Esplosione a Crans-Montana, dalla dinamica dell'incendio alle vittime: cosa sappiamo

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Soccorso alpino/Ansa

La causa della strage, secondo le autorità cantonali, sarebbe un "flashover", un fenomeno molto pericoloso che vede il fuoco propagarsi all'improvviso e con violenza in ambienti chiusi, provocando una o più esplosioni. Il bilancio parziale vede almeno 47 morti e 112 feriti. Sei i dispersi italiani, altri 13 ricoverati

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Almeno 47 sono morte e 112 persone sono rimaste ferite a causa di un'esplosione, derivata da un incendio, al bar Le Constellation nella località sciistica alpina di Crans-Montana, in Svizzera (AGGIORNAMENTI LIVE). La deflagrazione è avvenuta intorno all'1:30 all'interno del locale, solitamente molto frequentato dai turisti, mentre erano in corso i festeggiamenti per l'arrivo del nuovo anno. Il bar può accogliere fino a 300 persone.

Cosa è successo

Secondo quanto riferito dall'ambasciatore d'Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, la causa potrebbe essere un petardo o un fuoco d'artificio che è esploso all'interno del locale e ha incendiato il soffitto e, in tempo brevissimo, tutto il locale. Tuttavia, due giovani francesi hanno raccontato alla tv all-news Bfm che le fiamme sarebbero partite da candeline accese su bottiglie di champagne: "Una delle candeline è stata avvicinata troppo al soffitto, che ha preso fuoco. Nel giro di poche decine di secondi tutto il soffitto era in fiamme. Era tutto in legno", hanno raccontato le due ragazze. La festa si stava svolgendo nel seminterrato del locale, con le fiamme che si sono propagate rapidamente al piano superiore. "La porta d'uscita era piuttosto piccola considerando il numero di persone presenti. Qualcuno ha rotto una finestra per far uscire la gente", ha spiegato una delle due ragazze. Le giovani hanno confermato che i vigili del fuoco e la polizia sono arrivati nel "giro di pochi minuti".

Le cause della strage

Come riferito dalle autorità cantonali, la strage di Crans-Montana è stata causata da un "flashover": si tratta di un "fenomeno pericolosissimo che vede il fuoco propagarsi all'improvviso e con violenza in ambienti chiusi provocando una o più esplosioni". Con il termine flashover si intende il passaggio repentino da un incendio localizzato a un incendio generalizzato. Un fuoco può, ad esempio, iniziare da un apparecchio in una stanza e se il calore si accumula sotto al soffitto, i gas di combustione si diffondono nello spazio e la temperatura sale molto rapidamente a diverse centinaia di gradi. Questo effetto può provocare l'accensione simultanea e improvvisa di altri materiali combustibili, con una propagazione fulminea delle fiamme. A quel punto, spiegano i media svizzeri, "la sopravvivenza è praticamente impossibile. La situazione diventa un pericolo mortale anche per i vigili del fuoco". Le autorità locali escludono in modo perentorio l'ipotesi di un attentato.

Un fermo immagine tratto da un video della polizia cantonale del Vallesse mostra i soccorsi dopo l'incidente a Crans Montana, 1 gennaio 2026. 
ANSA/ UFFICIO POLIZIA CANTONALE DEL VALLESE 
+++ UFFICIO STAMPA +++ FOTO NON IN VENDITA - DA USARE SOLO PER FINI GIORNALISTICI +++ NPK +++

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Le vittime e i dispersi

In base alle informazioni fornite dalla Polizia cantonale vallesana, ci sono 47 morti e 100 feriti. Il bilancio è parziale. Le autorità svizzere hanno affermato che alcune delle vittime a provengono da Paesi stranieri. Non è stato fornito alcun dettaglio sulle nazionalità. Come affermato dall'ambasciatore in Svizzera Gian Lorenzo Cornado al Tg1, sei italiani sono dispersi e 13 sono ricoverati in vari nosocomi svizzeri e a Milano al Niguarda". A quanto appreso, un gruppo di tre 16enni di Milano è rimasto coinvolto nell'incendio: una ragazza è in coma, l'amico è al Niguarda con gravi ustioni alla mano e alla testa. Il terzo ragazzo è stato invece respinto all'ingresso del locale, e ha visto l'esplosione da fuori. Tra i dispersi italiani c'è il 16enne Giovanni Tamburi, giunto in Svizzera insieme al padre e presente al bar di Crans-Montana con alcuni amici.

La testimonianza: "Una carneficina"

"Alcuni conoscenti mi hanno parlato di ragazzi usciti dal locale insanguinati, alcuni senza vestiti. Una vera carneficina", ha detto Michela Ris, vicesindaca di Ascona e deputata in Gran Consiglio, ai media svizzeri. "È tutto nero. Ci sono amici che non rispondono ai messaggi. Magari stanno soltanto dormendo, ma non sappiamo se, dopo essere stati a casa nostra, siano rientrati direttamente a casa loro o si siano concessi un ultimo drink, magari proprio nel locale dove è successa la tragedia", ha proseguito. "Siamo molto preoccupati e stiamo cercando di sentirci tutti, uno a uno, per essere sicuri che stiano bene. Siamo sconvolti", racconta la deputata al Corriere del Ticino spiegando che nella nota località turistica l'atmosfera è surreale: "La strada è chiusa al traffico, ci sono polizia e forze dell'ordine ovunque. A piedi si può ancora passare, ma l'atmosfera è pesantissima".

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Chi contattare per eventuali segnalazioni

Per eventuali segnalazioni, spiega la Farnesina, "contattare il Consolato generale d'Italia a Ginevra al numero 0041793253978 o l'Unità di Crisi al +39 0636225 o via mail a unita.crisi@esteri.it".

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