuwait, che ospita capacità e personale americano e italiano, è stata oggetto di un attacco con drone che ha colpito uno shelter, all’interno del quale era ricoverato un velivolo a pilotaggio remoto della Task Force Air italiana, andato distrutto. Ho immediatamente sentito il Colonnello Mangini per sincerarmi delle condizioni del personale italiano presente nella base. Al momento dell’attacco tutto il personale era in sicurezza e non è stato coinvolto. Dell’accaduto ho prontamente informato il ministro della Difesa Crosetto, col quale sono in costante contatto per l’aggiornamento continuo della situazione di tutti i nostri contingenti all’estero". Così il capo di Stato maggiore della Difesa il generale Luciano Portolano, in una dichiarazione pubblicata su X dallo Stato maggiore della Difesa. 

Il dispositivo italiano della Task Force Air, si spiega ancora nel post dello Stato maggiore, era stato preventivamente alleggerito nei giorni scorsi, nell’ambito delle misure adottate in relazione all’evoluzione del quadro di sicurezza nell’area. Il personale rimasto nella base è impiegato per lo svolgimento delle attività essenziali della missione. Il velivolo colpito costituiva un assetto indispensabile per lo svolgimento delle attività operative ed era rimasto schierato nella base al fine di garantire la continuità delle operazioni. La situazione è costantemente monitorata dal Capo di Stato maggiore della Difesa e dal Comando Operativo di Vertice Interforze, che mantengono un contatto continuo con i contingenti sul terreno.

Base in Kuwait

©Ansa

Portolano: drone italiano distrutto era indispensabile per nostre operazioni

Il velivolo a pilotaggio remoto distrutto nell'attacco avvenuto alla base di Al Salem in Kuwait, dove ci sono anche i militari italiani, "costituiva un assetto indispensabile per lo svolgimento delle attività operative ed era rimasto schierato nella base al fine di garantire la continuità delle operazioni". A comunicarlo su X è il capo si di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano. "Il dispositivo italiano della Task force air - ha aggiunto - era stato preventivamente alleggerito nei giorni scorsi, nell'ambito delle misure adottate in relazione all'evoluzione del quadro di sicurezza nell'area. Il personale rimasto nella base è impiegato per lo svolgimento delle attività essenziali della missione".

Attacco con un drone a base italiana in Kuwait, nessun ferito

Questa mattina la base di Ali Al Salem, in Kuwait, che ospita mezzi e militari americani e italiani, è stata attaccata con un drone che ha colpito un capannone dove si trovava un 'velivolo a pilotaggio remoto' della Task force air italiana, che è stato distrutto. Al momento dell'attacco tutto il personale era in sicurezza e non è stato coinvolto. Lo si apprende dallo Stato Maggiore della Difesa.

Libano, ucciso funzionario Hamas in raid Idf a Sidone

Un funzionario di Hamas è stato ucciso in un attacco israeliano nell'area di Sidone, nel sud del Libano, effettuato alle prime ore del giorno. Secondo una fonte anonima del gruppo armato palestinese, la vittima si chiamerebbe Wissam Taha. Nelle scorse ore l'Idf e i media locali hanno riferito di un bombardamento su un appartamento in un edificio residenziale di un quartiere settentrionale di Sidone. La città costiera ospita il più grande campo profughi palestinese del Libano, che Israele ha già colpito nei mesi scorsi, affermando di aver preso di mira Hamas.

Uefa: cancellata la Finalissima Spagna-Argentina in Qatar

È stata cancellata l'edizione 2026 della Finalissima, la partita tra la Spagna e l'Argentina che era in programma in Qatar il 27 marzo prossimo. Lo ha reso noto l'Uefa, che esprime grande disappunto insieme con gli organizzatori ma spiega che nessuna alternativa si è rivelata accettabile per la Federcalcio argentina, tra cui lo spostamento dell'evento al 'Bernabeu' di Madrid nella stessa data. L'Argentina ha proposto di giocare dopo i Mondiali, ma, non essendoci date disponibili per la Spagna, tale opzione è stata scartata. 

