Si sono tenute a Roma e Bologna le esequie di Riccardo Minghetti e Giovanni Tamburi. A Milano invece i funerali di Achille Barosi e Chiara Costanzo. Il funerale di Sofia Prosperi, la vittima più giovane dell'incendio, sarà celebrato sempre oggi a Lugano. Domani invece l'addio a Emanuele Galeppini a Genova. Oggi nelle scuole un minuto di silenzio. Venerdì commemorazione in Svizzera con anche Macron e Mattarella
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Si sono svolti oggi i funerali di cinque delle sei vittime italiane di Crans-Montana. A Roma e Bologna erano in programma le esequie di Riccardo Minghetti e Giovanni Tamburi, mentre a Milano ci sono stati i funerali di Achille Barosi e Chiara Costanzo. Il funerale di Sofia Prosperi, la vittima più giovane dell'incendio, sarà celebrato a Lugano. Domani invece si terrà l’addio ad Emanuele Galeppini a Genova. Oggi nelle scuole italiane un minuto di silenzio di silenzio in memoria delle vittime. Venerdì commemorazione in Svizzera con anche Macron e Mattarella.
Intanto è sotto assedio l'impenetrabile palazzina della procura generale del Cantone Vallese, nel centro storico di Sion. Nelle ultime ore si sono intensificati gli attacchi sulle indagini condotte da Beatrice Pilloud e dai suoi quattro procuratori su quanto è accaduto alle 1.30 del primo gennaio nell'interrato del disco bar Le Contellation, a Crans-Montana, dove sono morte 40 persone, di cui 6 italiani, e sono rimasti feriti 116 giovani, tra cui 16 connazionali. Tra le critiche, quelle di un eccessivo garantismo nei confronti di Jacques Moretti e Jessica Maric, i proprietari del locale, che, a quasi 48 ore dalla tragedia, la procuratrice Pilloud aveva definito "ancora innocenti" e che ora sono indagati per omicidio, lesioni e incendio involontari.
Gli approfondimenti:
- Cosa sappiamo dell'esplosione
- ll luogo dell'esplosione a Crans-Montana: VIDEO
- Le Constellation di Crans-Montana, il locale vip andato a fuoco
- Chi sono i proprietari del bar Le Constellation
- Tahirys Dos Santos, il giocatore del Metz tra i feriti
- I numeri da chiamare per avere informazioni
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Strage di Crans-Montana, chi sono le sei vittime italiane
Nell'incendio con esplosione nel locale svizzero "Le Constellation" sono morti il 16enne bolognese Giovanni Tamburi, il 16enne milanese Achille Barosi, il quasi 17enne genovese Emanuele Galeppini, la 16enne milanese Chiara Costanzo, la 15enne italosvizzera Sofia Prosperi e il 16enne romano Riccardo Minghetti. Ecco le loro storie.
Strage di Crans-Montana, chi sono le sei vittime italiane
Vai al contenutoCrans-Montana, perché i proprietari del Le Constellation sono liberi?
La procuratrice generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud, ha spiegato che non ci sono i termini per arrestare Jacques e Jessica Moretti perché non vi è alcun sospetto che gli indagati intendano eludere il procedimento penale o la pena prevista tramite la fuga" e "gli altri criteri, ovvero il rischio di recidiva o collusione, non vengono presi in considerazione".
Crans-Montana, perché i proprietari del Le Constellation sono liberi?
Vai al contenutoCrans-Montana, il ricordo dei parenti e degli amici delle vittime
Giovanni Tamburi, Achille Barosi, Emanuele Galeppini, Chiara Costanzo, Sofia Prosperi e Riccardo Minghetti sono morti nell’incendio di capodanno nel locale svizzero "Le Constellation". Ragazzi fra i 15 e i 16 anni che ora vengono ricordati con parole d’affetto e cordoglio da amici, compagni di scuola e parenti.
Crans-Montana, il ricordo dei parenti e degli amici delle vittime
Vai al contenutoIl sindaco di Crans-Montana: "Porterò questo fardello per la vita"
Lo ha detto Nicolas Féraud nel corso della conferenza stampa, convocata oggi, dopo l'incendio di Capodanno nel bar "Le Constellation" in cui sono morte 40 persone e 116 sono rimaste ferite.
Il sindaco di Crans-Montana: 'Porterò questo fardello per la vita'
Vai al contenutoCrans-Montana, il giro d'affari dei proprietari del Constellation
In Svizzera i due coniugi condividono quattro società di cui risultano titolari al 50%. Nel passato di Moretti il coinvolgimento in un’indagine per sfruttamento della prostituzione, mentre nel 2005 è finito in carcere per truffa, rapimento e sequestro di persona.
Crans-Montana, il giro d'affari dei proprietari del Constellation
Vai al contenutoCrans Montana, la ristrutturazione del 2015 a Le Constellation: foto
Gli interventi avviati dai proprietari, Jacques e Jessica Moretti, hanno riguardato soprattutto il seminterrato dove la notte di Capodanno un rogo ha causato la morte di 40 persone. Nelle immagini si vede l'installazione della schiuma in poliuterano usata per rivestire le pareti e il restringimento della scala che porta alla veranda.
Crans Montana, la ristrutturazione del 2015 a Le Constellation: foto
Vai al contenutoCrans-Montana, una serie tv racconta una tragedia simile in Brasile
Molti parallelismi tra le due storie, una delle quali è raccontata in una miniserie di Netflix uscita a inizio 2023. “La notte che non passerà”, tornato tra i titoli più visti negli ultimi giorni, ripercorre la notte tra il 26 e il 27 gennaio 2013, quando un terribile incendio nella discoteca Kiss di Santa Maria provocò la morte di 245 persone.
Crans-Montana, una serie tv racconta una tragedia simile in Brasile
Vai al contenutoCrans Montana, video mostrerebbe Jessica Moretti scappare con la cassa
Secondo quanto riporta Repubblica, Jessica Moretti sarebbe stata ripresa in un video delle telecamere di sicurezza la sera dell’incendio, a Capodanno, mentre si allontanava dal locale in fiamme con il denaro.
Crans Montana, video mostrerebbe Jessica Moretti scappare con la cassa
Vai al contenutoFunerali Giovanni Tamburi, Zuppi: "Come stella del cielo, illuminata dalla luce Dio"
“Oggi Giovanni è come una stella del cielo, illuminata dalla luce di Dio. Splenda a lui la luce che non finisce, riposa in pace, caro Giovanni”, è la conclusione del messaggio scritto dall’arcivescovo di Bologna e cardinale, Matteo Maria Zuppi, e letto durante il funerale a Bologna di Giovanni Tamburi, 16enne bolognese tra le vittime nell’incendio a Crans-Montana. Come Zuppi spiega all’inizio della lettera “purtroppo non posso essere fisicamente presente questa mattina per dare l’ultimo saluto a Giovanni. Lo sono con amore addolorato e con intima comunione. Dare l’ultimo saluto sembra incredibile, pensando alla bellezza della vita e alla bellezza della vita che Giovanni aveva e donava”.
I funerali sono stati presieduti da mons. Stefano Ottani, già Vicario Generale per la Sinodalità e parroco dei Santi Bartolomeo e Gaetano, che aveva seguito Giovanni nella formazione in parrocchia. Prima della celebrazione, fuori dalla Cattedrale di San Pietro, Ottani ha spiegato: “Penso che l'invito dell'arcivescovo a celebrare il funerale in Cattedrale sia l'espressione della condivisione di tutta la Chiesa di Bologna di questo momento di dolore e di sconcerto, ma anche della forza che viene dalla fede nella Pasqua di Gesù. E anche come parroco sono, se si può dire, lieto di poter essere presente per esprimere tutta la gratitudine della presenza di Giovanni al catechismo in parrocchia Santi Bartolomeo e Gaetano”.
Ottani ha continuato parlando del ricordo di “questo bambino giovane e paffuto, anche chiacchierone, che veniva accompagnato dalla sua mamma, dalla nonna Letizia e che ha lasciato davvero un ricordo pieno di affetto e di amicizia”. “Ho appreso la notizia della sua morte mentre ero in pellegrinaggio in Terra Santa – ha proseguito –. In qualche modo mi sono reso conto che anche lui camminava con noi in questo grande pellegrinaggio della vita che però ha come meta la Gerusalemme del cielo”.
