Guerra Iran, Trump: "Altri Paesi inviino navi per sicurezza Stretto di Hormuz"
Colpita da droni iraniani una base arera Usa in Kuwait: l'attacco ha provocato feriti tra i militari kuwaitiani e causato danni. Rappresentanti israeliani e libanesi dovrebbero incontrarsi nei prossimi giorni per una serie di colloqui. Lo riporta Haaretz citando due fonti. Gli Usa hanno preso di mira la strategica isola iraniana di Kharg, distruggendo esclusivamente infrastrutture militari. "L'Iran è completamente sconfitto e vuole un accordo che io non accetterò": così Trump su Truth
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Rappresentanti israeliani e libanesi dovrebbero incontrarsi nei prossimi giorni per una serie di colloqui. Lo riporta Haaretz citando due fonti a conoscenza della questione. Una fonte ha affermato che l'ex ministro Ron Dermer, a cui il primo ministro Benjamin Netanyahu ha affidato la gestione del "portafoglio Libano", dovrebbe condurre negoziati diretti con i rappresentanti libanesi. La fonte ha aggiunto che anche gli Stati Uniti sono coinvolti nell'iniziativa.
Due droni hanno preso di mira una base aerea in Kuwait che ospita personale militare statunitense, ferendo alcuni militari kuwaitiani e causando danni, ha dichiarato sabato il ministero della Difesa. "Tre membri delle forze armate hanno riportato ferite lievi" in seguito all'attacco alla base aerea Ahmed Al-Jaber, ha dichiarato in un comunicato il portavoce, il generale di brigata Saud Al-Otaibi. La base si trova vicino a Camp Arifjan, un'importante struttura statunitense.
Gli Usa hanno preso di mira la strategica isola iraniana di Kharg, distruggendo esclusivamente i suoi obiettivi militari e hanno rivendicato il successo dell'operazione assicurando di non aver colpito le installazioni petrolifere "ma oltre 90 obiettivi militari iraniani sull'isola". La mossa è mirata a fare pressione su Teheran affinché non interferisca con il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz. Trump su Truth: "L'Iran è stato completamente sconfitto, vuole un accordo che io non accetterò". E su Hormuz: "Molti Paesi, specialmente quelli colpiti dal tentativo dell'Iran di chiudere lo Stretto di Hormuz, invieranno navi da guerra - in collaborazione con gli Stati Uniti d'America - per mantenere lo Stretto aperto e sicuro".
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Guerra Iran, quali sono i segnali di una possibile exit strategy di Trump
Sin dal giorno dell’attacco congiunto di Usa e Israele in Iran, il presidente statunitense ha cambiato diverse volte versione su quanto sarebbe durato il conflitto che si è innescato. La guerra contro Teheran ha preso una piega imprevista rispetto alle idee iniziali dell'amministrazione, che prima aveva parlato di qualche giorno poi di quattro o cinque settimane. Intanto i costi economici continuano a crescere mentre la base e il partito repubblicano chiedono al presidente una fine in tempi rapidi delle ostilità in Medio Oriente. E si moltiplicano gli indizi di una “exit strategy”.
Guerra Iran, i segnali di una possibile exit strategy di Trump
Vai al contenutoIran, gli Usa hanno attaccato l'isola di Kharg: perché la mossa è una svolta nella guerra
Gli Stati hanno attaccato l'isola iraniana di Kharg. Per il momento i raid si sono concentrati soltanto su obiettivi militari, 90 in tutto quelli colpiti, mentre sono stati risparmiati quelli industriali-petroliferi: si tratta di infrastrutture vitali per la Repubblica islamica, perché da quei siti transita circa il 90% di tutto il suo greggio, grazie a una capacità di carico di circa 7 milioni di barili al giorno. Data la precarietà della situazione economica e sociale in Iran, alle prese con un'enorme crisi, se anche quelle strutture venissero danneggiate, le conseguenze sarebbero enormi.
Svolta nella guerra in Iran: gli Usa hanno attaccato isola di Kharg
Vai al contenutoFia: annullati Gp F1 in Bahrein e Arabia Saudita
I Gran Premi di Formula 1 del Bahrein e di Jeddah, in Arabia Saudita, previsti per metà aprile, sono stati cancellati a causa della guerra in corso in Medio Oriente: lo ha annunciato domenica la Fia. "Abbiamo confermato oggi che, a seguito di attente valutazioni, a causa della situazione in corso in Medio Oriente, i Gran Premi del Bahrein e dell'Arabia Saudita non si terranno ad aprile", ha dichiarato in un comunicato l'organo di governo mondiale degli sport motoristici, inclusa la Formula 1. I test, le qualifiche e le gare di Formula 1 in questi due stati arabi del Golfo, regolarmente bersaglio di raid aerei iraniani dalla fine di febbraio, erano in programma dal 10 al 12 aprile e dal 17 al 19 aprile e non saranno sostituiti da altri Gran Premi. "La Fia darà sempre la priorità alla sicurezza e al benessere della nostra comunità professionale", ha assicurato il presidente dell'organizzazione, Mohammed bin Sulayem, in una dichiarazione.
Il leader della FIA ha affermato di "sperare nella calma, nella sicurezza e in un rapido ritorno alla stabilità nella regione", dove le monarchie e gli emirati arabi sono stati presi di mira dal 28 febbraio da droni e missili provenienti dal vicino iraniano, in rappresaglia per l'offensiva militare di Stati Uniti e Israele. Il Regno del Bahrein, sede della Quinta Flotta statunitense, e la monarchia saudita, alleata degli Stati Uniti, sono "incredibilmente importanti per l'ecosistema della nostra stagione di Formula 1", ha sostenuto il capo emiratino della FIA, senza fornire alcuna valutazione finanziaria di tale cancellazione. I media britannici, come la BBC e The Independent, hanno riportato sabato che il costo totale si aggirerebbe sulle decine di milioni di dollari.
Oltre al circuito di Sakhir in Bahrein, situato al centro di questa piccola isola di fronte all'Iran, e al circuito di Jeddah sulla costa del Mar Rosso, anche il Qatar e Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti) ospitano gli ultimi due Gran Premi della stagione tra fine novembre e inizio dicembre. La cancellazione o il rinvio dei Gran Premi del Bahrein e dell'Arabia Saudita, che ogni anno attraggono centinaia di migliaia di spettatori, era stata presa in considerazione fin dall'inizio della guerra: una fonte vicina alla vicenda ha dichiarato venerdì all'AFP che i due importanti eventi sportivi, economici e mediatici sarebbero stati "cancellati o riprogrammati". La stagione 2026 sarà quindi composta da soli 22 Gran Premi, con il secondo in programma domenica a Shanghai, in Cina, e il successivo il 29 marzo a Suzuka, in Giappone. La Formula 1 si sposterà poi negli Stati Uniti, a Miami, all'inizio di maggio.
Iran, Consiglio supremo difesa: 'Ok uso basi italiane secondo accordi'
Lo ribadisce il comunicato diffuso al termine della riunione Quirinale, presieduta dal Capo dello Stato Mattarella. "L’Italia non partecipa e non prenderà parte alla guerra, come ha ribadito il presidente del Consiglio in Parlamento", aggiunge la nota.
Iran, Consiglio supremo difesa: 'Ok uso basi italiane secondo accordi'
Vai al contenutoUfficio Netanyahu: "Sui social fake news su sua morte, sta bene"
L'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu ha smentito le affermazioni che si stanno rincorrendo in queste ore sui social media secondo cui il leader israeliano sarebbe stato assassinato o sarebbe rimasto gravemente ferito in un raid iraniano in risposta agli attacchi statunitensi e israeliani. Un corrispondente di Anadolu ha chiesto all'ufficio se avessero una dichiarazione in merito: "Si tratta di notizie false; il Primo Ministro sta bene", ha risposto l'ufficio.
Attacco con drone contro l'ambasciata Usa a Baghdad. VIDEO
Guerra Iran, aereo cisterna Usa si schianta in Iraq: morti 6 militari
"È stata confermata la morte di tutti e sei i membri dell'equipaggio a bordo di un aereo cisterna C-135, precipitato nell'Iraq occidentale". Lo scrive sui social media il Comando centrale Usa precisando che "le circostanze dell'incidente sono oggetto di indagine. Tuttavia, la perdita del velivolo non è stata causata da fuoco nemico o fuoco amico". Nell'incidente, avvenuto "nello spazio aereo amico durante l'Operazione Epic Fury", sono stati coinvolti due velivoli. Come riferisce ancora la nota, "uno dei due aerei è precipitato in Iraq occidentale, mentre il secondo è atterrato in sicurezza".