Capitana nazionale calcio ritira richiesta asilo Australia

La capitana della nazionale femminile di calcio iraniana ha ritirato la sua richiesta di asilo presentata nei giorni scorsi in Australia, dove la squadra ha partecipato alla Coppa d'Asia. Lo riferiscono i media statali iraniani. Zahra Ghanbari "ha ritirato la sua decisione di chiedere asilo" e volerà in Malesia nelle prossime ore prima di tornare in Iran, ha riferito l'agenzia di stampa Irna, mentre le Ong accusano regolarmente Teheran di esercitare pressioni sugli atleti iraniani all'estero. Sei giocatrici e un membro dello staff avevano inizialmente chiesto rifugio in Australia dopo essere stati etichettati come "traditori di guerra" in Iran per essersi rifiutati di cantare l'inno nazionale prima di una partita. L'annuncio del ritiro della richiesta di asilo da parte di Ghanbari, molto simbolico, è giunto dopo che altri quattro membri della delegazione hanno fatto marcia indietro.

Domani incontro tra Tajani e Rutte a Bruxelles

Domani mattina, a quanto apprende l'ANSA, il ministro degli Esteri Antonio Tajani avrà un bilaterale con il segretario generale della Nato Mark Rutte a Bruxelles, dove il titolare della Farnesina sarà impegnato anche nel Consiglio Affari Esteri. Sul tavolo dell'incontro con Rutte, tra i temi, ci si attende che ci sia la guerra in Iran e la crisi in Medio Oriente. 

Cnn: "Israele prevede almeno altre tre settimane di guerra in Iran"

Israele prevede almeno altre tre settimane di guerra in Iran, con "migliaia di obiettivi" ancora da colpire. Lo ha dichiarato l'esercito israeliano alla Cnn. 

Emirati: "Intercettati 4 missili e 6 droni"

Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha dichiarato di aver intercettato diversi missili balistici e droni lanciati dall'Iran. "Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato 4 missili balistici e 6 droni", si legge in un comunicato diffuso sui social media. Il ministero ha aggiunto che, dall'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, il 28 febbraio, le difese aeree hanno "intercettato 298 missili balistici, 15 missili da crociera e 1.606 droni". Negli Emirati Arabi Uniti, almeno sei persone sono rimaste uccise e 142 ferite in attacchi iraniani nelle ostilità. 

Iran: "Missili contro Kharg lanciati da base Usa negli Emirati"

L'Iran ha "ampie prove" che le basi americane in Medio Oriente siano state usate per attaccare la Repubblica islamica. Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, al quotidiano arabo Al-Araby Al-Jadeed, sostenendo che i missili lanciati nell'attacco degli Stati Uniti dei giorni scorsi contro l'isola di Kharg siano partiti dagli Emirati. "Abbiamo ampie prove di ciò: le immagini satellitari e la sorveglianza elettronica dimostrano che le basi statunitensi in questa regione vengono utilizzate per gli attacchi", ha affermato Araghchi. 

Iran: "La guerra finirà quando saremo certi che non si ripeterà"

La guerra finirà solo quando l'Iran sarà "sicuro" che non possa ricominciare. Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. "Questa guerra finirà quando saremo certi che non si ripeterà e che verranno pagate le riparazioni. Lo abbiamo vissuto l'anno scorso: Israele ha attaccato, poi gli Stati Uniti... si sono riorganizzati e ci hanno attaccato di nuovo", ha detto il capo della diplomazia di Teheran ad Al-Araby Al-Jadeed, riferendosi alla guerra dei 12 giorni lo scorso giugno. 

Schegge di missile sull'edificio dove risiede il console Usa a Gerusalemme

L'edificio in cui risiede il console degli Stati Uniti a Gerusalemme è stato colpito ieri da frammenti di missili lanciati dall'Iran. Lo riferiscono i media israeliani. 

Bahrein, intercettati finora 125 missili e 211 droni

Le autorità del Bahrein fanno sapere di aver intercettato finora 125 missili e 211 droni dall'inizio dell'attacco di Usa e Israele all'Iran. Lo riferisce Al Arabiya. 

