Festival di Venezia, "La scuola cattolica": tra cronaca nera e letteratura. La recensione

Cinema

Paolo Nizza

Stefano Mordini trasporta sullo schermo  il libro di Edoardo Albinati (vincitore del Premio Strega) che racconta il delitto del Circeo. SEGUI LA DIRETTA

“Nascere maschi è una malattia incurabile”. E’ una delle battute chiave di "La Scuola Cattolica", presente anche nel romanzo di Edoardo Albinati, da cui il film è tratto. Presentata fuori concorso alla 78esima Mostra del Cinema di Venezia (LA DIRETTA - LO SPECIALE), la pellicola di Stefano Mordini sintetizza in immagini le 1294 pagine del libro vincitore del Premio Strega nel 2017. Un’operazione complessa, come sempre accade quando il cinema decide di raccontare un capolavoro della letteratura. E le difficoltà aumentano visto che la vicenda è incentrata sul massacro del Circeo avvenuto tra il 29 e 30 settembre del 1975 (Massacro del Circeo, dagli stupri alle torture mortali: ecco cosa accadde. FOTOSTORIA). Gianni Guido, Angelo Izzo e Andrea Ghira in una villa di proprietà della famiglia di quest'ultimo rapirono e stuprarono Rosaria Lopez (che morì in seguito alle percosse) e Donatella Colasanti, che si salvò fingendosi morta. Insieme ai veterani Valentina Cervi, Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca, Valeria Golino, Fabrizio Gifuni, nel cast di "La scuola cattolica" troviamo alcuni interpreti emergenti come Benedetta Porcaroli, Giulio Pranno, Federica Torchetto, Un confronto generazionale che rafforza l’idea di un film assolutamente collettivo.

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Dal bullismo al delitto del Circeo

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Sopraffare o essere sopraffatti. Non ci sono alternative per gli studenti di una prestigiosa scuola cattolica frequentata dagli studenti dell’alta borghesia romana. Maglioncini con lo scollo a V, indossati sopra camice con i colletti lunghi quanto punti di fuga e dentro un mare di aggressività repressa. Parimenti al romanzo, il film ci illustra le giornate di questi ragazzi consumate tra atti di bullismo, bravate e bevute. In un crescendo di flashback, la pellicola frantuma il tempo come frantumate sono le anime di questi giovani scapestrati che diventeranno feroci assassini. Fascisti e sessisti, si sentono amici nella morte e per la morte, cartine di tornasole della peggio gioventù, ma con le facce d’angelo, i modi signorili e le motociclette rombanti. E il massacro nella villa al Circeo è il finale tragico, terribile, che segna la  morte di qualsiasi forma di innocenza. 

La scuola cattolica: lezioni di male

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Mentre nei cinema si proiettano Rocky Horror Picture Show, L’ultimo treno della notte e Storie immorali di Apollinaire, nelle case dei protagonisti del film scorrono ritratti di famiglia in un inferno. Padri assenti e maneschi, mamme imbelli e neglette, oppure inclini alla ninfomania. Insomma, genitori tutt’altro che esemplari. Parimenti ai professori o ai sacerdoti, assolutamente distanti da qualsivoglia di rettitudine. E più che d’incenso, si sente odore di zolfo nelle aule di questa scuola cattolica. Certo, il diavolo si palesa pure quando ci si comporta, bene, ma in questo istituto privato i in cattedra sale Satana è le sue legioni. Il male è la materia dei più. Si mente spudoratamente per farsi accettare dai compagni. Lezioni di minacce, corsi di insulti e schidionate di schiaffoni, perché questi figli della violenza cercano di fare sempre del proprio peggio. Insomma, al netto delle acclarate colpe dei re autori del massacro, la responsabilità si annida anche in questi spaventosi esempi di diseducazione civica, in questi insegnamenti malati, in queste dottrine malevoli. Perché a furia di nascondere la polvere sotto il tappeto si finisce per soffocare.

La scuola cattolica, la trama del film

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In un quartiere residenziale di Roma sorge una nota scuola cattolica maschile dove vengono educati i ragazzi della migliore borghesia. Le famiglie sentono che in quel contesto i loro figli possono crescere protetti dai tumulti che stanno attraversando la società e che quella rigida educazione potrà spalancare loro le porte di un futuro luminoso. Nella notte tra il 29 e il 30 settembre del 1975 qualcosa si rompe e quella fortezza di valori inattaccabili crolla sotto il peso di uno dei più efferati crimini dell’epoca: il delitto del Circeo. I responsabili sono infatti ex studenti di quella scuola frequentata anche da Edoardo, che prova a raccontare cosa ha scatenato tanta cieca violenza in quelle menti esaltate da idee politiche distorte e un’irrefrenabile smania di supremazia.

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