L'Alta Corte di Giustizia israeliana ha bloccato l'indagine disposta dal governo di Netanyahu sulle falle nella sicurezza che hanno consentito l'eccidio del 7/10 e sulla gestione dell'emergenza. Nell'ordinanza emessa dal tribunale, si vieta al Controllore dello Stato di continuare l'inchiesta e di convocare funzionari per fornire la loro versione. Msf: "Chiediamo alle autorità di garantire che Msf e altre Ong internazionali siano registrate in Israele per continuare a operare in Cisgiordania e a Gaza nel 2026"
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L'Alta Corte di Giustizia israeliana ha bloccato l'indagine disposta dal governo di Benjamin Netanyahu sulle falle nella sicurezza che hanno consentito l'eccidio del 7 ottobre 2023 e sulla gestione dell'emergenza. Nell'ordinanza provvisoria emessa dal tribunale, si vieta al Controllore dello Stato Matanyahu Englman di continuare l'inchiesta e di convocare funzionari per fornire la loro versione dei fatti, così come di pubblicare alcuna bozza o relazione finale che possa aver già redatto.
Medici senza frontiere esorta Israele a consentirle di continuare a operare a Gaza e nella Cisgiordania occupata nel 2026. "Chiediamo alle autorità israeliane di garantire che Msf e altre Ong internazionali siano registrate in Israele per continuare a operare in Cisgiordania e a Gaza nel 2026", ha dichiarato l'organizzazione umanitaria in un comunicato. Israele prevede di vietare a 37 gruppi umanitari, tra cui Msf, di operare a Gaza a partire da domani, a meno che non forniscano informazioni dettagliate sul loro personale palestinese.
Il primo ministro israeliano ha chiesto ieri al presidente Usa, Donald Trump, di escludere la Turchia dal 'Board of Peace' che si dovrebbe occupare della ricostruzione postbellica della Striscia di Gaza. Lo riferiscono fonti ben informate al Jerusalem Post.
Gli approfondimenti:
- Piano di pace per Gaza: il testo integrale dell'accordo
- Da Oslo a Sharm el Sheik, i piani di pace degli ultimi decenni
- Chi sono gli ostaggi israeliani rilasciati da Hamas
- Dagli ostaggi rilasciati alle vittime, i numeri della guerra
- Quali Paesi riconoscono lo Stato palestinese e quali sono contrari. LA MAPPA
- Blocco E1: cos’è l’insediamento di Israele che divide la Cisgiordania
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Dagli ostaggi liberati alle vittime: i numeri della guerra a Gaza
Già all'indomani della firma ufficiale dell'accordo di pace di Donald Trump a Sharm el Sheikh, i mediatori hanno lavorato alla "fase 2" del piano, in particolare sulla sicurezza e la futura amministrazione della Striscia, quando ancora la prima parte resta fragile. Ma quali sono le cifre di due anni di conflitto?
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Vai al contenutoGaza, cos'è il 'modello IRA' per il disarmo di Hamas
Mentre regge - a fatica - il cessate il fuoco a Gaza, ci si interroga su quale possa essere il percorso della seconda fase del piano di Donald Trump verso la pace. E tra le diverse possibilità che sono state ventilate, si è parlato anche di un “modello IRA” per la fine della lotta armata di Hamas. Ma come si arrivò alla fine del conflitto in Irlanda del Nord, ed è davvero replicabile per far terminare la guerra che ha devastato la Striscia?
Gaza, cos'è il 'modello IRA' per il disarmo di Hamas
Vai al contenutoGaza, ipotesi divisione della Striscia in due parti: cosa sappiamo
La possibile nuova idea americana per la Striscia di Gaza vedrebbe una divisione in due aree, una sotto il controllo di Israele e l'altra sotto Hamas. L'ipotesi è circolata dopo la visita del vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance in Israele. Ecco di cosa si tratta.
Gaza, ipotesi divisione della Striscia in due parti: cosa sappiamo
Vai al contenutoLa guerra Israele-Hamas e il sì al piano Usa: cos’è successo in 2 anni
Il 7 ottobre del 2023 i terroristi sono penetrati nel Sud dello Stato ebraico, attaccando i kibbutz vicini al confine con la Striscia di Gaza, uccidendo famiglie e sequestrando persone. Le vittime del massacro, in totale, sono state circa 1.300.