Spagna trasferisce forze speciali dall'Iraq per motivi di sicurezza

A causa del deterioramento della situazione di sicurezza in Iraq e dell'impossibilità di proseguire le operazioni previste, la Spagna ha deciso di procedere con il "ridislocamento temporaneo" del suo Gruppo di Operazioni Speciali (Sotg), in attesa dell'evolvere della situazione. Lo rende noto il ministero della Difesa spagnolo. Tutti i membri del gruppo sono stati trasferiti in luoghi sicuri senza registrare incidenti. Il trasferimento è stato effettuato in stretta collaborazione con le autorità irachene, con il supporto della Coalizione internazionale e con un costante "aggiornamento alle nostre forze amiche e alleate," assicura la Difesa in una nota. Nonostante la misura, Madrid assicura che l'impegno della Spagna verso la Coalizione e la stabilità dell'Iraq resta invariato, anche se la crescente instabilità della zona ha reso necessaria questa decisione la sicurezza delle truppe spagnole. 

Un ferito e danni a Tel Aviv nell'ultimo lancio di missili dall'Iran

Un uomo è rimasto ferito in maniera non grave nell'ultimo lancio di missili dall'Iran su Bnei Brak, sobborgo di Tel Aviv, dove un edificio è stato colpito. Non è ancora chiaro, dicono i soccorritori del Magen David Adom, se il condominio sia stato centrato da schegge o da una bomba piccola di una missile a frammentazione. Mda segnala danni anche a Ramat Gan e nella parte sud di Tel Aviv. 

Media Libano, fonte saudita smentisce notizie su visita di Dermer a Riad

Una fonte diplomatica saudita ha definito "infondate" le notizie, pubblicate oggi sulla stampa israeliana, in merito a una "presunta visita a Riad dell'ex ministro israeliano per gli Affari Strategici, Ron Dermer, per discutere la questione libanese". Lo riporta il giornale libanese Al Modon. Secondo la fonte, si tratta di "chiacchiere insignificanti che rientrano nei tentativi israeliani di suggerire l'esistenza di canali di dialogo tra Riad e Tel Aviv sul Libano o altre questioni regionali". 

Media Israele: frammento di missile iraniano colpisce la residenza del console statunitense

Israele: "Non avvieremo colloqui diretti con Beirut nei prossimi giorni"

"Ci aspettiamo che il governo libanese compia passi seri per fermare Hezbollah dal lanciare attacchi verso Israele. Non intendiamo avviare colloqui diretti con il governo libanese nei prossimi giorni". Lo ha detto il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar n un briefing con la stampa. 

Londra: "Stiamo discutendo con alleati di Stretto Hormuz"

Il Regno Unito sta discutendo con gli alleati su come garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato a Sky il ministro dell'Energia britannico, Ed Miliband. Al ministro è stato chiesto, durante la trasmissione "Sunday Morning with Trevor Phillips", se la Gran Bretagna stesse valutando l'invio di dragamine o droni antimina nel passaggio, bloccato dall'Iran, attraverso il quale transita circa un quinto del petrolio mondiale. "Stiamo parlando con i nostri alleati. Ci sono diversi modi in cui possiamo rendere possibile la navigazione marittima", ha affermato Miliband, "stiamo esaminando intensamente con i nostri alleati cosa si può fare, perché è fondamentale riaprire lo Stretto". Parlando alla Bbc, Miliband ha descritto la riapertura dello stretto come una "priorità per il mondo" e ha affermato che "si stanno valutando tutte le opzioni possibili per riaprire lo stretto". 

Iran: "Gli altri Paesi evitino ogni azione che estenda il conflitto"

L'Iran ha avvertito gli altri Paesi "ad astenersi da qualsiasi azione che possa portare un'escalation e a un'estensione del conflitto". Lo ha detto il ministro degli Esteri Abbas Araghchi in un colloquio telefonico con l'omologo francese Jean-Noel Barrot, secondo un comunicato del ministero di Teheran, all'indomani della richiesta di Donald Trump ad alcuni Paesi, tra cui Francia, Cina, Giappone e Regno Unito, a inviare navi militari nello Stretto di Hormuz per garantire la sicurezza del traffico marittimo. 