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Vai al contenutoAttacco con droni su base militare presso l'aeroporto di Baghdad
Un attacco con droni è stato effettuato su una base militare presso l'aeroporto di Baghdad. Lo affermano fonti della sicurezza
Guerra in Iran, macerie in Libano dopo i raid di Israele. VIDEO
Guerra Iran, Hegseth: "Guida suprema ferita". Taglia da 10 milioni sui leader di Teheran
Il capo del Pentagono definisce "debole" il messaggio diffuso da Mojtaba Khamenei nella giornata del 12 marzo. Il dipartimento di Stato offre 10 milioni di dollari per chi fornisce informazioni sui massimi leader dell'Iran.
Iran, Hegseth: 'Guida suprema ferita'. Taglia su leader Teheran
Vai al contenutoGuerra in Iran, Usa attaccano isola di Kharg. VIDEO
Hebollah: "Scontri diretti con Israele in città Sud"
Hezbollah ha annunciato che sono in corso scontri diretti con l'esercito di Israele in una città del sud.
Parigi: "Nessun piano francese per far finire guerra"
La diplomazia francese ha dichiarato che non esiste "alcun piano francese" per tentare di porre fine alla guerra in Libano tra Israele e il movimento filo-iraniano Hezbollah. "La Francia ha sostenuto l'apertura delle autorità libanesi a colloqui diretti con Israele e si è offerta di facilitarli. Sarà compito delle parti, e solo delle parti, definire l'agenda di questi colloqui", ha affermato il ministero degli Esteri in una dichiarazione. Il sito web americano Axios, citando tre fonti a conoscenza della questione, aveva precedentemente affermato che la Francia aveva elaborato una proposta per porre fine alla guerra che prevedeva il riconoscimento dello Stato di Israele da parte del Libano.
Dubai, la metropoli è deserta dopo gli attacchi iraniani. FOTO
Dubai appare ormai quasi svuotata dopo gli attacchi missilistici delle ultime settimane. Il bombardamento che ha colpito l’aeroporto e varie infrastrutture strategiche ha riacceso anche l’allarme per possibili nuove incursioni con droni. In città domina la paura e molti luoghi abitualmente affollati di residenti e turisti sono rimasti deserti.
Dubai, la metropoli è deserta dopo gli attacchi iraniani. FOTO
Vai al contenutoPasdaran: "Evacuare aree vicino a fabbriche con interessi Usa"
I Guardiani della Rivoluzione dell'Iran hanno invitato i civili ad allontanarsi dalle zone vicine a fabbriche nella regione in cui sarebbero presenti interessi statunitensi. In una nota, i Pasdaran sostengono che nelle ultime 48 ore Stati Uniti e Israele avrebbero colpito fabbriche civili in Iran, causando la morte di diversi operai. "Le persone che vivono vicino a stabilimenti industriali in cui gli americani detengono quote sono invitate a lasciare l'area", si legge nella nota, in cui si annunciano rappresaglie.
Kuwait, 3 arrestati per uso droni dotati di telecamera
Tre persone sono state arrestate in Kuwait per aver utilizzato droni dotati di telecamera, secondo quanto riferito dalle autorità, mentre gli Stati del Golfo inaspriscono le misure contro la diffusione di immagini e informazioni sugli attacchi iraniani. Gli arrestati hanno agito "in violazione di avvertimenti e istruzioni", ha dichiarato l'ufficio comunicazioni del governo il giorno X, annunciando gli arresti
Amsterdam, attacco esplosivo danneggia una scuola ebraica. VIDEO
Trump: "Tutela Stretto di Hormuz doveva essere impresa collettiva"
La tutela del passaggio in sicurezza dello Stretto di Hormuz "avrebbe dovuto essere, fin dal principio, un'impresa collettiva, e ora lo sarà: un'iniziativa che unirà il mondo nel segno dell'armonia, della sicurezza e di una pace duratura!". E' quanto scrive Donald Trump sul suo social Truth. Gli Stati Uniti, inoltre, "si coordineranno con i Paesi coinvolti "affinché tutto proceda con rapidità, fluidità e successo".
Trump: "Paesi che ricevono petrolio attraverso Hormuz dovrebbero occuparsene"
Gli Stati Uniti coordineranno con i Paesi che ricevono petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz le iniziative per garantirne la sicurezza. Lo ha scritto il presidente americano, Donald Trump, in un messaggio pubblicato su Truth Social. Trump ha affermato che Washington continuerà ad aiutare "molto" nella protezione del passaggio strategico, ma ha sottolineato che i Paesi che dipendono dalle forniture energetiche che transitano nello stretto devono contribuire direttamente alla sua sicurezza.
"Gli Stati Uniti si coordineranno con quei Paesi affinché tutto proceda rapidamente, senza intoppi e nel modo migliore", ha scritto il presidente, definendo la protezione di Hormuz uno sforzo che "avrebbe sempre dovuto essere condiviso".
Nel messaggio, Trump ha inoltre ribadito che gli Stati Uniti hanno "sconfitto e completamente decimato l'Iran, militarmente, economicamente e in ogni altro modo", sostenendo che una cooperazione internazionale sulla sicurezza dello stretto potrebbe favorire "armonia, sicurezza e pace duratura".
Iran, droni colpiscono l'aeroporto di Kuwait City
Alcuni droni hanno colpito l'aeroporto internazionale di Kuwait City, lo annuncia l'autorià per l'aviazione civile.
Iran, repressione tra arresti e blocco delle informazioni. VIDEO
Media: "Parigi propone riconoscimento di Israele da parte del Libano"
Il governo francese ha elaborato una proposta per porre fine alla guerra in Libano, che includerebbe un passo senza precedenti: il riconoscimento di Israele da parte del Libano. Lo hanno riferito tre fonti a conoscenza dei dettagli alla tv israeliana Channel 12. Secondo la proposta di Parigi, Israele e Libano avvieranno negoziati, con il sostegno degli Stati Uniti e della Francia, per una "dichiarazione politica" che dovrebbe essere concordata entro un mese e che sottolineerà che il governo libanese si impegna a rispettare la sovranità e l'integrità territoriale di Israele.
Teheran: "Stretto di Hormuz non è bloccato, è sotto controllo"
Lo stretto di Hormuz "non è ancora stato bloccato militarmente", ma è semplicemente sotto il "controllo" di Teheran. Lo afferma su X Alireza Tangsiri, comandante della marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. "Gli americani affermarono falsamente di aver distrutto la marina iraniana. Poi affermarono falsamente di scortare delle petroliere. Ora stanno chiedendo aiuto agli altri. Naturalmente, desideriamo ricordarvi che lo Stretto di Hormuz non è ancora stato bloccato militarmente, ma è semplicemente oggetto di controllo", scrive Tangsiri.
Israele, sono 3.138 i feriti negli attacchi dal 28 febbraio
Il ministero della Salute israeliano ha pubblicato un aggiornamento sul numero dei feriti negli attacchi iraniani e di Hezbollah dal 28 febbraio. Sono 3.138 le persone portate negli ospedali di tutto il Paese, di cui 81 sono ancora ricoverate: una in condizioni critiche, nove in condizioni gravi, otto in condizioni moderate, 57 in condizioni lievi e altre due sono in fase di accertamento medico.
In Iran arrestate 33 persone accusate di spionaggio
Le autorità iraniane hanno arrestato 33 individui accusati di aver raccolto informazioni su siti militari per conto di Stati Uniti e Israele. Lo scrive l'agenzia statale Fars. Gli arresti sono stati effettuati dal servizio di intelligence del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) 'in seguito alle accuse di raccolta di immagini e informazioni da centri militari e delle forze dell'ordine'. Gli arrestati sono inoltre accusati di aver raccolto informazioni su potenziali attacchi iraniani, secondo Fars.
Iran, ecco perchè Trump ha attaccato l'isola di Kharg. VIDEO
Araghchi chiede ai Paesi vicini di espellere forze Usa
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha esortato i paesi vicini dell'Iran a "espellere" le forze statunitensi dal Medio Oriente, nel quindicesimo giorno della guerra tra Israele e gli Stati Uniti che ha travolto la regione. "Il cosiddetto ombrello di sicurezza americano si e' dimostrato pieno di falle e, lungi dal dissuadere, sta attirando disordini", ha scritto Araghchi su X. "L'Iran chiede ai suoi fratelli vicini di espellere gli aggressori stranieri", ha aggiunto in inglese.