Proseguono le indagini sulla strage di Crans, la procura sotto accusa
E' sotto assedio l'impenetrabile palazzina della procura generale del Cantone Vallese, nel centro storico di Sion. Nelle ultime ore si intensificano gli attacchi sulle indagini condotte da Beatrice Pilloud e dai suoi quattro procuratori su quanto è accaduto alle 1.30 del primo gennaio nell'interrato del disco bar Le Contellation, a Crans-Montana, dove sono morte 40 persone, di cui 6 italiani, e sono rimasti feriti 116 giovani, tra cui 16 connazionali. Tra le critiche, quelle di un eccessivo garantismo nei confronti di Jacques Moretti e Jessica Maric, i proprietari del locale, che, a quasi 48 ore dalla tragedia, la procuratrice Pilloud aveva definito "ancora innocenti" e che ora sono indagati per omicidio, lesioni e incendio involontari. "L'ambasciatore italiano ha ragione, i proprietari del Constellation dovevano essere arrestati subito, per 24 ore, affinché si potessero fare delle perquisizioni e raccogliere le prove", attacca oggi l'avvocato vallesano Sébastien Fanti. Secondo il legale "questa inchiesta parte male, sono stato l'avvocato di Luca Mongelli e ho un po' l'impressione di rivivere la stessa cosa. Nell'affaire Mongelli era partita male, qui parte male", dice ancora Fanti, evocando una vecchia, drammatica e irrisolta storia di mala-giustizia svizzera, che nel 2002 ebbe come protagonista il bambino italiano Luca Mongelli, diventato tetraplegico e cieco dopo una violenta e misteriosa aggressione, di cui venne data una poco credibile responsabilità al cane di famiglia. "Dobbiamo poter assistere alle udienze a cui ora non possiamo partecipare", spiega il legale che lancia un appello alla giustizia italiana: "Considerato il numero di vittime italiane al Constellation, in base a una competenza residuale sarebbe opportuno verificare la possibilità di avviare un procedimento penale anche in Italia, così come è stata aperto un procedimento in Francia". E proprio dall'Italia arriva forte una corale richiesta di giustizia. I genitori di Emanuele Galeppini, il giovanissimo campione di golf morto a Crans-Montana, vogliono capire "come è morto Emanuele" perché "il suo corpo non mostrava alcun segno di ustione, era perfettamente integro". Per Andrea Costanzo padre di Chiara, anche lei vittima della strage, "l'Italia ha dimostrato umanità e sensibilità veramente notevoli, però adesso è ora di dimostrare professionalità ed efficienza e scoperchiare tutto quello che c'è ". Mentre secondo lo zio di Chiara Prosperi sua nipote "è stata vittima di una gravissima ingiustizia perché è morta per una strage evitabile". Il primo a parlare, nei giorni scorsi, di una tragedia evitabile è stato l'ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado che a breve incontrerà le autorità del Canton Vallese per fare il punto sulle indagini: "Sarò a Sion - conferma - per avere incontri con tutte le autorità locali, da quelle governative a quelle di polizia e quelle giudiziarie, per acquisire informazioni sulle indagini".
Crans Montana, i funerali di 5 giovani vittime italiane. FOTO
Questa mattina nelle scuole si è osservato un minuto di silenzio. Un modo per “ricordare le giovani vittime ed esprimere vicinanza alle loro famiglie”, ha spiegato il Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.
Crans Montana, i funerali di 5 giovani vittime italiane. FOTO
Vai al contenutoDomani i funerali di Emanuele, dubbi sulle cause della morte
L'ultimo saluto a Emanuele Galeppini, il campione di golf di 16 anni morto nella strage di Crans-Montana, sarà davanti al mare di Boccadasse, il piccolo borgo marinaro cartolina di Genova. Forse la piccola chiesetta di Sant'Antonio, dove domani alle 11.30 si svolgeranno i funerali, non riuscirà a contenere tutti gli amici, conoscenti, semplici cittadini che arriveranno per stringere i genitori, papà Edoardo e mamma Beatrice, e confortarli nel loro dolore. Genitori che nel frattempo invocano "la verità" su quanto successo la notte di Capodanno che ha portato via 40 persone, la maggior parte adolescenti, tra le fiamme divampate dentro il bar Le Constellation. Perché, come affidato al loro avvocato Alessandro Vaccaro, vogliono sapere come è morto il loro ragazzo visto che dalle autorità elvetiche finora non hanno avuto alcuna risposta ma solo dubbi. "Il suo corpo - l'amara constatazione - non mostrava alcun segno di ustione, era perfettamente integro. Non sono bruciati neppure il telefono cellulare e il portafoglio. Non sappiamo nemmeno se era dentro il locale, fuori, se è morto per il gas". I genitori hanno provato a chiedere informazioni in Svizzera, un referto, l'autopsia, un documento medico, ma "non ci hanno nemmeno risposto". E invece sono stati sottoposti a una pietosa giostra emotiva: prima la notizia della morte, poi la flebile speranza con la richiesta del confronto del Dna, infine la certezza che Emanuele era tra le vittime. Ma allora, si chiede il legale, perché visto che sul corpo non c'erano ustioni il riconoscimento non è stato fatto subito? A maggior ragione, visto che mamma e papà stavano girando per gli ospedali per chiedere aiuto. L'avvocato nelle prossime ore prenderà contatti con un collega svizzero e poi valuterà se presentare una denuncia alla Procura di Roma per fare chiarezza su come sia morta la promessa del golf italiano.
Psicologi: "Lacrime e paura tra i compagni di scuola dei feriti di Crans-Montana"
"Silenzi, lacrime, panico, paura e forte angoscia": questi gli stati d'animo tra i compagni di classe dei quattro studenti del Virgilio di Milano rimasti feriti nell'incendio di Crans-Montana secondo l'equipe di psicologi che li ha incontrati alla ripresa delle lezioni. "È stato uno spazio di ascolto e contenimento emotivo durante il quale è emersa con forza la difficoltà dei compagni a trovare le parole giuste per esprimere quanto accaduto", spiega Roberta Brivio, membro del Gruppo di Lavoro 'Psicologia dell'Emergenza' dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia e presidente di Sipem Sos Lombardia (Società Italiana Psicologia dell'Emergenza Lombardia). "Adesso sarà nostra cura continuare a monitorare la situazione e garantire supporto psicologico all'intera comunità scolastica - di cui fanno parte anche genitori, insegnati e personale Ata - in collaborazione con la scuola e le istituzioni competenti, nel rispetto dei tempi e dei bisogni dei ragazzi coinvolti", aggiunge Ivan Giacomel, che come la dottoressa Brivio ha fatto parte dell'equipe di psicologi insieme a Luisa D'Angelo, Anna Paladino, Camilla Villa e Laura Crespolini. "Non possiamo togliere il dolore, ma possiamo aumentare la resilienza individuale e di comunità affinché la tragedia abbia un impatto meno traumatico possibile", conclude Valentina Di Mattei, presidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, che sottolinea la "necessità di un riconoscimento strutturale e stabile della psicologia dell'emergenza all'interno dei contesti scolastici e comunitari".
Crans-Montana, i parenti dei ragazzi morti chiedono "verità"
Tantissimi giovani ai funerali di cinque delle sei vittime della strage di Crans Montana, dove nel rogo di un locale nella notte di Capodanno sono morte 40 persone. 'Abbiamo sete di verità, l'Italia si costituisca parte civile', dice il padre di Chiara Costanzo dopo i funerali a Milano ai quali ha partecipato il ministro Valditara e la senatrice Segre. Nel capoluogo lombardo anche il saluto ad Achille Barosi. 'Era felice, l'ultimo saluto è stato un bacio', ha ricordato la madre di Riccardo Minghetti al termine delle esequie a Roma. In chiesa anche la sorella di Riccardo, Matilde, 15 anni, scampata al rogo e che quella notte lo ha cercato invano. A Bologna la cerimonia per Giovanni Tamburi: 'Portavi la luce in ogni persona', hanno detto i suoi compagni di scuola. Il funerale di Sofia Prosperi, 15 anni, la vittima più giovane, celebrato a Lugano. Domani a Genova la cerimonia per Emanuele Galeppini. I legali della famiglia chiedono chiarezza: 'Non presentava ustioni, diteci come è morto'.