Araghchi a Barrot: "No ad azioni che portino a escalation"

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, durante una conversazione telefonica con il suo omologo francese Jean-Noel Barrot, ha invitato gli altri Paesi ad "astenersi da qualsiasi azione che possa portare a un'escalation del conflitto". Lo riferisce una nota del governo iraniano. L'invito di Araghchi appare legato all'appello Usa agli alleati perché inviino navi militari per mettere in sicurezza lo Stretto di Hormuz.

Israele emette un nuovo ordine di evacuazione a sud di Beirut

Israele ha avvertito diversi quartieri nella periferia meridionale della capitale libanese Beirut di evacuare "immediatamente" in vista di un'azione militare israeliana. Il portavoce dell'Idf Avichay Adraee afferma che l'avvertimento si applica in particolare ai residenti di Haret Hreik, Ghobeiry, Lilaki, Hadath, Burj al-Barajneh, Tahwitat al-Ghadir e Chiyah. L'Idf, precisa il portavoce su X, non esiterà a colpire "chiunque venga trovato nelle vicinanze di membri di Hezbollah. State mettendo a rischio voi stessi e le vostre vite... evacuate immediatamente la zona".

Media: decine di morti a Isfahan, attaccate fabbriche

Sono decine le persone uccise dai bombardamenti israeliani e statunitensi nella città di Isfahan, importante polo manifatturiero iraniano. Lo riferisce Al Jazeera, secondo la quale i raid sono diretti alle industrie attive nel campo della difesa ma stanno colpendo anche aree civili.

Idf: "Nuovo lancio di missili dall'Iran, in azione sistemi di difesa"

'esercito israeliano riferisce di aver identificato poco fa un nuovo lancio di missili dall'Iran verso Israele. I sistemi di difesa stanno operando per intercettare la minaccia, aggiunge l'Idf.

Londra: "Ora necessaria de-escalation"

In Iran "il piano ora deve essere una de-escalation del conflitto". Lo ha dichiarato il ministro dell'Energia britannico, Ed Miliband, alla Bbc, mentre gli Usa chiedono agli alleati di inviare navi militari nello Stretto di Hormuz per sbloccare le rotte petrolifere.

Araghchi: "Mojtaba Khamenei sta bene e governa l'Iran"

"La Guida suprema Mojtaba Khamenei gode di buona salute e governa pienamente il Paese". Lo ha dichiarato oggi il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in risposta alle notizie sull'assenza di Khamenei dalla vita pubblica e in tv da quando è stato eletto la scorsa settimana. "La situazione nel Paese è stabile", ha aggiunto Araghchi, citato dall'agenzia Irna. Il presidente Donald Trump ha dichiarato ieri di non sapere nemmeno se Mojtaba Khamenei sia vivo. Anche il segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva affermato che Khamenei è "ferito e probabilmente sfigurato".

Seul: "Valutiamo con attenzione la richiesta di Trump su Hormuz"

La Corea del Sud "valuterà con attenzione" la richiesta di Donald Trump di "inviare navi da guerra" nello Stretto di Hormuz per "garantire che rimanga aperto": lo ha affermato un funzionario presidenziale citato dall'agenzia Yonhap, aggiungendo che Seul si trova "in comunicazione stretta" con Washington sull'argomento. "La sicurezza delle rotte marittime internazionali e la libertà di navigazione sono nell'interesse di tutti i Paesi e sono protette dal diritto internazionale", ha dichiarato il funzionario coreano. "Sulla base di questo principio, speriamo che la rete logistica marittima globale torni rapidamente alla normalità".

Israele annuncia lancio vasta ondata di attacchi

L'esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato una vasta ondata di attacchi contro l'Iran occidentale. "Poco fa, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno dato inizio a un'ondata di attacchi su vasta scala contro le infrastrutture del regime terroristico iraniano nell'Iran occidentale", si legge in un comunicato dell'esercito di Tel Aviv.

Israele, nuova ondata di attacchi su larga scala sull'Iran occidentale

L'esercito israeliano ha annunciato di aver "avviato, poco fa, una ondata di attacchi su larga scala contro le infrastrutture del regime terroristico iraniano nell'Iran occidentale". 