Ambasciata Usa in Iraq: "Americani lasciate immediatamente il Paese"
L'ambasciata americana in Iraq ha esortato tutti i cittadini americani a lasciare immediatamente il Paese, dopo l'attacco missilistico contro l'edificio della sede diplomatica avvenuto la notte scorsa. "I cittadini americani che scelgono di restare sono fortemente incoraggiati a ripensarci alla luce della significativa minaccia posta dalle milizie terroristiche filoiraniane", si legge nel nuovo security alert pubblicato dall'ambasciata che raccomanda agli americani raggiungere via terra la Giordania, il Kuwait, l'Arabia Saudita e la Turchia perché i voli commerciali non sono operativi.
Media: "Trump respinge offerte mediazione, no anche da Iran"
Donald Trump ha respinto gli sforzi degli alleati mediorientali, tra cui l'Oman, per avviare negoziati volti a porre fine alla guerra con l'Iran. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Reuters, citando tre fonti a conoscenza dei dettagli. Secondo due fonti iraniane di alto livello, anche Teheran ha rifiutato qualsiasi possibilità di cessate il fuoco finché non cesseranno gli attacchi da parte di Stati Uniti e Israele. Una fonte iraniana di alto livello ha aggiunto che le Guardie Rivoluzionarie credono che "se perdono il controllo dello Stretto di Hormuz, perderanno la guerra".
Media: "Colpita una fabbrica ad Isfahan, almeno 15 morti"
Un attacco condotto da Stati Uniti e Israele contro la città industriale di Isfahan, nell'Iran centrale, ha causato la morte di almeno 15 persone e il ferimento di diverse altre. Lo riporta Haaretz citando l'agenzia iraniana Fars. Nell'attacco, secondo quanto viene riferito, è stata colpita una fabbrica che produceva apparecchiature di riscaldamento e raffreddamento. Diversi operai erano presenti sul posto al momento dell'attacco.
Idf, uccisi a Teheran due capi dell'intelligence appena nominati
"L'aeronautica militare, sotto la precisa direzione della Direzione dell'Intelligence, ha condotto ieri un attacco mirato a Teheran, uccidendo Abdullah Jalali-Nassab e Amir Shariat, alti funzionari del servizio di intelligence del comando di emergenza Khatem al-Anbiya, direttamente subordinato al leader del regime terroristico iraniano". Lo rende noto l'Idf, spiegando che dopo l'eliminazione del capo dei servizi segreti Saleh Asadi, all'inizio dell'operazione 'Il ruggito del Leone', Jalali e Shariat erano stati nominati sostituti ad interim. Entrambi erano alti ufficiali dei servizi segreti e figure chiave dell'intelligence iraniana. "La loro eliminazione si aggiunge alle decine di alti comandanti del regime terroristico uccisi nel corso dell'operazione e costituisce un altro grave colpo alle strutture di comando e controllo del regime e alla sua capacità di condurre i combattimenti in modo coordinato", afferma l'Idf.
Cnn, incendio a snodo petrolifero negli Emirati colpito da detriti drone
Un incendio è scoppiato oggi in un importante snodo petrolifero degli Emirati Arabi Uniti, nel porto di Fujairah, a causa della caduta di detriti provenienti da un drone intercettato, secondo quanto riportato dall'ufficio stampa dello scalo, citato dalla Cnn. L'incidente si è verificato mentre l'esercito iraniano ha avvertito che potrebbe colpire porti e banchine degli Emirati Arabi Uniti come rappresaglia per l'attacco statunitense all'isola di Kharg, cruciale polo per l'esportazione di petrolio iraniano.
Raid Israele in Libano, bilancio sale a 826 morti e 2000 feriti
Il bilancio delle vittime dei bombardamenti israeliani contro il Libano è salito a 826, e il numero dei feriti ha superato quota 2.000, dopo che oltre 50 persone hanno perso la vita nelle ultime 24 ore. Dall'inizio dell'offensiva aerea, il 2 marzo, 826 persone sono morte in diverse parti del Paese e altre 2.009 sono rimaste ferite, 76 delle quali solo dal pomeriggio di venerdi', secondo quanto riportato sabato dal Centro Operativo di Emergenza del Ministero della Salute Pubblica.
In Usa il prezzo della benzina salito del 23% dall'inizio della guerra
I prezzi della benzina negli Stati Uniti sono saliti a una media di 3,68 dollari al gallone, con un aumento del 23% dall'inizio della guerra. Lo rende noto la American Automobile Association (Aaa).
Droni su base aerea Usa in Kuwait, danni e feriti
Due droni hanno preso di mira una base aerea in Kuwait che ospita personale militare statunitense, ferendo alcuni militari kuwaitiani e causando danni, ha dichiarato sabato il ministero della Difesa. "Tre membri delle forze armate hanno riportato ferite lievi" in seguito all'attacco alla base aerea Ahmed Al-Jaber, ha dichiarato in un comunicato il portavoce, il generale di brigata Saud Al-Otaibi. La base si trova vicino a Camp Arifjan, un'importante struttura statunitense.
Gb: "Navi da guerra a Hormuz? Valutiamo opzioni"
La Gran Bretagna sta valutando una "serie di opzioni" dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha sollecitato una serie di Paesi ad inviare navi da guerra per mantenere aperto lo Stretto di Hormuz. "Come abbiamo già detto in precedenza, attualmente stiamo discutendo con i nostri alleati e partner una serie di opzioni per garantire la sicurezza della navigazione nella regione", ha dichiarato un portavoce del ministero della Difesa britannico, citato da Sky News.
Teheran: una "barzelletta" il sostegno di Kiev ai Paesi del Golfo
"Una barzelletta". Così l'incaricato d'affari iraniano in Ucraina, Shahriar Amouzegar, ha definito il sostegno promesso da Kiev ai Paesi del Golfo, per aiutarli a contrastare i droni lanciati da Teheran. "Per quanto riguarda le misure adottate dall'Ucraina in Medio Oriente contro i droni, le consideriamo essenzialmente una barzelletta e un gesto puramente simbolico", ha dichiarato Amouzegar in un'intervista all'Afp.
Media: "Colloqui diretti Israele-Libano nei prossimi giorni"
Rappresentanti israeliani e libanesi dovrebbero incontrarsi nei prossimi giorni per una serie di colloqui. Lo riporta Haaretz citando due fonti a conoscenza della questione. Una fonte ha affermato che l'ex ministro Ron Dermer, a cui il primo ministro Benjamin Netanyahu ha affidato la gestione del "portafoglio Libano", dovrebbe condurre negoziati diretti con i rappresentanti libanesi. La fonte ha aggiunto che anche gli Stati Uniti sono coinvolti nell'iniziativa, con Jared Kushner, genero del Presidente Donald Trump, per conto di Washington. Una seconda fonte ha affermato che i colloqui potrebbero svolgersi a Cipro o a Parigi, con Cipro attualmente considerata la sede più probabile.
Media: Usa e Francia promuovono colloqui Libano-Israele
Gli Stati Uniti e la Francia stanno cercando di avviare incontri diretti tra Israele e Libano nel tentativo di raggiungere un cessate il fuoco e un'intesa che preveda il disarmo di Hezbollah da parte del governo libanese. L'obiettivo è fermare l'escalation e prevenire un'operazione di terra israeliana su larga scala in Libano. Lo riportano i media israeliani. A guidare i contatti per la parte americana è il genero e consigliere di Trump, Jared Kushner. Israele non ha ancora risposto affermativamente, ma la direzione "è positiva", scrive Ynet. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu ha chiesto all'ex ministro per gli Affari Strategici Ron Dermer di coordinare la gestione del dossier libanese e di rappresentare Israele nei colloqui.
Pahlavi: "Pronto a governare appena la Repubblica islamica cadrà"
Reza Pahlavi, figlio in esilio dell'ultimo Scià dell'Iran, ha dichiarato di essere pronto a guidare il Paese "non appena la Repubblica Islamica cadrà". In un messaggio pubblicato sui suoi profili social, Pahlavi, che risiede negli Usa, ha detto di essere al lavoro per selezionare persone residenti sia in Iran che all'estero che faranno parte di un "sistema di transizione". "Sono state individuate e valutate persone competenti, sia all'interno che all'esterno del Paese, per guidare le varie componenti del sistema di transizione", ha affermato. "Il sistema di transizione, sotto la mia guida, sarà pronto ad assumere il governo del Paese non appena la Repubblica Islamica cadrà e, il più rapidamente possibile, a ristabilire l'ordine, la sicurezza, la libertà e le condizioni per la prosperità e la fioritura dell'Iran", ha aggiunto nel messaggio pubblicato in persiano e inglese.