L'ambasciatore italiano si recherà a Sion per fare il punto sulle indagini
E' in programma nei prossimi giorni un incontro a Sion tra l'ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado e le autorità del Canton Vallese per fare il punto riguardo alle indagini sul rogo del disco-bar Le Constellation, a Crans-Montana, dove sono morti sei italiani e 14 connazionali sono rimasti feriti. "Nei prossimi giorni sarò a Sion per avere incontri con tutte le autorità locali, da quelle governative a quelle di polizia e quelle giudiziarie, per acquisire informazioni sulle indagini", spiega all'ANSA l'ambasciatore Cornado. "Dobbiamo concordare una data, - ha aggiunto - ma siamo già d'accordo per vederci a Sion con il governo vallesano, il capo della polizia cantonale e la procuratrice generale, senz'altro".
Crans Montana, video mostrerebbe Jessica Moretti scappare con la cassa
Secondo quanto riporta Repubblica, Jessica Moretti sarebbe stata ripresa in un video delle telecamere di sicurezza la sera dell’incendio, a Capodanno, mentre si allontanava dal locale in fiamme con il denaro.
Crans Montana, video mostrerebbe Jessica Moretti scappare con la cassa
Vai al contenutoIl padre di Chiara Costanzo: ‘Chi ha calpestato regole cambi mestiere’
“Qualcuno probabilmente ha calpestato le regole del vivere civile e dobbiamo fare in modo che chi è stato superficiale cambi mestiere”. Lo ha detto Andrea Costanzo, padre di Chiara, la 16enne morta nella strage di Crans Montana, parlando con i cronisti al termine dei funerali della figlia fuori dalla basilica di Santa Maria delle Grazie a Milano. “Tutte le tragedie che sono dovute all’imperizia e all’incuria degli umani sono evitabili”, ha detto il padre della 16enne vittima dell’incendio, che chiederà al presidente del Consiglio Giorgia Meloni “solo delle rassicurazioni, perché non sono un tecnico e non ho la capacità di andare fino in fondo. Vorrei solo che le nostre istituzioni ci aiutassero affinché ogni piccola verità emerga e sia effettivamente svelata. Tutto il governo e tutte le istituzioni sono state molto vicine a noi e alle famiglie di tutte le vittime. Ci siamo sentiti orgogliosi di essere italiani perché abbiamo delle istituzioni che indipendentemente dal ruolo che ricoprono hanno anche un cuore e questo ci fa onore”, ha concluso Andrea Costanzo.
Lo zio di Chiara Costanzo: "Morta per una strage evitabile, inaccettabile superficialità"
"Purtroppo, Chiara è stata vittima di una gravissima ingiustizia perché è morta per una strage evitabile. C’è stata troppa superficialità da parte dell'amministrazione svizzera e da parte dei gestori, non si può accettare. Ed è inutile che il sindaco di Crans si redima e dica 'è cinque anni che non ho fatto verifiche'. Complimenti, cosa sei lì a fare? Aiutateci tutti ad alzare la voce perché il valore della giustizia è l’unica cosa che possiamo portare avanti di Chiara, aiutateci voi per favore". Così lo zio di Chiara Costanzo, una delle sei vittime italiane morte a Crans-Montana, parlando a "Dentro La Notizia", il programma di Canale 5, prima del funerale della nipote. Sul rapporto con Chiara, lo zio ricorda: "Per me è stata una seconda figlia. È cresciuta con mio figlio, ha un anno in più di lui. Era un esempio, era una persona solida, molto più matura delle ragazze della sua età. Il dramma che ha vissuto il padre di Chiara penso che non sia raccontabile. Vedere i corpi straziati che uscivano dal locale, la speranza che aveva di trovare gli occhi di sua figlia in mezzo a quelle facce, magari anche deturpata, ma viva. Purtroppo, non è stato così".
Zuppi per addio a Giovanni Tamburi: 'Sembra incredibile, siamo fatti per vivere'
"Dare l’ultimo saluto sembra incredibile, pensando alla bellezza della vita che Giovanni aveva e donava. Ed è così, perché siamo fatti per vivere". L’arcivescovo di Bologna, card. Matteo Zuppi, impegnato a Roma n Vaticano al Concistoro con il Papa, ha inviato un messaggio in occasione dei funerali di Giovanni Tamburi. Rivolgendo un pensiero anche alle altre giovani vittime, ai tanti che porteranno a lungo le ferite, ai familiari, e pure al capotreno ucciso il 5 sera a Bologna ha aggiunto: "Sento l’unica consolazione proprio nella luce tenera del Natale, di quell’Astro del ciel che dall’enormità insondabile del cielo abbiamo celebrato scendere sulla terra, accettando la debolezza e il limite umano, la nostra sofferenza, la morte. Natale non è affatto un facile sentimento a poco prezzo. Natale è luce che lotta contro le tenebre e le vince perché ama fino alla fine, perché così la nostra vita non finisca".
Niguarda: resta disponibilità per paziente oggi non trasportabile e supporto altri feriti
L'ospedale Niguarda di Milano rimane "a disposizione per prendere in carico un ulteriore paziente attualmente ricoverato a Zurigo, al momento considerato non trasportabile, così come per dare supporto e assistenza ad ulteriori feriti". Lo comunica la struttura sanitaria meneghina, facendo il punto sulla situazione dei feriti di Crans Montana nell'aggiornamento diffuso oggi.
Niguarda: 'Pazienti stabili, lievi segni miglioramento per alcuni ma 3 restano critici'
Si confermano 11 i pazienti coinvolti nell'incendio di Crans Montana attualmente accolti all'ospedale Niguarda di Milano. "La situazione rimane stabile per tutti i pazienti, con lievi accenni di miglioramento per alcuni di loro. Rimangono critiche le condizioni di 3 persone in particolare, a causa delle ustioni riportate e di danni importanti a livello polmonare causati dalle inalazioni, che richiedono un'assistenza meccanica alla respirazione". Lo fa sapere la struttura sanitaria nell'ultimo aggiornamento diffuso oggi.
Il padre di Chiara Costanzo: "Chiederò a Meloni che non ci siano omissioni"
"La presidente Meloni è stata umana e attenta nei nostri confronti. Siccome non ho mai avuto la possibilità di stringerle la mano, vorrei parlare con lei ed essere rassicurato che non ci siano omissioni". Lo ha spiegato il papà di Chiara Costanzo, Andrea, al termine del funerale della figlia sedicenne morta nella strage di Crans-Montana. Parlando, prima della funzione, con il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, Costanzo ha chiesto che l'Italia si possa costituire parte civile in questa vicenda. "Non sono un tecnico, ma desidererei che l'Italia si costituisse parte civile", ha concluso.
Avvocato famiglie: 'I proprietari del Constellation andavano arrestati subito'
"L'ambasciatore italiano ha ragione, i proprietari del Constellation avrebbero dovuto essere arrestati subito, per 24 ore, affinché si potessero fare delle perquisizioni e raccogliere le prove". Così l'avvocato Sébastien Fanti di Sion commenta le dichiarazioni dell'ambasciatore Gian Lorenzo Cornago che nei giorni scorsi aveva detto che in Italia i coiniugi Moretti sarebbero stati arrestati. Secondo il legale, che rappresenta alcune famiglie, tra cui italiane, coinvolte dell'incendio del disco bar di Crans-Montana, "la vicenda giudiziaria deve risolversi entro il 31 dicembre 2026 al più tardi, ci sono quattro procuratori che vi lavorano e quindi questo è possibile".
Sorella Chiara Costanzo: ‘Arrabbiata, non doveva essere lì’
“Sono così arrabbiata che sei stata portata via dalla vita a sedici anni, non dovevi nemmeno essere lì, dovevi andare da un’altra parte”. Lo ha detto Elena Costanzo, sorella di Chiara, la 16enne morta nella strage di Crans Montana, prendendo la parola nella basilica di Santa Maria delle Grazie di Milano al termine dei funerali. “Eri socievole e amavi stare con le amiche ma anche stare a casa. Non ti abbattevi quando facevi errori e imparavi da essi”, ha detto rivolta alla sorella. “Volevi viaggiare e ti prometto che farò io questi viaggi per te. Sono arrabbiata perché così se ne va una parte del mio cuore. E adesso sento un vuoto. Tutti i miei traguardi li dedicherò a te”. Ai funerali, durati oltre un’ora e mezza e celebrati, in una basilica gremita dentro e fuori sul sagrato, dal vescovo di Crotone ed ex rettore del Collegio San Carlo di Milano Alberto Torriani, hanno ricordato Chiara Costanzo anche gli zii, una professoressa, l’allenatrice di ginnastica e una compagna.
