Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran Usa, Trump: "Lo Stretto di Hormuz sarà completamente aperto venerdì"

Dopo aver annunciato il raggiungimento dell'accordo che "porterà pace e sicurezza nell'intera regione", Trump ha assicurato che "lo Stretto di Hormuz sarà completamente aperto venerdì". Nella stessa giornata si terrà anche la firma dell'intesa a Ginevra, preceduta da colloqui preparatori a Doha. Teheran: "L'intesa mette immediatamente fine alla guerra". Intanto, Trump ha annunciato che molte navi cariche di petrolio "stanno iniziando a uscire da Hormuz"

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Dopo aver annunciato il raggiungimento dell'accordo che "porterà pace e sicurezza nell'intera regione", Donald Trump ha assicurato che "lo Stretto di Hormuz sarà completamente aperto venerdì". Nella stessa giornata si terrà anche la firma dell'intesa a Ginevra, preceduta da colloqui preparatori a Doha. Il Pakistan presiederà la firma dell'accordo in Svizzera. 

Teheran: "L'intesa mette immediatamente fine alla guerra". Ben Gvir: "L'accordo di Trump non è vincolante per Israele, che è uno Stato sovrano". Meloni: "Italia pronta a inviare navi per sminare Hormuz, serve ok del Parlamento". (I PUNTI DELL'ACCORDO).

Intanto, il presidente statunitense ha annunciato anche che "molte navi cariche di petrolio stanno iniziando a uscire dallo stretto di Hormuz".

Intanto le forze armate iraniane dichiarano di aver umiliato gli Stati Uniti e Israele e di aver imposto la propria volontà: “Non hanno altra scelta che accettare la sconfitta e arrendersi”. E mentre Trump assicura che Hormuz riaprirà dopo la firma e che senza un accordo sul nucleare gli attacchi contro Teheran riprenderanno, il presidente francese Macron informa che la “missione marittima istituita dalla Francia e dal Regno Unito” è “pronta ad accompagnare” la riapertura dello Stretto. Una sezione dell'accordo tra Washington e Teheran prevede che il passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz "senza costi" sia "solo  per  60 giorni": lo riporta l'agenzia iraniana Fars, citando una fonte   informata sui negoziati.

Gli approfondimenti:

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Media Iran, petroliere e mercantili hanno attraversato Hormuz dopo annuncio accordo

Secondo quanto riportato da Iranian Press Tv, almeno tre petroliere e due navi mercantili iraniane hanno attraversato lo Stretto di Hormuz dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato la revoca del blocco navale, nell'ambito dell'accordo firmato con l'Iran. Anche l'agenzia di stampa semi-ufficiale Fars ha segnalato movimenti simili, tra cui una superpetroliera diretta verso i porti iraniani. Lo scrive Al Jazeera.

G7 a Evian, Von der Leyen: "Non ci sarà pace finché il Libano è in fiamme"

La presidente della Commissione ha detto di aver accolto "con favore l'accordo tra Usa e Iran" e che "la priorità ora è l'attuazione: lo Stretto di Hormuz deve riaprire e la libertà di navigazione dev'essere ripristinata senza ostacoli". Poi sull'Ucraina: "Kiev si trova oggi in una posizione molto più forte rispetto a un anno fa", mentre la Russia "non è mai stata così debole"

G7 Evian, Von der Leyen: 'Non ci sarà pace finché Libano è in fiamme'

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Vance: accordo di una pagina e mezzo e senza dettagli

L'Iran "avrà benefici se rispettera' gli accordi". Lo ha detto il vicepresidente JD Vance, parlando a Cnn. Il documento firmato domenica, ha spiegato, "è di una pagina e mezzo" e "non include i dettagli operativi dell'intesa". 

Media Teheran, 'udite 3 esplosioni a sud isola di Qeshm'

Tre esplosioni sono state udite a sud dell'isola di Qeshm, nei pressi dello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito l'agenzia di stampa iraniana Mehr, senza fornire dettagli.

Vance, nessun aiuto alla firma, ma Iran potrebbe accedere a 300 miliardi ricostruzione

Non c'è neanche un dollaro che sarà sborsato in termini di allentamento delle sanzioni o aiuti all'Iran alla firma dell'accordo. Teheran avrà benefici economici solo se rispetterà i suoi impegni. Lo ha chiarito il vicepresidente americano JD Vance in varie interviste ai media americani, ai quali ha spiegato che l'Iran potrebbe avere accesso a fondo per la ricostruzione da 300 miliardi se manterrà gli impegni presi. Sui fondi si è aperto il dibattito. L'amministrazione ha spiegato che Teheran prima di accedere a tali risorse dovrà smantellare il suo programma nucleare, mettere fine al suo sostegno a gruppi terroristi e portare avanti significative riforme.

Guerra Iran, rischio shock alimentare globale. Verso ondata rincari: i prodotti colpiti

Lo spettro di un aumento generalizzato dei prezzi a causa della guerra in Iran e del blocco dello Stretto di Hormuz si fa sempre più concreto. A venire travolti da questa ondata di ricari sono fertilizzanti, mangimi, energia, trasporti e logistica, e così anche grano, latte, carne e prodotti trasformati. A rendere più complesso il quadro ci sono anche le variabili climatiche. Ecco i possibili scenari.

Guerra Iran, rischio shock alimentare globale: arriva ondata rincari

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Media Teheran, cinque navi hanno passato il blocco Usa

L'iraniana Press Tv sostiene che tre petroliere e due navi che trasportavano beni essenziali per l'Iran hanno attraversato il blocco navale Usa.

Usa-Iran, cessate il fuoco e riapre Hornuz: i punti dell'intesa (ma nodo nucleare resta)

Dopo tre mesi di conflitto, Washington e Teheran annunciano un'intesa con firma imminente che potrebbe chiudere la guerra. Il testo, dato per "concordato" da fonti negoziali, non è però ancora stato diffuso integralmente e su alcuni nodi centrali (il nucleare in primis) emergono versioni discordanti tra le due parti. Ecco i punti dell'accordo secondo quanto trapelato finora.

Usa-Iran, cessate il fuoco e fine blocco navale: i punti dell'accordo

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Le riserve petrolifere Usa scendono ai minimi dal 1983

Le riserve petrolifere americane sono scese al livello più basso dal 1983, con l'amministrazione che continua a immettere greggio sui mercati per mitigare l'aumento dei prezzi. Secondo i dati diffusi dal Dipartimento per l'Energia, le riserve ammontano ora a 340 milioni di barili.

Iran, media Teheran: iniziata revoca blocco navale Usa

Sarebbe iniziata la revoca del blocco navale statunitense nei confronti dei porti iraniani. E' quanto sostiene Press Tv, all'indomani della firma del memorandum di intesa tra Teheran e Washington. Secondo l'emittente, "tre petroliere e due navi cariche di beni essenziali per l'Iran hanno superato il blocco navale".

Guerra Iran, impatto su imprese italiane: persi 1,6 mld export, boom costi materie prime

Il conflitto in Iran sta avendo pesanti ripercussioni sulle imprese italiane. A lanciare l’allarme è Confartigianato che avverte sul peso di “una doppia forte pressione”. L’Italia ha perso oltre un miliardo e mezzo di esportazioni, peggio della media dei Paesi dell’Unione Europea. A ciò si aggiunge l’aumento dei prezzi di energia e materie prime. “È un effetto tenaglia”, è l’avviso di Marco Granelli, presidente della confederazione di artigiani e piccole e medie imprese.

Guerra Iran, l’impatto sulle imprese italiane: export giù e boom costi

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Borse: Wall Street in forte rialzo dopo il memorandum Usa-Iran

Chiusura in deciso rialzo per Wall Street nella seduta di oggi, dopo l'annuncio del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran che ha alimentato l'ottimismo dei mercati e fatto balzare l'indice Dow Jones dello 0,92%. Ancora più marcato il progresso del Nasdaq, che ha chiuso in rialzo di circa il 3%, trainato dai titoli tecnologici e del comparto Ia. Bene anche lo S&P 500, in crescita dell'1,65%.

Netanyahu: "Obiettivi raggiunti, ma non so quando regime cadrà"

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha respinto le critiche sull'esito della campagna militare congiunta con gli Stati Uniti contro l'Iran e ne ha rivendicato i risultati, pur riconoscendo che il regime di Teheran è ancora in piedi. "Non è andata affatto male. Ho definito gli obiettivi - e il governo ha definito gli obiettivi - in modo diverso da quello che avete detto", ha affermato in conferenza stampa, rispondendo a una domanda sul mancato cambio di regime.

Netanyahu ha poi sostenuto che "l'Iran si trova in una situazione economica molto difficile. Abbiamo colpito tutte le possibili infrastrutture. Il danno è enorme. Ci sono crepe anche all'interno di questo regime". "Posso dirvi quando cadrà questo regime? Non lo so. Avrei poturo dirvi quando sarebbe caduto il regime sovietico? No. Non avrei potuto", ha concluso.

Vacanze estate 2026, aumentano i prezzi e cambiano le mete: gli effetti della guerra

Il conflitto in Medio Oriente si abbatte sulle ferie estive degli italiani, da un lato modificando le scelte delle famiglie, e dall'altro portando a cambiamenti delle tariffe turistiche. Lo afferma Assoutenti, che ha realizzato il Dossier vacanze 2026 attraverso il quale analizza i costi che dovranno affrontare i cittadini che si concederanno un periodo di villeggiatura nel mese di agosto. Ecco cosa sapere

Vacanze, prezzi aumentano e le mete cambiano: gli effetti della guerra

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Hamas: "Bene il memorandum con Usa, ora stop aggressione anche a Gaza"

Hamas ha accolto con favore il memorandum d'intesa firmato da Stati Uniti e Iran, esprimendo la speranza che possa contribuire a mettere fine alle violenze anche nella Striscia di Gaza. In una nota, la fazione palestinese ha "accolto con favore l'accordo annunciato sul memorandum d'intesa tra la Repubblica islamica dell'Iran e gli Stati Uniti", congratulandosi con Teheran per la sua "fermezza di fronte a pressioni e sfide".

Hamas ha inoltre auspicato che l'intesa "possa rappresentare un passo per contribuire a rafforzare la stabilità regionale" e abbia ricadute positive, in particolare "sulla cessazione immediata dell'aggressione sionista in corso contro il nostro popolo palestinese nella Striscia di Gaza" e sulla fine delle violazioni contro Libano e altri fronti.

Guterres: "Hezbollah e Israele fermino i combattimenti"

Il Segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, non ha ancora visto il testo dell'accordo di pace firmato da Stati Uniti e Iran, ma si augura che in Libano cessino i combattimenti. Lo ha detto il suo portavoce, Stephane Dujarric, rispondendo alle domande dei giornalisti. "Anche noi non abbiamo ancora visto il testo dell'accordo, ma attendiamo con interesse di poterlo esaminare", ha detto. "Ma il messaggio del Segretario generale è chiaro: fermare i combattimenti; fare in modo che Hezbollah rispetti la risoluzione del Consiglio di Sicurezza; consentire al governo del Libano di detenere il monopolio delle armi e di esercitare la propria autorità su tutto il territorio nazionale; e fare in modo che Israele rispetti l'integrita' territoriale e la sovranità del Libano", ha aggiunto.

Hamas esprime soddisfazione per l'accordo

Hamas accoglie con favore l'accordo tra Stati Uniti e Iran, esprimendo la speranza che possa contribuire a porre fine alle violenze nella Striscia di Gaza. Israele e Hamas si scambiano quasi quotidianamente accuse di violazione della tregua e la Striscia di Gaza rimane dilaniata dal sangue, mentre i progressi verso una fine definitiva della guerra restano bloccati, anche a causa del rifiuto del gruppo di deporre le armi. In una dichiarazione, Hamas afferma di "accogliere con favore l'accordo annunciato sul memorandum d'intesa tra la Repubblica islamica dell'Iran e gli Stati Uniti", congratulandosi con l'Iran, suo sostenitore, per la sua "fermezza... di fronte alle pressioni e alle sfide". "Ci auguriamo che questo accordo possa contribuire a rafforzare la stabilità regionale e ad avere un impatto positivo su diverse questioni regionali, in primis la cessazione immediata dell'aggressione sionista in corso contro il nostro popolo palestinese nella Striscia di Gaza e la fine dei ripetuti attacchi e delle violazioni contro il Libano e su tutti gli altri fronti", aggiunge Hamas.

Prezzo petrolio in forte calo dopo accordo Usa-Iran per riapertura Stretto di Hormuz

Il Wti con consegna a luglio passa di mano a 80,76 dollari al barile, mentre il Brent con consegna ad agosto è scambiato a 83,50 dollari al barile

Prezzo petrolio in forte calo dopo raggiungimento accordo Usa-Iran

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Onu: "Israele liberi palestinesi detenuti senza accuse"

Dopo la morte di un altro detenuto palestinese nelle carceri israeliane, le Nazioni Unite hanno lanciato un appello percheé Israele permetta alla Croce Rossa internazionale e ad altri osservatori indipendenti di visitare le carceri israeliane e di liberare chi non è stato raggiunto da accuse formali. Lo ha detto il portavoce, Stephane Dujarric, commentando il decesso di Ahmed Rajah Serhan, 47 anni, morto in carcere per quella che le autorità israeliane hanno catalogato come "complicazione cardiaca". Sono oltre cento i detenuti palestinesi morti in carcere dal 7 ottobre 2023. "Abbiamo ripetutamente espresso la nostra preoccupazione riguardo alla condizione e alla sorte dei detenuti palestinesi. Chiediamo che le persone detenute senza accuse formali vengano quantomeno rilasciate e chiediamo inoltre che tali strutture possano essere visitata dalla Croce Rossa e da altri organismi di monitoraggio", ha detto.

Iran, Forze armate mantengono il livello di allerta

L'Iran intende "mantenere il livello di allerta delle forze armate più alto che mai" in vista dell'entrata in vigore dell'accordo con gli Stati Uniti. Lo ha dichiarato un portavoce dell'esercito iraniano. "Aumenteremo le nostre capacità di difesa durante il periodo di validità dell'accordo", ha dichiarato il portavoce, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa iraniana Fars. "Se il nemico viola l'accordo o il memorandum d'intesa, riporteremo rapidamente e con forza la situazione militare nella regione alle condizioni precedenti all'accordo", aggiunge la dichiarazione. 

Iran-Usa, c’è l’accordo: firma venerdì. Meloni: "Occasione di pace da cogliere". Reazioni

Nella notte italiana tra domenica 14 e lunedì 15 giugno, il Pakistan ha annunciato il raggiungimento dell’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran: la cerimonia ufficiale di firma sarà venerdì 19 giugno in Svizzera. Da Macron a Meloni, dai vertici Ue ai Paesi del Medio Oriente: ecco le principali reazioni arrivate dai leader politici di tutto il mondo

Accordo Iran-Usa, Meloni: 'Occasione di pace da cogliere'. Le reazioni

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Usa Iran, dall'attacco del 28 febbraio all'accordo di pace: le tappe della guerra

Centosei giorni. Tanto è durata la "terza guerra del Golfo" che ha visto contrapposti Stati Uniti, Israele e Iran. Dopo il fallimento dei colloqui di Ginevra sul nucleare, alle 8:15 (ora iraniana) del 28 febbraio 2026 Usa e Israele hanno sferrato un raid aereo a sorpresa per decapitare i vertici militari di Teheran. Nella notte italiana tra il 14 e il 15 giugno 2026, poi, è stato annunciato l'accordo di pace. Ecco tutte le tappe del conflitto.

Usa-Iran, dall’attacco del 28 febbraio alla pace di Ginevra: le tappe

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Netanyahu: "Mi ricandido alle elezioni e intendo vincere"

"Concorrerò alle elezioni e intendo vincere". Lo ha detto Benjamin Netanyahu rispondendo alla domanda di un giornalista: "Può dire che è lei che governa Israele e non Trump, e si ricandiderà?". "I miei rappprti con Trump sono quelli di due partner di lunga data, e ogni tanto ci sono divergenze. Chi pensa che si possa non prendere in considerazione quello che dice il nostro alleato Usa, sbaglia. Ma alla mia guida, ho dimostrato di aver portato Israele alla sua posizione di forza attuale", ha aggiunto il premier. 

Hezbollah: "Respinta una forza israeliana nel sud del Libano"

"Abbiamo respinto una forza nemica che tentava di avanzare dalla zona di Arnoun verso il punto di attraversamento alla periferia di Kfar Tebnit, utilizzando missili e artiglieria, costringendola alla ritirata". E' quanto si legge in un comunicato di Hezbollah, pubblicato dall'agenzia libanese Nna. "La Resistenza islamica, dopo aver monitorato una forza appartenente all'esercito nemico israeliano composta da un bulldozer e due carri armati Merkava che avanzava dalla zona di Arnoun, ha effettuato una manovra a tenaglia verso l'area di attraversamento alla periferia della città di Kfar Tebnit alle 18:15 di oggi, affrontandola con missili guidati e droni Ababil, costringendola alla ritirata". 

Netanyahu: "Faremo il necessario per impedire all'Iran l'atomica"

"Faremo tutto il necessario per impedire all'Iran di ottenere l'arma nucleare". Lo ha dichiarato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, in conferenza stampa. 

Netanyahu: "Libertà d'azione in Libano per sventare gli attacchi"

"Manteniamo la libertà di azione per sventare gli attacchi". Lo ha dichiarato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, in conferenza stampa.