Teheran ribadisce: "Hormuz chiuso solo per i nemici e i loro alleati"
Lo Stretto di Hormuz è chiuso solo per "petroliere e navi dei nemici e dei loro alleati". Lo ha ribadito il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, come riporta Al Arabiya.
Iran, repressione tra arresti e blocco delle informazioni. VIDEO
Iran, ecco perchè Trump ha attaccato l'isola di Kharg. VIDEO
Missili su Eilat, tre feriti
Tre persone sono rimaste ferite in Israele in seguito all'impatto di un missile balistico iraniano a Eilat, sul mar Rosso. Lo riferiscono i soccorritori, secondo cui un ragazzino di 12 anni è stato ferito in modo moderato, mentre altre due persone in modo lieve.
Guterres: "Non esiste soluzione militare al conflitto"
In visita a Beirut, il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha dichiarato che non esiste una soluzione militare all'attuale conflitto tra il gruppo sciita Hezbollah e Israele, invitando le parti a ricorrere al dialogo e ai canali diplomatici disponibili. "Il mio messaggio alle parti in conflitto è chiaro: fermate i combattimenti, fermate i bombardamenti, non esiste una soluzione militare. Solo diplomazia, dialogo e la piena attuazione della Carta delle Nazioni Unite e delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza", ha dichiarato in una conferenza stampa nella capitale libanese. Guterres ha ricordato che le parti hanno a disposizione diversi canali diplomatici, tra cui la Coordinatrice speciale delle Nazioni Unite per il Libano, Jeanine Hennis-Plasschaert.
Wafa: "7 morti e 13 feriti nelle ultime 24 ore a Gaza"
Fonti mediche hanno riferito che nelle ultime 24 ore sette palestinesi sono stati uccisi e tredici feriti, e successivamente ricoverati in ospedali di Gaza. Lo riporta l'agenzia di stampa palestinese Wafa.
Trump: "Altri Paesi inviino navi per sicurezza Stretto di Hormuz"
"Molti Paesi, specialmente quelli colpiti dal tentativo dell'Iran di chiudere lo Stretto di Hormuz, invieranno navi da guerra - in collaborazione con gli Stati Uniti d'America - per mantenere lo Stretto aperto e sicuro". Lo scrive Donald Trump su Truth. "Si auspica che la Cina, la Francia, il Giappone, la Corea del Sud, il Regno Unito e gli altri Paesi penalizzati da questa restrizione artificiale inviino navi nell'area, affinché lo Stretto di Hormuz cessi di rappresentare una minaccia da parte di una Nazione che è stata totalmente decapitata", aggiunge.
Idf: ucciso comandante 'Legione Palestina' Forza Quds
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno riferito di aver ucciso un alto comandante della 'Legione Palestina' della Forza Quds iraniana, nelle operazioni in corso in Libano. Si tratta di Hisham Abd al-Karim Yassin, un comandante centrale dell'unità di collegamento di Hezbollah e della Legione. Secondo l'Idf, l'unità di collegamento funge da quartier generale responsabile del mantenimento della continuità delle comunicazioni all'interno dell'organizzazione terroristica. "Nell'ambito del suo ruolo, era responsabile del rafforzamento di Hezbollah e del ripristino delle sue capacità dopo l'Operazione 'Frecce del Nord'. Yassin ha lavorato per stabilire una presenza iraniana in Libano e ha promosso il terrorismo sotto la direzione del regime iraniano", ha dichiarato un portavoce dell'Idf. Risulta essere il quinto comandante della Forza Quds e il terzo della 'Legione Palestina' a essere eliminato in guerra.
Media: "L'Iran ha 450 chili di uranio arricchito, se non si trova la guerra è fallita"
"Da qualche parte nelle profondità sotterranee dell'Iran, all'interno di decine di cilindri di piombo sigillati, sarebbero nascosti 45o chili di uranio arricchito, materiale sufficiente per 11 bombe nucleari. Gli esperti avvertono che finché l'uranio arricchito rimarrà sul territorio iraniano, questa guerra sarà lontana dall'essere considerata un successo". Lo riporta la tv israeliana Channel 12. "In questo momento il mondo intero sta cercando proprio quei 450 chili di polvere radioattiva, conosciuta come 'yellowcake' per poter dichiarare una vittoria sull'Iran". Il generale Yitzhak Ben‑Israel, fisico e capo del centro di cybersicurezza dell'Università di Tel Aviv, ha spiegato che "qualche centinaio di chilogrammi è qualcosa di molto facile da nascondere. Gli impianti - le decine di migliaia di centrifughe, le fabbriche - sono molto difficili da occultare. Ma il materiale in sé è facilissimo da nascondere: lo metti in un contenitore, lo sigilli e lo nascondi". Avner Vilan, ex alto funzionario dell'apparato di sicurezza israeliano ed esperto del programma nucleare iraniano, ha aggiunto: "Qualsiasi fine della guerra in cui il materiale non venga portato fuori dall'Iran è un fallimento, soprattutto sul piano nucleare. Significa che abbiamo lasciato loro un asset estremamente importante, con un regime ancora in piedi. A mio avviso, questo sarebbe un fallimento", ha detto. Channel 12 commenta che otto anni fa Benyamin Netanyahu riuscì a convincere Donald Trump ad annullare l'accordo sul nucleare con l'Iran. All'epoca il regime degli ayatollah possedeva solo pochi chilogrammi di uranio arricchito, a un livello massimo di circa il 3%. Dopo l'uscita dall'accordo, gli iraniani dichiararono: "Avete un anno per tornare all'intesa, se non lo fate, saremo liberi dalle restrizioni e arricchiremo l'uranio quanto vorremo".
Resistenza iraniana domani in piazza a Roma: "Il popolo rovesci il regime"
Domani "centinaia di iraniani scenderanno in piazza a Roma per far sentire la voce del popolo iraniano in tutto il mondo: la soluzione per l'Iran non è né la guerra esterna né l'appeasement, ma il rovesciamento del regime da parte del popolo iraniano e della resistenza organizzata". Lo si legge in una nota diffusa da Shahrzad Sholeh, presidente del gruppo Donne Democratiche iraniane in Italia. Questa manifestazione - si spiega - si svolge a seguito dell'annuncio del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (NCRI) del 28 febbraio 2026 "sulla formazione di un governo di transizione, basato sul Piano in dieci punti della signora Maryam Rajavi per una Repubblica libera e democratica in Iran. Questa iniziativa ha presentato una chiara tabella di marcia per trasferire la sovranità al popolo iraniano, istituire una repubblica democratica e tracciare una linea netta contro ogni forma di dittatura, sia quella dei mullah sia quella dello Scià o dei loro sostenitori". L'appuntamento è a Roma alle 15 in Piazzale Ugo La Malfa.
Pahlavi: "Pronto ad assumere leadership appena crollerà la Repubblica islamica"
Reza Pahlavi, figlio in esilio dell'ultimo scià in Iran, ha dichiarato di essere pronto ad assumere la leadership di un governo transitorio del Paese "non appena cadrà la Repubblica islamica". In un post sui social, Pahlavi, che risiede negli Usa, ha indicato che sta lavorando per selezionare "personalità competenti in Iran e all'estero" da coinvolgere in un "sistema di transizione".
"Il sistema di transizione sotto la mia direzione sarà pronto ad assumere il governo del Paese non appena cadrà la Repubblica islamica e, nel più breve tempo possibile, a instaurare l'ordine, la sicurezza, la libertà e le condizioni per la prosperità dell'Iran", ha scritto, in farsi e in inglese. A svolgere il processo di selezione della nuova leadership è Saeed Ghasseminejad, consigliere per l'Iran della Foundation for Defense of Democracies, think tank basato negli Stati Uniti.
Media: "Droni attaccano tre filiali della banca Usa Citibank a Dubai e Manama"
Il notiziario della tv pubblica israeliana Kan riferisce che "secondo alcune segnalazioni, tre filiali della banca statunitense Citibank a Dubai e a Manama (capitale del Bahrein) sarebbero state attaccate da droni di origine sconosciuta".