Liliana Segre al funerale di Chiara Costanzo
Terminati funerali Achille, applausi e lacrime all’uscita del feretro
Si solo concluse pochi minuti fa le esequie di Achille Barosi. Lacrime e applausi hanno accolto il feretro all’uscita della Basilica di Sant’Ambrogio, a Milano, dove si è tenuta la cerimonia funebre. Migliaia le persone assiepate nel sagrato e nel piazzale antistante, accanto al carro funebre che attendeva l’arrivo del corteo. Nell’aria le note di ‘Perdutamente', una canzone di Achille Lauro, tra le preferite del 16enne. Dolore e commozione tra i parenti; il nonno di Achille ha voluto ringraziare i poliziotti che avevano formato un cordone a protezione del carro: “Grazie per tutto quello che fate per l’Italia”, ha detto.
Abate di Sant'Ambrogio: "Cuore straziato per Achille, ma teniamo accesa luce"
"Immagino che straziato sia il cuore dei familiari, dei parenti, degli amici, dei compagni di classe e dei docenti di Achille. Il cuore è straziato e la mente è confusa con tante domande: 'Perché? Perché la morte? E perché così? Perché la morte nella primavera della vita?'. Sono domande grandi, anche scomode. Teniamole, non accontentiamoci di risposte esplicative. Vanno tenute queste domande, condivise nel cuore, anche nei prossimi giorni". Lo ha detto l'Abate della Basilica di Sant'Ambrogio di Milano Carlo Faccendini nella sua orazione iniziale ai funerali di Achille Barosi, una delle vittime della strage di capodanno a Crans-Montana. "Questa liturgia prova a tenere accesa una luce. Vedete, quando tutto diventa buio, non è necessario che tutto torni improvvisamente luminoso. Basta una piccola luce, per provare a riprendere, a vivere, a camminare. Ecco - ha aggiunto -, vorremmo che questa luce, questa luce piccola, scendesse davvero nel cuore di tutti noi che siamo qui, questo pomeriggio per Achille, per provare a riprendere, a vivere, a camminare". "Non lontano da qui - ha ricordato - si tengono i funerali di Chiara Costanzo (altra vittima, ndr). Ci sentiamo profondamente in comunione con lei e con quanti stanno pregando con lei. Ci sentiamo anche profondamente in comunione con tutti gli altri ragazzi per quali in questi giorni vengono celebrate le esequie. Sono morti insieme. È bello che insieme siano consegnati all'abbraccio del Signore. Il paradiso sia per loro il luogo della festa, che si è interrotta violentemente. La festa vera, destinata a durare per sempre".
Lo zio di Chiara: "Una strage evitabile. Aiutateci ad aver giustizia"
"Aiutateci tutti ad alzare la voce perché il valore della giustizia è l'unica cosa che possiamo portare avanti di Chiara, aiutateci voi per favore": a lanciare l'appello è stato lo zio di Chiara Prosperi, la sedicenne morta nel rogo di Capodanno a Crans-Montana di cui oggi si celebrano i funerali. "Purtroppo - ha detto lo zio a 'Dentro la notizia' su Canale 5 -, Chiara è stata vittima di una gravissima ingiustizia perché è morta per una strage evitabile. C'è stata troppa superficialità da parte dell'amministrazione svizzera e da parte dei gestori, non si può accettare. Ed è inutile che il sindaco di Crans si redima e dica: 'è cinque anni che non ho fatto verifiche'. Complimenti, cosa sei lì a fare?". Da qui l'appello: "aiutateci tutti ad alzare la voce perché il valore della giustizia è l'unica cosa che possiamo portare avanti di Chiara, aiutateci voi per favore". Chiara, ha ricordato, "per me è stata una seconda figlia. È cresciuta con mio figlio, ha un anno in più di lui. Era un esempio, era una persona solida, molto più matura delle ragazze della sua età". "Il dramma che ha vissuto il padre di Chiara penso che non sia raccontabile. Vedere i corpi straziati che uscivano dal locale, la speranza che aveva di trovare gli occhi di sua figlia in mezzo a quelle facce, magari anche deturpata, ma viva. Purtroppo - ha concluso -, non è stato così".
Strage di Crans-Montana, la madre di Giovanni Tamburi: ho perso un pezzo di vita
Omelia Chiara Costanzo: oggi in noi solo vuoto e cenere
Oggi non cerchiamo spiegazioni o responsabilità o colpe, ci sarà tempo anche per questo ma non è oggi. Oggi dentro di noi troviamo solo cenere e vuoto". Sono le parole pronunciate nell'omelia per Chiara Costanzo da monsignor Alberto Torriani. "Oggi siamo qui perché una vita è stata spezzata troppo presto", ha aggiunto il monsignore, che conosceva Chiara sin da bambina, quando lei frequentava il Collegio San Carlo di cui lui è stato rettore. Quanto successo a Capodanno a Crans Montana "non è giusto, non e' giusto per nessuno, per Chiara, per chi è ferito. Non lo è anche per il forte senso di giustizia che animava le sue riflessioni. Ci troviamo in tanti oggi - ha proseguito Torriani - inermi, spogliati con domande senza risposta, con la sensazione che di fronte a tutto ciò che è accaduto la morte sembra avere steso il suo mantello riducendo tutto in cenere. In tanti portiamo questo peso, come se fosse solo la morte a parlare e a imporsi come padrona". Ai fratelli di Chiara, Luca, Camilla ed Elena, infine, ha voluto dire: "Continuate a camminare, a desiderare, a essere luce e faro".
Valditara: su Crans-Montana bisogna accertare al più presto la verità
"Vediamo di accertare al più presto la verità in Svizzera". Lo ha detto il ministro dell'Istruzione e del merito Giuseppe Valditara arrivando ai funerali di Chiara Costanzo, una delle due vittime milanesi della strage. "Credo che questi ragazzi insegnino tante cose: dobbiamo puntare sempre di più sul tema della sicurezza che peraltro è anche previsto nelle scuole - ha aggiunto -. Dobbiamo sapere affrontare questa tematica, la sicurezza è un tema strategico".
Il padre di Chiara Costanzo: "Abbiamo tutti sete di verità"
"Noi siamo stati abbracciati da tutta Italia, abbiamo tutti sete di verità e che queste cose non succedano mai più". Lo ha detto Andrea Costanzo padre di Chiara, la sedicenne morta nella strage di Crans- Montana, a margine dei funerali parlando con il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara. "Ricordiamoci di fare rivivere Chiara" - ha aggiunto - "come gli altri giovani in un mondo pieno, perché Chiara aveva voglia di vita ed è stata costretta troppo presto a rinunciare ai suoi sogni. Ma nessun ragazzo deve farlo". "L'Italia ha dimostrato umanità e sensibilità veramente notevoli, però adesso è ora di dimostrare professionalità ed efficienza e scoperchiare tutto quello che c'è ", ha concluso.
Il feretro di Chiara Costanzo accolto in chiesa tra gli applausi
Il feretro di Chiara Costanzo, la ragazza milanese morta nella strage di Crans-Montana è appena arrivato tra gli applausi nella basilica di Santa Maria delle grazie a Milano, dove stanno per iniziare i funerali. I suoi compagni di classe e amici l'hanno accolta davanti alla chiesa tutti abbracciati tra loro. La madre di Chiara arrivata in chiesa col marito e con i fratelli ha abbracciato e consolato a lungo i ragazzi in lacrime per la perdita della compagna. Diversi i rappresentanti delle istituzioni sono presenti in chiesa, fra di loro il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, che ha parlato a lungo con la famiglia, il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago, il sindaco di Milano Giuseppe Sala e l'assessore regionale al Territorio Gianluca Comazzi.
