Molti parallelismi tra le due storie, una delle quali è raccontata in una miniserie di Netflix uscita a inizio 2023. “La notte che non passerà”, tornato tra i titoli più visti negli ultimi giorni, ripercorre la notte tra il 26 e il 27 gennaio 2013, quando un terribile incendio nella discoteca Kiss di Santa Maria provocò la morte di 245 persone
“La notte che non passerà” è una miniserie uscita su Netflix a inizio 2023. Negli ultimi giorni è tornata tra i titoli più visti della piattaforma e il motivo è semplice: la sua storia ricorda sotto molti punti di vista quella di Crans-Montana, la tragedia della notte di Capodanno tristemente finita al centro della cronaca. La serie tv ripercorre un’altra tragica storia vera: era la notte tra il 26 e il 27 gennaio 2013 quando un terribile incendio nella discoteca Kiss, a Santa Maria in Brasile, causò 245 morti e 630 feriti. Tra le due vicende ci sono tanti parallelismi che hanno riportato la produzione Netflix all’attenzione degli spettatori.
La tragedia in Brasile
La miniserie ripercorre, raccontandola da più punti di vista nel corso delle 5 puntate, il dramma del rogo avvenuto la notte tra il 26 e il 27 gennaio 2013 in una grande discoteca di Santa Maria, in Brasile, nello stato del Rio Grande do Sul. Quella notte nel famoso locale c’era una festa per giovani universitari, con tanto di band che suonava dal vivo. Ad un certo punto dal palco sono partiti alcuni fuochi d’artificio che hanno dato fuoco al soffitto facendo divampare un incendio che rapidamente inghiottì tutto l’edificio. In quel momento nella discoteca erano presenti circa 2000 persone che, prese dal panico, iniziarono ad affollarsi verso l’unica uscita di sicurezza collocata vicino ai bagni. La calca, le fiamme e il caldo asfissiante, però, furono fatali per 245 persone e provocarono il ferimento di oltre 600. Quattro persone, i due gestori della discoteca e due membri della band, sono stati accusati di omicidio colposo.
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I parallelismi
Rivedendo la serie tv o anche solo rileggendone la trama, i parallelismi con la tragedia della notte di Capodanno a Crans-Montana sono evidenti. Nonostante il numero delle persone coinvolte nella strage svizzera siano inferiori, la dinamica dei fatti è estremamente simile. In entrambi i casi le vittime sono state per lo più giovani che si trovavano in un locale per divertirsi: in Brasile le vittime erano di età universitaria mentre in Svizzera principalmente liceali. Ad appiccare le fiamme, in entrambi i casi, sono stati giochi pirotecnici: fuochi d’artificio lanciati dalla band in sudamerica, fontane luminose attaccate a colli di bottiglia e trasportate dai camerieri del locale a Crans-Montana. E ancora, tutti e due i locali avevano evidenti problemi di sicurezza se si considera che l’unica uscita non era adatta a permettere la figura di una così grande quantità di persone presenti nel locale. Le vittime non sono state provocate solo dal fuoco, ma anche dalla ressa di centinaia di persone in fuga e dall’aria asfissiante respirata nella speranza di scappare dalle fiamme.