Emirati: "Colpito di nuovo nostro consolato a Erbil, 2 feriti"
Gli Emirati arabi uniti denunciano un nuovo attacco contro il loro consolato a Erbil, nel Kurdistan iracheno, che ha fatto due feriti. In una nota, il ministero degli Esteri di Abu Dhabi ha espresso "la ferma condanna e denuncia il vile attacco terroristico condotto con un drone, che ha preso di mira il consolato generale degli Emirati Arabi Uniti nel Kurdistan iracheno per la seconda volta in una settimana, e che ha provocato il ferimento di due agenti della sicurezza e causato danni all'edificio del consolato".
Esplosioni udite nel centro di Tel Aviv dopo allarme aereo
Forti esplosioni si sono udite nel centro di Tel Aviv dopo che nella città è scattato l'allarme aereo per un nuovo lancio di missili dall'Iran. Lo ha constatato l'ANSA sul posto.
Capo esercito Libano vede Guterres: "Rispettare cessate il fuoco"
Il comandante delle forze armate libanesi, Rodolphe Haykal, ha ricevuto il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, in visita a Beirut. Lo ha riferito l'esercito in una nota, sottolineando che è stata ribadita la necessità di attuare le risoluzioni internazionali, in particolare la 1701, di rispettare l'accordo di cessate il fuoco e di far sì che l'esercito metta in atto il piano di disarmo di Hezbollah. Erano presenti anche il sottosegretario generale Onu per le Operazioni di Pace, Jean-Pierre Lacroix, la coordinatrice speciale per il Libano, Jeanine Hennis-Plasschaert, e il comandante delle forze Unifil, il generale Diodato Abagnara. Haykal ha anche espresso il suo apprezzamento per gli sforzi di Guterres e ha elogiato il ruolo dell'Unifil, sottolineando "l'importanza della cooperazione e del coordinamento" tra i caschi blu e l'esercito "alla luce dell'attuale delicata situazione". I presenti hanno inoltre ribadito il loro "pieno sostegno" alle forze armate e al loro "ruolo durante questa fase complessa".
Giordania, 85 missili e droni hanno preso di mira il Paese nell'ultima settimana
Le forze armate della Giordania hanno dichiarato che 85 missili e droni iraniani hanno preso di mira il territorio del Paese nella seconda settimana della guerra, i sistemi di difesa hanno intercettato 79 missili e droni, mentre 5 velivoli senza pilota e un vettore missilistico sono caduti all'interno del territorio del Regno. La sicurezza pubblica ha reso noto che la scorsa settimana sono state gestite 93 segnalazioni di caduta di oggetti e detriti, nove le persone ferite. La Direzione dei media militari ha affermato che "le Forze armate giordane continuano a svolgere il loro dovere di difendere la patria e proteggerla da ogni aggressione, e si adoperano con ogni sforzo e massima efficacia per preservare la sicurezza del Regno e l'incolumità dei suoi cittadini".
Allarme a Tel Aviv e nel centro del Paese per un lancio di missili dall'Iran
Gli allarmi stanno suonando a Tel Aviv e nel centro di Israele per un lancio di missili dall'Iran.
Emirati: "L'Iran ha lanciato oggi 9 missili balistici e 33 droni"
Il ministero della Difesa degli Emirati arabi uniti ha reso noto su X che la difesa aerea ha intercettato oggi 9 missili balistici iraniani e 33 droni. "Complessivamente dall'inizio della guerra, l'Iran ha attaccato gli Emirati con 294 missili balistici, 15 missili da crociera e 1.600 droni, uccidendo sei persone e ferendo altre 141", ha scritto il ministero emiratino.
Allerta dell'ambasciata Usa a Madrid per le proteste contro la guerra in Iran
L'ambasciata degli Stati Uniti a Madrid e il consolato generale a Barcellona hanno diffuso un avviso ai cittadini americani presenti in Spagna, in vista delle manifestazioni previste per oggi contro gli attacchi militari in Iran in circa 150 città iberiche. Le mobilitazioni, organizzate dalla piattaforma 'PararLaGuerra' (Fermare la guerra) con il supporto di oltre cento associazioni, sono dirette a condannare l'offensiva israelo-statunitense in Iran e a esigere che finisca, così come che cessino gli attacchi iraniani nella regione. In un messaggio pubblicato su X, l'ambasciata Usa allerta che varie proteste si celebreranno in tutto il Paese "per i recenti eventi in Medio Oriente". E invita i cittadini americani a restare vigili per "eventuali minacce". Segnala inoltre che è possibile che ci siano "manifestazioni spontanee" nei prossimi giorni, sottolineando che "anche le proteste pacifiche, possono diventare violente". Le rappresentanze diplomatiche avvisano, infine, che "le autorità locali possono aumentare le misure di sicurezza, incluse le chiusure di strade, limitazioni al traffico o una maggiore presenza di polizia nelle zone dove si producono le manifestazioni", invitando gli americani ad evitare gli assembramenti, consultare i media locali e mantenere un profilo basso, rivedendo "i piani di sicurezza personale".
Idf lancia nuovo avviso di evacuazione nella roccaforte di Hezbollah a Beirut
Il portavoce dell'Idf in lingua araba ha emesso un nuovo avviso di evacuazione per alcune zone del quartiere di Dahiyeh a Beirut, roccaforte sciita degli Hezbollah. "Per la vostra sicurezza, dovete evacuare immediatamente e non tornare in questi quartieri fino a nuovo avviso", si legge nel comunicato. Tra le zone interessate dall'avviso figurano Haret Harik, Lilak e Hadath.
Media: "A Kharg situazione normale, terminal petroliferi pienamente operativi"
I terminal petroliferi nell'isola di Kharg sono "pienamente operativi" e le attività "continuano senza interruzioni". E' quanto riporta l'agenzia semi ufficiale iraniana Tasnim dopo gli attacchi Usa che Donald Trump ha detto che hanno "obliterato" gli obiettivi militari nell'isola nel Golfo Persico, cuore dell'industria petrolifera iranana. Anche l'agenzia Mehr riporta che "la situazione nell'isola è veolcemente tornata normale e la situazione è sotto controllo".
Ministero Libano nega accuse Israele: "Giustifica suoi crimini"
Il ministero della Salute libanese ha respinto l'accusa di Israele sull'uso di ambulanze e ospedali da parte di Hezbollah, sostenendo che questa "non è altro che una giustificazione per i crimini contro l'umanità che l'esercito (israeliano) commette, ignorando tutte le leggi internazionali e umanitarie". "Dall'inizio della sua aggressione contro il Libano, il nemico israeliano ha costantemente preso di mira gli equipaggi delle ambulanze mentre svolgevano le loro operazioni di soccorso in prima linea, fino ad arrivare a colpire il centro di assistenza sanitaria primaria nella città di Burj Qalawiya" ha sottolineato il ministero in una nota, definendolo un "chiaro attacco contro una struttura sanitaria civile libanese". Ieri l'Idf ha bombardato il centro nel sud del Libano, uccidendo almeno 12 operatori sanitari, e oggi ha accusato il gruppo militante sciita filo-iraniano di usare ampiamente ambulanze e centri medici per scopi militari. Il ministero ha ricordato che dal 2 marzo a oggi, sono 26 i morti e 51 i feriti tra gli operatori sanitari, "la prova piu' eloquente delle pratiche violente" di Israele che ha preso di mira "per la prima volta dall'ottobre 2023, la Croce Rossa libanese".
Israele, in Olanda imperversa un'epidemia di antisemitismo
"Nei Paesi Bassi imperversa un'epidemia di antisemitismo. Ne abbiamo visto la portata nel pogrom contro gli israeliani ad Amsterdam nel novembre 2024. Nell'attacco alla sinagoga di Rotterdam di due giorni fa. Nell'attacco a una scuola ebraica ad Amsterdam. Dove avverrà il prossimo attacco? Il governo olandese deve fare molto di più per combattere l'antisemitismo". Lo scrive sul suo account X il ministero degli Esteri israeliano dopo che una scuola ebraica è stata colpita da un'esplosione nella notte.
Iran: "Nella guerra danneggiate oltre 42.000 unità civili, uccise 223 donne"
La portavoce governativa iraniana Fatemeh Mohajerani ha dichiarato sabato che 42.914 unità civili sono state danneggiate durante la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Il numero comprende 36.469 unità residenziali, di cui 10.000 situate nella provincia di Teheran, e 6.179 unità commerciali, ha aggiunto. "Durante questo periodo, circa 120 scuole sono state danneggiate e 206 tra insegnanti e studenti sono rimasti uccisi. Inoltre, 223 donne hanno perso la vita e altre 2.129 sono rimaste ferite. Sedici operatori sanitari sono stati uccisi", ha affermato, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Irna.
