Festival di Venezia 2021, Freaks Out: i "Mostri" di Gabriele Mainetti contro i nazisti

Cinema

Paolo Nizza

Ambientato nella Roma del 1943  un racconto d’avventura, un romanzo di formazione e una riflessione sulla diversità. SEGUI LA DIRETTA

"Felice chi è diverso essendo egli diverso. Ma guai a chi è diverso essendo egli comune”. Sono versi del poeta Sandro Penna, cresciuto sotto il giogo del regime fascista. E forse la poesia rappresenta la chiave per aprire le porte del mondo di Freaks Out, in concorso alla 78. Mostra del Cinema di Venezia  (LA DIRETTA - LO SPECIALE). Si sa: il secondo film è sempre il più difficile. Dopo l’incredibile successo di critica e di pubblico di Lo chiamavano Jeeg Robot, tutti febbricitavano aspettando la nuova opera di Gabriele Mainetti. E al netto della “Schadenfreude” (ossia il godere delle sventure altrui), patologia che purtroppo affligge parecchi abitanti del globo terracqueo, la pellicola, nonostante una produzione assai travagliata, soprattutto per l’emergenza Covid è arrivata finalmente al Lido e dal 29 ottobre sarà nei cinema.

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Come dice il poliziotto del B-Movie Blob- Fluido Mortale: “Non c’è nessuno tranne noi Mostri”. E il film racconta l’odissea di un quartetto diversamente umano. Insomma una sorta di Fantastici Quattro, però all’italiana. Quindi mutanti nostrani, traboccanti di tutti i vizi, ma pure le virtù che ci contraddistinguono, "supereroi alla vaccinara” con tante macchie  e molte paure e per questo assolutamente adorabili, con coraggio e probabilmente un filo di incoscienza. Mainetti ambienta la pellicola dopo l’8 settembre del 1943. Pietro Badoglio ha appena firmato l’armistizio di Cassibile. E basta ricordarsi di un film come “I due Marescialli” con Totò e Vittorio De Sica, quanto sia complicato tradurre immagini e magari rappresentare, soprattutto ironizzare su quel momento storico, talmente confuso e tragico. L’idea vincente è filtrare la tragedia attraverso il circo. Per citare Fellini “Il cinema è come una vecchia puttana, come il circo e il varietà, e sa come dare molte forme di piacere.”

Da Claudio Santamaria a  Pietro Castellito, il  cast di Freaks Out

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Se Tod Browning con il capolavoro Freaks aveva scandalizzato Hollywood, Gabriele Mainetti dimostra di apprezzare e amare alla follia i suoi “mostri”; Quattro personaggi che spopolerebbero al celeberrimo Coney Island Circus Sideshow. A partire dall’ipertricotico Fulvio. Un verace lupo mannaro dalla cadenza romanesca perfettamente rappresentato da Claudio Santamaria, avvezzo a interpretare supereroi dalle tendenze animalesche, visto che ha prestato la voce italiana ai Batman griffati Nolan. Sublime pure l’Uomo insetto di Pietro Castellitto. Ciencio di nome e di fatto, un dropout albino e loquace con cui è semplice empatizzare. Al pari della calamita umana, ovvero Carlo, interpretato da Gianni Parisi. Un clown gentile e svalvolato, che conferma quanto i nani, spesso e volentieri siano davvero dei superdotati. Infine, Matilde (Aurora Giovinazzo), vero motore di Freaks Out. La ragazza che letteralmente sprizza energia da tutti i pori è senza dubbio la caratterizzazione più riuscita di tutto il film

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Insomma, Freaks Out centra il bersaglio. Ha certo delle affinità elettive con Bastardi senza gloria tuttavia questo non rappresenta una nota di demerito. Anzi piacerebbe a tutti assistere a uno spettacolo del circo Mezzapiotta ed essere ricevuti dal direttore Israel (un perfetto Giorgio Tirabassi). Tra nebbie, ballerine, lucciole e raffiche di mitra, il film ci ricorda che in guerra non ci sono mai vincitori, ma solo sconfitti. E i mostri quelli veri hanno la svastica sul braccio. Oppure. obnubilati dall’etere e dalla psicosi, sognano il futuro, immaginando chiamate da sconosciuti con il cellulare e controller per console di videogame. Ma come cantavano gli Stormy Six: “La croce uncinata vedrà Stalingrado in ogni città". Perché almeno al cinema è gratificante, soprattutto adesso, vedere un lieto fine.

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Roma, 1943: Matilde, Cencio, Fulvio e Mario vivono come fratelli nel circo di Israel. Quando quest'ultimo scompare misteriosamente, forse in fuga o forse catturato dai nazisti, i quattro "fenomeni da baraccone" restano soli nella città occupata. Qualcuno però ha messo gli occhi su di loro, con un piano che potrebbe cambiare i loro destini... e il corso della Storia.

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