Netanyahu: "Gaza non è più una minaccia per Israele"

"Non possiamo nemmeno paragonare la situazione di Israele prima del 7 ottobre a oggi. Oggi Israele è forte: Gaza non rappresenta più una minaccia per Israele. Ora al confine con Gaza c'è una domanda incredibile di persone che vogliono trasferirsi. Lo stesso accadrà con il confine Nord. Stiamo lavorando per risolvere un problema mondiale, i droni a fibra ottica. Abbiamo iniziato ad operare alcune soluzioni in Libano". Ha affermato Benjamin Netanyahu in conferenza stampa rispondendo alle domande dei giornalisti israeliani. 

Netanyahu: "Non sono certo dei dettagli dell'intesa"

"Non sono certo dei dettagli dell'accordo tra Stati Uniti e Iran". Lo ha dichiarato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, in conferenza stampa.

Netanyahu: "Impossibile paragonare Israele del 7 ottobre a oggi"

"E' impossibile paragonare Israele del 7 ottobre con Israele di oggi". Lo ha dichiarato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, in conferenza stampa. 

Netanyahu: "In Libano distrutti maggior parte di 150mila missili di Hezbollah"

"In Libano abbiamo eliminato la maggior parte dell'arsenale di 150 mila missili di Hezbollah che Nasrallah aveva costruito per anni. Abbiamo occupato punti strategici come il Beaufort. Abbiamo eliminato migliaia di terroristi e infrastrutture anche in Libano, a Gaza. Abbiamo fatto tornare tutti i nostri ostaggi da Gaza, grazie al fatto che siamo entrati a Rafah. Abbiamo creato zone cuscinetto a Gaza, in Libano, in Siria. E vi rimarremo fin quanto necessario per garantire la nostra sicurezza. Non permetteremo più quello che è accaduto il 7 ottobre". Lo ha dichiarato in conferenza stampa il premier israeliano Benjamin Netanyahu.

Netanyahu: "Trump è un amico ma a volte abbiamo opinioni divergenti"

Il presidente americano, Donald Trump, "è un amico e sostenitore ma a volte abbiamo opinioni divergenti". Lo ha dichiarato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, in conferenza stampa. 

Netanyahu: "Abbiamo spezzato l'asse del male iraniano"

"Abbiamo spezzato l'asse del male iraniano". Lo ha dichiarato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, in conferenza stampa. 

Netanyahu: "Cosa abbiamo ottenuto in Iran? Eliminato la minaccia imminente"

"La gente mi chiede cosa abbiamo ottenuto.  Abbiamo ottenuto l'eliminazione di una minaccia esistenziale e imminente nei nostri confronti. Abbiamo eseguito con i nostri alleati americani il più grande attacco aereo della storia d'Israele. Abbiamo eliminato gli scienziati nucleari, la leadership del regime del terrore, abbiamo decimato la maggior parte del programma missilistico e infinite infrastrutture militari. Comandanti dei Basij che massacravano la propria popolazione. Abbiamo inflitto danni per milioni di miliardi di dollari". Lo ha detto Benjamin Netanyahu in conferenza stampa.

Netanyahu: "Costruiremo nuove alleanze nella regione e fuori"

"Costruiremo nuove alleanze con Paesi della regione e al di fuori della regione e garantiremo la nostra indipendenza nelle armi". Lo ha annunciato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, in conferenza stampa. 

Netanyahu: "Rimarremo nelle zone di sicurezza per il tempo necessario"

"Rimarremo nelle zone di sicurezza per tutto il tempo necessario a garantire la sicurezza di Israele". Lo ha dichiarato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, in conferenza stampa sull'accordo tra Stati Uniti e Iran. Le zone di sicurezza sono state stabile da Israele in Libano e nella Striscia di Gaza.

Aoun parla con Araghchi: "Accordo sia passo per ridurre le tensioni"

Il presidente libanese Joseph Aoun ha salutato con favore l'accordo annunciato tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra in Medio Oriente, durante una telefonata con il ministro degli Esteri e diplomatico di Teheran, Abbas Araghchi, come riportato in un comunicato della presidenza libanese. Il leader libanese ha affermato di sperare che l'accordo rappresenti un "passo positivo verso la riduzione delle tensioni e l'apertura della strada a soluzioni diplomatiche", mentre Araghchi ha sottolineato "l'importanza di rispettare la sovranità del Libano", si legge nel comunicato. 

Netanyahu: "La nostra lotta non è ancora finita"

"La nostra lotta non è ancora finita". Lo ha dichiarato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, in conferenza stampa sull'accordo tra Stati Uniti e Iran.

Netanyahu: "Abbiamo salvato Israele dalla minaccia di annientamento"

"Le persone chiedono cosa abbiamo ottenuto, e la risposta è: abbiamo rimosso la minaccia immediata d'annientamento". Lo ha dichiarato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, in conferenza stampa.

Netanyahu: "Con o senza accordo non avrà armi nucleari"

"La missione della mia vita è la lotta contro il programma nucleare iraniano. Con un accordo o senza un accordo - l'Iran non avrà armi nucleari". Lo ha dichiarato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, in conferenza stampa.

Erdogan: "Spero accordo con Usa porti stabilità nella regione"

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan si è detto speranzoso che l'accordo raggiunto tra Iran e Stati Uniti "apra completamente la strada all'instaurazione di una pace e una stabilità durature nella nostra regione".  "E' stato compiuto un passo fondamentale nella guerra iniziata il 28 febbraio in seguito alle provocazioni israeliane, consentendo a questa regione in tensione di tirare un sospiro di sollievo", ha dichiarato ai giornalisti, uscendo da una riunione del suo gabinetto ad Ankara. 

Crosetto: "L'Italia pronta a impegnarsi per sminare Hormuz ma mancano condizioni"

L'Italia è "pronta dal punto di vista tecnico ad impegnarsi" nelle operazioni di sminamento dello stretto di Hormuz. Lo ha detto Guido Corsetto parlando con i giornalisti all'ambasciata italiana a Washington dopo il bilaterale con Pete Hegseth.  Il ministro della Difesa ha tuttavia precisato che al momento "mancano le precondizioni: un accordo implementato e una volontà di tutte e due le parti di accettare questa missione". "Non andiamo a fare la guerra, andiamo a fare lo sminamento, quindi deve essere garantita da tutte e due le parti la pace", ha sottolineato il ministro ricordando che comunque serve l'autorizzazione del Parlamento. 

Pezeshkian: "Memorandum con gli Usa un orgoglio per l'Iran, Khamenei ci ha guidati"

Il presidente della Repubblica iraniana, Masoud Pezeshkian, ha affermato in un post su X che "il memorandum d'intesa" con gli Usa "può essere considerato un documento d'orgoglio per il Paese". Pezeshkian ha ringraziato la Guida Suprema Mojtaba Khamenei per aver "svolto un ruolo fondamentale nell'inserimento di clausole a tutela degli interessi nazionali", sostenendo che "quanto concordato rappresenta un passo importante per la fine della guerra e l'avvio dei negoziati", nonostante "un'intesa definitiva debba essere ancora raggiunta". 

Hamas: "Speriamo che l'accordo Usa-Iran metta fine all'aggressione di Israele a Gaza e Libano"

Hamas ha accolto con favore l'accordo tra Stati Uniti e Iran e dice di sperare che "abbia un impatto positivo su diverse questioni regionali, prima fra tutte l'immediata cessazione dell'aggressione sionista in corso contro il nostro popolo palestinese nella Striscia di Gaza e la fine dei ripetuti attacchi e delle violazioni contro il Libano e altri fronti". Lo riporta Al Jazeera. La sicurezza e la stabilità nella regione, aggiunge Hamas, sono impossibili finché Israele "continua la sua guerra di sterminio, fame e sfollamento" contro il popolo palestinese. 

Pezeshkian: "Non c'è ancora accordo definitivo e non ci faremo umiliare"

"Quanto concordato rappresenta un passo importante per fermare la guerra e avviare i negoziati, anche se un accordo definitivo deve ancora essere raggiunto". Lo ha dichiarato in un post su X il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, commentando il memorandum d'intesa firmato digitalmente ieri da Teheran e Washington. "La Repubblica Islamica dell'Iran è pronta a tutte le opzioni, e il focus del governo, con o senza accordo, è servire con onestà il popolo - ha aggiunto Pezeshkian - La nazione iraniana ha imparato dal suo Imam martire (l'ayatollah Ali Khamenei, ndr) a non sottomettersi all'umiliazione".

Pezeshkian: "Intesa importante ma non è l'accordo finale"

"Quanto concordato rappresenta un passo importante per fermare la guerra e avviare i negoziati, ma un accordo definitivo non è ancora stato raggiunto". Lo scrive su X il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian. "La Repubblica Islamica dell'Iran è pronta a tutte le opzioni e, con o senza accordo, la priorità del governo resta servire il popolo con sincerità. Il popolo iraniano ha imparato dal suo Imam martire a non sottomettersi mai all'umiliazione", aggiunge. Il capo di Stato sottolinea inoltre che "dopo intensi colloqui, la stragrande maggioranza dei membri del Consiglio supremo ha sostenuto il testo del memorandum d'intesa affinché venga messa concretamente alla prova la reale volontà degli Stati Uniti di rispettare i diritti del popolo iraniano". "Il memorandum elaborato è il risultato di mesi di negoziati e di continui sforzi in questa direzione e, se tutte le sue disposizioni verranno attuate correttamente, potrà essere considerato un documento motivo di orgoglio per il Paese", evidenzia ancora Pezeshkian.

Idf: "Eliminati due comandanti di battaglione di Hamas a Gaza"

"L'Idf ha eliminato oggi il terrorista Saleh Ramadan Muhammad Khalifa, comandante di una cellula del battaglione Nuseirat di Hamas, nella Striscia centrale e, nel nord Muhammad Musa Diab al-Habil, comandante di una cellula del battaglione Jabalia occidentale di Hamas". Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota, aggiungendo che "i terroristi stavano pianificando attacchi contro le truppe, rappresentavano una minaccia imminente e sono stati eliminati con attacchi mirati". 

Fonti Usa alla Cnn: "Oman mediatore ambiguo, estromesso da negoziati"

Un alto funzionario dell'amministrazione statunitense ha accusato l'Oman di aver avuto un comportamento "ambiguo" durante i negoziati con l'Iran, pertanto Washington ha deciso "estromettere" il Sultanato dal ruolo di mediatore. "Eravamo molto insoddisfatti del lavoro svolto dagli omaniti. Abbiamo ritenuto che fossero molto ambigui e quasi come dipendenti degli iraniani nel modo in cui si sono mossi, perciò li abbiamo sostanzialmente estromessi da questo processo", ha dichiarato il funzionario alla Cnn. 

Media Israele: "In 2-3 settimane si capirà se si potrà arrivare a un accordo sul nucleare, l'opzione militare Usa resta"

''Attualmente gli iraniani stanno acconsentento a rinunce senza precedenti sulla questione nucleare e per questo stiamo considerando nostre concessioni. Tuttavia, tra due o tre settimane capiremo se le intenzioni degli iraniani sono reali e si potrà arrivare a un accordo sul nucleare. In caso negativo, il presidente Trump ha una serie di strumenti a suo favore, incluso il ritorno all'offensiva militare''. Lo riporta Channel 12 citando una fonte dell'amministrazione Trump. 

Nyt: "Vance, Witkoff e Kushner guideranno delegazione Usa a Ginevra"

Il vicepresidente americano Jd Vance e gli inviati speciali Steve Witkoff e Jared Kushner guideranno la delegazione statunitense a Ginevra per la firma del memorandum d'intesa con l'Iran. Lo riferisce il New York Times citando funzionari americani, secondo cui sarà lo stesso Vance a condurre la seconda fase di negoziati con Teheran. 

I cacciamine europei verso lo Stretto di Hormuz

Libano, Trump: "Impegno per la fine della guerra, credo troveremo una soluzione"

"Vogliamo porre fine al conflitto in Libano, perché sembra che non finirà mai". Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, all'inizio dell'incontro bilaterale a Evian con il padrone di casa, il presidente francese Emmanuel Macron. Il Libano "è un problema su cui dobbiamo lavorare, ma credo che troveremo una soluzione", ha aggiunto il presidente americano.

Netanyahu convoca una conferenza stampa alle 20

L'ufficio di Benjamin Netanyahu ha annunciato che questa sera alle 21 locali (le 20 in Italia) il premier terrà una conferenza stampa in diretta con i giornalisti israeliani. Precedentemente i media israeliani avevano preannunciato una dichiarazione del primo ministro per le 20 ora locale (le 19 in Italia), mentre ora l'ufficio del premier ha specificato l'orario. 

Macron a Trump: "Caccia e navi pronti per supporto ad Hormuz"

"A partire da domani i caccia sono già sul posto e possono fornire supporto nelle missioni di osservazione. Entro 48 ore, le fregate potranno essere dispiegate ed entro due o tre giorni la portaerei, insieme alle fregate di scorta e all'intero gruppo d'attacco, sarà pronta. Ovviamente, tutto ciò dipende dai desideri e dalle richieste degli Stati Uniti, dell'Iran e dell'Oman". Così il Presidente francese Emmanuel Macron nelle dichiarazioni prima del bilaterale con Trump al G7 ad Evian.

Sky Cube 15/06 - Qual è la strategia di Roberto Vannacci?

Trump: "Speriamo ci sia un ottimo rapporto con l'Iran"

"Speriamo che ci sarà un ottimo rapporto con l'Iran". Lo ha detto Donald Trump nel corso dell'incontro bilaterale con Emmanuel Macron. 

Trump: "Adesso molte grandi cose in Medio Oriente, petrolio giù"

"Credo che molte grandi cose accadranno in Medio Oriente adesso, e soprattutto il prezzo del petrolio sta crollando e la borsa sta salendo alle stelle". Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, all'inizio dell'incontro bilaterale a Evian con il padrone di casa, il presidente francese Emmanuel Macron. Trump ha aggiunto di essere "dispiaciuto" di essere stato costretto a "tornare all'attacco per due notti" in Iran precisando che spera che con l'accordo con Teheran si instauri un "buon rapporto e che andremo d'accordo".

Trump: "In Iran c'è una nuova leadership"

"In Iran c'è una leadership diversa. Come sapete, il primo gruppo di leader non c'è più. Anche il secondo gruppo non c'è più. E abbiamo trovato il terzo gruppo molto intelligente: forte e molto intelligente. Alla fine siamo riusciti a concludere un accordo. Mi è dispiaciuto soltanto aver dovuto riprendere gli attacchi per due notti": lo ha detto Donald Trump a Evian, parlando al G7 al fianco del presidente francese Emmanuel Macron. "Pensavo che sarebbe stato necessario attaccare anche per una terza notte, ma abbiamo concluso l'accordo prima - ha continuato Trump - credo che in questo momento molte cose positive stiano per accadere in Medio Oriente. E, cosa molto importante, il prezzo del petrolio sta crollando".

Libano, Trump: "Vogliamo risolvere questione, parleremo con Hezbollah"

"Vogliamo vedere se riusciamo a risolvere la questione del Libano, perché sembra proprio non finire mai". Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump, parlando ai giornalisti prima dell'incontro bilaterale con Emmanuel Macron. Il tycoon ha definito lo scenario libanese come una "versione in miniatura di quello che stavamo facendo" in Iran, la cui risoluzione "non dovrebbe essere difficile". "Dovremo farci una chiacchierata con Hezbollah", ha aggiunto. 

Trump: "Per Hormuz non servirà aiuto, ma 2-3 navi fanno comodo"

Non ci saranno pedaggi nello Stretto di Hormuz. Lo ha ribadito il presidente americano Donald Trump, parlando ai giornalisti prima del bilaterale con l'omologo francese Emmanuel Macron. "Abbiamo avuto una piccola discussione con l'Iran al riguardo. È senza pedaggi, quindi non credo che avremo bisogno di molto aiuto. Ma non credo sia una cattiva idea avere là una o due navi di alcuni paesi - ha detto a proposito della missione internazionale, di cui la Francia fa parte - Mandare navi farebbe di voi un grande Paese. Non si sa mai cosa può succedere, ma penso che sarà aperto e credo che la navigazione sarà libera". 

Guerra in Iran, Trump: "Andiamo ben d'accordo con la uova leadership di Teheran"

Macron a Trump: "Pronti a dispiegare caccia, fregate e portaerei ad Hormuz"

"Vorrei che la Francia potesse dispiegare una o due navi" per mettere al sicuro la riapertura dello Stretto di Hormuz, ha detto oggi Donald Trump, al G7 di Evian, nel corso del colloquio bilaterale con Emmanuel Macron. Il presidente francese ha risposto: "Noi siamo pronti ad avere, fin da domani, dei caccia sul posto, che possono aiutare in missioni di ricognizione. Entro 48 ore, possono essere ovviamente dispiegate delle fregate, poi la portaerei. Insomma, siamo pronti".

Media: "Usa non ridurranno forze in Medioriente prima dell'accordo su nucleare"

"Per il momento non ridurremo le forze militari in Medio Oriente, fino a quando non verrà raggiunto un accordo sul programma nucleare con l'Iran. Se ci saranno progressi nell'attuazione dell'accordo, potremo iniziare a farlo". Lo riporta Channel 12 citando 'un alto funzionario Usa'.

Media Libano: "Hezbollah lancia missile contro veicoli israeliani a Nabatiyeh"

Secondo quanto riferito dal quotidiano libanese L'Orient-Le Jour, alcuni combattenti di Hezbollah hanno lanciato un missile contro dei veicoli israeliani che tentavano di avanzare verso le colline di Ali el-Taher, nel distretto di Nabatiyeh. Una fonte vicina al gruppo sciita, tuttavia, non ha potuto ancora confermare la notizia riportata dal media libanese. Si tratterebbe del primo attacco di Hezbollah dopo l'accordo raggiunto tra Usa e Iran. 