Media Iran: "Terminal petrolifero di Kharg è pienamente operativo"
Funzionari iraniani hanno riferito alle agenzie di stampa di Teheran che le esportazioni di petrolio dall'isola di Kharg continuano normalmente, nonostante gli attacchi americani della notte scorsa. Lo riporta il Guardian. Le fonti hanno dichiarato all'agenzia semi-ufficiale Tasnim che il terminal petrolifero è "pienamente operativo" e le attività "proseguono senza interruzioni", aggiungendo che non si registrano vittime. L'agenzia Mehr ha affermato che "la situazione sull'isola è tornata rapidamente alla normalità e le condizioni sono sotto controllo". L'isola di Kharg gestisce circa il 90% delle esportazioni petrolifere dell'Iran.
Svolta nella guerra in Iran: gli Usa hanno attaccato isola di Kharg
Vai al contenutoNuova Delhi: "Due navi indiane hanno attraversato Hormuz"
Due navi battenti bandiera indiana e che trasportano gas di petrolio liquefatto hanno attraversato lo Stretto di Hormuz e sono dirette verso porti dell'India occidentale. Lo ha annunciato il ministero indiano per i trasporti marittimi. "Hanno attraversato lo Stretto di Hormuz questa mattina presto in tutta sicurezza e sono in rotta verso l'India", ha dichiarato Rajesh Kumar Sinha, segretario speciale del ministero dei Porti, dei Trasporti Marittimi e delle Vie Navigabili, durante un punto stampa a Nuova Delhi. La notizia arriva all'indomani dell'assicurazione data dall'ambasciatore iraniano in India, secondo cui Teheran avrebbe garantito un passaggio sicuro alle navi diretti in India attraverso lo Stretto di Hormuz, citando l'amicizia di lunga data tra i due Paesi.
Usa: "Colpiti 90 obiettivi militari a Kharg, non le infrastrutture del petrolio"
Gli Stati Uniti rivendicano il successo dell'operazione della scorsa notte contr l'isola iraniana di Kharg, assicurando di non aver colpito le installazioni petrolifere. In un post su X, il Comando centrale americano (Centcom) scrive: "Ieri sera, le forze statunitensi hanno condotto un attacco di precisione su vasta scala sull'isola di Kharg, in Iran. L'attacco ha distrutto depositi di mine navali, bunker per missili e numerosi altri siti militari. Le forze statunitensi hanno colpito con successo oltre 90 obiettivi militari iraniani sull'isola di Kharg, preservando al contempo le infrastrutture petrolifere".
Foti: "Nessuno ha chiesto l'uso delle basi Usa in Italia"
Nel dibattito politico italiano "si sente spesso discutere di decisioni da prendere sulle basi americane in Italia anche quando nessuna richiesta è stata avanzata". Lo ha detto il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, intervenendo alla X edizione del Festival della cultura della libertà "Corrado Sforza Fogliani", in corso a Piacenza, dedicato al tema "Europa e America. I due volti della crisi occidentale". Il ministro ha richiamato la necessità di un rapporto tra Europa e Stati Uniti fondato "sul realismo e non sulla propaganda" e ha rimarcato che il punto centrale resta il futuro dell'Occidente. "L'Occidente non è soltanto un luogo geografico - ha sottolineato - ma una comunità di storia, cultura e valori, fondata sulla libertà e sull'economia di mercato". E ha respinto l'idea di un suo declino inevitabile: "Contrariamente alla profezia di Spengler, non credo affatto che l'Occidente sia al tramonto". Foti ha inoltre ricordato l'intuizione di Corrado Sforza Fogliani, che volle il festival come luogo di confronto in una fase storica in cui sembrava prevalere un pensiero unico e si pensava che la globalizzazione avrebbe garantito automaticamente prosperità. "I fatti dimostrano invece quanto le scelte geopolitiche e geoeconomiche siano oggi decisive", ha osservato il ministro nel corso dell'iniziativa organizzata da Confedilizia, Associazione dei liberali piacentini e banca di Piacenza.
Sirene d'allarme nell'area di Eilat per il lancio di missili dall'Iran
Le sirene d'allarme stanno suonando nell'area di Eilat, nel sud di Israele, per il lancio di missili dall'Iran. In precedenza l'allarme era scattato in Galilea, nel nord del Paese.
Tajani: "Spero presto si possa transitare da Hormuz"
"L'Italia non partecipa, non parteciperà assolutamente alla guerra. Noi lavoriamo con la nostra diplomazia per cercare di impedire un allargamento del conflitto. Le iniziative utili credo debbano essere fatte a livello europeo e a livello di Nazioni Unite, per ridurre la tensione e arrivare a un cessate il fuoco". Così Antonio Tajani, a margine della conferenza stampa di 'Una Freccia per il Sì' alla Stazione Tiburtina a Roma. "Siamo intanto proteggendo anche Cipro, che è un Paese europeo che è stato attaccato - prosegue il vicepremier e ministro degli Esteri - Insieme gli europei si rafforzerà anche la presenza della missione Aspides, per garantire la sicurezza del trasporto marittimo nel Mar Rosso, così come la missione Atlanta contro la pirateria. Ci auguriamo che quanto prima si possa veramente transitare attraverso Hormuz per impedire che ci sia un'impennata nel costo dell'energia".
Katz: "La guerra con l'Iran si intensifica, verso la fase decisiva"
"La battaglia contro l'Iran si sta intensificando e stiamo entrando nella fase decisiva che continuerà finché sarà necessario. Solo il popolo iraniano può porre fine a tutto questo con una lotta determinata, fino al rovesciamento del regime terroristico". Lo ha detto il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, come riferisce Ynet. "Mi congratulo con il presidente Trump per il duro colpo inferto ieri sera dall'esercito Usa all'isola petrolifera iraniana: questa è la risposta appropriata ai campi minati nello Stretto di Hormuz e ai tentativi di ricatto del regime terroristico iraniano", ha aggiunto.

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Ue: "Oltre 25.000 cittadini europei rimpatriati dal Medio Oriente"
Sono oltre 25.000 i cittadini europei rimpatriati dal Medio Oriente dall'inizio del conflitto con l'Iran. Lo riferisce il Servizio europeo per l'azione esterna, indicando che le operazioni sono avvenute in stretto coordinamento tra i Paesi Ue, lo stesso Seae e le delegazioni europee nell'area mediorientale. Circa 9.000 cittadini Ue sono stati evacuati tramite il meccanismo europeo di protezione civile. Nel complesso, indica Bruxelles, i governi nazionali hanno organizzato circa 80 voli di rimpatrio, mentre altri cinque sono stati interamente finanziati dall'Ue tramite la protezione civile comune.
Idf: "Colpiti 110 centri di comando di Hezbollah a Beirut"
Le Forze di difesa Israeliane hanno reso noto di aver colpito circa 110 centri di comando di Hezbollah, in Libano, dall'inizio della guerra. "Prima degli attacchi, sono state adottate misure per mitigare il rischio di danni ai civili", hanno assicurato le Idf nel loro aggiornamento.
Attacco con drone contro l'ambasciata Usa a Baghdad. VIDEO
Rezaei: "Lo Stretto di Hormuz non aprirà. Via gli Usa dal Golfo"
Toni duri di Teheran a Washington sulla sorte dello Stretto di Hormuz, dopo che il raid degli Stati Uniti sull'isola di Kharg. "Lo Stretto di Hormuz non si aprirà e nessuna nave americana ha il diritto di entrare nel Golfo. La sicurezza sarà garantita solo con il ritiro degli Stati Uniti dal Golfo", ha dichiarato Mohsen Rezaei, membro del Consiglio iraniano per la Sicurezza degli interessi del regime. "La guerra finirà quando riceveremo tutti i nostri risarcimenti dagli Stati Uniti e quando avremo una piena garanzia per il nostro futuro, che non potrà essere realizzata senza il ritiro degli Stati Uniti dal Golfo", ha sottolineato Rezaei.
