Chi è Pete Hegseth, il Segretario della Guerra USA

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Decorato veterano della Guardia Nazionale americana, attivista conservatore ed ex volto noto di Fox News, Pete Hegseth unisce esperienze sul campo a un ruolo pubblico da commentatore politico. Tra missioni internazionali, leadership in organizzazioni di veterani e posizioni controverse su diversità e programmi militari, il suo percorso offre uno spaccato complesso della figura chiamata a interagire con le più alte sfide della difesa statunitense

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Dalla vita sul campo di battaglia alla ribalta televisiva, Pete Hegseth rappresenta un percorso atipico nel panorama della difesa e della politica americana. Decorato veterano della Guardia Nazionale del Minnesota, ha partecipato a missioni in Guantánamo, Iraq e Afghanistan, ricevendo due Bronze Star per meriti di servizio. La sua carriera, che unisce esperienza militare, leadership in organizzazioni di veterani e attività di commentatore politico, riflette una combinazione di competenze sul campo e visibilità pubblica, ma è segnata anche da tensioni interne, critiche ideologiche e controversie personali. 

Dalla Guardia Nazionale al ritorno civile

Nato in Minnesota, Hegseth si laurea in scienze politiche a Princeton, dove dirige la rivista conservatrice Princeton Tory. Durante l’università entra nel ROTC (Reserve Officers’ Training Corps), programma che forma ufficiali delle forze armate statunitensi combinando studi universitari e addestramento militare. Nel 2004 viene inviato a Guantánamo Bay, dove supervisiona una compagnia della Guardia Nazionale, e partecipa poi a missioni in Iraq e Afghanistan, ricevendo due Bronze Star per meriti di servizio. Il ritorno alla vita civile avvenuto successivamente è descritto da Hegseth come un periodo difficile: isolamento e ricorso all’alcol per gestire il trauma post-combattimento segnano la sua transizione dalla vita militare a quella civile.

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La leadership nelle organizzazioni di veterani

Dopo il ritorno dagli scenari di guerra, Hegseth si dedica all’attivismo per i veterani. Nel 2007 assume la guida di Vets for Freedom (V.F.F.), un’organizzazione dedicata a sostenere le politiche conservative e la causa dei veterani. La gestione di Hegseth porta l’organizzazione a una rapida crescita, ma emergono tensioni interne: secondo testimonianze e documenti interni, si registrano episodi di abuso di alcol durante eventi ufficiali, comportamenti sessualmente inappropriati verso il personale femminile e criticità nella gestione finanziaria. Successivamente Hegseth diventa CEO di Concerned Veterans for America (C.V.A.). Tra il 2013 e il 2016, rapporti interni descrivono un ambiente lavorativo ostile, con episodi pubblici di ubriachezza durante eventi e tour elettorali, comportamenti inappropriati verso dipendenti e controversie gestionali. Nel novembre 2014, ad esempio, Hegseth e il suo team si recano in un strip club in Louisiana durante una missione organizzativa; secondo un whistle-blower report pubblicato dal New Yorker, Hegseth viene trattenuto dal personale per evitare incidenti sul palco. Sotto pressione dei finanziatori e della direzione, Hegseth lascia C.V.A. nel gennaio 2016 con la motivazione ufficiale di una "transizione naturale" Documenti fiscali e rapporti interni evidenziano difficoltà nella gestione dei fondi, riduzione della retribuzione e ristrutturazione delle attività.

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Attività politica e media

Parallelamente alla gestione delle organizzazioni veterane, Hegseth sviluppa un profilo pubblico come commentatore politico: dal 2014 collabora con Fox News a Fox & Friends, diventando volto noto per l’analisi militare e politica conservatrice. Nel 2012 tenta una candidatura al Senato del Minnesota, senza successo, e fonda un comitato politico destinato a sostenere candidati conservatori. Report indicano che parte dei fondi del PAC viene utilizzata per eventi privati e familiari, con meno della metà destinata direttamente al sostegno di candidati.

Nomina al Pentagono e visioni ideologiche

Pete Hegseth è stato scelto come Segretario alla Difesa - incarico che nel 2026 è stato ufficialmente rinominato Segretario della Guerra nell’ambito della riorganizzazione del Dipartimento - nel corso della seconda presidenza di Donald Trump, assumendo la guida del Dipartimento della Difesa, la più grande agenzia federale americana con un budget superiore agli 800 miliardi di dollari, 1,3 milioni di militari in servizio attivo e altri 1,4 tra riservisti, Guardia nazionale e personale civile. La sua nomina ha rappresentato la scelta di un alleato politico e comunicatore vicino al presidente, pur senza precedenti ruoli di gestione di strutture complesse come il Pentagono. Analisti e membri della Commissione forze armate della Camera avevano evidenziato infatti la mancanza di esperienza gestionale e i limitati rapporti con partner internazionali. Nel tempo, Hegseth ha espresso posizioni ideologiche conservatrici estreme e vicine al Christian reconstructionism, corrente autoritaria del cristianesimo. I suoi tatuaggi - tra cui la Jerusalem Cross, la bandiera americana con 13 stelle parzialmente coperta da un’arma da fuoco e l’iscrizione "Deus Vult" - sono simboli associati al Christian nationalism e all’estrema destra religiosa. Hegseth ha criticato la partecipazione delle donne in ruoli di combattimento, sostenendo che complichi le operazioni militari, e ha indicato la necessità di una linea di comando orientata a meritocrazia e letalità, più che al politicamente corretto e ai programmi di inclusione. Tra le sue priorità vi sono anche la revisione dei programmi di diversità nelle basi militari e il ripristino dei nomi storici di alcune installazioni, comprese quelle dedicate a leader confederati.

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Controversie personali e legali

Nel corso della sua carriera, Hegseth è stato coinvolto in diverse controversie personali e legali. Nel 2017, ha raggiunto un accordo finanziario riservato con una donna che lo aveva accusato di aggressione sessuale in un hotel, dopo che la presunta vittima aveva denunciato di essere stata trattenuta nella stanza e che Hegseth le avesse sottratto il cellulare. Non sono stati presentati capo d’accusa dalla procura, che ha motivato la decisione con la mancanza di prove oltre ogni ragionevole dubbio. Altre accuse riguardano comportamenti aggressivi e consumo eccessivo di alcol in contesti privati e lavorativi. Secondo rapporti ottenuti da The New Yorker e da affermazioni di ex collaboratori, Hegseth è stato più volte visto ubriaco durante eventi organizzati dalle ONG che ha guidato e durante trasferte con il personale dell’organizzazione. Alcuni resoconti indicano episodi in cui il comportamento alcolico ha creato situazioni imbarazzanti o pericolose per colleghi e collaboratori. Hegseth ha sempre negato le accuse e ha dichiarato di aver adottato misure per interrompere l’uso di alcol in contesti professionali. Le controversie, pur essendo state oggetto di inchieste interne e civili, non hanno portato a condanne penali, ma continuano a far parte del dibattito pubblico sulla sua figura politica e sul suo ruolo nella leadership militare.

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