Trump: "Io a firma intesa in Svizzera? Potrei esserci come no"

Donald Trump non ha escluso la propria presenza venerdì 19 in Svizzera per la firma dell'accordo con l'Iran. "Dipende - ha risposto a una domanda dei giornalisti - Verrà Jd Vance, era previsto firmasse lui. Io probabilmente me ne sarò già andato a quel punto. Ma staremo qua a lungo, quindi potrei esserci, come no". 

Trump a Macron: "Usa non hanno bisogno di molto aiuto per riaprire Hormuz"

Gli Stati Uniti non hanno bisogno di "molto aiuto" per riaprire lo Stretto di Hormuz. Lo ha detto Donald Trump al presidente francese Emmanuel Macron. 

Trump: "Intesa con Iran un documento potente, non come quello di Obama"

Il memorandum di'intesa con l'Iran è un "documento potente, non come quello di Obama che era terribile". Lo ha detto Donald Trump al termine del bilaterale con Emmanuel Macron a margine del G7. 

Tajani: "Pronti a fare nostra parte"

L'Italia è pronta a fare la sua "parte" nello sminamento dello Stretto di Hormuz. Lo sottolinea il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a Lussemburgo al termine del Consiglio Affari Esteri. "Vediamo che cosa succederà - dice - noi siamo pronti a fare la nostra parte, a partecipare anche a una missione militare per lo sminamento e per garantire la libertà di circolazione". 

"Appena ci sarà un'azione concreta - continua - e ne ho parlato a lungo anche con il vice primo ministro pakistano" Mohammad Ishaq Dar, "dopo averlo ringraziato per l'opera di mediazione svolta. Vediamo cosa accadrà dopo la firma a Ginevra: noi siamo pronti a fare la nostra parte. Se ne parlerà, credo, anche al G7 in Francia". 

Per il ministro, "l'Italia sarà protagonista di una nuova stagione di difesa della libertà di navigazione, così come stiamo facendo con la nostra Marina Militare nel Mar Rosso e con la missione Atalanta contro la pirateria. Così faremo, se ci sarà un accordo, anche a Hormuz", conclude.

Trump: "L'accordo con l'Iran non prevede un allentamento delle sanzioni"

L'accordo con l'Iran non include alcun allentamento delle sanzioni. Lo ha detto Donald Trump nel corso del bilaterale con Emmanuel Macron. "È davvero una questione di comportamento. Se fanno quello che devono fare... ", ha aggiunto Trump. 

Trump: "L'Iran non avrà la bomba nucleare"

"Venerdì lo Stretto di Hormuz sarà completamente aperto". Lo ha ribadito il presidente statunitense Donald Trump. "Noi stiamo lavorando benissimo con l'Iran, che non è più guidato dagli stessi dirigenti". "L'Iran - ha poi sottolineato Trump - non avrà mai la bomba nucleare". Il presidente francese Emmanuel Macron, al suo fianco, ha reso omaggio all'"importante accordo" fra gli Stati Uniti e l'Iran, firmato ieri: "Importante - ha detto - perché risolve la questione del nucleare. E' un tema importante per la pace in tutto il mondo".

Media: "Netanyahu rilascia una dichiarazione questa sera"

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu rilascerà una dichiarazione video questa sera alle 20 locali, le 19 italiane. Lo riportano i media israeliani. La dichiarazione arriva quasi 24 ore dopo dall'annuncio sull'accordo Usa-Iran. 

Media: "Fonte Usa: il ritiro dell'Idf dal Libano non è parte del memorandum con l'Iran"

Un funzionario dell'amministrazione Trump ha affermato che il ritiro dell'Idf dal Libano ''non è una condizione nel memorandum con l'Iran'' e che "se Hezbollah attacca Israele, Israele avrà il diritto di contrattaccare''. Lo riporta Channel 11. 

Trump: "Lo Stretto di Hormuz sarà completamente aperto venerdì"

Il presidente americano, Donald Trump, parlando oggi pomeriggio dopo l'incontro bilaterale con il capo dello stato francese Emmanuel Macron, al vertice del G7 di Evian, ha assicurato che "lo Stretto di Hormuz sarà completamente aperto venerdì". 

Macron a Trump: "Accordo un passo importante, ci prenderemo la responsabilità per sostenerlo"

"Ci prenderemo nostre responsabilità per sostenere accordo, che è un passo molto importante per la pace e l'economia globale". E' quanto ha detto Emmanuel Macron parlando oggi al fianco di Donald Trump prima del bilaterale con il presidente americano ad Evian, dove stasera si apere il vertice del G7.

Fonti Usa: "Dettagli su intesa nelle prossime 24-48 ore"

I dettagli dell'intesa tra Stati Uniti e Iran "verranno resi noti nelle prossime 24-48 ore". Lo rende noto un alto funzionario americano parlando con i giornalisti.

Usa: "Il dispiegamento militare rimane anche in fase 2"

Gli Stati Uniti manterranno "l'attuale postura militare durante la prossima fase dei negoziati". Lo ha dichiarato un alto funzionario americano parlando con i giornalisti. "La riduzione avverrà con l'accordo definitivo", ha spiegato.

Media: "Idf presidia la Linea gialla in Libano ma riduce l'attività oltre il Litani"

L'Idf continua le ''operazioni di routine'' all'interno della zona di sicurezza nel sud del Libano, mentre al contempo si sta registrando una riduzione delle attività offensive nelle aree oltre la Linea Gialla, ossia l'area tra i fiumi Litani e Zahrani dove una parte delle truppe israeliane ha operato nelle ultime settimane. Lo riporta Channel 12, citando fonti sul campo. In vista della sigla del memorandum di intesa tra Usa e Iran, che includerebbe  una cessazione delle ostilità anche sul fronte israelo-libanese, l'emittente riferisce che il Capo di Stato Maggiore ha dato istruzioni di continuare a presidiare la zona cuscinetto del Libano meridionale e a mantenere la superiorità aerea nell'area ancora per almeno 60 giorni, pur essendo pronto a eventuali riorganizzazioni delle truppe in base alle direttive del rango politico. 

Hezbollah: "Bene l'intesa Iran-Usa, apprezzata fermezza Teheran"

"Ci congratuliamo per il raggiungimento di un'intesa tra Iran e Washington che ha portato all'instaurazione di un cessate il fuoco in tutti i fronti, incluso il Libano. Questo grande successo è il frutto della resistenza senza precedenti, della perseveranza straordinaria e dei sacrifici immensi del popolo iraniano e della sua saggia leadership nel cammino di preservare la dignità, la sovranità e l'indipendenza nazionale". Così Hezbollah, in una dichiarazione riportata dall'agenzia iraniana Fars. Hezbollah, si legge ancora, "apprezza e sottolinea le posizioni ferme dell'Iran nel sostegno al Libano, al suo popolo e alla sua resistenza, nonché la loro insistenza sulla presenza del Libano in qualsiasi accordo che porti alla cessazione della guerra e alla preservazione dei diritti di questo paese. La Repubblica Islamica dell'Iran ha dimostrato una volta di più di essere un sostenitore e un alleato potente e leale". "Il Libano deve trarre il massimo vantaggio da questo sostegno regionale e internazionale per realizzare la propria sovranità nell'ambito dell'unità interna. Ciò che è stato realizzato è un preludio al completamento della liberazione totale del nostro territorio". 

Israele, media: "Probabile elezioni il 27 ottobre, non prima"

E' probabile che le elezioni in Israele si tengano come previsto il 27 ottobre, non prima. Lo ha riferito una fonte al Times of Israel secondo la quale né il premier Benjamin Netanyahu né i partiti ultraortodossi - che inizialmente avevano spinto elezioni anticipate a settembre - sono più interessati perché puntano ad approvare una serie di leggi controverse, come quella sugli asili nido e sulla leva militare.

Kallas: "Includere il Libano nel cessate il fuoco"

Per l'Unione Europea, il Libano deve essere coperto dal cessate il fuoco concordato tra Usa e Iran. Lo dice l'Alta Rappresentante dell'Ue Kaja Kallas. "Durante il Consiglio Affari Esteri a Lussemburgo "abbiamo discusso, ovviamente, della questione del Libano. E anche i ministri hanno detto che il Libano dovrebbe essere incluso nel cessate il fuoco perché è davvero necessario in questo caso", afferma. 

Media: "Prigionieri americani in Iran non inclusi nell'accordo di pace"

Un portavoce del ministero degli Esteri di Teheran ha dichiarato a Cbs News che i negoziati Usa-Iran e il relativo memorandum che sarà siglato venerdì a Ginevra non hanno incluso alcuna discussione sul rilascio dei prigionieri iraniano-americani nel Paese. Attualmente, secondo il media statunitense, si ritiene che in Iran siano detenuti quattro cittadini americani, di cui due già identificati: il giornalista 49enne Abdolreza Valizadeh, prigioniero dal maggio 2025, e il 61enne Kamran Hekmati, arrestato nel luglio 2025 durante un viaggio a Teheran per visitare la sua famiglia. 

Usa: "Il blocco navale resta in vigore fino a firma accordo venerdì 19"

Il blocco militare statunitense dei porti iraniani resta in vigore in attesa del completamento dell'accordo di cessate il fuoco con Teheran previsto per venerdì 19. Lo ha reso noto l'esercito americano in un comunicato. "Il blocco militare dei porti iraniani rimane in vigore, limitando tutto il traffico in entrata e in uscita da questi scali", si legge nel comunicato. Le autorità militari hanno inoltre avvertito che "non bisogna tentare di attraversare fino a quando non verrà fornita un'esplicita autorizzazione". 

Media: "Idf conferma raid in Libano, eliminata minaccia"

Fonti della sicurezza israeliana hanno confermato la notizia data dai media libanesi di un attacco dell'Idf contro un veicolo nel villaggio di Kafr Tebnit, nel sud del Paese dei Cedri, costato la vita all'uomo alla guida. Il raid è stato effettuato per "eliminare una minaccia", hanno precisato le fonti rilanciate da Yedioth Ahronoth. Nell'accordo annunciato tra Usa e Iran è compresa la cessazione delle operazioni militari israeliane in Libano.

Media: "L'aeroporto del Kuwait riprenderà i voli internazionali"

Il Kuwait riprenderà le operazioni, seppur in forma limitata, per le compagnie aeree del Golfo, arabe e straniere. Lo ha annunciato l'autorità per l'aviazione civile citata da Al-Jazeera. Non è stato ancora reso noto un programma preciso e il coordinamento avverrà "con le compagnie aeree che desiderano operare" dal Terminal 4 dell'Aeroporto Internazionale del Kuwait, ha precisato l'autorità. Il Terminal 1 dell'aeroporto è stato colpito da un drone iraniano all'inizio di questo mese, causando un morto, decine di feriti e ingenti danni. 

L'Algeria saluta l'accordo Usa-Iran per fermare le operazioni militari

L'Algeria ha accolto con favore il raggiungimento di un accordo quadro tra gli United States e l'Iran che prevede la cessazione delle operazioni militari nella regione del Golfo e del Medio Oriente. In un comunicato, il ministero degli Esteri algerino ha espresso il proprio apprezzamento per gli sforzi di mediazione internazionale che hanno contribuito al raggiungimento dell'intesa, sottolineando in particolare il ruolo svolto da Pakistan e Qatar. Algeri ha inoltre espresso l'auspicio che questo accordo possa costituire una base di fiducia reciproca tra le parti coinvolte e contribuire a creare le condizioni favorevoli per una soluzione definitiva delle questioni ancora aperte, nell'ottica di garantire sicurezza stabile e duratura nella regione del Medio Oriente. 

Araghchi: "Dopo intesa round colloqui; no fiducia negli Usa"

Dopo la firma dell'intesa tra gli Stati Uniti e l'Iran - in programma venerdì in Svizzera - scatterà "il primo round di colloqui". Lo rende noto il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, secondo quanto riporta Al Jazeera. "Pianifichiamo il percorso dei negoziati e l'attuazione dell'accordo sulla base della mancanza di fiducia a causa della precedente violazione da parte degli Stati Uniti degli obblighi", spiega il capo della diplomazia iraniana.

Wafa: "Infermiere palestinese e suo figlio uccisi da Israele a Gaza City"

Ieri sera due cittadini sono stati uccisi e molti altri feriti a seguito di un bombardamento israeliano nella parte settentrionale di Gaza City. Lo scrive l'agenzia di stampa palestinese Wafa. Fonti mediche hanno riferito che un infermiere e suo figlio sono stati uccisi e diverse altre persone sono rimaste ferite, alcune in modo grave, dopo che un attacco di droni israeliani ha colpito un'abitazione nella zona di Abu Iskandar, nel quartiere di Sheikh Radwan, a nord di Gaza City. 

Media libanesi: "Droni israeliani uccidono una persona a Nabatiyeh"

Un drone israeliano ha colpito un'automobile a Kfartebnit, quartiere di Nabatiyeh, uccidendo una persona all'interno della vettura. La vittima non è stata ancora identificata, poiché il corpo è stato ritrovato carbonizzato. Lo riferisce il media libanese L'Orient-Le Jour. Si tratta della seconda morte registrata nel Paese dopo l'annuncio dell'accordo fra Stati Uniti e Iran, che comprende una de-escalation sul fronte libanese. Nelle scorse ore, infatti, un uomo è rimasto vittima di un'esplosione, la cui origine rimane al momento sconosciuta, a Yater, nel distretto di Bint Jbeil. 

Pezeshkian: "Memorandum con Usa sarà firmato venerdì"

Il memorandum concordato con gli Stati Uniti per mettere fine alla guerra è stato raggiunto "attraverso un processo di coordinamento" e dovrebbe essere firmato "venerdì". Lo ha dichiarato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Irna.

Pezeshkian ha spiegato che il memorandum è il risultato di "mesi di dialogo, continui contatti e numerose comunicazioni" tra le parti coinvolte. "Questo memorandum rappresenta un grande onore non solo per il Paese, ma anche per l'intera regione e per le forze della resistenza", ha affermato, aggiungendo che i dettagli dell'intesa saranno resi noti al momento opportuno.

Il presidente iraniano ha confermato che nei prossimi due mesi saranno discussi gli aspetti tecnici e operativi dell'intesa, assicurando che i rappresentanti incaricati dei negoziati "non si discosteranno in alcun modo dai valori e dai principi stabiliti dalla nostra amata Guida".

Oman: "L'accordo è la vittoria della diplomazia e del buon senso"

L'accordo tra Stati Uniti e Iran per la fine della guerra rappresenta "una vittoria della diplomazia e del buon senso". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri omanita Badr bin Hamad Al Busaidi affermando che "l'intera comunità globale dovrebbe accogliere con favore l'intesa tra Iran e Stati Uniti". Perché, ha scritto su 'X', "è una vittoria tempestiva per la diplomazia e il buon senso".

Libano, media: "Un morto in raid Idf contro auto al sud"

L'agenzia di stampa nazionale libanese Nna ha riferito di un attacco con drone contro un auto nel villaggio di Kfar Tebnit, nel Libano meridionale, costato la vita alla persona alla guida.

Ben Gvir: "Con Smotrich liste separate per garantire governo di destra"

Il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir ha dichiarato durante una conferenza stampa alla Knesset che il suo partito, Otzma Yehudit, non concorrerà in una lista unica con il partito Sionismo Religioso del ministro Bezalel Smotrich alle elezioni previste per l'autunno. "Per garantire che ci sia un governo di destra, dobbiamo candidarci separatamente", ha risposto Ben Gvir a un cronista. Attualmente, nella maggior parte dei sondaggi, Smotrich non supera la soglia di sbarramento del 3,25%. 

Crosetto al Pentagono per il bilaterale con Hegseth

Il ministro della Difesa Guido Crosetto è arrivato al Pentagono per un incontro bilaterale con il segretario alla Difesa Usa, Pete Hegseth. Ad accoglierlo anche la banda ed un picchetto d'onore delle forze armate Usa. Sul tavolo del faccia a faccia l'impegno dell'Italia sulle spese militari e la questione delle basi ma anche un eventuale coinvolgimento di Roma in una futura missione per la sicurezza nello Stretto di Hormuz e la guerra in Ucraina. 

Media: "Netanyahu e partiti religiosi per le elezioni il 27 ottobre e non prima"

Secondo una fonte di Times of Israel a conoscenza dei fatti è probabile che le elezioni del 2026 si tengano come previsto il 27 ottobre, e non prima, quindi la pausa parlamentare pre-elettorale potrebbe iniziare il 16 luglio. Stando alla ricostruzione della fonte, né il premier Benjamin Netanyahu né i partiti ultraortodossi della Knesset, che inizialmente avevano spinto per lo scioglimento del Parlamento, sono interessati ad anticipare l'inizio della pausa parlamentare, poiché intendono approvare una serie di leggi controverse, come la legge sugli asili nido e una legge fondamentale che equipara lo studio della Torah al servizio militare. 

Kallas: "A Gaza e Cisgiordania situazione resta drammatica"

"A Gaza e in Cisgiordania la situazione resta drammatica". Lo ha detto l'Alto Rappresentante per la Politica Estera e la Sicurezza Kaja Kallas nella conferenza stampa al termine del Consiglio Esteri a Lussemburgo. "Il mese scorso i ministri hanno concordato sanzioni contro coloni israeliani estremisti e figure di Hamas. Molti Stati membri hanno anche proposto di sanzionare il ministro Ben Gvir, ma oggi non è stato raggiunto un consenso" e sul tema del commercio con gli insediamenti illegali, molti Stati membri hanno chiesto proposte alla Commissione. "Trasmetterò questa richiesta e chiederò alla Commissione di preparare, in vista del prossimo Consiglio Affari Esteri, un elenco di opzioni per possibili misure commerciali, incluse misure volte a prevenire l'importazione di beni provenienti dagli insediamenti illegali. - ha concluso Kallas - Chiederemo inoltre una valutazione della Commissione sull'ampiezza del problema relativo alle regole di origine".