Pasdaran: attaccata con missili la base di Al Dhafra negli Emirati

Le Guardie della Rivoluzione iraniane (i Pasdaran) hanno affermato di aver attaccato la base aerea di Al Dhafra, situata negli Emirati Arabi Uniti e utilizzata dagli Usa, con "10 missili Fatah e Ghadr": lo indica un comunicato. In aggiunta, i Pasdaran hanno riferito che tre navi iraniane sanzionate dagli Usa, che erano state sequestrate dall'India, sono state autorizzate a ripartire, dopo che Teheran ha concesso ad alcune imbarcazioni indiane di attraversare lo Stretto di Hormuz. "Le azioni dell'Iran hanno dato i loro frutti nella battaglia dei mari… Questo è il vero modello usato per eliminare minacce e sanzioni", ha dichiarato su X il comandante della Marina delle Guardie Rivoluzionarie Alireza Tangsiri.

Gravi danni a centro ricerca spaziale Teheran

Le forze israelo-statunitensi hanno attaccato e inflitto gravi danni al centro di ricerca spaziale di Teheran. Lo riferisce Al Jazeera, che mostra un filmato della struttura in fiamme. Il centro si occupa di tecnologie satellitari e di rilevamento fondamentali per l'intelligence e l'esercito iraniani.

Teheran denuncia attacco a zona residenziale Shiraz

Le forze israelo-statunitensi hanno attaccato un'area residenziale di Shiraz. Lo riporta l'agenzia iraniana Tasnim, vicina ai pasdaran, che parla di "attacco terrorista e antiumano". "L'intensità di questo attacco è stata tale che i complessi residenziali nel mirino sono stati distrutti al 100% e sono stati causati pesanti danni economici ai residenti", aggiunge il dispaccio, che non fa menzione di feriti, lasciando intendere che l'area possa essere stata evacuata in precedenza.

Libano, almeno 14 morti in nuovi attacchi israeliani

Almeno 14 persone, tra cui quattro minori, sono morte negli ultimi attacchi sferrati da Israele su diverse località del Libano. Lo rendono noto le autorita' sanitarie di Beirut secondo l'agenzia stampa ufficiale Nna. 

Media: 20 arresti nel nord-ovest dell'Iran per collaborazione con Israele'

Venti persone sono state arrestate nel Nord-ovest dell'Iran con l'accusa di collaborazione con Israele: lo ha riportato l'agenzia di stampa Tasnim, ripresa da Iran International. L'annuncio degli arresti è arrivato dal procuratore centrale della provincia dell'Azerbaigian Occidentale. Gli arrestati sono sospettati di aver condiviso con Israele informazioni sensibili "su siti militari e di sicurezza".

Teheran: droni contro Paesi Golfo 'false flag' di nemico

Lo stato maggiore di Teheran ha accusato il "nemico" di utilizzare droni simili a quelli iraniani per colpire i Paesi del Golfo e scaricare la colpa sulla Repubblica Islamica. Lo si legge in una nota pubblicata dai media ufficiali iraniani. Il comando centrale di Teheran sostiene, senza fornire prove, che copie dei suoi Shahed-136, note come 'LUCAS', sono state utilizzate per "colpire obiettivi irrilevanti negli Stati della regione", tra cui Turchia, Iran e Kuwait. Stamane gli Emirati Arabi Uniti hanno riportato un attacco missilistico, le sirene antiaeree hanno suonato in Bahrein e l'Arabia Saudita ha affermato di aver intercettato e abbattuto dieci droni su Riad e nell'Est del regno.

Media: missili su Israele nella notte provenienti da Libano e Iran

I raid missilistici che nelle ultime ore hanno interessato diverse parti di Israele, da nord a sud, hanno avuto come origine sia il Libano sia l'Iran: lo riferiscono diversi media israeliani, tra questi il Times of Israel e Haaretz. Oltre agli attacchi ordinati da Teheran, ce ne sarebbero dunque anche alcuni riconducibili a Hezbollah, spiega la stampa israeliana. Al momento, non sono state riportate morti legate ai raid più recenti.