Omelia del parroco al funerale di Tamburi: "Giovanni era e ancora di più adesso luce"
"Giovanni era, ed è ancora di più adesso, luce". Così, in un passaggio della sua omelia per il funerale, don Stefano Greco, ricorda Giovanni Tamburi, il 16enne bolognese morto nel rogo di Crans Montana la notte di capodanno, di cui è stato catechista. "Gesù riceve la notizia della malattia del carissimo amico Lazzaro che, insieme alle sorelle, rappresentava il luogo di ristoro per Gesù, la spalla sulla quale appoggiarsi - argomenta -: Lazzaro era l'amico che sa dare sempre quella parola, Lazzaro è Giovanni. Giovanni - prosegue il parroco - sapeva spiazzare, dare delle perle di saggezza. Aveva una profondità una sensibilità veramente rara. Ecco Giovanni, dice Gesù a Giovanni-Lazzaro, non avere paura perché sono andato io per primo nel buio ad accendere le luci. Perché Giovanni e nella luce. Giovanni era ed è ancora di più adesso luce: sei passato in un attimo dal luogo buio a una piazza piena di luce". Pensando alla scomparsa del giovane bolognese e degli altri ragazzi morti in Svizzera, aggiunge don Stefano, "ti guardi intorno e vedi posti vuoti, cellulari che non scriveranno più, chat silenziate per sempre, progetti rimasti a metà che non hanno avuto il tempo di diventare ricordi. Oggi questo silenzio pesa come un macigno, sono tanti gli aghi della mente che non danno sollievo in queste ore. C'è spazio sul banco degli imputati, in questi momenti, oltre all'abilità di moderni Erode che continuano a calpestare l'innocenza. So bene come ci possa essere anche io sul banco degli imputati: Signore, se tu fossi stato tra le pareti di quel bar mio figlio, mia figlia, mia nipote mio fratello i miei amici non sarebbero morti. Ci sta, ci sta tutto questo grido di protesta".
Crans-Montana, legale vittime: "Locale non controllato? Incredibile"
"Abbiamo meno di venti bar a Crans-Montana ed Le Constellation è uno dei più grandi, come è possibile non aver fatto i controlli? È incredibile. Altri bar o ristoranti sono stati controllati, bisogna chiedere di questo al sindaco". Così, intervistato da SkyTg 24, l'avvocato svizzero Sébastien Fanti, che difende le famiglie di alcune delle vittime della strage di Capodanno. "Nessuno ha chiesto perdono e questo non è possibile, dobbiamo rispettare la gente, ci sono rischi per tutti", ha aggiunto Fanti
Legale famiglia Galeppini: "Si faccia autopsia, no segno ustioni e cellulare intatto"
Potrebbe essere l'asfissia la causa della morte di Emanuele Galeppini, il diciassettenne genovese morto nella strage di Capodanno a Crans-Montana. Sul suo corpo non sarebbero infatti state trovate ustioni relative all'incendio che ha intrappolato oltre cento persone di cui quaranta hanno perso la vita.
La famiglia, che ha scelto assoluto riserbo, anche su luogo e ora dei funerali in programma domani, si è affidata all'avvocato Alessandro Vaccaro nel tentativo di avere risposta ad alcune domande, la prima come mai non sia stata disposta l'autopsia sul corpo del giovane.
"Il suo corpo - commenta Vaccaro, contattato dall'Adnkronos - non mostrava segni di ustione, come non sono bruciati il cellulare e il portafoglio", oggetti ritrovati nelle ore che hanno preceduto l'identificazione del ragazzo. I dubbi della famiglia riguardano quindi la causa della morte di Emanuele, avvenuta forse per il fumo più che per le fiamme che hanno travolto il locale Le Constellation. "Abbiamo chiesto alla autorità svizzere spiegazioni e di disporre l’autopsia, ma non abbiamo ottenuto risposta", conclude Vaccaro.
Finisce il funerale di Tamburi, tantissimi i ragazzi in lacrime a salutare il feretro
È una marea umana di giovani quella che, alla fine della funzione per i funerali di Giovanni Tamburi, il 16enne bolognese morto nella strage di Crans-Montana, si è riunita davanti alla Cattedrale di San Pietro questa mattina per dare un ultimo saluto al giovane. Questo, dicono alcuni compagni di scuola, il liceo scientifico Righi, "è il momento per piangerlo, e non ci sono più parole per il resto". E proprio i giovani, non appena terminata la calorosa omelia tenuta in chiesa da don Stefano Greco, sono usciti mettendosi in fila davanti all'auto funebre che trasporta il feretro, dandosi forza a vicenda per vivere il lutto. Accanto a loro, appese alla Cattedrale, ci sono le corone di fiorI che il Righi ha dedicato a Giovanni. "Io credo che oggi questa grande partecipazione di tanti giovani delle nostre scuole, del Righi, ma non solo, sia davvero da prendere come un segnale di luce" ha commentato a questo proposito il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, poco prima che l'auto contenente il feretro partisse. L'ultima a salutare Tamburi è sua madre, che ha dato un bacio commosso al figlio poco prima della partenza, in mezzo agli abbracci di diverse decine di familiari e amici
Amico Riccardo: "Voleva fare l'avvocato, manteneva sempre la calma ed era curioso"
“Sono un amico di Riccardo, della montagna. Da quando aveva 10, 11 anni, facevamo queste passeggiate in gruppo e io e lui facevamo conversazioni lunghe ore, perché lui era capace di diventare amico anche degli adulti, di connettere se stesso con persone anche diverse da lui, come me. Sapeva fare tante domande su tutto, quando ne facevo io a lui mi faceva vedere dei lati delle cose che io mai avevo visto, era capace di pensare in modo diverso. Riusciva a prendere le situazioni con calma. Ad agosto veniva alle passeggiate tranquillo, e poi scoprivo che aveva tre materie a settembre. Voleva fare l’avvocato penalista: io penso che con queste qualità sarebbe stato un avvocato eccezionale”. È il ricordo di un amico di Riccardo Minghetti, il 16enne morto nella strage di Crans-Montana.
Zuppi: Giovanni è stella del cielo con luce di Dio
"Oggi Giovanni è come una stella del cielo illuminato dalla luce di Dio. Splenda a lui la luce che non finisce, riposa in pace, caro Giovanni". Così l'Arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, cardinale Matteo Zuppi, nel suo messaggio per i funerali di Giovanni Tamburi, il 16enne bolognese morto nell'incendio di
Capodanno a Crans Montana. "Carissimi fratelli e sorelle - dice la missiva di Zuppi - purtroppo non posso essere fisicamente presente questa mattina a dare l'ultimo saluto a Giovanni. Lo sono con amore addolorato e con intima comunione. Dare l'ultimo saluto - aggiunge il cardinale -: sembra incredibile pensando alla bellezza della vita e alla bellezza della vita che Giovanni aveva e donava ed è così perché siamo fatti per vivere".
Monsignor Manto: "Tragedia che lascia senza parole"
"Di fronte a una tragedia come questa non ci sono parole e quando la vita ci mette davanti a queste situazioni ne vediamo tutta l'assurdità e l'imprevedibilità". Così monsignor Andrea Manto, vicario Episcopale per la Pastorale, nel corso dell'omelia ai funerali di Riccardo Minghetti, il giovane romano di 16 anni morto nella tragedia di Crans-Montana, che si sono svolti questa mattina nella basilica dei Santi Pietro e Paolo, a Roma. "Noi siamo qui, in una chiesa che anche Riccardo ha frequentato. Se siamo qui solo per esprimere a papà Massimo, a mamma Carla e alla sorella Matilde cordoglio e dolore, è già una cosa giusta. Ma poi - ha aggiunto - andando via c'è un vuoto incolmabile, una presenza che non torna. Vince l'amore, il bene. Questa é la certezza della fede. La fede cui noi affidiamo la sua vita". Il sacerdote ha poi ricordato che "Riccardo amava lo sport, gli amici, la famiglia, era un ragazzo pieno di vita". E ha continuato: "non ci sono altre parole, c'è la promessa che la morte é solo addormentarsi per risvegliarsi poi nell'eternità. Impariamo da questa tragedia che la vita va vissuta ogni giorno con pienezza, con responsabilità. Questo significa prudenza ma ancor più a dare pienezza a ogni giorno che passa, senza buttare via la vita".
De Pascale: "Tragedia Crans monito nazionale e internazionale"
"L'evento come quello che ha coinvolto Giovanni e gli altri ragazzi a Crans credo che sia un monito a livello nazionale e internazionale in termini della sicurezza. I ragazzi hanno tutto il diritto di divertirsi, qualcuno ha provato anche a colpevolizzarli. Siamo noi adulti che ci dobbiamo occupare della loro sicurezza, chi gestisce i locali, chi fa i controlli e, quindi, ripeto, oggi è il giorno del dolore e anche, diciamo, i giusti sentimenti di giustizia partono un secondo dopo il rispetto del dolore delle famiglie, ma credo che chiaramente una tragedia come questa non può che stimolare tutti a prestare ancora più attenzione alla sicurezza di tutti, in tutti gli ambiti, anche in quelli che sono dedicati spesso allo svago e al divertimento e che possono diventare delle tragedie come accaduto in questo caso ", lo ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, fuori dalla Cattedrale di San Pietro a Bologna, dove si tengono i funerali di Giovanni Tamburi, 16enne bolognese tra le vittime nell'incendio a Crans-Montana.