Israele ha risposto lanciando l’operazione 'Spade di Ferro' con massicci bombardamenti su Gaza, a cui poi è seguita un'offensiva di terra che ha portato all’invasione della Striscia, che ancora oggi è stretta nella morsa israeliana. Si contano oltre 60mila morti. Nel corso dei mesi, il conflitto si è allargato a Hezbollah nel Sud Libano e all'Iran.
La guerra Israele-Hamas e il sì al piano Usa: cos’è successo in 2 anni
Vai al contenutoJared Kushner, chi è il genero di Trump e il ruolo tra Israele e Hamas
Del genero del presidente americano Donald Trump (marito della figlia Ivanka), si è tornati a parlare dopo l'accordo di tregua tra Israele e Hamas, siglato dopo oltre due anni di conflitto. Insieme a Steve Witkoff, inviato speciale degli Stati Uniti in Ucraina e in Medio Oriente, Kushner ha avuto un ruolo attivo nelle trattative tra le parti: ecco chi è.
Jared Kushner, chi è il genero di Trump e il ruolo tra Israele e Hamas
Vai al contenutoAccordi di Abramo, cosa sono e cosa prevedono
Nel 2020 gli sforzi diplomatici hanno portato a una serie di intese con l’obiettivo di normalizzare le relazioni tra Israele e diversi Paesi arabi. Gli accordi furono mediati dagli Usa durante la prima presidenza di Donald Trump. L’escalation in Medio Oriente degli ultimi due anni ha più volte fatto vacillare gli accordi. Ecco cosa sapere.
Accordi di Abramo, cosa sono e cosa prevedono
Vai al contenutoIsraele-Palestina, da Oslo a Sharm: i piani di pace negli anni
Dagli accordi di Camp David al vertice di Sharm el-Sheikh, da tempo si cerca una via diplomatica per la pace in Medio Oriente. Un percorso costellato da tanti fallimenti. Ora, con la firma dell'accordo sulla prima fase del piano Trump per Gaza, l'impressione è di essere a una svolta. Dalla stretta di mano Rabin-Arafat alle proposte per “Due Stati, due popoli”: ecco le tappe per risolvere la questione israelo-palestinese.
Israele-Palestina, da Oslo a Sharm: i piani di pace negli anni
Vai al contenutoIsraele, l'Alta Corte blocca i lavori della commissione sul 7 ottobre
Il governo non può indagare su sé stesso", la tesi di gran parte dell'opposizione, di attivisti per i diritti civili e anche di alcuni dei familiari delle vittime.
Israele, l'Alta Corte blocca i lavori della commissione sul 7 ottobre
Vai al contenutoIdf: "I soldati continuano a smantellare le infrastrutture terroristiche nella zona della Linea Gialla, nel nord di Gaza"
Le Idf: "Scoperto un lanciarazzi carico di cinque razzi pronti per essere lanciati verso Israele. In conformità con l'accordo di cessate il fuoco, i soldati dell'Idf continuano a smantellare le infrastrutture terroristiche nella zona della Linea Gialla, nel nord di Gaza"
Cardinale Pizzaballa: "La Palestina vive un dramma enorme"
"Il dramma che la popolazione palestinese sta vivendo è enorme. Penso a Gaza. Anche lì in terra santa sono i mesi dell'inverno. La grande maggioranza della popolazione vive nelle tende,vive nel nulla. Il vento ha spazzato via le tende, l'acqua bagna le coperte. Sono situazioni veramente drammatiche". Lo ha detto in videocollegamento da Gerusalemme il cardinale Pierbattista Pizzaballa che ha così partecipato alla 58ma marcia nazionale della pace, quest'anno a Catania. "E' molto difficile dentro a queste situazioni - ha aggiunto Pizzaballa - aprire orizzonti. Perché la gente che vive in quelle condizioni ha bisogno innanzitutto di un sostegno immediato e concreto. Ed è quello che cercheremo di fare". "Il compito della Chiesa, pero', è anche quello di guardare oltre, aprire prospettive. Sapendo bene che questa situazione non potrà durare a lungo - ha continuato il cardinale- ma ha bisogno di soluzioni stabili, vere. Il popolo palestinese ha il diritto di trovare una situazione stabile, permanente per il suo futuro, per la sua terra, per il suo popolo". "Abbiamo bisogno - ha ancora osservato il cardinale Pizzaballa - anche di ricostruire le relazioni con Israele. Non si può fare la pace senza parlare con Israele anche se può sembrare difficile in questo momento" "Bisogna tenere aperte le porte sempre e verso tutti - ha detto - ma fedeli alla verità e chiamando le cose con il loro nome, senza diventare parte di uno scontro ma essere anche capaci di fuggire dalla tentazione di essere neutrali". "Non si può essere neutrali in questo contesto - ha conclusco - Si deve essere veri, sinceri, ma aperti a tutti. Ecco, questo è il compito della Chiesa, non chiudere le porte ma aprirle".
