Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Iran-Usa, c’è l’accordo: firma venerdì. Meloni: "Occasione di pace da cogliere". Reazioni

Mondo
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Nella notte italiana tra domenica 14 e lunedì 15 giugno, il Pakistan ha annunciato il raggiungimento dell’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran: la cerimonia ufficiale di firma sarà venerdì 19 giugno in Svizzera. Da Macron a Meloni, dai vertici Ue ai Paesi del Medio Oriente: ecco le principali reazioni arrivate dai leader politici di tutto il mondo

Quello che devi sapere

L’annuncio del Pakistan

"A seguito di intensi colloqui, siamo lieti di annunciare che l'Accordo di pace tra gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran è stato raggiunto. Entrambe le parti hanno dichiarato la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, inclusi quelli in Libano. La cerimonia ufficiale di firma avrà luogo venerdì 19 giugno in Svizzera", ha annunciato su X il premier pachistano Shehbaz Sharif.

 

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Trump: “Che il petrolio scorra!”

L’intesa raggiunta è poi stata confermata anche dal presidente Usa Donald Trump. "L'accordo con la Repubblica Islamica dell'Iran è ormai concluso. Congratulazioni a tutti! Con la presente autorizzo pienamente l'apertura al transito libero dello Stretto di Hormuz e, contestualmente, autorizzo l'immediata rimozione del blocco navale degli Stati Uniti. Navi di tutto il mondo, accendete i motori. Che il petrolio scorra!”, ha scritto il leader della Casa Bianca in un post sul suo social Truth.

 

"Questo grande accordo porterà pace e sicurezza nell'intera regione. Molti presidenti hanno tentato di raggiungere la pace con l'Iran, ma tutti hanno fallito prima di me. Per la prima volta, i leader della regione hanno trovato un presidente in grado di aiutarli a conseguire una pace reale", ha aggiunto più tardi Trump sempre su Truth.

 

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L’Iran dichiara vittoria

L'Iran ha reagito all’annuncio dell’accordo con gli Usa dichiarando vittoria. "Il nemico, che ha attaccato per perseguire i suoi scopi malvagi, ha visto tutti i suoi obiettivi vanificati e la Repubblica Islamica dell'Iran ha conseguito grandi vittorie in questa guerra", ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi alla televisione di stato iraniana. Ha aggiunto che i negoziati per un accordo definitivo tra Teheran e Washington si svolgeranno nell'arco di 60 giorni e che gli impegni assunti da Teheran nell'ambito del nuovo accordo con gli Stati Uniti entreranno in vigore a partire da venerdì.

 

L'Iran, ha poi affermato lo Stato maggiore iraniano in un comunicato trasmesso dalla televisione di Stato, "ha imposto la sua volontà divina e ferrea sui suoi umiliati nemici americani e sionisti. Il nemico non ha altra scelta che accettare la sconfitta e arrendersi". 

 

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La dichiarazione congiunta di Regno Unito, Francia, Germania e Italia

Subito dopo l’annuncio dell’accordo sono arrivate le reazioni dei leader di tutto il mondo. Regno Unito, Francia, Germania e Italia hanno rilasciato una dichiarazione congiunta, spiegando che i quattro Stati sono pronti a revocare alcune sanzioni contro l’Iran se il Paese adotterà "passi concreti e verificabili" sul nucleare. "L'Iran non deve mai acquisire armi nucleari. Siamo pronti a collaborare con Usa, Iran e Aiea a tal fine", si legge nella dichiarazione. I quattro leader hanno anche chiesto la riapertura urgente dello Stretto di Hormuz per l'importanza della "libertà di navigazione incondizionata e senza restrizioni".

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Meloni: “Occasione di pace da cogliere”

Più tardi, la premier italiana Giorgia Meloni ha dichiarato: "Nella notte abbiamo già espresso, insieme a Francia, Germania e Regno Unito, il nostro forte apprezzamento per il memorandum d'intesa siglato da Stati Uniti e Iran nelle scorse ore. Un grazie sentito va a tutti i mediatori, e in particolare al Qatar e al Pakistan, che hanno reso possibile questa intesa. Si tratta di un'occasione di pace che va colta: l'Italia, come già in passato, è pronta a sostenere il processo diplomatico verso un accordo complessivo". 