Vance: "Hormuz riaprirà subito, fine sanzioni se Teheran onora impegni intesa"

"Quello che diciamo agli iraniani è 'siete benvenuti in un'economia senza sanzioni, ad essere invitati di nuovo nell'economia globale, ma solo se onorate gli impegni che vi assumete con questo accordo". E' quanto ha dichiarato Jd Vance spiegando a Cnbc illustrando i contenuti dell'intesa a breve termine che verrà firmata da Stati Uniti e Iran e che prevede che l'Iran riapra "immediamente" lo stretto di Hormuz e comprende l'impegno a "non sviluppare mai o acquisire armi nucleari". 

Il vice presidente americano ha spiegato che "questo è quindi il punto di pressione e, allo stesso tempo, il meccanismo di controllo che abbiamo sul loro programma nucleare". Ed ha poi riferito che l'Iran si è "impegnato a distruggere e smaltire le proprie scorte di materiale arricchito". 

Kallas: "No unanimità sulle sanzioni a Ben-Gvir"

"Molti Stati membri" dell'Ue hanno proposto oggi di sanzionare il ministro della Sicurezza israeliano Itamar Ben-Gvir, ma "nessun consenso è stato raggiunto oggi" su questo nel Consiglio Afari Esteri a Lussemburgo. Lo conferma l'Alta Rappresentante dell'Ue Kaja Kallas, in conferenza stampa a Lussemburgo.

Vance: "Accordo firmato digitalmente ieri"

Il vicepresidente americano, JD Vance, ha affermato che l'accordo di pace tra Stati Uniti e Iran "è stato firmato digitalmente ieri". Lo ha detto intervenendo al programma 'Good Morning American' della Abc, in cui ha sottolinato che "non è stato erogato alcun fondo" all'Iran e che "la situazione non cambierà".

Teheran: "Chiederemo la ratifica al CdS dell'Onu alla versione definitiva"

L'Iran chiederà che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ratifichi l'accordo con gli Stati Uniti, una volta aver negoziato la versione definitiva che riguarda il suo programma nucleare. "Si prevede che l'accordo finale venga ratificato da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dopo un periodo di 60 giorni", ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baqaei, sottolineando che Teheran "imparera' dalle esperienze passate".

Telefonata fra Tajani e il collega pakistano: "Discussi Iran e stabilità regionale"

Il vice primo ministro e ministro degli Esteri del Pakistan, Mohammad Ishaq Dar, e il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, hanno discusso degli sviluppi regionali, delle relazioni bilaterali e della cooperazione economica nel corso di una conversazione telefonica avvenuta oggi: lo ha riferito il ministero degli esteri pakistano. Secondo lo stesso ministero, Dar «ha ringraziato la parte italiana, compreso l'apprezzamento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni per gli sforzi di mediazione del Pakistan che hanno facilitato l'intesa raggiunta tra gli Stati Uniti e l'Iran». I due ministri "hanno sottolineato l'importanza di attuare le intese raggiunte e di sostenere gli sforzi internazionali per una pace e una stabilità durature nella regione, incluso il Libano", si legge nella dichiarazione. Hanno inoltre evidenziato che «l'apertura dello Stretto di Hormuz rappresenta un passo positivo per i flussi energetici globali, il commercio e l'economia internazionale nel suo complesso». Per quanto riguarda le relazioni bilaterali, entrambe le parti hanno accolto con favore «la recente firma dell'accordo sull'abolizione dei visti per i titolari di passaporto diplomatico tra il Pakistan e l'Italia» e hanno rilevato l'andamento positivo dei rapporti tra i due Paesi. I ministri hanno ribadito il loro impegno a rafforzare la cooperazione nei settori di interesse comune e hanno concordato di mantenere i contatti, secondo quanto riportato nella dichiarazione. 

G7 a Evian, Von der Leyen: "Non ci sarà pace finché il Libano è in fiamme"

La presidente della Commissione ha detto di aver accolto "con favore l'accordo tra Usa e Iran" e che "la priorità ora è l'attuazione: lo Stretto di Hormuz deve riaprire e la libertà di navigazione dev'essere ripristinata senza ostacoli"

G7 Evian, Von der Leyen: 'Non ci sarà pace finché Libano è in fiamme'

G7 Evian, Von der Leyen: 'Non ci sarà pace finché Libano è in fiamme'

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Premier libanese: "Dialogo con gli Usa per il ritiro di Israele dal sud"

Le autorità libanesi stanno dialogando con gli Stati Uniti per ottenere il ritiro di Israele dal suo territorio. "Raddoppieremo i nostri sforzi attraverso i negoziati in corso a Washington per garantire il ritiro completo di Israele dal nostro territorio e il rilascio dei nostri prigionieri", ha affermato il premier Nawaf Salam durante una riunione di gabinetto. L'esecutivo di Beirut sta anche lavorando per il ritorno degli sfollati nelle loro case nel Libano meridionale. "Negli ultimi mesi il governo ha mobilitato tutte le sue risorse per far fronte alla crisi degli sfollati e non vediamo l'ora che la nostra gente possa tornare al più presto in sicurezza e con dignità nelle proprie città e nei propri villaggi", ha aggiunto Salam.

Teheran: "Chiederemo la ratifica dell'Onu dell'accordo finale sul nucleare"

Teheran chiderà la ratifica del Consiglio di Sicurezza Onu dopo aver negoziato, nel periodo di 60 giorni che scatterà dopo la firma del memorandum di intesa con gli Usa, dell'accordo finale sul nucleare. "Si prevede che l'accordo finale sarà sostenuto da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dopo un periodo di 60 giorni", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqae, aggiungendo che l'Iran "ha imparato dalle esperienze passate".

Von der Leyen: "L'accordo va attuato, Hormuz deve riaprire"

"La priorità ora è l'attuazione dell'intesa (tra Usa e Iran, ndr). Lo Stretto di Hormuz deve essere riaperto e la libertà di navigazione deve essere ripristinata senza ostacoli. Questo è essenziale per la stabilità regionale e per l'economia globale". Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel corso della conferenza stampa che ha preceduto l'avvio del vertice G7 di Evian.

La presidente ha accolto con favore l'accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran, auspicando che possa aprire la strada a negoziati più ampi e contribuire alla conclusione dei programmi nucleare e missilistico iraniani. Von der Leyen ha inoltre ribadito che "non potrà esserci una pace duratura finché il Libano continuerà a essere travolto dal conflitto" e ha chiesto "un vero cessate il fuoco e il pieno rispetto della sovranità libanese".

Trump: "Navi di nuovo a Hormuz, è un tragitto sicuro e protetto"

"Le navi stanno iniziando a muoversi e a uscire dallo Stretto di Hormuz, molte delle quali cariche di petrolio. Percorrono l'autostrada meridionale, un tragitto assolutamente sicuro, protetto e in condizioni impeccabili. Esistono anche altre rotte percorribili". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth. 

Hezbollah si congratula per intesa:"L'Iran vero alleato"

Hezbollah si è congratulato con "l'Iran, i suoi leader e il suo popolo per l'importante traguardo raggiunto con l'intesa con gli Stati Uniti, che ha portato a un cessate il fuoco globale su tutti i fronti, compreso il Libano". "La Repubblica Islamica è un vero alleato e un sostenitore forte e leale", ha aggiunto il gruppo sciita libanese filo-Teheran, sostenendo che questo "è il preludio al completamento della liberazione della nostra terra. La resistenza non accettera' alcuna aggressione che violi la sua sovranita'". "Questa fase richiede che il governo e tutte le forze politiche libanesi ritornino a una posizione nazionale unitaria. Tutti i calcoli e gli approcci adottati devono essere riesaminati", ha proseguito Hezbollah, profondamente critico nei confronti dei negoziati diretti portati avanti dalle autorita' di Beirut con Israele nei mesi scorsi.

Trump: "Molte navi cariche di petrolio iniziano a uscire dallo stretto di Hormuz"

"Le navi, molte delle quali cariche di petrolio, stanno iniziando a muoversi nello stretto di Hormuz". A dirlo è stato il presidente statunitense Donald Trump. "Stanno percorrendo l'Autostrada meridionale, che è totalmente sicura, protetta e incontaminata. Ci sono altre aree di transito", ha aggiunto il tycoon.

Tajani sente omologo pakistano: "Congratulazioni per l'esito positivo del memorandum"

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha reso noto di aver avuto un "lungo colloquio" con l'omologo pakistano Ishaq Dar,  a cui ha "espresso a nome del Governo le mie congratulazioni al Pakistan per aver mediato tra Usa e Iran, favorendo un esito positivo del memorandum d'intesa". "La riapertura dello stretto di Hormuz è cruciale - ha scritto su X il vicepremier - l'Italia continuerà a fare la sua parte per consolidare questa prospettiva, con l'obiettivo di superare rapidamente la crisi energetica e rilanciare ulteriormente l'export italiano".

Islamabad ringrazia Erdogan per il suo "ruolo costruttivo"

Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha ringraziato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan per il suo ruolo "fortemente costruttivo" nel facilitare l'accordo tra Stati Uniti e Iran. "Ringrazio in modo particolare il mio caro fratello, il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan, per il suo ruolo fortemente costruttivo e per il sostegno fornito ai nostri sforzi", ha dichiarato Sharif dinanzi l'Assemblea Nazionale nella capitale Islamabad. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva annunciato domenica che l'accordo con l'Iran era stato finalizzato, affermando di aver autorizzato la riapertura dello Stretto di Hormuz e la revoca del blocco navale statunitense. Nelle prime ore di lunedì, Sharif aveva inoltre annunciato che Stati Uniti e Iran avevano raggiunto un accordo di pace al termine di intense trattative, con entrambe le parti che hanno dichiarato la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, incluso il Libano. Successivamente, sia Washington sia Teheran hanno confermato l'annuncio. Il Pakistan ha svolto un ruolo di mediazione tra le due parti da quando aveva contribuito a ottenere un cessate il fuoco l'8 aprile, alcune settimane dopo che gli Stati Uniti e Israele avevano lanciato attacchi contro l'Iran il 28 febbraio.

Fonti: "Chieste a Commissione opzioni sul commercio con colonie Israele"

Sulla proposta di restrizioni al commercio di prodotti dai territori occupati è stata chiesta dalla maggior parte degli Stati Membri la presentazione da parte della Commissione di "opzioni" per poter proseguire il lavoro. Lo fanno sapere all'ANSA diverse fonti diplomatiche. L'Italia è tra i Paesi favorevoli ad avere sul tavolo il documento. La Commissione, rappresentata dalla commissaria al Mediterraneo Dubravka Suica, ha confermato che l'esecutivo Ue ora lavorerà in questa direzione. Una maggioranza semplice di 14 Paesi è in grado di chiedere alla Commissione di presentare un provvedimento e, se non lo fa, deve dare motivazioni. 

Hezbollah celebra accordo: "L'inclusione del Libano è un risultato importante"

"Esprimiamo la nostra gratitudine alla leadership iraniana per aver sostenuto il Libano, il suo popolo e la sua resistenza, e per aver insistito affinché il Libano fosse parte integrante di qualsiasi accordo". Hezbollah ha accolto positivamente il memorandum d'intesa raggiunto tra Iran e Stati Uniti, congratulandosi con la leadership e il popolo iraniano per l'"importante risultato" che ha portato a un cessate il fuoco complessivo su tutti i fronti, incluso il Libano. 

In una nota, il movimento sciita ha affermato che l'intesa segna l'inizio di un processo che dovrebbe condurre alla "piena liberazione del territorio libanese", al ritorno dei detenuti, al rientro degli sfollati - in particolare nei villaggi di confine - e alla ricostruzione delle aree colpite dal conflitto. Hezbollah ha inoltre invitato i residenti ad attendere le istruzioni delle autorità competenti prima di tornare nelle proprie località, citando motivi di sicurezza e il rischio di violazioni del cessate il fuoco da parte israeliana.

Il gruppo ha poi avvertito che Israele "deve comprendere che non vi può essere ritorno alla situazione precedente al 2 marzo", ribadendo il diritto del Libano a difendere il proprio territorio e la propria sovranità fino al ritiro completo israeliano e al ritorno dei detenuti. Hezbollah ha infine chiesto alle forze politiche libanesi di unirsi attorno a una posizione nazionale comune per tutelare stabilità, sovranità e interessi del Paese.

Iran, gli armatori frenano: "Troppo presto per lasciare Hormuz"

Le principali organizzazioni del trasporto marittimo invitano alla prudenza nonostante l'annuncio dell'accordo tra Stati Uniti e Iran e la promessa di una prossima riapertura dello Stretto di Hormuz. Per armatori e operatori del settore, le condizioni di sicurezza non consentono ancora una ripresa immediata della navigazione. Il gigane dei mari, la danese Maersk, ha dichiarato di "accogliere con favore" l'accordo annunciato da Stati Uniti e Iran, ma ha precisato che "è troppo presto per valutarne l'impatto e che al momento non sono previsti cambiamenti per le attivita' del gruppo in Medio Oriente". Ieri il presidente americano Donald Trump aveva salutato l'intesa con Teheran invitando le navi di tutto il mondo a "mettere in moto i motori" e a riprendere il traffico commerciale. Secondo l'agenzia iraniana Mehr, il memorandum d'intesa tra i due Paesi prevede la riapertura dello stretto entro 30 giorni. Tuttavia centinaia di petroliere e navi mercantili restano bloccate nel Golfo Persico dopo mesi di conflitto.

Vance: "In Svizzera per la firma ci saranno vari funzionari iraniani"

Il vicepresidente JD Vance si aspetta che alla firma in Svizzera dell'accordo tra Stati Uniti e Iran saranno presenti vari rappresentati iraniani. Ci potrebbero infatti essere il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, e il ministro degli esteri Araghchi. 

Ue, fonti: "Manca l'accordo tra stati sulle sanzioni a Ben Gvir"

A quanto si apprende la discussione in seno al Consiglio Esteri sulle sanzioni al ministro israeliano a Ben-Gvir è stata costruttiva ma non si è raggiunta unanimità tra gli stati. La stessa Alta Rappresentante per la Politica Estera Kaja Kallas lo aveva annunciato questa mattina alla stampa. Inoltre, le fonti riferiscono che sulla proposta di restrizioni al commercio di prodotti dai territori occupati è stata chiesta dalla maggior parte degli stati membri la presentazione da parte della Commissione di una proposta per poter proseguire il lavoro.

Teheran: "Imporremo tariffe per i servizi di navigazione nello stretto di Hormuz"

L'Iran afferma che imporrà tariffe per i servizi di navigazione nello stretto di Hormuz, piuttosto che pedaggi, secondo l'intesa con gli Usa. Lo ha detto il portavoca del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei. "Abbiamo sempre sostenuto che non vogliamo incassare pedaggi per il transito, ma tariffe per i servizi di navigazione, la protezione ambientale, l'assicurazione per le navi e altri servizi necessari saranno imposte", ha detto. 

Vance: "Ci aspettiamo l'apertura di Hormuz senza pedaggio"

"Ci aspettiamo che lo stretto di Hormuz rimanga accessibile senza pedaggio a lungo termine, e questo è uno degli aspetti che cercheremo di definire in questi negoziati tecnici". Lo ha dichiarato il vice presidente degli Stati Uniti, JD Vance, in un'intervista a Cnbc.

Fidan chiama Araghchi: "Continuate a trattare"

Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha avuto un colloquio telefonico con il proprio omologo iraniano Abbas Araghchi. Fidan ha espresso soddisfazione in seguito all'annuncio dell'intesa raggiunta tra Usa e Iran per porre fine al conflitto e chiesto all'Iran di continuare sulla strada del dialogo. In base a quanto riferito dal ministero degli Esteri turco Araghchi ha ringraziato Fidan per il ruolo della Turchia, mantenutasi fuori dal conflitto e solidale con Teheran. Fidan ha poi chiesto all'Iran di 'mantenere viva' la via del dialogo e continuare a trattare anche in futuro. In ultimo il capo della diplomazia turca ha messo in guardia Araghchi da possibili provocazioni volte a mettere in crisi l'intesa, cui l'Iran non deve cedere.

Vance: "Alla firma mi aspetto Ghalibaf, Araghchi e altri"

Il vicepresidente americano, JD Vance, ha affermato di aspettarsi la partecipazione del capo negoziatore iraniano, Mohamed Bagher Ghalibaf, e il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, alla cerimonia di firma dell'accordo di pace in programma venerdì in Svizzera. Lo ha detto in un'intervista a Cnbc. "Spero che il testo venga pubblicato questa settimana", ha aggiunto precisando che "l'intesa piace anche a qualcuno in Israele".

Macron: "Portaerei Charles de Gaulle a Hormuz in due o tre giorni"

La portaerei francese Charles de Gaulle, fiore all'occhiello della "force de frappe" nucleare francese, "può essere dispiegata entro due o tre giorni" nello Stretto di Hormuz, appena ci sarà la conferma dell'accordo concluso fra Washington e Teheran, ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, in un'intervista a TF1 in apertura del G7 a Evian-les-Bains. 