Tregua a Gaza, nuova stretta di Israele agli interventi umanitari dell'Onu. VIDEO
Gaza, Israele mette al bando 37 ong nel 2026. Msf: 'Fateci entrare'
Il governo israeliano chiede alle organizzazioni di fornire informazioni precise sui loro impiegati palestinesi, altrimenti, da domani, non vedranno rinnovata la licenza per lavorare nella Striscia e nella Cisgiordania occupata. Il ministero della Diaspora israeliano precisa che si tratterebbe del 15% del totale delle ong attive. Quelle che rifiutano di sottostare ai nuovi obblighi, dice il dicastero, lo fanno perché "sanno, come lo sappiamo noi, che alcuni di loro sono implicati nel terrorismo o legati a Hamas".
Gaza, Israele mette al bando 37 ong nel 2026. Msf: 'Fateci entrare'
Vai al contenutoIl cardinale Pizzaballa: "Il tema della pace è decisivo non sia slogan"
"Come è noto stiamo tutti vivendo non solo qui, ma in modo particolare qui, momenti molto particolari e decisivi per il futuro di tutto il Medio oriente e forse non solo del Medio oriente perché quello che accade qui è un po' simbolico e 'rimanda' a ciò che accade in altre parti del mondo". Lo ha detto in videocollegamento da Gerusalemme il cardinale Pierbattista Pizzaballa che ha così partecipato alla 58ma marcia nazionale della pace, quest'anno a Catania. "Il tema della pace - ha aggiunto - è decisivo, molto impegnativo. Da un lato rischia di diventare uno slogan, parole in cui ci si riempie la bocca, che poi però restano lì, mentre invece è un impegno decisivo per ogni credente". "Ogni credente - ha proseguito - in modo particolare un credente cristiano e la Chiesa, prima di tutto, hanno il compito di tradurre la propria fede del Dio che si chiama pace, che si è incarnata e qui è diventata carne, proprio qui in questa terra, ha il dovere di trasmettere, di tradurre in gesti concreti, in un linguaggio appropriato, quella che è la nostra fede". "Stiamo vivendo un periodo di grande divisione - ha osservato il cardinale - di profondo odio, di disprezzo, di rifiuto l'uno dell'altro, di incapacità a pensarsi l'uno, non dico insieme, ma a fianco all'altro. Questo è diventato qualcosa di veramente preoccupante e drammatico". "Ciascuno - ha detto Pizzaballa - rifiuta l'esistenza dell'altro ed è molto doloroso oltre ad essere anche una negazione della verità perché siamo qui, non condannati, ma chiamati dalla provvidenza di Dio a trovare un modo di poter costruire un futuro dove l'altro è riconosciuto e non negato". "Non dobbiamo cercare risultati immediati, dobbiamo cercare la verità innanzitutto, che è la prima forma di carità, e nella verità costruire dei corsi di riconciliazione, di giustizia, dove poco alla volta si possono aprire i cuori, e poi anche gli occhi, a una realtà diversa" ha concluso.
La Caritas continuerà a operare a Gaza, in Cisgiordania e a Gerusalemme
Caritas Italiana conferma il proprio sostegno alle attività di Caritas Gerusalemme, che continuerà a operare a Gaza, in Cisgiordania e a Gerusalemme, proseguendo il proprio impegno umanitario e di sviluppo a favore delle persone più vulnerabili. A chiarirlo è il Patriarcato Latino di Gerusalemme, che ribadisce in una nota come Caritas Gerusalemme sia un'organizzazione che opera sotto la governance dell'Assemblea degli Ordinari Cattolici di Terra Santa e che il suo status giuridico e la sua missione siano riconosciuti dallo Stato di Israele in virtù degli accordi siglati con la Santa Sede. Nel comunicato viene inoltre precisato che Caritas Gerusalemme non ha avviato alcun processo di ri-registrazione presso le autorità israeliane e che continuerà le proprie attività nel pieno rispetto del mandato ricevuto. "Caritas Gerusalemme in Terra Santa - e in particolare a Gaza - è una presenza di prossimità, di ascolto e di servizio concreto alle persone più duramente colpite dalla violenza e dalla crisi umanitaria", dichiara don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana. "Il fatto che Caritas Gerusalemme resti sul campo, come indicato dal Patriarcato Latino, è un segno di fedeltà alle comunità e di responsabilità verso chi soffre. Come Caritas Italiana continueremo a sostenere questo impegno, convinti che la solidarietà non possa arretrare proprio nei contesti più difficili". Caritas Italiana conferma e rinnova, dunque, il proprio accompagnamento alle attività di Caritas Gerusalemme, in comunione con la Chiesa locale, affinché l'aiuto umanitario possa continuare a raggiungere chi è più vulnerabile, mantenendo viva una presenza che è insieme risposta all'emergenza e segno di speranza per il futuro.