Crans-Montana, penalista contesta la scelta di lasciare liberi i proprietari del bar
Le prime decisioni procedurali della Procura vallesana sollevano dubbi e critiche tra avvocati ed esperti di diritto. Tra questi Alain Macaluso, direttore del Centro di diritto penale dell'Università di Losanna, intervistato da Rsi, che contesta innanzitutto la scelta di aver lasciato in libertà i due gerenti del bar Le Constellation. Secondo il penalista, sarebbe stato possibile disporre un arresto provvisorio di 24-48 ore per mettere in sicurezza gli elementi di prova e prevenire eventuali occultamenti. "In casi simili andrebbero subito perquisite abitazioni e locali degli interessati, così come gli uffici del Comune", afferma. La Procura si è però difesa sostenendo che non vi fosse pericolo di fuga, di reiterazione del reato né di occultamento delle prove. Critiche anche sulla struttura dell'inchiesta, affidata a un pool di quattro procuratrici ma guidata dalla procuratrice aggiunta Catherine Seppey, mentre Pilloud curerà la comunicazione. Macaluso contesta infine le ipotesi di reato: a suo avviso si dovrebbe valutare il dolo eventuale, e non solo i reati colposi, perché nuovi elementi indicherebbero che i responsabili erano consapevoli dei rischi e hanno scelto comunque di correrli
Compagna classe Riccardo: "Non riusciamo a immaginare futuro senza te"
Tempo prima ridevamo insieme e oggi invece ci ritroviamo qui a ricordare la splendida persona che eri, un ragazzo solare, dolce, sensibile, pieno di vita e sempre con la battuta pronta. Sapevi come aiutare gli altri, strappando sempre un sorriso. Non riusciamo nemmeno a immaginare un futuro senza di te, senza il tuo sorriso, senza le tue battute, senza vederti a scuola. Per questo anche se ora non ci sei più fisicamente, avrai sempre un posto nel nostro cuore”. Così, dal pulpito della basilica dei santi Pietro e Paolo, una compagna di classe di Riccardo Minghetti, il 16enne romano morto nella strage di Crans-Montana
Crans-Montana, tutte le Chiese nazionali alla giornata di lutto a Martigny
Rappresentanti di tutte le Chiese nazionali parteciperanno venerdì alla giornata di lutto a Martigny in omaggio alle vittime del rogo di Capodanno a Crans-Montana. Alle 14 suoneranno le campane in tutto il paese e i luoghi di culto saranno aperti per offrire uno spazio di raccoglimento. Tutte e tre le Chiese cristiane riconosciute in Svizzera saranno rappresentate a Martigny, ha indicato oggi a Keystone-Ats la Conferenza dei vescovi svizzeri. Saranno presenti il suo presidente - nonché vescovo di Losanna, Ginevra e Friburgo - Charles Morerod, la presidente della Chiesa evangelica riformata Rita Famos, e il vescovo della Chiesa cattolica cristiana Frank Bangerter. Alla cerimonia assisteranno anche Ralph Friedländer, presidente della Federazione svizzera delle comunità israelite, e Önder Güneş, presidente della Federazione delle organizzazioni islamiche svizzere. Venerdì anche le Chiese libere apriranno i propri luoghi di preghiera al pubblico
Madre Tamburi, mi commuove vedere quanto era amato
"Mi commuove e mi fa vedere quanto era amato mio figlio, credo che ne sia molto felice anche lui, perché so che ci guarda". Così Carla Masiello, la madre di Giovanni Tamburi, il 16enne bolognese morto nella strage di Crans-Montana, alla celebrazione dei funerali del figlio, nella Cattedrale di San Pietro a Bologna, commentandola grande quantità di persone presenti. "Sarebbe impossibile trovare una foto di lui senza sorriso, perché sorrideva sempre - dice - Ho perso un pezzo di vita, ma devo andare avanti per gli altri figli, ma penso che il Signore ha compiuto un miracolo perché non era sfigurato, è rimasto un angelo". "Io ora - aggiunge - penso a piangerlo, poi confido che giustizia sia fatta. Fa paura che possano succedere cose simili soprattutto in un Paese come la Svizzera, così rigido sulle regole". "La premier Giorgia Meloni - ribadisce - è stata meravigliosa: mi ha chiamato, si sentiva la sua partecipazione, mi ha promesso che avrebbe trovato mio figlio. Ringrazio anche il cardinale Zuppi e l'onorevole Borgonzoni, come il Monsignor Ottani che si è sempre tenuto in contatto con me da Gersulamme, celebrando le messe per Giovanni. E anche Don
Stefano Greco che era padre spirituale di Giovanni e lo ha visto
crescere"
Crans-Montana, la mamma di Riccardo: "L'ultimo saluto è stato un bacio"
"Ricordo quando mi ha salutato l'ultimo giorno in coda ai piedi della seggiovia. Mi ha chiamato 'mamma, mamma' e si è fatto dare un bacio". A raccontarlo è Carla, la mamma di Riccardo Minghetti, al termine del funerale nella basilica di Santi Pietro e Paolo, a Roma, dove nel corso della celebrazione, in conclusione, dal pulpito, ha ricordato che "negli ultimi giorni a Crans era felice, stava diventando un bell'uomo, in tutti i sensi". "Riccardo aveva un cuore grande, tenero e gentile, dietro la sua ironia e l'irrequietezza nascondeva una profonda sensibilità - ha aggiunto in chiesa - Ci ha fatto faticare, ma era buono".
Crans-Montana, l'operato della Procura vallesana sotto accusa
Dopo i giorni del cordoglio e del lutto collettivo, l'attenzione si sposta ora sull'inchiesta che dovrà chiarire responsabilità e omissioni nel rogo di Crans-Montana, costato la vita a 40 persone, in gran parte minorenni. Secondo quanto scrive la testata svizzera Rsi l'operato della Procura vallesana è sotto la lente d'ingrandimento, e le critiche non tardano ad arrivare. In primo piano, le decisioni procedurali della procuratrice generale Beatrice Pilloud e del suo team, messe in discussione da esperti giuristi. Tra i punti più contestati, la mancata detenzione dei gestori del bar "Le Constellation" e le ipotesi di reato formulate. L'inchiesta della procura vallesana è in corso e dovrà chiarire anche le responsabilità del comune vallesano. Un'inchiesta che si annuncia lunga e complicata, per una procura che proprio qualche settimana fa era stata definita "sottodotata" dal consigliere di Stato Stéphane Ganzer, responsabile del Dipartimento della sicurezza nel canton Vallese.
Folla a Roma ai funerali di Riccardo Minghetti
Compagni classe Riccardo: "Hai lasciato ferita che non si può rimarginare"
"Te ne sei andato troppo presto. Hai lasciato una ferita che non si può rimarginare. Non riusciamo a immaginare un futuro senza le tue battute fuori tempo e il tuo sorriso. Avrai sempre un posto nel nostro cuore. Ci mancherai in ogni piccola cosa. Il vuoto lo riempiremo con tutto quello che ci hai lasciato". Così, dal pulpito della basilica dei santi Pietro e Paolo, dove si sono celebrati i funerali di Riccardo Minghetti, i compagni della IV E del liceo Cannizzaro, nel quartiere romano dell’Eur.
Il padre di Tamburi: "Quando hai perso la vita, l'ho persa con te"
"Il primo gennaio hai perso la vita e io l'ho persa con te, a differenza tua io vivrò con un vuoto incolmabile ma tu no". Sono parole rotte dal pianto quelle che Giuseppe Tamburi, padre di Giovanni Tamburi, vittima 16enne della strage di Crans-Montana, dedica a suo figlio durante la celebrazione del suo funerale, nella Cattedrale di San Pietro a Bologna. "Era bello, meraviglioso fuori e anche dentro - ha detto ancora Tamburi ricordando il ragazzo - con la sua maturità faceva sì che quando suo fratello e le sue sorelle avevano bisogno, lui c'era. Era il centro della vita anche delle nonne, e anche a loro dava i consigli". "I tuoi valori e principi, alla tua giovane età, - ha aggiunto - ti rendevano unico, andavi bene a scuola amavi la vita, lo sport, giocavi a golf e avevi appena vinto una gara. Giocavi a pallone e andavi in palestra. Amavi il cinema e le moto e amavi anche le ragazze". Ma soprattutto, prosegue addolorato il padre dall'altare della chiesa, "amavi la musica, il piano e la chitarra, Battisti, De Gregori, il rock degli anni passati, ma volevi anche fare il Dj. Eri molto empatico, per chiunque ti abbia conosciuto". Ora, ha concluso, "non potrai più andare a trovare quella ragazza, non potrai provare la moto nuova, non potrai percorrere la strada che avevi davanti, grazie dei 16 anni che ci hai regalato. Ti amerò per sempre". Alla fine del suo ricordo, si è levato uno scroscio di applausi dai presenti in segno di vicinanza e solidarietà.