Teheran: "La sfiducia sugli Usa è profonda, tanto per recuperare"

La sfiducia dell'Iran verso gli Stati Uniti è "profondamente radicata", che risalgono ai fatti del 1953. Lo ha affermato Esmaeil Baqaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, facendo riferimento al colpo di Stato dello scià Reza Pahlavi, aiutato da Washington e Londra, contro il premier Mohammad Mossadeq. "Da quel momento, la fiducia tra America e Iran è venuta meno ed è profondamente radicata. Gli Stati Uniti hanno ancora molta strada da fare per riconquistare la nostra fiducia", ha aggiunto Baqaei.

Teheran: "Impegno Usa per risarcimenti e sblocco fondi"

Gli Stati Uniti si sono impegnati nell'accordo a dare all'Iran risarcimenti per la guerra subita e a sbloccare i fondi congelati. Lo ha affermato il ministero degli Esteri iraniano, all'indomani dell'annuncio dell'intesa tra Washington e Teheran di cui non si conoscono ancora i dettagli.

Teheran: "Usa ancora lontani da poter conquistare la nostra fiducia"

"Gli Stati Uniti hanno ancora molta strada da fare prima di poter conquistare la fiducia del popolo iraniano". Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, nel corso del briefing settimanale con la stampa, sottolineando che Teheran continua a nutrire una "profonda sfiducia" nei confronti di Washington nonostante il quadro d'intesa concordato per porre fine alla guerra. "Purtroppo, bisogna riconoscere che la profonda sfiducia dell'Iran verso gli Stati Uniti deriva da una lunga storia di comportamenti scorretti da parte dei leader americani", ha affermato.

Iran: "Il rispetto della sovranità del Libano pilastro dell'accordo con gli Usa"

"Il rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale del Libano è parte integrante dell'accordo provvisorio con gli Stati Uniti". Lo ha dichiarato Esmaeil Baqaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano. Secondo il testo dell'accordo, che dovrebbe essere firmato venerdì in Svizzera, nessuna intesa sarà sostenibile senza garanzie complete per la sicurezza e l'indipendenza territoriale del Paese de Cedri, ha aggiunto.

Wp: "Trump voleva spezzare il regime, ha patteggiato la riapertura di Hormuz"

Donald Trump voleva spezzare il regime di Teheran, invece ha patteggiato per la riapertura dello Stretto di Hormuz. "Con il regime anche in piedi, il presidente celebra il ripristino della situazione del 27 febbraio, il giorno prima dell'attacco di Israele e Stati Uniti all'Iran", riporta il Washington Post osservando come il ritorno a una sorta di status quo era ben lungi dagli obiettivi iniziali della guerra. Anche se i dettagli dell'accordo non sono ancora chiari e la questione nucleare resta un'incognita, gli esperti ritengono prematuro valutare appieno l'eredità del conflitto.

Iran, autorità marittime: "Bonifica Hormuz potrebbe ritardare di settimane ritorno a normale traffico"

Garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz dalle mine potrebbe  ritardare di settimane il ritorno al normale traffico marittimo,  previsto in seguito all'accordo per la riapertura del canale. Lo scrive  il Jerusalem Post, citando fonti occidentali esperte di sicurezza  marittima, secondo cui le operazioni di sminamento condotte da dragamine  convenzionali e droni sottomarini all'avanguardia potrebbero protrarsi  per 40-50 giorni prima che molte compagnie assicurative, di navigazione o  petrolifere si sentano sufficientemente sicure da poter riprendere la  navigazione. Ciò potrebbe potenzialmente bloccare decine di milioni di  barili di petrolio, in aggiunta alle forniture di petrolio provenienti  dal Golfo già bloccate dal 28 febbraio, giorno in cui Stati Uniti e  Israele hanno attaccato l'Iran, secondo le stime basate sui flussi  prebellici. Ogni barile esportato dal Golfo è fondamentale, dato che le  scorte delle maggiori economie mondiali si stanno dirigendo verso i  livelli più bassi almeno dal 2003, secondo un'analisi condotta la scorsa  settimana dall'Agenzia statunitense per l'informazione energetica. Nonostante  l'Iran e gli Stati Uniti abbiano discretamente agevolato il passaggio  delle navi attraverso lo stretto bloccato nelle ultime settimane, i  funzionari della navigazione continuano a raccomandare prudenza, anche  dopo che ieri gli Stati Uniti e l'Iran hanno annunciato di aver  raggiunto un accordo preliminare per porre fine alla guerra e riaprire  lo stretto. "Continuiamo a ritenere molto rischioso per le navi iniziare  i transiti in questo momento", ha affermato Jakob Larsen, responsabile  della sicurezza presso l'associazione marittima Bimco. "La minaccia  delle mine nella zona rimane una preoccupazione sia nell'immediato che a  lungo termine, ed è necessario individuare percorsi privi di mine". Non  è chiaro quante mine l'Iran possa aver posizionato nello stretto, che  prima della guerra gestiva il 20% del approvvigionamento giornaliero  mondiale di petrolio e gas naturale liquefatto. L'Iran, che ha cercato  di affermare il proprio controllo sulla via navigabile durante la  guerra, ha minacciato di dispiegare mine navali, senza tuttavia  confermare se le sue forze le abbiano effettivamente piazzate. Gli Stati  Uniti hanno indicato che le mine rappresentano un rischio e affermano  di aver preso di mira le imbarcazioni iraniane adibite alla posa degli  ordigni. Il 2 giugno, il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha  dichiarato, durante un'audizione della Commissione per le relazioni  estere del Senato, che l'Iran ha "minato ampie zone di Hormuz, acque  internazionali", senza fornire ulteriori dettagli. In una nota dell'11  giugno, la marina tedesca, citando informazioni provenienti dalle marine  statunitense e britannica, ha affermato che erano state individuate  mine in quattro punti intorno allo stretto, aggiungendo che la Germania  non era in grado di verificare l'ubicazione esatta delle mine.

Chi ha vinto? Cosa prevede l'accordo tra Usa e Iran. VIDEO

Chi ha vinto? Cosa prevede l'accordo tra Usa e Iran | Video Sky - Sky TG24

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Libano, Hezbollah: "Rispettiamo intesa, no libertà movimento Idf"

Hezbollah non ha condotto alcuna operazione da quando e' stato annunciato l'accordo tra Iran e Stati Uniti, ma la sua adesione resta vincolata al rispetto dell'intesa da parte di Israele. Lo ha affermato un esponente del gruppo sciita filo-Teheran a Reuters, sottolineando che Hezbollah respinge la "liberta' di movimento" israeliana in Libano. Teheran, ha aggiunto, ha ritardato la firma dell'accordo con Washington a venerdi' proprio per monitorare il rispetto del cessate il fuoco da parte di Israele in Libano.

Iran, Macron: "Accordo con Usa cosa buona fare il possibile per attuarlo"

L'accordo annunciato tra Stati Uniti e Iran "è una cosa positiva,  dobbiamo fare tutto il possibile per attuarlo". A dichiararlo a Tf1 è  stato Emmanuel Macron. "Domani, al G7, avremo una sessione sulla  questione iraniana. Faremo tutto il possibile affinché questo accordo  diventi realtà, in modo che il traffico possa riprendere pacificamente  nello Stretto di Hormuz. La nostra portaerei rimarrà nella zona", ha  sottolineato il presidente francese.

Hormuz, Gozzi: "Ci vorranno mesi per tornare alla normalità"

"Vediamo cosa succederà venerdì 19, giorno della firma dell'intesa tra Iran e Stati Uniti. Viviamo una congiuntura complessa, ma questa potrebbe essere la volta buona". Lo ha dichiarato Antonio Gozzi, presidente di Federacciai e del Gruppo Duferco, all'ANSA.    "Anche se la situazione dovesse risolversi oggi, ci vorranno comunque mesi prima di tornare alla normalità. Un conto è la quotazione del Brent sui mercati, un altro è l'impatto sull'economia reale. Sono stati interrotti i canali di approvvigionamento non solo del petrolio, ma anche di altre materie prime, come i fosfati, l'elio e altri prodotti strategici - ha detto -. Ci vorrà tempo perché tutto rientri nella normalità. Certamente, l'accordo in sé, se sarà confermato e concretamente attuabile, rappresenta un elemento positivo. Tuttavia, la questione è talmente complessa che è giusto mantenere un atteggiamento prudente riguardo alla sua tenuta e ai suoi effetti - ha concluso -. Il tema del pedaggio, per esempio, resta critico e le autorità iraniane hanno già annunciato che verrà sospeso per 60 giorni. Aspettiamo gli sviluppi: in questa fase, un approccio prudente è la scelta più razionale, pur auspicando il miglior esito possibile".

Macron: "La priorità è la riapertura dello Stretto di Hormuz"

"Bisogna fare tutto il possibile per far applicare questo accordo" fra gli Stati Uniti e l'Iran: lo ha detto Emmanuel Macron intervistato da TF1 all'apertura del G7 di Evian-les-Bains. Macron ha detto di volere la riapertura dello Stretto di Hormuz innanzitutto: "La priorità è riaprire lo Stretto - ha detto -, è far uscire le centinaia di navi e far uscire il petrolio e il gas"

Iran, Svizzera: "Nessuna richiesta per ospitare firma accordo"

La Svizzera non ha finora ricevuto alcuna informazione o richiesta ufficiale per ospitare la cerimonia di firma di un memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti, prevista per venerdi' 19. Lo ha dichiarato un funzionario diplomatico svizzero al quotidiano Times of Israel. Ospitare un evento di tale portata a Ginevra con cosi' poco preavviso rappresenterebbe un problema per la Svizzera, dato che i Paesi partecipanti al vertice del G7, che si tiene questa settimana nella vicina Evian, in Francia, utilizzano le loro missioni a Ginevra come base logistica per l'evento. Allo stesso tempo, il funzionario ha affermato che, qualora venisse presentata una richiesta, la Svizzera saprebbe con ogni probabilita' come organizzare la cerimonia di firma. Il premier pakistano Shehbaz Sharif ha dichiarato che le parti parteciperanno alla cerimonia di firma a Ginevra venerdi'.

Iran, Macron: "Capacità uranio siano neutralizzate con Aiea"

Le capacita' di produzione di uranio altamente arricchito dell'Iran devono essere "neutralizzate" sotto la supervisione dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA). Lo ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron. "La nostra priorita'" e' che si giunga a "un accordo solido e serio" tra Washington e Teheran, ha affermato il presidente francese su TF1, aggiungendo che la Francia e i suoi alleati europei "garantiranno che le capacita' di produzione di uranio arricchito presenti in Iran siano effettivamente neutralizzate". "O vengono eliminate, o diluite. Poi, dobbiamo garantire che ci sia la supervisione di quest'agenzia (AIEA) in modo che gli iraniani non possano, nei mesi e negli anni a venire, riorganizzarsi per produrre nuovamente uranio arricchito e costruire armi con esso".

Macron: "Pronti a guida missione Hormuz con Gb, Olanda e Italia"

"La Francia e la Gran Bretagna sono pronte a prendere la testa di una missione nello Stretto di Hormuz, con il sostegno di Olanda e Italia, con l'obiettivo di contribuire alla riapertura di questa via marittima una volta che l'accordo concluso fra gli Stati Uniti e l'Iran sia effettivamente applicato". Lo ha detto  intervistato da TF1 da Evian-les-Bains, in apertura del G7, il presidente francese Emmanuel Macron. Secondo l'inquilino dell'Eliseo la missione potrebbe essere dispiegata "entro due o tre giorni". Per Macron "la riapertura dello stretto di Hormuz con l'imposizione di pedaggi sarebbe contraria al diritto internazionale".

Iran, Macron: "Nostra portaerei a Hormuz entro 2-3 giorni"

La portaerei francese Charles de Gaulle "puo' essere schierata entro due o tre giorni" nello Stretto di Hormuz dopo la conferma dell'accordo raggiunto tra Washington e Teheran. Lo ha dichiarato il presidente Emmanuel Macron in un'intervista a margine del vertice del G7. "Abbiamo creato una missione con gli inglesi" per contribuire alla riapertura dello Stretto di Hormuz e "la Charles de Gaulle, insieme a tutto cio' che la circonda e che rimane nell'area, puo' essere schierata entro due o tre giorni dalla conferma" dell'accordo, ha assicurato al canale televisivo TF1.

Onu: "L'Iran ha giustiziato almeno 40 persone nel 2026"

Almeno 40 persone sono state giustiziate in Iran per "motivi di  sicurezza nazionale" dall'inizio dell'anno, tra cui 18 manifestanti. Lo  ha dichiarato l'Organizzazione delle nazioni unite (Onu). "Le autorità  hanno intensificato la loro brutale repressione, arrestando migliaia di  persone e imponendo restrizioni ancora più severe allo spazio civico.  Hanno giustiziato almeno 40 persone per motivi di sicurezza nazionale  dall'inizio dell'anno, tra cui 18 manifestanti", ha affermato l'Alto  Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk.

Iran, Macron su Hormuz: "Faremo di tutto perché non ci sia un pedaggio"

"Faremo di tutto perché non ci sia un pedaggio". Emmanuel Macron,  intervistato da Tf1, reagisce alla notizia dell'inserimento all'ultimo  momento, nell'accordo con gli Stati Uniti per la fine della guerra, di  una clausola sull'imposizione di un pedaggio alle navi in transito dallo  Stretto di Hormuz.

Macron: "Nelle prossime settimane impatto riapertura Hormuz sui prezzi"

Emmanuel Macron ha assicurato oggi su TF1 che "nelle prossime settimane avremo un impatto sui prezzi del petrolio" dalla riapertura dello Stretto di Hormuz. "Dobbiamo fare in modo che sia una realtà che dura", ha aggiunto il presidente francese, parlando da Evian-les-Bains, dove si trova per l'apertura del vertice G7. "Ci dispiegheremo con i britannici per organizzare la missione" sulla riapertura di Hormuz, ha detto ancora Macron appena le condizioni lo consentiranno. "E nelle settimane prossime ci sarà un impatto sui prezzi del petrolio".

Libano: primo morto a sud da accordo Iran-Usa, indagini in corso

Un uomo, Ismail Allam, e' stato ucciso da un'esplosione nel villaggio di Yater, nel distretto di Bint Jbeil, nel sud del Libano. Si tratta del primo morto dall'annuncio dell'accordo tra Usa e Iran che coinvolge anche il Paese de Cedri, ha riferito il quotidiano L'Orient le Jour, sottolineando che la natura dell'esplosione resta sconosciuta. E' in corso un'indagine per stabilire se sia stata causata "da un oggetto sospetto, da un ordigno inesploso o da un attacco israeliano", ha affermato l'ex sindaco del villaggio, Khalil Kourani, sconsigliando ai residenti di rientrare nel villaggio al momento, perche' le strade interne rimangono bloccate e le autorita' non hanno ancora completato le operazioni di ricerca ed eventuale sminamento.

Iran, Pakistan presiederà firma accordo venerdì in Svizzera

Il Pakistan ha annunciato che presiedera' venerdi' a Ginevra, in Svizzera, alla cerimonia ufficiale di firma dell'accordo tra Stati Uniti e Iran. Lo ha annunciato il premier Shehbaz Sharif in un suo intervento all'Assemblea nazionale di Islamabad. "Dopo tre mesi e sedici giorni di prove senza precedenti, e' stata annunciata la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, compresi Iran, Stati Uniti e Libano", ha dichiarato Sharif. Il Pakistan ha svolto un ruolo chiave di mediatore tra Stati Uniti e Iran per mesi, con il supporto del Qatar.

Iran, fonti: "Al momento no impegno Nato per Hormuz"

Al momento la Nato non prende in considerazione la possibilita' di una missione operativa per garantire la liberta' di navigazione nello Stretto di Hormuz. A quanto apprende l'AGI, restano sul tavolo invece le opzioni di un'estensione della missione Aspides dell'Ue e il dispiegamento della coalizione guidata da Francia e Regno Unito, su cui diversi alleati stanno lavorando nelle ultime settimane.

Borsa: l'Europa positiva attende Wall Street, Milano +0,9%

Borse europee in rialzo dopo l'accordo tra Usa e Iran e la riapertura  dello stretto di Hormuz, mentre si guarda alle tempistiche per la  ripresa della navigazione. Uno scenario che ha alimenta il calo il  prezzo del petrolio e del gas. L'attenzione degli investitori si  concentra ora sulle prossimi dati dell'inflazione e le mosse delle  banche centrali. L'indice stoxx 600 sale dello 0,7%, e si attesta sui  massimi, mentre si attende l'avvio di Wall Street dove i future sono  positivi. I listini sono sostenuti dalle auto (+3,6%) e dal lusso  (+1,6%). Bene anche le banche (+1,6%) e le assicurazioni (+1,2%). Seduta  pesante per l'energia (-3,8%), con il prezzo del petrolio in caduta  libera. Il Wti cede il 5,3% a 80,36 dollari al barile. Il Brent scende  del 5% a 82,91 dollari. Giornata negativa per le utility (-0,7%), con il  prezzo del gas che scende del 6,2% a 43,89 euro al megawattora. In calo  i rendimenti dei titoli di Stato. Lo spread tra Btp e Bund si attesta a  71 punti, con il tasso del decennale italiano al 3,65% e quello tedesco  al 2,94%. Poco mosso l'oro che si muove sui 4.337 dollari l'oncia. Sul  versante valutario il dollaro si indebolisce sulle principale divise,  con l'euro che sale a 1,1611 sul biglietto verde. A Piazza Affari corre  Stellantis (+5,5%). Bene anche Ferrari (+4,9%) e Buzzi (+4,4%). In luce i  titoli protagonisti del risiko bancario. Bper guadagna il 2,9%, Banco  Bpm (+2,3%), Mps (+1,5%), Intesa (+1,2%), Mediobanca (+1,1%). Bene anche  Generali (+1,8%) e Unipol (+0,7%). In fondo Eni (-4,3%), Snam (-1,8%) e  Italgas (-1,7%).