L'Argentina richiama il console in Siria per un "like" contro Israele
Il ministro degli Esteri dell'Argentina, Pablo Quirno, ha avviato un procedimento disciplinare e richiamato in patria il console in Siria, Alejandro Calloni, per aver apposto un 'like' a un post sui social contro Israele. Lo riferisce lo stesso ministro in un post pubblicato oggi su X. "Pochi minuti fa ho dato disposizione di avviare un procedimento disciplinare contro il Segretario Alejandro Calloni del Ministero degli Affari Esteri argentino, che lavorava presso l'ambasciata argentina nella Repubblica Araba Siriana. Ho anche disposto il suo immediato trasferimento in Argentina". Il like del console, secondo quanto affermano fonti del ministero citate dal quotidiano La Nacion, era a una pubblicazione su Instagram dove si augurava l'invio di 'fuochi artificiali' contro Israele per l'anno nuovo.
Msf a Israele: "Lasciateci operare a Gaza e in Cisgiordania"
L'organizzazione internazionale Medici Senza Frontiere (Msf) ha esortato Israele a permetterle di continuare a operare a Gaza e in Cisgiordania. "Chiediamo alle autorità israeliane di garantire che Msf e altre Ong internazionali non governative siano registrate in Israele per continuare a operare in Cisgiordania e Gaza nel 2026", si legge in una nota. Israele ha annunciato l'intenzione di vietare a 37 gruppi umanitari, inclusa Msf, di continuare a lavorare a Gaza a partire da domani, a meno che non consegnino informazioni dettagliate sul loro personale palestinese.
La questione israelo-palestinese, cos'è e come è nata
L'attacco del 7 ottobre 2023 lanciato da Hamas contro Israele e la conseguente offensiva a Gaza hanno riacceso i riflettori su una contrapposizione che va avanti da decenni e su cui finora non si è riusciti a trovare una soluzione definitiva. Anche se, negli anni, qualche tentativo è stato fatto. Ultimo, il piano Usa accettato dalle due parti (anche se solo per quanto riguarda la prima fase) nell'ottobre del 2025.
La questione israelo-palestinese, cos'è e come è nata
Vai al contenutoHamas: "Israele politicizza gli aiuti umanitari, su bando a ong comportamento criminale"
L'introduzione, da parte di Israele, di nuove regole per le ong che operano a Gaza è, secondo Hamas, "un comportamento criminale". "Si iscrive nel quadro del tentativo da parte degli occupanti di politicizzare l'azione umanitaria e di farne uno strumento di ricatto contro il nostro popolo palestinese", ha dichiarato l'organizzazione islamista sollecitando la comunità internazionale "ad adottare misure urgenti ed efficaci per condannare questo comportamento criminale".
L'Alta corte di Israele blocca l'indagine del governo sul 7/10
L'Alta Corte di Giustizia israeliana ha bloccato l'indagine disposta dal governo di Benjamin Netanyahu sulle falle nella sicurezza che hanno consentito l'eccidio del 7 ottobre 2023 e sulla gestione dell'emergenza. Nell'ordinanza provvisoria emessa dal tribunale, si vieta al Controllore dello Stato Matanyahu Englman di continuare l'inchiesta e di convocare funzionari per fornire la loro versione dei fatti, così come di pubblicare alcuna bozza o relazione finale che possa aver già redatto. La decisione, hanno spiegato i giudici, è stata presa in accordo tra il controllore statale e le agenzie statali, tra cui l'Idf. La corte ordina anche al Controllore di giustificare le indagini svolte in settori che vanno oltre il suo mandato. Il Movimento per il governo di qualità in Israele, una delle organizzazioni che aveva presentato istanza contro Englman, accoglie con favore la decisione. "Un evento di eccezionale portata come il disastro del 7 ottobre richiede un'indagine completa, indipendente e apartitica di una commissione d'inchiesta statale da sola", si legge in una nota. "L'indagine del controllore statale sta compromettendo le prove, violando i diritti del giusto processo, ed è progettata "per impedire l'istituzione di una commissione d'inchiesta statale", prosegue la nota.