Cinque raid nella notte su Israele, due feriti a Holon

Notte di raid su Israele: dalla mezzanotte, stando al Times of Israel, si sono susseguiti cinque attacchi. Il bilancio è di due due persone rimaste leggermente ferite a Holon, nel centro del Paese, a seguito del secondo attacco. Le ferite sono state causate dall'impatto nella zona, probabilmente da frammenti caduti dopo un'intercettazione. L'Idf ha avviato un'indagine sulle circostanze dell'accaduto. Il servizio medico di emergenza israeliano ha dichiarato che un uomo di circa 80 anni sta ricevendo cure mediche sul posto per lievi ferite causate da schegge di vetro, e una donna, anch'essa di circa 80 anni, è in cura per sintomi da inalazione di fumo. Diverse altre persone sono in cura per shock.

Pasdaran: "Braccheremo e uccideremo Netanyahu"

"L'incertezza sul destino del criminale Primo Ministro sionista e la possibilità della sua morte o della sua fuga con la famiglia dai territori occupati rivelano la crisi e l'instabilità degli sionisti. Se questo criminale assassino di bambini è ancora vivo, continueremo a dargli la caccia e a ucciderlo con tutte le nostre forze". Lo scrivono le Guardie Rivoluzionarie iraniane in un comunicato, riportato dall'agenzia Fars. Il dipartimento di pubbliche relazioni delle Guardie Rivoluzionarie lo ha sottolineato in un comunicato, che recita tra l'altro "Gli obiettivi dei criminali terroristi sionisti americani nel primo round di ingiusta vendetta di sangue per i martiri iraniani sono stati distrutti con forza e intensità nelle posizioni nei territori occupati e in 3 basi americane nella regione da un'operazione congiunta delle forze delle Guardie Rivoluzionarie". "Il suono continuo delle sirene delle ambulanze e l'ammissione da parte delle istituzioni sioniste del crescente numero di morti e feriti a seguito di questa efficace operazione iraniana - scrivono ancora i pasdaran - hanno rivelato la profondità dell'impatto dei missili pesanti delle Guardie Rivoluzionarie sui settori industriali di Tel Aviv. Anche i settori industriali e il centro di raduno delle forze americane presso le basi aeree di Harir a Erbil e le basi di Ali Salem e Arifjan sono stati distrutti da potenti missili e droni iraniani

Telegraph: "Londra valuta l'invio di droni intercettori in Medio Oriente"

Secondo quanto appreso dal Telegraph, il premier britannico Keir Starmer potrebbe inviare migliaia di droni intercettori in Medio Oriente. La notizia diffusa dal giornale del Regno Unito è stata ripresa anche dai media israeliani. I sofisticati sistemi 'Octopus' vengono prodotti nel Regno Unito per l'Ucraina, che li utilizzerà contro la Russia, con una produzione destinata ad aumentare fino a raggiungere migliaia di unità al mese. Il Telegraph rivela inoltre che i funzionari militari stanno valutando la possibilità di utilizzare gli intercettori anche per rafforzare le difese del Regno Unito contro i droni iraniani Shahed. Una fonte della difesa ha dichiarato al Telegraph che il Regno Unito sta prendendo in considerazione l'impiego di intercettori di droni per contrastare l'"asse di aggressione" tra Russia e Iran.

Pentagono, identificati i sei aviatori morti nell'Iraq occidentale

Il Pentagono ha identificato i sei aviatori deceduti nell'incidente aereo di giovedì nell'Iraq occidentale. Si tratta del maggiore John A. Klinner (33enne originario dell'Alabama), del capitano Ariana G. Savino (31 anni, Stato di Washington), del sergente tecnico Ashley B. Pruitt (34 anni, del Kentucky), del capitano Seth R. Koval (38 anni, dell'Indiana); del capitano Curtis J. Angst (30 anni, dell'Ohio) e del sergente tecnico Tyler H. Simmons (28 anni, sempre dell'Ohio). Klinner, Savino e Pruitt erano in servizio presso il VI Stormo di Rifornimento in Volo della base aerea di MacDill a Tampa, in Florida. Koval, Angst e Simmons erano assegnati al 121/mo Stormo di rifornimento in volo presso la base della Guardia Nazionale Aerea di Rickenbacker a Columbus. I componenti dell'equipaggio si trovavano a bordo di un aereo cisterna KC-135 Stratotanker della Us Air Force, ha riferito la Cnn, quando si è schiantato giovedì nell'Iraq occidentale. Per il Pentagono, l'incidente "non è stato causato da fuoco ostile o fuoco amico" ed "è ancora sotto indagine". Il KC-135 consente agli aerei di rifornirsi in volo per rimanere più a lungo in una zona di combattimento. I jet possono anche essere configurati per il trasporto di merci e pazienti. L'Aeronautica militare non ha specificato in quale missione fossero impegnati i jet coinvolti: con la morte dei 6 militari, il numero di soldati statunitensi uccisi in relazione alla guerra con l'Iran è salito a quota 13

