Festival di Venezia 2021, The Lost Daughter, la recensione del film con Olivia Colman

Cinema

Paolo Nizza

L’ autoriale esordio alla regia dell’attrice Maggie Gyllenhaal che trasporta sullo schermo il romanzo di Elena Ferrante “La figlia oscura”. SEGUI LA DIRETTA  

Buona la prima. Funziona il debutto come regista Maggie Gyllenhaal. Certo The Lost Daughter in concorso alla 78.ma edizione della Mostra del cinema di Venezia (LA DIRETTA - LO SPECIALE), non è un film perfetto. Tuttavia, seduce, inqeuieta e incanta. Un melò torbido e inquietante con la macchina da appresa attaccata ai protagonisti, come in certe pellicole di Godard Rispetto a La figlia Oscura, romanzo breve di Elena Ferrante, L’attrice sposta la vicenda dal sud Italia alla Grecia. Cosi l’incantevole isola di Spetses si trasforma in un teatro dove si incontrano e scontrano ragione e sentimento, anima e corpo. 

The Lost Daugther, dal libro al film

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La figlia oscura, il cast del film tratto dal libro di Elena Ferrante

“Quando ho finito di leggere La figlia oscura di Elena Ferrante, ho sentito che qualcosa di segreto e vero era stato detto ad alta voce. E fui disturbata e confortata da quella sensazione. Ho subito pensato a quanto più intensa sarebbe stata l’esperienza al cinema, con altre persone”. Con queste parole Gyllenhaal ha spiegato perché ha scelto di trasformare in un film il libro della scrittrice italiana

Tutto in the Lost Daughter è giocato sui rapporti con l’altro da sé. Non a caso la protagonista del film è un insegnante di letteratura comparata. Una quasi cinquantenne docente di Boston originaria di Leeds. Una signora in vacanza, una divorziata con due figlie adulte, convinta di non essere stata una buona madre. Ma l’incontro con una giovane Mamma risveglierà nell’accademica traumi rimossi e desideri sopiti., simili a falene su un cuscino.

Come una luculliana insalata greca, The Lost Daughter trabocca di ingredienti. Dal mito di Leda, la regina di Sparta sedotta da Zeus in versione cigno, alle poesie di Yeats, dai libri di Wystan Hugh Auden a la tempesta di Shakespeare, le citazioni si alternano alla vita da spiaggia con tanto di famiglia cafona e invadente. Il presente e il passato della protagonista danzano in un gioco di specchi e rimandi 

 

The Lost Daughter, il cast del fiilm

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Paul Mescal, di "Normal People", debutta al cinema con Dakota Johnson

Olivia Colman (premio Oscar per il film La Favorita) ancora una volta dimostra il proprio versatile e unico talento. l’attrice inglese riesce a rendere tutte le sfumature di un personaggio contradittorio e indecifrabile, Una donna di mezz’età ossessionata dal concerto di maternità che nei flashback viene interpretata dall’altrettanto brava Jessie Buckley   (Sto pensando di finirla qui, L'ombra delle spie) Notevole anche il resto del cast, da Dakota Johnson (di una bellezza sconvolgente a Dagmara Domińczyk ( Succession) da Paul Mescal (Norma People) a Ed Harris, sino a Peter Sarsgaard (che nella vita è il marito di Maggie Gyllenhaal)

The Lost Daughter, la trama del film

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The Nowhere Inn, nel trailer del film c'è anche Dakota Johnson

Durante una vacanza al mare da sola, Leda Caruso (Olivia Colman) rimane incuriosita e affascinata da Nin, una giovane madre (Dakota Johnson) e dalla sua figlioletta mentre le osserva sulla spiaggia. Turbata dal loro irresistibile rapporto, (e dalla loro chiassosa e minacciosa famiglia allargata), Leda è sopraffatta dai suoi stessi ricordi personali provati nelle prime fasi della maternità

 

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