Hamas condanna l'esclusione delle ong da Gaza
Hamas ha condannato la decisione di Israele di vietare a diverse organizzazioni umanitarie di operare a Gaza, esortando la comunità internazionale a impedire quella che ha descritto come un'azione mirata ai palestinesi. "La decisione del governo di occupazione di revocare le licenze operative di decine di organizzazioni umanitarie internazionali costituisce una pericolosa escalation e un palese disprezzo per il sistema umanitario", ha dichiarato in una nota. "Chiediamo alla comunità internazionale, e in particolare alle Nazioni Unite... di adottare misure urgenti ed efficaci per condannare questo comportamento criminale", ha aggiunto.
Fondi ad Hamas, ad Hannoun negato colloquio con i famigliari
La gip Silvia Carpanini ha detto no al permesso di colloquio in carcere chiesto questa mattina dai famigliari di Mohammad Hannoun, il presidente dell'Associazione palestinesi in Italia arrestato sabato per terrorismo insieme ad altre sei persone, in quanto accusato di essere finanziatore di Hamas e vertice della cellula italiana. La gip ha motivato il respingimento dopo il parere negativo del pm Marco Zocco, spiegando che "i famigliari sono coindagati e sussistono al momento esigenze investigative". Ad Hannoun, che stamattina ha ricevuto la visita di uno dei suoi legali, l'avvocato Emanuele Tambuscio, è stato anche negato al momento dalla direzione del carcere genovese il tappetino e il Corano che aveva chiesto gli venisse portato per poter pregare. Secondo quanto appreso, la copertina rigida del libro sacro non era conforme al regolamento. A breve il detenuto sarà trasferito fuori Genova, in un carcere provvisto di una sezione ad alta sicurezza, probabilmente quello di Ferrara o di Alessandria.
Iran, si allargano le proteste contro la crisi economica. VIDEO
Fondi ad Hamas, dopo l'inchiesta vigilanza fissa al tribunale di Genova
Il tribunale di Genova è sotto sorveglianza fissa dopo la maxi inchiesta che ha portato all'arresto del presidente dell'Associazione dei Palestinesi in Italia, Mohammed Hannoun, e altre sei persone ritenute finanziatori di Hamas. Da questa mattina una pattuglia fissa, a turno, di carabinieri, polizia e guardia di finanza presidia l'ingresso di palazzo di giustizia. La decisione è stata presa in via straordinaria, per timore di possibili ritorsioni. A disporre la tutela è stato in via d'urgenza il comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza. Nel frattempo potrebbero esserci nuovi interrogatori, questa volta con il pm titolare dell'inchiesta, della Digos e del nucleo di polizia economica e finanziaria della guardia di finanza. Due degli arrestati (Rael Al Salahat, referente di Firenze per la Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese e Abu Deiah Khalil, responsabile della Cupola d'Oro di Milano) hanno detto di essere disponibili a parlare dopo avere letto le carte dell'indagine. I due (difesi dagli avvocati Simone Zucchini e Sandro Clementi) ieri hanno risposto alle domande del giudice Silvia Carpanini. Khail ha di fatto preso le distanze da Hannoun e ribadito la sua matrice "laica e di sinistra" e di essere "distante anni luce dall'ideologia di Hamas". Intanto questa mattina in Procura sono andati i parenti di Hannoun, che hanno chiesto un permesso per andarlo a trovare in carcere. Ieri l'architetto, davanti al giudice e ai suoi avvocati Emanuele Tambuscio e Fabio Sommovigo, ha fatto spontanee dichiarazioni e ribadito la finalità benefica della sua raccolta di fondi. I 7 arrestati nell'inchiesta dovranno essere trasferiti nelle carceri di Alessandria o Ferrara, dove ci sono le sezioni specifiche per gli arrestati per terrorismo. Ma i due che dovranno essere interrogati nuovamente, cioè Al Salahat e Khalil, potranno essere trasferiti molto dopo. Delle 9 persone colpite da ordinanze di custodia cautelare in carcere, due sono latitanti: uno in Turchia (Mohamed Ismail Saleh Abdu) e l'altro (Osama Alisawi) a Gaza.