Wafa: "Coppia con due bambini uccisi in Cisgiordania"

Un uomo palestinese, sua moglie e i loro due figli sono stati uccisi poco dopo mezzanotte dalle forze israeliane nella città di Tammun, a sud di Tubas, in Cisgiordania, mentre altri due figli sono rimasti feriti da schegge. Lo scrive l'agenzia palestinese Wafa. Fonti locali hanno riferito che le forze speciali israeliane si sono infiltrate nella città, seguite da rinforzi militari provenienti dal checkpoint di Ein Shibli e dal checkpoint di Tayasir e hanno aperto il fuoco contro un veicolo.

Cinque raid nella notte su Israele, due feriti a Holon

Notte di raid su Israele: dalla mezzanotte, stando al Times of Israel, si sono susseguiti cinque attacchi. Il bilancio è di due due persone rimaste leggermente ferite a Holon, nel centro del Paese, a seguito del secondo attacco. Le ferite sono state causate dall'impatto nella zona, probabilmente da frammenti caduti dopo un'intercettazione. L'Idf ha avviato un'indagine sulle circostanze dell'accaduto. Il servizio medico di emergenza israeliano ha dichiarato che un uomo di circa 80 anni sta ricevendo cure mediche sul posto per lievi ferite causate da schegge di vetro, e una donna, anch'essa di circa 80 anni, è in cura per sintomi da inalazione di fumo. Diverse altre persone sono in cura per shock. 

Al-Jazeera, "droni e missili intercettati su Arabia Saudita e Giordania"

Il Ministero della Difesa saudita afferma che tre droni sono stati intercettati e distrutti nella regione orientale del Paese. Lo fa sapere Al-Jazeera, secondo cui inoltre sono state udite delle esplosioni nella città di Irbid, in Giordania, in seguito all'intercettazione di missili. 

Pasdaran rivendicano attacchi su Israele, Iraq e Kuwait

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) ha affermato di aver preso di mira Israele e tre basi statunitensi in Iraq e Kuwait. "Il suono continuo delle sirene delle ambulanze" in Israele e le ammissioni delle autorità israeliane sul "numero crescente di morti e feriti" rivelano la "profondità dell'impatto dei missili pesanti" dell'Irgc nei settori industriali di Tel Aviv, si legge in un comunicato, pubblicato da Al-Jazeera. Ha inoltre affermato che la base aerea di Harir a Erbil, in Iraq, così come le basi di Ali Al Salem e Arifjan, che ospitano truppe statunitensi in Kuwait, sono state "distrutte da potenti missili e droni iraniani"

Riad annuncia abbattimento 10 droni, ma Teheran "non sono nostri"

Il Ministero della Difesa saudita ha dichiarato di aver intercettato e distrutto 10 droni a Riad e nelle regioni orientali. In precedenza, il ministero aveva comunicato di aver distrutto sette droni a Riyadh e nelle regioni orientali. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) ha però fatto sapere che l'attacco con droni all'Arabia Saudita non ha alcun collegamento con l'Iran. "L'Arabia Saudita ha annunciato di aver attaccato e distrutto 10 droni su Riad e Sharqiya - scrive l'ufficio stampa dei pasdaran, ripreso dall'agenzia iraniana Tasnim - Questo attacco non ha alcun collegamento con la Repubblica Islamica dell'Iran e il governo saudita dovrebbe indagare sulla provenienza degli attacchi". 

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