Guerra in Iran, macerie in Libano dopo i raid di Israele. VIDEO
I pasdaran: "Colpire porto degli Emirati è un diritto legittimo"
In seguito all'attacco al porto di Al-Fujairah negli Emirati Arabi Uniti, le Guardie Rivoluzionarie hanno dichiarato che "si tratta di obiettivi legittimi" dopo che l'esercito statunitense ha attaccato le isole iraniane. "Abbiamo il diritto legittimo di colpire le postazioni di lancio missilistico nemiche in alcune zone delle citta' degli Emirati Arabi Uniti. L'esercito statunitense ha preso di mira porti, banchine e bunker e ha effettuato attacchi missilistici contro le isole iraniane di Abu Musa e Kharg", si legge nella dichiarazione. La notizia e' stata riportata dai media statali iraniani e in seguito all'attacco americano all'isola petrolifera di Kharg nel Golfo Persico, attraverso la quale transita il 90% di tutto il petrolio esportato dall'Iran.
Guerra Iran, i segnali di una possibile exit strategy di Trump
Sin dal giorno dell’attacco congiunto di Usa e Israele in Iran, il presidente statunitense ha cambiato diverse volte versione su quanto sarebbe durato il conflitto che si è innescato. La guerra contro Teheran ha preso una piega imprevista rispetto alle idee iniziali dell'amministrazione, che prima aveva parlato di qualche giorno poi di quattro o cinque settimane. Intanto i costi economici continuano a crescere mentre la base e il partito repubblicano chiedono al presidente una fine in tempi rapidi delle ostilità in Medio Oriente. E si moltiplicano gli indizi di una “exit strategy”.
Guerra Iran, i segnali di una possibile exit strategy di Trump
Vai al contenutoMacron parla con al-Sudani: "Grazie per rafforzamento della protezione dei soldati francesi"
Emmanuel Macron ha avuto un colloquio telefonico con il premier iracheno Mohammed Shia Al-Sudani, ore dopo l'attacco a una base delle forze di Parigi e dei peshmerga a Erbil, nel quale è rimasto ucciso un soldato francese e altri cinque sono rimasti feriti. In un post su X, nel quale riferisce della telefonata avvenuta ieri, il presidente francese scrive che il premier gli "ha offerto le sue condoglianze e quelle del popolo iracheno per la morte del sergente maggiore Arnaud Frion durante l'inaccettabile attacco che ha anche ferito diversi nostri soldati".
Dal canto suo, Macron lo ha ringraziato "per il suo impegno nel fare piena luce su questo attacco e nel rafforzare le misure di protezione per le nostre forze, presenti in Iraq per combattere, al fianco degli iracheni, la piaga del terrorismo". "Continueremo il nostro coordinamento e i nostri sforzi a sostegno della stabilità e della sovranità del Paese, nonché della de-escalation regionale", conclude.

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Media: "Arrestati in Iran 54 sostenitori di Pahlavi, 11 neutralizzati"
La polizia iraniana ha arrestato 54 sostenitori di Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià che dall'esilio si è offerto di guidare la transizione nel Paese. Lo riferisce l'agenzia di stampa statale Fars, citata da Times of Israel, aggiungendo che "stavano presumibilmente pianificando rivolte nel Paese". Altri 11 individui appartenenti a quella che viene definita la "fazione monarchica" sarebbero stati "neutralizzati" durante le operazioni, mentre altre due persone sono state fermate con l'accusa di spionaggio per conto di Israele e degli Stati Uniti e di aver fotografato "siti importanti".
Ambasciatore Usa: "Non è una guerra di Israele ma contro la minaccia a noi"
"Gli americani sono ingenui a dire che questa operazione è una guerra di Israele e che non ha nulla a che fare con l'America. E' SEMPRE stata una questione che riguarda l'America". Lo ha scritto in un lungo post su X l'ambasciatore Usa in Israele Mike Huckabee, definendola "una delle operazioni militari più importanti nella storia degli Stati Uniti, per l'entità delle risorse che la nostra nazione ha spostato nella regione e per la partnership senza precedenti e senza intoppi con Israele per porre fine alla minaccia del regime iraniano". "Il regime iraniano - ha proseguito l'ambasciatore - ha ucciso migliaia di americani direttamente e attraverso i suoi gruppi terroristici come Hamas, Hezbollah e gli Houthi. Ha fornito denaro e armi che hanno ucciso o mutilato sia soldati che civili statunitensi. Ha tentato di assassinare il presidente Trump e alti diplomatici Usa. E si è impegnato in una guerra cibernetica e in una 'guerra della comunicazione' attentamente pianificata attraverso i media per dividere e conquistare la nostra nazione". Huckabee ha assicurato che "nè gli Stati Uniti nè Israele resteranno a guardare impotenti mentre l'Iran costruisce un'arma con il solo scopo di mettere in atto una minaccia che ha manifestato per 47 anni. Ed è PER QUESTO che dobbiamo 'rifugiarci nel bunker' mentre il presidente Trump fa ciò che altri presidenti hanno promesso ma non hanno mantenuto: la sconfitta del regime iraniano e la distruzione della sua folle capacità di inviare armi
nucleari in America".
Media: "Attacco con droni, operazioni petrolifere sospese in un porto emiratino"
Alcune operazioni di carico di petrolio nel porto di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, sono state sospese in seguito a un attacco di droni. Lo riferiscono i media israeliani citando Bloomberg News.
I pasdaran, chi comanda davvero in Iran
Nel futuro della Repubblica Islamica, l'ombra della supremazia militare sul potere politico e religioso.
I pasdaran, chi comanda davvero in Iran
Vai al contenutoIdf: "Hezbollah smetta di usare ambulanze per scopi militari o interverremo"
Il portavoce dell'Idf ha avvertito Hezbollah che se non smetterà di usare le ambulanze per scopi militari, l'esercito interverrà. "Avvertiamo che l'uso militare di strutture mediche e ambulanze deve cessare immediatamente", ha dichiarato. "Se ciò non dovesse avvenire, Israele agirà in conformità con il diritto internazionale contro qualsiasi attività militare condotta dall'organizzazione terroristica Hezbollah utilizzando tali strutture e ambulanze".
Attacco nell'ovest dell'Iran uccide una famiglia di 6 persone. Morto anche un neonato
Sei persone sono morte in un attacco di droni israelo-americano stamani nella città di Eyvan-e Gharb, nella provincia occidentale iraniana di Ilam. Lo ha riferito Ali Akbar Beigi, vice governatore per la sicurezza di Ilam, citato dai media iraniani, aggiungendo che il raid ha preso di mira un'abitazione nella zona e che le vittime erano membri della stessa famiglia. Secondo l'agenzia Mizan, organo di informazione ufficiale della magistratura iraniana citato dall'Ap, tra le vittime c'era un neonato di sei mesi.
Nel Kurdistan 112 morti e 969 feriti dall'inizio della guerra
Almeno 112 persone sono state uccise finora negli attacchi israelo-americani contro la provincia iraniana del Kurdistan. Lo ha riferito un funzionario locale citato dall'agenzia di stampa Tasnim, a due settimane precise dall'inizio del conflitto. Il capo del dipartimento provinciale per le emergenze del Kurdistan, di cui Tasnim non ha fornito il nome, ha anche affermato che almeno 969 persone sono rimaste ferite nei raid di Usa e Israele. Ventisette persone sono attualmente ricoverate in reparti ordinari, mentre cinque si trovano in terapia intensiva, ha precisato la stessa fonte.
Ondata di raid israeliani su Tabriz, Urmia e Sirjan
Una pesante ondata di raid israeliani è in corso su diverse città dell'Iran, che colpiscono in particolare Tabriz, Sirjan e Urmia. Lo riferiscono i media iraniani. Presto questa mattina, l'esercito israeliano ha avvertito la popolazione di evacuare un'area industriale a ovest della città nord-occidentale iraniana di Tabriz in vista di attacchi programmati. L'Idf ha pubblicato sul suo account X in lingua persiana un messaggio in cui ha avvisato gli abitanti della zona di evacuare urgentemente per la loro "sicurezza e il loro benessere", annunciando che gli attacchi si verificheranno nelle prossime ore. "La vostra presenza in quest'area mette a rischio la vostra vita", si legge nel messaggio, che mostra una mappa indicante la zona bersaglio degli attacchi. I media ufficiali hanno poi riportato esplosioni forti e in rapida successione a Tabriz, dove le case hanno tremato più volte e i residenti hanno avvertito scosse simili a quelle di un terremoto. Si sarebbero verificate dalle 7 alle 8 esplosioni, che hanno colpito la fabbrica Idem, l'acciaieria Akhola e un'azienda produttrice di cuscinetti. Al contempo Iran International ha riferito di una serie di attacchi alla base navale di Sirjan, nella provincia di Kerman, dove i cittadini hanno segnalato almeno 20 esplosioni. A Urmia, capoluogo dell'Azerbaigian Occidentale, nell'Iran nord occidentale, i residenti hanno dichiarato di aver udito una forte esplosione in città, seguita da una scossa simile a un terremoto.