Turchia-Israele, lo scontro arriva nel Corno d'Africa
Il confronto tra Ankara e Tel Aviv arriva fino al Corno d'Africa. Recep Tayyip Erdogan, che aveva già a più riprese alzato la voce contro Israele per le operazioni militari nella Striscia di Gaza, ha protestato con veemenza anche per il riconoscimento del Somaliland da parte di Tel Aviv. Decisione definita dallo stesso presidente turco "illegittima e inaccettabile". Il Corno D'Africa è da circa 20 anni sotto forte influenza turca e ora Israele è l'unico Paese ad aver riconosciuto il territorio che si era proclamato autonomo nel 1991. Sui media turchi la mossa israeliana viene spiegata con due ipotesi: che ci dietro la volontà di dislocare nell'area un milione di palestinesi di Gaza - già smentita dalle autorità indipendentiste - o per avere una base da dove rispondere alla minaccia degli Houthi dello Yemen. La prossimità del Somaliland al Paese della penisola arabica permetterebbe a Israele di colpire gli Houthi che hanno colpito le navi in transito nel Mar Rosso come rappresaglia per la guerra a Gaza. E' tuttavia l'intenzione di Tel Aviv di contrastare l'influenza turca nel Corno d'Africa ad aver fatto discutere più sulla stampa. Ankara investe da 20 anni in Somalia, dove può contare su porti e su una base militare, sta già costruendo una base spaziale e dove presto inizierà attività di ricerca di idrocarburi. Non è un caso che la visita del presidente somalo Hassan Sheykh Mohamud sia stata anticipata dopo la mossa israeliana.
Dal Medioriente al Sudan alla Cambogia: tutti i fronti aperti del 2026
Nel 2025 la guerra è tornata centrale e il 2026 si annuncia altrettanto instabile. Dal Medioriente all’Ucraina, passando per Africa e Pacifico, report internazionali segnalano conflitti in corso e nuovi focolai pronti a esplodere, con rischi globali e umanitari crescenti.
Dal Medioriente al Sudan alla Cambogia: tutti i fronti aperti del 2026
Vai al contenutoOnu: "Oltraggioso divieto Israele a Ong di operare a Gaza"
L'Alto Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite ha definito "oltraggiosa" la minaccia di Israele di sospendere 37 organizzazioni umanitarie dalle operazioni a Gaza a partire da gennaio. "Tali sospensioni arbitrarie peggiorano ulteriormente una situazione già intollerabile per la popolazione di Gaza", ha affermato Volker Turk in una nota. Israele ha preso di mira Medici Senza Frontiere, sostenendo che due suoi dipendenti fanno parte di Jihad Islamica e Hamas. Oltre a ;sf, tra le 37 Ong colpite dal divieto figurano il Norwegian Refugee Council, World Vision International, Care e Oxfam.
Disarmo Hamas, fonti insistono su accordo Usa-Israele per termine di due mesi
Stati Uniti e Israele hanno concordato un ultimatum di due mesi per il disarmo di Hamas. Lo ha detto all'agenzia Dpa una fonte secondo cui c'è stato un accordo in tal senso tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu durante i colloqui a Mar a Lago.
Si tratta di una conferma delle indiscrezioni pubblicate ieri da Israel Hayom, senza conferme ufficiali, secondo cui esperti israeliani e americani sono al lavoro per "stabilire criteri chiari, concordati che definiscano cosa costituirebbe nella pratica il disarmo di Hamas". Anche due giorni fa Hamas ha ribadito che "non rinuncerà alle armi".
Sono 37 le Ong cui Israele ha limitato ingresso a Gaza
Sono 37 le organizzazioni umanitarie soggette al divieto di ingresso a Gaza, che entrerà in vigore domani, a meno che non forniscano alle autorità i nomi dei loro dipendenti palestinesi. Queste ONG si rifiutano di ottemperare a questo requisito perché "sanno, come sappiamo noi, che alcune di loro sono coinvolte nel terrorismo o legate ad Hamas", ha dichiarato mercoledì Gilad Zwick, portavoce del Ministero per gli Affari della Diaspora.
Ragazzina di 11 anni uccisa da Idf a Gaza
L'esercito israeliano ha ucciso ieri a colpi di pistola una ragazzina di 11 anni a Gaza. Lo riferisce il ministero della Salute della Striscia. Dana Hussein Ahmad Maqqat, il nome della bambina, stava giocando in un rifugio nel quartiere Al Tuffah, a est della città di Gaza, quando è stata colpita. La zona è lontana dalla 'Linea Gialla' che delimita il territorio sotto il controllo di Israele. L'esercito israeliano ha dichiarato di non essere al corrente dell'accaduto.