I compagni di scuola di Tamburi: "Portavi luce in ogni persona"
"Ciao Gio. Continuiamo a chiederci perché dobbiamo salutarci così presto. Perché non abbiamo potuto abbracciarti un po' più forte l'ultima volta e perché il tuo sorriso ora lo vedremo solo nelle foto e nei video che ci sono rimasti. Ci manchi più di quanto riusciamo o riusciremo mai a spiegare a parole. Da quando te ne sei andato, hai lasciato uno spazio che difficilmente si riempirà". Così, Beatrice, una studentessa del liceo 'Righi' di Bologna a nome anche degli altri compagni ricorda Giovanni Tamburi il 16enne bolognese morto nel rogo della notte di Capodanno a Crans Montana. Parlando dall'altare in avvio dei funerali del giovane, la ragazza, rivolgendosi a Tamburi ricorda che "ogni volta che qualcuno ti guardava, vedeva sicuramente quei tuoi occhi di ghiaccio stupendi, sempre splendenti che mettevano un'aria pura e probabilmente si incantava nello sguardo sereno e profondo che avevi. Nonostante tutto, nessuno riusciva a toglierti il tuo magnifico sorriso stampato sulle tue labbra. Ogni volta che passavi portavi luce in ogni persona che incontravi e niente cambierà il ricordo del tuo sorriso". Quindi, prosegue Beatrice, "non siamo qui per dirti addio, siamo qui perché tu continui a vivere in tutto quello che ci hai lasciato e ognuno di noi vive nella speranza che un giorno ci possiamo rivedere. Sei, sei stato e sarai sempre una persona meravigliosa, insostituibile. Ti vorremmo sempre tanto bene e so che tutti te lo avremmo voluto dire di più. Solo ora abbiamo capito che bisogna imparare ad apprezzare ciò che abbiamo - conclude la studentessa bolognese - prima che il tempo ci costringa ad apprezzare ciò che ora non abbiamo più. Ciao Gio, avrai sempre un posto dentro di noi".
Valditara: "Vicino ai genitori e ai compagni dei ragazzi morti a Crans-Montana"
Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha voluto essere presente oggi al minuto di silenzio al liceo artistico San Carlo di Milano, che frequentava Achille Barosi, uno dei ragazzi morti nel rogo di Capodanno a Crans-Montana. Un momento in un'atmosfera "di grande commozione" per tutti, a partire dai ragazzi, ha poi spiegato Valditara. "Oggi è il momento del cordoglio, della vicinanza ai genitori, ai compagni dei giovani che sono morti. Un pensiero fra l'altro anche alle ragazze e ai ragazzi feriti e alle loro famiglie e ho voluto testimoniare - ha aggiunto - la mia forte vicinanza anche a questi ragazzi che hanno perso un loro compagno, qualcosa di drammatico". "Ci tenevo a essere qui per celebrare il minuto di silenzio che in tutta Italia e in tutte le scuole d'Italia oggi sarà rispettato" ha concluso Valditara che questo pomeriggio parteciperà ai funerali dell'altra vittima milanese, la 16enne Chiara Costanzo.
Svizzera: minuto di silenzio in Scuole centrali antincendi
Oggi in tutte le scuole d'Italia si è tenuto unminuto di silenzio in ricordo dei ragazzi morti nell'incendio di Crans Montana (Svizzera). Come in ogni struttura di formazione, anche presso le Scuole centrali antincendi i giovani allievi dei vigili del fuoco hanno partecipato al cordoglio con un minuto di silenzio in memoria delle vittime del tragico evento.
Amica di Minghetti: "Non deve accadere mai più"
"Non do la colpa a una sola persona. La responsabilità è di più fattori". Lo dice Francesca, compagna di scuola di Riccardo Minghetti al liceo Cannizzaro, arrivando al funerale del 16enne morto nella strage di Crans-Montana alla Basilica dei Santi Pietro e Paolo all'Eur. La ragazza invita a non archiviare quanto accaduto come un episodio isolato: "Spero soltanto che questo evento serva a insegnare qualcosa. E' importante far capire che queste cose non vanno rifatte e che bisogna stare attenti in qualsiasi circostanza, che sia un locale piccolo, una casa, qualunque situazione". Francesca sottolinea i rischi legati a comportamenti superficiali: "Un cameriere sopra l'altro con delle scintille è comunque pericoloso. Questo episodio non deve mai accadere, mai piu'". Alla domanda se scene simili siano diffuse anche nei locali di Roma, risponde con cautela: "Per quanto ho visto io, che sono comunque una ragazza nell'adolescenza, non l'ho mai visto".
Crans-Montana, il legale della famiglia Galeppini: "Come è morto Emanuele?"
I genitori di Emanuele Galeppini, il giovanissimo campione di golf morto nella strage di Crans-Montana, vogliono capire "come è morto Emanuele". Lo rendono noto La Repubblica e il Secolo XIX citando le parole del legale della famiglia Galeppini, Alessandro Vaccaro. Perché "il suo corpo non mostrava alcun segno di ustione, era perfettamente integro. Non sono bruciati neppure il telefono cellulare e il portafoglio", che Emanuele aveva con sé e "perché "non sappiamo" se il corpo è stato trovato "dentro il locale, se era fuori, se è morto per il gas". "Abbiamo chiesto alla autorità svizzere spiegazioni e di disporre l'autopsia - ha detto l'avvocato -, ma non ci hanno neanche risposto". Secondo il Secolo XIX, c'è anche la possibilità che venga presentato un esposto alla Procura di Roma, competente su reati commessi da o contro cittadini italiani all'estero. Gli stessi magistrati romani, nei giorni scorsi, avevano ventilato l'ipotesi dell'apertura di un fascicolo una volta terminate le procedure di identificazione di tutte le vittime.
Iniziati a Bologna i funerali di Giovanni Tamburi
Una folla di giovanissimi si è raccolta intorno alla cattedrale metropolitana di San Pietro, nel cuore di Bologna, per il funerale di Giovanni Tamburi, il 16enne che ha perso la vita nel locale svizzero Le Constellation, a Crans-Montana, la notte di Capodanno. I compagni, numerosi quelli arrivati direttamente dal liceo Righi che frequentava Tamburi, insieme ai familiari si sono stretti in abbracci addolorati, mentre a pochi metri di distanza, di fronte al Comune, la bandiera sarà esposta, listata a lutto come sul resto degli edifici pubblici per l'intera giornata. Tra le prime file, a pochi minuti dall'inizio della funzione in chiesa, presenti la ministra dell'Università Anna Maria Bernini, la sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, il presidente dell'Emilia-Romagna Michele de Pascale e il sindaco di Bologna Matteo Lepore.
Crans-Montana, arrivato in chiesa a Roma il feretro di Riccardo Minghetti
È arrivato nella basilica dei santi Pietro e Paolo, a Roma, il feretro di Riccardo Minghetti, il ragazzo di 16 anni vittima della tragedia di Crans-Montana. Sulla bara chiara sono stati appoggiati tre gigli bianchi. Numerosi i ragazzi che hanno atteso in silenzio sulla scalinata della chiesa. Altri sono già entrati, compagni di classe, di scuola, colleghi dei genitori. All'ingresso della basilica gremita, dove alle 11 comincerà il funerale, sono state posate due corone di fiori bianchi, rose e gerbere, una da parte dell'ordine degli ingegneri della provincia di Roma, l'altra dalla II F. "Ciao Riccardo", si legge.