Teheran minaccia rappresaglia contro infrastrutture dell'energia legate agli Usa
Le forze armate iraniane minacciano, in seguito ai raid Usa a Kharg, di distruggere le infrastrutture dell'energia di proprietà di aziende che cooperano con gli Stati Uniti se saranno attaccati i propri siti. L'annuncio arriva "in risposta a dichiarazioni" formulate da Donald Trump secondo cui le forze Usa avevano "cancellato" obiettivi militari a Kharg, hub del petrolio iraniano.
Wsj: "Trump avvertito del rischio su Hormuz ma puntava alla resa"
Il presidente Usa Donald Trump era stato avvertito dai vertici militari americani che l'Iran avrebbe potuto chiudere lo Stretto di Hormuz come ritorsione a un attacco ma decise di lanciarlo lo stesso, nella convinzione che la Repubblica islamica si sarebbe arresa prima. E' lo scenario riportato dal Wall Street Journal, secondo il quale il capo della Casa Bianca avrebbe detto ai suoi collaboratori che in ogni caso, se Teheran avesse tentato di bloccare la rotta marittima cruciale per petrolio e commerci, i militari Usa sarebbero stati in grado di gestire la situazione, ottenendo una vittoria rapida e decisiva.
Libano, l'Egitto condanna raid dell'Idf: "No a violazione della sovranità"
Il ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty, in una telefonata con il premier libanese Nawaf Salam, ha condannato i bombardamenti israeliani sul Paese dei Cedri. Lo riporta la stampa locale. Il capo della diplomazia del Cairo ha anche ribadito il categorico rifiuto di qualsiasi violazione della sovranità, unità e integrità territoriale del Libano nonche' benessere del popolo libanese.
Iran, media: "Mediazione di Egitto, Oman e Turchia per la fine della guerra"
Turchia, Oman ed Egitto sono impegnati in uno sforzo diplomatico per mettere fine alla guerra all'Iran. Lo ha riferito il quotidiano Harretz, citando una fonte regionale secondo la quale sono in corso tentativi di mediazione con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e, "in una certa misura", con Ali Larijani, segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano. I Paesi mediatori sono anche in contatto con funzionari americani, ha aggiunto la fonte, precisando di non sapere se simili contatti ci siano anche con Israele. Gli Stati del Golfo sono uniti e convinti che la guerra non faccia i loro interessi.
Perché l'Europa rischia la crisi di governo
Le tensioni sulla guerra in Iran e sulle posizioni di Ursula von der Leyen stanno incrinando la maggioranza europea tra popolari e socialisti. Le critiche del PSE alla linea filo-occidentale della Commissione rischiano di aprire una crisi politica nelle istituzioni dell’Unione.
Perché l'Europa rischia la crisi di governo
Vai al contenutoTrump: "L'Iran morto come i suoi piani per annientare Israele"
"L'Iran aveva piani per conquistare l'intero Medio Oriente e annientare completamente Israele. Proprio come l'Iran stesso, quei piani sono ora morti!". Questo il messaggio postato su Truth dal presidente Usa, Donald Trump.

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Teheran: "Lanciati 30 missili balistici contro Israele"
Teheran afferma di aver lanciato 30 missili balistici da una e due tonnellate verso Israele e che "tutti hanno colpito gli obiettivi" prefissati. I missili hanno "distrutto importanti sistemi aerospaziali" israeliani, secondo quanto dichiarato dal comandante della forza aerea dei Guardiani della rivoluzione, Majid Mousavi, citato dall'agenzia Mehr. "I nostri attacchi missilistici continueranno finché gli aggressori non saranno puniti", ha aggiunto Mousavi. Nel frattempo, i pasdaran hanno reso noto di aver lanciato nella mattinata di oggi "la 48esima ondata" di attacchi dell'operazione di risposta all'offensiva lanciata il 28 febbraio da Usa e Israele, prendendo di mira con missili e droni obiettivi nel nord di Israele e basi statunitensi nella regione mediorientale. La marina iraniana ha inoltre affermato di aver colpito con missili balistici la base aerea statunitense di Al Dhafra negli Emirati Arabi Uniti.
Raid israeliano contro edificio residenziale in periferia nord di Beirut
Raid israeliano contro un edificio residenziale del quartiere della periferia settentrionale di Beirut, nella zona di Bourj Hammoud, che era già stato obiettivo di un attacco dell'Idf ieri. Lo rende noto Times of Israel.
Raid Usa sull'isola di Kharg, per Teheran non ci sono danni a infrastrutture petrolio
Raid Usa sull'isola iraniana di Kharg. L'agenzia di notizie iraniane Fars asserisce che non ci sono stati danni alle infrastrutture petrolifere, dopo che Donald Trump aveva annunciato la distruzione di obiettivi militari.
Media, Israele pianifica una grossa operazione terrestre in Libano
Israele pianifica "una massiccia invasione terrestre" del sud del Libano, con l'obiettivo di "prendere il controllo" dell'area delimitata a nord dal fiume Litani e di "smantellare l'infrastruttura militare di Hezbollah": lo riferisce Axios, citando diversi funzionari israeliani e statunitensi. L'intervento programmato da Israele, aggiunge lo stesso media, potrebbe costituire la "più grande invasione terrestre" di questo Paese in territorio libanese dal 2006.
Hamas all'Iran: "Cessare gli attacchi ai Paesi vicini"
Hamas ha esortato il suo alleato Iran a cessare gli attacchi contro i Paesi vicini del Golfo come risposta agli attacchi israelo-statunitensi. "Pur affermando il diritto della Repubblica islamica d'Iran a rispondere a tale aggressione con tutti i mezzi possibili - afferma il movimento islamico su Telegram -, in conformità alle norme e al diritto internazionale, il movimento invita i suoi fratelli in Iran a non prendere di mira i vicini".
Israele ad abitanti zona industriale Tabriz: "Evacuate"
Israele si prepara a colpire Tabriz. Le forze armate israeliane hanno lanciato un avviso alla popolazione che abita la zona industriale della città che si trova nel nord dell'Iran, invitandola a evacuare l'area. "Nelle prossime ore - annuncia Israele su X - continueremo a operare in quella zona".
Iran: "Ridurremo in cenere" infrastrutture petrolifere legate a Usa
L'esercito iraniano ha promesso di "ridurre in cenere" le infrastrutture petrolifere ed energetiche legate agli Stati Uniti in Medio Oriente, in risposta alla minaccia di Donald Trump di attaccare l'isola di Kharg. "Tutte le installazioni petrolifere, economiche ed energetiche appartenenti alle compagnie della regione che sono in parte di proprietà degli Usa o che collaborano con gli Usa - ha detto ai media di Teheran il portavoce del quartier generale di Khatam al-Anbiya, affiliato alle Guardie della rivoluzione - saranno immediatamente distrutte e ridotte in cenere".
Attacco con drone contro l'ambasciata Usa a Baghdad
Un attacco con drone ha colpito l'ambasciata statunitense a Baghdad. Lo ha reso noto un alto responsabile della sicurezza irachena. Un giornalista della France Presse ha visto del fumo nero levarsi sul complesso diplomatico nel cuore della capitale irachena. E' la seconda volta che l'ambasciata statunitense a Baghdad subisce un attacco dall'inizio della guerra israeloamericana contro l'Iran. Diversi gruppi armati sostenuti da Teheran, riuniti sotto l'ombrello del movimento Resistenza Islamica in Iraq, hanno rivendicato attacchi quotidiani con droni e razzi contro le basi statunitensi nella regione. Prima dell'attacco, due miliziani del gruppo Kataeb Hezbollah erano stati uccisi: uno di loro sarebbe una "figura chiave" della rete legata a Teheran.
Trump: "L'Iran è stato completamente sconfitto"
"L'Iran è completamente sconfitto e vuole un accordo - ma non un accordo che io accetterò". Lo annuncia il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, su Truth aggiungendo che "i media delle fake news odiano riportare i successi che l'esercito statunitense ha ottenuto contro l'Iran".