Dubai appare ormai quasi svuotata dopo gli attacchi missilistici delle ultime settimane. Il bombardamento che ha colpito l’aeroporto e varie infrastrutture strategiche ha riacceso anche l’allarme per possibili nuove incursioni con droni. In città domina la paura e molti luoghi abitualmente affollati di residenti e turisti sono rimasti deserti
LE ESPLOSIONI
- Una città fantasma: negli ultimi giorni forti esplosioni hanno scosso Dubai, tanto da far vibrare i palazzi. Nei cieli sono stati avvistati anche droni e uno degli edifici che ospitava militari statunitensi è stato evacuato il 12 marzo. Il clima di tensione dopo l'attacco di Usa e Israele all'Iran è cresciuto rapidamente e la quotidianità della metropoli emiratina è cambiata nel giro di pochi giorni.
DUBAI DESERTA
- Le immagini che circolano mostrano una Dubai quasi irriconoscibile. Spiagge senza bagnanti, stabilimenti balneari con file di lettini vuoti, traffico ridotto al minimo. Anche i grandi centri commerciali, gli alberghi e i ristoranti appaiono insolitamente silenziosi, lontani dall’affollamento che caratterizza normalmente la città.
IL TIMORE DI NUOVI ATTACCHI CON I DRONI
- Il timore per nuovi attacchi iraniani con droni è molto diffuso. Due velivoli senza pilota sono precipitati nei pressi dell’aeroporto pochi giorni fa, come riferito da Al Jazeera. Nella mattinata successiva, giornalisti dell’Agence France-Presse presenti nell’emirato hanno segnalato una densa colonna di fumo visibile sopra la città.
LE SENSAZIONI
- Un corrispondente sul posto ha raccontato di aver avvertito il proprio edificio tremare subito dopo una violenta detonazione. “Gli attacchi fanno paura e molte famiglie stanno lasciando la città”, ha spiegato al Daily Mail un residente di origini afghane e tedesche.
LA CRISI DEL TURISMO
- La crisi ha colpito anche il settore turistico. In diversi grandi hotel e resort il personale è stato invitato a prendere ferie retribuite, perché la drastica diminuzione degli ospiti ha ridotto quasi completamente il lavoro quotidiano. Quella che fino a pochi giorni fa era considerata una meta privilegiata per imprenditori, investitori e influencer, anche grazie al regime fiscale favorevole, oggi appare come una città sotto minaccia.
NIENTE PIÙ CENTRI COMMERCIALI GREMITI
- Sembrano lontanissime, nonostante risalgano appena a una settimana fa, le immagini dei centri commerciali gremiti. In quelle stesse gallerie era frequente incontrare l’emiro Mohammed bin Rashid Al Maktum, che si fermava a salutare i cittadini e a scattare fotografie con i bambini.
IL SILENZIO SUI SOCIAL
- Anche sui social il silenzio è diventato improvvisamente la regola. Molti influencer che in passato sostenevano di sentirsi "più al sicuro a Dubai" rispetto ai propri Paesi d’origine hanno ridotto drasticamente la propria attività online o hanno sospeso temporaneamente i contenuti.
DIVIETO DI MOSTRARE IMMAGINI DI ATTACCHI
- Negli Emirati Arabi Uniti, come in altri Paesi del Golfo e anche in Israele, le immagini relative agli attacchi e ai danni provocati dai bombardamenti sono soggette a restrizioni militari. Filmare o diffondere determinati contenuti può quindi comportare conseguenze legali. Per questo molti creator preferiscono non esporsi.
LE BANCHE EVACUANO I LORO DIPENDENTI
- Diverse banche occidentali hanno deciso di evacuare parte dei propri dipendenti. La scelta è arrivata dopo le minacce della Repubblica islamica, che ha indicato proprio alcune strutture occidentali come possibili futuri obiettivi degli attentati.
LE SCELTE DI MULTINAZIONALI E COMPAGNIE AEREE
- Una paura che ha spinto anche grandi multinazionali, come Deloitte, PwC e Citibank, a chiudere temporaneamente gli uffici locali e rimpatriare il personale. Diverse compagnie aeree internazionali, tra cui Lufthansa e KLM, stanno riducendo o sospendendo i collegamenti con la città.