Ue a Israele: "Rimuovere ogni ostacolo agli aiuti umanitari"
"I piani di Israele di bloccare le Ong internazionali a Gaza significano bloccare gli aiuti che salvano vite. L'Ue è stata chiara: la legge sulla registrazione delle Ong non può essere attuata nella sua forma attuale. Tutte le barriere all'accesso umanitario devono essere rimosse. Il diritto umanitario internazionale non lascia spazio a dubbi: gli aiuti devono raggiungere chi ne ha bisogno". Lo scrive su X la Commissaria europea all'uguaglianza, alla cooperazione internazionale e agli aiuti umanitari Hadja Lahbib.
Papa: saluta i giovani Terra Santa presenti in piazza S. Pietro
Un saluto particolare ai "giovani della Terra Santa, provenienti dal Patriarcato Latino di Gerusalemme". Cosi' Papa Leone XIV nell'Udienza Generale durante i saluti ai fedeli di lingua araba. "Ringraziamo Dio per ogni dono che ci ha elargito e affidiamoci sempre a Lui. Auguro a tutti voi Buon Nuovo Anno", ha aggiunto.
Netanyahu: 'violenze coloni? Ragazzini, dobbiamo avere controllo militare Cisgiordania'
"Un manipolo di ragazzini". Ha risposto così il premier israeliano Benjamin Netanyahu a una domanda sulle violenze dei coloni in Cisgiordania. "Quando ne parlano, parlano di un manipolo di ragazzini - ha detto - Si tratta di circa 70 ragazzi. Non sono della Cisgiordania. Sono adolescenti che compiono azioni come abbattere ulivi e talvolta tentano di incendiare una casa. Non posso accettarlo". E, ha aggiunto dopo il colloquio a Mar a Lago con Donald Trump, con il presidente degli Stati Uniti "penso entrambi vogliamo vedere un futuro in cui quel territorio non viene usato per attacchi terroristici" e "vogliamo anche costruire molte infrastrutture, per noi e per i nostri vicini palestinesi". "Israele - ha rimarcato - deve avere il controllo militare sull'area".
Iran, Netanyahu: 'Teheran cerca di ripristinare siti danneggiati in raid'
"Ci stanno provando", stanno "cercando di ripristinare i loro siti di produzione di missili balistici". Lo ha detto a Fox News il premier Benjamin Netanyahu rispondendo a una domanda sull'Iran, sulle capacità missilistiche e nucleari dopo i raid di giugno. "Li abbiamo fatti arretrare notevolmente in entrambi i campi, ma, sì, ci riproveranno - ha affermato Netanyahu - Penso con l'Iran il vero punto sia che dovrebbero accettare il fatto che non avere capacità di arricchimento, che dovrebbero eliminare tutto il materiale che hanno arricchito e portarlo fuori dall'Iran e consentire ispezioni". E ha aggiunto: "Non cerchiamo un'escalation, spero neanche loro, ma se ci fosse tutto sarebbe possibile".
Tajani: 'passare a fase 2 cessate fuoco Gaza, Italia pronta a fare sua parte'
"Ora bisogna passare alla fase due del cessate il fuoco. Far fare un passo indietro a Hamas, far capire a Netanyahu che non può occupare la Cisgiordania. L'Italia è pronta a fare la sua parte, ad addestrare la polizia palestinese, a supportare la popolazione come abbiamo fatto finora: 1.500 palestinesi sono stati accolti in Italia, abbiamo creato con il ministro Bernini corridoi per gli studenti". Lo dice a Il Messaggero il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. "L'Italia è amica di Israele, ma vogliamo anche che i palestinesi abbiano un loro stato - rimarca - Vogliamo la pace e Hamas è una cosa contraria alla pace". Il ministro ricorda poi che "ora stiamo operando in Sudan, aiutando chi soffre con l'invio di aiuti alimentari".