Iran, Meloni: "Riapertura stretto Hormuz fondamentale"

"Con la premier Takaichi abbiamo ribadito la fondamentale importanza della riapertura dello stretto di Hormuz e della difesa della liberta' di navigazione". Lo ha sottolineato il presidente del Consiglio Giorgia Meloni dopo il bilaterale a Roma con l'omologo giapponese, Sanae Takaichi ed aver espresso soddisfazione, nelle dichiarazioni alla stampa, con il primo ministro giapponese, per il raggiungimento dell'accordo tra Washington e Teheran.

Bloomberg: compagnie navigazione ancora caute su Hormuz, attesa dettagli

Diverse compagnie di navigazione internazionali, alcune delle quali  hanno delle navi ancora intrappolate nel Golfo Persico, si dicono caute  nel riprendere il traffico attraverso lo stretto di Hormuz e aspettano  maggiori dettagli. E' quanto riporta la Bloomberg. Fra i gruppi che  hanno espresso ancora prudenza vi sono quelli giapponesi (il paese è uno  dei maggiori dipendenti dal greggio e le materie prime dell'area) come  Mitsui Osk lines o Nippon Yusen. Per il gruppo Bimco rimane centrale la  questione dello sminamento delle acque dello stretto. Inoltre una  partenza massiccia di navi dovrebbe essere coordinata con attenzione. Il  ceo del gruppo Caravel di Hong Kong, Angad Banga, ha sottolineato come  la situazione sul campo può essere differente dalle notizie sui media  aggiungendo come "abbiamo già visto segnali positivi in passato, e credo  che alla fine ciò che conta davvero sia che" l'accordo "regga nel  tempo". Anche con un accordo sicuro ci vuole comunque del tempo per  riorganizzare gli equipaggi, fermi da mesi, e mettere le navi in  condizioni di ripartire. Un conteggio di quante navi siano ancora ferme,  rileva Bloomberg, è difficile visto che molte hanno il transponder  spento. Da alcuni calcoli ci sarebbero 300 imbarcazioni cariche e in  attesa di transitare con un numero quasi identico di navi vuote che  aspettano nel golfo dell'Oman.

Commissaria Ue: "A Gaza rischio concreto di epidemia, persa la bussola morale"

"A Gaza continuano gli attacchi. Il diritto internazionale umanitario viene violato ogni giorno. Stiamo perdendo la nostra bussola umanitaria e morale". Lo ha dichiarato la commissaria europea per la Gestione delle crisi, Hadja Lahbib, al suo arrivo al Consiglio Affari Esteri in Lussemburgo avvertendo del rischio di epidemie a causa del sovraffollamento e del collasso igienico-sanitario. "L'inverno è lontano, ma l'estate si avvicina, con 1,7 milioni di persone che vivono in rifugi in tende — ha sottolineato —. Il rischio di un'epidemia è concreto e dobbiamo prenderlo seriamente in considerazione".    "A molte agenzie umanitarie dell'Ue non è consentito l'ingresso, viene negato l'accesso a Gaza, anche a me. Abbiamo bisogno di un accesso completo e senza ostacoli alla Striscia, ma anche alla Cisgiordania, dove la situazione sta peggiorando". Lahbib ha ricordato che, secondo il diritto internazionale, "Israele ha l'obbligo di permettere agli aiuti umanitari di raggiungere chi ne ha bisogno. E questo accesso viene di fatto negato".    La commissaria si è poi soffermata sulla sua recente missione in Congo: "Quello che ho visto - ha detto - è una guerra nella guerra. La popolazione sta soffrendo a causa di questa epidemia di ebola che continua a crescere. Ogni giorno ci sono più casi, oggi ne abbiamo più di 700 confermati". La commissaria ha quindi fermamente respinto l'ipotesi di restrizioni alla mobilità, chiesta dagli Stati Uniti per contrastare l'epidemia: "Un divieto di viaggio non aiuterà, rallenterà solo la distribuzione degli aiuti umanitari e ritarderà i nostri rifornimenti. Serve una forte volontà politica e un approccio coordinato basato sulla scienza".

Iran, Takaichi da Meloni: "Bene firma memorandum, riaprire Hormuz"

Il Giappone, in un "approccio coordinato di politica estera", con l'Italia "accoglie con favore il memorandum di intesa firmato da Usa e Iran". Lo ha detto la premier giapponese Sanae Takaichi al termine dell' incontro bilaterale a Villa Pamphilj con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. "Speriamo che questo porti a una rapida e certa applicazione dell'accordo che porti a una libera e sicura navigazione nello stretto di Hormuz", ha aggiunto Takaichi, e "auspichiamo che questo porti pace e stabilita' in tutto il Medio Oriente".

Borse europee: procedono in rialzo con euforia per accordo

Le Borse europee procedono in rialzo a meta' seduta sull'onda dell'euforia innescata dall'accordo di pace raggiunto tra gli Stati Uniti e l'Iran che sara' firmato in Svizzera il 19 giugno. Parigi avanza dell'1,12%, Francoforte sale dell'1,41% e Londra segna un +0,08%. Madrid registra un progresso dell'1,53% e Milano segna un +0,84%.

Meloni-Takaichi: "Ora riaprire Hormuz, navigazione libera e sicura"

L'incontro con la premier giapponese arriva "prima dell'inizio di un G7  molto importante, un'occasione per allineare le nostre posizioni".  Abbiamo fatto "una profonda riflessone sulle crisi internazionali",  espresso "soddisfazione per il memorandum" e ribadire l'importanza della  "riapertura dello stretto di Hormuz". Lo ha detto la presidente del  Consiglio Giorgia Meloni durante le dichiarazioni alla stampa insieme  alla premier giapponese. Una posizione condivisa dalla premier Sanae  Takaichi: "Accogliamo con favore il memorandum Usa-Iran, speriamo che  possa portare ad un rapido accordo per la navigazione libera e sicura di  Hormuz".

Iran, Meloni: "Soddisfazione Italia e Giappone memorandum"

Con la premier giapponese Takaichi "abbiamo espresso soddisfazione per il memorandum" raggiunto sulla fine del conflitto nel Golfo. Cosi' il presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella dichiarazioni alla stampa a margine dei colloqui a Roma con l'omologo giapponese. "La nostra sintonia - ha evidenziato Meloni - e' stata confermata anche dall'adesione del Giapppone nel comunicato congiunto" diffuso dopo l'accordo di Iran e Stati Uniti.

Oxfam: "Miliardari energia guadagnano 300 milioni al giorno con la guerra in Iran"

Il patrimonio aggregato dei miliardari del settore energetico dei paesi  del G7 è cresciuto di 23,5 miliardi di dollari, pari a più 300 milioni  al giorno, nei primi due mesi e mezzo della guerra illegale condotta  dagli Stati Uniti e da Israele contro l'Iran. E' quanto rileva l'ultimo  rapporto Oxfam,  in occasione dell'apertura del G7 di Evian, in Francia.  Nel complesso, dal 2020 i miliardari di tutto il mondo hanno  incrementato la propria ricchezza di quasi 10.000 miliardi di dollari,  nonostante la crisi economica globale stia spingendo in povertà oltre 30  milioni di persone. In particolare, i paesi del G7 hanno tagliato 48  miliardi di aiuti allo sviluppo per i paesi più poveri del mondo tra il  2024 e il 2025, una cifra che i miliardari del G7 "hanno intascato" in  soli 9 giorni. L'impennata dei prezzi dell'energia e dei generi  alimentari, si legge nel dossier, sta mettendo in ginocchio le famiglie  in tutto il mondo, soprattutto nei paesi a basso e medio reddito già  martoriati da anni di turbolenze economiche, crisi del debito e shock  climatici. Secondo il rapporto, anche le tre maggiori aziende mondiali  di fertilizzanti dovrebbero vedere i propri profitti aumentare del 23%,  ossia di ben 928 milioni di dollari, rispetto a quanto si poteva  prevedere prima dell'inizio della guerra all'Iran. "I conflitti in corso  stanno devastando interi paesi, spezzando decine di migliaia di vite e  rischiano di spingere in povertà oltre 30 milioni di persone, eppure per  alcuni sono straordinariamente redditizi", ha dichiarato Francesco  Petrelli, portavoce di Oxfam Italia. "I leader dei paesi G7 non stanno  facendo nulla per aiutare i Paesi più poveri e colpiti dalla crisi.  Italia, Canada, Francia, Germania, Giappone e Regno Unito devono  smettere di usare la posizione di Trump come scusa per non agire. Il  'G6', anche senza gli Stati Uniti, ha un'enorme influenza sia a livello  economico che diplomatico che sta scegliendo di non esercitare". Servono  un aumento della tassazione dei profitti in eccesso ed una imposta sui  patrimoni dei super-ricchi, la sospensione del debito per i paesi più  poveri e maggiori aiuti allo sviluppo, sostiene Oxfam.

Fidan domani da Lavrov e Putin, focus su Mar Nero e M.O

Fidan dovrebbe inoltre avvertire che l'aumento delle tensioni nel Mar Nero rappresenta un rischio per la sicurezza regionale. A tal proposito rilancera' la proposta turca di un cessate il fuoco che comprenda la navigazione marittima, le infrastrutture energetiche e i porti. Anche gli sviluppi in Medio Oriente dovrebbero essere al centro dei colloqui. Fidan, pronto a ribadire il sostegno della Turchia a una pace duratura tra Stati Uniti e Iran e sottolineare l'importanza di ripristinare la liberta' di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. Riguardo alla Siria, si prevede che sottolineera' la necessita' di un continuo sostegno internazionale al governo siriano per promuovere la stabilita', la sicurezza e la ricostruzione. Attesa anche una aperta critica delle politiche regionali di Israele, le cui azioni, secondo la Turchia, minacciano la sicurezza e la stabilita' in tutto il Medio Oriente. Altri temi caldi le violazioni del cessate il fuoco a Gaza, l'espansione degli insediamenti nella Cisgiordania occupata e della presenza militare israeliana in Libano. Infine, il capo della diplomazia turca ribadira' il sostegno di Ankara al processo di pace tra Armenia e Azerbaigian, affermando che una stabilita' duratura nel Caucaso meridionale andrebbe a vantaggio sia della Turchia che della Russia. Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan e' atteso da una visita ufficiale a Mosca domani e dopodomani su invito del ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov per colloqui sulle relazioni bilaterali e su una ampia serie di questioni regionali. Lo riferiscono fonti diplomatiche riportate dal media turchi. Secondo fonti del ministero degli Esteri turco, Fidan sara' ricevuto dal presidente russo Vladimir Putin e incontrera' Lavrov e altri alti funzionari russi. Durante i colloqui, Fidan dovrebbe sottolineare l'importanza strategica delle relazioni tra Turchia e Russia per la stabilita' e la prosperita' regionale, discutendo al contempo di questioni bilaterali quali commercio, energia e sicurezza. Il ministro degli Esteri turco dovrebbe ribadire l'impegno di Ankara negli sforzi diplomatici volti a garantire una pace duratura tra Russia e Ucraina, confermando la disponibilita' della Turchia a ospitare un nuovo ciclo di negoziati tra le due parti, come gia' avvenuto nel 2022 e nel 2025.

Libano, esercito Beirut a sfollati: "Aspettate a tornare nei villaggi sul confine"

L'esercito libanese esorta i libanesi costretti a lasciare le loro case  dal conflitto di aspettare a ritornare nei villaggi nel Sud del Libano,  ore dopo che è stato annunciato un accordo tr Iran e Stati Uniti per la  fine della guerra in Medio Oriente, compreso il Libano. "Il comando  militare sottolinea la necessità che i residenti aspettino a tornare  nelle città e nei vllaggi del Sud, seguendo le istruzioni delle unità  dell'esercito dispiegate, in modo da proteggere la loro incolumità dal  rischio di violazioni da parte di Israele e attacchi", si legge in una  dichiarazione dell'esercito libanese.  Da  questa mattina presto, è stato riportato che i libanesi sfollati stanno  cautamenete facendo ritorno nelle aree del Sud del Libano dove le forze  israeliane non sono presenti.

Corte Gb dà ragione al governo sul bando a Palestine Action

La Corte d'Appello di Londra ha accolto il ricorso del governo britannico di Keir Starmer ribaltando la sentenza dell'Alta Corte che a febbraio aveva giudicato illegale - perché "sproporzionato" - il bando a Palestine Action come organizzazione terroristica. Il gruppo resta dunque fuorilegge - sostenerlo pubblicamente o farne parte costituisce reato - nonostante l'ondata di critiche arrivata per la decisione dell'esecutivo laburista risalente al luglio 2025 e il fatto che gli attivisti pro-pal non siano mai stati condannati per attentati di sorta contro le persone.

Iran, Bennett: "Netanyahu incapace di vittoria decisiva"

L'accordo Usa-Iran non e' frutto del destino ma di una leadership israeliana fallimentare con il governo di Benjamin Netanyahu che ha trascinato Israele in guerre di "stagnazione e logoramento" ed e' "incapace di conseguire una vittoria decisiva". Lo ha affermato Naftali Bennett, tra i principali esponenti dell'opposizione israeliana. Il leader dell'alleanza 'Insieme' ha sostenuto di avere "un piano strategico per provocare il crollo del regime iraniano" e smantellare il suo programma nucleare attraverso "una combinazione di mezzi diplomatici, di intelligence, economici, tecnologici e militari". Per Bennett, nonostante "la straordinaria prestazione delle forze armate israeliane" durante la guerra e "il coraggio del popolo israeliano sul fronte interno", "il governo e' ancora una volta incapace di trasformare tutto cio' in risultati duraturi in termini di sicurezza".

Iran, Fars: "Accordo prevede dazi per passare da Hormuz"

L'Iran ha aggiunto all'ultimo minuto una clausola ai negoziati con gli Stati Uniti che prevede il pagamento di tariffe per i servizi marittimi nello strategico Stretto di Hormuz. Lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Fars. "Negli ultimi istanti dei negoziati, il testo del memorandum d'intesa e' stato modificato, evidenziando in modo chiaro ed esplicito la questione della sovranita' iraniano-omanita sullo Stretto di Hormuz", riferisce Fars, citando una fonte anonima "L'uso del termine 'servizi marittimi' significa che gli Stati Uniti hanno acconsentito al pagamento di una tariffa all'Iran".

Iran, P.Reichlin: "Pace è bene per tutti ma non credo effetti su Pil Italia"

"Dal punto di vista commerciale, la guerra in Iran è stato uno shock  negativo che se dovesse davvero rientrare sarebbe un bene per tutti. Con  la pace cambiamenti forti per l'Italia dal punto di vista economico non  credo ce ne saranno, il prezzo del petrolio non era salito come ai  livelli dello scoppio della guerra in Ucraina. Quindi non mi aspetto dei  grossi impatti sul Pil, però certamente c'è un alleggerimento dal punto  di vista dei conti pubblici perchè il governo era stato costretto a  fare delle manovre di abbassamento delle accise a compensazione degli  utenti, e quindi ora avremo un risparmio per il governo e questa è una  buona notizia". Così, con Adnkronos/Labitalia, l'economista Pietro  Reichlin, professore ordinario di Economia alla Luiss 'Guido Carli' di  Roma, spiega i possibili risvolti economici della pace tra Iran e Usa  per il nostro Paese. Reichlin  sottolinea che "lo stiamo vedendo in queste ore quali sono i primi  effetti" della pace tra Iran e Ue, "il prezzo del petrolio scende in  maniera molto forte, le Borse sono salite".  "La  base più certa dell'accordo è la riapertura dello Stretto di Hormuz,  per quanto riguarda l'Italia il trasporto merci e petrolio attraverso di  esso non è così importante come per i Paesi asiatici, però è anche vero  che il blocco dello Stretto aveva posto una pressione verso l'alto ai  prezzi dell'energia e questo quindi ha avuto un effetto negativo per  tutti i Paesi europei. E quindi la riapertura è una buona notizia  certamente", conclude.

Libano, Aoun: "Accordo Usa-Iran ponga fine a guerra con Israele"

Il presidente libanese Joseph Aoun ha espresso la speranza che l'accordo tra Iran e Stati Uniti ponga "fine definitiva" alla guerra con Israele e inauguri un'era di stabilita' nel suo Paese. In una dichiarazione, il capo dello Stato ha indicato che il popolo libanese aspira a che "questi accordi si traducano in misure concrete che pongano fine definitivamente al ciclo di violenza e aprano la strada a una fase di stabilita', sicurezza, ripresa e ricostruzione". L'accordo, di cui il Libano non e' ancora stato ufficialmente informato, prevede la fine della guerra su tutti i fronti in Medio Oriente.

Berlino: "La Marina si prepara al contributo per lo stretto di Hormuz"

La Marina militare tedesca si sta preparando per un eventuale contributo  nello stretto di Hormuz che, in presenza delle "precondizioni  necessarie", potrebbe essere effettuato da due imbarcazioni che si  trovano nel Mediterraneo orientale. Lo ha spiegato il portavoce del  ministero della Difesa in conferenza stampa a Berlino, rispondendo a una  domanda sulle dichiarazioni di Donald Trump sul fatto che entro venerdì  lo Stretto dovrebbe essere aperto alle operazioni di eliminazione delle  mine. "Per ogni operazione militare serve un mandato del Bundestag - ha  confermato il portavoce di Friedrich Merz Sebastian Hille - ma questo  può essere ratificato anche molto velocemente. Sarei ottimista sul fatto  che possa esser dato in questo arco temporale".

