Il capo della Chiesa cattolica caldea irachena ha presentato le dimissioni a Papa Leone XIV. Sulla scelta potrebbe pesare anche lo scandalo che ha travolto un altro esponente dei Caldei, nella diocesi di San Diego negli Usa
Il Patriarca di Baghdad, il cardinale Louis Raphael Sako, a capo della chiesa cattolia caldea irachena ha presentato le dimissioni a Papa Leone XIV. Era stato lui ad accogliere Papa Francesco nella sua storica visita in Iraq nel marzo del 2021. Sako, 77 anni, ha guidato la Chiesa in Iraq nei difficili anni della persecuzione dei cristiani da parte dell'Isis. A spiegare la ragione delle dimissioni è lui stesso in una lettera: "Due anni fa, quando ho compiuto 75 anni, ho iniziato a pensare di presentare le mie dimissioni, e ne avevo già parlato con il defunto Papa Francesco, ma lui mi ha incoraggiato a rimanere. Ieri mattina, 9 marzo 2026, ho deciso, in piena libertà, di presentarle a Sua Santità Papa Leone XIV, per potermi dedicare in silenzio alla preghiera, alla scrittura e al semplice servizio". È possibile però che, sulla scelta, abbia pesato anche lo scandalo che ha coinvolto un suo vescovo negli Stati Uniti.
Lo scandalo del vescono dei Caldei di San Diego (Usa)
Il vescovo caldeo dell'eparchia di Saint Peter the Apostle di San Diego dei Caldei negli Stati Uniti, mons. Emanuel Hana Shaleta, ha lasciato il suo posto in seguito a pesanti accuse a suo carico. Appropriazione indebita, riciclaggio, riscossione impropria di affitti sono i reati finanziari di cui è accusato il prelato, a cui si aggiungerebbe un comportamento personale poco consono. Sempre secondo notizie diffuse dagli investigatori, il vescovo avrebbe avuto un conto cointestato con una donna, con la quale avrebbe una relazione. Si parla anche - sempre nelle carte giudiziarie - della frequentazione di una casa per appuntamenti a Tijuana in Messico.
La lettera di Sako
Nella lettera pubblicata sul sito del Patriarcato caldeo, Sako, quasi a smarcarsi dal suo confraello, tiene infatti a precisare di non possedere nulla, né una casa né un auto. Rende noto anche quanto ha sul conto personale tra dinari iracheni, dollari Usa ed euro, "frutto del servizio di 52 anni di sacerdozio e un'altra somma che è la mia parte della vendita della casa di famiglia a Mosul".