Usa, Mamdani nomina capo legale New York avvocato anti-Israele
Il sindaco eletto di New York Zohran Kwame Mamdani, in carica dal 1 gennaio, ha nominato come prossimo capo consulente legale della città un avvocato noto per essere anti-israeliano e che in passato ha difeso un terrorista di al-Qaeda. Una scelta che ha scatenato una forte reazione conservatrice. Per occupare una delle cariche piu' importanti dell'amministrazione della Grande Mela, Mamdani ha puntato su Ramzi Kassem, affermato ma controverso avvocato per i diritti civili e professore di diritto alla City University of New York (Cuny). Kassem, che diventa il principale consulente legale del sindaco, è noto, inoltre, per essere un attivista anti-israeliano di lunga data e pro-Palestina, dalle prese di posizione definite dai media come "polarizzanti".
Iran all'Onu: 'nuove minacce di Trump sconsiderate'
Il rappresentante iraniano all'Onu, Saeed Iravani, ha condannato le nuove minacce contro l'Iran da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump il quale lunedì ha affermato che ci sarebbero conseguenze "molto gravi" per Teheran se dovesse ricostruire i suoi missili balistici o le sue armi nucleari. In una lettera al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ieri sera, Iravani ha definito le minacce "sconsiderate", sottolineando che una "grave ed esplicita minaccia" di uso della forza costituisce una chiara violazione della Carta delle Nazioni Unite. E ha esortato il Consiglio a condannarla "inequivocabilmente". "L'Iran riafferma il suo diritto intrinseco e inalienabile all'autodifesa, in conformità con la Carta delle Nazioni Unite, contro qualsiasi attacco armato o atto di aggressione", ha aggiunto, citato da IRNA.
Siria, esercito Usa: uccisi 25 terroristi Isis in 10 giorni
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato che negli ultimi dieci giorni l'esercito americano ha completato 11 operazioni contro l'Isis in Siria, durante le quali sono stati eliminati 25 membri dell'organizzazione terroristica. Inoltre, diversi terroristi sono stati catturati e depositi di armi sono stati distrutti. "Non ci arrenderemo", ha dichiarato il Comandante del Centcom, Ammiraglio Brad Cooper, affermando che "siamo impegnati a lavorare a fianco dei nostri partner regionali per sradicare la minaccia dell'Isis per gli Stati Uniti e la sicurezza regionale".
Netanyahu, 'un nuovo governo a Gaza è possibile se Hamas si disarma'
"Un nuovo governo a Gaza è possibile, se Hamas verrà disarmato". Lo ha affermato in un'intervista con Fox News, il primo ministro Benjamin Netanyahu. Lo riportano i media israeliani. "Il motivo è semplice: se Hamas rimarrà armata, potrà sparare alle spalle al nuovo governo. Vedo un futuro diverso per Gaza se si disarmerà. Tutti lo capiscono. La gente di Gaza lo desidera più di chiunque altro", ha aggiunto.
Idf, nel 2025 colpiti 20mila obiettivi su tutti i fronti
Nel resoconto di fine anno, pubblicato dai media israeliani, le Idf affermano di aver colpito circa 20.900 obiettivi su tutti i fronti. Le operazioni attuate nel 2025 delineano un'ampia attivita' militare su piu' fronti, tra cui Gaza, Libano, Cisgiordania, Iran e Yemen. Secondo il rapporto, le Forze di Difesa israeliane hanno mobilitato circa 307mila riservisti durante l'anno e hanno condotto circa 430 operazioni su tutti i fronti, colpendo quindi oltre 20mila obiettivi. Le forze navali hanno accumulato circa 130mila ore di navigazione e condotto 50 attacchi marittimi. Nella Striscia di Gaza, l'esercito afferma che quasi 14mila terroristi sono stati uccisi e piu' di 19.500 obiettivi di "infrastrutture terroristiche" sono stati distrutti, inclusi depositi di armi e strutture di comando. Decine di alti comandanti di Hamas sono stati eliminati, tra cui leader di brigata, battaglione e compagnia. In Libano, le Idf hanno riferito di aver ucciso circa 380 agenti di Hezbollah e colpito quasi mille obiettivi, documentando al contempo circa 1.920 violazioni del cessate il fuoco da parte del gruppo terroristico.
Netanyahu: Iran cerca di ricostruire impianti per missili
"Ci stanno provando, stanno cercando di ricostruire i loro impianti di produzione missilistica". Lo ha detto Benjamin Netanyahu, primo ministro israeliano, durante un'intervista all'emittente statunitense Fox News, rispondendo a una domanda sull'Iran. Poi su un eventuale attacco a questo Paese, ha aggiunto: "L'Iran sta conducendo test per lanciare missili contro Israele. Spero che non commettano questo errore. Non stiamo cercando un'escalation. Spero che nemmeno loro lo stiano facendo".