Iran, Nagel (Bundesbank): "Cauti su ripresa economica dopo accordo con Usa"

E' necessaria una certa cautela su un ottimismo prematuro circa  l'accordo preliminare raggiunto tra Iran e Stati Uniti anche perché ci  vorrà del tempo prima che l'inflazione e i mercati petroliferi si  stabilizzino. E' il monito lanciato dal presidente della Bundesbank,  Joachim Nagel che, intervenendo all'Euro Finance Summit di Francoforte,  ha affermato che, sebbene un cessate il fuoco e la riapertura dello  Stretto di Hormuz sembrino imminenti, ci vorranno "mesi prima che le  forniture di petrolio tornino alla normalità", anche se la libertà di  navigazione sarà garantita nello stretto. Nagel ha ricordato che "alcuni  impianti di produzione nella regione sono stati danneggiati o messi  fuori servizio e le riserve si stanno esaurendo". Le pressioni sui  prezzi nell'economia potrebbero inoltre aumentare ulteriormente una  volta terminate le misure governative per ridurre i prezzi dell'energia,  ha affermato Nagel. Venerdì  scorso, la Bundesbank ha abbassato le sue previsioni di crescita per  l'economia tedesca allo 0,5% per quest'anno, rispetto alla precedente  stima semestrale dello 0,6%, formulata a dicembre.Anche la Banca  Centrale Europea (Bce) ha adeguato la sua politica in risposta alla  guerra in Iran, aumentando i tassi di interesse per la prima volta in  quasi tre anni la scorsa settimana, nel tentativo di frenare la corsa  dell'inflazione. Nagel ha affermato che non si sorprenderebbe di vedere  ulteriori aumenti entro la fine dell'anno. Il  governatore della Bundesbank ha aggiunto che i costi energetici  persistentemente elevati si rifletteranno probabilmente in misura  crescente sui prezzi al consumo nei prossimi mesi. "Siamo determinati ad  adeguare la politica monetaria in modo che l'inflazione si stabilizzi  al target del 2% fissato dalla BCE nel medio termine", ha affermato,  guardando alla prossima decisione sui tassi d'interesse della BCE a  luglio. "Nel fare ciò, manteniamo aperte tutte le opzioni."

Media Teheran: "Tariffe all'Iran per passare a Hormuz sospese per 60 giorni"

Dopo il periodo di esenzione delle tariffe da 60 giorni, Teheran punta a  "ricavare entrate dal traffico marittimo commerciale attraverso lo  Stretto di Hormuz fornendo servizi di sicurezza, navigazione, tutela  ambientale e assicurativi", e usare i proventi per "sostenere lo  sviluppo economico del Paese", secondo la stessa fonte citata dalla  Fars. A detta sua, per ottenere questo accordo ha giocato un ruolo  importante "la cooperazione da parte dell'Oman, che condivide il  controllo dello Stretto di Hormuz", e sono stati condotti "i negoziati  necessari per assicurarsi il sostegno dell'Oman" a tale intesa.

Iran, Turk chiede moderazione alle parti per garantire accordo

L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, ha chiesto agli Stati Uniti e all'Iran di agire con "contenimento" e "moderazione" per garantire la firma effettiva dell'accordo di pace tra i contendenti, prevista per venerdi' 19 a Ginevra. "In questo momento fragile, tutte le parti devono agire con la massima moderazione e lavorare per consolidare il cessate il fuoco e trasformarlo in un accordo di pace globale", ha sottolineato l'Alto Commissario Onu all'apertura della 62esima sessione del consiglio a Ginevra. Turk ha inaugurato l'incontro, condannando l'uso della forza contro l'Iran da parte di Israele e degli Stati Uniti mentre erano in corso negoziati di pace. "Questi attacchi hanno ucciso migliaia di civili, tra cui centinaia di bambini, e distrutto ospedali, scuole, case e altre infrastrutture", ha affermato Turk, che ha ribadito la sua richiesta che siano rese pubbliche le conclusioni dell'inchiesta statunitense sull'attacco alla scuola di Minab, effettuato il primo giorno di guerra, il 28 febbraio. L'Alto Commissario austriaco ha inoltre condannato la repressione del regime iraniano nei confronti della popolazione, con migliaia di manifestanti uccisi a gennaio e un aumento degli arresti e delle restrizioni dello spazio civico dall'inizio del conflitto. "Finora quest'anno, almeno 40 persone sono state giustiziate per motivi di sicurezza nazionale, tra cui 18 manifestanti", ha ricordato davanti alle delegazioni dei paesi membri delle Nazioni Unite. Infine, Turk ha considerato "del tutto inaccettabili" gli attacchi dell'Iran contro le infrastrutture civili nei Paesi del Golfo e in Giordania, cosi' come il blocco dello Stretto di Hormuz, che "sta avendo conseguenze molto gravi per la fornitura di aiuti umanitari e per le persone piu' vulnerabili".

Fonti: "Riunione Italia Francia e Germania su Iran e Ucraina"

A quanto appreso da Agi a margine del Consiglio esteri della Ue a Lussemburgo si e' tenuta una riunione a tre, Francia-Germania-Italia per le prime valutazioni sul memorandum raggiunto da Iran e Usa e sugli ultimi attacchi russi in Ucraina. Il ministro Tajani ha visto i suoi colleghi Barrot e Wadephul anche in vista della decisione sull'Alto inviato per la Bosnia.

Iran, Pichetto: "con ripartura Hormuz calo pressione prezzi"

"Dovremo valutare nel merito quelle che sono le condizioni dell'accordo, in questo caso e' un'intesa a definire l'accordo, da quanto si legge". Ad affermarlo, il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, a margine dell'evento 'Da Fermi al futuro', che e' in corso alle Ogr di Torino, parlando delle prospettive per la riapertura dello Stretto di Hormuz. "La prospettiva e' quella di rimettere in condizione il Golfo Persico di esportare sia petrolio, o prodotti petroliferi, sia gas - ha spiegato - questo significa riaumentare di quel 20% che era venuto meno, con la chiusura dello Stretto e con la guerra e quindi far calare quella che e' la pressione sui prezzi a livello mondiale". "Il quadro e' a livello mondiale, non nazionale", ha proseguito. "A livello nazionale - ha sottolineato ancora - noi dipendiamo pochissimo per il petrolio e niente per il gas". Per il ministro, pero', bisogna "ancora fare due righe di conti sui tempi. Perche' non sappiamo qual e' lo stato delle infrastrutture nel Golfo Persico, con i bombardamenti dell'uno e dell'altro. Si tratta di capire quanto tempo impiegheranno a riparare i danni per poter ristabilire un equilibrio".

Presidente Libano: "Accordo Usa-Iran chiuda definitivamente guerra Israele-Hezbollah"

Il presidente libanese Aoun si augura che l'accordo tra Stati Uniti e  Iran ponga fine "in modo definitivo" alla guerra tra Israele e  Hezbollah. In una dichiarazione rilasciata dal suo ufficio, Aoun ha  elogiato l'affermazione contenuta nel memorandum secondo cui "la  sicurezza del Libano è parte integrante di qualsiasi sforzo per  consolidare la stabilità nella regione". Il popolo libanese "auspica che  queste intese si trasformino in passi concreti che pongano fine in modo  definitivo al ciclo di violenza e instaurino una fase di stabilità,  sicurezza, ripresa e ricostruzione", aggiunge la dichiarazione.

Media Teheran: "Tariffe all'Iran per passare a Hormuz sospese per 60 giorni"

Una sezione dell'accordo tra Washington e Teheran prevede che il  passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz "senza costi" sia "solo per  60 giorni": lo riporta l'agenzia iraniana Fars, citando una fonte  informata sui negoziati. "Questo principio viene ripetuto altrove nel  testo. L'Iran accetterà il passaggio delle navi senza costi solo per 60  giorni. Ciò significa che gli Stati Uniti hanno accettato il principio  della riscossione delle tariffe, assicurandosi solo un'esenzione di 60  giorni da parte dell'Iran", ha affermato la fonte, citata dalla Fars in  forma anonima.

Papa: "No antisemitismo, odio e intolleranza, mondo vuole pace"

"La pace sia con voi! Shalom!". Cosi' Papa Leone XIV ha accolto in Vaticano la delegazione della United Jewish Appeal-Federation of New York, sottolineando il valore del dialogo ebraico-cattolico e dell'impegno comune a favore dei piu' vulnerabili. Nel richiamare il sessantesimo anniversario di Nostra Aetate, celebrato nel 2025, il Pontefice ha ricordato che la dichiarazione del Concilio Vaticano II "ha aperto un nuovo orizzonte di incontro, rispetto e ospitalita' spirituale", affermando che "apparteniamo a un'unica famiglia umana". Ha inoltre ribadito che la Chiesa mantiene una posizione ferma contro l'antisemitismo e contro ogni forma di discriminazione religiosa o razziale. Leone XIV ha inserito il richiamo nel quadro di "un mondo ancora ferito da divisioni e conflitti", invitando a superare le incomprensioni del passato e a collaborare per il bene comune. Nel ringraziare la Federazione per l'assistenza ai poveri e ai bisognosi, ha espresso apprezzamento per l'impegno nel "contrastare l'odio e l'intolleranza" e ha auspicato che la sua missione contribuisca "alla pace di cui il nostro mondo ha cosi' grande bisogno".

Governo: "Bilancio conflitto a Gaza supera i 73mila morti"

Il numero di morti nella Striscia di Gaza a causa degli attacchi israeliani dall'inizio dell'offensiva nel territorio palestinese nell'ottobre 2023 ha raggiunto quota 73.003, secondo i dati del ministero della Salute di Gaza pubblicati oggi, che includono gli ultimi decessi registrati ieri. Da allora, il numero dei feriti, molti dei quali con lesioni potenzialmente letali come amputazioni, e' salito a 173.252. Inoltre, secondo i dati del ministero della Salute, che dipende dall'amministrazione politica di Hamas nella Striscia, il numero di morti causati dal fuoco israeliano dall'inizio della tregua si avvicina a mille, con 992 morti e 3.144 feriti dall'11 ottobre 2025, data della firma del cessate il fuoco tra Israele e il gruppo islamista Hamas. Durante questo periodo, in cui Israele ha violato la tregua quasi quotidianamente con bombardamenti, l'uso di droni esplosivi e incursioni di terra, le autorita' sanitarie di Gaza hanno anche registrato il recupero di 784 corpi dalle macerie delle infrastrutture danneggiate dagli incendi israeliani.

Media Teheran: "Accordo riconosce la sovranità di Iran e Oman su Hormuz"

Nelle battute conclusive della formulazione dell'accordo tra Washington e  Teheran, il testo del memorandum "è stato modificato per sottolineare  in modo definitivo ed esplicito l'esercizio della sovranità di Iran e  Oman sullo Stretto di Hormuz": lo riporta la Fars, citando una "fonte  informata" sui negoziati. La stessa fonte sostiene che la versione  approvata dell'accordo stabilisce dunque che la "futura amministrazione  dei servizi marittimi" nello Stretto sarà "determinata" dai due Paesi e  che l'uso esplicito di questa espressione significa che gli Usa "hanno  riconosciuto il diritto dell'Iran a riscuotere le relative tariffe".

Libano, Turk chiede ritiro Israele e indagine su abusi

L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Volker Turk, ha chiesto la cessazione immediata delle ostilita' tra Israele e Hezbollah, il ritiro di Israele dal territorio libanese e un'indagine sulle violazioni del diritto internazionale commesse da entrambe le parti nel conflitto. "La rinnovata escalation tra Hezbollah e Israele dal 2 marzo ha trascinato ancora una volta il popolo libanese in una guerra che non ha provocato", ha dichiarato l'Alto Commissario in apertura della 62esima sessione del Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite. Turk ha riferito che gli attacchi israeliani hanno causato circa 3.600 morti, oltre 11mila feriti e un milione di sfollati, mentre gli attacchi di Hezbollah e dell'Iran contro Israele hanno provocato 26 vittime. La scorsa settimana l'Alto Commissario ha annunciato l'invio, da parte del suo ufficio, di una missione d'inchiesta indipendente per indagare sugli abusi commessi nel conflitto, in accordo con il governo libanese. Il responsabile per i diritti umani ha inoltre condannato la morte di quasi mille palestinesi a Gaza a causa degli attacchi delle forze israeliane dall'annuncio del cessate il fuoco in ottobre, cosi' come i 57 uccisi dalle forze di sicurezza e dai coloni in Cisgiordania, dove si contano anche 1.300 feriti e centinaia di arresti. "Le autorita' israeliane stanno spingendo i palestinesi in una porzione sempre piu' ristretta del loro territorio e imponendo restrizioni agli aiuti vitali", ha lamentato. Ha inoltre espresso allarme per le dichiarazioni di alti funzionari israeliani che hanno parlato pubblicamente di espellere tutti i palestinesi da Gaza ed eliminare qualsiasi possibilita' di uno Stato palestinese vitale, "il che e' assolutamente illegale".

Madrid: "Ue vieti il commercio con insediamenti israeliani in Cisgiordania"

"Andiamo al voto. Verifichiamo una volta per tutte chi è a favore del  Diritto internazionale e chi no. Chi ci crede davvero come la Spagna e  lo sostiene con i fatti". E' l'esortazione lanciata dal ministro degli  Esteri spagnolo, José Manuel Albares, che, a margine del Consiglio  europeo degli Esteri in Lussemburgo, ha di nuovo chiesto ai suoi  omologhi europei di votare il veto al commercio con gli insediamenti  israeliani in Cisgiordania per constatare "chi realmente" è a favore del  diritto internazionale, come a suo dire lo è la Spagna. In  dichiarazioni riprese dall'emittente pubblica Tve, Albares ha sostenuto  che è necessario mettere al bando i prodotti, perché l'Unione "deve  difendere il diritto internazionale", nel ricordare che Madrid non ha  aspettato la decisione dell'Ue, poiché "già vieta il commercio con gli  insediamenti illegali" israeliani "da molti mesi", compiendo il mandato  della Corte internazionale di Giustizia. "La Spagna ancora una volta sta  guidando e dando un esempio di politica estera coerente e rispettosa  del diritto internazionale. E' al resto degli Stati cui tocca decidere  se vogliono seguire l'esempio della Spagna. se vogliono avere una  politica estera coerente, rispettosa del Diritto internazionale", ha  ripetuto il capo della diplomazia spagnola.

L'Unione Africana sostiene la piena attuazione dell'accordo Usa-Iran

Il Presidente della Commissione dell'Unione Africana, Mahmoud Ali Youssouf, ha dichiarato di "accogliere con favore l'accordo di pace tra gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran, annunciato da entrambe le parti e dal team di mediazione". Mahmoud Ali Youssouf ha voluto inoltre ribadire il suo impegno "per la piena attuazione dell'accordo e per il proseguimento degli sforzi volti a promuovere una pace duratura, la stabilità e la cooperazione in Medio Oriente e oltre".

Libano, media: "Numerosi raid israeliani in corso nel sud"

Numerosi attacchi israeliani sarebbero in corso in diverse parti del  Libano meridionale, nonostante l'accordo tra Stati Uniti e Iran che  Teheran aveva affermato avrebbe comportato la cessazione degli attacchi  contro il Libano. Lo riporta l'Agenzia di stampa nazionale libanese  (Nna), secondo cui l'esercito israeliano ha condotto due raid su Khiam e  un attacco con drone contro un'auto nella città di Kfar Tebnit. Secondo  la Nna, gli attacchi hanno causato il ferimento di alcune persone. Le  città di Kfar Tebnit e Nabatieh al-Fawqa sono state anche oggetto di  bombardamenti di artiglieria israeliani. La Nna ha inoltre riferito che  l'esercito israeliano ha fatto esplodere un veicolo corazzato M113  telecomandato e minato sulla strada Haris-Tibnin, che conduce alla città  meridionale di Tiro.

Pechino: "Ci siamo sempre adoperati per ottenere la pace in Medio Oriente"

Dall'inizio delle ostilità, la Cina si è adoperata per ottenere il  cessate il fuoco e promuovere la pace. Lo ha affermato il portavoce del  ministero degli Esteri cinese Lin Jian aggiungendo che la proposta in  quattro punti della Cina sulla promozione della pace e della stabilità  in Medio Oriente riflette la posizione coerente di Pechino e i suoi  sforzi per promuovere la pace, porre fine ai conflitti, sostenere il  dialogo e colmare le differenze. Lin ha spiegato che la Cina continuerà  ad agire nello spirito della proposta in quattro punti, a difendere  l'equità e la giustizia, a contribuire con la propria forza alla pace  duratura in Medio Oriente e a dimostrare la responsabilità di un grande  Paese.

