Crans-Montana, perché i proprietari del Le Constellation sono a piede libero?

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La procuratrice generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud, ha spiegato che non ci sono i termini per arrestare Jacques e Jessica Moretti perché non vi è alcun sospetto che gli indagati intendano eludere il procedimento penale o la pena prevista tramite la fuga" e "gli altri criteri, ovvero il rischio di recidiva o collusione, non vengono presi in considerazione"

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Non ci sono i termini per arrestare Jacques e Jessica Moretti, i gestori del Le Constellation, il locale di Crans-Montana dove nell'incendio di Capodanno 40 persone sono morte - fra cui sei ragazzi italiani - e altre 120 sono rimaste ferite (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI). Lo ha spiegato la procuratrice generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud, facendo il punto sulle indagini che conduce insieme alla polizia cantonale. Al momento, ha detto, "non vi è alcun sospetto che gli indagati intendano eludere il procedimento penale o la pena prevista tramite la fuga" e "gli altri criteri, ovvero il rischio di recidiva o collusione, non vengono presi in considerazione". "In Italia sarebbero stati arrestati sicuramente, troppo grave il reato commesso", ha commentato l'ambasciatore d'Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado. Ma la sua non vuole essere un'accusa di lacune da parte della magistratura svizzera, dato che "sono procedure diverse": dalla giustizia elvetica l'Italia si aspetta "verità e giustizia".

I gestori volevano ampliare Le Constellation

Nel frattempo la Radiotelevisione svizzera Romanda RTS ha riferito che i gestori del Le Constellation avevano inoltrato alla fine del 2025 una richiesta di permesso per ingrandire la veranda coperta, che avrebbe inoltre previsto la soppressione di una porta. Un mese prima della tragedia - si legge sul sito della RTS - il gestore del bar ha presentato una domanda di autorizzazione edilizia per il locale "per ampliare la veranda coperta al fine di accogliere ancora più clienti. Voleva anche rimuovere un'uscita laterale della veranda", secondo le informazioni della trasmissione della RTS Mise au Point. La domanda d'autorizzazone porta la data del 19 dicembre 2025. "I lavori di ampliamento dovevano iniziare solo nel 2026. Tali modifiche, se introdotte, avrebbero potuto rendere ancora più grave le conseguenze del rogo", si legge. Nell'ambito della richiesta - aggiunge la RTS - sono "visibili vecchi piani dell'edificio. Si vede in particolare la porta interna del bar. Misura 1,5 metri, con un'apertura non conforme. La porta deve aprirsi nella direzione di fuga, cosa che non figura sul piano. Anche la porta della veranda si apre nella direzione sbagliata, verso l'interno".

La ristrutturazione del 2015

La RTS sottolinea inoltre una domanda che resta ad oggi senza risposta: "I lavori di ristrutturazione eseguiti nel 2015 dal gestore del bar Constellation sono stati autorizzati?" È stato infatti durante questi lavori di ristrutturazione che la schiuma isolante è stata installata, si spiega. La RTS precisa che nell'edizione di domenica la NZZ, il quotidiano zurighese Neue Zürcher Zeitung, ha rivelato che non risulta alcuna richiesta di autorizzazione per i lavori all'interno nelle gazzette ufficiali consultate. Vi è tuttavia, una richiesta per la facciata del locale. La domanda non è stata presentata dalla coppia francese che gestiva il ristorante, ma da J.B., cittadino svizzero. Questo residente di Crans-Montana era il proprietario dell'edificio, scrive la RTS. La richiesta - precisa l'emittente - mirava a "installare una struttura scorrevole in vetro e una tenda retrattile sulla terrazza sul tetto". Secondo la RTS, la domanda di costruzione del 2015 è stata presentata tre mesi dopo l'arrivo di un piccolo escavatore e foto pubblicate su internet tra giugno e ottobre 2015 mostrano i lavori, principalmente all'interno del bar. La terrazza è stata modificata, la scala del seminterrato è stata ristretta ed è stata installata schiuma fonoassorbente, aggiunge la RTS. I lavori sono stati completati nel dicembre 2015. "Un documento in possesso della RTS mostra che il gestore ha presentato una domanda per il permesso di esercizio nel luglio 2015. Il bar è stato aperto nel dicembre dello stesso anno". 

I precedenti di Jacques Moretti

Nei giorni scorsi Le Parisien ha pubblicato alcune indiscrezioni su Jacques Moretti, scrivendo che in passato avrebbe avuto problemi con la giustizia francese. Una ventina di anni fa l'uomo sarebbe finito in carcere in Savoia per truffa, rapimento e sfruttamento della prostituzione. Una fonte di polizia sentita da Le Parisien ha però sottolineato che ormai Moretti si è liberato dello "spettro della criminalità organizzata".

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La denuncia di un giornalista

Intanto, però, sale la tensione nell'entourage di Jacques e Jessica Moretti, indagati per omicidio colposo, lesioni e incendio colposi. Ieri, nel giorno della messa e della marcia silenziosa in paese per commemorare le vittime, un giornalista svizzero ha denunciato di essere stato insultato e minacciato dallo staff dell'uomo durante delle riprese. In quel momento, sullo sfondo, ci sarebbe stato anche l'indagato, che si trovava fuori da un ristorante che gestisce in un altro comune.

Le indagini

Dalle indagini di Procura e polizia cantonale è arrivato comunque un punto fermo. Una conferma di quanto già era emerso all'indomani della tragedia: "L'incendio - ha dichiarato la procuratrice - è stato originato dall'utilizzo di 'fontane'. Si tratta di dispositivi non metallici contenenti una composizione pirotecnica che produce scintille e fiamme. Sono progettati per essere posizionati a terra, fissati al terreno o a un supporto, oppure tenuti in mano. Le prime dichiarazioni dei testimoni descrivono un incendio che si è propagato rapidamente, generando una grande quantità di fumo e calore intenso. Tutto è avvenuto molto rapidamente".

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Le norme di sicurezza e la posizione del Comune

Ora al vaglio degli inquirenti ci sono l'analisi del fascicolo ottenuto dal Comune, la conformità del lavoro svolto dai responsabili, i materiali utilizzati, le vie di accesso di emergenza, le attrezzature antincendio e il rispetto delle norme di sicurezza antincendio. Proprio l'amministrazione comunale è intervenuta per provare a spiegare le proprie ragioni. "Il Comune di Crans-Montana non ha adottato un approccio permissivo nell'ispezione dei bar", ha detto il sindaco Nicolas Féraud, investito dalle polemiche per il ruolo che l'ente locale potrebbe aver avuto nei controlli antincendio. La sua amministrazione ha già annunciato l'intenzione di costituirsi parte civile nel procedimento penale contro i proprietari del Constellation.

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