Il minuto di silenzio per le vittime di Crans-Montana in un liceo di Genova
Il vicepreside del liceo Virgilio: "Dopo Crans per noi pressione mediatica insostenibile"
"E' un rientro a cui non siamo abituati". Parla così Mario Secone, vicepreside del liceo Virgilio di Milano che oggi dopo la pausa natalizia ha riaperto come le altre scuole le porte agli studenti, anche quelli della terza D dell'istituto dove 4 banchi rimarranno per ora vuoti perché i due ragazzi e le due ragazze che li occupavano sono ricoverati all'ospedale Niguarda per le ustioni riportate nell'incendio di Capodanno a Crans-Montana. "Non siamo attrezzati a gestire le catastrofi e le tragedie - afferma Secone, intervistato da Rtl 102.5 -. Capita di frequente che gestiamo magari situazioni di studenti che hanno condizioni di salute un po' difficili, un po' precarie, ma una condizione del genere ovviamente è al di sopra di ogni nostra esperienza passata e spero anche futura. Sono tre o quattro giorni ormai che siamo sotto una pressione mediatica, sinceramente, per noi non sostenibile. Insomma non ce la facciamo e quindi abbiamo bisogno di rivedere i nostri studenti, di rivederli in faccia, di parlare con loro, di ascoltarli perché in fondo tutta questa ondata di emotività sicuramente li toccherà in un modo a volte silenzioso però che scava dentro in profondità". "La fortuna nostra - prosegue il vicepreside del liceo Virgilio - è che abbiamo delle istituzioni che ci stanno appoggiando come l'Ordine degli Psicologi, la Psicologia d'Emergenza che verrà a incontrare gli studenti, quelli della classe coinvolta quindi saranno loro ad accoglierli e a fare del lavoro con loro in almeno un paio di ore di attività. Sono specialisti quindi ci fidiamo ciecamente di ciò che potranno fare di buono per questi ragazzi. Poi incontreranno anche i docenti e i genitori della classe in momenti successivi e quindi questo supporto ci aiuta molto e il resto saremo noi docenti con i nostri studenti delle classi". I 4 studenti della terza D rimasti feriti, dice ancora Secone, "sono attualmente in una condizione assurda, vivi, ancora in pericolo ma vivi e quindi noi non li dimentichiamo e facciamo in modo soprattutto che questa nostra normalità non debba comportare il tradimento della loro memoria, della loro presenza, della loro necessità di tornare insieme a noi. Quando chiuderemo i cancelli - conclude - non ce ne sarà più per la stampa, per le televisioni perché abbiamo bisogno di ritrovarci tra di noi e di rifare comunità".
Svizzera: Tajani condanna aggressione a troupe Rai: "Non si permetta intimidazione"
"Due troupe della Rai sono state aggredite e minacciate ieri a Crans Montana. I giornalisti stavano lavorando per testimoniare al pubblico italiano i seguiti della sciagura che ha colpito mortalmente 6 nostri giovani e ha provocato molti feriti, anche particolarmente gravi. Ho chiesto alla nostra ambasciata in Svizzera di sensibilizzare le autorità sulla necessità di attenzione e sorveglianza". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani ieri in un post su X. "Nel rispetto di ogni sensibilità, i giornalisti dovranno continuare ad operare liberamente. Il contesto di questa sciagura deve portarci a rispettare il dolore di tutti, ma in nessun modo deve permettere atti di violenza o intimidazione contro la stampa", ha aggiunto.
Valditara oggi a Milano per i funerali di Chiara Costanzo
Si svolgono oggi i funerali dei ragazzi italiani morti nel rogo di Crans-Montana, per i quali questa mattina in tutte le scuole italiane verrà osservato un minuto di silenzio. Un modo per "ricordare le giovani vittime ed esprimere vicinanza alle loro famiglie", ha spiegato il Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che alle 10:30 parteciperà al minuto di silenzio presso le Orsoline di San Carlo, la scuola di Milano dove studiava Achille Barosi. I funerali di Barosi sono in programma alle 14:45 nella basilica di Sant'Ambrogio. Alla stessa ora, sempre a Milano ma a Santa Maria delle Grazie, sono previsti i funerali di Chiara Costanzo, a cui parteciperà anche il ministro Valditara. La cerimonia funebre di Giovanni Tamburi si terrà invece alle ore 11 nella cattedrale metropolitana di San Pietro, a Bologna, quella di Riccardo Minghetti nella basilica dei Santi Pietro e Paolo a Roma. Il funerale di Sofia Prosperi, la vittima più giovane dell'incendio di Capodanno, sarà invece celebrato a Lugano dal vescovo Alain de Reamy nella cattedrale di San Lorenzo.
Un fiore in classe per i compagni e i docenti di Chiara all'Istituto Moreschi di Milano
Questa mattina gli studenti dell'Istituto Moreschi di Milano torneranno sui banchi di scuola dopo la pausa natalizia ma sarà un rientro difficile per tutti perché hanno perso la loro compagna e amica Chiara Costanzo, la 16enne morta nella strage di Crans-Montana. Per ricordarla l'istituto e gli studenti hanno promosso per questa mattina un programma di commemorazione. "La scomparsa di Chiara Costanzo ha profondamente colpito l'intera comunità scolastica - si legge sui social dell'istituto -. Come Rappresentanti d'Istituto, condividiamo il programma delle giornate di commemorazione, approvate dalla Dirigenza, invitando tutti a partecipare con rispetto sensibilità e senso di comunità". Questa mattina alle 10 i rappresentanti d'istituto si recheranno nella classe di Chiara "per un momento riservato di raccoglimento, durante il quale verrà consegnato un fiore a ciascun compagno e docente, come gesto simbolico di vicinanza". Alle 11:20 ci sarà invece un minuto di silenzio in tutte le classi, per Chiara e per le altre vittime della tragedia di Crans-Montana. Alle 14 ci sarà l'uscita anticipata per consentire a tutti gli studenti e a tutti i docenti di prendere parte al funerale di Chiara, che si terrà alle 14:45 nella chiesa di Santa Maria delle Grazie. A partire da oggi inoltre, spiegano gli studenti, si potranno posizionare mazzi di fiori sotto la cornice dedicata a Chiara, che verrà collocata all'ingresso dell'Istituto.
Avvocato vittime: "Rischioso lasciare liberi i gestori"
"Per me, è un rischio aver lasciato" i gestori del Costellation, i coniugi Moretti, "in libertà. Immaginate cosa succederebbe per le vittime se queste persone lasciassero la Svizzera e non si potesse avere il processo che è dovuto ai genitori e alle famiglie delle vittime". Così alla Rts Sébastien Fanti, avvocato di diverse vittime della tragedia di Capodanno a Crans-Montana. La procuratrice generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud, ha confermato la propria posizione: "In questa fase, non ci sono indicazioni di un rischio di fuga, di collusione o recidiva. Ma la situazione viene valutata costantemente". Romain Jordan, un altro legale che assiste diverse vittime, si dice "scioccato" che gli avvocati siano esclusi dalle audizioni. Pilloud replica che è "nell'interesse della rapidità del procedimento e per evitare fughe di notizie dato il carattere mediatico del dossier".
Ginevra rafforza i controlli nei locali in tutto il cantone
In seguito al dramma consumatosi la notte di Capodanno a Crans-Montana, il Consiglio di Stato ginevrino ha deciso di rafforzare i controlli nei bar e nei locali pubblici. Il Cantone procederà inoltre a una valutazione approfondita della situazione per quanto riguarda le norme di sicurezza.
Nell'immediato, il governo ginevrino invierà una circolare a tutti gli esercizi soggetti alla legge sulla ristorazione, la vendita di bevande, l'alloggio e l'intrattenimento (loi sur la restauration, le débit de boissons, l’hébergement et le divertissement). 'esecutivo cantonale intende così ricordare agli esercenti dei locali i loro obblighi legali, ha indicato oggi il Consiglio di Stato in un comunicato diffuso al termine della sua seduta settimanale, sottolineando che il Cantone dispone di un quadro normativo "rigoroso e solido".
Proprietari bar: "Devastati e sopraffatti dal dolore"
I proprietari del bar svizzero dove 40 persone sono morte in un incendio la notte di Capodanno hanno dichiarato di essere "devastati e sopraffatti dal dolore", promettendo la loro "piena collaborazione" con gli inquirenti. "Le parole non possono descrivere adeguatamente la tragedia che si è consumata quella notte al Le Constellation", hanno affermato Jacques e Jessica Moretti, due cittadini francesi, nella loro prima dichiarazione pubblica da quando è stata aperta un'inchiesta penale nei loro confronti, lo scorso sabato, in seguito al rogo nella località sciistica svizzera di Crans-Montana, in cui hanno perso la vita sei giovani italiani. "In nessun caso cercheremo di sottrarci a queste questioni", hanno aggiunto.