Unesco: "In Libano danni alle scuole, al patrimonio culturale e all'informazione"

In Libano, i bisogni continuano a crescere e l'Unesco promette sostegno  per la ripresa e la resilienza del Paese. L'impatto del conflitto è  grave, sottolinea l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione,  la Scienza e la Cultura, le scuole sono state danneggiate o distrutte,  costringendo circa 500.000 bambini ad abbandonare le lezioni, mentre  oltre un milione di studenti di tutti i livelli scolastici hanno subito  interruzioni negli studi. Anche il patrimonio culturale è minacciato.  Sono stati confermati danni a siti chiave, tra cui il sito Patrimonio  dell'Umanità di Tiro, il Castello di Beaufort e la Cittadella di Chamà,  tutti sottoposti a misure di protezione rafforzate. Allo stesso tempo,  le istituzioni culturali e le attività creative, fondamentali per  l'identità e il sostentamento, stanno subendo gravi ripercussioni. Anche  l'informazione scarseggia. Sei giornalisti sono stati uccisi e oltre 65  sfollati, mentre le testate giornalistiche hanno subito danni e perdite  di attrezzature. La disinformazione e l'incitamento all'odio sono in  aumento, sottolinea l'Unesco, poiché l'accesso a informazioni affidabili  diventa più difficile. "Le crisi non distruggono solo gli edifici, ma  lacerano anche le menti, mettono a tacere le voci e cancellano le  identità. In Libano, garantire la continuità dell'istruzione a un  bambino, sostenere un regista o proteggere un giornalista non è  secondario rispetto agli aiuti umanitari; è ciò che impedisce a  un'emergenza temporanea di trasformarsi in un collasso permanente" ha  dichiarato il Vicedirettore Generale Unesco, Lazare Eloundou Assomo.

Borsa: l'Europa sale con l'accordo Usa-Iran, petrolio e gas in caduta

L'accordo tra Usa e Iran spingono le Borse mentre petrolio e gas sono  in caduta libera. In Europa lo stoxx 600, l'indice che raccoglie le  principali società per capitalizzazione, guadagna lo 0,7% a 638,86  punti, recuperando le perdite nel periodo della guerra ed attestandosi  ai massimi. Sul versante valutario il dollaro si indebolisce sulle  principali valute con l'euro che sale a 1,1609. Nel Vecchio continente  in luce Madrid e Francoforte (+1,2%), Parigi (+1,1%), Londra (+0,2%). I  principali listini sono sostenuti dalle auto (+3,2%) e dal lusso (+2%).  Acquisti sul settore tecnologico (+1,4%), mentre si guarda ad una  ripresa degli investimenti per l'intelligenza artificiale. In crescita  le banche (+1,5%) e le assicurazioni (+0,8%). La riapertura dello  stretto di Hormuz pesa su petrolio e gas. Il comparto azionario  dell'energia cede il 4%. Il Wti scende del 5,5% a 80,18 dollari al  barile. Il Brent registra una flessione del 5,3% a 82,67 dollari. In  calo anche le utility (-0,8%), con il prezzo del gas che scende del 6% a  44 euro al megawattora. In flessione i rendimenti dei titoli di Stato.  Lo spread tra Btp e Bund si attesta a 71 punti, con il tasso del  decennale italiano al 3,66% e quello tedesco al 2,95%. In calo anche la  Spagna al 3,37% e la Grecia al 3,61%. Sale l'oro che guadagna il 3% a  4.338 dollari l'oncia.

Tajani: "No a sospensione accordo commerciale con Israele"

"Stiamo chiedendo di infliggere sanzioni al ministro Ben Gvir per quello che ha fatto in occasione dell'arresto immotivato dei cittadini italiani che erano parte della Flotilla e per quello che ha detto anche nei confronti dell'Italia". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani arrivando al Consiglio Esteri a Lussemburgo. "Per quanto riguarda i beni dei coloni valuteremo le proposte che verranno dalla commissione quando verranno - e aggiunge - mentre per quanto riguarda l'accordo commerciale non siamo favorevoli a interromperlo perche' dobbiamo anche evitare di isolare Israele e provocare un irrigidimento, un rafforzamento delle forze estremiste in Israele".

Iran, Tajani: "Mercoledì riunione alla Farnesina su Hormuz"

"Il cessate il fuoco, e' un fatto molto importante, bisogna rinforzarlo con un grande lavoro diplomatico". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani arrivando al Consiglio Esteri a Lussemburgo commentando l'accordo di pace raggiunto tra Usa e Iran. Tajani ha annunciato che mercoledi' si terra' alla Farnesina una riunione "dedicata alle iniziative da adottare, ascoltando le organizzazioni di categoria, le imprese, i settori interessati alla ripresa della navigazione dentro Hormuz".

Iran, Onu: "40 persone giustiziate nel 2026 di cui 18 manifestanti"

Almeno 40 persone sono state giustiziate in Iran per "motivi di sicurezza nazionale" dall'inizio dell'anno, tra cui 18 manifestanti. Lo ha dichiarato l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk. "Le autorita' hanno intensificato la loro brutale repressione, arrestando migliaia di persone e imponendo restrizioni ancora piu' severe allo spazio civico. Hanno giustiziato almeno 40 persone per motivi di sicurezza nazionale dall'inizio dell'anno, tra cui 18 manifestanti", ha affermato Turk.

Tajani: "Italia sarà protagonista di libertà navigazione"

La missione nello Stretto di Hormuz "deve essere internazionale". E' tornato a ribadirlo il ministro degli Esteri Antonio Tajani arrivando al Consiglio Esteri a Lussemburgo. "Noi abbiamo gia' inviato due tragamine che sono di fatto aggregate alla missione Aspides, vediamo quando e come sara' possibile trasferire queste tragamine verso Hormuz, in modo da poter contribuire allo sminamento" aggiunge il ministro. "Noi saremo protagonisti per la liberta' di navigazione, come stiamo gia' facendo nel Mar Rosso. Abbiamo ribadito anche in occasione dell'incontro che abbiamo avuto con i coreani, che siamo pronti anche a garantire la sicurezza delle navi mercantili coreane che avevano preoccupazione a passare nel Mar Rosso. Quindi continueremo comunque a fare la nostra parte" ha concluso Tajani.

Libano, Berry grato a Iran-Usa clausola fine aggressione Israele

Il presidente del parlamento libanese, Nabih Berri, ha accolto con favore il memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti e ha ringraziato entrambi i Paesi per aver incluso una clausola che chiede la fine dell'aggressione israeliana contro il Libano. In una dichiarazione, il presidente del parlamento ha elogiato "gli sforzi e le misure adottate da Pakistan, Qatar, Arabia Saudita ed Egitto per raggiungere questo accordo, che, attraverso le sue disposizioni, pone le basi per la sicurezza e la stabilita' nella regione, Libano compreso". Berry ha inoltre ringraziato Iran, Stati Uniti e i loro leader per "il loro impegno e la loro insistenza nell'includere nel memorandum d'intesa una clausola fondamentale e vincolante sulla cessazione dell'aggressione israeliana contro tutto il Libano, al fine di preservarne la sovranita' sull'intero territorio, senza minare l'indipendenza e la liberta' del suo processo decisionale nazionale e sovrano, ed evitare di cadere nella trappola tesa dalla classe politica israeliana guidata dal premier Benjamin Netanyahu".

Tajani: "Israele non deve più bombardare Beirut"

"Dobbiamo fare in modo che cessino anche i combattimenti in Libano, che Israele non bombardi più Beirut". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in Lussemburgo.

Egitto: accordo possibile punto svolta pace in Medioriente

L'Egitto ha accolto con favore l'accordo annunciato da Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra in Medioriente, affermando che potrebbe rappresentare un "punto di svolta" per la pace nella regione. "L'Egitto auspica che questo accordo costituisca un importante punto di svolta per rafforzare la fiducia reciproca, gettare nuove basi per la cooperazione, creare un ambiente favorevole alla pace e promuovere gli sforzi diplomatici volti ad affrontare le restanti questioni regionali", ha dichiarato il ministero degli Esteri del Cairo.

Katz: "L'Idf rimane nelle zone di sicurezza in Libano, Siria e Gaza"

"Il primo ministro Benjamin Netanyahu ed io stiamo portando avanti una politica chiara che stabilisce che le Forze di Difesa Israeliane (IDF) rimarranno nelle zone di sicurezza in Libano, Siria e Gaza, senza alcun limite di tempo, per proteggere, da lì, il confine e le comunità israeliane dagli elementi jihadisti". Ha dichiarato il ministro della Difesa Israel Katz.

Usa e Iran terranno colloqui preparatori a Doha prima della firma

Stati Uniti e Iran terranno colloqui preparatori a Doha prima della firma dell'accordo, prevista venerdì a Ginevra. Lo riferisce un diplomatico all'Afp. La fonte ha aggiunto che i mediatori del Qatar hanno lasciato Teheran dopo "17 ore di intensi negoziati", iniziati domenica e culminati nel raggiungimento di un accordo.

Lagarde: buona notizia purche' sia davvero pace

L'accordo tra l'Iran e gli Stati Uniti è una "buona notizia", a condizione che "sia confermata dagli sviluppi dei prossimi giorni". Lo ha dichiarato la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, su France Culture. "Non possiamo che rallegrarcene" - ha sottolineato Lagarde - "soprattutto se sancisce l'apertura e la bonifica dello stretto di Hormuz".

Prezzo petrolio in forte calo dopo accordo Usa-Iran per riapertura Stretto di Hormuz

Il Wti con consegna a luglio passa di mano a 80,76 dollari al barile, mentre il Brent con consegna ad agosto è scambiato a 83,50 dollari al barile.

Prezzo petrolio in forte calo dopo raggiungimento accordo Usa-Iran

Prezzo petrolio in forte calo dopo raggiungimento accordo Usa-Iran

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Media Libano: oggi nuovi raid israeliani nel sud del Paese

Raid con droni e bombardamenti israeliani sono stati segnalati nelle prime ore di oggi in alcune località del Libano meridionale, come a Kfar Tebnit, a Khiam, e sulla strada Haris-Tibnin: lo riporta l'agenzia di stampa libanese Nna, secondo cui ci sono anche alcuni feriti. Da parte sua, l'Orient-Le Jour afferma che l'esercito israeliano sta "prendendo di mira qualsiasi movimento nelle vicinanze di Nabatiyé el-Faouqa, Kfar Tebnit e Mayfadoun".

Meloni: "Necessario cessino le ostilità anche in Libano"

"È necessario che le ostilità cessino anche in Libano, dove l'Italia continuerà a lavorare per sostenere la sovranità libanese". Lo afferma la premier Giorgia Meloni, in una dichiarazione con cui plaude al memorandum d'intesa siglato tra Iran e Usa.

Meloni: "Pronti a presenza navale previa autorizzazione Parlamento"

"I principi" del memorandum d'intesa tra Usa e Iran "sono chiari: l'Iran non può dotarsi dell'arma nucleare e la libertà di navigazione deve essere garantita. Siamo pronti, insieme agli altri partner e fermo restando la necessaria autorizzazione parlamentare, a contribuire a una presenza navale internazionale per accompagnare la piena riapertura dello Stretto di Hormuz". Lo afferma la premier Giorgia Meloni in una dichiarazione.

Meloni: "Memorandum Usa-Iran è occasione di pace da cogliere"

"Nella notte abbiamo già espresso, insieme a Francia, Germania e Regno Unito, il nostro forte apprezzamento per il memorandum d'intesa siglato da Stati Uniti e Iran nelle scorse ore. Un grazie sentito va a tutti i mediatori, e in particolare al Qatar e al Pakistan, che hanno reso possibile questa intesa. Si tratta di un'occasione di pace che va colta: l'Italia, come già in passato, è pronta a sostenere il processo diplomatico verso un accordo complessivo". Lo si legge in una dichiarazione della premier italiana, Giorgia Meloni.

Von der Leyen: accordo apre strada a negoziati pace in Medio Oriente

L'accordo di pace tra Usa e Iran "apre la strada a negoziati più ampi sulla pace e la sicurezza in Medio Oriente. E dovrebbe porre fine ai programmi nucleari e balistici dell'Iran e alle sue attività destabilizzanti nella regione". Lo ha detto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen in una dichiarazione stampa a commento dell'accordo raggiunto da Washington e Teheran che dovrebbe essere firmato in settimana. "Non può esserci pace in Medio Oriente finché il Libano è in fiamme", prosegue von der Leyen. "Ancora una volta l'Europa invita tutte le parti a rispettare la sovranita' e l'integrità territoriale del Libano e ad attuare un vero cessate il fuoco. A Evian, i leader del G7 incontreranno i partner del Golfo e del Medio Oriente in generale. L'Europa è pronta a fare la sua parte".

Kallas: "Non c'è l'unanimità necessaria per sanzionare Ben-Gvir"

"Molti Paesi hanno chiesto di sanzionare il ministro israeliano Ben-Gvir ma dalla consultazioni informali che ho avuto con gli Stati membri non c'è la necessaria unanimità". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas arrivando in Lussemburgo per il Consiglio affari esteri.

Vertici Ue: "Bene l'accordo Usa-Iran, ora attuarlo in pieno"

L'Unione Europea dà il benvenuto all'accordo Usa-Iran e ne chiede l'attuazione in pieno quanto prima. È quanto dichiarano i vertici dell'Ue Antonio Costa, Ursula von der Leyen e Kaja Kallas nelle loro dichiarazioni. "Ora le armi devono tacere e le divergenze in sospeso devono essere risolte con mezzi pacifici, in conformità con il diritto internazionale", ha notato Costa, presidente del Consiglio Europeo. "È fondamentale per la stabilità regionale e l'economia globale, apre la strada a negoziati più ampi sulla pace e la sicurezza in Medio Oriente", ha detto Von der Leyen. "Siamo a una potenziale svolta", ha concluso Kallas.

Ben Gvir: l'accordo di Trump non è vincolante per Israele

L'accordo di Trump per porre fine alla guerra con l'Iran "non vincola Israele" che è "una nazione indipendente e sovrana" e

"non è subordinata agli Stati Uniti". A dirlo è il ministro per la

sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben Gvir, che in un lungo post su X ricorda come il dovere dell'esecutivo sia "di garantire la sicurezza agli ebrei nella terra d'Israele". "Ogni volta che ci siamo arresi alla pressione internazionale a scapito della sicurezza di Israele, abbiamo pagato un prezzo in sangue con gli interessi. Lo è stato negli Accordi di Oslo, lo è stato nell'accordo in Libano nel 2006, e lo è stato in tutto il periodo di contenimento a Gaza che ci è esploso in faccia". Ben Gvir sottolinea di "amare gli Stati Uniti" e di essere "grato al presidente Trump" e "tuttavia, lo Stato di Israele non è una repubblica delle banane". "La mia posizione è chiara: non siamo parte di questo accordo che non tutela la nostra sicurezza, e non ci vincola in alcun modo" continua il ministro, "Non dobbiamo compromettere su meno dello smantellamento di Hezbollah, non dobbiamo ritirarci da nessun territorio conquistato e ripulito dalle nostre forze dalle infrastrutture terroristiche, non dobbiamo tornare a una situazione in cui migliaia di terroristi siedono sulle recinzioni degli insediamenti del Nord, e certamente non dobbiamo tacere nemmeno per un momento di fronte a un fuoco diretto contro lo Stato di Israele".

Trump: "Senza l'accordo sul nucleare riprendiamo gli attacchi all'Iran"

Trump: "Del cambio di regime non mi è mai importato"

Trump non è affatto preoccupato per un eventuale cambio di regime in Iran. "Per quanto riguarda il cambio di regime, non mi è mai importato. Questa è la terza leadership con cui abbiamo a che fare, ed è la piu' razionale finora", ha detto al Wall Street Journal.

Macron: missione Francia-Gb pronta ad accompagnare la riapertura di Hormuz

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha dichiarato che la "missione marittima internazionale istituita dalla Francia e dal Regno Unito" è "pronta ad accompagnare" la riapertura dello Stretto di Hormuz dopo l'accordo concluso tra gli Stati Uniti e l'Iran. "I mezzi sono dispiegati e pronti a essere attivati", ha scritto su X.

Trump al Nyt: "Senza accordo sul nucleare riprendiamo attacchi all'Iran"

Qualora l'Iran non raggiungesse un accordo nucleare definitivo con gli Usa, un processo che dovrebbe iniziare venerdì in Svizzera, Donald Trump ha minacciato di riprendere gli attacchi militari contro Teheran o di fare degli Stati Uniti "i custodi del Medio Oriente" in cambio del 20% dei ricavi della regione". Lo ha detto il tycoon in una conversazione telefonica di 28 minuti con il New York Times. Trump ha aggiunto che l'Iran avrebbe garantito, in ultima analisi, uno Stretto di Hormuz "permanentemente libero da pedaggi", sostenendo di aver salvato Israele dall'annientamento nucleare, malgrado le obiezioni del premier Netanyahu.

Teheran: "Abbiamo umiliato Usa e Israele, non possono che arrendersi"

Le forze armate iraniane hanno dichiarato di aver umiliato gli Stati Uniti e Israele durante la guerra contro la Repubblica islamica, in seguito all'annuncio di un memorandum d'intesa tra Teheran e Washington. L'Iran "ha imposto la sua volontà divina e ferrea sui suoi umiliati nemici americani e sionisti. Il nemico non ha altra scelta che accettare la sconfitta e arrendersi", ha affermato lo Stato maggiore iraniano in un comunicato trasmesso dalla televisione di Stato.

Trump: "Questo grande accordo porterà pace e sicurezza nell'intera regione"

"Questo grande accordo porterà pace e sicurezza nell'intera regione. Molti presidenti hanno tentato di raggiungere la pace con l'Iran, ma tutti hanno fallito prima di me. Per la prima volta, i leader della regione hanno trovato un presidente in grado di aiutarli a conseguire una pace reale". Lo scrive Donald Trump su Truth.

Iran: "L'accordo con gli Usa mette fine immediatamente alla guerra"

Il viceministro degli Esteri iraniano ha dichiarato che a partire da ieri sera è stata annunciata la fine immediata e definitiva della guerra e delle operazioni militari su più fronti, incluso il Libano. Il viceministro ha aggiunto che i negoziati per un accordo definitivo tra Teheran e Washington si svolgeranno nell'arco di 60 giorni. Lo scrive Iran International.

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