 

La premier ha sottolineato come "i principi" del memorandum "sono chiari: l'Iran non può dotarsi dell'arma nucleare e la libertà di navigazione deve essere garantita. Siamo pronti, insieme agli altri partner e fermo restando la necessaria autorizzazione parlamentare, a contribuire a una presenza navale internazionale per accompagnare la piena riapertura dello Stretto di Hormuz". 

 

Infine, plaudendo al memorandum d'intesa siglato tra Iran e Usa, nella dichiarazione ha ricordato la necessità "che le ostilità cessino anche in Libano, dove l'Italia continuerà a lavorare per sostenere la sovranità libanese".

Ue: “Ora le armi devono tacere”

Anche i vertice dell'Ue - Antonio Costa, Ursula von der Leyen e Kaja Kallas – hanno accolto con soddisfazione l’accordo Usa-Iran e ne hanno chiesto l'attuazione in pieno quanto prima. "Ora le armi devono tacere e le divergenze in sospeso devono essere risolte con mezzi pacifici, in conformità con il diritto internazionale", ha sottolineato Costa, presidente del Consiglio Europeo. "È fondamentale per la stabilità regionale e l'economia globale, apre la strada a negoziati più ampi sulla pace e la sicurezza in Medio Oriente", ha aggiunto Von der Leyen. "Siamo a una potenziale svolta", ha concluso Kallas. 

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Starmer: “Prioritario che diventi una pace stabile”

Anche il premier britannico Keir Starmer, in una dichiarazione ufficiale, si è congratulato "con il presidente Trump e con i mediatori del Pakistan, del Qatar e di altri Paesi che hanno contribuito a questo risultato". L’accordo, ha sottolineato, è "un passo avanti estremamente importante per porre fine alla guerra, garantire la stabilità regionale e riaprire lo Stretto di Hormuz. L'attenzione deve ora concentrarsi sulla piena attuazione del memorandum d'intesa, per garantire che lo Stretto di Hormuz venga riaperto e rimanga completamente e permanentemente aperto, e che gli aspetti dettagliati dell'accordo sul nucleare vengano definiti". "La nostra priorità - ha aggiunto Starmer - è che questa diventi una pace duratura e stabile, e lavoreremo con i partner internazionali per sostenerla". Rispetto alla riapertura di Hormuz, Londra si è detta pronta "a collaborare con gli alleati per sostenere questo processo, anche, se necessario, attraverso l'attivazione della missione multilaterale difensiva e indipendente per la cui pianificazione il Regno Unito e la Francia hanno avuto un ruolo guida finora".

Le dichiarazioni di Macron

Il presidente francese Emmanuel Macron ha sottolineato che le "conseguenze" dell'accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran, inclusa la "riapertura a lungo termine" dello Stretto di Hormuz, saranno al centro delle discussioni dei leader del G7. "L'obiettivo sarà quello di esaminare le conseguenze di questo accordo, il sostegno al Libano, la riapertura a lungo termine di Hormuz e, naturalmente, la conclusione di un accordo sul nucleare e sui missili balistici in Iran", ha spiegato. Ha aggiunto che la "missione marittima internazionale” istituita dalla Francia e dal Regno Unito" è "pronta ad accompagnare" la riapertura dello Stretto: "I mezzi sono dispiegati e pronti a essere attivati", ha scritto su X. Il presidente francese ha poi chiesto che in Libano venga stabilito un "cessate il fuoco solido e duraturo".

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La speranza del Qatar

Anche il primo ministro del Qatar ha accolto con favore il memorandum d'intesa, definendolo un passo importante verso la fine di mesi di conflitto e instabilità. In un post su X, come riporta Iran International, il premier del Qatar Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani ha elogiato l'accordo e ha espresso la speranza che l’intesa possa aprire la strada a una soluzione più ampia e a una stabilità regionale duratura.

 

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